<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>SHELDON - Missione 10</title>
        <description>I diari di bordo della SHELDON</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon</link>
        <lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 18:58:23 +0200</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <image>
            <url>https://starfleetitaly.it/starfleetitaly/img/loghi_flotta/sheldon.gif</url>
            <title>SHELDON</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon</link>
            <width>100</width>
            <height>100</height>
            <description>Feed provided by Starfleet Italy.</description>
        </image>
        <item>
            <title>10-00 Un viaggio non preventivato</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=221&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Kyel  Rezon <br /><br /><br /><b>Sheldon - Ufficio del Capitano<br />
26/09/2405 - Ore 21.16</b><br /><br />
La giornata sembrava destinata a trascinarsi all'infinito. <br />
Adrienne, seduta nel suo ufficio, sorseggiava distrattamente l'ennesima tazza di caffè. Kyel le aveva già fatto notare che quella stava diventando più di una semplice abitudine, quasi una dipendenza, ma lei aveva la mente altrove.<br />
Un minuscolo Sheldon, ridotto a dimensioni da soprammobile, la fissava dalla scrivania da almeno due ore. <br />
Aveva provato più volte a stuzzicare la betazoide, lanciando battute e provocazioni, ma non era riuscito a ottenere altro che qualche grugnito e occhiate distratte. <br />
Alla fine, persino l'intelligenza artificiale si era arresa, tornando alla sua forma a grandezza naturale.<br />
"Oggi con te non c'è alcun gusto, Adrienne!" sbottò, incrociando le braccia.<br />
"Ho troppe cose per la mente..." rispose lei, senza alzare lo sguardo.<br />
"Questo l'avevo capito. Il problema è che nulla ti sembra smuovere. Vuoi che chiami il gorillone?"<br />
"No. È di turno in plancia. E comunque, anche se fosse qui, non saprei come potrebbe aiutarmi. La questione è... complicata."<br />
Sheldon si illuminò con un sorriso sornione. "Se cerchi la soluzione a un problema, non devi far altro che chiedere a me!"<br />
Adrienne lo fissò per un istante, poi si voltò lentamente verso di lui, decisa a fronteggiarlo. "Hai presente quei rapporti strani arrivati negli ultimi giorni? Non riesco a togliermeli dalla testa."<br />
"Il tuo cruccio è quello?" rise l'IA. "Il fatto che abbiano trovato delle navi alla deriva, prive di equipaggio?" Scosse il capo con aria di sufficienza. "A noi non succederà nulla!"<br />
"E come puoi esserne così sicuro?" ribatté Adrienne, stringendo la tazza tra le mani.<br />
"Perché io sono la nave!" dichiarò con orgoglio. "Andiamo, pensi davvero che qualcuno possa anche solo immaginare di abbordare un vascello come il sottoscritto e vivere abbastanza per raccontarlo?"<br />
Adrienne sospirò. "Sheldon, sei un vascello straordinario, e questo non lo metto in dubbio. Ma cinque navi alla deriva, nessun segno di colluttazione, equipaggi svaniti nel nulla senza nemmeno un SOS... non ti sembra inquietante?"<br />
"Mi sembra poco plausibile. Se non addirittura impossibile."<br />
"Eppure è accaduto." Adrienne scosse il capo, turbata. "C'è qualcosa che non mi convince."<br />
Sheldon inclinò appena il volto, con quell'aria di chi si sente sempre un passo avanti. "Il problema è che tu non conosci questo quadrante quanto me. Qui, a volte, nascono piccole leggende: storie innocue, create per movimentare la giornata degli equipaggi di passaggio."<br />
Adrienne lo fissò con un'espressione perplessa. "Vuoi forse dirmi che i rapporti sono falsi?"<br />
"Non lo so. Ma non possiamo escluderlo." Sheldon scrollò le spalle, come se la questione non meritasse ulteriore attenzione. "Io non mi farei troppi problemi per una stupidaggine del genere."<br />
<br />
<br /><b>Sheldon - Plancia<br />
27/09/2405 - Ore 01.54</b><br /><br />
Nella plancia della Sheldon la tranquillità regnava pressoché sovrana. <br />
Il turno notturno, per antonomasia, tendeva a essere il più quieto: senza la necessità di seguire qualche progetto lanciato dal Capitano o dall'ingegnere capo, al personale restava tutto il tempo del mondo per dedicarsi al dolce far nulla. <br />
Normalmente un simile turno sarebbe stato visto come una punizione, ma non per gli irriducibili del gossip che, dati gli ultimi eventi, avevano davvero molto di cui parlare.<br />
Anche se erano trascorsi anni, si finiva ancora a discutere del triangolo amoroso che aveva coinvolto il Primo ufficiale, il Capitano e l'ufficiale medico capo. <br />
Blake, dal suo ruolo di amico degli ufficiali superiori, era una miniera inesauribile di informazioni succulente. <br />
Quella notte, però, l'argomento più caldo non era il passato sentimentale dei superiori, bensì i misteriosi rapporti delle navi ritrovate alla deriva: vascelli intatti, ma privi di equipaggio. <br />
Le ipotesi si stavano sprecando, tra chi parlava di pirati, chi di nuove armi segrete e chi, più fantasioso, di entità aliene invisibili.<br />
Cosa successe dopo, nessuno lo capì fino in fondo. <br />
La situazione fu talmente rapida e imprevedibile che persino Sheldon non ebbe modo di reagire. Se avessero dovuto spiegarlo a parole, i membri della plancia avrebbero detto che la nave era stata colpita da un'onda anomala. <br />
L'intero vascello fu scosso come una scialuppa in balia di un mare in tempesta, poi, improvvisamente, arrivò la quiete.<br />
Una quiete che durò meno di un secondo. Poi fu solo caos.<br />
=^=Protocollo di guerra attivato=^=<br />
In plancia una luce viola indicò l'inizio della sequenza di armamento, mentre una voce automatica elencava la procedura passo dopo passo. Sheldon, immobile alla postazione di comando, sembrava osservare tutto con un silenzio innaturale.<br />
=^=Procedura di rilascio delle navette caccia completata=^= <br />
=^=Schieramento dell'intera flotta completato=^=<br />
Sul visore principale apparve la disposizione tattica: la Sharon, incrociatore leggero da battaglia, si era portata in posizione avanzata; la Sheena, insieme alle altre diciannove navette, aveva formato quattro squadriglie da cinque unità, pronte a coprire i fianchi e la retroguardia.<br />
=^=Attivazione delle contromisure completata=^=<br />
Le pesanti paratie scesero di colpo, ricoprendo l'intera nave.<br />
=^=Corazza ablativa attivata su tutte le ventidue unità. Sistema di scudi attivato su tutte le ventidue unità=^= <br />
=^=Emettitori phaser attivati. Lanciasiluri a impulso elettromagnetico in linea e pronti all'utilizzo. Cannoni antiprotoni in caricamento=^=<br />
Sheldon non si mosse. L'intelligenza artificiale sembrava aver fatto un passo indietro, tornando a un protocollo automatico, quasi impersonale.<br />
=^=Procedura di armamento completata. Stato degli armamenti, vascello Sheldon: dieci emettitori phaser pienamente operativi. Venti lanciasiluri a impulso elettromagnetico operativi. Ottocento siluri pronti all'uso. Sistema di rigenerazione siluri attivato. Dodici cannoni antiprotoni pienamente operativi=^=<br />
=^=Qui Sharon =^= intervenne l'altra IA. =^=Stato degli armamenti: quattro emettitori phaser operativi. Otto lanciasiluri a impulso elettromagnetico operativi. Cento siluri pronti all'uso. Sistema di rigenerazione siluri attivato. Quattro cannoni antiprotoni operativi=^=<br />
=^=Qui Sheena =^= aggiunse la voce cristallina della terza IA. =^=Stato degli armamenti per ciascun caccia, compresa me: due emettitori phaser operativi. Due lanciasiluri a impulso elettromagnetico operativi. Trenta mini-siluri pronti all'uso. Cannone antiprotoni operativo=^=<br />
Fu allora che i presenti in plancia si guardarono attorno, sconvolti: erano improvvisamente molti meno di prima. <br />
Blake non era più alla sua consolle.<br />
"Che sta succedendo?!" Adrienne irruppe di corsa, convinta di trovarsi di fronte a uno dei soliti scherzi di Sheldon. Ma l'IA, al centro della plancia, taceva. "Sheldon, cosa c'è che non va?"<br />
"Hanno rapito metà del mio equipaggio..." rispose con voce grave. "Ho già predisposto la partenza di Sheena e Sharon: stanno effettuando scansioni nell'area per capire cosa sia accaduto. Al momento non si rileva nulla di anomalo. Le mie registrazioni indicano che l'intera nave è stata attraversata da un flusso energetico di matrice sconosciuta... non ne comprendo ancora né la fonte né la direzione."<br />
Adrienne si guardò attorno, il cuore che le batteva all'impazzata. Solo allora realizzò che mancava la maggior parte dei suoi ufficiali superiori. "Sheldon... chi è stato portato via?"<br />
"Tutti gli individui di sesso maschile, Capitano." La voce dell'IA si fece cupa. "Adulti e ragazzi, ma non i bambini."<br />
Il volto di Adrienne impallidì. La plancia, un attimo prima piena di voci e chiacchiere, ora sembrava un deserto.<br />
<br />
<br /><b>Luogo sconosciuto <br />
27/09/2405 - Ore 02.18</b><br /><br />
Rezon si risvegliò nel bel mezzo del pandemonio. <br />
Non aveva idea di che posto fosse, ma il frastuono di voci concitate e passi affrettati lo fece scattare in piedi. <br />
Per un istante si sentì stordito: si era addormentato accanto ad Adrienne, e ora si era ritrovato in un luogo sconosciuto che ricordava una stiva di carico o un magazzino sotterraneo.<br />
Attorno a lui, decine di figure si muovevano spaesate. C'erano razze differenti, alcune mai viste prima, e l'aria era impregnata di un odore acre di metallo e umidità. <br />
Le pareti, illuminate da una luce artificiale intermittente, sembravano vibrare come se un motore lontano scandisse il ritmo di quel luogo.<br />
"Tenente!"<br />
Kyel si voltò di scatto, riconoscendo la voce di Hewson. Il Consigliere gli si avvicinò rapidamente, visibilmente scosso, seguito da due Guardiamarina che cercavano di mantenere l'ordine tra un piccolo gruppo di ufficiali radunati alla meglio.<br />
"Ero sicuro che fosse qui anche lei... molti li ho già trovati, altri non so ancora dove siano."<br />
"Cosa diavolo è successo?" chiese Kyel, serrando la mascella.<br />
"Non lo so. Ero nel mio alloggio a dormire. Mi sono risvegliato qui, senza alcun preavviso. Non ho visto nessuno che potesse spiegarmi la situazione." Hewson abbassò la voce, lanciando uno sguardo circospetto attorno. "E c'è un dettaglio inquietante: da quando mi muovo qui dentro, non ho visto nemmeno una donna. O ci hanno divisi, o hanno preso solo noi."<br />
"Quindi Adrienne non c'è..." mormorò Kyel, trattenendo la rabbia. "Prima di tutto dobbiamo radunare i nostri e poi trovare un modo per andarcene. Dobbiamo contattare Sheldon."<br />
"Fatica inutile."<br />
La voce, roca e priva di emozione, li fece voltare. <br />
Un essere dalla pelle grigiastra e dagli occhi lattiginosi li fissava con uno sguardo vuoto. Non apparteneva a nessuna razza che Kyel avesse mai incontrato.<br />
"Da qui non se ne andrà nessuno. Almeno, non da vivo. Alla fine ne resterà soltanto uno: il migliore."<br />
Kyel lo fronteggiò con freddezza. "Di che cosa stai parlando?"<br />
L'alieno inclinò appena il capo, come se la domanda fosse irrilevante. <br />
"Godetevi il cibo, risparmiate le energie e tenete la testa bassa. Non ha importanza chi siete o cosa volete. I vostri desideri, le vostre aspirazioni... sono finite. Non uscirete vivi da Zodolla."<br />
Un silenzio pesante calò sul gruppo. <br />
Il nome di quel luogo, Zodolla, echeggiò nella mente di Kyel come una condanna.]]></description>
            <author>Tenente Kyel  Rezon </author>
            <pubDate>Sun, 28 Sep 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>10-01 Un benvenuto inquietante</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=221&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Paul Hewson<br /><br /><br /><b>Luogo sconosciuto <br />
27/09/2405 - Ore 02.20</b><br /><br />
L'essere alieno, dopo aver pronunciato quelle parole che suonavano come una condanna, fece per andarsene, ma Kyel lo afferrò per un braccio e lo fermò.<br />
"Chi sei e cosa è Zodolla?"<br />
L'alieno posò su di lui uno sguardo indifferente e togliendosi la mano del risiano di dosso, con la stessa impassibile calma, rispose: "Te lo dico adesso, e poi mai più: toccami o parlami ancora senza permesso e sei morto. E questo vale anche per i miei uomini, che presto diventeranno i vostri istruttori. Il mio nome è Thes e da oggi fino al vostro ultimo giorno sarò colui che deciderà il vostro destino. Zodolla è un'arena dove i Padroni vengono per divertirsi e il loro spettacolo preferito è il Torneo, un combattimento all'ultimo sangue tra guerrieri in cui solo uno trionferà e riceverà fama e denaro. Voi adesso vi allenerete e i più forti parteciperanno al prossimo Torneo che si svolgerà tra un mese. E comunque, che vi sia di conforto, la mia scuola non ha mai perso negli ultimi 9 Tornei, quindi è probabile che uno di voi riesca a sopravvivere!" e se ne andò lasciando Rezon e gli uomini vicino a lui, che lo avevano ascoltato, ammutoliti.<br />
Il primo a parlare fu Blake "Siamo finiti in un covo di matti: chi si credono di essere per decidere delle vite altrui! Ci deve essere un modo per andarcene, in fondo siamo in parecchi e se ci uniamo li possiamo sconfiggere."<br />
"Non credo che sia così facile Alec" rispose il Consigliere" l'ho osservato mentre parlava con Kyel, e non c'era traccia di insicurezza in lui, sa che quello che ha detto è vero e che è impossibile scappare da qui"<br />
"Può darsi, ma da quello che ha detto il Torneo non comincerà che tra un mese, quindi abbiamo tempo per studiare il luogo dove siamo tenuti prigionieri e i loro sistemi difensivi: non ci arrenderemo facilmente, Thes non ci conosce. E poi non conosce la caparbietà del nostro Capitano e di Sheldon, faranno di tutto per trovarci. Ora cercate solo di sopravvivere agli allenamenti" disse Rezon provando a motivare i suoi compagni.<br />
"Parli bene tu, sei un combattente forte e preparato, ma noi?" chiese Rush indicando se stesso e la maggior parte degli uomini della sezione scientifica o di ingegneria "La maggior parte di noi ha un addestramento di base al combattimento che risale ai tempi dell'Accademia! Come potremo resistere?"<br />
Paul vide lo scoramento sui volti di molti dei suoi compagni, lo stesso che provava nel suo cuore, conscio delle sue scarse capacità guerriere e disse: "Signori, oggettivamente le probabilità sembrano tutte contro di noi, ma in questi ultimi anni siamo sopravvissuti ad avventure forse ancora più disperate di questa, uscendone comunque vittoriosi. Quindi usiamo tutte le conoscenze ed abilità che abbiamo e sono sicuro che anche stavolta ne usciremo vivi. Rimaniamo uniti e come la squadra forte che siamo, facciamo vedere a quel pallone gonfiato di Thes di che pasta sono fatti gli uomini della Flotta!"<br />
Il discorso del Consigliere servì almeno a dare un po' di coraggio ai più giovani. Rezon lo prese sottobraccio e si allontanò con lui di un paio di metri dal resto degli uomini della Sheldon.<br />
"Bel discorso, bravo: gli hai dato un po' di speranza" gli disse il Primo Ufficiale.<br />
"Credi? te lo saprò dire dopo il primo allenamento a cui ci sottoporranno in quanti di noi sarà rimasta un po' di speranza, io compreso. Mi hai visto in azione e sai quanto sono scarso: non resisterò un minuto contro un avversario che sia forte anche solo la metà di te"<br />
Kyel lo prese per le braccia e guardandolo fisso negli occhi  gli disse "Ok amico, non è il tuo forte combattere, ma hai altre capacità: usale a tuo vantaggio. Puoi capire le intenzioni di chi hai davanti da un suo minuscolo movimento del viso, sfruttalo per anticipare le mosse di chi dovrai affrontare e soprattutto, resta vivo, ho bisogno di te"<br />
Paul guardò l'amico con riconoscenza, avendone capito l' intenzione di dargli coraggio, quindi mise a sua volta le mani sulle sue braccia e ricambiò la stretta "Farò come dici tu e credimi, sul fatto di restare vivo, mi trovi completamente d'accordo"<br />
"Bene. Torniamo dagli altri, non ho visto Jekins tra loro, raduniamo tutti i nostri compagni e cominciamo a studiare la situazione."<br />
<br />
<br /><b>Nave Sheldon- Plancia <br />
27/09/2405 - ore 03.30</b><br /><br />
L'atmosfera in plancia era carica di tensione: Adrienne dalla sua poltrona stava studiando tutti i rapporti che le varie sezioni stavano inviando, ogni minuscolo dettaglio doveva essere esaminato. Non era possibile che tutti i maschi presenti a bordo fossero scomparsi senza lasciare traccia. Sheldon, dopo i primi minuti in cui temeva di essere sotto attacco, aveva fatto rientrare le navette. Su ordine del Capitano aveva mandato Sharon, con a bordo una squadra guidata dalla Terell, nella zona di spazio dove era stata segnalata l'ultima nave alla deriva. In mancanza di indizi, l'unica anomalia incontrata doveva essere analizzata: probabilmente non era niente,  come sosteneva Sheldon, ma Adrienne aveva imparato a fidarsi del suo istinto. E adesso le diceva che le cose erano collegate. <br />
"Spiegazioni su come sono potuti sparire tutti gli ufficiali maschi senza che tu te ne sia accorto?" chiese Adrienne ad un serissimo Sheldon, in piedi di fianco a lei.<br />
"Nessuna al momento: l'unica possibilità è che ci fosse un teletrasporto nascosto dell'onda energetica che ci ha attraversato"<br />
"Da dove ha avuto origini questo raggio? Se ci fosse stata una nave nelle vicinanze te ne saresti accorto, giusto?"<br />
"Dipende" rispose Sheldon, evidentemente scocciato dall'essere stato colto di sorpresa.<br />
"Da cosa?" chiese Adrienne.<br />
Sara Cortes, seduta alla postazione scientifica rispose al posto dell'AI "Se ci fosse stata una nave o qualcosa di simile abbastanza lontana per sfuggire ai nostri sensori o anche più vicina, ma dotata di un sistema di occultamento estremamente efficace, non ce ne saremmo accorti."<br />
"Ma supponendo la prima ipotesi il raggio teletrasporto usato deve essere molto potente ed estremamente preciso se è riuscito a selezionare sesso ed età di chi prelevare. Cosa potete dirmi dell'onda energetica che ci ha attraversato?"<br />
"Un tipo di energia sconosciuta, ma ne stiamo tracciando la rotta: presto sapremo da dove ha avuto origine. E sono pronto a scommettere che lì troveremo anche il mio equipaggio!" disse Sheldon <br />
"Sheldon torno nel mio alloggio, ho bisogno di riposare un paio d'ore prima che i gemelli si sveglino, ammesso che ci riesca. Qualunque novità voglio essere informata, anche quella che può sembrare ininfluente. Tenente Cortes le affido la plancia."<br />
"Molto bene Signore e stia tranquilla: li troveremo!" Rispose Sara cercando di usare il tono più sicuro che aveva anche se in cuor suo temeva per la sorte del suo Filippo.<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Luogo sconosciuto<br />
27/09/2405 - ore 04.15<br />
</b><br />Jekins, accompagnto da alcuni uomini della sicurezza, aveva esplorato il luogo dove si erano svegliati: per prima cosa aveva scoperto che i comunicatori non funzionavano e per questo aveva mandato un paio di uomini alla ricerca degli altri. Gli aveva ordinato di riferire che era sua intenzione esplorare il luogo dove si erano svegliati, per capire se c'era un modo per andarsene o almeno per comunicare con la Sheldon. Dopo un paio d'ore la sua esplorazione era terminata e tornò a riferire ai suoi colleghi che nel frattempo si erano riuniti in un punto appartato dell'enorme stiva dove erano rinchiusi.<br />
"Pippo finalmente! Cosa hai scoperto?" chiese Kyel rincuorato nel vederlo.<br />
"Poco e quel poco non ti piacerà. La sala dove siamo è collegata a quattro corridoi che partono tutti dal lato opposto a dove ci troviamo: in quelli alla sinistra è possibile entrare perché non c'è sorveglianza e portano in dormitori comuni con servizi igienici e sala mensa. Quelli a destra invece sono chiusi e hanno guardie alle porte. Nei dormitori non ci sono finestre né aperture di nessun genere per cui non ho potuto vedere se siamo su di una nave o su un pianeta, però sbirciando dall'oblò sulla porta che da sui corridoi di destra ho intravisto in una stanza delle strutture che potrebbero essere dei pannelli di controllo, se riuscissimo ad arrivarci in un qualche modo...."<br />
"Se riuscissimo ad arrivarci probabilmente potremmo trovare un modo per comunicare con Sheldon, quindi chiunque di noi avrà un'occasione, la sfrutti: non credo che ci lasceranno così liberi di muoverci a lungo." disse Rezon.<br />
"Ho provato a parlare con gli altri prigionieri: sono tutti terrorizzati e c'è un gruppo di Kazon che racconta di avere già sentito una storia che parla di questo posto, ma pensavano fossero delle esagerazioni dovute all'alcool, dato che chi le raccontava era decisamente ubriaco!" disse Hewson.<br />
"Se quello da cui hanno sentito la storia era uscito da qua in un qualche modo, dobbiamo farci raccontare esattamente cosa gli ha detto: forse c'è un altro modo per andarsene senza dover uccidere nessuno. Paul datti da fare con quei Kazon, ma attenzione, non ti fidare, ricorda i rapporti della Voyager su di loro!"<br />
<br />
<br />
]]></description>
            <author>Tenente Paul Hewson</author>
            <pubDate>Fri, 17 Oct 2025 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>10-02 La prima battaglia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=221&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Naky Terell<br /><br /><br /><b>Nave Sheldon- Alloggio Capitano<br />
27/09/2405 - ore 05.30</b><br /><br />
Adrienne si risvegliò di soprassalto. Non aveva dormito, aveva solo chiuso gli occhi. IL lettino del suo alloggio l'aveva accolta, ma il suo abbraccio non era riuscito a placare la tempesta che le ruggiva dentro. Non era il brusco risveglio a infastidirla, quanto la sensazione vischiosa e inaccettabile di aver perso ore preziose in un sonno senza riposo. La mente continuava a ritornare la, crudele e ossessionata dall'immagine di Kyel e dell'equipaggio rapito.<br />
L'assenza di Kyel non era un semplice vuoto fisico; era come se un sistema critico della nave fosse andato in shutdown. Lui non era solo il suo compagno, era il suo Primo Ufficiale,la parte impulsiva della linea di comando. Chi poteva avere il coraggio, o la sconsideratezza, di rapire un'intera sezione dell'equipaggio? L'onda di teletrasporto era stata camuffata troppo bene con l'onda energetica, troppo professionale per essere pirateria improvvisata. C'era un disegno freddo e mirato dietro tutto questo, e quel pensiero la preoccupava più di ogni cosa.<br />
Si alzò lentamente, restando seduta a contemplare il silenzio sterile del suo alloggio.Poi si alzò.  I suoi piedi nudi toccarono il pavimento freddo e levigato, un risveglio sensoriale che la riportò alla realtà tangibile. La prima cosa da fare, l'unica che avesse ancora senso in quel caos emotivo, era controllare i gemelli.<br />
Si diresse verso il loro lettino sospeso, una culla a gravità controllata che li cullava con movimenti ritmici e dolci. Per fortuna, loro dormivano beati, con il respiro regolare, ritmico, ignari di quel che il loro padre stava passando.<br />
Adrienne si avvicinò e si sporse sul bordo lucido. I piccoli pugni chiusi sotto il mento di Chris, i capelli scuri arruffati di Danyel. Erano la prova tangibile, irrefutabile, che la vita doveva andare avanti. Che Kyel doveva tornare.<br />
Allungò una mano con infinita delicatezza per sfiorare la guancia rosea di Danyel con la punta delle dita, poi la piccola mano serrata di Chris. Un lieve sorriso stanco, ma autentico, comparve sulle sue labbra. Era un sorriso che non nasceva dalla gioia, ma dalla ferrea determinazione. Guardarli, così vulnerabili e così indifesi, le ricordò che l'ansia era un lusso che non poteva permettersi.<br />
Adrienne si allontanò dal lettino, il sorriso che svaniva per lasciare il posto a un'espressione di concentrazione acuta. Il silenzio della cabina non era più quello dell'ansia; era diventato il silenzio della preparazione.<br />
Indossò la sua uniforme lisciandosela addosso quando il suo comunicatore infranse il silenzio dell'alloggio. <br />
=^= Terrell a Capitano Faith. Mi dispiace disturbarla ma ci sono alcune novità =^=<br />
"Arrivo immediatamente," rispose Adrienne, la voce affilata e priva di esitazioni. Ritrovare l'equipaggio era l'unico imperativo, anche se questo significava setacciare e rivoltare l'intero settore.<br />
<br />
<br /><b>Nave Sheldon- Alloggio Capitano<br />
27/09/2405 - ore 06.00</b><br /><br />
Naky Terrel si alzò rapidamente dalla postazione scientifica, ignorando la stanchezza che le appesantiva le spalle e le cerchiava gli occhi di scuro. Le comunicazioni con la squadra esterna crepitavano ancora nell'aria, statiche e fredde.<br />
"Capitano," esordì, la voce tesa ma chiara, anche se un tremito impercettibile tradiva la sua compostezza. "La squadra a bordo della Sharon ha confermato i timori: hanno localizzato l'ultima nave alla deriva nel quadrante ed è... un guscio vuoto."<br />
Naky deglutì a vuoto, stringendo i pugni sul bordo della console<br />
"Nessun equipaggio, nessun corpo, nessun segno di lotta. Quella nave è solo una vittima precedente, Capitano. È stata ripulita dallo stesso, identico raggio di teletrasporto che ha strappato via.... gli altri dalla nostra nave."<br />
Adrienne si portò dietro alla donna osservando la console, sapeva che stava provando il suo stesso dolore e le appoggiò le mani sulle spalle per infonderle un po' di coraggio.<br />
Naky fece un respiro profondo, ricacciando indietro il terrore per lasciare spazio al dovere. Doveva trasformare quella paura in dati.<br />
"Tuttavia," riprese con rinnovato vigore, aggrappandosi all'unica speranza rimasta, "mentre la navetta Sharon analizzava quel relitto, Sheldon ha utilizzato i sensori principali per tracciare l'origine del raggio, isolando la firma energetica residua che ha colpito entrambe le navi."<br />
Non appena pronunciò quel nome, un lieve ronzio statico pervase l'aria della plancia. I proiettori olografici situati al centro della sala si attivarono all'unisono.<br />
"Ho isolato la firma" disse Sheldon, la sua voce risuonò ovunque e in nessun luogo contemporaneamente, uscendo dagli altoparlanti ambientali con una chiarezza cristallina, non c'era nulla della sua solita arroganza o superbia. Sembrava concentrato e furioso "Il raggio ha origine da un sistema stellare non mappato, situato a tre giorni di viaggio alla nostra attuale velocità di crociera."<br />
L'avatar di Sheldon fece un gesto fluido e la mappa stellare tattica si espanse, mostrando una zona di spazio buia e turbolenta.<br />
"La destinazione è nascosta dietro una Nebulosa di Classe 5," spiegò l'IA, indicando i vortici di gas densi che avrebbero reso ciechi i sensori standard. "Un nascondiglio tattico eccellente. Tuttavia, ho rilevato tracce residue di un massiccio spostamento di energia ionica proprio all'interno di quella coltre di gas. Qualcosa di grande è entrato lì dentro di recente. È inequivocabilmente l'origine dell'onda."<br />
Adrienne fissò la nebulosa pulsante sulla mappa. Tre giorni. Altri tre giorni in cui Kyel e l'equipaggio sarebbero rimasti nelle mani del nemico, ma ora avevano una "X" sulla mappa.<br />
"Tenente Blake tracci una rot...."si girò verso la console del timoniere osservando la povera guardiamarina messa a fare da timoniere provvisorio "Guardiamarina tracci una rotta massima velocità consentita. Andiamo a prenderli"<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Luogo sconosciuto<br />
27/09/2405 - ore 10.15</b><br /><br />
L'aria nell'area di addestramento era viziata, pesante di un odore acido di sudore stantio e ozono. Non era una palestra, ma un'arena di cemento nudo e pareti scrostate, illuminata da luci al neon che sfarfallavano con un ronzio fastidioso. I prigionieri della Sheldon, ancora storditi dal teletrasporto e privati delle loro uniformi, furono spinti al centro della sala come bestiame.<br />
Thes li attendeva al centro. La sua figura era affiancata da due Vorgon colossali, montagne di muscoli dalla pelle grigiastra che maneggiavano fruste elettriche attive, il cui crepitio azzurrognolo era l'unico suono a rompere il silenzio terrorizzato dell'equipaggio.<br />
"Il vostro primo giorno è dedicato all'obbedienza," sibilò Thes. La sua voce era priva di emozione, fredda come lo spazio profondo. "Sarete divisi in coppie. Non è un allenamento, è una lezione di sopravvivenza. Se uno di voi crolla, l'altro ne paga le conseguenze. Qui il dolore è condiviso."<br />
Con un gesto della mano, i Vorgon spinsero i prigionieri a formare le coppie. Kyel si ritrovò spalla a spalla con Tremont, un anziano ingegnere akritiriano. Tremont tremava visibilmente, le mani nodose strette al petto, gli occhi spalancati dal panico. Non era fatto per la guerra, era un uomo che aveva passato la vita a calibrare valvole in sale macchine silenziose.<br />
"Iniziate," ordinò Thes. "Correte. Finché non ve lo dico io."<br />
Iniziarono a correre in circolo. Non era una corsa normale; il pavimento era irregolare e la gravità sembrava artificialmente aumentata. Dopo pochi minuti, il respiro di Tremont divenne un fischio agonizzante. Le sue gambe cedettero. L'ingegnere inciampò e rovinò a terra, ansimando disperatamente.<br />
Kyel si fermò all'istante, l'istinto di protezione che prevaleva su ogni ordine. Si chinò per aiutarlo, afferrandolo per un braccio. "Forza, Tremont, ti tengo io..."<br />
SCHLACK!<br />
Il colpo arrivò prima che Kyel potesse rialzarlo. Uno dei Vorgon aveva fatto schioccare la frusta. L'arco elettrico colpì la schiena di Tremont, che urlò di dolore, inarcandosi sul pavimento. L'odore di tessuto e pelle bruciata riempì le narici di Kyel.<br />
"Nessuno ha detto di fermarsi," disse Thes, avvicinandosi. Fissò Kyel con i suoi occhi lattiginosi, privi di iride, che sembravano guardare attraverso la carne. "Questa è Zodolla. O sei forte, o sei morto. La debolezza è una malattia che estirpiamo."<br />
Alec Blake, che correva poco distante in coppia con Hewson, si fermò di scatto. La vista dell'anziano ingegnere a terra e l'arroganza crudele di Thes fecero scattare qualcosa dentro di lui. La rabbia del timoniere, nota per essere impetuosa quanto le sue manovre, esplose.<br />
"Lascialo in pace!" gridò Alec, uscendo dai ranghi e parandosi davanti al Vorgon armato. "È un anziano, maledizione! Non siamo bestie da macello!"<br />
Il silenzio calò nella stanza. Thes spostò lo sguardo lattiginoso su Alec. Un sorriso lento, macabro, gli increspò le labbra sottili.<br />
"Non siete bestie?" mormorò Thes, divertito. "Allora dimostra che ti sbagli. Dimostra che vali più della carne che occupi."<br />
Fece un cenno verso un angolo buio della stanza, dove una rastrelliera ospitava armi rudimentali: bastoni metallici, lame smussate, catene.<br />
"Tu, Alec Blake, affronterai il mio istruttore," disse Thes, indicando il Vorgon che aveva colpito Tremont. Il gigante grugnì, spegnendo la frusta e flettendo le enormi mani nude. "Se vinci, il tuo compagno non sarà punito oggi e l'ingegnere riceverà cure. Se perdi... la lezione raddoppia per tutti."<br />
Blake deglutì, ma non indietreggiò."Accetto," disse Alec, con voce ferma.<br />
Si diresse verso la rastrelliera e afferrò un pesante bastone di lega metallica. Mentre si voltava per affrontare il gigante, sentì una mano stringergli la spalla. Era Hewson. L'uomo, solitamente silenzioso e defilato, aveva passato gli ultimi minuti a fissare il Vorgon con un'intensità quasi maniacale, analizzando ogni tic, ogni spostamento di peso.<br />
"Alec, aspetta un secondo," mormorò Hewson, la voce ridotta a un filo udibile solo a loro due. "Ascoltami," insistette Hewson, stringendo più forte. "L'ho osservato mentre colpiva Tremont. Ha un tic nervoso. Prima di caricare tutto il peso per un affondo destro, il suo pollice sinistro si contrae due volte verso il palmo. È involontario."<br />
Alec guardò Hewson, sorpreso dalla lucidità di quell'osservazione in mezzo al caos.<br />
"Guarda il pollice, Alec," ripeté Hewson, fissandolo negli occhi. "Appena lo vedi scattare, schiva a sinistra. Lui si scoprirà il fianco."<br />
Alec annuì, stringendo il bastone fino a farsi sbiancare le nocche. Fece un respiro profondo e si voltò verso l'arena improvvisata.<br />
"Andiamo," disse rivolto al gigante Vorgon.<br />
Il gigante Vorgon avanzò al centro dell'arena, le braccia massicce aperte come se volesse stritolare l'aria stessa. Non aveva preso armi; la sua stazza e la sua pelle spessa, simile a cuoio indurito, erano la sua corazza. Alec strinse il bastone di metallo, sentendo il sudore freddo che gli imperlava i palmi delle mani. Il cuore gli martellava nel petto, un ritmo frenetico che minacciava di coprire ogni altro suono.<br />
Il primo attacco fu brutale e privo di tecnica. Il Vorgon caricò come un toro, sferrando un pugno discendente che avrebbe potuto fracassare il cranio di un uomo. Alec si gettò di lato all'ultimo secondo, rotolando sul cemento ruvido. Il pugno del gigante impattò il pavimento, sollevando una nuvola di polvere e schegge di pietra.<br />
È veloce, pensò Alec, rialzandosi a fatica mentre il gigante si girava con sorprendente agilità. Troppo veloce per la sua stazza.<br />
"Fermo, piccolo uomo," ringhiò il Vorgon, divertito. "Smetti di scappare."<br />
Alec indietreggiò, tenendo il bastone in posizione difensiva. I suoi occhi, però, non guardavano il volto del nemico. Erano fissi sulla mano sinistra del gigante, che penzolava lungo il fianco.<br />
Il Vorgon fece una finta, muovendo la spalla destra. Alec trasalì, ma si costrinse a non reagire alla finta. Il gigante rise, un suono gutturale, e si preparò per l'affondo vero. Caricò il peso sulla gamba posteriore, i muscoli del petto si contrassero.<br />
Ed eccolo.<br />
Un movimento rapido, nervoso. Il pollice della mano sinistra del Vorgon scattò verso il palmo. Una volta. Due volte.<br />
Il tempo sembrò rallentare per Alec. La voce di Hewson risuonò nella sua mente come un ordine dalla plancia di comando: "Schiva a sinistra!"<br />
Alec non aspettò di vedere partire il colpo. Si lanciò verso sinistra con tutta la forza che aveva nelle gambe, abbassandosi quasi a livello del suolo.<br />
Un istante dopo, un gancio destro devastante fese l'aria esattamente dove si trovava la testa di Alec un secondo prima. Lo spostamento d'aria gli scompigliò i capelli. Il Vorgon, avendo messo tutta la sua forza in quel colpo andato a vuoto, si sbilanciò in avanti, esponendo completamente il fianco destro e le costole.<br />
Alec non esitò. La rabbia per Tremont, per Kyel, per la Sheldon e per Naky si canalizzò in quel movimento. Fece perno sul piede sinistro e ruotò il busto, sferrando un colpo orizzontale con il bastone di metallo.<br />
Il rumore dell'impatto fu nauseante. Il metallo colpì le costole del gigante con una violenza inaudita. Il Vorgon emise un grugnito strozzato, l'aria espulsa dai polmoni in un colpo solo. Barcollò lateralmente, la mano che correva istintivamente al fianco ferito.<br />
Alec non gli diede tregua. Sfruttando lo slancio, colpì ancora, questa volta mirando alla parte posteriore del ginocchio del gigante. Il Vorgon ruggì di dolore e la gamba cedette sotto il suo peso. Crollò in ginocchio, portando la sua testa all'altezza di Alec.<br />
Il timoniere alzò il bastone per il colpo finale, ma poi lo fece roteare portandolo al fianco.<br />
Thes batté le mani, un applauso lento e sarcastico che rimbombò nella stanza silenziosa.<br />
"Notevole," disse Thes, avvicinandosi. I suoi occhi lattiginosi passarono da Alec a Hewson, che era rimasto immobile tra i prigionieri. Thes aveva notato lo scambio? Non sembrava importargli. "Hai sfruttato la debolezza del nemico. Hai osservato, hai agito. Questo è il linguaggio di Zodolla."<br />
Fece un cenno ai due Vorgon con le fruste, che si avvicinarono per trascinare via l'istruttore ferito, il quale guardava Alec con un odio puro e promettente.<br />
"Hai vinto, Blake," continuò Thes. "L'ingegnere sarà curato. Per oggi, l'addestramento è finito. Portateli nelle celle."<br />
Mentre venivano scortati fuori, Kyel si avvicinò ad Alec, sostenendo ancora Tremont che gemeva sommessamente. Kyel posò una mano sulla spalla del suo timoniere. Non disse nulla, ma la stretta ferma comunicava tutto: Ben fatto. Siamo ancora vivi.<br />
Alec incrociò lo sguardo di Hewson e annuì impercettibilmente. Avevano vinto il primo round, ma sapevano tutti che il gioco era appena iniziato.<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Luogo sconosciuto<br />
27/09/2405 - ore 18.00</b><br /><br />
Filippo non si mosse dalla porta. Aveva gli occhi socchiusi, la testa leggermente inclinata, ascoltando. Non i lamenti dei compagni, ma i suoni al di là del metallo.<br />
"Due," mormorò Jenkins, senza staccare lo sguardo dalla fessura della porta. "Due Vorgon in pattuglia esterna. Passano in coppia, camminando in sincrono. Li ho sentiti prima, nell'area di addestramento. Hanno un passo pesante, ritmico... non pensano di dover mascherare il rumore."<br />
Kyel si lasciò cadere a terra. "Bene, ora sappiamo quanti sono in corridoio. Ci aiuterà a sfondare la porta?"<br />
"Non ancora," rispose Jenkins. "Ma la frequenza è cruciale. Sono passati esattamente tre minuti e quindici secondi dall'ultima volta. Il loro passo non è casuale; è una routine. Se mantengono questa cadenza, abbiamo un ciclo di sette minuti esatti tra una pattuglia e l'altra per agire."<br />
Si voltò finalmente, la luce fioca che illuminava i suoi occhi penetranti. "E la cosa più importante: uno dei Vorgon, quello con la cicatrice sulla spalla, ha un anello di metallo che sfrega contro la piastra della corazza. Lo usa come un metronomo personale. Se possiamo neutralizzare quel suono o distrarlo, possiamo prevedere la loro posizione al metro."<br />
Rush non appena la cella si era chiusa, aveva notato un piccolo dettaglio che nessun altro aveva colto, troppo stanchi per l'estenuante addestramento.<br />
"L'alimentazione," sussurrò Rush, ascoltando i colleghi. "Il campo di forza sul bordo della porta... è una frequenza a bassa tensione costante, pensata per dissuadere, non per contenere. Non è integrato con il blocco meccanico principale."<br />
Kyel si inginocchiò accanto a lui. "Spiegati meglio, Nicolas."<br />
"Il sistema di blocco ha un relè separato per il campo di forza. E l'alimentazione del relè... è passata attraverso il condotto di ventilazione in alto a destra, prima di entrare nel circuito della porta. L'ho visto, è uno stile di cablaggio Kryll primitivo, un ripensamento, non una costruzione integrata."<br />
Il capo OPS indicò con un dito il condotto di ventilazione che sibilava sopra di loro. "Se riuscissimo a raggiungerlo... e a cortocircuitare quel cablaggio. Distruggeremmo il campo di forza, ma la serratura meccanica resterebbe intatta."<br />
"Serratura intatta, ma senza campo di forza," ragionò Kyel, guardando Nicolas. "Potrebbe darci il tempo sufficiente per lavorare sul meccanismo principale della porta senza friggerci vivi."<br />
Kyel si alzò, guardando dal tattico all'ingegnere, il suo sguardo che si induriva. "Bene. Filippo, devi calcolare l'esatto momento del cambio di guardia. Non solo le pattuglie, ma la rotazione completa. Vogliamo agire quando il personale è minimo."<br />
Si rivolse ad Alec. "Alec, tu sei il più agile. Dobbiamo trovare un modo per raggiungere quel condotto. Nicolas, mi servono le specifiche esatte di quel cavo. Quanto tempo ci vorrà per cortocircuitarlo e cosa ci serve per farlo? Qualcosa che si trovi in questa cella."<br />
L'angoscia era ancora lì, ma era stata sostituita dalla fredda, inebriante concentrazione della pianificazione. L'equipaggio della Sheldon era prigioniero, ma era tornato ad essere una squadra operativa.<br />
]]></description>
            <author>Tenente JG Naky Terell</author>
            <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>10-03 La sorgente</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=221&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Adrienne Faith<br /><br /><br /><b>Interno della Nebulosa <br />
Nave Sheldon - Plancia<br />
28/09/2405 - Ore 14.20</b><br /><br />
L'ingresso nella nebulosa fu come immergersi in un oceano di elettricità statica. Sullo schermo panoramico, le stelle erano scomparse, sostituite da un turbinio violento di gas color ametista e lampi di scariche ioniche che frustavano gli scudi della Sheldon. La nave vibrava sotto i piedi di Adrienne, un tremito sordo e costante che risaliva dalle piastre del ponte fino alle ossa.<br />
"Stato degli scudi!" ordinò Adrienne, alzando la voce sopra il ronzio crescente dei motori.<br />
"Gli scudi reggono, ma la pressione esterna è anomala, Capitano," rispose la Guardiamarina al timone, le mani strette sulla console per contrastare gli scossoni. "Non è solo densità gassosa. È come se stessimo navigando controcorrente in un fiume invisibile."<br />
"È il riflusso dell'onda" intervenne Sheldon. L'avatar dell'IA apparve accanto al sedile del Capitano, ma la sua figura era disturbata da striature statiche "I miei sensori a lungo raggio sono completamente inutilizzabili. La nebulosa agisce come una gabbia di Faraday naturale, amplificata dalla potenza della sorgente. Siamo ciechi per il novanta percento delle nostre capacità"<br />
Adrienne imprecò a denti stretti "Sheldon, se perdiamo il contatto visivo e sensoriale, rischiamo di schiantarci contro qualsiasi cosa si celi qui dentro prima ancora di vederla. Dimmi che hai un modo per guidarci."<br />
"Sto monitorando il gradiente energetico" rispose l'IA con un accenno di frustrazione nella voce "L'onda si propaga come un imbuto. Più ci avviciniamo alla Sorgente, più la frequenza diventa stretta e violenta. Seguo la linea di minor resistenza... o almeno ci provo"<br />
Improvvisamente, una scarica più forte delle altre colpì il deflettore di prua. Un lampo di luce bianca accecò la plancia e la nave inclinò bruscamente a dritta. Adrienne venne sbalzata contro il bracciolo, mentre le luci d'emergenza rosse iniziavano a pulsare.<br />
"Rapporto!"<br />
"Il plasma della nebulosa sta reagendo con i nostri motori a impulso!" gridò la Terrell dalla stazione scientifica. "Se non rallentiamo, il sovraccarico termico farà esplodere le gondole!"<br />
"Non possiamo rallentare!" ribatté Adrienne, raddrizzandosi con furia "Se perdiamo lo slancio, questa corrente ci spingerà fuori dalla nebulosa come detriti. Sheldon, trasferisci tutta l'energia ausiliaria ai motori. Voglio ogni fottuto watt disponibile per spingere questa nave verso il centro. Dobbiamo vedere cosa c'è in questa maledetta trappola per topi!"<br />
La Sheldon ruggì, una vibrazione acuta che sembrava il lamento di una creatura vivente, mentre forzava l'ultimo anello della tempesta, una zona di turbolenza così densa che lo scafo sembrava gemere sotto colpi di martello giganti. Poi, con la stessa violenza con cui era iniziata, la tortura finì. La nave scivolò fuori dal muro di gas con un ultimo sussulto, entrando in una zona di calma piatta.<br />
Adrienne batté le palpebre, accecata per un istante dall'improvvisa assenza di lampi. Davanti a loro non c'era più nebbia, né scariche. Era uno spazio perfettamente circolare, una bolla di vuoto assoluto difesa da pareti di nubi ribollenti che ruotavano lentamente tutt'intorno, come i bastioni di un anfiteatro titanico.<br />
"Siamo nell'occhio del ciclone.. o per meglio dire della nebulosa" sussurrò Sheldon, la sua voce ora limpida e priva di interferenze "La forza centrifuga dell'emissione tiene lontana la nebulosa. Qui le leggi della fisica sono tornate alla normalità"<br />
"Guardate là" disse Adrienne, alzandosi lentamente dal sedile del comando.<br />
Al centro di quel vuoto perfetto fluttuava quella che, con buone probabilità, era la sorgente da cui era partito il teletrasporto. <br />
Non era una stazione spaziale; non c'erano oblò, hangar o segni di vita. <br />
Era un costrutto geometrico colossale, una serie di poliedri neri opachi, incastrati l'uno nell'altro in una configurazione che sfidava la prospettiva. La sua superficie era segmentata da linee di frattura pulsanti di una luce violacea, che sembravano spostarsi e ricomporsi, cambiando continuamente la forma della struttura come un origami cubico in perpetuo movimento. Dal suo nucleo centrale, un asse verticale di energia fredda e bianca batteva ritmicamente, come un cuore artificiale che alimentava l'intera anomalia.<br />
"Nessun segno di vita organica, Capitano. È un macchinario automatizzato" analizzò Sheldon, proiettando uno schema olografico che mostrava le linee di forza convergenti. "Quello che vede è un acceleratore di traslocazione massiva. La struttura genera l'onda, la carica di energia cinetica e la scaglia nel settore esterno. Ma non è un cerchio che si espande all'infinito: è un vettore a imbuto"<br />
Adrienne fissò la mappa stellare che si delineava sopra la console. La linea che partiva dalla struttura attraversava il punto dove la Sheldon era stata colpita giorni prima e proseguiva, restringendosi, verso un unico, punto di convergenza.<br />
"Sono finiti lì" mormorò Adrienne.<br />
"Esatto, devono necessariamente essere tutti finiti in quell'unico punto di convergenza" confermò l'IA, evidenziando un punto rosso pulsante nel vuoto. "Non ho dati su questo settore nei miei archivi stellari. È uno spazio cieco. Ma ogni atomo che quel raggio ha toccato è stato proiettato lungo questo imbuto verso quella stessa, identica coordinata d'uscita. La sorgente è qui, Capitano, ma non il punto di arrivo. Per quanto sia brutto da ammettere, sebbene tutto ci portasse ad andare in questa direzione, in verità i nostri uomini sono già stati scagliati all'altro capo della fionda"<br />
<br />
<br /><b>Interno della Nebulosa <br />
Nave Sheldon - Plancia <br />
28/09/2405 - Ore 15.10</b><br /><br />
Adrienne restò immobile davanti alla vetrata, digerendo l'amara verità. Erano arrivati al cuore del segnale, ma nessuno del suo equipaggio era mai stato lì. Il silenzio dell'occhio della nebulosa era quasi un insulto a tutta la furia che lo circondava.<br />
"Non siamo venuti fin qui per guardare un monumento alieno" disse Adrienne, la voce gelida. "Sheldon, se quella cosa è una sorta di.. fionda spaziale, deve avere un registro dei lanci. Voglio sapere chi ha impostato le coordinate e chi sta ricevendo il carico. Voglio ogni informazione utile a capire chi ha messo in atto tutto questo e perché!"<br />
"Ricevuto, Capitano. Sto estendendo i sensori tattici per una scansione molecolare della struttura" rispose l'IA.<br />
Sullo schermo principale, l'immagine del costrutto geometrico venne sezionata da filtri a raggi gamma. La superficie nera opaca rivelò strati di circuiti complessi che sembravano scorrere sotto il metallo come sangue luminoso.<br />
"Ingrandisci il quadrante inferiore del terzo poliedro" ordinò Shena soffermandosi a guardare con estrema attenzione lo schermo. Un dettaglio emerse dal buio: un'incisione profonda, circondata da una debole luminescenza violacea. Non era un marchio naturale della lega. Sembrava una firma, un sigillo di proprietà.<br />
"È un marchio d'origine" spiegò Sheldon, isolando il simbolo: un occhio stilizzato racchiuso in un triangolo iperbolico. "Appartiene alla tecnologia dei costruttori di varchi" <br />
"I costruttori dei varchi?" Adrienne ripeté il nome con un sussulto di incredulità. Lo sguardo saettò verso Sheldon, che si limitò ad annuire con la solita imperturbabilità digitale.<br />
"Voi li conoscete con il nome di Progenitori Aldeaniani, Capitano" spiegò l'IA, mentre i suoi occhi olografici riflettevano le stringhe di dati alieni. "Sono gli stessi che costruirono il Custode che rapì la USS Voyager decadi fa dal Quadrante Alfa. Ma stiamo divagando. Il punto è che qui c'è un'anomalia inquietante. Accanto al sigillo originale della struttura, c'è una stringa di codice crittografica recente. Qualcuno ha hackerato o preso il controllo di questa antica stazione per i propri scopi"<br />
Adrienne si avvicinò allo schermo, studiando quel marchio che sembrava quasi una ferita aperta sulla superficie perfetta del poliedro "Stai dicendo che questa è diventata una trappola automatizzata gestita da qualcuno?" chiese Adrienne, con la voce che tradiva una fredda rabbia. "E, se ho capito bene, questo qualcuno è di nostra conoscenza?"<br />
"Non lo definirei di nostra conoscenza, Capitano" la corresse Sheldon, isolando il codice intruso. "La firma energetica dell'hackeraggio è recente, meno di un ciclo solare, ma non corrisponde a nessuna razza registrata nei database della Federazione o delle civiltà limitrofe. Chiunque sia, ha riprogrammato un'antica gloria tecnologica trasformandola in una rete da pesca per esseri umani. Una riconversione barbara per uno scopo che ancora ci sfugge"<br />
"Quindi non abbiamo la più pallida idea di chi siano questi... pirati tecnologici?" intervenne Naki, stringendo i pugni mentre osservava i poliedri neri ruotare con minacciosa eleganza.<br />
"No, voi non li conoscete affatto.. io qualcosa lo so!" Sheldon inclinò leggermente la testa "Il database federale è vuoto, è vero. Tuttavia, nei miei archivi privati sono presenti dei riferimenti... si tratta di dati recuperati in maniera randomica durante i miei cicli di aggiornamento sulla mia rete di boe spaziali. Per lo più sono informazioni frammentarie, leggende di frontiera che parlano di un collettivo di nomadi tecnofagi, i quali viaggiano ai margini dello spazio conosciuto recuperando tecnologie dei progenitori per scopi di schiavitù e intrattenimento"<br />
Mentre Adrienne cercava di elaborare l'idea che qualcuno fosse riuscito a 'domare' la tecnologia dei Progenitori, un allarme acuto e dissonante squarciò il silenzio dell'occhio del ciclone. <br />
Sullo schermo principale, le linee di frattura violacee del monolito cambiarono improvvisamente colore, virando verso un rosso pulsante. I poliedri neri smisero di ruotare dolcemente e iniziarono a riposizionarsi con scatti violenti, producendo un'onda d'urto che fece vibrare il ponte di comando fin nelle sue fondamenta.<br />
"Sheldon! Che succede?" gridò Adrienne, aggrappandosi alla balaustra mentre la nave sussultava sotto un colpo invisibile.<br />
"Il sistema ha rilevato l'analisi intrusiva!" rispose l'IA, con l'ologramma che sfarfallava per le interferenze. "La struttura ci ha ignorati finché siamo rimasti spettatori passivi. Ma nel momento in cui ho tentato di decifrare il codice del nuovo padrone, ho attivato i protocolli di sicurezza. Non siamo più invisibili, Capitano. Siamo considerati come un virus da eliminare"<br />
"Scudi al massimo! Portaci fuori di qui!"<br />
"Impossibile! Il campo gravitazionale è cambiato!" urlò la guardiamarina alla stazione tattica, le dita che volavano sulla console in preda al panico. "Il monolito sta saturando lo spazio attorno a noi! Non sta più emettendo l'onda... sta creando un pozzo gravitazionale!"<br />
Dalla fessura centrale del costrutto esplose un impulso di energia oscura. Non era la luce bianca che aveva rapito gli uomini, ma una morsa di forza bruta che iniziò a trascinare la Sheldon verso il cuore geometrico della macchina. I poliedri neri si aprirono come una mascella titanica, pronti a stritolare l'intrusa.<br />
"Ci stanno tirando dentro!" gridò la timoniera mentre i motori a impulso ruggivano inutilmente per contrastare l'attrazione.<br />
Adrienne guardò l'abisso di metallo antico che si spalancava davanti a loro. "Se vogliono stritolarci, dovranno farlo mentre corriamo. Sheldon, non resistere! Incanaliamo tutta l'energia nei motori di spinta! Se quella cosa è una fionda, useremo il suo stesso campo per farci sparare fuori prima che le mascelle si chiudano!"<br />
Tutto l'equipaggio si voltò ad osservare il Capitano con espressione allibita. Era sempre stata un ufficiale al comando molto più calma e ponderata di Kyel; il fatto che ora stesse per compiere un atto di puro impulso lasciò tutti esterrefatti.<br />
"Sheldon, ascoltami bene!" urlò Adrienne, mentre la gravità aumentava e le luci della plancia iniziavano a distorcersi per l'effetto lente. "Non vogliamo solo scappare. Vogliamo che questa trappola smetta di pescare. Se invertiamo il flusso del deflettore e rilasciamo un impulso di plasma ionizzato mentre stiamo per essere catturati all'interno del poliedro, cosa succede?"<br />
L'IA sfarfallò, elaborando migliaia di simulazioni al secondo. "Un'interferenza di fase nel nucleo di neutronio causerebbe una reazione a catena. La struttura non riuscirebbe a contenere l'energia cinetica. Esploderebbe, Capitano. Ma l'onda d'urto ci distruggerebbe insieme a lei"<br />
"Non se usiamo l'esplosione come propellente!" ribatté Adrienne, i denti stretti. "Sincronizza lo scarico dei motori con il collasso del nucleo. Vogliamo cavalcare l'onda d'urto, non subirla!"<br />
Sheldon raddrizzò la sua forma olografica, la luce nei suoi occhi ora era di un bianco accecante. "Capito. Sto impostando la sequenza di comandi per l'esplosione della struttura. Prepararsi all'impatto gravitazionale tra dieci... nove..."<br />
La Sheldon si infilò nella gola del monolito come un proiettile d'argento. Le pareti di metallo nero sembravano chiudersi sopra di loro, un labirinto di ingranaggi titanici e circuiti pulsanti.<br />
"Rilasciare il plasma... ORA!"<br />
Un lampo di luce azzurra esplose dalla prua della nave, infilandosi dritto nel cuore bianco della Sorgente. Per un istante, il tempo sembrò fermarsi. Poi, il suono: non un boato, ma un urlo metallico che squarciò lo spazio-tempo. Il monolito iniziò a frantumarsi dall'interno, i poliedri che si spaccavano liberando millenni di energia accumulata.<br />
"Scudi al centodieci per cento! Motori al massimo!" ordinò Adrienne, venendo schiacciata contro il sedile da una forza d'inerzia mostruosa.<br />
La Sorgente esplose. Ma non fu una detonazione disordinata. Come previsto, l'energia si incanalò lungo l'asse della fionda, trasformandosi in una muraglia di pressione cinetica. La Sheldon fu colpita alle spalle da un maglio di luce che la sparò in avanti a una velocità che i sensori non riuscivano nemmeno a registrare. Attraversarono la nebulosa in pochi secondi, trasformati in una scia incandescente che squarciò le nubi viola come carta velina. Adrienne vide lo schermo panoramico diventare bianco, poi nero, poi di nuovo bianco. Un dolore acuto le esplose nelle tempie prima che l'oscurità la prendesse.<br />
<br />
<br /><b>Spazio Aperto - Settore Esterno<br />
Sheldon - Plancia<br />
28/09/2405 - Ore 16.10</b><br /><br />
Il silenzio tornò sovrano. La Sheldon fluttuava alla deriva, con i sistemi d'emergenza che ronzavano nel buio della plancia. Dietro di loro, la nebulosa mostrava una ferita aperta: un buco nero nel centro dove la Sorgente si era disintegrata, portando con sé la trappola millenaria.<br />
Adrienne si sollevò a fatica, pulendosi il sangue da un taglio sul sopracciglio. "Sheldon... rapporto danni. E dimmi che ne è valsa la pena"<br />
L'avatar dell'IA apparve, ripristinando la sua nitidezza. "Integrità dello scafo al settanta per cento. I reattori sono stabili e i motori a curvatura sono pronti al riavvio. La Sorgente è stata neutralizzata, Capitano. Non ci saranno più rapimenti in questo settore" Sheldon fece scorrere un diagramma della nave sullo schermovisore, dove diverse aree stavano già passando dal rosso al giallo "Ho già attivato le squadre di droni riparatori in autonomia. Le falle strutturali nei ponti inferiori sono state sigillate. Le riparazioni ai sistemi critici richiederanno circa quarantotto ore, ma l'intervento è compatibile con il mantenimento di un campo di curvatura stabile. Possiamo procedere mentre i droni ultimano il lavoro all'esterno"<br />
"E i dati?" chiese Adrienne, guardando fuori verso le stelle fisse. "Siamo riusciti a capire dove sono finiti?"<br />
"Sì" rispose Sheldon, proiettando una mappa stellare pulita a centro plancia. "Prima del collasso ho scaricato il vettore completo dell'ultimo anno di lanci. Ho già calcolato la rotta d'intercettazione verso il punto di convergenza finale dell'onda"<br />
Adrienne fissò il punto rosso che pulsava in un settore sperduto e privo di nomi sulle carte federali. "Quanto tempo ci serve?"<br />
"Mantenendo la massima curvatura, ci vorranno circa dieci giorni per raggiungere quelle coordinate" rispose Sheldon con precisione. "Lo scafo subirà uno stress costante, ma coordinerò i droni per rinforzare i punti di pressione durante il transito"<br />
Adrienne strinse i pugni, guardando quel punto luminoso e anonimo. Dieci giorni. Ogni secondo di quel tempo era un secondo di troppo per i suoi uomini nelle mani di chissà chi, in un posto di cui non sapevano nemmeno il nome.<br />
"Dieci giorni a tavoletta" sibilò Adrienne. "Sheena, supervisiona il lavoro dei droni e coordina le riparazioni interne. Voglio che ogni bullone sia stretto e ogni cannone pronto al fuoco. Ci riprenderemo il nostro equipaggio, costi quel che costi!"<br />
<br />
<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Adrienne Faith</author>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>10-04 Trappole inaspettate</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/sheldon/main.php?include=viewlogs_2.php&amp;missione=221&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Alec Blake<br /><br /><br /><b>Zodolla - Settore Detentivo <br />
28/09/2405 - Ore 21.15</b><br /><br />
"Tre... due... uno... Ora."<br />
Il sussurro di Filippo fu il segnale di partenza. In quell'istante, il "metronomo" umano,  il rumore dell'anello del Vorgon contro la corazza, si trovava esattamente a dodici metri di distanza, nel punto cieco della curvatura del corridoio.<br />
Alec, sospeso a tre metri d'altezza con i piedi puntati contro le pareti viscide del condotto di ventilazione, agì con la precisione di un chirurgo. Seguendo le istruzioni sussurrate da Nicolas dal basso, raggruppò i due cavi scoperti e li mandò in cortocircuito usando un frammento metallico strappato dalla cuccetta.<br />
Una scarica di scintille blu inondò il condotto. Sotto di lui, il ronzio soffocante del campo di forza della cella morì in un gemito elettrico.<br />
"Il campo è giù," sussurrò Rush, il respiro corto. "Avete novanta secondi prima che il calo di tensione faccia scattare l'allarme nella sala controllo di Thes."<br />
Kyel spinse la porta. Senza il campo energetico, il blocco meccanico cedette sotto la spinta coordinata di Alec e Kyel. Uscirono nel corridoio come ombre. Jenkins non guardò nemmeno i compagni; i suoi occhi erano fissi su l'angolo.<br />
"Stanno tornando," sibilò il tattico.<br />
Quando i due giganti Vorgon girarono l'angolo, non trovarono prigionieri rassegnati, ma un'unità d'assalto. Kyel colpì il primo alla gola prima che potesse sollevare la frusta, mentre Filippo lo colpì alle ginocchia facendolo colassare a terra. Fu una lotta silenziosa, brutale, vinta dalla rapidità contro la massa.<br />
"Prendete i loro comunicatori e le chiavi magnetiche," ordinò Kyel, mentre i due giganti giacevano privi di sensi. "Nicolas, dove si trova la sala comunicazioni?"<br />
Rush consultò brevemente un terminale a muro che aveva appena scassinato. "Due livelli sopra. Seguono lo schema dei nodi energetici Kryll: devono essere vicini al generatore principale per alimentare le antenne a lungo raggio."<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Sala Comunicazioni <br />
28/09/2405 - Ore 21.25</b><br /><br />
La salita fu un incubo di silenzi tesi e scatti tra le ombre. Evitarono due pattuglie grazie alle orecchie di Jenkins e alla conoscenza dei condotti di Alec. Finalmente, davanti a loro, apparve una porta rinforzata con il simbolo di un'antenna stilizzata.<br />
"È qui," disse Rush, armeggiando con la tastiera della porta. "Se riesco a entrare, posso bypassare il blocco di frequenza di Thes e inviare un segnale a pacchetti sulla frequenza d'emergenza della Sheldon."<br />
La porta si aprì con un sibilo. La sala era un caos di cavi scoperti e tecnologia ibrida. Schermi verdi fosforescenti mostravano mappe stellari e flussi di dati criptati.<br />
Kyel si parò all'ingresso, impugnando una delle fruste elettriche sottratte alle guardie. "Nicolas, hai poco tempo. Se Thes vede che la porta è stata forzata, manderà l'intero esercito qui."<br />
Nicolas Rush si gettò sulla console principale. Le sue dita volavano sui tasti, traducendo il codice Kryll in qualcosa di comprensibile. "Il sistema è protetto da un protocollo di criptazione a triplo strato... ma è pigro. Hanno lasciato una porta sul retro nel sottosistema di diagnostica."<br />
"Riesci a contattare Adrienne?" chiese Alec, la voce carica di speranza.<br />
"Non posso stabilire un canale vocale bidirezionale senza farci localizzare in tre secondi," rispose Rush, il sudore che gli imperlava la fronte boliana. "Ma posso inviare una scia di tachioni pulsata. È come un faro nell'oscurità. Se la Sheldon è nel settore, Sheldon la vedrà."<br />
"Fallo," ordinò Kyel. "Invia le nostre coordinate e un avviso: Trappola. Non avvicinarsi senza supporto pesante."<br />
Nicolas premette l'ultimo comando. Sullo schermo apparve un grafico a impulsi: il segnale era partito.<br />
"Fatto," disse Rush. Ma il suo trionfo durò poco. Una luce rossa iniziò a lampeggiare furiosamente in tutta la stanza e una sirena bitonale squarciò il silenzio della stazione.<br />
"Ci hanno scoperto," disse Jenkins, preparando le armi di fortuna. "Thes sta arrivando."<br />
Kyel guardò i suoi uomini. Non erano più in cella, avevano lanciato il loro grido d'aiuto. "Tenete questa posizione. Dobbiamo assicurarci che il segnale continui a trasmettere finché la Sheldon non aggancia le coordinate. Nessuno entra in questa stanza."<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Sala Comunicazioni <br />
28/09/2405 - Ore 21.30</b><br /><br />
La sirena non era un urlo di emergenza, ma un rintocco ritmico, quasi cerimoniale. Kyel e Alec imbracciarono le fruste elettriche sottratte alle guardie, puntandole verso l'unica porta blindata. Jenkins era addossato alla parete, il coltello tattico stretto in pugno, gli occhi che scansionavano ogni centimetro d'ombra.<br />
"Nicolas, quanto manca alla fine della trasmissione?" ringhiò Kyel.<br />
"Trenta secondi, ma il segnale è sporco! C'è un'interferenza che..." Rush si bloccò. Le sue dita smisero di correre sulla console. "Aspettate. Il sistema non sta cercando di bloccarmi. Sta... sta facendo da ponte."<br />
In quel momento, la porta blindata si aprì. Non ci fu un assalto di Vorgon urlanti. Non ci furono raffiche di plasma.<br />
Entrò solo lui. Thes.<br />
Camminava con la consueta calma serafica, le mani intrecciate dietro la schiena, i suoi occhi lattiginosi che riflettevano il lampeggiare rosso delle emergenze come se fosse uno spettacolo piacevole. Dietro di lui, una dozzina di Vorgon rimasero immobili nel corridoio, le armi abbassate.<br />
"Ottimo lavoro, Ingegnere Rush," esordì Thes, la voce sibilante che tagliava il rumore della sirena. "La sua efficienza nel bypassare i circuiti di diagnostica è stata superiore alle mie proiezioni del 12%. Impressionante."<br />
Alec fece un passo avanti, la frusta che sfrigolava. "Fatti indietro, Thes. Il segnale è partito. La Sheldon sa dove siamo. Adrienne sta arrivando e raderà al suolo questo buco."<br />
Thes accennò un sorriso, un movimento sottile e ripugnante delle labbra. "Lo spero bene, Tenente Blake. È esattamente quello che desideravo."<br />
Kyel abbassò lentamente l'arma, sentendo un freddo improvviso salirgli dallo stomaco. "Era una trappola. Il condotto... la facilità con cui siamo arrivati qui..."<br />
"Non una trappola, Comandante. Un invito," rispose Thes, avvicinandosi a una console laterale che si illuminò al suo tocco, rivelando dati che Nicolas non aveva visto. "Vede, io non posso conoscere la vostra nave e avevo bisogno di un  modo per contattarli." digitò alcuni comandi e la frequenza di comunicazione apparve sullo schermo "Ora potrò fare in modo che desistano dal cercavi" poi fece cenno a due guardie di portarli in cella "Traquilli la prossima cella non sarà così facile da scassinare"<br />
<br />
<br /><b>Spazio Aperto - Settore Esterno<br />
Sheldon - Plancia<br />
29/09/2405 - Ore 10.05</b><br /><br />
Sullo schermo principale, le stelle non erano più punti fissi, ma scie luminose che sfrecciavano via. La Nebulosa di Classe 5, il luogo dove tutto era iniziato, era ormai un ricordo lontano, lasciata alle spalle a velocità luce.<br />
«Segnale in entrata, Capitano!» esclamò improvvisamente la guardiamarina dalla postazione delle comunicazioni. La sua voce era un misto di speranza e terrore. «È... è un pacchetto dati ad alta priorità. Viene trasmesso sulla frequenza d'emergenza che abbiamo appena isolato. È il codice del primo ufficiale!»<br />
«Sullo schermo, subito!» ordinò Adrienne, sentendo il cuore accelerare.<br />
L'immagine sullo schermo della plancia sfarfallò violentemente, poi si stabilizzò, proiettando una luce dorata e calda che sembrava stonare con l'acciaio freddo della Sheldon. Non era la cella umida di una prigione, né una sala torture. Era una visione di opulenza decadente.<br />
Al centro dell'inquadratura, seduti su divani di seta cremisi, c'erano Kyel e Alec. Non portavano più i segni del combattimento o la polvere della cella; indossavano tuniche leggere di fibra finissima, eleganti, e apparivano incredibilmente rilassati. Attorno a loro, diverse ragazze dalla bellezza ultraterrena ridevano e versavano liquido ambrato in calici di cristallo. Una di loro massaggiava le spalle di Alec, mentre un'altra sussurrava qualcosa all'orecchio di Kyel, che sorrideva in modo vacuo, quasi infantile.<br />
Poco distante, Nicolas Rush era semisdraiato su una pila di cuscini ricamati. IL capo ops, teneva tra le dita un frutto esotico, osservandolo con un'estasi assente. Non c'era traccia della sua solita ansia tecnica o della stanchezza del lavoro manuale; sembrava aver dimenticato persino come si impugna un cacciavite sonico."<br />
Ancora più inquietante era la figura di Filippo Jenkins Il tattico che non abbassava mai la guardia, l'uomo che contava i battiti cardiaci dei nemici, sedeva immobile con una ragazza accoccolata ai suoi piedi. I suoi occhi, solitamente acuti e analitici, erano ora velati da una nebbia opaca. Le sue mani, abituate a calcolare traiettorie di fuoco, riposavano inermi sulle ginocchia, intrecciate a ghirlande di fiori profumati.<br />
Hewson sorrideva tranquillo mentre dipingeva il quadro di una bellissima donna nuda che gli faceva da modella.<br />
«Kyel?» sussurrò Adrienne, facendo un passo verso lo schermo il fiato corto.<br />
Sullo schermo, Kyel sollevò lo sguardo verso la telecamera. I suoi occhi sembravano lucidi, sognanti, privi di qualsiasi scintilla di comando.<br />
«Adrienne...» disse Kyel, e la sua voce suonava dolce, priva di quella tensione militare che l'aveva sempre caratterizzato. «Se stai ricevendo questo messaggio, smetti di cercarci. Ti prego. Abbiamo trovato qualcosa di... diverso qui. Qualcosa che non sapevamo di volere.»<br />
Alec si intromise, cingendo con un braccio la vita della ragazza accanto a lui. Il suo sorriso era smagliante, ma i muscoli del viso apparivano rigidi, quasi forzati. «Naky, non preoccuparti per me. Sto bene. Anzi, non sono mai stato meglio. Zodolla non è quello che pensavamo. È un paradiso. Non abbiamo nessuna intenzione di tornare alla gerarchia, ai turni di guardia, alla guerra.»<br />
Anche Rush sollevò debolmente il calice verso l'obiettivo, la voce distorta da una strana euforia. «Niente più motori, Capitano... niente più guasti. Qui tutto è perfetto.»<br />
Hewson non parlò, si limitò a un cenno lento del capo, un gesto di congedo definitivo che gelò il sangue di chiunque si trovasse sulla plancia.<br />
«Restiamo qui. Addio,» concluse Kyel.<br />
La comunicazione si interruppe bruscamente con un sibilo statico, lasciando la plancia nel silenzio più assoluto, rotto solo dal ronzio ritmico dei motori che, in quel momento, sembrava il battito di un cuore agonizzante.<br />
Naky era rimasta immobile, le mani ancora sospese sulla console. Il viso le era diventato spettrale. «Non... non era lui. Non può essere lui. Alec non mi lascerebbe mai per... per questo.»<br />
Adrienne non rispose subito. I suoi occhi erano diventati due fessure di ghiaccio. Sentiva la rabbia bruciarle nelle vene, ma la sua mente tattica stava già smontando l'immagine pezzo per pezzo.<br />
L'atmosfera sulla plancia, carica di un dolore che sembrava quasi solido, venne improvvisamente frantumata. Non da un allarme, né da un'esplosione, ma da un suono così fuori luogo da risultare quasi blasfemo: una risata.<br />
Iniziò con un basso ronzio dai sintetizzatori di Sheldon, a cui si unì immediatamente il tono più cristallino di Sharon e Shena. Le tre intelligenze artificiali stavano ridendo di gusto, un coro digitale che rimbalzava tra le console sbalordite.<br />
Naky sussultò, come se fosse stata schiaffeggiata, e Adrienne scattò verso il nucleo olografico, gli occhi che mandavano scintille.<br />
«Che diavolo avete da ridere?» tuonò il Capitano<br />
L'avatar di Sheldon si ricompose, facendo un gesto vago con la mano virtuale come per asciugarsi una lacrima inesistente, mentre le risatine di Sharon e Shena sfumavano in un sottofondo di glitch divertiti.<br />
«Oh, Adrienne... ti prego, scusaci,» disse Sheldon, riprendendo il suo tono di superiore condescendenza. «Ma la reazione di voi umani è... come dire... squisitamente primitiva. Vedere le vostre facce contorte dal dramma per una produzione così mediocre è stato semplicemente troppo.»<br />
«Mediocre?» intervenne Naky, con la voce rotta. «Sembravano loro!!»<br />
«Per dei poveri Labradoodle come voi, forse,» la interruppe Sheldon, proiettando una serie di grafici vettoriali accanto al fermo immagine del video. «Ma per noi? È un insulto all'intelligenza sintetica. Guardate qui.»<br />
Shena evidenziò un'area intorno al collo di Alec. «Il rendering della muscolatura durante la deglutizione ha un ritardo di 0.4 millisecondi rispetto all'emissione del fonema 'N'. È un artefatto da IA di terza categoria. Roba da dilettanti.»<br />
«E guardate i riflessi nei calici di cristallo,» aggiunse Sharon con un tono sdegnoso. «L'angolo di rifrazione della luce dorata non corrisponde alla posizione della sorgente luminosa primaria sulla sinistra.»<br />
Sheldon incrociò le braccia, guardando il Capitano con un luccichio di sfida negli occhi digitali.<br />
«Quello che avete visto, Capitano, è un falso pigro. Molto pigro. Chiunque abbia programmato chiaramente, non conosceva, o ha sottovalutato la nostra capacità di analisi granulare. Hanno preso campioni vocali e fisici autentici e li hanno incollati su modelli comportamentali standard da 'paradiso del piacere'. Sapevamo che era un falso prima ancora che Kyel finisse di pronunciare la prima frase.»<br />
Il silenzio tornò sulla plancia, ma questa volta era diverso. La nebbia del dubbio si stava diradando, sostituita da una fredda, lucida chiarezza.<br />
«Quindi...» Naky tirò un respiro profondo, sentendo un peso immenso sollevarsi dal petto. «È tutta una messa in scena.»<br />
«Una messa in scena penosa, Tenente,» concluse Sheldon, riassumendo la sua posa solenne. «Non solo stanno cercando di ingannarvi, ma hanno anche cercato di insultare la mia capacità di distinguere il codice sorgente dalla spazzatura. E questo, ve lo assicuro, è l'errore più grande che potessero commettere.»<br />
Adrienne sentì la rabbia trasformarsi in qualcosa di molto più utile: un vantaggio tattico.<br />
«Se non sanno di aver fallito con voi, non si aspetterrano il nostro arrivo»<br />
Sheldon sorrise "Oh non solo questo ho pensato di mandargli un regalino mentre stavano comunicando. Ora lasciate il mio codice lavorare vedrete che ci sanno degli sviluppi"<br />
<br />
<br /><b>Zodolla - Settore Massima sicurezza<br />
29/09/2405 - Ore 21.00</b><br /><br />
La nuova cella era un cubo di metallo rinforzato, privo di condotti di ventilazione accessibili e sorvegliato da sensori biometrici attivi. Kyel, Alec,Jenkins Hewson e Nicolas erano stati gettati all'interno con una brutalità che non lasciava spazio a dubbi.<br />
Kyel sedeva a terra, la schiena contro la porta fredda, mentre Rush camminava nervosamente in tondo, tormentandosi le mani blu. Alec fissava il soffitto, la rabbia ancora calda per esser caduti in trappola così facilmente "Forse c'è una piccola speranza." i quattro lo fissarono interrogativi "Se mandano un messaggio alla Sheldon quello ci mette due secondi a trovarli"<br />
=^= Tze mi sottovaluti ragazzo ce ne ho messi molti meno=^=<br />
Tutti e quattro scattarono in piedi. La voce non proveniva dalla porta, né dai corridoi esterni. Usciva, gracchiante e disturbata, dal piccolo altoparlante del citofono interno della cella, un vecchio modello a bassa fedeltà.<br />
"Sheldon?" esclamò Kyel, avvicinandosi alla grata metallica del diffusore.<br />
=^= In carne e... beh, in circuiti e logica superiore=^= rispose l'IA. Il tono era quello di chi è appena tornato da una vacanza noiosa. <br />
=^=Mentre quel patetico individuo che vi tiene prigionieri si divertiva a giocare al piccolo regista, io ho approfittato del 'ponte' che ha creato. Ha aperto una porta per uscire, così io ne ho approfittato per entrare. Ho trasferito un pacchetto dati compresso direttamente nel midollo spinale dell'IA di questa struttura.=^=<br />
Hewson si avvicinò, gli occhi che tornavano a farsi acuti. "Cosa controlli, Sheldon?"<br />
=^=Per ora controllo i loro sistemi di comunicazione interna. Posso sentirvi, parlarvi e, se mi gira bene, potrei persino far scattare gli allarmi antincendio nelle cucine per puro dispetto. Sto tentando di penetrare i protocolli per le comunicazioni a lunga distanza e i comandi delle porte, ma devo avvertirvi...=^=<br />
La voce di Sheldon ebbe un sussulto di statico, come un sospiro digitale di disgusto.<br />
=^=L'architettura informatica di questo posto è un autentico bidone. È un ammasso di codice legacy e hardware arrugginito che puzza di pirateria di seconda mano. Tentare di navigare qui dentro è come cercare di guidare una corazzata in una pozzanghera di fango. Ma non temete sappiamo dove siete arriveremo presto. Abbiamo solo allungato un po' il giro per fargli credere che abbiamo abbandonato=^=<br />
"Quanto tempo ti serve, Sheldon?" chiese Kyel.<br />
=^=Con questo sistema antidiluviano? Probabilmente più di quanto vorrei. Ma restate pronti. Non appena avrò la 'chiave' della porta, vi avviserò. Nel frattempo, cercate di non farvi ammazzare. Sarebbe un vero spreco di risorse dopo tutta la fatica che sto facendo per venire a prendervi=^=<br />
L'altoparlante emise un ultimo clic e tornò silenzioso. La cella era ancora chiusa, il nemico era ancora fuori, ma ora l'oscurità di Zodolla non sembrava più così assoluta. La Sheldon non era solo una nave; era un predatore silenzioso che aveva appena infiltrato le sue zanne nel sistema nervoso della prigione.<br />
]]></description>
            <author>Tenente JG Alec Blake</author>
            <pubDate>Tue, 26 May 2026 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
    </channel>
</rss>
