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USS WAYFARER - MISSIONE 18 RSS USS WAYFARER - Missione 18

18.08 "Dilemma"

di Dorian Zsolt Ristea, Pubblicato il 24-04-2022


USS Wayfarer, Plancia, nello stesso istante



Il silenzio, a volte interrotto dal ronzio o i blips di alcuni meccanismi, pervadeva la Plancia.
Vaitor, uomo d'azione, amava e odiava questi momenti. Gli ufficiali a
bordo erano pochi in quel momento: il Capitano era in missione, e il
Primo Ufficiale ancora disperso.
Con un gesto, rimise sul display una mappa della Luna di Delphi III e
iniziò a disporre overlay di temperature, densità di popolazione,
cartografia semplice e politica, composizione del suolo.
Non sono Cooper, si disse, ma magari riesco a trovare qualcosa che
possa aiutare a risolvere la situazione...

"Abbiamo un messaggio dall'away team", Ichigawa improvvisamente ne richiamò l'attenzione.
"Pronti", sobbalzò Seldon in poltrona di comando, girandosi di scatto.

Ichigawa sorrise.

"Il Comandante Rumar è stato ritrovato sano e salvo!"

Tutta la Plancia emise un sospiro di sollievo.

"Notizie dal Capitano?"
"Al momento c'è una discussione in corso con... dei locali?" disse
Ichigawa. "Non ho idea dei particolari, ma sembra si aspetterà ancora
un poco prima di procedere al teletrasporto a bordo."

"Hanno specificato se è stato fatto un triage sul Primo Ufficiale?", chiese Vaitor.

Ichigawa scosse la testa.

"La dottoressa Squiretaker ha effettuato una
scansione tricorder rapida, ma Infermeria è stata già informata."
Seldon annuì. "Si sa qualcosa riguardo la contaminazione?"
"Ecco..."

USS Wayfarer, Locker Room 2, nel frattempo



"Entra in StarFleet, ti dicono", borbottò Carlos Moreno. "Vedrai
l'universo, ti dicono. Avventure e navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, ti dicono."

Con un gesto abbastanza sgraziato, si tolse la maglietta
dell'uniforme.

"Se domani ci tocca sguazzare nel fogname di nuovo, piuttosto mi faccio sparare nello spazio dal torpedo di prua."
"Sempre a lamentarti", disse Sandra El-Fayed, sorridendo.
"Nudo. Mi faccio sparar fuori nudo", disse Carlos. "Tanto andando avanti così non avrò neanche più uniformi pulite."
"Quanto la fai lunga", gli disse Sandra, tirandogli uno scapaccione alla nuca.
"Anch'io ero nella melma fino alle ginocchia e tutti e due avevamo la tuta stagna, quindi falla finita!"
"La tuta ha tenuto fuori la melma, ma non la puzza", disse Carlos con una smorfia. "Puah. Se mi concentro la sento ancora."
Il commbadge di Sandra trillò, proprio mentre la giovane tirava un asciugamano in faccia al povero Moreno.

=^= Berger a Al-Fayed. Avete sterilizzato Moreno? =^=
"Non ancora, tenente. Stavamo pensando di bruciarlo vivo direttamente."
=^= Ottima idea, ma dovrà aspettare. Il Capo comunica che non c'è più bisogno di esaminare la rete Est.=^=
"Hallelujah!" bisbigliò Moreno alzando le braccia al cielo.
"Shhh!" fece Sandra. "Ricevuto, Tenente, grazie mille!"
=^= Ringraziate il Comandante Cooper, a quanto sembra ha scoperto la natura della contaminazione. Riunione in Sala Macchine in 30 minuti.=^=
"Ricevuto, Tenente."

Moreno saltò in piedi.
"Grande! Il Comandante Cooper è il mio nuovo idolo, lo coprirò di doni, bevande, gozzovigli e donne!"
"Ma stai zitto", disse Sandra. "Lavati piuttosto, che puzzi."
"Appunto!" disse lui, andando verso le docce.
"Tu puzzeresti pure da pulito."
"Ti ho sentito, sai!"

Luna di Delphi III, Lago Daimos, 13/01/2401, ore 00:35 - D.S. 78032.95



Kiron si trovava in un dilemma. Da un lato, la Federazione con specifici obblighi con la popolazione delphiana. Ricordava ancora il colloquio di qualche giorno prima con il Cancelliere. Tuttavia ora una nuova variabile era entrata in gioco: gli autoctoni - non gli veniva in mente un nome migliore - che avevano esigenze e diritti anch'essi.
Come mai il Cancelliere non aveva menzionato la presenza di altri esseri viventi? E' vero che a quanto sembra gli autoctoni erano una popolazione piuttosto sparsa e limitata, ma stentava a credere che - per quanto la presenza dei delphiani sulla luna fosse stata breve - non ci fossero mai stati incontri. Se non altro...

"Almeno il problema della contaminazione è risolto", gli disse Rumar, completandogli il pensiero.
"Vedo che qualcuna delle doti dei Lars le si è attaccata addosso", sorrise Kiron. "Ha imparato a leggere nel pensiero?"
"Purtroppo no", disse Krell. "O forse meglio così. Considero la telepatia un dono e una maledizione, se non la si controlla."

Kiron annuì.

"I Lars sembrano padroneggiarla bene. Probabilmente è più semplice quando è parte della loro evoluzione."

Krell guardò il fuoco per un attimo, poi alzo gli occhi verso gli autoctoni, che sembravano conversare tra di loro.

"Sono un popolo affascinante", disse. "Sono intelligenti e naive allo stesso tempo."
"Vero", disse Cooper, che si era avvicinato. "Le hanno diagnosticato e risolto un problema non facile da risolvere, che normalmente richiederebbe una conoscenza profonda della fisiologia Trill e che loro hanno sistemato in poche ore, e allo stesso tempo conoscono StarFleet, la nostra missione... Però le tirano un colpo in testa e la rapiscono per farle fare da diplomatico, invece di parlamentare direttamente con quelli che considerano invasori."

Michael lo guardò, sorridendo.
"Lei sembra avere una certa predisposizione verso i Lars, Comandante... li capisce. Secondo lei, cosa ci possiamo aspettare?"

Gregory fece spallucce.
"Non sono il Comandante Kublik, purtroppo. Però è vero, sono un popolo contraddittorio. Ma è ovvio che sia
così... in un certo senso."
"Cioè?"
"Come dicevo prima, un'evoluzione così rapida non è normale. Le capacità intellettive, come potrebbe confermare anche la dottoressa Squiretaker, sono lì, ma un'evoluzione sociologica richiede tempo. Tempo che i Lars non hanno avuto... ancora. Hanno una gerarchia sociale estremamente orizzontale. Non credo che il concetto di comando o il concetto stesso di gerarchia gli sia familiare", disse, lanciando un ramo di legno sul fuoco.
"Non hanno neanche nomi!"

Kiron annuì, pensoso.
"Dobbiamo pensare a come risolvere la situazione senza che una civiltà distrugga l'altra... e aiutare gli
autoctoni a evolvere nella maniera migliore. Nel frattempo la prima cosa da fare è contattare i Delphiani e disinnescare il problema contaminazione."
"A questo ci penso io, Capitano", disse Rumar.
"No, Krell", scosse la testa Kiron. "Lei va a bordo per un controllo generale. Dobbiamo accertarci che qualunque cosa le abbiano fatto i locali non abbia controindicazioni. Contatterò io il Cancelliere."
"Lo so, me l'ha già detto la dottoressa Squiretaker, però..."
"Niente però, Numero Uno", disse Kiron.

Poi sorrise e gli mise una mano sulla spalla.
"Confido di vederla in Plancia operativo al più presto."
"Mi farete piangere", sniffò Cooper.
Kiron rise.
"Zitto lei, e prepari tutto per il teletrasporto a bordo."

A breve distanza, Wu sorvegliava il panorama circostante.

"Sempre all'erta, Comandante?", disse Julia.
"E' bene non abbassare la guardia", disse Sheeval. Anche se la frase era brusca, il suo tono era gentile.
"Dice? Non credo che altri Lars ci minacceranno stasera, visto che siamo già con loro... e i Delphiani sono già dalla nostra parte."

Wu annuì, ma non dimenticava come il Primo Ufficiale fosse stato rapito sotto la sua supervisione, anche se indiretta.
Julia sembrò capirlo.
Un pensiero la sfiorò e sorrise.

"Sembra che i Lars nascano... o meglio, si formino spontaneamente in base alla presenza e alla densità di elementi psicoattivi e materia fisica presente ...", disse.
"Sì, l'ho sentito."
"Non le viene di domandarsi allora perché sono divisi per sesso, almeno apparentemente?"
"Domanda trabocchetto", sorrise Wu. "Sono uomini e donne perché anche i Delphiani lo sono."
Julia le si avvicinò, cospirante.
"Secondo lei, hanno già scoperto altri modi di riproduzione?"

Le due ragazze risero.