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DS16GAMMA - MISSIONE 32 RSS DS16GAMMA - Missione 32

32.02 "La stella cometa"

di Edward Whitmore, Pubblicato il 17-03-2026

Deep Space 16 Gamma - Passeggiata
19/12/2405 - Ore 15.00


"I'm dreaming of a white Christmas, just like the ones I used to know..."

Edward aggrottò le sopracciglia appena emerse dal portellone d'attracco, cogliendo le note dell'antiquata ma celebre canzone: le persone arrivate con la sua nave, per lo più non umane, non parvero invece notare la singolarità della musica proveniente dalla passeggiata. Tuttavia tutti, assolutamente tutti, appena vi entrarono iniziarono a guardarsi intorno meravigliati. Festoni di lustrini rossi, bianchi, argento e oro adornavano ogni corrimano e balaustra abeti di vari materiali torreggiavano in ogni angolo, risplendenti di luci colorate una coppia di bambini con bizzarri completi a strisce bianche e verdi e appuntiti cappelli a cono si rincorrevano cercando di colpirsi a vicenda con enormi caramelle gommose a forma di bastone da passeggio.

Regolò gli occhi artificiali, per essere certo di ciò che stava osservando, e constatò che era tutto vero. Quindi scrollò le spalle e si concesse un giro dell'anello centrale: non era atteso presso il capitano della stazione prima delle 18:00, ed era importante comprendere immediatamente se sulla passeggiata servissero il tè, e di quale qualità. Scoprì rapidamente che sì, lo servivano, ma che la qualità e la varietà erano migliorabili in compenso, gli venne servito anche un delizioso dolcetto di biscotto, caramello e cioccolato (palesemente un millionaire shortbread) pubblicizzato sul menu con l'altisonante nome "Trionfo del Volo delle Renne". Si prese qualche minuto per rilassarsi e osservare la zona. Non aveva immaginato un'atmosfera del genere. Credeva che il suo arrivo sarebbe stato più... triste? Professionale? Si scoprì invece di ottimo umore, e pronto ad assumere l'incarico: presto avrebbe dovuto badare alla sicurezza di tutti i presenti, partendo per certo da quella del personale che stava metodicamente passando in rassegna i festoni e gli addobbi, operando con zelo ma anche con disordinata frenesia, cercando chissà cosa con un tricorder.

La sua osservazione venne interrotta dal vicino chiacchierare a voce alta di una donna dai tratti Klingon, che stava illustrando a un collega biondo le virtù della birra come supplemento nutritivo. Gradi da Tenente Comandante, capelli rossi, voce decisa con accento irlandese, atteggiamento espansivo. Edward sorrise, lieto di aver letto con attenzione i ruolini di bordo e di aver trovato immediatamente una delle persone alle quali desiderava presentarsi. "Comandante Keane, giusto? Scusi se la disturbo, mi permetta di presentarmi. Sono il Tenente Whitmore, Edward Whitmore, il sostituto del Comandante Riccardi come Capo della Sicurezza."

La Responsabile Operazioni si interruppe a metà discorso per voltarsi e scrutarlo, sul viso un sorriso sorpreso. "...Whitmore? Ah, è lei! Piacere! Ho saputo della sostituzione... cosa è successo al Comandante?"

Edward sorrise, allargando le braccia. "Questioni della Sicurezza... pare una missione operativa urgente presso una task force, probabilmente legata a sue competenze specifiche. La sto disturbando?" chiese garbatamente, osservando sia lei che il collega.

"No, affatto! Eravamo in una breve pausa... venga, si accomodi." rispose il Comandante, stringendogli la mano e indicando la sedia accanto alla sua. "Lui è il Guardiamarina Dorman, sezione Ingegneria. E' terrestre, come lei, e almeno per metà, come me."

Edward annuì, stringendo la mano offertagli dal guardiamarina. "Ma, dall'accento che ho sentito, non certo irlandese come lei. Direi... origini polacche, da una famiglia per lo più vissuta in orbita?"

Dornan scoppiò a ridere, annuendo. "Complimenti! Al primo colpo. E malgrado io non abbia un cognome tipico delle mie zone."

"Solo fortuna." ribatté il tenente, con tono amabile, prima di riportare l'attenzione su Keane. "...ma mi dica: sono, uhm, così sentite le celebrazioni natalizie terrestri a bordo? Credevo che in contesti come questo le procedure sulle festività planetarie fossero più..." si interruppe, perché proprio dietro di loro due klingon passarono, ingiuriandosi fragorosamente mentre strattonavano la stessa sagoma di renna riprese dopo qualche attimo, quando la renna si spezzò in due parti soddisfando apparentemente entrambi i contendenti. "...sobrie. Mi corregga se sono in errore, ma sono ragionevolmente certo che il capitano della stazione non sia nemmeno terrestre."

Keane sospirò, aggrottandosi. "Ha! Non ne voglio sentire parlare ancora! Pare che... questo... sia una espressa volontà dell'Ammiragliato. Una cosa di interscambio culturale o simile, non ho davvero approfondito. Siamo in mezzo a questa follia da tre giorni ormai, e non se ne vede la fine... mi pare di capire che ne avremo per un altro paio di settimane." Si rasserenò ridacchiando e scuotendo la testa. "Ma ha anche i suoi lati positivi, per carità. C'è stata una cruenta battaglia a palle di neve stamattina, e ieri sera dei Ferengi raccoglievano fondi suonando un campanaccio e intonando carole su e giù per i ponti. "

"Non oso immaginare il lavoro preparatorio della Sicurezza! Scansionare ogni singolo oggetto prima di consegnarlo alle squadre che lo hanno appeso deve aver preso..." strinse gli occhi, pensieroso "...davvero parecchio tempo, non c'è così tanto personale della Sicurezza a bordo. Come è stata organizzata la gestione del materiale?"

"Be', è stato tolto dagli imballi e... insomma... appeso. Proveniva tutto da magazzini del Comando."

Whitmore la guardò negli occhi, la sua espressione improvvisamente imperscrutabile. "Comprendo." aggiunse laconico, e prese lentamente un altro sorso di tè.



Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capitano Aymane
19/12/2405 - Ore 18.05


Il Capitano Aymane era in piedi, e puntava il pad con i dati raccolti dal Tenente Edward Whitmore verso il suo petto, quasi fosse un'arma carica. Era solo moderatamente irritato, più per il complicarsi della situazione già spiacevole che per quanto gli aveva appena esposto il suo nuovo Capo Sicurezza.

"Tenente Whitmore, davvero lei viene a rapporto per presentarsi, e la prima cosa che fa è criticare il mio comportamento e quello dei miei ufficiali?"

"Non mi permetterei mai, signore."

"Vuole allora avere la bontà di spiegarmi cosa voleva dire con il suo preambolo relativo agli addobbi natalizi, ai loro codici di carico e alla loro potenziale pericolosità?" disse scostandosi, e poggiando il pad sul tavolo.

"Intendo solo dire, signore, che ci sono lacune nei registri di carico del materiale. Se dovessi azzardare una ipotesi, direi che i materiali natalizi sono stati caricati in tutta fretta, con procedure decisamente irrituali. La cosa in sé non è allarmante, ma là dove i registri hanno lacune diventa impossibile definire in modo preciso cosa è stato caricato inizialmente e cosa è effettivamente arrivato. Poniamo che in qualche modo un contrabbandiere d'armi sia venuto a sapere di una spedizione di materiale non tracciato, che ha dovuto viaggiare magari per differenti stive, con varie occasioni di manipolare il contenuto..."

"Tenente... un contrabbandiere d'armi non si interessa di luci colorate e alberi natalizi. Se qualcuno avesse scaricato phaser o esplosivi, sarebbe stato visto."

"Concordo. Ma se avesse voluto portare a bordo qualcosa di più piccolo? O più mimetico? O semplicemente un messaggio per qualcuno a bordo della star base?"

"C'è qualcosa che le fa supporre che stia avvenendo qualcosa del genere?"

"No, non ho alcun elemento per affermarlo. Tuttavia, a causa della procedura seguita, non posso nemmeno affermare il contrario."

Aymane sospirò, pensieroso. "Apprezzo lo zelo, Whitmore, non creda che io sia un incosciente. E non desidero che lei inizi il suo incarico trascurando di indagare ciò che ritiene doveroso indagare: il suo ruolino indica chiaramente che sa il fatto suo. Tuttavia ho una situazione particolare a bordo, e il mio incarico prevede il cercare di creare un certo clima. Lei crede di poter approfondire la questione in modo discreto, e chiudere per quanto possibile le lacune apertesi nella sicurezza a causa della.. irritualità del carico?"

"Si fidi di me, capitano. Le assicuro che non le farò trovare nessuna sorpresa sotto l'albero."



Deep Space 16 Gamma - Alloggio del Tenente Whitmore
19/12/2405 - Ore 20.12


Tutto quello che si poteva fare era stato fatto. Le richieste di chiarimenti alla logistica federale erano state inoltrate, e domani sarebbero iniziati a fioccare i primi rapporti in merito. Edward aveva già anche incontrato l'Ufficiale Tattico Durani e il personale di turno della Sicurezza. Aveva stretto mani, conversato, spiegato, indagato garbatamente. La sua quieta, sicura voce britannica e la sua competenza procedurale avevano largamente rassicurato tutti quanti in merito al fatto che anche senza il Comandante Riccardi la stazione avrebbe continuato a girare sul suo asse. C'erano alcune criticità in merito ai turni e alle procedure, ma nulla di preoccupante: anzi, sarebbero state sfide interessanti per le prossime settimane.

Si stiracchiò, sentendosi improvvisamente stanco. Le emozioni erano state notevoli, e il suo nuovo alloggio gli sembrava un po'... freddo. Si alzò dalla sua scrivania e andò a una delle sue borse per estrarre da esse una raccolta di poesie di Coleridge. Stava per metterla su uno scaffale quando la porta dell'alloggio trillò. Edward, che non attendeva nessuno, con gesto elegante e abituale estrasse il phaser e lo nascose fra il libro e il corpo. "Avanti?" rispose garbatamente, e la porta si aprì.

Sulla porta c'era un Andoriano con un'espressione annoiata e gradi da Tenente Comandante. Fra i suoi piedi c'era una bimbetta, a sua volta Andoriana, che reggeva una stella cometa di plastacciaio che rifulgeva ritmicamente di un ripetitivo schema di colori.

La bimbetta tese la stella luccicante verso di lui. "Tu sei il nuovo Capo della Sicurezza. Sei arrivato oggi quindi non hai amici. Questa si chiama Stella. E' una mia amica, e adesso anche amica tua. Tieni, te la dò."

Edward mise immediatamente via libro e phaser, facendo in modo che il secondo affondasse furtivamente nei cuscini del divano al suo fianco. "...buonasera! Grazie..." disse, alternando occhiate stupite e divertite fra lei e il Comandante, e inginocchiandosi per poterle parlare alla stessa altezza. "Io mi chiamo Edward. Sei molto gentile. Tu come ti chiami?"

"Isaryel. Prendi Stella, che pesa." rispose la bambina, deponendo l'oggetto nelle sue mani con un sorriso compiaciuto.

"Grazie, Isaryel, e grazie anche al Comandante Th'Tharek per averti accompagnato. E' un piacere conoscervi." disse, prendendo la stella con una mano, rialzandosi, e offrendo l'altra al Primo Ufficiale.

Rerin la strinse. "Ha molto insistito per venire a portargliela, quando ha sentito per caso del suo arrivo. Ad ogni modo, è quantomeno corretto che anche lei sia partecipe di questa follia folkloristica."

"Si figuri. Era da un po' che desideravo tornare... fra le stelle." rispose Edward, mentre la stella cometa illuminava ritmicamente la stanza con luci bizzarre e gioiose.



Deep Space 16 Gamma - Luogo imprecisato
19/12/2405 - Ore 23.15


La comunicazione si aprì con un crepitio secco, uno scoppiettare furioso che riecheggiò nel locale tecnico dei piloni inferiori riecheggiando l'umore di chi stava per parlare.

=^=Avete trovato il pacco, vero?=^=

L'interlocutore decise che tolto il dente, tolto il dolore, e rispose immediatamente con la cattiva notizia.

"No. C'è una complicazione. Una complicazione rilevante che era mio dovere segnalare, e che ci impedisce di andare avanti senza il suo consenso."

=^=Ho già detto che non mi interessa nulla delle complicazioni! Siete in grado di compiere la missione o no? Se fallite, conoscete le conseguenze!=^= Il volume della voce gracchiante aumentò, rivelando una collera e una frustrazione che il distorsore erano insufficienti a mascherare.

"La prego, mi ascolti! Abbiamo identificato l'ubicazione del chip: è in una decorazione a forma di stella cometa. Ce ne sono solo cinque a bordo, e ne abbiamo già escluse due. Ne restano tre, e abbiamo provato a forzare i codici di accesso all'alloggio dove riteniamo ve ne sia presente una. Purtroppo il nostro codice non è stato sufficiente perché quell'alloggio è protetto con codici di sicurezza di livello superiore a quello dei normali ospiti. Abbiamo indagato, e abbiamo scoperto si tratta dell'alloggio del nuovo Capo della Sicurezza, arrivato oggi. Ovviamente non potevamo agire oltre, senza avvertirla."

Il silenzio si protrasse per lunghi secondi.

"...signore?"

La voce emerse dal comunicatore lentamente, mortalmente fredda.

=^= Avremo una spiacevole conversazione al suo ritorno. Era un incarico banale, da svolgere senza chiasso! Ad ogni modo... conoscete gli ordini, nulla è cambiato. Cercate le altre due stelle comete, e sperate che l'obiettivo sia dentro una di esse. Se invece occorrerà fare effrazione nell'alloggio del Capo Sicurezza... o indurlo a portare fuori da lì l'obiettivo, o sedurlo, o ricattarlo, o sparargli... fatelo! Tanto peggio per chi ci andrà di mezzo. Sbrigatevi! Chiudo.=^=