Risa, resort Suraya Sands, 08/01/2404 10:55 - D.S. 81020.38
Il sole di Risa calava dietro la linea dell'orizzonte, incendiando un paesaggio che ricordava a Naholo le scogliere della Liguria sulla Terra. Montagne imponenti e aspre, coperte da una fitta vegetazione, si tuffavano a picco nel mare blu cobalto, interrotte solo dalle linee sinuose del resort Suraya Sands. L'aria profumava di ibisco, pini marittimi risiani e sale.
Il Tenente Naholo osservava il riflesso dorato nel suo bicchiere di succo di Kava. Indossava una camicia di lino leggero, ben lontana dalla rigida uniforme della Flotta Stellare che lo aspettava a bordo della USS Wayfarer. Sotto la camicia, la sua piastrina identificativa della Flotta si muoveva leggera contro il petto a ogni respiro. Dopo sette anni intensi come ufficiale della sicurezza sulla USS Erinle, quella settimana di licenza era stata un miraggio necessario. Ma l'ozio, per un uomo addestrato a prevedere le min threats prima che si materializzassero, era un abito scomodo. La Wayfarer era entrata nel sistema tre ore prima il suo teletrasporto per l'imbarco ufficiale era fissato per la mattina seguente.
Naholo diede un'occhiata al Chrono sul polso. Mancavano poche ore.
Il brusco cambio di pressione atmosferica nella terrazza non fu registrato dal clima del pianeta, ma dall'istinto di Naholo. Qualcuno si era seduto sullo sgabello accanto al suo, al bancone circolare del bar.
"Non guardi a sinistra, Tenente", sussurrò l'uomo.
Naholo non si muoveva, ma i suoi occhi si spostarono sul riflesso della bottiglia di vetro scuro davanti a lui. Riconobbe quel profilo all'istante, nonostante i tratti stravolti dal panico. Era il dottor Vance. Non era solo un collega, era l'ufficiale scientifico con cui Naholo aveva condiviso gli anni più duri e brillanti in Accademia. Vance indossava abiti civili risiani, ma aveva il respiro corto, la pelle d'oca nonostante i 24°C costanti e le pupille dilatate.
"Vance?", disse Naholo a bassa voce, lottando per mantenere la calma. "Cosa ci fai qui? Dovresti essere in missione nel settore di frontiera".
"La frontiera si è spostata, Naholo", rispose Vance. La sua voce era un filo di vento spezzato. "L'hanno trovata. In un sistema morto oltre la Zona Neutrale. Una tecnologia che... che non dovrebbe esistere. L'hanno portata qui per venderla. Ho provato a fermarli, ma..."
Vance si interruppe con un gemito soffocato. Si aggrappò al bordo del bancone di legno balau.
Naholo si voltò di scatto, afferrandolo per le spalle. "Vance! Guardami, che cosa ti hanno fatto?"
Ciò che accadde nei tre secondi successivi spezzò il cuore dell'ufficiale tattico. Le vene sul collo del suo vecchio compagno d'Accademia iniziarono a brillare di una luce azzurrina, elettrica. La pelle di Vance, nei punti di massima luminescenza, divenne traslucida, mostrando la struttura ossea sottostante che sembrava scomporre e ricomporsi come l'ologramma di un database corrotto. Non era un comune avvelenamento la sua stessa materia biologica stava perdendo coerenza quantistica sotto gli occhi dell'amico.
Con un ultimo, disperato sforzo di volontà, Vance strinse il polso di Naholo. Nel palmo dell'ufficiale scivolò un oggetto cilindrico, pesante, fatto di un metallo nero che sembrava assorbire la luce della terrazza.
"Non lasciargli... attivare... il nucleo", rantolò Vance.
Un istante dopo, la luce azzurra si espanse in un micro-impulso silenzioso. Il corpo di Vance si irrigidì, colpito da un rigor mortis istantaneo e innaturale, mentre le sue cellule smettevano di brillare, lasciandolo grigio e spento come cenere tra le braccia di Naholo.
Il caos su Risa è sempre un evento educato. Non ci furono urla, ma il sommesso mormorio dei turisti che si allontanavano dal bar, spaventati dall'insolita scena.
Naholo fece scattare il pollice sul cilindro nero, facendolo sparire nella tasca profonda dei pantaloni. Adagiò il corpo dell'amico a terra, con una rabbia fredda che cominciava a montargli nel petto.
"Identificazione ufficiale: Tenente Naholo, Flotta Stellare", disse ad alta voce verso il barman risiano, che stava già toccando un pannello d'emergenza. "Isolate la zona. Nessuno tocchi il corpo".
Prima che il barman potesse rispondere, un suono cupo e profondo, simile a un tuono lontano che rimbombò contro le pareti delle montagne alle loro spalle, fece vibrare i bicchieri sulla terrazza. Naholo alzò lo sguardo. Una scia di fuoco bianco stava squarciando il cielo. Una navetta civile, con i deflettori vistosamente modificati, stava decollando a velocità sub-orbitale dalla zona dei resort privati incastonati tra le rocce.
Il tenente Naholo portò la mano al comunicatore civile che portava alla cintura, forzando la frequenza d'emergenza della Federazione. "Naholo a USS Wayfarer! Siete in ascolto?"
La voce del Capitano Michael Kiron grattò attraverso il comunicatore. =^=Tenente Naholo, qui Kiron. Abbiamo un bersaglio in uscita rapida dall'atmosfera. Una navetta sta tentando di lasciare il sistema senza autorizzazione. Stiamo armando il raggio traente=^=.
"Fate attenzione, hanno una tecnologia sconosciuta a bordo!" urlò Naholo, tenendo gli occhi fissi sulla scia luminosa che intersecava le stelle.
USS Wayfarer, plancia, 08/01/2404 immediatamente dopo
In plancia sulla Wayfarer, l'allarme tattico risuonò acuto. Il raggio traente color ambra si tese verso l'atmosfera del pianeta, ma non appena toccò lo scafo della navetta, l'inconcepibile si manifestò sui monitor.
"Il puntamento del raggio traente è fallito!", esclamò l'ufficiale al controllo armi, la voce incrinata dall'incredulità. "Capitano, i sensori non riescono a fare presa. La navetta sembra... sembra sdoppiarsi. I computer la rilevano in due punti diversi contemporaneamente! Le due immagini si respingono a vicenda... e ora sono entrati in curvatura!"
"Timoniere, rotta di intercettazione, massima curvatura! Ci lanceremo alla cieca se necessario!" ordinò il Capitano Kiron. La nave stellare sussultò mentre curvava lo spazio attorno a sé, balzando all'inseguimento del misterioso fuggitivo.
Ma l'illusione durò poco. Meno di un minuto dopo, la voce di Kiron tornò sul canale di Naholo, stavolta carica di frustrazione.
"Tenente... l'abbiamo persa. La navetta ha alterato la sua firma gravitazionale in un modo che i nostri computer non riescono a elaborare. La traccia di curvatura è svanita nel nulla. Siamo fermi nello spazio profondo, ciechi".
Il Capitano fece una breve pausa per riorganizzare le forze, poi riprese con tono risoluto.
"Dal momento che lei si trova sul luogo del delitto e conosceva la vittima, la sua licenza è ufficialmente revocata. Lei è il nostro uomo sul campo. Sto inviando una navetta d'emergenza a terra. Le manderò in aiuto l'Ufficiale Scientifico Capo, Gregory Cooper, e la Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker, il nostro Ufficiale Medico Capo. Cooper analizzerà i rilievi ambientali, mentre la dottoressa Squiretaker si occuperà dell'autopsia di Vance".
Kiron prese fiato, mentre in sottofondo si sentiva il ticchettio frenetico delle console della plancia.
"Nel frattempo, io creerò un gruppo di lavoro qui sulla Wayfarer per analizzare ogni singolo frammento di dato accumulato dai sensori sulla navetta e dalle scansioni a corto e lungo raggio. Ho già assegnato al caso il Tenente Asuna Ichigawa delle comunicazioni, per verificare eventuali picchi di frequenza o segnali criptati durante lo sdoppiamento, e il Tenente Dorian Ristea, l'Ingegneria Capo, per capire come una massa fisica possa ingannare il raggio traente in quel modo. Scopra chi ha venduto quella tecnologia e chi era sulla navetta e il loro legame, Naholo".
=^=Ricevuto, Capitano. Aspetto la squadra a terra=^=, rispose Naholo, stringendo i pugni.
Mentre interrompeva la comunicazione, due agenti della sicurezza risiana fecero irruzione sulla terrazza panoramica, con i phaser da palmo già estratti e puntati contro di lui. Naholo non si mosse, lo sguardo fisso sul corpo senza vita del suo vecchio compagno d'Accademia. L'indagine era appena iniziata.
Risa, centro di detenzione, 08/01/2404 11:15
Su Risa persino le celle di sicurezza somigliavano a salotti di alto livello, un dettaglio che il Tenente Naholo trovava irritante. La stanza in cui lo avevano confinato, all'interno del complesso amministrativo del resort, aveva pareti in pietra levigata da cui sgorgava una piccola cascata artificiale e ampie vetrate che davano sulle montagne a picco sul mare. Unico, invalicabile dettaglio: un campo di forza a polarità invertita, dal caratteristico scintillio azzurro, che sigillava l'uscita principale.
Naholo camminava avanti e indietro, a piedi scalzi, la camicia di lino aperta sul collo. Gli agenti risiani erano stati cortesi ma inflessibili. Gli avevano requisito il comunicatore civile e il tricorder, ma non avevano perquisito a fondo i suoi abiti, convinti che un ufficiale della Flotta Stellare non avrebbe opposto resistenza.
Un errore tattico grossolano.
Naholo infilò la mano nella tasca profonda dei pantaloni, avvertendo il freddo metallico del cilindro nero che Vance gli aveva affidato. Lo scienziato era morto tra le sue braccia e la Wayfarer era là fuori, cieca, nello spazio profondo. Ogni minuto perso dava ai contrabbandieri il tempo di far sparire le proprie tracce.
Il ronzio del campo di forza cambiò frequenza, abbassandosi di tono fino a svanire.
Naholo si voltò di scatto, i muscoli tesi, pronti all'azione. Ma sulla soglia non c'erano le guardie del resort. C'erano due uniformi della Flotta Stellare, i colori della divisione scientifica e medica che brillavano sotto le luci soffuse della stanza. La navetta della Wayfarer era arrivata.
"Ha un aspetto terribile, Tenente. E non mi riferisco alla camicia da spiaggia", esordì l'Ufficiale Scientifico Capo Gregory Cooper, muovendosi nella stanza e sistemandosi la divisa azzurra con un mezzo sorriso. Aveva una borsa a tracolla piena di kit per i rilievi forensi.
Dietro di lui, il Tenente Comandante Julia Reis Squiretaker guardò Naholo con occhi colmi di sincera apprensione e dolcezza. Si avvicinò subito con passo leggero, tenendo già in mano un rigeneratore dermico.
"Comandante Squiretaker. Comandante Cooper", Naholo fece un passo avanti, valutando i suoi nuovi compagni di bordo con un cenno del capo rigorosamente militare. "Il Capitano Kiron vi ha messi al corrente?"
"Sì, e la sicurezza locale non voleva farci passare", rispose il Comandante Cooper, stringendo la tracolla della sua borsa. "Ho dovuto ricordare al Governatore risiano che la vittima era uno scienziato della Flotta Stellare e che, secondo i trattati di cooperazione, abbiamo il diritto di condurre un'indagine congiunta. Ci hanno concesso un'ora prima di formalizzare il suo fermo".
"Per il momento sono solo in custodia preventiva, non mi hanno ancora incriminato formalmente", spiegò Naholo, incrociando lo sguardo dei colleghi. "Ma per la sicurezza locale sono a tutti gli effetti il sospettato principale. Sanno perfettamente che un ufficiale tattico con il mio addestramento potrebbe sfruttare qualsiasi falla per fuggire dal complesso o per modificare le prove dell'omicidio di Vance prima che la Flotta possa esaminarle. Ecco perché hanno alzato un campo a polarità invertita".
Naholo fece un passo avanti, abbassando la voce e lanciando un'occhiata fugace alla telecamera di sorveglianza posizionata sopra la cascata. L'ufficiale tattico guardò i suoi superiori, calibrando le parole con rispetto ma con assoluta fermezza professionale.
"Comandanti, se posso permettermi un suggerimento tattico: vi consiglio di non essere del tutto trasparenti con le autorità del resort. Muovetevi con cautela, dite solo lo stretto necessario e non mostrate tutte le nostre carte. Credo che la strategia migliore sia sfruttare quest'ora di tempo che vi hanno concesso per raccogliere dati sul campo prima che capiscano dove vogliamo andare a parare. Non ho idea di chi possa essere il compratore di questa tecnologia. Vance è morto prima di potermi fare un nome, ma le circostanze mi dicono che potrebbe trattarsi di qualcuno molto in alto, qualcuno strettamente legato all'establishment politico o economico di Risa. Se così fosse, l'intera catena di comando locale potrebbe essere compromessa, o quantomeno interessata a insabbiare la faccenda".
La dottoressa Squiretaker si avvicinò a Naholo con un sorriso gentile e rassicurante, seppur velato da una nuova nota di preoccupazione, passandogli con delicatezza lo scanner medico sul collo e sulle braccia. Il dispositivo emise un bip acuto.
"Tenente, per fortuna non è nulla di grave, ma le sue letture biologiche mostrano una leggera alterazione cellulare. È entrato in contatto con un campo di sfasamento micro-quantico", disse l'ufficiale medico capo, guardandolo con premura mentre analizzava i dati sul piccolo schermo. "Cosa è successo esattamente al dottor Vance? Il Capitano ci ha detto solo che eravate compagni d'Accademia, mi dispiace tanto..."
"È morto davanti a me, Comandante", disse Naholo, la voce improvvisamente bassa e dura. "Le sue vene brillavano di luce azzurra. La sua struttura molecolare si stava modificando sotto i miei occhi. Prima di morire, mi ha fatto scivolare in tasca questo".
Naholo si schermò con il corpo rispetto alle telecamere risiane e, con un movimento rapido, tese la mano verso Cooper, consegnandogli il cilindro nero.
"Lo conservi, Comandante. È la nostra unica prova", disse Naholo, abbassando lo sguardo sul cilindro. "Vance lo ha chiamato 'il nucleo' e mi ha implorato di non permettere che lo attivino. Non sappiamo ancora cosa sia, ma se Vance ha sacrificato la vita per sottrarlo a quel mercato, deve essere la chiave di tutta questa storia".
Il Comandante Cooper strinse le dita attorno al metallo scuro, avvertendone il peso anomalo, e lo infilò immediatamente nella sua borsa a tracolla schermata. "Ricevuto, Tenente. Lo metterò al sicuro sotto isolamento energetico. E farò tesoro del suo avvertimento sui risiani".
"Comandante Squiretaker, dove si trova il corpo di Vance adesso?" chiese Naholo.
"La sicurezza locale lo ha trasferito nel laboratorio medico del resort, tre piani sotto questa struttura", rispose dolcemente l'ufficiale medico capo. "Ho ottenuto il permesso di eseguire un'autopsia parziale con la mia strumentazione della Wayfarer. State tranquillo, farò tutto il possibile".
"Se posso avanzare un'ipotesi di lavoro," propose Naholo, guardando entrambi, "credo che la cosa migliore sarebbe se lei, Comandante Squiretaker, procedesse con l'autopsia, mentre il Comandante Cooper potrebbe analizzare il cilindro direttamente lì in laboratorio. Se lavorate in parallelo, potreste verificare se ci sono state interazioni o correlazioni dirette tra il funzionamento di questo nucleo e le anomalie cellulari che hanno ucciso Vance".
Il Comandante Cooper annuì con decisione. "Incroceremo le scansioni quantiche dell'oggetto con i campioni cellulari di Vance. Se c'è una firma energetica comune, la isoleremo".
"E lei, Tenente? Ha intenzione di restare in questa cella a guardare il panorama?" chiese il Comandante Cooper, incrociando le braccia con un misto di esasperazione e ammirazione. "Il Capitano Kiron ha detto che lei è un uomo d'azione, Naholo. Non si faccia uccidere prima ancora di aver firmato il registro di bordo della Wayfarer".
Naholo accennò un sorriso freddo, lo sguardo rivolto verso la montagne fuori dalla vetrata. "Il Governatore pensa che io sia bloccato qui. Ma questo resort usa una rete di controllo climatico che si appoggia a condotti di ventilazione termica integrati nelle pareti di roccia. Se ho studiato bene le mappe tattiche di Risa prima di sbarcare... c'è un accesso di manutenzione proprio dietro quella cascata artificiale".
La dottoressa Squiretaker lo guardò con occhi spalancati, preoccupata ma colpita dal suo coraggio. "La prego, faccia molta attenzione, Tenente", disse con la sua voce aggraziata.
"Ci proverò, Comandante", rispose Naholo.
Risa, centro di detenzione, 08/01/2404 11:30
Il Tenente Naholo rimase solo nella cella. Il silenzio era rotto soltanto dal sommesso e regolare scroscio della cascata artificiale che decorava la parete di pietra levigata. Guardò la grata di ventilazione posizionata proprio dietro il velo d'acqua, alta, quasi invisibile nella penombra. Era l'accesso alla rete di manutenzione termica del resort.
Per uscirne, però, non bastava la forza fisica. I sensori biometrici della cella erano tarati per registrare la massa corporea e lo spostamento dell'aria. Se fosse semplicemente sparito, l'allarme sarebbe scattato prima ancora che potesse toccare il fondo del condotto. Doveva ingannare la logica del computer risiano.
Naholo si chinò sulla vasca di raccolta della cascata. L'acqua era mantenuta a una temperatura costante di 22°C per regolare l'umidità della stanza. Immerse la mano, tastando il fondo fino a individuare la piastra metallica del termoregolatore subacqueo. Con un movimento secco, usò l'estremità rigida della sua piastrina identificativa della Flotta per fare leva sul pannello di protezione.
I circuiti risiani erano sofisticati ma progettati per la sicurezza, non per la guerra. Naholo individuò il limitatore di flusso energetico e lo bypassò, forzando un sovraccarico diretto dai condotti di alimentazione della struttura verso la bobina di riscaldamento.
Il risultato fu immediato. L'acqua sul fondo della vasca cominciò a gorgogliare. Nel giro di due minuti, la temperatura salì a oltre 80°C. Un vapore densissimo, bollente e saturo cominciò a sollevarsi, riempiendo la cella trasparente e trasformandola in una sauna.
I sensori ottici della sicurezza risiana persero la visibilità, incapaci di penetrare la nebbia termica. Sul pannello esterno della cella, l'intelligenza artificiale del resort registrò un "grave guasto idraulico alle linee di termoregolazione", attivando i protocolli di sicurezza per lo spurgo dell'aria e mandando in confusione i rilevatori biometrici a causa dello sbalzo di pressione.
Prima che i tecnici risiani potessero intervenire a disattivare il campo di forza per ispezionare la stanza, Naholo era già in azione. Con la camicia di lino bagnata avvolta intorno alle mani per proteggersi dal vapore ardente, afferrò la grata di manutenzione dietro la cascata, la svitò con due colpi precisi e si infilò nel condotto buio, richiudendosela alle spalle.
Era fuori, libero nell'oscurità delle viscere della montagna.
Risa, dentro la montagna, 08/01/2404 poco dopo
Naholo strisciò carponi nel condotto per diversi metri, guidato dal flusso dell'aria fredda. La ventilazione lo condusse dritto a una grata secondaria che si affacciava su un ambiente debolmente illuminato. Sbirciò attraverso le fessure: era una sottostazione di controllo ausiliaria, una stanza quadrata e deserta piena di banchi di memoria ottica e terminali di servizio usati dai tecnici per monitorare i sottosistemi della griglia planetaria.
Naholo calciò via la grata con un colpo secco e saltò giù, atterrando senza rumore sul pavimento polimerico.
Si diresse immediatamente al terminale principale. Sapeva che i sistemi di Risa erano protetti da barriere logiche rigide, ma non erano pensati per resistere alle procedure di hackeraggio della Flotta Stellare. Senza dispositivi esterni a supporto, aprì manualmente il pannello inferiore della console, esponendo i nodi di giunzione ottica. Sfruttando la sua profonda conoscenza dei sistemi informatici integrati, modificò manualmente i ponti di connessione, forzando le stringhe di comando direttamente dall'interfaccia principale del terminale per aggirare i blocchi di sicurezza e ottenere un accesso amministrativo di basso livello.
Sullo schermo principale iniziarono a scorrere i flussi di dati grezzi della rete locale. C'era un problema immediato, però: il sistema non permetteva di cercare un ospite semplicemente digitando il suo nome civile. Risa tutelava la privacy dei suoi ricchi turisti crittografando le identità dietro un codice numerico di chip identificativo temporaneo assegnato rigorosamente al momento dello sbarco spazioportuale.
Senza quel numero di chip, tracciare i movimenti di Vance era impossibile.
Non conoscendo né il giorno né l'ora esatta in cui lo scienziato fosse atterrato su Risa, Naholo scartò l'idea di spulciare i registri d'arrivo complessivi. Doveva cambiare strategia, partendo dall'unico dato certo che possedeva: il luogo del decesso.
Anziché cercare la persona, decise di cercare la posizione. Usando la tastiera fisica del terminale, digitò i parametri per isolare i registri ambientali del bar sulla spiaggia dove Vance era morto quella sera stessa. Impostò il filtro temporale sull'intervallo esatto dell'omicidio e avviò un controllo incrociato su tutti i chip identificativi presentes in quel settore al momento della morte di Vance.
Sullo schermo apparve una lista di oltre duecento codici anonimi corrispondenti ad altrettanti avventori del locale.
A quel punto, Naholo inserì l'algoritmo di esclusione: ordinò al sistema di eliminare dall'elenco tutti i codici che continuavano a muoversi regolarmente nei minuti successivi all'evento. Il computer risiano scremò i dati in un millisecondo, finché sul monitor non rimase un'unica, singola stringa isolata. Un chip che si trovava al bar e che aveva smesso improvvisamente di trasmettere qualsiasi segnale biometrico nello stesso istante in cui Vance aveva esalato l'ultimo respiro.
REGISTRO AMBIENTALE SEZIONE 4-ALFA (ZONA BAR DISPOSITIVO ISOLATO (SEGNALE INTERROTTO): CHIP TEMPORANEO #772-OMICRON-9
"Trovato", sussurrò Naholo. La geolocalizzazione invertita ha funzionato.
Inserì immediatamente il codice #772-OMICRON-9 nella memoria storica del resort per ricostruire i movimenti a ritroso. Lo schermo si riconfigurò all'istante, mostrando le tappe cronologiche degli spostamenti del dottor Vance nelle sue ultime ore di vita. L'ufficiale tattico isolò tre anomalie macroscopiche:
1. **La Funivia delle Scogliere (Ore 14:12):** Vance, il giorno prima, aveva preso la funivia automatizzata diretta alla vetta della montagna. I registri indicavano l'acquisto di due biglietti simultanei, ma il secondo era stato convalidato al tornello senza essere associato a nessun chip ospite registrato sul pianeta. Vance aveva incontrato un intermediario non registrato in un luogo completamente isolato.
2. **L'Hangar Yridiano (Ore 17:45):** Tre ore più tardi, il chip di Vance era stato rilevato nei pressi del settore Ovest del porto commerciale, all'interno di una piazzola d'atterraggio affittata a un mercante d'informazioni Yridiano. Era la stessa identica piazzola da cui era decollata la navetta che aveva eluso la Wayfarer. Vance stava seguendo la tecnologia.
3. **Il Comprensorio Residenziale Est (Ore 09:30):** Quaranta minuti prima di morire, il chip di Vance aveva registrato un tentativo di violazione informatica fallito contro i sistemi blindati di un complesso privato arroccato sulla scogliera. Subito dopo il blocco di sicurezza della struttura, il chip aveva smesso di trasmettere segnali. Vance era stato scoperto lì.
Naholo impresse bene nella mente le coordinate del complesso residenziale, ma proprio mentre si sporgeva in avanti per premere il comando sul terminale e cancellare la cronologia della sua sessione di ricerca, le luci della stanza di controllo virarono improvvisamente dal blu al rosso pulsante.
Un segnale acustico stridulo riempì l'ambiente.
"Attenzione. Accesso non autorizzato rilevato al nodo 12-B. Protocollo di contenimento attivato", annunciò la voce metallica del computer centrale del resort.
Naholo si voltò di scatto verso la porta di servizio della stanza, ma prima che potesse fare un solo passo, la paratia si aprì con un sibilo. Quattro agenti della sicurezza risiana fecero irruzione nella stanza, i phaser da difesa già spianati e puntati sul suo petto. Indossavano le loro uniformi d'ordinanza, ma i loro volti non avevano più nulla della consueta cortesia turistica del pianeta.
"Fermo dove sei, Tenente Naholo", ordinò l'ufficiale a capo della pattuglia, facendo un passo avanti mentre il cerchio dei phaser si stringeva attorno a lui. "La sua impronta termica è stata tracciata dal momento in cui ha forzato il condotto della cella. Mani bene in vista dietro la testa. Subito".
Naholo sollevò lentamente le mani, calcolando freddamente le sue opzioni. Era di nuovo sotto custodia, ma ora, grazie all'astuta ricerca invertita sul terminale, aveva le prove che cercava.
Risa, palazzo del Governatore, 08/01/2404 12:15
Il rumore sordo dei passi degli agenti risiani rimbombava nei corridoi d'acciaio e pietra vulcanica che conducevano alle celle del comando centrale. Il Tenente Naholo camminava a testa alta, le mani bloccate da un campo di forza polarizzato ai polsi. Accanto a lui, il capo della sicurezza manteneva il phaser puntato a terra, ma la tensione era palpabile. Un ufficiale della Flotta Stellare che violava la rete planetaria e prelevava dati riservati non era un problema turistico: era un serio incidente diplomatico.
La pattuglia si arrestò di colpo davanti alla massiccia paratia dell'ufficio del Governatore di Risa. Le porte si aprirono, rivelando la scena all'interno.
Dietro la scrivania in legno di sandalo, il Governatore esprimeva tutta la sua frustrazione, agitando una mano verso lo schermo della console. Al centro della stanza, a gambe divaricate e con le mani incrociate dietro la schiena, svettava la figura imponente del Capitano Kiron. La sua uniforme della Flotta Stellare era impeccabile e la sua presenza emanava una calma d'acciaio che sembrava riempire l'intera stanza.
"... e le ripeto, Capitano, che le azioni del vostro ufficiale violano i nostri protocolli di sicurezza e sovranità territoriale!" stava dicendo il Governatore, visibilmente alterato. "Intromissione non autorizzata e violazione di nodi informatici di livello amministrativo! Per di più in un momento in cui è coinvolto nella tragica morte del dottor Vance! Risa accoglie tutti con favore, ma non possiamo tollerare che la Flotta Stellare bypassi i nostri sistemi protetti".
Kiron ascoltò in silenzio, mantenendo un'espressione neutrale e professionale. Non guardò il tenente Naholo quando entrò nella stanza, restando concentrato sul Governatore.
"Governatore, comprendo perfettamente la sua preoccupazione per la sicurezza dei vostri sistemi di rete", esordì Kiron, mantenendo un tono di voce calmo, misurato e impeccabilmente diplomatico. "Tuttavia, dobbiamo considerare il quadro generale. Un cittadino della Federazione, uno scienziato d'alto livello, è stato assassinato sul vostro suolo. Il Tenente Naholo ha agito spinto da un'estrema urgenza investigativa, sapendo che ogni minuto perso avrebbe permesso ai responsabili di far sparire le tracce di una tecnologia altamente pericolosa".
"Questo non giustifica un'intrusione forzata nella nostra griglia planetaria", replicò il Governatore, pur abbassando leggermente il tono di fronte alla compostezza del Capitano. "Il protocollo richiederebbe che il Tenente rimanga sotto la nostra formale custodia finché le autorità risiane non avranno chiarito la sua posizione".
Kiron fece un singolo passo in avanti, unendo le mani davanti a sé con fare cordiale ma fermo.
"Governatore, desidero evitare un inutile stallo burocratico che danneggerebbe entrambi", continuò Kiron, dosando le parole con consumata abilità diplomatica. "Risa gode di una legittima autonomia, ma i trattati confederali prevedono che, di fronte a minacce tecnologiche non convenzionali di classe uno, la Flotta Stellare collabori attivamente assumendo la direzione delle operazioni tattiche. In questo momento, la Wayfarer è posizionata in orbita sincrona. I nostri sensori d'emergenza sono già attivi per proteggere questo settore".
Il Governatore incrociò lo sguardo del Capitano, avvertendo la ferma determinazione dietro la sua cortesia istituzionale.
"La Flotta desidera risolvere questa faccenda rapidamente e senza clamore", proseguì Kiron, offrendo una via d'uscita diplomatica. "Se trattenete il mio ufficiale, sarò costretto a informare il Comando Centrale e ad applicare i protocolli di sicurezza standard, il che potrebbe includere una temporanea restrizione dei trasporti civili nel settore per verifiche biologiche. Una misura standard, certo, ma che richiederebbe almeno settantadue ore, con ovvie ripercussioni sul flusso turistico dei vostri resort. Sono certo che nessuno di noi desideri un simile disagio".
Il Governatore rimase in silenzio per qualche istante, soppesando le parole di Kiron. Capì che il Capitano gli stava offrendo la possibilità di chiudere l'incidente mantenendo la faccia, ma che non avrebbe esitato a proteggere il suo uomo e l'indagine.
Deglutì, poi sollevò una mano verso le guardie. "Disattivate i blocchi energetici. La Flotta si assuma la piena responsabilità degli sviluppi".
Il campo di forza attorno ai polsi di Naholo svanì con un leggero ronzio. L'ufficiale tattico si massaggiò i polsi, recuperando la postura militare.
Kiron fece un rispettoso cenno del capo. "La ringrazio per la lungimiranza, Governatore. La Flotta Stellare le è grata per la collaborazione".
Il Capitano si voltò di scatto, facendo segno a Naholo di seguirlo. Le paratie dell'ufficio si aprirono e i due ufficiali si incamminarono a passo svelto lungo il corridoio, lasciandosi alle spalle il comando risiano. Solo quando furono abbastanza lontani dalle orecchie risiane, Kiron rallentò leggermente il passo, mantenendo lo sguardo dritto davanti a sé.
"Tenente," disse Kiron a bassa voce, con un tono che oscillava tra la severità del comandante e la parziale approvazione tattica, "a storia finita dovremo fare un discorsetto sulle libertà che si è finora preso nel gestire questa faccenda".
"Sissignore," rispose Naholo, mantenendo il passo, "ma le coordinate che ho recuperato sono la nostra unica pista".
"Allora andiamo a vedere cosa nascondono", concluse Kiron, mentre si avvicinavano alla piattaforma di teletrasporto della Flotta.