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DS16GAMMA - MISSIONE 32 RSS DS16GAMMA - Missione 32

32.01 "L'allestimento fuori dai canoni"

di Rerin Th'Tharek, Pubblicato il 04-03-2026

DS16 Gamma - Biosfera andoriana
16/12/2405 - Ore 09.30


La biosfera andoriana era un trionfo di ghiaccio scolpito, rocce azzurre e una nebbia fredda che rendeva l'aria frizzante e densa, proprio come piaceva ai nativi di Andoria. Solitamente era un luogo di silenzio e meditazione, ma quel mattino l'atmosfera era stata letteralmente invasa da un carico di "natura terrestre". Il Tenente Comandante Rerin camminava a passo lento, le mani intrecciate dietro la schiena, osservando con un misto di scetticismo e rassegnazione le squadre di manutenzione che posizionavano grandi abeti profumati tra le formazioni cristalline. Il profumo resinoso del legno e degli aghi di pino cozzava violentemente con l'odore metallico e pulito del ghiaccio sintetico, creando un contrasto sensoriale quasi stordente.
Ma per Isaryel, quello era il paradiso.
"Guarda, papi! Alberi con i capelli pungenti!" gridò la bambina, correndo a perdifiato sulla superficie ghiacciata del sentiero principale. Le sue piccole scarpette battevano sul suolo con un rumore ritmico, mentre le antenne vibravano freneticamente, captando ogni minima variazione termica e sonora.
Si fermò di colpo davanti a un enorme abete alto più di tre metri, ancora privo di addobbi. Allungò una manina azzurra, toccando con estrema cautela la punta di un ago. "Punge!" esclamò, ritraendo la mano con un risolino eccitato "Papi, perché gli alberi degli umani hanno le punte?"
Rerin sospirò, avvicinandosi. "Perché sulla Terra devono proteggersi dagli animali che vorrebbero mangiarli, Isaryel. Ma questi sono qui per... beh, per essere decorati"
L'Andoriano lanciò un'occhiata alle casse che erano state teletrasportate poco prima. Alcuni volontari — tra cui due ufficiali scientifici Vulcaniani che stavano analizzando una ghirlanda luminosa con la stessa serietà con cui avrebbero studiato un'anomalia spaziale — avevano iniziato ad aprire i container.
Isaryel si tuffò letteralmente in una delle casse aperte, che conteneva centinaia di sfere di vetro colorato, protette da campi di forza a bassa intensità e imballaggi biodegradabili.
"Ohhh..." mormorò la piccola, tirando fuori una pallina di un rosso vibrante. La sollevò verso la luce soffusa della biosfera, osservando il proprio riflesso distorto sulla superficie lucida. "È bellissima! Sembra una piccola stella caduta."
"Fai attenzione, Isaryel, sono fragili," la ammonì Rerin, sebbene la sua attenzione fosse catturata da un movimento sospetto. Poco distante, una squadra di operai stava lottando con un generatore di "neve finta" che sembrava aver deciso di non collaborare con il clima già glaciale della biosfera.
In quel momento, Vorn fece il suo ingresso nella biosfera, portando con sé un'altra cassa. Il Klingon sembrava quasi a disagio in mezzo a tutto quel verde e a quei colori sgargianti, ma non appena vide Isaryel, il suo volto si addolcì in un grugnito che era quanto di più simile a un sorriso un Klingon potesse concedere.
"Piccola guerriera!" esclamò Vorn. "Ho portato altri... ornamenti. Anche se continuo a pensare che delle teste di nemici mozzate starebbero meglio su questi rami rispetto a queste fragili sfere di vetro."
Rerin scosse il capo, massaggiandosi le tempie. "Vorn, ti prego, non dare idee strane alla bambina. Abbiamo già abbastanza problemi con le scarpine volanti, non vorrei dover gestire anche delle teste mozzate nel salone principale."
Isaryel corse verso Vorn, mostrandogli orgogliosa la sua pallina rossa. "Vorn, guarda! Papi ha detto che dobbiamo appenderle agli alberi pungenti!"
Il Klingon prese la pallina tra le sue dita massicce, osservandola con sospetto. "Un'attività insolita. Appendere trofei che non arrivano da una nobile battaglia... ma se è la volontà del Capitano di questa base, che così sia"
Mentre Vorn aiutava Isaryel a capire come agganciare il primo addobbo, Rerin tornò a osservare il flusso di persone. La biosfera si stava riempiendo velocemente. La sua mossa di annunciare i "regali del Capitano" aveva funzionato oltre ogni aspettativa: famiglie intere, diplomatici curiosi e ufficiali fuori servizio stavano affollando l'area, trasformando l'allestimento in una sorta di rito collettivo.
Il brusio che riempiva la biosfera andoriana stava cambiando frequenza. Non era più solo il rumore di casse aperte e rami spostati ora c'era un sottofondo di eccitazione speculativa che rimbalzava tra le pareti di ghiaccio. Rerin, appoggiato a una colonna di cristallo azzurro, tese le antenne mentre cercava di captare al meglio i discorsi dei presenti.
"Hai sentito l'annuncio del Primo Ufficiale?" mormorava una sottufficiale umana a un collega bajoriano, mentre cercavano di districare una matassa di luci a LED. "Ha detto che il Capitano ha preparato regali per tutti. E conoscendo gli standard di Aymane, non saranno certo barrette di razioni d'emergenza"
"Ho sentito dire che hanno fatto arrivare dei replicatori industriali specializzati dal Quadrante Alfa solo per questo" rispose il Bajoriano, sgranando gli occhi. "Si parla di pezzi d'artigianato terrestre autentico, o forse dei nuovi PADD di ultima generazione. Steje non farebbe mai una promessa del genere se non avesse qualcosa di grosso in serbo. È un ufficiale di prestigio, la sua reputazione è in gioco!"
Poco distante, un mercante Ferengi che si era "imbucato" tra i volontari con la speranza di rimediare qualcosa gratis, stava già facendo calcoli frenetici sul suo terminale portatile. "Regali... gratuiti... per tutti," biascicava tra sé, con i lobi che fremevano per l'avidità. "Se il Capitano distribuisce tecnologia o oggetti rari, il valore di rivendita sulla Passeggiata schizzerà alle stelle. Devo assicurarmi di essere in prima fila quando il Capitano aprirà il sacco."
Rerin sentì un brivido di pura soddisfazione percorrergli la schiena. Il piano stava funzionando meglio di una manovra di aggiramento tattico.
"Papi, perché quel signore con le orecchie grandi ride da solo?" chiese Isaryel, tirandogli la casacca.
"Perché crede di aver trovato un tesoro, piccola mia" rispose Rerin, con un sorriso che finalmente gli illuminò il volto, un'espressione quasi predatoria che raramente mostrava. "Ma la vera sorpresa sarà la faccia del Capitano quando leggerà i rapporti sulla gestione delle aspettative dell'equipaggio."
=^=Capitano Aymane a Comandante Tharek. Rerin, risponda!=^=
La voce di Steje gracchiava nel comunicatore, carica di una nota di panico represso che l'Andoriano trovò assolutamente deliziosa. Rerin attese qualche secondo, godendosi il momento, prima di attivare la risposta.
"Qui Tharek. Mi dica, Capitano. Come procede la gestione della... 'generosità di comando'?"
=^=Mi dica che è un errore di trasmissione!=^= sbottò Steje, e Rerin poteva quasi vederlo camminare nervosamente da una parte all'altra della starbase. =^=Il terminale logistico sta esplodendo! Ho tre delegazioni diplomatiche che chiedono se il regalo include l'accesso ai database riservati e metà del personale tecnico ha lasciato i posti di manutenzione per venire ad aiutare con gli alberi! Rerin, dove diavolo dovrei prenderli migliaia di regali in meno di dieci giorni?!=^=
"Saprà senz'altro gestire l'imprevisto con la sua solita 'flemma studiata', Capitano," ribatté Rerin, guardando Isaryel che ora stava cercando di convincere Vorn a indossare una ghirlanda d'argento come se fosse una sciarpa da guerra. "Dopotutto, è stato lei a dirmi che il Natale è la festa della speranza e del sacrificio disinteressato. Quale miglior sacrificio del suo budget per le emergenze?"
=^=Tharek, la sua è insubordinazione creativa! È una vendetta... una gelida, calcolata vendetta andoriana!=^=
"È gestione delle risorse, Capitano" concluse Rerin con una calma serafica. "E ora, se vuole scusarmi, ho una bambina che deve finire di addobbare un abete e più di mille volontari entusiasti che non vedono l'ora di ricevere i suoi doni. Tharek, chiudo."
Mentre il canale si chiudeva con un clic soddisfacente, Rerin emise un piccolo verso di divertimento tra i denti. La Starbase 16 Gamma era forse nel caos, ma per la prima volta da quando era iniziata quella follia natalizia, sentiva che il Quadrante Gamma era un posto decisamente interessante in cui vivere.


DS16 Gamma - Passeggiata
16/12/2405 - Ore 09.45


=^=È gestione delle risorse, Capitano=^= concluse Rerin con una calma serafica. =^=E ora, se vuole scusarmi, ho una bambina che deve finire di addobbare un abete e più di mille volontari entusiasti che non vedono l'ora di ricevere i suoi doni. Tharek, chiudo=^=
Il silenzio che seguì la chiusura della comunicazione fu per Steje più assordante di un'esplosione nel vuoto. Rimase con il braccio a mezz'aria, fissando il comunicatore come se l'apparecchio stesso lo avesse appena tradito.
Nel mentre, le porte del turbolift si aprirono con un fruscio fluido proprio sulla Passeggiata, ma Steje non fece in tempo a fare un passo che venne travolto da un'ondata di suoni e colori. L'area, solitamente un luogo di ordinato viavai multiculturale, era diventata un cantiere di entusiasmo fuori controllo. In alto, sopra le ampie vetrate che mostravano l'oscurità profonda del Quadrante Gamma, file di tecnici della Flotta stavano montando freneticamente dei proiettori che simulavano una nevicata di particelle luminose, mentre ghirlande di pino sintetico venivano srotolate lungo i corrimano con una velocità mai vista prima per dei turni di manutenzione ordinaria.
Ma ciò che gelò il sangue del Capitano furono i sussurri della folla che cambiavano direzione non appena la sua divisa rossa apparve sulla soglia. Un brusio collettivo percorse l'area come un segnale subspaziale.
Il Capitano cercò di farsi strada tra la folla mantenendo un'andatura che sperava apparisse regale, ma che somigliava più a una fuga controllata. Ogni sorriso che riceveva dagli astanti era una pugnalata al suo fegato. Quando finalmente raggiunse un angolo relativamente riparato dietro una colonna strutturale, premette il comunicatore con una foga tale da rischiare di incrinare la piastra.
"Aymane a Logistica, rispondete immediatamente!" esclamò a bassa voce, lanciando occhiate guardinghe ai passanti come se stesse contrabbandando antimateria. "Voglio un inventario completo di tutto ciò che non è essenziale alla sopravvivenza della base. Vecchi kit di riparazione, campioni di minerali senza valore, persino quelle casse di tè liofilizzato scadute nel 2398. Se è solido e può essere impacchettato, mi serve."
Dall'altra parte, la voce dell'addetto alla logistica giunse confusa e sovraccarica dal rumore di fondo di altre chiamate. "Capitano? Ma l'ordine del Primo Ufficiale parlava di regali di alto valore simbolico... qui abbiamo già tre delegazioni che chiedono se i replicatori sono stati calibrati per produrre seta vulcaniana o cristalli di lithio decorativi."
Steje chiuse gli occhi per un istante, imprecando mentalmente contro la precisione terminologica di Rerin. "Il valore simbolico è soggettivo! Mi trovi qualcosa che pesi e che faccia rumore quando viene scosso. E chiami la dottoressa Bly, adesso! Le dica che ho un'emergenza di livello uno. No, faccia livello zero. Il mio sistema nervoso sta per subire un riavvio forzato e ho bisogno di sapere se i replicatori medici possono produrre sedativi di massa... o almeno abbastanza cioccolata da distrarre un intero settore."
Mentre aspettava la risposta, un bambino bajoriano gli si avvicinò timidamente, tirandogli un lembo della divisa rossa. "Capitano, è vero che Babbo Natale è grande quanto un Ammiraglio e porta regali che brillano?"
Steje abbassò lo sguardo sul piccolo, poi lo rialzò verso il soffitto della Passeggiata, dove una ghirlanda gigantesca stava per essere fissata. Sentì il peso di mille anni di tradizioni terrestri schiacciarlo contro il ponte di tritanio. "Sì, piccolo," rispose con un sorriso che sembrava più una smorfia di dolore. "Brilleranno tantissimo. Probabilmente perché saranno fatti di scarti industriali lucidati, ma brilleranno."
Proprio mentre il bambino si allontanava saltellando, Steje sentì un passo pesante e cadenzato risuonare sul metallo, un rumore che sovrastava persino il chiasso dei volontari. Si voltò e si trovò davanti il Tenente Durani. La Klingon non sembrava affatto pervasa dallo spirito natalizio al contrario, le sue creste frontali erano contratte in un'espressione di feroce disappunto e la sua mano destra era appoggiata con irritazione sull'impugnatura del phaser.
"Capitano Aymane!" esordì Durani, la voce che ringhiava sopra il brusio della folla. "Questa sua... iniziativa volontaria sta portando la sicurezza della base sull'orlo del collasso. Un'operazione di questa portata andava preventivata con le sezioni tattiche con settimane di anticipo, non lanciata come un siluro fotonico impazzito nel bel mezzo di un turno di rotazione!"
Steje cercò di assumere una postura di comando, ma si sentiva piccolo sotto lo sguardo inquisitore della Klingon. "Tenente, comprendo che il carico di lavoro sia aumentato, ma si tratta di un evento per il morale..."
"Il morale non si costruisce sul caos, Capitano!" lo interruppe lei, facendo un passo avanti e costringendolo a indietreggiare contro la colonna. "Il Comandante Riccardi non è alla starbase. Ho dovuto riorganizzare l'intero personale in meno di un'ora. Sono stata costretta a richiamare in servizio tre squadre che avevano appena iniziato il loro turno di riposo e, mi creda, degli ufficiali svegliati prima del tempo per sorvegliare l'installazione di ghirlande luminose non sono dei cittadini modello della Federazione. Le lamentele sono state... sonore. Alcuni hanno persino messo in dubbio l'onore di una missione che prevede il controllo della folla attorno a delle decorazioni di cui non capiscono nemmeno il senso!"
Durani incrociò le braccia massicce sul petto, sbuffando una nuvola di vapore caldo. "Mi sono sentita costretta a intervenire personalmente per evitare una protesta formale. Ho dovuto specificare chiaramente a ogni singolo ufficiale, inclusi quelli in servizio di pattuglia esterna, che anche la sezione sicurezza riceverà questi fantomatici 'regali speciali' promessi dal Primo Ufficiale. Mi auguro per lei, Capitano, che questi doni siano degni dello sforzo che stiamo compiendo"
Steje deglutì a vuoto, sentendo la pressione aumentare da ogni lato. "Naturalmente, Tenente. La sicurezza avrà... un trattamento di riguardo. Mi assicurerò che i regali siano... all'altezza delle aspettative."
Mentre Durani si allontanava con un grugnito di avvertimento, Steje riattivò freneticamente il comunicatore. "Logistica? Cancellate l'idea del tè liofilizzato scaduto.. soprattutto per le sezioni tattica e sicurezza. Mi serve qualcosa di pesante, preferibilmente di metallo e che sembri vagamente un'arma o un trofeo. E muovetevi!"
Steje non fece in tempo a chiudere la comunicazione che una nuova figura gli sbarrò la strada. Il Tenente Comandante Karana Vok, capo ingegnere della base, avanzava verso di lui con un'andatura che tradiva la sua doppia eredità betazoide-klingon: una determinazione guerriera unita a una sensibilità empatica che, in quel momento, sembrava sintonizzata solo sulla frequenza dell'esasperazione. Aveva una macchia di grasso su una guancia, un cinturone pesante carico di strumenti diagnostici che tintinnava a ogni passo e stringeva un PADD come se volesse usarlo per percuotere qualcuno.
"Capitano, dobbiamo parlare. Ora" esordì la Vok, senza minimamente preoccuparsi del protocollo. "I miei hangar sono deserti. Le squadre di manutenzione dei reattori sono sparite. Persino i miei specialisti del nucleo di curvatura sono stati avvistati sul ponte 12 a discutere con dei civili sull'allineamento di fase di alcune stringhe di luci colorate. Mi spiega come dovrei garantire l'efficienza della Starbase se l'intero reparto ingegneria è stato dirottato a fare da... designer d'interni per la sua festa?"
Steje sospirò, sentendo una fitta alle tempie. "Comandante, è stato un appello al volontariato lanciato dal Primo Ufficiale. Non potevo prevedere che i suoi uomini fossero così... entusiasti dello spirito natalizio."
"Entusiasti? Capitano, non mi prenda in giro" ribatté lei, incrociando le braccia e facendo tintinnare gli attrezzi. "I miei ingegneri non sono entusiasti del Natale sono entusiasti dell'idea che, secondo l'annuncio di Rerin, chiunque aiuti riceverà un 'regalo speciale'. E dato che lei ha fama di essere un uomo dai gusti raffinati, hanno dedotto che i regali per il reparto tecnico potrebbero includere componenti rari, nuovi moduli diagnostici o, come suggeriva un mio capo squadra, un set di chiavi a induzione in lega di tritanio."
Karana scosse il capo, i capelli scuri che frustavano l'aria. "Al momento sono a corto di uomini per la manutenzione ordinaria dei filtri dell'aria e se non riporto subito ordine, il morale che tanto le sta a cuore finirà soffocato dai sottoprodotti dell'anidride carbonica. Se questi regali non si materializzeranno, o se saranno delle semplici chincaglierie, avrà trecento ingegneri furiosi che inizieranno a interpretare 'sacrificio disinteressato' come 'sciopero bianco delle manutenzioni'"
Steje si sentì mancare il respiro. Dopo la sicurezza, ora anche l'ingegneria lo teneva sotto scacco con la promessa dei regali. "Comandante Vok, le assicuro che... troveremo una soluzione che soddisfi le menti più analitiche del suo reparto. Ma ora, la prego, cerchi di contenere i suoi uomini."
La Vok non aveva ancora finito di sfogarsi che il Tenente Comandante Tara Keane, capo operazioni, si materializzò al suo fianco, aggiungendo il proprio carico di scontento.
"E non è tutto, Capitano" incalzò la Keane. "Come capo operazioni le faccio notare che la sala controllo è nel caos. Il traffico dei mercanti Tellariti è bloccato perché gli addetti all'attracco sono troppo impegnati a catalogare addobbi per 'meritarsi' il premio promesso. La logistica è paralizzata, i sensori a corto raggio non vengono calibrati da ore e ho una coda di mercanti che chiedono rimborsi per il ritardo. Se non mette un freno a questa follia dei regali, le operazioni della DS16 Gamma diventeranno un ricordo storico nel giro di un turno!"
Steje rimase immobile per qualche secondo dopo che entrambe le ufficiali si furono allontanate verso i rispettivi ponti. Guardò la Passeggiata brulicante di gente: centinaia di occhi carichi di aspettative, migliaia di crediti che stavano evaporando e un Primo Ufficiale andoriano che, ne era certo, in quel momento si stava godendo il silenzio della biosfera.
Si rese conto che non serviva a nulla chiamare Rerin per lamentarsi o per ordinargli di venire lì. Sapeva perfettamente cosa gli avrebbe risposto: che lui aveva solo eseguito gli ordini di "creare l'atmosfera" e che la gestione delle promesse era una prerogativa del comando.
Con un gesto rassegnato, Steje sfiorò il comunicatore "Logistica, qui è il Capitano" mormorò, la voce piatta di chi ha accettato il proprio destino. "Autorizzo l'uso dei replicatori industriali a ciclo continuo per i prossimi sette giorni. Priorità massima alla produzione di trofei in lega, kit di calibrazione tecnica e oggetti di artigianato terrestre di classe B. Attingete alle riserve di energia non critiche e, se necessario, riconvertite i materiali grezzi del magazzino 4. E... non fate domande sulla spesa energetica. Me ne occuperò io nel rapporto finale per il Comando di Flotta."
Abbassò lo sguardo sul display, osservando le barre dell'energia che iniziavano già a fluttuare mentre i replicatori della stazione si mettevano al lavoro per soddisfare la voracità festiva di mille razze diverse.
"Buon Natale a tutti" sussurrò tra sé con amara ironia "Specialmente a me e al mio futuro colloquio con il Comando di Flotta"


Deep Space 16 Gamma - Luogo imprecisato
16/12/2405 - Ore 15.00


La comunicazione si aprì con un crepitio secco. La voce dall'altra parte, frammentata da un distorsore di frequenza che ne annullava ogni traccia biologica, andò dritta al punto, gelida e priva di preamboli.
=^=Avete recuperato il pacco?=^=
L'interlocutore esitò, il silenzio che seguì era carico di una tensione palpabile. "Non ancora. È sorto un imprevisto...."
=^=Che tipo di imprevisto?=^=
"Le nostre proiezioni sulla gestione logistica della Starbase erano errate," spiegò l'uomo, stringendo nervosamente il ricevitore. "Avevamo previsto che l'allestimento sarebbe avvenuto per gradi, in aree circoscritte e con squadre di manutenzione tracciabili. Invece, il Comando ha indotto una mobilitazione di massa. Hanno promesso regali a chiunque si offra volontario e ora ci sono centinaia di civili e ufficiali che manipolano le casse senza alcun criterio. È diventato impossibile intercettare il pacco prima che venga disperso tra le decorazioni della base."
Dall'altro capo della linea, il silenzio che seguì sembrò pesare quanto il vuoto dello spazio. Un respiro distorto, simile a un sospiro metallico, precedette la risposta. =^=Quindi il nostro obiettivo è ora mescolato a migliaia di ornamenti terrestri privi di valore. Come pensate di rimediare a questo fallimento?=^=
"Ci infiltreremo tra i volontari. Useremo la confusione a nostro vantaggio per setacciare i settori pubblici durante l'allestimento," rispose l'interlocutore, cercando di infondere sicurezza nella propria voce. "Se non dovessimo individuarlo subito, lo cercheremo nei prossimi giorni tra le decorazioni già esposte. È solo questione di tempo: al massimo tre giorni e il pacco sarà nelle nostre mani."
=^=Vedi di non deludermi di nuovo. La pazienza non è una virtù che mi appartiene. Attendo notizie conclusive. Chiudo.=^=


Deep Space 16 Gamma - Passeggiata
16/12/2405 - Ore 21.15


La sera era calata sulla stazione, ma la Passeggiata non era mai stata così luminosa. Dopo un lavoro titanico che aveva coinvolto ogni ponte e ogni sezione, la Starbase splendeva di migliaia di luci intermittenti, ghirlande intrecciate e ologrammi di neve che cadevano silenziosi sul tritanio. L'aria stessa sembrava diversa, intrisa di quel profumo di pino sintetico che ormai saturava i condotti di ventilazione. Rerin Tharek si trovava al centro della passeggiata, le braccia incrociate e le antenne che oscillavano lentamente in un misto di sbigottimento e stanchezza. Davanti a lui, nonostante l'allestimento fosse ufficialmente terminato, giacevano ancora tre casse aperte, traboccanti di sfere di vetro, nastri e addobbi luccicanti.
"Non è possibile" mormorò l'Andoriano, consultando il PADD. "Abbiamo decorato ogni centimetro quadrato delle aree pubbliche, comprese le paratie dei condotti di scarico e l'ufficio della sicurezza. Dove dovremmo mettere il resto di questa roba? Nello spazio aperto?"
"Guarda, papi! Queste brillano più delle stelle!" esclamò Isaryel, avvicinandosi alla cassa e sollevando una decorazione a forma di stella argentata che rifletteva le luci della base. La piccola era stanca, ma i suoi occhi brillavano di una meraviglia pura. "Sono bellissime... non possiamo lasciarle chiuse qui dentro, hanno un aspetto così triste tutte sole al buio."
Rerin osservò la figlia, poi alzò lo sguardo verso la folla di volontari che si stava lentamente radunando intorno a loro, stanchi ma visibilmente soddisfatti del lavoro compiuto. Vide Klingon che si pulivano le mani sulle divise, ingegneri con i volti segnati dalla fatica e civili che si scambiavano sorrisi inediti.
Prese un respiro profondo e attivò la comunicazione ambientale, la sua voce risuonò calma e solenne in tutta la Passeggiata.
"Ospiti, civili e ufficiali di Deep Space 16 Gamma," esordì, attirando l'attenzione generale. "Il lavoro che avete svolto oggi è... senza precedenti. Avete trasformato questo avamposto di metallo in qualcosa che ricorda una casa. Per questo, vi ringrazio a nome del Comando." Fece una breve pausa, accennando con un mezzo sorriso alle casse rimaste. "Fermo restando l'impegno del Capitano riguardo ai regali speciali che riceverete nei prossimi giorni, non mi sembra logico lasciare che queste decorazioni tornino nel buio di un magazzino. Pertanto, invito chiunque lo desideri a scegliere un addobbo e portarlo con sé, come ricordo di questa giornata di sforzo collettivo."
Un mormorio di approvazione percorse la folla, ma la dottoressa Bly, che si era avvicinata per osservare la scena, gli si affiancò mormorando a bassa voce: "Rerin, sei sicuro? È probabile che quelle decorazioni appartengano al Comando di Flotta e debbano essere restituite a Sol III dopo le festività."
Rerin fece spallucce con una noncuranza tipicamente andoriana, senza distogliere lo sguardo dalla folla che iniziava ad avvicinarsi con ordine alle casse. "A me non è arrivata alcuna specifica comunicazione riguardo alla restituzione del materiale, dottoressa. E se mai dovesse arrivare un reclamo formale dal Settore 001..." accennò un sorriso sornione verso il ponte di comando, "...sono certo che il Capitano Aymane saprà gestire la questione con la sua solita, impeccabile diplomazia."
Bly scosse il capo, ridacchiando. "Sei senza speranza. Lo stai facendo affondare sotto una montagna di scartoffie."
"Lo sto aiutando a esercitare la generosità," ribatté lui con un occhiolino.
Intanto, Isaryel aveva completato la sua accurata selezione. Si avvicinò al padre con un'espressione solenne, stringendo tra le piccole mani due oggetti: la stella argentata che aveva ammirato prima e una piccola sfera di un blu profondo, quasi identica al colore della loro pelle.
"Questa è per me, perché brilla come i miei sogni," spiegò la bambina con estrema serietà, porgendo poi la sfera blu al padre. "E questa è per te, papi. Così anche nel nostro alloggio ci sarà un pezzetto di questa luce."
Rerin prese la decorazione, sentendo il calore di quel gesto sciogliere anche l'ultimo briciolo di freddezza militare. "Grazie, piccola mia. Portiamole a casa."


Deep Space 16 Gamma - Luogo imprecisato
19/12/2405 - Ore 15.00


La comunicazione si aprì con un crepitio secco, un rumore metallico che tagliava il silenzio di un locale tecnico semibuio nei pressi dei piloni inferiori.
=^=Avete trovato il pacco?=^=
La domanda arrivò gelida, priva di inflessioni. L'interlocutore esitò, il respiro pesante che tradiva un nervosismo malcelato prima di rispondere.
"No. Abbiamo setacciato ogni singola installazione nelle aree pubbliche"
=^=Spiegati meglio. È impossibile che sia svanito nel nulla. Dov'è finito?!=^= Il tono del distorsore si alzò di un'ottava, caricandosi di una minaccia elettrica.
"Abbiamo un problema critico" rispose l'uomo, abbassando ulteriormente la voce. "Il Primo Ufficiale ha autorizzato il personale e i civili a portarsi via le decorazioni avanzate come ricordo. Il pacco non è più in una zona accessibile. Quindi è plausibile che si trovi in uno degli alloggi"
Un silenzio carico di presagio seguì quella rivelazione.
=^=Un alloggio? Mi stai dicendo che il nostro obiettivo è ora un ninnolo sopra il comodino di un ufficiale della Flotta o di un ospite?=^=
"Esattamente. Recuperarlo senza attivare i protocolli di sicurezza sarà infinitamente più complesso."
=^=Identificate l'alloggio e agite. Non mi interessano le complicazioni, voglio quel chip. Chiudo.=^=