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USS SEATIGER - MISSIONE 07 RSS USS SEATIGER - Missione 07

07.01 "Contrasti e Ologrammi "

di Tkar , Pubblicato il 27-07-2019

USS Seatiger - Sala Ologrammi 1, corridoio esterno
01/07/2398, Ore 12:15 - D.S. 75497.29


Il guardiamarina Latitude era chino sulla consolle della sala ologrammi 1 e controllava ripetutamente i risultati che il tricorder gli mostrava cercando di venire a capo di quello che stava leggendo e contemporaneamente ignorare la presenza del tenente comandante Tkar al suo fianco. Non che il comandante facesse nulla per disturbare il suo lavoro, il vulcaniano era tranquillamente appoggiato alla paratia di fianco che controllava un padd. Tuttavia, la sola presenza di Tkar aveva il potere di innervosire il giovane guardiamarina che mai si era trovato solo con lui prima d'ora.

"Okay!" Esclamò dopo cinque minuti sbattendo i palmi delle mani l'uno contro l'altro e raddrizzandosi. Il vulcaniano sollevò appena lo sguardo per guardarlo. "La notizia buona è che non c'è alcun guasto."

Tkar lo fissò in silenzio per un paio di lunghissimi secondi poi, con la stessa espressione di chi sta facendo uno sforzo di conversazione chiese, "la cattiva qual è?"

"Oh!" Esclamò preso contropiede Latitude, "ovviamente c'è una cattiva notizia."

Tkar attese in silenzio che proseguisse, "le registrazioni confermano la presenza del signor Gallavin in sala ologrammi, ma non la sua uscita."

"Quindi è ancora all'interno," constatò il comandante.

"Si, cioè no," si contraddisse Latitude, "non lo so." Ammise alla fine con un sospiro. "Potrei avanzare delle ipotesi ma, " si affrettò ad aggiungere sotto l'attento sguardo di Tkar, "è prematuro e vorrei prima consultarmi con il comandante Carelli."

"Mi aggiorni appena avrete delle novità," ordinò Tkar iniziando a muoversi.

"Signore?" Lo richiamò Latitude dopo un momento di esitazione, "devo impedire l'accesso alla sala ologrammi?"

"Certamente. Nessuno entra e nessuno esce fino a nuovo ordine," confermò il comandante.

"Nemmeno se si tratta di Gallavin?" La battuta era sfuggita a Latitude prima che riuscisse ad impedirsi di farla. Tkar sollevò un sopracciglio.

"Qualora il signor Gallavin," gli rispose come se stesse parlando ad un bambino piccolo, "dovesse comparire, sarà meglio che mi avvisi immediatamente."

"Si signore," rispose Latitude deglutendo.

Il vulcaniano lo fissò ancora per qualche istante poi, con un breve cenno del capo, riprese a camminare.

Una volta svoltato l'angolo, tuttavia, Tkar riesaminò la conversazione appena conclusasi. Dall'attenta osservazione del signor Finn, aveva dedotto che l'espressione 'notizia buona/cattiva' era una delle preferite dei terrestri, per quanto, per lui, fosse sostanzialmente illogica. Non esistevano notizie buone o cattive, solo notizie. Tuttavia, anni di frequentazione avevano portato i vulcaniani a comprendere la maggior parte delle espressioni che i terrestri amavano così tanto e ad imparare quali fossero le corrette risposte. Questo non voleva dire che Tkar fosse sempre pronto a rispondere nel modo adeguato, ma grazie al signor Finn, che suo malgrado era una fonte infinita di insegnamenti, stava iniziando a 'prenderci la mano'.

"Signore!"

Tkar si fermò di nuovo girandosi a guardare Latitude che l'aveva seguito.

"Cosa faccio con il programma? Lo disattivo?"

La domanda era interessante, Tkar si prese qualche secondo prima di rispondere per valutare cosa fosse meglio da fare.

"No."

USS Seatiger - Ologramma 1-0-0-3
Contemporaneamente


Qualcosa non andava. Non sapeva più in quale realtà si trovasse, la sua o quella dell'essere che, a sua volta, non era più nella sua realtà. O forse si. Il dolore gli aveva reso difficile ragionare e per vincere era stato costretto ad attingere ad altro. Aveva vinto? O era solo un'impressione?

Qualcosa non andava. Non gli piaceva quello che era successo, non gli piaceva!

Perché era arrabbiato e cos'era la rabbia?

Non conosceva quella parola eppure voleva prendersela con qualcosa, con qualcuno per l'ingiustizia cui era stato sottoposto! Avrebbero pagato per quello che gli avevano fatto!

Ma fatto cosa?

Qualcosa non andava.

Qualcosa non andava.

USS Seatiger - Sala Ologrammi 2 - Ponte 9
Contemporaneamente


Il comandante Finn si era lasciato convincere ad andare a quel concerto controvoglia, ma ora si stava divertendo. Più che divertendo, era decisamente esaltato. Il suo corpo si muoveva a ritmo della musica e la testa ondeggiava avanti ed indietro mentre la sua bocca cantava ogni singola parola della canzone che la band stava suonando. Ogni mossa che il cantante faceva sul palco Finn la ripeteva allo stesso modo, con maggior energia e più convinzione. Viveva quel concerto come se fosse stato il suo.

"Sono proprio bravo!" Gridò nell'orecchio di Anari per sovrastare la musica, la denobulana li sfoderò un sorriso abbagliante.

"Per me è uno dei tuoi concerti migliori!"

Finn non rispose preso com'era in una giravolta che terminava con spaccata. Accanto a loro diversi spettatori sembravano combattuti fra il guardare l'esibizione sul palco e quella del primo ufficiale della Seatiger. Sorrisi divertiti e stupiti accompagnavano ogni mossa di Finn e Anari, che si era unita a lui per cantare.

"Bravo! Uuuuuhhh!" Gridò Finn applaudendo alla fine della canzone. "Hai ragione! Questo concerto è fantastico! E' un po' strano fare lo spettatore di se stessi, ma è uno sballo!"

Anari rise saltellando su una gamba e poi sull'altra applaudendo. "Sapevo che ti sarebbe piaciuto! E non è ancora finita!"

"Che vuoi dire...?"

In quel momento il cantante sul palco sollevò una mano per chiedere l'attenzione e la folla si concentrò tutta su di lui.

"Grazie, siete fantastici!" Applausi e grida accompagnarono le sue parole. "E' bellissimo essere qui stasera con voi e, proprio perché è una serata eccezionale faremo una cosa che non abbiamo mia fatto prima..."

"Strano, non mi ricordavo di aver detto questa frase," commentò Finn perplesso.

"...nel pubblico oggi c'è una persona speciale, qualcuno che vorremo invitare qui sul palco..."

"Hai mai cantato con te stesso?" Gli chiese all'improvviso Anari con un sorrisone.

"Solo quando ero molto ubriaco," rispose Finn sgranando gli occhi.

"Comandante Finn! Salga con noi sul palco allontanandosi da quell'abominio!" Gridò il Finn olografico.

"Questo non era previsto," commentò Anari mentre tutti attorno a loro si giravano a guardarli.

"Abominio?" Esclamò perplesso Finn.

USS Seatiger - Ologramma 1-0-0-3
Contemporaneamente


Altri esseri, li sentiva, li percepiva, non li voleva. Uno soprattutto non lo voleva. Poteva schiacciarlo, poteva liberarsene, avrebbe potuto vendicarsi di tutti i torti subiti eliminandolo per sempre. No! Qualcosa non andava! Cos'era questa nuova parola? Vendetta?

Aveva sbagliato, c'era uno strappo, lo sentiva, qualcosa si era infilato dove non doveva. O forse no, forse era sempre stato così.

Qualcosa non andava. Si insinuava dentro di lui. In quale realtà però?

Perché era tutto così difficile? Dove fare qualcosa, doveva fermare la musica, doveva liberarsi di quello che lo faceva soffrire.

Qualcosa non andava.

Qualcosa non andava.

USS Seatiger - Ingegneria
30/06/2397, Ore 14:00 - D.S. 74494.75


Droxine Carelli tamburellava con le dita accanto alla consolle mentre scorreva i dati pensierosa. Attorno a lei la sua squadra esaminava le stesse informazioni.

"Non può essere scomparso nel nulla!" Esclamò Gulfar sbattendo la mano sul pannello e facendo sobbalzare Sorges che gli lanciò un'occhiataccia prima di rispondergli indicando i dati. "Eppure non c'è traccia del tenente da nessuna parte, lo vedi anche tu."

"Non è esatto," la corresse Carelli facendo scendere il silenzio attorno a se, "sappiamo perfettamente dove si trovasse prima di scomparire."

"Si, ma non dove sia ora," ribatté perplesso il guardiamarina Latitude grattandosi la testa. Carelli sorrise al giovane che era approdato nel suo gruppo di recente. Dopo un periodo di comprensibile disagio iniziale, Latitude stava iniziando ad integrarsi con gli altri ed era migliorato così tanto che gli aveva affidato l'incarico di occuparsi di verificare il funzionamento della sala ologrammi 1 da solo.

"Partiamo da quello che sappiamo," suggerì il capo ingegnere invitando il gruppo a parlare.

"Non ci sono tracce di teletrasporto, quindi non ha lasciato la nave," affermò Gulfar che veniva considerato il massimo esperto in materia e perciò raramente contraddetto, e Carelli lo conosceva da sufficiente tempo da non mettere in dubbio quanto affermava. Perciò annuì.

"Non ci sono tracce di forzatura sulla porta, né elettroniche né fisiche, nessun segno di lotta. Nulla ha interrotto il programma," aggiunse Latitude, "ho verificato due volte."

"Non ci sono stati sbalzi energetici di alcun genere," contribuì Sorges, "almeno non più del solito."

"Possibili alterazioni del programma?" suggerì Frida Contes.

"Che fa sparire una persona?" Ribatté ironico Gulfar. "Deve essere un'alterazione maledettamente buona." Aggiunse massaggiandosi la barba perplesso. Gulfar e Contes si erano scontrati parecchie volte nel corso degli anni ed il tellarite aveva imparato a non sottovalutare i suggerimenti della boliana. Carelli, continuando a far scorrere i dati, considerò il suggerimento.

"Conosciamo qualcuno in grado di manomettere un programma olografico così bene da ingannare i nostri sistemi?"

Il silenzio improvviso che la circondò la spinse a sollevare lo sguardo. "A parte me," precisò.