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USS SEATIGER - MISSIONE 02 RSS USS SEATIGER - Missione 02

02.03 " Vengo in pace "

di Dewey Finn, Pubblicato il 12-01-2016

USS Seatiger, Sala Tattica
29/11/2394, ore 12:15 - D.S. 71910.99


"Bella!" Esclamò Finn guardando le riprese esterne della nave sullo schermo della sala tattica.
Un enorme vascello di colore bianco con strisce decorative gialle e blu, grande quanto una classe galaxy, si stagliava immoto nello spazio. Aveva il corpo simile all'ogiva di un proiettile con una protuberanza equiparabile ad una pinna caudale, sede probabilmente del ponte di comando.

"Sembra un grasso pesce rosso..." commentò il tenente McAllan che apprezzava solo navi di un certo stile.
"Le assomiglia un po' comandante Finn!" buttò lì Droxine Carelli, strappando un sorriso a Kenar e uno sbuffo offeso dal Primo Ufficiale.
"Bando alle ciance, che mi sapete dire?" il Capitano, pur conscio che gli ultimi eventi richiedessero un rilassamento delle consuete regole comportamentali a bordo della navi della Flotta, voleva sbrigarsi a trovare dei pezzi di ricambio per mettere in sicurezza la nave.
Ancora non sapevano la situazione politica di quell'universo e non avevano trovato mondi abitati. Per il momento non avevano problemi di carburante, ma le riserve di energia non potevano andare avanti all'infinito. Era un peccato non aver studiato a fondo la tecnologia del vascello nemico catturato per verificare il tipo di propulsione che usavano. Chissà se il dilitio esisteva in questo universo... la voce del suo capo della sicurezza lo fece tornare alla realtà.

"Al momento nessuno dei nostri tentativi di comunicazione ha avuto risposta. E' possibile che la nave sia stata abbandonata, dopotutto la richiesta di soccorso è un messaggio standard automatico." Iniziò Tkar.
"Sembra un po' troppo nuova per avere un guasto tale da dover abbandonare la nave. Nessuna perdita di radiazioni, nessun segno sullo scafo che indichi un attacco, i motori sembrano in funzione anche se fermi... non trovo niente che possa darci una spiegazione su cosa sia successo." commentò Anari mostrando la nave da ogni angolazione.
"Segni di vita?" chiese il Capitano
"C'è qualcosa - rispose lei - ma non saprei cosa. Sono riuscita a captare dei segnali solo adesso che siamo molto vicini... forse i nostri sensori sono troppo danneggiati o c'è qualche schermatura che ne impedisce il corretto funzionamento. Comunque c'è qualcosa di vivo lì."

"Bene signor Tkar prepari una squadra: voglio lei, Carelli e Anari con me..." Kenar si alzò dalla sedia, era inutile rimanere lì con le mani in mano.
"Non se ne parla!" borbottò il nuovo ufficiale medico capo
"Mi scusi?" Kenar sollevò il sopracciglio con una smorfia infastidita.
"Non se ne parla! Mi ha fatto trascinare qui in questa sala riunioni per avere anche il mio parere, e il mio parere è che lei non è in condizioni di andarsene in giro a bighellonare su una nave fantasma. Ci mandi quello lì!" rispose il dottor Bruce indicando Finn.
"E' un ordine del medico?" Kenar si risedette con una smorfia. Il medico aveva ragione, la gamba lo stava facendo impazzire. "Va bene..." riprese dopo un cenno affermativo del dottore "Signor Finn vada lei, si porti dietro anche qualcuno dei suoi, Signor Tkar."

Tutti si alzarono all'unisono pronti a soddisfare gli ordini del loro Capitano. Finn era l'unico che ancora non si era mosso e Kenar lo guardò incuriosito.

"Non ha detto nave fantasma vero?" pigolò il Primo Ufficiale.
"Ma no! Ha sentito Anari? Ci sono forme di vita!" rispose Arjian battendo una mano sulla spalla del suo Numero Uno. Il dubbio era se le forme di vita erano ostili o no.

Nave sconosciuta, luogo sconosciuto
29/11/2394, ore 13:00 - D.S. 71911.07


Lo scintillio del teletrasporto illuminò la stanza. Le pareti metalliche attorno a loro erano piene di strane scritte cuneiformi incise direttamente sul metallo. Il gruppo non riuscì a capire se erano semplici decorazioni o se avessero un significato preciso.

"Qualche idea?" mormorò Finn guardandosi attorno e passando il dito sulle scritte seguendone il contorni.
"Il traduttore universale al momento sembra sovraccaricato dalle informazioni. Detesto quando incontriamo nuove lingue..." commentò Anari dando piccoli colpetti al suo tricorder.
"Secondo le letture siamo circa a metà strada fra il ponte di comando e la sala motori. Suggerirei di dividerci in due squadre. Io e il comandate Finn ci dirigiamo sul ponte per scoprire il motivo della richiesta di soccorso..." iniziò il vulcaniano esponendo il suo piano che fu interrotto dalla caduta di alcuni oggetti posti su delle mensole.
"Colpa mia!" si affrettò ad annunciare il Primo Ufficiale mentre raccoglieva il set di palle metalliche che componevano una specie di scultura piramidale e che, ovviamente, non era più tale. "Continui pure Signor Tkar, non si lasci distrarre dall'inquietante atmosfera da nave fantasma."
"Si bene..." riprese l'ufficiale della sicurezza "Lei - disse indicando Anari - insieme al signor Carelli vi dirigerete verso la sala motori e..."
"Guardate che strana questa rientranza, non ha senso..." commentò Finn che non stava assolutamente ascoltando e che invece continuava la sua personale esplorazione della stanza.
"Vi dirigerete verso la sala motori e verificherete il loro stato. L'importante è che nessuno tocchi niente perché non conosciamo la natura di questa tecnologia e potrebbe essere pericoloso."

Ci fu uno strano rumore, come se l'aria avesse all'improvviso preso il posto di un area che poco prima ospitava altro.

"Ha toccato qualcosa vero?" commentò Anari senza voltarsi.
"C'era da immaginarselo..." borbottò il capo ingegnere sospirando. Droxine passò il tricorder nella nicchia della parete che fino a poco prima ospitava un curioso Primo Ufficiale e controllò i dati. "Tracce di teletrasporto. Sembra che sia semplicemente un sistema di movimentazione carichi all'interno della nave."
"Anari a Comandante Finn..." l'unica risposta fu un fruscio di statica.
"Anari a Seatiger!"
=^=Qui Kenar, com'è la situazione?=^=
"Ancora non abbiamo niente, però ci siamo persi il comandante Finn... non è che riuscite a rilevarlo con i sensori vero?"
=^=Come perso?=^= commentò il Capitano basito.
=^=Comandante qui Tholos, mi dispiace ma i sensori non riescono a passare le schermature interne della nave.=^=
"Tranquillo Capitano se c'è qualcuno in grado di sopravvivere alla situazione quello è il comandante Finn" commentò l'ufficiale scientifico con un sorriso orgoglioso. Carelli scosse la testa sconsolata.
=^=Tenetemi aggiornato. Kenar, chiudo=^= rispose il trill, sospirando.

"Cambio di piani. Signor Anari lei andrà in plancia e lei - disse Tkar rivolgendosi a Carelli - in sala motori. Io andrò alla ricerca del nostro Primo Ufficiale..." detto questo si voltò verso la squadra della sicurezza dividendo i suoi uomini in due squadre.

I due gruppi si diressero alle rispettive assegnazioni. Il capo della sicurezza seguì per un po' il gruppo diretto alla sala macchine per poi svoltare in uno stretto corridoio diretto verso l'interno della nave.

Nave sconosciuta, Plancia
29/11/2394, ore 13:35 - D.S. 71911.14


Il tricorder sembrava non riuscire ancora a tradurre le scritte presenti sulle pareti o alle varie intersezioni. Solo una piccola cartina, trovata per puro caso in uno dei corridoi, dette qualche indicazione sulla direzione da seguire.
La sala era grande quanto il ponte di una classe Ambassador e i computer sembravano tutti nuovi e in perfette condizioni. Per un attimo sembrò al gruppo che la plancia fosse completamente deserta, poi le luci, probabilmente comandate da dei sensori di prossimità, si accesero.

"Che diavolo..." commentò un uomo della sicurezza prima che un conato di vomito gli bloccasse l'esclamazione.
Lo spettacolo che si mostrò all'away-team era raccapricciante. I corpi ridotti in poltiglia di una decina di esseri, dipingevano la parete opposta alla grande vetrata che dava sull'esterno, trasformando la plancia in un mattatoio. La puzza era orribile e la scena anche peggio. Anari e la sua squadra fu costretta a camminare su icore azzurrognole e brandelli di corpi per entrare in plancia.
"Anari a Plancia..." faceva fatica a respirare nonostante il suo lavoro l'avesse messa spesso in situazioni davvero brutte.
=^=Qui Kenar, avete trovato il signor Finn?=^=
"Signore sono in plancia..." gli occhi della denobulana, nonostante facesse di tutto per non guardare quello che rimaneva dell'equipaggio, tornavano immancabilmente a quello scempio. "Sono tutti morti."
=^=Riesce a capire il motivo?=^= Il tono cupo del suo ufficiale scientifico, di solito sempre allegro, avevano fatto capire a Kenar quanto orribile fosse la situazione.
"Non ho ancora avuto modo di controllare, ma credo che gli smorzatori inerziali non siano entrati in funzione al momento del salto..."
=^=Santo cielo...=^= il trill capì immediatamente quali fossero le condizioni dei corpi in plancia. =^=Cercate di capire se è stato un'incidente oppure no e scaricate quanto possibile dal loro database. Soprattutto carte stellari!=^=
"Ricevuto..." Anari chiuse la conversazione e si rivolse agli uomini della scorta "Cercate di capire a cosa servono queste console, ma non toccate niente. Non riesco ancora a decifrare la loro lingua."

Nave sconosciuta, Sala macchine
29/11/2394, ore 13:44 - D.S. 71911.16


Droxine Carelli si voltò dando le spalle all'enorme sala macchine che si allargava sotto si sé per centinaia di metri. Era come stare sulla balconata di uno stadio.
I motori, enormi strutture cilindriche lunghe più di cento metri, partivano da una grande console centrale piena di monitor e strani congegni per poi perdersi in lontananza fino alla paratia posteriore e poi nello spazio.
Lo spettacolo che si mostrò al secondo away team era molto simile a quello trovato in plancia. Decine di corpi umanoidi trasformati in poltiglia contro le pareti della sala macchine.
Per lo meno non avevano sofferto... non ne avevano avuto tempo.
"Signore..." l'uomo della sicurezza, un vulcaniano dall'aspetto così giovanile da farlo sembrare un ragazzino, cercò di riportare l'attenzione della squadra verso il problema impellente. Carelli lo guardò invidiandone sia la calma che la giovinezza, anche se probabilmente era più vecchio di lei, e fece segno affermativo. Dovevano andare avanti.

La strumentazione della grande console centrale, sembrava l'unica che controllasse i motori della nave. Il resto dell'area conteneva solo magazzini e postazioni di manutenzione. Dall'aspetto della sala macchine, a parte lo scempio causato dall'incidente, quella nave non doveva avere neppure un mese di vita.
L'away team raggiunse la grossa postazione e come era successo durante la marcia lungo i corridoi della nave, il tricorder si rifiutò di tradurre gli strani simboli incisi sui macchinari, ma l'ingegnere capo non si preoccupò molto. Un motore, per quanto strano e alieno, era pur sempre un motore.

"Per lo meno usano il dilitio..." commentò l'uomo della sicurezza vicino a lei dopo aver analizzato l'area.
"Almeno una buona notizia. Avevo paura di dover riprogettare dei motori a combustibile fossile." La battuta del comandante Carelli strappò un pallido sorriso all'umano.

Passarono alcuni minuti nei quali la donna fece tutte le sue verifiche. La situazione era grave e urgente.

"Carelli a Seatiger!" esclamò dopo aver toccato il badge.
=^=Signor Carelli, almeno lei mi dia buone notizie...=^=
"Non ne ho, signore. La situazione è drammatica: fra meno di mezz'ora la nave compirà un nuovo salto e se restiamo qui verremo ridotti tutti in poltiglia."
=^=Non è possibile interrompere il salto?=^=
"Non nel tempo che abbiamo a disposizione. Il traduttore non riesce ancora a decifrare il linguaggio di questo popolo e non credo di riuscire a mettere mano a questi motori in mezz'ora... non vorrei avviare la procedura di salto prima del tempo."
=^=Capisco. Il problema è che non possiamo andarcene e basta... non ho ancora avuto notizie da Tkar e non riusciamo a raggiungerlo. Si è spinto troppo in profondità nella nave.=^=
=^=Signore, qui Anari=^= l'ufficiale scientifico si intromise nella conversazione =^=Per quello che riesco a capire, questa nave è una specie di nave da crociera che doveva compiere un tour spaziale di un anno. Non so da quanto l'equipaggio sia deceduto, ma sembra passato un po' di tempo. Ci vorrebbe il dottor Bruce per avere una stima precisa.=^=
=^=Al momento non è una cosa importante. Il problema rimane l'impossibilità di comunicare con Tkar e Finn. Se la nave compie il salto potrebbero essere uccisi anche loro.=^=
"C'è di più!" commentò Carelli "Se la nave compie il salto, la Seatiger non riuscirà a starle dietro e potremmo perderli per sempre!"
=^=Opzioni?=^= sospirò il Capitano
=^=Sembra che ci sia un grande hangar su questa nave, probabilmente contiene una serie di vascelli per lo sbarco sui pianeti visitati. Se riusciamo a toglierli, forse possiamo entrare con la Seatiger direttamente all'interno dell'hangar.=^=
"Da qui potrei raggiungere l'hangar in poco tempo, ma non so se sia possibile 'parcheggiare' la Seatiger. Dovrò vedere..."
=^=Ma anche se riusciamo, cosa succederà quando la nave compirà il salto?=^=
"I nostri smorzatori inerziali dovrebbero proteggerci, non credo ci saranno problemi. Ma Anari dovrà tornare subito a bordo, perché una volta all'interno non potremo più usare il teletrasporto."
=^=E per Tkar e Finn?=^=
=^=Se sono abbastanza all'interno della nave sopravvivranno. La zona destinata agli ospiti della crociera sembra protetta da campi di forza e da un sistema di smorzatori aggiuntivo, e quello sembra funzionare. Questo spiega anche perché ci sono segni di vita!=^=
=^=Molto bene, Comandante Anari si prepari a risalire. Carelli ci vediamo nell'hangar, faccia in fretta!=^=

Carelli fece segno ai suoi uomini di muoversi e il gruppo iniziò una corsa contro il tempo per raggiungere l'hangar della nave da crociera e mettersi in salvo.

Nave sconosciuta, Luogo sconosciuto
Intanto...


"Vengo in pace..." pigolò Finn deglutendo e facendo il tradizionale saluto vulcaniano... più o meno...