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        <title>USS PYTHEAS - Missione 03</title>
        <description>I diari di bordo della USS PYTHEAS</description>
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            <title>USS PYTHEAS</title>
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            <title>03-01 La Tempesta</title>
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            <description><![CDATA[Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br /><br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 00:30</b><br /><br />
"Capitano in plancia!" <br />
Enizia non attese il consueto trillo che annunciava la sua presenza agli ufficiali per uscire dalle porte del turboascensore:<br />
"Che cosa c'Ã¨ di cosÃ¬ urgente, comandante?" - Enizia avanzÃ² lanciando un'occhiata circolare al ponte. In apparenza, non c'era niente che non andasse. Gli ufficiali di turno erano tutti ai loro posti, esattamente dove li aveva lasciati un paio d'ore prima. Nell'ultima settimana, tutto quello che aveva potuto segnalare sul suo diario di bordo erano le registrazioni della cartografia stellare. Nessuna traccia di navi Kazon. Nessuna traccia della presenza di navi di qualunque genere. La navigazione procedeva talmente tranquilla da essere caduta in una sorta di torpore. Che cosa poteva essere successo di nuovo, in quelle due ore?<br />
Il comandante Thurax si alzÃ² dalla poltrona centrale per rivolgersi al capitano:<br />
"Chiedo scusa per averla disturbata durante il turno di riposo, capitano - disse - Spero che non stesse giÃ  dormendo."<br />
"Non stavo dormendo - mentÃ¬ Enizia. In realtÃ , si era addormentata quasi subito, sfinita dalla noia della giornata precedente - Ma perchÃ© mi ha chiamato?"<br />
"Ho pensato che questo avrebbe voluto vederlo subito, capitano. Ricorda la nebulosa che abbiamo avuto sullo schermo da stamani... O meglio, da ieri mattina?" - il trill le indicÃ² lo schermo centrale.<br />
Il capitano alzÃ² lo sguardo e le sue antenne istintivamente si tesero. Sullo schermo, la forma allungata della nebulosa era stata illuminata da un improvviso lampo violaceo, seguito da una luminositÃ  diffusa di colore rossastro. La luminescenza impallidÃ¬ per essere sostituita da nuovi lampi, da nuove luci che schiarivano il fondo plumbeo della nebulosa.<br />
"Non era cosÃ¬..." - mormorÃ² Enizia tra sÃ©. Due ore prima quella era stata una semplice nebulosa, simile a dozzine di altre che aveva visto da quando era entrata nella Flotta Stellare. Aveva inserito i dati cartografici della nebulosa nel diario di bordo. Tutto lÃ¬, aveva pensato.<br />
Invece, non aveva ancora visto niente.<br />
Rosa, giallo, ancora rosso di una nota piÃ¹ chiara, stemperata in una tinta d'acquarello, che svaniva per essere rimpiazzata da altri toni, da altri colori, che montavano e ridiscendevano nella scala cromatica come in sequenza musicale. Per un istante, Enizia rimpianse di non essere mai stata l'artista che il suo clan avrebbe voluto. I suoi genitori erano stati scultori, non pittori, ma ricordava ancora gli insegnamenti che avevano tentato di darle da bambina, mostrandole il riverbero di una tempesta rifratto attraverso le cave di ghiaccio del suo lontano pianeta, il blu che svaniva nell'indaco di una goccia d'acqua gelata che scorreva sulla pelle delle sue braccia...<br />
"Il fenomeno Ã¨ apparso circa quindici minuti fa" - la voce di Rodel Thurax la riportÃ² alla realtÃ .<br />
"Che cosa potrebbe essere? Una tempesta magnetica?" - ipotizzÃ² Enizia, senza staccare lo sguardo dallo schermo.<br />
Il trill scosse la testa:<br />
"E' la prima cosa che ho pensato anche io - rispose - Ma siamo troppo lontani per capire di che tipo di emissioni energetiche si tratti"<br />
"Che cosa dice il comandante Sorin?"<br />
"Non era di servizio. Non l'ho chiamato... Ancora - aggiunse, vedendo l'espressione sul volto di Enizia. Thurax fece un cenno al ragazzo di turno alle comunicazioni, che assentÃ¬ chinandosi sulla sua consolle per eseguire l'ordine, quindi tornÃ² a rivolgersi al capitano:<br />
"...Ho pensato in primo luogo che lei, capitano, avrebbe voluto essere avvisata subito di qualcosa di inconsueto. Come lo spettacolo che quella nebulosa ci sta dando, ad esempio. Non mi era mai capitato di vedere fuochi artificiali del genere. Non nello spazio, almeno" - Enizia fu sorpresa di vedere quella che sembrava una espressione quasi fanciullesca di entusiasmo sul volto del primo ufficiale. Gli stava bene, pensÃ². CosÃ¬, sembrava molto piÃ¹ giovane.<br />
L'uomo se ne accorse e sorrise, cercando di nascondere l'imbarazzo:<br />
"E' per momenti come questi che sono entrato nella Flotta Stellare - disse - Per vedere quello che c'era al di lÃ  del mio mondo."<br />
"Non Ã¨ l'unico, comandante" - disse Enizia. Alle sue spalle, udÃ¬ la voce del tenente Sorin, accompagnata dal suono quasi impercettibile delle porte del turboascensore:<br />
"L'unico a fare cosa?" - domandÃ² l'uomo entrando in plancia.<br />
Enizia si voltÃ² e aggrottÃ² la fronte, fissando il vulcaniano. L'uomo indossava una lunga veste in seta blu cupo, dalle maniche molto ampie. Non sembrava un tipico abbigliamento vulcaniano, pensÃ² Enizia, ma dopotutto lei non era esperta di costumi tradizionali di Vulcano.<br />
Sorin si accorse del suo sguardo:<br />
"Chiedo scusa per il mio abbigliamento, capitano... - disse - Ero impegnato sul ponte ologrammi quando ho ricevuto la chiamata di presentarmi in plancia. Ho ritenuto che, se eravamo in emergenza, non avrei dovuto fermarmi nella mia cabina per indossare la divisa. Posso chiedere qual Ã¨ la natura dell'emergenza?"<br />
Enizia riflettÃ© un istante, poi decise di lasciar correre:<br />
"Non credo che possa essere realmente definita una emergenza - rispose, indicando lo schermo centrale - Ma mi piacerebbe sapere come ritiene di chiamarla lei, comandante. Ha mai visto niente del genere?"<br />
L'uomo fissÃ² lo schermo, quindi si diresse alla propria postazione, accompagnato dal fruscio del suo lungo abito di seta. Enizia si sedette sulla poltrona centrale, cercando di concentrarsi sulle manifestazioni della nebulosa.<br />
"Siamo troppo lontani per fare delle rilevazioni su eventuali emissioni di energia, capitano" - disse Sorin qualche istante dopo - I sensori a lungo raggio non sono abbastanza precisi da poterci dare risposte definite"<br />
"Quanto ci dovremmo avvicinare per arrivare alla portata dei sensori a corto raggio?"<br />
"Mantenendo la nostra velocitÃ  attuale, ci troviamo a circa dieci ore di distanza dalla nebulosa - rispose Sorin - Tra quattro ore, potremmo essere alla portata dei sensori a corto raggio. In otto ore, potremmo lanciare una sonda all'interno della nebulosa, per avere dati definitivi..."<br />
"Per quanto mi piacerebbe andare a vedere piÃ¹ da vicino quella nebulosa, ci porterebbe fuori dalla nostra attuale rotta" - obiettÃ² Thurax, evidentemente a malincuore.<br />
"Per non piÃ¹ di otto ore, comandante... - fece notare Enizia - Abbiamo di fronte a noi un viaggio verso il nostro Quadrante che durerÃ , come minimo, molti anni. Non perderemmo molto tempo se andassimo a dare un'occhiata. La nostra Ã¨ una missione di esplorazione. Non possiamo lasciarci alle spalle un fenomeno del genere senza almeno fare delle rilevazioni"<br />
"Tuttavia..."<br />
"La sua obiezione Ã¨ annotata nel diario di bordo, comandante. Timoniere, imposti rotta di avvicinamento alla nebulosa. Comandante, informi la Curie del motivo del cambio di rotta" - disse il capitano, con tono definitivo, manovrando sui tasti inseriti nel bracciolo della poltrona. SollevÃ² lo sguardo, in tempo di intercettare il sorriso di Rodel Thurax.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Studio del capitano - 30 marzo 2393 ore 01:14</b><br /><br />
Suri non sorrideva affatto. Se l'espressione non fosse stata difficile da associare ad un vulcaniano come il capitano della Curie, il comandante Thomas Pierce l'avrebbe definita infuriata. Si accarezzÃ² distrattamente la barba, chiedendosi se aveva fatto bene a tirarla giÃ¹ dal letto a quell'ora.<br />
"Ha fatto bene ad avvertirmi, comandante" - disse il capitano. Pierce sussultÃ²: non pensava che fosse cosÃ¬ facile indovinare i suoi pensieri, perlomeno per chiunque non fosse betazoide. RimuginÃ² che avrebbe dovuto lavorare sulla sua faccia da poker, in futuro.<br />
"...Anche se avrei preferito avere notizie direttamente dal capitano Enizia. Soprattutto visto che l'esplorazione che ha deciso di eseguire comportava un sostanziale cambiamento di rotta per entrambe le navi" - aggiunse Suri.<br />
"Se mi sono permesso..." - iniziÃ² Thomas.<br />
"Ha fatto bene - lo bloccÃ² Suri con un gesto - Le navi devono proseguire in convoglio. Siamo in pieno territorio Kazon in questo momento e non possiamo certo indebolire la nostra posizione separando le rotte. Il capitano Enizia ha preso l'iniziativa di andare a vedere questo..." - lo sguardo della donna si posÃ² sul piccolo monitor del suo terminale personale.<br />
"Questo fenomeno..." - non terminÃ² la frase.<br />
Lo schermo mostrava le misteriose eruzioni che comparivano a tratti sulla superficie della nebulosa. Lo spettacolo era incantevole, e lei, come tutti, doveva subirne il fascino, per quanto fosse... Come definirla? Irritata? O almeno, la versione vulcaniana dell'irritazione. Comunque, quella sembrava una buona occasione per cambiare discorso, pensÃ² l'uomo. Si schiarÃ¬ la voce:<br />
"Il comandante Tynan sta tenendo la situazione sotto continuo controllo. Fortunatamente, era ancora in servizio quando il fenomeno ha cominciato a manifestarsi"<br />
Suri si alzÃ² dalla sua poltrona, stirando leggermente la schiena:<br />
"Allora, sarÃ  meglio andare a vedere se Ã¨ riuscito a ricavarne qualcosa" - disse, aggirando la scrivania.<br />
Thomas la seguÃ¬ in plancia, notando come la schiena della donna fosse piÃ¹ rigida del solito. La plancia di comando aveva ripreso l'aspetto di un turno di giorno. Anche Lorelei Jenkins non si era fatta aspettare e si trovava impegnata ad aiutare l'ufficiale scientifico alla rilevazione dei dati tramite le consolle tattica.<br />
Il capitano andÃ² a piazzarsi alle spalle della consolle su cui Brennon Tynan stava pestando freneticamente tasti. L'uomo alzÃ² appena la testa:<br />
"Siamo ancora troppo lontani per dare una risposta definitiva" - disse, senza aspettare le domande del capitano.<br />
"Ed una non definitiva?" - domandÃ² Suri - "E' una tempesta magnetica?"<br />
Tynan doveva aver avvertito qualcosa nel tono del capitano, perchÃ© alzÃ² la testa sorpreso prima di rispondere:<br />
"Troppo presto per dirlo - accennÃ² ai dati che scorrevano velocemente sullo schermo della consolle - "Di sicuro non Ã¨ una semplice tempesta magnetica. Si tratta di un qualche tipo di emissioni energetiche, Ã¨ evidente, ma il tipo di emissioni varia in maniera quasi istantanea da un momento all'altro. Ognuno di quei colori... - stavolta indicÃ² lo schermo centrale - E' una variazione dello spettro magnetico che viene rilevata dai sensori a lungo raggio... - esitÃ² - Forse i sensori a corto raggio ci potrebbero fornire qualche informazione in piÃ¹."<br />
Il capitano si girÃ² verso l'ufficiale tattico:<br />
"C'Ã¨ un qualche pericolo per la nave?" <br />
"Non vedo quale, al momento" - rispose il tenente Jenkins - La nebulosa Ã¨ ancora troppo lontana perchÃ© una emissione energetica ci colpisca."<br />
"Teniamo comunque la situazione sotto costante controllo tattico. Stia pronta ad alzare gli scudi in qualsiasi momento... "<br />
"Si, signore" - rispose Lorelei.<br />
Suri si allontanÃ² di qualche passo, andando a sedersi sulla poltrona centrale. Se si era accorta delle occhiate che si stavano scambiando Tynan e la Jenkins, aveva deciso di non dare loro peso, pensÃ² Thomas, per fortuna. Ma era evidente che ci fosse una tempesta in arrivo, e non sarebbe stato necessario arrivare fino alla nebulosa per trovarcisi proprio in mezzo. Per il tipo di tempesta che aveva in mente, sarebbe bastata la sala riunioni uno. Con discrezione, si avvicinÃ² all'addetto alle comunicazioni, e gli sussurrÃ² all'orecchio di avvisare il consigliere Bhreel che era desiderata in plancia.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 08:30</b><br /><br />
"Siamo arrivati a portata di lancio per una sonda di classe 3" - segnalÃ² il comandante Samak dalla postazione tattica. L'annuncio risollevÃ² le antenne del capitano:<br />
"Bene, comandante. Quando Ã¨ pronta... - rispose Enizia - Sperando di non essere arrivati troppo tardi per trovare qualcosa"<br />
Sullo schermo, la nebulosa era tornata normale - solo in apparenza piÃ¹ grande. Da un paio d'ore circa, gli strani fenomeni che li avevano attirati fino a quel punto si erano attenuati fino a scomparire.<br />
Il tenente Volkoff fingeva di controllare la sua consolle mentre con la coda nell'occhio cercava di guardare le registrazioni che il comandante Sorin continuava a visualizzare sul suo monitor. Non gli andava a genio il fatto di essere entrato in servizio troppo tardi per dare un'occhiata di persona a quello che, a detta di tutti in plancia, era stato un autentico spettacolo di fuochi artificiali. Come vedere una tempesta sul mare dalla spiaggia, gli aveva detto il timoniere.<br />
"Lancio effettuato, capitano" - avvisÃ² il comandante Samak.<br />
Lo schermo fu attraversato dalla lunga scia della sonda, che dopo qualche minuto scomparve all'interno di una massa oscura di pulviscolo. Volkoff la studiÃ² per un istante. Attualmente, non aveva nulla di diverso dalle altre nebulose che aveva visto nei suoi lunghi anni di navigazione nella Flotta Stellare. Per estensione, anzi, era piÃ¹ piccola di molte altre.<br />
"Sto ricevendo dati" - avvisÃ² Sorin.<br />
"Qualcosa di interessante?" - domandÃ² Enizia, alzandosi dalla poltrona centrale.<br />
"Non ancora... Tuttavia..."<br />
"Tuttavia, cosa?" -<br />
"Questo Ã¨ interessante - Sorin sollevÃ² un braccio, seguendo con il dito le letture emanate dalla sonda - Il pulviscolo ostacola i sensori della sonda. Tuttavia, rilevo masse anomale di detriti ferrosi miste a plasma. Si tratta, in gran parte di tritanio. Ci sono anche molecole organiche a base carbonio"<br />
"Detriti di tritanio e molecole organiche... - mormorÃ² Enizia, sovrappensiero - Si potrebbe trattare del relitto di una nave? La tempesta magnetica potrebbe aver attirato e quindi distrutto una nave?"<br />
"Non sono in grado di valutare la quantitÃ  di relitti presenti nella nebulosa, ma certo, Ã¨ una possibilitÃ " - rispose Sorin.<br />
Volkoff si sporse verso la postazione dell'ufficiale tattico. Sul piccolo schermo, i dati che scorrevano si erano interrotti:<br />
"Qualcosa non va con la sonda!" - avvisÃ². Le dita di Samak corsero sulla tastiera. Qualcosa ricomparve in una sorta di ronzio, per poi cessare del tutto.<br />
"Mi spiace, capitano - disse infine l'ufficiale tattico - La sonda ha cessato i collegamenti. Temo sia andata perduta"<br />
"Non mi preoccupo della sonda - ribattÃ© Enizia - Siamo in piena zona d'influenza Kazon. La Voyager ebbe non pochi problemi nell'attraversare questa zona. Se quei detriti sono quelli di una nave, potrebbero esserci dei moduli di salvataggio, lanciati prima della distruzione... Trovare e recuperare dei naufraghi vivi, o anche solo recuperare dei corpi da riportare ai loro clan, potrebbe procurarci delle amicizie in questo settore di spazio."<br />
"Non sappiamo ancora se si tratti dei relitti di una nave - obiettÃ² Sorin - Dovremmo portare a bordo dei detriti da esaminare in laboratorio, per saperlo con certezza. "<br />
Enizia scosse la testa:<br />
"Potrebbe essere pericoloso anche per noi avvicinarci troppo alla nebulosa per cercare i detriti. In questo momento appare pacifica, ma non sappiamo che cosa abbia prodotto il fenomeno. Potrebbe ripetersi da un momento all'altro"<br />
Volkoff alzÃ² una mano:<br />
"Se una nave fosse andata distrutta, non dovrebbero esserci detriti anche fuori dalla nebulosa?"<br />
"Certamente - rispose Sorin - Settando in maniera appropriata i sensori, potremmo intercettare anche qualcosa di molto piccolo. Capitano... Coordinandoci con la Curie, potremmo setacciare lo spazio con maggiore efficacia e rapiditÃ "<br />
Enizia si rivolse all'addetto alle comunicazioni:<br />
"Guardiamarina, comunichi alla Curie che stiamo iniziando a pattugliare la zona in cerca di detriti di una nave. Chieda assistenza."<br />
L'uomo eseguÃ¬, quindi avvisÃ²:<br />
"Capitano, ci stanno chiamando dalla Curie"<br />
"Sullo schermo" - ordinÃ² Enizia, tornando a sedersi sulla poltrona del capitano.<br />
Pochi istanti dopo, l'ormai familiare sagoma della nebulosa veniva sostituita dal volto impassibile del capitano Suri:<br />
=^=Capitano, abbiamo ricevuto la sua comunicazione, ma devo dire che temo di non comprenderla con esattezza=^=<br />
"Avete ricevuto anche voi, immagino, i dati che la sonda ci ha inviato prima di scomparire - iniziÃ² l'andoriana - E' molto probabile che la tempesta magnetica che abbiamo visto abbia distrutto una nave. Stiamo iniziando a pattugliare la zona, in cerca di detriti che ci permettano di identificare la nave..."<br />
Il capitano della Curie inarcÃ² un sopracciglio -<br />
=^=Mi perdoni, capitano Enizia, ma i dati che il nostro ufficiale scientifico ha ricevuto dalla vostra sonda non sono affatto definitivi sulla presenza di una nave distrutta=^=<br />
"Definitivi o no, la possibilitÃ  esiste - insistette Enizia - Rintracciando dei detriti, potremmo essere in grado di identificare la nave. Quello che le sto chiedendo... - la sua voce enfatizzÃ² l'ultima parola - E' di coordinare le nostre navi nel rintracciare l'eventuale relitto"<br />
=^=Nella nebulosa? =^=<br />
"Attorno ad essa"<br />
=^=Continuo a non vedere la necessitÃ  di tutto questo - protestÃ² Suri - Nel migliore dei casi, si tratta di una perdita di tempo!=^=<br />
"Faccia quello che vuole, capitano! - scattÃ² Enizia - Intendo pattugliare la zona intorno alla nebulosa, in cerca di eventuali relitti o perfino di moduli di salvataggio"<br />
=^=Non ci sono state richieste di soccorso - fece notare l'altra - NÃ© segnali di alcun genere! =^=<br />
Enizia alzÃ² le spalle:<br />
"Questo non vuol dire che dovremmo voltare la nave e andarcene per la nostra strada senza nemmeno cercare. L'aiuto della vostra nave sarÃ  il benvenuto, se avrete la bontÃ  di darcelo. Oppure potete rimanere a guardare, se cosÃ¬ vi aggrada. Baffin, chiudo!"<br />
Lo schermo si spense. Nell'improvviso silenzio, rotto solamente dal ticchettio degli strumenti e dal respiro dei presenti, Enizia non si guardÃ² nemmeno intorno. Doveva sapere che gli occhi di tutti erano su di lei.<br />
Con una voce che controllava evidentemente a malapena, si rivolse al timoniere:<br />
"Guardiamarina. Imposti la rotta in ellittica rispetto alla nebulosa. Ci passiamo attorno. Chiaro?"<br />
"Si, capitano"<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 09:34</b><br /><br />
Lo schermo della Curie inquadrava ancora la nebulosa. Sullo sfondo scuro di essa, spiccava la sagoma candida della Baffin che stava percorrendo una larga curva attorno alle propaggini sfrangiate di pulviscolo stellare. Ma il silenzio sulla plancia stava diventando opprimente, pensÃ² Timeran Bhreel, osservando di sottecchi il capitano. Il volto della vulcaniana era impietrito, piÃ¹ che impassibile, mentre fissava, come tutti, la nave che si allontanava sullo schermo.<br />
"Tenente Jenkins, estenda al massimo la portata dei sensori e passi ad allarme giallo. Dobbiamo essere pronti ad intervenire, in caso di problemi" - ordinÃ² Suri.<br />
"Signore, se posso permettermi..." -<br />
"Dica, comandante Pierce"<br />
"Sarebbe bene mantenere un costante contatto subspaziale con la Baffin" - disse il primo ufficiale - In modo anche da ricevere quello che appare sui loro sensori"<br />
"Va bene" - disse semplicemente Suri. Pierce sospirÃ², poi dette gli ordini relativi all'addetto alle comunicazioni, mentre la donna tornava a sedersi, rigida, sulla poltrona di comando.<br />
Timeran Bhreel la raggiunse, sedendosi alla postazione del consigliere:<br />
"Capitano... - iniziÃ² - Posso sapere che cosa si aspetta che succeda?"<br />
"Non Ã¨ esattamente questa la domanda che vuole farmi, consigliere, non Ã¨ vero? - ritorse il capitano - Ma le risponderÃ². Mi aspetto da un momento all'altro che ci arrivino addosso navi Kazon. Noi non sappiamo quale tipo di evoluzione possano aver avuto i clan in questi ultimi anni... Soprattutto dopo i contatti che hanno avuto con la Voyager. I loro armamenti potrebbero essere stati profondamente modificati. Quello che invece sappiamo, Ã¨ che la nave dell'ammiraglio Janeway - all'epoca, del capitano Janeway - non ha lasciato dietro di sÃ© molti piacevoli ricordi in alcuni clan."<br />
Sullo schermo, la nave compagna stava scomparendo dietro uno dei tentacoli della formazione stellare.<br />
"Tuttavia..." - iniziÃ² la trill.<br />
"Capitano!" - le interruppe Tynan, allarmato.<br />
Suri balzÃ² in piedi:<br />
"Che succede?"<br />
"Ci sono navi Kazon sui sensori della Baffin! - esclamÃ².<br />
"Allarme rosso! Scudi alzati!" - ordinÃ² il capitano. La sala venne inondata dalla luce lampeggiante degli allarmi, mentre Tynan premeva freneticamente sui tasti della sua consolle.<br />
"Comandante, puÃ² mettere sullo schermo la visuale dalla Baffin?"<br />
Tynan non rispose, limitandosi ad alzare lo sguardo verso lo schermo centrale. Dopo qualche istante, l'immagine si modificÃ², sostituita da un confuso rumore di fondo. Tynan si piegÃ² di nuovo sulla sua consolle, cercando di migliorare il segnale subspaziale che stava ricevendo dalla Baffin. Le ombre si consolidarono, diventando oggetti in apparenza solidi che turbinavano nello spazio.<br />
"Cos'Ã¨ quello? - domandÃ² la trill - Non somiglia ad una nave Kazon... Vero?"<br />
Ma non c'era un solo oggetto, e adesso Timeran poteva vederlo. I sensori della Baffin trasmettevano immagini sempre piÃ¹ chiare di una sorta di costellazione di manufatti. Una luce la colpÃ¬: uno degli oggetti emetteva una serie di scintille bluastre che bruciavano dal portello di una nave, spegnendosi al contatto con il gelo siderale. Forme oblunghe terminavano in un contorto ammasso di cavi e di strutture spezzate, a volte legate ancora le une alle altre da intelaiature disarticolate.<br />
"Non puÃ² essere una sola nave! - esclamÃ² il comandante Jenkins.<br />
"No. Non puÃ² essere una sola nave. I relitti devono appartenere ad almeno quattordici o quindici navi, se non di piÃ¹" - confermÃ² Tynan.<br />
"Ho letto i report della Voyager... Mi sembra di ricordare che erano pochi i clan Kazon a possedere cosÃ¬ tante navi..." - ricordÃ² Thomas Pierce.<br />
Lo schermo stava facendo una lenta panoramica attraverso i relitti, allargando le immagini. Era come attraversare un cimitero, pensÃ² Timeran con un brivido. I sensori inquadrarono un relitto ancora riconoscibile, che rovesciandosi mostrava l'interno sventrato di ponti e cabine. Qualcosa galleggiava, incastrato fra cavi slegati, ma non poteva dire se fosse quanto restava di un uomo o di una donna.<br />
"Quella era una nave Kazon Nistrim" - notÃ² Lorelei Jenkins - Ma la struttura che resta dell'altro relitto sembra quella degli Ogla. Non appartengono tutte allo stesso clan."<br />
"C'Ã¨ stata una battaglia?" - domandÃ² la trill, con un brivido. Ricordava quando le avevano mostrato, a lezione, le immagini di Wolf 359. Alcuni dei suoi compagni di corso avevano avuto fratelli maggiori o parenti morti in quella battaglia e nessuno aveva dimenticato l'orrore dell'attacco della nave Borg. Ma qui non potevano esserci Borg, si consolÃ² la trill. Il loro territorio era ancora troppo lontano, e comunque non avevano mai mostrato interesse per i Kazon.<br />
"Se cosÃ¬ fosse, dove sarebbero le navi dei vincitori?" - ribattÃ© Pierce.<br />
"Potrebbero essere giÃ  andati via"<br />
"Non puÃ² essere successo molto tempo fa" - notÃ² Tynan puntando con il dito verso le scintille che Timeran aveva notato prima - Alcune delle strutture mostrano ancora tracce di energia"<br />
Suri era balzata in piedi:<br />
"Guardiamarina, apra un canale con la Baffin!" - ordinÃ² all'addetto alle comunicazioni.<br />
"Canale aperto"<br />
Sullo schermo, comparve il volto di Enizia:<br />
=^=Cosa vuole, capitano?=^=<br />
"Voglio solo pregarla di tornare indietro, capitano Enizia, ed il piÃ¹ presto possibile!" - esclamÃ² Suri - Sono morti centinaia, forse migliaia di Kazon, oggi. Qualunque cosa abbia prodotto questo disastro Ã¨ sicuramente ancora in zona e noi..."<br />
=^=La mia nave Ã¨ impegnata nella ricerca di superstiti, capitano - la interruppe secca Enizia - Se veniste qui, forse potremmo terminare piÃ¹ in fretta la nostra ricerca=^=<br />
"Capitano..."<br />
=^=Se non c'Ã¨ altro, capitano Suri, ho molto da fare.=^=<br />
=^=Capitano?=^=<br />
Timeran drizzÃ² le orecchie, sentendo la voce di Rodel Thurax dall'altra nave. L'uomo si trovava fuori del campo visivo dello schermo. Il viso di Enizia si girÃ² verso destra, chiaramente infastidita:<br />
=^=Cosa c'Ã¨?=^=<br />
=^=I sensori hanno rilevato un modulo di salvataggio. A differenza dell'altro che avevamo visto, questo sembra ancora integro=^=<br />
=^=Raggio traente!=^=<br />
=^=Inutile, siamo troppo lontani=^= rispose Thurax.<br />
=^=Timoniere, rotta di intercettazione. Comandante Samak, stia pronto a prenderlo con il raggio traente! =^=<br />
=^=La rotta ci avvicina alla nebulosa, capitano!=^= - l'avvisÃ² Thurax.<br />
=^=Dobbiamo prendere quel modulo di salvataggio, comandante! =^=<br />
Lo schermo fu oscurato da un'interferenza. Per un lungo istante, si udÃ¬ soltanto un brusio indefinito costellato di voci e parole confuse, quindi riapparve la lunga formazione stellare della nebulosa. Suri si girÃ² verso l'addetto alle comunicazioni:<br />
"Riapra il contatto!"<br />
L'uomo si difese, continuando a manovrare i comandi della sua consolle:<br />
"Sto facendo il possibile, capitano!"<br />
Suri respirÃ² profondamente:<br />
"Muoviamoci. Timoniere, rotta di intercettazione con la Baffin, pieno impulso!" - ordinÃ² - Ma teniamoci lontani da quella formazione!"<br />
La nave si mosse, puntando ad aggirare il lungo tentacolo dietro al quale era svanita la Baffin pochi minuti prima. Sullo schermo, parve che la nebulosa si muovesse come una massa ameboide, espandendosi e contraendosi leggermente.<br />
Dopo qualche minuto, Tynan avvisÃ²:<br />
"Siamo tornati in contatto visivo con la Baffin, capitano!"<br />
La nave gemella era un punto bianco contro lo spazio cosparso di detriti. Masse informi di cavi e tronconi ferrosi roteavano ostacolando la visuale, avvicinandosi per essere respinti poi dalla forza invisibile dei deflettori. Timeran chiuse gli occhi, accorgendosi che nello spazio vagavano anche corpi o forse frammenti di corpi dilaniati.<br />
"Sto scandendo i detriti a largo raggio - avvisÃ² l'ufficiale scientifico - Ma finora non ho trovato traccia di segni vitali, a parte quelli della Baffin"<br />
"Tenente Jenkins, prenda a bordo qualcuno di quei corpi - disse Suri - Lo trasporti direttamente in infermeria ed avvisi la dottoressa Fuentes che voglio sapere che cosa ha ucciso quelle persone."<br />
"Si, signore!" - rispose l'ufficiale tattico.<br />
La consigliera avvertÃ¬ qualcuno mormorare vicino a lei.<br />
"Sono vicini..." - ma non capÃ¬ chi aveva parlato. RiaprÃ¬ gli occhi, cercando di concentrarsi sulla piccola sagoma della Baffin, in fondo allo schermo, ma riusciva a vederla solo a tratti. Troppi oggetti si frapponevano tra loro e la nave gemella. Si augurÃ² che fossero riusciti a prendere il modulo di salvataggio.<br />
"Signore, sta succedendo qualcosa!" - esclamÃ² Tynan - La nebulosa!"<br />
Un lampo - no, non un lampo come in un temporale, piÃ¹ una luce circolare, spiraliforme, fece in tempo a pensare la giovane trill- aveva appena illuminato il centro della nebulosa come il mostruoso occhio di un enorme drago. Un fungo denso di gas emerse dall'interno, espandendosi, ingoiando relitti, corpi, navi e tutto quello che gli stava intorno.<br />
"Timoniere, viriamo di bordo! - gridÃ² Suri - Qualunque rotta, curvatura tre, subito!"<br />
Le stelle diventarono strie luminose che curvavano seguendo la rotta. Tynan cambiÃ² la visuale dello schermo centrale.<br />
"La Baffin!" - urlÃ² Timeran, puntando il dito sullo schermo. La nube stava raggiungendo il punto luminoso che era la Baffin, lo superava, lo divorava, aumentando costantemente di volume. I relitti scomparivano alle loro spalle, assorbiti dall'enorme massa gassosa, che continuava ad espandersi senza sosta, mentre nuovi lampi luminosi sbocciavano dalla superficie.<br />
Pochi minuti dopo, Suri ordinava di fermare i motori. La nube aveva cessato la sua espansione e si stava di nuovo ritraendo nella forma originale.<br />
Suri si girÃ² verso Tynan:<br />
"Ci sono tracce della Baffin?" - domandÃ².<br />
Tynan si chinÃ² verso la sua consolle.<br />
"No, capitano" - fu la sua risposta.]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <pubDate>Sun, 13 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-02 Divisi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 09:39</b><br /><br />
"Dobbiamo prendere quel modulo di salvataggio, comandante!" esclamo Enizia all'inidirizzo del suo Primo Ufficiale per poi girarsi verso il monitor principale "Mi ascolti Capitano Suri..." ma quest'ultimo era tornato a mostrare la nebulosa alla quale correvano incontro.<br />
"Capitano abbiamo perso il contatto con la Curie!" comunicÃ² immediatamente l'addetto alle comunicazioni poi, dopo aver provato diverse combinazioni scosse la testa sconsolato "Mi dispiace Capitano, troppe interferenze!"<br />
"Signor Thurax il modulo?" chiese l'andoriana tornando a interessarsi alla situazione piÃ¹ impellente, avrebbe avuto tempo dopo per discutere con quella vulcaniana testarda.<br />
"Ci siamo quasi signore, pochi secondi ancora e saremo a portata!"<br />
"Capitano!" li interruppe la fredda voce di Samak "I sensori..."<br />
"I sensori stanno rilavando una fluttuazione della nebulosa, l'energia emessa sembra aumentare. Ancora non posso essere certo se l'aumento di energiÃ  corrisponde all'inizio di una nuova tempesta di lampi" continuÃ² Sorin mantenendo lo stesso tono neutro.<br />
"Signore... suggerisco di abbandonare l'area!" commentÃ² il capo della sicurezza.<br />
Forse fu la differenza di tono fra quello neutro dei vulcaniani e quello preoccupato di Volkoff a far scattare il sesto senso del Capitano della Baffin. Qualcosa dentro di lei le urlava di andarsene... troppo tardi.<br />
La nebulosa ebbe un fremito, si espanse ad una velocitÃ  incredibile per poi ritirarsi di nuovo come la risacca del mare trascinando con sÃ¨ tutto quello che aveva trovato sul suo cammino.<br />
I membri dell'equipaggio furono sbalzati dalle loro postazioni mentre alcune consolle esplodevano ferendo chi era in prossimitÃ . Volkoff fu investito in pieno dall'esplosione della sua postazione e fu scaraventato indietro verso la paratia, Samak, dato lo scarso equilibrio, riuscÃ¬ solo a rallentarne la violenza dell'impatto cercando di afferrarlo al volo.<br />
"Cosa Ã¨ successo?!" esclamÃ² il capitano.<br />
"La nebulosa si Ã¨ espansa e ci ha inglobati al suo interno per poi ritirarsi!" rispose Sorin riguadagnando la sua posizione e facendo partire programmi diagnostici "L'energia cinetica dell'evento e un accesso di energia sconosciuta ha provocato diversi danni alla nave."<br />
"Com'Ã¨ possibile? Una nebulosa non ha consistenza! Signor Samak come sta Volkoff!" chiese Thurax segnalando al contempo alla sezione medica un emergenza in plancia.<br />
"E' svenuto signore" rispose la donna, un attimo dopo il medico di bordo fece la sua comparsa in plancia attraverso il turboascensore.<br />
"Signor Samak voglio un rapporto danni, Signor Maurian lei cosa mi dice?" chiese Enizia all'ufficiale medico capo che in quel momento stava facendo scivolare il tricorder sul paziente.<br />
"Commozione cerebrale ma niente di grave, lo portiamo in infermeria e ve lo rimettiamo in piedi in un'ora! Il teletrasporto funziona? Non credo di riuscire a portare questo gigante in braccio!"<br />
"Meglio evitare, non sappiamo ancora cos'Ã¨ successo... " commentÃ² Thurax dopo che Sorin gli aveva fatto un cenno negativo "Cortes! Dai una mano al dottore per portare Volkoff in infermeria" e uno degli uomini presenti in plancia si affrettÃ² ad aiutare il medico.<br />
"Capitano tutti i ponti riportano danni anche se lievi, soprattutto sovraccarichi di energia che hanno fatto esplodere alcune postazioni!" avvertÃ¬ Samak mentre arrivavano i rapporti.<br />
"Enizia a sala macchine!"<br />
=^=Qui Brown! Non so cosa sia successo ma abbiamo rischiato di trasformarci in una palla di fuoco. Un sovraccarico di energia ha quasi raggiunto il nocciolo di curvatura. Per ora ho dovuto spengere tutto fra pochi minuti saprÃ² darle maggiori informazioni! Brown chiudo! =^=<br />
"Signor Sorin cosa diavolo Ã¨ successo?" sbottÃ² il capitano infuriata con se stessa per aver messo in pericolo la sua nave e per la mancanza di informazioni piÃ¹ dettagliate.<br />
"Siamo in una Regione H II, una nebulosa a emissione associata con stelle giovani, blu e calde. H II Ã¨ il termine che indica l'idrogeno ionizzato, e le Regioni H II sono nubi di gas ionizzato dalla radiazione ultravioletta dalle stelle giovani. O almeno Ã¨ quello che gli strumenti identificano al momento... ma l'energia che stiamo registrando non puÃ² essere emessa da una stella. L'energia Ã¨ cosÃ¬ vasta che ha reso la nebulosa quasi solida. Tutte le componenti della nebulosa hanno acquisito una sorta di legame... ogni pulviscolo Ã¨ collegato ad un altro attraverso un filamento energetico che trasforma il tutto in una rete da pesca e come tale ci ha catturati all'interno delle sue maglie. Poi l'energia con la quale Ã¨ caricata ha fatto il resto creando picchi che a stento sono stati fermati dai nostri sistemi di sicurezza... probabilmente le navi kazon sopravvissute alla battaglia non sono state cosÃ¬ fortunate dato il loro minore livello tecnologico."<br />
"Riusciamo ad uscire da qui dentro?" chiese preoccupata Enizia aiutando a spengere un piccolo fuoco su uno dei tanti pannelli che circondavano il ponte di comando.<br />
"Per il momento i motori sono offline, stiamo convogliando tutta l'energia sugli scudi!" rispose prontamente l'ufficiale scientifico.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia di comando - stesso momento</b><br /><br />
"Signor Pierce rapporto!"<br />
"Capitano, se la Baffin Ã¨ stata risucchiata all'interno della nebulosa noi non riusciamo nÃ© a contattarla nÃ© a individuarla con i sensori, ma l'unica spiegazione logica Ã¨ che sia lÃ¬ dentro... da qualche parte!" rispose lui osservando i dati che stava condividendo con il comandante Tynan.<br />
Il capitano Suri non commentÃ² riguardo all'inesattezza della logica del suo primo ufficiale, in pochi secondi lei aveva giÃ  trovato almeno tre possibilitÃ  altrettanto logiche e almeno altre quattro possibili anche se improbabili. Aveva imparato da tempo che i non vulcaniani usavano spesso il termine 'unica spiegazione logica' come una sorta di modo di dire.<br />
"Signor Tynan, cosa ricevono i sensori!"<br />
"Non ci sono tracce di esplosione anzi, la zona dove un attimo prima c'era la Baffin Ã¨ stata letteralmente ripulita persino dai detriti della battaglia... per questo supponiamo che sia stata trascinata lÃ¬ dentro."<br />
"Sebbene concordi con voi mi domando come una nebulosa riesca a trascinare una nave al suo interno... inviate una sonda!"<br />
Una scia luminosa simile ad un missile partÃ¬ in direzione della minacciosa nuvola di polvere spaziale, al suo capo la sonda registrava ogni genere di dato e continuÃ² a fare il suo lavoro in modo perfetto finchÃ© non entrÃ² in contatto con lo strato esterno. Un attimo dopo era sparita nel nulla.<br />
"L'abbiamo persa... ma i primi dati ci aiutano a capire cosa puÃ² essere successo!" Tynan si affrettÃ² a mettere al corrente i membri presenti in plancia sulla reale natura della nebulosa ricorrendo quasi alle esatte parole del suo collega della Baffin, al termine della spiegazione si ritrovÃ² a ricevere l'unica domanda sulla quale, al momento, non aveva nessuna risposta.<br />
"Sappiamo cosa puÃ² aver energizzato cosÃ¬ tanto la nebulosa?" chiese il Capitano Suri ma ricevette in cambio solo un cenno di diniego da parte del suo ufficiale scientifico.<br />
"Capitano, navi Kazon in arrivo!" la avvertÃ¬ il tenente Jenkins dalla sua postazione tattica "sono due gruppi, Nistrim e Ogla, una decina di navi in tutto! Arrivano da opposte direzioni"<br />
"Ci hanno rilevato?"<br />
"Ne dubito, i loro sensori non sono sensibili come i nostri." si voltÃ² in attesa di ordini<br />
"Signor Hwang - esclamÃ² Suri all'indirizzo del suo timoniere - ci porti via di qui, usciamo dalla zona!"<br />
La giovane tenente coreana ebbe solo un attimo di tentennamento ma poi eseguÃ¬ l'ordine facendo scattare la nave in curvatura.<br />
"Signore possiamo parlare?" borbottÃ² Pierce sottovoce all'indirizzo di Suri che lo guardÃ² per un attimo infastidita dalle illogiche rimostranze umane.<br />
"Mi segua nel mio ufficio..." i due si alzarono e passarono nella stanza attigua<br />
"Comandante Pierce il mio ordine era l'unico logico..."<br />
"Signore non mi fraintenda, capisco benissimo che l'unica via da seguire era quella di uscire dall'area, non avrei dato nemmeno io l'ordine di infilarmi in quella dannata nebulosa!" la fermÃ² il primo ufficiale<br />
Suri rimase sorpresa, anche se non lo diede a vedere, si aspettava le solite recriminazioni sull'insensibilitÃ  vulcaniana.<br />
"Allora qual'Ã¨ il problema signor Pierce?"<br />
"Prima di tutto ho ricevuto un attimo fa il rapporto della dottoressa Fuentes sui corpi. Tutti presentano danni da violenta esposizione energetica... qualsiasi cosa sia successa ha fritto i kazon all'istante. Sembra che la nebulosa si carichi lentamente e nel contempo compia degli sbalzi simili a spasmi muscolari, poi quando avviene la scarica di fulmini frigge qualsiasi cosa si trovi al suo interno..."<br />
"Qualche supposizione sul tempo che ci mette a caricarsi?"<br />
"Nemmeno una, ma sappiamo per certo che da ieri, quando l'abbiamo individuata, ad oggi quando c'Ã¨ stata la scarica di fulmini sono passate circa ventiquattro ore. Magari la tempesta precedente si Ã¨ scatenata dieci minuti prima che individuassimo l'ammasso o magari Ã¨ accaduto un mese fa."<br />
"Potrebbe anche non esserci una cadenza naturalmente..." commentÃ² Suri<br />
"Naturalmente..." sospirÃ² lui di rimando<br />
"Quindi la Baffin Ã¨ in grave pericolo. Non sappiamo qual Ã¨ il suo stato nÃ¨ la loro effettiva posizione..."<br />
"Esattamente, ma c'Ã¨ un'altra questione... se la Baffin riuscisse ad uscire dalla nebulosa si troverebbe in mezzo a dieci navi Kazon e c'Ã¨ da supporre che non sia in condizioni da affrontarle. E sarÃ  difficile vederli uscire per colpa dei disturbi energetici. Potremmo non arrivare in tempo!"<br />
"Cosa propone Signor Pierce?"<br />
"Uscire con la Spengler!"<br />
"La nebulosa creerebbe dei disturbi al sistema di occultamento della navetta non potrebbe rimanere nascosto a lungo!"<br />
"Mi basta arrivare nella zona della battaglia e nascondermi fra i detriti e monitorare la situazione, se la Baffin dovesse uscire dalla nebulosa avrÃ² modo di avvertirvi immediatamente cosÃ¬ potrete intervenire."<br />
"E' una buona idea... seppur pericolosa. Porti con lei il Comandante Tynan forse avrete modo di scoprire qualcosa in piÃ¹ sulla nebulosa"<br />
"SÃ¬ signore..."<br />
"Comandante... come mai Ã¨ stata chiamata Spengler quella nave?" chiese Suri prima che Pierce uscisse dalla stanza.<br />
"E' una nave fantasma capitano... in caso di pericolo chi chiamerai?" detto questo uscÃ¬ lasciando il suo capitano con un sopracciglio alzato.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 09:45</b><br /><br />
"Situazione?" chiese Enizia a Thurax mentre attorno a loro gli uomini del reparto ingegneria si occupavano dei danni<br />
"I motori sono ancora offline... a momenti dovremmo avere i sensori a corto raggio, almeno sapremo in che guaio siamo finiti." le sorrise ma Enizia sapeva che era stata la sua avventatezza a portarli in quella situazione... ma come poteva anche solo supporre che una nebulosa poteva essere una tale minaccia?<br />
"Che fine ha fatto il guscio di salvataggio che stavamo cercando di prendere?"<br />
"L'abbiamo preso per puro caso ma... qualsiasi cosa ci fosse li dentro ha fatto una fine orribile." rispose Sorin "Noi abbiamo resistito alla nebulosa solo grazie agli scudi e al sistema inerziale della nave. Il guscio di salvataggio non ne era provvisto."<br />
Enizia si immaginÃ² la stessa forza che aveva sconquassato la sua nave applicata ad un piccolo guscio di salvataggio e al kazon che vi era dentro e rabbrividÃ¬.<br />
"Signore... ricevo delle letture dalla nebulosa!" avvertÃ¬ Sorin "Qualsiasi cosa stia energizzando la nebulosa si trova da qualche parte al suo interno ed Ã¨ estremamente potente ed instabile"<br />
"Quanto potente?"<br />
"Quella che abbiamo subito Ã¨ stata solo una piccola scarica passando attraverso le maglie della 'rete'... giÃ  i rilevamenti sono fuori scala..."<br />
"E quando si scatenerÃ  una nuova tempesta cosa succederÃ ?"<br />
"Verremo vaporizzati all'istante..." rispose in tono neutro il vulcaniano.]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <pubDate>Sun, 13 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-03 Si cercano risposte</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br /><br /><b>USS Curie- 30 marzo 2393 - ore 10.00</b><br /><br />
Tynan e Pierce raggiunsero l'hangar navette, dove il loro mezzo di trasporto, dotato di tutta le possibili migliorie suggerite alla Flotta dall'esperienza che Tom Paris aveva fatto col Delta Flyer, li aspettava giÃ  pronto alla partenza. Il guardiamarina Hunt, pilota scelto da Pierce proprio per la sua abilitÃ  nella guida di mezzi piccoli e veloci, aveva giÃ  eseguito i controlli di routine e quando vide entrare i due ufficiali disse:<br />
"pronti al decollo al suo ordine, Signore." Riferito a Pierce, che si sedette di fianco al pilota al quadro tattico, mentre Tynan occupÃ² la postazione scientifica, posta dietro al Comandante.<br />
"Perfetto: ottimo lavoro Hunt." ChiamÃ² quindi Suri in plancia.<br />
=^=Pierce a Suri: siamo pronti al decollo Signore.=^=<br />
=^=Molto bene Comandante: cercate un buon punto d'osservazione e non fate niente di troppo azzardato. Non sappiamo in questi anni com'Ã¨ evolutala tecnologia Kazon. Aspettiamo vostre notizie: Suri chiude.=^=<br />
Il Capitano della Curie chiuse la comunicazione nel suo solito modo brusco ma Pierce ormai stava cominciando a conoscere la vulcaniana ed era quasi certo che la donna avrebbe sacrificato la sua vita, senza pensarci, per ognuno dei suoi uomini. Diede quindi l'ordine di partenza e si staccarono elegantemente dalla maestosa nave, che immediatamente entrÃ² in curvatura verso la direzione opposta alla Spangler, per mettere un po' di spazio tra loro e la flotta Kazon in arrivo.<br />
"Vediamo come funziona quest'occultamento." Disse Pierce con un leggero brillio nello sguardo e la navetta si dissolse e fu solo una debole traccia ionica, quasi impossibile da rilevare.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - ore 13.00</b><br /><br />
Timeran entrÃ² in infermeria come una folata di vento primaverile e si diresse diretta nell'ufficio di Luz.<br />
"Ciao: sei pronta?" <br />
La Dottoressa alzÃ² lo sguardo dal monitor del computer, su cui scorrevano i dati dell'autopsia che aveva eseguito sul cadavere Kazon e guardÃ² l'amica con uno sguardo perso, assolutamente dimentica del fatto che era d'accordo con lei per pranzare insieme.<br />
"Ti sei scordata del pranzo?"<br />
"Scusa, ma non mi sono accorta che era giÃ  ora di pranzo. Poi sto aspettando dei dati che potrebbero rilevare qualcosa di piÃ¹ sull'origine dell'energia che ha cotto il nostro amico." Disse Luz indicando con un cenno del capo il cadavere steso sul lettino diagnostico.<br />
Timeran non guardÃ² nella direzione indicata dall'amica, perchÃ© sapeva che lo spettacolo di quel corpo carbonizzato era raccapricciante.<br />
"Non ti preoccupare: possiamo mangiare qualcosa qua, sempre che ti faccia piacere aver un po' di compagnia."<br />
" La tua sempre: avanti accomodati." Rispose Luz facendo un po' di spazio sulla scrivania.<br />
"E posso chiederti come stai? E non fare finta di non capire: mi riferisco a Thomas in missione tra tutti quei Kazon!"<br />
"Mentirei se ti dicessi che non sono preoccupata: ma Tommy Ã¨ cosÃ¬. Coraggioso e curioso, a volte sino a rasentare l'imprudenza, ma Ã¨ sempre stato cosÃ¬ ed Ã¨ anche per questo che lo amo. E poi sono anch'io un ufficiale della flotta e conosco i rischi cui andiamo incontro ogni volta che c'imbarchiamo su di una nave stellare: e se accetto questi rischi per me, devo accettarli anche per lui. Quindi aspetto il suo ritorno con speranza e fiducia nelle sue capacitÃ ."<br />
Timeran strinse la mano dell'amica e le due donne si scambiarono uno sguardo di profonda partecipazione che diede a Luz la certezza di aver trovato nel consigliere un'amica sincera.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - ore 13.15</b><br /><br />
=^= Brown a Enizia.=^=<br />
=^= Mi dica Signor Brown. Buone notizie, spero.=^=<br />
=^= In parte: gli scudi sono tornati alla massima potenza e le riparazioni procedono nei tempi stimati. Purtroppo per la curvatura abbiamo ancora dei problemi. Le radiazioni che provengono dal centro della nebulosa non permettono di avere un campo di curvatura stabile.=^=<br />
Se il Capitano della Baffin fu deluso dalle parole del suo capo ingegnere, non lo diede a vedere.<br />
=^=Signor Brown, sa bene che anche con gli scudi al massimo, difficilmente riusciremo a sopravvivere alla prossima esplosione: dobbiamo andarcene da qui.=^=<br />
=^= Lo so Signore: farÃ² il possibile, ma se si potesse eliminare quella radiazione di fondo, non sarebbe male!=^=<br />
Enizia pensÃ² un momento alle parole pronunciate da Brown, poi ordinÃ² al navigatore di fare rotta verso il centro della nebulosa: se Brown non riusciva a darle la curvatura, tanto valeva saperne di piÃ¹ su quello strano fenomeno. Magari avrebbero trovato il modo per uscirne.<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <pubDate>Sun, 13 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-04 FUOCO!!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Samak figlia di Kum <br /><br /><br /><b>Navetta Spengler - 30 marzo 2393 - ore 10.30</b><br /><br />
"Guardiamarina Hunt, quanto ci manca per raggiungere le navi Kazon?" chiese Pierce con voce sicura e ferma.<br />
"Ci siamo quasi Signore, tra un minuto saremo tra i detriti."<br />
"Molto bene quindi, non appena saremo arrivati a destinazione procederemo a velocitÃ  impulso e ci troveremo un bel nascondiglio..."<br />
"L'occultamento funziona alla perfezione - si intromise Tynan - nessuna nave Kazon ci ha rilevato."<br />
Una volta arrivati al sito, impostata la velocitÃ  giusta, ci fu solo silenzio nella navetta: Hunt concentrato al massimo per evitare qualunque collisione anche con il piÃ¹ piccolo dei detriti, Pierce e Tynan intenti a capire quale potesse essere il luogo migliore per l'appostamento. Inoltre, a volerla dire tutta, erano cosÃ¬ vicini alle navi nemiche ed erano cosÃ¬ poco abituati ad una navetta occultata, che avevano la sensazione che anche la loro voce potesse essere un modo per farsi rilevare dai sensori Kazon...ovviamente non poteva essere possibile e l'occultamento non centrava nulla, ma insomma, era una cosa quasi istintiva...<br />
"Ecco - Tynan ruppe il silenzio - lÃ , tra quei piccoli pezzi di motore dritti a prua. Quello Ã¨ sicuramente un buon posto per la nostra osservazione." Hunt si diresse alle coordinate indicate ad un quarto di impulso.<br />
"Possiamo ancora comunicare con la Curie?" chiese l'Ufficiale Scientifico. "SÃ¬ Signore, direi che siamo ancora nel raggio di comunicazione."<br />
=^= Navetta Spengler a Curie =^=<br />
Dall'altro lato rispose Jenkins =^= Parli pure Tenente =^=<br />
=^= Siamo arrivati a destinazione, ne informi il Capitano, noi per  sicurezza terremo spente le radio durante tutta la durata dell'appostamento. Tynan chiudo. =^=<br />
I tre ufficiali, non solo spensero le comunicazioni radio, ma misero a minimo tutti i sistemi della navetta...anche il sistema vitale. Erano davvero dei fantasmi.<br />
La flotta Kazon si muoveva tutto intorno a loro, non sembrava avessero un vero programma di quello che dovevano fare: analizzavano pezzi di detriti, alle volte teletrasportavano a bordo qualche rimasuglio, ma in effetti, dopo quasi due ore di appostamento, nessuna informazione si dimostrava talmente rivelante da essere trasmessa al Capitano Suri. Vero Ã¨ che la loro missione era quella di aspettare che la Baffin uscisse dalla nebulosa, ma insomma...fondamentalmente i tre stavano lÃ  da ore, e con le mani in mano.<br />
"Dovremmo inventarci qualcosa - disse ad un certo punto Pierce - ad esempio potremmo provare ad intercettare le loro comunicazioni, almeno se siamo fortunati riusciremmo a capire le loro intenzioni...se hanno dei piani magari..."<br />
<br />
<br /><b>Nave Kazon Ramog - 30 Marzo 2393 - ore 14:10</b><br /><br />
"Capitano, ho appena finito di scandagliare la zona, siamo da soli, nessuna traccia di navi aliene nel raggio dei sensori. Possiamo partire con il piano." Disse il Primo Ufficiale Dasri al suo Capitano Rama.<br />
"Bene. Avverta tutte le navi e procediamo."<br />
<br />
<br /><b>Navetta Spengler - 30 marzo 2393 - ore 14.11</b><br /><br />
"Che diavolo Ã¨ questo piano, che avranno intenzione di fare questi?" Sbotto il Comandante Pierce appena finito di sentire le parole del Primo Ufficiale Kazon<br />
"Beh una cosa Ã¨ certa - rispose Tynan - di sicuro non si sono accorti della nostra presenza, nÃ© si sono accorti della Curie e nÃ© tanto meno hanno visto la Baffin venire ingoiata dalla nebulosa"<br />
Dopo pochissimi attimi da quella comunicazione, alcune navi Kazon si spostarono portandosi dalla parte opposta della nebulosa, altre si posizionarono sui lati...solo una nave rimase alle coordinate iniziali: la Ramog aveva solo ruotato la sua prua portandola verso la nebulosa.<br />
I tre Ufficiali si scambiavano occhiate interrogative..."Signor Hunt, riaccenda i motori a metÃ  impulso e andiamo a vedere che stanno facendo le altre navi dietro questa maledetta nebulosa..." ordinÃ² Pierce.<br />
Fin dall'inizio della circumnavigazione, fu chiaro cosa stessero facendo quelle navi: si erano disposte tutte intorno alla nebulosa, formando una specie di anello, tutte con le loro prue verso di essa.<br />
Al contrario di quello che era successo nelle prime ore, questo movimento Kazon doveva essere condiviso con la Curie, tanto comunque gli alieni non avrebbero mai individuato la loro comunicazione...<br />
<br />
<br /><b>Nave Kazon Ramog - Contemporaneamente</b><br /><br />
"FUOCO!!"<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 30 Marzo 2393 - ore 14: 15</b><br /><br />
"Che cosa diavolo sono queste scosse? Maledizione non sarÃ  mica giÃ  un'altra esplosione!" TuonÃ² la voce del Capitano Enizia<br />
"Samak! Brown ci conferma che gli scudi sono operativi al 100%, bene proviamoli subito! Scudi al massimo"<br />
"SÃ¬ Signore" fu la sola risposta di Samak, che attivÃ² la protezione con una tale velocitÃ  che quando rispose al Capitano gli scudi erano giÃ  stati alzati!<br />
=^= Enizia a Brown. Che sta succedendo adesso? =^=<br />
=^= Ehm, Capitano, la buona notizia Ã¨ che qui in sala macchine siamo sicuri che non si tratta di una nuova esplosione, la brutta notizia Ã¨ che non sappiamo assolutamente con cosa abbiamo a che fare questa volta! Se non fossimo  nello spazio penserei subito ad un terremoto. Ma adesso pro...=^=<br />
=^= Va bene ho capito - Enizia interruppe il suo ufficiale senza neanche farlo finire di parlare - mi faccia un nuovo rapporto danni al piÃ¹ preso. =^=<br />
Enizia era nera di rabbia, non solo il suo equipaggio era in serio pericolo, ma per la prima volta non aveva nemmeno idea di quello che le stesse succedendo intorno. Inoltre, non faceva altro che pensare all'attrito che c'era stato con Suri...di certo non si puÃ² dire che fosse pentita della sua decisione, del fatto che si fosse allontanata dalla Curie in quel modo, ma in fondo, forse, sarebbe stato meglio seguire i consigli dell'altro Capitano.<br />
* Ma insomma Enizia - pensava tra lei - basta a pensare a quello che Ã¨ stato. La scelta di salvare una persona in una capsula di salvataggio era giusta e lo rifarai alla prossima occasione! Basta dubbi maledizione! * Enizia respirÃ² profondamente.<br />
"Timoniere, riusciamo a muoverci anche con queste scosse?"<br />
"SÃ¬ Capitano." rispose prontamente il guardiamarina.<br />
"Bene, allora riprenda immediatamente la rotta verso il centro di questa maledetta nebulosa." rispose fredda Enizia e si diresse verso il suo ufficio.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
Sulla Plancia della Curie tutti erano ai loro posti: il Capitano seduto sulla sua poltrona, Jenkins in postazione tattica, Bhreel in piedi al fianco di Suri, tutti in silenzio. In effetti c'era un bel pÃ² di tensione nell'aria.<br />
"Capitano, una comunicazione in arrivo da Pierce"<br />
"Lo passi sullo schermo Tenente" fu la risposta a Jenkins<br />
=^= Capitano, qua i Kazon si sono posizionati tutto intorno alla nebulosa e tutti hanno attivato un raggio faser verso di questa. Non siamo ancora riusciti a capire le loro intenzioni: abbiamo interrotto le intercettazioni perchÃ¨ ci siamo dovuti spostare dalla nostra postazione originaria. Spero di darle presto nuove informazioni. Pierce chiudo =^=<br />
Tutti gli ufficiali di plancia si scambiarono un'occhiata interrogativa tra loro. Cosa stavano cercando di fare sette navi Kazon con dei raggi faser puntati verso una nebulosa di quella tipologia?<br />
Dopo interminabili istanti, Suri disse con un filo di voce e lo sguardo ancora verso il monitor: "Stanno cercando di far implodere la nebulosa"<br />
"Ma Capitano, se dovessero riuscirci verrebbero spazzati via anche loro, non avrebbe senso..."<br />
"Probabilmente sanno delle cose su questa nebulosa che noi ancora non sappiamo - rispose il Capitano a Jenkins che gli aveva proposto subito la sua osservazione - faccia tornare indietro la Spengler, sta diventando troppo pericoloso quel posto."<br />
=^= Tenente Vizzini, secondo lei quanto puÃ² resistere una nave Kazon con un fascio faser continuo attivo? =^=<br />
Il comunicatore del Capo Ingegnere si attivÃ² all'improvviso e la domanda del suo Capitano fu cosÃ¬ a bruciapelo, che quasi balbettÃ² un poco prima di riuscire solo a capire quale fosse stata la domanda...<br />
=^= ...un? uhhn? un raggio faser continuo da una nave Kazon mi chiede...direi non piÃ¹ di due ore, poi la loro energia dovrebbe esaurirsi =^=<br />
Inutile che l'equipaggio della plancia provasse a leggere nello sguardo del loro capitano per capire che intenzioni avesse o se fosse preoccupata di quello che stava succedendo: Suri era assolutamente impenetrabile, anche in quella circostanza!<br />
"Jenkins, non appena Pierce e Tynan saranno a bordo, voglio tutti gli Ufficiali superiori a rapporto in sala Tattica"<br />
"SÃ¬ Capitano".]]></description>
            <author>Tenente Comandante Samak figlia di Kum </author>
            <pubDate>Sat, 03 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-05 Al centro della nebulosa</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 15:00</b><br /><br />
Man mano che la nave si avvicinava al centro della nebulosa i colori si facevano sempre piÃ¹ tinta pastello, terminando in un azzurrino e in un rosino che quasi stingevano sul bianco. Anche la luce si faceva sempre piÃ¹ intensa contribuendo a rendere tutta l'atmosfera eterea e irreale. Le scosse, prima molto intense, avevano continuato a diminuire di intensitÃ , contribuendo a tranquillizzare la situazione, ma rimanevano sempre delle strane radiazioni provenienti dal cuore della nebulosa.<br />
"Capitano, il centro della nebulosa Ã¨ dritto difronte a noi. I sensori rilevano una regione circondata da un campo che non riusciamo a penetrare. E' come uno scudo di energia, ma non riusciamo a identificarne la natura."<br />
"Sullo schermo!" intervenne Enizia, finalmente avevano trovato qualcosa. <br />
Vista da lontano la Baffin sembrava un puntolino grigio davanti ad un enorme muro azzurro con venature rosa. La superficie della parete non sembrava proprio solida, era come un batuffolo di cotone sfilacciato in piÃ¹ punti ed era in continuo movimento. Un turbinio di increspature e onde mescolavano i colori pastello tra di loro creando enormi arabeschi  che un attimo dopo erano giÃ  scomparsi. Gobbe e avvallamenti continuavano a formarsi e a sparire come un enorme mare quasi in ebollizione.<br />
"Signor Sorin?" Il Capitano non sapeva se essere piÃ¹ affascinata o piÃ¹ perplessa.<br />
"Rilevo flussi coerenti di gravitoni su tutta la superficie della parete esterna. Il campo gravimetrico Ã¨ distorto non riusciamo a mappare la zona interna. Dai dati risulta che l'intero centro della nebulosa sia circondato da questa barriera. Un'immensa zona grigia per i sensori."<br />
"E' un dispositivo di occultamento?"<br />
"Forse. Ma non di quelli conosciuti. Visto che comunque non sembra voler nascondere se stesso, potrebbe essere un dispositivo di contenimento di qualche tipo."<br />
Samak: "Capitano! Sta succedendo qualcosa. Rilevo del movimento."<br />
Dei filamenti eterei cominciarono a staccarsi dalle pareti che circondavano la zona impenetrabile. Sottili e bianchi come fantasmi, sciamavano tutto intorno alla Baffin quasi a darle il benvenuto, come dei delfini semitrasparenti che salutavano una nave seguendone la rotta e compiendo acrobazie e salti.<br />
"Sono correnti parassite di gravitoni. Il bianco Ã¨ dato dalle sostanze della nebulosa che vengono concentrate e incanalate dalle pressioni esercitate dalle correnti." SpiegÃ² Sorin.<br />
"Sembrano quasi muoversi in sincronia con la nave." osservÃ² Samak.<br />
"In parte. Sono evidentemente deflessi dagli scudi e dovrebbero essere influenzati dalla massa della Baffin, perÃ²..."<br />
Enizia si girÃ² verso il suo ufficiale scientifico "PerÃ²!?" <br />
"A rigor di logica la Baffin genera un suo campo gravitazionale che interagisce con i gravitoni, ma non sembra che questo influenzi molto i movimenti di quei flussi. Anzi direi che l'intera massa Ã¨ come se non esistesse: ci stanno anche passando attraverso nella zona centrale della nave. Ci seguono perÃ², questo Ã¨ certo. "<br />
"Allarme giallo. Possiamo modificare gli scudi per respingere quelle correnti Signor Sorin?"<br />
"Stiamo giÃ  tentando, ma non riusciamo ad allontanare tutti i flussi, qualcuno riesce comunque ad entrare."<br />
"Tenente Samak, qualche ponte segnala anomalie o nuovi guasti di qualche tipo?"<br />
"Negativo signore. Tutto regolare."<br />
Enizia fece fermare la nave giusto in prossimitÃ  del limite della zona. Il flusso di filamenti bianchi continuava a gironzolare tutto intorno alla nave e nuovi filamenti si aggiungevano a quelli vecchi formando come dei cordoni che dalle pareti di quella strana zona avvolgevano in parte la Baffin. <br />
=^=Brown, a plancia. Conoscete un buon acchiappafantasmi? =^=<br />
"Comandate cosa succede adesso!" rispose Enizia.<br />
=^=La situazione Ã¨ rimasta invariata Capitano. Qualcosa interferisce ancora con gli stabilizzatori del nucleo. Per giunta adesso abbiamo ospiti qui. Sembra di stare in qualche olo-film del terrore di serie B. Con orgoglio posso dirle che abbiamo la prima sala macchina della federazione infestata dai fantasmi! =^=<br />
"Sono flussi di materiale etereo generati da correnti parassite di gravitoni, Comandante."  Rispose Enizia.<br />
=^=Ehi! Che fa? La butta sul tecnico Capitano?" scherzo Brown "In ogni caso non sembrano loro la causa del problema e non sembrano interferire con la strumentazione. La radiazione di fondo Ã¨ invece aumentata. =^=<br />
"Siamo esattamente di fronte ad una barriera che circonda il centro della nebulosa. E' impenetrabile, perfino gli scanner non rilevano nulla. Lei ha qualche parola magica che ci permetta di entrare Signor Brown?"<br />
=^=Ne avrei diverse Capitano. Ha provato con: Mellon! =^=<br />
Improvvisamente da un punto davanti alla nave cominciÃ² a estroflettersi una gigantesca protuberanza a forma di cono allungato, leggermente arrotolato su se stesso. Grande diverse volte la Baffin, continuÃ² ad allungarsi e nella parte terminale si aprÃ¬ un enorme buco: creando un lungo tunnel.<br />
La Baffin iniziÃ² a muoversi.<br />
"Capitano! Ci stanno attirando all'interno della barriera!"<br />
"Scudi al massimo, motori indietro tutta!"<br />
"I motori sono al massimo Capitano, ma non riusciamo a resistere. Ci trascinano dentro."<br />
"Signor Brown, abbiamo bisogno della curvatura ora!"<br />
=^=Mi dispiace Capitano, la radiazione si Ã¨ fatta sempre piÃ¹ potente, non riusciamo a stabilizzare il nucleo a sufficienza per la curvatura. =^=<br />
"Ho capito Comandante. Vediamo allora chi ci vuole conoscere a tutti i costi."<br />
L'interno del centro della nebulosa era, se possibile, ancora piÃ¹ chiaro del resto che lo circondava. La luce era abbacinante e sulla Baffin dovettero compensare la luminositÃ  dello schermo per non essere abbagliati. I sensori rivelavano un enorme campo di forza nell'esatto centro della zona. I filamenti bianchi che avevano attirato all'interno la Baffin erano ovunque e sembravano diramarsi anche loro da tutte le pareti verso la zona centrale. PiÃ¹ la nave si avvicinava piÃ¹ si scorgevano due enormi masse biancastre, l'una in rapida rotazione attorno all'altra.<br />
"Eccola la sua sorgente Comandante Brown. Signor Sorin cosa abbiamo di fronte?"<br />
Sorin era appoggiato con le mani alla console scientifica. La schiena leggermente incurvata, le braccia dritte. Le pupille gli si dilatarono all'improvviso, l'emozione betazoide vinse sulla mente vulcaniana.<br />
"Se non lo vedessi con i miei occhi non ci crederei. Signor Brown lo sta vedendo anche lei?"<br />
=^=Lo vedo eccome. Se riusciamo a tornare a casa, diventiamo sicuramente famosi Sorin. =^=<br />
Enizia si era portata di fianco all'ufficiale scientifico e con le braccia conserte lo fissava furiosa.<br />
Sorin se ne accorse e con aria professionale spiegÃ²: "Gli strumenti rilevano due enormi masse, una di materia e l'altra di antimateria in rotazione l'una attorno all'altra. Un campo di forza tiene le due masse separate dall'ambiente esterno. Quella al centro del sistema Ã¨ antimateria, anti-idrogeno per la precisione. Quel disco che vedete  intorno all'equatore della sfera di antimateria Ã¨ un anello di accrescimento prodotto dalla massa di materia, idrogeno in questo caso, che cede materiale alla compagna girandole intorno con velocitÃ  angolare costante. Rilevo flussi di energia prodotti dall'annichilirsi di materia e antimateria. Questi flussi sono emessi lungo l'asse di rotazione della sfera centrale e sono assorbiti da quei filamenti che si diramano dai poli e si infilano nelle pareti del guscio da cui siamo appena passati."<br />
"Sembra un classico sistema binario. Delle pulsar in miniatura?" commentÃ² Samak.<br />
 =^= Non proprio. Ne Ã¨ stata ipotizzata l'esistenza sulla carta, ma nessuno ne ha mai visto uno di persona. =^= intervenne Brown =^= E' un nucleo a curvatura stabile allo stato libero. =^=<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-06 Conversioni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Brennon Boram Tynan<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Plancia di comando<br />
30 marzo 2393 ore 15:05 - D.S. 70242.82</b><br /><br />
"Un nucleo a curvatura stabile ..." ripetÃ¨ distrattamente Enizia, evidentemente sovrappensiero, prima di piegarsi sulla consolle scientifica del suo sottoposto per osservare meglio i dati che vi sciamavano velocemente.<br />
"Questa Ã¨ indubbiamente una scoperta scientifica importante ... - affermÃ² poi in tono stranamente freddo, decisamente in contrasto con quello utilizzato dai suoi due sottoposti, prima di riprendere a muoversi verso la propria poltrona - ... ma non Ã¨ ancora il momento di lasciarsi prendere dall'euforia ... verificate i dati dei sensori e soprattutto, verificate che la nostra presenza qui non influenzi nulla ... malgrado quel campo di forza, voglio stare sul sicuro."<br />
=^= Un' affermazione che mi sarei aspettato di piÃ¹ dal Capitano Suri ... - ironizzÃ² Braun dalla sala macchine, ritornando perÃ² alla serietÃ  pochi attimi piÃ¹ tardi - ... ma il Capitano ha ragione, se dovessimo perturbare l'equilibrio del sistema ... =^=<br />
"Dubito fortemente che la nostra nave abbia la capacitÃ  fisica di perturbare il sistema che abbiamo davanti agl'occhi ... - intervenne Sorin facendo scorrere le mani sulla propria consolle con vulcaniana destrezza - ... non sono ancora in grado di stabilire con certezza se il campo di forze che circonda il nucleo Ã¨ di origine naturale o artificiale, ma sta facendo un ottimo lavoro ..."<br />
=^= Per contro, noi siamo certamente influenzati dalla presenza del nucleo allo stato brado ... - aggiunse Braun in tono semiserio, producendosi in una breve pausa prima di continuare - ... tanto per cambiare, generare un campo di curvatura in queste condizioni sarebbe praticamente impossibile ... ma il problema principale perÃ² riguarda il crescente livello di interazione tra il nostro nucleo e quello esterno ... =^=<br />
"Qualche pericolo?" domandÃ² Samak dalla sua postazione, anticipando il Capitano di una manciata di secondi.<br />
=^= No. Quantomeno, non nell'immediato. - replicÃ² prontamente Braun - Ma a lungo andare i nostri campi di contenimento potrebbero cedere e nella migliore delle ipotesi la nostra energia potrebbe esaurirsi ... =^=<br />
"Senza contare le radiazioni emesse dal nucleo allo stato naturale non sono esattamente salutari ..." rincarÃ² la dose Sorin utilizzando un pizzico di ironia, cosa decisamente peculiare per un mezzosangue vulcaniano.<br />
"Insomma, non abbiamo tempo da perdere ..."<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Sala Tattica<br />
30 marzo 2393 Ore 15:10 - D.S. 70242.83</b><br /><br />
Tynan e Pierce fecero il loro ingresso all'interno della sala tattica, avvicinandosi poi rapidamente ai due scranni lasciati liberi con passo sicuro.<br />
"Signori ... - esordÃ¬ Suri rivolta a tutti gli ufficiali presenti nella stanza, aspettando perÃ² che i due appena rientrati dalla Spengler prendessero posizione - ... facciamo il punto della situazione ..."<br />
"Il contenuto delle nostre intercettazioni si Ã¨ rivelato decisamente criptico. - aggiunse il Comandante Pierce inspirando profondamente, quasi stesse cercando di far arrivare una maggior quantitÃ  di ossigeno al cervello cosÃ¬ da poter meglio comprendere il "piano" dei Kazon - e ... "<br />
"E da quando hanno iniziato a fare fuoco contro la nebulosa non ci sono stati cambiamenti degni di nota ... - si intromise Tynan, inserendosi con garbo nella conversazione, ma comunque interrompendo il Comandante - ... perlomeno, non esternamente. Senza l'utilizzo di una sonda come fatto in precedenza dalla Baffin, non siamo in grado di vedere cosa accade all'interno..."<br />
"Ma una il lancio di una sonda verrebbe probabilmente rilevato ..." commentÃ² il Comandante Pierce, interrompendo a sua volta il collega per una manciata di secondi, il quale continuÃ² la sua esposizone pochi attimi dopo.<br />
"Senza ulteriori informazioni, l'ipotesi piÃ¹ sensata Ã¨ che la nebulosa stia semplicemente assorbendo l'energia dei phaser kazon ... - lo sguardo del Trill, evidentemente pensieroso, era fisso sulle mani giunte ma non fu difficile per i presenti notare la sua espressione poco convinta - ... ma anche questa ipotesi presenta svariate incongruenze a livello logico e scientifico ..."<br />
"In ogni caso, l'energia dei Kazon terminerÃ  fra meno di un ora, se le ipotesi del signor Vizzini sono corrette ... - aggiunse il Capitano Suri spostando lo sguardo su ognuno dei suoi sottoposti - ... Ã¨ ragionevole ipotizzare che qualunque cosa stiano facendo si risolverÃ  a breve."<br />
"Ma se in qualche modo non interagiamo con le navi Kazon lÃ  fuori, probabilmente non saremo in grado di prepararci per tempo ..." aggiunse il Comandante Pierce, massaggiandosi la base del collo con una mano.<br />
"Concordo. Probabilmente, qualunque nostra interferenza si risolverebbe con uno scontro a fuoco ... - aggiunse la Jenkins, analizzando i dati di un d-padd che teneva stretto fra le mani mentre parlava - ... di per se la differenza numerica non Ã¨ preoccupante, ma fintanto che ..."<br />
=^= Jackson a Tynan. - la voce del giovane che temporaneamente sostituiva l'ufficiale alla consolle scientifica, invase la sala tattica - Mi dispiace disturbarla durante la riunione, ma sembra che finalmente la nebulosa mostri un qualche tipo di risposta ... =^=<br />
L'Ufficiale Scientifico scambiÃ² una rapida occhiata con i suoi colleghi, ma fu il Capitano Suri a rispondere in sua vece.<br />
"Arriviamo subito."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia di comando<br />
Contemporaneamente</b><br /><br />
"Signore ... - affermÃ² Sorin mentre le sue dita danzavano velocemente sulla consolle scientifica - ... rilevo dei mutamenti nella densitÃ  del campo di forza che circonda il nucleo ..."<br />
"CioÃ¨?" replicÃ² immediatamente Enizia di rimando, rizzando le antenne con espressione preoccupata.<br />
"Sembra che il campo di forza si stia indebolendo attorno ad un area puntiforme dritta davanti alla nostra prua ... sembra che si stia sviluppando una sorta di protuberanza!"<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia<br />
Poco Dopo</b><br /><br />
Tutti gli occhi degli Ufficiali Superiori vennero istantaneamente calamitati verso lo schermo centrale, dove la nebulosa nella sua interezza stava rapidamente diventando sempre piÃ¹ luminosa.<br />
Ci vollero un paio di lunghi secondi prima che Tynan iniziasse a dirigersi verso la propria postazione rilevandola dalle mani del giovane guardiamrina.<br />
"La nebulosa si sta energizzando ... - affermÃ² alternando lo sguardo fra la propria consolle, il visore centrale e il Capitano - ... rapidamente anche ... quasi come se avesse oltrepassato una certa soglia ..."<br />
"Le navi Kazon cambiano posizione. - si intromise la Jenkins che nel frattempo si era sistemata a sua volta al proprio posto - Convergono verso un punto nei pressi della zona in cui Ã¨ scomparsa la Baffin!"<br />
Sullo schermo, le navi si spostarono lentamente assumendo una formazione circolare attorno ad un punto verso cui puntarono i propri phasers. La nube divenne ancora piÃ¹ luminosa in quel punto, virando colore piÃ¹ volte mentre il pulviscolo roteava su stesso.<br />
"Sembra ... sÃ¬ sembra che si stia aprendo un varco all'interno della nebulosa!"]]></description>
            <author>Tenente Comandante Brennon Boram Tynan</author>
            <pubDate>Sun, 29 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-07 Polvere negli occhi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.32</b><br /><br />
"E questo cos'era?"<br />
<br />
Enizia si era retta allo schienale della poltroncina di Sorin per non cadere durante lo scossone. Negli ultimi quindici minuti si erano fatti piÃ¹ violenti e la mancanza di spiegazioni certe le piaceva anche meno di essere intrappolata con tutto l'equipaggio dentro quella specie di nuvola a curvatura.<br />
<br />
"Sto rilevando un'intensificazione nell'emissione di radiazione dal gas ionizzato che circonda il nucleo di curvatura. E' possibile che si tratti di un riassestamento dell'equilibrio interno. La distanza tra le due sfere ha iniziato ad oscillare sinusoidalmente con una frequenza di 42, 354 MH..."<br />
<br />
Enizia alzÃ² una mano, interrmpendo la spiegazione del vulcaniano, che minacciava di essere prolissa piÃ¹ di quanto lei fosse disposta ad ascoltare in quel momento.<br />
<br />
"Sa dirmi da cosa Ã¨ causato?"<br />
"No, Ã¨ impossibile con i dati in nostro possesso. Forse un'analisi del fenomeno dall'esterno potrebbe darci qualche dato in piÃ¹. Ma dalla nostra posizione, con i dati attuali, non posso dire con certezza cosa stia accadendo."<br />
"Capisco, quindi..."<br />
<br />
Il trillo dell'interfono la interruppe.<br />
<br />
=^= Brown a Enizia.=^=<br />
=^= Qui Enizia, Comandante. =^=<br />
=^= Capitano qualunque cosa stiate facendo Ã¨ meglio che la interrompiate subito, prima che i miei motori esplodano! =^=<br />
<br />
Enizia si voltÃ² a guardare Sorin, questa volta senza poter nascondere la sorpresa. In risposta ebbe soltanto, com'Ã¨ ovvio, un sopracciglio vulcaniano inarcato. SospirÃ². Era tutto quello che poteva pretendere.<br />
<br />
=^= Comandante, noi non stiamo facendo nulla qui. Ma immagino che qualcosa stia succedendo lÃ¬ da lei... =^=<br />
=^= Lo puÃ² dire forte, Capitano. La produzione energetica del nucleo ha iniziato a crescere all'improvviso. Abbiamo un'efficienza del 115% attualmente. E le assicuro che non sono stato io. E se voi non state tentando di creare una bolla a curvatura qui dentro, significa che basta la sola vicinanza a quell'affare lÃ  fuori per far entrare in iperattivitÃ  il mio nucleo. Dobbiamo andarcene. E alla svelta. =^=<br />
<br />
Il problema era che un modo per andarsene sembrava non esistere.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Contemporaneamente</b><br /><br />
I detriti avevano investito la Curie come uno sciame di asteroidi. Gli scudi avevano retto, ma solamente all'inizio. Una parte della sezione posteriore di una delle navi Kazon piÃ¹ piccole, spinta a velocitÃ  innaturalmente alta dalla reazione esplosiva del bordo esterno della nebulosa, aveva letteralmente abbattuto il deflettore di prua come un sasso rompe il vetro di una finestra. Mentre la Curie e le restanti navi Kazon venivano inghiottite dalla nebulosa, senza controllo e completamente alla mercÃ© del gas, quello che rimaneva del piccolo vascello alieno aveva aperto un bello squarcio grande nella sezione a disco. La plancia, o quel che ne rimaneva, stava ricevendo segnalazioni di danni e feriti da tutta la nave. O almeno dalle sezioni che avevano ancora i mezzi per comunicare o qualcuno in grado di farlo.<br />
Non che loro stessi non avessero un bel da fare.<br />
Tynan si stava rialzando da terra in tutta fretta, alla ricerca di risposte che avrebbero dovuto arrivargli dalla consolle sfarfallante. VerificÃ² con gratitudine di non aver piÃ¹ di qualche livido e soprattutto di avere ancora una consolle.<br />
Suri esibiva un bel taglio sanguinante che stava tamponando con la manica dell'uniforme, mentre ordinava a tutte le postazioni di fare rapporto. Le condizioni discutibili in cui si trovava erano il meglio in cui potesse sperare.<br />
Timeran era china sulla Hwang, distesa a terra ai piedi della sua consolle. Con la sinistra si tolse i capelli dal viso e tossÃ¬ nel fumo denso. PosÃ² due dita sulla gola della ragazza.<br />
"Capitano..." scosse la testa, prima di rialzarsi. La consolle di navigazione era un bel mucchio di rottami anneriti.<br />
<br />
"Capitano... i sensori non mi danno letture chiare... ma siamo dentro la nebulosa."<br />
"Come Ã¨ successo?"<br />
<br />
Tynan scosse la testa, senza togliere dita e occhi dai pochi dati che lampeggiavano davanti a lui.<br />
<br />
"Potrebbe essere stato lo stesso fenomeno che ha colpito la Baffin... o forse sono stati i Kazon... Ã¨ possibile che abbiano destabilizzato qualche cosa tentando di aprirsi un varco."<br />
"Sarebbe interessante capire perchÃ© volevano entrare qui dentro..."<br />
<br />
Timeran aveva tutta l'aria di una che Ã¨ appena sopravvissuta ad un naufragio e piÃ¹ o meno la stessa propensione alla gioia.<br />
<br />
"Ma non so quanto saranno inclini a dircelo..." proseguÃ¬.<br />
"Con ogni probabilitÃ  molto poco. Signor Pierce, lei..."<br />
"Capitano..."<br />
<br />
La voce di Lorelai Jenkins interruppe Suri dal retro della plancia. Era poco piÃ¹ di un sussurro, ma tutti si voltarono nella sua direzione.<br />
<br />
"Capitano,  il comandante Pierce Ã¨ morto."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.43</b><br /><br />
"E' sicuro che siano loro?"<br />
<br />
Enizia aveva preso posto ormai stabilmente accanto alla poltroncina di Sorin. Non tutto quello che scorreva sul suo display aveva un senso per lei e i vulcaniani non si lasciano influenzare quanto le altre razze da un capitano nervoso appollaiato sulla propria spalla. Per cui la sua presenza in quel metro quadro di plancia non aveva una vera utilitÃ  pratica.<br />
Ma Enizia non era il tipo da poltrona. Aveva avuto ufficiali in comando che non lasciavano il proprio posto per alcuna ragione al mondo, ma lei non ne era mai stata in grado. O forse non ne era mai stata legata.<br />
Sorin non si mosse tranne che per le dita, che volavano sul piano della consolle.<br />
<br />
"La traccia energetica Ã¨ sicuramente federale. Ritengo improbabile che un'altra nave della Flotta Stellare sia giunta qui a nostra insaputa. Per cui, sÃ¬, Ã¨ altamente probabile che si tratti della Curie, Capitano."<br />
<br />
"Se sono loro, sono danneggiati. Pesantemente danneggiati, a giudicare dai dati."<br />
<br />
Piotr sembrava preoccupato. Se per la loro situazione o per quella della Curie non si poteva dire. Ma l'espressione sul volto del russo dava una chiarissima idea, secondo molti dei presenti in plancia, di quanto fosse drammatica la situazione.<br />
<br />
"E non sono soli. Sto rilevando alcune tracce Kazon nelle immediate vicinanze della Curie. Sembrano in brutte condizioni anche loro. Non dovrebbero essere una minaccia."<br />
<br />
"Suggerirei comunque di raggiungere la Curie, Capitano."<br />
<br />
Al contrario di Piotr, l'espressione di Samak esprimeva la stessa preoccupazione di una paratia sul punto di essere divelta dalla propria posizione. Dovendo scommettere in una gara di espressivitÃ , Piotr avrebbe comunque puntato sulla paratia.<br />
<br />
"Siamo a portata di comunicazione?"<br />
<br />
Enizia lasciÃ² per la prima volta in un'ora la spalla di Sorin e si rivolse all'ufficiale addetto. Le comunicazioni erano disturbate all'interno della nebulosa, ma, sÃ¬, probabilmente sarebbero riusciti a chiamare la Curie.<br />
La donna fece due passi avanti, verso lo schermo principale.<br />
L'immagine multicolore della nebulosa e quella sfavillante delle due sfere gemelle da cui avevano dovuto allontanarsi prima che le emissioni mandassero in risonanza i loro motori - provocando, tra l'altro, un sicuro attacco apoplettico a Brown - svanirono. Al loro posto per un istante solo interferenza statica. Poi il viso di Suri, impassibile ma ferita alla tempia, scompigliata. Alle sue spalle una plancia semibuia, fumo, consolle esplose, scintille.<br />
<br />
=^= Capitano... =^= la sua voce suonava roca, per le interferenze e il fumo  =^= se la situazione non fosse cosÃ¬ grave, le direi che sono lieta di vedere che lei e la sua nave non avete subito danni. =^=<br />
<br />
Enizia nascose l'espressione che minacciava di comparirle in volto, gli occhi puntati allo schermo a esaminare la scena, le antenne protese in avanti.<br />
 <br />
=^= Vi raggiungeremo tra pochi minuti e forniremo l'assistenza necessaria... siete sotto attacco?=^=<br />
=^= No, quel poco che i nostri sensori possono ancora rilevare hanno evidenziato la presenza di navi Kazon. Ma sembrano danneggiate almeno quanto noi e non rispondono alle chiamate =^=<br />
=^= Capisco. Non muovetevi, arriviamo subito. =^=<br />
=^= Anche volendo, non credo che potremmo andare in nessun luogo. =^=<br />
<br />
La comunicazione si chiuse.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Esterno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.32</b><br /><br />
I detriti avevano investito la Curie come uno sciame di asteroidi. Gli scudi avevano retto, ma alcuni dei frammenti piÃ¹ grandi, impattando contro i deflettori, avevano causato un sovraccarico delle rete EPS. La plancia stava ricevendo segnalazioni di danni e feriti da tutta la nave.<br />
Non che loro stessi non avessero un bel da fare.<br />
Hwang e Tynan si stavano rialzando da terra in tutta fretta, ognuno alla ricerca di risposte che avrebbero dovuto arrivare loro dalle consolle sfarfallanti.<br />
Suri aveva aiutato Timeran a rimettersi in piedi dopo aver  avuto un incontro ravvicinato con lo spigolo del gradino che separa la zona centrale della plancia da quella posteriore. Il consigliere esibiva un bel taglio sanguinante che stava tamponando con la manica dell'uniforme, mentre il capitano richiedeva con stoica calma vulcaniana un rapporto sulla situazione.<br />
Era stato Pierce il primo ad ipotizzare che ciÃ² che li aveva colpiti fosse stato quel che restava delle navi Kazon che avevano tentato di aprirsi un varco. La loro idea, dopotutto, non era sembrata molto promettente fin dall'inizio.  Considerando che la nebulosa, di qualunque cosa si trattasse in realtÃ , aveva arrostito parecchie delle navi inviate durante il primo sopraluogo, non sembrava cercare di entrarci la cosa piÃ¹ ragionevole da fare. Semmai la piÃ¹ stupida.<br />
 <br />
"A meno che lÃ¬ dentro non ci sia qualcosa..."<br />
<br />
Pierce era tornato a sedersi accanto a Suri, mentre i rapporti sembravano confermare la sua idea e le segnalazioni danni e feriti venivano elaborate. La situazione, grazie a tutti gli dei di Vulcano, non era grave. Il capitano aveva spedito Timeran in infermeria, accompagnata da un marinaio della sicurezza che dall'espressione persa sembrava quasi essere lÃ¬ per caso.<br />
<br />
"Per ora lÃ¬ dentro, per quanto ci riguarda direttamente, c'Ã¨ soltanto la Baffin, Signor Pierce. A meno che non sia stata distrutta, naturalmente."<br />
<br />
Si trattava di un'ipotesi che avevano dovuto prendere in considerazione sin dall'inizio. Tuttavia, sentirla pronunciare ad alta voce dal capitano, dopo aver assistito alla distruzione di una manciata di navi Kazon, la rendeva dannatamente piÃ¹ reale.<br />
<br />
"Non Ã¨ stato rilevato alcun detrito della Baffin."<br />
"No e sembra improbabile che, nell'ipotesi di un'esplosione, non sia rimasto assolutamente nulla da raccogliere. Almeno a giudicare dal destino della flotta Kazon. Le altre navi sono ancora in posizione?"<br />
<br />
Jenkins annuÃ¬ dalla sua postazione.<br />
<br />
"Sono sempre lÃ¬, ferme. E non danno segno di averci rilevato."<br />
"Bene. Rapporto sulla nebulosa, Signor Tynan?"<br />
"Sembra tornata stabile, Capitano. Almeno stando ai valori iniziale che abbiamo rilevato quando siamo arrivati qui."<br />
<br />
 <br />
Lo scienziato Trill sembrava perplesso piÃ¹ che preoccupato. Il fenomeno era decisamente al di fuori della sua esperienza. Presumibilmente dell'esperienza di chiunque. Non si comportava come una nebulosa, non aveva le caratteristiche di una nebulosa. In definitiva assomigliava soltanto ad una nebulosa. E ora che la osservava da vicino, neppure troppo.<br />
Ma qualunque altra descrizione, qualunque tentativo di incasellare il fenomeno, di interpretarlo sembrava inutile. Poteva essere la piÃ¹ grande scoperta scientifica del secolo.<br />
O la causa della loro distrizione.<br />
Insomma, una delle due.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-08 Morte di una nave</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br /><br /><b>USS Curie - Esterno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.32</b><br /><br />
Lo scienziato Trill sembrava perplesso piÃ¹ che preoccupato. Il fenomeno era decisamente al di fuori della sua esperienza. Presumibilmente dell'esperienza di chiunque. Non si comportava come una nebulosa, non aveva le caratteristiche di una nebulosa. In definitiva assomigliava soltanto ad una nebulosa. E ora che la osservava da vicino, neppure troppo.<br />
Ma qualunque altra descrizione, qualunque tentativo di incasellare il fenomeno, di interpretarlo sembrava inutile. Poteva essere la piÃ¹ grande scoperta scientifica del secolo.<br />
O la causa della loro distruzione.<br />
Insomma, una delle due.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie 1 - Esterno nebulosa - Corridoio infermeria - 30 marzo 2393 - Ore 15.35</b><br /><br />
Il corridoio era ingombro di persone che andavano all'infermeria. Con tutti i feriti che c'erano stati - morti, anche? -  i teletrasporti d'emergenza dovevano essere intasati, pensÃ² Timeran Bhreel, incespicando alla luce intermittente dell'allarme. La ferita alla fronte le pulsava e non riusciva ad identificare nessuna delle sagome che intuiva intorno a sÃ©. Il pavimento era cosparso delle impronte di stivali impresse in sangue che, sporco, scolorava nel bruno. Il suo sangue si stava mischiando agli altri, gocciolando dalla manica della tuta che ormai era intrisa. Anche la maglia dell'uomo della sicurezza che la stava sostenendo aveva l'odore del sangue. Il respiro dell'uomo si era fatto pesante, come se faticasse a respirare. Aveva una corta barba bionda ed occhi color ghiaccio, fissi di fronte a sÃ©.<br />
*Devo ricordarmi... Devo ricordarmi di ringraziarlo. Io... Dovrei sapere chi Ã¨... Devo...* - pensÃ² confusa la trill.<br />
La luce che proveniva dall'infermeria la distrasse e per poco non si scontrÃ² con qualcuno che usciva di corsa. La stretta dell'uomo attorno alla sua vita la sostenne ancora, facendole valicare la soglia.<br />
Qualcuno le si parÃ² di fronte, la accompagnÃ² fino ad un lettino, la fece distendere. Intorno a lei, i bioletti erano tutti occupati. C'era confusione, ordini gridati da un capo all'altro, volti che si confondevano, corpi che si agitavano.<br />
"Timeran!" - la voce della dottoressa Fuentes si fece udire sopra il caos. La trill si girÃ², per guardare l'amica azionare i comandi del bioletto:<br />
"La ferita lacerocontusa alla fronte non Ã¨ niente di grave." - annunciÃ² la dottoressa dopo un istante.<br />
"Allora me ne vado al mio alloggio - disse Timeran, facendo per alzarsi - Non posso tenere un bioletto occupato con tutti questi feriti"<br />
"Tu non vai da nessuna parte - replicÃ² la dottoressa, estraendo una lampadina per esaminarle il fondo dell'occhio - Hai una lieve commozione cerebrale. E' da tenere sotto controllo."<br />
"Beh, almeno Ã¨ una buona notizia"<br />
"Cosa? Avere una commozione cerebrale?"<br />
"No. Che sia lieve" - commentÃ² Timeran, tornando a stendersi. Alle spalle di Luz c'era ancora l'uomo della sicurezza che l'aveva aiutata ad arrivare all'infermeria.<br />
"Grazie di tutto... Credo di essere in buone mani..." - iniziÃ² la trill, ma si bloccÃ² fissando l'uomo. Gli occhi blu ghiaccio sembravano essersi dilatati in uno sguardo perso e lontanissimo, mentre un cannello di sangue scuro iniziava a sgorgare dalle narici e dalle orecchie. Timeran lanciÃ² un grido di avvertimento e Luz si voltÃ² appena in tempo per vedere l'uomo dalla maglia rossa accasciarsi a terra senza un lamento.<br />
Luz buttÃ² la lampadina. Timeran istintivamente l'afferrÃ² al volo e si tirÃ² a sedere per  seguire i gesti della dottoressa che accorreva al corpo dell'uomo. Con l'aiuto di un assistente, Luz lo distese  per iniziare ad esaminarlo con il tricorder medico. La trill le vide passare sul volto espressioni di sorpresa, sconcerto, confusione a mano a mano che proseguiva la lettura dell'esame medico. L'uomo a terra aveva gli occhi quasi fuori dalle orbite. Il collo si era gonfiato e sulle tempie si erano disegnate vene scure che parevano scoppiare dalla pelle.<br />
"Cosa gli sta succedendo?" - domandÃ² Timeran.<br />
"Dobbiamo metterlo in stasi e subito!" - gridÃ² la dottoressa Fuentes. L'assistente afferrÃ² lo sventurato per le spalle. Con l'aiuto della dottoressa, l'uomo fu tirato su per essere disteso su una lettiga e trasportato nella parte piÃ¹ interna dell'infermeria.<br />
Timeran si protese per seguire il piÃ¹ possibile il percorso della lettiga. Si passÃ² una mano sulle tempie. Lei aveva letto tutte le schede di entrambi gli equipaggi, piÃ¹ di una volta. Il volto di quell'uomo le era familiare. Sapeva di averlo giÃ  visto, ma... PerchÃ© non riusciva a ricordare chi fosse?<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.35</b><br /><br />
"Capitano..." La voce di Lorelai Jenkins interruppe Suri dal retro della plancia. Era poco piÃ¹ di un sussurro, ma >tutti si voltarono nella sua direzione.<br />
"Capitano, il comandante Pierce Ã¨ morto."<br />
<br />
"Morto!" - Timeran Bhreel si fece sfuggire un singulto.<br />
"Morto? - reagÃ¬ Tynan - "Non Ã¨ possibile!"<br />
Suri non emise suoni. Il volto del capitano era diventato una maschera, sotto al taglio che non aveva smesso di sanguinare. MontÃ² verso la consolle tattica, da dove Lorelei Jenkins aveva parlato. L'ufficiale scientifico dopo un attimo di esitazione la imitÃ², per andare a fissare il corpo di Thomas Pierce da dietro le spalle del tattico. Sembrava che si fosse seduto a terra, stretto nello spazio tra la consolle tattica e quella di ingegneria, con un braccio sollevato a metÃ  e l'altro schiacciato dal peso del corpo. Grumi scuri di sangue scendevano dal naso e dalle orecchie, ma la sua intera figura sembrava come bagnata dalla luce rossa dell'allarme.<br />
"Non Ã¨ possibile!" - ripetÃ© l'ufficiale scientifico - "L'ho visto in piedi, dopo che quella navetta ci era venuta addosso!"<br />
FissÃ² la Jenkins che scrollÃ² le spalle:<br />
"Non so che cosa sia successo. Si, ho visto anche io il comandante Pierce in piedi, dopo il disastro.  Non era ferito! Gli ho anche parlato... Gli ho detto qualcosa a proposito dei rapporti dalle sezioni colpite. E poi, mentre il capitano stava parlando con la Baffin sullo schermo centrale, l'ho visto cadere a terra. Mi sono chinata su di lui... Il tempo di vederlo sanguinare. Pochi secondi, ed Ã¨ spirato."<br />
Il capitano si girÃ² verso Timeran:<br />
"Consigliere... Temo di dover affidare a lei il compito di informare la dottoressa Fuentes..."<br />
La trill abbassÃ² lo sguardo. Suri continuÃ²:<br />
"...E di chiederle quale dei suoi assistenti sarÃ  in grado di effettuare rapidamente una completa autopsia sul corpo del comandante Pierce"<br />
"Cosa?" - Timeran quasi soffocÃ².<br />
"Mi rendo conto che sarÃ  troppo difficile per la dottoressa effettuare una autopsia personalmente. Ma dobbiamo sapere... Sottolineo, dobbiamo... Che cosa ha causato la morte del comandante. Potrebbe essere la chiave per evitare altre morti"<br />
Le nostre morti, tradusse mentalmente Tynan.  Si accorse, dall'espressione della trill, che il consigliere aveva fatto la stessa traduzione della frase del capitano.<br />
La trill fece per dire qualcosa, ma qualcosa la bloccÃ². Era un rumore, che si stava facendo strada attraverso le paratie. Dapprima, Tynan lo aveva confuso con il suono ossessivo dell'allarme, ma poi aveva cominciato a percepirlo. Era cupo, insolito, lontano da qualunque cosa avesse mai sentito in vita sua.<br />
Suri si precipitÃ² al comunicatore:<br />
"Capitano a ingegnere capo! - gridÃ² - Che sta succedendo? Vizzini, risponda!"<br />
"Le comunicazioni non funzionano! -<br />
Il rumore era piÃ¹ forte. Stava arrivando dai ponti inferiori, ed era sempre piÃ¹ vicino. Tynan si girÃ². Le paratie avevano iniziato ad oscillare lungo le linee di nervatura, ad oscillare. Sopra il rumore, si sentivano le grida degli uomini. La luce sulla plancia cadde, si riprese, tremolÃ² di nuovo per essere sostituita dalle luci di emergenza. Le paratie si stavano deformando, il pavimento si piegava sotto i loro piedi. Lo squarcio profondo che la navetta Kazon aveva lasciato nella plancia si stava allargando a vista d'occhio, seguendo le linee della copertura, fino a mostrare lo spazio al di lÃ  del campo di forze. Tynan si rese conto che aria, pressione, gravitÃ , tutte quelle cose che era abituato a dare per scontate e che per lui significavano vita o morte, si reggevano adesso solo con quel fragile campo di forze.<br />
Tynan si aggrappÃ² alla consolle tattica, che miracolosamente era ancora attiva. Gli balzarono agli occhi i rapporti dalle sezioni:<br />
"Abbiamo espulso il nucleo! - urlÃ² - "IntegritÃ  strutturale compromessa su tre ponti!"<br />
"Abbandonate la nave!" - gridÃ² Suri.<br />
Una mano lo costrinse di forza a lasciare la presa sulla consolle, lo prese per le spalle, conducendolo via, verso il turboascensore:<br />
"Vieni via!" - capÃ¬ che era la Jenkins che lo stava trascinando.<br />
incespicÃ² in un corpo, si riprese, rendendosi conto che era Thomas Pierce, ma non poteva fare piÃ¹ niente per lui. Il campo di forze stava cedendo. C'era qualcuno vicino, riconobbe alle luci di emergenza Timeran Bhreel, l'afferrÃ² a sua volta, in una catena che doveva arrivare al turboascensore prima che i campi di forze d'emergenza sigillassero la zona che stava cedendo.<br />
La Jenkins lo spinse dentro. Le porte del turboascensore si stavano chiudendo. Timeran era con loro, ma attraverso lo stretto spiraglio Tynan vide con orrore le sagome di quelli che non potevano arrivare in tempo.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.36</b><br /><br />
"Capitano! - Piotr Volkoff alzÃ² la voce, senza curarsi di non apparire in ansia - Sto rilevando irregolaritÃ  nell'emissione energetica della Curie... Credo che abbiano appena espulso il nucleo!"<br />
"Come? - Le antenne di Enizia scattarono verso lo schermo - Apra un canale!"<br />
Volkoff scosse la testa:<br />
"Ci ho giÃ  provato. Nessuna risposta. O le comunicazioni non funzionano piÃ¹ o non sono piÃ¹ in grado di rispondere."<br />
"Capitano, ho delle letture della Curie. Forti esplosioni su tutti i ponti. Temo che il comandante abbia ragione: hanno espulso il nucleo- intervenne Samak. Il volto della vulcaniana era impassibile come al solito, ma Volkoff avrebbe giurato di avere sentito un tremito nella voce della donna.<br />
Enizia corse alla propria poltrona per premere il comunicatore:<br />
"Enizia a comandante Brown! Risponda, comandante!"<br />
=^= Qui Brown. =^=<br />
"Dobbiamo arrivare alla Curie, subito!"<br />
=^=Possiamo contare al massimo su mezzo impulso, capitano... E non a lungo!=^=<br />
"Regga piÃ¹ che puÃ², comandante"<br />
Si girÃ² verso il timoniere:<br />
"Ha sentito? Mezzo impulso!"<br />
"Si, signore!"<br />
Volkoff tornÃ² a chinare lo sguardo sui propri monitor. Il pulviscolo della nebulosa impediva di avere una chiara visuale della Curie, ma le letture dicevano che la nave federale stava perdendo integritÃ  strutturale. CalcolÃ² che ci sarebbero voluti almeno altri cinque/sette minuti prima di arrivare all'altra nave.<br />
* Troppi! * - pensÃ². Uno sguardo circolare gli disse che tutti, lÃ¬, sulla plancia avevano fatto lo stesso conto.<br />
"Fra quanto saremo a portata di teletrasporto?" - domandÃ² il capitano.<br />
"Quattro minuti e... Ventotto secondi in questo momento" - rispose Samak.<br />
TornÃ² a premere sul comunicatore:<br />
"Enizia a Comandante Brown" - chiamÃ².<br />
=^= Capitano, giuro che sto facendo tutto il possibile! =^=<br />
"Ho bisogno di sapere se abbiamo energia per i teletrasporti d'emergenza. "<br />
=^= Posso deviare parte dell'energia del mantenimento alla sala teletrasporto, ma non possiamo fare piÃ¹ di una dozzina di teletrasporti contemporanei =^=<br />
"Sprema tutto quello che puÃ² dai motori, comandante! Enizia, chiudo!"<br />
Tre minuti.<br />
Samak spezzÃ² il silenzio.<br />
"Credo di riuscire ad avere una visuale della Curie sui sensori" - disse.<br />
"Sullo schermo" - ordino' il capitano.<br />
La Curie era sospesa come in una sorta di nebbia. In alcuni punti, il pulviscolo era piÃ¹ fitto e sembrava avvolgere la nave in un batuffolo stranamente colorato.<br />
Due minuti.<br />
La nave scomparve, riapparve, scomparve di nuovo. Il pulviscolo vicino alle gondole aveva assunto una colorazione rossastra, riflettente. Mentre fissava lo schermo, Volkoff si rese conto che le gondole stavano cedendo plasma.<br />
"Pochi secondi... - mormorÃ² Volkoff - Pochi secondi ancora!"<br />
Ora si vedeva piÃ¹ chiaramente. La sezione a disco era stata trapassata piÃ¹ volte e attraverso le ferite perdeva gas, materiale, forse anche uomini. Piotr provÃ² una stretta al cuore, ma non aveva tempo di pensarci, in quel momento. ControllÃ² i circuiti dei teletrasporti, cancellando con un gesto un paio di subroutine che avrebbero rallentato l'arrivo dell'equipaggio dall'altra nave.<br />
"Siamo a portata di trasporto, capitano!"<br />
"Capitano a sala teletrasporto: agganciate quante piÃ¹ persone possibile!"<br />
=^= Si, signore =^=<br />
Volkoff si rese conto di stare trattenendo il respiro. LasciÃ² andare l'aria, si riempÃ¬ di nuovo i polmoni, prima che arrivasse una segnalazione dalla sala teletrasporto:<br />
"Abbiamo a bordo i primi membri dell'equipaggio, signore!" - disse Volkoff.<br />
"Dica alla sezione di continuare a trasportare l'equipaggio a getto continuo"<br />
"GiÃ  fatto, signore"<br />
Sullo schermo, una delle gondole si staccÃ² dalla nave, subito seguita dall'altra. Le luci di emergenza si spensero, facendo piombare il relitto nell'oscuritÃ . Senza piÃ¹ energia, la Curie era condannata, non c'era altro modo per definirla. Si sarebbe aspettato che la nave esplodesse in una vampa di fuoco. No: niente di tutto questo. Era come se la Curie si stesse disgregando, smontandosi pezzo a pezzo per riunirsi alla nebulosa di cui ormai avrebbe fatto parte, lei ed i corpi immobili delle persone che in lei avevano trovato la morte.<br />
Sul suo monitor, il numero relativo ai segni vitali provenienti dal relitto brillarono ancora per un secondo, poi si spensero. Non c'era piÃ¹ nessuno di vivo, laggiÃ¹.<br />
]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <pubDate>Mon, 08 Sep 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-09 La resistenza Ã¨ inutile...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Interno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.36</b><br /><br />
"Signore... non c'Ã¨ piÃ¹ nessuno da portare a bordo." commentÃ² infine Volkoff dopo un ultimo tentativo<br />
"Quanti..." chiese lei.<br />
"Trenta, ma ancora non so in quali condizioni" rispose lui chiudendo dentro di se la sofferenza... di 855 uomini solo trenta erano sopravvissuti. Mai aveva assistito ad una tale carneficina di persona<br />
"Qualcuno dello staff di comando?" chiese Enizia ancora scossa mentre nella sala il silenzio era una cappa soffocante.<br />
"Nessuno signore." <br />
 <br />
"Signor Brown, situazione!" la voce del capitano non era ferma, dentro di lei Enizia stava urlando di rabbia e dolore... <br />
=^=Qui sala macchine! la situazione Ã¨ disperata, ci sono picchi di energia su tutta la nave... mi dispiace dirlo ma senza il nocciolo di curvatura non possiamo andare da nessuna parte.=^=<br />
"Signor Brown che ne pensa di questo?" chiese Sorin inviando alcuni dati via consolle.<br />
=^=Che lei Ã¨ matto da legare! Si rende conto della complessitÃ  della cosa? Il minimo errore potrebbe trasformarci in pulviscolo interstellare!=^=<br />
"Ha qualche altra proposta?" chiese il vulcaniano ben sapendo che le recriminazione del capo ingegnere erano solo una facciata per nascondere il suo entusiasmo per quella folle idea.<br />
 <br />
"Qualcuno vuole dire anche a me di cosa state parlando?" chiese Enizia con urgenza "Se non ve ne siete accorti fra pochi minuti non rimarrÃ  niente di tutti noi!"<br />
=^=Il Signor Sorin sta proponendo di partire a curvatura...=^=<br />
"Ma non avevamo sganciato il nucleo?" lo interruppe subito lei.<br />
"Si signore..." commentÃ² Sorin.<br />
"E allora come possiamo andare in curvatura?"<br />
"Con quello..." commentÃ² Sorin indicando l'enorme nucleo a curvatura naturale che brillava davanti a loro.<br />
"Voi siete pazzi..." commentÃ² Volkoff prima di rendersi conto di quello che aveva detto.<br />
"Cosa comporta connettersi a quella cosa la fuori?" chiese il Capitano strabiliata.<br />
=^=Calcoli a parte Ã¨ come mettere il motore di una sovereign su un utilitaria, quando partiamo non so quanto possa rimanere di noi... oppure...=^=<br />
"Oppure?"<br />
=^=Oppure diventiamo molto famosi!=^=<br />
"Non c'Ã¨ altro da fare, Signor Brown, Comandante Sorin, coordinatevi e fate il possibile, siamo nelle vostre mani..."<br />
=^=Siete in buone mani... e comunque se falliamo non ve ne accorgerete nemmeno. Brown chiudo!=^=<br />
 <br />
I minuti passavano in fretta. Davanti a loro la Curie si stava sfaldando lentamente. Era inquitante pensare che quello avrebbe potuto essere il loro futuro se non riuscivano nell'impresa... era come avere un video messaggio che diceva: voi finirete cosÃ¬.<br />
Enizia passeggiava avanti e indietro per la plancia mentre tutto attorno a lei sembrava andare in corto... scintille elettriche scoppiettavano ormai da quasi tutte le consolle e la sua poltrona presentava un foro da bruciatura dovuto a qualche lapillo volante.<br />
"Signor Brown non c'Ã¨ piÃ¹ tempo!" commentÃ² Sorin dalla sua postazione come a concluedere una conversazione che fino a quel momento non era mai cessata fra loro. <br />
=^=Bene Signore... a lei l'ordine!=^= sospirÃ² lui come ad arrendersi alla necessitÃ  =^=Buona fortuna a tutti!=^=<br />
"Timoniere! Via di qui! Subito!" ordinÃ² Enizia senza badare a dare delle coordinate.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Esterno nebulosa - Plancia di comando - 30 marzo 2393 - Ore 15.51</b><br /><br />
"Signore, stiamo ricevendo dei picchi di energia di incredibile potenza dall'interno della nebulosa. Non mi chieda cosa succede perchÃ¨ non ne ho idea... Ã¨ come se qualcosa di enormemente potente stesse per entrare in curvatura. O li nel mezzo c'Ã¨ la nave piÃ¹ grande mai costruita o i nostri danni sono maggiori di quanto credessi!" borbottÃ² il comandante Tynan.<br />
"Signor Tynan non sono certa di capire come sia arrivato a quella conclusione dai dati che le sono arrivati." commento Suri mentre leggeva anche lei le informazioni dei sensori in arrivo alla sua postazione "Per quanto la potenza sia vasta non Ã¨ necessariamente legata alle dimensioni."<br />
"Sono secoli che ve lo diciamo..." commentÃ² Lorelai sollevando qualche risatina fra i terrestri presenti in plancia e lasciÃ² gli alieni confusi.<br />
"Qualsiasi cosa sia partirÃ  in curvatura dal centro della nebulosa e ci passerÃ  abbastanza vicino da poter fare delle letture sufficientemente pre..."<br />
 <br />
Una scia di luce e poi di nuovo il buio stellato.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin -  ...</b><br /><br />
"Tutti i sistemi sono in avaria! Scudi e armi offline!" esclamÃ² frenetico Volkoff dalla sua postazione.<br />
"Coinvoglio tutta l'energia ai sistemi di integritÃ  strutturale" continuo Sorin dalla sua postazione mentre attorno a loro gli allarmi urlavano.<br />
"Signore allarme di prossimitÃ ! Qualcosa Ã¨ stato preso dalla nostra scia di curvatura!" avvertÃ¬ Samak dalla sua postazione.<br />
"Signor Brown mi serve un po' di impulso, abbiamo qualcosa li fuori e siamo in rotta di collisione!"<br />
=^=Signore non le posso dare nemmeno i razzi di manovra... speriamo che sia quella cosa a spostarsi da noi!=^=<br />
 <br />
Erano ciechi... accanto a loro poteva esserci di tutto, persino un grosso asteroide. Sarebbe stato ridicolo schiantarsi su un sasso dopo aver saltato a curvatura usando il piÃ¹ grande nucleo di curvatura esistente.<br />
"Signore... qualsiasi cosa sia quella cosa la fuori si sta allontanando..." commentÃ² Samak senza nessuna inflessione nella voce.<br />
"Almeno questo... voglio quel monitor in funzione!" ordinÃ² Enizia mentre attorno a lei piovevano scintille e cavi dalle pareti sovrastanti la plancia. Tutto era un caos simile a quello provocato da una battaglia disperata.<br />
 <br />
=^=...=^= gli altoparlanti emisero delle scariche che coprirono la voce in arrivo. Enizia si voltÃ² in direzione dell'addetto alle comunicazioni che le mostrÃ² il pannello annerito della sua consolle.<br />
=^=Qu... ...ie...=^= la modulazione del suono sembrava migliorare ma le parole per quanto la voce fosse familiare era incomprensibile.<br />
 <br />
Passarono un paio di minuti mentre le squadre della manutenzione entravano in plancia come dei M.A.C.O. assaltando le varie postazioni. All'improvviso, al centro della plancia, l'inconfondibile scintillio di un teletrasporto focalizzÃ² l'attenzione di tutti. Nelle mani di Volkoff si materializzÃ² come dal nulla un pugnale, ancora una volta maledisse il regolamento che impediva di portare sempre le armi con se.<br />
 <br />
"Capitano Enizia sono felice di vedervi tutti in salvo! Beh? PerchÃ¨ mi guardate cosÃ¬?" <br />
Tutti guardarono Tynan e la Jenkins che si erano teletrasportati a bordo senza credere ai loro occhi... avevano visto la Curie morire, avevano visto tutti i loro compagni morire...<br />
"Signor Tynan, non vorrei spaventarla ma lei Ã¨ morto!" commentÃ² Volkoff <br />
I due ufficiali della Curie si guardarono l'un l'altro confusi "Mi scusi ma non capisco..."<br />
 <br />
Dopo il teletrasporto dello staff di comando della Baffin sulla Curie per una riunione e tre ore di supposizioni sviscerando i dati dei sensori, le spiegazioni sull'accaduto erano comunque assolutamente zero.<br />
 <br />
"Quindi avete visto la distruzione di una Curie dentro la nebulosa e avete scoperto un nucleo di curvatura naturale all'interno di essa..." commentÃ² Suri.<br />
"Sembra che lei sia indecisa fra quale delle due cose sia piÃ¹ impossibile..." rispose Enizia.<br />
"Non dubito assolutamente sulla veridicitÃ  di ambedue le cose, sono solo... sorpresa" rispose il capitano della Curie esponendo un sentimento in modo chiaro per le razze non vulcaniane.<br />
 <br />
"E che mi dice del signor Vex?" chiese la dottoressa Feuntes.<br />
"Chi Ã¨ il signor Vex?" domandÃ² il primo ufficiale della Baffin.<br />
"Ah! E' quello che mi domando anch'io... l'avete tirato fuori dalla Curie, ha la divisa gialla della sezione ingegneria e nessuno sa chi sia. Non Ã¨ in buone condizioni ma da quanto Ã¨ riuscito a dirmi Ã¨ entrato in servizio in data stellare 73567.04!"<br />
"Ma Ã¨ fra tre anni!" esclamÃ² Timeran.<br />
 <br />
"Credo che la spiegazione piÃ¹ prossima alla realtÃ  sia che la Curie che avete incontrato sia una versione futura della nostra" spiegÃ² Suri mentre Sorin assentiva per essere arrivato alla stessa conclusione "Il nucleo a curvatura deve avere piegato spazio e tempo e aver portato la Curie del futuro indietro nel passato. Non mi stupirei se la fuori, nascoste nella nebulosa ci fossero state altre versioni temporali delle nostre navi... for"<br />
"Lei la fa sembrare cosÃ¬ facile... Intende dire che fra tre anni verrete portati dal futuro, nel passato e morirete tutti?" chiese Enizia con un brivido.<br />
"Possibile ma ne dubito... non esiste un destino preordinato. GiÃ  il fatto che ora siamo a conoscenza di un simile evento potrebbe modificare il futuro!"<br />
"Ma se... oh lasciamo perdere..." commentÃ² Lorelai lasciando perdere tutta una serie di domande sul dimensioni parallele e versioni future "Piuttosto dove siamo adesso? La Curie Ã¨ stata trascinata dalla scia di curvatura della Baffin e non abbiamo idea di dove siamo"<br />
"Sospetto che non ci siamo mossi assolutamente" rispose Sorin "Se la Curie fosse stata trascinata dalla scia di curvatura adesso sarebbe a pezzi per l'accellerazione subita, l'unica spiegazione Ã¨ che la nave sia saltata nel tempo!"<br />
"Un po' azzardata come ipotesi ma ormai non mi stupirei piÃ¹ di nulla!" commento Brown<br />
 <br />
Gli allarmi scattarono di nuovo, il rosso delle luci di emergenza trasformarono tutto in un inferno. Lo staff delle due navi si precipitÃ² in plancia e rimase impietrito dalla vista sullo schermo.<br />
"Capitano... sono apparsi dal nulla" balbettÃ² un giovane guardiamarina dal volto cinereo per il terrore.<br />
Sullo schermo della Curie, oltre ad una Baffin ridotta quasi ad un rottame, c'erano due enormi cubi borg... delle sinistre luci bianco/azzurre baluginavano da vari punti dei vascelli rendendoli quasi due fantasmi... se possibile, una scena ancora piÃ¹ terribile delle consuete luci verdi.<br />
"Tutti ai posti di combattimento" esclamÃ² Suri mentre Enizia la guardava esterefatta per quell'assurdo ordine... con cosa li avrebbero affrontati? Lanciando detriti con una fionda?<br />
"Siluri ancora funzionanti signore!" commentÃ² volenteroso un ufficiale al tattico mentre veniva sostituito dalla Jenkins.<br />
"Solo i siluri..." sentenziÃ² Lorelai dopo una veloce verifica.<br />
 <br />
=^=Abbassate i vostri scudi e arrendetevi...=^= commentÃ² una voce cavernosa ed inumana proveniente dagli altoparlanti interni della nave raggelando tutti i presenti =^=Ogni resistenza Ã¨ inutile...=^=<br />
Poi come un interferenza... come se qualcuno avesse strappato il microfono all'altro interlocutore, una voce piÃ¹ 'umana' prese la parola =^=La smetta Signor Terrex quelle sono navi federali del 24Â° secolo vuole farli morire tutti di paura?=^=<br />
=^=Ma Capitano, il protocollo!=^= commentÃ² la voce cavernosa di prima.<br />
=^=Al diavolo il protocollo! Capitano Suri, Capitano Enizia, vi stavo cercando!=^=<br />
 <br />
"Non Ã¨ andata bene l'ultima volta che sapevano il nostro nome..." commentÃ² Volkoff basito.<br />
"Eh no..." confermo Tynan accanto a lui.<br />
 <br />
=^=Scusate il mio addetto alle comunicazioni... ripartiamo: Sono il Capitano Isilya Lumex della nave temporale Agamennone sono spiacente di comunicarvi che tutto quello che vi Ã¨ successo, anche se indirettamente Ã¨ colpa nostra..."<br />
 <br />
"Ok, Questo mi ha stupito..." commentÃ² Brown.]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <pubDate>Mon, 08 Sep 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-10 Amici inaspettati</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br /><br /><b>Nave temporale Agamennone - 30 marzo 2393 - Ore 19.00</b><br /><br />
Enizia, Suri, Volkoff e Tynan erano stati trasportati a bordo dell'Agamennone direttamente in quella che era a tutti gli effetti, una sala tattica. Quello che si era presentato come il Capitano Lumex si rivelÃ², essere un trill e li accolse con un sorriso contrito.<br />
"Signori benvenuti a bordo e lasciate che vi esprima tutto il mio rammarico per quello che vi Ã¨ accaduto, ma vi giuro che non era nostra intenzione creare uno scompiglio di tali dimensioni."<br />
"Beh chiamarlo scompiglio mi pare un po' riduttivo!" sbottÃ² Enizia che aveva ancora vivida l'immagine dell'esplosione della Curie e il dolore che aveva provato per la perdita dei suoi colleghi, rivelatosi, per fortuna, momentaneo.<br />
"Ha ragione, mi scusi. In effetti, Ã¨ riduttivo. Prima di procedere lasciate che vi presenti il mio Primo Ufficiale: Comandante Taylor!"<br />
L'uomo, che si era tenuto nell'ombra del suo Capitano, si mostrÃ², rivelando la sua natura Borg.<br />
Volkoff in un  istante sfoderÃ² il phaser e si frappose fra i Capitani Suri ed Enizia e il Borg.<br />
Lumex intervenne "Non temete Signori, abbassate le armi: i Borg sono nostri alleati nell'epoca da cui veniamo."<br />
"Capitano le avevo detto che non sarebbe stata una buona idea quella di mostrarmi cosÃ¬, senza spiegazioni!"<br />
"Ha ragione Taylor: la prossima volta le darÃ² retta."<br />
"SÃ¬, come no!" rispose con malcelato sarcasmo il Borg.<br />
Gli ufficiali della Curie e della Baffin erano sempre piÃ¹ confusi: prima un cubo Borg convertito a nave temporale e adesso un Borg, evidentemente scollegato dalla CollettivitÃ , e addirittura con i gradi di Comandante!<br />
Suri fu la prima a reagire.<br />
"Scusate, volete darci qualche spiegazione? O almeno quelle che potete rivelarci!" disse, conscia del fatto che se c'erano di mezzo salti nel tempo, una qualsiasi informazione di troppo, avrebbe potuto causare un cambiamento nella linea temporale.<br />
"Prego accomodatevi." Disse Lumex indicando il tavolo alla loro destra. Si avvicinÃ² alla poltrona a capotavola e Taylor si sedette alla sua destra, mentre il gigante russo occupÃ² il posto proprio di fronte al Borg: nonostante le rassicurazioni del Capitano Lumex, preferiva tenerlo d'occhio, non riusciva proprio a fidarsi di un Borg. Di fianco a lui si sedette Enizia, mentre Suri occupÃ² il posto di fronte a Lumex con Tynan alla sua destra.<br />
"Quello che posso dire Ã¨ che vi siete imbattuti in un esperimento andato decisamente fuori controllo: la creazione di un campo di curvatura naturale e perpetuo, in gradi di fornire un'energia infinita, senza i limiti che i cristalli di dilitio hanno in termini di durata. I test in laboratorio avevano dato esiti positivi: il problema Ã¨ sorto quando si Ã¨ deciso di passare alla fase sperimentale su di una nave. Per fortuna si era scelta una zona di spazio disabitata, perchÃ©, dopo qualche ora da quello che sembrava un successo, si Ã¨ verificata la prima di una serie di esplosioni, che a cadenza regolare stanno coinvolgendo questa zona. Voi stessi avete potuto notare la devastazione che queste portano e problema aggiuntivo Ã¨ che anche il tempo Ã¨ coinvolto in questo fenomeno."<br />
"Sapete giÃ  come fermare tutto questo?" chiese Suri andando diretta al cuore del problema.<br />
"Avevamo giÃ  creato una scialuppa di salvataggio, per cosÃ¬ dire, nel caso in cui fosse andato storto qualcosa."<br />
"Direi che piÃ¹ storto di cosÃ¬, non si poteva!" intervenne Enizia.<br />
"in effetti, Ã¨ cosÃ¬. Si tratta di una sostanza che, se inserita nel cuore del fenomeno, lo neutralizza, in teoria.."<br />
"Che cosa vuol dire in teoria?" chiese Tynan.<br />
"Che in laboratorio ha funzionato, ma quando l'abbiamo usato dopo l'esplosione no!" rispose Lumex.<br />
"Teorie sul perchÃ©?"<br />
"Dopo la prima esplosione abbiamo visto che le successive avvenivano simultaneamente anche in altre epoche, con due nuclei principali, in uno dei quali vi siete imbattuti voi. La nostra teoria Ã¨ che per funzionare il fattore Isilya deve essere iniettato contemporaneamente nei tre fulcri principali e possibilmente prima che se ne formi un altro."<br />
"Fattore Isilya?" chiese Suri cui non era sfuggito che era il nome del Capitano medesimo.<br />
"Sa modestamente l'ho creato io!comunque Ã¨ per questo che entrate voi in gioco: dovrete iniettare il Fattore Isilya qui e nel passato, mentre noi ci occuperemo del futuro."<br />
"Ma il passato non Ã¨ un campo che compete a voi anche quello?Cosa c'entriamo noi e poi come ci arriviamo?" chiese Tynan dubbioso.<br />
"Il fatto Ã¨ che per poterlo iniettare bisogna avvicinarsi al cuore del fenomeno e avete visto come sono ridotte le navi che ci provano: perÃ² le nostre tre navi in qualche modo l'hanno attraversato indenni e i nostri nuclei di curvatura, ora, hanno la stessa frequenza di quello lÃ  fuori. Per questo siamo gli unici in tutto lo spazio e nel tempo che possiamo fermarlo. Credetemi se avessi potuto sistemare tutto senza coinvolgervi, l'avrei fatto, ma purtroppo Ã¨ impossibile!"<br />
Suri ed Enizia si guardarono negli occhi, ma la decisione non poteva che essere una.<br />
"D'accordo Capitano: ci dica cosa dobbiamo fare." Rispose Suri per tutti.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia - contemporaneamente</b><br /><br />
In plancia Pierce sedeva sulla poltrona di comando, mentre Suri era a bordo dell'Agamennone e la visione sullo schermo di quei cubi Borg, non lo lasciava tranquillo. Timeran, seduta al suo fianco, lo stava osservando: non era preoccupata, perchÃ© conosceva la soliditÃ  di quell'uomo, ma sapeva anche che la sua passata assimilazione da parte dei Borg, aveva lasciato profonde tracce nell'animo di Thomas. In quel momento una chiamata di Vizzini ruppe il silenzio della plancia.<br />
=^=Vizzini a Pierce=^=<br />
Ma l'uomo era preso da chissÃ  quali pensieri o ricordi, che non sentÃ¬ la chiamata dell'ingegnere.<br />
Il consigliere se ne accorse e, con un lieve tocco sul braccio, lo riportÃ² al presente.<br />
"Thomas la sala macchine sta chiamando." Gli disse sottovoce, per non farsi sentire dagli altri. Pierce si riscosse immediatamente.<br />
=^=Dica Vizzini.=^=<br />
=^=Le riparazioni sono quasi ultimate e Brown mi comunica che anche sulla Baffin le cose stanno migliorando velocemente.=^=<br />
=^=Molto bene: cerchiamo di ottenere il massimo perchÃ© temo che presto ci potrÃ  servire tutta la nostra potenza.=^=<br />
=^=Si Signore. Chiudo=^=<br />
Non appena il colloquio fu terminato, Timeran si rivolse all'amico in un sussurro:<br />
"Tutto bene?"<br />
"SÃ¬. Tranquilla, adesso sÃ¬. Sai non ero piÃ¹ venuto a contatto con i Borg e, in un certo senso, ho sempre saputo che alla fine li avrei riavuti sulla mia strada e mi chiedevo come avrei reagito."<br />
"E?" disse Timeran inducendo l'uomo a continuare, sapendo che doveva esprimere le sue paure per esorcizzarle definitivamente.<br />
"In un primo momento mi sono sentito paralizzato, la paura che ho provato quando sono stato catturato da loro stava prendendo il sopravvento. Ma Ã¨ stato un attimo, adesso so che il breve tempo che ho passato tra le loro fila, mi ha reso piÃ¹ forte e oltretutto so come pensano e, forse, sono un passo avanti rispetto ad altri su come affrontarli."<br />
"Sono felice Thomas e non ti presenterÃ² il conto per questa seduta fuori programma!" disse Timeran con un sorriso.<br />
Pierce rispose al sorriso"la ringrazio Consigliere della sua generositÃ , anche se mi rendo conto che il luogo non era tra i piÃ¹ appropriati!" disse indicando con un gesto la plancia, ma tutti gli ufficiali erano troppo presi dalle loro attivitÃ  e il tono della conversazione era stato cosÃ¬ basso, che era impossibile che qualcuno avesse colto qualcosa. O almeno cosÃ¬ pareva.<br />
<br />
<br /><b>Uss Baffin - mezz'ora dopo</b><br /><br />
Enizia si materializzÃ² direttamente in plancia con Volkoff, cosÃ¬ come Suri con Tynan sulla Curie. I loro volti erano tesi e seri.<br />
Samak si alzÃ² per lasciare il posto al Capitano e le chiese "Avete scoperto qualcosa ?"<br />
"Non tanto quanto speravo. Prepariamoci a tornare dentro quella cosa."<br />
"Come Signore?" chiese Samak perdendo per una frazione di secondo il suo controllo.<br />
"E' l'unico modo per rimettere le cose a posto, a quanto pare." e quella vocina che le diceva che Lumex non era stato del tutto sincero, proprio non voleva andarsene!]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <pubDate>Mon, 08 Sep 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-11 Nemici inaspettati</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Samak figlia di Kum <br /><br /><br /><b>USS Baffin - Sala Riunioni 1 - 30 marzo 2393 - Ore 20.00</b><br /><br />
Dopo pochissimi minuti da quando i Enizia e Suri erano tornate sulle rispettive navi, fu indetta dalla prima una riunione a bordo della Baffin per fare il punto della situazione e per chiarire a tutti gli ufficiali quello che i due capitani avevano scoperto.<br />
Prese la parola per prima il Capitano Suri, la quale dove aver<br />
incrociato lo sguardo incerto dei sui ufficiali decise di spiegare tutto l'accaduto: "Insomma, pare proprio che nel futuro la razza Borg sia entrata a far parte della Federazione. Capisco che questo possa sembrare strano, ma fino a prova contraria Ã¨ la realtÃ  dei fatti.<br />
Quella strana nebulosa in cui ci siamo imbattuti non era un fenomeno naturale ma un loro esperimento mal riuscito..." - mentre Suri descriveva il loro incontro con quella gente del futuro, parte degli ufficiali, Volkoff e Pierce piÃ¹ di tutti, erano visibilmente preoccupati e contrariati da questa alleanza.<br />
"Signori, anche a me questo futuro non piace per nulla - prese la parola Enizia - e devo dire che il loro Capitano non mi ispira assolutamente fiducia, ma purtroppo le cose stanno e saranno cosÃ¬.<br />
Adesso la nostra missione Ã¨ quella di iniettare un composto, chiamato 'Fattore Isilya', nel nucleo a curvatura sia in questo tempo e nel nostro passato...e per poterlo fare contemporaneamente come ci hanno chiesto, dovremo separarci: la Curie rimarrÃ  in questo presente e la Baffin tornerÃ  indietro. SarÃ  una missione molto dura e delicata."<br />
"Signori, io non voglio assolutamente mettere in dubbio questa decisione ma, accettare cosÃ¬ quasi ad occhi chiusi questa proposta non mi sembra davvero una scelta saggia! -  EsclamÃ² quasi gridando il capo della sicurezza della Baffin - Maledizione, ci stiamo fidando di un gruppo di Borg e di un Trill che non sappiamo neanche chi sia, mi dispiace ma questa volta proprio non capisco e non condivido quello che stiamo per fare!" Volkoff era visibilmente agitato, la cosa di separare le due navi e di spargerle nello spazio tempo con quella leggerezza davvero non gli piaceva.<br />
"Tenente - parlÃ² Suri molto duramente - lei non ha il dovere di condividere le nostre decisioni, lei deve solo rispettare gli ordini che gli vengono impartiti."<br />
<br />
A questa frase, l'ufficiale quasi avrebbe voluto alzarsi e andare via da quella stanza, ma non lo fece... Enizia invece lanciÃ² un'occhiataccia a Suri, stava quasi per parlare e ricordarle di occuparsi solo dei suoi uomini, ma neanche lei lo fece. Non era il caso di scatenare una rissa in quel momento cosÃ¬ delicato.<br />
<br />
"Signor Vizzini - riprese la Vulcaniana - tra quanto saranno complete le riparazioni alla nave?"<br />
<br />
 Vizzini riferÃ¬ che le riparazioni erano quasi complete e che nel giro di 30 ore la nave sarebbe stata pronta a ripartire. Brown confermÃ² gli stessi tempi per le riparazioni sulla Baffin.<br />
<br />
"Se non sbaglio, il Capitano Lumex ha detto che loro saranno pronti a partire solo tra tre giorni, - prese la parola Tynan - potremmo approfittare di questo vantaggio per condurre delle analisi piÃ¹ approfondite, magari su questo Fattore Isilya  che dovremmo iniettare nei nuclei..." e Samak fece notare che la Baffin aveva a disposizione anche dei dati sulla nebulosa che erano stati raccolti in precedenza e che sarebbe stato meglio analizzare prima di procedere.<br />
<br />
La riunione stava quasi per volgere al termine quando l'ufficiale medico espose il suo grosso dubbio nei riguardi della missione. Secondo quanto esposto dal Dottor Fuentes, se avessero completato la missione con successo, i membri dell'equipaggio salvati dalla Curie andata in pezzi sarebbero scomparsi. Quelle erano persone vive e vegete, anche se doppioni: Luz li aveva analizzati con attenzione ed erano proprio esseri umani in carne ed ossa con lo stesso diritto alla vita di tutti gli altri. Nessuno ci stava pensando a loro...<br />
<br />
"ParlerÃ² con Lumex di questa implicazione, dottoressa,  - intervenne Enizia - onestamente non so ancora bene come sia stato possibile lo sdoppiamento della Curie, appena avremo dati piÃ¹ certi ne riparleremo."<br />
<br />
Di certo per la dottoressa questa risposta frettolosa ed inconcludente non era sufficiente, ma del resto, cosÃ¬ era e in quel momento nessuno aveva le idee molto chiare di quello che era successo e di quello che avrebbero dovuto fare. Quindi si accontentÃ².<br />
<br />
Dopo qualche istante di silenzio, era ormai evidente che ognuno di loro avesse espresso i propri dubbi e che alla fine nessuno si fosse davvero convinto...<br />
<br />
"Bene, ci siamo detti tutto - concluse quindi il Capitano Enizia - adesso andate a riposarvi, sarÃ  necessario avervi tutti ben vigili, non voglio un equipaggio stanco!"<br />
<br />
A queste parole, tutti gli ufficiali un po' alla volta si alzarono ed andarono verso le loro stanze...in silenzio.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggio del Tenente Samak - 31 marzo 2393 - Ore 2.00</b><br /><br />
Samak aveva davvero bisogno di rilassarsi, e da vulcaniana che era, l'unico buon modo per farlo era quello di meditare. In poco tempo il suo alloggio si era riempito di candele accese che regalavano a quell'ambiente un'atmosfera molto rilassante. A lei piacevano particolarmente quelle di colore blue, facevano una luce particolare pensava, che l'aiutavano a meditare meglio. A gambe incrociate, in pochissimi istanti Samak sprofondÃ² nella sua anima.<br />
<br />
Erano passate tre ore quando la Vulcaniana riprese coscienza di sÃ©: erano quasi le 6 di mattina ed il suo turno in plancia sarebbe cominciato solo alle 7.30. Decise quindi di farsi una bella doccia sonica e di andare in sala mensa per una colazione e per leggere: a quell'ora quella sala era quasi del tutto infrequentata, avrebbe avuto la possibilitÃ  di starsene tranquilla e senza distrazioni.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Stiva di carico 2 - Contemporaneamente</b><br /><br />
Tutti i sopravvissuti della seconda Curie erano stati alloggiati nella Stiva di carico 2, la quale era stata allestita ad infermeria per poter permettere al personale medico della Baffin di prestare le cure necessarie a quei poveri uomini. C'erano diversi feriti gravi, ma nessuno di loro era in pericolo di vita. Di sicuro il loro morale era a terra: erano tutti molto scossi per l'accaduto, una donna in uniforme scientifica era raggomitolata nel suo letto e si lamentava di continuo, un ufficiale sulla quarantina, umano, batteva i pugni sulla porta e chiedeva di essere portato dal capitano.<br />
<br />
L'infermiera di turno della Baffin stava completando il suo giro di analisi sui pazienti allettati quando esausta, disse alla donna che stava visitando in quel momento "Siete tutti sotto shock, il dottore avrebbe fatto meglio a prescrivervi una bella dose di calmante".<br />
<br />
"Ha ragione dottoressa..." si sentÃ¬ rispondere con una flebile voce. Quello era il primo paziente che aveva la mente abbastanza lucida da poter intraprendere una conversazione, era un guardiamarina abbastanza giovane, probabilmente alla sua prima missione: una bella donna di colore che era di turno in sala macchine al momento dell'esplosione. Dopo qualche secondo di esitazione continuÃ² a parlare: "nessuno tra noi Ã¨ riuscito a capire cos'Ã¨ successo prima, Ã¨ stato cosÃ¬, all'improvviso... e adesso stanno tutti impazzendo."<br />
<br />
"Beh - prese la parola l'infermiera della Baffin - per quello che ne so io la Curie doveva essere fuori da quella specie di nebulosa a cercare di non farsi attaccare dai Kazon, quando ne Ã¨ stata inghiottita... non Ã¨ andata forse cosÃ¬?" In realtÃ  all'infermiera non interessava davvero la risposta che le avrebbe dato quella donna, che nel frattempo aveva scoperto si chiamasse Janet, voleva solo farla parlare un po' per tenerle compagnia e per cercare di capire se almeno qualcuna tra quelle trenta persone avesse ancora la mente lucida e salda.<br />
<br />
"Infermiera, non credo proprio che le cose sia davvero andate cosÃ¬, la Curie stava viaggiando a curvatura 1.5 ed eravamo diretti in missione di ricognizione su un pianeta dell'ammasso di Mate. Non so bene cosa sia successo, ma ad un certo punto sono iniziate delle esplosioni e il Capitano Tynan ci ha ordinato di evacuare la sala macchine. Poi credo di aver perso i sensi e mi sono risvegliata qua su questo letto..."<br />
<br />
*Si come no...* pensÃ² l'infermiera scuotendo la testa con una piccola smorfia di disappunto<br />
<br />
"Non mi crede neanche lei, vero? - continuÃ² la ragazza - ho detto la stessa cosa ad un ufficiale che Ã¨ venuto qua a farci qualche domanda, e..."<br />
<br />
A quel punto l'infermiera sorrise e disse: "Non Ã¨ che non le credo Janet, ma penso che lei adesso dovrebbe solo farsi una bella dormita. Avete tutti bisogno di riposare, i vostri rapporti sull'accaduto li farete domattina." Le diede cosÃ¬ un blando sedativo ed andÃ² via da quell'ospedale.<br />
<br />
"Janet, ma cosa diavolo ci Ã¨ successo?!?" disse un ufficiale che aveva il letto a fianco a quello del Guardiamarina e che aveva sentito tutta la conversazione... "Non lo so Marc, davvero non lo so..." e si addormentÃ² dopo poco.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala mensa - 31 marzo 2393 - Ore 6:50</b><br /><br />
Samak stava tranquillamente leggendo il suo libro seduta ad un tavolino appartato in quella stanza che via via si iniziava a popolare di ufficiali appena svegli. Fortunatamente non c'era ancora confusione...<br />
<br />
Tutt'a un tratto le si alzÃ² il sopracciglio e la sua mente iniziÃ² ad analizzare dettagli su dettagli riguardo alla situazione che stavano vivendo: c'era qualcosa che davvero non le tornava... aveva avuto un'intuizione? No, il suo era solo il frutto di un ragionamento logico. Subito toccÃ² il comunicatore:<br />
<br />
=^= Samak a Capitano Enizia =^=<br />
<br />
Il Capitano si era appena svegliato e stava per entrare sotto la doccia... =^=Buongiorno Tenente, ha riposato bene? =^= rispose con un tono quasi sarcastico sapendo che la Vulcaniana in realtÃ  non aveva affatto dormito durante la notte.<br />
<br />
=^= SÃ¬ Capitano, grazie. Le vorrei parlare di una questione piuttosto urgente Capitano. =^=<br />
<br />
=^= Va bene Tenente, ci vediamo nel mio ufficio un quarto d'ora prima dell'inizio del turno in Plancia. Chiudo. =^=<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Ufficio del Capitano - 31 marzo 2393 - Ore 7:15</b><br /><br />
Quando il Tenente Vulcaniano arrivÃ² nello studio del Capitano, questa era giÃ  operativa da parecchio e stava studiando alcuni rapporti sullo stato delle riparazioni e sulle condizioni di salute dei trenta membri dell'equipaggio della Curie andata distrutta.<br />
<br />
"Bene Samak, mi dica cos'Ã¨ successo. Leggendo i rapporti che mi sono arrivati mi pare che sia tutto nella norma... "<br />
<br />
"Capitano, onestamente io non credo che, seppur in un futuro molto remoto, i Borg possano essere alleati della Federazione e..."<br />
<br />
A questa frase Enizia sgranÃ² gli occhi e disse con aria seccata: "Signor Samak, non immaginavo che anche lei si facesse prendere da questa diffidenza razziale. La potrei capire da qualunque altro ufficiale, ma non da lei..."<br />
<br />
"Capitano, non si tratta di intolleranza o razzismo o diffidenza - rispose Samak visibilmente contrariata - i Vulcaniani non provano certe emozioni. Si tratta solo di logica. Qua abbiamo un cubo Borg che si dice faccia parte della Federazione, cosa molto improbabile. Abbiamo dei membri di una Curie ormai distrutta, doppioni esatti dei rispettivi uomini sulla nostra Curie che riferiscono che il loro Capitano fosse stato Tynan, avrÃ  letto anche lei i loro rapporti...le loro vite non sembrano affatto simili a quelle che invece avrebbero dovuto avere, ed anche i loro caratteri sembrano diversi di quelli che noi conosciamo."<br />
<br />
Mentre Samak parlava, Enizia sembrava sempre piÃ¹ convinta delle parole che stava ascoltando.<br />
<br />
"Tenente, mi sta dicendo che secondo lei siamo saltati in un'altra dimensione invece che nel futuro?"<br />
<br />
"Esattamente Capitano, questo spiegherebbe molte piÃ¹ cose: l'alleanza strana con i Borg, i rapporti dei superstiti, potrebbe anche essere che in qualche modo i Kazon abbiano scoperto il varco, e stanno cercando di oltrepassarlo. Certo, senza dati certi il salto dimensionale Ã¨ solo piÃ¹ plausibile rispetto al salto temporale, ma ne dobbiamo essere certi perchÃ© in questo caso, il nostro fattore Isilya potrebbe essere qualunque cosa, anche un'arma..."]]></description>
            <author>Tenente Comandante Samak figlia di Kum </author>
            <pubDate>Mon, 08 Sep 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-12 Colpo di mano</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br /><br /><b>Uss Baffin - Stiva di carcio 2 - 31 marzo 2393 - Ore 7:15</b><br /><br />
"Ve lo dico io cosa Ã¨ successo. Siamo stati catturati da questi traditori al soldo dell'impero Klingon." Disse un altro ufficiale non appena l'infermiera della Baffin se ne fu andata. "Altrimenti per quale motivo ci  terrebbero praticamente rinchiusi in questa stiva senza lasciarci ne uscire ne parlare con il loro capitano?"<br />
"Ma Comandante, le cure che ci stanno prestando sono reali e i nostri uomini ne hanno bisogno." Gli rispose un altro ufficiale seduto lÃ¬ accanto.<br />
Il primo ufficiale scattÃ² in piedi e dalla rabbia quasi schiaffeggiÃ² il collega: "Dottor Jenner non mi chiami Comandante! Se queste persone si accorgono che eravamo gli ufficiali superiori della Curie ci tortureranno per estorcerci informazioni. Quella stupida Guardiamarina si stava giÃ  lasciando sfuggire troppe informazione." I lunghi capelli scompigliati gli coprivano parte del volto e ricadevano sulle possenti spalle. La lunga barba nera, un po' arruffata, gli incorniciava il mento. "Si tolga i gradi anche lei e cerchi di capire su quanti uomini possiamo contare. Dobbiamo riuscire ad impossessarci di questa nave."<br />
"Signor si, signore. Ho giÃ  visto che il capitano non Ã¨ stato teletrasportato, quindi Ã¨ lei ad avere il comando".<br />
"Tanto meglio: ho sempre odiato i Trill e il capitano Tynan non faceva eccezioni. Non Ã¨ normale andare in giro con un verme nella pancia che ti dice cosa devi fare. Non dovrebbero permettere ai Trill di diventare ufficiali."<br />
"Signore, dopo che l'impero Klingon ci ha quasi annientato, abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile. Se combatti bene sei dei nostri, altrimenti sei uno schiavo." Rispose il dottor Jenner. I capelli erano completamente rasati e una cicatrice gli percorreva la testa dall'occhio destro fin dietro la nuca.<br />
"Si certo, oppure tuo padre Ã¨ il piÃ¹ grande contrabbandiere del quadrante e rifornisce il Comandante Supremo del suo divertimento preferito: schiave. Probabilmente anche lui era figlio di una di quelle. Ma adesso finiamola con queste chiacchierare. Ho visto che anche questa nave ha subito notevoli danni. Non so di che cosa si sia trattato, ma ci vorranno dei giorni per le riparazioni. Saranno tutti impegnati e noi avremo piÃ¹  possibilitÃ  di prendere il controllo."<br />
"Ascoltando un po' in giro mi Ã¨ sembrato che facessero riferimento ad una nebulosa." Disse Jenner.  "Se sono in queste condizioni devono aver cercato di catturare il Cortex anche loro. Se Ã¨ cosÃ¬ e senza piÃ¹ la Curie nei paraggi, saranno giÃ  stati contattati dalle navi della Federazione che ci hanno attaccato prima che l'esplosione ci investisse."<br />
"Quei maledetti ibridi! E' sicuramente colpa loro se il Cortex ha cominciato a dare segni di instabilitÃ . Gli ultimi rapporti parlavano di una sorta di interferenza gravimetrica. Vorranno tenersi il Cortex per alimentare i loro giochetti metÃ  carne e metÃ  metallo. Sistemeremo anche loro. Io, mentre lei ascoltava le conversazioni dell'equipaggio ho convinto un paio di guardiamarina a darmi queste. All'inizio non erano molto d'accordo ma poi sono stati piÃ¹ accondiscendenti..."  Con un ghigno divertito mostrÃ² all'altro ufficiale tre faser e un tricorder. "Diamoci da fare e mettiamo fine a questo zoo."<br />
"Ho con me alcuni stimolanti e altri farmaci, vedo se posso mettere in sesto qualcuno della sicurezza."<br />
"Bene, io controllo se in questa maledetta stiva c'Ã¨ rimasto qualcosa che ci possa essere utile."<br />
Il Comandante sapeva che dovevano fare presto. Prima di tutto avrebbero dovuto trovare il modo di accedere al computer di bordo per capire come era fatta la nave e studiare un piano per impossessarsene. Sicuramente non era una nave della Federazione: in giro non si vedevano strutture Borg e la temperatura dell'ambiente era troppo alta. Questo era giÃ  un buon segno. A prima vista non sembrava una nave dell'impero, anche se molto dell'architettura lo ricordava. Gli sembrava che ci fosse piÃ¹ luce e la struttura fosse piÃ¹ leggera, piÃ¹ snella. Sicuramente non era una nave da battaglia. Un altro buon segno. La prima sorpresa fu il computer. L'interfaccia era identica a quella usata sulle navi dell'impero, la stessa che lui conosceva. La seconda sorpresa fu quando il computer lo riconobbe e gli garantÃ¬ l'accesso completo a tutte le informazioni della nave tramite il suo codice identificativo personale. Come era possibile? Dove diavolo erano capitati? CominciÃ²  a digitare freneticamente sullo schermo finchÃ© non apparvero i dati della persona che stava cercando. Gli occhi gli si illuminarono e sul viso gli ritornÃ² un ghigno malvagio.<br />
"Signore, ci sono dodici uomini pronti a combattere al suo servizio, signore."<br />
"Molto bene Jenner: li riunisca. Ho scoperto cose interessanti su questa nave. E ho trovato una mia vecchia conoscenza che ci potrÃ  essere molto utile."<br />
Jenner, allungando il collo, ma potÃ© vedere solo l'immagine di un omone completamente calvo con le braccia conserte e l'espressione un po' irritata.<br />
<br />
<br /><b>Uss Baffin - Sala Riunioni 1  - 31 marzo 2393 - Ore 7:40</b><br /><br />
"Naniti?!" Il Capitano Enizia era stupita.<br />
"Interessante..." anche il Capitano Suri, a suo modo.<br />
"Reagiscono quando sono a contatto con l'antimateria dei nuclei a curvatura. Abbiamo fatto una simulazione al computer: tentano di mettere in stasi il nucleo propagando un'onda gravimetrica che interferisce con la frequenza di lavoro del nucleo. In sostanza inducono il blocco della reazione che genera energia dall'annichilazione materia/antimateria." SpiegÃ² il tenente Sorin.<br />
"Mi sfugge il perchÃ© vogliano che ci andiamo noi nel passato ad iniettare questi naniti nella nebulosa." Intervenne Samak.<br />
"Secondo i nostri dati questo blocco non Ã¨ uniforme." Intervenne Brown. "In alcune zone della nebulosa il blocco crea un accumularsi di energia che non riesce ad essere incanalata internamente e esplode con tale potenza da creare dei varchi spazio-temporali tra nebulose esistenti in tempi e luoghi diversi."<br />
"PerchÃ© Tenente Comandante Brown dalla sua espressione ho la certezza che non sia tutto quello che avete scoperto?" disse Volkoff con un sorriso beffardo.<br />
"Continuate Signori, abbiamo una teoria?" <br />
"In effetti una teoria ci sarebbe." PrecisÃ² a quel punto Sorin. "Immaginate il volume di una sfera come l'insieme di tutte queste nebulose esistenti nel passato, nel presente e nel futuro. In questo universo e negli altri. Se per qualche motivo, a noi per ora ignoto, la nebulosa che abbiamo qui ora, quella da cui siamo venuti e altre due nel futuro dove vuole andare il Capitano Lumex fossero quattro punti qualsiasi della superficie di questa sfera, potremmo ricavare un informazione importante."<br />
"Il centro della sfera." Intervenne Suri, che non aveva ancora perso il filo del discorso.<br />
"Esatto Capitano, la prima nebulosa di questo tipo. Aprendo i tre varchi contemporaneamente raggiungeremmo la nebulosa che ha dato il via a tutte le altre." Concluse Sorin.<br />
"E questo non ti ha stupito minimamente?" sussurrÃ² Piotr ad Alan, senza guardarlo, inclinandosi di lato nella sua direzione.<br />
Il movimento oscillante della mano aperta di Brown e la sua espressione di sufficienza furono la risposta di quest'ultimo.<br />
<br />
<br /><b>Uss Baffin - Alloggi Tenente Volkoff - 31 marzo 2393 - Ore 8:30</b><br /><br />
=^=Tenente Volkoff, qui Guardiamarina Abrams. Abbiamo dei problemi con l'equipaggio della Curie nella stiva di carico 2. =^=<br />
"Che tipo di problemi Abrams?"<br />
=^=E' scoppiata una rissa. Io e il Guardiamarina Martinez non riusciamo ... =^=<br />
"Abrams! Abrams!"	<br />
"Sicurezza, qui Volkoff, una squadra alla stiva di carico 2. Io sto arrivando."<br />
<br />
<br /><b>Uss Baffin - Stiva di carcio 2 - 31 marzo 2393 - Ore 8:35</b><br /><br />
Quando Volkoff arrivÃ² alla stiva gli uomini della sicurezza erano giÃ  lÃ¬. Fuori dalla porta c'erano un paio di guardie e dentro tre uomini avevano circondato un altro paio che giacevano a terra svenuti. Volkoff ebbe subito l'impressione che qualcosa non andasse per il verso giusto. Entrando nella stiva si tenne pronto. Quando una delle guardie si mosse col faser in pugno Volkoff finalmente capÃ¬: quello non era uno dei suoi uomini. Con un solo movimento fece qualche passo all'indietro e si portÃ² a fianco della guardia. Prima che questi riuscisse a sparare, l'ex agente, gli aveva giÃ  stretto il braccio in una morsa portandoglielo dietro la schiena. In quella posizione un colpo partÃ¬ lo stesso e l'altra guardia non ebbe neanche il tempo di intervenire quando fu colpita dal raggio. A quel punto Volkoff spinse per terra l'avversario e puntÃ² il faser sul gruppo di uomini di fronte a lui.<br />
"Basta cosÃ¬ Piotr, getta per terra quell'arma o il tuo amico Abrams, qui, ci lascia le penne ancora prima di dire Dasvidania".<br />
Da dietro una colonna uscÃ¬ un uomo alto e massiccio dai capelli lunghi che teneva in ostaggio il Guardiamarina Abrams con un coltellaccio puntato alla gola.<br />
Volkoff messo alle strette gettÃ² il faser. "Chi siete? Cosa avete intenzione di fare?".<br />
L'uomo si avvicinÃ² di qualche passo, ma non troppo. Evidentemente conosceva colui con cui aveva a che fare. "Come tovarish, non mi riconosci?"<br />
Volkoff non riuscÃ¬ subito a riconoscere quell'uomo, per via della barba e dei capelli lunghi. Riconobbe invece quel coltello brunito con i simboli cirillici impressi sopra. Era esattamente il suo.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <pubDate>Mon, 06 Oct 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-13 Strategie</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Brennon Boram Tynan<br /><br /><br /><b>Uss Baffin - Stiva di carcio 2 - 31 marzo 2393 - Ore 8:40</b><br /><br />
I lunghi capelli dell'uomo, rovinati a coprirne buona parte del volto a causa del veloce movimento effettuato pochi attimi prima, non furono in grado di celare completamente il sorriso soddisfatto che rapidamente si fece strada sul volto del gigante irsuto.<br />
"Immaginavo avessi buon gusto in fatto di armi ... - affermÃ² facendo ondeggiare lievemente l'arma un paio di volte, mettendo in mostra i vari simboli presenti sulla lama, mentre altri uomini iniziarono a muoversi con cautela verso il russo - ... ma ... sinceramente speravo avessi piÃ¹ stile ... la pelata non ti dona sai?"<br />
Volkoff non rispose, limitandosi a far rimbalzare lo sguardo dal guardiamarina Abrams alla coppia di uomini che lo stava affiancando. Mentre uno raccoglieva l'arma lanciata a terra dal russo puntandogliela contro, l'altro, che Piotr riconobbe essere lo stesso uomo che l'aveva accolto nella stiva, gli assestÃ² un pugno rabbioso all'altezza dello stomaco. Il russo incassÃ² stoicamente il colpo senza alcun gemito, con grande disappunto del finto ufficiale della sicurezza.<br />
"Cosa ... - intervenne il russo, venendo perÃ² interrotto da un secondo pugno, sferrato stavolta al fianco destro che perÃ² incassÃ² stoicamente quasi quanto il primo- ... quali sono le vostre intenzioni?"<br />
"Le nostre intenzioni, caro Piotr ... - replicÃ² il gigante dai capelli lunghi, scambiando l'ostaggio con il phaser appartenuto al russo sfoggiando un sorriso beffardo - ... non sono di tua pertinenza ... - l'uomo puntÃ² l'arma verso il russo, il quale fece appena in tempo a vedere con la coda dell'occhio altri uomini che trascinavano i corpi privi di sensi di altri due membri della sicurezza, prima che l'altro premesse il grilletto. - ... spakÃ²jnaj nÃ²ci, tovarish..."<br />
Piotr si accasciÃ² a terra lentamente, cadendo sulle ginocchia, dando l'impressione di resistere ad un colpo troppo debole per stendere un gigante della sua stazza e cosÃ¬ per sicurezza l'altro sparÃ² nuovamente. Jenner si avvicinÃ² rapidamente ai due, con l'espressione di qualcuno in procinto di dire qualcosa, ma fu prontamente interrotto.<br />
=^= Plancia a Volkoff ... - la voce del Capitano Enizia pervase la stiva di carico - ... Volkoff mi sente? =^=<br />
Il gigante dai capelli lunghi si voltÃ² verso il dottor Jenner con sguardo eloquente, il quale dopo un attimo di smarrimento sembrÃ² ricordarsi di qualcosa e mimÃ² un gesto, tastandosi il petto con una mano. L'altro allora, si accovacciÃ² sulla controparte priva di sensi, individuandone il comunicatore.<br />
=^= Da ... - affermÃ², guardando dritto negl'occhi Janet che osservava a poca distanza. La donna, che ora presentava un vistoso livido sulla guancia, distolse immediatamente lo sguardo. - ... la sento. =^=<br />
=^= Sono appena stata informata della situazione nella stiva di carico ... =^=<br />
=^= Niente di preoccupante ... - Il gigante dai capelli lunghi interruppe il Capitano, cercando poi lo sguardo di Jenner che sembrava, come sperava, aver giÃ  capito l'interezza del suo piano - ... gli animi si sono scaldati un po' troppo e abbiamo dovuto usare la forza, ma la situazione Ã¨ sotto controllo ... =^=<br />
=^= Allora vi invierÃ² una squadra medica al piÃ¹ ...=^=<br />
=^= No! - la interruppe il russo con veemenza, cercando poi di correggere il tiro in tono decisamente piÃ¹ calmo - Voglio dire, non Ã¨ necessario ... abbiamo solo un paio di bimbi cattivi sono stati messi a nanna con una sculacciata ... ma non abbiamo feriti ... =^=<br />
Enizia non rispose per una manciata di secondi, lasciando che il silenzio piÃ¹ assoluto prendesse possesso della stiva.<br />
=^= Molto bene ... - concluse infine il Capitano - ... quando ha finito voglio un rapporto dettagliato sull'avvenimento. Plancia, chiudo =^=<br />
"Bliad'! - urlÃ² il gigante dai capelli lunghi sbattendo con forza un pugno - Dobbiamo sbrigarci!"<br />
"Crede che abbia capito qualcosa? - domandÃ² Jenner, osservando il compare riguadagnare la posizione eretta subito dopo aver arraffato con un veloce gesto della mano il comunicatore di Volkoff - ... fino ad ora il piano Ã¨ riuscito senza intoppi, ma ..."<br />
"Non lo so ... - grugnÃ¬ il gigante interrompendolo, facendo cenno ai suoi uomini di venire a recuperare la sua controparte priva di sensi. - ... ma il mio istinto mi dice che dobbiamo muoverci ..."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia, poco dopo</b><br /><br />
"Il Tenente Volkoff sembrava strano, non trova?" Enizia volse lo sguardo verso Samak, cosÃ¬ come aveva giÃ  fatto durante lo scambio di battute con il Capo della Sicurezza. Uno sguardo che, prima delle parole, aveva giÃ  comunicato ad entrambe cosa l'altra stesse pensando.<br />
"Il Tenente che conosco io non userebbe il phaser con tale leggerezza ... - replicÃ² l'andoriana, rimasta in piedi fino a quel momento, avvicinandosi alla propria poltrona. - Ma la situazione non mi Ã¨ chiara ..."<br />
"Effettivamente, il suo comportamento e il suo modo di comunicare erano insoliti. - Samak sollevÃ² un sopracciglio in un gesto di stupore misto ad incredulitÃ . - Se mi permette un azzardo, oserei dire che Ã¨ stato costretto contro la sua volontÃ  a replicare in tale maniera."<br />
Le antenne di Enizia rotearono un paio di volte.<br />
Immaginarsi Volkoff neutralizzato e costretto a fare cose contro la sua volontÃ  le veniva decisamente difficile, perÃ² Samak poteva aver ragione. Quella infondo, appariva come la spiegazione piÃ¹ logica.<br />
"Prenda un paio di squadre e raggiunga Volkoff nella stiva di carico. Voglio vederci chiaro."<br />
USS Baffin - Stiva di carico 2, qualche attimo piÃ¹ tardi<br />
Lentamente, molto lentamente Piotr aprÃ¬ gli occhi. Davanti a lui il corpo privo di sensi del guardiamarina Abrams. TentÃ² allora di muovere le mani, trovandosi impossibilitato a farlo a causa di un paio di manette che gli cingevano i polsi.<br />
"Non muoverti. Non far capire che sei cosciente. - AffermÃ² una voce femminile alle sue spalle. Con la coda dell'occhio intravide il volto di una donna di colore appoggiata al muro al suo fianco. - Sono riuscita a procurarmi uno stimolante, ma se si accorgono di ciÃ² che sto facendo ..."<br />
Volkoff cercÃ² di spostare lo sguardo verso il centro della stanza, dove anche la donna stava osservando. RiuscÃ¬ a vedere due guardie armate di phaser che, pigramente e distrattamente, tenevano sotto controllo l'intera stiva parlottando fra loro. Poi sentÃ¬ qualcosa scivolargli lentamente fra le mani.<br />
"PerchÃ© ..."<br />
La giovane donna non rispose immediatamente, cambiando invece espressione.<br />
"PerchÃ© ho fatto un errore che non sarÃ  dimenticato. - la donna si voltÃ², guardando direttamente Volkoff negl'occhi - Preferisco giocarmi le mie possibilitÃ  con voi, piuttosto che vivere una vita da reietta..." <br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Brennon Boram Tynan</author>
            <pubDate>Tue, 11 Nov 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-14 PerchÃ© non l'hanno chiesto a Janet?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Ufficio Consigliere - 31 marzo 2393 - Ore 8.35</b><br /><br />
"Per cui, tu gli credi ?"<br />
"Non Ã¨ questione di credergli. Onestamente,  ho avuto conversazioni piÃ¹ stimolanti con Whinston, ma non vedo che altre possibilitÃ  ci siano. Se si trattasse di una psicosi collettiva, non racconterebbero tutti la stessa storia, non con questo livello di dettaglio. E dobbiamo considerare il fatto che alcuni di loro non compaiono nel nostro database."<br />
"Questo in sÃ© non prova niente, Timeran. Se si tratta di una vostra versione futura, potreste aver imbarcato quelle persone in un secondo momento."<br />
"Non sono cosÃ¬ anziani. Le etÃ  dei... dei doppioni corrispondono a meno di qualche mese. Come potremmo averli imbarcati? Siamo praticamente in mezzo al niente. No, io credo che la spiegazione piÃ¹ logica sia questa. Sono nostre versioni alternative. Non Ã¨ raro che in questo genere di fenomeni si generino dei varchi dimensionali. La struttura dello spazio-tempo si strappa un po' troppo facilmente per i miei gusti."<br />
<br />
Appel esitÃ² un istante, poi osservÃ² la sua controparte, teletrasportatasi dalla Curie poche ore prima - Luz aveva acconsentito a dimetterla dietro assicurazione di tornare dritta in infermeria al primo segno di malessere - per assisterlo nell'aiutare i sopravvissuti.<br />
<br />
"Sembra la soluzione piÃ¹ logica, sÃ¬. Ma sei sicura di non volere un po' troppo che lo sia?"<br />
<br />
Timeran, accomodata sul divanetto e ancora china sui padd disposti in ordine sparso sul tavolino da caffÃ¨, alzÃ² lo sguardo dai dati, puntandolo sul collega. Strinse leggermente le labbra. Intuiva vagamente dove Appel voleva andare a parare, ma non intendeva aiutarlo ad arrivarci.<br />
<br />
"Quello che desidero un po' troppo Ã¨ un raktajino al cioccolato. Credo di non avere preferenze sul motivo per cui delle persone innocenti sono saltate in aria."<br />
<br />
Interiormente si battÃ© da sola sulla spalla per la sua brillante risposta. Suonava sulla difensiva persino alle sue, di orecchie. Appel continuÃ² a osservarla per un istante, un'espressione gentile stampata sul viso largo e aperto. Era un buon terapeuta, uno di quelli che da l'impressione di conoscere bene le tue debolezze perchÃ© sono anche le sue.<br />
<br />
"E' normale che l'ipotesi che una tua versione a breve termine sia, per usare le tue parole, saltata in aria insieme a tutte le persone che ti circondano ti turbi. Non farmi dire cose che sai benissimo da sola."<br />
<br />
La donna si raddrizzÃ², mentre la sua mente spostava automaticamente l'attenzione dall'analisi dei sopravvissuti alla propria persona. Essere l'analista di sÃ© stesso Ã¨ sempre un brutto affare, ma risulta piÃ¹ facile se si hanno due cervelli a disposizione. SospirÃ².<br />
<br />
"Va bene, forse non hai torto."<br />
"Vuoi dire che forse ho ragione."<br />
"Ora non esagerare, Luis."<br />
<br />
Il sorriso gentile dell'uomo si aprÃ¬ in uno di scherno.<br />
<br />
"Muoviti, Ã¨ l'ora del nostro giro."<br />
<br />
Con una certa difficoltÃ  si issÃ² dal divanetto e si diresse alla porta. Timeran non lo imitÃ².<br />
<br />
"Vuoi che venga con te?"<br />
"Santo cielo, se non ci venissi dovrei andare a vedere quelle persone con il tenente V'Lar. A quel punto diventerei io quello che ha bisogno di andare in analisi. Ti prometto che se inizi a dare testate alla paratia, ti rimando subito sulla Curie."<br />
<br />
Timeran lo seguÃ¬ in corridoio.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Stiva di carico 2 - 31 marzo 2393 - Ore 8.47</b><br /><br />
Il gigante si passÃ² una mano sulla pelata, sentendo sotto le dita la pelle insolitamente liscia. Poi la mano scese lungo il petto, lisciando il lembo anteriore della giacca dell'uniforme che, come previsto, calzava a pennello. SfiorÃ² con le dita il comunicatore a forma di delta sul cuore e un ghigno soddisfatto gli comparve sul volto.<br />
<br />
"Ja abmanÃ¹l bi i maju mat' . Ingannerei anche mia madre, in questo stato. Non posso dire che mi piaccia, ma hai fatto un buon lavoro, dottore."<br />
<br />
L'altro uomo rimase fermo dove si trovava a contemplare la sua opera.<br />
<br />
"Comandante, i vestiti e i capelli non basteranno, lo sa, non Ã¨ vero? DovrÃ  comportarsi e parlare come lui se vuole ingannarli."<br />
"Lo so. Sono degli idioti, ma non fino a questo punto. Tu preoccupati di tenere sotto controllo il Volkoff di questo universo. Io penserÃ² al resto."<br />
<br />
Lo sguardo si posÃ² minaccioso sul medico, mentre i suoi uomini si allineavano alle sue spalle, debitamente agghindati per l'occasione.<br />
<br />
"Niente errori o ne pagherai le conseguenze."<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Corridoio - 31 marzo 2393 - Ore 8.49</b><br /><br />
Nonostante l'espressione impassibile, l'uniforme impeccabile, la postura eretta e il passo deciso ma non frettoloso, sotto la superficie Samak era un ribollire di logiche considerazioni.<br />
<br />
SvoltÃ² l'angolo diretta alla stiva di carico, tre muscolosi addetti alla sicurezza che trotterellavano nella sua scia. Il personale in corridoio si aprÃ¬ per lasciarli passare, rivolgendo alla vulcaniana occhiate perplesse e allarmate che lei registrÃ² e classificÃ² immediatamente come ininfluenti.<br />
<br />
Normalmente non avrebbe dato retta ad alcuna impressione intuitiva basata su una conversazione di un minuto e trentaquattro secondi via comunicatore per dubitare del fatto che Volkoff potesse essere perfettamente normale.<br />
Tuttavia lei stessa aveva ravvisato una deviazione inspiegabile nella risposta del collega e, vista la particolare situazione con cui si stavano confrontando, valeva la pena controllare. In ogni caso, poi, l'ordine del capitano andava eseguito.<br />
Vide la squadra beta svoltare all'altro capo del corridoio proprio mentre le porte della stiva si aprivano per lasciare passare l'imponente mole del russo.<br />
<br />
"Tenente Volkoff..."<br />
<br />
Gli occhi della donna passarono in rassegna il gigante con metodica precisione vulcaniana.<br />
Il russo sorrise, poi girÃ² il capo a guardare le due squadre della sicurezza. Dietro di lui, i due uomini che l'accompagnavano fecero lo stesso.<br />
<br />
"Comandante, c'Ã¨ qualche problema?"<br />
<br />
"Il Capitano Enizia era preoccupata per la situazione venutasi a creare con i nostri ospiti. Mi ha inviato a controllare. Mi pare che lei stia bene. La situazione Ã¨ sotto controllo?"<br />
<br />
Il gigante sorrise appena. Un occhio meno logico avrebbe forse colto una sfumatura diversa in quel sorriso, una lieve differenza, un'ombra. Ma Samak era stata addestrata alla logica e tutte le evidenze dimostravano che Volkoff era in perfetta salute, lÃ¬ in piedi davanti a lei, il phaser alla cintura come da disposizioni. Colse nei due uomini un'ombra di nervosismo, ma non le parve diversa da quella manifestata da altri membri del personale.<br />
<br />
"Perfettamente, comandante. C'Ã¨ stata un po' di confusione, ma la sicurezza Ã¨ intervenuta a sedarla in modo... tempestivo. Come ho detto al capitano, non ci sono feriti.<br />
"Il Capitano mi ha ordinato di controllare personalmente e di fare rapporto" rispose piattamente Samak, gli occhi sempre puntati al russo.<br />
"Prego. Io ho un rapporto da stendere, se non ha bisogno di me."<br />
 <br />
Volkoff fece cenno ai due di rimanere e si avviÃ² lungo il corridoio. Tutto pareva perfettamente nella norma. Samak entrÃ².<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Stiva di carico 2 - 31 marzo 2393 - Ore 8.50</b><br /><br />
"La porta si Ã¨ aperta. Credo sia qualcuno del tuo equipaggio. Una donna vulcaniana. Ci sono altri uomini..."<br />
 <br />
Il sussurro di Janet era quasi impercettibile. Volkoff non poteva vedere la porta dalla sua posizione, ma percepiva il movimento delle guardie che si avvicinavano per nasconderlo ulteriormente alla vista e le voci provenienti dall'altra parte della stiva. SentÃ¬ una delle guardie urtarlo con una gamba mentre arretrava verso di lui. ReagÃ¬ immediatamente.<br />
SferrÃ² un calcio alla gamba che lo stava sfiorando, piÃ¹ o meno all'altezza di quello che credeva fosse il ginocchio della guardia. Ebbe fortuna. Seguirono un soddisfacente crack, l'urlo dell'uomo e i tonfo dell'arma che cadeva a terra.<br />
PuntÃ² il ginocchio per sollevarsi di colpo in posizione seduta mentre il secondo uomo si curvava su di lui. Lo colpÃ¬ gettandolo a terra e fece leva sulle gambe per alzarsi in piedi. Aveva ancora le mani legate dietro la schiena e l'hypo con lo stimolante stretto tra le mani. CalciÃ² l'arma dell'uomo a terra per allontanarla da lui. Janet la afferrÃ² e fece fuoco, stordendo la guardia. Poi fu abbattuta a sua volta da un colpo di phaser.<br />
 <br />
Gli uomini si Samak si erano sparpagliati tra i profughi non appena varcata la soglia. La situazione sembrava tranquilla quanto il gigante gliel'aveva descritta, ma la vulcaniana ordinÃ² comunque un'ispezione. Se anche i vulcaniani hanno un istinto, il suo le diceva che tutta questa calma non quadrava. Gli addetti alla sicurezza si fecero largo tra i presenti. Il guardiamarina Felhn si diresse verso il fondo della stiva. Era a pochi metri quando udÃ¬ l'urlo. ScattÃ² nella sua direzione ma venne ostacolato da un uomo che gli si gettÃ² addosso col chiaro intento di fermarlo. La stiva esplose di urla. Si liberÃ² in tempo per vedere la giovane donna di colore sparare ad un uomo a terra.<br />
 <br />
Samak non si era aspettata uno scontro aperto, ma era comunque preparata ad affrontarlo. Non ci volle molto perchÃ© le sue squadre riducessero all'impotenza gli aggressori. Si chinÃ² a sentire il polso dell'uomo che, dietro ordine di Volkoff, era rientrato con lei nella stiva e l'aveva aggredita allo scoppio dello scontro. Sapeva di non averlo colpito tanto forte da ucciderlo. Si trattava di puro puntiglio.<br />
Le grida di Felhn l'avevano attirata in fondo alla stiva. Due uomini a terra, uno dei quali si teneva la gambe e urlava, una giovane donna di colore svenuta accanto ad un'arma phaser, il guardiamarina con la sua arma ancora puntata.<br />
E lÃ¬ di fronte a lei, un altro Volkoff, le mani legate dietro la schiena, indosso un'uniforme non d'ordinanza. Samak puntÃ² il phaser verso il gigante, mentre questo lasciava cadere un hypospray sul pavimento. Quindi si sfiorÃ² il comunicatore.<br />
 <br />
<br /><b>USS Baffin - Corridoio - 31 marzo 2393 - Ore 8.53</b><br /><br />
Fu una questione di minuti.<br />
Timeran e Appel procedevano lungo il corridoio a passo rapido, discutendo delle condizioni dei sopravvissuti. Quando Volkoff svoltÃ² l'angolo di fronte a loro, Appel stava parlando alla collega e non se ne accorse. Timeran invece lo vide. Sorrise.<br />
La prima cosa che aveva pensato incontrando quell'uomo era stata che, essendo cinquanta centimetri piÃ¹ alto di lei, per guardarlo negli occhi avrebbe dovuto salire in piedi su una sedia. D'altra parte se mai, in quanto capo della sicurezza, avesse dovuto trasportarla di peso da qualche parte non avrebbe avuto problemi. In un certo modo la cosa la faceva sentire meglio. C'era sempre un che di rassicurante in lui e nei suoi modi, nonostante il suo enorme aspetto.<br />
Ma non questa volta.<br />
Timeran aggrottÃ² le sopracciglia. Si fermÃ².<br />
Appel si voltÃ².<br />
 <br />
"Tenente Volkoff, buongiorno..."<br />
 <br />
Il gigante non rispose. Al suo posto la voce di Samak uscÃ¬ dagli altoparlanti.<br />
 <br />
=^=Allarme intruso! Volkoff deve essere fermato!=^=<br />
 <br />
Il sorriso sul volto di Appel svanÃ¬, in perfetta corrispondenza con quello del gigante.<br />
Timeran rimase ferma dov'Ã¨ra. Una voce gridÃ² dal fondo del corridoio.<br />
Volkoff estrasse un phaser. SparÃ² ad Appel.<br />
Poi afferrÃ² Timeran e le puntÃ² l'arma alla tempia.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <pubDate>Tue, 11 Nov 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-15 PendolaritÃ </title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=15</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br /><br /><b>USS Baffin - Corridoio - 31 marzo 2393 - Ore 8.54</b><br /><br />
Ci sono  momenti che sembrano eterni. Come se la mente, per poterli comprendere, sentisse la necessitÃ  di svolgerli con lentezza, uno dietro l'altro. L'urlo degli allarmi, il nido scuro che si apriva nel petto di Appel, la smorfia di dolore che si stemperava nel buio degli occhi del collega, il suo corpo che cadeva all'indietro urtando la paratia e poi scivolava a terra. E davanti la bocca del faser che si spostava per puntare contro di lei. Tutto questo si srotolÃ² di fronte agli occhi della trill, attimo dopo attimo, come una sequenza di immagini scolpite su una parete.<br />
L'uomo l'afferrÃ² per un braccio e la costrinse ad avvicinarsi abbastanza da sibilarle all'orecchio:<br />
"Non credere di potermi incantare, donna - disse - Ho avuto accesso alle specifiche di questa nave abbastanza da conoscerne le specifiche tecniche. So dov'Ã¨ l'hangar navette e tu mi ci accompagnerai"<br />
Timeran ritrovÃ² la voce:<br />
"L'allarme ormai Ã¨ stato dato - replicÃ² - Le squadre di sicurezza staranno arrivando. Non riuscirai mai ad allontanarti dalla nave. E poi, dove vorresti andare? La nebulosa..."<br />
Il braccio dell'uomo le si avvolse attorno al collo:<br />
"Alle squadre di sicurezza, ci penserai tu, piccola..."<br />
<br /><b>USS Baffin - Corridoio - 31 marzo 2393 - Ore 8.56</b><br /><br />
Il corridoio sapeva di polvere bruciata. Qualcuno aveva sparato,  non occorreva il rumore ossessivo dell'allarme faser per saperlo. Gli uomini della sicurezza avanzarono lungo le pareti, con le armi spianate verso il corridoio. L'uomo piÃ¹ avanti sporse uno specchietto oltre l'angolo, lanciÃ² un'occhiata all'indietro, per incrociare lo sguardo del capo squadra.<br />
Il capo gli fece cenno di avanzare. L'uomo si slanciÃ² oltre l'angolo, saettando il fucile a scatti:<br />
"Libero! - proclamÃ² - Uomo a terra!"<br />
La squadra si fece avanti. Samak li raggiunse, superando l'angolo a grandi passi. Il consigliere Appel era accasciato, con la schiena a metÃ  appoggiata ad una paratia. Sul petto, la divisa mostrava la caratteristica bruciatura di un faser. Samak con un gesto, ordinÃ² di spegnere l'allarme faser, quindi scavalcÃ² il corpo e si chinÃ² per andare a poggiare due dita sulla carotide dell'umano.<br />
"E' vivo?" - domandÃ² il comandante Volkoff, avvicinandosi.<br />
"E' vivo" - confermÃ² la donna, quindi premette il pulsante del comunicatore per chiamare il teletrasporto di emergenza. GuardÃ² sparire il corpo di Appel, prima di rivolgersi al russo:<br />
"Lei non dovrebbe essere qui, comandante - disse la donna, rialzandosi da terra - L'uomo che stiamo cercando Ã¨ identico a lei. Il fatto di non potervi distinguere Ã¨ uno svantaggio tattico per i nostri uomini"<br />
"Lo so - replicÃ² il capo sicurezza - Ma io voglio essere lÃ¬ pronto a dare all'altro me stesso un po' della stessa medicina che lui ha servito a me, quando lo prenderemo!" - alzÃ² una mano, a bloccare il dissenso dell'altra: "...E non mi dica che il mio atteggiamento Ã¨ illogico, perchÃ© anche questo lo so da me."<br />
Samak perÃ² non lo stava guardando. La donna si chinÃ² di nuovo a terra e raccolse un oggetto dorato:<br />
"Non Ã¨ il comunicatore di Appel - notÃ² lei  - Lo aveva ancora indosso quando lo abbiamo trovato"<br />
"Potrebbe essere il mio - opinÃ² Volkoff - Me lo ha preso quando lui e quegli altri mi hanno aggredito. Quando si Ã¨ sentito scoperto, lo ha buttato per non essere rintracciato"<br />
"Signore - uno degli uomini della sicurezza lo chiamÃ².<br />
"Che c'Ã¨, Will?"<br />
"Qui c'Ã¨ un altro comunicatore" - l'uomo raccolse un secondo apparecchio per terra e lo porse al capo sicurezza.<br />
Volkoff lo afferrÃ² e lo premette:<br />
"Volkoff a capo ingegnere" - chiamÃ².<br />
=^= Qui Brown =^= rispose quasi immediatamente la voce del capo ingegnere.<br />
"PuÃ² analizzare il segnale da cui la sto chiamando?"<br />
=^= Certo. Solo un secondo... =^=  la voce sparÃ¬. Nel microfono del comunicatore si avvertÃ¬ il suono di apertura di una porta. Volkoff udÃ¬ Brown dire a qualcuno di lasciargli la postazione, quindi percepÃ¬ la sequenza di login in un terminale.<br />
=^= Comandante, perchÃ© mi sta chiamando con il comunicatore del consigliere Bhreel? Il suo comunicatore ha esaurito la batteria? =^=<br />
"No. Lo abbiamo trovato a terra dove Ã¨ stato aggredito il consigliere Appel."<br />
Ci fu una pausa:<br />
=^= Quell'uomo ha preso Timeran Bhreel in ostaggio? =^=  domandÃ² infine Brown.<br />
Volkoff guardÃ² verso Samak, che aveva estratto il proprio tricorder. La donna accennÃ² allo strumento:<br />
"Ci sono tracce del passaggio recente di una trill in questo corridoio. PuÃ² non voler dire niente"<br />
Volkoff si rivolse di nuovo al comunicatore:<br />
"Pensiamo di sÃ¬"<br />
=^= Se Ã¨ cosÃ¬, possiamo isolare la sua traccia anche senza il comunicatore -  disse Brown - Non ci sono molti trill congiunti nell'equipaggio e Timeran Bhreel Ã¨ la sola di sesso femminile. Basta settare il sensore interno... Ecco. La sua traccia si sta muovendo ai ponti inferiori. Insieme alla traccia della trill, c'Ã¨ la traccia di un umano...  Sembra che siano diretti all'hangar navette.  =^=<br />
"Molto bene, ci dirigiamo lÃ¬" - esclamÃ² il russo.<br />
=^= Non vedo perchÃ© - ribattÃ© Brown - Mi trovo in sala teletrasporto 2 in questo momento. Da qui sono in grado di isolare la loro traccia. Sono troppo vicini per fare un trasporto singolo, ma posso teletrasportarli insieme. Anche direttamente in cella, se necessario: poi basterebbe tirare fuori la sola consigliera per risolvere la situazione. =^=<br />
"Negativo - rispose Volkoff -  Il sospetto ha un faser ed ha dimostrato di volerlo usare. Se si accorgesse di essere nel raggio di un teletrasporto potrebbe sparare all'ostaggio, ucciderla, prima di riuscire a completare il trasporto. Dobbiamo essere lÃ¬ a distrarlo ed a staccarlo da lei prima di trasportarlo in cella"<br />
=^= Sicuro? Potrei... =^=<br />
"Si, sono sicuro - troncÃ² lui - Brown, tenga costantemente quelle due tracce sotto controllo. Noi ci muoviamo verso l'hangar navette. Mi segnali subito se ci sono novitÃ  nei movimenti del sospetto."<br />
=^= Intesi =^=<br />
Volkoff fece un cenno circolare per raccogliere intorno a sÃ© gli uomini della sicurezza e Samak, quindi corse verso la sezione.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala teletrasporto 2 - 31 marzo 2393 - Ore 8.59</b><br /><br />
Sullo schermo, le tracce degli uomini erano dei piccoli punti luminosi sulle linee rette dei corridoi. I due punti accoppiati stavano procedendo verso l'hangar navette, come aveva detto a Volkoff. Il punto che rappresentava Timeran era quasi indistinguibile da quello che era il umano, tanto procedevano appaiati. Brown poteva quasi vedere l'umano tenere un braccio attorno alla gola o alla vita della giovane donna, mentre la trascinava via. Lo schermo riportava anche tracce che si allontanavano, brillando e poi spegnendosi ai margini della zona selezionata. I tecnici erano stati allertati ed avevano ricevuto l'ordine di togliersi dalla possibile scena di una sparatoria.<br />
La zona inquadrata dallo schermo gli ricordava gli schemi degli antichi videogiochi che aveva visto da bambino a lezione di storia, con lo schermo nero colorato da simboli semoventi, lontanissimi dalle olografie cui era abituato. Quel gioco assomigliava al labirinto di un gruppo di topi da esperimento, con le prede da una parte, separate da alcune paratie dai segnali della squadra dei cacciatori che erano apparsi da un lato. I cacciatori si muovevano rapidi, senza fermarsi, scivolando uno dietro l'altro, lungo i lati dei passaggi, mentre le prede avanzavano piÃ¹ lentamente, quasi con circospezione. Timeran ed il sospetto erano adesso arrivati di fronte alla porta dell'hangar navette. Brown rimpianse di non poterli teletrasportare. Sotto le sue dita c'erano i comandi. Li aveva tenuti costantemente pronti e bloccati sulle due tracce fin dal momento in cui li aveva individuati. Sarebbe bastato un niente, pensÃ² Brown: che il sospetto allontanasse Timeran per un solo secondo, e lo avrebbe preso senza colpo ferire. Senza bisogno di alcuna squadra di sicurezza.<br />
*Ed invece, eccoli lÃ  * - pensÃ². I topi erano nel labirinto, gli uni diretti verso gli altri, separati ormai solo da una paratia. Il umano aveva aperto la porta dell'hangar navette - o Timeran lo aveva fatto per lui. IndividuÃ² le masse delle navette alloggiate. Se avesse potuto accendere le olocamere dell'hangar avrebbe potuto anche vederli, ma per farlo avrebbe dovuto dirottare su quella consolle i comandi dalla sala ingegneria e per questo il computer avrebbe avuto bisogno di lasciare per qualche istante il lock delle tracce sul terminale teletrasporto. Non poteva permetterselo. Doveva guardare le spalle alla squadra di sicurezza.<br />
Gli uomini della sicurezza erano arrivati a loro volta di fronte alla porta dell'hangar navette. Il rumore dell'apertura della porta avrebbe messo in allarme il sospetto, pensÃ² Alan allarmato.<br />
Le sue dita vibrarono nell'incertezza sopra la levetta dei comandi del teletrasporto. Cosa poteva fare?<br />
Le luci brillarono entrando di botto e diffondendosi all'interno dell'hangar navette. L'allarme  di energia a bordo ricominciÃ² a squillare, facendogli stringere la mascella. Poteva voler dire solo una cosa, che che gli uomini avevano fatto irruzione sparando.<br />
I punti luminosi si confondevano, disperdendosi per attaccare da piÃ¹ lati. Sulla consolle si accese una luce rossa. La temperatura nel luogo di destinazione del trasporto si stava surriscaldando per i colpi dei faser. Presto sarebbe stata troppo alta per molte delle razze a bordo. Trill compresi.<br />
Le tracce di Timeran e dell'umano si erano tuffate - sempre appaiate, sempre maledettamente appaiate! - dietro la massa di una navetta. Era abile, dannazione. Il tritanio della navetta non avrebbe lasciato passare i colpi dei faser, mentre il supporto vitale faticava a ristabilire la temperatura in locale. Uno dei punti luminosi aggirÃ² la postazione, tenendosi protetto dietro un'altra navetta. L'uomo dovette accorgersene perchÃ© si spostÃ² rapidamente, mentre la trill approfittava della diversione per scomparire all'interno della massa di tritanio.<br />
*Ecco!Adesso! * pensÃ². Le dita di Brown si curvarono appena. Il teletrasporto iniziÃ² a vibrare. I compensatori di Heisemberg esaminarono ogni molecola in fase, selezionando e eliminando l'energia dell'arma carica. L'umano iniziÃ² a comparire sulla pedana. Brown sorrise, allentando la presa sui connettori, quindi ci ripensÃ². La pedana continuÃ² a vibrare, allargando la propria luminescenza.<br />
=^= Volkoff a comandante Brown - la voce del capo sicurezza risuonÃ² nel comunicatore - Ha preso il sospetto? Lo ha spedito in cella? =^=<br />
"No. In questo momento lo sto tenendo in sospeso in un ciclo di diagnostica. Sto aspettando i suoi, tenente, per tirarlo fuori dal teletrasporto. Timeran?"<br />
=^= Sta bene. Neanche un graffio, a quello che vedo, ma la farÃ² accompagnare in infermeria per sicurezza. Comunque, fra un minuto saremo lÃ¬. =^=<br />
"Potrebbe prima far spegnere l'allarme faser? Non posso farlo da questa postazione, e mi sta rompendo i timpani!"<br />
Si udÃ¬ una risata:<br />
=^= Si anche a me... non i timpani, perÃ²! =^=<br />
Il suono della sirena cessÃ². Qualcosa perÃ² attirÃ² la sua attenzione. Il teletrasporto stava emettendo uno strano rumore - qualcosa che non aveva mai sentito, come una nota acida in chiave di violino, di cui non si era accorto prima a causa del suono soverchiante dell'allarme. ChinÃ² di nuovo lo sguardo alla consolle, verificando rapidamente il ciclo di diagnostica.<br />
Il segnale stava degradando.<br />
Mormorando una interiezione, le sue dita corsero di nuovo alle leve dei comandi. La luminescenza aumentÃ² con il rumore. Il corpo dell'uomo si consolidÃ² fino ad apparire completamente.<br />
Brown riconobbe Volkoff - un altro Volkoff, non aveva bisogno di esaminare la sua firma quantica per sapere che non era la stessa persona con la quale aveva parlato al comunicatore pochi istanti prima. Aveva ancora in mano il faser, che puntÃ² inutilmente verso di loro premendo piÃ¹ volte a vuoto il contatto.  Brown estrasse a sua volta il proprio faser, che puntÃ² verso il russo:<br />
"Lascia andare l'arma!" - intimÃ².<br />
Il braccio dell'uomo ricadde sul fianco, mentre l'arma finiva a terra. Brown fissÃ² dritto negli occhi del russo. L'uomo sapeva di essere stato sconfitto, pensÃ² l'ingegnere sorridendo tra sÃ©, ma il sorriso gli si spense sulle labbra notando che un fiotto di sangue gli stava colando dall'angolo della bocca. TossÃ¬. TornÃ² a guardarlo negli occhi, in cui iniziarono a comparire piccole macchie scure di sangue. Il russo fece un passo esitante sulla pedana, quindi cadde a terra, rovinando sulle scalette.<br />
Brown aggirÃ² la postazione, accorrendo al corpo dell'uomo, lo rovesciÃ² sulla schiena, cercando di rianimarlo. Si rese conto a malapena che alle sue spalle si stava aprendo la porta della sala, e che Volkoff - il loro Volkoff - era arrivato appena in tempo per veder morire l'altro sÃ©.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Infermeria - 31 marzo 2393 - Ore 10.50</b><br /><br />
"Questo... E' incredibile" - disse il dottor Maurian. Luz Fuentes, che osservava da sopra la sua spalla gli stessi risultati delle analisi sul corpo dell'altro Volkoff non fece commenti, ma era evidente come fosse d'accordo con il collega. Di fronte a loro, in piedi, il loro capo sicurezza li guardava con impazienza crescente. Era giÃ  stato abbastanza difficile assistere alla morte dell'altro, ed il fatto di non sapere che cosa ne avesse causato la morte lo innervosiva. Non c'era niente di naturale nella situazione in cui si trovavano, e la presenza a bordo di persone provenienti da un universo parallelo - compagni dell'uomo che lo aveva aggredito - non aiutava il suo sistema nervoso. Certo, la prima cosa che aveva fatto era stata assicurare loro un letto nelle solide celle della nave, ma voleva essere certo che nessuno di loro fosse sfuggito alla cattura. Ma come essere sicuro, se il DNA degli altri era assolutamente identico al loro?<br />
"Che cosa Ã¨ incredibile?" - si decise a domandare.<br />
"Quest'uomo..."<br />
"Lo so, Ã¨ identico a me. Non Ã¨ la prima volta che dei Federali incontrano persone provenienti da un universo parallelo, no? Ed abbiamo anche la sfasatura temporale che puÃ² produrre dei duplicati. Non ne siete al corrente?"<br />
"Naturalmente - disse Luz Fuentes - Come tutti. E' abbastanza noto nella letteratura medica che persone provenienti da universi paralleli hanno una differente firma quantica. Quest'uomo - e tutti i membri dell'equipaggio della Curie che abbiamo recuperato teletrasportandoli prima della fine di quella nave - hanno la stessa firma quantica, che Ã¨ diversa dalla nostra."<br />
"Ce lo aspettavamo" - aggiunse AndrÃ© Maurian.<br />
"Se ve lo aspettavate, cosa c'Ã¨ allora di strano?" -<br />
"Le molecole di quest'uomo si trovano solo parzialmente all'interno del nostro universo" - rispose Maurian.<br />
"Come?"<br />
"Ah, sul come sia possibile, Ã¨ qualcosa di cui davvero non ho idea" - scosse la testa Luz - Le sue molecole sembrano oscillare continuamente fra un universo e l'altro... "<br />
"E' molto probabile che sia questa la causa della morte - disse Maurian - Tecnicamente, Ã¨ morto per emorragia interna. Lo stress cui sono state sottoposte le sue molecole ha finito con il produrre una devastazione negli organi interni... Ma mi domando che cosa possa aver innescato questo tipo di reazione"<br />
"Credo che sarÃ  necessario chiedere al capo ingegnere un controllo approfondito dei compensatori di Heisemberg del teletrasporto" - disse la dottoressa Fuentes.<br />
"Anche altre persone sono state teletrasportate, di recente - obiettÃ² Volkoff - Un problema al teletrasporto non riguarderebbe anche gli altri?"<br />
"Forse. E' probabile. Ma quell'uomo - Maurian segnÃ² con il pollice verso il bioletto che conteneva il cadavere - E' stato preso con il teletrasporto da una nave che si trovava in una situazione compromessa. E' probabile che tutte le parti della Curie stessero in realtÃ  oscillando tra piÃ¹ tempi e tra piÃ¹ universi, per l'influenza di quell'enorme motore a curvatura che abbiamo visto nella nebulosa"<br />
"Un ulteriore teletrasporto potrebbe aver causato una nuova oscillazione tra gli universi. Non piÃ¹ di intere parti di una nave o interi uomini, ma a livello molecolare"<br />
"Questo significa che non potremo piÃ¹ adoperare il teletrasporto" - concluse Volkoff.<br />
"Non finchÃ© ci troveremo in prossimitÃ  di quel motore a curvatura" - confermÃ² Luz Fuentes.]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <pubDate>Tue, 09 Dec 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>03-16 Come se niente fosse</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=2&amp;viewlog=16</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Plancia - 2 aprile 2393 - Ore 10.00</b><br /><br />
=^=Qui Suri, tutti i sistemi operativi. L'Agamennone comunica di essere pronta con il worm-hole temporale.=^=<br />
"E' sicura che sia la scelta migliore? L'incognita Ã¨ sempre presente" comunicÃ² criptica Enizia sapendo che la sua controparte avrebbe capito che parlava dei borg.<br />
=^=Sono d'accordo, ma non vedo altre soluzioni. L'esperimento deve essere fermato prima che succeda qualcosa di ben peggiore.=^=<br />
Enizia sospirÃ². Lo sapeva anche lei che per fermare quell'esperimento dovevano affidarsi ai borg. Nessuno di loro aveva avuto nÃ¨ un'idea migliore nÃ¨ un modo per scoprire veramente cosa si celasse dietro quella fantomatica nave temporale.<br />
"Comunicate all'Agamennone che siamo pronti."<br />
 <br />
Dalla nave borg scaturÃ¬ un vivido raggio azzurro che sembrÃ² impattare contro una superficie invisibile creando dal nulla un enorme cerchio di luce. La Curie, grande come una formica in confronto alla spropositata apertura, che in condizioni normali doveva evidentemente accogliere il mostruoso cubo, fu inghiottita e scomparve nel nulla.<br />
 <br />
"L'Agamennone conferma il dislocamento temporale, la Curie adesso si trova nello stesso luogo in data astrale 70239.94!"<br />
"Il giorno prima che noi trovassimo la nebulosa?" commento Enizia.<br />
"Esatto il nostro primo contatto Ã¨ stato in data astrale 70242.15" confermÃ² Sorin dalla sua postazione scientifica.<br />
"Il Capitano Lumex sta chiamando."<br />
"Sullo schermo!" ordinÃ² l'andoriana<br />
=^=Capitano noi siamo pronti a spostarci nel futuro. Vi auguro buona fortuna.=^=<br />
"Anche a voi..." commentÃ² il Capitano della Baffin facendo trasparire volontariamente la sua diffidenza.<br />
Il Capitano della nave temporale sorrise divertito e le fece uno sfacciato occhiolino poi scomparve dallo schermo.<br />
"Non mi fido nemmeno un po'..." commentÃ² Volkoff <br />
"Siamo in due." replicÃ² concisa il suo capitano.<br />
 <br />
<br /><b>Nave temporale Agamennone - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Non si fidano molto di noi..." commentÃ² il Comandante Taylor, primo ufficiale dell'Agamennone, dopo che il suo capitano ebbe chiuso la comunicazione.<br />
"Se sapessero da quale universo proveniamo si fiderebbero anche meno. E poi non hanno avuto dei buoni rapporti con la vostra razza in questo universo, ma ne hanno abbastanza da fare quello che gli diciamo." rispose Lumex appoggiando la testa all'indietro e contemplando il soffitto.<br />
"Non dia la colpa a me! Non potevamo semplicemente dire la veritÃ ?"<br />
"Sai benissimo che se avessimo detto qualcosa del Cortex ci avrebbero mangiati vivi quelli della commissione temporale e poi ci siamo fatti fregare il congegno come degli allocchi proprio dalle loro controparti... sai che figura! E comunque non Ã¨ bene che loro conoscano il futuro."<br />
"Come se questo l'avesse mai fermata..." sospirÃ² il borg con sarcasmo beccandosi un'occhiataccia dal suo capitano.<br />
"Tu quoque, Brute, fili mi!" borbottÃ² lui di rimando "Fai partire questa bagnarola piuttosto, dobbiamo comunque sistemare questa follia nel futuro e sperare che i nostri 'amici' non facciano di testa loro."<br />
"Chi Enizia? Sicuramente farebbe di testa sua se anche fosse solo la metÃ  dell'Enizia del nostro universo... per quello abbiamo mandato Suri nel passato, chissÃ  cosa avrebbe conbinato quell'andoriana." i due sospirarono all'unisono.<br />
"Signor Orphen pronti per il salto?" chiese Taylor al navigatore temporale.<br />
"Tutto pronto, coordinate temporali inserite!" rispose prontamente il benzita.<br />
 <br />
Alcuni attimi dopo la 'bagnarola' sparÃ¬ come se venisse ingiottita da se stessa.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia - 29 marzo 2393 - Ore 13.52</b><br /><br />
"Signore le telemetrie confermano, data astrale 70239.94!" confermÃ² Tynan su richiesta del Capitano Suri<br />
"Letture dei sensori?"<br />
"Ancora nessun evento e nessuna nave." rispose Jenkins dalla console tattica<br />
"Aspettiamo..."<br />
 <br />
Un'ora dopo, l'evento previsto si palesÃ² in tutta la sua terribile maestositÃ . Non fu un graduale aumentare di valori energetici o una serie di lampi di luce. Semplicemente la nebulosa apparve come se fosse stata sempre presente.<br />
 <br />
"Ci siamo. Cinque ore all'arrivo dei Kazon!" avvertÃ¬ Tynan riferendosi alle navi distrutte che aveva trovato al loro arrivo.<br />
"Sono cosciente delle tempistiche signor Tynan... signor Hwang ci porti dentro!"<br />
La giovane coreana guardÃ² per un attimo timorosa l'enorme nube tempestosa e poi azionÃ² i comandi della sua console. La Curie scivolÃ² all'interno senza incontrare nessun tipo di resistenza, i legami energetici ancora non si erano formati e la Curie potÃ¨ muoversi liberamente immergendosi nel pulviscolo spaziale.<br />
<br />
<br /><b>Universo Specchio - USS Curie - Alcune ore prima</b><br /><br />
"Quanto dista ancora quel maledetto pianeta?" sbraitÃ² Volkoff all'indirizzo della piccola timoniera coreana che si rattrappÃ¬ nella sua postazione per il terrore di essere assalita.<br />
"Stia zitto Volkoff, le ricordo che Ã¨ colpa sua se fa Baffin ci da la caccia. Da quando ha ucciso la Jenkins ci ha creato solo problemi!" borbottÃ² la Fuentes semi sdraiata sensualmente sul divanetto che fungeva da poltrona del capitano. Accanto a lei Timeran ridacchiÃ².<br />
"Donna bada alla lingua..." ringhiÃ² il russo.<br />
"Bada alla tua..." la voce del capitano Tynan era glaciale mentre appoggiava, con fare possessivo, le mani sulle spalle delle sue due concubine sdraiate accanto a lui. Il trill non degnÃ² piÃ¹ attenzione al suo capo della sicurezza e tornÃ² a guardare lo schermo. <br />
Da quando aveva ucciso il Capitano Suri per avere il comando della Curie le cose erano peggiorate invece che migliorare. Prima di tutto il Capitano Enizia della Baffin aveva giurato vendetta per l'uccisione della sua amante e la defezione del suo capo della sicurezza nonchÃ¨, e forse soprattutto, per il furto del congegno chiamato Cortex. Da quel momento era stata una caccia continua che durava ormai da giorni.<br />
Il voltafaccia di Volkoff, che aveva ucciso il suo precedente capo della sicurezza, era stata una manna dal cielo, si era visto consegnare un vero tesoro, come pegno di pace, in cambio di asilo. Ancora non capiva perchÃ¨ quel cavernicolo russo l'avesse rubato ma lui avrebbe sfruttato molto di piÃ¹ il suo potenziale che quella puttana andoriana.<br />
"Vizzini!" chiamÃ² Tynan attraverso il comunicatore interno.<br />
=^=Signore?=^=<br />
"Quanto manca all'ammasso di Mate?"<br />
=^=Ancora un'ora. Non possiamo andare piÃ¹ veloci di cosÃ¬ altrimenti quel trabiccolo ci scoppia in faccia. E' sicuro che non ci troveranno?=^=<br />
"Ho provveduto io stesso a trovare la schermatura, la nave temporale alla quale l'abbiamo rubato non ci troverÃ  tanto facilmente... o dubiti di me?"<br />
=^=Assolutamente no signore!=^=<br />
"Volkoff vai a controllare la schermatura, voglio che tieni d'occhio il Cortex finchÃ¨ non siamo a destinazione!"<br />
Il russo grugnÃ¬ infastidito ma si affrettÃ² ad eseguire l'ordine.<br />
"Vado con lui, voglio controllare che quelle radiazioni non ci rendano tutti calvi. Te lo immagini Volkoff completamente calvo?" esclamÃ² la Fuentes alzandosi e stiracchiandosi come una gatta.<br />
"Vedete di non ammazzarvi a vicenda..." le borbottÃ² il trill distrattamente senza togliere gli occhi dallo schermo.<br />
 <br />
I due entrarono nel turbo ascensore e non appena le porte si chiusero Volkoff con un ringhio l'afferrÃ² per la gola. Come per magia nella mano della dottoressa apparve un pugnale che si posizionÃ² sulla carotide dell'energumeno. <br />
I due si guardarono per alcuni momenti come indecisi su cosa fare poi la donna lo afferrÃ² per i capelli portandosi il volto barbuto dell'uomo al suo.<br />
Fu un bacio passionale e violento. Quando i due smisero Luz aveva in bocca il sangue del suo amante e Volkoff si asciugava la ferita al labbro dove lei l'aveva addentato.<br />
"Stronza..." borbottÃ² lui.<br />
"Falla poco lunga lo so che ti piace! Sai quello che devi fare vero?" disse lei rimettendo a posto il pugnale.<br />
"Si manometto la schermatura... ma come pensi che questo possa aiutarci a prendere il controllo della Curie e liberarci della Baffin?"<br />
"Quei tizi temporali faranno di tutto per riavere il loro congegno e se lo rivogliono intero faranno quello che vogliamo: liberarci di Tynan e della stronza blu!"<br />
"Cosa impedisce loro di prenderlo e basta?"<br />
"Vizzini ha minato per me quel coso, se non fanno quello che dico non avranno nulla!"<br />
"Vizzini? Quel pazzo? Ci farÃ  esplodere tutti!"<br />
"Adesso basta! Fai quello che ti ho detto altrimenti mi arrabbio... e sai che non Ã¨ il caso di farmi arrabbiare vero?"<br />
Volkoff deglutÃ¬ scuotendo la testa.<br />
 <br />
Le porte si aprirono in sala macchine, regno incontrastato del capo ingegnere. L'uomo se ne stava in una piccola camera posta al centro della sala macchine e da li coordinava tutti i lavori. La camera, pesantemente armata era il rifugio/ufficio/camera da letto del perfido Vizzini.<br />
Per quanto ne sapeva Luz quell'uomo non usciva mai di li, fuori dalla sua fortezza sarebbe stato ben presto preda dei suoi sottoposti che lo odiavano profondamente, li dentro invece era inattaccabile.<br />
O almeno era quello che lui pensava, prima che la dottoressa scoprisse un modo per avvelenarlo attraverso i condotti di areazione, con una tossina scoperta su una pianeta del quadrante delta e non rintracciabile dai sistemi di sicurezza della camera.<br />
Adesso Vizzini era in mano sua... se voleva sopravvivere doveva fare quello che diceva altrimenti lei non gli avrebbe somministrato l'antidoto che lo teneva in vita.<br />
"Tieni amico mio..." disse sorridendo depositando la fiala con l'antidoto nel cassetto che l'ingegnere usava per ricevere materiale dall'esterno, ma prima di chiudere il cassetto, per permettere all'uomo di prendere la fiala, chiese: "Hai fatto quello che ho chiesto?"<br />
Il piccolo siciliano fece scivolare un detonatore nel cassetto e ricevette in cambio l'antidoto che si affrettÃ² a bere.<br />
 <br />
La dottoressa guardÃ² Volkoff e gli fece un segnale... dopo alcuni minuti il russo la chiamÃ² fingendosi allarmato.<br />
"Luz? Qualcosa non va..." escalmÃ² Volkoff leggendo sul tricorder le strane letture provenienti dal manufatto.<br />
La Fuentes si avvicinÃ² usando il suo tricorder, le letture erano fuori scala: una strana influenza gravimetrica stava facendo impazzire gli strumenti e con essi il manufatto. Ottimo!<br />
"Fuentes a plancia!"<br />
=^=Qui Tynan cosa c'Ã¨?=^=<br />
"Il Cortex sta impazzendo, c'Ã¨ qualcosa che sta emettendo delle interferenze gravimetriche!"<br />
=^=Evacuate immediatamente la sala macchine! Voglio campi di contenimento di livello 10 in tutta l'area! Avete cinque secondi!=^=<br />
Tutti si precipitarono fuori, un attimo prima che le porte della sala motori si chiudessero ermeticamente Volkoff guardÃ² divertito Vizzini che batteva contro il vetro blindato della sua fortezza inespugnabile.<br />
 <br />
Tornati in plancia trovarono tutti in fermento. Il Capitano stava dando ordini con il suo solito tono glaciale. Il simbionte aveva ormai da tempo il completo controllo di Brennon e sembrava peggio di un vulcaniano. <br />
Luz riprese il suo posto accanto a lui e tornÃ² a distendersi con fare lascivo guardando Volkoff che schiumava di desiderio. Sorrise, tutto andava secondo i piani.<br />
 <br />
Ma le cose le si sarebbero rivoltate ben presto contro.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Plancia - 29 marzo 2393 - Ore 14.05</b><br /><br />
"Siamo a due minuti dal centro della nebulosa, le interferenze gravimetriche sono fuori scala. C'Ã¨ qualcosa lÃ  in mezzo." <br />
"Sullo schermo signor Jenkins!" ordinÃ² Suri all'indirizzo della donna.<br />
 <br />
Seppur disturbate, le immagini sullo schermo era inequivolcabili. Quella davanti a loro al centro della singolaritÃ  che si stava avviando a diventare il nucleo a curvatura che loro conoscevano c'era la Curie.<br />
"Non capisco..." CommentÃ² Pierce confuso.<br />
"Potrebbe essere una nostra immagine? Il nucleo dopotutto interferisce con lo spazio tempo!" chiese Timeran<br />
"Lo escludo" commentÃ² Tynan dalla sua console "La firma quantica Ã¨ come quella dei sopravvissuti al disastro. Quella Ã¨ la Curie dell'altro universo!"<br />
"Possibile che quelli della nave temporale non ne sapessero niente?" chiese il capo della sicurezza.<br />
"Si possibile..." commentÃ² il capitano "Quest'area potrebbe essere troppo compromessa dalle radiazioni temporali per essere letta dai loro strumenti."<br />
"Ma ne dubita vero?" terminÃ² per lei Pierce. Suri non rispose.<br />
"Quanto manca all'ora prestabilita?" Suri sapeva bene quanto mancava ma doveva essere perfetta.<br />
"76 secondi!" le confermÃ² Tynan "Siamo pronti!"<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 2 aprile 2393 - Ore 11.25</b><br /><br />
"Mancano 76 secondi al momento prestabilito..." avvertÃ¬ Sorin dalla postazione scientifica. Enizia non rispose, sapeva bene che il vulcaniano sarebbe stato perfetto e avrebbe scelto il momento giusto come Suri avrebbe fatto nel suo tempo... i borg erano un'incognita.<br />
L'attesa era stata snervante, il capitano della Baffin cercava di dare un senso alla sua diffidenza verso i borg del futuro. Non poteva certo dire che fosse impossibile che in un futuro lontano qualcosa potesse cambiare con i borg e di certo quelli non assomigliavano minimamente agli esseri senz'anima che conosceva lei, ma c'era qualcosa in loro che non la convinceva.<br />
"Signor Sorin, abbiamo delle letture quantiche della nave borg?"<br />
"No signore, gli scudi borg impedivano le letture."<br />
"Mmmh... Signor Volkoff ha preso per caso qualche souvenir dal cubo?" chiese sperando che il suo capo della sicurezza avesse avuto qualche iniziativa strana come suo solito.<br />
"Mi dispiace signore ma era tutto avvitato dove ci hanno portato." commentÃ² lui confermando che comunque c'aveva provato.<br />
"Abbiamo i naniti se la cosa puÃ² servire..." propose Thurax immaginando quello che il suo capitano volesse controllare.<br />
"Troppo tardi..." commentÃ² Sorin "Cinque secondi al lancio... tre... due..." per tutto il tempo del conto alla rovescia guardÃ² il suo capitano nel caso volesse dare un contr'ordine che non arrivÃ², alla fine Enizia sbuffÃ² lasciando perdere. Non poteva rischiare.<br />
 <br />
Il siluro caricato con i naniti partÃ¬ nello stesso istante sia dalla Baffin che dalla Curie. Il cubo borg nel futuro rimase inerte.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia di comando - 30 marzo 2393 ore 00:30 </b><br /><br />
(tratto dal brano iniziale)<br />
<br />
"Capitano in plancia!" Enizia non attese il consueto trillo che annunciava la sua presenza agli ufficiali per uscire dalle porte del turboascensore.<br />
Il capitano della Baffin avanzÃ² lanciando un'occhiata circolare al ponte. In apparenza, non c'era niente che non andasse. Gli ufficiali di turno erano tutti ai loro posti, esattamente dove li aveva lasciati un paio d'ore prima. Nell'ultima settimana, tutto quello che aveva potuto segnalare sul suo diario di bordo erano le registrazioni della cartografia stellare. Nessuna traccia di navi Kazon. Nessuna traccia della presenza di navi di qualunque genere. La navigazione procedeva talmente tranquilla da essere caduta in una sorta di torpore. Che cosa poteva essere successo di nuovo, in quelle due ore?<br />
Il comandante Thurax si alzÃ² dalla poltrona centrale per rivolgersi al capitano: "Come mai da queste parti? La pensavo ormai nel mondo dei sogni."<br />
"Non stavo dormendo" mentÃ¬ Enizia. In realtÃ , si era addormentata quasi subito, sfinita dalla noia della giornata precedente ma qualcosa l'aveva riportata al suo posto, qualcosa che non sapeva spiegare. "Niente da segnalare?"<br />
"No Capitano... una noia mortale." sbuffÃ² il suo numero uno.<br />
"Ho come la sensazione che sia un bene..." commentÃ² enigmatica uscendo di nuovo dalla plancia.<br />
<br />
<br /><b>Nave temporale Agamennone - Plancia di comando - Nello stesso momento</b><br /><br />
"Come andiamo?" chiese Lumex stiracchiandosi sulla poltrona.<br />
"Le linee temporali sono tornate al loro posto. I naniti hanno fatto il loro lavoro incanalando l'energia temporale direttamente nel futuro come previsto. E cosÃ¬ abbiamo potuto recuperare il Cortex."<br />
"E la Curie del nostro universo?"<br />
"Sono scappati quando l'altra Curie ha lanciato il suo siluro liberandoli dalla nebulosa."<br />
"Bene.."<br />
"Come bene? Quelli sono una spina nel fianco!"<br />
"La morte che li aspettava non l'augurerei a nessuno. Ed Enizia?"<br />
"Quale?"<br />
"La nostra!"<br />
"Gli sta dando ancora la caccia!"<br />
"Ecco ci penserÃ  lei a levarceli di torno... e questa Enizia?" Lumex guardÃ² nel monitor dove le due navi federali procedevano in tutta calma all'oscuro del cubo borg invisibile non molto lontano da loro.<br />
"Loro sembrano aver dimenticato tutto. E' gente in gamba..."<br />
"GiÃ , speriamo che il nostro prossimo incontro vada un po' meglio..."<br />
"Magari evitiamo di apparire con l'intera nave..."<br />
"Non ci potevano dare una sovereign invece di questa bagnarola?"<br />
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La coversazione fra i due andÃ² avanti per molto mentre, sullo schermo, le due navi federali scivolavano via verso il futuro.]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <pubDate>Tue, 09 Dec 2014 08:00:00 +0100</pubDate>
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