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USS SEATIGER - MISSIONE 05 RSS USS SEATIGER - Missione 05

05.04 "Siamo qui per servire"

di Tkar , Pubblicato il 27-03-2018

USS Seatiger, Alloggio Tenente Comandante Tkar, 15/01/2395, Ore 09:00


Tkar leggeva con interesse. Ad un osservatore esterno la cosa non sarebbe risultata affatto evidente perché non c'era nulla nel suo viso che tradisse la benché minima emozione ma, se si faceva particolare attenzione al modo in cui 'non' era rilassato al fatto che i suoi occhi non si staccassero nemmeno per un istante dalle pagine del libro che teneva fra le mani e alla piega delle labbra, leggermente più tirate del solito, allora si, si sarebbe potuto dire che quello che stava leggendo gli piaceva. Rimase in quella posizione per alcuni minuti, poi chiuse con attenzione il libro, come se temesse di rovinare la delicata copertina di carta e lo posò sul tavolino davanti a sé. Restò per qualche istante a fissare il vuoto, o meglio la parete del suo alloggio sulla quale era appesa una litografia delicata, opera di un maestro poco conosciuto di Raal, prima di riprendere in mano il libro e rileggere il paragrafo che aveva appena finito. Abbassò nuovamente il libro dopo pochi secondi.

"Interessante", commentò mostrando la reattività di un ippopotamo immerso nell'acqua. "Computer, nota personale", aggiunse in tono più formale. "Appunti su 'il Gioco di Ender': le decisioni tattiche prese in situazioni disperate possono prescindere da questioni etiche e morali. La scelta di metterle in atto, graverà su chi prenderà la decisione".

=^=Capitano Kenar a comandante Tkar=^=

"Signore?"

=^=Mi spiace disturbarla nel suo turno di riposo, comandante, ma avrei bisogno che mi raggiungesse nel mio ufficio.=^=



*** Luogo imprecisato Data e ora imprecisate ***


Selmai rise di cuore vedendo Forra cadere nel vuoto. Quando il suo corpo molliccio rimbalzò sulle rocce in fondo al dirupo come un pupazzo rotto, si sporse per seguirne le evoluzioni con il sorriso che le allargava la bocca dividendole in viso quasi in due.

"E' mio!!!" Esclamò con un strillo saltellando sulle tre gambe per poi rimettersi a correre lungo lo stretto sentiero, "mio, mio, mio!"

Il maestro Kver l'avrebbe sicuramente elogiata per essere riuscita a battere tutti gli altri candidati, era riuscita, contro ogni speranza, a elevarsi sopra tutti e guadagnarsi la corazza da soldato. Sarebbe stata una guerriera, la prima della sua razza, l'unica della sua famiglia. E sarebbe stata elogiata da tutti. Doveva solo raggiungere la cima della montagna e gridare a tutta la città che ce l'aveva fatta.

Non le restavano che pochi metri da percorrere, una distanza brevissima che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Mentre aggirava una roccia, con la coda del terzo occhio le sembrò di vedere un'esplosione di colori, qualcosa di talmente rapido che per un attimo il cervello di riserva fu tentato di accantonarlo come una mera illusione. Si fermò di scatto rischiando di inciampare sulle sue stesse gambe e girò lentamente la testa verso destra. Anomalia di classe 4. Chiuse tutti gli occhi di scatto scuotendo la testa come per rifiutare quello avevano appena registrato. No, no, no. Non adesso che stava per realizzare il suo sogno!

Riaprì l'occhio centrale e sgnarlò.



USS Seatiger, Ufficio del capitano Kenar, 15/01/2395, Ore 09:10


Quando Tkar arrivò la scena che gli si presentò rientrò immediatamente sotto la categoria 'Finn' del suo diario mentale. Senza porsi domande sul perché il primo ufficiale di spalle stesse sbattendo la testa contro la parete con un ritmato, e lento, tump , si rivolse perciò al capitano che, con espressione rassegnata, gli fece cenno di avvicinarsi. Seduto davanti alla scrivania, il consigliere Lawtoein sembrava invece impreparato di fronte al comportamento del primo ufficiale, che fissava con espressione sconcertata.

"Signore?" Chiese Tkar a Kenar. Tump. Fece la testa di Finn.

"Comandante, l'aspettavamo". Tump. Tkar portò la sua attenzione sul capitano che sospirò. "Signor Finn," tump, "questa riunione non ha nulla a che fare con una sua valutazione psicologica, si segga". Tum..

"Oh," esclamò il primo ufficiale fermandosi di botto, "ottimo materiale, davvero ottimo materiale," commentò dando un paio di colpetti con la mano alla paratia vittima delle sue testate. "Sanno davvero il fatto loro nei bacini di costruzione." Aggiunse mentre si sedeva.

Scuotendo appena la testa, il capitano portò lo sguardo sul consigliere, "riferisca loro quello che mi ha raccontato, la prego".

Distogliendo con difficoltà lo sguardo da Finn, l'el-auriano sbatté un paio di volte le palpebre incredulo poi si schiarì la gola. "Circa una mezz'ora fa ho assistito, insieme agli altri presenti, al manifestarsi di un fenomeno insolito nel bar di prora, " incominciò per poi correggersi rapidamente vedendo Finn aprire la bocca per intervenire, "non proprio all'interno, fuori, nello spazio. Viene solitamente definito onda gravitazionale e di fatto è quello che solitamente da origine ad un wormhole o cunicolo spazio-temporale."

Un fenomeno del genere poteva significare un tunnel spaziale, ma Tkar non diede voce alla sua deduzione perché c'era un'alta possibilità che ci fosse un motivo per cui era stato convocato lui e non l'ufficiale scientifico.

"Un tunnel spaziale!?" Esclamò Finn, "ha già avvertito il tenente Anari? E' un'occasione da non perdere signore! Potremmo tornare a casa!"

L'entusiamo di Finn fu smorzato da un'occhiata di Kenar che, subito dopo fece cenno al consigliere di proseguire.

"Un'onda gravitazionale non necessariamente causa la nascita di un tunnel, signor Finn," spiegò pazientemente il consigliere, "soprattutto se quest'onda si manifesta con un'esplosione di colori come questa. Le onde gravitazionali sono solitamente generate dalla forza di attrazione gravitazionale e dalla massa degli oggetti che si muovono nello spazio. Il movimento dei pianeti genera onde gravitazionali, una nave spaziale genera onde gravitazionali, quando camminiamo generiamo micro-onde gravitazionali. Solitamente è un fenomeno naturale che può o meno generare tunnel spaziali o disperdersi nello spazio fino ad esaurirsi."

"In questo caso invece?" intervenne Tkar.

"La rifrazione della luce generata da questa piega del sub-spazio non è normale," rispose Lawtoein, "le onde gravitazionali non sono fenomeni rilevabili ad occhio nudo."

Tkar fissò il capitano.

"Quello che sta cercando di dire il consigliere," disse Kenar, "è che qualcuno ha forzato, o sta provando a forzare, una frattura in un'onda gravitazionale"