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USS SEATIGER - MISSIONE 06 RSS USS SEATIGER - Missione 06

06.00 "In missione per l'Impero"

di Dewey Finn, Pubblicato il 03-08-2018

USS Seatiger, Plancia - 29/07/2396 ore 11:15


"Diario del Capitano, data astrale 73575.05.
E' passato più di un anno da quando abbiamo incontrato Charlie. Ci aveva detto che li fuori avremmo trovato una strada per tornare nel nostro universo, ma ancora niente. Mi stupisco sempre di più di quanto gli uomini sotto il mio comando continuino a mantenere la loro serenità nonostante a tutti manchi casa.
La situazione è tranquilla, abbiamo facilmente trovato delle risorse utili al nostro sostentamento e siamo riusciti anche a farci degli amici. Certo la situazione non è rosea, siamo ricercati per crimini contro l'impero, nonostante sia tutta una montatura che noi stessi abbiamo creato, ma la cosa non aiuta affatto. Dobbiamo essere cauti, se ci catturassero per noi sarebbe un vero problema."

"Capitano! Nave sconosciuta in arrivo dalla curvatura. E' pesantemente armata e le armi sono attive!" esclamò Tholos attivando nel contempo l'allarme.
"Alzare gli scudi, inviate messaggi di pace su tutti i canali!" ordinò il Capitano alzandosi dalla sua poltrona.
"Me lo sentivo che era una giornata no..." borbottò Finn vicino a lui

Una nave, poco più grande della Seatiger, uscì dall'iperspazio. Era elegante, con una forma che ricordava vagamente i falchi da guerra romulani, forse per il muso che ricordava i becco di un rapace.

"Signore ci stanno chiamando!" avvertì l'addetto alle comunicazioni
"Sullo schermo!" Kenar si sistemò la divisa e di colpo parve tranquillo e rilassato.
"Per Thaan..." la voce di Tholos era piena di meraviglia.

Sullo schermo, il volto cupo e sinistro del capitano della nave avversaria, aveva le inconfondibili fattezze di un guerriero klingon.

"Sono il Capitano Roka della Gilda Imperiale dei Cacciatori di Taglie..." la voce era cupa e dura ma mancava dell'usuale sfrontatezza dei guerrieri klingon.
"Questo non va bene, non va affatto bene..." borbottò di nuovo Finn
"Sono il Capitano Kenar... cosa possiamo fare per voi?" volutamente il trill tralasciò di dire il nome della nave. Presentarsi a dei cacciatori di taglie non era certamente una mossa saggia.
"Chiedo il permesso di salire a bordo..." il klingon parve riluttante a spiegare il motivo per cui volesse parlare in privato con Kenar "La mia navetta vi raggiungerà fra alcuni minuti." La comunicazione si chiuse all'improvviso.

"Affascinante." commentò Tkar dalla sua postazione tattica.
"Signore preparo una squadra di sicurezza?" chiese Yuki decisa.
"Si Signor Yamada e ne tenga un'altra di supporto a breve distanza. Non credo che sia un trucco per abbordare la nave, ma non si sa mai. Signor Tkar, cosa trova di affascinante... a parte trovare un klingon in questo universo?"
"Il Capitano Roka, a parte l'evidente aspetto, non sembra il consueto klingon. Gli abiti, il linguaggio del corpo e per quanto non posso esserne sicuro, non aveva nessun accento mentre parlava la lingua dell'impero."
"In effetti mi ha dato la stessa impressione... potrebbe essere in questo universo da molto tempo? Tanto da perdere certe caratteristiche?" chiese Kenar
"Possibile. Ma i klingon sono un popolo orgoglioso, avrebbe certamente mantenuto qualcosa che ricordasse il suo lignaggio." rispose Tkar

"Capitano, la navetta si è sganciata dalla nave, saranno qui fra cinque minuti."
"Tenete attivi gli scudi per il momento. Comunicate al Signor Lawtoein di raggiungerci all'hangar 2. Signor Yamada mi segua... Finn a lei la plancia."
"E se attaccano?" chiese Finn con voce querula.
"Veda di non farsi prendere..." rispose il Capitano sospirando.



USS Seatiger, Hangar 2 - 29/07/2396 ore 11:25


La navetta in arrivo era anch'essa molto elegante. L'ingegnere capo della Seatiger ne ammirò ogni dettaglio desiderando ardentemente metterci le mani sopra.
Quando il portello si aprì, il Capitano Roka dovette abbassarsi per passare dalla stretta porta di accesso. Era imponente e nonostante non mostrasse la solita spavalderia dei guerrieri klingon si muoveva come una belva selvaggia.
Kenar, nonostante avesse incontrato molti guerrieri, ne fu lievemente intimorito.

"Capitano Roka, benvenuto a bordo." dichiarò avvicinandosi seguito dal consigliere e dal capo della sicurezza.

Il klingon si guardò attorno e notò subito gli uomini della sicurezza in posizione. Sembrò gradire lo spiegamento di forze.

"Jazon! Volk! Seguitemi." ordinò e due esseri scesero con lui mantenendo un atteggiamento di sottomissione.

Il primo era un kuralleriano, molto simile al Generale Kurrallers III che aveva conosciuto tempo fa a bordo della I.N. Buj, la nave prigione sulla quale veniva scelto il nuovo imperatore. A differenza del generale, Volk non era grasso ma provvisto di potenti muscoli e sembrava non portare armi con se... anche se Kenar ricordava che quella razza poteva sputare a distanza un potente acido corrosivo.
La seconda guardia del corpo era protetta da una tuta argentata provvista di protezioni metalliche e di un casco oblungo con la visera oscurata. Non avevano mai incontrato nessuna razza che avesse bisogno di una tale protezione per sopravvivere, ma lo spazio era vasto e tutto poteva essere.

"Signori, se volete seguirmi, abbiamo preparato un piccolo rinfresco nella sala riunioni." Kenar fece cenno di seguirlo e tutti si avviarono. Gli ospiti rimasero in silenzio ma sembravano guardarsi attorno con curiosità.

Durante il tragitto il consigliere della Seatiger si preoccupò di dare alcune informazioni ai tre individui, ma nessuno di loro sembrava interessato alle specifiche tecniche o sulla vita su quella nave. Le uniche cose che sembravano interessare loro erano le varie razze per loro totalmente sconosciute e lo sguardo incredulo che i membri dell'equipaggio lanciavano al Capitano della nave 'avversaria'.

L'arrivo in sala riunioni fu praticamente un sollievo per gli ufficiali federali, il protrarsi del silenzio dei loro ospiti stava diventando alquanto inquietante.

"Possiamo parlare liberamente Capitano Kenar?" chiese Roka senza degnare di uno sguardo la tavola imbandita.
"Certamente." confermò il trill
"Possiamo parlare in privato? Permetterò ai suoi ufficiali di rimanere se lo desidera, ma la prego di far uscire gli uomini della sicurezza." il tono rispettoso con cui fece la richiesta colpì Arjian che fece un cenno affermativo in direzione del capo della sicurezza. Ad un cenno di quest'ultima i suoi uomini uscirono senza fiatare.
"Volk esci e stai di guardia alla porta, che nessuno ascolti." il kuralleriano fece un piccolo inchino e seguì le guardie federali.

"Capitano Roka, mi può spiegare..." il Capitano della Seatiger fu interrotto dal sibilo proveniente dall'armatura del misterioso individuo che era rimasto a fianco del klingon. Con stupore Kenar guardò l'essere che si levava il casco e sorrideva con una fila di denti dall'aspetto inquietante.
"Imperatore Jtrrertr, le presento il Capitano Kenar della USS Seatiger" disse in modo molto formale il Capitano Roka inchinandosi al rettile.
"Io e il capitano ci conosciamo ormai da tempo, figlio mio." il rettile sorrise ancora e allungò la mano verso il Trill "E' così che vi salutate voi no?"
"Imperatore Jtrrertr è un onore rivederla, ma perchè tutti questi sotterfugi?" Anena e Yuki si scambiarono uno sguardo confuso.
"Mi scusi capitano, ma non sarebbe stata una mossa saggia per l'imperatore incontrare il nemico numero uno dell'impero." lo schiocco della risata del rettile fece sorridere il trill.
"Siamo ancora al primo posto?"
"Gli sterminatori di Vor'Chai, i terroristi che hanno invaso la nave prigione imperiale, coloro che hanno tentato di distruggere il pianeta Zaisd lanciandogli contro una sfera di energia e tentando di fermare le navi in fuga... vi siete dati da fare."
"Possiamo spiegare..." Kenar deglutì, in effetti le loro azioni erano facilmente fraintendibili.
"Si tranquillizzi Capitano, sappiamo già tutto. I nostri scenziati hanno capito subito il motivo per il quale avete rubato i nucleri di slittamento delle nostre navi... devo dire che è stata un'azione molto coraggiosa. Vi ringrazio a nome dell'impero... ma naturalmente le vostre buone azioni sono state nascoste nei rapporti. Il vostro coinvolgimento con la nave prigione creerebbe ancora problemi se si sapesse che eravamo alleati. Sarei subito messo a morte e voi diventereste una preda ancora più ambita."
"Capisco... cosa la porta qui?" chiese il Capitano facendo un gesto verso il tavolo imbandito. Tutti lo seguirono guardando con curiosità le pietanze così aliene per loro.
"Sono qui per chiedervi aiuto. A pochi anni luce da qui, c'è un pianeta chiamato Gisa. E' un piccolo pianeta neutrale circondato da forze superiori. Da un lato l'Impero che sono onorato di rappresentare, dall'altro alcune forze avverse all'impero nonchè i soliti ribelli. Per secoli Gisa è rimasto neutrale, le leggende narrano che sia il luogo da cui è partito tutto, dove si stabilirono per la prima volta gli Haoek, il popolo che per primo fondò l'impero."
"Si ricordo il suo racconto..." commentò Kenar
"Quel mondo deve rimanere neutrale per evitare che l'impero si sgretoli... abbiamo bisogno che lei conquisti il pianeta."

Ci fu un attimo di silenzio, poi Kenar si schiarì la voce "Come scusi?"

"Sarà molto semplice, deve solo sposare la principessa di quel mondo. Il precedente re è morto da pochi mesi e la sua giovane figlia è salita al trono. Nella loro cultura solo un maschio può diventare re e quindi la principessa ha richiesto la presenza di tutti i pretendenti al trono di Gisa. Naturalmente tutte le forze in campo manderanno i loro rappresentanti, tutti tranne l'impero. Purtroppo per diventare re, oltre a piacere alla principessa, la quale ha completo diritto di scegliere il proprio marito, dovrà anche essere geneticamente compatibile in maniera da poter generare dei figli. Secondo le nostre scansioni ai tempi della Buj, le vostre razze sono perfettamente compatibili con quella dei Giseriani. Purtroppo noi rettiloidi non possiamo procreare con quella specie e non possiamo inviare razze umanoidi appartenenti all'Impero perchè acquisterebbero troppo potere politico all'interno dell'Impero. Quindi dovete semplicemente andare su quel pianeta, conquistare la principessa e conquistare quel mondo."

I tre federali si guardarono sconvolti.