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USS SEATIGER - MISSIONE 06 RSS USS SEATIGER - Missione 06

06.05 "La scelta"

di Droxine Carelli, Pubblicato il 21-10-2018


Gisa, Palazzo Reale, Biblioteca
30/07/2396, ore 13:10 - D.S. 73578.00


Anena esitò. Non era difficile capire cosa intendesse la principessa calcando la voce sulla parola 'suggerimenti'. Più difficile era capire il motivo della richiesta.
Strinse le mani di lei tra le sue.
"Principessa... non sono certo la persona più indicata per..."
"Suvvia."
Anena sospirò.
"Non credo che sia arrivata a questo punto senza avere un piano ben preciso."
Lynea cambiò espressione. Il suo sguardo si fece d'acciaio.
"E le piacerebbe conoscerlo?"
"Solo se fa piacere a lei."
"Anche se comprendesse l'assassinio di tutti i pretendenti nella stanza accanto, compresi i suoi compagni ed i membri del consiglio? E l'instaurazione di una dittatura militare con la collusione di un certo alto generale mio amante da anni ma plebeo?"
Ad Anena si ghiacciò il sangue. Involontariamente rivolse lo sguardo alla porta da cui erano entrati.
Quando lo riportò su Lynea l'espressione spaventosa era scomparsa per far posto ad un'altra, sbarazzina.
La principessa scoppiò a ridere.
"Vedesse che faccia ha fatto! Da morir dal ridere!"
Anena si rilassò.
"ah ah..."
Piccola figlia di...
"Volevo solo scuoterla un po'. Sembra una persona così compassata..."
Anena fece una risata. Di gusto.
"Lo metterebbe per inscritto? Sa, per il mio capitano."
Lynea lasciò sfumare l'ilarità.
"No. Amo il mio popolo. Vorrei il meglio per loro. A volte però, quando sono molto arrabbiata, o frustrata, o entrambi, fantastico un po'..."
"Fantasticare su una strage non mi sembra sanissimo. Si potrebbe asserire che sia catartico, ma ho qualche dubbio."
Lynea si avvicinò ad un piccolo mobile bar. Prese un bicchiere a flute e si versò una misura di un liquido ambrato. Lo portò alla bocca e bevve un lungo sorso. Il suo sguardo non lasciò mai Anena. Come soppesandolo.
Poi parlò.
"Ha ragione, probabilmente. Mi dica, lei che è così intuitivo, perché ho queste insane inclinazioni?"

Ora fu Anena a fissare la principessa, soppesandola.

"In prima battuta avevo pensato che fosse un'immatura ragazzina con troppo potere sfruttato frivolamente. La tipica nobilotta che ha perso il senso della realtà."
Lynea lo guardò ad occhi sgranati. Non era certo abituata a cotale schiettezza verbale.
"Non si può dire che abbia i peli sulla lingua... Continui, comunque. Spero di salvarmi nella seconda, di battute."
"Parlando con lei però sto avendo l'impressione opposta. Questo però è in contraddizione con la situazione e le sue azioni. La storia del matrimonio, questa strana mascherata... non ha senso."
"Ah... e perché non ha senso?"
"Bé il suo regno non è in pericolo, anzi si trova in una posizione di forza. Diversi imperi sembrano pendere dalle sue labbra, principessa. La situazione è buona, molto buona. Si trova al tavolo da gioco e le hanno servito una mano vincente. E lei scuote il tavolo."
Lynea gli fece un sorriso.
"Ed io scuoto il tavolo."
Sorrise ancora.
"È una bella immagine. Me la ricorderò."
Anena le fece un segno di approvazione.
"La mano potrebbe non essere così buona come sembra. Siamo un piccolo regno ma cipiace avere un buon servizio di Intelligence. Del resto siamo il maggiore punto di passaggio per le spie provenienti da e dirette a. Forniamo loro tessere a punti. Si possono vincere bei premi..."
Anena la ricompensò con un sorrisetto. E basta. La battuta non era stata poi così buona.
"Scherzi a parte, le proiezioni sull'Impero non sono buone. I nostri esperti prevedono una, forse due generazioni prima del crollo. Del resto gli scricchiolii già si sentono..."
"Bé voi non ne fate parte."
"Eh già. Noi siamo uno stato neutrale. Altrimenti detto 'stato cuscinetto'..."
"Ah, credo di cominciare a capire..."
"Sa cosa succede ai cuscinetti quando iniziano ad essere sollecitati? Resistono quanto possono e poi..."
"...vanno in pezzi."
"Vanno in pezzi. Del resto è questo il motivo per cui esistono. Per cui gli è stato permesso di esistere."
"Capisco."
"E quindi io posso fare due cose: o fare la bella vita e godermela negli agi e magari, perché no, nella depravazione. Lasciando alle generazioni che verranno di averci a che fare. Oppure..."
"Oppure cerca di fare qualcosa adesso. Lei è molto coraggiosa, principessa."
Lynea fece una risatina.
"Si legge 'lei è molto stupida, principessa'"
"Amaramente nella mia vita ho scoperto che intelligenza e coraggio spesso non sono buoni compagni di letto. Ma nel suo caso direi che abbiamo un'eccezione. Non lo dico per blandirla."
"Bé grazie! Credo..."
Scoppiarono a ridere tutti e due.
Asciugandosi le lacrime Lynea continuò.
"Per farla breve mi sto guardando intorno. Probabilmente l'ideale sarebbe allearsi con una nazione potente per proteggerci, ma è pericoloso. Come stato neutrale camminiamo su di una linea sottile. Non possiamo permetterci di perdere la nostra neutralità."
"Chiaro."
"Questo è tutto. Ho vuotato il sacco. Questo è tutto il mio piano malvagio...devo dire che è un sollievo. Mi ha fatto bene sfogarmi."
Fece un cenno al suo ospite.

"Ma abbiamo parlato solo di me. Mi dica qualcosa di voi. Mi sono informata sulla vostra nave quando siamo abbiamo saputo della vostra presenza, naturalmente, ma le informazioni su di voi sono sorprendentemente scarse. Sembrate essere comparsi praticamente dal nulla. E per creare uno scompiglio mai visto nell'Impero. Siete additati come dei mostri, ma non sembra che la flotta degli scagliosi si stia poi dando troppo da fare per fermarvi. Il che è strano per loro."
"Mmmm diciamo che le voci su di noi sono un po' esagerate..."
"Ah sì? Quindi non avete distrutto un avamposto minerario facendo strage di civili innocenti?"
"Solo parzialmente vero. L'installazione era militare e comunque siamo stati costretti dagli eventi per fermare l'invasione dell'impero ai danni del nostro universo... ah questo non avrei dovuto dirlo..."
La bocca della principessa ora disegnava un 'O' perfetta.
"'vostro' universo?"
"Ah... sì... ormai direi che sia tardi per negare..."
"E come è possibile? La vostra tecnologia vi permette viaggiare attraverso gli universi?"
"Non la nostra. La vostra. O meglio dell'Impero. Hanno hanno esaurito un sole per farlo ma..."
"Hanno esaurito un sole!?"
"Ecco un'altra cosa su cui avrei dovuto tacere... ma cosa mi sta succedendo? Cosa mi avete fatto bere?"
"Non ha bevuto nulla." Puntualizzò la principessa.

"Ecco che se ne va il mio alibi..."
"Ora tutto acquista un senso... prima quando vi siete presentati ho controllato gli archivi alla ricerca delle razze a cui appartenete senza trovare nulla. Non pretendo che i nostri archivi contengano tutte le razze di questa ampia galassia, ma che la vostra nave ospiti solo razze a noi sconosciute è un'anomalia statistica."
Anena allargò le braccia senza dire nulla.
"Dovete essere dei veri duri, per mettere così in difficoltà l'Impero. Come avete fatto distruggere un'installazione militare?"
"In realtà io non c'ero ancora. Sono arrivato più tardi..."
"Arrivato più tardi? Dall'altro universo?"
"...sì"
Rispose un ah affranto Anena, incapace di uscire dalla spirale di rivelazioni in cui era caduto."
"E come?"
"Da un limbo senza tempo attraverso una nave di una razza cyborg endemica causata da entità semidivine senza tempo... ma non potremmo parlare d'altro?"
"Assolutamente no! Voglio sapere tutto!"
"Non credo che il capitano approverebbe..."
"Bah mi sembra un tipo tranquillo. Non credo che la metterà ai ferri. Comunque la multirazzialità dell'equipaggio è un buon biglietto da visita. Come è il vostro impero?"
"Non è un impero. É una repubblica elettiva. In diritto di voto è esteso a tutta la popolazione. E si tratta di una repubblica federale. I vari stati che ne fanno parte mantengono parte della propria autorità ma rendono conto ad un governo centrale. Di cui fanno comunque parte. Nuovi mondi richiedono di entrare a far parte della Federazione Unita dei Pianeti e, se superano degli standard etici minimi vengono accolti. Purtroppo non sempre questo è possibile."
"Aspetti un attimo. Questo significa che la sua Federazione rifiuta fruttuose alleanze... per motivi etici? E tutti quei regni non solo accettano di cedere la propria sovranità nazionale ma lo richiedono di propria volontà?"
"Un po' semplificato, ma sì."

Lynea scosse la testa incredula.

"Incredibile! Sono abituata a imperi che sottomettono con la forza i loro vicini, altro che rifiutare l'ammissione! Il vostro universo funziona alla rovescia..."
"Oh no. È così anche nel nostro universo. È la Federazione che è anomala. In effetti è un piccolo miracolo in questo immenso multiverso..."
"Ma come è possibile?"
"Be', la forza motrice fin dall'inizio è stata la sicuramente la razza umana. Razza di cui faccio parte a metà, modestamente." Disse Anena atteggiandosi scherzosamente.

"Questi umani devono essere proprio una razza eccezionale."
"In effetti no. Anzi l'esatto opposto. Nella loro storia gli umani hanno compiuto praticamente qualsiasi nefandezza sia possibile fare. Proprio per questo un bel giorno finalmente si trovarono alla loro fine. Erano sul ciglio del baratro e non c'era altro posto dove andare. Spalle al muro e ci si erano messi loro stessi. Avrebbe potuto... avrebbe dovuto finire là."
"Ed invece?"

Chiese Lynea pendendo dalle labbra del guardiamarina.

"Ed invece uno di loro lanciò la prima nave spaziale. Esattamente quando passava una nave vulcaniana, se crede nel destino.... Può trovare un esempio di questi ultimi nel Tenente Queen. Il tipo con le orecchie a punta..."
Lynea gli fece cenno di andare avanti.
"Il resto è storia. Centinaia di anni dopo la Federazione è una potente realtà all'interno della galassia. Pacifici ma non deboli. Circondata da imperi stellari a cui farebbe piacere mangiarsela in un sol boccone, ma che si guardano bene dal farlo. Un piccolo grande miracolo, come dicevo."
"È proprio vero..."
La principessa rimase assorta per un po' con lo sguardo perso nel vuoto. Come a contemplare nuove possibilità che si dischiudevano di fronte a lei.
Poi prese una decisione. La sua voce aveva un tono deciso che non aveva mai avuto in precedenza, durante la conversazione. Il tono di una regina.

"La prego, guardiamarina. Potrebbe portare il suo capitano al mio cospetto? Con discrezione."
Anena fu indispettito con sé stesso quando istintivamente fece un piccolo inchino prima di lasciare la stanza.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396 ore 13:40 - D.S 73578.06


Il capitano Kenar guardava spassionatamente l'ecosistema politico nella sala fare il suo corso. In un certo senso era appassionante.
Più o meno.
Bé come un documentario su una coltura di muffe in verità. E lui era parte del micelio... anche se stava tentando di tenersene fuori. Ora comeora partecipare attivamente significava solo scoprire le sue carte. O meglio la mancanza delle stesse.
La principessa era tornata ad occuparsi dei suoi ospiti, mentre gruppetti bisbiglianti si formavano, rompevano e ricostituivano.
Stava sorseggiando un liquido verde che il tricorder segnalava come innocuo ed analcolico, quando il guardiamarina Lawtoein venne a chiamarlo.
"Capitano, potrebbe venire con me? Subito per favore. Senza dare nell'occhio."

Il capitano della Seatiger guardò Anena con curiosità e non poca preoccupazione.
Quest'ultimo manteneva ancora quel tono compassato e professionale con cui aveva fatto il suo ingresso. Non era sicuro che fosse un buon segno.

Pochi minuti dopo Kenar veniva introdotto in una stanza piena di libri. Veri libri di carta, notò ammirato il capitano. Una biblioteca.
Ad attenderlo l'ancella che aveva notato prima uscire con Anena. Che però sfoggiava un atteggiamento ben poco umile.
Anena si affrettò a fare le presentazioni.
"Capitano, le presento la principessa Lynea di Gisa."
Arjan non rimase nemmeno troppo stupito. In qualche modo aveva avvertito che c'era qualcosa nell'aria.
"È un piacere fare di nuovo conoscenza con voi, principessa." Sorrise ironico accennando un inchino.
Lynea lo accettò con un sorrisetto sornione.
"Ancora benvenuto nel mio regno, capitano. Ho avuto una conversazione MOLTO interessante con il guardiamarina qui presente..."

Kenar lanciò uno sguardo interrogativo al suddetto, che però mantenne un rapito
interesse per gli scaffali pieni di libri. Tutt'altro che rassicurato torno a rivolgersi alla sua ospite.
"Davvero? Spero cose gradevoli..."
"In effetti sì. Capitano, ho una proposta molto interessante da farle, credo."

Lynea gli riassunse le previsioni geopolitiche per l'impero come aveva fatto con Anena.

"Il guardiamarina Lawtoein mi ha parlato della vostra 'Federazione'. Il concetto mi ha decisamente rapito. Questa è la mia proposta: sceglierò lei come mio
consorte e lei mi aiuterà a creare qualcosa di analogo alla vostra Federazione, qui."

Kenar iniziò a scuotere la testa.

"Aspetti ad obiettare. Il matrimonio sarà solo di facciata. Non le impongo nulla.
Sarà libero di andarsene quando desidera. Ma mentre rimarrà qui lavorerà per me."

Kenar rimaneva rigido.

"Principessa, ho promesso di riportare il mio equipaggio a casa..."
"Appunto. Crede di avere più possibilità con le risorse di un intero regno a disposizione o con quelle di una piccola nave?"

Kenar non seppe rispondere.

"E quanto alle possibilità... quante pensate di averne, in realtà? Siamo realistici. Qui potreste avere, oltre che una base di appoggio, una casa. Potreste rimanere. Mettere radici."

Kenar rimase ancora in silenzio. Mantenendo uno sguardo duro sulla principessa.

"Capitano. Siete in fuga, stanchi, senza una vera prospettiva. Qui l'avreste. E se poi trovaste la via di casa... tanto di guadagnato. Senza contare che avreste la possibilità di creare qualcosa di eccezionale."

Kenar sospirò.

"Principessa Lynea... è veramente una buona offerta..."
"Ma? Perché c'è un ma, vero?"
"Ma non posso darle quello che vuole. La Federazione si è formata come conseguenza di una situazione molto particolare. Gli umani erano disperati e sull'orlo dell'estinzione quando la hanno fondata. Il suo popolo sta bene. Se gli imponesse un cambio di assetto politico genererebbe solo caos ed odio."

Gli occhi di Lynea sprizzarono scintille.

"Lo so! Mi crede stupida, capitano? Il mio popolo sta bene ORA! Ma in un futuro non troppo lontano non lo sarà più. Non voglio cambiare il sistema politico. Quando la fame e la disperazione saranno arrivati il mio regno sarà cenere da tempo. No. Quello che voglio che mi aiuti a fare è piantare un seme. Una piccola luce. Una flebile speranza."
Lynea si avvicinò al capitano della U.S.S. Seatiger. I loro visi a pochi centimetri.
"Per loro. Per i nostri figli, forse."
Ed il capitano nella Seatiger rimase a guardare quegli occhi immensi che lo supplicavano.