Home Home
 
 
 
 
 
 
DS16GAMMA - MISSIONE 31 RSS DS16GAMMA - Missione 31

31.08 "Il recupero dell'armatura"

di Durani della Casata di Kanjis, Pubblicato il 28-01-2026

USS Stormbreaker - plancia di comando - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.00


Lo sguardo del Capitano Aymane si posò sullo schermo principale, dove il vuoto nero del sistema Navorian sembrava quasi trattenere il respiro.

"Rapporto" domandò con voce ferma.

Alla console operativa, Tara Keane, scorse rapidamente i dati. Le sue dita si muovevano con una precisione quasi musicale, ma il suo volto tradiva una tensione crescente.

"La scia di curvatura della navetta dei ladri termina qui, Capitano. Non ci sono altre traiettorie di allontanamento. Non rilevo alcuna nave, il che significa che c'è, solo che non vuole farsi vedere."

"Rerin, allarme giallo" ordinò Aymane al suo Primo Ufficiale

Durani, sentendosi chiamata in causa mentre stava calibrando i sensori tattici, iniziò a parlare più a sé stessa che alla folla presente nella piccola plancia della nave federale: "Sto cercando micro fluttuazioni che mi possano permettere di intuire l'ubicazione e la grandezza del campo di occultamento. Se non hanno ancora usufruito dell'effetto sorpresa per attaccare, dubito che si tratti di una nave da guerra Klingon.. ed i ricettatori, contrabbandieri e reietti vari usano sistemi rubati, modificati, che non sono mai perfettamente calibrati e.."

Un bip acuto risuonò sopra la sua consolle.

Durani sollevò lo sguardo, gli occhi brillanti. "Trovati. A ore due, distanza di 40.000 chilometri. Una nave klingon di classe B'rel. Occultata, ma con un lieve sfasamento di fase."

Rerin sorrise. "Ottimo lavoro"

"Capitano, la nave è ferma. Nessun movimento. Probabilmente stanno aspettando un acquirente."

Steje si voltò verso Tara. "Voglio un'analisi completa ad ampio spettro per eventuali navi in arrivo"

Tara aprì la bocca per rispondere, ma un allarme acuto la interruppe.

"Nave in uscita dalla currrrvatura!" esclamò Sh'erah

Lo schermo si illuminò mentre faceva la sua comparsa la gigantesca sagoma di una nave da battaglia klingon di classe Negh'Var, scura e imponente come una fortezza spaziale.

"Identificazione?" chiese Steje.

"È la IKS Kravel" disse Tara.

"Comandata dal Generale Korvak." aggiunse Rogal cupamente

Il Klingon, appena citato, apparve sullo schermo un istante dopo: massiccio, con una cresta larga e occhi come braci ardenti. La sua presenza riempiva lo schermo come un'ombra minacciosa.

"Capitano Aymane" ringhiò. "Siete fuori posto. Questo è affare dell'Impero."

Steje mantenne un tono calmo. "Generale, stiamo seguendo una navetta rubata contenente reperti klingon sacri. Reperti sottratti alla Federazione e all'Impero."

Korvak sbatté un pugno sul bracciolo. "Quei reperti non devono cadere nelle mani dei ricettatori. E nemmeno in quelle di..." sputò la parola "...Rogal Dothrak."

Alle spalle di Steje, l'Ambasciatore Klingon si irrigidì ed il suo volto si contrasse in un'espressione di rabbia contenuta.

"Generale Korvak" disse Rogal, avanzando di un passo, "io rappresento l'Imperatore. Lei non ha autorità per.."

"Taci, Dothrak!" ruggì Korvak. "Tu avrai anche il mandato per rappresentare l'Impero su Deep Space 16 Gamma, ma io sono in missione per il Consiglio. Ed il Consiglio vuole le reliquie al sicuro."

Rerin sussurrò a Aymane: "Perfetto Capitano. Due klingon che si odiano. Cosa potrebbe andare storto?"

"Capitano, grazie alle indicazioni di Durani, riesco a rilevare la firma energetica della navetta fantasma... è interna alla nave occultata." esclamò Tara

Steje si voltò. "Spiegati."

"La navetta dei ladri" la anticipò Durani. "È all'interno della nave dei ricettatori. Probabilmente nel loro hangar."

Tara confermò. "Ha senso. Avrebbero occultato tutto insieme."

Il Generale Korvak, che ascoltava, ringhiò alla sua plancia. "Pronti ad attaccare. Disabilitare la nave e recuperiamo ciò che resta."

Durani si alzò di scatto verso lo schermo con gli occhi fiammeggianti.

"Generale, se distrugge quella nave, distruggerà anche i reperti. E forse anche l'armatura di Lady Lukara. E' quello che vuole il Consiglio? O vorrà, invece, la sua testa per aver fallito così miseramente?"

Korvak la fissò. "E tu chi sei, che osi parlarmi in questo modo?"

La Klingon si raddrizzò. "Sono Durani, seconda erede della Casata di Kanjis. E le dico che l'armatura non può essere trattata come un trofeo. È viva. E sta cercando qualcuno."

Korvak la osservò con interesse per qualche secondo, poi si limitò ad alzare seccamente la mano sinistra fermando l'ordine di attacco

Rerin sussurrò: "Direi che hai attirato la sua attenzione. Speriamo che la cosa ci faccia guadagnare tempo utile.."



USS Stormbreaker - infermeria - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.08


Sapendo cosa era in grado di fare l'armatura di Lukara influenzando le menti femminili, la Dottoressa Dorien osservava i tracciati psichici sul monitor. Accanto a lei, l'ambasciatrice vulcaniana T'Lani stava in piedi, le mani dietro la schiena, lo sguardo fisso sui dati.

"Le onde psioniche residue sono ancora presenti" mormorò Bly. "Non sono più invasive come quando eravate sotto l'influenza dell'armatura, ma... è come se qualcosa avesse lasciato un'impronta."

T'Lani sollevò un sopracciglio. "Un'eco mentale."

"Esatto." Bly si voltò verso di lei. "Quando eravamo possedute, tutte parlavamo di trovare un erede degno. Ora l'armatura è là fuori, nelle mani di criminali, ma io continuo a percepire una tensione. Come se stesse ancora cercando qualcuno."

T'Lani rimase in silenzio per qualche secondo.

"La logica suggerirebbe che si tratti di un artefatto con una matrice psionica programmata," disse infine. "Ma ciò che ho percepito non era semplice programmazione. Era... intenzione."

Bly annuì lentamente. "E quell'intenzione non è finita."

Il comunicatore di Bly trillò.

=^=Infermeria, qui è il Capitano Aymane. Stiamo per avere un possibile scontro con una nave dotata di occultamento Klingon. L'armatura è a bordo o nelle vicinanze. Voglio che tutto l'equipaggio femminile a bordo, ma soprattutto lei, Durani, Tara e T'Lani siate pronte a qualsiasi... reazione psionica. Non voglio che l'armatura riprenda il controllo.=^=

Bly deglutì. "Capitano, non sono certa che possiamo impedirlo, se l'armatura lo decide."

=^=Allora=^= rispose Steje =^=facciamo in modo che non abbia il tempo di decidere=^=



USS Stormbreaker - plancia di comando - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.16


"Capitano," disse Rogal con voce bassa, "non possiamo fidarci di Korvak. È un fanatico. Se mette le mani sull'armatura, la userà per consolidare il suo potere."

Steje lo fissò. "E lei cosa farebbe, Ambasciatore?"

Rogal non rispose subito.

"Io... la riporterei al Consiglio. Dove appartiene."

Rerin intervenne. "Il Consiglio che l'ha praticamente allontanata o ripudiata se prendiamo per buone le parole del Generale?"

Rogal ringhiò con rabbia mista ad un dolore sincero, come sorpreso da quel gratuito attacco personale

"No, è vero, mi correggo" disse Rerin alzando le mani in senso di pace. "E' stato inviato a rappresentare l'Impero in un settore remoto, ma quanto affermato prima da Korvak fa pensare che qualcuno nel Consiglio non la voglia nei paraggi. Non trova anche lei?"

Steje alzò una mano. "Basta. Abbiamo un problema più urgente."

Durani si voltò verso di loro. "Veramente più di uno Capitano.. la nave occultata sta caricando armi."

Steje si irrigidì. "Tara?"

"Confermo. Immagino stiano puntando verso di noi, se non completamente folli. Cercare di colpirci potrebbe creare una situazione perfetta per cercare di defilarsi, provando a ingannare i sensori"

Rerin sbuffò. "Perfetto. Ricettatori con cannoni disgregatori. Allarme rosso!"

Durani si voltò verso Aymane. "Capitano, ho un'idea. Ma è rischiosa."

Steje la guardò negli occhi. "Quanto rischiosa?"

"Abbastanza da farmi guadagnare una promozione... o una corte marziale."

Steje inspirò lentamente. "Durani, qual è la tua idea?"

"Possiamo riuscire a destabilizzare i loro sistemi abbastanza da renderli inermi nel preciso istante in cui stanno per aprire il fuoco e subito dopo procedere con un abbordaggio"

Korvak, ancora sul canale, ringhiò. =^=Un trucco da scienziati della Federazione. Non funzionerà.=^=

Durani lo fissò con un'intensità feroce. "Non è un trucco. È una manovra tattica. E funzionerà."

Rogal, alle spalle di Aymane, incrociò le braccia. "Se fallisce, la Stormbreaker sarà vulnerabile. E noi con lei."

"Se non facciamo nulla," ribatté Durani, "verremo colpiti alla cieca. Preferisco rischiare con un piano che conosco piuttosto che aspettare il primo colpo."

Il Capitano annuì. "Proceda, Tenente."

Durani si avvicinò alla console di Tara. "Dobbiamo generare un impulso a 3.2 terahertz, modulato in modo da colpire il nodo di fase del loro campo di occultamento. Secondo i miei calcoli dovrebbe essere qui" disse indicando un punto preciso in base alla ricostruzione olografica del B'Rel

Tara la guardò con un misto di ammirazione e terrore. "Se sbagliamo di un millisecondo..."

"Lo so," disse Durani. "Ma non sbaglieremo."

Korvak intervenne. =^=Se fallite, la mia nave aprirà il fuoco. Non permetterò che i ricettatori colpiscano una nave klingon o della Federazione mentre io resto a guardare.=^=

Rerin commentò a bassa voce: "Che generoso."

Durani ignorò il commento. "Tara, sincronizza l'impulso con il picco energetico dei loro cannoni. Quando caricano al massimo, il loro campo di occultamento è più vulnerabile."

Tara digitò rapidamente. "Pronta."

"Allora... adesso!"

La Stormbreaker emise un impulso acuto, quasi un grido metallico. Lo spazio davanti alla nave tremolò, come se un velo invisibile venisse strappato.

Poi, all'improvviso, la nave dei ricettatori apparve.

Un B'rel klingon modificato, scuro, con pannelli irregolari e segni di riparazioni improvvisate. Le ali erano più spesse del normale, probabilmente per ospitare sistemi di occultamento rubati. Le luci rosse interne pulsavano come un cuore malato.

"Occultamento disattivato!" gridò Tara.

"Armi nemiche offline!" aggiunse Durani. "Il loro sistema è andato in sovraccarico."

Korvak emise un ruggito soddisfatto. =^=Ben fatto, guerriera.=^=

Rogal, invece, rimase in silenzio. Il suo sguardo era fisso sulla nave ricettatrice, come se vedesse qualcosa che gli altri non vedevano.

Steje si alzò. "È il momento. Prepariamo una squadra d'abbordaggio."



USS Stormbreaker - sala teletrasporto - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.21


Durani, sopra l'uniforme, indossava un'armatura tattica leggera di matrice Klingon, adattata per il combattimento ravvicinato, la specialità di suo fratello Tanas, non la sua.

La sua postura era rigida, ma i suoi occhi brillavano di una calma feroce.

Tara Keane controllava un tricorder modificato. "Ho caricato una mappa parziale del B'rel. Ma è vecchia. I ricettatori potrebbero aver modificato tutto."

"Lo hanno fatto," disse Riccardi, entrando nella sala. "Ho visto navi come quella. Ogni corridoio è una trappola."

Dietro di lui, la Dottoressa Bly Dorien portava un kit medico e un sensore psionico. "Le onde dell'armatura sono instabili. Se ci avviciniamo troppo, potremmo... sentirla."

Durani annuì. "Siamo qui per recuperare i reperti. Non per diventare i loro nuovi portatori."

Le porte si aprirono di nuovo. Due guerrieri klingon entrarono, armati di bat'leth e phaser klingon. Erano massicci, con creste profonde e cicatrici che raccontavano una vita di battaglie.

"Vi manda Korvak?" domandò Durani per nulla sorpresa lanciando uno sguardo all'Ambasciatore Rogal, avendo entrambi lasciato la plancia durante la discussione tra Aymane ed il Generale Klingon.

Il più alto dei due annuì. "Siamo K'Rath e Morvak. Moriremo con onore."

"Preferirei che viveste con onore, se possibile" commentò ironicamente Rerin, al fianco di un'indomita T'Lani che non erano riusciti a dissuadere dal prendere parte all'abbordaggio.

Durani si voltò verso il tecnico del teletrasporto. "Pronti."

Steje parlò dal comunicatore. =^=Durani, fate attenzione. Non sappiamo cosa troverete là dentro.=^=

"Lo scopriremo presto, Capitano."

Il tecnico attivò i comandi. "Teletrasporto in corso."

La squadra fu avvolta da un vortice blu.



Nave klingon sconosciuta - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.29


Il mondo si ricompose in un corridoio buio e angusto. Le pareti erano sporche, segnate da graffi e bruciature. L'aria era pesante, satura di odore di metallo bruciato e sangue secco.

Un rumore metallico risuonò dietro l'angolo.

"Movimento!" gridò Riccardi, alzando il phaser.

Due ricettatori klingon sbucarono da un angolo, armi in pugno. Rogal ed i guerrieri di Korvak risposero con un ruggito, ingaggiando un corpo a corpo brutale. Le lame si scontrarono con un clangore assordante, mentre altri avversari iniziarono a fare la loro comparsa.

Durani avanzò con decisione. "Non abbiamo tempo, dobbiamo trovare l'accesso all'hangar!"

Tara consultò il tricorder. "A trenta metri, a sinistra!"

La squadra avanzò tra spari, clangore di lame e urla soffocate. Il B'rel sembrava vivo, come se ogni vibrazione dello scafo fosse un respiro affannoso.

Bly si fermò un istante, portandosi una mano alla tempia. "L'armatura... la sento. È vicina."

T'Lani chiuse gli occhi. "Anche io. È... inquieta."

Durani serrò la mascella. "Allora muoviamoci."



Nave klingon sconosciuta - hangar - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.29


L'hangar era un caos di container, cavi penzolanti e luci tremolanti. La navetta dei ladri era incastrata tra due supporti metallici, come un animale ferito.

Vicino al suo scafo, una figura in tuta spaziale era accasciata, respirando a fatica.

"È la vulcaniana," disse Bly. "Probabilmente era agganciata in una.. ecco in quella capsula là.. quando abbiamo fritto i sistemi della nave, deve essersi danneggiata.. avrà lottato per mettersi in salvo.

Riccardi la sollevò con delicatezza. "È viva.. Dottoressa venga presto, come sta?"

Bly si inginocchiò accanto a lei. "È debole, ma stabile. Ha subito un trauma cranico e una forte esposizione psionica."

La Vulcaniana aprì gli occhi, fissando Durani. "Non dovreste essere qui."

"Non avevamo molta scelta," rispose Durani. "Dov'è l'armatura?"

La ladra indicò la paratia blindata. "Dietro quella porta. Ma... non è sola."

L'area indicata dell'hangar era immersa in una penombra rossastra, illuminata solo da luci d'emergenza tremolanti. Il pavimento metallico vibrava sotto i piedi della squadra di abbordaggio.

Durani avanzò con passo deciso, il phaser in una mano e il bat'leth klingon nell'altra. La sua postura era quella di una guerriera nata, ma i suoi occhi tradivano una concentrazione assoluta, quasi sovrumana.

Tara consultò il tricorder, che emise un sibilo inquietante. "Ci sono almeno sei forme di vita oltre la paratia. Klingon... ma i loro parametri vitali sono strani. Come se fossero... alterati."

"Alterati come?" chiese Bly, avvicinandosi.

"Non saprei dirlo. I loro livelli di adrenalina sono altissimi, ma le onde cerebrali sono... piatte. Come se fossero in trance."

T'Lani sollevò un sopracciglio. "Una trance indotta psionicamente?"

"Possibile," rispose Bly. "L'armatura potrebbe averli... toccati."

Durani serrò la mascella. "Allora dobbiamo muoverci in fretta. Comandante Rerin, riesce a bypassare i comandi del portellone? Se è come temiamo, noi donne potremmo avere qualche difficoltà da qui in avanti"

L'Andoriano annuì, facendo segno a Bly di stare alla sue spalle, mentre K'Rath e Morvak, i due guerrieri di Korvak, si scambiarono un'occhiata complice, avvicinandosi alla paratia in posizione difensiva davanti a Durani, la stessa cosa che fece Rogal dinanzi a Tara, mentre Riccardi si mise a protezione di T'Lani .

Dopo qualche tentativo andato a vuoto, la porta si aprì con un sibilo.

E l'aria cambiò.

Un'ondata di energia psionica investì la squadra come un vento gelido. Bly barcollò, portandosi una mano alla tempia. T'Lani chiuse gli occhi, concentrandosi per mantenere il controllo mentale.

Durani sentì un brivido correre lungo la spina dorsale. Una voce lontana, come un sussurro antico, sfiorò la sua mente.

"Non ancora."

"L'avete sentito?" chiese Tara, pallida.

"Sì," rispose Bly. "E non era un'allucinazione."

Durani avanzò verso l'apertura.

E li vide.



Nave klingon sconosciuta - stiva blindata - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.36


Almeno sei figure incappucciate stavano in piedi nella stiva oltre la paratia. Indossavano armature leggere, decorate con simboli klingon antichi, e ciascuno impugnava una lama cerimoniale curva, simile a un mek'leth ma più sottile, più elegante.

Il loro capo avanzò di un passo.

La sua voce era profonda, cavernosa, come se provenisse da un luogo lontano.

"Siete arrivati troppo tardi."

Durani sollevò il bat'leth. "Chi siete?"

"Siamo l'Ordine della Lama Silente," rispose l'uomo. "Custodi della verità di Kahless. Protettori del suo ritorno."

Il Generale Korvak, che ascoltava attraverso il comunicatore aperto, intervenne dal ponte della IKS Kravel. =^=Durani, l'Ordine è una setta estremista. Non riconosciuta dall'Impero. Sono pericolosi.=^=

"Lo vedo," rispose Durani.

Il capo dell'Ordine inclinò la testa. "L'armatura ha parlato. Ha scelto. E voi... non siete degni."

Tara fece un passo avanti. "Bogh'a'! Sporco bugiardo"

"L'armatura appartiene a Kahless," ribatté l'uomo apparentemente sorpreso dallo scarso esito del suo bluff. "E noi siamo i suoi servitori."

Durani strinse i denti. "Dove si trova?"

L'uomo indicò un altare improvvisato al centro della stanza. Sopra di esso, l'armatura di Lady Lukara brillava di una luce sinistra, come se respirasse.

Bly sussurrò: "Sta emettendo un'onda psionica costante. È... viva."

T'Lani aggiunse: "E sta cercando qualcuno."

Il capo dell'Ordine sollevò la lama. "E non sarete voi."

All'improvviso, un allarme acuto risuonò in tutta la nave.

Tara consultò il tricorder. "Durani... hanno attivato l'autodistruzione!"

"Quanto tempo?" chiese Riccardi.

"Due minuti e quarantacinque secondi."

Durani ringhiò. "Perfetto."

Il capo dell'Ordine sorrise sotto il cappuccio. "Allontanatevi, la nave è un guscio vuoto. Non ci serve più. L'armatura ha già parlato."

"E cosa ha detto?" chiese Durani.

L'uomo sollevò la lama.

"Che nessuno di voi è degno."

"Bogh tlhIngan Hol lo'laHbe'chugh" ringhiò la Klingon

I membri dell'Ordine si mossero all'unisono, come un'unica creatura. Le loro lame scintillavano nella penombra mentre si lanciavano contro la squadra.

K'Rath e Morvak risposero con un ruggito, ingaggiando un duello feroce. Le lame si scontrarono con un clangore metallico, mentre scintille volavano nell'aria.

Lo stesso fece Rogal con altri due assalitori.

Riccardi sparò un colpo di phaser, colpendo uno degli incappucciati al petto. L'uomo cadde, ma non emise alcun suono. Nessun grido. Nessuna reazione.

"Sono in trance," disse Bly. "Non sentono dolore."

Durani affrontò il capo dell'Ordine. Le loro lame si incrociarono con un clangore assordante. L'uomo era veloce, troppo veloce per un klingon normale.

"Chi sei?" ringhiò Durani.

"Sono colui che ascolta la voce di Kahless," rispose l'uomo. "E tu... sei un ostacolo."

Durani parò un fendente, poi contrattaccò con una serie di colpi rapidi. L'uomo li deviò con una facilità inquietante.

"Non puoi vincere" disse. "L'armatura non ti vuole."

Durani ringhiò, mentre Tara andava in soccorso all'amica. "Non mi interessa ciò che vuole l'armatura. Io sono qui per fermarti."

All'improvviso, un'ondata psionica esplose dall'armatura.

Bly urlò, prima di perdere i sensi per qualche secondo portandosi le mani alla testa.

T'Lani vacillò, gli occhi spalancati.

Tara cadde in ginocchio, subito soccorsa da Rogal.

Durani sentì la mente strapparsi per un istante.

E poi vide: un campo di battaglia klingon, illuminato da torce.

Vide Lady Lukara, in piedi su un'altura, la sua armatura splendente di sangue e gloria.

Vide un uomo accanto a lei, il volto avvolto nella luce.

Vide un esercito inginocchiarsi.

Vide un impero rinascere.

E udì una voce antica, potente, una voce che non apparteneva a nessun essere vivente.

"Non ancora."

Durani cadde in ginocchio, ansimando.

"Durani!" gridò Tara, cercando di rialzarsi.

"Sto bene..." mormorò la klingon. "Sto bene."

Ma non era vero, qualcosa dentro di lei era cambiato.

L'autodistruzione, nel frattempo, stava raggiungendo il conto alla rovescia finale.

"Un minuto!" gridò Tara.

Il capo dell'Ordine si voltò verso l'armatura. "È tempo."

Durani si rialzò con fatica, stringendo la bat'leth. "Non ti permetterò di portarla via."

L'uomo sorrise. "Non devo portarla via." E posò la mano sull'armatura.

Un'esplosione di luce riempì la stanza, la nave tremò, le luci esplosero ed il pavimento si inclinò.

Riccardi perse l'equilibrio, Bly urlò, T'Lani cadde a terra e Durani vide l'uomo dissolversi nella luce.

E poi... Nulla.

Solo buio.



Nave klingon sconosciuta - stiva blindata - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.42


Il buio durò solo un istante.

Poi la realtà tornò a comporsi in modo frammentato, come se ogni senso si riaccendesse uno alla volta.

Durani sentì prima il suono: un ronzio profondo, metallico, come se la nave stessa stesse gemendo.

Poi l'odore: ozono, metallo bruciato, sangue.

Poi la vista: luci rosse d'emergenza che pulsavano ritmicamente, illuminando l'hangar come un cuore morente.

"Durani!"

La voce di Tara arrivò distorta, come attraverso l'acqua.

La klingon aprì gli occhi. Era distesa sul pavimento, la bat'leth a pochi centimetri dalla mano. Il corpo le doleva come se fosse stata colpita da un'esplosione... e in effetti era così.

Riccardi era inginocchiato accanto a lei. "Tenente, mi sente?"

Durani si tirò su con un ringhio soffocato. "Sto bene."

Non era vero. Ma non c'era tempo per la verità.

"Dove sono gli altri?" chiese, guardandosi attorno.

L'hangar era un caos.

K'Rath e Morvak erano ancora in piedi, ansimanti, le armature ammaccate.

Tara era appoggiata a un container, il tricorder in mano, tremante, con Rogal e T'Lani al suo fianco.

Bly era a terra, ma cosciente, con Rerin che la aiutava a rialzarsi.

L'armatura di Lady Lukara era ancora lì: intatta, immobile, silenziosa, ma dell'uomo dell'Ordine della Lama Silente nessuna traccia.

"Dove sono finiti?" chiese Riccardi, guardandosi attorno.

"Evaporati?" propose Tara, anche se la sua voce tradiva che non ci credeva.

T'Lani scosse la testa. "Non sono morti. Non... in senso convenzionale."

Bly aggiunse: "La loro presenza psionica è... svanita. Come se fossero stati risucchiati altrove."

Durani si avvicinò all'armatura. Ogni passo era un peso.

Ogni respiro, un richiamo.

"Non toccarla!" gridò Tara.

Durani si fermò a pochi centimetri.

L'armatura non brillava più, non pulsava: era come spenta.

Ma Durani sentiva qualcosa. Un'eco, un sussurro, una promessa.

"Non ancora."

La voce risuonò nella sua mente come un tuono lontano.

Durani chiuse gli occhi per un istante.

Quando li riaprì, la nave tremò violentemente.

Tara consultò il tricorder. "La sequenza di autodistruzione è ancora attiva! Meno di un minuto!"

"Dobbiamo andarcene!" gridò Riccardi.

"E l'armatura?" chiese Bly.

Durani si voltò verso di loro. "La portiamo via."

"Se la tocchi.. iniziò T'Lani.

"Non la toccherò," disse Durani. "La solleverò con un campo di forza portatile."

Tara annuì rapidamente. "Posso attivarlo. Ma dobbiamo muoverci!"

La nave tremò di nuovo, più forte.

Una tubatura esplose, sprigionando vapore bollente.

K'Rath ringhiò. "Questa nave morirà con onore. Ma noi non moriremo con lei."

"Teletrasporto!" gridò Riccardi nel comunicatore. "Stormbreaker, qui squadra d'abbordaggio! Pronti per l'estrazione!"

Silenzio.

Poi una voce.

=^=Qui è Aymane. I sistemi di teletrasporto sono disturbati dall'autodistruzione. Dovete avvicinarvi a un punto con meno interferenze!=^=

"Quanto vicino?" chiese Tara.

=^=Molto=^= rispose Aymane. =^=Ma non vi piacerà=^=



Nave klingon sconosciuta sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.43


La squadra si lanciò fuori dall'hangar, correndo lungo il corridoio principale del B'rel.

Le luci esplodevano una dopo l'altra.

Il pavimento vibrava come se la nave stesse per spezzarsi in due.

"A destra!" gridò Tara. "C'è un condotto di manutenzione che porta vicino allo scafo esterno!"

"Un condotto?" sbuffò Morvak. "Siamo guerrieri, non topi!"

"Allora muori da guerriero" ribatté Tara. "Io preferisco vivere."

Durani si voltò verso i klingon. "Seguiteci. O restate qui. La scelta è vostra."

I due guerrieri si scambiarono un'occhiata, poi la seguirono.

Il condotto era stretto, buio, pieno di cavi e tubature.

La squadra avanzò a fatica, mentre la nave tremava sempre più forte.

"Trenta secondi!" gridò Tara.

"Capitano!" urlò Durani nel comunicatore. "Siamo quasi al punto di estrazione!"

=^=Affrettatevi!=^= rispose il Trill =^=La nave sta collassando!=^=

Riccardi raggiunse l'uscita del condotto e si fermò di colpo.

Davanti a lui c'era una finestra panoramica, incrinata, che mostrava lo spazio esterno.

E la Stormbreaker.

Vicino.

Troppo vicino.

"Siamo sul lato sbagliato dello scafo!" gridò Tara.

"Non importa," affermò T'Lani. "Capitano, ora!"

=^=Ambasciatrice, siete troppo vic—=^=

"ORA!" tuonarono all'unisono tutti i membri della squadra di sbarco



USS Stormbreaker - sala teletrasporto - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 07.44


Il teletrasporto avvolse la squadra in un vortice blu e, nello stesso istante, la nave dei ricettatori esplose.

Una sfera di fuoco e detriti si espanse nello spazio, investendo la Stormbreaker con un'onda d'urto violenta. Le luci del ponte si spensero per un istante e gli allarmi risuonarono in tutta la nave.

Sul ponte, il Capitano Aymane si aggrappò alla console. "Rapporto!"

Tara e gli altri si materializzarono nella sala teletrasporto, cadendo a terra in un groviglio di corpi e fumo.

Durani fu l'ultima a materializzarsi, ancora in piedi, ancora con il campo di forza portatile che conteneva l'armatura.

Il Tenente Sh'erah corse verso di loro. "State bene?"

"Siamo vivi," rispose Riccardi. "Per ora."



USS Stormbreaker - plancia - sistema Navorian
02/07/2405 - ore 08:00


Il volto del Generale Korvak campeggiava sullo schermo principale, furioso. =^=Capitano Aymane! La nave è esplosa! Sto attendendo un rapporto ufficiale sulla condizione dei reperti=^=

Steje lo fissò inespressivo. "Posso confermare, di nuovo, quello che già lei sa. Non siamo stati noi a distruggere la nave nemica.. hanno attivato l'autodistruzione col chiaro intento di eliminare ogni prova. Stiamo verificando lo stato di salute dei nostri e dei suoi uomini. Non appena terminato, verranno in plancia a riferire ad entrambi"

Korvak si avvicinò allo schermo. =^=E l'armatura di Lady Lukara?=^=

Durani entrò sul ponte in quel momento, il campo di forza ancora attivo.

"È qui."

Korvak la fissò con un largo sorriso stampato sul viso. =^=Guerriera... hai fatto ciò che molti non avrebbero osato. Hai recuperato un artefatto sacro. Hai affrontato l'Ordine della Lama Silente. Ora restituisci l'armatura al Consiglio.=^=

Ma Durani non sorrise.

"Non ancora" rispose amaramente lasciando la plancia scortata da Tara, da Bly e da T'Lani

Tutte e quattro sapevano che non era finita.

Non per loro.

Non per l'armatura.

Non per nessuno.