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USS SEATIGER - MISSIONE 02 RSS USS SEATIGER - Missione 02

02.04 " Bohemian Space Rhapsody "

di Arjian Kenar Geran, Pubblicato il 30-01-2016


Nave sconosciuta, luogo sconosciuto
29/11/2394, ore 13:44 - D.S. 71911.16


Finn si era ritrovato improvvisamente all'estremità di una enorme sala, con le spalle al muro e circondato da una masnada di umanoidi astrusi, sia nelle fattezze che nell'abbigliamento, che lo fissavano in assoluto silenzio. Nonostante si sforzasse di fare mente locale, non riusciva a ricondurre nessuna delle creature che gli stavano attorno ad alcuna delle razze che aveva conosciuto durante tutta la sua carriera, sia musicale che militare.

"Ditemi che sono finito per sbaglio nel bel mezzo di un ballo in maschera!" Mormorò tra sé e portando lentamente un braccio dietro la schiena, cominciò a tastare la parete dietro le sue spalle nella speranza di riattivare il meccanismo che lo aveva portato in quel luogo, ma invano.

Davanti a quel evidente goffo tentativo di defilarsi, un brusio di voci cominciò a levarsi nella sala ed iniziò a diventare sempre più forte e vagamente ostile, o almeno questa era la sua impressione.

"Oh! Oh! Stiamo calmi!" Sbottò Finn cercando di sovrastare il borboglio di fondo e, alzando ancora di più la voce con fare goffamente minaccioso, aggiunse: "Questo dannato traduttore universale non ne vuole sapere di funzionare, quindi o cerchiamo di venirci incontro, o io me ne vado e chissenefrega del Primo Contatto in programma per stasera!"

Finn non si aspettava minimamente che le sue parole fossero intese e che quindi sortissero un qualche effetto, il suo infatti era più che altro un disperato tentativo dettato dall'istinto di autoconservazione, ma quello che accadde immediatamente dopo lo stupì.

Inaspettatamente, così come era iniziato, le incomprensibili lingue si erano ammutolite e la sala era ripiombata nel più assoluto silenzio. Incredibile a dirsi, ma a quanto pareva era riuscito a catturare la loro attenzione.

"Che mi abbiano veramente compreso?!?" Pensò incredulo tra sé e sé "E ora che faccio?!?"

Dewey diede un rapido sguardo alla sala nel tentativo di trovare una possibile via d'uscita dalla quale sgattaiolare, ma la prima che riuscì a scorgere era quella che sapeva essere la più sconsigliata, ovvero quella principale, peraltro molto lontana, troppo per poterla raggiungere indenne.

Era abituato a sottrarsi alle fan in delirio e sapeva molto bene che le vie di fuga migliori erano quelle di servizio, così ne cercò una trovandola peraltro anche più vicina e sul lato diametralmente opposto alla posizione in cui si trovava. A metà strada da essa, notò inoltre un piccolo palco e degli oggetti che sembravano essere verosimilmente degli strumenti musicali, uno in particolare gli ricordava, per la forma che aveva, un pianoforte.

"L'ho sempre detto che la musica mi avrebbe salvato la vita!" Pensò tra sé mentre i suoi occhi si accendevano di una luce scintillante.

"Ok, ok gente. Vedo che siete ansiosi quanto me di dare inizio a questo Primo Contatto..." esordì assumendo il tipico piglio di un consumato anchorman, e avviandosi verso il palco con la folla che si apriva al suo passaggio come le acque del Mar Rosso davanti a Mosé, aggiunse: "Bando alle ciance, quindi! Ho in serbo per voi una serata memorabile, una di quelle che racconterete ai vostri nipoti e ai figli dei vostri nipoti...e ai figli dei figli dei vostri nipoti ... vabbe', ci siamo capiti ..."

Raggiunto quello che aveva l'aria di essere una sorta di pianoforte, pigiò alcuni tasti per testarne l'accordatura e sorrise compiaciuto, quindi si sedette e solennemente iniziò la sua performance.

"Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide,
No escape from reality.
Open your eyes,
Look up to the skies and see,
I'm just a poor boy, I need no sympathy,
Because I'm easy come, easy go,
Little high, little low,
Anyway the wind blows doesn't really matter to me, to me."


Nave sconosciuta, Hangar Principale
Pochi minuti più tardi


La squadra capeggiata da Carelli fu la prima a raggiungere l'Hangar Principale della nave sconosciuta e non appena fu all'interno dell'ampio ambiente, Droxine non poté che constatare che anche in quel luogo, come anche nella Sala Macchine, gli smorzatori inerziali non stavano funzionando.

Suppellettili e veicoli erano infatti gettati alla rinfusa contro le pareti, compenetrati l'un l'altro e accartocciati come lattine di alluminio consunte, quindi assolutamente di alcun aiuto.

Droxine non si perse d'animo e si avvicinò ad un pannello di controllo col suo tricorder, cercando di interfacciarlo con la tecnologia aliena. Finalmente lo strumento stava decodificando gran parte degli algoritmi informatici e l'Ingegnere Capo della Seatiger acquisiva man mano l'accesso e il controllo dei sistemi interni della nave, ma ci voleva ancora del tempo, tempo che però non avevano visto che mancava molto poco al prossimo salto interstellare.

In quel momento anche la squadra capeggiata da Anari raggiunse l'hangar principale.

"Un bel casino anche qui!" Esordì l'Ufficiale Scientifico "Per fortuna non c'è materiale organico spiattellato qua e là."

"Dobbiamo darci una mossa se non vogliamo essere noi a fare un bel patchwork di frattaglie su queste pareti. Abbiamo appena dieci minuti ..." Ribattè Droxine mentre continuava ad armeggiare col suo tricorder tenendo d'occhio contemporaneamente il countdown.

"Qual è il piano?"

"Chiamate la Seatiger e rientrate a bordo."

"E lei?!" Protestò Anari.

"Devo riuscire ad aprire l'hangar e a generare una decompressione che scaraventi fuori tutti questi rottami, in modo da avere lo spazio sufficiente per accogliere la Seatiger."

"Non se ne parla nemmeno, io rimango a darle una mano ... non può farcela da sola."

"Non faccia la sciocca Anari, lei torni a bordo con la squadra. Non si preoccupi, non ho intenzione di finire risucchiata dal vuoto interstellare. Mi assicurerò alla meglio e appena l'hangar sarà libero, mi recupererete. Mi è più utile a bordo della Seatiger ... quindi proceda con le operazioni di trasbordo senza perdere ulteriore tempo, è un ordine."

"Come preferisce. Ma non sono d'accordo."

"La sua obiezione è stata registrata."

Anari accennò un sorriso amaro e portandosi a distanza assieme al resto dell'away-team azionò il proprio comunicatore :"Anari a Sala Teletrasporto, sette da riportare a bordo."

=^= Qui Sala Teletrasporto, ricevuto Comandante Anari.=^=

Il classico turbinio azzurrognolo di molecole cominciò ad avvilupparsi attorno ad ognuno di loro fino a che le silhouette non sparirono completamente.

"Carelli a Plancia."

=^= Qui Kenar. Come procede? =^=

"Al più presto dovrei essere in grado di aprire e sgombrare dai detriti l'intero hangar. Appena vi do il segnale, riportatemi a bordo."

=^= Ok, ricevuto Comandante =^=

"Capitano, un'ultima cosa..."

=^= La ascolto... =^=

"Nel caso in cui non riceveste mie nuove entro otto minuti da adesso, non esitate ad aprirvi un varco con i phaser e ad introdurvi la Seatiger... Possiamo ricavare un bel po' di pezzi di ricambio per rimettere a posto la nostra nave, non sprechiamo quest'occasione, perché non penso che ne avremo altre ... "

=^= Concordo con lei Droxine, ma non possiamo fare a meno neanche del nostro Ignegnere Capo ... quindi ce la metta tutta per farci entrare. In bocca al lupo...e a tra poco! Kenar, chiude. =^=