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USS HOPE - MISSIONE 05 RSS USS HOPE - Missione 05

05.08 " Incontro fra Dei "

di Caytlin , Pubblicato il 07-02-2017

Crellia - Capitale - 9 aprile 2395 - Ore 05:19


L'afflosciarsi improvviso del Capitano era stato uno shock per Caytlin che si era precipitata sul corpo esanime dell'amico per verificarne lo stato di salute.
Chiamò in soccorso Rodriguez una volta, prima di estrarre il tricorder... lo mise subito in funzione, ma lo strumento sembrava non rilevare nulla, nemmeno il corpo di Bueller... la Risiana lo accese e spense più volte prima di rassegnarsi a gettarlo via con rammarico.
Urlò il nome di Rodriguez una seconda volta, mentre mentalmente richiamava nozioni di pronto soccorso.
L'apparecchio non funzionava più, probabilmente la struttura del tempio fungeva da schermatura, ma in Accademia avevano comunque fornito rudimenti infermieristici relativi a situazioni similari.
Certo non era stata molto attenta, il giovane e grazioso attendente dell'ufficiale istruttore di quel corso se l'era divorata con gli occhi dalla prima lezione in un intrigante gioco di sguardi e parole non dette.
Caytlin scrollò i suoi lunghi capelli rossi come per scacciare ricordi fuorvianti su come fosse continuata quella relazione così stuzzicante.
Con due dita tastò il collo di Bueller che pareva avere un respiro regolare sebbene flebile e meno rilassato di quello che sarebbe dovuto essere.
Urlò una terza volta il nome di Rodriguez, proprio mentre si chinava ad auscultare il battito cardiaco del Capitano.
Fu così che lo vide e cacciò un urlo straziato: "PAULO!!"
Il Capo Operazioni della Hope giaceva riverso in posizione molto meno naturale di Bueller: ciò era dovuto al fatto che si era afflosciato sul corpo di Workk e la piccola mole del Ferengi aveva fatto crollare Rodriguez in maniera decisamente più scomposta.
Caytlin si affrettò a controllare i parametri vitali anche del secondo collega, ma li trovò pressoché similari a quelli del Capitano.
*Melanne ho bisogno di te! Per una volta sono io quella insicura... cosa posso fare che sono qui da sol...*
Come colpita da un'improvvisa intuizione, Caytlin si alzò in piedi riparandosi gli occhi dalla fiaccola che sprigionava una luce brillantissima. La luminosità della stessa però aveva un raggio molto ristretto e la stanza in cui si trovavano era semi avvolta dall'oscurità.
La Risiana decise di muoversi lentamente e a tentoni: ripresasi dallo shock iniziale, si era rammentata che erano in cinque della Hope ad essere entrati nel Tempio... i tre ufficiali ed i due semisconosciuti ufficiali della Sicurezza.
Le erano subito sembrati strani, di norma, checché ne dicessero le malelingue, era pressoché certa di conoscere quasi tutto l'equipaggio della Hope... per lo meno di ricordarsi perfettamente i volti di coloro meritevoli di una certa attenzione per via della loro bellezza o prestanza fisica.
Quoo era pressoché anonimo e benché le sembrasse un po' anomala la cosa, poteva essere benissimo che facesse parte di quel limitato numero di persone con cui non aveva ancora avuto modo di interagire a bordo. Qin, invece, era decisamente affascinante e bellissima. Se la sarebbe ricordata sicuramente. Per non parlare di Luna che gliene avrebbe parlato in lungo ed in largo.
Doveva assolutamente trovarla, per vedere se stava bene... era suo compito, senza contare che poi assomigliava esageratamente a quella figura femminile rappresentata ovunque nel Tempio.
La cercò per diversi minuti o per il tempo che a lei sembrò tale, perché tutto si fermò...
"Affascinante e curiosa la ragazza... anche se così banalmente leggibile" esclamò Quoo girandole intorno con fare prima fintamente inquisitore e poi vagamente divertito mentre le scompaginava i capelli e le allentava o modificava le chiusure di qualche abito
"Cosa stai facendo Q?"
"Questa ragazzina è così libertina che volevo provocarla un po'... mi annoio lo sai!"
"Io no"
Le parole della Q erano talmente cariche di entusiasmo che indisposero la sua controparte maschile
"Certo sembra che tu abbia visto per la prima volta un tempio a Q!"
"Questo non è un tempio ad un Q qualsiasi, ma è tempio dedicato alla mia Q... alla nostra Q!"
"Bah... inizi a diventare proprio come Q. Ti diverti con questi omuncoli come faceva lei al posto di badare a noi!"
"Li ha salvati per amore"
"E cosa serve? Presto saranno nuovamente a rischio. Q ha sacrificato la sua immortalità per nulla e ha abbandonato i suoi simili..."
"Non ci ha abbandonati! Se non fossi sempre così snob e riottoso, lo sentiresti"
"Cosa dovrei sentire?"
"L'amore"
"Bah ancora? Dai andiamo... ha scelto loro, il tuo esperimento non mi sta facendo cambiare idea"
"Non per loro, per noi! Quei simboli a forma di Q che tanto hanno impressionato gli umani sono diversi... non l'hai notato? Una serie è assolutamente perfetta, così come fosse stata disegnata da me, l'altra invece assomiglia tanto a quel pastrocchio che da quando sei nato fai te e che assomiglia a quella lettera citata dalla Rossa"
"Uhm... dici?"
"Solo Q conosce come disegniamo i nostri simboli e solo Q poteva esigere che venissero riprodotti con tanta perfezione nel tempio a lei dedicato"
"Voli troppo di fantasia"
"No io ho subito avvertito una scintilla: ogni raffigurazione qua mi ricorda qualcosa del nostro passato con Q, solo tu fingi di non ricordare per ripicca"
"Non fingo, semplicemente non mi interessa! E mi sto annoiando"
"Ti annoi sempre Q!"
"E tu sei sempre troppo emotiva, proprio come nost... proprio come Q"
"Ti costa tanto chiamarla nostra madre? Ci vuole bene! Ce ne ha sempre voluto, non ci ha mai abbandonato o dimenticato e questo Tempio ne è la prova: eretto per lei, ma pieno di ricordi suoi dedicati a noi"
"Q ha fatto la sua scelta abbandonandoci per questi omuncoli senza interesse... ovvio che poi abbia cercato di redimere i suoi sensi di colpa, facendosi costruire questo tempo. Era egoista e lo sarà ancora per l'eternità"
"Sei il solito insopportabile presuntuoso e capriccioso stupido... non so come fai ad essere mio fratello"
"Bla bla bla sono duemila anni che sento sta filastrocca sorellina... comincio ad essere stufo sai?"
"Ti stufi sempre di tutto, non è una novità... ma mi dovrai sopportare Q diceva sempre..."
"...I nostri fratelli e sorelle sono lì con noi dall'alba delle nostre storie personali fino all'inevitabile crepuscolo".
I due Q fecero un salto all'indietro dallo spavento: erano abituati a battibeccare per ore in un gioco di scontro continuo da cui il loro legame usciva ogni volta più rafforzato.
Nessuno li aveva mai interrotti, nessuno avrebbe mai potuto farlo... tranne un altro Q, ma in situazioni simili nessun Q lo avrebbe fatto... troppo insignificante il rapporto fra loro e troppo insignificante il pianeta su cui erano per attirare l'attenzione di altri Q.
Soprattutto, mai nessun umano, umanoide o simile avrebbe potuto farlo... eppure la voce proveniva dalla Rossa... era la sua voce, l'avevano riconosciuta... non era uno scherzo di qualche Q burlone... la Rossa si muoveva, non era immobile e soprattutto aveva interagito con loro usando una frase che abitualmente usava loro madre quando erano piccoli ed erano stati appena generati nel Continuum-Q.
Era la frase cui sia Quoo sia Qin erano più legati.
Si girarono entrambi verso la Rossa: gli occhi abitualmente grigi della ragazza ora dardeggiavano di una luce bianchissima che li illuminava come fari in mezzo alle tenebre.
Fu allora che udirono la sua voce, la voce di Q, la voce della loro madre ed improvvisamente ad entrambi successe una cosa che non ritenevano possibile: si sentirono svenire e si afflosciarono al suolo al fianco dei tre corpi degli ufficiali della Hope e del Ferengi loro prigioniero.