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USS RAZIEL - MISSIONE 15 RSS USS RAZIEL - Missione 15

15.05 "VIAGGIO AD ORIONE"

di T'Pak figlia di Sandor, Pubblicato il 08-02-2025

Pianeta Orione - Città di Cadel
Quartiere del Mercato Vecchio
Casa sicura
23/08/2404 - ore 21.30


Da quando erano arrivati su Orione, ventiquattro ore prima, gli uomini della Raziel erano riusciti ad installare una base sicura nella zona che, una volta, era il mercato degli schiavi, e che era stata trasformata in un quartiere usato da affaristi senza scrupoli per svolgere le loro attività con un mantello di legalità.
La Mendel ci aveva messo relativamente poco tempo a scoprire che i dati che stavano cercando erano stati trasferiti dal Datacenter orbitante in un palazzo protetto da sistemi di allarme praticamente invalicabili e, quindi, era impegnata nel trovare il modo per avere accesso a quei computer senza essere scoperta e mettere in allarme la loro preda.
Nel frattempo, Moses con Wood e T'Pak con Fox erano in missione a cercare informazioni ed ispezionare fisicamente il palazzo per scoprire se ci fossero falle nella sorveglianza.
La squadra a terra era completata da quattro uomini della Sicurezza che proteggevano il perimetro della casa in maniera discreta.
Hazyel era rimasto sulla Raziel, a distanza, perchè una nave della Federazione dava troppo nell'occhio, ma abbastanza vicino da intervenire in caso che gli uomini sul pianeta potessero avere bisogno.
Avevano deciso che sarebbe sbarcato Moses a condurre l'operazione a terra perché, nei suoi tanti anni di servizio, aveva instaurato rapporti, quasi sempre poco amichevoli, con svariati elementi dediti ad attività non troppo legali e uno di questi era sicuramente frequentatore delle attività che si svolgevano su Orione.
Poteva essere un rischio, Moses poteva anche imbattersi in qualcuno dei suoi numerosi nemici, ma, d'altro canto, se la presenza del suo vecchio 'amico' fosse confermata, sapeva che costui sarebbe stato disposto a fornire qualsiasi tipo d'informazione di cui avessero avuto bisogno, ovviamente dietro ricompensa.
Sarah stava facendo una pausa dalle sue ricerche, concedendosi una cena leggera, quando la porta si aprì facendo entrare due sconsolati T'Pak e Fox.
"Dalle vostre facce direi che non avete avuto i risultati sperati"
Fox si buttò sul divano con aria sconsolata, mentre T'Pak si sedette al tavolo di fronte al Capo Operazioni della Raziel, rubandole un pezzo della torta che Sarah si era tenuta per ultima.
"Quell'edificio è assolutamente inviolabile, avevi ragione Sarah!" disse Lucius.
"Io ve l'avevo detto, i miei dati erano certi, ma no, siete peggio di San Tommaso: non ci credete se non ci mettete il naso!"
"Sarah, lo sai che a volte si possono trovare delle falle a guardare più da vicino, ma a quanto pare gli affari che gestisce il padrone di quel palazzo richiedono un livello di sicurezza estrema. Mi piacerebbe davvero mettere le mani su qualcuno di quei file, chissà quali segreti devono contenere!" rispose T'Pak con gli occhi che brillavano al pensiero di poter venire a conoscenza degli affari di alcuni tra i più noti criminali del settore, magari dello stesso Jak'Al
"Forse Moses sarà più fortunato..." continuò Fox.

Pianeta Orione
Città di Cadel - Casinò Four King
23/08/2404 - ore 22.30


Moses e Wood erano seduti al bar del locale da almeno tre quarti d'ora, ma l'uomo che stavano cercando non si era ancora fatto vedere.
"Sei sicuro che verrà?"
"Sarah ha seguito i movimenti di denaro di Leo e praticamente tutte le sere passa di qua e quasi sempre perde denaro in questo casinò, non è mai stato molto accorto col latinum: solitamente era seguendo le tracce delle sue spese che riuscivo a rintracciarlo, quando mi serviva" rispose Moses senza distogliere lo sguardo dalla porta del locale posta alle spalle di Wood.
"Che ti dicevo? Non può resistere al richiamo del gioco, è il suo tallone d'Achille" esclamò Moses alzandosi "Aspetta qui"
"Certo! Infatti non capisco cosa sono venuto a fare." rispose Wood secco
"A tenermi il posto." disse senza nemmeno girarsi Frank.
L'uomo, che il Vecchio Orso stava puntando, era un terrestre di bassa statura sulla sessantina, con una pancia prominente e capelli ossigenati con un bizzarro taglio a spazzola, con addosso un colorato completo due pezzi, formato da una giacca azzurro cielo e pantaloni rosso fuoco, con una specie di corta cravatta nello stesso colore dei pantaloni.
L'aspetto non rassicurava molto Wood sul fatto che potesse essere d'aiuto in qualche modo, ma se lo diceva Moses, c'era da fidarsi.
Alexander osservava l'incontro da lontano e vide il piccolo terrestre irrigidirsi, appena riconobbe la voce di Frank che lo chiamava e, notò uno sguardo di sincero terrore nei suoi occhi quando si voltò e vide che la voce corrispondeva esattamente alla persona che, forse, aveva sperato di non rivedere mai più.
Li vide parlottare qualche secondo e poi avvicinarsi alla sua posizione, con Frank che teneva un braccio intorno alle spalle dell'uomo, che poteva sembrare quasi un abbraccio, ma in realtà era un modo semplice per non farlo scappare.
"Alex, lascia che ti presenti un vecchio amico: Leo Getz! Quando hai bisogno di sapere qualcosa è a lui che ti devi rivolgere."
"Okay, okay piacere mio, ma questo era vero una volta. Ora mi sono ritirato, diciamo che sono, per così dire, in pensione!"
"Leo, Leo non ci credo neanche se lo giuri sulla tomba di tua madre, tu sei il numero uno in queste faccende" rispose Moses lusingando la controparte.
"Frank mi ha detto grandi cose sul tuo conto!" continuò Wood reggendo il gioco del collega.
"Davvero Frank? Credevo mi ritenessi solo un piccolo imbroglioncello."
"Mmpf.. in parte è così, ma quanto ci siamo divertiti su Aldebaran? Per non parlare di quella volta a Nova Terrae.."
"Certo, certo, ma non rivanghiamo i bei vecchi tempi, ti conosco vecchio caprone! Se sei qui, ti serve qualcosa: sputa il rospo!"
"Non qui, però: hai un posto più riservato dove parlare?"
Leo si guardò un'attimo intorno, poi fece cenno ad una cameriera chiedendole "E' libero il mio separè?"
La ragazza le fece un cenno d'assenso e quindi Leo guidò i due uomini verso un tavolo appartato, separato dal resto del locale da una vetrata colorata.
"Accomodatevi. Allora?" chiese Getz invitando Moses a parlare.
"C'è un edificio in cui vorremmo entrare, ma è molto ben sorvegliato, diciamo decisamente più del normale per gli standard Orioniani. Nemmeno col teletrasporto ci si può accedere senza fare scattare un qualche tipo di allarme e mi chiedevo se potessi aiutarmi."
"Da come parli, c'è solo un edifico con questo livello di sicurezza, e.. credimi.. il suo proprietario non è la persona migliore da inimicarsi. Sai.. sai, io vivo qui adesso e vorrei restarci ancora per un po'.. e, per restarci, intendo da vivo se rendo l'idea!"
"Ma posso pagare profumatamente per il tuo aiuto e, inoltre, sarei in debito con te."
"Tu saresti in debito con me? E potrei chiedere quello che voglio in cambio?" disse Getz solleticato più da questa possibilità che dal profumo del latinum.
"Mmpf... sì quello che vuoi!" rispose Moses pentendosi un po' della promessa fatta.
"Okay, okay: ci sto. Ci vediamo qui domani alla stessa ora, vedrò di trovare qualcosa per voi."
"Grazie Signor Getz, domani allora" disse Wood alzandosi.
"Aspettate a ringraziare, ancora non sapete cosa voglio da voi" rispose Leo sornione.
"In realtà è lui che ti ha promesso qualunque cosa!" replicò Wood un po' preoccupato dalle parole di Getz.
"Vieni, lasciamolo lavorare. A domani Leo e vedi di non deludermi!"
"Io? e quando mai!"

Pianeta Orione - Città di Cadel
Quartiere del Mercato Vecchio
Casa sicura
24/08/2404 - ore 00.45


Quando Moses e Wood rientrarono nella casa affittata per la missione, c'era solo T'Pak sveglia: i due la ragguagliano sull'incontro avvenuto al Four Kings e sull'appuntamento per l'indomani.
"Sicuro che troverà un modo per entrare là dentro?" chiese la mezza Klingon.
"Se un modo c'è, Leo lo troverà: è un segugio per queste cose." rispose Moses "Adesso me ne vado a letto. A domani."
"Notte Frank. Alexander il bicchiere della staffa?"
"No grazie, ho bevuto anche troppo in quel locale aspettando quel tipo: spero che sia come dice il vecchio, perché dall'aspetto non gli darei un soldo bucato. Notte T'Pak." rispose Wood lasciandola sola col suo bicchiere di Bahgol caldo.

Pianeta Orione - Città di Cadel
Quartiere del Mercato Vecchio
Casa sicura
24/08/2404 - ore 23.38


Circa ventiquattro ore dopo, Fox, Mendel e T'Pak stavano aspettando con trepidazione il ritorno di Moses e Wood: chissà se avevano avuto la soluzione al loro problema. Quando finalmente la porta si aprì si alzarono tutti insieme e quasi li circondarono.
"Allora?" chiese Fox.
"Signori c'è una falla nel sistema che possiamo sfruttare." rispose Wood "Non è piacevole però: bisogna passare dalle fognature e camminarci per circa un chilometro. Poi si entra nel palazzo da un tombino di scolo collegato ad uno dei bagni posti nello scantinato."
"Sì, ma quando usciremo di lì, faremo scattare tutti gli allarmi!" disse T'Pak
"Solo se usciamo dalla porta del bagno. Ma il buon Leo ci ha fornito gentilmente questo pass di una guardia dell'edificio, non so come l'ha ottenuta, ma non c'interessa, che serve a sbloccare le porte interne dell'edificio senza fare suonare l'allarme. Dopo di che, abbiamo venticinque minuti tra una ronda e l'altra che le guardie fanno nelle stanze di tutto l'edificio, per arrivare al locale dei computer e trovare l'informazione che ci serve ed uscire dalla stessa parte."
"Beh venticinque minuti non sono pochi." disse Fox.
"La stanza che ci interessa è al ventesimo piano e dobbiamo usare le scale di servizio, perché se usiamo gli ascensori, le guardie se ne accorgeranno." disse Moses spiegando che la cosa non era così semplice.
Sarah mostrò una chiavetta argentata "Una volta che li trovate, basta che inseriate questa in un computer, penserà lei a scaricare tutti dati: ci vorranno circa cinque minuti."
"Quindi nuotiamo un po' nelle fogne, ci facciamo una quarantina di piani di scale tra salita e discesa, inseriamo una chiavetta e il gioco è fatto: mi sembra semplice." disse Fox.
"Speriamo.." rispose T'Pak che dubitava sempre delle cose troppo semplici.

Pianeta Orione - città di Cadel -
Palazzo Olympus
Sede Nuova Cadel Organisation
25/08/2404 - ore 06:30


Myrna era arrivata in anticipo come suo solito.
Si era guadagnata il ruolo di segretaria personale di Vala Urmel grazie alla sua maniacale attenzione ai dettagli oltre all'efficienza nel punire chi tradiva l'organizzazione.
La proprietaria del palazzo, infatti, era a capo di un'organizzazione criminale, ereditata dal padre, che aveva convertito e trasformato in una specie di società di servizi per attività illegali.
Era compito di Myrna controllare che tutto fosse in ordine, prima di cominciare la giornata lavorativa, già perfettamente organizzata.
La sua scrupolosità le aveva fatto installare un programma, nei computer dell'edificio, in grado di segnalare qualunque accesso non autorizzato ai file che la loro società custodiva e la cui garanzia di segretezza era necessaria affinché i loro clienti potessero fidarsi, specialmente in un mondo dove la fiducia era merce rara.
Sul suo monitor campeggiava la scritta che la allertava che un file era stato violato.
Digitò alcuni comandi e, in pochi secondi, scoprì che dati erano stati trafugati: ora non le restava da scoprire chi aveva tradito, perché senza un pass era impossibile entrare nelle loro stanze, senza far scattare gli allarmi e quindi avvertire il Capo.

Periferia di Cadel - Villa Urmel
25/08/2404 ore 06:50


Vala Urmel era una femmina Orioniana di una bellezza eclatante, anche all'alba dei sessant'anni, che avrebbe compiuto a breve.
La mattina le piaceva alzarsi presto e fare una bella corsa nel parco che circondava la villa che aveva fatto costruire su sue precise indicazioni: amava il bello e il lusso e in quella casa aveva riversato tutte e due le cose.
Era appena uscita dalla doccia quando la chiamata della sua assistente personale la mise in allarme
=^=Signora, scusi se la disturbo a quest'ora.=^=
"Tranquilla Myrna, immagino che sia importante. Dimmi tutto." rispose Vala sapendo che non avrebbe osato disturbarla per niente.
In poche, ma precise parole venne informata che i dati di un loro cliente erano stati violati, non sapeva da chi, ma era certa dell'identità di chi aveva tradito e, infatti una squadra di sicurezza era già sulle tracce del colpevole, che prima o poi avrebbe parlato e rivelato l'identità di chi lo aveva pagato.
"E di chi hanno rubato i dati da noi custoditi?"
Chi chiedeva i servizi della sua azienda, non sapeva che poi lei custodiva ogni informazione nella sua speciale fortezza informatica.