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DS16GAMMA - MISSIONE 32 RSS DS16GAMMA - Missione 32

32.08 "Differenze di vedute"

di Edward Whitmore, Pubblicato il 09-07-2026

Deep Space 16 Gamma - Sala Tattica
21/12/2405 - Ore 03.10


"Mi sta dicendo che lei ha aspettato fino ad adesso per informarmi, tenente?" domandò Durani, incrociando le braccia sul petto dopo la lunga spiegazione di Whitmore, e muovendosi a passi rapidi nella Sala Tattica. "C'è una minaccia di tipo militare che coinvolge la stazione e la Federazione, una spia nei nostri ranghi, ed ha deciso di gestire tutto senza coinvolgere la Sezione Tattica. E' inammissibile che lei prenda in mano questo tipo di faccende da solo, appena arrivato. Si spieghi." Non stava alzando la voce, ma Whitmore aveva già imparato che una klingon non ne aveva alcun bisogno per far capire di essere irritata, ed era evidente che il tono non era quello di una garbata richiesta. Peraltro, l'Ufficiale Tattico era appena stata svegliata nel cuore della notte (così come l'Ufficiale Medico) e aveva effettivamente dovuto accettare, nel corso delle ultime quarantotto ore, che Whitmore poggiasse i suoi inquietanti occhi artificiali su tutte le procedure che normalmente lei condivideva con Riccardi, adottando l'approccio di qualcuno abituato a lavorare da solo. Aveva quindi vari motivi di irritazione.

"Fino a un'ora fa io e il capitano avevamo solo sospetti." rispose il tenente Whitmore, cercando di essere massimamente ragionevole e conciliante, quasi dovesse davvero scusarsi. "Sirak li ha trasformati in indizi... e la situazione, coinvolgendo una spia in seno alla Federazione, ha richiesto un approccio di minimizzazione informativa: devono sapere solo coloro che devono sapere. Conosce le procedure, sa bene che non è una questione di fiducia personale." spiegò. "Infatti, eccoci qui."

Bly Dorien, che stava esaminando i dati su di un padd con aria incuriosita, intervenne cercando di fare da paciere spostandosi vicino a Durani e mostrandole il contenuto del padd. "Sirak è stato meticoloso." osservò. "Non ricordo di aver visto un rapporto comportamentale tanto dettagliato."

Whitmore annuì, grato della possibilità di cambiare argomento. "E' stato senza dubbio molto meticoloso. Ci ha fornito tutto quello che aveva su Grul."

"Ha notato che Grul disinfetta continuamente le mani, controlla qualsiasi cosa mangi e rifiuta qualunque alimento gli sembri anche solo vagamente contaminato. Non parla apertamente delle sue paure, ma Sirak è convinto che soffra di una forma piuttosto grave di ipocondria." La dottoressa si prese un momento per rileggere gli appunti. "E io sono abbastanza concorde, in questi appunti sono esplicitati tutti i sintomi tipici."

La klingon rifletté qualche secondo, aggrottando le sopracciglia. "E lei, Whitmore, immagino intenda usare anche questa paura durante l'interrogatorio."

Whitmore sorrise serafico. "Solo se necessario. Abbiamo assoluta necessità che lui parli, e c'è ragione di credere che sia un osso duro."

"Non mi piace. E' subdolo sfruttare una simile debolezza. " replicò, schietta, e vagamente disgustata. "Anche se va detto che quel Ferengi non ha certo l'onore di un guerriero. Se davvero è coinvolto nell'organizzazione di un attentato terroristico, preferisco che sia lui ad avere paura piuttosto che i nostri. "

Whitmore vide un varco e ci si buttò. "Quando il mandante verrà allo scoperto sarà ovviamente la Sezione Tattica a occuparsene. Visto l'obiettivo finale dei cospiratori è del tutto ragionevole che quell'individuo, chiunque sia, sia armato, pericoloso e protetto in vari modi. Sarà un'occasione per collaborare insieme, con lei alla guida dell'operazione, in modo che io possa apprendere meglio come si intende presso questa stazione il concetto di fare squadra."

Quella promessa fece apparire un breve, asciutto sorriso sul volto dell'Ufficiale Tattico. "Spero sia un ottimo studente."

Whitmore si guardò dal replicare e si voltò invece verso la dottoressa. "Tenente Dorien, tra qualche minuto... o nelle prossime ore... potrei quindi contattarla via combadge. Le chiederei semplicemente di leggermi le vaccinazioni previste per un detenuto ferengi destinato a Vodovan IV."

Bly alzò gli occhi dal padd. "Semplicemente? Crede che basterà a scatenare una reazione emotiva di Grul, utile al suo interrogatorio?"

"In verità ho anche altre carte da giocare. Voglio solo avere tutte le frecce possibili nel nostro arco e... be', a volte occorre un pizzico di teatralità in queste cose, mi creda."

La betazoide lo fissò per un paio di secondi, poi scrollò le spalle. "Va bene. Ma se mi sveglia alle tre del mattino solo per avvisarmi che potrei doverle leggere un protocollo sanitario, pretendo almeno un caffè."

"Ha mai valutato di passare al tè?"

Bly trattenne una risata mentre gli passava il padd con una certa brusca cortesia, e Edward lasciò perdere il punto. "Ad ogni modo. Grul è una vecchia volpe, e non si sbottonerà facilmente. Prima di aggiornarci e iniziare a interrogarlo, vorrei concordare con voi gli ultimi dettagli..."



Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capo della Sicurezza
21/12/2405 - Ore 06.30


"Molto bene, Grul figlio di Gebal, Vice Segretario Aggiunto di Terza Classe di Aphromax III. Questo ci porta a un ottimo punto della nostra conoscenza reciproca, ma credo che dovremo ripercorrere tutto dall'inizio, non crede? Per favore, mi ripeta nuovamente il suo nome, i suoi titoli e la sua provenienza."

La voce di Whitmore era calma, bassa, gentile, perfettamente studiata.

"La privazione del sonno è una tortura e la tortura è VIETATA dalla Federazione!" protestò Grul, i cui polsi erano magneticamente bloccati sul tavolo e i cui occhi iniziavano a mostrare i segni della stanchezza accumulata durante la notte. "Gliel'ho già detto! Non so NULLA sul mandante di Sirak. È un grosso equivoco, e se avessi saputo che quel Vulcaniano era coinvolto in qualcosa di illegale, io non avrei mai..."

Aveva sentito quella canzone varie volte ormai, ma Grul era più stanco di ripeterla di quanto Edward fosse stanco di ascoltarla. Per quanto lo riguardava, avevano appena iniziato.

Sorrise cinicamente, facendo ruotare le ghiere interne degli occhi artificiali. Si era già accorto che la cosa metteva a disagio Grul, e quindi lo faceva ogni pochi minuti, specialmente quando ne incontrava direttamente lo sguardo.

"...tortura? Non mi pare. Stiamo solo gestendo la dovuta burocrazia. Ad ogni modo, è tutto documentato: questo interrogatorio è registrato e i due Guardiamarina che stanno sorvegliando il mio ufficio possono testimoniare contro qualsiasi mio abuso. È suo diritto richiedere un'indagine in qualsiasi momento, e verrà aperta un'istruttoria. Ora, tornando alla sua conoscenza con Sirak..."

"...mi ha solo chiesto una CONSULENZA, perché temeva di aver perso, non so perché, qualcosa fra gli allestimenti. Gliel'ho già RIPETUTO. Ora, vista la fragilità delle accuse e l'assenza del mio avvocato, io pretendo..."

"...tutto a suo tempo, non ne dubiti. Il suo avvocato è in arrivo e lei ha avuto pause, cibo e acqua. Non abbiamo nessun interesse a violare i suoi diritti."

E questa non era una bugia: il suo piano era differente, e perfettamente legale.

La porta della sala interrogatori si aprì, lasciando entrare il Tenente Durani.
Whitmore si alzò prontamente per stringerle la mano.

"Ben arrivata, Tenente. Le presento Grul figlio di Gebal, Vice Segretario Aggiunto di Terza Classe di Aphromax III, che ci sta aiutando a scoprire qualcosa di più della situazione."

"Questo p'takh, aiutarci? Questo melmoso verme? Lo dia a me, Tenente. Lo farò parlare io... o almeno mi divertirò a ricordargli che i giochi sono finiti."

"Oooh, santi protettori del commercio! Poliziotto buono e poliziotto cattivo? Siamo arrivati a questo?" replicò Grul, raddrizzando la schiena. "Sappiamo bene che questa... virago!... non può farmi assolutamente nulla, essendo io un sospettato in vostra custodia. Esattamente come lei, signor Whitmore. La grande spia, il grande infiltratore! Deve infastidirla molto questa impotenza: voi umani e voi klingon amate così tanto risolvere le cose con la forza bruta!"

La testa di Whitmore scattò come quella di un cobra, fissandolo con gli snervanti occhi artificiali. Grul sostenne lo sguardo solo un istante.

"Curioso." disse Whitmore, quasi sottovoce. "Credevo che certe storie circolassero soltanto negli ambienti della Flotta. Sa che raccogliere informazioni su un Capo della Sicurezza è quantomeno sospetto?"

Grul sorrise con aria furba.

"Oh, Tenente... io vendo merci da una vita. E chi commercia ascolta... sui moli si racconta di tutto! Si racconta ad esempio che la Flotta non spedisce un ufficiale inglese dai modi impeccabili a dirigere la Sicurezza di una stazione di frontiera solo perché sa portare bene l'uniforme, e che lei si sia guadagnato i galloni infiltrandosi fra la malavita. Non serve violare gli archivi della Federazione. Bastano le orecchie giuste... e le mie sono piuttosto grandi."

Whitmore non batté ciglio. Si limitò a sorridere appena. Durani si sedette pesantemente di fianco a Grul con un fare repentino che lo fece sobbalzare, e lo squadrò ferocemente.

"Bene, signor Grul, così non dovrò ripetermi. Continuiamo. Può cortesemente ripetere al Tenente il suo nome, i suoi titoli e la sua provenienza?"
Passò un'altra mezz'ora. Le domande continuarono a essere sempre le stesse: nomi, date, luoghi. Ogni volta Grul forniva le medesime risposte, con variazioni minime, e ogni volta Whitmore ricominciava dall'inizio, con la pazienza metodica di chi aveva deciso che il tempo fosse un alleato, con Durani che non perdeva alcuna occasione per innervosire il ferengi con la mera presenza e singoli, taglienti commenti. Grul aveva iniziato a bere con una certa frequenza e, quasi senza accorgersene, a strofinarsi le mani con un fazzoletto immacolato che estraeva dal polsino della manica ogni pochi minuti.

Edward sorrise, pensando che Sirak valeva tanto latinum quanto pesava. Decise infine che era il momento di affondare il colpo.

"...e quindi lei continua a sostenere che il signor Sirak le abbia semplicemente chiesto una consulenza commerciale." concluse Whitmore, annotando qualcosa sul padd.
"È quello che è successo e che le sto ripetendo da ore." rispose Grul, stancamente.
"Capisco." rispose, e alzò gli occhi in quelli di Durani, facendo muovere le ghiere degli occhi. Il segnale concordato.
Durani incrociò lo sguardo del collega, e si schiarì la gola. "Tenente."
Whitmore alzò appena gli occhi.
Durani proseguì. "Direi che possiamo iniziare a predisporre il trasferimento."
Grul irrigidì appena le orecchie. Whitmore annuì, poi sospirò. "Temo anch'io che non vi siano molte alternative. Complicità con una spia della Flotta, possibile concorso nella preparazione di un attentato terroristico... dubito che l'autorità giudiziaria sarà incline a lasciarla in libertà durante le indagini."
"N-no..." balbettò Grul. "Aspettate un momento..."
Whitmore non sembrò averlo sentito. Si limitò a toccare il combadge.
"Qui Whitmore. Tenente Dorien, è sveglia?"
=/\= Qui Dorien... sì, Tenente. Mi dica. =/\=
"Avrei bisogno di una conferma. Potrebbe leggermi il protocollo sanitario previsto per il trasferimento di un detenuto ferengi presso il penitenziario di Vodovan IV?"
Seguì un breve fruscio... stoffa sfregata su mani sudate.
=/\= Un momento... eccolo. Sono previste le vaccinazioni standard contro gli agenti patogeni locali, due richiami specifici per la fauna microbica del pianeta e una profilassi preventiva contro... =/\=
"...no."
Whitmore rimase immobile a guardarlo, lo sguardo neutro. Anche Durani fissava il Ferengi senza dire una parola.
"...n-non serve. E' solo un bluff, un disgustoso bluff..." La voce di Grul era cambiata. Non c'era più indignazione, solo una nauseata, improvvisa stanchezza.
Whitmore stette ancora in silenzio. Durani aspettò vari secondi, prima di commentare laconica: "Non c'è nessun bluff. Finirai in galera, dove si meritano di stare i codardi criminali come te. Vodovan IV è fin troppo confortevole per uno che ha contribuito a mettere in pericolo ufficiali della Flotta."
Grul digrignò i denti ostile, sibilando alla klingon e tuttavia era visibilmente impallidito.
Whitmore prese nota. "Non capisco cosa intende, signor Grul. Vodovan IV è perfettamente sicuro per lei, e io ho facoltà di concordare con l'autorità giudiziaria la sede della sua detenzione mentre il processo viene istruito e le prove raccolte. Ho scelto Vodovan proprio perché presenta tutte le caratteristiche di comfort e sicurezza adeguate. Certo, ammetto sia un luogo piuttosto spartano. Le vaccinazioni sono procedure obbligatorie di routine dovute alle malattie locali, che purtroppo sono endemiche."
Grul rabbrividì, e sembrò trattenere un conato di vomito.
"Concordo con il Tenente Durani... non credo sia possibile ottenere altro da lei in questa sede. Tuttavia, abbiamo già abbastanza... credo dovrà rassegnarsi al trasferimento nella colonia penale e all'attesa del suo processo. A meno che non abbia altro da raccontare, ovviamente."
Durani annuì, sogghignando, scrutandolo da vicino. "Chissà se nella prigione ci sono degli amichetti del tuo mandante. Qualcuno a cui dispiace che la tua missione è fallita, o che teme che alla fine parlerai con noi. Qualcuno a cui non piacciono i chiacchieroni."
Grul cercò di reagire. "Questa è una minaccia bella e buona, e voi non potete minacciarmi! Io ho diritto a una protezione mentre sono in vostra custodia, e lo so bene!"
"Davvero, signor Grul? Perché? Se quanto ha detto corrisponde a verità, nessuno ha alcun motivo al mondo di farle del male su Vodovan IV. Attenderà, perfettamente al sicuro, l'esito del suo processo, che per certo la scagionerà da tutte le accuse di associazione a delinquere con fini di terrorismo contro la Federazione, perché lei è perfettamente innocente e non troveremo nulla da addebitarle, nemmeno nei prossimi mesi. Quindi non ha alcun bisogno di alcun tipo di protezione, non crede?" Nel discorso di Whitmore non c'era alcuna traccia di sarcasmo, ma il suo pronunciarlo con tono serio e noncurante era se possibile ancora più offensivo. Il tenente abbassò lo sguardo sul padd. "A meno che non si sia improvvisamente ricordato qualcosa che ci motivi invece a metterla sotto protezione."
"Io dico di metterlo sulla prima navetta per Vodovan IV, a prescindere! Tanto dagli altri sapremo tutto quello che ci serve: non ci serve lui." insistette Durani.
Grul digrignò i denti di nuovo. "Calma... calma! Magari... magari... con il dovuto tempo... posso trovare qualcosa da dirvi. Insomma, se ne sentono di cose sui mercati! Però, be', a volte la memoria..."
"...no, signor Grul. Io sono del tutto convinto che quello che può ricordare lo ricorda perfettamente anche adesso. Non le chiedo un atto di fiducia o, figuriamoci, un atto di sincero pentimento per le sue azioni. Le sto solo dicendo di valutare le sue opzioni, e di essere molto sicuro di quello che lei crede sia vero.
Crede davvero che non troveremo alcun addebito nei suoi confronti?
Crede davvero che i suoi mandanti, se non sarà protetto da noi, saranno civili con lei dopo il suo evidente fallimento?
Crede davvero che sia nel suo interesse proteggere i mandanti di questa operazione, ora che ci è nota?"

Un momento di silenzio.
"Infine, crede davvero che io esiti un solo istante ad affidarla al Tenente Durani?"

Il silenzio si allungò, mentre Grul rimaneva immobile, concentrato. Venne rotto solo dalla voce di Bly Dorian.

=/\=...scusate se interrompo. Tenente, può chiedere al signor Grul se è già vaccinato contro la Febbre Permiana? Sto leggendo che la Febbre Permiana necessita di una profilassi continuativa e che i sintomi... =/\=

"...va bene! B-basta con Vodovan IV! Ho incontrato Sirak tre mesi fa, poco dopo aver ricevuto il mio incarico." la interruppe Grul, sbottando e balbettando insieme. "La faccenda è iniziata su Diomedas III. Ma parliamo delle mie g-garanzie... d-dove diavolo è il mio avvocato!? Voglio tutto per iscritto..."



Deep Space 16 Gamma - Sala Tattica
21/12/2405 - Ore 09.30


Il corpo ufficiali di Deep Space 16 Gamma era praticamente al completo, evento piuttosto raro. Alcuni dei presenti stavano apprendendo solo in quel momento la portata di quanto era accaduto nelle ultime quarantotto ore. Sirak sedeva composto accanto a Whitmore, immobile come una statua. Durani teneva le braccia conserte, apparentemente impaziente che il briefing finisse per poter finalmente passare all'azione. Bly Dorien aveva una tazza di caffè fra le mani e l'aria decisamente più riposata rispetto a qualche ora prima. Rerin Th'Tharek osservava il display in silenzio, le mani dietro la schiena come d'abitudine. Tara Keane era l'ultima arrivata e stava già scorrendo sul proprio padd la trascrizione della deposizione di Grul.
C'era persino Brut, che osservava divertito e manipolava la sua palla colorata luminosa, seduto sul pavimento in una posa composta. Sembrava l'unico, in tutta la Sala Tattica, completamente disinteressato alla crisi che stavano discutendo.

"...e infine il signor Grul ha deciso di collaborare. Non entrerò nei dettagli dell'interrogatorio, quello che ci interessa è il risultato." Aymane attivò il display alle sue spalle. Comparvero il chip isolineare, il nome di Tomin Lensky, quello della nave USS Bayes e una serie di collegamenti ancora incompleti.
"Riassumendo. Le ipotesi formulate da Sirak e dal Tenente Whitmore hanno trovato conferma. Sappiamo ora che Grul è una pedina di un elaborato schema che punta a fare avere a una cellula operativa di mercenari i dati e gli accessi necessari ad organizzare un attentato terroristico presso il Comando di Flotta, il 31 Dicembre prossimo venturo. Grul ha ricevuto l'incarico di ottenere il chip da Sirak e di consegnarlo personalmente al mandante, che ci è ancora ignoto. Il mandante intendeva ritirarlo qui, sulla stazione. Sappiamo inoltre che la guardiamarina Tomin Lensky, assegnata alla USS Bayes, è una spia infiltrata nella Flotta, collusa con i terroristi."

Fece una breve pausa, e un cenno a Whitmore, che riprese indicando il lato del display a parete dove la rappresentazione del chip isolineare ruotava su sé stessa lentamente. "Il chip è cifrato. Abbiamo insomma recuperato il contenitore, ma non siamo ancora riusciti a leggerne il contenuto. Grul stesso ignora cosa vi sia memorizzato."

Per qualche secondo nessuno parlò, poi il comandante Tara Keane ruppe il silenzio.
"Capitano... c'è qualcosa che non mi convince." Aymane le fece cenno di proseguire.
"I tempi. Anche utilizzando il Tunnel Bajoriano, nessuna nave potrebbe partire oggi dal Quadrante Gamma e raggiungere la Terra entro il trentuno dicembre senza distruggere i propri motori. Se Lensky deve consegnare qualcosa al Comando di Flotta, non può pensare di farlo fisicamente."
Sirak intervenne con il tono pacato di sempre. "La deduzione è logica."

"Quindi la Bayes non serve a trasportare il chip." concluse Keane. "Serve a trasmetterne il contenuto. È una nave scientifica, ogni giorno invia enormi quantità di dati al Comando di Flotta. Flussi telemetrici, rilievi geofisici, rapporti di ricerca... tutto attraverso canali subspaziali cifrati."
Rerin concluse il ragionamento. "Un algoritmo nascosto all'interno di un normale flusso scientifico avrebbe elevate probabilità di superare i controlli automatici."

Durani annuì, stringendo gli occhi. "Qualcosa preparato con cura, magari con la collaborazione di altri traditori. Sufficiente a compromettere alcuni sistemi, pilotarne altri, coprire una operazione di infiltrazione per un nucleo armato, il piazzamento di esplosivi, o chissà quale altra soluzione offensiva ai danni degli ospiti previsti alle celebrazioni presso il Comando di Flotta."

Annuì di nuovo, più convintamente, poi aggrottò le sopracciglia. "C'è comunque una cosa che continua a non convincermi... il mandante. Se ha già una spia sulla Bayes, perché rischiare di venire fin qui a riprendere personalmente il chip invece di mandare le Lensky?"

Nessuno rispose subito, poi Sirak inclinò appena il capo. "Perché non si fida. Lensky gli fornisce gli accessi e ha dato molte informazioni, ma forse è solo parzialmente compromessa o ha delle riserve residue di natura etica. Per questo il mandante vuole recuperare il chip di persona, e poi magari seguire la Lensky da vicino. "

Durani scosse la testa. "Forse. Anche se è molto rischioso anche esporsi. Forse la Lensky non ha modo di salire a bordo di questa stazione senza compromettersi in qualche modo."
Whitmore annuì. "Le verifiche sono già iniziate. Se Lensky ha contatti sulla stazione, li troveremo."
"Se è davvero una spia infiltrata da anni, prepariamoci all'eventualità che abbia assunto farmaci o effettuato trattamenti per alterare parametri fisiologici e gestire lo stress del continuo stato di tensione. Potrebbe complicare qualsiasi interrogatorio." suggerì Bly. "Per non parlare della cattura."
"Un'altra possibilità è che la fiducia non sia il fattore determinante. Se il chip richiedesse una chiave biometrica o un dispositivo posseduto unicamente dal mandante, la sua presenza diventerebbe operativamente necessaria. Sarebbe una precisa scelta operativa, una scelta di sicurezza interna della cospirazione." suggerì Sirak.

Aymane disattivò il display. "Non importa quale sia la risposta. Quello che conta è che il mandante ha ancora bisogno del chip: e quindi che verrà a prenderselo. Il nostro amico è già a bordo oppure ci salirà presto." Lo sguardo passò lentamente da Whitmore a Durani.
L'umano annuì gravemente, la klingon sorrise appena. "Organizzeremo un finto scambio. Il mandante dovrà credere che Grul sia ancora libero e disposto a concludere l'affare. Se abboccherà, lo prenderemo insieme alla guardiamarina Lensky prima che la Bayes possa trasmettere alcunché. E a quel punto potremo fare scattare la trappola per gli operativi nemici, che per certo si stanno già organizzando sulla Terra."

"Bene." concluse il Capitano. "Abbiamo poco tempo per preparare l'accoglienza per il nostro ospite. Al lavoro."