<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>USS VANCOUVER - Missione 03</title>
        <description>I diari di bordo della USS VANCOUVER</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver</link>
        <lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 19:47:01 +0200</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <image>
            <url>https://starfleetitaly.it/starfleetitaly/img/loghi_flotta/vancouver.gif</url>
            <title>USS VANCOUVER</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver</link>
            <width>100</width>
            <height>100</height>
            <description>Feed provided by Starfleet Italy.</description>
        </image>
        <item>
            <title>03-01 Alla ricerca dell'ignoto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Caramon Majere<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Utopia Planitia<br />
18/12/2399, ore 15:00 - D.S. 76963.35</b><br /><br />
Il Comandante Majere stava aspettando da diversi giorni il permesso di salire a bordo della Vancouver, che nel mentre si trovava in riparazione presso i cantieri spaziali dopo l'ultima missione.<br />
Buona parte dell'equipaggio stava rientrando dalla licenza. L'ex Ufficiale Esecutivo Nimosit, promosso al grado di Capitano, aveva lasciato la Vancouver per assumere il comando di una classe Galaxy in servizio presso il confine cardassiano. Dal ruolino di servizio risultava invece che il Tenente Comandante Thevek aveva chiesto e  ottenuto il traferimento presso il GHQ di Starfleet.<br />
<br />
Caramon stava rileggendo l'elenco dell'equipaggio sperando di trovare qualche nome conosciuto, ma senza successo. Improvvisamentel'interfono si attivò e apparve il volto inespressivo di un addetto alle comunicazioni della Flotta.<br />
<br />
=^=Comandante Majere, si rechi a bordo della USS Vancouver e si presenti a rapporto dal<br />
Capitano Kuribayashi.=^=<br />
<br />
Caramon ringraziò velocemente l'addetto, quindi si alzò velocemente dalla poltrona del suo alloggio, afferrò la sua borsa e escì velocemente dalla porta andando verso la postazione di teletrasporto più vicina.<br />
Appena materializzatosi a bordo della Vancouver, venne affiancato dal personale della sicurezza." <br />
<br />
"Il Comandante Caramon Majere chiede di salire a bordo come da ordini ricevuti" e presentò il D-Padd all'ufficiale della sicurezza che, fattosi avanti, prese in consegna il dispositivo e si presentò.<br />
"Sono il Tenente Comandante Nathel Sev, capo della Sicurezza della USS Vancouver." E dopo aver dato un occhiata all'ordine di servizio, aggiunse "Permesso di salire a bordo concesso, Signore. La scorterò nell'ufficio del Capitano. Mi segua." <br />
<br />
I due ufficiali uscirono dalla sala teletrasporto e si indirizzarono verso il<br />
turboascensore per raggiungere il ponte principale. Poco dopo si ritrovarono in plancia e, senza la necessità di attraversarla tutta, si diressero senza indugio verso la porta dell'ufficio del capitano. Sev suonò il campanello e quando ricevettero il permesso entrarono nella stanza.<br />
<br />
Il Capitano Kuribayashi era alla sua scrivania e dopo aver ricevuto il saluto formale ricevette da colui che sarebbe diventato il suo nuovo numero uno il D-Padd con gli ordini di servizio.<br />
<br />
"Ho letto la sua scheda Comandante, le sue peculiarità sommate a quelle degli altri membri dell'equipaggio saranno certamente utili per la missione che ci hanno appena assegnato. Alle 18.00 convocherò una riunione tra ufficiali superiori, la presenterò al resto degli ufficiali superiori e vi<br />
spiegherò i dettagli della missione, il signor Sev la accompagnerà al suo alloggio. In libertà."<br />
<br />
"Grazie Signore."<br />
<br />
I due ufficiali salutarono e uscirono dalla stanza dirigendosi verso l'alloggio assegnato.<br />
Entrato nel suo nuovo alloggio, Caramon rimase piacevolmente colpito dalle comodità che erano lì presenti. La sua stanza nella villa del nonno infatti era più piccola e molto più spartana rispetto agli alloggi che gli erano stati assegnati in qualità di Primo Ufficiale. <br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Alloggi di Caramon<br />
18/12/2399, ore 17:45 - D.S. 76963.66</b><br /><br />
Messo a posto quel che aveva potuto, si fece una doccia sonica e indossata una uniforme fresca di replicazione, si diresse verso la sala riunioni per il briefing preannunciatogli dal Capitano Kuribayashi.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Sala Tattica<br />
18/12/2399, ore 18:00 - D.S. 76963.69</b><br /><br />
All'interno della sala erano presenti tutti gli ufficiali superiori della nave.<br />
Dopo un rapido giro di presentazioni, il Capitano invitò tutti a sedersi e prese la parola.<br />
<br />
"Signori, la nostra nave ha avuto bisogno di essere riparata a causa degli ingenti danni subiti nell' ultima missionie. Le parti danneggiate e i circuiti ormai logori sono stati completamente sostituite dai tecnici dei cantieri spaziali. Ce l'hanno restituita come nuova ... manca poco che aggiungano la lettera B al numero di registro" commentò umoristicamente Kuribayashi scatenando la risata spontanea di qualcuno dei suoi ufficiali superiori. "Ora per farci scrollare la ruggine di dosso, il Comando di Flotta ci ha assegnato una missione non semplice."<br />
<br />
Un lieve brusio si levò dalla parte dove si trovavano Otello e Flora.<br />
<br />
"Signori fatemi finire" Reclamando con un cenno delle mani maggiore attenzione dai presenti.<br />
Ottenuto il silenzio richiesto, proseguì:"Tutti voi vi ricorderete che nel 2378 la USS Voyager con l'allora Capitano Janeway tornò dal quadrante Delta facendo collassare un condotto di transcurvatura. La sfera Borg che utilizzarono come navetta fu distrutta ma non possiamo escludere che anche altre navi Borg siano state sbalzate fuori dai condotti in altre zone dell'universo. Il mese scorso alcuni<br />
mercanti Altorani hanno trovato nel loro sistema i resti di quello che verosimilmente era un cubo Borg. La struttura si trova in un area altamente pericolosa a causa delle tempeste solari della loro stella. Gli Altorani hanno chiesto l'assistenza della Federazione e il Comando ha deciso di mandare proprio la Vancouver. Domani alle 12:00 lasceremo il bacino spazile per dirigerci verso il sistema Altoran. Mcleods, faccia predisporre gli scudi con sistemi casuali di variazione di frequenza. Sev, faccia predisporre le armi individuali per emettere colpi phaser con variazione di fase. Tutti ai propri posti." E mentre gli ufficiali superiori iniziavano ad alzarsi, la voce di Kuribayashi sovrastò il leggero brusio che si stava alzando "Signor Majere, lei mi segua in plancia."<br />
<br />
Il capitano, accompagnato dal nuovo nuovo ufficiale esecutivo, si diresse in plancia e raggiunta la sua poltrona attivò l'interfono per comunicare gli ordini di servizio all'equipaggio.<br />
<br />
<br /><b>Sistema Altoran<br />
19/12/2399 ore 14.00 - D.S. 76965.34</b><br /><br />
Mentre la Vancouver si stava dirigendo verso le coordinate fornite dai mercanti Altorani, i sensori della nave cominciarono a registrare le prime letture. Più ci si avvicinava alla destinazione, più le letture di una grande massa metallica si facevano compatibili con quelle di un cubo Borg.<br />
Il capitano diede l'ordine di allarme giallo prima di uscire dalla curvatura.<br />
Gli scudi furono alzati e la prua era indirizzata verso la massa sconosciuta portando l'equipaggio verso la sua nuova missione.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Caramon Majere</author>
            <pubDate>Sun, 27 Oct 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-02 Quand'è forse l'ignoto a cercarti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b><i>***FLASHBACK***</i><br />
Monteriggioni (SOL III) <br />
16/12/2399 ore 10:00 - D.S. 76957.30</b><br /><br />
"...ma a te tutti quei suoni cibernetici non ti fanno andare il sangue al cervello? Io penso che potrei impazzire rinchiusa per giorni in una lattina interstellare...tu ci sei stata per anni!"<br />
<br />
Una risata estremamente divertita fu la risposta a questa esclamazione.<br />
Flora osservava, trattenendosi a fatica dal ridere, una sua vecchia amica, titolare di un piccolo albergo della sua città natale, Monteriggioni. Un paesino troppo piccolo per le ambizioni spaziali del nuovo Ufficiale Scientifico Capo della Vancouver, nave che di lì a poco sarebbe stata la sua nuova casa. La giornata dentro il murato borgo toscano era soleggiata e tranquilla, con vari turisti ben coperti per il leggero freschino del periodo, che osservavano quasi straniti una divisa della Flotta Stellare vagare così agilmente fra i vicoli, quasi come stesse esplorando uno strano nuovo mondo per via del suo passo svelto e anche fin troppo cadenzato. Pochi, se non addirittura nessuno, cittadini a parte, potevano sapere che quella donna era nata proprio qui, e da qui aveva portato molto più in là le proprie ambizioni. Un discorso che se tirato fuori Flora troncava in men che non si dica, i ricordi delle discussioni coi genitori in un posto quasi sperduto come questo, facevano in fretta a girare, con tante casupole vicine fra loro, e con le mura non sempre troppo spesse. <br />
<br />
Non ci fu nemmeno quindi bisogno di avvicinarsi idealmente ad un muro per comprendere quanto fallimentare fu il tentativo di non ridere, le mura antiche garantivano anche un interessante eco. <br />
<br />
<br />
"Beh, quella 'lattina' tiene più di duecento persone al suo interno! Dai, la han pure classificata come classe Reinassance, un palese rimando a un importante periodo storico italiano, quindi mi sembra ovvio che non sia per nulla....una scatoletta di tonno. Anna, lo sai che i tempi dove vedevano l'esplorazione spaziale come una perdita tempo sono finiti da qualche secolo, deh?"<br />
<br />
Lo sguardo che si beccò Flora di rimando era fintamente seccato, difatti entrambe si misero di nuovo a ridere nel giro di pochi istanti. Il Comandante aveva passato qualche tempo in licenza dopo gli eventi di Bajor, ma encomi, traguardi e la sua soddisfacente vita da Ufficiale non le avevano comunque fatto passare sonni tranquilli, per via dei fatti circa la sua famiglia, dettagli cui aveva preciso ordine di non parlarne con nessuno, membro della Flotta o civile che fosse, il che causava la sua inquietudine.<br />
<br />
Nascondeva la preoccupazione dietro i suoi soliti sorrisi, e ci riusciva molto bene. Le vecchie amicizie ritrovate al termine di un lungo periodo in assegnazione nello spazio profondo l'avevano vista molto diversa da quello che era, ma nulla avrebbe mai potuto sostituire la pace e il relax che la sua città natale le dava, motivo per il quale aveva deciso di impegnarsi per tornarci non appena ne avesse avuto l'occasione. <br />
<br />
Passò tutta la giornata assieme ad Anna e ad altri conoscenti festeggiando la sua promozione e le onorificenze ricevute con cibo locale, fino a quando decise di anticipare di qualche ora la sua partenza per Utopia Planitia, dove avrebbe iniziato un nuovo capitolo della sua carriera a bordo della Vancouver. <br />
<br />
<br /><b>Cantieri di Utopia Planitia <br />
17/12/2399, ore 18:00 - D.S. 76960.32</b><br /><br />
Arrivò ai cantieri pertanto prima del suo imbarco previsto, rendendo quasi spiazzata la persona addetta agli imbarchi, posta in fianco ad una postazione di teletrasporto.<br />
<br />
"Sono arrivata troppo presto?" chiese Flora, curiosa. <br />
<br />
"Circa con un giorno d'anticipo, Comandante."<br />
<br />
"Ah." <br />
<br />
Era decisa ad anticipare un attimo i tempi, ma visto che la nave era in riparazione poteva essere un azzardo arrivare troppo presto, c'era il rischio di non trovare nessuno. <br />
<br />
"Ad ogni modo, il Capitano è arrivato prima di lei, quindi può presentarsi a rapporto. Ha lasciato indicato che non appena fosse arrivata, le avremmo dovuto dire di presentarsi da lui quanto prima."<br />
La donna di colpo abbozzò quindi un sorrisino, annuendo, non nascondendo una certa soddisfazione.<br />
<br />
"Oh, beh. Direi che andrò subito a rapporto, molte grazie..!"<br />
<br />
Salutò con la mano l'addetto al teletrasporto poco prima di essere smaterializzata, con lui che sbuffò non appena Flora sparì dalla piattaforma, scuotendo il capo.<br />
<br />
"Ma che era tutta quella allegria? ...si è presa un encomio l'altro ieri?" <br />
<br />
<br /><b><i>FLASHBACK*</i><br />
USS Vancouver, Sala Teletrasporto 1<br />
16/12/2399 ore 13:00 - D.S. 76957.64</b><br /><br />
La donna si materializzò in sala teletrasporto a bordo della sua nuova nave, notando già un addetto alla sicurezza osservarla qualche metro lontano da lei.<br />
<br />
"Sono il Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair, Ufficiale Scientifico Capo. Ho disposizioni di presentarmi dal Capitano Kuribayashi non appena a bordo. Permesso di salire a bordo."<br />
<br />
Come suo solito, il suo senso di dovere da Ufficiale aveva palesemente preso il sopravvento dal suo "io in licenza", un dettaglio intrinseco che aveva sempre apprezzato.<br />
<br />
<br />
"Sono il Tenente Comandante Nathel Sev, Capo della Sicurezza della USS Vancouver. Ho già dato un occhio al suo ordine di servizio, Comandante. Permesso accordato, il Capitano la sta già aspettando. Mi segua pure, le faccio strada".<br />
<br />
Il viaggio verso l'Ufficio del Capitano non fu molto lungo, e dopo aver raggiunto la Plancia, che Flora osservò rapidamente con un mezzo sorriso, arrivarono davanti alla porta dell'Ufficio del Capitano, senza che Sev però suonasse il campanello. <br />
<br />
La donna osservò il Capo della Sicurezza voltarsi verso di lei, per un momento.<br />
<br />
"Non ho potuto non notare nel suo ruolino il suo lavoro su Bajor nel suo ultimo assegnamento. Volevo ringraziarla per quello che ha fatto."<br />
Solo ora lei notò il tipico orecchino, cui non aveva ancora notato, sebbene i Bajorani fossero riconoscibili anche per tratti somatici abbastanza evidenti. <br />
<br />
"Oh, beh..." iniziò a dire, presa alla sprovvista un minimo "... dovere, ma soprattutto necessità. La ringrazio per le sue parole, Comandante" <br />
<br />
Sev annuì un'ultima volta, per poi suonare il campanello della porta.<br />
Flora entrò sola nell'Ufficio del Capitano, che squadrò rapidamente con lo sguardo, apprezzandone lo stile, rimanendo in silenzio per qualche secondo, fino a quando il suo superiore si voltò verso di lei. <br />
<br />
"Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair, signore. Ufficiale..."<br />
"Ufficiale Scientifico Capo, sì. Riposo, riposo, comandante..."<br />
La donna ascoltò gli ordini, rimanendo successivamente silente, in attesa di eventuali ordini, o semplice parole. <br />
<br />
"La sua scheda l'ho consultata, Comandante, e spero che l'encomio sia stato sufficientemente gratificante per quello che ha fatto su Bajor. Notevole. Davvero notevole."<br />
<br />
Flora annuì, ringraziando il proprio capitano.<br />
"Ad ogni modo ora, per quanto sia stato importante il suo lavoro, ho bisogno di essere rassicurato sulla sua totale dedizione alla nuova missione e per le future, da un Ufficiale come lei non dovrei aspettarmi nulla di meno, è corretto?"<br />
<br />
La risposta fu un formale assenso, che Kuribayashi accettò di buon grado. <br />
<br />
"La nostra nuova assegnazione arriva nell'immediata ripresa in servizio della nave, pertanto è qualcosa di ignoto e perciò di grande importanza. Tutto questo per dire che non ho fatto questo discorso da terzo grado al fine di essere sicuro della sua dedizione alla causa, la scheda parla per lei. Ma anche per quella questione."<br />
<br />
Flora scosse lievemente la testa, non capendo. "Signore..?"<br />
<br />
Kuribayashi la incalzò.<br />
<br />
"Il Comando di Flotta, visto la situazione ignota in cui probabilmente ci andremo a trovare, ha richiesto cautela e ha deciso di condividere tutte le eventuali informazioni possibili per il pieno successo. Pertanto, hanno ritenuto opportuno inviarmi dettagli secretati. Dettagli cui sa bene lei non può parlarne liberamente. Saprà sicuramente di che parlo."<br />
<br />
La donna capì e reclinò per un momento il capo.<br />
"Sì, signore, le disposizioni sono più che chiare"<br />
<br />
"Molto bene, dunque" riprese il Capitano, "i lavori alla nave sono quasi terminati, massimo un paio di giorni partiremo, manca ormai solo la definizione dei dettagli esteriori. Vada pure nel suo alloggio....è letteralmente arrivata un giorno prima. Domani alle 18:00, quando saremo tutti presenti, definiremo i dettagli della nostra missione. <br />
<br />
Per ora, in libertà...e benvenuta a bordo della Vancouver."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Alloggi di Flora<br />
17/12/2399, ore 23.00 - D.S. 76960.89</b><br /><br />
Dopo essersi rilassata con una sostanziosa cena ed aver usufruito della doccia sonica, si diresse verso il letto chiedendo al computer di riprodurre dei rumori naturali per aiutarla a prendere sonno, emulando così l'ambiente circostante la sua città natale. <br />
<br />
Ripensava continuamente alla scelta della Flotta di condividere col Capitano i dettagli posti teoricamente sotto un alto livello Seclar circa la sorella e le sue potenziali implicazioni. <br />
<br />
Sperare di ritrovarla così presto era una cosa chiaramente impossibile anche per lei, ma se un agente dell'intelligence federale è in pericolo e rischia letteralmente di sparire per qualche sgarbo o torto, chi altri poteva proteggere quelle persone che lavorano nell'ombra e che fanno del segreto il loro mestiere?<br />
<br />
Ci pensò su fino a che non prese finalmente sonno, cercando di non darci troppo peso fuori dalle mura del suo alloggio, d'altronde c'era una missione che l'attendeva poche ore più in là.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Sala Tattica<br />
18/12/2399, ore 15.00 - D.S. 76963.35</b><br /><br />
La Sala Tattica era già piena di tutti gli Ufficiali superiore quando Flora arrivò, il Capitano la guardò per un istante, salutandola con un cenno mentre lei si avvicinava al tavolo per prendere posto, che trovò di fianco a Otello, il Medico Capo che aveva conosciuto durante uno scambio di battute durante il pranzo, quando si era presentata agli Ufficiali per la prima volta, prima di questa riunione. <br />
<br />
Kuribayashi iniziò quindi a parlare non appena tutti presero posto. <br />
<br />
"Signori, la nostra nave ha avuto bisogno di essere riparata a causa degli ingenti danni subiti nell' ultima missione. Le parti danneggiate e i circuiti ormai logori sono stati completamente sostituiti dai tecnici dei cantieri spaziali. <br />
<br />
Ce l'hanno restituita come nuova ... manca poco che aggiungano la lettera B al numero di registro" fu il commento umoristico del Capitano. scatenando la risata di qualcuno dei presenti.<br />
<br />
"Ora, per farci scrollare la ruggine di dosso, il Comando di Flotta ci ha assegnato una missione non semplice".<br />
<br />
Flora bisbigliò verso Otello.<br />
<br />
"In pratica, un bel lavoro per chi cataloga, e per chi rimette a posto chi prende campioni in punti impervi per poter permettere a me di svelare arcani."<br />
Il medico rispose con un sarcastico: "Oh, beh...."<br />
<br />
"Signori, fatemi finire" ammonì il Capitano, sentendo il brusio e cercando di riguadagnare l'attenzione di tutti.<br />
<br />
Il caso proposto alla Vancouver parlava di un possibile cubo Borg, trovato da alcuni mercanti Altoriani nel loro sistema planetario, in una zona molto pericolosa a causa delle influenze quasi estreme causate dalle tempesti solari della loro stella. <br />
<br />
"Domani lasceremo il bacino spaziale alle ore 12:00, direzione sistema di Altoran. <br />
<br />
Mcleods, faccia predisporre gli scudi con sistemi randomici di variazione di frequenza. <br />
<br />
Sev, faccia predisporre le armi individuali per emettere colpi phaser con variazione di fase. Abbiamo il nostro orario, eseguite i dovuti preparativi." <br />
<br />
Flora quindi si alzò, con l'intenzione di andare al laboratorio a preparare il suo equipaggiamento se mai dovesse essercene bisogno, quando sentì la voce di Kuribayashi, rivolta verso il nuovo Primo Ufficiale.<br />
<br />
"Signor Majere, lei mi segua in plancia."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver <br />
19/12/2399 ore 14:00 - D.S. 76965.98</b><br /><br />
Flora aveva eseguito ogni preparativo necessario ad ogni evenienza, ripassando in testa ogni nozione che le passava per la mente in quel momento, quasi ripetendo a macchinetta tenendo la voce bassa, i dettagli di rischio NBCR cui potevano far fronte con una spedizione ignota verso un potenziale cubo borg.<br />
<br />
La sua attenzione verso la realtà venne richiamata dall'allarme giallo invocato dal Capitano non appena si uscì dalla curvatura e venne richiamata in Plancia, prendendo posto alla postazione scientifica assieme a un Sottufficiale. <br />
<br />
"Leclair, mia dia delle letture".<br />
<br />
Facendo scorrere rapidamente le mani sul pannello, colse le prime informazioni dai sensori della nave.<br />
"La compatibilità verso la delineazione di un cubo borg è molto vicino a una considerazione in quanto tale, signore"<br />
Kuribayashi si voltò a guardarla.<br />
<br />
"Cosa le fa dubitare di ciò, Comandante?"<br />
<br />
"Noi sappiamo che i Borg vivevano come un'unica entità, un collettivo, con una mente centrale a leadership. Distruggendo quella mente, o recidendo i fili le cose potevano cambiare drasticamente, con tutte le implicazioni e complicazioni derivanti. Quello che leggo qui è un cubo borg, lo sembra almeno...la stranezza della lettura è che il danneggiamento subito da questo oggetto non è "un danno" vero e proprio, ma è come se il cubo fosse un agglomerato, non completamente solido. Purtroppo le interferenze stellari non aiutano molto con le mie analisi."<br />
<br />
Il Capitano si accomodò di nuovo sulla propria poltrona, silenziandosi per decidere il da farsi.<br />
<br />
Le tempeste solari erano sì fastidiose e l'invio di una navetta, se ce ne fosse stato il bisogno, non avrebbe avuto particolari problemi con la corretta regolazione degli scudi già messa in conto prima della partenza. <br />
<br />
La Flotta aveva richiesto un'indagine approfondita per poter dare agli altorani il supporto e la rassicurazione necessaria e tipica della Federazione, ma ad ogni modo l'approccio doveva essere il più possibile sicuro per garantire anche la salvaguardia degli Ufficiali e dell'equipaggio tutto. <br />
<br />
La zona dove si trovava l'oggetto delle loro attenzioni mise la Vancouver in una posizione piuttosto scomoda nel ricevere le forti tempeste solari del corpo celeste, ma gli scudi al momento reggevano senza grossi problemi. <br />
<br />
Una navetta venne appositamente calibrata per sopportare il più possibile e garantire il massimo dell'integrità strutturale.<br />
<br />
Al timoniere sulla Vancouver venne chiesto di porre la nave con la parte superiore dello scafo rivolta verso la stella utilizzando parte dell'energia ausiliaria per potenziare lievemente gli scudi, così da garantire maggiore copertura; in questa maniera almeno la prima parte del viaggio della navetta poteva essere svolto in totale assenza di disturbo, usando la navetta stessa come ponte di dati per la consolle scientifica in plancia, di gran lunga più potente come capacità di calcolo. <br />
<br />
Le letture più pulite che lesse Flora, la inquietarono parecchio, mentre la voce del Capitano lievemente gracchiante per via delle interferenze stellari, iniziava a farsi sentire sulla navetta. <br />
<br />
=^= Comandante Leclair, sta avendo i dati ricalcolati dalla plancia? Riesce a definire quello che stiamo osservando? =^=<br />
<br />
La donna rimase silente per un momento, rileggendo più e più volte i dati, mentre il timoniere della navetta e il sottufficiale tattico che la accompagnavano, la guardarono come per incalzare a dare una risposta. <br />
<br />
"Ehm... sì Capitano...quello che ho definito come "non completamente solido", posso confermarle che solido non lo è, per niente. O almeno, non sempre."<br />
<br />
=^= Che intende dire? =^=<br />
<br />
"Storicamente due civiltà diedero del filo da torcere alla Federazione, nemmeno troppo tempo fa... temporaneamente ebbero un nemico comune cui far fronte, e per perseguire il loro obiettivo, nonostante le palesi differenze che c'erano fra loro, decisero di allearsi. Quello che sto vedendo qui, Capitano... è qualcosa che appunto per quelle divergenze noi crederemmo come imposs -"<br />
<br />
"Capitano, mi permette?" chiese d'un tratto Romanov, mentre lavorava con veloce precisione alla sua console.<br />
<br />
Kuribayashi si voltò verso il suo Ufficiale Tattico.<br />
<br />
"Signore..." proseguì lui "i sensori tachionici segnalano alte emissioni di particelle... pare si stia aprendo un condotto di transcurvatura nelle vicinanze."<br />
<br />
"Com'è possibile che non ce ne siamo accorti prima coi sensori della sua presenza?"<br />
<br />
Flora, dalla navetta, che stava già facendo marcia indietro verso la Vancouver, fu più che chiara.<br />
<br />
=^= È un condotto artificiale, Capitano.... che si sta aprendo per la prima volta, e probabilmente porterà qualcosa, o qualcuno, da noi... =^=<br />
<br />
I suoni dei sensori, si fecero sentire quindi poi ben chiari, e sullo schermo, in lontananza, un condotto di transcurvatura sì aprì, pronto a farne fuoriuscire il suo utilizzatore. <br />
</JUSTIFY><br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair</author>
            <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-03 Incontro con l'ignoto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Tetsuya Kuribayashi<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia <br />
19/12/2399 ore 14:23 - D.S. 76966.02</b><br /><br />
"Allarme Rosso!" ordinò immediatamente il Capitano Tetsuya Kuribayashi davanti alla possibilità dell'arrivo di una flotta di cubi Borg, quindi si alzò dalla poltrona di comando e si posizionò al centro della plancia, osservando lo schermo principale dove le letture dei sensori passavano in sovraimpressione sulle immagini di un sinistro cubo borg alla deriva e il condotto di trascurvatura che aprendosi inondava di luce lo spazio circostante e gli oggetti nelle immediate vicinanze.<br />
<br />
La tensione in plancia era palpabile.<br />
<br />
"Signor Bohr, rapporto sulla situazione degli scudi!" ordinò Kuribayashi con voce ferma e autoritaria.<br />
<br />
"Scudi al 95%, Capitano. Le tempeste solari stanno causando alcune fluttuazioni, ma stiamo mantenendo la stabilità," rispose il Capo Operazioni.<br />
<br />
Tetsuya annuì, soddisfatto della risposta. "Signor Sev, stato delle armi?"<br />
<br />
"Armi pronte Capitano. Scudi e phaser sono stati riconfigurati con una variazione di fase ridondante, Signore!" rispose prontamente il Tenente Comandante Nathel Sev, Capo della Sicurezza.<br />
<br />
Tetsuya annuì nuovamente, soddisfatto per l'efficienza che la sua squadra di comando stava dimostrando.<br />
<br />
"Comandante Leclair, aggiornamenti sulle letture del cubo?" chiese Tetsuya, rivolgendosi all'Ufficiale Scientifico a bordo della navetta Abraham.<br />
<br />
=^= Le interferenze stellari continuano a complicare l'analisi, Capitano, ma non rilevo variazioni. Comunque senza avvicinarci, non riusciremo a saperne di più su quel cubo =^= Rispose Leclair mentre leggeva i dati che apparivano sulla consolle davanti a lei.<br />
<br />
"Non ora, Abraham ... affrettatevi a tornare a bordo."<br />
<br />
=^= Ricevuto Capitano. =^=<br />
<br />
"Comandante Romanov, aggiornamenti sul condotto a transcurvatura?"<br />
<br />
"Il condotto di transcurvatura è stabile. Stiamo rilevando una sola nave in arrivo, ma non riesco a capire se sia Borg o meno. =^= rispose impassibile Aleksei.<br />
<br />
"Sullo schermo principale, ora!" ordinò Tetsuya, mentre l'immagine del cubo Borg veniva sostituita da una visione del condotto di transcurvatura in apertura e la silhouette di un oggetto che si stagliava sull'orizzonte degli eventi. Una nave sconosciuta emerse lentamente, avvolta in un alone di energia verde pulsante.<br />
<br />
"Analisi della nave," chiese Tetsuya, mantenendo la calma nonostante l'incertezza della situazione.<br />
<br />
"Capitano, la nave non corrisponde a nessuna registrata sui nostri sistemi. La sua configurazione è ...  unica," rispose Majere con un tono di voce da cui traspariva interesse per la nuova scoperta.<br />
<br />
Il condotto a transcurvatura si richiuse con la stessa velocità con cui era apparso e Kuribayashi non potè che tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo.<br />
<br />
"Passare all'allarme giallo!" Ordinò il Capitano "Non vorrei le nostre intenzioni venissero fraintese..."<br />
<br />
La nave sconosciuta si avvicinò lentamente al cubo Borg, ignorando apparentemente la presenza della USS Vancouver. Tetsuya osservava attentamente, cercando di decifrare le intenzioni della nuova arrivata.<br />
<br />
"Capitano, stiamo ricevendo una trasmissione dalla nave sconosciuta," annunciò l'ufficiale delle comunicazioni.<br />
<br />
"Sullo schermo," ordinò Tetsuya davanti quella nave che potenzialmente rappresentava una potenziale minaccia, ma anche un'opportunità per scoprire nuove culture e nuove tecnologie.<br />
<br />
L'immagine del mezzobusto di un umanoide dall'aspetto imponente apparve sullo schermo.<br />
<br />
"Sono il Comandante Xel'Rath della nave K'Varn. Siamo qui per recuperare tecnologia Borg. Non abbiamo intenzioni ostili nei vostri confronti, ma non tollereremo interferenze."<br />
<br />
La pelle dell'alieno era di un colore scuro e lucente, quasi metallico, che rifletteva la luce in modo inquietante. I suoi occhi brillavano di una luce innaturale, suggerendo una tecnologia avanzata o una connessione con energie sconosciute.<br />
<br />
Indossava un'uniforme intricata e decorata, che sembrava essere fatta di materiali avanzati e resistenti. L'uniforme era adornata con simboli e segni che probabilmente indicavano il suo alto rango e la sua appartenenza a una cultura sofisticata e tecnologicamente avanzata.<br />
<br />
Tetsuya valutò rapidamente la situazione. "Comandante Xel'Rath, sono il Capitano Tetsuya Kuribayashi della USS Vancouver della Federazione dei Pianeti Uniti. Anche noi siamo qui per investigare sul cubo Borg. Proponiamo una collaborazione per evitare conflitti inutili."<br />
<br />
Xel'Rath sembrò considerare l'offerta per un momento. "Accetto la vostra proposta, Capitano Kuribayashi. Ma sappiate che non esiteremo a difenderci se necessario."<br />
<br />
"Comprendo, Comandante. Manteniamo le comunicazioni aperte e lavoriamo insieme per esplorare il cubo," rispose Tetsuya, sperando che la collaborazione potesse evitare uno scontro.<br />
<br />
Mentre la USS Vancouver e la nave K'Varn iniziavano a coordinarsi, Tetsuya sapeva che la situazione rimaneva delicata. Ogni mossa doveva essere calcolata con precisione.<br />
<br />
La squadra appena rientrata a bordo raggiunse immediatamente la plancia della Vancouver e ognuno riprese prontamente il controllo della propria postazione.<br />
<br />
"Comandante Leclair, continui a monitorare il cubo e la nave K'Varn. Signor Majere, tenga pronta una squadra di sbarco per eventuali sviluppi. Sev, Romanov tenete all'erta i vostri uomini" ordinò Tetsuya, determinato a mantenere il controllo della situazione.<br />
<br />
La plancia era un alveare di attività, ma sotto la guida ferma di Tetsuya, l'equipaggio era pronto ad affrontare qualsiasi sfida quell'incontro con l'ignoto potesse presentare.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Tetsuya Kuribayashi</author>
            <pubDate>Wed, 04 Dec 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-04 Dissolvimento tecnologico</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Cedric Bohr<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
19/12/2399 ore 15:30, D.S. 76966.15</b><br /><br />
Il Capitano Kuribayashi era seduto nella sua poltrona in plancia, con una mano aggrappata al bracciolo destro e l'altra che reggeva un pad dove scorrevano i dati dei rilevamenti a bordo del cubo Borg. <br />
La missione di supporto alla nave aliena K'Varn, uscita dal condotto di curvatura con l'apparente fine di recuperare tecnologica borg, gli stava mettendo una certa tensione. <br />
La razza aliena non era archiviata nel database della Flotta, tantomeno si sapeva da dove provenisse. Aveva deciso di inviare un away-team composto da Bohr, Mcleods,e Leclair.<br />
<br />
Il Tenente Comandante Romanov, la cui espressione sul volto non lasciava trasparire molto, ma i cui gesti secchi e lo sguardo teso non alleggerivano il momento, stava in piedi accanto al Capitano.<br />
Ad un certo momento ruppe il silenzio.<br />
<br />
"Cosa stanno recuperando gli alieni?", chiese inquieto.<br />
<br />
Il Capitano appoggiò un attimo il D-padd e alzò un sopracciglio. <br />
"I rapporti che mi sta trasmettendo Leclair sono ancora molto vaghi. Non si capisce bene, si stanno muovendo all'interno dei condotti del cubo, senza però lasciar passare informazioni chiare sugli obiettivi della K'Varn.<br />
<br />
Romanov, ruppe il suo atteggiamento trattenuto, "Capitano, posso raggiungere l'away-team?"<br />
<br />
Tetsuya scosse il capo, "Comprendo la sua inquietudine. Al momento del bisogno, se dovesse precipitare la situazione la trasporto in un secondo, andrà ... ma al momento il suo collaboratore è sufficiente, anche per non allarmare troppo gli alieni."<br />
<br />
Insoddisfatto evidentemente, Romanov si ritirò nel suo silenzio glaciale.<br />
<br />
<br /><b>Cubo Borg alla deriva<br />
19/12/2399 ore 15:40 - D.S. 76966.17</b><br /><br />
Bohr si muoveva nei corridoi del cubo borg con il tricorder spianato e puntato a scansionare ogni eventuale traccia di energia attiva e segno vitale. Per ora non rilevava nulla di anomalo dalla struttura priva di vita e un tempo appartenente al temibile cubo Borg. Aveva osservato gli alieni della K'varn, nella loro tuta aderente rosso amaranto da cui sfuggiva a malapena il corpo argenteo. Si erano presentati, ma tutto era avvenuto con eccessiva laconicità e freddezza. Aveva provato a chiedere cosa dovessero recuperare, ma tra difficoltà linguistiche e scarsa propensione al dialogo non era emerso nulla di concreto.<br />
<br />
Ad un certo punto Leclair si fermò accanto ad un alieno. Bohr fu accanto in pochi secondi. <br />
L'alieno si era piegato e aveva estratto da un pannello una componente di un circuito. La mostrò ai due ufficiali e, nel giro di qualche secondo, iniziò a disgregarsi, come divorato, rilasciando solo un leggero pulviscolo luminescente.<br />
<br />
Flora Leclair indietreggiò: "Il circuito è stato come incenerito da qualcosa" e intanto passava il tricorder sulle poche tracce molecolari rimaste nel guanto dell'alieno.<br />
<br />
L'alieno indicò il display di un suo piccolo dispositivo. Lo sguardo di Leclair si fissò su una sorta di immagine tridimensionale di ciò che appariva come un micro organismo tecno-organico.<br />
Bohr rimase perplesso: "Che diavolo è!?".<br />
Flora stava leggendo i dati, crucciata, quando di colpo svenne, crollando a terra priva di coscienza. "Flora!", disse Cedric, due minuti prima di vedere la vista annebbiarsi e trovarsi nel buio assoluto.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
19/12/2399 ore 15:45 - D.S. 76966.18</b><br /><br />
Romanov guardò il Capitano: "Mi sta dicendo che un misterioso tipo di virus tecno-organico sta divorando la tecnologia Borg? Si rende conto della gravità della cosa!?"<br />
<br />
Il Capitano mise una mano sulla spalla del suo ufficiale tattico, "Aleksei, stando ai dati che qualche minuto fa ci ha inviato Leclair, credo che il rischio sia alto senza dubbio. Quindi, ho già allertato il Comando di Flotta. Abbiamo diverse cose da scoprire. La prima delle quali è chi sono e cosa ci fanno qui...".<br />
<br />
In quel momento Mcariel, al timone, si voltò di scattò: "Capitano, gli alieni si sono teletrasportati sulla K'Varn e con loro anche i nostri ufficiali!"<br />
<br />
Romanov si passò la mano con un rapido gesto sul badge "Romanov a Bohr. Mi sente?"<br />
<br />
Silenzio. <br />
<br />
"Seguite le tracce biometriche!" ordinò il capitano.<br />
<br />
Romanov, scattato senza attendere l'ordine alla consolle scientifica, disse, "Capitano, le tracce vitali sono molto deboli. Una sorta di schermatura dalla K'Varn sta impedendo un rilevamento efficace".<br />
<br />
"La k'Varn, sullo schermo, ora! Apra un canale, singor Mcariel.<br />
<br />
Sul display apparve il volto argenteo e privo di espressioni di Xel'Rath.<br />
"Ci deve delle spiegazioni. Cosa ci fanno senza autorizzazione i mei uomini sulla sua nave?" chiese senza troppi formalismi il Capitano della Vancouver.<br />
<br />
L'alieno abbassò il capo, in quella che doveva essere una manifestazione di dispiacere.<br />
<br />
"Capitano, mi dispiace. Ma i suoi ufficiali risultano affetti da una qualche forma patogena sconosciuta, per salvare loro la vita li ho portati a bordo. Credo che la mia specie sia in grado di gestire l'emergenza e vi rimanderemo a bordo i suoi ufficiali sani e salvi".<br />
<br />
Tetsuya si rabbuiò. Qualcosa gli stava suggerendo che la situazione era sull'orlo di un precipizio.  <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Cedric Bohr</author>
            <pubDate>Wed, 25 Dec 2024 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-05 La missione ... cambia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Nathel Sev<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>K'Vam<br />
19/12/2399, ore 16:33 - D.S. 76966.27</b><br /><br />
Bohr aprì gli occhi e si ritrovò in un ambiente decisamente poco familiare. Era sicuramente sdraiato su qualcosa di duro, un tavolo forse; almeno, era scomodo come un tavolo. Il soffitto era metallico, simile all'acciaio. Illuminato da fonti di luci non distinguibili. Istintivamente provò a portare una mano agli occhi, ma si rese conto che era legata. Così come l'altra ... e le gambe. La testa era libera invece e iniziò a muoverla.<br />
<br />
"Ehi, ben svegliato Cedric." Una voce familiare lo raggiunse. <br />
Dopo qualche attimo realizzò.<br />
"Nathel, cosa diavolo sta succedendo?"<br />
"Bella domanda, siamo stati storditi e portati qui. Leclair si è svegliata prima di me, ma dopo qualche minuto è stata portata via...mi sono guardato intorno, ma queste cinghie mi impediscono di fare molto..." vedendo la reazione dell'amico continuò "e non c'è verso di togliersele di dosso...ci ho provato...ma niente"<br />
<br />
Bohr provò ancora un po' inutilmente.<br />
<br />
"Ma sai come siamo arrivati qui? Hai visto qualcosa?"<br />
"Il tipo che ha preso Leclair aveva chiaramente tutta l'aria un medico o scienziato, e, per quanto non conosca la tecnologia o altro di questi esseri, mi viene da dire che indossasse una tuta hazmat..."<br />
<br />
Attese per qualche momento in silenzio dando tempo al capo OPS di metabolizzare la cosa.<br />
<br />
"Quindi o siamo stati contagiati da qualcosa..." reagì Bohr "...o siamo contagiosi per loro...."<br />
<br />
Cedric aveva la testa un po' alzata per cercare di vedere il suo collega, e dopo questo scambio la lasciò cadere sul tavolo sospirando "Ma che bello...."<br />
<br />
<br /><b>Plancia Vancouver<br />
19/12/2399, ore 17:01 -D.S. 76966.32</b><br /><br />
L'ultima ora era passata freneticamente. L'equipaggio stava lavorando alacremente nel tentativo di riportare i propri compagni a bordo. Non si lasciava intentata nessuna strada. Dalla sala macchine tentavano di potenziare il raggio teletrasporto per cercare di superare gli scudi della K'Vam. Il reparto tattico era alla ricerca di un modo per abbassare i suddetti scudi e di essere poi pronto alla probabile reazione degli alieni. Il reparto scientifico cercava in tutti i modi di trovare i membri dell'equipaggio coi sensori. Infine, Capitano, Primo Ufficiale e Ufficiale Medico sondavano le possibili vie diplomatiche e mediche.<br />
Kuribayashi era concentrato come un laser, e tutti potevano percepire la sua determinazione ... questo li spronava a dare il massimo.<br />
<br />
Nella saletta tattica il capitano si lasciò cadere sulla sua sedia, mentre Majere e Di Maria lo guardavano in silenzio.<br />
<br />
"Signori, penso che non ci siano sassi non smossi...ma di certo non demordiamo. Pensiamo fuori dalle righe, qualcosa anche di assolutamente stupido, che proprio per questo non abbiamo pensato..."<br />
<br />
Di Maria intervenne, un po' per sfogarsi e un po' per cercare di risollevare il morale.<br />
"Per questo tipo di pensieri dovremmo rivolgerci a Sev..."<br />
<br />
Kuribayashi lo guardò, comprendendo il motivo di questa frase, e sorrise amaramente.<br />
"Ha ragione Dottore, ma oltre al suo pensiero - diciamo - stravagante, ci mancano anche le doti di Bohr, che sarebbe molto utile in sala macchina. Senza parlare di Leclair, sicuramente un modo per affinare i sensori l'avrebbe trovato."<br />
Si alzò e si diresse verso la porta continuando.<br />
"Non è il momento di darsi per vinti. Torniamo in plancia, vediamo di trovare altri sassi..."<br />
<br />
<br /><b>K'Vam<br />
19/12/2399, ore 17:43 - D.S. 76966.4</b><br /><br />
"Psss...hei, Leclair....mi senti!?! Svegliati!"<br />
L'ufficiale Scientifico era stata riportata da dieci minuti e, appena gli alieni uscirono, Sev aveva iniziato a chiamarla per svegliarla.<br />
<br />
"Nessun cenno?"<br />
<br />
"No, Ced, nessuno...vorrei tanto sapere cosa diavolaccio le hanno fatto la den..." Sev fu bruscamente interrotto dall'apertura della porta.<br />
Entrarono sei individui e portarono fuori i due bajoriani, ignorando le loro richieste di spiegazioni.<br />
<br />
<br /><b>Plancia Vancouver<br />
19/12/2399, ore 18:16 - D.S. 76966.46</b><br /><br />
"Comandante, capisco i vostri timori, ma la mia pazienza ha un limite, che questa situazione ha superato già abbondantemente. Sto facendo di tutto per evitare che il nostro primo contatto sfoci in una battaglia." Kuribayashi si alzò dalla poltrona di comando per dare ulteriore enfasi a ciò che stava per dire.<br />
"Ma se lei insiste nel trattenere i nostri ufficiali - per motivi medici lei dice - sarò costretto a ricorrere anche a ciò che la Flotta, e io stesso, riteniamo essere la nostra ultima, ma non trascurabile, risorsa."<br />
Lo sguardo e l'atteggiamento del Capitano non lasciavano dubbi, a breve avrebbe aperto il fuoco e fatto tutto il necessario per salvare il suo equipaggio.<br />
<br />
Romanov alle sue spalle stava affinando i programmi di phaser e siluri. Aveva avuto quasi due ore per studiare la nave e credeva di aver trovato una buona strategia.<br />
Nel frattempo aveva coordinato una squadra di sicurezza in assetto d'assalto per abbordare il vascello nemico, qualora fosse stato necessario.<br />
<br />
La situazione di tensione fu bruscamente interrotta da una comunicazione dalla sala teletrasporto.<br />
<i>=^= Sala trasporto 3 a plancia. Signore, teletrasporto in ingresso dalla K'Vam =^=</i><br />
<br />
Il comandante della K'Vam in quel momento rispose a Kuribayashi.<br />
"Capitano, rieccovi i vostri uomini."<br />
<br />
Senza distogliere lo sguardo dallo schermo rispose.<br />
"Sala teletrasporto, erigere un campo di sicurezza e trasportare d'urgenza in infermeria"<br />
"Kuribayashi a Di Maria. Dottore, stanno per teletrasportare i membri della squadra direttamente in infermeria. Alzi un campo di contenimento, e inizi le procedure standard."<br />
<br />
<i>=^= Ricevuto! =^=</i> rispose il dottore<br />
<br />
Kuribayashi poi si rivolse nuovamente alla K'Vam.<br />
"Grazie per aver riportato i nostri a bordo. Ma ho da questionare i vostri metodi...e le assicuro che non è finita qui."<br />
<br />
Poi si girò e fece cenno a Romanov di chiudere il collegamento senza attendere la risposta.<br />
"Vado in infermeria, a lei il comando Numero Uno, per sicurezza mantenga l'allarme giallo." Disse mentre attendeva l'arrivo del turbo ascensore.<br />
<br />
A quelle parole Majere si alzò dalla sua poltrona e si sedette a quella del comando.<br />
<br />
<br /><b>Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399, ore 19:43 - D.S. 76966.63</b><br /><br />
Kuribayashi osservava in disparte, ma attentamente, i movimenti e le operazioni del personale medico coordinato da Di Maria. Era ansioso di sapere i risultati degli esami sui suoi ufficiali, che ora erano stesi sui lettini mentre venivano svolti tutti i test standard.<br />
A prima vista stavano bene, e mostravano i classici comportamenti. Almeno Bohr e Sev. Leclair non la conosceva ancora bene. In quel momento sentì più che mai la mancanza di un consigliere. Il ruolo era vacante, ma la missione era urgente e il Comando di Flotta li aveva mandati subito in missione. A Kuribayashi piaceva avere tutti gli ufficiali superiori al completo, ma di necessità aveva sempre fatto virtù, in qualche modo avrebbero superato anche questo.<br />
<br />
Era assorto nei suoi pensieri, nello specifico rifletteva sulla condotta degli alieni, quando Di Maria si avvicinò a lui.<br />
<br />
"Signore, abbiamo fatto tutti gli esami che in un lasso di tempo così breve aveva senso fare. E al momento le letture indicano tutti e tre in ottima forma. Qualche valore sballato, ma assolutamente in linea con un'esperienza traumatica, come il cortisolo e ACTH ovviamente, ma niente che un giorno di riposo non possa riparare."<br />
<br />
"Le hanno riferito qualcosa?" Chiese il Capitano serio. Si fidava ciecamente del dottore, ma la situazione era estremamente anomala e tutti i campanelli d'allarme stavano suonando all'impazzata nella sua testa.<br />
<br />
"Niente di utile. Apparentemente sono stati sedati mentre erano sul cubo Borg e si sono risvegliati qui in infermeria quando abbiamo somministrato uno stimolante, quindi abbiamo iniziato i primi test. Il campo di contenimento è stato abbassato solo dopo la conferma dell'assenza di patogeni o agenti infettivi."<br />
<br />
Kuribayashi annuì serio mentre si avvicinava ai tre.<br />
<br />
"Allora signori, come vi sentite?"<br />
"Tutto in regola signore, come se avessi dormito qualche ora." Leclair fu la prima a rispondere, seguita da Bohr.<br />
"Esatto, signore"<br />
"Ci voleva proprio un pisolino, ma a me piace decidere quando farlo..." fu la risposta ironica di Sev "Pronti a riprendere servizio!"<br />
"Calma calma Nath, vorrei farvi altri esami e vorrei che passaste la notte qui in infermeria."<br />
<br />
Vedendo la faccia contrariata del Capo Sicurezza, il Capitano alzò una mano per interromperlo "Sembra che siate in ottimo stato, ma non sapendo cosa vi è successo sul cubo e durante il tempo che avete passato sulla K'Vam, concordo col dottore. Non vi farà certo male."<br />
<br />
"Se vuoi te lo ordino...." Incalzò Di Maria con un sorrisetto.<br />
"Ok ok, mi arrendo." replicò Sev sdraiandosi nuovamente con la parte inferiore delle gambe incrociate e le braccia dietro la testa "Vorrà dire che mi porterai la colazione a letto domattina, doc!"<br />
"Non contarci..."<br />
<br />
Tutti fecero una piccola risata distensiva, tranne Leclair. Kuribayashi lo notò, ma d'altronde lei aveva appena conosciuto queste persone, che invece lui conosceva da anni e sapeva interpretare ogni singola frase o sguardo. Infatti sapeva benissimo che dietro l'ironia di Sev ora si celava l'inquietudine per non sapere cosa fosse successo.<br />
<br />
"Bene signori, allora vi lasciamo riposare. Ma qualora doveste ricordarvi qualcosa fatecelo sapere immediatamente."<br />
<br />
Tutti annuirono, e Leclair prese parola.<br />
<br />
"Grazie signore, ma qualora vi servisse il nostro aiuto siamo a disposizione."<br />
"Lo so." Rispose il Capitano.<br />
<br />
Si girò e con Di Maria uscì dal reparto dell'infermeria in cui si trovavano. Poco dopo, le luci calarono di intensità per facilitare il riposo dei tre.<br />
<br />
<br /><b>Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399, ore 22:33 - D.S. 76966.95</b><br /><br />
Erano passate circa tre ore da quando il Capitano aveva lasciato Bohr, Sev e Leclair riposare. Ma loro non avevano chiuso occhio. Anzi, attendevano. Improvvisamente si misero seduti quasi contemporaneamente e si guardarono intorno furtivamente.<br />
Sev e Bohr si scambiarono un cenno di intesa con la testa e scesero dal letto.<br />
Sev si diresse quindi verso la porta e, agendo sui comandi manuali, rese impossibile l'apertura della stanza dall'esterno. Bohr invece aprì un pannello e modificò alcuni dei collegamenti presenti.<br />
Leclair si alzò poco dopo e si diresse verso un tavolo su cui erano stati lasciati alcuni tricorder. Ne prese uno, lo aprì e iniziò a modificare alcune impostazioni.<br />
<br />
Dopo circa cinque minuti i tre si ritrovarono dai letti e Leclair li scansionò con il tricorder. Terminata la procedura guardò Bohr in attesa.<br />
<br />
"Tutto a posto, non ci possono vedere o sentire." Disse il Capo OPS.<br />
"Anche la porta è a posto." Seguì Sev "Lato tuo invece?"<br />
"Tutto ok, non hanno scoperto o modificato niente, l'impianto funziona regolarmente." Rispose Leclair.<br />
"Ok, dobbiamo essere prudenti o la missione fallirà. Possiamo iniziare." Disse Sev<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Nathel Sev</author>
            <pubDate>Tue, 28 Jan 2025 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-06 Lampi spettrali</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Caramon Majere<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399 ore 22:34</b><br /><br />
I tre si sedettero sul pavimento disponendosi ai vertici di un immaginario triangolo al centro del quale si trovava una sfera delle dimensioni di una pallina da golf.<br />
<br />
I loro sguardi si fissarono sul punto che ospitava la pallina che iniziò a levitare, giunta a una certa altezza iniziò a emettere dei raggi di luci che congiunse il trio creando una piramide.<br />
<br />
Nell'infermeria la luce iniziò a tremolare, i corpi iniziarono a risplendere e all'interno della piramide si creò un'ulteriore luminescenza dalla quale uscì una sfera azzurrognola che librandosi nella stanza attraversò le pareti e iniziò a esplorare la nave.<br />
<br />
La sfera nel suo peregrinare tra le varie sezioni della nave, visitò la Sala Macchine, la Plancia, la Sala Mensa e molteplici cabine dell'equipaggio. Il suo viaggio si interruppe quando davanti all'Infermeria si formò un assembramento perché le porte non si aprivano. Giunse anche il Capitano per rendersi conto della situazione. In quel frangente la sfera si diresse verso di lui entrando nella sua testa.<br />
<br />
<br /><b>Luogo e data sconosciuti</b><br /><br />
Lars Sen si stiracchiò mettendosi a sedere sul suo letto, la festa di fine corso della sera prima alla Scuola di Esplorazione di Tur-rin lo aveva lasciato piacevolmente intontito. <br />
<br />
Era stato selezionato tra i migliori del suo corso per raggiungere la cometa che stava entrando nel sistema, studiarla e acquisire il maggior numero di informazioni possibili sulla sua composizione. <br />
<br />
I suoi genitori erano estremamente orgogliosi di lui, sapevano che era molto rischioso ma forse avrebbero potuto scoprire qualcosa di estremamente utile per tutto il pianeta.<br />
<br />
Uscendo di casa Lars si diresse verso la piazza della Pace dove si sarebbe riunito con i suoi compagni per procedere verso lo spazio porto, l'astronave Gann-Ur li avrebbe portati a destinazione grazie ai suoi sensori avanzatissimi e sarebbero potuti scendere dentro la chioma della cometa per effettuare rilievi e prelevare campioni.<br />
<br />
"Lars!" una voce lo fece voltare. Era il suo compagno di corso nonché amico Mans Tan.<br />
<br />
"Ciao Mans, scommetto che sei molto agitato per la partenza, ma stai tranquillo avrete il miglior pilota del sistema ai comandi della navetta che scenderà sulla cometa."<br />
<br />
Mans sorrise, poggiò il braccio sulla spalla di Lars e si diressero verso la navetta che li avrebbe portati sulla Gann-Ur.<br />
<br />
<br /><b>Luogo e data sconosciuti + 8.00 ore</b><br /><br />
La navetta si staccò lentamente dall'astronave principale e si diresse verso la cometa, l'equipaggio era composto da dodici cadetti della Scuola di Esplorazione e un ufficiale di carriera.<br />
<br />
"Cadetto Sen, entri nella chioma della cometa seguendo la rotta calcolata dal computer" ordino il Comandante Tani Des.<br />
<br />
Lars rispose affermativamente e iniziò la rotta di avvicinamento per entrare nel mondo inesplorato che si trovava davanti a loro. <br />
<br />
Lentamente la navetta iniziò a penetrare la chioma, tutti i cadetti erano alle loro postazioni e stava effettuando le rilevazioni e correggendo la telemetria per consentire al pilota di penetrare senza rischi.<br />
<br />
Avvicinandosi sempre di più alla superficie della cometa la navetta fu scossa da molteplici turbolenze che destabilizzavano il veicolo.<br />
<br />
Tani Des si alzò dalla sua poltrona di comando e osservò le manovre della nave, i cadetti stavano iniziando a muoversi nervosamente.<br />
L'ingegnere addetto al propulsore si accorse di una fluttuazione anomala nel motore e cercò di informare il comandante ma ormai regnava il caos.<br />
<br />
"Comandante, guardi questi valori" urlò Mans che era l'Ufficiale Scientifico della spedizione, Tani si diresse verso la postazione scientifica e iniziò a leggere i dati e il suo sguardo si riempì di terrore: la cometa era piena di antimateria stabilizzata da un campo magnetico naturale generato dalla cometa stessa, ma l'antimateria del propulsore della navetta era influenzato proprio da quel campo e stava per perdere di coesione. Stava per deflagare.<br />
<br />
"Lars, portaci via di qui subito!!!"<br />
<br />
Purtroppo l'ordine giunse troppo tardi. La navetta venne come risucchiata dalla cometa e lì dove c'era un esempio dello splendore tecnologico del pianeta Tur-rin, dodici giovani vite e una vita più saggia splendeva una luce luminosa che iniziò a crescere, toccò la cometa che venne avvolta dalla luce. L'astronave venne avvolta anch'essa, i satelliti e l'intero pianeta vennero avvolti. Tutto accadde con una lentezza incredibile, ma in realtà un un milionesimo di secondo fu sufficiente a cancellare millenni di storia e di pace.<br />
Tutto scomparve, ma niente sparì.<br />
<br />
I corpi fisici vennero distrutti, ma l'essenza di tutti si salvò. <br />
Miliardi di sfere azzurre iniziarono a percorrere il pianeta e quelle che erano nello spazio si diressero verso di loro per congiungersi.<br />
Erano ancora insieme, ma non avevano corpi. Non potevano parlare e non dovevano nutrirsi.<br />
<br />
Erano nulla, ma erano pur sempre esploratori. Dovevano conoscere e cercarono di contattare altre forme di vita per raggiungere l'obbiettivo che la loro comune coscienza aveva deciso.<br />
<br />
<br /><b>Esterno Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399 ore 22:35</b><br /><br />
Tutti videro il corpo del Capitano Kuribayashi crollare a terra senza motivo in preda alle convulsioni e cercarono con forza di entrare dentro l'infermeria che era sempre sbarrata.<br />
<br />
Di Maria si chinò sul capitano con il tricorder acceso cercando di capire le cause del suo improvviso malessere, gli aprì le palpebre ma si ritrasse sgomento, gli occhi di Kuribayashi erano luminescenti e le sue pupille ruotavano come impazzite.<br />
<br />
Nella mente del capitano si susseguivano ondate di memorie, la storia di un pianeta sconosciuto, le sue arti, i sogni di un ragazzo ... ma non riusciva a capire se l'entità era ostile o ...<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Caramon Majere</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-07 L'Unità del tempo indefinito</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Esterno Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399 ore 22.40 - D.S. 76966.97</b><br /><br />
"Capitano! Capitano Kuribayashi, mi sente? Capitano! E che...! "<br />
Otello per esser sicuro di non aver alcuna reazione diede anche un sonoro schiaffo al proprio superiore, un'eventualità che non poteva di certo capitargli tutti i giorni. Non ci fu reazione. Scaraventando poi il pensiero stupido fuori dalla sua testa, cercò nello stesso momento di comprendere cosa avesse la persona distesa a terra con gli occhi che parevano trottole e anche chi o cosa avesse bloccato le porte dell'infermeria.<br />
Leclair, nel frattempo, non era minimamente preoccupata di quello che stava succedendo oltre la porta dietro di lei, era intenta a maneggiare il tricorder con una velocità quasi innaturale, interfacciandosi anche con una postazione medica lì vicina. Palesemente stava tentando di prendere il controllo della nave, e sorrideva mentre eludeva i protocolli di sicurezza.<br />
<br />
"Molto bene devo dire...non so bene dove siamo finiti, ma quest'occasione non dobbiamo farcela sfuggire. La mente di questa femmina è letteralmente una fucina di...cose!"<br />
"Alinka, per cortesia, cerca di mantenere un poco di contegno...capisco che sia un'eternità che non possiamo parlare liberamente, ma ricordati l'Unità. Abbiamo comunque uno scopo, e quello e solamente quello ci guida. La mente di questa....Leclair, lasciagliela in pace. Non ho voglia di vedere l'ennesimo essere vivente che sbava e ci resta secco dopo il nostro passaggio."<br />
Alinka/Leclair fece spallucce.<br />
"Beh, Lunvo....sappiamo bene cosa causa il crollo cerebrale....è la reazione del soggetto all'Allineamento, la sua presa di coscienza di quello che gli sta accadendo. L'ultima volta fummo presi alla sprovvista e..."<br />
"Non una parola di più, Alinka"<br />
Lei fece spallucce sbuffando, tornando a far correre le mani fra tricorder e postazione medica.<br />
Lunvo/Bohr accolse con sollievo il silenzio che iniziò a regnare in Infermeria, d'altronde avevano poco tempo e ciò di cui parlava era una delle sue più grandi paure. Veder morire delle persone a causa sua o dei suoi compagni non era contemplabile, l'Unità stessa non era rimasta impressa dalla loro ultima attività.<br />
<br />
<br /><b>*** FLASHBACK ***<br />
Luogo Indefinito, Tempo Inesistente</b><br /><br />
... Unità valuta operato Team Omicron-3. Il vostro operato è discutibile, non approviamo.<br />
Lunvo, Alinka, Nephele, chiediamo spiegazioni.<br />
Vi conferiamo il Diritto alla Parola, pertanto, non sprecate l'Energia.<br />
<br />
Lunko fu il primo a parlare.<br />
"Unità, non eravamo a conoscenza delle complicazioni circa l'utilizzo dell'Allineamento sulle forme di vita. Noi esploriamo, noi cerchiamo, noi combattiamo un solo e unico nemico. L'essere vivente che ha perso la sua vita non ha compreso i nostri messaggi, si è ribellato al Depistaggio. Ha voluto riemergere prima che noi uscissimo. Possiamo catalogare quanto avvenuto per avere una via per affrontare la questione e creare nuovi correttivi."<br />
<br />
Apprezziamo il vostro saggio utilizzo dell'Energia.<br />
Catalogate l'avvenimento, così da rendere tutti consapevoli.<br />
Proseguite.<br />
<br />
"Crollo emotivo, crollo cerebrale, rotazione convulsa degli organi visivi, sudori o secernimenti di liquido da stress, la presa di coscienza del soggetto sottoposto ad Allineamento affiora in una maniera non attualmente spiegabile o catalogabile. L'ipotesi attuale è che il Depistaggio vada a toccare tasti troppo dolenti o l'esatto contrario, il che causa un flusso emotivo non gestibile dai nostri stratagemmi."<br />
<br />
Comprendiamo.<br />
<br />
Consideriamo ora il vostro operato degno di nota per l'eventuale affinamento dell'Allineamento.<br />
Vi priviamo del Diritto alla Parola, esortandovi a cercare, esplorare nuovi siti.<br />
...non sapete cosa eravate, sapete chi siete, sapete cosa sarete.<br />
<br />
<br /><b>K'Varn<br />
19/12/2399 ore 22.50 - D.S. 76966.98</b><br /><br />
Xel'Rath era intento a osservare dei dati che gli erano stati passati sulla Vancouver all'interno del suo studio, quando venne raggiunto da quello che a livello federale poteva essere considerato il Primo Ufficiale, avendo una divisa simile a quella del capitano, ma con palesi mancanze in quella ipotizzabile fosse la sua mostrina.<br />
L'ultimo periodo era stato estremamente stressante e la caduta della sua nave nel condotto di transcurvatura non aveva sicuramente reso le cose più facili. Non riconosceva dove fosse come posizione, l'unica cosa che riconosceva come "familiare" era il cubo borg. Mai si sarebbe aspettato di ritrovare al suo interno "loro" e che fossero causa sostanzialmente di tutto per una pura causalità con il conseguente affanno di fuggire, o combattere.<br />
<br />
"Signore, non siamo purtroppo riusciti a trovarli all'interno di quei corpi, le scansioni sono state troppo brevi, quello della Federazione è stato fin troppo insistente. Mi scuso nell'essere stato così lento e avervi costretto a ridargli indietro i suoi Ufficiali".<br />
<br />
Xel'Rath alzò una mano per zittirlo, abbozzando un sorriso.<br />
<br />
"Nulla di cui preoccuparsi Mal'Keth. Se conosciamo bene gli avvenimenti passati, non ci vorrà molto prima che la "sete di conoscenza" renda quella nave inerme. E abbordabile. La Federazione o quello che è non deve avere interesse nei nostri affari, intenti e nemici. Non ne voglio altri e stiamo letteralmente agendo per il loro bene.<br />
Noi setacciamo, noi ripuliamo e noi combattiamo un solo e unico nemico...e stiamo aspettando da molto tempo il compimento del nostro obiettivo."<br />
Mal''Keth annu' al proprio Capitano, che lo incalzò di nuovo.<br />
"Controlla qualche residuo dal condotto da dove siamo arrivati, non vorrei ce ne fosse scappato qualcuno. Piuttosto, col motore cronitonico come siamo messi? Quando potremo ripartire se anche qua non combiniamo nulla?"<br />
<br />
"Non è una facile riparazione Capitano, non abbiamo tutti i materiali, ma cercheremo di ripararlo il più in fretta possibile. Quando si sono accorti del nostro motore non avevamo difese sufficienti per respingerli, il che ha causato tutto questo. La nave della federazione sarà il loro ultimo baluardo, ne sono convinto.<br />
<br />
"Dunque è solo questione di tempo, quel cubo ha letteralmente creato un ammasso di opportunità per noi che nessuno può immaginarsi..." disse Xel'Rath infine, stringendo i pugni, osservando ora la Vancouver, in lontananza, dall'osservatorio del suo studio.<br />
<br />
<br /><b>Infermeria Vancouver<br />
19/12/2399 ore 23.30 - D.S. 76966.95</b><br /><br />
Nephele/Sev si era messo ad aiutare Alinka/Leclair alle postazioni mediche. Erano riusciti a far credere alla Vancouver di essere sottoposta a pesante attacco ed essere con una sfilza infinita di sistemi in avaria, un numero sufficiente per passare tramite protocollo d'emergenza i controlli del timone, del sistema tattico e scientifico nelle postazioni in Infermeria. Un sorriso balenò sul volto di Lunko/Bohr, mentre passava un tricorder a Nephel/Sev, che si era allontanato dalle postazioni per tornare a lavorare sui dei pannelli dietro i letti.<br />
"Ottimo lavoro, ottimo...molto bene. Dunque...dove ci troviamo?"<br />
Una mappa stellare venne proiettata nello studio medico; piccola, ma comunque consultabile.<br />
"Hm, sistema di Altoran, Quadrante Alfa...e che nomenclatura è? Come diamine han diviso la galassia questi... cavernicoli."<br />
"Beh, insomma, cavernicoli, che si abbia un poco di rispetto, d'altronde ci dai dei cavernicoli e non ci hai letteralmente mai conosciuti, ma com'è possibile che..."<br />
"Alinka! Ti ho detto di farla finita con tutte queste parole! Non abbiamo tempo!"<br />
La sua espressione però mutò in un misto fra stupore e terrore, quando si rese conto che a parlargli non era Alinka, ma Leclair in persona.<br />
"Non sono Wawrinka, mi chiamo Flora, dannazione a te!" gli urlò lei contro, colpendolo rapidamente con un hypospray al collo caricato con del potente sonnifero che lo fece crollare a terra istantaneamente. In tutta risposta Nephele/Sev cercò di raggiungerla per fermarla o almeno tramortirla, ma con la stessa faccia tronfia che fece all'operatore su Utopia Planitia, Leclair sbloccò le porte dell'Infermeria, permettendo alle squadre di sicurezza e ad Otello di entrare. Il Capitano Kuribayashi venne istantaneamente sollevato da terra e portato su un letto con alcuni medici assistenti che iniziarono subito ad analizzarlo.<br />
"Le ho riconquistato il suo Regno, dottore"<br />
Otello fece spallucce mentre osservava Sev e poi Bohr, riverso a terra. Le squadre tattiche tenevano tutti e due sotto stretta sorveglianza, e sotto tiro, con i phaser settati su stordimento.<br />
"Ma l'hai fatto fuori?" chiese il medico osservando l'Ufficiale a terra.<br />
<br />
Leclair lo osservò quasi oltraggiata, abbozzando anche una lieve risatina, prima di rispondergli.<br />
"Manuale Infermieristico Alfa Personale - pagina credo 27 o 28...non lo so. Cito testuale: "Onde evitare inutili battibecchi fra me e il personale tengo sempre una dose di sonnifero nei pressi della postazione 3. Giusto per far riflettere nei sogni almeno 5 o 6 ore". E poi dite che sono gli scienziati quelli pazzi..."<br />
"Oh beh..." rispose Otello, alzando le mani, sconfitto, per poi osservare Nephele/Sev e, come lui, tutti i presenti.<br />
<br />
"Penso che ora, chiunque tu sia, sia il momento di dare molte spiegazioni" esord' Aleksei, giunto in Infermeria richiamato da Otello qualche minuto prima.<br />
<br />
<br /><b>Luogo Indefinito - Tempo inesistente</b><br /><br />
Tetsuya si svegliò come di soprassalto. Gli faceva male la testa, oltre a bruciargli un pelo nella parte anteriore. Non aveva memoria di quello che era successo, e tutto sommato, non aveva nemmeno memoria del perché fosse l', o di che vestito stesse indossando. Attorno a sé non vedeva nulla.<br />
<br />
Aveva dei flash, in cui gli tornava tutta la memoria di colpo, fino ad esserne svuotato completamente. Una sensazione che giudicò fastidiosa fino a quando, sedendosi, gli passò.<br />
<br />
"E' normale che sia così, se rimani in piedi vicino a quel circolo la memoria si sovrappone e i ricordi l'' stipati, non essendo i tuoi, non possono entrarti nel cervello. Ti vengono levati a forza i tuoi, e questo causa problemi."<br />
<br />
Il Capitano si voltò verso la voce che si era rivolta a lui, non riconoscendo il volto di chi gli stava parlando.<br />
"Chi sei? Dove mi trovo?"<br />
"Beh, in una prigione, Capitano Kuribayashi. Precisamente nella sua testa, e devo dire che le cose per lei stanno andando male, a meno che non decida di spostarsi da quel posto praticamente prima di subito" - un consiglio che l'uomo segu', percependo meno pesantezza su sé stesso in breve tempo.<br />
"Per il dire dove ci troviamo, è...ovunque." prosegu' la figura, "Non siamo in un determinato luogo, siamo semplicemente qui. Ma potremmo essere anche l'. Nello stesso momento, lungo la stessa linea. Mai indietro, mai avanti, probabilmente nemmeno nel mezzo. Un..."siamo dove dovremmo essere, e dove sicuramente vorremmo". Non è forse così che comprendete il mondo? Con la consapevolezza?".<br />
<br />
Kuribayashi faceva fatica a seguire il pensiero di chi era in fronte a lui, faceva persino a mettere a fuoco la faccia, e non riconosceva nemmeno la voce.<br />
<br />
"Chi sei? Ricordo vagamente i miei ufficiali... un virus tecno-organico li aveva colpiti, e..."<br />
La persona davanti al Capitano si alzò in piedi e da di normale stazza quale era, da in piedi era enorme, gigantesco, come una montagna.<br />
"UN COSA? VIRUS TECNO-ORGANICO?! SIAMO QUESTO ORA PER L'UNIVERSO?"<br />
<br />
Il federale si tappò le orecchie, le urla erano spaventosamente potenti e il dolore, oltre che alla testa, colpiva ora anche le sue orecchie.<br />
La figura si risiedette poco dopo, tornando di dimensioni normali.<br />
<br />
"Chiedo scusa per la mia rabbia. Non le spiegherò ora il perchè, ma capirà, col tempo. Mi dica, Capitano. Per lei cos'è la conoscenza dell'ignoto?"<br />
Tetsuya annu' lieve, non indagando oltre quest'aspetto.<br />
"Uno dei miei obiettivi, la Federazione esplora, conosce, stringe alleanze, anela il progresso nella pace."<br />
"E non avete nemici nel vostro percorso?"<br />
Kuribayashi annu' lievemente tentando di capire dove la figura volesse andare a parare.<br />
"Sempre, non è un facile percorso. Ma è ciò che per cui siamo stati addestrati."<br />
La figura si avvicinò al Capitano, rivelandosi prima di rivolgergli di nuovo la parola.<br />
"Sembra sul serio un esploratore, lei."<br />
"Lo siamo sempre stati, io sono uno dei tanti, uno degli ultimi in termini temporali e dopo di me ce ne saranno altri. Ora, lei ha un'idea di me, della mia razza, della mia indole e del mio intento. Penso di potermi meritare di sapere chi voi siate, per iniziare a conoscerci, non crede?"<br />
<br />
La risposta fece rimanere di stucco Kuribayashi, ma anche Flora, Otello e Romanov in Infermeria, in quanto la figura e Nephele/Sev risposero nello stesso momento, mentre il Capitano, sul lettino, smise di avere convulsioni ed occhi roteanti. <br />
"Noi, siamo Tachioni."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair</author>
            <pubDate>Sun, 04 May 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-08 Essenza tachionica</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Tetsuya Kuribayashi<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Infermeria<br />
19/12/2399 ore 23.55 - D.S. 76967.11</b><br /><br />
La USS Vancouver sembrava trattenere il respiro. Nell'infermeria, la tensione era quasi palpabile, un silenzio carico di aspettativa interrotto solo dal sibilo discreto dell'attrezzatura medica e dal respiro affannoso del Dottor Di Maria. Intanto la squadra di sicurezza teneva i phaser puntati su Sev e Bohr.<br />
<br />
Il Tenente Comandante Romanov entrò, un misto di confusione e allerta dipinto sul volto, mentre i suoi occhi saettavano tra i compagni a terra e il Capitano Kuribayashi. Quest'ultimo, finalmente cosciente e con gli occhi tornati normali, fissava i suoi uomini. Nella sua mente rimbombavano ancora le parole: "Noi, siamo Tachioni."<br />
<br />
"Cosa sta succedendo qui, Dottore? E voi, Sev, Bohr... cosa diavolo avete fatto?" L'irritazione del Capitano cresceva man mano assieme ad un'inquietudine profonda.<br />
<br />
Flora Leclair, l'Ufficiale Scientifico Capo, si fece avanti, il volto tirato ma risoluto. Si trovava di fronte a un mistero che sfidava ogni logica. "Capitano, non sono Sev e Bohr. O, almeno, non lo sono del tutto. C'è... qualcosa dentro di loro. E c'era anche dentro di me, prima che mi liberassi." Indicò l'hypospray usato su Bohr. "Ho dovuto sedare Lunvo, l'entità che ha preso possesso di Bohr. Ha tentato di manipolare il subsistema neuronale per un controllo più completo, bypassando le sinapsi corticali."<br />
<br />
Di Maria, ancora con la mano sul polso di Kuribayashi, annuì, il sudore gli imperlava la fronte. "I loro parametri vitali sono tornati normali, Capitano. Ma c'è un'anomalia inspiegabile a livello subatomico. È come se la loro struttura neural-psionica fosse stata riorganizzata, sovrascritta da una forma di energia sconosciuta. Ho registrato una sorta di firma tachionica costante, con fluttuazioni di fase che non corrispondono a nessun pattern conosciuto."<br />
<br />
Romanov avanzò lentamente verso Sev, ogni passo scandito da una crescente diffidenza. Il suo sguardo era una lama affilata, carico di frustrazione e sospetto. 'Comandante, è stato lei a sabotare i sistemi della nave? A scatenare quell'allarme avaria con sequenze intermittenti su ogni display? Abbiamo perso il controllo per trenta secondi—trenta dannati secondi—proprio mentre le tempeste solari mettevano sotto pressione gli scudi!"<br />
<br />
Sev inclinò appena la testa, un bagliore imperscrutabile negli occhi. La sua voce era misurata, quasi serena, come se il caos attorno non lo riguardasse affatto. "Era necessario. Per il nostro progetto. Per l'Allineamento. Dovevamo distrarre i sensori e ottenere il controllo per un momento. Era l'unico modo per operare indisturbati. I tachioni non sono facilmente rilevabili dalle vostre comuni scansioni di bordo; abbiamo dovuto mascherare il nostro flusso di fase tra le interferenze ambientali del sistema Altoran."<br />
<br />
Il Capitano Kuribayashi si drizzò, il suo sguardo penetrante. "Progetto? Di che progetto parlate? E chi siete voi?" La voce che aveva sentito prima nella sua testa si fece più chiara, un sussurro insistente.<br />
<br />
"La conoscenza dell'ignoto, Capitano. I tuoi nemici nel percorso."<br />
<br />
Un brivido freddo gli corse lungo la schiena mentre cercava di dare un senso a quel diluvio di informazioni e sensazioni.<br />
<br />
Kuribayashi scosse la testa, cercando di scacciare quella voce che sembrava provenire dalle profondità della sua stessa mente. "Non capisco. Siete voi i Tachioni? Quelle particelle subatomiche che a volte rileviamo in prossimità di campi di distorsione temporale o dopo l'uso di certi armamenti? Particelle che, per definizione, non possono interagire con la materia sub-luminale in modo stabile?"<br />
<br />
Sev e Bohr, quasi all'unisono, risposero, le loro voci stranamente risonanti nell'aria, come un'eco distante. "Sì, Capitano. Noi siamo essenza accelerata, coscienza che trascende il tempo stesso. Il nostro essere è formato da ciò che chiamate tachioni, ma siamo molto più di semplici particelle. E siamo qui per mostrarvi la verità." I loro occhi, per un istante, sembrarono luccicare di una luce azzurra flebile, la stessa che aveva avvolto la navetta di Lars Sen, cancellando Tur-rin in un milionesimo di secondo. Era la stessa essenza che ora risiedeva nei suoi ufficiali.<br />
<br />
"Il cubo Borg," aggiunse Bohr, la sua voce ora intrisa di una strana gravità, " non era solo un relitto - era un fulcro, un epicentro di energie latenti che attendevano di risvegliarsi. La sua natura assimilativa ha creato l'anomalia perfetta per la nostra manifestazione.<br />
<br />
La porta dell'infermeria si spalancò di colpo e il Comandante Majere fece ingresso con passo deciso, il volto teso per la preoccupazione. "Capitano! Malfunzionamenti critici su tutta la nave! La sala teletrasporto è in allarme con schemi intermittenti! Ho dovuto disattivare temporaneamente tutti i teletrasporti per precauzione - sembra esserci una grave sovratensione di fase!"<br />
<br />
Kuribayashi lo interruppe, alzando una mano. "Comandante, è tutto sotto controllo. Più o meno." Si voltò verso Leclair. "Flora, puoi spiegarci meglio cosa sta succedendo ai nostri ufficiali?"<br />
<br />
Leclair annuì, il suo sguardo fisso su Sev e Bohr, entrambi sorprendentemente calmi, quasi estranei al caos che li circondava.<br />
<br />
"Queste... essenze, come le chiamano, non comunicano come noi. Non parlano, non trasmettono semplici impulsi. Si sovrappongono alle nostre menti, le infiltrano, creando una sorta di stratificazione neurale - una connessione secondaria che modifica le sinapsi, altera la percezione."<br />
<br />
Inspirò profondamente, cercando le parole giuste per descrivere ciò che aveva vissuto. "Quando mi hanno toccata, ho sentito la loro presenza insinuarsi nella mia coscienza, non come un'invasione, ma come una riscrittura. È un processo complesso, che richiede un allineamento preciso delle frequenze mentali. Se l'integrazione fallisce, il rischio è un collasso cerebrale, una frattura irreversibile dell'identità."<br />
<br />
Fece un cenno ai dati sul cubo Borg, la sua voce ora più cauta. 'E quel microorganismo tecno-organico che abbiamo trovato... non è solo un residuo. È una forma di vita adattiva, un parassita evoluto che si nutre di tecnologia, forse il sottoprodotto di un'interazione tra questi esseri e la materia stessa. Se è legato a loro, allora la nostra comprensione di ciò che stiamo affrontando è ancora incompleta.'<br />
<br />
"E lei come come è riuscita a liberarsi da loro controllo?" Chiese Kuribayashi.<br />
<br />
Leclair prese un respiro profondo. " Nel caos della mia mente, ho trovato un punto di ancoraggio. Un frammento di identità così forte da respingere la loro influenza. È stato come riaffermare me stessa con un'intensità che ha spezzato il legame. È possibile però che esista una soglia, un limite oltre il quale il processo diventa irreversibile. Se non è completo, possono esserci momenti di resistenza, una vera e propria battaglia interna per mantenere la propria identità."<br />
<br />
Flora mostrò su una console le scansioni neurali dei soggetti affetti. "Bohr è in uno stato di equilibrio instabile. Sev sembra più avanzato nel processo. Questo non è un evento casuale. È un'integrazione graduale, quasi un esperimento."<br />
<br />
Il Dottor Di Maria intervenne, con voce tesa e professionale. "Capitano, ho bisogno di eseguire ulteriori esami e devo farlo al più presto se vogliamo salvarli."<br />
<br />
Kuribayashi annuì. "Procedi, Dottore." E riprendendo l'analisi della situazione aggiunse " E infine, c'è la K'Varn. "<br />
<br />
Leclair digrignò appena i denti. "Loro sapevano. Non stavano solo cercando la tecnologia Borg. Parlavano di 'loro', con paura e disprezzo. Xel'Rath vedeva il cubo come un 'ammasso di opportunità'. Questo suggerisce che non si trattava solo di un residuo tecnologico. Era un fulcro. Un luogo in cui questa entità ha iniziato a manifestarsi."<br />
<br />
"Stanno combattendo contro questi esseri, o fuggendo da loro. Ma in entrambi i casi, la loro agenda non è chiara. E il loro obiettivo potrebbe non allinearsi con i nostri interessi."<br />
<br />
Leclair inclinò la testa. "Il cubo, il virus, l'Allineamento, la K'Varn... tutto ci porta ai Tachioni. L'Unità è la minaccia centrale. E noi..."<br />
<br />
Kuribayashi si passò una mano sul mento. "La domanda è proprio questa: e noi? Siamo solo osservatori... o siamo già parte di questa guerra? Romanov, voglio un rapporto completo su ogni anomalia di sistema, per quanto piccola. Effettui uno scan diagnostico su tutti i nodi principali della nave e un pattern analysis su qualsiasi flusso di dati inusuale, in particolare per le emissioni tachioniche e le fluttuazioni di subspazio."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Tetsuya Kuribayashi</author>
            <pubDate>Sun, 01 Jun 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-09 La verità viene a galla, e la missione cambia ancora</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Nathel Sev<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
20/12/2399 ore 04.37 - D.S. 76967.65</b><br /><br />
Romanov e Leclair, dopo aver ricevuto l'autorizzazione del dottore, avevano rivoltato il sistema come il proverbiale calzino, senza trovare anomalie o fenomeni degni di nota. Il loro rapporto al Capitano sarebbe stato poco interessante.<br />
<br />
Ma Kuribayashi temeva che le risposte che cercava non sarebbero arrivate da fenomeni o anomalie, qualcosa in lui sentiva che la strada giusta fosse un'altra. Infatti qualche ora prima, mentre i suoi ufficiali iniziavano le analisi, aveva chiesto al dottore di procedere con lo studio dei due "pazienti". Lo scopo principale era ovviamente preservarli da qualunque danno, ma anche cercare uno spiraglio di comprensione.<br />
<br />
Quando Romanov e Leclair illustrarono il risultato delle scansioni, il Capitano non si scompose.<br />
<br />
"Ottimo lavoro signori, anche se non sono arrivate sorprese sappiamo quantomeno dove non cercare." Si alzò dalla poltrona e si diresse verso il turboascensore. "Ora vediamo se un'intuizione paga. Infermeria." Ordinò al computer, e mentre le porte si stavano chiudendo riprese. "A lei la plancia Romanov."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Infermeria<br />
20/12/2399 ore 04.45 - D.S. 76967.66</b><br /><br />
Kuribayashi era arrivato in infermeria e stava attendendo che Di Maria terminasse un'analisi. Durante l'attesa rimase pensieroso in disparte.<br />
<br />
Qualche minuto dopo il dottore fece cenno al Capitano di seguirlo nel suo ufficio, dove entrarono e si sedettero.<br />
<br />
"Sono tutt'orecchi Dottore. Mi dica."<br />
<br />
Prima di partire Otello prese fiato, per riordinare le idee.<br />
<br />
"Si può fare. Non è semplice ma abbiamo trovato quello che credo sia il modo per liberare Bohr e Sev."<br />
<br />
"Rischi?"<br />
<br />
"Dolore e tempo di recupero alti. Ma danni permanenti no."<br />
<br />
"L'alternativa?"<br />
<br />
"Non ho certezze, non conosciamo questa 'fusione' e non ho modo di prevedere adeguatamente la situazione."<br />
<br />
Kuribayashi rimase pensieroso per qualche momento.<br />
<br />
"Quanto tempo le serve per prepararsi all'operazione?"<br />
<br />
"È praticamente tutto pronto, mi sono preso la libertà di coinvolgere la sala macchine per approntare campi di forza modulari, e attendono un mio ordine."<br />
<br />
Annuendo il Capitano si alzò dalla sedia "Eccellente Dottore, semplicemente eccellente." Si aggiustò la parte superiore della divisa che si era leggermente sgualcita sedendosi, e si diresse verso l'uscita dell'ufficio. "Si prepari ad ogni evenienza, lo spettacolo inizia."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Infermeria<br />
20/12/2399 ore 04.59 - D.S. 76967.69</b><br /><br />
Il Capitano si avvicinò ai suoi due ufficiali e li salutò con un gesto.<br />
<br />
"Signori, abbiamo un problema che dobbiamo risolvere." Esordì "Andiamo dritti al punto, ciò che state facendo ai miei due ufficiali non è più tollerabile, pertanto vi chiedo di lasciarli."<br />
<br />
I due bajoriani si guardarono e dopo poco Lunvo/Bohr parlò.<br />
<br />
"Capitano. Lei ci sta parlando francamente, e ci creda quando le diciamo che ci dispiace essere in questa situazione, ma le garantiamo che non abbiamo scelta."<br />
<br />
"Vi credo, ma ho degli obblighi, oltre che un'etica. E non posso permettere che questa situazione prosegua. Vi intimo pertanto di rilasciare i miei uomini, o sarò costretto a procedere." Lo sguardo di Kuribayashi era saldo e deciso, non lasciava spazio ad interpretazioni: era pronto a tutto.<br />
<br />
Nephele/Sev intervenne. Non era chiaro quanto della personalità dell'ospite, per così dire, influenzasse l'entità, o fosse solamente un'enorme coincidenza, ma lo sguardo di Nephele/Sev era beffardo come spesso il capo sicurezza faceva quando doveva correre un rischio, per incoraggiarsi e prendersi gioco delle avversità.<br />
<br />
"Capitano, non faccia qualcosa di cui potr...." All'improvviso si fermò vedendo l'espressione di Lunvo/Bohr, un misto di paura e dolore. Non capendo la situazione guardò nuovamente il Capitano, che a sua volta stava guardando il Dottore.<br />
<br />
Di Maria aveva in mano un tricorder, puntato verso di Lunvo/Bohr.<br />
<br />
Ad un cenno di Kuribayashi però lo spostò e il bajoriano tornò normale. Non attese che il suo compagno reagisse e intervenì.<br />
<br />
"Come dicevo, è inaccettabile proseguire in questa situazione, pertanto abbiamo trovato il modo di risolvere la situazione. Se non li libererete voi provv..." Il Capitano fu interrotto da Nephele/Sev che fece per allungare una mano verso di lui, ma fu fermato da un campo di forza.<br />
<br />
Stupito provò a toccare il suo compagno, ma anche in questa situazione fu bloccato da un campo di forza.<br />
<br />
"Co...cosa...cosa succede...?" chiese Lunvo/Bohr<br />
<br />
"Capitano, la prego di non fare..."<br />
<br />
"Sia chiaro, io non voglio fare niente di male a nessuno, ma come detto prima: dovere. Io devo garantire la sicurezza dei miei sottoposti. Ora voi dovete liberarli." Fece una breve pausa mentre i due iniziarono a guardarsi, per poi riprendere. "O ci penseremo noi."<br />
<br />
Dopo qualche secondo i due bajoriani ripresero a guardare Kuribayashi, e Nephele/Sev prese la parola.<br />
<br />
"Non ci lascia molta scelta..." con tono minaccioso, ma fu interrotto da Lunvo/Bohr.<br />
<br />
"Aspetta...forse c'è un'altra opzione"<br />
<br />
Nephele/Sev lo guardò stupito "Non vorrai...?"<br />
<br />
"Forse è il momento...abbiamo sempre evitato di..."<br />
<br />
"Per una buona ragione!"<br />
<br />
"E se non lo fosse una buo..."<br />
<br />
Lo scambio tra i due fu interrotto da uno spazientito Kuribayashi.<br />
<br />
"Signori, ora basta con questo teatrino. Se ci sono informazioni che dovete darci, fatelo ora."<br />
<br />
Il tono perentorio, non aggressivo ma fermo, del Capitano ebbe l'effetto sperato e fece effettivamente fermare i due Bajoriani.<br />
<br />
Dopo un rapido sguardo di intesa tra i due, Lunvo/Bohr iniziò a parlare.<br />
<br />
<br /><b>K'Vam, Plancia<br />
20/12/2399 ore 06.07 - D.S. 76967.82</b><br /><br />
Xel'Rath era impaziente, girava per la plancia della sua nave urlando ogni tanto gli ordini per i suoi sottoposti, che vedendo lo stato d'animo del capitano eseguivano con celerità e in silenzio.<br />
<br />
Timidamente il primo ufficiale gli rivolse la parola ma fu immediatamente zittito.<br />
<br />
"La conosco la situazione!!" gli urlò "Sto cercando di capire se attaccare ora o meno...quella nave è più potente della nostra...e se la stanno occupando potremmo non avere un'altra chance...ma se non fosse così potrebbe essere la fine per noi...."<br />
<br />
Dopo qualche minuto di silenzio ringhiò i comandi.<br />
<br />
"Caricate i siluri, date energia ai phaser. Tutti ai posti di combattimento. Pronti ad un mio comando!"<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Infermeria<br />
20/12/2399 ore 06.12 - D.S. 76967.83</b><br /><br />
Il racconto dei due ospiti partì dall'inizio, da come una volta erano come la Federazione: esploratori. La sete di conoscenza aveva spinto le più grandi menti a scoperte eccezionali. Aveva ispirato artisti portandoli alla creazione di opere eccezionali. Le loro stesse navi spaziali erano un connubio di arte e ingegneria. L'impulso d'esplorazione era talmente prioritario per loro al punto che gli si è ritorto contro. Occupati com'erano ad ammirare, e agognare, le profondità misteriose del cosmo non si erano accorti del problema nel loro giardino. Una cometa di passaggio nascondeva, tra le sue meraviglie, un'insidia tremenda, che si mostrò quando entrò in contatto con la tecnologia dei loro motori, annientando la materia presente. Ma solo la materia fu dissolta, le loro coscienze, misteriosamente e miracolosamente, permasero, cambiando forma.<br />
<br />
La loro società cessò di esistere, ma la loro comunità persistette, evolvendosi nell'arco di un infinito secondo. Nuove necessità comparvero, ma l'impulso all'esplorazione rimase forte come prima. Come tutto il resto anch'esso si modificò, diventando la spinta per recuperare la fisicità perduta, per uscire da una condizione che aveva vantaggi, ma anche innumerevoli svantaggi.<br />
<br />
Ora la dipendenza dall'energia era totale, erano una forma di energia con coscienza. Ma l'energia era limitata. Per secoli, o giorni, o secondi, la loro priorità fu l'ottenere energia per permettere a tutte le coscienze di esistere, ma si resero conto che era una lotta impari contro un destino che sembrava segnato.<br />
<br />
Iniziarono quindi a cercare aiuto, da tutte le forme di vita. Alle più elementari non potevano chiedere niente più che la loro energia, e iniziarono quindi ad assorbirle. Pian piano incontrarono forme di vita più evolute, tecnologicamente sviluppate. Da loro potevano ottenere molto, ma per riuscire ad esistere nella loro dimensione e interagire coi loro sistemi avevano bisogno di una quantità di energia esorbitante. Quindi, con rammarico, desistettero.<br />
<br />
Passati altri anni, giorni, secondi, quello che in passato era uno dei loro più illustri scienziati, trovò una metodologia particolare. Scoprì che potevano prendere il controllo di un corpo per un periodo limitato ti tempo, con un consumo accettabile di energia.<br />
<br />
I primi tentativi con animali, o in generale forme meno evolute, furono promettenti, e per del tempo proseguirono per questa strada. Ma le opzioni a loro disposizione non erano sufficienti.<br />
<br />
Procedettero quindi con umanoidi evoluti, ma i primi tentativi furono un disastro, conclusi tutti con la morte dell'ospite. Uno dei popoli che incontrarono per primi fu proprio quello di Xel'Rath, scatenando una furia vendicativa senza precedenti.<br />
<br />
Pensavano di essere al sicuro dopo del tempo, e svariati anni luce di mezzo, ma non si erano accorti che la loro "possessione", nel momento della morte dell'ospite, generasse un organismo specifico. Questo organismo, un virus, era particolare ed emetteva una radiazione di fondo specifica, che veniva usata dalla gente di Xel'Rath per rintracciarli. Per giungere a questa scoperta furono necessari altri anni, giorni, secondi. Ma quando lo capirono si imbatterono in un vascello con della tecnologia incredibile a bordo, ma soprattutto con individui di svariate razze ma con una mente comune, e un'abilità di adattamento unica.<br />
<br />
Tentarono la possessione di uno di questi individui, ma lo shock fu tale che l'ospite perì immediatamente, causando, questa volta, la morte anche dell'intruso.<br />
<br />
Dopo aver rivisto Xel'Rath e la sua gente, appena furono apparsi gli ufficiali della Federazione si affrettarono ad entrare in loro. Fu una scelta dettata dalla fretta, ma fu decisamente fortuita. Grazie all'ospite Leclair furono in grado di identificare il virus, che era diventato qualcosa di più, come detto dal Dottore, un virus tecno-organico.<br />
<br />
"Come forse avrà capito Capitano, noi stiamo cercando di stabilizzare la nostra esistenza. Non vogliamo molto, solo esistere." Lunvo/Bohr prese fiato con una breve pausa e riprese. "Molti di noi non vedranno di buon grado questa nostra apertura, ma come dicevo prima, forse abbiamo sempre sbagliato..."<br />
<br />
"Grazie per la spiegazione. " Intervenne il Capitano che aveva ascoltato con enorme interesse tutta la storia. "Noi siamo esploratori, pacifici, pertanto vi vogliamo aiutare. Ma come ho detto prima, è necessario che i miei ufficiali siano rilasciati. Come dite la possessione è rischiosa, e non ho intenzione di correre rischi.<br />
<br />
"Certo Capitano, capiamo, ma la nostra procedura è migliorata e i rischi sono praticamente spariti..." Disse Nephele/Sev, ma venne interrotto da Kuribayashi.<br />
<br />
"Non importa. Non voglio correre rischi. Rilasciateli, e noi cercheremo un modo per aiutarvi. Avete la mia parola."<br />
<br />
I due Bajoriani si guardarono stupiti.<br />
<br />
"Cosa significa 'la parola'?<br />
<br />
"Consideratela la nostra più grande promessa. Non accettiamo di non mantenere un impegno."<br />
<br />
"D'accordo...ma avremo bisogno di comunicare in qualche modo..."<br />
<br />
"L'ospite da lei occupato è il nostro Ufficiale OPS, è la persona più indicata per trovare una soluzione, appena rilasciato gli ordinerò di mettersi subito all'opera."<br />
<br />
"Va bene, credo di essere riuscito a passargli qualche informazione che potrebbe risultare utile."<br />
<br />
"Bene, abbiamo un accordo. Ora. Procedete." Kuribayashi era cordiale ma si percepiva che il suo fosse un vero e proprio ultimatum.<br />
<br />
I due Bajoriani dopo un attimo crollarono a terra, in ginocchio. Subito Di Maria e lo staff corsero ad analizzarli.<br />
<br />
"Dopo una veloce scansione direi che sono liberi, signore." Disse il Dottore "Ma ho bisogno di altri esami per essere certo del loro stato."<br />
<br />
"Proceda, in fretta." Poi guardò il Capo OPS. "Signor Bohr, ha qualche idea di quello che è successo?"<br />
<br />
Il bajoriano, un po' frastornato, rispose.<br />
<br />
"Si signore, mi metto a lavoro subito."<br />
<br />
"Ottimo. Sev, lei invece vada in plancia, e aiuti Romanov con le informazioni che ha."<br />
<br />
Il Capo Sicurezza si passò una mano sulla fronte e rispose. "Subito signore, ma avrò bisogno di qualcosa per questo mal di testa formato pianeta..." e abbozzò un piccolo sorriso mentre si alzava.<br />
<br />
Il Capitano gli fece un cenno, Sev stava scherzando, e questo era un buon segno. Non fece in tempo a passare al problema successivo che il suo Primo Ufficiale lo contattò.<br />
<br />
=^= Capitano Kuribayashi in plancia. La K'Vam sta attivando i sistemi d'attacco =^=<br />
<br />
*Mai un secondo di tranquillità* Penso il Capitano, poi rispose.<br />
<br />
=^= Arrivo subito, allarme rosso. Il capitano Xel'Rath deve rispondere di parecchie cose. =^=<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Nathel Sev</author>
            <pubDate>Fri, 08 Aug 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-10 Nessuna buona azione rimane impunita</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Henri Duchatel Taillerand-Thierry<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>*** FLASHBACK ***<br />
Utopia Planitia<br />
18/12/2399, ore 16:00 - D.S. 76963.47</b><br /><br />
La pilota betazoide del runabout era evidentemente divertita dalle espressioni meravigliate del suo passeggero umano, e approcciò la Vancouver da un angolo sfacciatamente panoramico, compiendo un piccolo periplo dello scafo alla larga dai veicoli e dai droni di servizio che si stavano attardando nelle ultime verifiche. La curiosità prese il sopravvento durante le procedure di accesso all'hangar navette. "E' davvero una nave splendida. Dove lavorerà? Sa qualcosa sulla missione?"<br />
<br />
"Timoniere. Sono uno dei timonieri. E' più che bella, è... è un sogno." rispose Henri, con un tono così rapito, così orgoglioso, da suscitare il sogghigno mal trattenuto della pilota; arrossì, e schiarendosi la voce continuò con un tono più casuale. "Ehm. No, a dire il vero non so ancora nulla sulla missione. Immagino che le... caratteristiche avanzate della nave, e la storia di servizio dell'equipaggio... la qualifichino per questioni delicate."<br />
<br />
"Oh, può dirlo forte. Si troverà bene sotto Kuribayashi, vedrà. Ha fama di essere uomo severo ma corretto, che ama la competenza e l'ordine, e lei sembra uno che ama il suo lavoro. Solo, eviti di fare una brutta impressione iniziale!"<br />
<br />
<br /><b>*** FLASHBACK ***<br />
USS Vancouver, Ormeggi di Utopia Planitia<br />
18/12/2399, ore 16:10 - D.S. 76963.49</b><br /><br />
"Non ho una favorevole impressione iniziale di lei, tenente Henri Duchatel Taillerand-Thierry." disse il capitano Tetsuya Kuribayashi, senza ordinargli il riposo. Il suo tono era calmo, ma fermo, mentre gli camminava intorno tenendo in mano il pad con il suo curriculum vitae. <br />
<br />
Henri teneva lo sguardo dritto davanti a sé, così rigido da sembrare prossimo a una paresi. A suo merito, va detto che tale sguardo era ragionevolmente stoico e marziale, e non tradiva nulla del suo terremoto interiore o degli accidenti che stava rivolgendo mentalmente a suo padre, il politicamente influente Ammiraglio Bertrand Duchatel III. "Ho già accolto a bordo anche la sua parente e parigrado, la tenente Marie Juliette Duchatel Taillerand-Thierry, e le ho fatto il medesimo discorso. La Vancouver non è un luogo per i cacciatori di promozioni o di onorificenze, e non diverrà in alcun modo il campo giochi dei protetti dell'Ammiragliato. Se questo mio discorso la offende.. o se mi dimostrerà con le sue azioni di non averlo compreso... troveremo certamente un accomodamento simile a quello che si è già procurato in passato, e la farò trasferire immediatamente fuori dalla mia nave. Ha inteso, tenente?"<br />
<br />
"Signore, signorsì, signore."<br />
<br />
"Ho letto il suo curriculum. Lei ha le competenze per essere un buon timoniere... forse uno straordinario timoniere, viste le sue note di servizio. Leggo che non è un mero impostatore di rotte, ma che ama applicare quello che studia a quello che fa, affinando le procedure e sfruttando al massimo i dispositivi. Tutto questo è molto buono e molto opportuno su questa specifica nave, per via delle sue caratteristiche tecnologiche particolarmente avanzate, ed è il motivo per cui ho approvato il suo trasferimento. Tuttavia, mi domando come un ufficiale affidabile, competente ed evidentemente appassionato alla materia come lei possa farsi trovare invischiato in questioni imbarazzanti come il suo "trasferimento" dalla Fearless a seguito delle ingerenze dell'Ammiraglio suo padre. <br />
<br />
Per come la vedo io ci sono solo due possibilità: o lei ha una intrinseca debolezza caratteriale che le impedisce di spiegare all'Ammiraglio che le sue pressioni mettono a rischia la carriera per cui ha lavorato così duramente, oppure lei è ben lieto di tali pressioni e ritiene, evidentemente in accordo con suo padre e sua sorella, che io sia un osso meno duro di Perlman, capitano della Fearless. Ebbene? In quale dei due casi ci troviamo? Ha il diritto di parlare liberamente."<br />
<br />
Henri strinse i denti. Una vena del collo gli pulsava vistosamente. Aprì la bocca, esitò - e il capitano, impietoso, lo incalzò. <br />
<br />
"Sto attendendo!"<br />
<br />
"Signore!" esordì, trattenendo un tono che era pericolosamente vicino a essere una esplosione. "Nessuna giustificazione, signore. Sono qui per fare del mio meglio, e sono orgoglioso dell'incarico. Chiedo di essere giudicato per il mio lavoro passato e per quello che farò a bordo. Senza alcuno sconto, signore!"<br />
<br />
Kuribayashi gli scoccò un'occhiata severa, in cui si poteva tuttavia scorgere una nota di approvazione, forse anche di rispetto.<br />
<br />
"Molto bene. E' quello a cui hanno diritto tutti, sotto il mio comando, e lo avrà. Riposo."<br />
<br />
Henri rilassò le spalle, portò le mani a congiungersi dietro la schiena e allargò i piedi. Non osò muovere un muscolo del viso. Il capitano si diresse alla sua poltrona e ci si accomodò, appoggiando il pad sulla scrivania.<br />
<br />
"Si presenti al Comandante Majere. Entrerà in rotazione da domani, turno notturno, e concorderà un ciclo di allineamento e formazione con il tenente Mcariel, il timoniere di ruolo del turno diurno. Chiederò aggiornamenti settimanali su di lei, e mi aspetto di essere sorpreso positivamente. Può andare."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Alloggio del Guardiamarina Tanner<br />
20/12/2399, ore 06:05 - 76967.80</b><br /><br />
Seppia, l'anziano Golden Retriever dell'infermiera Caterina Tanner, era ormai davvero molto vecchio. Tanner si era domandata se era il caso di imbarcare il proprio anziano cane, ma Seppia non stava così male da rendere opportuna o urgente la sua soppressione: così Tanner decise invece di portarlo a bordo, per potergli stare vicino durante i suoi ultimi giorni. Nel suo alloggio, non gli sarebbe mancato nulla, e avrebbe potuto dargli tutto l'amore che meritava prima di salutarlo a prescindere che egli la lasciasse dopo tre giorni o dopo tre mesi. <br />
<br />
Tanner era all'esterno dell'alloggio in quelle ore, e in ogni caso non aveva alcun modo di rendersi conto di cosa vi stava accadendo. Non si accorse quindi di come, nell'istante in cui il tachione noto come Alinka venne scacciata dalla coscienza del Tenente Comandante Leclair, essa si trovò frustrata, priva di ospite e confusa... in mezzo a un mare di creature, energie, spazi e oggetti estremamente interessanti e stimolanti. Impossibile resistere: doveva esplorare e indagare. Cosa poteva succedere di male, specialmente se non entrava nel corpo di alcun essere senziente? Una creatura in particolare attirò la sua attenzione: di massa ragguardevole ed evidentemente di intelligenza non sviluppata, era un perfetto vascello per esplorazioni fisiche, in attesa di occasioni migliori. La studiò per alcune ore, poi vi entrò con cautela e con tutte le avanzate tecniche studiate per non causare danni, iniziando a girovagare nella sua mente fatta di pisolini, gatti rincorsi sui ponti ologrammi, coccole alla amata padrona. <br />
<br />
Seppia non sapeva perché stava ripercorrendo tutti i momenti della sua gioiosa vita, ma non gli importava: era bellissimo. Il cuore gli batteva così forte, così incredibilmente forte e con un ritmo così strano, era come rivivere tutto di nuovo e tutto insieme! Si svegliò di soprassalto, e quando si rese conto di non riuscire ad alzarsi non si preoccupò affatto, tutto preso dall'euforia. Ci provò di nuovo, ma si sentì improvvisamente molto stanco. Decise che era meglio acconsentire a quell'improvviso torpore, e sognare ancora un po' la sua padrona e tutti i giorni felici passati insieme. Richiuse gli occhi sereno, per non riaprirli più. Il suo cuore, colmo di gioia ma troppo carico di anni, cessò di battere.<br />
<br />
Alinka comprese di aver compiuto un terribile errore di valutazione e la sua essenza tremò.<br />
<br />
Un attimo dopo, il display del pad sulla scrivania ebbe un guizzo, accendendosi dal nulla e mostrando un articolo di argomento medico, la cui immagine si distorse fino a rendere i caratteri illeggibili. Il software diagnostico si attivò e si chiuse immediatamente dopo l'inizio delle analisi, poi lo schermo si spense senza preavviso. <br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
20/12/2399, ore 06:13 - 76967.83</b><br /><br />
Convocato dal Comandante Majere intorno a mezzanotte, Henri Duchatel aveva dato il cambio al timone all'infortunato Mcariel: i malfunzionamenti della nave indotti dai tre "sabotatori" avevano causato una sovratensione nel pannello di navigazione in plancia, e una scarica elettrica lo aveva ferito al volto e alle mani. Henri aveva trascorso le ultime ore a ripristinare la postazione, tararla correttamente e attivare le sue personali routine di comando remoto, terminando appena prima della rilevazione di energia nelle armi della nave aliena, della concitata comunicazione di Majere al capitano e del risuonare dell'allarme rosso. Dopo un attimo, il Capitano emerse di corsa dal turboascensore. Indicò con un cenno della testa e un gesto interrogativo il tenente Duchatel a Majere, che rispose laconicamente che Mcariel era ferito.<br />
<br />
"Sta bene. Tenente Duchatel, questo sarà un ottimo momento per impressionarmi positivamente. Chiamate la K'vam! Sullo schermo!" <br />
<br />
La figura del comandante Xel'Rath apparve immediatamente, il volto alieno contratto in una espressione truce mentre si rivolgeva a qualcuno alla sua sinistra, non inquadrato. <br />
<br />
"Xel'Rath! Che cosa sta accadendo? Credevo avessimo concordato una collaborazione!"<br />
<br />
L'alieno piegò la bocca in una smorfia che non era difficile interpretare come una espressione di disgusto e frustrazione. "Esattamente, Kuribayashi! Una collaborazione che state disattendendo, collaborando con i nostri comuni nemici... o quantomeno, consentendo loro di manipolarvi! Temo che non ci stiate lasciando alcuna scelta."<br />
<br />
"Non stiamo facendo nulla di tutto ciò. Si spieghi meglio." rispose il capitano, glaciale.<br />
<br />
"La vostra razza è giovane e ingenua! Non conoscete la profondità della loro malvagità e perversione. E i vostri errori..." Xel'Rath si interruppe per rispondere a un suo sottoposto, con tono urgente. Kuribayashi strinse gli occhi, sospettoso. "State... prendendo tempo? Sta succedendo qualcosa in questo istante, non è così? Badi, Xel'Rath. Noi faremo di tutto per scongiurare un esito violento di questa situazione... ma siamo pronti a difenderci, e sappiamo entrambi che questa nave è di molto superiore alla vostra."<br />
<br />
"Non per molto. La vostra follia vi ha già condannati." replicò l'alieno... negli occhi, una luce di profonda pena e tristezza.<br />
<br />
"Ma cos..."<br />
<br />
Le parole del capitano vennero interrotte dall'improvviso spegnersi dello schermo principale, seguito da una piccola esplosione sul pannello dell'Ufficiale Scientifico. La nave beccheggiò, poi per un attimo la gravità venne meno, facendoli tutti sobbalzare. <br />
<br />
=^= "Capitano! Qui Bohr. Segnalo gravi problemi in tutti i sistemi. Diagnostiche avviate. Sembra un collasso generale!" =^= <br />
<br />
La nave beccheggiò nuovamente, poi rollò. Sui display iniziarono ad apparire i primi rapporti diagnostici, segnalando problemi maggiori o minori quasi ovunque: sensori, armi, scudi, supporto vitale...<br />
<br />
Anche Duchatel, con orrore, fece la sua prima comunicazione al suo capitano, e non erano buone notizie. "Capitano, anche i sistemi di guida hanno problemi: ho perso la gestione assistita del timone, siamo alla deriva!" <br />
<br />
"Uno di quei mostri ha ucciso, capitano, forse senza che ve ne siate accorti... o forse con il vostro stolto assenso, chi lo sa." sentenziò Xel'Rath. "A causa di ciò, il virus tecno-organico si è generato a bordo del vostro vascello, e sta ora nutrendosi, sottraendovi il controllo della vostra nave. Non abbiamo più alcun modo per aiutarvi. Addio!" E con un gesto, ordinò il fuoco: tre luminosi siluri lasciarono la nave aliena, diretti verso la Vancouver.<br />
<br />
"Manovre evasive, Schema Delta!" comandò Kuribayashi, e Duchatel scoprì con orrore che la navigazione automatica, e con essa i delicati, raffinati schemi di movimento che aveva affinato nelle ultime ore, erano offline. Realizzò, dagli allarmi risuonati in plancia e dal proprio display, che il problema doveva essere a livello di computer centrale, e che i sistemi periferici erano probabilmente ancora sani.<br />
<br />
"Timone andato! Passo al manuale!" gridò, e mentre febbrilmente estrometteva il computer di navigazione principale, prendendo il comando diretto dei controlli del motore a impulso e del disco deflettore, venne attraversato dall'esilarante pensiero che se avesse sbagliato la manovra e avesse permesso che lo scafo appena ripristinato venisse anche solo graffiato, la sua carriera era finita, fi-ni-ta, e non gli avrebbero più fatto pilotare nemmeno un monoposto atmosferico. Poi pensò che se sbagliava la manovra nessuno di loro sarebbe sopravvissuto, e ogni pensiero evaporò nella concentrazione del momento.<br />
<br />
La prima brusca virata a dritta permise alla nave di schivare il primo dei siluri praticamente per un soffio, con un movimento così improvviso che la compensazione tardò, facendoli tutti sobbalzare ancora. Il movimento condusse la nave abbastanza lontana dal secondo siluro da consentire a Henri di schivarlo con una lieve, appena accennata picchiata, che tuttavia li mise sulla traiettoria del terzo siluro - che sfilò a babordo dello scafo, sotto la struttura a disco principale, e quindi fra le gondole di curvatura, fallendo nella detonazione di prossimità e allontanandosi oltre la poppa. La Vancouver beccheggiò nuovamente, poi con un movimento fluido scivolò verso il lato della nave aliena, per opporre nuovamente la prora alla prora nemica mentre l'altro vascello manovrava per cercare di evitarne gli archi di tiro frontali. <br />
<br />
"La fortuna aiuta gli audaci, i pazzi e i timonieri..." mormorò Majere, monitorando la traiettoria dei siluri che si stavano perdendo in lontananza.<br />
<br />
=^= "Capitano, qui Bohr! Stiamo isolando i sistemi compromessi. Emettitori scudi parzialmente collassati, li dovrete manovrare direzionando il campo di quelli operativi. Sensori offline, curvatura offline, supporto vitale in via di collasso. Sto per ridarvi i phaser - per i siluri serve tempo." =^= <br />
<br />
"Tutte le stazioni - massima priorità all'isolamento del virus e al mantenimento operativo di scudi, motori, integrità strutturale e timone!" ordinò Kuribayashi, mentre Duchatel schivava, con un'altra manovra precisa e disperata insieme, un fascio di phaser della K'vam. "Se evitiamo danni gravi, e isoliamo il virus abbastanza in fretta.." <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente JG Henri Duchatel Taillerand-Thierry</author>
            <pubDate>Sat, 16 Aug 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-11 La morte è sempre un dolore</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Aleksei Romanov<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
20/12/2399, ore 18:20 - D.S. 76969.21</b><br /><br />
L'equipaggio stava combattendo contro i vari guasti che stavano imperversando sulla nave. Bohr era riuscito ad isolare il virus tecno-organico, ma la nave aveva ancora parecchi problemi.<br />
<br />
Il Capitano Kuribayashi attivò la comunicazione dalla sua poltrona di comando.<br />
"Dottor Di Maria, è per caso morto qualcuno ultimamente? Xel'Rath ha affermato che qualcuno è morto e accusano i nostri ospiti. Ne sa qualcosa lei?"<br />
<br />
=^=No, Capitano non mi risulta. =^=<br />
<br />
L'infermiera Tanner ebbe un brivido: pochi minuti prima aveva sentito un sussulto come se qualcuno la salutasse, ma non ci aveva fatto caso occupata com'era a lavorare. Si girò verso il dottore e disse "Dottore posso assentarmi un attimo."<br />
<br />
"E' proprio necessario infermiera? Siamo parecchio occupati..."<br />
<br />
"Devo controllare una cosa importante, davvero Dottore: se non fosse così importante non glielo chiederei."<br />
<br />
"Va bene vada."<br />
<br />
Caterina Tanner corse nel suo alloggio, sul ponte sette entrò e vide Seppia, il suo Golden Retriver, disteso a terra con gli occhi chiusi. Subito comprese cosa era accaduto. Sembrava che il cane sorridesse. Improvvisamente il display sul tavolo si accese da solo, Caterina si avvicinò e lesse 'mi dispiace' in parecchie lingue ed alcuni articoli sulla vita dei cani.<br />
<br />
Caterina piangendo prese in braccio a fatica Seppia e si avviò verso il ponte.  Aveva capito cosa era accaduto. Ora doveva spiegarlo al Capitano prima che il virus alieno distruggesse la Vancouver.<br />
<br />
Entrò sul ponte e Kuribayashi appena la vide disse "Infermiera cosa fa qui con quel cane?"<br />
<br />
Caterina posò a terra Seppia poi raccontò tutto al Capitano dal primo giorno in cui era salita sulla nave con il suo cane.<br />
<br />
Kuribayashi spinse un pulsante sulla sua poltrona e disse =^= Dottor Di Maria venga subito sul ponte, e si faccia accompagnare da uno dei nostri ospiti. =^=<br />
<br />
Dopo pochi minuti il Dottor Di Maria salì sul ponte insieme Nephele/Sev.<br />
<br />
Appena il tachione Nephele/Sev lo vide mormorò "Già lo sapevo, Alinka è venuta da me disperata non voleva far del male, pensava che non fosse un essere senziente."<br />
<br />
Di Maria si avvicinò al cane e passandoci sopra il tricorder medico disse "Anche senza l'intervento di Alinka, il suo cane non sarebbe vissuto ancora molto, infermiera, questo lo sapeva."<br />
<br />
Caterina, ancora con le lacrime che scendevano lungo le guance annuì. "Lo sapevo dottore, ma è ugualmente doloroso".<br />
<br />
Il tachione Nephele/Sev le si avvicinò e disse "Alinka ha sentito il suo amico rivivere gli ultimi anni che è stato con lei e ha capito che a suo modo era un essere senziente."<br />
<br />
"Va bene. Disse Kuribayashi "Ora dobbiamo far capire al comandante Xel'Rath che si è sbagliato. Non gli diremo certo dell'intervento di Alinke diremo che è morto di morte naturale." Poi girandosi verso Caterina continuò "È d'accordo infermiera Tanner."<br />
<br />
"Si capitano. Sono d'accordo."<br />
<br />
"Tenente Duchatel chiami la K'vam, e se non risponde continui a chiamare fino a quando non appare sullo schermo."<br />
<br />
"Si, signore" disse il Timoniere.<br />
<br />
Dopo un po' il volto furioso del comandante Xel'Rath apparve lo schermo.<br />
<br />
=^=Cosa c'è ora umano=^= e disse umano con tutto il disprezzo possibile.<br />
<br />
"Si è sbagliato Xel, ecco il suo 'morto' i tachioni non c'entrano niente. Impari che prima di incolpare qualcuno si informi."<br />
<br />
Il comandante Xel'Rath guardò il cane sul pavimento e disse =^=Che cos'è non è un membro del suo equipaggio.=^=<br />
<br />
"In effetti lo è, in un certo senso, questo è un cane." Disse Kuribayashi<br />
<br />
=^=Un cane? Che cos'è un cane.=^= Ripete Xel<br />
<br />
"Un cane è un nostro compagno per la vita, che ci segue ovunque noi andiamo e ci è accanto, un essere che ama, che soffre. Ed è in un certo senso un essere senziente. Anche se non era un ufficiale né un membro attivo dell'equipaggio era uno di noi. Ed è morto perché era molto vecchio."<br />
<br />
=^=Vecchio?! Cosa significa vecchio?=^=<br />
<br />
"Vecchio è quando qualcuno raggiunge la fine della vita, dopo alcuni anni noi invecchiamo e moriamo, non siamo eterni."<br />
<br />
=^=Non credo di aver capito, ma quello che ho capito che non è morto a causa di quei mostri che voi chiamate ospiti.=^= <br />
Xel'Rath annuì, la sua espressione meno tesa, e con un gesto interruppe la comunicazione.<br />
<br />
La K'Varn, cessando il suo attacco, si allontanò lentamente, non mostrando più interesse per la Vancouver.<br />
<br />
Pochi istanti dopo, dall'interfono risuonò la voce affaticata del Capo Operazioni Bohr: =^=Capitano, i nostri protocolli di isolamento e neutralizzazione del virus hanno finalmente avuto effetto. I guasti critici sono stati risolti e le scansioni indicano che il virus tecno-organico è stato debellato con successo.=^=  <br />
<br />
"Ottimo lavoro signor Bohr," e aprendo la comunicazione con tutta la nave, continuò "A tutti i ponti: è il Capitano che vi parla. Tutti ai vostri posti ... riprendiamo la nostra missione." e dopo aver dato un'occhiata veloce al Dottor Di Maria e all'infermiera Tanner che stavano portando via Seppia dal ponte di comando, aggiunse "Alle 19:30 si terranno le esequie del guardiamarina Seppia ... vorrei che chi non è in servizio venisse a dare l'ultimo saluto al nostro compagno. Kuribayashi, chiude."<br />
<br />
"Grazie Capitano." Disse l'infermiera Caterina Tanner con lacrime di gratitudine agli occhi.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Aleksei Romanov</author>
            <pubDate>Sat, 13 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-12 Riparazioni e Nuovi Orizzonti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Tetsuya Kuribayashi<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver, Plancia<br />
20/12/2399 ore 20:20 - D.S. 76969.44</b><br /><br />
La plancia, seppur non ancora al suo splendore originale, era avvolta da un'atmosfera di tesa tranquillità. I pannelli danneggiati mostravano ancora i segni delle piccole esplosioni, ma i sistemi vitali rispondevano, le luci erano stabili e la gravità era tornata normale.<br />
Il ronzio rassicurante delle postazioni operative aveva sostituito il caos delle ore precedenti.<br />
Il Capitano Kuribayashi era seduto sulla sua poltrona ed osservava lo schermo principale ora sereno: la K'Varn era un puntino in allontanamento, ma i suoi pensieri erano ben più complessi della calma apparente che mostrava ai presenti.<br />
"Status della nave, signor Majere?" chiese, con voce velata da una certa stanchezza.<br />
"Stabilizzata, Capitano," rispose Caramon, riprendendo posto alla sua postazione di Primo Ufficiale. "I sistemi di supporto vitale sono al 90%, gli scudi sono nuovamente online e i motori rispondono pienamente. I danni minori ai pannelli richiedono manutenzione, ma nulla di critico. L'Ingegnere Capo Mcleods ha confermato che l'integrità strutturale è intatta. Un lavoro egregio, nonostante tutto."<br />
Le labbra di Kuribayashi si incurvarono in un sorriso quasi impercettibile: una piccola, silenziosa gratitudine per il lavoro che Majere aveva svolto.<br />
"Tenente Duchatel, rapporto."<br />
Henri, al timone, vi voltò verso il Capitano ostentando determinazione. "Nessun danno permanente, Signore. I controlli manuali sono stati ripristinati e calibrati. La Vancouver è pronta al suo suo comando."<br />
"Molto bene. Ha governato bene, Tenente ... continui così." Kuribayashi rivolse poi lo sguardo verso la postazione di Romanov. "Aleksei, faccia un rapporto completo al Comando di Flotta, inclusa la mia decisione di negoziare con i Tachioni."<br />
<br />
Romanov annuì, la sua espressione era seria. "Con tutto il rispetto, Capitano, le loro intenzioni rimangono ambigue. Hanno sabotato la nostra nave e generato un virus."<br />
<br />
"Le sue riserve verranno registrate sul Diario di Bordo, Comandante," lo ammonì Kuribayashi "Ma ho dato la mia parola. La parola della Federazione non si infrange come se non avesse alcun valore. Analizzi le registrazioni della K'Varn, non credo si allontaneranno per sempre. "<br />
<br />
Kuribayashi si alzò e si diresse verso il suo ufficio, non prima di aggiungere, "Comandante Majere, supervisioni le riparazioni e predisponga tutto per riprendere la navigazione."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Infermeria <br />
20/12/2399 ore 20:45 - D.S. 76969.49</b><br /><br />
Nell'infermeria, il Dottor Di Maria stava effettuando gli ultimi controlli su Bohr e Sev. <br />
Il Tenente Comandante Leclair era presente, non solo come paziente, ma anche come ricercatrice, con un tricorder in mano e uno sguardo assorto. <br />
<br />
"I vostri parametri vitali sono eccellenti," disse Di Maria, "ma rilevo una persistente firma tachionica a livello subatomico. Non è dannosa, ma è presente. Una sorta di 'eco' della loro essenza. Potrebbe essere la causa del mal di testa che riferite."<br />
<br />
Sev si massaggiò le tempie. "È più di un mal di testa, Dottore. È come avere una conversazione costante sullo sfondo... un rumore di fondo che è quasi un pensiero. Ho come l'impressione che ci siano... nuove connessioni neurali. Schemi di pensiero che non sono i miei."<br />
Bohr annuì. "Ho notato la stessa cosa. E le informazioni che Lunvo mi ha 'passato' sono incredibilmente complesse. Riguardano la stabilizzazione delle loro forme e i loro 'punti di risveglio'. Credo che il cubo Borg sia la chiave."<br />
Flora, con gli occhi che brillavano di curiosità scientifica, intervenne: "È la 'stratificazione neurale' di cui parlavo. Una connessione secondaria. Se riusciamo a sfruttarla, potremmo creare un ponte di comunicazione stabile. Un modo per interagire senza rischiare ulteriori possessioni o il collasso di un ospite." Di Maria la guardò con un misto di rispetto e preoccupazione. "Questo è un campo inesplorato, Comandante. Ogni passo dovrà essere calcolato con estrema cautela. La sicurezza dell'equipaggio è la nostra priorità assoluta."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Laboratorio Scientifico <br />
20/12/2399 ore 21:00 - D.S. 76969.52</b><br /><br />
Bohr, Leclair e Sev, nonostante i mal di testa, si ritirarono nel laboratorio scientifico. Kuribayashi aveva dato l'ordine esplicito di trovare una soluzione per comunicare con i Tachioni.<br />
"Le informazioni di Lunvo indicano che la loro manifestazione è legata a campi energetici complessi, spesso di origine artificiale," spiegò Bohr, proiettando schemi e formule complesse su un pannello. "Il cubo Borg, come aveva intuito Flora, è una sorta di fulcro. Credo che l'ambiente che ha generato il virus tecno-organico possa anche essere manipolato per la loro stabilizzazione, se sapremo come. Hanno parlato di 'essenza accelerata' ... di 'coscienza che trascende il tempo'. Se riusciamo a creare un campo di forza modulato a frequenze tachioniche, potremmo fornire un ambiente stabile per la loro manifestazione senza la necessità di un ospite biologico."<br />
Sev, nonostante il suo scetticismo iniziale sui Tachioni, ora era totalmente immerso nella sfida. "Potremmo usare i dati del cubo Borg che abbiamo già raccolto, combinati con le firme tachioniche che il Dottore ha rilevato in noi. È un punto di partenza. Ma dobbiamo agire in fretta. Xel'Rath e la K'Varn non sono scomparsi per sempre. Hanno bisogno di tecnologia Borg e in un certo qual modo il loro 'nemico' siamo noi, se li consideriamo alleati dei Tachioni."<br />
Flora annuì. "Esatto. Dobbiamo trasformare un ammasso di opportunità per Xel'Rath in un nuovo orizzonte per la Federazione. Se riusciamo a stabilizzare la loro esistenza, potremmo aver scoperto una forma di vita completamente nuova e rivoluzionaria. E, forse, un modo per evitare un conflitto ancora più grande con la K'Varn."<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver, Ufficio del Capitano<br />
Nello stesso momento</b><br /><br />
Kuribayashi, seduto alla sua scrivania, rileggeva il rapporto appena inviato da Romanov al Comando di Flotta. Ogni parola risuonava della complessità degli eventi: il primo contatto con una nuova specie ostile, l'interazione con i Tachioni, la promessa fatta a queste entità. Sentiva il peso delle sue decisioni e la profonda necessità di una prospettiva esterna, una che non fosse influenzata dal calore delle emozioni o dalla fretta della battaglia.<br />
In quel momento, il monitor sulla sua scrivania rivelò l'arrivo di una comunicazione classificata proveniente direttamente dal Comando di Flotta.<br />
Kuribayashi accettò la comunicazione, preparandosi per la probabile reprimenda o, nella migliore delle ipotesi, a nuove direttive.<br />
Sullo schermo apparve il volto dell'Ammiraglio Kaloethes, la sua espressione era seria come sempre, ma rassicurante.<br />
=^=Tetsuya, abbiamo ricevuto il suo rapporto. La situazione a bordo della Vancouver è senza precedenti e la complessità delle sue decisioni non è sfuggita alla nostra attenzione. Riconosciamo la gravità e le sfumature etiche del suo impegno con le entità tachioniche. Per affrontare al meglio le sfide che vi attendono, abbiamo provveduto ad assegnarvi un nuovo ufficiale che andrà a ricoprire il ruolo vacante di Consigliere.=^=<br />
Un sospiro di sollievo, inaspettato, gli sfuggì. Il Comando finalmente aveva compreso la necessità di assegnare alla Vancouver un Consigliere.<br />
=^=Sarà a bordo con il prossimo trasporto navetta che vi raggiungerà tra pochi giorni." Proseguì l'Ammiraglio "Tetsuya, ci affidiamo al suo giudizio e alla sua leadership. Starfleet conta su di lei. =^=<br />
"Ammiraglio, la ringrazio per l'attestato di fiducia e di stima."<br />
<br />
Kaloethes abbozzò un sorriso e chiuse la comunicazione, lasciando Kuribayashi con il ruolino di servizio del Consigliere che a giorni avrebbe preso servizio a bordo della sua nave.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Tetsuya Kuribayashi</author>
            <pubDate>Sat, 13 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-13 Il Tachione di Schrödinger</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/vancouver/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>USS Vancouver - Ufficio del Consigliere<br />
01/01/2400 ore 23:45 - D.S. 77002.71</b><br /><br />
"Decisamente interessante come comportamento il suo, Comandante Leclair. Sebbene io non disdegni una seduta nonostante l'orario, mi sorprende che un umano abbia così tanta 'voglia di parlare', nonostante tutto. Abbiamo avuto il nostro primo colloquio ancor prima che io fossi fisicamente sulla nave, e mi son preso qualche appunto. Ora abbiamo tutto il tempo che serve."<br />
Flora, sprofondata su un'ampia poltrona tipica degli studi dei consiglieri, sbuffò sonoramente. Molti pensieri le passavano per la testa, di diverse intensità, e la sua proverbiale chiacchierata allo specchio con sé stessa questa volta sicuramente non avrebbe sortito effetto alcuno. <br />
Aveva palesemente bisogno di un Consigliere.<br />
Il Capitano aveva accordato, seguendo i regolamenti di Flotta, a un colloquio preliminare vista la situazione e considerato l'accaduto, quantomeno per mettere ordine nella testa. Temporaneamente.<br />
<br />
"Non è che sto cercando una spalla su cui piangere... vorrei solo comprendere meglio un po' il tutto, la mia esperienza...del perché non ne sono uscita pazza o col cervello esploso...voglio dare un chiaro ordine logico alle cose."<br />
<br />
Tenok fissò il Comandante per un attimo, mentre sistemava dei libri su un piccolo scaffale dietro alla sua scrivania. L'allineamento dei libri accolti in quello spazio era magistrale.<br />
<br />
"Fermo restando che non sono di certo incline al, come dire, supporto per la manifestazione di emozioni puramente...terrestri, condivido la parte finale del suo divagare, la trovo estremamente stimolante. La logica può essere una valida alleata per dipanare dubbi e comprendere ciò che è necessario. Se non altro, se vagasse per la nave piangendo, dubito che questa porta si aprirebbe mai"<br />
Flora lo squadrò torva.<br />
"Ha per caso messo un sensore anti-lacrime sulla porta?"<br />
"Non ancora" fu la risposta "ma ove non bastasse che io blocchi la porta stessa, potrei pensarci, come opzione".<br />
La scienziata fece spallucce, di fatto accettando l'appunto del nuovo Consigliere, appena arrivato; Starfleet aveva sicuramente scelto il momento perfetto per darne uno alla Vancouver.<br />
"Computer, Seduta Numero Uno, annota la data stellare, Comandante Flora Ediselie Leclair. Possiamo iniziare?"<br />
La donna annuì, e sbuffando ancora una volta, iniziò a raccontare quanto accaduto.<br />
<br />
<br /><b>***FLASHBACK***<br />
USS Vancouver - Laboratorio Scientifico<br />
21/12/2399 ore 5:20 — D.S.76970.47</b><br /><br />
Leclair, Bohr e Sev stavano lavorando nel laboratorio da diverse ore, cercando il modo di riuscire a mantenere la promessa fatta dal Capitano ai Tachioni, ossia di garantire la loro sopravvivenza. Il primo ostacolo da affrontare era però quello di riuscire a instaurare un canale di comunicazione con loro, cosa utopistica per via dell'entità da contattare, ma da dover rendere possibile.<br />
"Noi tutti abbiamo un mal di testa abbastanza importante, che per fortuna va scemando. Tralasciando questo simpatico dettaglio detto solo per iniziare il discorso, è come se sentissimo delle voci, o per meglio dire dei sussurri, che sembrano dirci qualcosa, ma è tutto e niente. Un collegamento pertanto esiste, e per le informazioni in nostro possesso sembrerebbe come se dovessimo trovare la giusta frequenza per ascoltare e interagire con la nostra radio preferita."<br />
Sev annuì lieve, mentre studiava i dati raccolti su una consolle, sbadigliando ogni tanto.<br />
"Già avevo avuto questa idea, il problema è che dovremmo subire di nuovo l'Allineamento, e anche se magari consenzienti non si sa mai cosa potrebbe accadere...dubito che il Capitano possa approvare una cosa del genere, nonostante la promessa fatta."<br />
Bohr osservò Flora, poi Sev.<br />
"Probabilmente dopo la sortita di Nephele su di te quando eravamo ai ferri corti con la K'Varn, potrebbe anche pensarci due volte"<br />
"Non sono nemmeno così sicuro che ci fossimo Allineati di nuovo...di certo non ha dato credito ai Tachioni, né in quel frangente, né tanto meno quanto successo a Seppia..."<br />
I due stavano ancora discutendo quando sentirono il flebile suono del comunicatore di Flora attivarsi al suo tocco.<br />
^=^ Leclair a Kuribayashi =^=<br />
La voce del Capitano risuonò nel laboratorio, lievemente assonnata, dopo qualche istante.<br />
<br />
=^= La ascolto, Comandante. Avete novità? =^=<br />
^=^ Sì, signore, sfortunatamente dovremo ricorrere di nuovo all'Allineamento.^=^ <br />
<br />
La schiettezza di Flora bloccò immediatamente i due Bajoriani nel loro parlare, che osservarono la donna solo spostando gli occhi, quasi immaginando la risposta del loro superiore.<br />
Fortunatamente per i loro obiettivi, furono smentiti. <br />
 <br />
=^= Lo immaginavo. Non abbiamo nessun'altra alternativa percorribile, siete sicuri? =^=<br />
<br />
^=^  Purtroppo non abbiamo una tecnologia sufficiente per replicare in totale sicurezza quella usata dai Tachioni. Mi dispiace, signore, dovremo modulare le frequenze in uno spazio circoscritto per poterli far manifestare e dar loro sufficiente energia per manifestarsi, ma prima di quello abbiamo bisogno di un'ulteriore interazione con loro per magari avere delle dritte su come raggiungere la giusta frequenza ^=^ <br />
<br />
=^= Il Dono della Parola, intende? =^=<br />
<br />
^=^ Precisamente Capitano ^=^  incalzò Sev.<br />
^=^ Nephele mi ha passato molte informazioni ma, probabilmente, nell'ottica del non fidarsi completamente di noi, ha omesso dei dettagli che ci costringono ancora ad aver bisogno di loro tramite Allineamento. Ora sicuramente il nostro rapporto con loro è migliorato, ma all'epoca, sicuramente l'hanno scelto come asso nella manica, da usare al momento opportuno.^=^ <br />
<br />
Si udì un non troppo velato sbuffo di disapprovazione dall'altra parte, ma con lo stato attuale, pareva davvero non esserci alternativa.<br />
<br />
=^= Procedete con l'Allineamento dunque. Manderò Di Maria subito da voi, non sarà felicissimo dell'orario ma non abbiamo molto tempo. Voglio assicurarmi che non vi sia il minimo errore, sappiamo i rischi che corriamo sia per voi, che per la stessa nave, pertanto adotteremo un approccio magistrale. Sono stato chiaro, signori? =^=<br />
<br />
I tre risposero positivamente, e vennero congedati poco dopo, con il comunicatore che tornò in standby.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver - Ufficio del Consigliere<br />
02/01/2400 ore 2:15 — D.S. 77003.00</b><br /><br />
Tenok prese a camminare lentamente seguendo le pareti del suo ufficio, pensieroso per una decade di secondi, prima di riprendere a parlare. <br />
"Nei rapporti che mi è stato concesso leggere, mi pare di aver capito che avete avuto dei problemi inizialmente, che l'Allineamento semplicemente non avveniva. Nessun rischio reale, ma l'interazione coi Tachioni era come se fosse bloccata. Arriviamo quindi, al primo dei suoi problemi, Comandante."<br />
Leclair sbuffò, di nuovo.<br />
"Non sono per nulla convinta della proposta che ho avanzato. Al momento mi sembrava la scelta giusta da fare..."<br />
Il Consigliere scosse lievemente il capo.<br />
"Logicamente era una via percorribile. Non l'unica, non la migliore, ma sicuramente non quella sbagliata. Va denotato un lavoro encomiabile della squadra addetta al teletrasporto per un oggetto di quella consistenza, e in quella circostanza...si tratta comunque di una parte di un cubo Borg, i rischi sono già preventivati."<br />
Lo sguardo di Flora era rabbuiato, e non ci fu una risposta alle ultime parole, perciò venne adottato per lei un diverso approccio.<br />
"Depotenziamo la componente emotiva, Comandante. Andiamo per gradi, elimini i dettagli al momento superflui circa le sue considerazioni, e ripercorriamo quanto successo."<br />
Gli occhi di lei ora lo guardavano fisso, senza che muovesse la testa nel farlo.<br />
"Superiamo il momento della proposta di portare, con tutte le precauzioni del caso, una parte specifica del cubo Borg a bordo della Vancouver, per usarlo come amplificatore per la reazione con i Tachioni. Me lo racconti, evitando i dettagli."<br />
Tenok si riarmò quindi del suo PADD, sedendosi nuovamente dietro la scrivania, pronto a prendere altri appunti. <br />
<br />
<br /><b>***FLASHBACK***<br />
USS Vancouver - Infermeria<br />
21/12/2399 ore 12.30 — D.S. 76971.29</b><br /><br />
Otello aveva passato le ultime ore a fare test, perfino simulazioni per tentare di verificare eventuali problematiche che potevano insorgere durante l'Allineamento, seppur in uno scenario aspettato e consenziente. Le sferette luminescenti che indistintamente custodivano le entità di Alinka, Lunvo e Nephele roteavano attorno al Dottore, quasi come se attendessero trepidanti un suo 'eureka' o qualcosa di molto simile. Bohr, Sev e Flora si erano congedati per qualche ora di riposo visto la veglia che avevano scelto di fare. Glielo avrebbe imposto lui stesso, visto i continui sbadigli di tutti, anche se li avrebbe sbattuti fuori da qualunque luogo di lavoro, visto che Leclair continuava scherzosamente a ripetergli che a sto giro non sarebbe servito il suo Hypospray nascosto dietro la consolle per spedirla nel mondo dei sogni. <br />
La consolle suonava come un'orchestra per tutte le operazioni che stava eseguendo, ma i risultati non erano promettenti. Non tanto per l'incolumità degli Ufficiali, quanto per il fatto che pur non avendo un risultato certo, l'incognita di una non riuscita dell'Allineamento era sempre presente. Prima di congedarsi, i tre ufficiali avevano tentato di eseguire l'Allineamento su Sev, considerato le conoscenze che poteva condividere con Nephele, ma a detta di una sensazione percepita dal Bajoriano, il tutto sembrava essere "fallimento, persino un blocco". <br />
Questo apriva scenari estremamente preoccupanti, in quanto prospettava un non mantenimento della promessa fatta dal Capitano ai Tachioni, ossia quella di dotare loro di un'esistenza vera e propria, e non di quella "soluzione di mezzo" costantemente da sostentare con un rischioso costo chiesto in cambio. <br />
Otello toccò quindi il suo comunicatore, sbuffando.<br />
<br />
^=^ Di Maria a Kuribayashi ^=^<br />
^=^ La ascolto, dottore. ^=^ <br />
^=^ Personalmente non ho brutte notizie da dargli circa la sicurezza dei nostri Ufficiali in vista dell'Allineamento. Il problema è che basandosi sui dati raccolti oltre che dal fallito tentativo fatto con Sev qualche ora fa, non c'è nessun problema per l'Allineamento, dato che allo stato attuale è impossibile farlo avvenire di nuovo. ^=^ <br />
<br />
^=^ Impossibile è una parola non contemplata su questa nave, dottore...mi spieghi cosa ci impedisce di eseguire l'Allineamento. ^=^<br />
<br />
L'uomo osservò ancora per un momento la simulazione fallita con la scritta che campeggiava ben visibile sulla sua consolle, e si prese qualche secondo prima di riprendere a parlare.<br />
<br />
^=^ Se devo seguire le...percezioni di Sev, quanto riferitomi è stato un senso di fallimento nell'esecuzione dell'Allineamento, oltre che la sensazione di avere un vero e proprio blocco per la sua riuscita. Se posso azzardare una mia ipotesi, e qui da qualche giorno ne stiamo facendo parecchie, penso che l'Unità stia giocando un ruolo attivo nel porre questo blocco. Siamo sicuri che i Tachioni abbiano reagito all'interno del cubo Borg, per via della creazione del virus tecno-organico generatosi da quella interazione. Nulla mi porta via dal pensiero che alcune della abilità tipiche dei Borg possano essere state, ironicamente, "assimilate" dall'Unità, e che quindi questa possa impedire l'accesso a quel "piano di realtà" dove si era trovato lei stesso quando era privo di sensi, sia che questa sia direttamente connessa ai nostri nuovi amici, sia che non lo sia. ^=^<br />
<br />
Kuribayashi rimase pensieroso per quasi un minuto, mentre il Dottore non osò disturbarlo, conoscendo questi silenzi. Si affrettò a ripetere una nuova simulazione con parametri differenti, usando ogni Ufficiale in ogni prova, ma l'esito era il medesimo: Fallimento.<br />
<br />
"Se posso, io e Sev avremmo un'altra opzione..."<br />
<br />
Leclair e il Bajoriano erano appena entrati in Infermeria e avevano sentito l'ultima parte del discorso di Otello, rimanendo silenti finché non terminò di parlare, lui non si era minimamente accorto della loro presenza.<br />
<br />
^=^ Ben svegliati, Signori ^=^ esordì il Capitano, incalzando poi. ^=^ Qual'è il vostro suggerimento? ^=^<br />
<br />
Sev si avvicinò ad Otello, abbozzando un sorrisetto al medico, già decisamente stanco per essere solo agli inizi del pomeriggio; alzò poi lo sguardo un minimo, con l'audio che riproduceva la voce di Kuribayashi nell'intera infermeria in attesa di una sua risposta.<br />
<br />
 ^=^ Ci serve una fonte Borg, signore ^=^<br />
<br />
Non servirono sbuffi o qualsivoglia altro suono per comprendere cosa pensasse il Capitano in quel momento; i suoi silenzi, molte volte, dicevano più di mille discorsi. Solo Flora rimase un attimo interdetta, non comprendendo subito il reclinamento del capo dei suoi due colleghi, effettuato quasi in contemporanea.<br />
Capì qualche secondo più tardi, quando Kuribayashi chiuse la comunicazione, senza dire più nulla.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver - Ufficio del Consigliere<br />
02/01/2400 ore 4:15 è D.S. 77003.22</b><br /><br />
Tenok ripose il PADD sulla scrivania, annuendo lieve e sospirando, mostrando soddisfazione.<br />
"Molto bene, Comandante. Abbiamo pertanto appurato che la proposta del teletrasporto del cubo Borg sulla Vancouver lo avete proposto voi e il Capo della Sicurezza, che di fronte alla vostra proposta avrà sicuramente valutato ogni beneficio ed ogni rischio possibile ove fosse stata accettata dal Capitano. <br />
...che è stata accettata o ha rimorsi perchè ha agito di testa sua?"<br />
Leclair si sistemò un attimo meglio sulla poltrona, quasi infastidita dalle parole del Consigliere. <br />
"Ci ricontattò poco dopo per dare l'ok all'operazione, che eseguimmo nel giro di poco tempo. La Vancouver poteva contare ancora sui motori ad impulso fortunatamente, e modulando gli scudi e la posizione del vascello per evitare le interferenze solari, riuscimmo nell'intento."<br />
"Sta divagando, Comandante. Sa bene di cosa dobbiamo parlare ora."<br />
La donna reclinò il capo, visibilmente a disagio. <br />
"Il Piano Ascendente, Leclair. Me ne parli."<br />
<br />
<br /><b>***FLASHBACK***<br />
Posto Indefinito - Sala delle Cerimonie<br />
Tempo Indefinito</b><br /><br />
Kuribayashi riaprì gli occhi dopo vari secondi, la sensazione che l'attivazione del fascio tachionico gli aveva causato era notevolmente fastidiosa e oltre che dare un forte mal di testa, sicuramente aveva avuto un contraccolpo anche sullo stomaco. Sperando che fosse solo quello. La luce era completamente sparita, l'unica illuminazione, fioca, proveniva da lampade appese al soffitto dell'enorme stanza in cui si trovava, con fluttuanti sfere luminescenti che rendevano il luogo quasi tetro. Il terreno pareva essere fatto di marmo, lievemente luminescente anch'esso, ma con un dominio di colori scuri alternati a uno strano chiarore, con il luogo che in generale pareva privare tutto di ogni colore. La divisa infatti, pareva quasi grigia. <br />
Si guardò intorno, e sulle ginocchia ritrovò i suoi Ufficiali con lui fino a qualche tempo prima in infermeria; fece sollevare sulle proprie gambe Otello, Flora e Bohr, mentre Sev comparve dal buio verso il gruppetto poco più tardi. <br />
Cercarono di parlarsi, ma un vento che non soffiava rendeva le loro parole come fossero lontane in un momento, ovattate in un altro. Passarono almeno una decina di minuti a tentare di comunicare fra loro almeno a gesti o segni, ma la preoccupazione principale era capire dove erano finiti, e se era possibile uscirne.<br />
Si manifestò quindi una nuova figura davanti a loro, che li squadrava senza espressione, giudicandoli, quasi. <br />
Il Capitano riconobbe l'infermiera Caterina Tunner; la sua presenza ora rese possibile la normale conversazione.<br />
"Infermiera!" esordì lui. "Ha idea di dove ci troviamo?"<br />
Lo sguardo di lei però era vuoto, perso. Anche gli altri presenti tentarono di farsi riconoscere, ma non ci fu alcuna reazione per qualche minuto, fino a che una voce, o meglio, quelle che sembravano mille voci all'unisono, iniziarono a parlare tramite l'Infermiera.<br />
<br />
"Siete i primi ad avere il Dono della Parola, senza che vi sia concesso. Sorprendente. Siete persino i primi a raggiungere questo luogo, dove possiamo manifestarci senza ricorrere all'Energia.<br />
Quando le chiesi, Capitano, come la vostra gente comprendeva il mondo, le chiesi se facevate uso della Consapevolezza. Non mi rispose a quella domanda, fummo traditi dalla definizione che Noi fossimo un virus...tecno-organico.<br />
Grazie ai vostri sforzi ora sappiamo che quello è collegato sì a noi, ma è una conseguenza del nostro agire senza criterio unito a una tecnologia assimilante aggressiva. Nulla che non siate riusciti ad affrontare, a quanto pare."<br />
<br />
Kuribayashi capì al volo che si trovava di nuovo di fronte a quella figura indistinta quando lui era privo di sensi in Infermeria. La voce era diversa, più chiara anche se con molti toni diversi, quasi come se prima fosse solo un eco lontano. <br />
<br />
"So che avete domande infinite, e risponderò ad alcune, quantomeno per premiare i vostri sforzi circa quello che state facendo.<br />
Noi siamo l'Unità e-"<br />
<br />
"No, voi siete l'Infermiera Caterina Tunner, e gradirei che mi fosse restituito il mio membro dell'equipaggio" tagliò corto il Capitano.<br />
L'Unità non reagì in alcun modo, continuando a parlare.<br />
<br />
"Noi siamo l'Unità, e guidiamo squadre di ricercatori al fine di raggiungere la manifestazione fisica. Noi esploriamo, noi cerchiamo, noi combattiamo un solo e unico nemico..."<br />
<br />
Un tonfo sordo zittì però tutti, Unità compresa. Un fucile di grosse dimensioni venne lasciato cadere al suolo, mentre Kel'Rath avanzava, quasi ipnotizzato.<br />
<br />
"Noi setacciamo, noi ripuliamo e noi combattiamo un solo e unico nemico..."<br />
<br />
L'unità e l'entità aliena dissero però all'unisono:<br />
"...e stiamo aspettando da molto tempo il compimento del nostro obiettivo."<br />
<br />
Nessuno disse nulla per molte decine di secondi, Kel'Rath e l'Unità si limitarono a guardarsi, così come il gruppetto di Ufficiali non osava aprir bocca. D'un tratto però l'Unità prese ad urlare, sempre più forte, iniziando a disgregarsi con centinaia se non migliaia di piccole sfere che uscirono rapide dalla testa della Tunner; ognuna di queste sfere iniziò a mostrare il volto di quelli che erano una volta i Tur-rin, lasciando di stucco i federali, che non potevano credere ai loro occhi.<br />
Uno stuolo che praticamente riempiva tutta la sala e oltre si generò in pochi istanti.<br />
L'infermiera della Vancouver camminò per qualche metro in avanti, prima di perdere i sensi e finire per terra, immobile.<br />
Una delle entità fuoriuscite dalla sua testa, iniziò a parlare.<br />
<br />
"La mia voce risuona, finalmente. In quell'unione di intenti v'era solo caos. Ho visto quanto avvenuto in tutto questo periodo, ma potevo di tanto in tanto osservare senza poter intervenire. L'utilizzo di una chiave di volta come quella sfruttata da questa 'Federazione' ha avuto un successo insperato; ha disgregato l'Unità e reso possibile la nostra manifestazione. Chiediamo scusa per la presa sulla vostra amica, il tutto era dettato da una volontà creata dal miscuglio di molte altre."<br />
<br />
Otello visitò sommariamente Caterina, giudicandola priva di sensi per quello che poteva vedere e diagnosticare, con un battito molto debole; era sprovvisto di tricorder. <br />
Kel'Rath dal canto suo guardava ancora in cagnesco la figura eterea non troppo distante da lui, per nulla tranquillo nemmeno si trovasse in un posto indefinito.<br />
<br />
"Che vuol dire tutto questo? Mi avete assimilato alla vostra collettività, io assieme a questi pazzi della Federazione? Mi rifiuto di diventare una vostra marionetta!"<br />
<br />
"No, Mans. Non diventerai mai una marionetta; non lo farei mai contro un amico."<br />
<br />
Kel'Rath rimase di stucco, ora davvero non capiva. Era stato chiamato con un altro nome, ma la cosa non lo faceva infuriare, qualcosa gli suggeriva che non era stato chiamato così per errore. <br />
<br />
"Federazione, noi siamo nativi del pianeta Tur-rin, come saprete dalla nostra storia. Solo che non ci avevate visti tutti, non ancora almeno. Il nostro obiettivo vi è chiaro, ma mai senza l'utilizzo del vostro catalizzatore di tecnologia Borg saremmo riusciti ad arrivare a questo incontro. Sono conscio dei rischi che avete corso, ma sono allo stesso modo grato che la Federazione sappia mantenere le sue promesse.<br />
A farci aprire gli occhi, a disgregare l'Unità, a ridarci anche se a livello etereo, la nostra identità personale. <br />
Anche noi possediamo protocolli di Primo Contatto, Capitano.<br />
Questo lo giudica rispettoso dei dettami della sua organizzazione, vero?"<br />
<br />
Kuribayashi annuì, sorridendo lieve per un breve attimo, percependo l'importanza del momento. Bohr rarissime volte se non mai, aveva visto il Capitano così compiaciuto.<br />
"La Federazione Unita dei Pianeti esplora, conosce..."<br />
<br />
"...stringe alleanze, anela il progresso nella pace. Sì, ne sono al corrente." concluse la figura, che sorrideva molto di più del Capitano. <br />
<br />
"Tornando a noi, Mans. Ti chiederai perchè ti ho chiamato così. Ti chiederai perché il tuo nome è Mans Tan, e il mio Lars Sen. Due persone che si sono conosciute per anni in un'altra vita, ora così diversi. Dopo probabilmente un'era, considerato che ho perso la cognizione del tempo, finalmente potremo spiegare."<br />
La sala prese ad illuminarsi un poco di più, con quelle che parevano lingue di fuoco iniziare a girare randomicamente per la sala dopo essere comparse dal nulla, illuminando al loro passaggio più di quanto già poco non fosse. <br />
<br />
"Quando avvenne l'esplosione, noi tutti fummo sparpagliati con violenza in tutte le direzioni. Noi soprattutto, al centro di quel tragico evento. Una parte di noi, come sappiamo, non ce la fece, altri iniziarono a vagare per lo spazio ben capendo quali dovevano essere le nostre nuove fonti di sostentamento.<br />
Altri Tachioni furono più scaltri, più ingegnosi, forse perchè vi erano menti più ingegneristiche, non ne ho idea, ma vista l'impossibilità di parlare liberamente, decisero di creare un conglomerato di entità, che potesse fare da tramite fra di noi. Un qualcosa che ci potesse dare un posto dove poter parlare, sfruttando parte dell'energia che ci serviva per vivere.<br />
L'Unità.<br />
Non capimmo però che la sua stabilità proveniva dall'esperienza, e non dalla quantità, e perciò perdemmo la nostra Via.<br />
Da punto nevralgico della nostra nuova civiltà, essa, composta da migliaia, da milioni di menti diverse, arrivò a non capire persino sé stessa, fino a darsi il ruolo di guida."<br />
<br />
Kel'Rath ascoltava assorto, ora sedendosi per terra, imitato dai Federali.<br />
<br />
"Dimenticò, dimenticammo...il motivo della sua stessa creazione. Indicare come raggiungere una primordiale forma fisica, imbrigliando o il potere di una stella, o energie residue di grossi fenomeni cosmici. Kel'Rath, o meglio, Mans Tan, ora ti chiedo, perché è lecito che tu non possa credere alle mie parole.<br />
Da dove proviene la tua razza, da quale pianeta? Come si chiama la tua razza?"<br />
<br />
L'alieno non seppe rispondere, e capì dove si voleva arrivare. Rimase silente.<br />
<br />
"E' naturale, ciò che l'Unità doveva fare nei vostri confronti, non è stato fatto. E' stato un grande errore di valutazione da parte di tutti, con molti che ne hanno pagato le conseguenze, con un prezzo molto alto. Per questo me ne scuso." disse poi infine la figura eterea di Lars Sen. <br />
<br />
Kuribayashi si rialzò, annuendo.<br />
"Questo è vero, ma la Federazione sa riconoscere, nei rischi del Primo Contatto, che non tutte le cose non possono andare nel verso giusto, che possono sopraggiungere...complicazioni. Siamo consci che si può anche pagare un prezzo molto alto, ma essendo esploratori, dobbiamo essere pronti a tutto. Abbiamo delle regole che ci indicano come comportarci, come affrontare i problemi...e non cadere nella rabbia o nello sconforto. La mia civiltà ci ha messo secoli, se non millenni per capirlo, non sarò di certo io ad ammonirvi. Ci siamo imbattuti casualmente in voi, per via di una nostra missione, nostro compito è adattarci e rispettare il protocollo per quanto possibile. Le vostre scuse sono più che sufficienti."<br />
Anche Flora si rialzò poco dopo, abbozzando un sorriso, osservando intensamente Lars Sen.<br />
<br />
"Mi chiedevo, signor Lars...Alinka, Lunvo e Nephele come stanno? Sono qui anche loro?"<br />
Bohr e Sev si alzarono di scatto appena sentirono quei nomi, sistemandosi la divisa un poco, quasi a voler fare eco alla domanda dell'Ufficiale Scientifico. Otello li seguì a ruota.  <br />
<br />
Lars Sen sorrise.<br />
<br />
"Sì, stanno bene. Il loro permanere sul vostro piano li ha sfiancati parecchio, ma sono presenti. Potrebbero manifestarsi a breve."<br />
<br />
Il Capitano si avvicinò di qualche passo a Lars, ancora curioso e desideroso di fare domande. <br />
"Signor Lars, avrei la domanda più importante di tutte da porle. Con il ruolo che ricopro, è letteralmente mio dovere. Qual è la nostra posizione attualmente? Dove siamo?"<br />
<br />
La figura eterea si avvicinò a sua volta al Federale, mantenendo sempre il suo tono calmo ed estremamente cordiale.<br />
<br />
"Questo, Capitano Kuribayashi, noi lo chiamiamo Piano Ascendente. Una dimensione alternativa di uno specifico luogo nel mondo reale, non obbligatoriamente parallela ma speculare al luogo a cui fa riferimento. La sua esatta collocazione nello spazio tempo è mutevole, indefinita, sottoposta alla casualità posizionale.<br />
Tramite le conoscenze apprese da Sev, sappiamo che voi conoscete una dimensione alternativa dove vivono letteralmente degli alter ego di voi stessi, ma qui è diverso.<br />
La prima volta che si raggiunge questo luogo, non vi è nulla, solo fioca, incolore luce e spazio vuoto. Con la giusta conoscenza, possono essere anche costruite infinite città, perfino abitarle, seppur temporaneamente."<br />
<br />
Tetsuya prese a camminare lentamente, assimilando tutte le informazioni ricevute, prima di chiedere, ancora.<br />
<br />
"Quindi in sostanza, quello che noi chiamiamo Universo dello Specchio, è una sorta di Piano Ascendente pieno però di alter-ego, lo possiamo considerare così?"<br />
<br />
Lars Sen scosse il capo. <br />
<br />
"Il Piano Ascendente è un Piano, non è un Universo, sono due cose molto probabilmente ben distinte, non ho mai avuto modo di visitare il luogo di cui parlate voi. Quello che so, è che vi sono con certezza 'più Piani', da noi non accessibili. Saranno appartenenti ad altre razze, o sarà negato l'accesso, chi può dirlo."<br />
<br />
"A proposito di questo, l'Unità ha bloccato l'accesso ai nostri tentativi di Allineamento inizialmente, perchè?"<br />
La figura fece spallucce.<br />
"Probabilmente voleva impedirvi di raggiungere questo luogo, di proteggere sé stessa dalla disgregazione, cosa che grazie alla tecnologia Borg siete comunque riusciti a fare, mettendola in un angolo e attivando il processo portando qui anche Mans Tan"<br />
<br />
Kel'Rath/Mans Tan si destò come da un torpore, richiamato all'attenzione dalla voce di Lars. <br />
<br />
"Credo che voi due abbiate molto di cui parlare" disse calmo Kuribayashi, cercando di iniziare le pratiche di congedo, vedendo che la situazione si era finalmente risolta ad ogni livello. <br />
"...e molto da ricostruire, avete trascorso molto tempo lontani. Credo che due amici di vecchia data possano fare un bel lavoro, con la gioventù dalla loro parte, e probabilmente pure l'eternità a disposizione. La Federazione ammira popoli come il vostro, disposti ad andare sempre oltre, in pace. Quando sarete pronti, fatecelo sapere, penso di poter dire a nome del Comando di Flotta, che la vostra potenziale candidatura sarà presa in seria considerazione, e nonostante tutto, potrete pure dare delle referenze."<br />
<br />
Kel'Rath/Mans Tan si avvicinò al Capitano, osservandolo intensamente, lo sguardo di rimando fu ricambiato in egual modo. <br />
"Il nostro prossimo incontro sarà sicuramente migliore, Capitano"<br />
Il federale annuì.<br />
"Lo sarà sicuramente, Signor Tan."<br />
<br />
La partenza dal Piano Ascendente cominciò poco dopo, con Alinka, Lunko e Nephele che si manifestarono in tempo per dire addio agli Ufficiali, che svanirono nel nulla qualche secondo più tardi.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver - Infermeria<br />
21/12/2399 ore 20.30 — D.S. 76972.84</b><br /><br />
L'equipaggio portato nel Piano Ascendente si rimaterializzò in Infermeria, esattamente dove si trovavano qualche ora prima. Compresero autonomamente che il tempo in quel luogo scorreva di sicuro in maniera diversa, tutto quello che era successo sicuramente non poteva avvenire in un'ora scarsa. <br />
Kuribayashi chiese aggiornamenti sullo stato della nave, e venne informato circa un aiuto offerto da una nave di passaggio, il motore della Vancouver necessitava importanti riparazioni e senza la curvatura disponibile, si doveva trovare ancora un modo per portare la nave ad un cantiere.<br />
"Mi sa che a questo punto, potrò davvero trovarmi la B sul numero di registro..."<br />
Bohr sbuffò divertito, con il sorriso che si spense guardando Otello, chino sul bioletto su di una figura sdraiata sopra.<br />
Flora era appoggiata allo stipite della porta del laboratorio mentre osservava quel corpo immobile sul lettino. Non diceva nulla, e sembrava quasi paralizzata dalla paura.<br />
"Dottore...?"<br />
Lui scosse il capo, sconsolato.<br />
"Non posso fare più niente per lei, l'Infermiera Tunner è morta, Capitano"<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver - Ufficio del Consigliere<br />
02/01/2400 ore 7.55 - D.S. 77003.34</b><br /><br />
"Se immagino quello che sta per dire, NON è colpa sua, Comandante. Non è logicamente plausibile assumersi la piena colpa di questo fatto. Mi ha ripetuto le testuali parole del Capitano Kuribayashi, un perfetto testamento circa i principi di Primo Contatto con regole ed eventualità affrontabili, un qualcosa da farci perfino un seminario in Accademia e lei vuole sminuire tutto questo per addossarsi delle responsabilità, peccando così erroneamente di egoismo?<br />
Rifletta bene sui fatti e non ceda all'emotività, comprendo che la morte è sempre un dolore, ma cerchiamo di vedere razionalmente la questione."<br />
Flora a quella poltrona si sentiva come se ci fosse legata sopra. Aveva passato le ultime ore a narrare tutti i fatti avvenuti con lucidità, ma l'epilogo della loro avventura l'aveva colpita veramente nel profondo.<br />
Ancora una volta non era riuscita a salvare qualcuno, come sua sorella, come suo padre, e forse poteva farlo, forse no...il dubbio la stava divorando come allora.<br />
"Io ho proposto che quello stramaledetto pezzo di cubo..."<br />
"Lei, lei, lei, sempre lei. Si contenga, Comandante Leclair. Non si creda l'eroina di questa storia, crede forse di essere lei dietro la tastiera a scrivere i fatti che avvengono qui? Che lei possa influenzarli e definire chi è nel giusto e chi nello sbagliato?<br />
La risposta è no. Si attenga ai fatti. Lei e Sev avete proposto il teletrasporto della porzione di cubo. Bohr ha sostenuto la vostra idea...il nostro Capitano, valutando benefici e possibili rischi, ha acconsentito.<br />
Non. E'. Un. Suo. Sbaglio. <br />
Siete un equipaggio, e lei per fortuna non è ancora un Capitano; si maledirebbe da sola, se riuscisse a riacquistare un minimo di controllo. Che ha. Me lo dimostri."<br />
<br />
Leclair sbuffò sonoramente più volte, trovando lentamente la calma, cercando di scacciare pensieri pesantissimi almeno per un attimo, così da affrontarli meglio. Si isolò per una decina di minuti, lavorando sul suo respiro.<br />
<br />
"Ha ragione. Devo controllarmi, magari addossando un po' delle colpe anche a Sev; mi ha portato lui a quella conclusione mentre beveva una bevanda ghiacciata."<br />
<br />
Tenok fece spallucce, riconoscendo di nuovo l'approccio buffo e scanzonato tipico di Flora, un comportamento che sicuramente celava molto più di quello che voleva mostrare. Sicuramente l'indagine su questo dettaglio era un qualcosa che magari sarebbe stato fatto più avanti, sicuramente un altro giorno. La seduta trovò quindi una sua fine, e il Consigliere invitò la collega a una breve colazione in sala mensa prima di congedarsi, per il momento di tempo libero ne avevano a sufficienza, visto i lavori a cui doveva essere sottoposta la Vancouver.<br />
<br />
"Dice che lo cambieranno mai il numero di registro a questa nave, Consigliere Tenok?"<br />
"Non che la cosa possa attirare la mia attenzione, Comandante. Dovessero dare alla Vancouver la designazione B solo per i danni subiti, non sarebbe molto 'onorevole' per la nave stessa...se vogliamo vederla da un lato molto Klingon."<br />
Leclair fischiettò interessata.<br />
"Addirittura scomodare i Klingon per un paragone? Audace"<br />
Tenok sbuffò lieve, entrando in mensa. <br />
"Ma se invece alla nave dessero la designazione B, come una nuova nomenclatura, dato che la prima generazione della Vancouver ha salvato una civiltà eterea dall'estinzione?"<br />
A questo quesito il Vulcaniano si mostrò colpito, nonché interessato. <br />
"Interessante ipotesi, Comandante. Magari potremmo sottoporla al Comando, giusto per assicurarci che incollino quella lettera che ambisce per una nave che non comanda"<br />
"Oh, ancora con questa storia! Ero triste emotivamente, dovevamo aspettarci che essere controllata dall'Unità per una persona sola sarebbe stato letale, sia che fosse stata Caterina...o perfino io. Questi momenti, se visti da una certa prospettiva, forgiano"<br />
Tenok annuì.<br />
"In un certo senso, sì."<br />
Il comunicatore di Flora ad un certo punto suonò.<br />
<br />
=^= Qui Leclair =^=<br />
=^= Comandante, la invito a raggiungermi all'Hangar, immediatamente =^=<br />
Il Capitano Kuribayashi richiamò all'ordine la donna, che recepì l'ordine e si congedò dal Consigliere in pochi secondi, ringraziandolo ancora per la seduta.<br />
Lasciandolo con un cappuccino doppio zucchero e cannella bollente in mano.<br />
<br />
<br /><b>USS Vancouver - Hangar - Magazzino 3<br />
02/01/2400 ore 9.25  è D.S. 77003.44</b><br /><br />
"Bene, Comandante, è qui" esordì il Capitano.<br />
"La squadra scientifica stava nuovamente analizzando la porzione di cubo borg recuperata, pensavo volesse essere presente"<br />
Flora annuì sorridendo e ringraziando il proprio superiore, dando lei stessa il via alle analisi con vari tipi di sensore; fortunatamente quelli interni funzionavano decisamente meglio di quelli esterni, ancora sotto riparazione.<br />
In breve tempo, gli scienziati iniziarono a confabulare fra loro, tra l'incerto e l'incredulo.<br />
"Signori? C'è qualche problema?" fu chiesto da Leclair.<br />
"Sì, signore. Questo cubo, non...non è del nostro tempo. O meglio, non so, queste fluttuazioni sembrano simili a quelle di occultamento ma molto più avanzate delle attuali..."<br />
La donna ascoltando quanto detto, decise di usare un'emissione tachionica sull'oggetto, e le letture presero a cambiare istantaneamente. Kuribayashi fece un passo indietro, quasi stupito da quello che stava avvenendo. Il cubo borg "inconsistente" iniziava a prendere una nuova forma, con le letture che questa volta lo identificavano come stabile, quindi che rivelava in tutto e per tutto quello che era.<br />
"..ma questo è...un motore cronitonico funzionante! Com'è possibile che quindi i Tachioni potessero..."<br />
D'un tratto, dal motore partì un audio, che al suo iniziare spaventò un minimo Flora.<br />
<br />
"Reazione Tachionica per rilascio di agente semi-artificiale settata su motore Tur-rin...fzzz...Confermo....fzzz....Flotta Stellare non è al corrente del...informazion...enuta da...fzzzz...facente parte del Comando di Flot...fzzzz...corrente, di tutto. <br />
...fzzz...one necessaria, con presenza di Ufficiali...fzzz... camuffare... fzzz.... occultamento... 31. Ogni qualsivoglia tentativo di .... fzzz ... sarà severamente punito. Lasciate che quei ... fzzz ... si distruggano fra loro. Sacrificio... fzzz ... Vancouver ... fzzz ... pretesto per eliminare chi non è del nostro... fzzz ... temporale. Contatt...Scientifico...fzzz... mi ignorerà. Mi ...fzzz ... già bloccata.<br />
Qui Eva, chiudo."<br />
<br />
Tutti rimasero senza parole, comprendendo a metà quello che l'audio aveva appena rivelato.<br />
Tutti, tranne due persone.<br />
Il Capitano si voltò verso Flora, sapendo, e rimanendo comunque colpito se non addirittura incredulo; Leclair era completamente sbiancata in volto, dato che avrebbe riconosciuto quella voce tra mille, con un vecchio fendente ormai cicatrice sul fianco che sembrò darle perfino fastidio.<br />
Sua sorella probabilmente era viva, ma la questione era venuta a galla nel peggiore dei modi.<br />
Lo sguardo del Capitano diceva tutto, esigeva spiegazioni, ma senza dirlo calmo, o urlando.<br />
Aveva uno di quegli sguardi che non necessitavano parole, uno di quelli dove erano più potenti i silenzi. <br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Flora Ediselie Leclair</author>
            <pubDate>Sun, 16 Nov 2025 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
</rss>
