Ufficio del Capitano
21/12/2405 - Ore 09.50
Il silenzio dell'ufficio era interrotto soltanto dal ronzio sommesso dell'allineamento dei sensori della stazione. Aymane rimase in piedi davanti alla vetrata prospiciente il molo d'attracco, con la cometa dorata appoggiata sulla scrivania a fare da bizzarro soprammobile, mentre Rerin Th'Tharek lo osservava a braccia conserte, le antenne leggermente inclinate in avanti.
"Capitano..." esordì il Primo Ufficiale, rompendo l'indugio. "Forse dovremmo prepararci ad operare su piani diversi."
Steje si voltò lentamente, le sopracciglia aggrottate per la stanchezza e la perplessità . "Di cosa sta parlando, Rerin?"
"Del piano di Whitmore e Durani" spiegò l'Andoriano, avanzando di un passo. "Se prendiamo il mandante sulla stazione, è vero che fermiamo lo scambio diretto di informazioni qui su DS16. Ma è altrettanto vero che, non vedendo arrivare il chip, Lensky capirà che qualcosa è andato storto. Comunicherà in codice con la cellula sulla Terra per avvisarli del fallimento... e tanti saluti all'identificazione dei terroristi. A quel punto la cellula, sentendosi braccata o priva di guida, potrebbe decidere di agire comunque a Capodanno. Alla cieca, per puro spargimento di sangue. Potrebbe portare a centinaia di morti."
Aymane fissò il suo secondo, il volto che andava indurendosi a mano a mano che la logica dell'analisi gli penetrava nel cervello. Annegò un lungo sospiro, prendendo atto della falla strategica.
"Ha ragione..." concordò il Capitano, appoggiandosi al bordo della scrivania. "Anche se informassimo immediatamente il Comando di Flotta, è matematicamente impossibile proteggere ogni singolo luogo terrestre in cui si terrà un evento di Capodanno. Senza contare che, sapendo di essere stati scoperti, potrebbero optare per anticipare o posticipare l'attacco. Sarebbe impossibile fermarli in tempo."
"Esatto" annuì Rerin. "Ecco perché ho un'idea. Dobbiamo far partire immediatamente la Stormbreaker verso la USS Bayes. La scusa perfetta ci viene data proprio da queste assurde direttive sulle vacanze di Natale arrivate dal Comando."
Un mezza risposta ironica balenò negli occhi di Steje. "Sviluppi."
"La Bayes è una nave scientifica che compie missioni di lungo periodo nel Quadrante Gamma" continuò il Primo Ufficiale. "Il suo equipaggio è lontano da casa esattamente come il nostro. Non sarebbe poi così strano o sospetto che la Flotta invii la nostra nave appoggio a fare rotta su di loro per allestire le decorazioni, consegnare scorte ricreative per le feste e portargli un po' di spirito natalizio. Nessuno a bordo della Bayes insospettirà un simile attracco."
Steje annuì lentamente, il cervello da tattico che ricominciava a far combaciare i tasselli a velocità doppia. "Ho capito dove vuole arrivare... Facciamo credere al mandante che il finto scambio stia avvenendo sul serio qui sulla stazione. Lo fermiamo nell'esatto istante in cui tenta di iniziare l'invio o il download dei dati, in modo da sostituire il pacchetto informativo originale con dati cifrati predisposti appositamente da noi."
"Precisamente" proseguì Rerin, accennando un cenno d'intesa con la testa. "I dati alterati da noi arriveranno alla Lensky tramite il canale sicuro. Lei, convinta che sia il materiale autentico per l'attentato, li reinoltrerà direttamente con il regolare flusso scientifico al canale della cellula terroristica sulla Terra. E solo allora, nell'esatto momento in cui la trasmissione sarà completata e confermata, io e la mia squadra interverremo a bordo della Bayes per arrestarla."
Steje concluse il ragionamento, un'ombra di fredda soddisfazione che gli distese i tratti del volto. "In questo modo, tolti di mezzo i due intermediari senza che la cellula madre se ne accorga, i terroristi sulla Terra si prepareranno a compiere l'attentato nel punto prescelto indicato dai nostri dati falsi... trovando ad attenderli solo decine di ufficiali armati e pronti ad arrestarli."
"Ha centrato il punto, Capitano" Rerin raddrizzò le spalle, il tono di voce che tornava impeccabilmente operativo. "Ma per far funzionare la trappola ho bisogno che mi date il tempo di muovere la Stormbreaker e posizionarci a bordo della Bayes prima che il finto scambio qui su DS16 abbia inizio."
Aymane non esitò un solo secondo. Indicò la porta dell'ufficio con un gesto perentorio del capo.
"Parta immediatamente, numero uno. Il tempo corre."
Ambasciata Klingon - Ufficio dell'Ambasciatore Rogal
21/12/2405 - Ore 10.20
Le porte scorrevoli dell'ambasciata si aprirono con un ronzio pesante, rivelando la figura di Rerin Th'Tharek con la piccola Isaryel comodamente seduta sul suo braccio. Il Primo Ufficiale andoriano avanzò a passo svelto tra le sculture di metallo brunito e i stendardi delle Casate, ben consapevole che i minuti a sua disposizione stavano colando a picco.
Dietro la massiccia scrivania in pietra nera, l'Ambasciatore Rogal sollevò lo sguardo da uno schermo tattico. Non appena vide la bambina, le sue folte sopracciglia si contrassero in un'espressione di pura costernazione.
"No" esordì immediatamente il Klingon, incrociando le enormi braccia sul petto con tono perentorio. "Ho un'importante riunione con il Cancelliere e, soprattutto, non sono una babysitter!"
Rerin non scompose la sua solita calma professionale, anche se le sue antenne oscillarono leggermente. "Vorn al momento è impegnato con l'allenamento delle reclute al settore tattico e la Stormbreaker sta per sganciarsi. Non ho altre opzioni, Rogal."
Prima che il diplomatico potesse erigere una seconda linea di difesa verbale, Isaryel scivolò giù dal braccio di Rerin. Senza il minimo timore per la stazza o l'aspetto minaccioso del guerriero, corse a piccoli passi entusiasti verso la scrivania, spalancò le braccia e con un balzo coordinato gli saltò praticamente addosso.
Rogal la afferrò d'istinto a mezza altezza per evitare che ruzzolasse a terra, trovandosi la bambina arrampicata sul suo torso incrociato di cuoio e metallo.
"Zio Rogal! Papà ha detto che posso stare con te fino a che non torna con la nave!" esclamò la piccola, esibendo un sorriso a trentasei denti e fissandolo con due occhioni felici e spensierati. "Non sei contento?!"
Il potente ambasciatore dell'Impero Klingon rimase un istante immobile, con la bambina aggrappata all'armatura, provando a mantenere un'espressione severa. Ma di fronte a quel candore disarmante, la sua resistenza crollò miseramente. Sospirò, un ruggito sommesso che le scosse le spalle, e la posò delicatamente a terra.
"Vai a giocare sul tappeto" borbottò con una burbera dolcezza, indicando l'ampio tessuto di pelliccia ai piedi della scrivania.
Isaryel emise un piccolo grido di gioia e saltellò felice verso il tappeto, estraendo subito dalla taschina del pigiama un paio di piccoli oggetti colorati.
Rogal si ricompose, raddrizzando la schiena, e piantò lo sguardo sull'Andoriano. "Quella piccola ottiene sempre quello che vuole, vero?"
Rerin sospirò stringendo le labbra per poi fare un passo indietro verso l'uscita. "Benvenuto nel mio mondo... Torno appena possibile."
Senza aggiungere altro, il Primo Ufficiale si voltò e si incamminò a passo di marcia verso i condotti di imbarco. La Stormbreaker lo stava aspettando.
USS Stormbreaker - Ufficio del Capitano di vascello
21/12/2405 - Ore 11.15
Il canale visivo con la USS Bayes era aperto ormai da quasi un'ora. Sullo schermo della scrivania, il volto tirato e visibilmente contrariato del Capitano della nave scientifica tradiva tutta la sua insofferenza per quella che considerava un'assurda interferenza burocratica.
"Comandante Th'Tharek, con tutto il rispetto per la stazione e per le sue direttive, il mio equipaggio è impegnato in una campagna di rilevamenti astrofisici fondamentale" protestò l'ufficiale umano, incrociando le braccia. "Tutta questa storia del Natale è un'inutile perdita di tempo! Non abbiamo ore da sprecare per ghirlande e canti festivi."
Rerin appoggiò i gomiti sulla scrivania, inclinando leggermente le antenne. Decise di cambiare registro, abbandonando il rigido burocratese della Flotta e optando per una mossa azzardata: la totale onestà ... o quasi.
"Ha perfettamente ragione, Capitano" esordì l'Andoriano con un profondo e stanco sospiro. "È un'assoluta perdita di tempo. In particolare del mio tempo."
Il comandante della Bayes batté le palpebre, spiazzato dalla risposta. "Come, prego?"
"Sulla base sono stato incaricato io di organizzare questa festività . Una festa di un popolo che non è il mio, per di più" continuò Rerin, lasciando trasparire una garbata rassegnazione.
"E perché mai hanno dato un incarico del genere a lei?"
"Perché ho una bambina piccola" rispose Rerin, con un'ombra di calore nella voce. "E non appena Isaryel ha sentito le parole 'festa', 'dolci' e 'regali', era talmente felice che... beh, non me la sono sentita di deluderla."
Un'increspatura distese i tratti severi del Capitano della Bayes. Il suo tono di voce si addolcì istantaneamente. "Ah... capisco. Alla fine cediamo sempre alle richieste dei nostri figli, non è vero? Ho due ragazzi sulla Terra e so esattamente di cosa parla. Ma... ancora non comprendo cosa c'entri la mia nave in tutto questo."
"Questi sono i comandi del Comando di Flotta" spiegò Rerin, allargando leggermente le mani. "Diffondere lo 'spirito natalizio' alle unita a lungo tragitto che sono da più tempo lontane dal Quadrante Alfa. E, dai nostri registri, la nave scientifica con la missione più lunga nel settore è proprio la sua. Non ci resta che fare buon viso a cattivo gioco, ma le assicuro che abbiamo già pensato a tutto per minimizzare l'impatto."
"Ossia?"
"Non la costringerò a dirottare nemmeno un singolo membro del suo equipaggio dai propri compiti. Salirò a bordo io stesso con un piccolo contingente dei miei uomini. Decoreremo solo un paio di corridoi principali e la mensa di bordo, lasceremo qualche razione speciale e i regali previsti dal protocollo, e poi ce ne torneremo su DS16 senza intralciarvi. Vi lasceremo lavorare in pace."
Il Capitano della Bayes rimase in silenzio per un paio di secondi, poi lasciò andare un breve sorriso. "Beh... se non influirà in alcun modo sui turni di servizio e sul lavoro del mio personale, per me va bene. Vi autorizzo all'attracco, Comandante."
"La ringrazio, Capitano. A tra poco. Th'Tharek chiude."
Non appena il canale visivo si oscurò, la maschera di cordiale rassegnazione di Rerin svanì all'istante. Si sporse sul pannello della scrivania, digitando rapido un messaggio su una frequenza quantistica ad alta cifratura indirizzata direttamente all'ufficio di Steje su DS16 Gamma.
[CANALE CRIPTATO - DS16G-ALPHA'>: Siamo dentro. Date inizio alla fase due.