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USS SEATIGER
Missione: 06
Titolo: Missione 6
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Brano: 06-00
Titolo: In missione per l'Impero
Autore: Comandante Dewey Finn
(aka Franco Carretti)
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USS Seatiger, Plancia - 29/07/2396 ore 11:15


"Diario del Capitano, data astrale 73575.05.
E' passato più di un anno da quando abbiamo incontrato Charlie. Ci aveva detto che li fuori avremmo trovato una strada per tornare nel nostro universo, ma ancora niente. Mi stupisco sempre di più di quanto gli uomini sotto il mio comando continuino a mantenere la loro serenità nonostante a tutti manchi casa.
La situazione è tranquilla, abbiamo facilmente trovato delle risorse utili al nostro sostentamento e siamo riusciti anche a farci degli amici. Certo la situazione non è rosea, siamo ricercati per crimini contro l'impero, nonostante sia tutta una montatura che noi stessi abbiamo creato, ma la cosa non aiuta affatto. Dobbiamo essere cauti, se ci catturassero per noi sarebbe un vero problema."

"Capitano! Nave sconosciuta in uscita dalla curvatura. E' pesantemente armata e le armi sono attive!" esclamò Tholos attivando nel contempo l'allarme.
"Alzare gli scudi, inviate messaggi di pace su tutti i canali!" ordinò il Capitano alzandosi dalla sua poltrona.
"Me lo sentivo che era una giornata no..." borbottò Finn vicino a lui

Una nave, poco più grande della Seatiger, uscì dall'iperspazio. Era elegante, con una forma che ricordava vagamente i falchi da guerra romulani, forse per il muso che ricordava i becco di un rapace.

"Signore ci stanno chiamando!" avvertì l'addetto alle comunicazioni
"Sullo schermo!" Kenar si sistemò la divisa e di colpo parve tranquillo e rilassato.
"Per Thaan..." la voce di Tholos era piena di meraviglia.

Sullo schermo, il volto cupo e sinistro del capitano della nave avversaria, aveva le inconfondibili fattezze di un guerriero klingon.

"Sono il Capitano Roka della Gilda Imperiale dei Cacciatori di Taglie..." la voce era cupa e dura ma mancava dell'usuale sfrontatezza dei guerrieri klingon.
"Questo non va bene, non va affatto bene..." borbottò di nuovo Finn
"Sono il Capitano Kenar... cosa possiamo fare per voi?" volutamente il trill tralasciò di dire il nome della nave. Presentarsi a dei cacciatori di taglie non era certamente una mossa saggia.
"Chiedo il permesso di salire a bordo..." il klingon parve riluttante a spiegare il motivo per cui volesse parlare in privato con Kenar "La mia navetta vi raggiungerà fra alcuni minuti." La comunicazione si chiuse all'improvviso.

"Affascinante." commentò Tkar dalla sua postazione tattica.
"Signore preparo una squadra di sicurezza?" chiese Yuki decisa.
"Si Signor Yamada e ne tenga un'altra di supporto a breve distanza. Non credo che sia un trucco per abbordare la nave, ma non si sa mai. Signor Tkar, cosa trova di affascinante... a parte trovare un klingon in questo universo?"
"Il Capitano Roka, a parte l'evidente aspetto, non sembra il consueto klingon. Gli abiti, il linguaggio del corpo e per quanto non posso esserne sicuro, non aveva nessun accento mentre parlava la lingua dell'impero."
"In effetti mi ha dato la stessa impressione... potrebbe essere in questo universo da molto tempo? Tanto da perdere certe caratteristiche?" chiese Kenar
"Possibile. Ma i klingon sono un popolo orgoglioso, avrebbe certamente mantenuto qualcosa che ricordasse il suo lignaggio." rispose Tkar

"Capitano, la navetta si è sganciata dalla nave, saranno qui fra cinque minuti."
"Tenete attivi gli scudi per il momento. Comunicate al Signor Lawtoein di raggiungerci all'hangar 2. Signor Yamada mi segua... Finn a lei la plancia."
"E se attaccano?" chiese Finn con voce querula.
"Veda di non farsi prendere..." rispose il Capitano sospirando.



USS Seatiger, Hangar 2 - 29/07/2396 ore 11:25


La navetta in arrivo era anch'essa molto elegante. L'ingegnere capo della Seatiger ne ammirò ogni dettaglio desiderando ardentemente metterci le mani sopra.
Quando il portello si aprì, il Capitano Roka dovette abbassarsi per passare dalla stretta porta di accesso. Era imponente e nonostante non mostrasse la solita spavalderia dei guerrieri klingon si muoveva come una belva selvaggia.
Kenar, nonostante avesse incontrato molti guerrieri, ne fu lievemente intimorito.

"Capitano Roka, benvenuto a bordo." dichiarò avvicinandosi seguito dal consigliere e dal capo della sicurezza.

Il klingon si guardò attorno e notò subito gli uomini della sicurezza in posizione. Sembrò gradire lo spiegamento di forze.

"Jazon! Volk! Seguitemi." ordinò e due esseri scesero con lui mantenendo un atteggiamento di sottomissione.

Il primo era un kuralleriano, molto simile al Generale Kurrallers III che aveva conosciuto tempo fa a bordo della I.N. Buj, la nave prigione sulla quale veniva scelto il nuovo imperatore. A differenza del generale, Volk non era grasso ma provvisto di potenti muscoli e sembrava non portare armi con se... anche se Kenar ricordava che quella razza poteva sputare a distanza un potente acido corrosivo.
La seconda guardia del corpo era protetta da una tuta argentata provvista di protezioni metalliche e di un casco oblungo con la visera oscurata. Non avevano mai incontrato nessuna razza che avesse bisogno di una tale protezione per sopravvivere, ma lo spazio era vasto e tutto poteva essere.

"Signori, se volete seguirmi, abbiamo preparato un piccolo rinfresco nella sala riunioni." Kenar fece cenno di seguirlo e tutti si avviarono. Gli ospiti rimasero in silenzio ma sembravano guardarsi attorno con curiosità.

Durante il tragitto il consigliere della Seatiger si preoccupò di dare alcune informazioni ai tre individui, ma nessuno di loro sembrava interessato alle specifiche tecniche o sulla vita su quella nave. Le uniche cose che sembravano interessare loro erano le varie razze per loro totalmente sconosciute e lo sguardo incredulo che i membri dell'equipaggio lanciavano al Capitano della nave 'avversaria'.

L'arrivo in sala riunioni fu praticamente un sollievo per gli ufficiali federali, il protrarsi del silenzio dei loro ospiti stava diventando alquanto inquietante.

"Possiamo parlare liberamente Capitano Kenar?" chiese Roka senza degnare di uno sguardo la tavola imbandita.
"Certamente." confermò il trill
"Possiamo parlare in privato? Permetterò ai suoi ufficiali di rimanere se lo desidera, ma la prego di far uscire gli uomini della sicurezza." il tono rispettoso con cui fece la richiesta colpì Arjian che fece un cenno affermativo in direzione del capo della sicurezza. Ad un cenno di quest'ultima i suoi uomini uscirono senza fiatare.
"Volk esci e stai di guardia alla porta, che nessuno ascolti." il kuralleriano fece un piccolo inchino e seguì le guardie federali.

"Capitano Roka, mi può spiegare..." il Capitano della Seatiger fu interrotto dal sibilo proveniente dall'armatura del misterioso individuo che era rimasto a fianco del klingon. Con stupore Kenar guardò l'essere che si levava il casco e sorrideva con una fila di denti dall'aspetto inquietante.
"Imperatore Jtrrertr, le presento il Capitano Kenar della USS Seatiger" disse in modo molto formale il Capitano Roka inchinandosi al rettile.
"Io e il capitano ci conosciamo ormai da tempo, figlio mio." il rettile sorrise ancora e allungò la mano verso il Trill "E' così che vi salutate voi no?"
"Imperatore Jtrrertr è un onore rivederla, ma perchè tutti questi sotterfugi?" Anena e Yuki si scambiarono uno sguardo confuso.
"Mi scusi capitano, ma non sarebbe stata una mossa saggia per l'imperatore incontrare il nemico numero uno dell'impero." lo schiocco della risata del rettile fece sorridere il trill.
"Siamo ancora al primo posto?"
"Gli sterminatori di Vor'Chai, i terroristi che hanno invaso la nave prigione imperiale, coloro che hanno tentato di distruggere il pianeta Zaisd lanciandogli contro una sfera di energia e tentando di fermare le navi in fuga... vi siete dati da fare."
"Possiamo spiegare..." Kenar deglutì, in effetti le loro azioni erano facilmente fraintendibili.
"Si tranquillizzi Capitano, sappiamo già tutto. I nostri scenziati hanno capito subito il motivo per il quale avete rubato i nucleri di slittamento delle nostre navi... devo dire che è stata un'azione molto coraggiosa. Vi ringrazio a nome dell'impero... ma naturalmente le vostre buone azioni sono state nascoste nei rapporti. Il vostro coinvolgimento con la nave prigione creerebbe ancora problemi se si sapesse che eravamo alleati. Sarei subito messo a morte e voi diventereste una preda ancora più ambita."
"Capisco... cosa la porta qui?" chiese il Capitano facendo un gesto verso il tavolo imbandito. Tutti lo seguirono guardando con curiosità le pietanze così aliene per loro.
"Sono qui per chiedervi aiuto. A pochi anni luce da qui, c'è un pianeta chiamato Gisa. E' un piccolo pianeta neutrale circondato da forze superiori. Da un lato l'Impero che sono onorato di rappresentare, dall'altro alcune forze avverse all'impero nonchè i soliti ribelli. Per secoli Gisa è rimasto neutrale, le leggende narrano che sia il luogo da cui è partito tutto, dove si stabilirono per la prima volta gli Haoek, il popolo che per primo fondò l'impero."
"Si ricordo il suo racconto..." commentò Kenar
"Quel mondo deve rimanere neutrale per evitare che l'impero si sgretoli... abbiamo bisogno che lei conquisti il pianeta."

Ci fu un attimo di silenzio, poi Kenar si schiarì la voce "Come scusi?"

"Sarà molto semplice, deve solo sposare la principessa di quel mondo. Il precedente re è morto da pochi mesi e la sua giovane figlia è salita al trono. Nella loro cultura solo un maschio può diventare re e quindi la principessa ha richiesto la presenza di tutti i pretendenti al trono di Gisa. Naturalmente tutte le forze in campo manderanno i loro rappresentanti, tutti tranne l'impero. Purtroppo per diventare re, oltre a piacere alla principessa, la quale ha completo diritto di scegliere il proprio marito, dovrà anche essere geneticamente compatibile in maniera da poter generare dei figli. Secondo le nostre scansioni ai tempi della Buj, le vostre razze sono perfettamente compatibili con quella dei Giseriani. Purtroppo noi rettiloidi non possiamo procreare con quella specie e non possiamo inviare razze umanoidi appartenenti all'Impero perchè acquisterebbero troppo potere politico all'interno dell'Impero. Quindi dovete semplicemente andare su quel pianeta, conquistare la principessa e conquistare quel mondo."

I tre federali si guardarono sconvolti.




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Brano: 06-01
Titolo: Un casting per il matrimonio
Autore: Tenente Symon Bruce
(aka nd nd)
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Gisa, Palazzo Reale
29/07/2396 ore 17:29


"Mia signora, l'assedio continua..."
"Dovremo prendere una decisione, prima che ci obblighino a farlo..."
"Gisa deve rimanere indipendente."
"Dobbiamo scegliere per il bene di tutti."
"L'impero rivendicherà di approvare la scelta."
"Ma l'imperatore non si degna di concedere a nessuno dei suoi di poter diventare un pretendente."
"Potremmo prendere ancora tempo, ma non credo che ne usciremo incolumi."
Il consiglio reale di Gisa era composto da un gruppo eterogeneo di esperti multirazziali di età avanzata, erano stati scelti dal precedente re come depositari di assoluta fiducia e saggezza.
Fra di loro, si potevano contare soltanto tre Haoek, quattro con quella specie di pagliaccio che si era portata dietro la principessa Lynea.
Gaga era il suo nome o, per lo meno, quello con cui amava farsi chiamare.
Completamente calvo, aveva il corpo glabro ricoperto di tatuaggi.
Unghie lunghe, laccate di nero brillante ed appuntite.
Labbra prominenti, pronunciate ed ulteriormente evidenziate da un rossetto rosso spento.
Orecchie a punta, rovinate da due enormi piercing ovali.
Occhi neri come la pece, fatti risaltare da un trucco pesante e fitte ciglia finte nerissime.
Ultimo figlio di un ramo cadetto dei vecchi sovrani di Gisa, era cugino alla lontana di Lynea.
Una sorta di consigliere, eccentrico, ma fidato della principessa.
Il rapporto fra i due era sempre stato molto intenso pur essendo agli antipodi.
Il suo ingresso come membro del Consiglio Reale di Gisa aveva destato più di qualche malumore.
Unico giovane, fra menti esperte ed eccelse.
Unico nel suo genere, stravagante, anticonformista, bizzarro, vistoso.
Eppure geniale.
Gaga non aveva spiccicato verbo durante quell'ora abbondante di discussione.
Fissava con un sorriso sornione la principessa Lynea.
Che, a sua volta, si limitava a minime interlocuzioni di assenso o dissenso.
Non più di qualche sillaba alla volta.
La sua mente era altrove.
Ripensava a quella che era sempre stata una storia a lei molto cara che le raccontava il padre.
Parlava di una bella principessa di Gisa di nome Macienka.
Una delle sue antenate.
Bellissima con lunghi capelli color oro che le scendevano sulle spalle con folti riccioli.
Gli occhi turchini, profondi e grandi, e la pelle liscia e bianca come il latte.
Si assomigliavano molto, certo lei era mora, con gli occhi verdi e la pelle abbronzata.
Ma...Macienka non voleva saperne di sposarsi.
Proprio come lei.
I più nobili, ricchi e potenti personaggi dell'universo le facevano richieste matrimoniali.
Lei rispondeva sempre con un no.
Il re era diventato polvere da anni e Macienka resisteva a mantenersi illibata.
Un giorno, a palazzo, si era presentato l'Imperatore, presentandole un uomo molto ricco e potente.
Il matrimonio con l'erede di Gisa avrebbe giovato molto all'equilibrio instabile dell'impero.
Ma la bella Macienka rifiutò di sposarlo.
L'imperatore era nero di collera.
Lo stallo doveva concludersi per la pace di tutti.
Fu così che iniziò il cosiddetto assedio amoroso di Gisa.
L'imperatore fece circolare la voce che chiunque, dentro e fuori l'Impero, potesse avere la mano di Macienka.
Si presentarono oltre mille pretendenti.
Una flotta eterogenea di circa duemilacinquecento navi.
Una polveriera attorno alla quale fece schierare l'intera flotta imperiale del Quadrante, apparentemente a garanzia della neutralità di Gisa, ma nella realtà dei fatti per costringere la principessa ribelle a prendere una decisione.
Per quasi due anni Macienka si recò nel salone degli smeraldi del palazzo e si intrattenne con ciascuno dei giovani che vi stavano raccolti.
Li trovava insulsi, orrendi, odiosi.
Doveva scegliere, ma non sapeva decidersi a fare la sua scelta.
Un giorno entrò nella stanza un giovane pallido, vestito di velluto nero, che portava un bizzarro cappello verde a forma di pesce.
Non era uno dei pretendenti, ma un semplice servitore
Macienka, seguendo un impulso subitaneo quasi involontario, gli lanciò la mela d'oro, simbolo della scelta.
Subito venne proclamato il suo fidanzamento col misterioso giovanotto dall'aria strana.
Col tempo, scoprì che in lui scorreva in minima parte sangue Haoek.
Scoprì che era dotato di sapienza e bellezza.
Che aveva un animo nobile ed un cuore tenero.
La tenacia e la caparbietà glieli avrebbe trasmessi Macienka.
Vissero tanti anni in perfetta felicità, vedendo crescere i figli ed i figli dei propri figli.
Fino alla fine.
"Principessa?"
"Principessa?"
"PRINCIPESSA?"
La voce tonante, ma garbata del consigliere decano fece uscire Lynea dai suoi pensieri.
"Gentiluomini di Gisa.. sapete bene tutti quale sia la mia intenzione... non intendo contrarre matrimonio al solo fine di rispettare una tradizione vecchia di secoli. La mia mela d'oro verrà donata al solo che io riterrò degno di tale onore... che possano volerci giorni, mesi, anni o decadi... l'enorme riserbo che la principessa erede al trono di Gisa può contare nel corso di tutta la sua vita prima di divenire regina, mi permette di essere del tutto ignota ai miei pretendenti. E', perciò, mia intenzione osservare i loro comportamenti, le loro azioni, i loro pregi e difetti, in incognito."
"Non è possibile, vostra altezza, lei deve presenziare ad ogni appuntamento galante..."
"Lo so... e lo farò. Ma in incognito."
Lynea lanciò uno sguardo fugace e malizioso a Gaga che finalmente interruppe il lungo silenzio.
"Quello che la principessa intende dire... è che prenderò io il suo posto, mentre lei fungerà da dama di compagnia... in questo modo sarà possibile evitare rischi inutili come quelli capitati alla madre della madre della nonna di nostra altezza."
"Il tentativo di stupro fu sventato dalle guardie ed il responsabile evirato dopo indicibili torture."
"Vero, ciò nonostante, fu uno shock ed uno scandalo tale che portò alla follia in giovane età dell'allora sovrana."
"Non è ammissibile la strada che ci proponete"
"Non è la prima volta che viene perseguita mio caro Cendaimo"
"Lo so, vostra altezza, ma di solito erano schiave o donne di servizio... o addirittura guardie femmine... Gaga è... è ... "
"Un uomo, lo so.. .non si direbbe, ma lo è... inoltre è un Haoek purosangue, per quanto eccentrico... ha la forza, la tenacia e la prestanza dei nostri antenati più illustri... e ripongo il lui il massimo della mia fiducia."
"Non ne dubitiamo, ma le sue fattezze maschili, per quanto smussabili, non sono cancellabili."
"Abbiamo tecnologie, trucchi estetici e di vestiario in grado di ingannare chiunque."
"Si, ma..."
"Nessun ma... Comunicate all'Imperatore Jtrrertr che non intendo escludere dal novero dei papabili razze a lui assoggettate."
"Questo potrebbe causare una guerra"
"Lo so... la stessa guerra che minaccia di scatenarsi su Gisa se non prendo una decisione... il sangue Haoek si è mescolato e diffuso per tutta l'universo conosciuto, saprò trovare un degno marito non appena lo vedrò."




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Brano: 06-02
Titolo: Sul pianeta Gisa
Autore: Tenente Jason "Skon" Queen
(aka Patrizia Mutto )
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USS Seatiger, Ufficio del Capitano Kenar
29/07/2396 ore 22:00 - D.S. 73576.28


Gli ospiti se ne erano andati già da un pezzo e tutti gli ufficiali erano chi a riposare e chi al suo turno. La nave era in rotta verso il pianeta Gisa e il Capitano Kenar si era chiuso nel suo ufficio a rimuginare su quello che gli aveva chiesto l'Imperatore Jtrrertr.
Dovevano arrivare su Gisa e lui doveva impalmare la Principessa, altrimenti l'Impero sarebbe stato nei guai.
Aveva programmato una riunione per l'indomani per parlare con gli Ufficiali Superiori che non erano stati presenti alla riunione preferiva prendersi tempo per riposare e decidere non solo cosa dirgli, ma una linea d'azione. Si alzò e uscì dall'ufficio. Gli Ufficiali di turno in plancia lo salutarono e lui distrattamente ricambiò il saluto.

USS Seatiger, Sala Tattica
30/07/2396 ore 09:00 - D.S. 73577.53


Il capitano Arjan guardò i suoi fidati ufficiali tutti seduti intorno alla tavola che aspettavano che iniziasse, fece un profondo sospiro e si immaginò di sentire il simbionte parlargli con tono pacato: "Dai non può essere così difficile, devi solo dire che ti devo sposare con la Principessa del pianeta e basta." Kenar scacciò quel suo volo pindarico e prese la parola.

"Il nostro ospite misterioso era l'imperatore Jtrrertr e mi ha fatto una richiesta. Il pianeta dove siamo arrivati si chiama Gisa, attualmente neutrale nella situazione politica attuale. Da poco il Re è deceduto ed ha lasciato una figlia, che per la legge deve spostarsi non potendo regnare. Questa tra tutti i pretendenti che si presenteranno deve scegliere un marito che diventerà Re. L'imperatore teme che qualche nemico approfitti della situazione, sposi la Principessa così che conquisti quel pianeta e destabilizzi l'Impero."
"Capitano, dobbiamo andare sul pianeta e proteggere la Principessa?" chiese qualcuno.
"Non esattamente. La richiesta dell'Imperatore è che io conquisti la Principessa. In questo modo il pianeta Gisa rimarrebbe neutrale... un po' spostato verso l'Impero."
"In che senso conquistare?" domandò il dottor Bruce.
"Nel senso di impalmarla e darle un erede." precisò Arjian.
"Che bello non ho mai pensato che mio figlio potrebbe diventare Re di un pianeta." esclamò Finn.
"Signor Finn, allora si offre volontario?" chiese sarcastico il Capitano.

Dewey Finn balbettò qualcosa di intellegibile.

"Va bene, non c'è problema. Una squadra formata da me, il Signor Tholos e altri tre uomini. McAllan si tenga pronto nel caso ci chiedano di scendere con una navetta. Ci presenteremo alla Principessa, ma ricordate: siamo esploratori e nulla più. Non possiamo palesare le nostre intenzioni." poi guardò il dottor Bruce e continuò "Vuole scendere con noi Dottore?"
"Non ci penso proprio, andate pure a divertirvi." sbottò Symon Bruce.
"Capitano posso scendere anche io?" disse Jason alzandosi in piedi.
"Anche lei vuole conoscere la Principessa signor Queen?" chiese ironicamente il Capitano.
"No signore. Voglio solo fare alcune ricerche sulla biologia del pianeta." replicò seriamente Jason.
"Va bene, venga con noi. La sua presenza come scienziato confermerà la nostra posizione." disse il capitano mentre Finn borbottava a mezza voce "E' proprio un vulcaniano".

Mentre si apprestava a chiudere la riunione, Arjian si voltò verso il Consigliere. "Signor Lawtoein mi ero scordato di lei. La sua presenza potrebbe essere interessante."
"Non credo sia il caso di farli sentire 'studiati' da uno strizzacervelli al primo appuntamento. Semmai dica loro che chiedo di poter scendere, se questo non li mette in imbarazzo. Mi terrò a disposizione."

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396 ore 10:30 - D.S. 73577.70


Scesero sul pianeta e vennero subito scortati al cospetto della Principessa.
Il Capitano Kenar appena la vide rimase sconcertato. Se non avesse saputo con certezza assoluta che il Signor Lawtoein era rimasto sulla nave avrebbe giurato di averlo lì davanti.
La Principessa indossava una vistosa parrucca, una tunica la ricopriva interamente. Le mani spuntavano dalle maniche con unghie lunghe e laccate di rosso acceso. Dalle orecchie a punta pendevano due enormi orecchini
Accanto a tanta presenza l'ancella che le sedeva accanto era molto carina e delicata.

"Quindi voi sareste gli scienziati." dichiarò la Principessa con una voce che ben si abbinava all'aspetto esteriore.
"Sì, Altezza." rispose Il capitano Arjian chinando la testa "Sono il Capitano Arjian Kenar e questi sono i miei uomini."
Li presentò uno per uno, notando come l'ancella si fosse immediatamente piegata verso la Principessa sussurrandole qualcosa. Il rapporto tra le due appariva molto intenso e di fiducia. Si pentì di aver dato ragione a Lawtoein e cercò l'aggancio per fargli raggiungere la squadra di sbarco.
"Inoltre a bordo c'è un Ufficiale che avrebbe piacere di scendere. Ha preferito chiedere il vostro permesso essendo uno studioso dell'animo. Non desiderava sembrarvi inopportuno..."

La Principessa lo ignorò totalmente.

"Non fate parte dei pianeti di questo settore, di dove siete? siete una nuova acquisizione dell'Impero?" chiese la Principessa.
"Siamo di razze diverse e proveniamo da pianeti diversi. Tutti facenti parte della Federazione Unita dei Pianeti. In una zona di universo molto distante da qui. Io provengo da Trill, i miei compagni dalla Terra, Andoria e Vulcano. Siamo esploratori e il Tenente Queen, il mio ufficiale scientifico, vorrebbe fare una ricerca sulla biologia del vostro pianeta, raccogliere esemplari di flora. Se poi volesse considerare la possibilità di accogliere anche..."
"Vi interessano le piante Tenente Queen?" lo interruppe la Principessa.
"Sono un esobiologo, Altezza. Studio la vegetazione di tutti i pianeti dove ci fermiamo." rispose Jason chinando leggermente la testa.
"La autorizzo a fare tutte le ricerche che vuole." rispose la Principessa mentre l'ancella si piegava di nuovo verso di lei. Le due donne parlottarono per qualche minuto poi la principessa sospirò.

"La nostra ancella vorrebbe venire con voi e vedere il vostro lavoro." dichiarò in direzione del Tenente Queen. "Vogliamo soddisfare la sua curiosità. In quanto alla nostra, vorrei conoscere il vostro collega che studia l'animo, quindi lo autorizzeremo a scendere."
"Non..." stava per rifiutare Jason, ma il capitano Kenar lo interruppe bruscamente.
"Il tenente Queen è lieto di mostrare alla vostra ancella il suo lavoro." scoccò al suo sottoposto un occhiata che diceva tutto "Vogliamo anche ringraziare la sua cortese Ancella per il suo interesse nel lavoro del nostro Guardiamarina Lawtoein. Deve esserle molto cara." concluse il Capitano mentre l'ancella già stava allontanandosi con il Tenente Queen.

Gisa, Palazzo Reale, Parco
30/07/2396 ore 11:00 - D.S. 73577.75


I due si erano allontanati rapidamente.
Camminavano lungo i giardini e ogni tanto Jason si chinava e raccoglieva degli esemplari che metteva in alcuni contenitori o con il tricorder analizzava del terriccio.
Mentre era piegato a terra la ragazza non resse più alla curiosità e toccò la punta dell'orecchio di Jason.

"Vi prego non toccate la mie orecchie sono un punto molto sensibile."
"Scusatemi, volevo vedere se sono come le nostre. Voi non siete un Haoek?"
"No, sono un vulcaniano. Vengo da un pianeta molto lontano da qui."
"Raccontatemi tutto del vostro pianeta e da dove venite."




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Brano: 06-03
Titolo: Donne e guai
Autore: Guardiamarina Anena Lawtoein
(aka Martina Tognon)
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Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396 ore 11:00 - D.S. 73577.75


Il Capitano era stato invitato a sedere 'accanto' alla Principessa. Il che significava essenzialmente a distanza di sicurezza su una specie di trespolo con tre gambe, cosa che rendeva il suddetto non molto stabile, e un paio di scalini al di sotto dell'effettiva posizione della donna che teoricamente avrebbe dovuto conquistare.
Tholos si era premurato di avvisare il Guardiamarina Lawtoein che la sua discesa sul pianeta era stata autorizzata.
Dopo aver perorato la sua causa, osservando la giovane davanti a lui, si era oggettivamente preoccupato.
Aveva imparato a conoscere l'el-auriano sotto il suo comando e sapeva che era ben conscio di quanto lasciarsi andare e quando no al suo concetto di moda. Ciò nonostante era pensoso.

"Ci troviamo in una situazione di imbarazzo essendo per noi la prima occasione di incontro con le razze con voi rappresentate. Un buon inizio sarebbe per lei spiegarmi come ci debba riferire a voi."

Definire Kenar interdetto non avrebbe chiarito la sua sensazione di fastidio relativamente a quella frase. In parte lo stupiva l'uso del plurale ove in precedenza la Principessa aveva serenamente usato la prima persona singolare nel riferirsi a sé.
Qualche cosa stava solleticando la sua attenzione. Un pensiero che non riusciva a cogliere. Come i giochi di luce ai bordi del campo visivo che non erano reali eppure lo erano. Come una presenza che si aggirasse nella luce/non luce del crepuscolo, poco illuminata per essere vista con chiarezza eppure percepita.
A toglierlo dall'imbarazzo il mormorio della folla attorno a lui stava chiaramente ad indicare che Anena Lawtoein stava facendo il suo trionfale ingresso. Il mormorio lo fece temere per il peggio e si voltò pronto a redarguire l'ufficiale, eppure ciò che vide non giustificava in alcun modo le reazioni attorno.

Il Guardiamarina Lawtoein indossava impeccabilmente l'uniforme. I capelli non erano ribelli e sparati in mille direzioni diverse come i pensieri del proprietario normalmente erano.
La definizione più appropriata sarebbe stata di eleganza probabilmente.
Un velo di trucco delicato come si addiceva a qualunque ufficiale di sesso femminile in servizio, acconciatura sobria, uno smalto colorato ma non chiassoso.
Anena quel giorno si sentiva di essere in sintonia con le regole più stringenti della Flotta per quanto riguardava l'abbigliamento. Perché quindi quel mormorio? Si erano forse messi nei guai?
Erano un popolo rigido riguardo la differenziazione sociale tra sessi?

Ecco di nuovo quel pensiero fastidioso dentro la sua testa che non riusciva a venire alla luce.

Pochi istanti ed Anena fu al cospetto della Principessa. Si fermò, fluido ed elegante, accennò un lieve inchino con il capo portandosi una mano al petto ed attese.

"Benvenuto. Lei deve essere lo studioso dell'animo che stavamo attendendo. Benvenuto." un gesto della mano fece comparire dal nulla un paggio con un altro trespolo "Si accomodi. Come ci dobbiamo riferire a voi. Quale è la sua razza di appartenenza giovane visitatore?"

Anena si appollaiò con apparente facilità sul trespolo che tanti problemi stava dando al Capitano.

"Oso ringraziare Vostra Grazia per avermi definito giovane, ma sono invero il più anziano dei presenti. Non appartengo ad una sola razza, Leggiadra Signora, ma dal ramo paterno El-Auriano ho acquisito questa longevità che i Terrestri come mia madre non posseggono. Il tempo mi è amico. Ugualmente ringrazio Vostra Grazia per avermi consentito di scendere sul pianeta. Dopo un certo numero di decadi gli spunti di interesse per uno studioso sono così pochi. Non desidero offendere il suo popolo dicendo che siete per me una fonte di gioia inestimabile."

Il Capitano Kenar poté da quel momento giurare di aver visto negli occhi della Principessa esplodere una luce difficilmente confondibile con altre.

Siamo nei guai, siamo dannatamente nei guai!

Gisa, Palazzo Reale, Parco
30/07/2396 ore 11:20 - D.S. 73577.79


La Principessa in incognito seguiva con lo sguardo il visitatore vulcaniano totalmente concentrato sull'esame della natura che li circondava.
Non comprendeva.
Sapeva di non essere una donna di rara bellezza e che la maggior parte dei suoi pretendenti era lì con ben altre motivazioni che arrivare al suo cuore. Ciò nonostante era perfettamente conscia di non essere nemmeno brutta, al contrario era abbastanza piacevole.
La figura snella, i capelli leggermente mossi portati quasi sempre dietro le orecchie per scoprire la lieve curva che portava alla punta. Il viso dai lineamenti delicati...
Se da una parte era oggettivamente incuriosita da quell'uomo, dall'altra si era pentita di averlo seguito.
Non riusciva a strappargli altro se non qualche breve frase.
Inizialmente aveva pensato lo scopo ultimo fosse zittirla, poi aveva capito che semplicemente non rivestiva per lui alcun interesse scientifico.
Era certa che se fosse sparita in quel momento in una qualche forma di energia solo allora quello scienziato si sarebbe forse dimostrato interessato.
Girò su sé stessa tornando verso la Sala del Trono. Gli altri sembravano più interessanti.

Jason si rese immediatamente conto che l'ancella si era allontanata.
Finalmente poteva lavorare senza essere disturbato. Aveva cercato da subito di dire al Capitano che non era interessato a socializzare. Non quel giorno quanto meno.
Voltò leggermente la testa per osservarla mentre se ne andava ed un pensiero rapido si fece strada nella sua mente.

Strano che un'ancella si senta frustrata dalla mancanza di attenzione.

Inarcò le sopracciglia, scosse la testa e riprese il suo lavoro.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396, ore 11:40 - D.S. 73577.83


Il Capitano iniziava a sentirsi vagamente come il terzo incomodo.
La Principessa era persa nella sua conversazione con Anena che a sua volta, Kenar doveva ammetterlo, si stava comportando da perfetto gentiluomo e scienziato.
Peccato solo che quella parte di lui stesse semplicemente soggiogando la donna che invece avrebbe dovuto impalmare lui.
Volse lo sguardo verso Tholos che si teneva leggermente in disparte.
L'andoriano sembrava più interessato alla tecnologia del sistema di sicurezza, che doveva chiaramente esserci ma che non era assolutamente percepibile in alcun modo, che non a quello che succedeva tra il Consigliere e Sua Grazia.

"Quindi lei ha più di ottant'anni. Davvero intrigante. Una vita intera vissuta da giovani è davvero intrigante."
"Vostra Grazia molto dipende da coloro che riempiono la nostra vita. Nei decenni della mia esistenza ho scoperto che il lato più interessante del vivere sono le interazioni umane. La scienza delle cose che tanto affascina alcuni tra i miei colleghi non ha su di me nessuna attrattiva. L'universo stesso per me è ammantato di prevedibilità. Al contrario la mente degli essere senzienti è la vera realtà infinita."

Kenar alzò gli occhi al cielo.
Questo sembrava un corteggiamento in piena regola, possibile che il Guardiamarina non se ne stesse assolutamente avvedendo? Eppure così sembrava.
Tossicchiò per attrarre l'attenzione e Anena sembrò comprendere immediatamente la situazione.

"Prendete ad esempio il Capitano Kenar qui presente. Pensereste forse che una parte di lui è più anziana di me?" allo stupore della donna l'ufficiale riprese "Eppure è vero. Il Capitano appartiene ad una razza simbiotica. Quello che lei ed io vediamo non è 'tutto' ciò che il Capitano è. In lui c'è molto altro."

Lo sguardo di Sua Grazia si concentrò, opportunamente avrebbe detto l'Imperatore, su di lui.

"Capitano questo è interessante. Un simbionte. Lei ha un simbionte o è lei il simbionte?"

Riavuta l'attenzione della Principessa non si avvide che la giovane ancella, rientrata nella sala e fino a pochi istanti prima rimasta silenziosamente alle sue spalle, si era avvicinata ad Anena con aperta curiosità.

"Se la mente è la cosa veramente affascinante perché perdiamo tutti tempo ad abbellirci e mascherarci?"

Anena si voltò ad osservare la fanciulla che vedeva per la prima volta.
Gli succedeva a volte che le pieghe del tempo aprissero davanti ai suoi occhi finestre che altri non avrebbero mai potuto vedere. Il suo sguardo saettò brevemente verso la Principessa e poi di nuovo verso l'ancella.
Poi un lieve sorriso gli inarcò le labbra arrivando fino agli occhi, accendendoli di un misto di ilarità e sorpresa.

Si chinò lentamente in avanti azzerando lo spazio tra loro. Quando le labbra furono vicine all'orecchio della giovane sussurrò lievemente "Perché a volte sono le maschere a renderci liberi. Non crede anche lei Gentilissima Lynea?"
Lentamente si rialzò osservando la reazione della donna dinnanzi a lui.

Il labbro inferiore di Lynea stava leggermente tremando. Non si sarebbe aspettata di essere scoperta, né tanto meno che un totale estraneo le concedesse tanta considerazione da non smascherarla pubblicamente.
Lynea osservò Gega conversare con il Capitano Kenar. Si stava comportando in maniera eccellente. Nessuno che non fosse fine conoscitore della casa reale e dei suoi rituali avrebbe potuto sospettare alcunché.
Come aveva fatto quindi quello straniero?!
Gli occhi tornarono su Anena scrutandolo intensamente. Il Consigliere reggeva lo sguardo senza sottrarsi all'esame della vera Principessa di Gisa.
Sapeva perfettamente che scontrarsi con la sua capacità di strappare i veli poteva essere mentalmente impegnativo.

"Come...?"

La voce della Principessa era talmente bassa che nessuno avrebbe potuto sentirla. Anena stesso più che sentire le parole percepì la domanda dallo sguardo.
Leggere le labbra di un essere che parlava una lingua diversa sarebbe stato inutile. A volte non ci si rendeva pienamente conto dell'utilità e al contempo della pericolosità insita in un traduttore.
Già, come? Come poteva spiegare ad altri che non fossero della sua razza quegli stralci su altre linee temporali che a volte gli facevano comprendere la realtà della propria?

"Come si respira? Come si vede? Ogni razza ha le sue peculiarità. Questa è la mia."

L'ancella si schiarì la gola. "Come ha intenzione di spendere il suo tempo con noi, Signor..."
"Guardiamarina Lawtoein, per servirla." sorrise chinando il capo in modo appena accennato facendolo passare per un gesto di normale galanteria nei confronti di una donna "Io non spendo il mio tempo perché il tempo non è di nessuno, Mia Signora. La cosa che più dà gioia alla mia esistenza è conoscere. Posso chiederle di condividere con me le sue conoscenze e io farò lo stesso con lei, Mia Signora."

Lo disse con il tono lieve e senza la formalità che sarebbe stata dovuta ad un reale.
Lo disse come se stesse davvero conversando con un'ancella alla quale stava semplicemente dimostrando un rispetto cavalleresco un po' fuori moda.
Lo disse in un modo per cui Lynea distolse lo sguardo rapidamente girando su sé stessa.

"Venga Guardiamarina Lawtoein, sono certa che alcune delle cose nella biblioteca di Palazzo saranno di suo interesse..." si incamminò senza guardarlo.

Anena occhieggiò il Capitano, distratto dalla copia della Principessa. Quindi si volse verso Tholos facendogli un rapido cenno. L'andoriano rispose flettendo appena le antenne per assentire. Quindi si alzò e seguì la vera Principessa.

Se il Capitano avesse visto gli occhi di Lynea, avrebbe capito che ora sì erano in guai seri.




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Brano: 06-04
Titolo: Di ragionamenti, guardiamarina e ancelle
Autore: Tenente Comandante Tkar
(aka Silvia Brunati)
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USS Seatiger, Plancia
30/07/2396, ore 11:40 - D.S. 73577.83


Sebbene la sua razza fosse da molto tempo abituata a interagire con le diverse nature e differenti comportamenti degli altri popoli incontrati nel corso dei secoli, e, nonostante lui, nella sua esperienza come membro della Flotta Stellare, si fosse trovato più volte a interagire, con successo, con ufficiali dal carattere così alieno da rendere difficile la collaborazione Tkar incontrava ancora difficoltà a trovare l'approccio giusto per interagire con alcuni dei membri dell'equipaggio della Seatiger.

Sorprendentemente il signor Finn non era uno di questi.

Il primo ufficiale, nonostante il suo carattere esuberante, il suo comportamento imbarazzante per il ruolo che ricopriva e la sua capacità di mettersi nei guai contro la sua volontà, rientrava in uno schema comportamentale con il quale Tkar non aveva difficoltà a interfacciarsi. L'ufficiale tattico aveva da tempo imparato che non c'era modo di impedirgli di mettersi nei guai, perché, per quanto lui si impegnasse, non era mai riuscito a prevedere dove i ragionamenti del signor Finn l'avrebbero portato, e lui non amava esercitarsi inutilmente in calcoli probabilistici. Perciò, il suo atteggiamento nei confronti del signor Finn, seguiva la scia della protezione, o della prevenzione laddove era possibile, o del salvataggio in caso di necessità.

Qualcuno avrebbe definito questo comportamento come rassegnazione, ma l'ufficiale tattico non la vedeva così. Molto spesso, la capacità del signor Finn di cacciarsi nei guai portava a soluzioni inaspettate dei problemi stessi in cui tutta la nave si trovava e, a volte, la sua inesperienza era proprio quello che serviva per notare quello che ufficiali più esperti non riuscivano a vedere. Perciò, Tkar, nel corso delle missioni, aveva iniziato a studiare l'umano con una certa attenzione, che alcuni avevano scambiato per apprensione per quello che Finn avrebbe combinato quando veniva lasciato solo, ma che in realtà era solo attesa di quello che il suo approccio non convenzionale alle cose avrebbe scoperto.

Per questo, nel corso del turno in plancia aveva iniziato a fissare l'umano con una certa attesa, ma a parte chiedergli se avesse una macchia sull'uniforme, Finn non aveva detto altro. Perciò Tkar aveva deciso di intervenire.

"L'importanza strategica di Gisa non è solo legata al fatto che sia neutrale," commentò studiando il rapporto sul pianeta, "ma anche dalla sua posizione. Il sistema in cui si trova lo rende un perfetto cuscinetto fra vari imperi ed un'eventuale invasione porterebbe all'immediata reazione degli altri scatenando una guerra. Il re Haoek Guidan III si assicurò la neutralità di Gisa con una serie di accordi di protezione approfittando della rivalità esistente fra i vari governi e togliendo di fatto il suo sistema dalle lotte di potere dichiarando pubblicamente il suo disinteresse alla conquista e alla guerra. Secondo alcune leggende, fu la moglie Lavyinya, stanca di vederlo solo fra una guerra e l'altra, a convincerlo ad adottare questa politica promettendogli di dargli un erede entro l'anno se avesse abbandonato ogni velleità di conquista e minacciandolo di scegliersi un amante per produrre l'erede che lui desiderava se non l'avesse fatto".

Finn guardò sorpreso Tkar. "Mi sorprende che una simile minaccia abbia funzionato", commentò.

"Gli Haoek hanno un forte senso della famiglia," commentò Tkar impassibile, "derivato a quanto pare da un'altra leggenda che narra di come rischiarono l'estinzione secoli prima a causa della costante guerra di conquista che portò alla nascita dell'impero. Un erede illegittimo, inoltre, non avrebbe avuto il sostegno per regnare che avrebbe invece avuto uno legittimo."
"Come fa a sapere tutte queste cose Tkar?"
"Dal rapporto del consigliere Lawtoein."
"Ah, giusto giusto, lo stavo giusto approfondendo ora," commentò Finn pasticciando con il bracciolo della poltrona. Poi si fermò di scatto. "Se la principessa dovesse scegliere il capitano, diventerebbe re di Gisa, giusto?"
"Si," confermò Tkar.
"E per generare dei figli dovrebbe restare sul pianeta, almeno per il tempo necessario ad assicurarsi che ci saranno."
"Corretto," annuì di nuovo Tkar.
"Di conseguenza anche noi resteremo su Gisa." Commentò di nuovo Finn socchiudendo gli occhi.
"Si."
"Non le sembra strano che il capitano abbia sposato, mi perdoni il gioco di parole, così tranquillamente l'idea?" Gli chiese Finn: "Deve per forza avere un piano in mente, giusto? Giusto?"

Tkar questa volta non rispose.

Gisa, Palazzo Reale, Biblioteca
30/07/2396, ore 13:00 - D.S. 73577.98


Anena non aveva esattamente programmato di ritrovarsi da solo con la principessa di Gisa. Non che gli dispiacesse, la principessa era una donna intelligente, divertente, entusiasta, con un gran peso sulle spalle. Era evidente in ogni parola, gesto e atteggiamento di Lynea e, soprattutto, da quella nota cupa, appena percepibile che attenuava ogni suo sorriso.

La biblioteca per contro era straordinaria, scaffali e scaffali di opere cui si poteva accedere visivamente o per via cartacea (su richiesta). La banca dati era impressionante e sembrava raccogliere creazioni di ogni parte di quell'universo. Anena non conosceva nessuno degli autori che la principessa gli stava indicando con orgoglio, ma la sua avida curiosità gli fece desiderare di leggerli tutti.

Lynea sorrise alla sua reazione e gli fece cenno di sedersi davanti al terminale, "scelga quello che vuole, guardiamarina, non c'è nulla che non troverà qui" gli disse con palese orgoglio.

Qualcosa però nel tono della principessa lo fece esitare. Nel momento in cui lui aveva sollevato le mani verso la consolle, c'era stato un guizzo, qualcosa come l'eccitazione per qualcosa che doveva avvenire. No, si corresse Anena, qualcosa che sarebbe potuto avvenire.

Lanciando un'occhiata divertita alla principessa, il consigliere, invece di toccare la consolle, posò le mani sulle ginocchia.

"Sono indeciso," disse indeciso, "suggerimenti?"

Con le mani dietro la schiena, in un atteggiamento che ormai poco aveva a che fare con un'ancella e più con la principessa che era, Lynea lo guardò improvvisamente incerta e ad Anena riconobbe l'atteggiamento di chi non sa se quella che ha davanti è una trappola o davvero una mano tesa amica. Senza pensarci le prese una mano e la strinse fra le sue. "Suggerimenti?" Chiese di nuovo fissandola negli occhi.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del Trono
30/07/2396, ore 13:10 - D.S. 73578.00


Il capitano aveva la pessima sensazione che qualcosa gli stesse sfuggendo. Per quanto la conversazione si fosse mantenuta vivace, priva di silenzi imbarazzati o sguardi annoiati, c'era qualcosa di stonato nell'atteggiamento della principessa che però non riusciva a spiegarsi per il momento. Non dubitava di avere la sua completa attenzione, ma non riusciva a liberarsi della sensazione che l'atteggiamento di Lynea appartenesse più al ramo della cortesia che a quello della fascinazione. Non che lui avesse voluto veramente sedurla, questo era quello che aveva voluto far credere all'imperatore. Il suo compito era quello di proteggere i suoi uomini e riuscire a riportarli, se possibile, a casa, e immischiarsi in una situazione spinosa come quella di Gisa non rientrava nel suo concetto di protezione. Il vero motivo per cui aveva accettato la missione che l'imperatore gli aveva affidato era legato più che al desiderio di scoprire di più dei motivi per cui fosse così conteso. Se su Gisa ci fosse stata qualche informazione utile per tornare a casa inoltre, considerando quanto la sua storia fosse antica, lui avrebbe fatto di tutto per ottenerla. Senza sposarsi possibilmente.

Sorrise ad una battuta appena fatta dalla principessa subito dopo notò che si era nuovamente girata a guardarsi alle spalle, come se stesse cercando qualcuno.

"Qualcosa che non va?" Chiese con discrezione abbassando la voce per non farsi sentire da orecchie indiscrete. La principessa sgranò gli occhi e si affretto a scuotere la testa.

"No, no, ero convinta che la mia ancella fosse tornata... Ma probabilmente mi sono sbagliata."

Kenar corrugò la fronte, effettivamente ora che lo notava, anche il guardiamarina Lawtoein non era più al suo posto. Si girò verso Tholos, che pazientemente attendeva poco distante e l'andoriano, con un appena visibile movimento della testa, gli indicò una porta della sala poco distante. Dove era andato il guardiamarina? Cosa stava tramando?

"Mi stava raccontando del suo popolo..." Il gentile suggerimento della principessa, lo costrinse a riportare l'attenzione su di lei.

"Giusto," sorrise tornando a guardarla negli occhi e lanciandosi in una nuova storia sui trill, i simbionti e le molte vite vissute da alcuni di essi. Del guardiamarina, dell'ancella e di quello che stavano combinando si sarebbe occupato poi.




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Brano: 06-05
Titolo: La scelta
Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli
(aka Massimiliano Badi)
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Gisa, Palazzo Reale, Biblioteca
30/07/2396, ore 13:10 - D.S. 73578.00


Anena esitò. Non era difficile capire cosa intendesse la principessa calcando la voce sulla parola 'suggerimenti'. Più difficile era capire il motivo della richiesta.
Strinse le mani di lei tra le sue.
"Mia Signora... non sono certo la persona più indicata per..."
"Suvvia."
Anena sospirò.
"Non credo che sia arrivata a questo punto senza avere un piano ben preciso."
Lynea cambiò espressione. Il suo sguardo si fece d'acciaio.
"E le piacerebbe conoscerlo?"
"Solo se fa piacere a lei."
"Anche se comprendesse l'assassinio di tutti i pretendenti nella stanza accanto, compresi i suoi compagni ed i membri del consiglio? E l'instaurazione di una dittatura militare con la collusione di un certo alto generale mio amante da anni, ma plebeo?"
Ad Anena si ghiacciò il sangue. Involontariamente rivolse lo sguardo alla porta da cui erano entrati.
Quando lo riportò su Lynea l'espressione spaventosa era scomparsa per far posto ad un'altra, sbarazzina.
La principessa scoppiò a ridere.
"Vedesse che faccia ha fatto! Da morir dal ridere!"
Anena si rilassò.
"ah ah..."
Piccola figlia di...
"Volevo solo scuoterla un po'. Sembra una persona così compassata..."
Anena fece una risata. Di gusto.
"Lo metterebbe per inscritto? Sa, per il mio capitano..."
Lynea lasciò sfumare l'ilarità.
"No. Amo il mio popolo. Vorrei il meglio per loro. A volte però, quando sono molto arrabbiata, o frustrata, o entrambi, fantastico un po'..."
"Fantasticare su una strage non mi sembra sanissimo. Si potrebbe asserire che sia catartico, ma ho qualche dubbio."
Lynea si avvicinò ad un piccolo mobile bar. Prese un bicchiere a flute e si versò una misura di un liquido ambrato. Lo portò alla bocca e bevve un lungo sorso. Il suo sguardo non lasciò mai Anena. Come soppesandolo.
Poi parlò.
"Ha ragione, probabilmente. Mi dica, lei che è così intuitivo, perché ho queste insane inclinazioni?"

Ora fu Anena a fissare la principessa, soppesandola.

"In prima battuta avevo pensato che fosse un'immatura ragazzina con troppo potere sfruttato frivolamente. La tipica nobilotta che ha perso il senso della realtà."
Lynea lo guardò ad occhi sgranati. Non era certo abituata a cotale schiettezza verbale.
"Non si può dire che abbia i peli sulla lingua... Continui, comunque. Spero di salvarmi nella seconda, di battute."
"Parlando con lei però sto avendo l'impressione opposta. Questo però è in contraddizione con la situazione e le sue azioni. La storia del matrimonio, questa strana mascherata... non ha senso."
"Ah... e perché non ha senso?"
"Be', il suo regno non è in pericolo, anzi si trova in una posizione di forza. Diversi imperi sembrano pendere dalle sue labbra, principessa. La situazione è buona, molto buona. Si trova al tavolo da gioco e le hanno servito una mano vincente. E lei scuote il tavolo."
Lynea gli fece un sorriso.
"Ed io scuoto il tavolo."
Sorrise ancora.
"È una bella immagine. Me la ricorderò."
Anena le fece un segno di approvazione.
"La mano potrebbe non essere così buona come sembra. Siamo un piccolo regno ma ci piace avere un buon servizio di Intelligence. Del resto siamo il maggiore punto di passaggio per le spie provenienti da e dirette a. Forniamo loro tessere a punti. Si possono vincere bei premi..."
Anena la ricompensò con un sorrisetto. E basta. La battuta non era stata poi così buona.
"Scherzi a parte, le proiezioni sull'Impero non sono buone. I nostri esperti prevedono una, forse due generazioni prima del crollo. Del resto gli scricchiolii già si sentono..."
"Be', voi non ne fate parte."
"Eh già. Noi siamo uno stato neutrale. Altrimenti detto 'stato cuscinetto'..."
"Ah, credo di cominciare a capire..."
"Sa cosa succede ai cuscinetti quando iniziano ad essere sollecitati? Resistono quanto possono e poi..."
"...vanno in pezzi."
"Vanno in pezzi. Del resto è questo il motivo per cui esistono. Per cui gli è stato permesso di esistere."
"Capisco."
"E quindi io posso fare due cose: o fare la bella vita e godermela negli agi e magari, perché no, nella depravazione. Lasciando alle generazioni che verranno di averci a che fare. Oppure..."
"Oppure cerca di fare qualcosa adesso. Lei è molto coraggiosa."
Lynea fece una risatina.
"Si legge 'lei è molto stupida, principessa'"
"Amaramente nella mia vita ho scoperto che intelligenza e coraggio spesso non sono buoni compagni di letto. Ma nel suo caso direi che abbiamo un'eccezione. Non lo dico per blandirla."
"Be', grazie! Credo..."
Scoppiarono a ridere tutti e due.
Asciugandosi le lacrime Lynea continuò.
"Per farla breve mi sto guardando intorno. Probabilmente l'ideale sarebbe allearsi con una nazione potente per proteggerci, ma è pericoloso. Come stato neutrale camminiamo su di una linea sottile. Non possiamo permetterci di perdere la nostra neutralità."
"Chiaro."
"Questo è tutto. Ho vuotato il sacco. Questo è tutto il mio piano malvagio...devo dire che è un sollievo. Mi ha fatto bene sfogarmi."
Fece un cenno al suo ospite.

"Ma abbiamo parlato solo di me. Mi dica qualcosa di voi. Mi sono informata sulla vostra nave quando abbiamo saputo della vostra presenza, naturalmente, ma le informazioni su di voi sono sorprendentemente scarse. Sembrate essere comparsi praticamente dal nulla. E per creare uno scompiglio mai visto nell'Impero. Siete additati come dei mostri, ma non sembra che la flotta degli scagliosi si stia poi dando troppo da fare per fermarvi. Il che è strano per loro."
"Mmmm diciamo che le voci su di noi sono un po' esagerate..."
"Ah sì? Quindi non avete distrutto un avamposto minerario facendo strage di civili innocenti?"
"Solo parzialmente vero. L'installazione era militare e comunque siamo stati costretti dagli eventi per fermare l'invasione dell'impero ai danni del nostro universo... ah questo non avrei dovuto dirlo..."
La bocca della principessa ora disegnava un 'O' perfetta.
"'Vostro' universo?"
"Ah... sì... ormai direi che sia tardi per negare..."
"E come è possibile? La vostra tecnologia vi permette viaggiare attraverso gli universi?"
"Non la nostra. La vostra. O meglio dell'Impero. Hanno hanno esaurito un sole per farlo ma..."
"Hanno esaurito un sole!?"
"Ecco un'altra cosa su cui avrei dovuto tacere... ma cosa mi sta succedendo? Cosa mi avete fatto bere?"
"Non ha bevuto nulla." Puntualizzò la principessa.

"Ecco che se ne va il mio alibi..."
"Ora tutto acquista un senso... prima quando vi siete presentati ho controllato gli archivi alla ricerca delle razze a cui appartenete senza trovare nulla. Non pretendo che i nostri archivi contengano tutte le razze di questa ampia galassia, ma che la vostra nave ospiti solo razze a noi sconosciute è un'anomalia statistica."
Anena allargò le braccia senza dire nulla.
"Dovete essere dei veri duri, per mettere così in difficoltà l'Impero. Come avete fatto distruggere un'installazione militare?"
"In realtà io non c'ero ancora. Sono arrivato più tardi..."
"Arrivato più tardi? Dall'altro universo?"
"...sì"
Rispose un 'ah' affranto Anena, incapace di uscire dalla spirale di rivelazioni in cui era caduto."
"E come?"
"Da un limbo senza tempo attraverso una nave di una razza cyborg endemica causata da entità semidivine senza tempo... ma non potremmo parlare d'altro?"
"Assolutamente no! Voglio sapere tutto!"
"Non credo che il capitano approverebbe..."
"Bah mi sembra un tipo tranquillo. Non credo che la metterà ai ferri. Comunque la multirazzialità dell'equipaggio è un buon biglietto da visita. Come è il vostro impero?"
"Non è un impero. È una repubblica elettiva. In diritto di voto è esteso a tutta la popolazione. E si tratta di una repubblica federale. I vari stati che ne fanno parte mantengono parte della propria autorità ma rendono conto ad un governo centrale. Di cui fanno comunque parte. Nuovi mondi richiedono di entrare a far parte della Federazione Unita dei Pianeti e, se superano degli standard etici minimi vengono accolti. Purtroppo non sempre questo è possibile."
"Aspetti un attimo. Questo significa che la sua Federazione rifiuta fruttuose alleanze... per motivi etici? E tutti quei regni non solo accettano di cedere la propria sovranità nazionale ma lo richiedono di propria volontà?"
"Un po' semplificato, ma sì."

Lynea scosse la testa incredula.

"Incredibile! Sono abituata a imperi che sottomettono con la forza i loro vicini, altro che rifiutare l'ammissione! Il vostro universo funziona alla rovescia..."
"Oh no. È così anche nel nostro universo. È la Federazione che è anomala. In effetti è un piccolo miracolo in questo immenso multiverso..."
"Ma come è possibile?"
"Be', la forza motrice fin dall'inizio è stata la sicuramente la razza umana. Razza di cui faccio parte a metà, modestamente." Disse Anena atteggiandosi scherzosamente.

"Questi umani devono essere proprio una razza eccezionale."
"In effetti no. Anzi l'esatto opposto. Nella loro storia gli umani hanno compiuto praticamente qualsiasi nefandezza sia possibile fare. Proprio per questo un bel giorno finalmente si trovarono quasi vicini alla loro fine. Erano sul ciglio del baratro e non c'era altro posto dove andare. Spalle al muro e ci si erano messi loro stessi. Avrebbe potuto... avrebbe dovuto finire là."
"Ed invece?"

Chiese Lynea pendendo dalle labbra del guardiamarina.

"Ed invece uno di loro lanciò la prima nave spaziale. Esattamente quando passava una nave vulcaniana, se crede nel destino.... Può trovare un esempio di questi ultimi nel Tenente Queen. Il tipo con le orecchie a punta..."
Lynea gli fece cenno di andare avanti.
"Il resto è storia. Centinaia di anni dopo la Federazione è una potente realtà all'interno della galassia. Pacifici ma non deboli. Circondata da imperi stellari a cui farebbe piacere mangiarsela in un sol boccone, ma che si guardano bene dal farlo. Un piccolo grande miracolo, come dicevo."
"È proprio vero..."
La principessa rimase assorta per un po' con lo sguardo perso nel vuoto. Come a contemplare nuove possibilità che si dischiudevano di fronte a lei.
Poi prese una decisione. La sua voce aveva un tono deciso che non aveva mai avuto in precedenza, durante la conversazione. Il tono di una regina.

"La prego, guardiamarina. Potrebbe portare il suo capitano al mio cospetto? Con discrezione."
Anena fu indispettito con sé stesso quando istintivamente fece un piccolo inchino prima di lasciare la stanza.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396 ore 13:40 - D.S 73578.06


Il capitano Kenar guardava spassionatamente l'ecosistema politico nella sala fare il suo corso. In un certo senso era appassionante.
Più o meno.
Be', come un documentario su una coltura di muffe in verità. E lui era parte del micelio... anche se stava tentando di tenersene fuori. Ora come ora partecipare attivamente significava solo scoprire le sue carte. O meglio la mancanza delle stesse.
La principessa era tornata ad occuparsi dei suoi ospiti, mentre gruppetti bisbiglianti si formavano, rompevano e ricostituivano.
Stava sorseggiando un liquido verde che il tricorder segnalava come innocuo ed analcolico, quando il guardiamarina Lawtoein venne a chiamarlo.
"Capitano, potrebbe venire con me? Subito per favore. Senza dare nell'occhio."

Il capitano della Seatiger guardò Anena con curiosità e non poca preoccupazione.
Quest'ultimo manteneva ancora quel tono compassato e professionale con cui aveva fatto il suo ingresso. Non era sicuro che fosse un buon segno.

Pochi minuti dopo Kenar veniva introdotto in una stanza piena di libri. Veri libri di carta, notò ammirato il capitano. Una biblioteca.
Ad attenderlo l'ancella che aveva notato prima uscire con Anena. Che però sfoggiava un atteggiamento ben poco umile.
Anena si affrettò a fare le presentazioni.
"Capitano, le presento la principessa Lynea di Gisa."
Arjan non rimase nemmeno troppo stupito. In qualche modo aveva avvertito che c'era qualcosa nell'aria.
"È un piacere fare di nuovo conoscenza con voi, principessa." Sorrise ironico accennando un inchino.
Lynea lo accettò con un sorrisetto sornione.
"Ancora benvenuto nel mio regno, capitano. Ho avuto una conversazione MOLTO interessante con il guardiamarina qui presente..."

Kenar lanciò uno sguardo interrogativo al suddetto, che però mantenne un rapito interesse per gli scaffali pieni di libri. Tutt'altro che rassicurato tornò a rivolgersi alla sua ospite.
"Davvero? Spero cose gradevoli..."
"In effetti sì. Capitano, ho una proposta molto interessante da farle, credo."

Lynea gli riassunse le previsioni geopolitiche per l'impero come aveva fatto con Anena.

"Il guardiamarina Lawtoein mi ha parlato della vostra 'Federazione'. Il concetto mi ha decisamente rapito. Questa è la mia proposta: sceglierò lei come mio consorte e lei mi aiuterà a creare qualcosa di analogo alla vostra Federazione, qui."

Kenar iniziò a scuotere la testa.

"Aspetti ad obiettare. Il matrimonio sarà solo di facciata. Non le impongo nulla. Sarà libero di andarsene quando desidera. Ma mentre rimarrà qui lavorerà per me."

Kenar rimaneva rigido.

"Principessa, ho promesso di riportare il mio equipaggio a casa..."
"Appunto. Crede di avere più possibilità con le risorse di un intero regno a disposizione o con quelle di una piccola nave?"

Kenar non seppe rispondere.

"E quanto alle possibilità... quante pensate di averne, in realtà? Siamo realistici. Qui potreste avere, oltre che una base di appoggio, una casa. Potreste rimanere. Mettere radici."

Kenar rimase ancora in silenzio. Mantenendo uno sguardo duro sulla principessa.

"Capitano. Siete in fuga, stanchi, senza una vera prospettiva. Qui l'avreste. E se poi trovaste la via di casa... tanto di guadagnato. Senza contare che avreste la possibilità di creare qualcosa di eccezionale."

Kenar sospirò.

"Principessa Lynea... è veramente una buona offerta..."
"Ma? Perché c'è un ma, vero?"
"Ma non posso darle quello che vuole. La Federazione si è formata come conseguenza di una situazione molto particolare. Gli umani erano disperati e sull'orlo dell'estinzione quando la hanno fondata. Il suo popolo sta bene. Se gli imponesse un cambio di assetto politico genererebbe solo caos ed odio."

Gli occhi di Lynea sprizzarono scintille.

"Lo so! Mi crede stupida, capitano? Il mio popolo sta bene ORA! Ma in un futuro non troppo lontano non lo sarà più. Non voglio cambiare il sistema politico. Quando la fame e la disperazione saranno arrivati il mio regno sarà cenere da tempo. No. Quello che voglio che mi aiuti a fare è piantare un seme. Una piccola luce. Una flebile speranza."
Lynea si avvicinò al capitano della Seatiger. I loro visi a pochi centimetri.
"Per loro. Per i nostri figli, forse."
Ed il capitano nella Seatiger rimase a guardare quegli occhi immensi che lo supplicavano.




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Brano: 06-06
Titolo: Si smuovono le acque
Autore: Comandante Dewey Finn
(aka Franco Carretti)
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USS Seatiger, Plancia
30/07/2396 ore 14:00


"Capitano, nave in uscita dalla curvatura." Avvertì Tkar "Si tratta della nave del Capitano Roka."
Nessuna risposta... l'ufficiale Tattico della Seatiger lanciò un'occhiata a Finn sommerso dai pad nel vano tentativo di capire il funzionamento dei motori a slittamento imperiali. Tkar si domandò perché quell'umano avesse deciso di studiarli senza avere nessuna conoscenza ingegneristica.
"Capitano?" riprovò senza nessun risultato. Finn si limitò a far cadere un paio di dispositivi di lettura. Un guardiamarina di passaggio, impietosito gli dette un colpetto sulla spalla passando per poi indicargli con un cenno del capo il vulcaniano.
"Eh? Capitano?" sbattè un paio di volte le palpebre.
"Facente funzione di Capitano... Capitano è il termine più consono per riferirsi a chi siede sulla poltrona del Capitano."
"Non sia così formale, mi chiami pure Dewey... Dew se vuole." rispose lui con un sorriso ebete
"Capitano, è arrivato il Capitano Roka" continuò Tkar senza nemmeno commentare.
"Poteva dirlo subito. Aprite un canale." Tkar sollevò un sopracciglio.

Il volto del klingon apparve sullo schermo, come sempre appariva accigliato e arrabbiato... niente di diverso da qualsiasi klingon.

"Capitano Roka è un piacere rivederla." esordì Finn con un sorriso.
=^=Qui è la Xacsiki della Gilda dei Imperiale dei Cacciatori di Taglie, siamo qui per arrestare il Capitano Kenar della nave stellare Seatiger per i numerosi atti di terrorismo ai danni dell'Impero!=^= rispose il klingon senza però dare l'impressione che si rivolgesse a loro.
=^=Qui controllo orbitale di Gisa, attendete in orbita. Qualsiasi azione contro le navi in orbita o l'entrata non autorizzata nell'atmosfera di Gisa sarà considerato un attacco.=^= ribattè una misteriosa voce dall'altro capo della comunicazione.

Roka sembrò lanciare un'occhiata in direzione di Finn e poi la comunicazione con la Xacsiki fu interrotta.

"Interessante..." commentò Tkar portando le mani dietro la schiena.
"Che c'è di interessante? Ci hanno traditi?!" balbettò l'ufficiale in comando alzandosi in piedi e rovesciando a terra tutti i pad.
"Il Capitano Roka ha accettato volutamente la comunicazione con noi mentre parlava con il controllo planetario di Gisa e ha annunciato platealmente le sue intenzioni. E' evidente che la sua intendeva metterci a conoscenza dell'attuale situazione." ribattè il vulcaniano meditabondo.
"E quindi c'ha traditi e voleva farcelo sapere?"
"Il Capitano Kenar è sotto la protezione della Principessa, Roka lo sa sicuramente, probabilmente la sua azione è volta a mettere fretta al Capitano."
"Signor Tkar, per quanto il Capitano possa essere affascinante, dubito che riesca a far innamorare e sposare la Principessa dopo solo un giorno." commentò il Capo della Sicurezza.
"Quindi il Capitano Roka sarà il cattivo della storia..." si intromise Finn guadagnandosi l'attenzione dei due ufficiali. "Un'antagonista renderà il Capitano ancora più affascinante agli occhi di una Principessa."

Tkar guardò Yamada come per chiedere una conferma a qualcosa che lui, essendo vulcaniano, non poteva capire. La giovane sembrò pensarci un attimo e parve essere d'accordo con il Primo Ufficiale.

"E' una possibilità. Il Capitano potrebbe sicuramente usare la cosa a suo vantaggio... sarebbe meglio avvertirlo."
"Aprite un canale con il Capitano!" esclamò Finn entusiasta.
=^=Qui Kenar, mi dica Numero Uno.=^=
"Buone notizie Capitano, sta per essere arrestato dai cacciatori di taglie!"
=^=Eh?=^=

U.C. Ameronix, Cella detentiva
30/07/2396 ore 14:05


"Quinnar hai visite!" esclamò la guardia carceraria sbattendo il bastone contro le sbarre della cella.

L'uomo sollevò appena la testa guardando verso la guardia attraverso i lunghi e sporchi capelli. "Chi diavolo è?" chiese con voce roca di chi non è molto abituato ad usarla.
"Signor Quinnar, sono l'Alto Istruttore dell'Unione Coloniale. E' arrivato il momento di decidersi." l'uomo che aveva parlato, come la guardia del resto, era alto appena un metro. La testa, sproporzionata rispetto al corpo, era enorme e sembrava ondeggiare a destra e sinistra mentre si avvicinava alle sbarre.
"Decidersi? C'è poco da decidere, Alto Istruttore." Quinnar si grattò la sudicia barba incolta e si alzò in piedi. A differenza degli altri due lui era alto almeno un metro e ottanta e la testa sembrava proporzionata al resto del corpo.

L'Alto Istruttore lo guardò disgustato e con alteregia gli voltò le spalle "Lei è un abominio Signor Quinnar, il nostro popolo tende ad eliminare le aberrazioni come lei... mi domando perché sua madre non abbia messo fine alle sue sofferenze quand'era ancora in fasce."
"Forse era miope e non se n'è accorta subito." ribattè con tono neutro il prigioniero ormai abituato a queste frasi. Era stato messo in galera solo per il suo aspetto esteriore dopotutto, l'Unione Coloniale non permetteva a gente con il suo aspetto di andarsene in giro.
"Lavatelo e rendetelo presentabile per quanto possibile." ordinò il funzionario governativo "Fra poche ore raggiungeremo Gisa e sarà presentato alla Principessa come nostro emissario, dovrà conquistare la principessa ed eliminare qualsiasi spasimante si metta in mezzo fra voi... ancora non capisco come possa essere stato scelto un essere così orribile."
"Forse perché nell'universo hanno gusti migliori dei vostri?" borbottò di nuovo il prigioniero guardando andare via i due ufficiali.

R.S.S. Maarbani, Appartamento del Principe
30/07/2396, contemporaneamente


"Connestabile, è tutto pronto?" chiese l'uomo dall'esile figura e dai fluenti capelli biondi. Alto ed elegante in abiti riccamente elaborati, il Principe Janus era la personificazione dell'eroe delle favole.

Per l'ennesima volta 'l'eroe delle favole' si guardò allo specchio scuotendo la testa e beandosi dell'effetto della luce sui suoi splendidi capelli.

"Certo mio Principe! La navetta è già pronta per quando arriveremo... se mi permette oggi è ancora più magnifico del solito. Non so come sia possibile!" aggiunse il vecchio Connestabile con un velo d'ansia nella voce.
"Non ha già usato questo complimento il mese scorso Connestabile?" chiese il Principe continuando a guardarsi allo specchio.
"Se l'ho fatto è stato solo perché credevo che avesse ormai raggiunto la perfezione, ma ogni giorno lei sembra superare l'insuperabile." commentò l'uomo asciugandosi la fronte col fazzoletto.

"Mmmh..." il giovane biondo parve pensarci un po' e alla fine sembrò apprezzare le parole dell'uomo "Bene, la Principessa rimarrà immediatamente folgorata. Preparate anche il vestito da cerimonia."
"Certo mio Principe..." disse il Connestabile inchinandosi.

"Ah dimenticavo. Fai preparare anche le mie armi... nel caso che qualche pretendente abbia i favori della principessa, non voglio che qualche plebeo si metta fra noi." il vecchio tornò ad inchinarsi prima di uscire.

N.C.D. Pernso, Ufficio del Capitano
30/07/2396, contemporaneamente


"Andra... sei pronta?" chiese il Capitano guardando l'uomo di fronte a lui.
"La situazione è sotto controllo. Le modifiche genetiche sono stabili per il momento, basteranno per passare i primi controlli, poi gli abiti da uomo faranno il resto." rispose lui guardandolo con due occhi glaciali.
"La migliore assassina del Direttorato Commerciale Nadaali. Non credevo di poterla vedere con i miei occhi."
"E non mi avrebbe visto se non era necessaria la sua presenza." commentò l'uomo con una lieve minaccia nella voce.

Il Capitano della Pernso deglutì visibilmente, gocce di sudore gli imperlarono la fronte.
Solo alle donne era permesso uccidere nella loro cultura. Nessun uomo ne avrebbe avuto il coraggio... le donne invece erano fatte di un'altra pasta. Verbno si asciugò la fronte con un fazzoletto. Aveva avuto sempre paura delle donne, in quel preciso momento era terrorizzato a morte.

"Mi auguro che la sua trasformazione in maschio, seppur momentanea, non le crei problemi." borbottò per cercare di essere gentile.
L'uomo aveva un volto delicato eppure mascolino. La corta barbetta appuntita la aiutavano a mascherare meglio il suo vero sesso. Le modifiche genetiche servivano solo a mascherare la verità e renderla compatibile con la principessa agli occhi dei medici di corte. L'assassina non rispose limitandosi a guardarlo con sguardo omicida.

"Il suo incarico è eliminare la Principessa in modo che il Direttorato possa approfittare del caos che si verrà a creare su Gisa. Forse saremmo in grado di mettere al potere qualcuno delle casate nobili inferiori... non ci contiamo molto, ma sicuramente è meglio che tenere in vita quella odiosa principessa che è notoriamente contro il Direttorato!"

Gli occhi dell'assassina si strinsero in due fessure e la mascella si irrigidì. Il Capitano Verbno non riusciva più a trattenere il terrore che lo attanagliava.

"Beh siamo quasi arrivati... se vuole prepararsi." Decise infine che il briefing era inutile.

Andra non rispose nemmeno, si alzò dalla poltrona con un movimento fluido ed uscì dalla porta. Una volta sola tirò fuori da una tasca l'immagine della Principessa di Gisa e i suoi occhi divennero di colpo dolci. Le sue dita scivolarono sulla foto come a voler accarezzare quel volto e l'assassina sospirò. Poi gli occhi si fecero di nuovo glaciali e la mano scese ai pugnali... chiunque si fosse messo in mezzo avrebbe fatto una brutta fine.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
30/07/2396, contemporaneamente


Ancora tre pretendenti in arrivo e per giunta la Gilda dei Cacciatori di Taglie era pronta a scendere sul pianeta per arrestarlo. Senza contare che la Principessa voleva piantare il seme della Federazione nel suo regno e di conseguenza in tutto l'Impero.
"Datemi pace..." mormorò Kenar alzando gli occhi al cielo.
"Come scusi?" chiese Anena voltandosi verso di lui.
"Niente. Crede che la proposta della Principessa sia reale?" chiese il trill sospirando.
"Sarebbe un po' esagerato come scherzo. Comunque no, non credo che sia una che scherza... ma perché l'imperatore ha fatto intervenire Roka?" chiese il consigliere della Seatiger.
"Era uno dei tanti piani previsti dall'imperatore. Doveva servire per accattivarmi le simpatie della principessa... però non doveva accadere così presto. Deve essere successo qualcosa per aver anticipato i piani... sopratutto per il fatto che non serve più a niente, la principessa sembra essere interessata a sposarmi." lo disse con naturalezza ma la cosa lo stava preoccupando tantissimo. Già decine di pretendenti, arrivati sul pianeta prima di lui, lo stavano guardando con sguardi minacciosi.

"E' una ragazza notevole." commentò il mezzo el-auriano cercando di essere d'aiuto "Bellezza e intelligenza sono presenti in egual misura, ma in lei c'è anche qualcosa di fragile sotto quell'aria da dura che tende a mostrare... dovrebbe apprezzare tutte questi fattori, specialmente un romantico come lei Capitano."
"Romantico è un po' esagerato..." borbottò Kenar, eppure sul suo voltò apparve un lieve rossore. Effettivamente era vero, una parte di lui stava davvero apprezzando quella giovane donna, ma il suo dovere era prima di tutto verso i suoi uomini e sperava solamente di non dover prendere una decisione su chi scegliere dei due.

"Signor Queen, cosa ne pensa della possibilità di spingere Gisa e poi l'Impero verso una politica Federale?" chiese per cambiare discorso.
"Signore, non sono qualificato per rispondere ad una tale domanda, sono soprattutto un esobiologo." commentò freddo il mezzo vulcaniano.
"Ma essendo un vulcaniano è abituato ad elaborare possibili scenari. E sulla Federazione ne sa quanto me, dopotutto." rispose Kenar cercando di interagire un po' di più con il nuovo ufficiale scientifico.
"Una rivoluzione culturale di queste proporzioni potrebbe richiedere decine di anni, se non secoli, per essere attuata. Se, come dicono, Gisa è il luogo dove l'Impero è nato, l'idea della Principessa potrebbe avere maggiori possibilità... se poi aggiungiamo la nostra esperienza e il possibile aiuto dell'Imperatore..." rispose Queen portando la mani dietro la schiena.

"Lei ritiene che l'Imperatore possa essere interessato?" chiese il Capitano della Seatiger

"Secondo i rapporti che ho letto, l'Imperatore ha fatto più volte menzione riguardo i grossi problemi dell'impero. Secondo le informazioni raccolte dal Signor Tkar, l'Impero ha raggiunto il suo limite ed ha due sole strade da percorrere: trasformarsi in qualcosa di più democratico o cadere in una orribile dittatura."
"Piuttosto drastico Signor Queen..." commentò Anena con un sorriso.
"Ho paura che abbia ragione invece..." lo interruppe Kenar "molte delle filosofie dell'impero mi ricordano in modo marcato il rapporti sull'universo dello specchio. Basti pensare come la loro Prima Direttiva sia il completo opposto della nostra. Il problema è cosa accadrà in questo periodo di transizione... cosa succederà prendendo sia l'una che l'altra strada?"

"In entrambi i casi c'è una sola certezza... ci sarà guerra." rispose Queen con voce priva di emozioni.




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Brano: 06-07
Titolo: Omicidi e possibili alleanze
Autore: Tenente Symon Bruce
(aka nd nd)
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Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
09/08/2396, ore 11.49 - D.S. 73605.18


Molte cose stavano accadendo in quei giorni.
Troppe.
La palpabile tensione vibrava fra le espressioni facciali di tutti i presenti.
La Principessa era l'unica persona che pareva esserne immune.
Entrambe le principesse sembravano perfette padrone dei propri sentimenti.
Sia Lynea, quella vera, sia Gaga, quella di facciata.
L'interpretazione magistrale di quest'ultimo concedeva ottimi momenti di osservazioni alla cugina, amica e giovane sovrana.
Gaga stava dimostrando polso, carattere e determinazione.
La sua formale intercessione a favore del Capitano Kenar aveva messo in stasi, da giorni, il tentativo di arresto ad opera della Gilda dei Cacciatori di Taglie.
Gaga aveva fatto appello ad un vecchissimo codice di costumi, usanze e tradizioni: qualunque pretendente alla mano di una Principessa di Gisa godeva di una sorta di immunità.
Immunità che sarebbe cessata non appena il pretendente in questione fosse stato rifiutato oppure si fosse allontanato dal pianeta oppure ancora tentasse di nascondervisi oltre tempo per sfuggire alla giustizia senza essere stato prescelto come Consorte della Principessa e futuro Re di Gisa.
La benevolenza espressa dalla Principessa, tuttavia, pur essendo del tutto espressione di una tradizione antichissima, non aveva attirato molte simpatie verso il pretendente Trill da parte degli altri contendenti.
O, per lo meno, da quelli che restavano.
Gli aspiranti al trono di Gisa, infatti, si erano notevolmente ridotti rispetto al numero iniziale.
Circa un quarto aveva rinunciato in virtù della particolare, per usare un eufemismo, bellezza fisica di Gaga.
Si aspettavano una fanciulla soave e leggiadra, magari dai lunghi capelli e con gli occhi da cerbiatta.
Si trovavano, invece, al cospetto di una figura dalla corporatura magra e slanciata.
Un essere sì all'apparenza femmineo, ma con le parti del corpo, non nascoste dalla tunica reale, ricoperte di tatuaggi rituali eleganti, ma decisamente vistosi.
Una persona dotata di unghie lunghe, appuntite e laccate di nero brillante e caratterizzata da labbra prominenti ed ulteriormente evidenziate da un rossetto rosso spento.
Le orecchie a punta, tipiche degli Haoek, erano pressoché rovinate da due enormi piercing ovali, mentre gli occhi, neri come la pece, erano fatti maggiormente risaltare da un trucco pesante che culminava in fitte ciglia finte nerissime.
Una consorte sicuramente impegnativa ed importante, non una burattina da sposare ed usare.
Un altro quarto di pretendenti, inoltre, era stato rifiutato proprio grazie all'opera infaticabile della finta principessa Gaga, in grado di spiazzare per lucidità intellettuale molti dei suoi interlocutori, mettendo a nudo motivazioni grette ed intelligenze sotto la norma.
Una serie di strani incidenti, letali e non, e particolari avvenimenti avevano portato all'abbandono un altro quarto di candidati: letteralmente terrorizzati dall'evolversi degli eventi.
Ne erano rimasti una quindicina: sei erano quelli assassinati, altri otto quelli sopravvissuti.
Ne rimaneva uno, ossia quello che giaceva esanime in una pozza sanguinolenta e biancastra al centro della sala del Trono con a fianco un drappello di medici su cui spiccava la figura allampanata, scocciata ed irritante del Dottor Bruce.
Non appena Tenorio, quello era il nome della vittima, aveva manifestato i primi sintomi, i suoi due guardaspalle, Sajn e Babjkar, avevano iniziato a minacciare chiunque nella sala di tremende rappresaglie.
Nessuno li aveva mai realmente presi sul serio, ma Gisa non poteva permettersi un'altra crisi diplomatica e, pertanto, la finta Principessa Gaga aveva dato ordine che un medico di ogni staff seguisse le proprie procedure per addivenire ad una causa univoca della scomparsa.
Ad eccezione del primo assassinio, in tutti gli altri Gaga aveva dato incarico all'ufficiale medico della Seatiger di coordinare il lavoro autoptico.
Cosa che scocciava non poco Symon Bruce, ma, ad un'attenta lettura da parte di un abile osservatore come Anena, era poco più che un gioco delle parti.
A Gaga piaceva il medico della Seatiger che, a sua volta, pur apprezzando un altro canone di bellezza maschile, non era indifferente a quella di Gaga.
Che fosse un giovane maschio lo aveva compreso ben prima che il Capitano glielo riferisse, sarà stato un suo particolare radar mentale in fatto di gusti sessuali o sarà stata una certa affinità caratteriale.
Pur essendo apparentemente agli antipodi: tanto cortese, educato, ma deciso Gaga, quanto scortese, maleducato ed indolente Bruce.

In quei pochi giorni erano arrivati ad intendersi con uno sguardo: quello che si erano appena scambiati significava omicidio chiunque fosse, stava scientemente attentando a tutti i possibili pretendenti della Principessa di Gisa.

La finta ancella Lynea appariva sinceramente preoccupata per la propria altrettanto falsa sovrana, anche se la sua mente vagava incessantemente alla ricerca del più piccolo indizio per trovare il bandolo della matassa e mettere fine a quella striscia di sangue.
Anche se avesse rotto gli indugi e scelto un pretendente fra gli otto presenti, fino a che v'era un assassino in libertà, nessuno sarebbe stato al sicuro.
Nemmeno lei.
Senza contare la possibilità, per quanto remota, che fosse qualcuno dall'interno e non dall'esterno a volere quella strage.
Aveva poco senso, erano generazioni che non accadevano tradimenti di tal genere.
La prova era nell'enorme affetto e rispetto che si dimostravano quotidianamente Lynea e Gaga, potenzialmente due rivali al trono ed invece alleati indissolubili.

Chi dunque voleva mettere nel ridicolo il Trono di Gisa?
Qualche pretendente al Soglio Imperale?
Difficile a dirsi: non v'era nessun esponente ufficiale dell'Imperatore Jtrrertr.
Ciò a meno di considerare, ovviamente, il Capitano Roka della Gilda Imperiale dei Cacciatori di Taglie. Klingon a sua insaputa, aveva educazione, carattere, determinazione e forza necessari per guidare non solo un'accozzaglia eterogenea di Cacciatori di Taglie, ma anche una Confederazione con a capo Gisa. Ufficialmente era sul pianeta per arrestare il Capitano della Seatiger ed i suoi uomini, ma la sua presenza poteva essere travisata e farlo diventare a pieno titolo un candidato alla mano della Principessa
Di quello sia Lynea sia Gaga erano pienamente consapevoli, ma scegliendo Roka avrebbero portato in seno al proprio popolo anche gentaglia di difficile gestione e poca classe.
Niente meno che puri e semplici mercenari.
Dopo il primo omicidio, infatti, le proteste di tutti gli altri pretendenti, avevano costretto Roka a mandare via tutti i suoi uomini, tranne la guardia del corpo ed il medico personale.
Come potevano scegliere Roka senza scatenare un putiferio in grado di risucchiare il Trono in un buco nero di guerre?

Dall'altro piatto della bilancia, quella scelta poteva, però, essere un perfetto assist all'Imperatore Jtrrertr.

Veniva, in qualche modo, sancita un'alleanza fra Gisa e la fazione rettiloide al potere.
Ma ciò avrebbe dato unità all'Impero o lo avrebbe reso una polveriera pronta ad esplodere?
Sarebbe stata una scelta saggia?
Quanta libertà vi era sotto Jtrrertr?

Sebbene palesemente richieste dalla Principessa, nessuna razza appartenente all'Impero e minoranza nello stesso aveva deciso di sfidare le ire dei rettiloidi presentando un proprio candidato.
Per lo meno, nessuno leale, fedele o in grado di avere un seguito tale da innescare una ribellione.
Vi era, infatti, Sarik, giovane figlio di Viraj, anziano Capitano della R.F.N. Indefatigable un tempo orgoglio del Naviglio Reale.
Il padre si era unito alla Flotta Libera, comitato eterogeneo di ribelli contro il predominio Rettile.
Ne faceva ancora parte, pur disprezzando personaggi senza onore come il mai compianto Capitano Nabo della F.L. Zama.
Fisicamente, Sarik era uno dei preferiti di Lynea e nemmeno disprezzato dalla finta Principessa Gaga.
Appariva tanto bello, dalla pelle ambrata, gli occhi color smeraldo e le orecchie a punta, quanto coraggioso.
Risultava già essersi distinto in battaglia.
Una piccola cicatrice sopra l'occhio sinistro pareva confermarlo.
Inoltre gli conferiva un'aria più matura rispetto ai suoi appena sedici anni.

Nelle conversazioni con Gaga era apparso tanto intelligente, quanto dotato di sani principi.
Ciò nonostante, non portava in dote nient'altro che sé stesso, il prestigio del padre e l'onore indiscutibile della R.F.N. Indefatigable... nave dal palmares antico, unità già al servizio degli Imperatori umanoidi di un tempo.

Da anni, tuttavia, il potere egemonico era in mano alle varie fazioni rettiloidi di cui l'attuale Imperatore Jtrrertr era piena e consapevole espressione.
Cosa ci avrebbe guadagnato Gisa da quell'unione?
Probabilmente nulla.
Poteva Jtrrertr permettersi di avere come Sovrano di Gisa un esponente delle fazioni ribelli del suo Impero?
Avrebbe finto di non vedere il pericolo o avrebbe preso delle contromisure?
Situazione non dissimile era quella di considerare come papabile Arjian Kenar.
Quello strano alieno con il volto a macchie.
Lo sterminatore di Vor'Chai.
Il distruttore di Zaisd.
Il terrorista che aveva tentato di compiere un colpo di stato sulla Buj.

Con la Gilda dei Cacciatori di Taglie pronta a farlo prigioniero per portare lui ed i suoi uomini al cospetto dell'Imperatore ove sarebbero incorsi nella giusta punizione.

Come poteva la Casa Regnante di Gisa legarsi ad un individuo del genere?
Eppure la finta principessa Gaga non lo aveva escluso dai suoi favoriti.
E ciò sembrava dare fastidio a più di uno degli altri pretendenti.
I tentativi di metterlo fuori gioco erano falliti.
Vi era un'insolita solerzia nel proteggere il proprio leader da parte degli uomini della Seatiger.
Ben lo sapeva Andra, assassina del Direttorato Commerciale Nadaali.
Lei non ci aveva ancora provato, anche perché lei.. beh, lei ci sarebbe riuscita.
Da buona professionista, riconosceva, tuttavia, un'intensa attività sotterranea di personaggi di mezza tacca nell'opera di eliminazione o screditamento degli avversari del proprio padrone.
Ci avevano provato anche con lei, meglio conosciuta come il pretendente Andros, androgino esponente rivoluzionario Nadaali.
Li aveva uccisi tutti senza pietà, dimostrando loro che non avrebbero vinto senza combattere.
Tale caparbietà aveva convinto Lynea, e di riflesso Gaga, a tenere Andros in debita considerazione.
Poteva quel giovane avere la forza di rivoluzionare quel covo di serpi del Direttorato?
Le potenzialità finanziarie di quest'ultimo, con una pressoché immensa rete di contatti e fornitori, poteva essere utile a sostenere economicamente il progetto di fondazione di una Confederazione di Gisa basata su alcuni dei principi che Kenar aveva raccontato alla Principessa Lynea?

I Nadaali, però, eccezion fatta per quel particolare Andros, erano solitamente noti per curare solo i propri interessi, ad accrescere le proprie ricchezze e, con ogni probabilità, avrebbero tentato di ucciderla non appena sposata per mettere sul trono qualche loro fantoccio.

Se ci avessero provato con Gaga, Gisa sarebbe stata al sicuro, ma Gaga ormai era in gioco con lei, l'avrebbero ucciso per troncare ogni legame con la Casa Reale regnante.
Era, quindi, saggio concedere la propria mano ad Andros sperando in qualcosa che difficilmente potrebbe accadere?
Quinto pretendente era Mararj XI, sovrano dell'omonimo popolo, un tipo strano dalla pelle dura come un carapace, dal colorito di quarzo, con una cresta ossea che partiva dalla sommità del cranio e terminava su entrambe le guance.
Aveva un solo occhio, l'altro era dotato di un bulbo oculare artificiale verdastro.
Il suo popolo aveva potere e possedimenti, influenza e rispetto fuori dall'Impero rettile di Jtrrertr.. potenzialmente un ottimo partito da non poter scartare, sebbene le maniere rudi e la bellezza esteriore di Mararj XI non fossero delle più apprezzate.
L'astuzia intellettuale di Gaga riconobbe in lui, però, un ottimo senso pragmatico.
Mararj XI, sposo o no, avrebbe potuto acconsentire di prendere parte all'ambizioso piano della cugina Lynea.

Una Confederazione fra Gisa ed il popolo dei Mararj si sarebbe potuta firmare anche seduta stante.
Il prestigio di Gisa e le capacità adattative dei Mararj avrebbero costituito un'ottima base di partenza per la Confederazione.
Discorso differente per i Maarbani: probabilmente il ceppo originario era lo stesso dei Mararj, ma l'evoluzione delle due specie aveva portato i due popoli agli antipodi.
I Maarbani erano noti per la loro bellezza esteriore, per il loro senso del bello, per la loro ricerca del bello.
Le costruzioni dei Maarbani erano tanto belle, quanto erano pratiche e funzionali quelle dei Mararj.
Se i secondi avevano il difetto di puntare troppo sul pragmatismo, sull'efficienza, sull'efficacia a scapito dell'esteriorità, i Maarbani correvano costantemente il rischio di diventare ridicoli nella loro estrema ricerca del bello.

Il Re dei Maarbani, ormai vecchio e raggrinzito, come da usanza di quel popolo, non si faceva più vedere in pubblico ed aveva delegato ogni accadimento, celebrazione o evento al figlio maggiore, il Principe Janus.
Janus era tanto alto quanto esile, con fluenti capelli biondi ed occhi azzurri, adorava vestirsi in abiti riccamente elaborati e non disprezzava continue adulazioni sempre originali.
Se il padre aveva ancora qualche ancoraggio con la realtà, Janus viveva nel suo mondo fatto di estetica, di bellezza, di ricerca del raffinato, a discapito degli aspetti più pratici della vita.
Ciò nonostante, per arrivare ai suoi obiettivi, si era rivelato perfettamente in grado di dare ordini terribili, anche dei più crudeli e senza lodi.
Janus si era messo in testa di dover sposare a tutti i costi la Principessa di Gisa e, sebbene quell'essere rappresentato da Gaga, non assomigliasse nemmeno lontanamente ai suoi ideali di bellezza fisica, era continuamente attorniato di cortigiane giovanissime, bellissime e compiacenti per potersi consolare.
Una volta avuto un erede o una erede, la futura consorte non sarebbe più servita e la notoria predisposizione dei figli Maarbani a riprodurre le caratteristiche estetiche migliori dei genitori, avrebbe portato la neonata creatura ad assomigliare in tutto e del tutto al padre, con somma gioia di Janus.

Tutto ciò era noto a Lynea ed a Gaga.

Le preoccupava, ma, dall'altro piatto della bilancia, anche i Maarbani erano un popolo numeroso, apprezzato e stimato, abbastanza lontano da non essere interessato dalle dinamiche dell'Impero Rettole ed in grado di poter concretamente rivelarsi utile nella fondazione della Confederazione di Gisa.

Per quanto riguardava le ambizioni di Janus, abbastanza scopribili con facilità, beh.. una volta dato alla luce l'eventuale progenie, si sarebbe con ogni probabilità strozzato con del vino bevuto nella più bella coppa mai vista in vita sua.

L'alleanza sarebbe rimasta, anche perché il trono dei Maarbani sarebbe potuto passare al fratello minore di Janus.

Anche lui biondo, alto, dal fisico non esile come il fratello maggiore, ma temprato da attività fisica costante, il Principe Usmu, benché quindicenne, dimostrava di essere più maturo ed intelligente del congiunto.

Lynea non lo disprezzava, anzi tutto il contrario.

Non era ai livelli estetici di Sarik, molto probabilmente soltanto per la mancanza delle orecchie a punta che il primo aveva.
Usmu sembrava privo del probabile segno di una qualche discendenza Haoek, ma restava ugualmente fra i preferiti della giovane Principessa di Gisa.

Il terzo, in ordine di bellezza estetica riconosciuta da Lynea, era Quinnar, esponente dell'Unione Coloniale Ameronix.

Era l'unico di quel popolo ad avere fattezze umanoidi, la spiegazione che fu loro fornita era che apparteneva all'antica casata dei Colonizzatori, mentre quegli esseri grotteschi che lo circondavano con nomi protocollari altisonanti, erano, in pratica, i suoi servitori, eredi dei popoli che l'Unione Coloniale aveva conquistato.

Quinnar sembrava in tutto e per tutto un Vulcaniano, se non fosse stata per la barba incolta portata quasi alla stregua di un Tellarite.

Sebbene i campanelli di allarme di Gaga fossero suonati, la cugina Lynea aveva preferito tenere Quinnar fra i papabili, in attesa di avere maggiori informazioni su quella pressoché sconosciuta Unione Coloniale.

Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
09/08/2396, ore 12.12


Le guardie reali di Gisa avevano circondato ogni partecipante, evitando contatti non desiderabili.
Erano discrete e silenziose.
Efficienti ed efficaci.
Eppure..
Non erano riuscite a sventare nemmeno uno di quegli attentati letali.
Chiunque fosse l'assassino era dannatamente in gamba.
Tanto le guardie erano silenziose quando i vari pretendenti ed i loro staff rumorosi.
Più il tempo del consulto medico si allungava e più cori concitati di proteste si diffondevano nei vari capannelli.
Una scena già vista altre sei volte.
Sembrava un copione già scritto anche per la settima.
Invece, da uno dei capannelli, partì, all'improvviso, il Principe Janus in uno dei suoi attacchi di bellissima estetica isteria.
Iniziò a decantare le proprie lodi, quelle di sé stesso, quelle di sé medesimo, in un'iperbolica esaltazione del proprio io, ergendosi a paladino della Principessa ed unico in grado di poterla salvare da quella inutile strage.
Inutile perché non v'era senso di attendere oltre.
La Principessa di Gisa doveva solo scegliere l'unico pretendente degno del trono.

Lui.

Nel suo amplesso di auto celebrazione, Janus non si accorse di essersi avvicinato troppo alla cosiddetta zona rossa.
Ossia lo spazio attorno al corpo di Tenorio.
Non si accorse nemmeno del brusio crescente degli altri candidati.
Non si avvide delle proteste piccate e seccate dei vari medici lì presenti.
Anzi aumentò ancora il tono di voce per farsi meglio udire.
Sembrava un perfetto oratore che esaltava una figura mitologica bellissima ed impossibile.
Lui.
Sempre lui.
Nient'altro che lui.
Fu in un momento di pausa che arrivò.
Fu nel momento in cui Janus stava riprendendo fiato con un sorriso beato sul viso che arrivò.
Lo schiaffo.
Arrivò potente e deciso.
Un manrovescio di precisione chirurgica.
L'intera guancia e mascella destra del Principe divennero rosse come un pomodoro.
La sala del Trono si ammutolì.
Janus si ammutolì.
I suoi occhi azzurri si riempirono di lacrime.
Poi si voltarono verso l'autore del folle gesto.
Symon Bruce.
Non vi era odio in quello sguardo.
Vi era sincero dolore per il colpo ricevuto.
Ma sotto quella scorza, qualcosa si era risvegliato nel Principe Janus.
Qualcosa che era rimasto sopito da anni, da quando aveva l'età del fratello minore Usmu e si era ritrovato da solo assieme a due giovani stallieri del padre.
Che si erano rudemente divertiti su di lui.
E a lui.. dopotutto.. non era affatto dispiaciuto.
Fu il padre a scoprire quella relazione torbida.
Fu sempre il padre a far staccare le teste ad entrambi gli aguzzini del figlio.
Che crebbe odiando il prossimo ed auto esaltando solo sé stesso.
Fu il radar mentale di Gaga a risvegliarsi, notando lo sguardo a cuoricini che era comparso sul bel volto del Principe Janus nei confronti dell'irascibile, collerico ed intrattabile ufficiale medico capo della USS Seatiger.
Una punta di gelosia ferì il cuore della finta principessa di Gisa, prima che la sua intelligenza le rivelasse come quella mossa, apparentemente foriera di guai, aveva messo fuori gioco Janus apparentemente del tutto incapace di reagire all'onta subita.
Dopo i Mararj, anche i Maarbani avrebbero potuto acconsentire a partecipare alla fondazione di una Confederazione di Gisa.
Per via matrimoniale, se Lynea avesse scelto Usmu.
Per via torbidamente diplomatica se Gaga avesse convinto quell'insopportabile affascinante tipaccio di Symon Bruce ad usare il proprio ascendente sul Principe Janus.




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Brano: 06-08
Titolo: La fortuna aiuta gli audaci
Autore: Capitano Arjian Kenar Geran
(aka Michele Congia)
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*** Gisa, Palazzo Reale
09/08/2396, ore 15.12 - D.S. 73605.56 ***


Al termine del suntuoso pranzo che si era tenuto nel palazzo reale di Gisa, la principessa Gaga si congedò dai presenti e si ritirò nei suoi alloggi seguita dall'ancella Lynea. Gli otto pretendenti e i loro accompagnatori, rimasti a guardarsi l'un l'altro con reciproco sospetto, furono poco dopo invitati dal ciambellano di corte a fare ordinatamente rientro alle stanze che gli erano state assegnate.

E così fu. Sotto lo sguardo vigile delle guardie reali e del ciambellano, tutti i commensali lasciarono ordinatamente l'ampia sala per raggiungere l'enorme scalinata che li avrebbe condotti agli alloggi messi a loro disposizione.

Arrivato davanti ai suoi alloggi, Kenar chiese ad Anena di seguirlo all'interno ed entrambi varcarono la soglia sotto lo sguardo vigile di una delle guardie reali che sorvegliava l'ala dedicata agli ospiti della Seatiger.

Kenar si avvicinò lentamente alla finestra e scostandone leggermente le tende si affacciò osservando distrattamente la vista verso l'interno del palazzo, quindi sbuffò pesantemente.

"Sta valutando la proposta che le ha fatto Lynea..." affermò Anena accomodandosi elegantemente sullo sfarzoso divano poco distante "o meglio, si sta chiedendo se possa conciliarsi con le responsabilità che ha verso il suo equipaggio."

Kenar si voltò lasciando che la tenda si richiudesse dietro di lui. Il suo volto, sebbene in controluce, sembrò visibilmente tirato, ma Anena non percepiva rassegnazione... anzi, il capitano stava ancora soppesando tutti gli elementi e cercando di elaborare la miglior strategia da intraprendere, per sé ma soprattutto per il suo equipaggio e sicuramente se gli aveva chiesto di seguirlo nei suoi alloggi era per esporgli un piano e avere da lui dei consigli.

Si conoscevano da pochissimo tempo, ma nonostante questo tra loro c'era una certa affinità. Già dal loro singolare primo incontro entrambi avevano capito che avrebbero potuto fidarsi l'un dell'altro.

"Se mi passa l'espressione, Signor Lawtoein, direi che stiamo giocando una pessima mano. Se mi rifiutassi di sposare la principessa, offrirei la mia testa e quella del mio equipaggio alla Gilda Imperiale dei Cacciatori di Taglie e quindi all'Imperatore Jtrrertr. Se invece accettassi la proposta di Lynea di rimanere su Gisa come suo consorte e assecondarne il sogno utopico di importare qui i valori della Federazione, sicuramente in poco tempo ci metteremmo contro tutto l'Impero."

"Sempre che Gaga la scelga, cosa affatto scontata... avverto in quell'essere una accentuata inclinazione al sadismo che potrebbe rendere l'iter selettivo tutt'altro che veloce, senza esclusione di eclatanti colpi di scena. Mi sembra proprio quel tipo di persona... Di contro, avverto che la vera principessa ha un animo nobile, e in lei potremmo trovare una valida alleata... Ma occorre capire quanto sia influenzabile da Gaga e quale peso abbiano su di lei le tradizioni del suo popolo..."

"Gliel'ho detto, Signor Lawtoein... è una pessima mano..."

Anena fissò in silenzio il Trill per un attimo, quindi con una pressione prolungata sul suo comunicatore lo disabilitò.

Kenar fece altrettanto.

"Le precauzioni non sono mai troppe..."

Il Trill assentì con un cenno del capo.

"E quindi," Riprese il Consigliere "ha intenzione di espormi il suo bluff e chiedermi se non sia troppo folle e se possa avere dei margini di successo..."

"Non sono certamente un novello Kirk e questa non è una simulazione, ma davanti ad una situazione da manuale per la Kobayashi Maru l'unico modo per provare a tirarsene fuori è quella di bluffare."

"Ha la mia attenzione..."

"Accetterò l'offerta della principessa di stabilirci qui e di aiutarla a creare una sorta di Federazione in questo quadrante mettendo al servizio della sua causa la Seatiger e i suoi uomini. In questo modo ci leveremo dalle calcagna il Capitano Roka e la Gilda dei Cacciatori di Taglie e potremo riparare e rifornire la Seatiger... e al momento più opportuno, metteremo quanta più distanza possibile tra noi e questo settore di spazio."

"Si rende conto vero che il suo è un bluff molto azzardato, se non folle... vero Capitano?!"

"Me ne rendo conto Anena, ma sulla Terra c'è un detto... la fortuna aiuta gli audaci... e le navi di nome Seatiger."

"Sono certo di avere un certo ascendente sulla principessa Lynea, quindi potrò darle man forte... ma non è questo che mi preoccupa...piuttosto è Gaga che dovremo tenere a bada..."

"Be', con lei, lui o quel che è... può aiutarci il Dottor Bruce."

"Sì, ho notato che i due non si dispiacciono..."

"Per assicurarci la buona riuscita del piano, solo la crew di comando dovrà sapere del piano..."

"E' sicuro che sia una buona idea informare il Signor Finn?" Chiese dubbioso Anena "E' un brav'uomo... ma la sua imprevedibilità potrebbe metterci in difficoltà."

Kenar soppesò per un attimo le parole di Anena.

"Proprio perché è imprevedibile, è meglio che anche lui sappia del piano... non vorrei che prendesse delle iniziative. Comunque chiederò a TKar di essere la sua ombra..."



*** Gisa, Palazzo Reale - Alloggi Principessa Lynea
Contemporaneamente ***


"Hai deciso qual è il tuo preferito?" Chiese Gaga mentre aiutava la principessa Lynea a spogliarsi per concedersi un bagno rilassante.

"Tra gli otto pretendenti penso che il Capitano Kenar rappresenti la scelta migliore, anche se non mi ha dato molto l'idea di essere interessato a diventare Re di Gisa..."

"Forse è perché anche tu non sembri molto interessata a lui... ma al suo consigliere... ti ho visto come lo guardavi..."

"Cosa vai dicendo?!" La redarguì Lynea, scostandola

"Che c'è di male?! In qualità di principessa, puoi sempre decidere di elevarlo al rango di pretendente, se veramente ti piace più del tizio con le macchie... Se poi non sai deciderti tra i due, potresti finanche ordinargli di battersi per conquistare la tua mano... è nelle tue prerogative."

"Lasciami sola, ora... ho bisogno di schiarirmi le idee."




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Brano: 06-09
Titolo: Passato e futuro
Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli
(aka Massimiliano Badi)
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Gisa, Palazzo Reale, Sala Della Biblioteca
09/08/2396, ore 23:00 Data Stellare 73606.44


Il capitano della USS Seatiger poteva vedere la tensione che pervadeva la principessa.
Lynea li aveva convocati poco prima, con urgenza. Kenar, T'Kar e Lawtoein si erano affrettati verso la saletta nella biblioteca che era stata loro indicata.
Defilata e gradevolmente profumata di libri antichi. Ed un po' di muffa.

La principessa era sola. Per una persona circondata da potenziali assassini sembrava fidarsi molto dell'equipaggio della Seatiger. In fondo da quando li conosceva? Pochi giorni?
Rifletté Kenar.
Cos'era? Istinto? Incoscienza? Stupidità?
No. L'ultima era da escludere.

"Capitano. Non avrà mancato di notare quello che sta succedendo."Disse la principessa.
Il tono era freddo e compassato. Ma un tremore era percettibile.

"Sì principessa. Sarebbe stato difficile non notarlo."
"E se non è un eufemismo questo..." aggiunse tra sé.

Lynea ribatté alzando la voce.
"Stanno morendo come mosche! Deve finire e deve finire subito! Capitano, ho bisogno di avere una risposta da lei."

Kenar fece un piccolo inchino in favore del suo ospite.
"Concordo, principessa. Accetto."

Lynea rimase per un secondo senza parole. Poi si riprese, producendo un sorriso caldo.
"Be'... credevo di dover combattere un po'... ma sono contenta."
"Era la soluzione più logica. Come potrà confermare il qui presente signor T'Kar."

Il nominato fece un gesto affermativo con la testa, rimanendo in silenzio.

"Bene. Daremo l'annuncio domani mattina. Auspicabilmente questo metterà fine alle dispute."

"Questo è fin troppo ottimistico. Di sicuro ci saranno molti più sforzi per colpire me. Posso quasi sentire il cervello di T'Kar aumentare i giri per gestire la sicurezza. E c'è un'altra cosa..."

"Principessa. Una cosa. La morte di Tenorio. Non riusciamo a capire la come sia stata somministrata la tossina. Ma ci sembra improbabile che fosse il bersaglio dell'attentato. Potrebbe essersi trattato di un errore. I bersagli più probabili sono il delegato Quinnar e... la principessa, temo."

Lynea annuì tetramente.
"È la conclusione anche del mio staff di intelligence. La sorveglianza attorno a Gaga è stata aumentata."
"Ed attorno a lei?"

Lynea sorrise.
"Capitano... io sono solo un'ancella... nessuno ha interesse ad uccidermi."
Kenar scosse la testa.

"Principessa... questa pantomima non la proteggerà ancora per molto. In questo palazzo circola troppa gente. Ci sono troppi occhi... troppe orecchie. Non durerà."
Lynea sospirò.

"Naturalmente ha ragione, capitano. Che posso dire? Domani il velo calerà. E vedremo cosa progettano per noi gli dei."

Kenar si frenò dal ribattere qualcosa sulla linea del 'progettare da soli il proprio destino'. La principessa lo sapeva meglio di lui.
Fece un profondo inchino verso la presto futura consorte e si avviò verso l'uscita seguito dai suoi compagni.
Solo Anena si voltò verso la principessa e quello che lesse sul suo volto lo fece indugiare.
Si rivolse a Kenar sottovoce.
"Capitano, vi raggiungo tra qualche minuto."
Kenar gli rivolse un'occhiata di avvertimento, ma poi proseguì senza dire nulla.

Anena tornò verso la principessa.
"Non vorrei essere inopportuno ma... va tutto bene?"
Lynea nel frattempo si era versata un grosso bicchiere di un liquido ambrato che non aveva l'aria di essere analcolico.
Prese un sorso e sfoderò uno dei suoi sorrisi istituzionali.
"Proprio 'tutto' non direi... ma ora che il suo capitano ha capitolato va molto meglio, grazie."
"Non mi riferivo a questo."
"Oh?"
La principessa piegò la testa da un lato con fare interrogativo.
"Intendo dire che lei si trova in una situazione psicologicamente estrema. Non è facile reggere un peso simile. E quindi. Come si sente?"
"Come vuole che mi senta? Uomini muoiono a grappoli solo perché ho avuto questa..."Qui la voce della donna iniziò a spezzarsi e tremare"...magnifica idea dei pretendenti."

Lacrime calde iniziarono a solcarle le guance. Lui le asciugò con le dita e rimase incantata a guardarle, quasi senza capire a chi appartenevano. Poi tutto il suo corpo iniziò ad essere scosso dai singhiozzi. Si girò per nascondere il viso ad Anena. Che fece un passo avanti.

"La prego, non lo faccia."
Allora la principessa si girò e gli affondò il volto nel petto.
Anena la abbracciò ed aspettò.
Rimasero così, per un po' mentre i singhiozzi di lei si affievolirono.
Alla fine si staccò da lui.
"Io... mi scusi. Non so proprio cosa mi abbia preso..."
"Un piccolo crollo nervoso. Non si preoccupi. Le spalle elauriane sono le migliori per piangerci su."
"Per me è sconvolgente. Credevo di essere più dura. Più cinica."
Anena rimase in silenzio.
"Quando ho montato questo... questo circo, sapevo che sarebbe successo qualcosa di simile. Ma non mi importava. Anzi ho pensato che sarebbe stato divertente vedere tutti quegli omuncoli ammazzarsi a vicenda mentre io li guardavo dall'altro in basso, con un sorrisetto diabolico stampato in faccia."
"Ma la realtà è un'altra cosa vero?"
Lynea annuì.
"Tante vite perse. Ma il peggio è stato Tenorio. È caduto a due passi da me. Per giunta era voltato verso di me. Ho visto i suoi occhi spegnersi mentre l'ultima scintilla di vita li abbandonava. E sembrava che mi accusassero."
Scosse la testa.
"Correttamente."
"Principessa, le direi che la colpa della morte di Tenorio è solo e soltanto del suo assassino. Ma sospetto che le sarebbero di poco aiuto. Se si sente colpevole non basterà qualche frase ben studiata per farla stare meglio. Non
ci sono formule magiche che curino l'anima. Dovrà venire a patti con i suoi demoni. E non sarà né facile né veloce."
"Lei sa come rassicurare una donna, signor Lawtoein."
Lui sorrise.
"Ma non dovrebbe farlo da sola. A tal proposito, principessa. La vediamo sempre sola. Circondata da assistenti, colleghi. Non ho mai notato una particolare familiarità con qualcuno. Nemmeno Gaga."
"Io... mentre lo dico mi rendo conto di quanto suoni patetico, ma non ho nessun amico. O confidente. Sono sempre stata una solitaria. In cima alla piramide con sotto uno stuolo di sottoposti. Io non ho amici. Ho sudditi."
"Possibile? Lei è così giovane..."
"Be'... a dire il vero c'è stata una ragazza, molti anni fa. Era un ostaggio. Ha presente? La figlia di un nobile mandata 'ospite' in un'altra casata per stringere rapporti. Ma in realtà..."
"Sì, capisco."
"Lei era una bambina viziata ed arrabbiata per essere stata sradicata dalla propria casa. Io una bambina viziata ed arrabbiata per per l'intrusione nel mio piccolo regno. Avremmo dovuto cavarci gli occhi a vicenda ed invece...costruimmo un'amicizia profondissima."
Lynea sospirò con gli occhi che scrutavano ricordi che solo lei poteva vedere.
"I giochi, gli scherzi, le chiacchiere stupida tra ragazzine... non ho più vissuto un periodo più felice."
"E poi?"
"Poi le ruote dentate della politica girarono e lei fece ritorno a casa."
"Non vi siete tenute in contatto?"
"Quando mi disse che doveva andare litigammo. Ferocemente. In seguito avrei voluto mandarle dei messaggi. Ma ero troppo orgogliosa. Stupida, stupida ragazzina..."
Lynea scosse la testa.
"Da allora non ho più fatto avvicinare nessuno così tanto."
"Peccato. In questo momento avrebbe proprio bisogno di un buon amico."
"Già... sembra che dovrò sfruttare ancora un po' quelle belle spalle che ha..."
"Onorato. Ma, principessa ricordi. Io sono solo un estraneo che ha voluto ascoltarla. Come il barista del suo bar di fiducia. O della sua acconciatrice tanto per usare dei cliché. Ma un amico è un'altra cosa."
"E potrei non rimanere qui a lungo."
"Anche il capitano non lo sarà. Sarà un marito, sia pure di facciata. Un alleato, un consigliere, talvolta un avversario. Ma non credo che sarà mai un suo amico."
Lynea annuì.
Le era venuto un groppo in gola e preferì non parlare.

Gisa, Palazzo Reale - alloggi della delegazione dell'Unione Coloniale
10/08/2396, ore 01:00 Data Stellare 73606.67


Quinnar stava cercando di prendere sonno nella sua stanza. Questa era arredata in uno stile un po' troppo elaborato per i suoi gusti, ma via, non era lì in vacanza giusto? Un buon sonno gli serviva. Il giorno successivo sarebbe stato anche più pesante del precedente.

"Metti un piede dopo l'altro e cammina. Non ti chiedo di più."

Solo che una sensazione strana lo disturbò.
Spalancò gli occhi e rotolò via di scatto dal letto.
Una frazione di secondo dopo una lama trafisse in cuscino.
Quinnar, ora molto sveglio, colse l'immagine di una figura a volto coperto che estraeva un lungo pugnale. E che si fece subito sotto.
Era veloce. Molto veloce. Ed i movimenti erano precisi e senza sbavature. Un professionista.
Un affondo, che schivò, convertito poi in un movimento di taglio. Schivato anche questo.
I due vorticavano per la stanza come due ballerini mortali.
Quinnar parò un altro affondo con un libro raccolto da un comò. Probabilmente di valore inestimabile. La lama affondò fino alla guardia e rimase infissa.

"Hey lo stavo leggendo quello."

L'altro buttò l'arma ormai inservibile ed estrasse due lame minuscole, una per mano. Più simili a falcetti che a coltelli.

"E poi cosa userai? Stuzzicadenti?"

L'altro non sembrò appezzare l'umorismo e gli si scagliò addosso in un turbinio di lame. Quinnar fece del suo meglio per sfuggire a quella specie di tritacarne.
Tra una schivata e l'altra, raccolse qualcosa che solo dopo riconobbe come un antico pitale. Messo lì solo per ragioni storiche, sperò.
La ceramica fu presto fatta a schegge. Che lui gettò in volto al suo avversario.
Una diversione di solo una frazione di secondo. Ma sufficiente. Quando l'assassino si riportò all'attacco Quinnar non era più lì e non era da nessuna parte in vista. Si guardò intorno confuso. Poi girò la testa di scatto verso l'alto.
Quinnar era lì. Attaccato al soffitto nell'angolo della stanza. Sostenendosi solo con la punta delle dita.

"Sorpreeeesa..."

Il suo corpo si tese come una molla e scattò in un tuffo con gli avambracci incrociati. Che colpirono il suo avversario alla gola facendolo cadere ed inchiodandolo a terra. Le piccole lame volarono via.
Quinnar tramutò la posizione in una presa al collo con chiave articolare. L'altro tentò di contrastarlo senza successo. Quinnar non era l'ultimo arrivato nella lotta a terra.

"E stai fermo piccolo figlio di... Andra?! Sei tu?"

L'altro si bloccò. Rimasero entrambi così pietrificati in una abbraccio mortale.
Poi Quinnar parlò.
"Senti. Sei disarmato e ti ho dimostrato di sapermi difendere. In più se facciamo altro trambusto finiremo per allarmare le guardie. Se ti lascio la smetterai di tentare di farmi a striscioline?"
Qualche secondo di attesa prima che arrivasse la replica.
"Sì."
Si rimisero in piedi. Andra si tolse il cappuccio.
"Come lo hai capito?"
"L'odore."

Lei gli lanciò un'occhiataccia.
"Sul serio. Voi assassini supertecnologici ve ne andate in giro pieni di schermature termo-ottiche e gingilli vari e vi dimenticate di un buon bagnoschiuma..."
"Rmhm."
"E quindi? A cosa devo questa simpatica improvvisata?"
"Sei tu che ha fatto sparire il mio dardo, giusto?"
"Oh... quindi sei tu..."

Silenzio.

"E hai cercato di uccidermi perché...?"
"Hai ostacolato la mia missione. Io gli ostacoli li abbatto."
"Mmmm, io ci giro intorno. Alla lunga è molto più efficiente. E perché vuoi uccidere la principessa? Aspetta. Non lo dire, indovino. La principessa è notoriamente ostile all'unione coloniale. Sperate di mettere sul trono qualcuno più favorevole. Giusto?"

Silenzio.

"Lo prenderò per un sì. Be', non volermene. Tanto avresti fallito ugualmente."
Disse con un sorrisetto saputo. Che non sfuggì ad Andra.
"Tu... lo sai!"

Quinnar fece un'espressione innocente.

"So? So cosa?"
"Che la principessa non è in realtà la vera principessa. Come?"
"Oh accidenti a me. Parlo sempre troppo."
"Come lo sapete?"
"'Noi' non lo sappiamo. Solo io."
"Come lo hai scoperto."
"Erezione."
"Cosa?!"
"Ne ho sempre in presenza di femmine pericolose e/o di potere."
"Cazzate."
"Davvero mia cara? Ne sei sicura?"

Andra notò le desinenze solo qualche secondo dopo. Gli lanciò uno sguardo fatto di omicidio puro.
"Osserva la mia zona pelvica..."
Silenzio. Gli occhi di lei non si abbassarono.
"Sul serio! È come un bastone da rabdomante. Talvolta è alquanto fastidioso."
"Farò finta di crederci. Per ora."
"E voi come lo sapete?"
"Anche nel mio caso lo so solo io. Ho accesso a tecnologie in grado di analizzare e decostruire le dinamiche sociali di un gruppo. Questo ha evidenziato che la principessa è un impostore."
"Cazzate."
Lei si interruppe per mandargli un'altra occhiata di fuoco
"Oltre che femmine rileva anche le cazzate. Probabilmente per affinità."

Andra rimase a guardarlo soppesandolo per una decina di secondi.

"La conosco."

Andra raddrizzò la schiena, come se per parlarne avesse bisogno di attingere a riserve di risolutezza.

"La principessa. La vera principessa Lynea. Molti anni fa. Eravamo amiche."
"Be', non sembra. O cerchi di uccidere sempre le tue amiche?"
"Non lei. La falsa principessa."

Andra sospirò. Il primo segno di emozione che non fosse la furia omicida notato da Quinnar.

"È per questo che sono qui. Per proteggerla."
"In quanto sicario?"

Lei sorrise.

"Qual è la posizione migliore per fermare un assassino se non essere l'assassino stesso?"

Quinnar scoppiò a ridere. Di gusto.

"Tu invece? Cosa ti muove? Con le tue capacità potresti liberarti facilmente di questi idioti. Ho visto come ti trattano. Non rimani certo per lealtà."
"E vivere per sempre come fuggiasco? Be', potrei farlo, certo. Ma questo non vendicherebbe la mia casata."
"Quindi è questo. Vendetta."

Quinnar lasciò per la prima volta trasparire un'espressione feroce.

"Eh già. È questo che voglio. Vedere in prima fila tutti quelli che mi hanno fatto questo morire lentamente soffocati nel loro stesso sangue."

Il momento passò e sul suo viso tornò la solita espressione da spaccone.
"Oppure un tour di droga e sesso negli infimi Pozzi del Piacere di Gorteron II. Non ho ancora deciso. Gli effetti dovrebbero essere simili."
"In ogni caso devo vincere questa gara. O arrivando primo o eliminando i miei avversari. Solo così potrò avere abbastanza potere per tatuare a fuoco la parola 'fine' sui culi di chi dico io."

Un comunicatore trillò da un comodino.
Quinnar si spostò con cautela tenendo d'occhio Andra.
Lesse il messaggio e si rivolse alla sua ospite.

"Convocazione irrinunciabile per domani in sala del trono. Sembra una cosa ufficiale. Le cosa si stanno muovendo. Ed in fretta a quanto pare, per mandarlo nel cuore della notte."

Andra aveva estratto un comunicatore simile. Aveva ricevuto lo stesso messaggio.

"Be', ci siamo allora. I miei piani sono andati probabilmente in fumo ed i tuoi pure. Che ne diresti di un'alleanza?"
"I nostri obiettivi sono incompatibili."
"Quelli ufficiali, forse. Ma quelli privati..."

Lui le tese una mano.
Lei la guardò senza fare segno di prenderla.

"E dai! Se ci sposiamo chiedo alla principessa di prenderti come damigella!"
Andra alzò gli occhi al cielo sbuffando. Ma poi si fece avanti e strinse la mano che gli veniva offerta.




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Brano: 06-10
Titolo: Sicari, atti suicidi, matrimoni ed eredi
Autore: Guardiamarina Anena Lawtoein
(aka Martina Tognon)
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Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
11/08/2396, ore 10:00 Data Stellare 73610.43


Kenar era al suo posto, con i pochi pretendenti rimasti. Gli era stato sommariamente spiegato che la Principessa sarebbe arrivata alla sala del trono vestita in pompa magna. Cosa si intendesse con 'principessa' era da chiarire.

Sarebbe stato fatto l'annuncio del prescelto, che immediatamente sarebbe stato portato a prepararsi in modo adeguato in una stanza predisposta per l'occasione. Sempre che dal momento dell'annuncio al momento dell'uscita dalla sala del trono qualcuno non avesse la brillante idea di farlo fuori.

Sapeva che Anena era stato convocato dalle due principesse, ma non aveva idea di cosa la notte avesse portato. Per quanto avesse già deciso cosa fare e come muoversi, cercando il cosiddetto male minore in quel caos politico e diplomatico, non era soddisfatto. L'idea di sposarsi, seppure di facciata, gli era alquanto sgradita.

Osservava in silenzio i pretendenti rimasti, attorno a lui, e nessuno di essi sembrava all'apparenza in grado di trasformare quella corsa alla mano della Lynea in un bango di sangue. Eppure uno di loro, o più di uno, lo aveva fatto.



Gisa, Palazzo Reale, Sala della vestizione
11/08/2396, ore 10:00 Data Stellare 73610.43


Gaga era pronto da tempo e stava aiutando Lynea con gli ultimi dettagli. La Principessa/Gaga sarebbe apparsa per prima annunciando il prescelto, che avrebbe seguito a debita distanza - per la sua stessa sicurezza - nella Sala della vestizione.

Ad uscire la seconda volta però sarebbe stata Lynea. Per questo i due vestiti erano perfettamente identici, lo scopo era lasciare un minimo di dubbio su chi e cosa.

"Non capisco ancora perché sono qui."

"Perché ho ancora delle remore. Ieri quando il Capitano ha acconsentito mi ha preso alla sprovvista."

"Difficile crederlo, visto che sapevamo tutti essere una possibilità."

"Una possibilità poco probabile, per quello che ho capito del vostro universo, questo genere di cose e trame non sono più in uso."

"Non tra i trill questo è indubbiamente vero. Vorrei tanto sapere cosa ne pensa il simbionte del Capitano."

"Già dimenticavo il simbionte. Non sposo un uomo, sposo un uomo con un simbionte."

Anena studiava il volto della donna, sotto il trucco, per cercare di cogliere qualche cosa che gli spiegasse la situazione. Percepiva solo ed esclusivamente un livello preoccupante di ansia, che non era una cosa buona.

"Come se la cava quando parte l'adrenalina?"

"Scusi?"

"Il suo livello di ansia è estremo. Vorrei capire se nel momento dell'azione, la scarica di adrenalina sarà sufficiente a sedarla."

"Ansia? Questo è quello che vede in me? Ansia?"

"Non conosco ancora a fondo la biochimica della sua razza, ma basandomi sui parametri di tutte le razze umanoidi di mia conoscenza, sì. Ansia."

"Ne capisce il motivo?"

Anena scosse la testa. Quello era più difficile perché ne aveva tanti di motivi per essere ansiosa.

"Ne leggo almeno una decina. Il difficile è capire quale sia quello per lei più pesante al momento."

"Lei ha mai sognato qualcosa per la sua vita?"

"Molto spesso. Ogni qualvolta mi sono trovato davanti ad un bivio, ad una scelta, a decisioni da prendere. Fa parte della mia natura umana immaginare e cosa è l'immaginazione se non un sogno ad occhi aperti. Ho immaginato i miei destini davanti ad ogni scelta, per cercare di identificare quella migliore. Questo è un gioco al quale noi el-auriani dobbiamo stare attenti, perché la nostra percezione del tempo e dello spazio è così profondamente non lineare, che rischiamo di perderci in questi sogni e non trovare più l'uscita."

"Non sono el-auriana eppure mi sono persa."

Lynea si sedette con leggerezza sul bordo di una sedia. Le mani unite in grembo esattamente come doveva essere la sua postura regale.

Solo il viso non risplendeva di bellezza e grazia, ma era immoto in sofferenza ed angoscia.

Anena si avvicinò appena, spinto in avanti dalla sua stessa empatia che lo spingeva a rifuggire e contemporaneamente a cercare di alleviare quei sentimenti.

"Principessa non so se posso aiutarla. Se desidera il mio aiuto però mi trovo costretto a farle una domanda che potrebbe sembrare una violazione della sua intimità."

"Credo di aver bisogno di aiuto. Quindi la faccia."

"Cosa ha sognato per se stessa?"

Le mani in grembo si strinsero così forte che le nocche sbiancarono. Gaga si mosse in avanti preda della preoccupazione, ma si fermò di colpo sotto lo sguardo di Lynea.

"Ti prego aspetta fuori."

"Lynea non mi hai mai allontanato..."

"Ti prego. Qualunque cosa succeda non voglio che tu debba portare il peso di questa cosa. Ora sono più sola che mai."

"Chiedi aiuto a lui? Ad uno straniero, perdipiù sconosciuto a tutti fino a pochi giorni or sono? Venuto da chissà quale universo?"

"E lo faccio per tutti i motivi che hai espsosto nelle tue domande. In quanto straniero vede le cose come nessuno di noi le vede più. Come sconosciuto ci ha giudicato senza preconcetti e la sua sincerità, su cui convieni sicuramente, lo rende la migliore arma per scardinare i miei preconcetti. Come essere proveniente da un altro universo, al quale aspira a tornare, non ha realemnete desideri riguardo al nostro pianeta, se non quelli dettati dalla sua umanità e dalla sua etica. Etica che nel suo mondo, nella sua repubblica, riveste un valore di tale importanza che lo rende il Consigliere giusto oggi. Non ieri, non domani."

Gaga non poté negare la logica in tutte quelle affermazioni e seppure con il peso della preoccupazione per la sua amata Lynea, uscì.

"Raccontare quello che ho sognato per me mi renderà vulnerabile. Ai nemici esterni, ma anche a quelli interni."

"Non è una cosa che può esserle completamente chiara, ma la riservatezza che il mio ruolo mi impone è una cosa estremamente profonda, che va al di la degli obblighi che ho persino per i miei compagni. L'unica persona verso cui sarà vulnerabile sarò io e le posso garantire che non farò nulla per farle del male, nemmeno per il bene di molti."

La Principessa annuì stancamente.

"Ho sognato figli e nipoti, ma è un sogno irrealizzabile. Sono sterile. Qualunque decisione io prenda per il mio futuro, qualunque marito io scelga, devo scendere a patti con questa realtà che ho rifiutato per anni. Per questo è assolutamente imprescindibile che io pianti un seme per il futuro del mio popolo. Non potendo dare loro un erede, devo dare loro almeno un futuro."

"Mi scusi la franchezza, ma è sicura di essere sterile?"

"Ho avuto le mie esperienze e mi sono premuarata di verificare per non generare eredi illeggittimi che avrebbero potuto essere ostacoli diplomatici. Il medico mi disse chiaramente che non potevo procreare. L'evidenza è che non ho generato eredi."

"Mi permetta di raccontarle una cosa. Nel nostro universo ci sono razze che non possono procreare tra loro, sono incompatibili. La genetica è venuta in soccorso di queste razze, abbiamo molti figli ibridi ora a raccontare le meraviglie della scienza. Forse un tempo sarebbe stato considerata un'azione contro qualche dio."

"Non voglio restare nel sogno. Le sto chiedendo di aiutarmi ad uscirne. Ho parlato al suo Capitano di eventuali figli, perché così sono stata educata e cresciuta. Parlo giornalmente al mio popolo millantando un matrimonio che porterà frutti. Non è più una questione di diplomazia qui, sto mentendo..."

"In realtà è proprio di questo che si tratta di diplomazia. Non sarebbe la prima monarca ad adottare segretamente il figlio di qualche servitrice di palazzo, nel caso decidesse per un'opzione meno in scontro con un eventuale credo religioso."

"Se sposassi il suo Capitano, il figlio dovrebbe avere le macchie, come potrei adottare in segreto un bambino. Se sposassi uno qualsiasi dei pretendenti, dovrei andare in cerca di un orfano di quella stessa razza per essere certa che nessuno sospetti. Non è più un sogno è un incubo."

Anena improvvisamente comprese.

"Non è questo il problema. - passò istintivamente al tu - Tu sei innamorata della tua vecchia amica."

"Questa frase non va nemmeno pronunciata in questo contesto! Non proferire mai più quelle parole."

"Mi scuso se ho detto qualcosa di sconveniente..."

"Ti sei guardato in giro? Hai visto come guardano Gaga? O come guardano te? Non siamo così evoluti come potresti credere, anzi l'esatto opposto. Se anche ciò che dici fosse vero, sicuramente non sarebbe in alcun modo una cosa proponibile."

"Lei è stata allontanata dalla tua famiglia."

"Non ti ho chiesto di riaprire ferite, ma di farmi andare avanti!"

Anena si inginocchiò davanti alla principessa.

"Alcune ferite infettano. Quando sono infette vanno riaperte, non c'è altro modo. Io sono un esempio vivente di questo. Sono passato dal nascondermi al sovraespormi, prima di trovare un mio equilibrio. Io sono ciò che sono. Ci sono giorni in cui mi alzo e mi sento uomo, altri giorni in cui mi alzo e mi sento un uomo che deve truccarsi. Ci sono giorni in cui vedo una bella donna e mi si infiamma il sangue, altri giorni in cui un ventre piatto ed un largo petto muscoloso su cui abbandonarmi sono l'unica cosa che desidero. Non mi preoccupo di collocarmi. Sono quello che sono. I vulcaniani in tutta la loro fredda logica hanno una filosofia che è un faro nella mia vita. IDIC. Infinite Diversità in Infinite Combinazioni."

Un trambusto si fece sentire nella sala accanto, la porta si spalancò all'entrata di Gaga che se la richiuse violentemente alle spalle.

"Lynea devi andare immediatamente nei tuoi alloggi."

"Che succede? Gaga!"

"Le guardie hanno catturato quello che potrebbe essere l'assassino. Lo stanno portando alle celle, ma prima di procedere vogliamo essere sicuri che non ci siano rischi."
"Chi era il bersaglio?"

"Quinnar, ma sono intervenuti in tempo."

"Devo parlare con lui e con l'assassino."

Gaga si addentrò nella stanza.

"Lynea non puoi, scopriresti le carte ora. Non è il momento giusto. Il nostro piano era diverso, ci serve stabilizzare la situazione ed esporti ora per quello che sei è rischioso."

"Ho detto che devo parlare con loro. ORA!"

Anena e Gaga, ai lati opposti della donna, indietreggiarono istintivamente entrambi di un passo.
Non era più la stessa persona di pochi instanti prima. Aveva ripreso il controllo, il Consigliere non era certo di cosa avesse scatenato la cosa, ma era evidente che un qualche particolare non colto da nessuno aveva attratto la sua attenzione. Era una dote che solo i grandi condottieri avevano, quella di leggere tutte le sottotrame prima ancora che si svolgessero completamente.

"Principessa..."

"Gaga fai portare il prigioniero nella stanza di attesa, che sia sotto costante controllo. Fai accompagnare anche Quinnar."

Si rivolse ad Anena tornando ad una forma meno colloquiale.

"La prego di chiedere al suo Capitano di raggiungerci. Questa ragnatela va distrutta prima che qualche altra mosca ignara resti vittima delle mie scelte."

"Sì Signora."

Si trattenne dall'inchinarsi, cosa che con Lynea in modalità autorevole gli sarebbe venuta spontanea. Si scostò di poco per chiamare Kenar in relativa privacy mentre Gaga apriva la porta per gridare alcuni ordini e poi tornare accanto alla ragazza.

"Aiutami a togliere questa impalcatura. Quando saranno presenti tutti?"

"Il Capitano deve solo teletrasportarsi."

"Il sicario è già di la. Quinnar arriverà non appena terminato il controllo con il medico, questione di qualche minuto."


Gisa, Palazzo Reale, Sala del Trono
11/08/2396, ore 10:15 Data Stellare 73610.46


Tutto doveva andare come da piano.
Per evitare la morte della principessa, evitando contemporaneamente che un altro sicario fosse mandato a terminare il suo compito, Andra aveva intessuto una tela che l'avrebbe portata all'unica possibile soluzione.

Uccidere tutti pretendenti, o far levare loro le ancore per la paura di venire terminati.

Fortunatamente l'uso di un falso le aveva facilitato il compito.

Il fatto di essere stata scoperta da Quinnar era più voluto di quanto lui sospettasse. In realtà la sua sete di vendetta era un rischio per Lynea, un rischio che non poteva esistere e quindi andava sradicato. Quando si era resa conto che stava lavorando per fare terra bruciata attorno a lui, molto più di quanto gli uomini della Seatiger avessero intuito, sembravano quasi non essersi accorti della sua presenza se non in quanto possibile vittima. Non la stupiva. Lei era una professionista della morte, loro erano un altro tipo di professionista.

Per questo aveva scelto di confrontarsi con lui. Delle due l'una. O andava eliminato, o andava usato.

Bisognava essere pronti a tutto nel suo mestiere, ma alcune volte le scelte andavano prese all'ultimo momento.

Il piano era chiaro, per ora, pronti come sempre ad adattarsi alle situazioni. Doveva aggredirlo senza ucciderlo, in modo da rendergli possibile avvicinarsi alla Principessa. Lui sapeva perfettamente che non doveva torcere un capello alla donna.
Per ottenere la sua vendetta lui aveva due strade, una delle quali era usare la posizione di Lynea.
Lei era li ufficialmente per ucciderla, ufficiosamente per salvarle la vita. Se questo voleva dire finire in galera, ne sarebbe valsa la pena.

Fino a quel momento tutto era andato secondo i piani. Lo aveva attaccato, si era fatta catturare come da piano. Si aspettava di finire in cella, ma dopo qualche minuto erano tornati indietro verso il palazzo.

La cosa non andava per niente bene.

Lei doveva sparire per poter rendere attiva la seconda parte del piano.



Gisa, Palazzo Reale, Stanza di attesa
11/08/2396, ore 10:40 Data Stellare 73610.51


Andra/Andros si stava guardando intorno con interesse. Conosceva quella stanza, non era cambiata di una virgola. La prima volta che ci era stata era una ragazzina arrabbiata con il mondo e soprattutto con quelli che la stavano facendo aspettare in quel posto.

Vivere a palazzo con Lynea l'aveva cambiata in modo più profondo di quanto potessero immaginare gli altri. Quando era stato reclamato il suo ritorno non c'era stato niente da fare, semplicemente doveva andare. Non era certa che conoscere il suo destino avrebbe cambiato l'atteggiamento dei suoi ospiti. O forse lo sapevano ed avevano volutamente creato quell'amicizia per difendere in futuro la figlia.

Incerti del mestiere.

L'addestramento come assassina era stato più duro per lei che per altri, proprio in seguito a come era cambiata grazie a quell'amicizia. Ne era uscita più forte delle altre assassine. La migliore. La più precisa.

In realtà la precisione era una forma di gentilezza nei confronti della vittima, più era rapida e pulita, meno soffrivano. Il fatto di essere la migliore invece la portava ad avere più incarichi e quindi a poter usare la stessa forma di clemenza con più persone possibili.

Non era nella posizione per evitare quelle morti, quindi faceva del suo meglio per renderle il più rapide possibile.

Quando si aprì la porta non mosse nemmeno un muscolo. La donna che l'aveva istruita sarebbe stata fiera di lei in quel momento. Sembrava una statua, in realtà non perdeva nulla di ciò che la circondava.

Erano quelli della Seatiger. Il pretendete e quello che era diventato quasi consigliere di Lynea, accompagnati da due personaggi che dovevano essere le guardie del corpo.

Si trovò istintivamente a valutarli. Erano ben addestrati indubbiamente. Uno dei due meno attento, ma ciò nonostante molto più corretti, sia per la posizione che avevano preso nella stanza, sia per come si erano posti in difesa passiva di fronte al loro leader. La loro presenza li poteva indicare solo una cosa, che quello era il prescelto. Meglio di altri onestamente, non se lo sarebbe aspettata, ma forse le valutazioni che avevano portato a quella scelta potevano avere una loro validità.

Fece estremamente più fatica a rimanere impassibile quando ad entrare fu Quinnar, accompagnato da un medico ed una guardia reale. Anche l'uomo fu preso dallo stupore per un breve istante, ma riuscì a riprendere in fretta il controllo. Nella sua posizione di fuori casta, rifiuto vivente, abominio e quant'altro... aveva imparato in fretta a passare inosservato il più possibile.

Andra si trovò a domandarsi cosa stava tramando la falsa principessa. Come sempre era pronta a tutto. Aveva già tre vie di fuga pronte al caso, ma doveva prima di tutto cercare di portare a termine il suo piano.

*Lynea*

Il fiato stavolta le si spezzò in gola. Non si aspettava di trovarsi al suo cospetto in uno spazio così confinato poteva essere un problema mantenere l'anonimato.

La osservò marciare autorevolmente dentro la stanza, con Gaga al suo fianco e due guardie reali poco dietro di lei più preoccupate di rincorrerla che non di difenderla. Incapaci. Almeno quel matrimonio con lo straniero avrebbe portato in dote personale più addestrato alla difesa di quei quattro pagliacci in uniformi d'epoca.

"Anena?"
"Sì Principessa."
"Mi raggiunga per favore. - attese di averlo al suo fianco prima di continuare - Cosa vede?"

Il consigliere si guardò attono.

"Un ipotetico assassino, un'ipotetica vittima, un ipotetico prescelto... ed un gruppo eterogeneo di altre persone a contorno."
"Tutto ipotetico ha ragione. Ora. Questa mattina ho esplicitamente chiesto alle mie guardie di difendere il signor Quinnar qui presente perché dopo la dichiarazione del prescelto avevo la ferma intenzione di chiedergli di restare a palazzo come consulente per i rapporti con un certo gruppo a lui ben noto."
"Evidentemente l'ipotetico assassino è meno bravo di quel che pensavamo."
"Il che sappiamo essere impossibile Anena. Non ha fallito un colpo solo da quando è iniziata questa storia. Perché ha fallito proprio con Quinnar? Quando prima mi è stato detto che è sopravvissuto la prima cosa che mi è venuta in mente è che fossero in accordo tra loro. La seconda magari che Quinnar sia usato a sua insaputa. Li ha guardati ora... mi dica che ne pensa."

Anena sorrise. Ecco il suo ruolo. Lynea aveva compreso la sua alta capacità di percepire il non detto e lo stava usando. Lui però non poteva farsi usare così impunemente. Guardò verso Kenar in cerca di consenso e solo dopo averlo ottenuto rispose.

"La prima. Non so i motivi, ma stanno lavorando insieme."

"Quindi se l'assassino è così bravo come sembra, e decide di lavorare con Quinnar, anche quest'ultimo deve essere bravo. Probabilmente il meno bravo dei due. Quindi vediamo un po'... Quinnar, mi dica che cosa vuole fare qui? Non giriamoci intorno... è chiaro che lei ha collaborato con un assassino, quindi il suo destino non è roseo al momento. Nonostante questo non è preoccupato, quindi la sua vita non è che sia tutta rose e fiori nemmeno ora. Qualunque cosa lei sia venuto a fare qui lo scopo non era migliorare la sua situazione..."

"Mi inchino alla sua intelligenza ed alla sua bellezza. Ha ragione Principessa. Sono venuto qui mandato con lo scopo ultimo di eliminare qualunque spasimante e prendere il controllo del suo regno in quanto suo consorte, per avvantaggiare l'Unione Coloniale."

"Mi dica il suo intendimento, non il suo mandato."
"Vendetta. A costo di eliminare anche lei mia signora. Vendetta."

La guardia reale fece un passo avanti, ma Lynea lo fermò con un gesto.

"Apprezzo la sincerità. Credo il suo amico qui non mi dirà una sola parola. Quindi... vuole spiegarmi lei?"

"Ci sono molte forze in movimento che vogliono usare il suo regno per il loro tornaconto. C'è chi ha cercato di proporre, come l'Unione Coloniale, dei pretendenti da far poi lavorare dall'interno. C'è chi in modo meno articolato, mirerebbe alla sua eliminazione in modo diretto. Lo squilibrio e l'assenza di potere farebbero il resto. Il suo mondo diventerebbe terreno di conquista e non ci sarebbe nessuno a difenderlo. Semplicemente sarebbe guerra aperta con la maggior parte del potere bellico in mano ad una delle parti in lotta..."

"Quindi l'assassino era qui per uccidere me e per farlo ha ucciso i pretendenti in modo da potersi avvicinare."

"Oh in realtà mia signora, qui viene il bello. L'assassino è qui perché non vuole che lei muoia. Pare che la mia vecchia amica voglia proteggerla..."

Andra si girò di scatto verso di lui. Non c'era mai furore nello sguardo di un'assassina, c'era morte.
Nella voce priva di intonazioni c'era il terrore per chi avrebbe ascoltato.

"Taci idiota. Che stai cercando di combinare?"

"Al momento? Cerco di vedere se questa donna, molto più intelligente ed acuta di quanto avessi immaginato a priori, possa essere non una pedina da usare, ma un'amica con cui lavorare. Sempre se è ancora intenzionata ad accogliermi come consigliere... data la mia sincerità."

Lynea scoppiò a ridere di gusto. Anena comprese perfettamente i motivi. Quella sfrontatezza in un certo qual senso le ricordava Gaga e le piaceva. Inoltre vedeva la possibilità di avere un consigliere che poteva essere portato a difendere Gisa perché questo stessa difesa per lui costituiva una vendetta desiderata.

"Non ci pensare neppure!"

Lo sguardo di tutti i presenti si concentrò sull'assassino Andros, ora non più freddo e distaccato, ma palesemente fuori controllo.

"Non è una persona di cui fidarsi. Non fare niente per portartelo a palazzo Lynea!"

Il consigliere percepì immediatamente il cambiamento quasi fisico in lei. Fermò Gaga con una stretta ferrea che stupì l'uomo e si scambiò un rapido sguardo con Kenar. Ora il senso lo stava trovando eccome.

"Chi sei tu?"

Andra si accorse immediatamente del passo falso nell'attimo stesso in cui esplose.

"Andros l'assassino."

"No. Tu non sai Andros. - Lynea si avvicinò sotto lo sguardo terrorizzato delle guardie reali - Ti conosco."

Andra indietreggiò violentemente trascinandosi dietro i suoi guardiani che non si aspettavano la mossa. In pochi istanti fu libera, ma non si sarebbe aspettata l'intervento degli uomini della Seatiger.

Dannazione a lei, si era fatta fregare. Erano davvero preparati.

Il cuore le sobbalzò in gola quando si rese conto che la Principessa era a pochi centimetri da lei e cercava di frugarle negli occhi in cerca di risposte.

Lynea tese una mano poggiando il palmo sul collo dell'assassino e le fu chiaro. Quel gesto le aprì il fiume dei ricordi. Quella pelle, la sensazione al tatto della curva del collo, la reazione sotto le sue dita... quello non era Andros l'assassino.

Le buttò le braccia al collo e la strinse fino a soffocarla.

"Cosa hai combinato Andra. Come ne usciamo ora?"

Quinnar osservava la scena con l'ennesima erezione da rabdomante... troppe due donne e decisamente troppo vederle abbracciarsi in quel modo. Gaga capiva fino ad un certo punto perché non aveva il quadro completo della situazione.
Kenar si avvicinò al Consigliere Lawtoein in silenzio.

Anena si schiarì la voce.

"Se permettete ho un'idea."



Gisa, Palazzo Reale, Sala del trono
01/09/2396, ore 12:00 Data Stellare 73668.04


Lynea era in piedi davanti al trono. Il vestito color oro del matrimonio drappeggiava la figuretta esile. I capelli elaboratamente raccolti incorniciavano il volto lasciando scoperte le orecchie.

Tra gli astanti molti mostravano ancora stupore.

Sia per la Principessa e tutta quella mascherata a cui avevano assistito. Gaga stava poco più dietro, sempre particolarmente visibile e strabordante di personalità.

Anena si divertiva a sondare le persone intorno, percependo gli stati d'animo diversi, osservando le reazioni.

L'altro avvenimento sconvolgente era stata la scelta del pretendente. Nel passare dei giorni gli scommettitori avevano puntato sullo straniero Kenar o su Quinnar, uomo comunque piacente e indubbiamente di notevole interesse. Invece la scelta era caduta sull'androgino Andros, che si era scoperto non essere Andros. In realtà gli uomini della Seatiger avevano scoperto l'assassinio del vero Andros e per indagare, su mandato della Principessa, avevano infiltrato un loro uomo sotto mentite spoglie.

Il pretende ufficiale, il Capitano Kenar, non sembrava essersela presa per la sconfitta.

In realtà il colpo di genio di Anena ci stava tutto.

Far passare Andros per un membro dell'equipaggio sotto mentite spoglie aveva dato modo di creare una nuova persona che non ricordasse in alcun modo Andra. La parte difficile era stata convincere l'assassina che in quel modo poteva costruirsi non solo una nuova vita, ma poteva avere un potere diretto sull'evitare l'eliminazione di persone innocenti.
Andrea, così aveva scelto di chiamarsi, non era certa di meritarsi un'isola di felicità dopo tante vittime, sarebbe stato compito di Lynea convincerla del contrario. La scelta del nome era stata un altro colpo di genio. Una chicca. Un nome che sulla terra era sia maschile che femminile, che ben si adattava all'aspetto del Principe consorte.
Alcuni facevano notare la poca mascolinità dell'uomo, ma a questo ci stava pensando il meraviglioso Dottor Symon Bruce. Qualcuno sospettava che lo avesse fatto solo come favore personale per Gaga, ma nessuno ebbe il coraggio di dirglielo in faccia.

Ebbene sì. La Principessa avrebbe avuto un erede perfettamente a tempo con la data del matrimonio.
A prestarsi senza prestarsi era stato Quinnar, che si era lamentato a lungo dell'impossibilità di mettere a frutto le sue ambite ed innegabili qualità. Aveva definitivamente rinunciato alla cosa quando negli occhi di Andrea aveva scorto lo sguardo dell'assassina Andra. Era evidente che chiunque avesse osato posare anche solo gli occhi su Lynea se la sarebbe vista brutta.

Questo in ogni caso aveva legato a doppio filo Quinnar alla coppia reale, andando di fatto a costituire un quadrumvirato di potere.

Il Capitano Kenar non era tanto sicuro che fosse stato piantato davvero un seme di Federazione. Se non altro essere compagni del nuovo Principe Consorte metteva la Seatiger nella piacevole posizione di aver accontentato, almeno di facciata, l'Imperatore e contemporaneamente aver trovato una base d'appoggio per loro nel caso le cose fossero andate male.

Dovendo inoltre restare in giro per la gravidanza, che il dottor Bruce doveva seguire da vicino nel suo nuovo ruolo di medico di famiglia ed amico intimo dello sposo, potevano aiutare Lynea nel suo desiderio di costruire un futuro per il suo mondo cuscinetto che non comportasse l'annientamento.

Il suono di strumenti simili a trombe terrestri interruppe i flussi di pensieri del Capitano Kenar che si concentrò sulla Principessa. C'era stato un momento nelle settima trascorse, nel quale una parte di lui si era crogiolata nell'idea di essere un Principe. Sentì il suo amico agitarsi in fondo ai suoi pensieri.

Sì, concordava con lui che le cose andavano bene così.
Certo non era stato felice di dover creare un finto membro dell'equipaggio, una finta scheda tecnica ed un'altra quinta lata di documenti a corollario, ma alla fine quella era la soluzione probabilmente migliore in assoluto.

Per dirla alla terrestre, salvava capra e cavoli.

La porta si aprì facendo entrare Andrea Ghostwom, altro gioco di parole del Consigliere Lawtoein, una donna fantasma dietro un uomo di facciata.

Doveva ammettere che l'uniforme di prammatica le... gli stava bene. Giocava a favore il fisico magro e snello, chiaramente androgino già naturalmente.

Aveva eliminato la barbetta orrenda di Andros, non che avesse aiutato molto a definirla come maschio. Il colpo d'occhio però, aiutato dall'uniforme, non lasciava dubbi.

Inoltre l'addestramento da assassina l'aveva fornita nel tempo di un modo di muoversi tipico degli uomini della sicurezza, ruolo che le era stato assegnato sulla Seatiger, quindi una camminata che di femminile aveva poco.

*Dannazione non mi bastava Anena a fare confusione?*

Si girò istintivamente a dare un'occhiata al suo Consigliere e si pentì di averlo fatto. Quel giorno si era sentito vanitoso. Aveva chiesto di poter scendere in abiti civili... ma cosa aveva quella roba di civile?

Si era infilato in un paio di pantaloni attillati neri, sopra una camicia blu piena di brillantini ed a coprire tutto una lunga giacca nera con bordi blu egualmente luccicosi.

Il trucco in tono.

Aveva attratto perfino l'attenzione di Gaga che si sentiva chiaramente minato nel suo ruolo di attrazione della festa.

Resosi conto di essere osservato il Consigliere si girò verso di lui salutando con la mano guantata nella sua direzione.

*Ecco come rovinare la reputazione di un Capitano.*

Andrea intanto era arrivata quasi sotto al trono. Non appena raggiunse la sua posizione si lasciò scivolare su un ginocchio ed attesa in silenzio a capo leggermente chino come da protocollo.

"Chi viene a presentarsi come prescelto di sua altezza la Principessa Lynea."
"Io. Andrea Ghostwom della Federazione Unita dei Pianeti."

"Cosa porti in dote alla casa reale Andrea Ghostwom."
"Me stesso e tutti gli eredi che verranno."

"Alzati Principe Andrea Ghostwom della Federazione Unita dei Pianeti. Prendi il tuo posto al mio fianco per regnare come mio principe consorte."

Lynea si girò a quel punto verso gli astanti.

"Salutate l'unione che proteggerà e regnerà su Gisa per la prosperità del nostro popolo, del nostro mondo e del nostro futuro."

"Salute Principessa Lynea. Salute Principe Andrea."

"Salute Principessa Lynea. Salute Principe Andrea."

"Salute Principessa Lynea. Salute Principe Andrea."

Come da tradizione il saluto fu ripetuto tre volte.

Uno per lo sposo. Una per la sposa. Una per gli eredi a venire.

Sul terzo urlo di saluto Lynea gettò uno sguardo verso il dottor Bruce per poi immediatamente cercare Anena tra la folla.
Impossibile non notarlo.

Gli sorrise complice con la mano poggiata sul braccio del suo futuro immaginato.

Ora aveva un consigliere di famiglia fidato, un consigliere che avrebbe dato la vita per Gisa per sua propria volontà e per il bene di quello che sarebbe stato suo figlio biologico, un consorte che era l'amore della sua giovinezza e sarebbe stato l'amore della sua vita e la tra la folla, vestito di brillantini blu, quello che era diventato un amico fidato e lo sarebbe stato fino a che non fosse giunto per lui il momento di tornare nel suo universo.