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        <title>USS PYTHEAS - Missione 02</title>
        <description>I diari di bordo della USS PYTHEAS</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas</link>
        <lastBuildDate>Mon, 06 Apr 2026 13:18:50 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS PYTHEAS</title>
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            <title>02-01 Voci</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Alloggi Sottoufficiali - 21 marzo 2393 - Ore 22:15</b><br /><br />
Il Guardiamarina Maria Gerrico, stava riordinando l'alloggio che divideva con una parigrado della Sezione Scientifica, dopo che aveva prestato il suo a una famiglia Kazon, vittima della Custode Ocampa e cui avevano offerto un passaggio a casa, cosÃ¬ come a tanti altri cui era toccata la medesima sorte.<br />
Fortunatamente una nave ammiraglia Kazon aveva intercettato il messaggio, che le navi della Federazione avevano inviato per chiedere il permesso di transito nel loro spazio allo scopo di ricondurre i profughi a casa: tra due giorni si sarebbe svolto un rendez-vous e un buon numero di ospiti avrebbe lasciato la Baffin. Finalmente la giovane addetta al teletrasporto avrebbe potuto riappropriarsi dei suoi spazi, anche se le sarebbe mancata la compagnia di Jules, con cui era entrata in grande confidenza. Stava infilando nella sacca una cornice che racchiudeva l'immagine della sua famiglia e che guardÃ² con dolore, temendo di non riuscire piÃ¹ a rivederli, quando sentÃ¬ una voce, piÃ¹ simile a un sussurro alle sue spalle.<br />
"Jules? Sei tu?"<br />
Si girÃ² con un sorriso pensando di vedere la sua compagna di stanza, ma il sorriso si gelÃ² sul volto, perchÃ© nessuno era entrato.<br />
"Ehi ma cosa succede?" disse tra sÃ© guardandosi intorno, sicura del fatto che qualcuno l'avesse chiamata. Non trovando tracce pensÃ² d'essersi fatta giocare dalla sua immaginazione e si rimise a fare il bagaglio.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Alloggio della Dottoressa Fuentes - Contemporaneamente</b><br /><br />
La piccola festa organizzata da Luz nel suo alloggio per il compleanno del Comandante Pierce, con cui conviveva da quando erano saliti a bordi i profughi da Ocampa, stava riuscendo perfettamente.<br />
Avevano invitato gli Ufficiali superiori delle due navi e, contrariamente alle loro attese anche i vulcaniani erano presenti.<br />
Appel si avvicinÃ² a Fuentes con un piatto stracarico di cibo nella mano destra e un bicchiere di vino nella sinistra.<br />
"Luz, mia cara, stasera ti sei superata: questa paella Ã¨ <em>eccezionale</em>! Ma d'altronde devo ancora assaggiare qualcosa fatto da te che non lo sia."<br />
"Grazie Louis; tu e Piotr siete gli ospiti che mi danno sempre la maggior soddisfazione: Ã¨ un piacere cucinare per voi."<br />
Timeran si avvicinÃ², la prese per un braccio e la guidÃ² in un angolo un po' in disparte della stanza e le sussurrÃ² "Allora siete decisi a dirlo stasera?"<br />
"Certo, credo sia il momento migliore: sono presenti sia Suri che Enizia e buona parte degli Ufficiali. Almeno non dovremo ripeterlo all'infinito."<br />
"Sei nervosa? Scusa non Ã¨ il Consigliere che te lo chiede, ma l'amica!"<br />
Luz le fece sentire la mano insolitamente gelida.<br />
"Come un'adolescente al primo appuntamento."<br />
Si diresse quindi verso Tommy, gli disse qualcosa all'orecchio e poi fu il Primo Ufficiale della Curie che prese la parola.<br />
"Signori scusate! Un attimo d'attenzione: io e Luz vorremmo fare un annuncio."<br />
Al che tutti si girarono verso la coppia e si zittirono.<br />
"Non sono molto bravo nei discorsi, anche davanti a volti amici come i vostri..." cominciÃ² Pierce evidentemente emozionato.<br />
Luz allora gli cinse la vita con un braccio per fargli sentire il suo supporto.<br />
"Qualcuno forse penserÃ  che sia un po' presto o che vista la situazione in cui ci troviamo, con il rischio concreto di non riuscire a tornare a casa potremmo aspettare, ma io ho atteso per anni che lei fosse libera e ora piÃ¹ che mai credo sia il momento giusto per dare un segno che la vita va comunque avanti, nonostante le avversitÃ  che ci potranno ancora capitare..."<br />
"Allora Pierce, basta blaterare vieni al sodo!" lo interruppe Volkoff, che da buon habituÃ© della cucina Fuentes aveva intuito qualcosa.<br />
Pierce sorrise all'amico prima di terminare.<br />
"Beh insomma: ho chiesto a Luz di sposarmi e lei ha accettato e volevamo condividere con voi la nostra gioia."<br />
Fece appena in tempo a finire la frase che lui e la sua compagna furono travolti dagli abbracci dei compagni che facevano a gara nel congratularsi con loro, a parte ovviamente Suri, Samak e Sorin che accolsero la notizia con una quasi contemporanea alzata di sopracciglio.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggio Guardiamarina Gerrico - 22 marzo 2393 - Ore 03:35</b><br /><br />
Nell'alloggio regnava il silenzio, le due giovani donne dormivano, dopo un lungo turno di servizio, ma il sonno di Gerrico era agitato, inquieta continuava a girarsi nel letto, finchÃ© improvvisamente si svegliÃ², gridando.<br />
"Chi c'Ã¨? Chi mi chiama?" quindi accese le luci e cominciÃ² a guardare in ogni angolo.<br />
Jules Balin, la sua compagna, si svegliÃ² di soprassalto, spaventata dal tono terrorizzato di Maria, che con uno sguardo inquietante vagava per l'alloggio, alla ricerca di qualcosa o qualcuno.<br />
"Maria che succede? Torna a dormire ti prego!" disse sfregandosi gli occhi con le mani per cercare di svegliarsi.<br />
"Non l'hai sentito? - rispose Gerrico mentre entrava in bagno - Niente nemmeno qui... accidenti! Continua a chiamarmi e poi si nasconde... vuole farmi impazzire il maledetto!"<br />
"Ma chi?" chiese Balin ormai preoccupata.<br />
"Andrea..." rispose con una nota di panico nella voce Maria.<br />
Jules si alzÃ² dal letto, prese l'amica per le spalle e cercando di farla tornare in sÃ© le parlÃ² decisa.<br />
"Maria, tesoro, Andrea Ã¨ rimasto sulla Terra ad anni luce da qui, non puÃ² piÃ¹ farti del male!"<br />
Le due giovani compagne di stanza avevano trovato da subito un'intesa speciale ed era passato poco tempo perchÃ© Maria confidasse all'amica del suo tragico rapporto con l'ex fidanzato, di cui aveva sopportato i soprusi per troppo tempo, prima di decidersi a lasciarlo e di accettare una missione che l'avrebbe portata lontana da casa per molti anni. Lo sguardo di Maria tornÃ² improvvisamente limpido e sentendosi come svuotata d'ogni energia, crollÃ² in lacrime tra le braccia dell'amica.<br />
"Forza torniamo a dormire, ma domani credo sia meglio che tu faccia un salto dal Consigliere."<br />
Le disse dolcemente Jules, visto quanto l'episodio avesse scosso l'amica, mentre la accompagnava verso il suo letto.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Ufficio del Consigliere - 22 marzo 2393 - Ore 18:30</b><br /><br />
Il Consigliere Bhreel stava riflettendo su quanto le aveva raccontato Appel.<br />
Nel giro di poche ore tre membri dell'equipaggio della Baffin si erano presentati da lui per raccontargli di anomali episodi, al limite della psicosi, anche se tutti con connotati differenti, ma che avevano lasciato i diretti interessati come svuotati d'energia. Il primo caso Louis aveva pensato si trattasse di una crisi da stress, probabilmente dovuta alla loro imprevista situazione di naufraghi tra le stelle com'era accaduto anni addietro alla Voyager, ma al terzo caso stava seriamente pensando che la cosa potesse nascondere qualcosa di piÃ¹ serio e aveva chiesto alla collega sulla Curie se aveva avuto casi analoghi.<br />
Timeran non aveva avuto casi simili, ma la cosa insospettiva anche lei, quindi consigliÃ² al collega d'informare il Capitano Enizia della cosa, mentre lei avrebbe aggiornato Suri.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggio Capo Ingegnere Brown - 23 marzo 2393 - Ore 07:50</b><br /><br />
Brown stava ripensando alla Gerrico da qualche istante. Il giorno prima aveva continuato a segnalare dei problemi al teletrasporto 1, che puntualmente si erano rivelati inesistenti. Dopo l'ultimo inutile intervento l'aveva redarguita per il tempo che aveva fatto perdere a lui e ai suoi uomini, facendola scappare dalla sua postazione in lacrime. Non credeva d'essere stato tanto duro, ma, vista la reazione della donna, prima di cominciare il suo turno decise che sarebbe passato a vedere come stava: odiava far piangere qualcuno, specialmente le donne.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Alloggio Guardiamarina Gerrico - Ore 08:00</b><br /><br />
Brown suonÃ² alla porta ma non ricevette risposta. Stava per andarsene quando sopraggiunse Balin.<br />
"Comandante Brown ha bisogno?"<br />
"Volevo parlare un attimo col Guardiamarina Gerrico, ma non credo sia nell'alloggio."<br />
"Strano... - rispose Jules - ...doveva raggiungermi in Sala Mensa per fare colazione insieme, ma non si Ã¨ presentata e non Ã¨ nemmeno alla sua postazione, cosÃ¬ sono venuta a controllare. Sa, sono due notti che ha degli incubi, ma prego si accomodi."<br />
La Balin aprÃ¬ la porta dell'alloggio suo e di Gerrico, non riuscendo a controllare la sua naturale propensione a non tenere per sÃ© le confidenze altrui.<br />
I due perÃ² non andarono oltre.<br />
Il corpo esanime di Maria giaceva immobile sul pavimento, il volto esangue e con due orribili ferite ai polsi da cui scaturiva un fiume di sangue.<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-02 Sogni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Samak figlia di Kum <br /><br /><p class="Stile2">USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 08:00</p><br />
Quella mattina la prima ad arrivare al suo posto in plancia, come al solito con un considerevole anticipo sul turno, era stata il Comandante Samak, puntualissima invece, come sempre, il Capitano Enizia.<br />
"Qualcosa da segnalare Comandante?"<br />
"Nulla Capitano. Viaggiamo a curvatura 3 e non abbiamo pianeti rilevanti nel nostro raggio."<br />
Dopo aver fatto questo suo semplice rapporto, la vulcaniana seguÃ¬ con lo sguardo il Capitano sedersi sulla sua poltrona.<br />
A sopracciglio alzato aggiunse "Non crede che la plancia anche oggi sia fin troppo vuota?"<br />
In effetti Enizia aveva lasciato una certa libertÃ  di orario il giorno prima, visto che per la festa organizzata dai futuri sposi avevano fatto tutti molto tardi, ma quella mattina i ritardi le avevano dato davvero molto fastidio.<br />
"Sono d'accordo con lei Comandante, aspetto solo mezz'ora e poi li faccio trascinare tutti qua dal Capo della Sicurezza in persona!"<br />
Certo Enizia stava facendo grossi progressi nel trattare con i vulcaniani, perÃ² quella saccenza e superioritÃ  che avevano in viso e che trapelava da ogni loro parola, davvero alle volte la urtava profondamente. Come per esempio quella mattina.<br />
* SarÃ² in grado di notare da sola che il mio equipaggio Ã¨ in ritardo... - pensava - ...ok, dovrÃ² prima o poi farmeli piacere! *<br />
<br />
<p class="Stile2">USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 08:15</p><br />
=^= Comandante Brown al Capitano Enizia. =^=<br />
Il comunicatore ruppe il silenzio.<br />
"Mi dica Comandante Brown, qualche problema?"<br />
=^= Capitano, sono qui nell'alloggio del Guardiamarina Gerrico... forse Ã¨ il caso che venga a dare un'occhiata! =^=<br />
Enizia percepÃ¬ l'urgenza nella voce dell'uomo e decise immediatamente di non porre tempo in mezzo.<br />
"SÃ¬, arrivo subito."<br />
<br />
<p class="Stile2">USS Baffin - Alloggio del Guardiamarina GerricoÂ - 23 marzo 2393 - Ore 08:20</p><br />
Il Capitano Enizia era arrivata in un lampo all'alloggio del Guardiamarina, e non riusciva a capire se fosse piÃ¹ arrabbiata per il comportamento della Gerrico oppure piÃ¹ incuriosita del perchÃ© il Comandante Brown si trovasse lÃ  da lei quella mattina.<br />
Insomma, una bella scocciatura allontanarsi dalla plancia perchÃ© un Guardiamarina non riusciva a svegliarsi, pensava...<br />
Trovatasi al capezzale del letto perÃ², si accorse che in effetti qualcosa di strano c'era: la Gerrico era sdraiata a pancia in su, le gambe leggermente divaricate e le braccia lungo i fianchi. Aveva il respiro pesante di chi dorme davvero profondamente, ma parlava ed a tratti si dimenava, come se dovesse difendersi da chissÃ  quale forza esterna.<br />
Era... sÃ¬ insomma, sembrava posseduta.<br />
"Alan, evito di chiederti cosa ci facevi in questo alloggio... - esordÃ¬ il Capitano - ...ma prova almeno a svegliarla con degli scossoni, vediamo che succede."<br />
"Ma Capitano, non dovrÃ² mica prenderla a schiaffi! Non se ne parla proprio!"<br />
"Comandante, in qualche modo dovremo pur..."<br />
=^= Capitano Enizia, qui il Capitano Suri. Ho appena avuto un incontro con il nostro medico di bordo, pare che ci sia qualcosa che non va: qui sulla Curie abbiamo sei membri dell'equipaggio che mostrano strani comportamenti. Anche il Consigliere ne Ã¨ stato colpito, e... =^=<br />
"Anche loro addormentati, Capitano Suri?"<br />
=^= Beh, forse il termine addormentati Ã¨ improprio, comunque sÃ¬, sembra come se lo siano. Fuentes sta facendo delle prime analisi. Da come mi ha interrotta deduco che anche sulla Baffin avete lo stesso problema. Le do un consiglio, lasci in pace il malato, Ã¨ inutile tentare di rianimarlo. Vi faremo sapere non appena il medico avrÃ  capito cosa succede. =^=<br />
La comunicazione tra i Capitani finÃ¬ cosÃ¬, senza tanti convenevoli, ma era inutile negare che entrambe non sembravano molto preoccupate di quello che stava succedendo.<br />
Di sicuro molto seccate.<br />
"Ok Alan, allora io torno in plancia, tu cerca di capire se abbiamo avuto anche una piccola fluttuazione di energia da qualche parte. Magari ci potrebbe anche essere utile sapere se qualcuno dei nostri ospiti ha cercato di tirarci qualche brutto scherzo. Attendo un primo rapporto tra un'ora."<br />
<br />
<p class="Stile2">USS Baffin - Corridoio - 23/03/2393 - Ore 08.40</p><br />
"Buongiorno Luz, sono il Capitano Enizia, Suri mi ha appena aggiornato su quello che succede ad alcuni membri dell'equipaggio. Anche sulla Baffin abbiamo un caso simile, ma hai giÃ  idea di cosa potrebbe essere?"<br />
=^= Buongiorno Capitano! A dire la veritÃ  sono qui con il Consigliere Bhreel. Insomma, da tutte le analisi che ho effettuato finora sembra davvero che stia dormendo, ma ancora non sono riuscita ancora a capire come svegliarlo. Se le puÃ² interessare mi hanno appena portato una piccola traduzioni delle frasi che continua a ripetere nel sonno da quando Ã¨ arrivato in infermeria: Ã¨ come se stesse raccontando di gente senza energia, c'Ã¨ un intero punto in cui sembra parlare con il vostro<br />
Consigliere, ma si tratta solo di poche frasi, gliele invio appena possibile. Quando ci saranno novitÃ  rilevanti la contatterÃ² di persona. =^=<br />
"Ok, grazie mille Luz, e buon lavoro."<br />
Assorta nei suoi pensieri, Enizia camminava lungo il corridoio diretta alla Plancia. Aveva preferito camminare piuttosto che prendere il turbo ascensore. Aveva bisogno di chiarirsi le idee su quello che stava succedendo.<br />
A un certo punto vide un'ombra nel corridoio che le veniva in contro, ma era sicura che non fosse nessuno dell'equipaggio. Bastarono pochi istanti perchÃ© capisse di chi si trattava, suo fratello Skelth! Ma come era possibile?<br />
Tutto d'un tratto le sembrava di non capire piÃ¹ dove fosse e non era piÃ¹ neanche sicura di riconoscere quel corridoio, lo stesso corridoio che aveva percorso tante volte ormai. La testa le girava e le immagini intorno a lei diventavano sfuocate. Ad un certo punto iniziÃ² a percepire un certo torpore, gli occhi iniziarono a bruciarle, come quando non dormiva per giorni, e le gambe erano come molli sotto di lei.<br />
Il cervello perÃ² era quello di un Capitano, e pur avendo visto chiaramente che davanti a lei c'era suo<br />
 fratello, non poteva assolutamente crederci.<br />
"Skelth, tu che ci fai qua? Questa nave Ã¨ a milioni di anni luce da Andoria, non Ã¨ possibile che tu sia qui!"<br />
"Enizia, sorella, pensavo che tu fossi felice di vedermi, ho fatto tutta questa strada per venirti a salutare, che delusione..."<br />
"Skelth ma che dici, Ã¨ solo che mi sembra strano vederti qua..."<br />
=^= Capitano Enizia, qui Ã¨ il Comandante Brown, Ã¨ successa una cosa terribile, il Guardiamarina Gerrico Ã¨ in fin di vita con delle orribili ferite ai polsi. Adesso Ã¨ in infermeria e il Dottore sta facendo di tuttoper rianimarla. Ancora non sappiamo quello che Ã¨ successo e chi Ã¨ stato a farle una cosa simile, ma lo scopriremo presto! =^=<br />
Enizia entrÃ² in un vortice, da un lato il fratellino che era venuto fin lÃ  per salutarla e che la guardava dritto negli occhi, dall'altro doveva correre in infermeria per capire quello che stava succedendo al suo Guardiamarina.<br />
Skelth... Gerrico... Skelth... Gerrico... le pareva di impazzire...<br />
<br />
<p class="Stile2">USS Curie - PlanciaÂ - 23 marzo 2393 - Ore 09:00</p><br />
"Capitano Enizia, qui Suri, il medico di bordo mi ha segnalato delle anomalie nel comportamento di alcuni membri dell'equipaggio, ci vediamo tra un'ora in sala riunioni 1, le va bene?"<br />
...nessuna risposta...<br />
"Capitano Enizia, mi sente?"<br />
...ancora niente...<br />
"Enizia, c'Ã¨ qualche problema?"<br />
...silenzio assordante...<br />
"Computer, localizzare il Capitano Enizia."<br />
 =^= Il Capitano Enizia si trova nel corridoio 12. =^=<br />
<br />
<p class="Stile2">USS BaffinÂ - PlanciaÂ - 23 marzo 2393 - Ore 09:01</p><br />
=^= Comandante Samak, qui Suri, cercavo il Capitano Enizia ma non risponde al comunicatore. Il localizzatore dice che si trova nel Corridoio 12. =^=<br />
"Qui Samak, il Capitano si Ã¨ allontanato dalla plancia circa un'ora fa ed in effetti ancora non Ã¨ tornata, mando subito una squadra a cercarla."<br />
<br />
<p class="Stile2">USS Baffin - Corridoio 12 - 23/03/2393 - Ore 09:10</p><br />
"Comandante Samak, qui Volkoff, nel corridoio 12 abbiamo trovato solo il comunicatore ma del Capitano Enizia non c'Ã¨ traccia."<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Samak figlia di Kum </author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-03 Uomini e donne</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br /><p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 09:30</strong></p><br />
Come diretta reazione alle parole del Capo della Sicurezza, Samak aveva attivato l'allarme giallo.<br />
 Dopo aver alzato gli scudi e dato piena potenza ai deflettori aveva avvertito il Comandante Thurax, Primo Ufficiale della Baffin e avvisato il Capitano Suri sulla Curie della situazione.<br />
 Mentre controllava sul tattico lo stato della nave continuava a domandarsi come un Capitano potesse scomparire cosÃ¬ nel nulla.<br />
<em>=^= Comandante Samak, qui Volkoff, abbiamo trovato il Capitano Enizia. Purtroppo siamo arrivati tardi, Ã¨ morta! =^=</em><br />
<em>Samak rimase interdetta a quelle parole.</em><br />
<em>"Il Comandante Thurax sta arrivando in plancia, lo avviserÃ² immediatamente. Piotr cosa Ã¨ successo?"</em><br />
 <em>=^= Qualcuno l'ha pugnalata alle spalle con una sorta di pugnale rituale. =^=</em><br />
<em>Samak non riusciva a farsi un quadro completo della situazione. Qualcosa non quadrava: non c'era logica. Visto che in plancia non era ancora arrivato nessuno, chiuse gli occhi e cercÃ² di concentrarsi sugli eventi che erano successi nell'ultima ora.</em><br />
 <em>Come al solito, quando era assorta nei propri pensieri, cominciÃ² istintivamente ad accarezzare Atena che intanto le si era acciambellata in grembo facendo le fusa.</em><br />
 <em>Cosa potevano fare adesso? Lontani da casa e senza piÃ¹ il loro capitano. C'erano ancora speranze?</em><br />
<em>"Sami, non ti starai mica abbandonando allo sconforto?"</em><br />
 <em>"Faber! - Samak si riprese all'improvviso dallo stato di meditazione - Mi hai preso alla sprovvista. Cosa ci fai qui sulla Baffin? E Atena? Come mai Ã¨ qui anche lei?"</em><br />
 <em>"Siamo qui perchÃ© c'Ã¨ un problema Samak, e ci chiedevamo se potevi darci una mano?"</em><br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 10:30</strong></p><br />
Nella stanza il silenzio era quasi completo. Solo il basso brusio dei motori a curvatura e alcuni cicalini intermittenti disturbavano il silenzio dell'attesa. Brown era lÃ¬ chino sul letto e tra le forti mani segnate dal lavoro teneva l'esangue e levigata mano della giovane donna addormentata.<br />
 I medici erano riusciti a strapparla dagli artigli di una morte suicida: bugiarda e inutile.<br />
 Una morte che tra false promesse e lusinghe non avrebbe fatto altro che aggiungere dolore al dolore, paura alla paura. Il Guardiamarina Balin aveva spiegato all'Ingegnere lo stato di ansia in cui si trovava la Gerico nei giorni precedenti, ma Brown si sentiva ancora in colpa.<br />
 Forse un po' per essere stato duro nel rimproverare la collega, ma sicuramente di piÃ¹ per non aver percepito il disagio dell'amica. E dire che nelle settimane prima, si erano anche dati appuntamento un paio di volte. Certo niente di importante, ma Alan era giÃ  riuscito a perdersi nei riflessi oro e smeraldo dei dolci occhi di lei. Lui non ci aveva ancora fatto caso, ma ogni tanto gli tornavano alla mente quel sorriso spontaneo e inaspettato o quello sguardo a volte leggermente imbarazzato.<br />
 E si ritrovava immobile, guardando nel vuoto con un sorriso appena abbozzato, tra i risolini maligni e le gomitate dei colleghi. Ma adesso questa storia di crisi di nervi e psicosi.<br />
 Anche altri ne erano stati colpiti.<br />
 Perfino il Capitano, ma nessuno, fortunatamente, era arrivato al gesto di Maria.<br />
 Brown si voltÃ² leggermente a guardare il Tenente Volkoff in piedi vicino al letto del Capitano con le braccia conserte e lo sguardo cupo. <br />
 Enizia del Clan Gishna era fiera anche nel sonno.<br />
 Trasmetteva fermezza e sicurezza solo a guardarla. Brown non riusciva ancora totalmente a capirla, ma sicuramente la rispettava e le era grato. Era probabilmente grazie a lei che sulla nave non erano ancora scoppiati incidenti per il fatto di essere sperduti chissÃ  dove dall'altra parte della galassia.<br />
 Il Dottor Maurian stava finendo gli esami del caso dopo che Piotr l'aveva portata in infermeria in stato di semi incoscienza. Probabilmente l'equipaggio avrebbe dovuto saperlo il piÃ¹ tardi possibile.<br />
 Volkoff non ci aveva messo molto a trovare Enizia.<br />
 Nessuna taccia di teletrasporto. I sensori esterni non avevano rilevato la presenza di navi o altro. Eliminando paranormale e casi eccezionali rimaneva solo il tempo trascorso tra l'abbandono del comunicatore e l'inizio delle ricerche. Secondo il computer pochi minuti. Affidandosi al suo intuito l'ex agente speciale aveva trovato il Capitano non lontano, nel buio di uno sgabuzzino dove nessuno l'avrebbe cercata. Entrando nello stanzino con tutto l'impeto di cui era capace l'aveva vista rannicchiata per terra appoggiata ad una parete. Le ginocchia raccolte tra le braccia e la faccia ascosta. Confabulante ma non contattabile.<br />
 Le si era avvicinato piano, si era chinato e le aveva parlato tranquillamente tentando di rassicurarla. Quando sembrÃ² che si fosse calmata il Tenente Volkoff aveva poi sollevato con delicatezza il suo Capitano tra le braccia e l'aveva portato in infermeria da solo.<br />
 Nessuno li aveva visti, ma anche se qualcuno lo avesse fatto non si sarebbe certo avvicinato: il cipiglio del gigante avrebbe scoraggiato chiunque.<br />
Volkoff si avvicinÃ² all'amico e gli mise una mano sulla spalla.<br />
 Brown voltandosi, fissÃ² gli occhi seri del gigante e ne prese in prestito un po' di forza.<br />
"Ãˆ ora, ci stanno aspettando."<br />
Brown accennÃ² con la testa e dopo un ultimo sguardo al viso della Gerrico, trasse un profondo sospiro e si alzÃ² anche lui.<br />
"Cerchiamo di vederci chiaro in questa storia." disse a denti stretti quasi con rabbia.<br />
Uscirono dall'Infermeria diretti alla Sala Riunioni 1.<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Sala riunioni 1 - 23 marzo 2393 - Ore 11:00</strong></p><br />
Il Capitano Suri aveva subito convocato in riunione gli ufficiali superiori delle due navi, o almeno quelli rimasti coscienti.<br />
 Brown apprese dal Comandante Thurax che anche Samak era stata appena trovata in stato di incoscienza in plancia. Sulla Curie la situazione non era tanto migliore: il Timoniere e l'Ufficiale Tattico erano anche loro fuori gioco, piÃ¹ altri ufficiali.<br />
 Dopo la relazione dei due Consiglieri il Capitano Suri prese la parola.<br />
=^= Questa signori la situazione. La Dottoressa Fuentes sta terminando in questo momento le analisi su alcuni pazienti: mi ha detto di aver trovato qualcosa di anomalo nei tracciati encefalografici. Mentre aspettiamo: qualcuno ha qualche idea? =^=<br />
Brown guardava i suoi colleghi della Baffin e le ombre azzurre di quelli sulla Curie e come spesso gli capitava in questi casi notÃ² un particolare.<br />
"Il Capitano Enizia, il Comandante Samak, e i Tenenti Hwang e Jenkins sono tutte donne. Anche gli altri ufficiali colpiti sono donne?"<br />
Mentre Appel consultava rapidamente il computer, Brown sentÃ¬ distintamente il Comandante Pierce chiamare ripetutamente la Dottoressa Fuentes al comunicatore. Dopo pochi attimi sulla Baffin l'immagine del Primo Ufficiale tremolÃ² e sparÃ¬, mentre questi correva con tutte le sue forze fuori dalla sala riunioni della Curie.<br />
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            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-04 Nell'oscuritÃ </title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br /><strong class="Stile1">USS Curie - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 11:00</strong><br />
<em>Il paziente era scomparso. Luz sbattÃ© gli occhi, sbalordita. Si era solo girata a prendere l'analizzatore dal carrello, e la paziente non era piÃ¹ sul bioletto dove era stata adagiata pochi minuti prima.</em><br />
<em>"Stuart, dove..." iniziÃ², ma neppure l'infermiera era piÃ¹ al suo posto.</em><br />
<em>L'infermeria attorno a lei era vuota, come era stata fino al giorno prima. I sensori dei bioletti continuavano a segnalare i parametri vitali di persone che non erano piÃ¹ visibili. Le dita di Luz si aprirono senza che se ne accorgesse, ed il piccolo analizzatore cadde rotolando sul pavimento, andando a fermarsi vicino alla al centro della stanza.</em><br />
<em>Istintivamente, mosse un passo per raccoglierlo.</em><br />
<em>"Non Ã¨ stato un teletrasporto..." mormorÃ² fra sÃ©.</em><br />
<em>Anche di spalle, avrebbe percepito l'emissione luminosa ed il caratteristico rumore del trasporto.</em><br />
<em>Se fosse stata lei ad essere trasportata?</em><br />
<em>Si guardÃ² intorno.</em><br />
<em>Era la sua infermeria, ne era piÃ¹ che sicura. Nessun'altra nave della Flotta ne aveva una cosÃ¬ ampia ed organizzata. Al di lÃ  del piccolo ufficio che si era ritagliata, si apriva il lungo corridoio della parte ospedaliera. Normalmente, avrebbe visto attraverso la vetrata gli assistenti medici alle sue dipendenze, in attesa oppure mentre si occupavano di qualche paziente.</em><br />
<em>Ma non c'era nessuno, in quel momento.</em><br />
<em>Era completamente da sola.</em><br />
<em>"E questo ti fa paura, vero, mamita?" la donna sussultÃ², girandosi di scatto.</em><br />
<em>Accanto al bioletto era comparso un ragazzo dai capelli neri.</em><br />
<em>"Raul!"</em><br />
<em>"Si, mamita, sono io."</em><br />
<em>"No... non Ã¨ vero!" gli occhi azzurri del figlio la fissavano con un'espressione dura che non gli aveva mai visto.</em><br />
<em>"PerchÃ© non dovrebbe essere vero? PerchÃ© mi hai lasciato sulla Terra? - fece un passo verso di lei - PerchÃ© non ti aspettavi di vedermi qui? O magari perchÃ© non mi volevi tra i piedi?"</em><br />
<em>"Tu non puoi essere qui..." ripetÃ© lei.</em><br />
<em>La Dottoressa Fuentes si chinÃ² a raccogliere l'analizzatore, puntandolo verso il ragazzo.</em><br />
<em>Non le dava nessuna lettura. Lo scosse, cercando di farlo funzionare, quindi lo gettÃ² via, cercando invece il comunicatore.</em><br />
<em>"Fuentes a sicurezza! Allarme intruso! - premette ancora - Sicurezza!"</em><br />
<em>Raul la raggiunse. Il suo sguardo si addolcÃ¬, mentre le prendeva la mano fra le sue.</em><br />
<em>"Siamo soli, mamita. Siamo sempre stati bene da soli, tu ed io... - le disse - ...perchÃ© adesso la solitudine ti fa cosÃ¬ paura?"</em><br />
<em>Luz fissÃ² dritto negli occhi l'apparizione.</em><br />
<em>"Tu... non vorresti che io sposassi Thomas?"</em><br />
<em>"Io voglio solo che tu non soffra di nuovo... - le sussurrÃ² all'orecchio, abbracciandola. Aveva anche l'odore di suo figlio, pensÃ² Luz </em><em>- </em><em>...perchÃ© lo sai che succederÃ  di nuovo, vero?"</em><br />
<em>"Cosa?" Luz si divincolÃ², allontanandosi dall'altro.</em><br />
<em>Il ragazzo la guardÃ² con un misto di tristezza e compassione, ma non fece altri tentativi di prenderle le mani. Nell'improvviso silenzio, Luz avvertÃ¬ un rumore.</em><br />
<em>La Dottoressa indietreggiÃ², senza mai abbandonare con lo sguardo il giovane cadetto.</em><br />
<em>Raul non si mosse.</em><br />
<em>Il suono sembrava provenire dal corridoio ospedaliero.</em><br />
<em>C'era qualcuno, allora?</em><br />
<em>Corse alla vetrata. C'erano due corpi, distesi insieme su uno dei bioletti.</em><br />
<em>Un uomo.</em><br />
<em>Una donna.</em><br />
<em>La donna si girÃ², e rise, le rise in faccia, come aveva fatto tanti anni prima, quando l'aveva trovata cosÃ¬: esattamente cosÃ¬, insieme a suo marito...</em><br />
<em>"Thomas... No!"</em><br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Curie - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 11:05</strong></p><br />
Le labbra della Dottoressa Fuentes si mossero leggermente.<br />
Il suo corpo era ancora a terra, contratto in posizione fetale, circondata dagli assistenti medici. Thomas Pierce non si era mai sentito cosÃ¬ impotente in vita sua, mentre uno degli ufficiali della sicurezza lo tratteneva per un braccio, per impedirgli di intralciare la via ai medici.<br />
"Sta dicendo qualcosa." notÃ²Â  l'infermiera Stuart.<br />
La donna si chinÃ² sulla Dottoressa.<br />
"Credo che stia chiamando lei, Comandante." disse, dopo un istante.<br />
Pierce si strappÃ² dalla presa dell'ufficiale, per andare ad inginocchiarsi accanto alla fidanzata.<br />
Uno degli assistenti si spostÃ² per fargli posto, continuando a controllare le letture sul tricorder medico.<br />
"Luz, tesoro... Sono qui! Apri gli occhi! Guardami!"supplicÃ² Thomas.<br />
AlzÃ² lo sguardo, per incontrare quello del medico.<br />
"Se mi sta chiamando, si deve essere accorta che sono qui... - disse - Ã¨ un buon segno, no?"<br />
L'uomo scosse la testa, chiudendo il tricorder.<br />
"Non posso dirlo: non c'Ã¨ risposta motoria alle stimolazioni. Potrebbero essere solo parole incoerenti, come si sono verificate negli altri pazienti colpiti dalla stessa forma di coma. Infermiera, mi aiuti a stendere la Dottoressa Fuentes su un bioletto."<br />
Thomas scansÃ² l'infermiera con un gesto, quindi afferrÃ² delicatamente la donna per le spalle, sollevandola insieme al Dottore e adagiandola su un letto ancora libero.<br />
"SarÃ  meglio dichiarare questa zona in quarantena... - disse l'assistente, cupo in volto, rivolgendosi all'ufficiale della sicurezza - Non sappiamo ancora quale sia la causa del coma improvviso. Tutte le persone che nelle ultime ore hanno avuto contatti diretti con le vittime dell'epidemia devono sottoporsi a visita medica preventiva, e sÃ¬... intendo anche lei, Comandante Pierce!"<br />
"Tutte le vittime dell'epidemia sono donne." protestÃ² Pierce.<br />
"E allora? Non possiamo escludere nessuna eventualitÃ  al momento... - ribattÃ© l'altro, aprendo di nuovo il tricorder - ...potrebbe essere una coincidenza. Non abbiamo ancora un campione statistico sufficiente per distinguere gli elementi a rischio. Tutto quello che so finora Ã¨ che la Dottoressa, lÃ¬... - accennÃ² alla figura distesa sul bioletto - ...era completamente asintomatica fino ad un minuto prima di crollare a terra. E che nel database medico non ho trovato nessuna traccia di malattie in grado di colpire allo stesso modo persone appartenenti a razze diversissime fra loro come vulcaniani e andoriani... Infermiera: il monitor neurocorticale, presto!"<br />
Thomas guardÃ² la donna staccarsi dal bioletto per correre a prendere i sensori adesivi.<br />
L'assistente li posizionÃ² sulla fronte di Luz, quindi si appoggiÃ² al bioletto, studiando i parametri che apparivano sui monitor.<br />
"Non... Non puÃ² svegliarla?"<br />
L'uomo si girÃ² per scoccargli un'occhiata comprensiva.<br />
"Mi piacerebbe, Comandante. Anche perchÃ© non credo che sia finita qui. Avremmo invece un gran bisogno della Dottoressa Fuentes."<br />
Thomas si allontanÃ² di un passo, passandosi le mani fra i capelli. Solo ieri, pensava, solo ieri non avevamo altra preoccupazione che preparare il nostro matrimonio.<br />
Adesso... <br />
Il rumore delle porte dell'infermeria che si aprivano lo fece voltare.<br />
Il Capitano ed una donna della Sicurezza di cui non ricordava il nome stavano sostenendo una giovane Tenente d'aspetto orientale. L'infermiera lasciÃ² il bioletto per andare a ricevere la nuova paziente.<br />
"Credevo che Hwang fosse giÃ  qui..." esclamÃ² Thomas, aiutando il Dottore a distendere la Timoniera sul bioletto.<br />
Era l'ultimo ancora vuoto in infermeria. Tutte donne, notÃ² Thomas.<br />
E Luz... pensÃ², con una stretta al cuore.<br />
Suri, con fatica, lasciÃ² andare la ragazza.<br />
"La sicurezza ha provato a risvegliarla nel suo alloggio." rispose.<br />
"Non dovrebbe stare qui, Capitano." disse il Comandante Pierce.<br />
"Se le osservazioni del Capo Ingegnere della Baffin sono corrette, sono comunque a rischio. E, a proposito di posti... - sottolineÃ² Suri - ...credo che il suo sia sul ponte di comando in questo momento. Se dovessi essere colpita anche io, deve essere sempre pronto a sostituirmi."<br />
"Signore, io..."<br />
"Non importa." tagliÃ² corto il Capitano.<br />
Si girÃ² verso il Dottore.<br />
"Nell'ultima comunicazione che ho avuto con la Dottoressa Fuentes, mi ha detto di aver trovato qualcosa di strano nei tracciati EEG delle pazienti colpite dal coma."<br />
"SÃ¬... Ed Ã¨ anche qui!" disse l'uomo, indicando il tracciato sul monitor accanto al lettino della Dottoressa.<br />
Suri si avvicinÃ² per guardare.<br />
Anche Pierce fece un passo avanti, cercando di interpretare le linee spezzate che si succedevano sullo schermo nero del computer medico.<br />
"Non capisco." confessÃ².<br />
"Ãˆ il tracciato encefalografico della Dottoressa... - disse l'assistente medico - ...ma potrebbe essere quello di qualsiasi altra paziente colpita da questo strano tipo di coma. Non ho ancora confrontato i dati con la polisonnografia della Dottoressa conservata nel database medico, ma sono sicuro che, come negli altri casi, i tracciati saranno molto simili. Vedete, la tipica struttura a dente di sega?"<br />
PuntÃ² il dito su una linea angolosa, che saliva e scendeva a rapidi picchi quasi verticali.<br />
"Cosa vuol dire?" domandÃ² Pierce.<br />
"In pratica, il tracciato della Dottoressa Ã¨ simile a quelli tipici di un paziente addormentato, in fase di sonno REM." intervenne il Capitano.<br />
"Vale a dire che... Sta sognando?"<br />
"Esattamente... - confermÃ² l'altro - ...perÃ² ci sono delle differenze, rispetto al tipico sonno ristoratore. La prima Ã¨ quella evidente: non riusciamo a svegliare le pazienti. Abbiamo provato la stimolazione corticale, ma senza risultato."<br />
"E la seconda?"<br />
L'assistente indicÃ² una doppia onda appena visibile, che oscillava leggermente sulla parte bassa del monitor.<br />
"Non so di che cosa si tratti... - confessÃ² - ...la sua frequenza Ã¨ molto simile a quella delle onde delta, ma finora non sono stato in grado di definirla, esattamente. E non so da dove provenga: se abbia una causa organica o meno... Comunque Ã¨ il solo elemento veramente anomalo che finora sia stato riscontrato... Ã¨ comune a tutte le pazienti, o almeno: a tutte quelle che sono state esaminate su questa nave."<br />
"Onde delta..." mormorÃ² Suri fra sÃ©.<br />
A voce piÃ¹ alta continuÃ².<br />
"Comunichi con il Dottor Maurian sulla Baffin: chieda se ha riscontrato la presenza di onde delta, o simili, nel tracciato cerebrocorticale delle sue pazienti... - si rivolse al Comandante Pierce - ...so che la sua umana emotivitÃ  la spinge a stare accanto alla sua fidanzata, ma penso che le sarebbe molto piÃ¹ utile scoprendo la fonte di quelle onde delta, non crede, Comandante?"<br />
Thomas scrutÃ² il volto inespressivo del capitano.<br />
"Che vuol dire? Ha un'idea su quello che sta succedendo qui?"<br />
"Venga con me..." rispose Suri, dirigendosi verso la porta dell'infermeria.<br />
L'uomo si voltÃ² verso il lettino dove giaceva Luz.<br />
"Vada, Comandante... - intervenne l'infermiera - ...pensiamo noi a lei."<br />
Thomas raggiunse il Capitano nel corridoio fuori dell'infermeria.<br />
Le si mise accanto, regolando il passo con quello dell'altra.<br />
"Con rispetto parlando, Capitano: leiÂ  prima ha detto che potrebbe essere colpita in qualsiasi momento da questa specie di malattia. Devo essere in grado di sostituirla: e questo implica che devo aver accesso a qualunque informazione lei abbia su... su questa faccenda!"<br />
"Non ho altre informazioni, a parte quelle che ha sentito anche lei in infermeria, Comandante... - avevano raggiunto il turbo ascensore e Suri lo chiamÃ² con un gesto - ...ho perÃ² un sospetto."<br />
"Quale sospetto?"<br />
"Prima di partire, ho studiato con cura i diari della Voyager. Ovviamente, mi sono concentrata sui Borg, che sono la piÃ¹ grande minaccia che dovremo affrontare nel nostro viaggio verso la Terra, ma c'Ã¨ stato anche altro in quel viaggio."<br />
Il turboascensore si aprÃ¬.<br />
"Ingegneria." ordinÃ² il Capitano.<br />
"Li ho letti anche io, prima ancora di accettare la missio... - un ricordo si affacciÃ² alla sua mente - ...Capitano... lei sta parlando dei Bothan?"<br />
"Le onde delta sono tipiche dei campi psionici, che possono produrre effetti allucinatori. Secondo i diari di bordo della Voyager, quel tipo di attacco costituisce l'arma fondamentale usata dai Bothan contro le navi che si affacciano al limite del loro spazio."<br />
"Ma la loro zona di controllo Ã¨ lontanissima da qui!" obiettÃ² Pierce.<br />
"Sono passati molti anni da quando la Voyager Ã¨ entrata in contatto con i Bothan. Potrebbero aver espanso la loro zona, per quello che ne sappiamo."<br />
"Se a produrre il coma dell'equipaggio fosse un campo psionico... - disse Pierce, provando per la prima volta un barlume di speranza - ...forse, rimodulando le frequenze degli scudi deflettori potremmo interromperlo."<br />
""Rimodulare gli scudi potrebbe essere d'aiuto. Oppure, anche emettendo un colpo di risonanza dal nucleo di curvatura..."<br />
<em>Il turboascensore si fermÃ². Le porte si aprirono.</em><br />
<em>Il corridoio era buio, privo persino delle luci di emergenza.</em><br />
<em>"Che sta succedendo?" disse Suri, avanzando di un passo.</em><br />
<em>Dietro di lei la porta del turboascensore si chiuse, lasciandola a camminare in una pesante oscuritÃ .</em><br />
<em>"Comandante Pierce? - domandÃ² - Comandante Pierce! Ãˆ con me?" gridÃ².</em><br />
<em>C'erano dei passi pesanti nel corridoio, passi che lei non aveva mai sentito.</em><br />
<em>Non su quella nave, almeno.</em><br />
<em>I passi si stavano avvicinando. Erano di fronte a lei, e percepÃ¬ un chiarore diffuso provenire dagli oblÃ² che si aprivano sul fondo del corridoio. C'era una figura, di fronte ad uno degli oblÃ², in una posa simile a quella usata da un umano intento alla contemplazione della solitudine dell'universo.</em><br />
<em>"Chi Ã¨ lÃ¬?" gridÃ² Suri.</em><br />
<em>La figura si scosse, girandosi lentamente verso di lei. Nell'oscuritÃ , intravide luci ad intermittenza brillare sulla fronte e sul corpo dell'altra. Il volto era bianco, quasi cadaverico.</em><br />
<em>Un tubo si dipartiva dalla fronte di quella che doveva essere stata una volta una donna umanoide.</em><br />
<em>Ed era adesso una Borg.</em><br />
]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-05 Divide et Impera</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Brennon Boram Tynan<br /><br /><p class="Stile2"><strong>USS Curie - Turboascensore - 23 marzo 2393 - Ore 11:11</strong></p><br />
"Capitano!"<br />
Il Comandante Pierce quasi urlÃ² nell'orecchio della donna che ora se ne stava in piedi, immobile, davanti alle porte ancora serrate del turboascensore fissandole senza nemmeno battere ciglio, ripetendo all'infinito una breve frase in quello che era poco piÃ¹ di un lieve sussurro.<br />
"Chi Ã¨ lÃ¬? ... Chi Ã¨ lÃ¬? ... Chi Ã¨ lÃ¬? ..."<br />
"Capitano sono io, Pierce! - urlÃ² nuovamente con piÃ¹ foga, cingendo le spalle del superiore con entrambe le mani per poi costringerla a voltarsi verso di lui - ...mi ascolti, segua la mia voce, ritorni in sÃ©!" concluse, cercando con crescente veemenza, anche fisica, di far tornare in sÃ© la vulcaniana, scuotendola come se stesse cercando di risvegliarla forzatamente da un lungo sonno.<br />
Ma gli occhi del Capitano non vedevano piÃ¹ il Comandante, erano puntati altrove, verso una distante immagine che solo lei poteva vedere.<br />
Le porte del turboascensore si aprirono sibilando, rivelando due giovani tecnici dall'espressione sbigottita nello stesso momento in cui il Capitano abbandonÃ² ogni resistenza, rilassando i muscoli.<br />
"Dannazione! - si lasciÃ² sfuggire il Comandante, mentre agguantava la vulcaniana evitando che rovinasse al suolo - Presto, datemi una mano a portarla in infermeria!"<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Curie - Sala Riunioni - 23 marzo 2393 - Ore 11:25</strong></p><br />
Thomas se ne stava col capo chino, puntellando i gomiti sulla liscia superficie del tavolo che aveva davanti a sÃ© utilizzando i pollici di entrambe le mani come sostegno per l'ampia fronte, divenuta oramai troppo pesante a causa di tutto quello che stava accadendo.<br />
=^= Contando anche la Dottoressa e il Capitano Suri... - esordÃ¬ la tremolante immagine del Comandante Thurax che sembrava reggere fra le mani un D-Pad - ...tra entrambe le navi abbiamo dodici nuovi casi verificatisi solamente nell'ultima ora... =^=<br />
"Ancora una volta, sono stati colpiti solamente gli individui di sesso femminile... - aggiunse Tynan, scorrendo a sua volta un D-Pad che teneva fra le mani - ...ma questo Ã¨ l'unico collegamento fra i vari soggetti colpiti... razze diverse, compiti diversi... senza contare che la maggior parte di loro non ha avuto contatti recenti..."<br />
"Contatti o no... - intervenne il Comandante Pierce rialzando il capo e mostrando il volto che sembrava invecchiato di almeno una decina di anni, anche se nei suoi occhi ardeva una fiamma di determinazione -  ...la velocitÃ  di contaminazione sta aumentando, giusto?"<br />
 =^= Esatto... - si intromise Sorin nel suo tipico tono asciutto - ...la... contaminazione... se cosÃ¬ vogliamo chiamarla, sta accelerando secondo una crescita pressochÃ© esponenziale. =^=<br />
"Per alcuni versi questo comportamento Ã¨ simile a quello di una colonia di microrganismi posti in una capsula di Petri... - riprese la parola Brennon - ...continuano a moltiplicarsi fintanto che Ã¨ presente nutrimento nella capsula stessa... - il Trill fece un'altra breve pausa, scambiando una rapida occhiata con il Consigliere Bhreel, unica donna fra gli Ufficiali Superiori ad essere ancora operativa - ...dai dati in nostro possesso, salvo complicazione o mutamenti, Ã¨ plausibile ipotizzare che l'interezza della componente femminile dei due equipaggi verrÃ  colpita nel giro di otto, massimo dieci ore..."<br />
=^= Allora non abbiamo tempo da perdere. =^= affermÃ² Thurax con un lampo di determinazione che sembrava aver preso direttamente dal suo parigrado della Curie.<br />
"Concordo... - Thomas appoggiÃ² le palme delle mani sul tavolo  - ...il Capitano Suri sembrava essere convinta che in qualche modo c'entrassero i Bothan e a mio avviso Ã¨ l'ipotesi piÃ¹ probabile..."<br />
=^= Quindi, cosa propone di fare? =^=<br />
"Innanzitutto, rimodulare le frequenze degli scudi, se effettivamente si tratta di Bothan, questo dovrebbe mettere loro i bastoni fra le ruote... - il Comandante Pierce rispose senza voltarsi verso il proprio interlocutore, concentrando lo sguardo sui suoi uomini -  ...ma queste sono solo supposizioni, non abbiamo il tempo di andare per tentativi. PerciÃ² dividerei gli equipaggi in diversi gruppi, i quali affronteranno il problema da diversi punti di vista..."<br />
 =^= Divide et Impera... =^= si lasciÃ² sfuggire Volkoff, risistemandosi nella sua posizione, pronto a scattare una volta ricevuto l'ordine.<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 11:30</strong></p><br />
"Comandante, stiamo per procedere con la rimodulazione delle frequenze degli scudi in sincrono con la Curie..."<br />
Il Comandante Thurax, seduto sulla sua poltrona perso in una miriade di pensieri, accennÃ² ad un silenzioso gesto di assenso con il capo.<br />
BenchÃ© i team della Curie fossero giÃ  all'opera per cercare di trovare un collegamento a livello biologico fra le vittime, tale da permettere a qualunque cosa stesse provocando quel <em>coma</em> di propagarsi a macchia d'olio solamente fra le donne delle due navi, e i suoi uomini si stessero focalizzando sulla minaccia Bothan, la situazione non gli piaceva per niente.<br />
C'era qualcosa che ancora non riusciva ad identificare che non lo convinceva. Era piÃ¹ una sensazione a livello viscerale che una certezza, ma era convinto che ci fosse di piÃ¹ di quello che riuscivano a vedere, sotto a quello strano fenomeno.<br />
Come avevano fatto i Bothan, se veramente si trattava di loro, ad allargare cosÃ¬ tanto il proprio territorio? E sopratutto, perchÃ© avevano ristretto la rosa delle loro vittime, dedicandosi ad un gruppo cosÃ¬ specifico di membri dell'equipaggio?<br />
SentÃ¬ le dita di Volkoff, che sostituiva temporaneamente il Tenente Comandante Samak accorpando la posizione della vulcaniana alla sua, danzare sulla consolle, pochi attimi prima che comunicasse l'effettiva rimodulazione degli scudi.<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Sala riunioni - 23 marzo 2393 - Ore 11:32</strong></p><br />
<em>Il Capitano Enizia si ritrovÃ² inspiegabilmente all'interno della propria sala riunioni, invasa da una strana e pressante oscuritÃ . Non aveva la minima idea di come avesse fatto ad arrivare li, ma di sicuro non era sola.</em><br />
<em>Aveva immediatamente individuato infatti, a pochi passi di distanza da lei, la sagoma del Capitano Suri per poi scorgere poco piÃ¹ in lÃ  l'amichevole volto della Dottoressa Fuentes e di una moltitudine di altre donne appartenenti all'equipaggio delle due navi. Tutte quante sembravano condividere il suo stupore.</em><br />
<em>"Cosa ..." sussurrÃ², prima di essere violentemente bloccata da un paio di mani che si serrarono rapidamente sul suo collo.</em><br />
<em>CercÃ² di dimenarsi e di liberarsi da quella morsa d'acciaio, ma sembrÃ² perde ogni sua forza quando si rese conto che quelle mani che la stavano strangolando appartenevano a suo fratello Skelth, il cui volto era deturpato in una rabbiosa espressione di odio puro.</em><br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Curie - Infermeria - Contemporaneamente</strong></p><br />
L'assistente della Dottoressa che momentaneamente ne faceva le veci era impegnato ad esaminare il monitor raffigurante i tracciati neurali del Capitano Suri, quando l'interezza dei restanti apparecchi iniziÃ² incessantemente a segnalare situazioni d'allarme.<br />
Una serie di picchi e avvallamenti comparvero immediatamente sui monitor delle pazienti, quasi come se il cursore avesse deciso di salire sulle montagne russe e lui non potÃ© fare a meno di notare che la maggior parte di questi mutamenti si trovava nei tracciati che rappresentavano la risposta neurale al dolore e allo stress.<br />
"Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!" <br />
La Hwang e un paio di altre pazienti iniziarono a dimenarsi violentemente, producendosi quasi contemporaneamente, in un empio e acuto grido capace di far accapponare la pelle, che in concerto con gli avvisi sonori dei vari macchinari andavano a formare una grottesca e assordante cacofonia.<br />
Un paio di medici si fiondarono su di loro, cercando di calmarle, ottenendo invece solo qualche calcio violento e forse qualche morso, mentre lui invece si dedicava alla Dottoressa e al Capitano Suri, in preda a quella che, a tutti gli effetti appariva decisamente simile ad una sorta di crisi epilettica.<br />
Uno dei suoi colleghi iniziÃ² ad urlare, cercando con crescente fatica di sopraffare l'orgia di suoni che via via andava aumentando.<br />
<br />
"Battito e Adrenalina in rapido aumento, rischiamo un arresto cardiaco!"<br />
Qualcuno, nella foga, urtÃ² un carrello pieno di strumenti che per poco non gli rovinÃ² addosso.<br />
"Cercate di stabilizzare prima i tracciati neurali!" urlÃ², voltandosi da una parte all'altra della stanza quasi volesse controllare la situazione, prima di colpire il comunicatore con quanta forza aveva.<br />
"Infermeria a Plancia! Cosa diavolo sta succedendo!?"<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Brennon Boram Tynan</author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-06 Insiemi connessi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Enizia del Clan Gishna <br /><br /><p class="Stile2"><strong>USS Curie - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 11:35</strong></p><br />
"La rimodulazione degli scudi pare aver creato qualcosa tra noi e la Baffin... stiamo facendo del nostro meglio resista!"<br />
=^= Io posso resistere, le mie pazienti no... un collasso neurale se ne frega bellamente dei suoi scudi, non ha piÃ¹ di una quindicina di minuti. =^=<br />
Chiuse la comunicazione bruscamente per poi lanciare altre sequenze di ordini.<br />
"Tutti i sensori sulla posizione, mi aspetto risposte prima che il Dottore mi chiami per dire che sta andando a rotoli qualcosa! Aprite un canale con la Baffin."<br />
=^= Qui Thurax. Abbiamo problemi in infermeria, il Dottore mi dice che non abbiamo piÃ¹ di 15 minuti prima che le pazienti collassino. =^=<br />
"Lo so. Dobbiamo avere risposte prima... apriamo un canale diretto per l'analisi congiunta ci serve la vostra potenza di calcolo in appoggio."<br />
=^= Siete voi gli scienziati qui, a voi il comando per questo... perÃ² se non mi da risposte entro dieci minuti, dovrÃ² prendere delle decisioni. =^=<br />
"Capisco Capitano... - usÃ² il titolo conscio che per loro due, quello era il ruolo in quel momento - ...spero di dirle qualcosa a breve."<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Alloggio del Comandante Thurax - Contemporaneamente</strong></p><br />
<em>Enizia stava cercando Thurax ovunque, e non riusciva a trovarlo da nessuna parte, doveva assolutamente sapere cosa stava succedendo, quindi dato che i sensori interni non le venivano in aiuto... l'unico modo era andare direttamente al suo alloggio.</em><br />
<em>Quando entrÃ² nell'alloggio trovandolo completamente vuoto senza alcuna reale motivazione portÃ² le mani al suo collo. Sentiva una pressione forte, violenta... come se qualcuno stesse tentando di soffocarla, o avesse cercato di farlo.</em><br />
<em>Si inoltrÃ² nell'appartamento cercando l'uomo, lo trovÃ²... purtroppo...</em><br />
<em>Thurax stava facendosi una doccia con la Dottoressa Fuentes... quando Pierce avrebbe scoperto la cosa... anche lei perÃ² sentÃ¬ montare la rabbia dentro di sÃ©, una rabbia violenta.</em><br />
<em>Stava tradendola...</em><br />
<em>...no, non poteva tradirla, tra lei e Thurax non c'era niente da tradire... eppure lei sentiva il tradimento.</em><br />
<em>Un attimo, un istante, e si trovÃ² un coltello tra le mani, lo sentÃ¬ bilanciato nella mano, pesante.</em><br />
<em>OsservÃ² la lama.</em><br />
<em>OsservÃ² la schiena nuda di Thurax.</em><br />
<em>ImpugnÃ² il coltello pronta a colpire... quando la Fuentes la vide e capÃ¬ che non poteva uccidere. Lo sguardo della Dottoressa era angosciato... non si era angosciati quando si stava con un amante.</em><br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 11:37</strong></p><br />
Thurax era perplesso, stava cercando di correlare i pochi dati che avevano. <br />
Sopra ogni cosa non tornava la distanza dallo spazio Bothan, non dovevano essere lÃ¬... non era quello il loro posto.<br />
Odiava profondamente quando l'ordine si infrangeva, anche se convivere... lavorativamente... con una donna come Enizia lo stava costringendo a scendere spesso a compromessi.<br />
Soprattutto quello che non capiva era perchÃ©, nel caso in cui fossero davvero i Bothan la causa della loro situazione, avessero modificato il loro modo di agire.<br />
Ai tempi della Voyager sicuramente avevano avuto modo di raccogliere molte informazioni su di loro, sulle razze presenti a bordo e sulla reazione fisica di ognuna di esse.<br />
Aveva letto e studiato i rapporti come tutti a bordo.<br />
L'unica cosa che poteva presupporre era che temessero l'incontro con un'altra Ocampa, e dato che Kes era unica... ed era femmina...<br />
...magari quell'attacco mirato ed apparentemente molto piÃ¹ violento di quello precedente aveva proprio lo scopo ultimo di mettere fuori gioco l'eventuale anello forte.<br />
Oppure semplicemente tutte quelle sue elucubrazioni non servivano ad un bel niente perchÃ© non erano i Bothan ad essere lÃ¬ a minacciare l'esistenza di metÃ  di loro.<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>Zona di spazio tra le navi federali - Nave Bothan - 23 marzo 2393 - Ore 11:38</strong></p><br />
"Cosa sta succedendo?"<br />
"Ci hanno intrappolati, abbiamo tentato di liberarci aumentando il campo psionico, senza risultato."<br />
"Che risultato abbiamo ottenuto?"<br />
"Le femmine collasseranno in pochi minuti se non abbassiamo il livello."<br />
Il bothan che era chiaramente al comando si mosse nella piccola plancia.<br />
"Cosa stanno facendo?"<br />
"Tentano di capire chi e cosa gli sta attaccando, ci stanno sondando... ma non stanno ottenendo informazioni sufficienti al momento."<br />
Poco distante dal bothan che stava monitorando la situazione, un altro piÃ¹ giovane prese la parola.<br />
"Non sembrano intenzionati a rimodulare gli scudi per liberarci."<br />
"Non sanno che ci siamo, sanno solo che si Ã¨ creata una bolla per qualche motivo, ma non riescono a capire cosa c'Ã¨ dentro."<br />
"Per ora..."<br />
"...e nemmeno in seguito."<br />
Il comandante si stufÃ² in fretta di quello scambio infantile tra i suoi uomini.<br />
"BASTA! - ottenuto il silenzio continuÃ² con tono piÃ¹ calmo - Il nostro scopo non Ã¨ ucciderli, il nostro scopo e tenerli alla larga dal nostro spazio."<br />
"Sono ancora lontani dal nostro spazio..."<br />
Lo sguardo in tralice zittÃ¬ il sottoposto posizionato di fronte a quella che doveva essere la postazione scientifica.<br />
"SÃ¬, sono lontani dal nostro spazio, cosÃ¬ come lo siamo noi... quando la Voyager venne nel nostro spazio fu chiaro fin da subito che altri sarebbero venuti. Altri che, come loro, non avrebbero rispettato i nostri domini. Abbiamo scelto questa strada, questo modo di proteggere il nostro popolo... mandare queste piccole navi fuori dai nostri confini, nascoste nelle pieghe tra spazio e sub spazio, con equipaggi ridotti che sacrificano la propria vita serena per il bene dei molti... - si fermÃ² brevemente - ...ma nessuno di noi vuole uccidere."<br />
"Abbiamo studiato la loro gente, per questo abbiamo scelto di colpire le femmine..."<br />
"...e forse Ã¨ stato un errore. La reazione Ã¨ piÃ¹ violenta di quanto immaginassimo, le femmine stanno collassando troppo in fretta rispetto alle previsioni. Avete visto i loro pensieri? I loro incubi? Tanto sono ponderate e controllate nella loro realtÃ , tanto si lasciano andare nell'ombra del campo psionico... e si <em>sentono</em> tra loro... cosa che non avevamo previsto."<br />
L'altro membro del piccolo equipaggio prese la parola.<br />
"Hanno trovato la distorsione. Quali sono gli ordini?"<br />
"Aspettiamo."<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Curie - Alloggio del Comandante Pierce - Contemporaneamente</strong></p><br />
<em>Luz stava vagando per l'alloggio pensando che era nettamente migliore del suo. Sicuramente dopo il matrimonio si sarebbe trasferita da lui.</em><br />
<em>Per quanto anche lei fosse un ufficiale superiore, quello di Thomas era l'alloggio di un Primo Ufficiale... e c'era una gran bella differenza.</em><br />
<em>Sentiva sulla pelle la sensazione di pulito che si provava dopo una doccia, e nonostante avesse gradito crogiolarsi ancora un po' sapeva... anche se non capiva bene... che doveva muoversi, andarsene da lÃ¬.</em><br />
<em>Agire.</em><br />
<em>Si allungÃ² per prendere un telo in cui avvolgere il corpo e fu in quel momento che la vide.</em><br />
<em>Il Capitano Enizia stava a pochi metri da lei con uno sguardo grondante odio. L'andoriana apriva e stringeva ritmicamente le mani, serrando i pungi... e lei si avvide chiaramente quando comparve dal niente un coltello.</em><br />
<em>Non era possibile.</em><br />
<em>Non era stato un teletrasporto e per quanto quella donna fosse esperta in molti tipi di combattimento corpo a corpo, non poteva aver fatto comparire quella lama dal niente.</em><br />
<em>C'era qualcosa che non andava.</em><br />
<em>E quando le cose non andavano come dovevano... lei perdeva le persone che amava... un lampo di angoscia le riempÃ¬ lo sguardo.</em><br />
<em>Un lampo di angoscia che spiazzÃ² completamente Enizia.</em><br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 11:45</strong></p><br />
Thurax stava nervosamente picchiettando la poltrona del Capitano con le dita. Non era riuscito a sedercisi, per lei... ma soprattutto perchÃ© lui non la reputava sua.<br />
Enizia era un Capitano difficile, ma fuori servizio era una donna di indubbio interesse. Una donna che aveva dimostrato da subito un certo interesse nei suoi confronti e che non aveva nessuna intenzione di perdere prima del tempo...<br />
...ed un Capitano che nonostante fosse <em>difficile</em>, aveva tutte le caratteristiche per tenere in mano quel convoglio e riportarli a casa.<br />
=^= Capitano Thurax... =^=<br />
Avrebbe sbuffato, ma sapeva che aveva ragione Pierce. Quel richiamo alla regola per cui l'ufficiale in comando, qualunque fosse il suo grado, aveva diritto a quell'appellativo dava certezze agli equipaggi.<br />
"Capitano Pierce... sono tutto orecchi..."<br />
=^= C'Ã¨ una distorsione tra le nostre navi, racchiusa in una bolla generatasi in qualche modo che non abbiamo ancora compreso totalmente, una reazione tra gli scudi ed un potente campo psionico che esce da questa bolla e ci... avvolge. =^=<br />
"Capitano, sembra un gioco di specchi ed incastri, noi imprigioniamo una bolla che ci imprigiona?"<br />
=^= Semplificando sÃ¬. Le inviamo la sagoma rilevata della distorsione, dia un'occhiata... - Pierce attese qualche secondo, fino a che lo stupore sul volto della sua controparte gli fece capire che poteva proseguire - ...secondo i nostri ufficiali scientifici ci sono due strade... =^=<br />
"Come mai sospetto che non siano facilmente percorribili?"<br />
=^= Diciamo che in questo momento potrei essere quasi contento che a capo del convoglio ci sia la Baffin... e quindi lei. Opzione 1: Interrompiamo la sincronizzazione degli scudi... Opzione 2: Mettiamoli sotto pressione... in entrambi i casi, non abbiamo piÃ¹ tempo.=^=<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>Zona di spazio tra le navi federali - Nave Bothan - Contemporaneamente</strong></p><br />
"Ci hanno trovato. Ordini?"<br />
Il comandante bothan si sera seduto con la testa tra le mani.<br />
La loro filosofia era stata sempre quella del totale isolazionismo. Se mai qualcuno cercava di avvicinarli, si difendevano... semplicemente perchÃ© era un loro diritto e perchÃ© potevano.<br />
Una filosofia che aveva funzionato fino a che non si erano imbattuti nella Voyager ed in quella ragazza... a bordo di queste nuove navi, non c'era nessuno con poteri paragonabili a quelli, ciÃ² nonostante erano in difficoltÃ .<br />
Doveva decidere in fretta.<br />
Quello che oramai era evidente, era il fallimento della loro strategia attuale... e proprio per questo, diveniva prioritario vivere.<br />
Avrebbe scelto volentieri il sacrificio massimo per il bene del suo popolo, ma era evidente che le informazioni nuove che avevano raccolto dovevano essere trasmesse, assolutamente.<br />
Si alzÃ² in piedi.<br />
"Interrompete il campo psionico."<br />
<br />
<p class="Stile2"><strong>USS Curie - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 11:47</strong></p><br />
=^= Infermeria a plancia... non so cosa avete fatto, ma qui la situazione si sta stabilizzando. =^=<br />
Pierce sentÃ¬ le spalle rilassarsi.<br />
"Dottore mi puÃ² confermare lo stato delle pazienti?"<br />
=^= Al momento i parametri vitali si stanno riportando nella norma, ma non mi sbilancio. Per ora le stiamo mantenendo sedate... Capitano... =^=<br />
"Mi tenga informato..."<br />
Si lasciÃ² cadere sulla poltrona alle sue spalle.<br />
"Capitano Thurax... come va la situazione da voi?"<br />
=^= In stabilizzazione anche qui... qualcuno ha deciso per noi. =^=<br />
"Per ora... ma non possiamo restare in questa situazione di stallo in eterno..."<br />
=^= Ha ragione, ma non so come... ho il sospetto che il Capitano Enizia ed il Capitano Suri faranno di tutto per tornare in plancia prima che io e lei possiamo decidere alcunchÃ©... =^=<br />
]]></description>
            <author>Capitano Enizia del Clan Gishna </author>
            <pubDate>Mon, 02 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-07 OscuritÃ </title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br /><br /><b>Zona di spazio tra le navi federali - Nave Bothan - 23 marzo 2393 - Ore 12:53</b><br /><br />
<br />
Vuoto.<br />
Il comandante Bothan osservava lo schermo dalla sua poltrona di comando al centro della piccola plancia, come se vi potesse trovare scritta la soluzione ai suoi problemi. Purtroppo la risposta sembrava ben poco incline a manifestarsi e lo spazio tra le due navi rimaneva ostinatamente vuoto.<br />
Le sue alternative si andavano esaurendo ad un ritmo preoccupante.<br />
Sospendere il campo psionico era stata l'unica scelta possibile per uscire dall'impasse che stava rischiando di ucciderli. Ucciderli senza scopo, senza la benchÃ© minima possibilitÃ  di portare a termine la missione nÃ© di trasmettere le informazioni che aveva raccolto, ora piÃ¹ che mai vitali per la sua gente.<br />
Era stata l'unica scelta possibile se sperava di portare a casa la sua nave. Ma li aveva privati della loro unica arma, l'unica merce di scambio di cui disponeva e che per nessuna ragione poteva permettersi di perdere.Si trattava della piÃ¹ semplice delle considerazioni, comune a tutte le specie: la necessitÃ  di assicurarsi la sopravvivenza. In quel momento, come mai prima d'ora, sentiva il peso di quella responsabilitÃ  gravargli sulle spalle.<br />
Se la fuga non era praticabile e le trattative impossibili, l'unica chance era uscire dalla trappola costringendo il predatore a lasciare la presa poco alla volta. Se ci fosse riuscito senza uccidere nessuno... lo sperava. Non era nelle sue intenzioni fare del male.<br />
Ma aveva delle prioritÃ  da rispettare.<br />
Il Comandante alzÃ² nuovamente gli occhi sullo schermo. Forse, rimaneva ancora una possibilitÃ .<br />
Era chiaro che questa gente era progredita nel corso degli anni.<br />
Fortunatamente non erano gli unici.<br />
<br />
<br /><b>Luogo indeterminato - Contemporaneamente</b><br /><br />
<i>Buio.</i><br />
<i>L'alloggio di Tommy, Enizia, il pugnale e poi solo il buio. Un'oscuritÃ  pesante che preme sugli occhi e sulle orecchie, che toglie il respiro.</i><br />
<i>Luz si voltÃ², ruotÃ² su sÃ© stessa timorosa di muoversi ma cercando un lampo di luce, un suono, un qualsiasi indizio su cosa stesse accadendo. Sfortunatamente, perÃ², tutti i suoi sensi al momento sembravano poco collaborativi. Per un momento sentÃ¬ salire il panico. Se la visione di Enizia con quel coltello in mano, con quello sguardo, era stata inquietante il buio non era un gran miglioramento. In un certo senso c'era una sorta di ironia in quella situazione. Ironia che certo avrebbe apprezzato di piÃ¹ se non fosse stata cosÃ¬ impegnata a cercare di trovarvi un senso. Quante notti aveva passato a cantare ninnananne a Raul, il suo bambino che dopo un incubo aveva paura di dormire al buio?</i><br />
<i>Con un respiro profondo si impose di calmarsi.</i><br />
<i>Era ridicolo.</i><br />
<i>Non c'Ã¨ nulla di cui avere paura in una stanza vuota.</i><br />
<i>* Ammesso che la stanza sia vuota...* il pensiero le attraversÃ² la mente e in un attimo seppe di non essere sola.</i><br />
<i>Immediatamente qualcosa le sfiorÃ² la gamba nuda. Un tocco morbido, soffice che la fece sobbalzare. Si sforzÃ² di controllarsi e di rimanere immobile, in ascolto. Un miagolio, qualche metro piÃ¹ a destra, la fece voltare.</i><br />
<i>Un gatto?</i><br />
<i>SentÃ¬ i muscoli rilassarsi, come se la presenza del gatto rendesse l'essere completamente al buio, sia fisicamente sia metaforicamente, una condizione perfettamente normale.</i><br />
<i>Ma non lo era.</i><br />
<i>Luz era di nuovo all'erta, in ascolto, e questa volta il suono non la colse impreparata. Una sola parola pronunciata da una voce controllata.</i><br />
<i>Una voce conosciuta.</i><br />
<i><br />
"Athena?" chiese la voce nel buio.</i><br />
<i>Luz colse un movimento dietro di lei.</i><br />
<i>"Samak... Ã¨ lei?"</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Sala riunioni - 23 marzo 2393 - Ore 15:02</b><br /><br />
  <br />
Pierce era il ritratto stesso dell'infelicitÃ .<br />
Se la nuova edizione dell'Enciclopedia a cura del Centro Linguistico Federale avesse avuto bisogno di un'immagine per illustrare il termine, una sua olofoto sarebbe andata benissimo.<br />
Accomodata nella sua poltroncina, Timeran lo osservava da qualche istante, concentrata solo a metÃ  sulla conversazione vagamente ossessiva in corso da dieci minuti tra Tynam, Sorin e il dottor Maurian. Non stavano arrivando da nessuna parte e Pierce lo sapeva come lo sapeva lei. Come lo sapevano tutti in quella stanza.<br />
In definitiva, nonostante tutto, non avevano davvero prove concrete che si trattasse dei Bothan.<br />
Certo, avevano un bel mucchio di ipotesi. Ma lei ipotesi, per loro natura, non sono certezze.<br />
E anche se cosÃ¬ fosse non avevano idea del perchÃ© i Bothan stessero facendo tutto questo e cosÃ¬ lontano da casa.<br />
Il ritorno dei parametri delle pazienti alla norma era stato un successo da festeggiare.<br />
All'inizio, almeno, quando Enizia e le altre si erano svegliate. Come previsto il Capitano della Baffin aveva impiegato meno di mezz'ora a convincere Maurian a lasciarla tornare in plancia. Timeran non aveva assistito alla conversazione ma Appel non era stato avaro di particolari. Enizia non aveva perso un grammo della sua tempra, o del suo caratteraccio come diceva qualcuno, e questo era sembrato un fatto positivo.<br />
L'equipaggio, forse anche solo inconsapevolmente, aveva tratto beneficio dal vederla entrare a passo deciso in plancia e riprendere il comando, nonostante il sonno forzato avesse lasciato piÃ¹ di qualche ombra sul suo viso.<br />
L'entusiasmo era scemato nel momento in cui era apparso chiaro che Suri non avrebbe fatto altrettanto.<br />
NÃ© Luz.<br />
NÃ© Samak.<br />
NÃ© una decina di altre donne che semplicemente non si erano svegliate.<br />
Qualcosa decisamente non andava.<br />
=^= ...e abbiamo finito le opzioni, temo. =^=<br />
Timeran distolse lo sguardo da Pierce per portarlo sull'immagine azzurrina di Thurax che aveva preso la parola.<br />
=^=Non possiamo rimodulare ancora le frequenze dei deflettori. Abbiamo quasi ucciso le pazienti l'ultima volta. =^=<br />
=^= Ci avete anche svegliate. Ãˆ possibile che quel... - Enizia, l'unica la cui immagine proiettata sembrava davvero reale in quella sala riunioni, si fermÃ² qualche secondo cercando un termine adatto per descrivere l'esperienza, un termine che non tradisse la sensazione di angoscia che il ricordo le aveva causato al risveglio - ...sogno condiviso sia stato interrotto dalla rimodulazione degli scudi. Anche solo indirettamente. =^=<br />
=^= Il rischio potrebbe essere accettabile se questo significasse poter svegliare le altre pazienti. =^=<br />
Il commento di Sorin precedette qualche minuto di silenzio in cui tutti sembrarono pensare la stessa cosa. <br />
"Accettabile? - domandÃ² Pierce, i gomiti appoggiati al lucido piano del tavolo di fronte a lui - Potrebbero svegliarsi o potrebbero morire. E non c'Ã¨ modo di sapere se la percentuale di rischio sia a nostro favore o no. Non possiamo valutare se il rischio Ã¨ accettabile."<br />
Il suo tono era fermo, l'obiezione tutto sommato logica, ma il sottinteso era chiaro.<br />
Per lui non era accettabile.<br />
Timeran si mosse leggermente sulla sedia. Non c'era niente che lei potesse fare, nÃ© per Luz nÃ© per Samak, nÃ© per le altre, se non cercare di mantenere la sanitÃ  mentale di chi davvero poteva aiutarle.<br />
Ammesso che qualcuno ci fosse. E temeva di stare fallendo anche in questo.<br />
<i>Buio.</i><br />
<i>Qualcosa o qualcuno si stava muovendo nel buio. Timeran sentÃ¬ la voce di Luz chiamare Samak nel silenzio.</i><br />
SbattÃ© le palpebre e vide che tutti nella sala riunioni la stavano osservando. Tynan le stava parlando, un'espressione un po' perplessa in viso.<br />
"Consigliere, Ã¨ ancora con noi?" le chiese.<br />
"SÃ¬, sÃ¬... certamente. Scusate."<br />
Timeran tossicchiÃ², in imbarazzo. Si era distratta pensando a Luz e alle altre. Considerando che il compito di tenere tutti concentrati sulla situazione attuale era soprattutto suo, come di Appel, non si trattava esattamente della figura piÃ¹ professionale della sua carriera. Si sfregÃ² leggermente la tempia destra con due dita. Magari questo lo avrebbe omesso nelle sue memorie.<br />
Appel riprese a parlare, il suo sguardo rimase su di lei.<br />
=^= Dicevo... io e il Comandante Bhreel concordiamo sul fatto che, stando a quello che ci ha raccontato il Capitano, le visioni che le pazienti hanno avuto hanno molti tratti in comune con quelle descritte nei rapporti della Voyager. =^=<br />
=^= Anche il modus operandi Ã¨ simile. Inoltre ci sono i risultati delle scansioni effettuate durante la rimodulazione degli scudi... - si inserÃ¬ Volkoff - ...Ã¨ chiaro che c'Ã¨ qualcuno qui con noi, anche se al momento non siamo in grado di dire dove sia di preciso questo qualcuno. =^=<br />
Era chiaro anche che Volkoff considerava il non conoscere la posizione dell'ipotetica nave Bothan una mancanza inqualificabile da parte propria, benchÃ© non ne avesse colpa.<br />
=^= Esattamente. Tutte gli indizi sembrano avvalorare le ipotesi che ci siano i Bothan dietro a questa storia. =^=<br />
=^= Rimane la questione della distanza dal loro spazio. Qualcosa li ha indotti a spingersi cosÃ¬ lontano da casa. =^=<br />
"Forse proprio l'arrivo della Voyager, se Ã¨ stata intesa come una minaccia."<br />
Timeran annuÃ¬ all'ultima frase di Tynan.<br />
"Potrebbe trattarsi di una reazione all'ultimo incontro con una nave federale. Kes aveva provocato non..."<br />
<i>"Dottoressa Fuentes?" chiamÃ² Samak.</i><br />
"Consigliere!"<br />
Pierce la stava scuotendo per una spalla. Timeran lo guardÃ².<br />
"Cosa? - gli sguardi erano di nuovo tutti su di lei - Samak?"<br />
Maurian aggrottÃ² le sopracciglia sentendole fare il nome della vulcaniana, con quell'espressione un po' perplessa e un po' seccata che sembrava cosÃ¬ adatta al suo volto.<br />
"Il comandante Samak Ã¨ in infermeria, Consigliere. Le sue condizioni sono invariate."<br />
Certo, era chiaro che Samak fosse in infermeria. Timeran lo sapeva benissimo. Non era in condizioni di andarsene a spasso per la nave. E nemmeno per ipotetiche stanze buie insieme a Luz.<br />
La faccenda si stava facendo penosamente piÃ¹ imbarazzante di secondo in secondo.<br />
"Certo. Naturalmente. Io..."<br />
<i>"Samak, sono qui!" La voce di Luz, nel buio.</i><br />
Timeran si alzÃ² di scatto dalla poltroncina attirandosi lo sguardo allarmato di Pierce accanto a lei.<br />
L'uomo ebbe giusto un istante per afferrarla al volo prima che cadesse, impedendole con provvidenziale rapiditÃ  di colpire con la fronte il piano del tavolo.<br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 16:22</b><br /><br />
Pierce si massaggiÃ² con le dita la radice del naso per qualche istante prima di tornare ad alzare gli occhi sull'assistente di Luz che al momento dirigeva l'infermeria della Curie.<br />
"Non capisco. Ãˆ un effetto che non si Ã¨ manifestato in nessun altro. Le pazienti che non si sono svegliate... - disse lanciando uno sguardo oltre la vetrata che separava l'ufficio dall'infermeria principale - ...non hanno mostrato cambiamenti."<br />
Il medico scosse la testa.<br />
"In realtÃ ... abbiamo rilevato una modificazione nella frequenza delle onde delta, ma non riusciamo a identificarne la causa. Ãˆ chiaro che qualcosa Ã¨ cambiato. Abbiamo osservato le stesse onde nei tracciati del Consigliere Bhreel."<br />
"Ma il Consigliere Ã¨ sveglia, se ho ben capito."<br />
"Non proprio. Ãˆ come se entrasse e uscisse dallo stato di coma indotto."<br />
Pierce inspirÃ² a denti stretti.<br />
Perfetto.<br />
Un altro mistero era esattamente quel che gli serviva per completare la giornata. L'esperienza gli aveva insegnato a trarre da ogni situazione un vantaggio. Ma qui di vantaggi, lui riusciva a vederne ben pochi.<br />
Tynan, che finora era rimasto in silenzio accanto al medico, lo superÃ² per raggiungere un pannello.<br />
Lo attivÃ² con un colpetto mostrando un tracciato con due diverse linee frastagliate sovrapposte l'una all'altra.<br />
"Abbiamo un'ipotesi, comandante. Crediamo che possa dipendere dal fatto che il Consigliere Ã¨ una trill unita."<br />
Pierce annuÃ¬. SentÃ¬ dietro la tempia il pulsare tipico che preannunciava l'emicrania in arrivo.<br />
Qualche mese prima, all'inizio della missione, sarebbe stata un'ottima scusa per far visita a Luz.<br />
Adesso era solo una gran seccatura. Si permise per un istante di alzare nuovamente lo sguardo verso la vetrata oltre la quale dormiva anche la sua promessa sposa.<br />
Tynan gli concesse trenta secondi di fantasticherie prima di continuare.<br />
"Come forse sa, il simbionte al momento dell'unione si allaccia direttamente al midollo spinale dell'ospite. - Tynan indicÃ² con un cenno un punto all'altezza del proprio stomaco - In questo modo i due sistemi nervosi operano in perfetta sincronia, come se fossero uno. I collegamenti sinaptici si sviluppano in modo da permettere una perfetta integrazione. Ricordi e pensieri vengono condivisi liberamente."<br />
Pierce annuÃ¬ ancora.<br />
"Ãˆ chiaro."<br />
L'Ufficiale Scientifico riprese.<br />
"Nonostante questo, i due sistemi nervosi restano fisicamente due unitÃ  distinte, anche se collegate." <br />
"Noi crediamo... - si inserÃ¬ il medico - ...che l'emissione psionica, se di questo si tratta, non abbia effetto sul simbionte, ma solo sull'ospite. Questo potrebbe provocare in teoria uno stato di sonno frammentato."<br />
"Esatto. Purtroppo gli unici trill uniti a bordo oltre al Consigliere siamo io e il comandante Thurax. Se l'obbiettivo, come sembra, sono ancora le donne non abbiamo un termine di paragone per avvalorare l'ipotesi."<br />
Pierce rimase in silenzio per qualche istante, la mente che macinava febbrilmente le informazioni nel tentativo di trovarvi un'utilitÃ .<br />
"Potrebbe essere un effetto voluto? Ammettendo sempre che si tratti dei Bothan?" domandÃ².<br />
"Ãˆ impossibile dirlo. Anche se, dato che la Voyager non aveva a bordo trill uniti, Ã¨ possibile che i Bothan non abbiano mai avuto a che fare con nulla di simile. Potrebbe trattarsi di un effetto del tutto casuale."<br />
Il Primo Ufficiale scosse la testa.<br />
"Che senso ha? Cosa stanno cercando di ottenere? - Sapeva bene che nessuno dei due era in grado di dargli una risposta e non si prese la briga di aspettarne una - RiferirÃ² quello che avete scoperto al Comandante Thurax e al Capitano Enizia. Tenetemi informato."<br />
Senza un'altra parola uscÃ¬.<br />
<br />
<br /><b>Luogo indefinito - Contemporaneamente</b><br /><br />
<i>Le due donne nel buio si stavano cercando. Poteva vederle nonostante l'oscuritÃ  del sogno indotto e ne osservava attentamente le mosse. Non sembravano avere alcun sentore di non essere sole.</i><br />
<i>SentÃ¬ il miagolio del gatto.</i><br />
<i>Sapeva che non era reale, ma il suono lo incuriosÃ¬.</i><br />
<i>RiportÃ² lo sguardo sulle donne e dopo qualche istante si mosse per raggiungerle.</i><br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-08 Gli Hod</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Piotr Alexei Volkoff<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 17:30</b><br /><br />
<br />
"Come sta? Qualche cambiamento?"<br />
L'imponente russo osservava il corpo immobile sul lettino diagnostico con sguardo accigliato.<br />
"Nessuno, come per le altre che ancora sono imprigionate nel sogno... Suri, Samak e Luz sono nel suo stesso stato, poi ci sono altre sei donne ancora addormentate ma la loro condizione sembra molto diversa. Ancora non sappiamo cosa differenzi i due stati di sonno... - Â rispose il Comandante Maurian con il suo tipico accento francese - Per controllare le sue funzioni vitali abbiamo dovuto toglierle l'armatura e non sapendo come fare ho dovuto staccarla pezzo per pezzo..."<br />
"Ãˆ cosÃ¬ diversa senza... - Â rispose Piotr ancora sorpreso per la trasformazione dell'hirogena senza l'armatura addosso - Pensi che se la caverÃ ?"<br />
"Non mi preoccupa il suo stato di salute... mi preoccupa di piÃ¹ quando si sveglierÃ  e saprÃ  che le ho fatto a pezzi la sua armatura!"<br />
Richiamato da un infermiere, colpÃ¬ lievemente il pugno sul duro bicipite del russo in segno di saluto per poi andare ad occuparsi degli altri pazienti.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 17:40</b><br /><br />
Le porte del turbo ascensore si aprirono permettendo a Volkoff di entrare nella sala. Il Capitano lo guardÃ² per un attimo mentre le antenne si irrigidivano lievemente.<br />
"Come sta la nostra ospite?"<br />
"Ancora niente Capitano... riprendo il mio posto."<br />
"Le avevo detto di andare a riposarsi."<br />
"GiÃ  lo so..." rispose lui e l'andoriana non commentÃ² tornando a guardare la strana bolla visibile sullo schermo.<br />
"Signor Thurax, qualche novitÃ ?"<br />
"No Signore... non riusciamo a trovare niente a cui agganciare armi o sensori, ma l'emissione psionica sembra essere cessata del tutto ormai da sei ore."<br />
"E allora perchÃ© il Capitano Suri e le altre non si sono ancora risvegliate?" <br />
"Non conosciamo niente di questa tecnologia. - rispose Sorin con la consueta freddezza - Per quello che ne sappiamo potrebbe essere una cosa normale, oppure una conseguenza della tecnologia bothan sul nostro tipo di sistema nervoso."<br />
"Ancora troppe incognite... ma c'Ã¨ qualcuno che potrebbe avere delle risposte. - lo sguardo di Enizia si fece piÃ¹ feroce - Bene, abbiamo provato con le buone adesso Ã¨ il momento delle cattive!"<br />
Volkoff fece danzare le dita sulla console armando i lanciasiluri e poi annui in direzione del Capitano.<br />
"Tutti i canali aperti Signore!" esclamÃ² l'addetto alle comunicazioni.<br />
<br />
<br /><b>Nave Bothan - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 17:45</b><br /><br />
"Signore, una nuova comunicazione in arrivo!"<br />
Il Capitano fece un cenno affermativo all'indirizzo del suo sottoposto.<br />
=^= USS Baffin alla nave occultata, abbiamo pazientato abbastanza visto che ci avete attaccato. Come ben sapete non possiamo agganciarvi grazie ai vostri sistemi di occultamento, ma un'intera salva di siluri Ã¨ stata programmata per esplodere all'interno della bolla quindi non farebbe nessuna differenza... =^=<br />
"Ãˆ una trappola Signore, se avessero potuto farlo l'avrebbero giÃ  fatto!" esclamÃ² l'Ufficiale Tattico.<br />
* Potuto o voluto? Una differenza importante... * pensÃ² il Capitano senza distogliere gli occhi dalle due imponenti navi che lo accerchiavano.<br />
"Se non vogliono attaccarci perchÃ© non se ne sono andati quando il raggio psionico Ã¨ stato interrotto?" continuÃ² l'Ufficiale Scientifico.<br />
Il Capitano lo guardÃ² infastidito... che domanda idiota. Chiunque fosse stato attaccato aveva tutto il diritto di chiedere spiegazioni e di vendicarsi oltretutto... la domanda piÃ¹ importante era un'altra: quale sarebbe stato il prezzo per il suo fallimento? Si sarebbero accontentati di lui o avrebbero voluto anche la testa dei suoi uomini come risarcimento per l'attacco subito?<br />
=^= Non abbiamo intenzioni ostili, ma alcuni membri dell'equipaggio sono ancora imprigionati nei loro sogni e se non ci date prova che non si tratta di un ulteriore attacco da parte vostra saremo costretti a tentare approcci piÃ¹ drastici... avete cinque minuti! =^=<br />
"Per Ados!" mormorÃ² l'Ufficiale Scientifico.<br />
"Non Ã¨ possibile! Ãˆ una trappola!" confermÃ² il secondo in comando.<br />
"Ieek, voglio un controllo di livello Limbda sui filtri del processore neurale!" ordinÃ² il Capitano con voce alterata dalla paura.<br />
"Signore non Ã¨ possibile che un Hod si sia inserito nella canalizzazione, la tecnologia psionica di nuova generazione ormai non lo permette piÃ¹!" sentenziÃ² Ieek pur iniziando la procedura.<br />
"Una tecnologia costantemente controllata e revisionata in stazioni apposite non lo permette piÃ¹... siamo lontani da casa da due anni e non abbiamo i mezzi per una revisione approfondita. Faccia quello che le ho detto!" <br />
"Signore... - la voce di Ieek era angosciata - ...breccia nei sistemi neurali... Ã¨ un Hod..."<br />
"Ados ci salvi tutti..."<br />
I piani del Capitano per uscire da quella impasse erano stati improvvisamente spazzati via.<br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Plancia - 23 marzo 2393 - Ore 17:52</b><br /><br />
"Nave in disoccultamento. Ãˆ confermato si tratta di una nave bothan!" esclamÃ² Volkoff.<br />
"Almeno su questo non ci eravamo sbagliati..." assentÃ¬ Enizia.<br />
"Signore una comunicazione in arrivo dalla nave bothan!" intervenne l'addetto alle comunicazioni.<br />
"Sullo schermo!"<br />
=^= Qui vascello di interdizione Yosh, sono il Capitano Glens, ci arrendiamo! Ripeto, ci arrendiamo! =^=<br />
"Capitano si calmi, non abbiamo nessuna intenzione di attaccarvi, noi..."<br />
=^= Capitano Enizia, ho assoluta necessitÃ  di parlare con lei... ne va della vita di tutti noi! =^=<br />
"Come sa il mio nome!?" esclamÃ² l'andoriana.<br />
* Ma perchÃ© tutti sanno chi siamo prima ancora di presentarci? *<br />
=^= Non c'Ã¨ tempo... devo venire immediatamente a bordo! =^=<br />
"Signor Volkoff, una squadra di sicurezza in sala teletrasporto due... vada a prendere il nostro ospite e lo porti in sala riunioni uno! Comunicate a tutti gli ufficiali che la riunione inizia fra cinque minuti!" <br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala riunioni 1 - 23 marzo 2393 - Ore 18:00</b><br /><br />
Il bothan sembrava ancora piÃ¹ piccolo quando entrÃ² nella sala scortato dagli uomini della sicurezza e lo sembrÃ² ancora di piÃ¹ quando fu fatto sedere e accanto a lui rimase Volkoff in piedi a braccia conserte. Il Capitano Glens guardÃ² la montagna umana accanto a lui e deglutÃ¬ visibilmente ma si riprese abbastanza per parlare all'indirizzo dello strano essere dalla pelle blu.<br />
"Capitano Enizia la prego di ritenere me il responsabile per l'attacco e di lasciare in vita i miei uomini, loro seguivano solo i miei ordini!"<br />
Enizia sollevÃ² gli occhi al cielo.<br />
"Capitano le ho giÃ  detto che non abbiamo intenzioni ostili!"<br />
Il bothan guardÃ² dubbioso sopra di lui ed il Capo della Sicurezza ringhiÃ² minaccioso in tutta risposta.<br />
"Oh santo cielo! Signor Volkoff si sieda! - accanto a Enizia il Consigliere si portÃ² una mano alla bocca per nascondere una risata - Torniamo a noi, come fa a conoscere il mio nome?"<br />
"Abbiamo monitorato i vostri sogni, ma adesso non Ã¨ questa la cosa importante..."<br />
"In effetti no! La cosa importante Ã¨ che alcuni dei nostri compagni sono ancora addormentati e non riusciamo a svegliarli."<br />
"SÃ¬ Capitano lo so... Ã¨ stato questo a farmi prendere la decisione di consegnarmi a voi, siamo tutti in grave pericolo, dovete mettere le persone addormentate in una navetta e poi distruggerla immediatamente!"<br />
=^= Che cosa?!?! =^= esclamÃ² il Comandante Pierce scattando in piedi.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 23 marzo 2393 - Contemporaneamente</b><br /><br />
<i>La Dottoressa Fuentes si muoveva a tentoni in quella oscuritÃ  impenetrabile. Dopo un primo momento di assoluto terrore che l'aveva costretta a rimanere immobile per paura che ad un passo da lei ci fosse un baratro senza fine, si era ripresa abbastanza da tentare dei piccoli quanto tremanti passi. </i><br />
<i>Attorno a lei c'era un silenzio opprimente quanto l'oscuritÃ  in cui era immersa, ma ogni tanto, come se fosse un suono fantasma, le giungeva all'orecchio un suono basso e profondo, qualcosa di familiare ma allo stesso tempo alieno e incomprensibile.</i><br />
<i>A carponi, lentamente, saggiando con la mano una superficie che sembrava fredda come il metallo, la Dottoressa si faceva avanti seguendo quel suono... non che fosse cosÃ¬ curiosa di scoprire cosa lo provocasse, ma sembrava che una direzione o un'altra non facesse nessuna differenza.</i><br />
<i>Adesso il suono era ad un passo da lei... sempre piÃ¹ familiare. Luz allungÃ² una mano tremante per poi ritirarla di scatto. La cosa smise immediatamente di ronfare e emise solo un flebile miagolio.</i><br />
<i>* Faith? *</i><br />
<i>Poteva avere senso... dopotutto anche la piccola gatta di Suri era una femmina. Ma che stava dicendo? Come poteva avere senso tutto questo? Non sapeva dove si trovava, ma di certo non sulla sua nave... ovunque era andata non aveva trovato una sola paratia. Forse una sala ologrammi?</i><br />
<i>"Computer termina programma!" tentar non nuoce.</i><br />
<i>Una mano si serrÃ² immediatamente sulla sua bocca e un braccio dalla forza prodigiosa le bloccÃ² i movimenti. Il terrore montÃ² come una piena minacciando di sopraffarla e dovette ricacciarlo indietro a forza. TentÃ² di divincolarsi ma un sussurro all'orecchio la fece desistere.</i><br />
<i>"Comandante non siamo sole..." era indubbiamente la voce di Suri, ecco perchÃ© la piccola palla di pelo che teneva fra le mani stava facendo le fusa, aveva sentito la sua padrona.</i><br />
<i>"Cos'Ã¨?" chiese emettendo solo un sospiro.</i><br />
<i>"Non lo so... tenga la mia mano e mi segua."</i><br />
<i>Come se fosse pieno giorno il Capitano della Curie la guidÃ² in una direzione e dalla velocitÃ  con cui si muoveva non sembrava preoccupata di eventuali strapiombi. All'improvviso, come se avesse spostato una tenda, tutto tornÃ² ad illuminarsi.</i><br />
<i>Si trovavano su una scogliera a picco sul mare, in lontananza un cielo tempestoso prometteva una dimostrazione pratica del termine </i>furia della natura<i>.</i><br />
<i>Inginocchiata sull'orlo della scogliera con una postura rilassata se ne stava in meditazione il Comandante Samak.</i><br />
<i>"Comandante?!" esclamÃ² la Dottoressa ma l'unico risultato fu quello di un lieve irrigidimento delle spalle.</i><br />
<i>"Comandante Samak rapporto!" la voce imperiosa di Suri la costrinse a voltare la testa e sollevare un sopracciglio.</i><br />
<i>"Immagino che voi due non siate parte del mio sogno..."</i><br />
<i>"Come Ã¨ arrivata a questa conclusione?" le chiese il Capitano.</i><br />
<i>"Non ritengo probabile che una visione del mio Capitano mi chieda un rapporto in questa situazione, anche se, la logica potrebbe non essere molto applicabile dove ci troviamo adesso."</i><br />
<i>"Di grazia... dove ci troviamo adesso?" chiese timidamente la Dottoressa guardandosi attorno.</i><br />
<i>"Indubbiamente in uno stato di sonno indotto dai Bothan o comunque con la loro tecnologia..." rispose l'Ufficiale Tattico come se fosse una cosa palese.</i><br />
<i>"Stiamo sognando?" rimarcÃ² il medico come se non credesse alle sue orecchie.</i><br />
<i>"Mi sembra logico... visto che sulla nave non abbiamo una scogliera." le precisÃ² il Capitano guardandola.</i><br />
<i>"Diavolo! Umorismo Capitano?" chiese lei sorridendo.</i><br />
<i>"No, solo una constatazione..."</i><br />
<i>* GiÃ  domanda stupida! * pensÃ² Luz sospirando.</i><br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala riunioni 1 - 23 marzo 2393 - Ore 18:10</b><br /><br />
L'affermazione del Capitano Bothan aveva fatto esplodere un putiferio, tutti parlavano all'unisono creando il caos nella sala.<br />
"Adesso basta! - esclamÃ² Enizia portando immediatamente il silenzio - Capitano Glens la prego di darmi una spiegazione se non vuole finire fuori dalla nave passando dalla paratia!"<br />
"Per spiegarle la situazione devo raccontarle qualcosa della mia gente... il popolo Bothan basa la sua societÃ  e la sua cultura sui sogni. Da settecento anni, dopo che fu inventato il primo raggio psionico, il nostro popolo si Ã¨ spinto sempre di piÃ¹ verso il mondo onirico. - guardÃ² i presenti per vedere se avessero recepito le sue parole e poi riprese - In questo momento, almeno l'ottanta per cento della popolazione sta dormendo grazie ad un induttore psionico molto simile a quello che abbiamo usato su di voi... questo fa si che i bothan siano un popolo estremamente chiuso e territoriale... penso che anche voi non vorreste essere attaccati mentre state dormendo."<br />
"Per questo vi siete spinti con delle navi molto lontano dal vostro territorio... prima intercettate delle minacce, prima avete modo di avvertire il vostro popolo" commentÃ² il Consigliere della Baffin.<br />
"Esatto! Personalmente non sono mai stato d'accordo con questo piano di difesa perchÃ© a mio parere rende ancora piÃ¹ palese la nostra presenza nel quadrante, ma ho degli ordini ed intendo seguirli. - rispose risoluto il botta - Il nostro intento comunque era insinuarci nei vostri sogni e spingervi ad ignorare il nostro territorio... ma qualcosa Ã¨ andato storto ed adesso so anche cosa..."<br />
=^= E cosa centra tutto questo col fare esplodere una navetta contenente i nostri colleghi e amici? =^= intervenne il Primo Ufficiale della Curie che non aveva nessuna intenzione di fare cadere l'argomento principale.<br />
"Arrivo subito al dunque... cinquecento anni fa le macchine dei sogni iniziarono ad essere sempre piÃ¹ potenti, tanto potenti che un'unica macchina permetteva il controllo dei sogni di una sola cittÃ  di piÃ¹ di un milione di abitanti... - Glens ebbe un brivido che fu palese a tutti gli ufficiali poi riprese - ...sulla colonia Vaoe, un pianeta ai confini estremi del nostro territorio, fu inaugurata la piÃ¹ grande macchina dei sogni mai costruita dai bothan, si diceva che potesse controllare i sogni dell'intero pianeta. Quando fu attivata provocÃ² uno squarcio fra la realtÃ  e il mondo dei sogni e gli Hod entrarono a centinaia attraverso l'apertura massacrando l'intero pianeta..."<br />
"Cosa sono gli Hod?" chiese incuriosito Louis.<br />
"Non sono esseri senzienti nel vero senso della parola... sono fatti di sogni o meglio di incubi. Sono praticamente incorporei nella nostra realtÃ  e quindi nessuna arma, scudo o qualsiasi altra cosa puÃ² fermarli... attaccano un essere vivente e si nutrono dei suoi percorsi neurali passandoci attraverso come se fossero delle ombre!"<br />
"Praticamente degli spettri... nel folklore terrestre si tratta degli spiriti dei morti. Non ne Ã¨ mai stata provata l'esistenza perÃ², sono solo dei miti." spiegÃ² il Consigliere.<br />
"Purtroppo i nostri spettri sono reali, abbiamo persino dei sistemi per individuare uno strappo della realtÃ ... Vaoe non Ã¨ stato l'unico caso purtroppo."<br />
"E avete rilevato uno strappo nel nostro caso?" chiese il Capitano Enizia.<br />
Il bothan assentÃ¬ con lo sguardo rivolto al tavolo.<br />
"La creatura Ã¨ riuscita a legare i sogni di coloro che non si sono svegliati e si nutrirÃ  di loro e quando sarÃ  abbastanza forte riuscirÃ  a palesarsi nella nostra realtÃ ... per questo Ã¨ necessario distruggere i corpi ospite."<br />
"Capitano non possiamo abbandonare i nostri in una navetta!" esclamÃ² Brown pur rendendosi conto che a nessuno degli ufficiali era passato minimamente per la testa una simile possibilitÃ .<br />
"Nel mondo reale sono intangibili, ma nei sogni?" la voce di Volkoff strappÃ² un sussulto al bothan.<br />
"Nei sogni possono essere ancora distrutti, ma Ã¨ una cosa quasi impossibile... ci siamo riusciti solo una volta. Dei cinquanta uomini che entrarono nei sogni per uccidere l'Hod ne rimasero vivi solo cinque! Tenete presente che in quel mondo non esiste nessuna arma si tratta di affrontare quella creatura a mani nude o forse con quello che trovate nell'ambiente!"<br />
"Mandatemi lÃ¬ dentro... - sentenziÃ² Volkoff con tranquillitÃ  - ...vado, ammazzo quel coso e le porto fuori."<br />
=^= AndrÃ² con lui! =^= esclamÃ² immediatamente Pierce.<br />
"Lei non si muoverÃ  dalla sua nave Comandante... la Curie ha bisogno di lei. Dovremmo creare una squadra altamente addestrata e l'unico che puÃ² fare una cosa simile Ã¨ il nostro Capo della Sicurezza." commentÃ² Enizia.<br />
L'ologramma del Tenente Jenkins, una delle donne che avevano avuto la fortuna di svegliarsi ed essere giÃ  in grado di lavorare, confermÃ² le parole del Capitano.<br />
"Purtroppo non Ã¨ possibile... - le parole di Glens furono pesanti come macigni sull'anima di Pierce - Riattivare la macchina potrebbe riaprire lo squarcio e attirare altri Hod e non c'Ã¨ altro modo per collegarsi al loro sogno o comunicare con loro..."<br />
"Questo non Ã¨ del tutto vero! - commentÃ² Sorin - Sono convinto di poter comunicare con loro con una fusione mentale..."<br />
"Non conosco questa tecnica di cui parla quindi non posso dirvi se funzionerÃ ... - replicÃ² Glens - ...ma se Ã¨ il significato delle parole Ã¨ in effetti quello che fa, penso che potrebbe essere molto pericoloso per lei..."<br />
=^= C'Ã¨ un'altra possibilitÃ ... - si intromise Tynan - ...se non erro il Consigliere Bhreel entra ed esce dai sogni... forse potrebbe riuscire a contattarle. Magari guidata dalla fusione mentale. =^=<br />
"Questa potrebbe essere una buona possibilitÃ ... - commentÃ² Enizia - ...ma rimane il fatto che le persone intrappolate non sono in grado di affrontare quell'essere da sole. Samak e Suri hanno il vantaggio della forza ma hanno dei limiti!"<br />
La situazione sembrava disperata.<br />
"A dire il vero loro tre non sono le sole ad essere ancora imprigionate nel sogno... - commentÃ² Piotr accalappiando l'attenzione del gruppo - ..c'Ã¨ anche l'unico essere in grado di affrontare quella bestia... Ã¨ nata per la caccia e ha delle capacitÃ  che vanno al di la di quelle fisiche!"<br />
"Ma certo! Alixia Ã¨ ancora addormentata!" esclamÃ² Maurian.<br />
"L'hirogena? Tenente Volkoff Ã¨ certo che possa affrontare quell'essere?" Â chiese Enizia.<br />
"Ho un sacco di ematomi che testimoniano le sue capacitÃ  di combattimento! - la rassicurÃ² il russo con un cenno affermativo della testa - E poi... che altre opzioni abbiamo?"<br />
]]></description>
            <author>Tenente Piotr Alexei Volkoff</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-09 Non c'Ã¨ piÃ¹ tempo!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Luz Fuentes<br /><br /><br /><b>USS Curie - Infermeria - 23 marzo 2393 - Ore 18:30</b><br /><br />
<br />
Timeran si svegliÃ² dopo l'ennesimo sogno ad occhi aperti: ormai sapeva cosa le succedeva, ma non poteva evitare di sentirsi disorientata e sempre piÃ¹ stanca quando tornava alla realtÃ . Questa volta, oltre al sostituto di Luz, si trovÃ² davanti Enizia, Pierce, Sorin e un essere alieno che identificÃ² come bothan, ricordando i diari della Voyager.<br />
"Che Succede?" chiese timorosa la trill, osservando la preoccupazione sui volti dei presenti.<br />
"Ci sono novitÃ  e non sono piacevoli." rispose Enizia che, in assenza di Suri, sentiva piÃ¹ che mai la responsabilitÃ  per entrambe le navi e voleva essere lei a informare Timeran su quello che avevano intenzione di fare e dei rischi che il Consigliere e Sorin potevano correre.<br />
Bastarono pochi minuti a Enizia per spiegare la situazione a Bhreel che, seduta sul lettino diagnostico, ascoltava attentamente, senza mostrare emozione alcuna.<br />
"Immagino che non ci siano altre soluzioni possibili?" chiese il Consigliere, conscia del fatto che se erano giunti a questa conclusione, ogni altra possibilitÃ  era stata attentamente valutata e scartata!<br />
"Secondo il Capitano Glens... - rispose Enizia indicando il bothan - ...l'altra possibile soluzione Ã¨ di uccidere le nostre compagne prigioniere dell'Hod."<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Contemporaneamente</b><br /><br />
<i>Suri, Samak e Fuentes si erano raccontate le rispettive esperienze in quella specie di limbo che le teneva imprigionate, per cercare di capire cosa, in effetti, fosse e se c'era una possibilitÃ  di fuga.</i><br />
<i>Nel frattempo Faith e Atena, dopo aver cercato invano l'attenzione delle rispettive padrone, stavano giocando tra gli scogli, facendo veloci balzi indietro quando gli spruzzi delle onde piÃ¹ grosse le raggiungevano.</i><br />
<i>Improvvisament,e l'attenzione delle due gattine fu attirata da qualcosa che sembrava provenire dalla parte opposta al mare. Si diressero entrambe in quella direzione drizzando il pelo sulla schiena curva ed emettendo sibili e bassi miagolii, man mano che si avvicinavano al limitare della scogliera. I tre ufficiali della Flotta smisero di parlare per osservare lo strano comportamento delle gatte.</i><br />
<i>"Non mi piace per niente quello che sto per dire... - intervenne Luz - ...ma credo che dovremmo andare a vedere cosa si nasconde da quella parte!" sapendo che se avessero lasciato quell'isola di pace che era il sogno di Samak, avrebbero trovato qualcosa di maligno, visto il terrore manifestato dai due felini, che finora sembravano essere una sorta di guida per le prigioniere dei sogni.</i><br />
<i>"Sono d'accordo." disse Suri e si avvicinarono alle gatte che come rassicurate dalla vicinanza delle donne, fecero un altro passo avanti , scomparendo alla loro vista.</i><br />
<i>"Consiglio di tenerci per mano." disse Suri prendendo la mano di Luz che a sua volta prese quella di Samak: la Dottoressa sentÃ¬ la forza delle due vulcaniane e si sentÃ¬ protetta e stranamente al sicuro.</i><br />
<i>Insieme fecero il passo che in quella strana realtÃ  sembrava portare a una candida spiaggia, da cui nasceva la scogliera dove Samak stava meditando qualche minuto prima. Si trovarono invece nell'oscuritÃ  totale, da dove, perÃ² giungevano dei suoni, anzi ascoltando meglio, urla di una donna terrorizzata. Suri non fermÃ² la loro marcia e sentÃ¬ la mano di Luz stringersi piÃ¹ forte alla sua e dopo pochi passi si ritrovarono in un appartamento, dall'aspetto tipicamente terrestre, completamente a soqquadro: tutto ciÃ² che era possibile frantumare, giaceva a terra in briciole. Vicino alla parete, da cui erano quasi magicamente apparse, come se fosse stata scagliata violentemente contro qualcosa o qualcuno, resti di una sedia dall'apparenza antica e, su quella opposta, tracce evidenti di sangue.</i><br />
<i>Le due gatte erano ferme, davanti ad una porta chiusa, emettendo bassi ringhi col pelo ritto.</i><br />
<i>"Calma Atena, calma." disse Samak lasciando la mano di Fuentes per avvicinarsi alla porta: tese le orecchie per captare qualche suono e sentÃ¬ un respiro affannoso, come di qualcuno che cercava aria, senza trovarla.</i><br />
<i>ScambiÃ² un rapido sguardo con Suri, che nel frattempo si era avvicinata e insieme entrarono decise e si trovarono di fronte il corpo martoriato di una donna con la divisa della Flotta. Sopra di lei un uomo, dallo sguardo allucinato, stringeva le sue mani attorno al fragile collo della donna, senza trovare piÃ¹ resistenza alcuna. Samak si scagliÃ² decisa contro l'aggressore riuscendo a trascinarlo via dalla sua inerme vittima: Fuentes nel frattempo s'inginocchiÃ² vicino alla donna riconoscendo i tratti esanimi del Guardiamarina Gerrico, mentre Suri, di fianco alla Dottoressa, rimaneva in guardia.</i><br />
<i>"Non Respira!" disse Luz dopo un breve esame e cominciÃ² a praticarle la respirazione artificiale.</i><br />
<i>"Ce la fa da sola Dottoressa?" chiese Suri che intuiva che il loro avversario non poteva essere umano, da come reagiva ai violenti colpi di Samak, che sembrava essere in difficoltÃ  nel violento corpo a corpo con quell'uomo .</i><br />
<i>"Vada!" rispose Luz che dopo la serie d'insufflazioni stava eseguendo il massaggio cardiaco e il cui pensiero era adesso, quello di far respirare Maria e non poteva essere distratta dal corso della battaglia tra le vulcaniane e quell'essere abominevole che aveva ridotto in fin di vita quella povera giovane.</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - Ore 18:40</b><br /><br />
In quel momento Maurian dalla Baffin interruppe la conversazione.<br />
=^= Capitano, mi dispiace, ma dovete anticipare i tempi: i segni vitali del Guardiamarina Gerrico stanno precipitando e niente che sia nelle mie capacitÃ  sembra aver effetto! =^=<br />
Il bothan guardÃ² Enizia scuotendo il capo dispiaciuto, perchÃ© adesso che aveva conosciuto meglio i Federali, capiva che nessun pericolo sarebbe mai giunto da loro e si sentiva colpevole per il pericolo che stava facendo correre loro.<br />
"L'Hod ha iniziato il suo attacco, mi dispiace Capitano!"<br />
Enizia stava per sollecitare il Consigliere, ma fu la trill a rompere gli indugi, rivolgendosi direttamente al vulcaniano.<br />
"Sorin Ã¨ pronto? Che cosa stiamo aspettando?!" disse con un sorriso tirato sul volto, come a voler tranquillizzare i compagni.<br />
"Prego si sdrai e cerchi di rilassarsi." disse Sorin, senza dare il minimo segno del rispetto che provava per quella fragile donna che accettava di correre un rischio cosÃ¬ grande per salvare le loro compagne.<br />
Prima che il vulcaniano cominciasse il rituale, Timeran prese nuovamente la parola.<br />
"Sorin, sono letteralmente nelle sue mani: confido che mi riporti indietro!"<br />
"E con lei le nostre compagne. Cominciamo." rispose Sorin con la sicurezza tipica della sua razza.<br />
Enizia e gli altri si scostarono, per lasciare al vulcaniano la necessaria tranquillitÃ  per concentrarsi, dopo poco mise le dita sul volto del Consigliere, nella classica posizione richiesta dal rituale della Fusione Mentale e nell'infermeria, si sentirono risuonare le antiche parole.<br />
"La mia mente nella tua mente..."<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Luz Fuentes</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-10 Volere Ã¨ potere</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Samak figlia di Kum <br /><br /><br /><b>Luogo imprecisato - Ore 18:30</b><br /><br />
<i>Il combattimento tra Samak e l'essere era iniziato solo da qualche minuto e la supremazia fisica di quest'ultimo fu evidente giÃ  da subito. Luz invece, stava cercando con tutta la forza di far rinvenire la povera Gerrico. Suri, nonostante le circostanze drammatiche, era riuscita a rimanere calma riflettendo sulla possibilitÃ  di aiutare Samak nel combattimento o Luz nella pesante rianimazione.</i><br />
<i>"Non ce la faccio, non ci riuscirÃ² mai." mormorÃ² Fuentes con un sibilo di voce e quasi in lacrime durante una brevissima pausa per riprendere fiato.</i><br />
<i>Le due gatte nel frattempo si erano allontanate un pochino dal luogo del combattimento e miagolavano impaurite: l'una aveva il pelo ancora dritto sul piccolo corpo e ogni tanto soffiava, forse nel tentativo di spaventare non si sa bene chi, l'altra nascosta dietro un grosso sasso, tremava e cercava di farsi sempre piÃ¹ piccolina.</i><br />
<i>* Eppure ci dovrÃ  pur essere un modo per sfuggire a tutto questo, per uscire da questo maledetto posto * pensava Suri che nel frattempo era tornata vicino alla dottoressa, ancora a lavoro. Ad un tratto ebbe come una intuizione, le pupille le si dilatarono ed il sopracciglio destro le si alzÃ² visibilmente.</i><br />
<i>* Atena! - pensÃ² tra sÃ© - Atena non dovrebbe essere qua! * Faith era con lei sulla Curie, quindi le sembrÃ² logico pensare che si trovasse in quel posto per lo stesso motivo per cui ci si trovava lei stessa, ma Atena? Atena era sulla Terra in quel momento, e questo era un dato di fatto indiscutibile. La vera Atena era lontanissima migliaia di anni luce dalla Curie e di certo anche da quello strano mondo.</i><br />
<i>* Ho bisogno di riflettere con calma * pensÃ² Suri, si sedette in terra, incrociÃ² le gambe ed iniziÃ² a meditare... scatenando il disappunto della dottoressa...</i><br />
<i>"Capitano le sembra questo il momento di meditare? Per caritÃ  vada ad aiutare Samak, la prego..." disse quest'ultima alla vista di quello che stava facendo Suri.</i><br />
<i>Nessuna risposta giunse a questa implorazione ma dopo alcuni interminabili minuti Suri riaprÃ¬ gli occhi e diresse il suo sguardo fermo e sicuro verso il combattimento. L'essere ebbe come un tentennamento sotto iÂ  colpi della vulcaniana finchÃ© non si fermÃ² del tutto per poi scomparire come nel nulla.</i><br />
<i>"Lo abbiamo solo spaventato. - disse il Capitano - Penso che tornerÃ  presto."</i><br />
<i>Samak si lasciÃ² andare a terra sfinita.</i><br />
<i>"Capitano, potrei sapere come ha fatto a mettere in fuga quell' animale?" chiese con la voce interrotta dalla stanchezza.</i><br />
<i>"Ne parleremo Comandante, adesso si riposi, io vado ad aiutare la Dottoressa."</i><br />
<i>L'aiuto di Suri non fu necessario, il polso del Guardiamarina riprese i suoi battiti quasi regolari, anche se la povera giaceva ancora in terra priva di sensi, fu finalmente fuori pericolo. Fuentes grondava di sudore, ma aveva lo sguardo piÃ¹ rilassato finalmente.</i><br />
<i>"Com'Ã¨ stato possibile Capitano?" furono le prime parole di Fuentes... meravigliata da quello che era successo.</i><br />
<i>I tre ufficiali si incamminarono verso la spiaggia, in fila indiana, quasi senza parlare, sbalorditi e increduli sul come avessero fatto a mettere in fuga il loro aggressore. Il Guardiamarina Gerrico adagiata su una barella di fortuna costruita in poco tempo con foglie larghe e rami trovati lÃ  intorno, venne trasportata direttamente dal Capitano Suri, in coda al gruppo. Durante la passeggiata, Samak mise in ordine tutto quanto... anche lei iniziÃ² a capire quello che era successo.</i><br />
<i>Arrivati nello stesso punto di spiaggia in cui avevano poco prima trovato il Comandante a meditare, le tre donne si raccolsero in cerchio.</i><br />
<i>"Di sicuro non so come abbiamo fatto a finire tutte in questo posto... - iniziÃ² a parlare Suri - ...e di certo non ho ancora capito come faremo a tornare a casa. CiÃ² che mi Ã¨ sembrato estremamente strano, Ã¨ stata la presenza qui tra noi della gatta di Samak. Atena Ã¨ sulla Terra, ed ho creduto logica la sua presenza qui tra noi in carne ed ossa semplicemente perchÃ© Samak voleva che fosse qui con noi. Ãˆ possibile che il mostro che ha aggredito la nostra Gerrico, fosse semplicemente la proiezione delle sue paure, dei suoi incubi. Quindi ho semplicemente provato a metterlo in fuga... semplicemente volendolo..."</i><br />
<i>Mentre Suri parlava, gli occhi di Samak sembravano imperturbabili, rifletteva sulle parole del suo Capitano e cercava di capire se fosse la vera unica soluzione che si potesse trovare. Luz invece, sembrava molto piÃ¹ scettica...</i><br />
<i>"Ãˆ solo questione di logica, dottoressa. Bisogna solo mettere in fila tutto l'accaduto, analizzare tutti i dettagli e cercare una soluzione che sia il piÃ¹ possibile plausibile."</i><br />
<i>Le tre stavano ancora discutendo sull'accaduto, quando alle loro spalle si videro arrivare Timeran. In realtÃ  il consigliere stava dietro di loro giÃ  da po' e aveva sentito buona parte della spiegazione di Suri.</i><br />
<i>"Il Capitano potrebbe avere ragione... - spiegÃ² la donna - ...il posto in cui adesso ci troviamo Ã¨ tutto nei nostri sogni, abbiamo subito un attacco dai Bhotan: nella realtÃ  noi siamo tutte addormentate in infermeria. Il mostro che, a quanto ho sentito, avete giÃ  incontrato, Ã¨ un hod. Si tratta di una creatura fin'ora pensata solo come mitologica che si trova in questo mondo di sogno e che vive grazie ai nostri incubi e paure. La logica del Capitano Suri non ha sbagliato..."</i><br />
<i>"Benissimo... - interruppe Luz carica di adrenalina - ...adesso che sappiamo con chi abbiamo a che fare, cerchiamo di trovare una soluzione in fretta, non so per quanto tempo la Gerrico potrÃ  rimanere ad aspettare d'essere curata!"</i><br />
<i>"Dottoressa non Ã¨ facile come sembra... Ã¨ che..." le tre donne si videro scomparire davanti ai loro occhi Timeran, quando ancora non aveva completato il suo discorso.</i><br />
<i>"Si Ã¨ svegliata... credo... sempre che io abbia davvero capito quello che ci sta succedendo..." disse Luz ancora titubante.</i><br />
 <br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - Ore 18:50</b><br /><br />
Durante tutta la durata della fusione mentale, Sorin era rimasto incollato con le sue dita sulla fronte di Timeran, che si svegliÃ² all'improvviso interrompendo la fusione proprio nel momento meno opportuno. Tutti i presenti perÃ², tirarono un sospiro di sollievo quando la videro tornare tra loro, viva.<br />
 Enizia, piÃ¹ degli altri presenti, ascoltÃ² con estrema attenzione tutto il racconto del vulcaniano ed alla fine non sapeva se essere felice del fatto che le tre donne si stessero dando da fare da sole per sconfiggere l'hod oppure preoccupata perchÃ© la situazione era davvero appesa ad un filo sottilissimo.<br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Samak figlia di Kum </author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-11 Al centro del sogno</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alan Brown<br /><br /><br /><b>USS Baffin - Ufficio Comandante Brown - Ore 19:30</b><br /><br />
<br />
Era chiaro che la procedura non funzionava. Sorin non riusciva a mantenere la fusione mentale tanto a lungo o Timeran non riusciva a tenere separati i due stati mentali dell'ospite e del simbionte.<br />
Bisognava trovare una soluzione diversa.<br />
"Potrebbe funzionare... ma Ã¨ altamente pericoloso." mormorÃ² il Bothan pensieroso tenendosi il mento nella mano destra.<br />
Il viso pallido sembrava ancora piÃ¹ gommoso alla debole luce azzurrognola dello schermo acceso nella stanza semibuia. La mano del Comandante Brown, nera in controluce, indicava ancora l'induttore psionico sul display.<br />
"A me sembra plausibile. Ma ho come la sensazione che manchi qualcosa. Non le saprei spiegare bene, per noi Ã¨ una tecnologia totalmente nuova, ma Ã¨ come se mancasse una spinta iniziale."<br />
Il Bothan guardÃ² il viso in penombra di quello strano essere. Li aveva conosciuti da cosÃ¬ poco tempo ma giÃ  aveva avuto piÃ¹ di un'occasione per meravigliarsi. Da nemici insidiosi si erano, invece, dimostrati disposti ad ascoltare. Ora da alleati dimostravano una brillante intelligenza e un intuito spigliato. Sembravano avere anche molta familiaritÃ  col mondo onirico, riuscendo addirittura a mutare l'ambiente e la situazione in qualsiasi istante. I Bothan erano trascinati dal flusso dei sogni e non avevano la capacitÃ  di cambiarlo. Il Comandante Brown l'aveva chiamata fantasia, ma lui non riusciva a capire bene questo termine.<br />
"Ha ragione Comandante, manca il primo sognatore."<br />
Con uno schiocco di dita Brown si raddrizzÃ².<br />
"Ma certo. Bisogna in qualche modo entrare in contatto con la persona che ha dato inizio al sogno condiviso e stabilire un legame. Giusto?"<br />
"Sembra che lei abbia giÃ  letto tutta la nostra documentazione in materia Comandante. Ãˆ corretto: dobbiamo scoprire la persona che per prima Ã¨ stata influenzata dall'induttore psionico. L'Hod le ha tessuto intorno le maglie dei sogni degli altri: arrivando a lei, arriviamo al centro del sogno."<br />
"Consideriamolo fatto. Come lo schiacciamo questo ragno tessitore e ci riprendiamo le nostre donne."<br />
Piotr guardÃ² negli occhi Alan ed entrambi annuirono in comune accordo. Non era sicuro di aver compreso appieno il meccanismo con cui sarebbero entrati nel sogno, ma sicuramente aveva un'idea ben precisa di cosa sarebbe successo dopo.<br />
"Noi possiamo solo allontanarlo momentaneamente. Il primo sognatore Ã¨ l'unico a poterlo sconfiggere." disse il Bothan.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Ore 20:00</b><br /><br />
<i>"Sei tu?"</i><br />
<i>"SÃ¬, sono io."</i><br />
<i>"PerchÃ© non ti vedo? Ho paura! Dove siamo?"</i><br />
<i>"Non ti preoccupare non qui non puÃ² farti del male nessuno. Ti ricordi quel libro che ti era piaciuto e di cui mi hai parlato qualche settimana fa?"</i><br />
<i>"Non so... forse. Mi pare..."</i><br />
<i>"Prova a ricordare. Ãˆ importante."</i><br />
<i>"Ecco... Mi sembra di ricordare qualcosa..."</i><br />
<i>"Bene. Continua. E non aver paura, io sto arrivando. Aspettami."</i><br />
<i>"Ti aspetto. Fai presto, ti prego..."</i><br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Ore 20:05</b><br /><br />
<i>Nella cabina del capitano Suri il legno strideva in un lamento continuo. L'ululato del vento arrivava attutito attraverso lo spesso fasciame che avvolgeva la nave. Le lanterne appese alle travi dondolavano e cigolavano. Le grandi vetrate della parete di poppa mostravano il mare che si ingrossava sempre piÃ¹. Gli schizzi bagnavano i vetri a piombo colorati e sfuocavano alla vista le grigie nubi che riempivano il cielo. Suri le fissava in piedi in mezzo alla stanza, seria, gambe larghe e mani unite dietro la schiena. Dovevano uscire da questa situazione. Dalla spiaggia si erano ritrovate su questa antica nave terrestre in mezzo a chissÃ  quale mare con quella che sembrava a tutti gli effetti una tempesta in arrivo.</i><br />
<i>PerchÃ©?</i><br />
<i>Chi le aveva portate lÃ¬?</i><br />
<i>E dove era andato quell'essere che le aveva attaccate?</i><br />
<i>Ad un tratto la porta della cabina si aprÃ¬ e il Comandante Samak irruppe nella stanza.</i><br />
<i>"Capitano, il Guardiamarina Gerrico sembra sul punto di riprendersi."</i><br />
<i>Nella stiva della nave la Dottoressa Fuentes aveva adagiato la Gerrico su una brandina pulita e aveva steso su delle corde alcune lenzuola bianche a mo' di separÃ©, per isolare l'ambiente. Anche lÃ¬ tutto dondolava e strideva. L'ambiente perÃ² era caldo e pulito. La povera guardiamarina aveva iniziato ad agitarsi e mormorare qualcosa.</i><br />
<i>"Cosa ha detto, Dottoressa?" chiese Suri piano.</i><br />
<i>Luz, che da buon medico sapeva interpretare sia i malesseri del corpo che quelli dell'animo rispose semplicemente.</i><br />
<i>"Alan."</i><br />
<br />
<br /><b>USS Baffin - Sala Riunioni 1 - Ore 20:20</b><br /><br />
"Questo Ã¨ in sostanza il piano che abbiamo elaborato. L'induttore psionico che il Capitano Glens ci mette a disposizione sarÃ  il nostro portale di accesso. Daremo man forte al Capitano Suri e agli altri ufficiali. Purtroppo una volta dentro non avremmo la possibilitÃ  di staccarci fino al termine del sogno, useremo le capacitÃ  del Consigliere Bhreel e la fusione mentale del Comandante Sorin per comunicare con voi."<br />
"Ma il Capitano Glens ha detto che riattivando la macchina attireremo altri Hod." intervenne Sorin.<br />
Lo scrocchio delle dita del Tenente Volkoff fu piÃ¹ eloquente di qualsiasi spiegazione.<br />
Brown continuÃ²: "Questo Ã¨ un rischio che io e il Tenente ci sentiamo di correre."<br />
"Lei Comandante Brown?" intervenne Enizia.<br />
"GiÃ ! - si tirÃ² su Brown, con un mezzo sorriso imbarazzato, sfregandosi dietro la testa pelata. - Ehm, per entrare nel sogno bisogna stabilire un legame con il primo sognatore. Una persona legata a chi Ã¨ stato il primo a essere influenzato dall'induttore psionico puÃ² tentare di collegare il proprio sogno con quello dell'altro."<br />
"E... ?"<br />
"SÃ¬. Beh... riteniamo che il primo sognatore sia il Guardiamarina Gerrico, Capitano."<br />
"Capisco. Vi servirÃ  una squadra perÃ²: in due non potrete fare molto." continuÃ² Enizia.<br />
"GiÃ  radunata, Capitano."<br />
Piotr si faceva trovare sempre pronto quando si trattava di combattere e poi c'era anche quella faccenda che, questa volta, si sentiva piÃ¹ coinvolto anche lui.<br />
"Esatto. Saremo in tre ufficiali e una squadra di attacco." terminÃ² Brown.<br />
"Bene Signori, questa storia Ã¨ durata fin troppo per quanto mi riguarda. Andate e buona fortuna."<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Ore 20:30</b><br /><br />
<i>Le due navi arrivavano veloci come fusi sia da sinistra che da destra.</i><br />
<i>Si sarebbero scontrate entrambe sulle fiancate della nave se il Capitano Suri non si fosse decisa a fare qualcosa. La Fregata su cui si erano ritrovate era molto veloce e di certo avrebbe facilmente distanziato il pesante Galeone che arrivava da sinistra. Era la Corvetta ad impensierire Suri. Era probabile che fosse veloce quanto loro e sicuramente ben armata. Di sicuro la bandiera nera con il teschio e le ossa incrociate non prometteva nulla di buono. Dovevano affrontare le due navi separatamente. Diede l'ordine di spiegare le vele. Il vento subito gonfiÃ² con tale forza da far scricchiolare l'albero maestro. La nave fu lanciata attraverso le grandi onde, dritta in mezzo alla tempesta. La Corvetta nemica sembrava piÃ¹ a suo agio in quelle onde e ben presto ridusse il vantaggio dei fuggitivi.</i><br />
<i>Il Galeone non si vedeva giÃ  piÃ¹ perÃ² e Suri ordinÃ² di girare la nave e ammainare le vele. CosÃ¬ la Corvetta pirata raggiunse e affiancÃ² la Fregata federale. Erano perÃ² troppo vicini per usare i cannoni, Suri si aspettava un arrembaggio e schierÃ² tutte le donne che potevano combattere sul ponte di coperta.</i><br />
<i>Appena il primo tagliagole piombÃ² sul punte lanciandosi appeso ad una fune, l'imponente figura di una hirogena gli si parÃ² davanti.</i><br />
<i>L'energumeno sfoggiava un giustacuore rattoppato che a cominciare dall'avambraccio sinistro gli copriva spalla e parte del torace. Aveva un grosso pugnale fra i denti e una benda nera calata sull'occhio destro. Pochi istanti dopo altri due pirati saltarono sul ponte subito dietro il loro compare. Un elegante filibustiere con pizzi e merletti sfacciatamente ostentati e un cappello a tre punte. In mano aveva una lunga spada sottile con cui sferzÃ² due volte l'aria e poi se la portÃ² di fronte al volto in segno di saluto o di scherno. L'altro portava una bandana a strisce bianche e rosse sulla testa, aveva grandi baffi marroni e una camicia bianca aperta sul davanti, calzoni neri e stivali di pelle. Una volta affiancatosi ai compagni sfoderÃ² due grandi pistole a pietra focaia che fece roteare per qualche secondo e poi bloccÃ² con un gesto secco delle mani.</i><br />
<i>Alixia battÃ© le mani e allargo le braccia in segno di invito alla battaglia. Come tutta risposta il primo pirata gettÃ² via il pugnale e si strappÃ² il corpetto rivelando il tatuaggio di un enorme serpente marino che avvolgeva le sue spire intorno al braccio sinistro, passava sopra alla spalla e si arrotolava su se stesso all'altezza del cuore dell'uomo.</i><br />
<i>Alixia indietreggiÃ² di un passo alla vista del tatuaggio dell'uomo. Conosceva bene quel serpente. GuardÃ² dritto in faccia l'uomo e gli si gettÃ² subito addosso, ma invece di iniziare una mischia lo tenne stretto in un abbraccio.</i><br />
<i>Il resto delle donne sul ponte, comprese Suri e Samak rimasero sbalordite nel vedere l'hirogena fermarsi. Ma poi anche loro riconobbero i tre colleghi. A quel punto la loro confusione fu ancora piÃ¹ grande.</i><br />
<i>"Siamo venuti ad aiutarvi. - tagliÃ² corto il Comandante Pierce - Siamo entrati nel sogno grazie alla tecnologia dei Bothan. Sappiamo come poter sconfiggere l'Hod... o almeno come provarci. Dove Ã¨ la Dottoressa Fuentes?"</i><br />
<i>"E il Guardiamarina Gerrico." intervenne Brown.</i><br />
<i>"Sono di sotto nella stiva. Il Guardiamarina era sul punto di riprendersi prima del vostro arrivo. Comandante Samak li accompagni di sotto. Mentre noi cerchiamo di organizzare una difesa." rispose Suri.</i><br />
<i>Brown e Pierce corsero entrambi dietro a Samak.</i><br />
<i>Quando la situazione si fu calmata Suri chiese perplessa: "Tenente Volkoff, si Ã¨ ferito all'occhio combattendo i Bothan?"</i><br />
<i>Il gigante si alzÃ² la benda mostrando un occhio sanissimo: "Ho pensato che saremmo stati piÃ¹ credibili se ci fossimo immedesimati di piÃ¹."</i><br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alan Brown</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-12 L'alba della battaglia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Suri figlia di Kellam <br /><br /><br /><b>Luogo imprecisato - Ore 21:15</b><br /><br />
<br />
<i>Sopra la nave il cielo era nero, cupo, minaccioso. Il pesante galeone che avevano visto in lontananza era un barbaglio di luce riflesso dall'atmosfera, che appariva e scompariva seguendo l'andamento delle onde. In qualche momento, il cielo ripiombava in un nero schiumoso, denso di umiditÃ , talmente profondo da fra quasi dubitare che una luce vi fosse davvero, finchÃ© la nave non tornava al vertice di un'onda permettendo loro di scorgere il lieve riverbero.</i><br />
<i>"Amici o nemici?" domandÃ² Alixia, indicando il riflesso.</i><br />
<i>"A quanto hanno detto, la squadra di soccorso Ã¨ tutta e solo quella che Ã¨ arrivata sulla Corvetta. - rispose Suri - Dobbiamo presumere che l'altra nave ci porti cattive notizie."</i><br />
<i>"Mai quante ne daremo noi a loro - ribattÃ© l'hirogena. La sua mano era strettamente avvinghiata alla larga ruota del timone - Sempre che riescano ad avvicinarsi. Questa nave Ã¨ piÃ¹ piccola della loro, ma sembra piÃ¹ veloce... Spieghiamo le vele?"</i><br />
<i>"Meglio di no. - rispose Suri - C'Ã¨ troppo vento ed il mare sta aumentando la sua forza. Facciamo giÃ  fatica a tenere la prua alle onde. Se dovesse aumentare ancora, le onde arriveranno a spazzare la tolda... E noi non sappiamo come far terminare questa simulazione!"</i><br />
<i>Si interruppe un istante.</i><br />
<i>"Tieni d'occhio quella luce. - ordinÃ² - Io scendo a controllare come procede con gli armamenti."</i><br />
<i>Il ponte di coperta era privo di cannoni. La piccola fregata sulla quale si erano ritrovati aveva un ponte di batteria, dove Suri ritrovÃ² il russo, quasi piegato in due dietro l'affusto di un cannone. Sentendo i suoi passi, l'uomo si alzÃ² di scatto, andando a battere la fronte sul baglio a dritta.</i><br />
<i>Volkoff si fece sfuggire un'interiezione, e si massaggiÃ² la parte dolente, scoccando un'occhiataccia verso il soffitto troppo basso per contenere la sua mole. Suri passÃ² le dita sul legno scrostato della paratia, sentendo le venature, la consistenza dei canapi che riempivano le disconnessioni fra una tavola e l'altra, l'odore marcito dell'acqua salmastra che intrideva l'ambiente. SuperÃ² le pesanti catene che ancoravano i cannoni, notando che le armi, nonostante le catene in tensione, si muovevano insieme alla nave.</i><br />
<i>"Situazione?"</i><br />
<i>L'uomo sollevÃ² con prudenza la testa nella sua direzione.</i><br />
<i>"Non buona, temo. Abbiamo dodici cannoni da otto pronti a far fuoco a palle incatenate o mitraglia. Gli altri cannoni sono troppo grossi, troppo pesanti: il rinculo sarebbe tale da strappare la braca e sfondare la paratia di dritta."</i><br />
<i>Suri posÃ² una mano sull'affusto del cannone. Le trasmise il freddo del metallo, l'odore di polvere pirica e di olio irrancidito.</i><br />
<i>"Strano..." si fece sfuggire Suri.</i><br />
<i>"Cosa?" chiese Volkoff.</i><br />
<i>La donna esitÃ², ma alla fine decise di parlare.</i><br />
<i>"Questa simulazione Ã¨ molto differente da quello che abbiamo esperimentato prima che voi arrivaste."</i><br />
<i>"In che senso?"</i><br />
<i>"Ãˆ praticamente perfetta. Quella che potremmo vedere in una sala ologrammi di ultima generazione."</i><br />
<i>"Non era giÃ  cosÃ¬?"</i><br />
<i>"No. Prima era come un sogno. Avevamo manifestazioni oniriche di mostri, di situazioni orribili o di nostre paure profonde. Come hanno fatto i Bothan a riprodurre delle navi terrestri del diciassettesimo secolo con tanta precisione?"</i><br />
<i>"Ãˆ stata un'idea nostra. Volevamo introdurre una situazione controllabile, e quindi abbiamo inviato dei dati culturali prelevandoli da una simulazione del ponte ologrammi, che i Bothan hanno inserito nella programmazione dell'induttore psionico. In questo modo, il nemico sarebbe stato comunque costretto ad agire in base alla situazione. Un programma sogno sfugge alle leggi della fisica... E quindi alla forza delle armi, come questo cannone, ad esempio."</i><br />
<i>"Come dire: trascinare l'Hod sul nostro terreno."</i><br />
<i>"Meglio dire: sul nostro oceano. - sogghignÃ² Volkoff, continuando a controllare lo stato del cannone - Da come ce ne ha parlato il capitano Glens, dubito che l'Hod si trovi a suo agio in questo ambiente."</i><br />
<i>"Questa Ã¨ la seconda cosa strana della simulazione. Quanto in profonditÃ  agisce quell'induttore psionico?"</i><br />
<i>Volkoff si interruppe per guardarla interrogativo. Suri spiegÃ².</i><br />
<i>"Sono una vulcaniana. Neanche io dovrei essere molto a mio agio, in una simulazione che comprende navi del diciassettesimo secolo terrestre. A parte una visita da turista al Cutty Sark ancorato a Greenwich, anni fa, Ã¨ la prima volta che mi trovo su una nave a vela degli umani. Eppure, ho comandato questa fregata come se appartenessi alla marineria terrestre dai tempi del capitano Cook. Come faccio a sapere che questo... - allungÃ² la mano sulla trave ricurva che sosteneva il tetto - si chiama baglio? Come faccio a sapere come si tiene la prua di una nave alle onde, in caso di mare grosso? Come mai conosco le parti degli alberi della nave? Non ricordo che nessuno mi abbia mai parlato di fuso maggiore o albero di gabbia. Dopo l'esame di storia della navigazione ai tempi dell'Accademia, non mi sono mai preoccupata di approfondire la materia."</i><br />
<i>Volkoff scosse la testa.</i><br />
<i>"Non saprei, Capitano... Ã¨ un problema, il fatto che lei sappia troppe cose?"</i><br />
<i>"Potrebbe esserlo, se avete scelto questa ambientazione per impedire agli Hod di essere troppo pericolosi. Gli Hod invece, se il meccanismo dell'induttore psichico funziona nello stesso modo che con le forme di vita umanoide, si ritroveranno le informazioni su come agire dove le ho trovate io, direttamente nella corteccia cerebrale. Quel Bothan..."</i><br />
<i>"Il Capitano Glens?"</i><br />
<i>"Lui. Vi ha detto come agisce l'induttore psionico? O chi siano questi Hod?"</i><br />
<i>Volkoff scosse la testa.</i><br />
<i>"Non con precisione. Solo che sono una minaccia e che riattivare l'induttore psichico per farci entrare avrebbe richiamato altri Hod. Secondo lui, l'unica cosa che si poteva fare per i contaminati era metterli su una navetta e farla esplodere."</i><br />
<i>Suri alzÃ² un sopracciglio.</i><br />
<i>"Una soluzione forse troppo estrema, quella di terminare una epidemia uccidendo i malati. Soprattutto considerando che non c'Ã¨ mai stata una reale minaccia verso le nostre navi: soltanto verso alcuni membri dell'equipaggio. E che l'epidemia in sÃ© non era nÃ© il frutto nÃ© la causa di un contagio, ma il risultato di un deliberato attacco... Da parte degli stessi Bothan."</i><br />
<i>Volkoff smise di esaminare il cannone e si voltÃ² verso la donna.</i><br />
<i>"Il Bothan si Ã¨ arreso senza condizioni. - ricordÃ² - Se ci avesse mentito, continuerebbe ad essere nelle mani del nostro equipaggio... Non potrebbe sperare di cavarsela."<br />
Suri sospirÃ².</i><br />
<i>"Non so se ci abbia mentito o no. - disse - So che la mia nave, la mia gente, Ã¨ stata attaccata dalla sua, dietro suo ordine. L'Hod, chiunque sia, ha solo approfittato di una breccia che lui ha aperto... E questo mi lascia un mucchio di domande. Per prima questa: chi sono gli Hod? Il Capitano Glens ha detto qualcosa sulla loro natura?"</i><br />
<i>"No. Solo che sono pericolosi e che si possono infiltrare nelle menti usando delle brecce nell'induttore psionico."</i><br />
<i>Suri esitÃ².</i><br />
<i>"Noi abbiamo incontrato quell'essere, l'Hod, poco prima che si attivasse questa simulazione. - disse - Siamo riusciti a respingerlo usando la meditazione. Ã¨ come se cercasse un nostro crollo emotivo... In modo da prendere definitivamente possesso delle nostre menti. Ma la sua aggressione non era reale."</i><br />
<i>"Nulla di tutto questo Ã¨ reale. - ricordÃ² Volkoff - I nostri corpi sono sui lettini dell'infermeria, in questo momento." <br />
"GiÃ ... - Suri piegÃ² la testa da un lato, riflettendo - Ã¨ come un programma olografico andato in panne. L'unico vero problema Ã¨ sapere dove trovare l'arco per terminare la simulazione."</i><br />
<i>"GiÃ¹ di sotto nella stiva, Capitano. - le disse il Capo Sicurezza - Se almeno qualcosa di quello che ci ha detto il Capitano Glens Ã¨ vero, l'arco Ã¨ il Guardiamarina Gerrico."</i><br />
<i>"Ed allora, speriamo che la Dottoressa Fuentes trovi in fretta i comandi della simulazione... - guardÃ² intorno lo stretto spazio del ponte di batteria, ingombro di munizioni e rumore di catene, odore di olio vecchio e muffa - Con tutto il rispetto per le vostre tradizioni terrestri, questo non mi sembra un gran posto in cui perdere la propria mente..."</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - Ore 21:15</b><br /><br />
Nessuno parlava. In certi istanti, le luci provenienti dal bioletto sul quale era distesa Timeran Bhreel sembravano scolpire creste e valli nella fronte del Comandante Sorin.<br />
Enizia si rese conto che stava notando suoni e rumori che in genere erano troppo banali per entrare nella sua percezione: il ticchettio degli strumenti, il respiro degli uomini, il ronzio diffuso delle luci, e quello piÃ¹ cupo dei motori della nave. Era qualcosa di ipnotico. Enizia si mosse, facendo deliberatamente rumore, per strapparsi da quella malia.<br />
I corpi distesi sui bioletti non avevano alcun segno della battaglia che si stava svolgendo all'interno delle loro menti. Cosa sarebbe successo, se non fossero riusciti a riportare indietro le vittime dell'attacco psionico? Le loro navi avrebbero dovuto affrontare l'esplorazione attraverso il Quadrante Delta con metÃ  degli ufficiali superiori in camera di stasi... O peggio. Ma quella inazione era terribile da sostenere.<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Ore 22:00</b><br /><br />
<i>"PerchÃ© sei venuto qui?" chiese la Dottoressa Fuentes, a voce bassa.</i><br />
<i>Aveva lasciato per un istante la brandina su cui era distesa la Guardiamarina Gerrico, per rifugiarsi nell'angolo piÃ¹ lontano della stiva. Lo aveva abbracciato, sentendo sulle guance l'assurda consistenza della camicia orlata di pizzo dell'altro.</i><br />
<i>"Tommy... Avete messo in pericolo altri membri di equipaggio per venire qui, per organizzare questa maledetta scenografia!"</i><br />
<i>"PerchÃ©, non ti piace? - l'uomo le sorrise, per rassicurarla - E dire che questa Ã¨ una delle mie preferite! - la strinse con maggior forza contro di sÃ© - E poi... Non pensi che avrei fatto qualunque cosa per ritrovarti? Era atroce per me, guardarti distesa sul bioletto dell'infermeria e non sapere che fare. Dovevo fare qualcosa... E ti giuro che non l'ho fatto solo per te, se questo ti preoccupa..."</i><br />
<i>"E per cosa, allora?" saltÃ² su Luz.</i><br />
<i>Thomas Pierce si accorse di avere fatto un errore.</i><br />
<i>"Per tutto l'equipaggio che Ã¨ stato aggredito dai Bothan e che non Ã¨ tornato... Ã¨ anche mio dovere proteggere il Capitano e l'equipaggio."</i><br />
<i>* Male - pensÃ² il Comandante - mi sono messo subito sulla difensiva, come se avessi qualcosa da nascondere o da farmi perdonare. Non Ã¨ cosÃ¬, maledizione! *<br />
 Ma Luz gli aveva raccontato la storia del suo primo matrimonio. Lui aveva dovuto superare varie resistenze per farsi accettare da lei, ed in qualche modo sentiva che quelle resistenze si erano acuite.</i><br />
<i>Luz scosse la testa.</i><br />
<i>"Scusami... Hai ragione - disse - L'Hod... O comunque si chiami l'essere che ci trattiene qui, ha creato una serie di immagini, prelevate dalle nostre memorie. Ha usato le ombre del nostro passato per dominarci o spaventarci." <br />
"Questa parte, almeno, Ã¨ finita." la riprese tra le braccia, stringendola a sÃ©.</i><br />
<i>Alle spalle della donna, l'Ufficiale Tattico Samak, in piedi accanto al separÃ© che avevano preparato per Maria Gerrico, li stava fissando in tralice. Aveva sentito l'intero scambio, capÃ¬ Thomas. Avrebbe voluto parlare con piÃ¹ passione alla sua donna, ma le lunghe orecchie dei vulcaniani non permettevano di avere un po' di privacy in quell'ambiente. Doveva aspettare di essere di nuovo sulla nave... La loro nave!</i><br />
<i>Luz avvertÃ¬ l'imbarazzo di lui, e si girÃ², quel tanto da vedere che Samak voltava rapidamente il suo sguardo verso il separÃ©. </i><br />
<i>AnnuÃ¬, staccandosi con riluttanza dal suo fidanzato e tornÃ² verso la brandina di Maria Gerrico.</i><br />
<i>Attraverso il lenzuolo che avevano appeso, il profilo del Comandante Brown ricordava gli antichi spettacoli delle lanterne cinesi.</i><br />
<i>"Maria... Riesci a sentirmi?" diceva quell'ombra.</i><br />
<i>Luz sollevÃ² il lenzuolo, arricciandolo sulla corda tesa che lo reggeva. Alan Brown si girÃ² verso di loro, continuando a parlare con la donna distesa. Le lunghe ciglia della donna si mossero impercettibilmente, quindi gli occhi iniziarono ad aprirsi.</i><br />
<i>"Al...an..."</i><br />
<i>"Sono qui!" gridÃ² felice il Comandante Brown.</i><br />
<i>"No... Andrea..."</i><br />
<i>"Andrea? Chi Ã¨? Abbiamo una Andrea nell'equipaggio?" domandÃ² Thomas Pierce.</i><br />
<i>La dottoressa Fuentes gli fece cenno di stare zitto.</i><br />
<i>"Non Ã¨ una donna... Andrea Ã¨ un nome maschile in alcune culture terrestri - disse Brown - In questo caso, Ã¨ l'ex fidanzato di Maria. Me l'ha detto la sua compagna di stanza..."</i><br />
<i>"No... Lui Ã¨ qui."</i><br />
<i>"Cosa dici... L'uomo di cui parli Ã¨ sulla Terra. A migliaia di anni luce da noi."</i><br />
<i>"Non... capisci - fece la donna, quindi si toccÃ² il capo - Lui Ã¨ qui. Qui dentro... Nella mia testa... Mi parla..."</i><br />
<i>"Ãˆ l'Hod! - disse Luz - Non Ã¨ Andrea."</i><br />
<i>"Ãˆ Andrea. Ã¨ lui... Ã¨ stato lui... Dice che... Non mi lascerÃ  mai... Che sono la sua unica speranza."</i><br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato 24 marzo 2393 - Ore 06:03</b><br /><br />
<i>Il mare aveva assunto in una direzione la sfumatura rosea che preannuncia l'alba. Non c'erano mai state stelle nel cielo per orientarsi, da quando quella simulazione era iniziata. Suri si chiese, risalendo verso il castello di poppa, se avesse un senso chiamare </i>est<i> la parte in cui stava per apparire il sole. Un Capitano del diciassettesimo secolo avrebbe dovuto usare il sole o le stelle per calcolare il punto su una mappa, ma lei non aveva nÃ© mappa nÃ© rotta da tenere.</i><br />
<i>Nessun porto li attendeva.</i><br />
<i>Nessuna direzione aveva senso per loro, tranne quella che li portava verso il galeone nemico. <br />
Alixia stava tenendo il timone con notevole concentrazione. Per fortuna, l'oceano che durante la notte aveva minacciato burrasca, stava lentamente calmandosi. Anche il vento si era fatto meno teso, ed era probabilmente l'ora di sciogliere le vele.</i><br />
<i>"Puoi tenere ancora il timone? Non abbiamo stabilito le guardie. Il tuo turno sarebbe finito da un pezzo."</i><br />
<i>L'hyrogena alzÃ² le spalle con un gesto orgoglioso. Suri si permise un cenno di assenso, quindi si diresse verso l'albero maestro, afferrÃ² le sartie ed iniziÃ² a salire reggendosi sulla corda che oscillava e non aveva consistenza sotto il peso dei suoi stivali.</i><br />
<i>* Questo, almeno, Ã¨ un esercizio che ho fatto in addestramento. *</i><i> pensÃ² Suri, cercando di non farsi distrarre dall'altezza.</i><br />
<i>ArrivÃ² al buco del gatto, che si aprÃ¬ con uno scatto secco, ed entrÃ² nella coffa di maestra. Poco piÃ¹ in lÃ , sotto di lei, vedeva la coffa di trinchetto, vuota come era stata questa fino al suo arrivo. Nella tasca, passando dalla cabina del Capitano, aveva infilato un antico cannocchiale, che puntÃ² nella direzione in cui aveva visto per l'ultima volta il chiarore del vascello nemico.</i><br />
<i>Lo trovÃ² immediatamente. Avevano giÃ  dispiegato le vele. La direzione del vento non li favoriva, ma era comunque abbastanza veloce da raggiungerli se non si muovevano rapidamente.</i><br />
<i>Quali cannoni montava?</i><br />
<i>A che distanza avrebbero iniziato a fare fuoco?</i><br />
<i>Avevano comunque due navi contro una. Anche la corvetta sulla quale era arrivata la squadra di soccorso aveva dei cannoni, e spostando il tattico Samak sulla corvetta, avrebbe avuto a disposizione almeno due bordate prima di arrischiare un arrembaggio. Ma l'equipaggio che aveva a disposizione non era neanche la metÃ  di quello che occorreva per manovrare due navi... E poi: doveva accettare battaglia? Oppure cercare di allontanarsi il piÃ¹ possibile, per dare tempo alla dottoressa Fuentes di trovare la chiave d'accesso alla mente di Maria Gerrico?</i><br />
<i>La coffa dell'albero maestro oscillÃ² e per un istante perse il contatto visivo con il galeone. O forse... </i><br />
<i>SbattÃ© gli occhi. Un raggio di sole appena spuntato aveva illuminato qualcosa di bianco piÃ¹ lontano, sulla linea dell'orizzonte. Mise di nuovo in opera il cannocchiale. Era una vela! SÃ¬, adesso poteva vederla bene: una seconda nave si stava avvicinando alla prima.</i><br />
<i>* A quanto ha detto Volkoff, il Capitano Glens aveva detto che riattivare l'induttore psichico avrebbe potuto richiamare altri Hod... * ricordÃ² Suri.</i><br />
<i>Forse avrebbe dovuto fare vela il piÃ¹ velocemente possibile.</i><br />
<i>Riflettendo, scostÃ² l'arnese dagli occhi.</i><br />
<i>Le vele non erano piÃ¹ sole.</i><br />
<i>Lontane, talmente lontane da non poter identificare la grandezza o la portata dei vascelli, fiorivano almeno una dozzina di bianche vele sopra la linea scura del mare...</i><br />
]]></description>
            <author>Capitano Suri figlia di Kellam </author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-13 Adattamento</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Brennon Boram Tynan<br /><br /><br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 06:15</b><br /><br />
 <i>"Dannazione... - affermÃ² Volkoff con rabbia, atterrando con estrema agilitÃ  malgrado il corpo massiccio, dopo aver disceso la corda che portava alla coffa su cui in precedenza si era arrampicato il Capitano Suri. Il gigante di origine russa aveva faticato parecchio per riuscire ad incastrarsi in quel piccolo balconcino che, in maniera piuttosto evidente, non doveva essere stata progettata per accomodare individui della sua mole, ma da, bravo ufficiale addetto alla sicurezza, aveva comunque voluto verificare con i propri occhi la situazione che avrebbero dovuto affrontare di li a breve. - ...dallo schema e velocitÃ  di movimento delle vele si direbbero sei, o sette velieri di dimensioni paragonabili alla nostra nave... un paio nelle retrovie potrebbero essere navi di dimensioni maggiori, forse addirittura altri galeoni, ma da questa distanza Ã¨ impossibile affermarlo con certezza..."</i><br />
<i>"In qualche modo sembrano essersi adeguati alla nostra capacitÃ  di manovra ... - aggiunse mestamente il Comandante Pierce, lisciandosi la barba con aria pensierosa, lasciandosi poi sfuggire una frase appena sussurrata - ...quasi come se fossero Borg..."</i><br />
<i>"Stando alle vostre parole - s'intromise Samak, analizzando la situazione in maniera analitica - Glens aveva ipotizzato l'arrivo di altri Hod riattivando l'induttore psionico... ma il fatto che inizino ad adattarsi porta con se diverse implicazioni. Nessuna delle quali particolarmente piacevole."</i><br />
<i>"Per ora atteniamoci ai fatti. - TagliÃ² corto il Capitano Suri. Condivideva in pieno le preoccupazioni dell'Ufficiale Tattico, ma era necessario gestire la nuova situazione nel piÃ¹ breve tempo possibile. ContinuÃ² cosÃ¬ a parlare, ragionando ad alta voce. - Anche nel migliore dei casi, non abbiamo i numeri per uno scontro diretto. - volse lo sguardo verso Alixia, ancora al timone a poca distanza da loro, che rispose con un lieve cenno d'intesa. L'Hirogena, anche se non lo dava a vedere, probabilmente risentiva della stanchezza, ma Suri era ben conscia quanto la sua esperienza da cacciatrice potesse rivelarsi utile in questo frangente. Anche se la preda questa volta erano loro. - Non ci rimane che cercare di guadagnare tempo sperando di seminarli e confidare nella Dottoressa Fuentes..."</i><br />
 <br />
<br /><b>Luogo imprecisato - Contemporaneamente</b><br /><br />
<i>Alan sospirÃ² stremato. Era rimasto a fianco della Gerrico tutta la notte, tenendole la mano mentre la giovane donna alternava brevi e confusionari momenti di veglia a quello strano e agitato sonno comatoso che perdurava fin dall'inizio di quella problematica avventura nel mondo dei sogni. E in quei pochi momenti di veglia non faceva altro che farfugliare frasi su questo fantomatico Andrea e su come lei fosse la sua unica speranza.</i><br />
<i>"Dovrebbe andare a riposarsi..." sentenziÃ² la Dottoressa Fuentes poggiandogli una mano sulla spalla con fare amichevole, per poi volgersi verso la paziente distesa su di quel lettino improvvisato, iniziando ad esaminarla come meglio poteva in quella situazione.</i><br />
<i>"Innanzitutto, ad essere onesti, anche lei avrebbe bisogno di riposo... - replicÃ² lui sorridendo amichevolmente - ...anche lei infondo Ã¨ stata in piedi tutta la notte... - poi il suo sguardo ritornÃ² sulla Gerrico e sembrÃ² rabbuiarsi - ...e poi... sento che il mio posto al momento Ã¨ qui..."</i><br />
<i>"La scelta Ã¨ sua... ma non dica che io non l'avevo avvertita..." rispose la donna sorridendo a sua volta in tono vagamente scherzoso, mentre annotava qualcosa su di un foglio di carta giallastra recuperato chissÃ  dove. Stava sicuramente cercando di risollevare il morale di Alan, ma il tentativo si rivelÃ² infruttuoso, in quanto lo sguardo dell'Ingegnere Capo non si spostÃ² di un millimetro, sembrando ancora piÃ¹ abbattuto.</i><br />
<i>"Lei crede che ce la farÃ ? - domandÃ², volgendosi finalmente verso la donna - ...a dimenticarlo intendo. Questo Andrea che le ha fatto cosÃ¬ male... e anche questa vicenda... l'incontro con questo essere ignobile che lo sfrutta per riaprire vecchie ferite..."</i><br />
<i>Luz lo guardÃ² in silenzio per un istante, passandosi una mano nei capelli insicura sulle parole da utilizzare.</i><br />
<i>"Non sono un Consigliere... - puntualizzÃ², cercando di essere onesta sulle sue competenze e conoscenze, per poi prodursi in un'ulteriore pausa, alla ricerca di parole che non volevano farsi strada fino alle sue labbra e che invece cercando di rimanere nascoste nel profondo della sua anima - ...ma le posso assicurare per esperienza personale che le ferite portate al cuore non si cicatrizzano mai del tutto... - la donna si accomodÃ² a fianco dell'Ingegnere, continuando a parlare in tono calmo e rilassato, quasi stesse parlando a se stessa, osservando l'ingegnere con uno sguardo quasi materno - ...ma le posso assicurare altresÃ¬ che il tempo e la persona giusta al proprio fianco possono ottenere risultati inaspettati... a volte veri e propri miracoli..."</i><br />
<i>Brown aprÃ¬ la bocca come per replicare, ma prima che potesse dire alcunchÃ© fu interrotto dal suono di una serie di passi veloci. Volgendosi entrambi si accorsero della sagoma di Volkoff intento a scostare con una mano il separÃ© improvvisato e piÃ¹ in lÃ  dietro di lui il Tenente Comandante Samak.</i><br />
<i>"Tenetevi stretti, ci sarÃ  da ballare..."</i><br />
 <br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 06:30</b><br /><br />
L'attesa era a dir poco snervante. L'intera notte era passata senza che accadesse nulla di significativo, ma Enizia sapeva che tale situazione non poteva perdurare ancora a lungo. BenchÃ© l'espressione di Sorin non fosse mutata nell'arco di quelle ore, l'Andoriana aveva iniziato ad accorgersi come i muscoli facciali del mezzosangue vulcaniano divenissero piÃ¹ tesi ed evidenti ad ogni nuova fusione, producendosi in fugaci ed inquieti guizzi, segno evidente di quanto quello stallo estenuante che lo costringeva a continue fusioni mentali incidesse sui suoi equilibri fisici e probabilmente anche psichici.<br />
BenchÃ© fosse evidente la sua determinazione nel continuare, diveniva altresÃ¬ sempre piÃ¹ evidente che presto avrebbe dovuto fermarsi e a farsi dare il cambio.<br />
Il Capitano Glens si avvicinÃ² lentamente ed in silenzio all'apparecchio che aveva fornito all'equipaggio Federale, cosÃ¬ come d'altronde aveva giÃ  fatto piÃ¹ volte durante il corso di quella lunga nottata, con l'intenzione di controllarne il funzionamento.<br />
"Questo Ã¨... - lo sentÃ¬ sibilare a bassa voce, mentre osservava dei dati su quello che probabilmente era l'analogo Bothan di un tricorder - ...Ã¨ impossibile..."<br />
Enizia immediatamente si staccÃ² dalla parete a cui si era poggiata, avvicinandosi a grandi falcate all'alieno che sembrava ancora intento ad osservare una lunga sequela di dati provenienti dal piccolo apparecchio che teneva fra le mani.<br />
"C'Ã¨ qualche problema con l'induttore?" si affrettÃ² a domandare l'andoriana, mentre l'alieno dal volto gommoso le rivolgeva uno sguardo inebetito.<br />
Fu Sorin a rispondere in sua vece, benchÃ© in realtÃ  la sua non fosse altro un rapporto proveniente dall'interno del mondo onirico.<br />
"Una decina di Hod sono riusciti a passare e raggiungeranno la squadra entro un paio d'ore al massimo..."<br />
Enizia strinse silenziosamente i pugni. Glens li aveva giÃ  informati in precedenza della possibilitÃ , ma fino a quel momento aveva sperato nella sorte che invece puntualmente si era rivelata maligna e beffarda, disattendendo le sue speranze.<br />
 Stava per replicare quando invece il Bothan, che sembrava essersi ripreso dallo stupore precedente, si intromise nella discussione con fare deciso.<br />
"Il vero problema Ã¨ un altro... - affermÃ², mostrando ad Enizia il proprio strumento su cui scorrevano una serie di simboli per lei incomprensibili - ...non ho idea di come ci stiano riuscendo, ma lentamente gli Hod stanno riconfigurando alcuni dettagli della simulazione. Sostanzialmente... si stanno adattando..."<br />
 <br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:00</b><br /><br />
<i>Il sole ora delineava chiaramente i profili delle sette navi che li tallonavano.</i><br />
<i>Suri, intenta ad osservarle con il proprio cannocchiale, si rese conto che sarebbero arrivate a portata di tiro entro mezz'ora o forse poco di piÃ¹. Aveva piÃ¹ volte spostato lo sguardo dalla tolda di una nave all'altra, cercando qualche marinaio, timoniere o anche creatura che potesse identificare, ma non ne aveva ancora trovata nemmeno una. Sembrava quasi che ad inseguirli fossero una serie di navi fantasma come quelle che apparivano in alcune antiche leggende terrestri che aveva sentito ai tempi dell'Accademia.</i><br />
<i>Si tolse lo strumento dagli occhi, notando solo in quel momento Volkoff intento a trafficare con un'ancora a pochi metri da lei. Quasi come se avesse fisicamente sentito lo sguardo della vulcaniana su di se, il possente russo alzÃ² il capo.</i><br />
<i>"Sto preparando una sorpresina... Non so se funzionerÃ ... - ammise Piotr riguadagnando la posizione eretta facendo leva su di un ginocchio - ...e nel caso lo facesse, sarebbe probabilmente tanto pericoloso per noi, quanto per loro ...perÃ² Ã¨ meglio sempre avere qualche asso nella manica..."</i><br />
 <i>"Questa sarÃ  indubbiamente una dura battaglia. - replicÃ² la vulcaniana avvicinandosi di un paio di passi, inarcando un sopracciglio mentre osservava l'operato del Capo della Sicurezza - Di certo non farÃ  male avere qualche carta in piÃ¹ da giocare."</i><br />
 <br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:07</b><br /><br />
<i>"Alan... - sussurrÃ² la Gerrico, risvegliatasi nuovamente, afferrando la mano del Capo Ingegnere - ...Andrea Ã¨..."</i><br />
<i>"Lo so... - la interruppe lui stringendo a sua volta la delicata mano del Guardiamarina, cercando di rassicurarla come piÃ¹ volte aveva fatto nel corso di quella nottata - ...ma Andrea non puÃ² farti del male ora ...piuttosto..."</i><br />
<i>"Lo so... - replicÃ² lei, interrompendolo a sua volta, con gli occhi lucidi - ... vuole farne a voi..."</i><br />
]]></description>
            <author>Tenente Comandante Brennon Boram Tynan</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-14 Ali e mattoni gialli</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Enizia del Clan Gishna <br /><br /><br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 07:10</b><br /><br />
"Non ci sono ancora. Deve rispiegarci di nuovo questo... adattamento... perchÃ© se non entriamo nella logica sarÃ  estremamente difficile per noi capire come prendere contromisure."<br />
Il Bothan era visivamente spossato.<br />
"Non so come altro spiegarglielo Capitano, per noi Ã¨ una cosa naturale come parlare. Ãˆ difficile riuscire a spiegare questo genere di cose."<br />
 "Ci provi... - prese fiato e fece qualcosa che difficilmente faceva parte delle armi che usava - ...la prego. La vita del mio equipaggio dipende anche da lei."<br />
Il silenzio proseguÃ¬ troppo a lungo per tutti i federali presenti, mentre il capitano alieno cercava di capire come altro esprimere l'inesprimibile. Poi, preso un respiro, il Bothan provÃ² ancora una volta.<br />
"Tutto Ã¨ sogno e tutto Ã¨ reale. Il problema Ã¨ distinguere la linea che separa il sogno dalla realtÃ . Quando si sogna, all'inizio ed alla fine del sogno, le capacitÃ  della realtÃ  si fondono con quelle del sogno... in quel momento penso che anche voi, cosÃ¬ come noi, sperimentiate la possibilitÃ  di 'sognare ciÃ² che si desidera'..."<br />
 "Ho capito!"<br />
 "Cosa ha capito infermiera?" Enizia cercÃ² di trattenere il tono vagamente infastidito per l'interruzione.<br />
 "Sta parlando delle fantasie oniriche del sogno guidato. Di solito questa particolare situazione si ha nella fase iniziale dell'addormentamento. Quando si Ã¨ in quello stato indefinito tra la veglia ed il sonno. Gli studi ci hanno fatto scoprire nei secoli la possibilitÃ  di indurre questo stato con l'ipnosi o l'autoipnosi, o piÃ¹ in generale con numerose tecniche di rilassamento ed estraniamento dalla realtÃ . RealtÃ  alla quale il nostro cervello resta solo parzialmente legato, prendendo da essa gli spunti per guidare le nostre fantasie nella direzione voluta. Per noi della sezione medica Ã¨ materia di studio in quanto, soprattutto per i Consiglieri, permette di aiutare il paziente a studiare le diverse opzioni di reazione possibile a fatti, avvenimenti ed emozioni, e quindi apprendere come scegliere la strada piÃ¹ opportuna in modo naturale quando in stato di veglia."<br />
 "Capitano Â Glens... le suona familiare..."<br />
 "Difficilmente noi usiamo questo in modo volontario. Semplicemente perchÃ© per noi il sogno Ã¨ la vera energia da sfruttare, se lo guidassimo... - accorgendosi dello sguardo penetrante di Enizia puntato su di lui arrivÃ² piÃ¹ rapidamente al punto - ...sÃ¬ Capitano. La cosa strana Ã¨ che gli Hod si stiano adattando in quel modo, non Ã¨ nella loro natura."<br />
<br />
 <br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:15</b><br /><br />
<i>"GiÃ  Tenente..."</i><br />
<i>"Quello che non capisco Ã¨ cosa stia facendo..."</i><br />
<i>Volkoff sorrise. Un sorriso sincero che, anche in forza dell'attuale situazione, aveva un che di piratesco.</i><br />
<i>"Ho avuto un'idea diversa. Pensiero laterale lo chiamano gli esperti."</i><br />
 <i>"Continuo a non capire Signor Volkoff."</i><br />
<i>Il russo scosse la testa alzandosi. A volte non riusciva a capire come certi vulcaniani non riuscissero a vedere l'ovvio bloccati da quella che per loro era, evidentemente, un'assenza di logica.</i><br />
<i>"Abbiamo deciso che questo Ã¨ un sogno no? - attese per un istante un cenno qualunque che non venne - D'accordo diamo per scontato che lei concordi con me e che questo sia un sogno. Se questo Ã¨ un sogno di sicuro non risponde a tutte quelle regole che governano il nostro universo. Quindi perchÃ© non... mettere le ali?"</i><br />
 <i>Questa volta Volkoff ebbe la soddisfazione di vedere un bagliore di stupore sul viso del Tenente Samak.</i><br />
<i>"Ali?"</i><br />
 <i>"PerchÃ© no?"</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 07:28</b><br /><br />
"Appurato quindi che gli Hod si stanno adattando e non dovrebbero... come si stanno adattando esattamente?"<br />
 "Gli Hod usano ciÃ² che trovano nelle menti, non portano niente di loro. Sarebbe controproducente, perchÃ© sanno in maniera piÃ¹ o meno inconscia, che quello che atterrisce di piÃ¹ Ã¨ sempre dentro noi stessi. Loro si limitano a trovare quello che atterrisce ed a portarlo alla luce in forma di sogno."<br />
 "Quindi loro pilotano il gioco."<br />
"Il suo equipaggio perÃ² sta lottando per cambiare il sogno, per portare il flusso dove sanno come agire e cosa fare. Non ci Ã¨ mai successo, in tanti secoli, di imbatterci in questa situazione. Forse anche per gli Hod Ã¨ nuova. Devono adattarsi, e nel farlo stanno provando a cercare nelle menti nuove informazioni... non sono dotati di 'fantasia' come i suoi uomini Capitano. Questa potrebbe essere la vostra arma."<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:30</b><br /><br />
<i>Volkoff era pronto. Sotto lo sguardo attento del Capitano Suri e del Tenente Samak.</i><br />
<i>La Dottoressa Fuentes invece pareva sinceramente divertita.</i><br />
<i>"Non ci posso credere..."</i><br />
 <i>"Esatto Dottoressa... qui non c'Ã¨ niente a cui non si possa credere e niente che non si possa fare. Fino ad ora tutto quello che ci Ã¨ successo, e ci sta ancora succedendo... - sottolineÃ² pensando al Guardiamarina Gerrico - ...quelli che definiamo Hod lo pescano dentro di noi. C'Ã¨ una sola cosa di quello che ci circonda che non sia stata pescata dentro di noi?"</i><br />
<i>Le donne presenti scossero la testa.</i><br />
<i>"Bene, se questo Ã¨ vero ora non ci resta che chiarirci una volta per tutte un semplice concetto. Ogni qualvolta abbiamo ottenuto un minimo vantaggio Ã¨ perchÃ© abbiamo agito al di la della nostra esperienza passata. Siamo esseri senzienti, questo Ã¨ vero, ma siamo dotati di fantasia Signori. - fece un cesto della mano diretto alle due vulcaniane - Persino voi vulcaniani con tutta la vostra logica lo siete. Suonate strumenti musicali e componete... e anche se da ora cercherete di farmi credere che i vostri sono meri esercizi di logica nel riordinare le note o le parole... non me la date a bere. Avete fantasia. Io ho fantasia... la Dottoressa Fuentes qui Ã¨ piena di fantasia... Alan, il Guardiamarina Gerrico... persino Alixia sono certo che ha una notevole fantasia. Non l'Hod. Quanto meno fino ad ora non l'ha dimostrata."</i><br />
<i>Detto questo Volkoff si portÃ² al centro della tolda della nave afferrando saldamente due cime che si allontanavano da lui in opposte direzioni.</i><br />
<i>"Quindi Signore. Ora io sono il dio del vento, un grande e potente dio, in grado di generare una corrente ascensionale incredibilmente potente, ma nel contempo incredibilmente controllata."</i><br />
<i>Poi sotto lo sguardo vagamente perplesso delle due vulcaniane, sorridendo apertamente a Luz, iniziÃ² a tirare le cime. Tirava e ruotava le braccia arrotolando la corda sugli avambracci.</i><br />
<i>"Come ho visto in un vecchio olofilm, i gentili passeggeri sono pregati di allacciare le cinture di sicurezza... ma dato che siamo su una nave forse un bel reggetevi tutti Ã¨ piÃ¹ che sufficiente."</i><br />
<i>Le cime si tesero. Uno stridio acuto percorse la nave, le vele sembrarono immobilizzarsi in attesa. Un fruscio lieve iniziÃ² a farsi via via piÃ¹ possente mentre i muscoli di Piotr si tendevano in uno sforzo che la sua fantasia stava opportunamente dosando.</i><br />
 <i>L'hirogena lo osservava poco distante. Non offrÃ¬ alcun aiuto, in qualche modo forse era quella che aveva compreso meglio quanto il russo stava per fare.</i><br />
<i>"Venite tutti quassÃ¹, portate anche la Gerrico, dobbiamo essere tutti qui."</i><br />
 <i>"Signor Volkoff Ã¨ sicuro?"</i><br />
 <i>"Dottoressa... si fidi."</i><br />
 <i>"Signor Volkoff non capisco cosa stia cercando di fare."</i><br />
<i>Volkoff ruotÃ² le braccia arrotolando la cima. </i><br />
<i>"Ci siamo quasi, quindi non c'Ã¨ tempo da perdere in spiegazioni Capitano Suri. Le basti sapere che sto facendo impazzire il mio Capitano follia dopo follia, ma che forse una parte di lei sta imparando a fidarsi di me. Provi anche lei."</i><br />
 <i>"Non c'Ã¨ logica in quello che vedo."</i><br />
 <i>"Nei sogni non c'Ã¨ logica... Dottoressa... andiamo almeno lei."</i><br />
<i>Luz ricambiÃ² il sorriso strizzando l'occhio a Piotr.</i><br />
<i>"Signor Piotr mi adeguo. Quando saremo tutti qui dovrÃ² anche sbattere tre volte i tacchi delle mie scarpette rosse? O dovremo seguire la strada di mattoni gialli?"</i><br />
]]></description>
            <author>Capitano Enizia del Clan Gishna </author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>02-15 Sipario</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/pytheas/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=1&amp;viewlog=15</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen<br /><br /><br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:38</b><br /><br />
<i>Era un po' come essere dentro una tromba d'aria.<br />
Non che Maria Gerrico fosse mai stata dentro una tromba d'aria, ma era esattamente in quel modo che immaginava la sensazione, mentre si reggeva a una robusta cima e al braccio di Alan.<br />
Non le era chiaro cosa stesse facendo Volkoff.<br />
La dottoressa Fuentes, che era scesa di corsa a chiamarli, aveva accennato ad antichi dei pagani e al dominio dei venti. O qualcosa del genere.<br />
A dire il vero, in quel momento, la sua attenzione era piÃ¹ che altro concentrata nel fare le scale che la separavano dal ponte e che non sembravano affatto costruite nell'ottica di fornire una via di accesso larga e confortevole. CosÃ¬ non aveva prestato molta attenzione.<br />
Quello che aveva trovato, una volta giunta sopracoperta, era stato un turbinio di acqua e aria, scricchiolii minacciosi di assi di legno, che non sembravano apprezzare la situazione piÃ¹ di lei, e vele che sbattevano nel vento.<br />
Gettando uno sguardo oltre il parapetto, si era resa conto che si trovavano ad almeno cinquanta metri sopra il pelo dell'acqua, mentre le navi nemiche convergevano rapidamente sulla loro posizione.<br />
Anche da quell'altezza poteva vedere gli uomini che si affollavano sui ponti delle navi guardando in su, verso di loro. Volti sempre uguali, che si ripetevano come in un oloromanzo la cui matrice contenesse solo due o tre fisionomie.<br />
Un ragazzo alto, di forse diciotto anni, dalla pelle olivastra. Occhi e capelli scuri.<br />
Un giovane piÃ¹ o meno della stessa etÃ , andoriano.<br />
Un uomo alto con un camice da medico.<br />
Andrea, ovunque a punteggiare la folla.<br />
E accanto a loro, a queste immagini trasformate delle persone che amavano o avevano amato, figure scure, informi, che si muovevano strisciando e fiutando l'aria, in caccia.<br />
Maria ebbe un fremito d'orrore, chiuse gli occhi e seppellÃ¬ il viso nel tessuto della camicia di Alan. Poi pensÃ² solo a reggersi.</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 07:42</b><br /><br />
Sotto lo sguardo di Enizia, Glens sembrava sempre piÃ¹ confuso. Si supponeva che lui fosse il loro esperto in materia di sogni, ma sembrava che annaspasse nell'incertezza non meno di loro.<br />
Il fatto che, poi, fosse stato proprio lui a metterli in questa situazione non contribuiva molto a renderglielo simpatico.<br />
Pochi minuti prima, una delle infermiere era arrivata trafelata comunicando una variazione nello stato di sonno dei suoi uomini, notizia che aveva trovato conferma nelle parole di Maurian arrivate nemmeno un minuto piÃ¹ tardi. Glens aveva rifiutato di vedere i nuovi tracciati sostenendo che non gli sarebbero stati d'aiuto, ma aveva chiamato la propria nave e richiesto alcuni dati che gli erano stati prontamente inviati. Li aveva letti velocemente e ora fissava la parete divisoria tra l'ufficio di Fuentes e l'infermeria principale come se questa potesse parlargli. Erano passati due minuti e Enizia iniziava a spazientirsi.<br />
"Capitano Glens ..." ebbe appena il tempo di iniziare la frase prima che il Bothan sollevasse gli occhi su di lei.<br />
"Credo che abbiano trovato il modo per uscire, Capitano".<br />
"Per uscire?" Le sopracciglia di Enizia si aggrottarono, le antenne si incurvarono verso l'alieno.<br />
Glens annuÃ¬. "SÃ¬, la sua guaritrice ha ragione. Credo che stiano letteralmente risalendo verso uno stato di sonno piÃ¹ leggero. Non sono sicuro che sia un fatto consapevole ma, se la sua squadra Ã¨ arrivata a destinazione, potrebbero aver acquisito un certo controllo sul loro stato."<br />
"E per quanto riguarda gli Hod?"<br />
"Non ci sono segni che indichino un loro attacco, almeno per il momento."<br />
"Crede che abbiano trovato il modo di ... seminarli?" domandÃ² Tynam, in piedi accanto alla scrivania. "In che modo?"<br />
Glens parve riflettere per un momento. "E' possibile che i suoi uomini siano riusciti a confonderli."<br />
Enizia incrociÃ² le braccia al petto. La spiegazione di Glens le risultava un po' troppo confusa e basata su un numero terribilmente alto di se. Di certo non le bastava e la sensazione di non poter fare nulla di concreto per modificare la situazione la esasperava piÃ¹ di quanto si potesse permettere di mostrare al suo equipaggio.<br />
"Quindi, cosa dovremmo fare ora secondo lei? Aspettare e basta?" domando Tynam, gli occhi chiari sempre puntati su Glens.<br />
"Non Ã¨ cosÃ¬ semplice. Possono anche risalire fino ad un certo punto, ma nessuno si Ã¨ mai svegliato autonomamente da un sonno indotto di questo tipo, almeno non tra i non appartenenti al nostro popolo e non con gli Hod a inseguirli. Dovremo guidarli noi."<br />
"In che modo?" chiese ancora Tynam "I nostri tentativi di svegliarli non hanno mai dato risultati concreti."<br />
Il Bothan scosse la testa. "Ora che hanno guadagnato un certo grado di consapevolezza, saranno loro stessi a compiere il cammino. Noi dovremo guidarli, come si guida un viandante che si Ã¨ perduto nella nebbia."<br />
<br />
<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 07:47</b><br /><br />
<i>Effettivamente, intorno a loro era soltanto nebbia.<br />
Il vento era calato. Delle raffiche violente che colpivano come uno schiaffo era rimasta solo una brezza leggera. Lo sciabordio delle onde era un rumore lontano e gli scricchiolii delle assi si stavano affievolendo.<br />
Tutto intorno era silenzioso e immobile. Bianco e freddo.<br />
Luz si strinse nel camice, che aveva tenuto nonostante non fosse proprio l'abbigliamento piÃ¹ adatto all'ambientazione piratesca. Tommy, che le aveva tenuto un braccio intorno alle spalle durante tutta la salita, la strinse automaticamente a sÃ©, percependo il suo brivido di freddo. Lo sguardo era puntato oltre la sua testa, a cercare di cogliere un indizio su dove si trovavano, ma la nebbia impediva la vista in ogni direzione.<br />
No, non era nebbia.<br />
"Credo che siamo finiti dentro una nuvola" commentÃ² Piotr che, nonostante lo sforzo, sembrava piuttosto compiaciuto e nient'affatto provato. "Non mi ero accorto di averci fatto salire cosÃ¬ tanto."<br />
"Evidentemente le formazioni di stratocumuli sono scese di altitudine mentre noi salivamo."<br />
Pierce si voltÃ² verso Samak, sentendone il commento.<br />
"Forse. Anche se io non conterei troppo sul fatto che le normali leggi fisiche, o atmosferiche, valgano qui dove siamo."<br />
"Il punto Ã¨ proprio questo, Comandante. Comprendere dove siamo."<br />
"Credo che l'unica possibilitÃ  sia continuare a salire. Non possiamo certo tornare giÃ¹, Capitano."<br />
Suri annuÃ¬. "Concordo. Tuttavia non possiamo continuare a salire all'infinito. A meno che, naturalmente ..."<br />
Qualsiasi cosa stesse per dire Suri venne persa nel fracasso di assi spezzate e colorite imprecazioni di coloro che si erano trovati inaspettatamente faccia a terra. L'urto era stato violento, come se lo scafo del veliero avesse colpito qualcosa. Uno scoglio o un muro di mattoni avrebbero prodotto lo stesso effetto. E vista la situazione l'uno era probabile quanto l'altro.<br />
Piotr fu il primo a sporgersi oltre il parapetto.<br />
"Credo che continuare a salire non funzionerÃ ."</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 07:51</b><br /><br />
"Crede che funzionerÃ , Capitano?" domandÃ² Enizia, osservando dritto davanti a sÃ©, attraverso la vetrata che li separava dall'infermeria principale.<br />
Glens scosse la testa. "Non lo so. E' una situazione che non si Ã¨ mai verificata nella mia esperienza. Forse, i suoi uomini hanno capito come avere un vantaggio sugli Hod. Forse, il suo scienziato e il suo psicologo riusciranno a guidarli. Ma interferire con il sogno ha sempre delle conseguenze impreviste."<br />
"Cosa intende?"<br />
Glens si voltÃ² verso l'andoriana, solo per un breve istante.<br />
"Il sogno ha tutto a che fare con l'inconscio e assume forme differenti per ciascuno di noi."<br />
"Certamente. Ma ancora non capisco dove vuole arrivare."<br />
"Il campo psionico induce il sonno, guida il cervello nella costruzione della struttura di base del sogno. Ma Ã¨ il sognatore che poi riempie quella struttura con il suo inconscio, popolandolo e definendone i dettagli."<br />
Il Bothan fece una pausa, raccogliendo le idee, cercando un modo per spiegare a quest'aliena cose che per lui erano naturali quanto respirare. Se mai fosse riuscito a riportare a casa la sua nave, avrebbe chiesto il trasferimento a un incarico d'ufficio.<br />
"Ogni modifica che noi apportiamo dall'esterno Ã¨ soggetta a questa legge. Anche senza considerare la presenza degli Hod, Ã¨ piÃ¹ difficile modificare l'ambiente onirico di un soggetto consapevole. E i suoi uomini ora sono consapevoli. Il vantaggio di tutto questo Ã¨ che possono collaborare al loro risveglio. Le istruzioni, chiamiamole cosÃ¬, che non inviamo per guidarli fuori dallo stato di sonno saranno automaticamente tradotte dalla loro mente in indicazioni che li guideranno all'interno del mondo onirico in cui si trovano. Ma non c'Ã¨ garanzia che verranno tradotte correttamente, visto che la mente che le invia si trova fuori dal sogno."<br />
Enizia non comprendeva pienamente quello che l'uomo stava spiegando. Ma quel che aveva compreso non le piaceva affatto.<br />
"Insomma, mi sta dicendo che si tratta di un'arma a doppio taglio. Se anche l'informazione arriva, non Ã¨ detta che sia interpretata correttamente."<br />
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<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 08:17</b><br /><br />
<i>"Mi sembra difficile non interpretare correttamente questo."<br />
Luz osservÃ² il cartello di fronte a sÃ©, un po' divertita e un po' perplessa. Era un cartello enorme, colorato, contornato da luci al neon intermittenti che gli davano l'aspetto delle insegne che lei stessa aveva visto anni prima durante un viaggio al sito storico di Las Vegas.<br />
Il cartello riportava una semplice freccia gialla campeggiante sopra un'enorme coppia di fedi nuziali luminose e indicava una via in mezzo alle catapecchie che contornavano la strada. Sembrava maledettamente fuori luogo in quel posto. Luz non avrebbe potuto immaginare un modo piÃ¹ ovvio per attirare la sua attenzione.<br />
"Questa deve essere Timeran."<br />
"Sottile ..." ghignÃ² ironico Pierce "SÃ¬, credo che possiamo affermare con una certa sicurezza che non Ã¨ opera di Sorin."<br />
Una volta attraversate le nubi, avevano scoperto di essere approdati in una sorta di porto caraibico ottocentesco. O almeno cosÃ¬ l'aveva definito la Gerrico che, a quanto pareva, nutriva una certa passione per quel genere di ambientazione.<br />
Degli Hod per ora non vi era traccia. Tuttavia nessuno sembrava incline a rimanere ad aspettare che ce ne fossero.<br />
Tutti i presenti, compresi quelli tra loro dotati di logica e orecchie a punta, erano stati concordi sul fatto che non rimaneva molto da fare se non sbarcare. Si erano trovati all'ingresso di un vero e proprio labirinto di casupole e stradine, catapecchie e vie chiuse.<br />
Avevano camminato per quelle che a Luz erano sembrate ore. La sensazione di euforia scatenata dall'idea di Piotr e dall'aver seminato le creature che davano loro la caccia, aveva lasciato il posto a quella di essere perduti.<br />
Fisicamente perduti. Non avevano idea di dove si trovavano nÃ© di come fare a uscire di lÃ¬. Ammesso che uscire di lÃ¬ fosse quello che dovevano fare.<br />
FinchÃ© non avevano cominciato ad arrivare i segnali.<br />
I primi quasi incomprensibili. Un coniglio verde a macchie con un enorme orologio da taschino che aveva suscitato una discussione tra Alixia e Samak sulla possibilitÃ  di cucinarlo e mangiarlo, finchÃ© qualcuno non vi aveva riconosciuto il personaggio di una favola terrestre. Sfortunatamente, a differenza del Bianconiglio originale, non sembrava li avrebbe condotti da nessuna parte.<br />
Una mappa del tesoro in lingua trill che nessuno era stato in grado di leggere.<br />
Una bussola vulcaniana il cui ago non ne voleva sapere di ruotare.<br />
Nessuno dei segnali aveva fornito indicazioni utili. Ma tutti erano stati piuttosto concordi sul fatto che Enizia dall'esterno stava tentando di contattarli nuovamente attraverso Bhreel e Sorin.<br />
D'altra parte non avevano esattamente un ampio ventaglio di alternative e le urla bestiali che ogni tanto arrivavano alle loro spalle, portate da un'improvvisa folata di vento, non lasciavano molto spazio per lo scetticismo.<br />
Ad avvalorare l'ipotesi aveva contribuito il fatto che, via via, i segnali avevano cominciato a divenire piÃ¹ chiari e diretti. Mano a mano, le scritte erano scomparse lasciando il posto a semplici immagini o a brevissime frasi di immediata comprensione. Avevano iniziato a imboccare i sentieri giusti.<br />
Ora il cartello luminoso indicava chiaramente uno stretto viottolo di fronte a loro.<br />
"Credo che non ci resti che seguire l'indicazione, allora ..."<br />
La frase di Alan era stata interrotta dall'ennesimo grido.<br />
Suri affrettÃ² il passo, guidando i suoi uomini.<br />
"Si stanno avvicinando"</i><br />
<br />
<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Ore 08:31</b><br /><br />
"Si stanno avvicinando?"<br />
"Alla superficie, sÃ¬. Almeno secondo i dati che abbiamo. PiÃ¹ semplice Ã¨ il messaggio, piÃ¹ Ã¨ facile che il significato venga mantenuto. E' per questo che all'inizio non abbiamo visto risultati. Inoltre dobbiamo tenere conto delle differenze nella percezione temporale."<br />
Nonostante la gravitÃ  della situazione Tynam non poteva impedirsi di provare un'incredibile curiositÃ  verso il mondo onirico di cui Glens parlava come fosse reale. Qualcosa di tangibile che poteva essere visto e toccato con mano. E compreso, sperava.<br />
Enizia aveva ascoltato tutta la conversazione, mantenendo, nonostante l'irritazione e il senso di impotenza che provava, l'espressione impassibile e fiduciosa che ci si aspettava in una situazione di emergenza da un ufficiale in comando. Aveva seguito tutte le indicazioni che Glens aveva dato via via a Sorin, aveva ascoltato le scarsissime notizie mediche dall'assistente di Fuentes. Ma non aveva piÃ¹ preso parte direttamente alla discussione.<br />
"SÃ¬, ha ragione naturalmente. Il cervello lavora piÃ¹ rapidamente durante il sonno, quindi il tempo, dal loro punto di vista, scorre a velocitÃ  maggiore ..."<br />
=^= Plancia a Capitano Enizia: Signora, stiamo ricevendo una comunicazione per il Capitano Glens dalla nave Bothan. Sono piuttosto allarmati e chiedono di essere messi immediatamente in comunicazione.=^=<br />
Enizia fissÃ² Glens per un istante chiedendosi rapidamente di cosa potesse trattarsi. Il Bothan sembrava perplesso quando l'addetto alle comunicazioni.<br />
"La passi nell'ufficio della Dottoressa Fuentes."<br />
=^= SÃ¬, Capitano. =^=<br />
Un momento di silenzio, poi una voce Bothan, estremamente concitata, che parlava direttamente a Glens in linguaggio incomprensibile per i federali.<br />
L'uomo sgranÃ² gli occhi prima di voltarsi verso Enizia.<br />
"Devono fare in fretta, Capitano. Gli Hod si stanno muovendo. Non so quanto i suoi uomini riusciranno a mantenere il controllo, ora."<br />
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<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 08:47</b><br /><br />
<i>"Ora deve mantenere il controllo! Maria! Maria, mi ascolti, deve cercare di mantenere il controllo! Manca poco, coraggio!"<br />
La voce di Luz sembrava non avere alcun effetto sulla ragazza che appariva paralizzata dal terrore. La marcia si era fatta serrata man mano che gli Hod si facevano piÃ¹ vicini. E piÃ¹ si avvicinavano, piÃ¹ il mondo che li circondava sembrava cambiare. Anche se, forse, crollare era il termine piÃ¹ appropriato. I muri si sgretolavano, le indicazioni intorno a loro scomparivano prima che potessero capirne il messaggio, le leggi stesse della fisica sembravano non avere piÃ¹ senso. Il giÃ¹ era diventato su e poi di nuovo giÃ¹ prima che avessero il tempo di capire come.<br />
Non rimaneva altro che correre, cercando di uscire dal labirinto, dove le indicazioni li avevano guidati.</i><br />
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<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"LÃ¬ abbiamo guidati fin dove abbiamo potuto".<br />
Sorin appariva distrutto. Considerando la sua natura vulcaniana, questo rendeva drammaticamente bene la gravitÃ  della situazione. FissÃ² lo sguardo, come sempre impassibile, in quello di Enizia e si sedette.<br />
"Se il Capitano Glens ha ragione, li abbiamo guidati fin dove era possibile, prima di essere estromessi. Sono vicini, ora. Ma sono soli."<br />
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<br /><b>Luogo imprecisato - 24 marzo 2393 - Ore 08:51</b><br /><br />
<i>Erano soli. E, a quanto pareva, alla fine della corsa.<br />
Samak si voltÃ², assumendo la posizione di difesa che le avevano insegnato in gioventÃ¹, durante il suo addestramento nella Tal-shaya. Erano infine giunti al ciglio di un burrone sporgendosi dal quale si vedevano solo nuvole. Un vicolo cieco.<br />
Logicamente sapeva che combattere quegli esseri, mentre la terra si sgretolava dietro di loro, non avrebbe portato a nulla nemmeno in quel mondo onirico privo di un senso logico definito. Ma non avevano altro luogo dove fuggire. Nessuna alternativa.<br />
Nonostante la concentrazione, quando la coda di Athena le sfiorÃ² la gamba, abbassÃ² automaticamente lo sguardo. La gatta le si strusciÃ² contro, poi s'infilÃ² tra le gambe di Pierce, trotterellÃ² fino al bordo del burrone e scomparve. La risposta, pur nella sua apparente mancanza di logica, le parve chiara improvvisamente.<br />
"Capitano, credo di aver compreso."<br />
Non attese la risposta di Suri e si diresse a passo deciso verso il bordo del baratro.<br />
Poi precipitÃ².</i><br />
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<br /><b>USS Curie - Infermeria - 24 marzo 2393 - Contemporaneamente</b><br /><br />
Il precipitare durÃ² un'eternitÃ . Un'eternitÃ  fatta di ricordi e di frammenti di vita.<br />
Il sorriso di sua madre.<br />
Pesci rossi in un acquario.<br />
L'uniforme da guardiamarina.<br />
Il suo abito da sposa.<br />
Una cuffietta chirurgica.<br />
Gli occhi del suo bambino.<br />
Un orsetto di peluche.<br />
Una ninnananna cantata al buio.<br />
Un ordine di partenza.<br />
Una corsa sulle colline intorno all'Accademia con suo figlio.<br />
Una visita in infermeria.<br />
Un album di abiti da sposa.<br />
Il volto di Enizia che la fissava.<br />
Ok, quello non era proprio un dolce ricordo. Non era nemmeno un ricordo, a ben vedere. Lei era proprio lÃ¬, a pochi centimetri di distanza.<br />
Luz ebbe un sobbalzo. Anche se non aveva l'aria omicida nÃ© un pugnale in mano, era l'ultima persona che si era aspettata di vedere a quel punto.<br />
"Dottoressa, mi sente?"<br />
La voce sembrava la sua. Si guardÃ² intorno per un momento prima di rispondere. Pareva proprio la sua infermeria. Sul lettino accanto al suo era distesa Suri.<br />
"SÃ¬, sÃ¬, la sento. Questo ... Ã¨ vero?"  domandÃ². Si sentiva la gola secca, la voce gracchiante, le membra pesanti. Si rese conto solo dopo averla pronunciata quanto appariva infantile la sua domanda. Ma Enizia annuÃ¬. E sorrise.<br />
"Vero come il rapporto che mi aspetto non appena il suo assistente lo riterrÃ  possibile. Ben tornata, Dottoressa."<br />
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<br /><b>USS Baffin - Bar di Prora - 30 marzo 2393 - Ore 18.05</b><br /><br />
"Luis ti ha mandato dal Consigliere Bhreel?"<br />
"Te lo giuro. Ha detto che con le questioni di cuore, sarebbe stata piÃ¹ pratica di lui. In effetti, ha l'ufficio pieno di immagini di abiti da sposa. Anche se non ho capito con chi deve sposarsi."<br />
Alan rise di gusto posando sul piano del tavolino il bicchiere pieno a metÃ , evitando cosÃ¬ di rovesciarsi il contenuto sulla giacca.<br />
"Non si sposa lei, ma la dottoressa Fuentes. Forse la sta aiutando a scegliere l'abito - l'uomo sogghignÃ² divertito - non sono sicuro faccia esattamente parte del suo compito ..."<br />
"Non credo, ma ho l'impressione che si diverta un mondo comunque."<br />
Entrambi si concessero un istante di divertimento e un sorso di bevanda. Esaurito l'argomento consiglieri e matrimoni era calato di nuovo il silenzio. Tipico impaccio da primo appuntamento. Non che il loro fosse un appuntamento, naturalmente.<br />
Alan si appoggiÃ² allo schienale della sedia e bevve un sorso.<br />
"Sono felice che tu stia bene, in ogni caso."<br />
"Grazie. Anzi, non ti ho ancora ringraziato per quello che hai fatto per me. Senza di te ..."<br />
L'uomo scosse una mano, in parte in imbarazzo e in parte, sÃ¬, anche lievemente compiaciuto e soddisfatto. "Ho fatto quello che chiunque avrebbe fatto" si schernÃ¬, come da copione.<br />
Come da copione Maria sorrise e ringraziÃ², poi suggerÃ¬ un piccolo brindisi. Si concesse un istante per gettare lo sguardo oltre il finestrone.<br />
Era trascorsa poco piÃ¹ di una settimana dal loro ritorno dal mondo degli incubi. Tutte le donne e i membri della squadra di salvataggio si erano svegliati senza conseguenze, anche se alcuni vagavano ancora per la nave in piena notte tentando di vincere l'insonnia. I metodi della nonna per prendere sonno, citati da ognuno e del tutto inutili, ormai si sprecavano.<br />
Enizia e Suri avevano stipulato un accordo di non aggressione reciproca con i Bothan e Glens, dopo aver avuto almeno la decenza di mostrarsi imbarazzato per aver portato gli Hod fino a loro, aveva preso la sua nave e se ne era tornato a casa. I suoi nipoti avrebbero ascoltato per anni storie sul capitano blu che l'aveva convinto ad andare in pensione.<br />
Il convoglio federale aveva ripreso la sua rotta e le cose stavano tornando alla normalitÃ , pur con qualche piccola, piacevole novitÃ .<br />
Tutto andava bene.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Timeran Bhreel Legen</author>
            <pubDate>Mon, 30 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
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