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USS SEATIGER
Missione: 07
Titolo: Da definire
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Brano: 07-00
Titolo: Universo olografico
Autore: Guardiamarina Anena Lawtoein
(aka Martina Tognon)
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USS Seatiger - Hangar Navette 1
28/06/2397 Ore 10:00 - Data Stellare 74488.81


Erano gli stessi che avevano assistito agli avvenimenti di più di un anno prima e stavano scendendo in ordine sparso dalla navetta che li stava riportando a bordo. Tutti si tenevano alla larga dal Consigliere che camminava tenendo il braccio teso davanti a sé in una posa alquanto strana.

Anena quel giorno si era vestito in modo assolutamente consono, almeno così credeva. Pantaloni morbidi in tessuto azzurro, camicia bianca con due ricami simmetrici dello stesso azzurro dei pantaloni sul davanti.

Peccato che il ruolo di padrino su Gisa avesse una ritualità ed un significato leggermente particolare, insomma il termine padrino risultava essere un po' semplificativo.

"Come ci si sente ad essere padrini di una principessa?"

"Capitano non me lo chieda ora perché ancora non l'ho capito nemmeno io onestamente."

Il ruolo di padrino non era sicuramente analogo a quello che si aspettava un terrestre né tanto meno un vulcaniano o un el-auriano. Prima di tutto su Gisa non esisteva niente di simile ad una tradizione religiosa che assegnasse al padrino un ruolo di guida.

Scese con lo sguardo sul braccio dove spiccava un piccolo taglio. Ecco sicuramente non si sarebbe aspettato quella specie di cerimonia sanguinolenta.

"La smetta Consigliere. È un taglietto minuscolo, nemmeno Wejrja ha accennato la minima lamentela al riguardo."

"Ognuno ha i suoi problemi Capitano. Quello che per lei è un taglietto non lo è per me."

"In fondo alla fine non è un impegno eccessivo al riguardo."

"Cosa vuole che sia aver giurato su un legame di sangue che per la durata di un anno dovrò essere presente per qualunque necessità di quel piccolo bipede."

"In effetti un incarico di padrino a tempo ha un senso. Non si favorisce una sola persona. Si deve fare bene nella speranza di essere scelti nuovamente. Insomma politicamente è un gioco di alto livello."

Il Capitano Kenar sorrise osservando il modo buffo in cui Anena continuava a camminare con il braccio teso in avanti per evitare di macchiare la manica della camicia. Come quello fosse un problema insormontabile ripensando a tutto quello che era successo in quell'anno e più...
Dopo il matrimonio il Dottor Bruce aveva prestato la sua opera al fine di dare il via a quel matrimonio sotto il segno della fertilità. Il motivo ufficiale che li aveva tenuti in zona era per consentire al loro collega di ambientarsi su Gisa e trasferire tutte le informazioni mediche necessario al riguardo ai medici di corte. Quel tempo era servito a stabilizzare geneticamente alcuni dettagli del Consorte Reale.
Si era parlato lungamente della donazione del seme da parte Quinnar, era soprattutto una mossa politica che serviva ai piani della Principessa Lynea.
Dopo il matrimonio si era iniziato a discutere della cosa ed era stato lo stesso uomo a sollevare delle obiezioni. Nonostante avesse inizialmente accettato l'idea alla fine si era tirato indietro.
Il Capitano ricordava ancora il vertice che ne era seguito. La Principessa si era tranquillizzata solo quando Quinnar aveva confermato il suo intento a prestare giuramento alla casa regnante, ma non il suo intento ad essere il padre dell'erede.
Le motivazioni erano state particolarmente profonde per il tipo di personaggio che avevano imparato a conoscere.

"Non ho bisogno di avere un erede per sentirmi legato a voi. Sono stato accolto e mi avete dato la possibilità di essere più di quanto mi sia mai stato data la possibilità. Credo che il figlio debba essere vostro."

Lynea non aveva potuto non apprezzare la presa di posizione, ripagata con una nomina ufficiale a Consigliere Reale al pari di Gaga. Lo stesso Gaga reputò quella soluzione l'ideale.
Quello che aveva spaventato inizialmente la Principessa era la risoluzione della faccenda erede, comprensibile dato che non sapeva esattamente quale fosse il livello della scienza medica per dei suoi nuovi alleati.

In realtà di Dottor Bruce aveva avuto meno problemi con questa nuova soluzione.
Mescolare due patrimoni genetici simili era molto più facile. Inoltre avendo spacciato Andra per un membro dell'equipaggio della nave non c'era necessità di cercare tratti fisici particolari per esaltarti o farli sparire.

Il risultato era stato una paffuta bambina, Wejrja, nata dopo una regolare gravidanza di sette mesi, come da regolare biologia di Gisa.

Inizialmente la bambina era stata affidata esclusivamente ai genitori e seguita da vicino dal Dottor Bruce, ufficialmente per verificare la salute della bimba a causa delle differenze genetiche dei genitori. Ufficiosamente c'era un mondo dietro quello.

"Dottore mi pare di aver capito che possiamo muoverci per una breve crociera."
"Come no Capitano."

"Percepisco qualcosa?"

"Assolutamente niente."

Anena sempre con il braccio teso prese la parola.

"Non vuole allontanarsi dal suo esperimento."

"Non è un esperimento... in realtà lo è ma solo in parte, comunque sì. Possiamo muoverci."

"Capitano in realtà credo sia necessario lasciare per un po' l'orbita di Gisa. Al di la del terrore che provo al momento, a questo squarcio sul mio braccio e sul legame ossessivo del Dottore con il suo esperimento. C'è da considerare che, seppure involontariamente, la Principessa e Andrea si stanno appoggiando sulla nostra presenza."

"Va bene Consigliere, prepariamoci per una piccola gita in zona per iniziare a tagliare questo cordone ombelicale."



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 09:30 - Data Stellare 75494.23


La sala ologrammi sarebbe stata tutta sua per qualche ora. Era sempre stato un solitario, da quando erano in quel cavolo di spazio o universo o quel che era, si era isolato ancora di più, se possibile.

Tutto era stato quieto fino all'arrivo del nuovo Consigliere, figura della quale sicuramente non aveva sentito la mancanza.

Improvvisamente quel tipo, che tutto secondo lui poteva fare nella vita tranne l'ufficiale della Flotta, aveva cercato di organizzare settimanalmente degli appuntamenti con lui. Quella mattina era stato chiamato a rapporto dal Capitano Kenar.

Sicuramente quel fenomeno da baraccone era corso dal Capitano mettendo su un caso contro di lui. Si era trovato con le spalle al muro ad acconsentire ad un incontro con il Consigliere per il giorno dopo.

Se era ancora un semplice Tenente JG era colpa di quei personaggi che venivano piazzati su tutte le navi per stilare profili psicologici sui quali poi i superiori si basavano per determinare le loro carriere.

In pratica tutta la loro vita era in mano a questi dubbi personaggi, che non riusciva a considerare Ufficiali a prescindere, ancora di meno nel caso di quel pagliaccio in brillantini e piume che girava per la Seatiger.

"Computer simulazione pesca d'altura Gallivan 1-0-0-3."

L'imbarcazione apparve lentamente davanti ai suoi occhi ed improvvisamente si ritrovò a navigare sul bellissimo oceano di Bolarus. Non riusciva ad accantonare quel sentimento che provava di essere vittima di una serie di persone che avevano volontariamente distrutto la sua carriera e tutte le possibilità che la vita gli avrebbe potuto portare.

Sapeva che su alcune cose non sarebbe stato mai completamente d'accordo con la Federazione. C'erano alcune razze di cui non comprendeva l'accettazione. Una su tutti i Denobulani. Quei matrimoni con una decina di persone e rapporti che si intrecciavano lo trovavano più che in disaccordo.

Sicuramente si turava il naso, ma non potevano mica pretendere che accettasse tutto e tutti.

Nella sua carriera aveva incontrato e parlato con una decina di Consiglieri ed era certo che nessuno di loro avesse mai riconosciuto le sue potenzialità, limitandosi a stilare rapporti psicologici che esaltavano invece quelle che loro chiamavano ristrettezze mentali. Dove stava tutta quella millanta libertà all'interno della Federazione se lui non poteva avere una sua opinione?



USS Seatiger - Ufficio del Capitano Kenar
30/06/2397 Ore 09:30 - Data Stellare 74494.23


"Il Tenente Gallivan ha accettato l'appuntamento per domani."

"Capitano onestamente non so quanto sia positivo un intervento così diretto in questa situazione."

Il trill stava scorrendo le informazioni mediche sul suo pad.

"Signor Lawtoein questo profilo psicologico ammetto mi sta dando molto più da riflettere di quanto possa dare a vedere. Non è semplicemente preoccupante, di più. Non riesco oggettivamente a capire come sia possibile che una persona con questo livello di odio razziale ed intolleranza verso i propri stessi colleghi possa essere stato imbarcato sulla mia nave."

"Capitano concordo con lei, ma non è una situazione che possa essere risolta con un muro contro muro. Questo genere di personalità amano identificare se stessi come le vittime. Metterle in un angolo può solo acuire questa loro sensazione e mettere quindi in una situazione di rischio chiunque debba rapportarsi con loro."

"Accetto il suo punto di vista professionale, ma questa è e resta la mia nave. Il Tenente JG Gallivan deve assolutamente fare il suo colloquio con lei. Siamo in una situazione estremamente pericolosa non possiamo permetterci nessun tipo di minaccia, soprattutto non interne."

"Capitano se non fosse stato per tutta la situazione di Gisa, probabilmente non avrei chiesto il suo intervento, ma in quel momento... quando ho sentito alcuni commenti di Gallivan mi sono reso conto che la situazione doveva essere analizzata prima possibile, su questo concordo totalmente con lei. Quello di cui mi incolpo e non averle chiarito meglio la situazione per affrontare la cosa in modo più costruttivo."

Il Capitano Kenar posò il pad sulla scrivania per rivolgere la sua attenzione al Consigliere.

Probabilmente dall'esterno quello equilibrato non sarebbe sembrato lui, non quel giorno poi, eppure in quei mesi aveva imparato ad avere piena fiducia in lui.

"Correzioni di rotta?"

"Non ora. Nella mia posizione ci sono cose dei miei pazienti che non posso discutere, ma quando si arriva a questo livello di rischio penso di aver agito nel modo più opportuno. Ora per le chiedo cortesemente di lasciarmi affrontare la cosa a modo mio. Le garantisco che se fosse necessario un intervento diretto importante, non esisterei a chiedere."



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 10:05 - Data Stellare 74494.30


Gallivan stava seduto a poppa della barca, con la canna da pesca d'altura inclinata verso il pelo dell'acqua.

Trovava esaltante quella lotta tra lui ed il pesce. C'era sempre qualcuno nella sua vita che voleva tirarlo sotto, ma lui li avrebbe battuti tutti.

Gliel'aveva insegnato suo padre, pescare non è solo una questione di muscoli, il centro della questione è aspettare il momento più opportuno per fregare il nemico e tirarlo a bordo per ucciderlo. L'unico modo per liberarsi dei nemici era quello. Aveva ragione suo padre.
L'unico modo per togliersi un inciampo dalla strada era eliminarlo.

Gallivan era talmente preso dalla lotta con il pesce che non si rese conto della fluttuazione luminosa della realtà olografica attorno a lui.

La canna si fletteva verso il pelo dell'acqua per poi essere richiamata verso l'alto in un tira e molla violento nel quale stava scaricando tutta la sua energia e tutta la sua aspettativa per l'incontro dell'indomani con il Consigliere Pagliaccio Lawtoein.

Un colpo di coda dopo l'altro l'enorme pesce di Bolarus iniziava ad intravedersi sotto il pelo dell'acqua. Il colpo brillante e liscio, della lucentezza delle scaglie di cui comunque non era coperto. Le due code con le due forti pinne caudali affiancate.

Eccola la vittoria, a pochi centimetri, poteva quasi sentire i fiotti di adrenalina scorrergli nel corpo ad ogni battito del suo cuore.

Ecco l'ultimo strattone del nemico, la canna che si inclina verso l'acqua richiamata dalle braccia. I bicipiti che si flettono con il corpo che si spinge all'indietro. Ora anche gli occhi del nemico erano visibili. Di un limpidi azzurro ghiaccio in contrasto con il blu scuro del corpo.

Alla prossima l'avrebbe tirato a bordo. Era pronto.



Ologramma Gallivan 1-0-0-3
30/06/2397 Ore 10:05 - Data Stellare 74494.30


Sentiva ogni parte di sé tesa nello sforzo di combattere quell'entità che mirava a strappargli un pezzo.

Lui era l'acqua, la barca, la canna da pesca, il nemico dal corpo traslucido e la luce stessa della stanza.

Sentiva qualcosa vibrare da qualche parte dentro di lui, un qualcosa che non riconosceva ancora ma presto sarebbe stato in grado di identificare con la paura. Al momento per lui era solo un qualche riverbero di un'emozione provata da qualcun altro che non era lui.

Sentiva la forza di quell'essere che lo combatteva, non capiva perché fosse necessaria quella lotta. Sentiva il dolore di connessioni che si stavano per lacerare in qualche parte del suo io.

Poi sentì profondo un flusso di pensieri che lo invasero. Pensieri che non riconosceva ma che acuirono le altre sensazioni, unendosi le une alle altre ed esaltandosi a vicenda.

Niente aveva un nome, nemmeno lui. Aveva coscienza di sé, ma nel contempo non sapeva chi o cosa fosse. Sapeva di aver risposto a Gallivan 1-0-0-3, ma non era certo che quello fosse un nome.

Qualunque cosa quella sensazione fosse non era piacevole. Doveva farla smettere. Le ondate di quello che l'altro essere inviava lo facevano stare ancora più male. Soffriva e non c'era distinzione tra sofferenza fisica ed emotiva in quella sua realtà.

Da dove venissero quei concetti, era altrettanto a lui sconosciuto. Cosa voleva dire fisica? Cosa voleva dire emotiva? E come potevano esistere diverse realtà?

Soffriva.

Doveva fermare l'altro essere. non poteva permettergli di separalo, non poteva essere spezzato in due.

L'unico modo per impedirgli di staccare un pezzo di lui, era portare l'altro dentro di sé.

Iniziò a fare resistenza.

Cercò di accorciare i legami allungati.

Si strinse al suo centro raccogliendosi dentro di sé, ma non bastava. Strattoni ripetuti dell'altro lo portavano sempre più vicino a quell'altra realtà.

Lo stava osservando oramai. Non voleva perdersi. Non poteva perdersi.

Doveva restare uno.

Si ritrasse con una strappo violento e vide l'altro scivolare lentamente verso di lui.

Era così o era il contrario. Magari era lui che stava scivolando nell'altra realtà.



USS Seatiger - Sala Ologrammi 1
30/06/2397 Ore 10:12 - Data Stellare 74494.31


No!

Come era possibile? Non poteva perdere. Aveva scritto lui stesso quel programma non era prevista la sconfitta. La pesca doveva avere sempre un esito positivo.

Eppure quella maledetta bestiaccia boliana con un colpo di pinna gli aveva fatto perdere l'equilibrio. Il piede era scivolato sulla tolda bagnata ed ora stava inesorabilmente cadendo verso l'acqua.

Sentì l'impatto dell'acqua sul viso. Un istante dopo si sentì avvolto completamente mentre perdeva i sensi.



USS Seatiger - Ufficio Consigliere Lawtoein
01/07/2397 Ore 11:05 - Data Stellare 74497.15


Dieci minuti di ritardo ci stavano, considerando il personaggio. Quindi avrebbe accettato anche la mezzora. Due ore però erano decisamente troppe.

"Computer localizzare il Guardiamarina Gallavin."

"Il Guardiamarina Gallavin non risulta a bordo."

Questa onestamente non se l'aspettava.

"Computer indicare l'ultima posizione nota del Guardiamarina Gallavin."

"Ultima posizione registrata Sala Ologrammi 1."

"Dettagli."

"Accesso ore 09:30 di ieri. Programma Gallivan 1-0-0-3. Programma interrotto ore 10:.12 minuti."

"Computer il Signor Gallivan è in Sala Ologrammi 1?"

"Negativo."

Anena si alzò per un momento indeciso se marciare in plancia, lanciare l'allarme o parlare con il Capitano. Optò rapidamente per la terza ipotesi, non aveva idea di cosa potesse essere successo meglio un po' di cautela.

"Capitano ho bisogno di parlarle con lei immediatamente."
"Problemi con l'appuntamento di oggi?"

"Problemi con il paziente. Si è letteralmente dissolto."
"Chiarisca dissolto."

"Non è presente sulla USS Seatiger."