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        <title>USS MARCONI - Missione 12</title>
        <description>I diari di bordo della USS MARCONI</description>
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            <title>USS MARCONI</title>
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            <title>12-00 L'Arca di NoÃ© (Capitano, mi si Ã¨ ristretto l'Away Team!)</title>
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            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Sala Tattica del Capitano - 12/01/2395 Ore 12:15</b><br /><br />
"...e, stando a quanto riferito dall'ultimo dispaccio del Dipartimento per la Gestione del Personale della Flotta, ci sono stati assegnati ventuno sotto Ufficiali, quattro Ufficiali ed un Ufficiale Superiore a reintegro del personale della Marconi trasferito o deceduto nelle ultime missioni..." riferÃ¬ Salen, il facente funzioni di Primo Ufficiale, tenendo lo sguardo scuro incollato in quello del suo Capitano.<br />
<br />
"Vedo..." commentÃ² Shran, dando una rapida scorsa alla copia del rapporto che il Vulcaniano gli aveva fornito, prima di tornare con lo sguardo all'alieno dal sangue a base di rame. Salen non sarebbe stata esattamente la sua prima scelta come Primo Ufficiale, ma nel Quadrante Gamma i rimpiazzi giungevano a singhiozzo e si era dovuto accontentare di quel giovane e puntiglioso - ma un po' inesperto - Vulcaniano. <br />
<br />
Ad ogni modo la cosa aveva anche i suoi lati positivi, come il fatto che Salen era estremamente competente e zelante nel compilare tutti i noiosissimi rapporti per il Comando di Flotta...e poi era uno spasso vederlo scappare per i corridoi della nave inseguito da Rekon, quando il loro iracondo Capo Ingegnere Tellarita era sul piede di guerra per un qualsiasi motivo riguardante la gestione dei turni o degli approvvigionamenti, cosa che capitava almeno un paio di volte a settimana, peraltro.<br />
<br />
Dopo un momento di riflessione aggiunse "E che mi dice dell'efficienza della Marconi? Abbiamo bisogno di attraccare a Deep Space 16 Gamma per riparazioni o possiamo proseguire con l'esplorazione del settore 15 Lambda?"<br />
<br />
Il Vulcaniano prese un lungo momento prima di rispondere e, con la coda dell'occhio, Shran notÃ² una sorta di vibrazione nelle spalle del subordinato, come se si fosse sforzato di trattenere un fremito prima di rispondere, con voce neutrale  "Stando ai rapporti della Sala Macchine tutti i danni rilevanti sono stati riparati durante la sosta che abbiamo fatto presso le strutture del Dominio, ma abbiamo ancora diverse problematiche coi sistemi energetici secondari. Il Comandante Rekon suggerisce una revisione completa dei sistemi secondari, ma ritengo possa essere posticipata..."<br />
"Molto bene, in tal caso verifichi con Deep Space 16 Gamma se vi sono navi in transito in questa zona, per organizzare il trasferimento del nostro personale e continuiamo l'esplorazione..."<br />
<br />
Il Capitano della Marconi fu costretto perÃ² ad interrompersi, perchÃ© dagli altoparlanti installati nel soffitto giunse la voce del Capo della Sicurezza che, con tono controllato, disse =^= Capitano Shran, la sua presenza Ã¨ richiesta immediatamente in Plancia.=^=<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 12/01/2395 Ore 12:17</b><br /><br />
"Rapporto!" ordinÃ² Shran, sedendosi sulla poltrona lasciata repentinamente libera dal Mezzo-Cardassiano. Lo schermo visore mostrava unicamente l'effetto ottico delle stelle a velocitÃ  di Curvatura e il Capitano si domandÃ² cosa potesse essere successo, per spingere l'Ufficiale tattico a interrompere la loro riunione.<br />
<br />
"Circa cinque minuti fa abbiamo ricevuto un messaggio di soccorso proveniente dal vicino settore 16 Lambda. Sembrava una richiesta di aiuto automatizzata, ma il laboratorio linguistico sta ancora lavorando all'algoritmo di traduzione. Ho fatto impostare una rotta di intercettazione e richiesto l'accelerazione a Curvat..."<br />
<br />
"Chi diavolo ha ordinato di accelerare a Curvatura 8 mentre stiamo ricalibrando i flussi di distribuzione?" sbraitÃ² la voce di Rekon, anticipando di un paio di secondi la completa apertura delle porte del Turboascensore, dal quale emerse un infuriato Ingegnere Capo, con la parte superiore dell'uniforme sporca di fuliggine e leggermente bruciacchiata, come se qualcosa gli fosse esploso a breve distanza.<br />
<br />
"Non ora, Rekon." lo bloccÃ² fermamente Shran, notando con un certo divertimento il volto impassibile di Salen farsi leggermente piÃ¹ verde, mentre le sue mani si stringevano con forza sul bracciolo della poltrona del Primo Ufficiale "Abbiamo una richiesta di soccorso e stiamo intervenendo..."<br />
<br />
Quindi, mentre l'ingegnere Tellarita si spostava brontolando verso lo schermo del controllo danni colpendosi al contempo il comunicatore e cominciando a trasmettere ordini ai suoi subordinati, l'Andriano aggiunse "Siamo a distanza visiva?"<br />
<br />
"Ancora no, signore..." rispose Julie Berthier, dalla postazione scientifica "siamo appena entrati nel raggio dei sensori a corto raggio e...mon dieu!""<br />
<br />
"Cosa, Comandante?" domandÃ² l'Andoriano, con un pizzico di curiositÃ , osservando la giovane scienziata intenta ad eseguire diverse scansioni, digitando con foga sul display LCARS della postazione scientifica.<br />
<br />
"Quell'astronave Ã¨...enorme!"...disse semplicemente la Betazoide, riportando sullo schermo principale una schematizzazione delle letture dei sensori "forma approssimativamente cilindrica, tendente all'ovoidale......cinquanta chilometri di lunghezza per venti di diametro. Struttura in duranio...i sensori non riescono ad analizzare oltre da questa distanza"..."<br />
<br />
Dalla postazione OPS Tara Keane emise un lungo fischio ed anche Rekon, che fino a quel momento era parso impegnato a lavorare col suo team in Sala Macchine, si voltÃ² di scatto verso la collega della Scientifica, la bocca aperta senza perÃ² proferire parola.<br />
<br />
Anche Shran impiegÃ² diversi secondi ad assimilare la notizia salvo poi, dandosi un contegno, aggiungere "Rileviamo altre navi nel raggio dei sensori?""<br />
<br />
Fu Dal a rispondere alla domanda. Il mezzo Cardassiano, sfruttando le letture dei sensori tattici, si affrettÃ² a rispondere "Nessuna nel raggio dei sensori, ma rilevo diverse scie di Curvatura in allontanamento. Dal tasso di decadimento devono essersi allontanate da meno di venti minuti." <br />
<br />
Quindi, dopo un secondo, aggiunse "Le tracce scompaiono nelle propaggini di una nebulosa di classe 4. Non riusciamo ad analizzare all'interno, quantomeno non da questa distanza..."<br />
<br />
"Molto bene, passiamo in Allarme Giallo e teniamo gli occhi aperti!" ordinÃ² il Capitano, incrociando le dita delle mani e ponendosi in una posizione di attesa apparentemente calma, tradita solo dal rapido muoversi delle antenne nella massa di ordinati capelli bianchi.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 12/01/2395 Ore 12:45</b><br /><br />
La Marconi uscÃ¬ dalla Curvatura vicino alla monolitica astronave che, sotto la fioca luce di una stella lontana, procedeva a velocitÃ  impulso nello spazio, appena un insetto al confronto del ciclopico vascello alieno.<br />
<br />
Sullo schermo visore l'equipaggio della nave stellare potÃ© osservarne lo scafo esterno della grande astronave con attenzione. La struttura, da quella distanza ravvicinata, era semplicemente troppo grande per poter essere osservata tutta insieme, ma era comunque possibile notare alcune enormi protuberanze che sorgevano dalla struttura principale, come fossero colline. Lo scafo esterno appariva spesso e massiccio, ma butterato in numerosi punti da quelli che sembravano danni da impatto e da energia.<br />
<br />
Dopo qualche momento di attonito silenzio, il personale di Plancia parve riscuotersi e riprese le proprie attivitÃ . Per prima cosa Shran ordinÃ² di ridurre lo zoom dell'immagine, cosÃ¬ da avere una visuale d'insieme del vascello.<br />
<br />
Visto da questo nuovo angolo, il gigante dello spazio mostrava di avere una forma cilindrica, leggermente arrotondata alle estremitÃ  e piÃ¹ gonfia verso poppa. Quelle che ad una prima occhiata era sembrata una montagna d'acciaio, ora si mostrava per ciÃ² che era, ossia una semisfera di circa mezzo chilometro di diametro situata a circa un terzo della lunghezza del vascello. La semisfera non era una sola, ma ve ne erano dodici disposte a raggiera lungo il perimetro del cilindro. Cinque delle cupole erano spaccate e annerite, ma le altre sembravano intatte.<br />
PiÃ¹ indietro, in corrispondenza del punto di maggior diametro della nave, era possibile vedere quanto rimaneva di quattro enormi torri, ognuna di piÃ¹ di un chilometro di diametro alla base, e tutte troncate ad un'altezza di circa millesettecento metri, come se l'astronave avesse tentato di attraversare un passaggio piÃ¹ stretto dell'altezza delle torri e le stesse fossero state spezzate.<br />
<br />
CiÃ² che perÃ² colpÃ¬ piÃ¹ di tutto l'occhio di Shran, fu un grande foro ad imbuto sulla prua della nave, un foro largo piÃ¹ di cinque chilometri e profondo altrettanto, che si apriva come una enorme bocca verso la Marconi.<br />
<br />
"Che diavolo Ã© quello?" domandÃ² ad alta voce l'Andoriano, forse per scrollarsi di dosso la sensazione di atavico disagio che quella cavitÃ  - cosÃ¬ simile alle bocche dei grandi Serpenti dei Ghiacci di Andoria - gli generava.<br />
<br />
"Forse una baia di attracco?" propose Tara, non troppo convinta in quanto la posizione frontale avrebbe reso piÃ¹ complesse le manovre di atterraggio e decollo piÃ¹ complesse a vascello in movimento.<br />
<br />
"No, Ã© un collettore di pulviscolo e gas stellari..." affermÃ² perÃ² Rekon, che pareva essersi scrollato di dosso rapidamente lo stupore per ciÃ² che avevano trovato e che, ora, stava cercando di farsi un'idea della struttura del vascello, un'enorme, dannatissimo Collettore di Bussard.."<br />
<br />
"Ritiene sia la fonte di carburante di quella nave?" domandÃ² Julie, che come sempre pareva avere un minimo di titubanza a rapportarsi con l'iroso Tellarita, anche se questi era di norma piÃ¹ tranquillo nei suoi confronti, almeno rispetto al suo standard.<br />
<br />
"Ci puoi scommettere i tuoi gradi, bambina..." rispose Rekon, sovrapponendo all'immagine una sorta di schema a raggiera che, dal fondo del buco a prua, portava alle dodici semisfere e da esse ai quattro piloni e verso il fondo della nave "e deve servire un bel po' di gas per alimentare quei reattori a fusione..." aggiunse, indicando le semisfere.<br />
<br />
"Reattori nucleari?" domandÃ² incuriosito Dal, osservando le letture dei sensori. Lui non aveva grandi competenze ingegneristiche, ma non capiva come Rekon fosse giunto a quella conclusione, visto che i sensori non erano in grado di penetrare le enormi cupole sigillate e quelle rotte non contenevano nulla se non enormi masse di duranio fuso.<br />
<br />
"Ma certo, che accidenti d'altro dovrebbero essere?" ribattÃ© stizzito il Tellarita, aggiungendo poi in tono piÃ¹ accademico "la forma sferica Ã© un sistema di sicurezza in assenza di campi di forza. Probabilmente le sfere - per metÃ  dentro e per metÃ  fuori dallo scafo - sono cave e al centro vi Ã© un catalizzatore di reazione tenuto in sospensione magnetica...ho sentito che diverse tecnologie usano allo scopo grosse Sfere di Berilio. La reazione avviene al centro, attraverso la fusione fredda dei gas raccolti e trasportati lungo questi condotti...infine l'energia Ã© trasferita al reattore ad impulso posteriore e alle quattro torri, che probabilmente erano supporti per un proiettore di campo di Curvatura...altrimenti non avrebbe senso lo schema dei danni subiti da quei reattori rotti..."<br />
<br />
Ma il resto dell'equipaggio sembrava troppo stupito per sentire il resto della descrizione, tanto che fu lo stesso Capitano Shran a domandare "Proiettore di campo...di Curvatura? CioÃ¨ quella cosa aveva delle gondole di Curvatura appese a quelle specie di torri?"<br />
<br />
"Beh...no...non delle gondole..." rispose il Capo Ingegnere, fraintendendo il senso della domanda (o quantomeno ignorando l'incredulitÃ  del tono), forse perchÃ© stava lavorando sui controlli della propria consolle. Subito all'immagine dell'astronave aliena si sovrappose un enorme anello, collegato da alte torri allo scafo principale lÃ¬ dove si trovavano i monconi di pilone "...piÃ¹ probabilmente un sistema a circolo, come i vecchi vascelli Vulcaniani pre-Federali...dubito potesse accelerare oltre Curvatura 3, ma funzionale considerata la massa da spostare..."<br />
<br />
SeguÃ¬ un lungo momento di silenzio, interrotto dalla voce del facente funzioni di Primo Ufficiale che, inaspettatamente, mise in luce un elemento importante della vicenda, affermando "Quindi, tecnicamente, questo Ã© un vascello a Curvatura ed Ã© possibile stabilire un Primo Contatto..."<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Sala Tattica del Capitano 12/01/2395 Ore 15:00</b><br /><br />
"Con una navetta?" RipetÃ© perplesso Shran, sollevando lo sguardo sul Comandante Salen, che stava in piedi di fronte a lui e aveva appena finito di riferirgli le conclusioni preliminari che il team di Plancia aveva raggiunto dopo piÃ¹ di due ore di analisi della nave aliena.<br />
<br />
"SÃ¬ signore..." confermÃ² il Facente Funzioni di Primo Ufficiale "Il signor Rekon ha escluso di poter procedere col teletrasporto. Apparentemente lo spessore e la densitÃ  dello scafo rendono troppo difficile e rischiosa la rimaterializzazione...inoltre i sensori risultano sensibilmente imprecisi nelle letture, con un tasso di affidabilitÃ  del solo 63.5%..."<br />
<br />
"E immagino che questo ci impedisca anche letture dettagliate dell'interno della nave..." commentÃ² Shran, facendosi pensoso in volto. Non si trattava certo di un Primo Contatto convenzionale, ma quella aveva tutta l'aria di essere una nave generazionale ed era affascinato dall'idea di conoscere chi aveva avuto la capacitÃ  di costruire un'opera ingegneristica simile.<br />
<br />
"SÃ¬ signore..." confermÃ² il Vulcaniano, aggiungendo poi "Abbiamo appurato la presenza di una moltitudine di forme di vita all'interno, ma non Ã© stato possibile quantificarne il numero o identificarne la tipologia...secondo le nostre stime potrebbero esservi da 50.000 a 500.000 forme di vita superiori o assimilabili ad esse, ed un numero dalle 100 alle 1.000 volte superiore di animali. PerÃ² i Comandanti Keane, Rekon e Berthier sono riusciti ad individuare un potenziale problema..."<br />
<br />
*PerchÃ© era giÃ  semplice come situazione...* pensÃ² tra sÃ© l'Andoriano, permettendosi un lieve sbuffo che il suo Primo Ufficiale ignorÃ² con fare decisamente Vulcaniano. Ad ogni modo, il viso dalla pelle azzurra rimase assolutamente neutrale quando, dopo un istante, invitÃ² il subordinato ad andare avanti.<br />
<br />
"Apparentemente le navi che abbiamo individuato in allontanamento dal sistema hanno attaccato l'astronave...le loro armi non sembrano essere state in grado di causare danni rilevanti, ma abbiamo rilevato uno squilibrio nell'erogazione di potenza del Motore ad Impulso...lo squilibrio aumenterÃ  esponenzialmente e, se non verrÃ  corretto, l'intero motore potrebbe esplodere entro sette giorni. I nostri Ufficiali non sono concordi sugli effetti di una simile esplosione, ma il Signor Rekon Ã¨ stato piuttosto...epico...nel descrivere ciÃ² che ritiene avverrÃ , ovvero la completa disgregazione dell'atmosfera interna del vascello."<br />
<br />
"Fantastico..." borbottÃ², questa volta a voce abbastanza alta da essere udita, Shran "e, immagino, i nostri sconosciuti amici lÃ¬ fuori non ne sono a conoscenza?"<br />
<br />
"E' nostra ipotesi che l'attuale equipaggio di quel vascello non possegga le competenze o le risorse per provvedere alla riparazione di tale danno, visto lo stato dei sistemi. Considerando l'etÃ  della nave stessa - la datazione quantica stima che sia stata costruita approssimativamente 850 anni fa - Ã¨ anche possibile che l'intero equipaggio sia tenuto in stato di stasi..."<br />
<br />
"D'accordo..." concluse il Capitano della Marconi, alzandosi in piedi "Identificate un portello di attracco e faccia predisporre un paio di navette. Per prima manderemo una squadra della Sicurezza col Comandante Dal ed il Dottor Kuwano, per verificare se vi siano pericoli ambientali all'interno. Quindi formerÃ² una squadra di sbarco col Comandante Berthier, il Comandante Rekon e qualcuno dei suoi. Dovremo fare un rapido Primo Contatto con questa gente e - al contempo - aiutarli a risolvere il loro problema ingegneristico."<br />
<br />
L'Andoriano sembrava piuttosto convinto del piano operativo studiato, ma alle sue parole Salen non si mosse e disse "In realtÃ , Capitano..."<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Aliena - corridoio di decontaminazione - tre ore dopo</b><br /><br />
Il Comandante Salen osservava con estrema attenzione ed un po' di irritazione il complicato lavoro che Rekon stava facendo sul pannello di comando di una porta, non risparmiando insulti a chi quella porta l'aveva progettata, assemblata, montata, manutenuta ed ai loro familiari per le precedenti sette generazioni.<br />
<br />
Erano giunti a bordo dell'astronave aliena circa un'ora prima con la seconda navetta, dopo che la squadra di Sicurezza del Comandante Dal aveva aperto una camera stagna ed esplorato i duecento metri di tunnel - diviso in dieci zone di contenimento e decontaminazione - che portavano all'astronave vera e propria. Il Dottor Kuwano aveva analizzato l'atmosfera di quel lungo condotto e, a parte trovarla un po' stantia, l'aveva dichiarata compatibile con la sopravvivenza dell'equipaggio della Marconi e priva di pericoli batteriologici. <br />
<br />
"Non Ã¨ strano che ancora non sia venuto nessuno ad incontrarci?" domandÃ² Dal, quasi stesse riflettendo tra sÃ© e sÃ© ad alta voce. Il Mezzo-Cardassiano imbracciava un fucile Phaser Tipo III e, esattamente come gli altri membri della sua squadra di Sicurezza, osservava con estrema attenzione il pesante portone blindato che ancora li separava dall'interno dell'astronave vera e propria.<br />
<br />
"Esiste la concreta possibilitÃ  che l'intero equipaggio sia in ibernazione..." intervenne il Comandante Berthier, i cui occhi neri osservavano con uguale attenzione il lavoro di precisione di Rekon e della sua squadra di tecnici "questo spiegherebbe anche le strane letture dei segni vitali che abbiamo avuto dalla Plancia..."<br />
<br />
"O magari sono tutti morti per il caldo eccessivo e quelli che abbiamo rilevato sono animali..." commentÃ² un po' cinicamente il Dottor Kuwano. La temperatura in quella zona della nave si aggirava attorno ai trenta gradi centigradi e ciÃ² non faceva nulla per migliorare il suo umore cupo o la sua lingua tagliente.<br />
<br />
Prima che Salen potesse rispondere, perÃ², Rekon lanciÃ² quello che poteva essere interpretato come un ruggito di soddisfazione e, un istante dopo, la pesante porta blindata si aprÃ¬ su di una stanza buia. Le squadre della sicurezza furono le prime ad attraversare il varco, subito seguite dal resto del gruppo, che finÃ¬ per trovarsi in quella che aveva tutta l'aria di essere una grotta. Il pavimento e le pareti erano rivestite di pietra rossiccia ed erano estremamente irregolari, con un soffitto basso ed irto di stalagmiti. <br />
<br />
"E questo sarebbe l'interno di una nave stellare?" borbottÃ² Kuwano, cui fece eco subito Rekon, rispondendo "Forse si aspettava una sala di attesa con morbidi divani in pelle e ballerine di Orione, Dottore?"<br />
<br />
"Signori, vi prego..." intervenne Salen, cercando di zittire i due Ufficiali prima che il loro punzecchiarsi sfociasse in una rissa verbale. La fortuna arrise al Vulcaniano perchÃ©, anche se i due lo ignorarono bellamente, la voce di uno dei membri della sicurezza mandati in avanscoperta verso l'uscita della grotta attirÃ² la loro attenzione.<br />
<br />
"Venite a vedere!" chiamÃ² il Capo Mosai, che si era fermato appena fuori dalla grotta.<br />
<br />
Uscendo, tutto il gruppo potÃ© vedere ciÃ² che aveva stupito l'Umano: l'uscita della grotta si apriva sulla parte bassa del fianco di una montagna e, sotto di loro, si estendeva una enorme foresta, che ricopriva l'intera superficie interna della nave, perdendosi verso l'orizzonte curvo. Il cielo sopra di loro era talmente alto da risultare invisibile, ma erano invece visibili diverse "isole" galleggianti, ricche di vegetazione e circondate da numerosi animali volanti che, a giudicare dalle proporzioni e dalla distanza, dovevano avere un'apertura alare di almeno 5 metri. <br />
<br />
"Mi venisse un accidente..." borbottÃ² Rekon, mentre un intero stormo di quelle creature si abbassava sulla foresta in una picchiata radente, per poi rialzarsi in cielo con creature a sei zampe grandi come un uomo strette tra gli artigli.<br />
<br />
"Apparentemente l'intera superficie interna Ã¨ ricoperta di vegetazione e sfrutta un sistema gravitazionale dal centro verso l'esterno...Le isole si trovano verso il centro della struttura..." disse Julie che, intenta ad analizzare col tricorder quanto vedeva, non aveva potuto osservare l'azione di caccia di quei predatori "in quel punto la gravitÃ  Ã¨ quasi pari a zero e credo sia per questo che riescono a restare sospese..."<br />
<br />
"Ma cos'Ã¨ questo...un dannato zoo spaziale?" borbottÃ² Kuwano, schiacciando sulla pelle del collo un insetto che vi si era posato "anche le zanzare..."<br />
<br />
"Sembrerebbe un ecosistema completo, riprodotto all'interno di questa struttura..." CommentÃ² allora il Vulcaniano, notando una colonna di insetti non dissimile dalle formiche terrestri, tranne che per l'avere otto zampe, procedere fino ad un buco nel terreno roccioso "forse al fine di preservarlo?"<br />
<br />
"E' una sorta di Arca di NoÃ¨, allora..." commentÃ² allora il Capo Mosai, che col mirino del fucile Phaser stava osservando in lontananza. Quando gli Ufficiali Superiori gli chiesero spiegazioni, l'Umano raccontÃ² loro il mito di NoÃ¨ che aveva messo in salvo una coppia di ogni tipo di animale dal Diluvio Universale e concluse "Forse lo scopo di questa nave non Ã¨ dissimile..."<br />
<br />
"Forse..." convenne il Primo Ufficiale, scrollando le spalle ed osservando il proprio Tricorder "o forse no, ma non lo capiremo certamente restando qui. Comandante Rekon, dove dobbiamo dirigerci per raggiungere la zona dei motori? Se una parte dell'equipaggio Ã¨ ancora presente su questo vascello e tenta di governarlo, si troverÃ  probabilmente laggiÃ¹..."<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 12/01/2395 Ore 19:30</b><br /><br />
=^= ...e stiamo procedendo verso la poppa della nave. Data la distanza ed il tipo di terreno, stimo impiegheremo circa dodici ore di marcia soste incluse, salvo eventuali problematiche derivanti dal tipo di terreno o dalla fauna locale... =^=<br />
<br />
=^= Forse di piÃ¹ se dovremo accamparci per la notte...=^= aggiunse Dal, che doveva trovarsi vicino a Salen =^= l'intensitÃ  della luce Ã¨ cambiata da quando siamo qui, quindi probabilmente esiste un sistema temporizzato che genera un ciclo giorno/notte...=^=<br />
<br />
"Disponete dell'attrezzatura necessaria per procedere o vi serve che vi inviamo ulteriori rifornimenti?" domandÃ² Shran, per nulla felice di avere una squadra di ricognizione intenta a campeggiare in una dannata foresta pluviale vasta piÃ¹ di 3.000 chilometri quadrati, con alberi alti centinaia di metri, isole di roccia galleggianti, enormi uccelli predatori e chissÃ  cos'altro.<br />
<br />
Prima che il Primo Ufficiale potesse rispondere, perÃ², il Tenente Wyandot parlÃ² col tono sicuro di quando la sua mente era impegnata nel suo ruolo di Timoniere "Signore...rilevo trentacinque tracce di Curvatura in uscita dalla nebulosa...In approccio a Curvatura 5."<br />
<br />
"Matrice energetica sconosciuta, ma compatibile con le tracce rilevate in allontanamento dalla nave aliena..." aggiunse Tara dalla postazione OPS "intercettazione tra un'ora e quindici minuti..."<br />
<br />
"Ci hanno rilevati?" domandÃ² il Capitano Andoriano, che aveva una pessima sensazione da tutta quella situazione. <br />
<br />
"Non si direbbe..." rispose la Mezza-Klingon che, appena individuate le navi aliene, aveva iniziato ad analizzarne le letture energetiche e le comunicazioni internave "non rilevo nessuno stato particolare di allerta o un aumento del flusso dati tra loro. Probabilmente la massa della nave aliena ci scherma ai loro sensori da questa distanza."<br />
<br />
"Molto bene, in tal caso continuiamo a non farci vedere..." ribattÃ© Shran, prima di cominciare a dare ordini ai suoi Ufficiali "Signor Wyandot, ci porti il piÃ¹ vicino possibile allo scafo della nave aliena...Comandante Keane, Allarme Giallo..."<br />
<br />
Quindi, dopo alcuni secondi, aggiunse alzando lo sguardo al soffitto "Comandante Salen, abbiamo una piccola flotta di navi sconosciute in avvicinamento... Credo sia opportuno che lei ed i suoi uomini rientrate quanto prima. La riparazione del motore della nave aliena dovrÃ  attendere..."<br />
<br />
Niente.<br />
<br />
Shran attese qualche altro secondo prima di ripetere "Comandante Salen, mi riceve?"<br />
<br />
=^= Mi scusi, Signore...=^= rispose con un certo ritardo il Vulcaniano. La sua voce era neutra e controllata come di consueto, ma qualcosa nel tono fece preoccupare il Capitano della Marconi prima ancora che il subordinato concludesse =^= abbiamo compagnia e non credo di sbagliare affermando che non ci considerino ospiti graditi...=^=<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Aliena - Jungla ai piedi della montagna - contemporaneamente</b><br /><br />
"Ma davvero?" borbottÃ² Rekon, osservando la punta d'osso di una freccia lunga piÃ¹ di un metro puntata verso il suo sterno "che voi Vulcaniani aveste un buon udito Ã© evidente, con quelle orecchie puntute...ma non sapevo che ci vedeste cosÃ¬ bene..."<br />
<br />
In un altro momento forse Salen si sarebbe offeso per la battuta del vecchio Tellarita e, magari, avrebbe anche minacciato di fargli rapporto, ma decisamente non era quello il caso.<br />
<br />
Gli alieni, muscolosi esseri alti due metri e mezzo e caratterizzati da occhi gialli, arti lunghi, una coda ed una pigmentazione della pelle blu, erano sbucati dal nulla saltando giÃ¹ da quegli strani uccelli predatori giganti e, dopo un salto di piÃ¹ di dieci metri, avevano fatto una capriola degna dei felini dai quali probabilmente si erano evoluti e li avevano rapidamente circondati, tenendoli sotto tiro con i loro enormi archi di corno e studiandoli con attenzione e vivida curiositÃ .<br />
<br />
"I miei saluti..." disse Salen, avanzando di un passo rispetto ai compagni, ma non sognandosi neppure di ordinare a Dal e ai suoi uomini di abbassare le armi. Poteva anche avere scarsa esperienza di Primo Contatto ed essersi trovato prima del tempo a ricoprire il ruolo di Primo Ufficiale, ma non era uno stupido. Quegli esseri avevano l'apparenza di selvaggi, vestiti di poche strisce di pelle e cuoio, ma il Vulcaniano sapeva che tali culture - di norma - rispettavano la forza e la fermezza, quindi assunse una posa ben eretta mentre aggiungeva "Sono il Comandante Salen, della Nave Stellare della Federazione Marconi...siamo venuti in pace..."<br />
<br />
Gli esseri si fissarono per qualche secondo, scambiandosi rapide frasi in una lingua incomprensibile. Evidentemente il Traduttore Universale non era ancora in grado di identificare e tradurre il loro linguaggio, quindi Salen si voltÃ² verso Julie che - in quanto telepate - poteva dar loro qualche indizio.<br />
<br />
"Le loro menti sono complesse...e in qualche modo interfacciate tra loro..." spiegÃ² la scienziata, dopo aver tentato di focalizzare i propri poteri telepatici sulle creature. Di per sÃ© non era un'impresa che le riuscisse semplice, ma con quegli esseri lo era dieci volte di piÃ¹...qualcosa, forse una mente grande e potente, la ostacolava. Ad ogni modo una cosa l'aveva percepita chiaramente "ma hanno paura di noi...non dovremmo essere qui..."<br />
<br />
"E hanno ragione..." intervenne Dal, dopo un secondo "stando alle parole del Capitano c'Ã© una minaccia concreta in avvicinamento alla Marconi, dobbiamo affrettarci a tornare indietro..."<br />
<br />
"Prima che ci infilzino con quegli spiedi..." aggiunse Rekon, fissando torvo gli alieni, diversi passi avanti ai membri della sua squadra di ingegneri, che sembrava stesse proteggendo.<br />
<br />
"Prendo atto e condivido i vostri suggerimenti, signori..." rispose il Vulcaniano quindi, rivolgendosi agli alieni e parlando in tono calmo e conciliante "ora ce ne andremo, senza commettere atti ostili nei vostri confronti..."<br />
<br />
Non sembrÃ² che in questo caso il Traduttore Universale avesse maggior successo, ma Salen ordinÃ² ai suoi di abbassare i phaser e, mentre parlava, indicÃ² la grotta da cui erano venuti.<br />
<br />
Gli alieni parvero capire almeno le intenzioni del Vulcaniano ed approvarle, perchÃ© la tensione degli archi si ridusse ed uno di loro, quello che pareva il capo, indicÃ² con una delle quattro lunghe dita della mano verso la montagna.<br />
<br />
Facendo un calcolato gesto di fiducia, Salen aprÃ¬ la mano destra nel saluto Vulcaniano e, dopo aver detto "Spero avremo una occasione migliore per incontrarci e conoscerci..." voltÃ² le spalle agli alieni, dirigendosi verso la grotta.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Navetta Lily Sloane - ore 20:35</b><br /><br />
La navetta con la quale le due squadre erano giunte - in due momenti diversi - alla grande astronave aliena era piuttosto affollata durante la fase di distacco dal portello di attracco, ma nessuno protestÃ² per questo.<br />
<br />
"Propulsori laterali spenti, propulsori posteriori in linea..." annunciÃ² Rekon, mentre le tozze dita operavano con consumata abilitÃ  sulla tastiera della piccola consolle Ingegneristica "puÃ² riportare questa scatola di sardine troppo piena alla Nave, Comandante..."<br />
<br />
Salen, seduto al timone della navetta, fece un cenno di assenso prima di aumentare la spinta orizzontale, facendo percorrere al piccolo vascello un tratto parallelo allo scafo della grande nave aliena. Quindi, mentre attendeva di raggiungere la zona dello scafo al di sotto della quale anche la Marconi si nascondeva, domandÃ² "Quanto manca all'arrivo delle navi aliene?"<br />
<br />
"Impossibile stabilirlo con certezza..." rispose il Comandante Berthier, che si vedeva appena alla consolle scientifica, visto che era praticamente circondata dagli uomini di Dal che facevano del loro meglio per non stare tra i piedi "la nave aliena ha una massa ed emissioni tali da distorcere completamente le nostre letture a medio e lungo raggio...secondo l'ultima stima ricevuta prima del silenzio radio, dovremmo avere ancora una decina di minuti..."<br />
<br />
"Forse meno!" esclamÃ² in quello stesso istante Dal, agendo in maniera automatica sulla consolle degli armamenti per alzare gli scudi della navetta, mentre un'astronave nera, dalla forma sferica e dotata di due ali esagonali emergeva dall'orizzonte artificiale creato dalla massa del grande vascello che stavano costeggiando.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 1 minuto prima</b><br /><br />
"La navetta si sta sganciando ora dall'attracco..." riferÃ¬ Tara, gli occhi fissi sulla consolle OPS ed un gotto di Raktajino ormai vuoto posto accanto. Di norma Shran non aveva piacere che il personale di turno consumasse bevande in Plancia ma, dato che quel turno particolare stava durando molto piÃ¹ del previsto, era stato lui stesso a suggerire che tutti assumessero qualcosa di energizzante.<br />
<br />
"Dannazione, ci stanno mettendo troppo..." protestÃ² il Capitano della Marconi, fissando in cagnesco lo schermo principale ed il grafico tridimensionale che mostrava il movimento della navetta, quasi che fosse l'apparato visivo ad avergli fatto un torto "le navi aliene?"<br />
<br />
"Continuano a procedere a velocitÃ  costante, saranno in zona entro 10 minuti..." informÃ² l'addetto alla postazione Tattica, prima di aggiungere in tono allarmato "anzi...hanno appena accelerato...Curvatura 5...6.."<br />
<br />
Passarono una decina di secondi appena, poi il Comandante Keane annunciÃ² "Stanno uscendo ora dalla Curvatura! Energizzano le armi!" <br />
<br />
Sullo schermo visore apparve uno sciame di astronavi di medie dimensioni e dallo scafo nero, simile ad un curioso agglomerato di forme geometriche. Ognuna di esse era composta da una sfera centrale di diametro di circa 50 metri e, ai due lati, erano fissate parallelamente una sorta di "vele" esagonali di diametro circa tre volte tanto.<br />
<br />
Gli scafi neri brillarono al momento dell'uscita dalla Curvatura, mentre le navi si mossero in formazione verso la porzione di scafo della grande nave dove si trovava la Marconi. Notando quel movimento, il Capitano Shran ordinÃ² "Scudi!" appena in tempo, prima che una bordata di Disgregatori fuoriuscisse dai cannoni frontali di tre delle sfere, andando ad impattare sulle difese dell'Astronave Federale.<br />
<br />
"Chiamateli!" ordinÃ² L'Andoriano, scattando in piedi, mentre la Plancia - e con essa l'intera Marconi - rollava sotto i suoi piedi. Meno di un secondo dopo aggiunse "Che ne Ã¨ della navetta?"<br />
<br />
"Stanno tentando di disingaggiarsi da una delle navi..." riferÃ¬ la Mezza-Klingon, mentre la Marconi iniziava ad eseguire le manovre evasive, rese complesse dalla eccessiva vicinanza dello scafo della nave aliena e dal numero di vascelli aggressori impegnati nell'attacco "ma sono dannatamente agili..."<br />
<br />
"Diamo copertura alla navetta!" ordinÃ² allora Shran, mentre alcune scintille iniziavano a sprizzare dalle consolle secondarie, a causa dei sovraccarichi cui la rete energetica di bordo era sottoposta per dissipare il fuoco nemico "Fuoco con i Phaser, cerchiamo di disabilitare quelle navi senza distruggerle!"<br />
<br />
<br />
<br /><b>Navetta Lily Sloane - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Scudi al 34%...i nostri Phaser sono inefficaci..." riferÃ¬ Dal, mentre gli uomini al suo comando si allontanavano dal fondo della nave per evitare un piccolo incendio scoppiato dopo l'ultima bordata. Gli uomini di Rekon, invece, si mossero rapidamente ai controlli ausiliari per interrompere il flusso di plasma che alimentava il fuoco e per manovrare l'estintore portatile recuperato dal kit di emergenza, cosÃ¬ da evitare che le fiamme divampassero in tutta la cabina.<br />
<br />
"La Marconi ci sta venendo incontro, cerchiamo di spostarci dalla linea di tiro nemica!" suggerÃ¬ Julie, prima che l'ennesima bordata li sbalzasse dalle relative posizioni, facendo al contempo collassare l'energia principale.<br />
<br />
"Dannati figli di..." cominciÃ² a grugnire Rekon, cercando di risollevarsi sulla consolle, sulla quale aveva sbattuto violentemente con la spalla destra. Solo l'effetto smaterializzatore del raggio teletrasporto impedÃ¬ al resto dello stordito personale della navetta di sapere che tipo di mestiere praticassero le madri dell'equipaggio della nave nemica.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
La Marconi stava venendo sballottata a piÃ¹ riprese, ma i suoi scudi parevano per il momento in grado di reggere l'impeto dell'improvviso ed assolutamente ingiustificato attacco nemico. Il suo Capitano, che stava combattendo con l'istinto di alzarsi in piedi nel cuore dell'azione e che per questo aveva assunto una minacciosa posizione col busto proteso verso lo schermo principale, stava fissando lo schermo principale come se ciÃ² potesse permettere alla nave di sopraffare il bersaglio piÃ¹ in fretta.<br />
<br />
"La navetta Ã¨ stata colpita...hanno perso scudi e supporto vitale!" annunciÃ² il Comandante Keane, mentre una seconda nave si univa al fuoco di sbarramento cui era sottoposta la Marconi.<br />
<br />
"Siluri sul bersaglio, fuoco!" ordinÃ² allora l'Andoriano quindi, colpendo il canale delle comunicazioni "Shran a Sale Teletrasporto 1 e 2...recuperate l'equipaggio della navetta, e in fretta!"<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Sala teletrasporto 1 - Contemporaneamente</b><br /><br />
La tensione di quei momenti concitati stava facendo sudare Resed peggio di una sauna e questo non faceva certo bene all'umore del povero Capo. Il Boliano teneva le mani ben salde sulla consolle del Teletrasporto, attendendo che gli scudi venissero abbassati per avviare le procedure di trasferimento di emergenza.<br />
<br />
Quando dalla consolle OPS di Plancia giunse l'indicazione che la Marconi aveva disattivato gli scudi ventrali, il giovane ingegnere mosse le dita Blu per avviare la sequenza di smaterializzazione giÃ  preimpostata e - meno di due secondi dopo - quattro colonne di luce blu cominciarono a formarsi sulla pedana del teletrasporto, assumendo gradualmente massa e forma paragonabili a quelle di altrettanti umanoidi.<br />
<br />
'Forza bellezza...ancora un paio di secondi...' implorÃ² mentalmente, cercando di attingere alla sua quota mensile di fortuna per portare a termine quel difficile incarico prima che qualcosa andasse storto in quella situazione cosÃ¬ assurdamente complicata.<br />
<br />
Ma, ovviamente, non poteva essere cosÃ¬ facile. Il processo di rimaterializzazione era giÃ  oltre il 30% quando la nave venne scossa da una violenta esplosione, forse dovuta ad un colpo diretto sulla zona non protetta dagli scudi, e i sistemi energetici secondari cedettero uno dopo l'altro, generando un cortocircuito su metÃ  della rete EPS.<br />
<br />
La sala teletrasporto divenne un inferno di scintille e, prima ancora che Resed avesse il tempo di sfoggiare qualcuna delle colorite metafore apprese dal suo mentore Tellarita, le quattro colonne di luce cominciarono a perdere di consistenza mentre la pedana di teletrasporto si spaccava letteralmente in due.<br />
<br />
Se la stessa cosa fosse successa un anno prima, probabilmente i quattro ufficiali sarebbero morti. Ma Resed non era piÃ¹ la stessa persona di un anno prima e - ignorando le fiamme che stavano giÃ  bruciando parte della superficie LCARS della consolle - agÃ¬ con prontezza.<br />
<br />
Ovviamente non poteva ritrasportare l'equipaggio sulla navetta danneggiata e la Marconi era in quel momento un immenso campo di disturbo per sensori, quindi il Boliano si affrettÃ² a richiamare il database dei salvataggi delle posizioni dell'Away Team durante la missione di sbarco e reinviÃ² i segnali a quelle coordinate, sperando che lo spesso scafo dell'astronave aliena non deteriorasse eccessivamente il giÃ  compromesso segnale degli Ufficiali della Marconi.<br />
<br />
Un istante dopo il soffitto della Sala Teletrasporto crollÃ² e fu il buio.<br />
<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"La rete EPS secondaria ha ceduto...abbiamo feedback di ritorno su numerosi sistemi!" annunciÃ² un tecnico, verificando i dati che scorrevano rapidi sulla grande consolle ingegneristica posta nella parte posteriore della Plancia.<br />
<br />
"Li abbiamo?" domandÃ² Shran, rialzandosi in piedi dopo essere caduto a terra a seguito dell'esplosione appena sopportata. Nel frattempo, sullo schermo principale scorreva rapido lo scafo della grande nave aliena, mentre la Marconi si avvitava in una pericolosa manovra di disingaggio sotto le abili mani ci Charles Wyandot.<br />
<br />
"Abbiamo la squadra di sicurezza e quella ingegneristica..." riferÃ¬ Tara, spegnendo al contempo alcune scintille che scaturivano dalla sua consolle con un rapido colpo della mano sinistra, avvolta nella manica dell'uniforme "la Sala Teletrasporto 1 Ã¨ stata colpita dalle esplosioni prima che il Comandante Salen ed il resto degli Ufficiali fossero a bordo..."<br />
<br />
La frase della Mezza-Klingon ghiacciÃ² per un istante la Plancia, ma subito l'addetto alla consolle scientifica aggiunse "Signore, prima del cedimento del Teletrasporto ho rilevato un raggio diretto verso la nave aliena...a quanto pare l'operatore ha agganciato una delle posizioni salvate della squadra di sbarco quando si trovava all'interno e l'ha usata come punto di destinazione..."<br />
<br />
"Quindi sono lÃ¬?" chiese Shran, mentre la Marconi veniva nuovamente colpita, questa volta a scudi alzati, e si dirigeva verso la prua della grande nave aliena.<br />
<br />
"Impossibile stabilirlo, ma Ã¨ possibile..." rispose il Caitiano addetto alla sostituzione del Comandante Berthier, prima che il vascello Federale subisse un colpo particolarmente potente, che lo fece inclinare di lato.<br />
<br />
"Dannazione, allontaniamoci!" decise a malincuore il Capitano della Marconi. <br />
<br />
La grande Nave Stellare cominciÃ² ad allontanarsi ma, prima che potesse entrare in Curvatura, accadde qualcosa. Uno scomparto fino a quel momento invisibile si aprÃ¬ sulla parte frontale dell'immensa nave aliena e, prima che chiunque potesse chiedersi a cosa servisse, un centinaio di missili furono lanciati verso lo stormo di astronavi nere che si stavano raggruppando per inseguire la Marconi.<br />
<br />
Data la distanza i sensori tattici della Marconi ebbero tutto il tempo di rilevare che si trattava di testate nucleari ma gli altri vascelli, molto piÃ¹ vicini, ebbero appena il tempo di accorgersi della minaccia prima di essere investiti dalle esplosioni nella zona dove - non aspettandosi pericolo - tenevano gli scudi al minimo.<br />
<br />
La massiccia detonazione che ne conseguÃ¬ distrusse sul posto una ventina di navi e le altre, alcune seriamente danneggiate ed altre solo intaccate, pensarono bene di fuggire verso la sicurezza relativa della Nebulosa da cui erano giunte.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Aliena - da qualche parte - contemporaneamente</b><br /><br />
Rekon si risvegliÃ² con un fortissimo mal di testa, un dolore lancinante al braccio e il sapore della terra in bocca. Certo, il fatto di essere vivo avrebbe dovuto renderlo lieto, dati i presupposti, ma la prima cosa che gli uscÃ¬ di bocca fu "Resed...questa volta giuro che ti appendo dentro il Nucleo di Curvatura..."<br />
<br />
Pian piano anche gli altri si ripresero e, quando tutte e quattro ebbero accertato di essere ancora vivi, cominciarono a guardarsi intorno. Si trovavano in una specie di foresta di selci giganti che praticamente oscuravano il cielo. Il pavimento era di terra quindi, a meno che non fossero stati trasportati nella Serra Idroponica di bordo, dovevano essere di nuovo sulla nave aliena.<br />
<br />
Per prima cosa il Comandante Salen tentÃ² di chiamare la Marconi col Comunicatore, ma lo stesso risultava muto, come se non riuscisse a trasmettere il segnale. Julie aveva appena estratto il tricorder per cercare di orientarsi, quando il bip dello strumento li allertÃ² dell'avvicinarsi di qualcosa...di qualcosa di molto grosso.<br />
<br />
I quattro Ufficiali della Marconi si affrettarono ad allontanarsi e, nascosti tra le fitte piante, ebbero modo di vedere cosa il tricorder avesse rilevato. Si trattava di una colonna di enormi animali, alti circa cinque metri e dotati di otto lunghe zampe. Il corpo era diviso in due sezioni ovoidali e sulla testa, dotata di antenne e mandibole dall'aria letale, spiccavano due grandi occhi composti.<br />
<br />
"Sembrerebbero quasi degli insetti giganti..." commentÃ² Dal, tenendo le creature sotto tiro col proprio fucile Phaser. Non era certo che l'arma avrebbe avuto effetto su bersagli cosÃ¬ grandi, ma di certo aveva piÃ¹ probabilitÃ  di riuscita dei phaser Tipo II del resto della squadra.<br />
<br />
"GiÃ ...si muovono anche in fila indiana come le formiche terrestri..." commentÃ² Julie, prima di avere un momento di esitazione e consultare il proprio tricorder "oh oh..."<br />
<br />
"Cosa, bambina?" domandÃ² Rekon, che teneva gli occhietti porcini puntati sulle bestie giganti.<br />
<br />
"Quelle non sembrano formiche, Comandante..." rispose in tono neutro Salen, che evidentemente era giunto alla stessa conclusione della scienziata "quelle sono lo stesso tipo di formiche che avevo osservato appena giunto sull'astronave aliena..."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <pubDate>Thu, 08 Jan 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-01 Un imbarco turbolento</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capitano Tomphson - 06/01/2395 - Ore 11.27</b><br /><br />
GuardÃ² l'ora.. erano passati meno di cinque minuti dall'ultima volta..<br />
Sbuffando, il capitano Tomphson riprese a scorrere alcuni rapporti, stilando noiose pratiche burocratiche.. erano quelli i momenti in cui rimpiangeva i tempi dei servizi segreti.. certo allora conviveva con ansia, paranoia e preoccupazioni, ma l'azione e l'adrenalina erano un ottimo corroborante per il fisico e la mente.<br />
Non poteva dire di annoiarsi sulla stazione spaziale.. tenere a bada Klingon, Cardassiani e Romulani nonchÃ© le varie delegazioni ed equipaggi che si avvicendavano era particolarmente impegnativo.. ma causava anche un'infinitÃ  di scartoffie, permessi e problematiche di ogni genere.<br />
Il suo Primo Ufficiale lo aiutava parecchio: la Garcia incarnava pienamente l'idea di una donna volitiva e decisamente tosta, ma se questo aveva i suoi pregi, permettendole di tenere a bada le teste calde e tirarsi fuori da impacci di ogni tipo, era anche vero che la diplomazia non era il suo forte. E quindi le rogne toccavano a lui.<br />
Ce n'erano state parecchie negli ultimi mesi, piccole e grandi.. e dall'ultimo dispaccio del Dipartimento per la Gestione del Personale ne erano in arrivo almeno un altro paio.<br />
Una in particolare lo preoccupava: l'attracco il giorno successivo di un tenente. Niente di fuori dal comune all'apparenza, uno dei tanti rimpiazzi nel naturale turnover del personale di Flotta, se non fosse che l'ufficiale in questione era una Klingon purosangue.<br />
Nei mesi appena trascorsi aveva dovuto vedere coi suoi occhi ed affrontare personalmente i modi di fare Klingon e quindi era certo che sarebbero sorti dei problemi. Per via dell'onore e delle loro stramaledette regole.<br />
La giovane Klingon in questione infatti apparteneva ad un Casato un tempo importante, ma ora in disgrazia, colpito da degradazione per uno dei suoi membri piÃ¹ influenti e col patriarca decisamente furioso nei confronti dell'Alto Consiglio. A Resh non interessavano i giochi di potere dell'Impero Klingon, ma non voleva vedere la sua base terreno di lotte interne.<br />
Per questo, appena ricevuto la comunicazione dall'Ammiragliato per il nuovo personale da assegnare alla sua stessa stazione ed alla USS Marconi, aveva attivato la Garcia per ottenere rapporti dagli informatori che intelligentemente avevano sparso per tutta la base.<br />
Ripensandoci, a Resh venne da sorridere.. l'idea era degna del suo supervisore ai tempi dei servizi segreti: il comandante Lancer.<br />
Il sorriso durÃ² appena un attimo.. Resh era preoccupato.. non aveva ancora alcuna notizia.. guardÃ² nuovamente l'ora: l'appuntamento con Manuela era per mezzogiorno, ma giÃ  da diversi minuti la mente di Resh si arrovellava sull'argomento e non riusciva a pensare ad altro.<br />
Le sue elucubrazioni mentali si interruppero al trillo della porta del suo ufficio e dalla voce decisa della Garcia.<br />
"E' permesso Capitano?"<br />
"Prego comandante si accomodi" rispose Tomphson prima di attivare un disturbatore energetico<br />
Garcia attese qualche istante per essere sicura dell'effettivo funzionamento dell'apparecchio. Anche lei lo conosceva, era piuttosto arcaico come funzionamento ma faceva il suo dovere.<br />
"Allora Manuela che hai saputo?"<br />
Il passare dal lei al tu in privato era abbastanza abituale per Resh ma Manuela non si era ancora abituata pienamente alla cosa e non potÃ© trattenere un sorriso, prima di iniziare a parlare liberamente.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Hangar 4 - 07/01/2395 - Ore 16.11</b><br /><br />
L'arrivo della USS Raging Queen NCC-42284 classe Curry era previsto nel giro di pochi minuti.. aveva giÃ  ottenuto l'autorizzazione all'attracco.<br />
Manuela Garcia, appena era stata avvertita, si era immediatamente diretta all'Hangar numero 4. Si era mossa con disinvoltura come in una tranquilla passeggiata, ma in realtÃ  la sua camminata era percettiva. Osservava e catalogava chiunque incontrasse sul suo cammino.<br />
La sera precedente, dopo un ennesimo incontro con Tomphson, aveva ordinato a Riccardi di mettere alcune guardie discretamente attorno all'Hangar 4. Era una procedura standard, visto che con la Raging Queen sarebbero arrivati materiali, provviste e beni che potevano attrarre indebite attenzioni di Ferengi avidi e non solo. Tuttavia erano state date istruzioni piÃ¹ tassative del solito.<br />
* Nessuno ha chiesto spiegazioni.. tanto meglio perchÃ© non ne avrebbero avute *<br />
Mentre rifletteva notÃ² un paio di Klingon bighellonare in attesa di qualcosa ed un altro paio che si aggiravano come disinteressati. Non ci sarebbe stato nulla di strano, se non fosse stata mentalmente in allerta.. i primi due erano troppo distanti, gli altri due invece potevano causare problemi.<br />
Sembravano disarmati ma erano due maschi grandi e grossi.. a mani nude avrebbero fatto il loro dovere e tutto quello che voleva evitare era una rissa.<br />
Mentre rimarginava su come mandare via quegli ospiti indesiderati, la Raging Queen aveva attraccato e ben presto sarebbero scesi i membri del nuovo personale e quelli destinati alla USS Marconi.<br />
Non poteva scacciarli da lÃ¬ senza attirare attenzioni non desiderate, nÃ© poteva richiamarli perchÃ© non facevano nulla di male.. sembravano curiosi in attesa di qualcosa o qualcuno.<br />
Quel qualcuno si materializzÃ² ben presto nel tunnel dell'attracco: una Klingon non tanto alta e con lunghi capelli lasciati liberi sulle spalle piÃ¹ alla maniera umana che come tipicamente li portavano le femmine della sua razza. Ma bastava vederla camminare, col suo portamento fiero e deciso, per capire che apparteneva al suo popolo.<br />
I due klingon piÃ¹ vicini si diedero di gomito puntando quella che sembrava il loro obbiettivo. E la femmina klingon ricambiava dardeggiando con gli occhi.<br />
* Ecco ci siamo, ci mancava solo questa *<br />
Come a leggere i suoi pensieri si materializzÃ², spuntando da dietro ad alcune casse, l'ingegnere della stazione: Karana..<br />
* Ma certo dannazione! Come ho fatto a non pensarci? Karana appartiene al Casato dei Vok.. Ã¨ bionda ma Ã¨ klingon per metÃ .. Merda! *<br />
Prima che Manuela potesse decidere che strategia attuare, l'ingegnere le rivolse un rapido cenno come a tranquillizzare il suo superiore prima di pararsi col suo metro e ottantacinque dinnanzi ai due Klingon ed iniziare con loro una rapida e concitata discussione.<br />
Manuela non aveva sentito pienamente tutto, ma dalla postura Karana aveva messo sul piatto tutta la sua autoritÃ  di tenente comandante unitamente alla forza del suo Casato.. in un primo momento i due bestioni avevano riso, ma si erano fatti ben presto seri e allontanati rapidamente.<br />
Il tutto sotto gli occhi fintamente distratti dell'altra coppia di Klingon piÃ¹ distante.<br />
Manuela sorrise mentre ripensava alla dinamica del tutto.. i Vok con quel semplice gesto avevano manifestato lealtÃ  ed amicizia ai Kanjis.. e dire che la Federazione si era prodigata per mantenere un basso profilo.<br />
"Comandante, come mai qui?"<br />
La domanda era retorica, quello che aveva visto era sufficiente, pur tuttavia era inconsueto che Karana si presentasse personalmente a ricevere personale e materiali ed era bene che tutti attorno fraintendessero la reale presenza dell'ingegnere capo nell'Hangar 4.<br />
La risposta fu immediata e con un timbro di voce molto forte..<br />
"Non vedo l'ora di conoscere il mio nuovo acquisto.. mi avevano promesso un genio della robotica ed un bel prototipo da applicare ad uno dei progetti che sto seguendo.. mi scusi ma non sono riuscita a trattenermi.. e quei due bestioni mi occupavano tutta la visuale"<br />
Manuela sorrise * Molto bene, sta recitando alla perfezione *<br />
La conversazione durÃ² ancora qualche istante, il tempo di accogliere l'alto e dinoccolato nuovo acquisto della sezione ingegneria che viaggiava immediatamente dietro al vero obbiettivo di quel comitato di accoglienza: il Tenente Durani del Casato di Kanjis, ufficiale superiore destinato alla USS Marconi.<br />
La giovane Klingon salutÃ² entrambi i suoi superiori per poi rivolgere uno sguardo intenso e diretto a Karana a cui semplicemente ruggÃ¬ un grazie.. pronunciato a voce abbastanza bassa da non essere udibile ma abbastanza alta da non sembrare bisbigliato.<br />
Non sarebbe stato onorevole.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capitano Tomphson - 08/01/2395 - Ore 10.42</b><br /><br />
"Signori! Basta! Silenzio!"<br />
La voce perentoria della Garcia tagliÃ² l'aria densa di tensione dell'ufficio.<br />
Era dovuta intervenire per evitare che Resh si mettesse in qualche guaio: livido in volto, fremeva di rabbia.<br />
La delegazione Klingon aveva negato la possibilitÃ  di utilizzare la IKS Koraga. Le urla di protesta si erano levate forti. L'Ambasciatore K'ooD del Casato di P'Sat non si era presentato alla richiesta di incontro proposta dal Capitano Tomphson.<br />
Resh era letteralmente furioso. La USS Raging Queen non poteva essere impiegata per il trasbordo verso la USS Marconi. La USS Fearless era sottoposta a revisione. Dare in pasto ai Ferengi un'occasione ghiotta per un riscatto era impensabile. La possibilitÃ  piÃ¹ concreta era convincere l'Ambasciatore a concedere l'uso del Bird of Pray.<br />
L'Ambasciatore si era perÃ² dichiarato indisposto ed aveva mandato quel branco di Klingon che urlavano di onore e di rispetto verso l'Impero.<br />
Troppo per i gusti di Manuela che si era trattenuta fin troppo. Doveva tutelare l'ufficiale in comando che stava per esplodere e dare a quei boriosi una lezione.<br />
Prima che potesse dare sfogo alle sue parole un trillo segnalÃ² l'apertura della porta dell'Ufficio.<br />
La sagoma che si scagliava sulla porta era quella di una donna di mezz'etÃ .. bionda sui cinquantacinque anni, vestita con un curioso mix fra abbigliamento umano e accessori Klingon.<br />
Tutti nell'ufficio si zittirono all'istante ed il Capitano fece cenno alla donna di entrare.<br />
Elisabeth Stern fece il suo ingresso con molta semplicitÃ , con aria marziale squadrando i presenti.<br />
"Capitano Tomphson l'Ambasciatore ha bisogno dei suoi uomini, chiedo scusa"<br />
Prima che Resh potesse solo pensare di rispondere, la Stern ordinÃ² ai Klingon di lasciare la stanza.<br />
"Bene ora che siamo soli vi dirÃ² come stanno realmente le cose e ne parlerÃ² anche al Tenente Durani, non appena l'avrete mandata a chiamare.. Organizzate un incontro per domani pomeriggio.. Massima riservatezza."<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Ufficio dell'Assistente Capo Operazioni - 09/01/2395 - Ore 16.42</b><br /><br />
Lo spazio era angusto, ma quell'ufficio era uno dei piÃ¹ appartati e lontano da occhi e orecchie indiscrete.<br />
Al centro della stanza il Duy'a stava silenziosamente a fissare la Klingon che aveva di fronte.<br />
"Assomigli molto al vecchio Kheldas.. il mio Casato ed il vostro non sono mai stati amici, ma nemmeno ostili.. ho sempre rispettato i Kanjis e lo faccio pure ora, ma non posso offrirti di adoperare la nave che l'Impero ha assegnato alla mia persona. Nel mio seguito ho spie e la situazione non Ã¨ tranquilla.. non posso espormi pubblicamente.. ne andrebbe dell'incolumitÃ  mia e delle persone che amo"<br />
Durani fissava K'ooD senza parlare e lui pertanto continuÃ² con un sospiro come se quello che si accingeva a fare gli costasse parecchio.<br />
"La donna che io amo e suo figlio Goroth fanno parte del Casato di Gav'iaak e so che hanno un debito d'onore nei confronti di tuo padre. Lui Ã¨ stato ucciso, cosÃ¬ come tuo zio e i tuoi cugini.. e posso capire che tu voglia sapere chi siano i mandanti dietro a tutto questo.. non posso darti quello che cerchi, non ancora.. ma ho chi sta lavorando alla cosa. Ma per la tua sicurezza non puoi rimanere a bordo.. i miei uomini mi hanno informato dello spiacevole incidente dell'hangar, scongiurato solo grazie al personale della stazione. Ho quindi offerto una buona somma di darsek ad un Capitano Bajoriano. Ãˆ al comando di un cargo classe Pagh.. non Ã¨ veloce ma robusta come nave. PorterÃ  te ed il resto dell'equipaggio nella zona operativa della USS Marconi. Partite domattina".<br />
<br />
<br /><b>Cargo Classe Pagh - Plancia - 10/01/2395 - Ore 13.57</b><br /><br />
La sagoma inconfondibile della Deep Space 16 si stagliava sulla linea dell'orizzonte, quando Durani fu chiamata dal Capitano Jackros in plancia.<br />
L'alto bajoriano aveva acconsentito di fare una deviazione sulla sua rotta commerciale per trasportare personale federale alla USS Marconi.. ciÃ² nonostante era seccato.. l'ambasciatore aveva preteso che quella giovane Klingon si occupasse dei due cannoni al plasma che difendevano la sua nave. I darsek erano sufficienti per accettare ma ciÃ² nonostante non era convinto che quella fosse la scelta migliore.<br />
Aveva il suo artigliere di fiducia.. il vecchio Mikehact.. eccentrico, tendenzialmente sempre sulla soglia dell'ubriachezza, ma decisamente efficiente, non sarebbe stato facile convincerlo.<br />
Quando la Klingon fece il suo ingresso in plancia, Jackros aveva appena ordinato di entrare a Curvatura 5.. poteva andare piÃ¹ veloce, ma non voleva affaticare i motori della sua nave e poi quella era la velocitÃ  di crociera che preferiva.. in tre giorni avrebbe raggiunto la Marconi e scaricato il suo carico.. e magari anche fatto qualche buon affare.<br />
<br />
<br /><b>Settore 16 Lambda - Cargo Classe Pagh - Plancia - 12/01/2395 - Ore 23.57</b><br /><br />
"Jackros a sala macchine: uscita da curvatura"<br />
=^= Ricevuto Capitano =^=<br />
Dopo il primo giorno passato con inquietudine, il resto del viaggio era trascorso con estrema tranquillitÃ ..<br />
Nulla da segnalare, nessun rischio.. Ora Durani passeggiava per la plancia mentre Mikehact sedeva alla piccola console di controllo armamenti. Era quasi finito il suo turno ed iniziava quello della Klingon.<br />
Il come fossero riusciti a legare in cosÃ¬ poco tempo era per molti un mistero.. pochi sapevano che nella stiva c'erano alcune casse di birra Warnog ed i due, dopo un'iniziale forte insofferenza del bajoriano, avevano legato e si erano divisi equamente i turni operativi.<br />
Ora erano giunti in prossimitÃ  della meta ed un po' dispiaceva ad entrambi doversi separare.<br />
All'improvviso la voce roca e stanca del vecchio si levÃ² forte in plancia<br />
"Per tutti i Profeti! Che io possa b*#@*!"<br />
Le bestemmie del vecchio volevano dire problemi e Jackros ordinÃ² immediatamente le contromisure facendo convogliare massima energia agli scudi ed indicando a Durani la postazione sensori.<br />
Erano obsoleti e non ad ampio spettro, ma non del tutto superflui.. a breve raggio lampeggiavano ovunque ed il Cargo stava fremendo in ogni sua giuntura meccanica sotto i colpi che stava ricevendo.<br />
La Pagh era uscita in una zona tranquilla, ma velocissime si erano avvicinate delle astronavi: viaggiavano in sciami ed erano piÃ¹ piccole di due o tre volte rispetto ai quasi trecento novanta metri di lunghezza del cargo, ma incredibilmente veloci.<br />
Jackros stava monitorando la situazione, niente affatto tranquillo. Dov'era la USS Marconi? Quello che sembrava un enorme asteroide oscurava completamente la visuale..<br />
* Dannazione! Mai accettare cosÃ¬ tanti darsek per un viaggetto tranquillo.. l'ambasciatore mi dovrÃ  delle spiegazioni! *<br />
"Dannate.. possiate essere dannate.. non riesco a inquadrarle.. il sistema di puntamento non riesce a tracciarle.. sto sparando a vuoto!! B*#@*"<br />
Le bestemmie di Mikehact continuavano e salivano d'intensitÃ  col passare dei secondi, distraendo dalle sue riflessioni Jackros.<br />
Lo sguardo del Capitano perÃ² fu catturato dalla Klingon che stava operando con alacritÃ  ad una vecchia console.. prima che potesse chiederle cosa diavolo combinasse a bordo della sua nave, Durani ruggÃ¬ al vecchio di passare al manuale.<br />
Mikehact si voltÃ² stupito.. stava per vomitare l'ennesimo treno di bestemmie quando il suo viso si illuminÃ² in uno strano sorriso obliquo ed iniziÃ² a ridacchiare..<br />
"Agli ordini ragazza mia.. giochiamo a chi ne abbatte di piÃ¹"<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 12/01/2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Rilevo intensa attivitÃ  a tribordo della nave aliena, signore.."<br />
"Una nave Ã¨ uscita da curvatura, non Ã¨ Federale signore"<br />
"Rilevata attivitÃ  all'interno della nebulosa, signore"<br />
"Sciami di astronavi stanno lasciando la nebulosa, signore"<br />
"La nave pare essere un cargo bajorano, signore"<br />
"Il cargo Ã¨ attaccato, signore"<br />
"SILENZIO!" urlÃ² Shran.. detestava non avere i migliori al loro posto in plancia..<br />
"Ho gli occhi pure io guardiamarina! Dannazione! Allarme rosso, tutti a vostri posti.. sala macchine massima velocitÃ ! Energia agli scudi! Signor Wyandot aggiriamo il gigante ed andiamo in soccorso di quella nave.. conto su di lei"<br />
"Agli ordini Capitano!"<br />
Docile agli ordini di Chuck la Marconi si abbassÃ² prontamente perdendo quota passando al di sotto dell'enorme plancia della nave aliena per poi prendere rapidamente velocitÃ  ed entrare in rotta di intercettazione.<br />
La scena che si presentava ai loro occhi era quella di una battaglia impari.. il Cargo bajorano si stava allontanando verso la prua della nave aliena con la massima velocitÃ  di cui poteva disporre mentre scaricava i suoi cannoni al plasma contro gli assalitori.<br />
Agli occhi attenti di Shran pareva evidente quale fosse la strategia, allontanarsi abbastanza dagli assalitori, e sfruttare la protezione della mole della nave aliena per entrare in curvatura.. il problema Ã¨ che si trovava esattamente al centro di quello sciame.. come un insetto al centro di un'enorme ragnatela..<br />
Altra cosa che balzava agli occhi era la perizia degli uomini dediti alle armi del cargo.. i colpi non avevano una loro regolaritÃ , anzi tutt'altro.. sembravano troppo discontinui e a singhiozzo, ma andavano a segno con precisione terrificante.. segno di un'attivitÃ  manuale e non automatizzata. I bajoriani stavano vendendo cara la pelle, ma non ce l'avrebbero mai fatta da soli.<br />
"Massima energia agli scudi anteriori, tenente Wyandot ci tenga a portata di tiro e non li faccia avvicinare, intanto noi facciamo un po' di pulizia.. avvertitemi quando pronti"<br />
"Phaser pronti, signore"<br />
"Lanciasiluri pronti, Capitano"<br />
Con un sorriso Shran prese posto alla consolle tattica... * Molto bene, che vinca il migliore! *<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <pubDate>Mon, 19 Jan 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-02 Sento la gente morta...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Charles &quot;Chuck&quot; Wyandot<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Settore 16 Lambda - Spazio - 12/01/2395 - Ore 23.57</b><br /><br />
Nel silenzio dello spazio, raggi di luce abbaglianti disegnavano colorati arabeschi sullo sfondo punteggiato di stelle. L'enorme nave aliena, testimone della battaglia, sembrava ancora non avere intenzione di intervenire, come un enorme elefante che guarda dei leoni che si accapigliano.<br />
La Marconi faceva di tutto per fare da scudo alla piÃ¹ debole nave prendendo su di sÃ© il fuoco nemico. Ogni volta che uno spiraglio si apriva veniva coperto immediatamente dall'impareggiabile fuoco di copertura del Comandante Keane e da chiunque fosse alle armi del cargo. Furono necessari venti minuti per mettere in rotta le navi assalitrici. Almeno quelle rimaste intatte.<br />
"Capitano si stanno ritirando!" avvertÃ¬ l'ufficiale tattico di turno "Sono rientrati nella nebulosa."<br />
"Rapporto danni" chiese l'andoriano rivolto al capo OPS<br />
"I danni sono numerosi anche se non gravi, ma altri attacchi cosÃ¬..." Tara non terminÃ² la frase.<br />
"Mettetemi in comunicazione con il cargo" dopo un secondo sul monitor principale della Marconi fece la sua comparsa il volto sorridente di un bajoriano.<br />
=^= Qui nave cargo Fede nei profeti, sono il Capitano Jackros, grazie per il vostro intervento Capitano. Ma chi diavolo erano quelli? =^=<br />
"Purtroppo non ne abbiamo la minima idea ancora, sarÃ  meglio che vi allontaniate al piÃ¹ presto da qui!" commentÃ² Shran con il volto tirato per la stanchezza.<br />
=^= Fosse stato per me non sarei nemmeno venuto, le ho portato dei doni, se si sbriga a ritirarli posso anche andarmene! =^=<br />
Accanto al capitano del cargo apparve una giovane con la divisa della Flotta Stellare, nonostante quella divisa la sua razza era evidente dalle creste frontali pronunciate e dalla fierezza con la quale si presentÃ².<br />
=^= Tenente Durani della Casata di Kanjis a rapporto signore! La Fede nei profeti trasporta altri membri dell'equipaggio desiderosi di prendere servizio! =^= lo sguardo ancora le luccicava per la gioia della battaglia.<br />
"Adesso mi spiego quel fuoco di copertura, lo dobbiamo a lei!" aveva letto il suo curriculum ed era curioso, era raro avere un klingon nella flotta, si potevano contare sulle dita di una mano i membri di quella razza che si erano arruolati.<br />
=^= La ragazza Ã¨ un portento! =^= commentÃ² una voce fuori dall' inquadratura che fu ripresa immediatamente dall'ufficiale in comando del cargo.<br />
=^= Sta zitto Mikehact!=^= il battibecco fra i due sfumÃ² in sottofondo mentre la klingon faceva rapporto.<br />
=^= E' stato un lavoro di squadra signore, il Signor Mikehact Ã¨ un vecchietto irascibile ma un buon tiratore! =^=<br />
=^= A chi hai dato dell'irascibile testa zigrinata! =^= commentÃ² lui di rimando sempre rimanendo fuori dalla visuale. Per un attimo Shran si domandÃ² se Rekon avesse parenti bajoriani.<br />
"Signor Durani, parleremo dopo, appena pronti vi teletrasporteremo a bordo, fate in fretta non sappiamo se e quando attaccheranno ancora. Si presenti in plancia appena puÃ², abbiamo problemi da affrontare e poco tempo per farlo!" Shran chiuse la comunicazione e si rivolse alle comunicazioni "Qualche notizia dal Signor Salen?"<br />
"Ancora niente signore - rispose il tenente addetto - sto cercando di comunicare su tutti i canali ma non ricevo nessuna risposta." il suo tono era preoccupato e faceva eco nell'animo del Capitano. La squadra di sbarco poteva non avercela fatta.<br />
"Plancia ad infermeria" chiamÃ² Shran mentre nella mente le preoccupazioni lasciavano il posto a piani d'azione.<br />
=^= Qui McGregor, Capitano mi dica...=^= rispose la donna che aveva sostituito il medico capo.<br />
"Come sta il Signor Resed?" <br />
=^= Questo particolare boliano, oltre ad un apparato digestivo foderato di amianto, sembra avere anche la testa foderata di duranio. Lo stavo per dimettere! =^=<br />
"Lo mandi in plancia per favore abbiamo bisogno di lui!"<br />
=^=SignorsÃ¬. McGregor chiudo.=^=<br />
 <br />
Shran si guardÃ² intorno, aveva ben poco su cui lavorare, ma doveva farselo bastare. "Consigliere, chiami a rapporto il turno delta poi mi raggiunga in sala tattica. Signor Keane e Signor Wyandot, venite anche voi non appena avete passato le consegne e fate venire anche Resed e Durani."<br />
"SignorsÃ¬!" risposero i due all'unisono mentre il Capitano spariva nel suo ufficio.<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Turbo ascensore - 13/01/2395 - Ore 00.40</b><br /><br />
Prima della riunione il tenente Wyandot, aveva ricevuto il permesso di andare a farsi una doccia. Il suo turno ormai durava da tempi immemori e aveva la necessitÃ  di riprendere un po' di luciditÃ  mentale. Nel tragitto di ritorno aveva incrociato Resed col quale aveva un rapporto molto amichevole. I due avevano scoperto di essere molto simili: si imbarazzavano per le stesse cose, si facevano prendere dal panico durante gli eventi sociali, non riuscivano a comunicare in maniera chiara con qualsiasi cosa fosse di sesso femminile (animali e piante comprese) e in generale si lasciavano incantare da qualsiasi cosa nuova trovassero lungo il loro cammino.<br />
"Sei stato grande Resed, il Capitano ha detto che Ã¨ stata un'idea ottima quella di mandare il team di sbarco alle coordinate precedenti!"<br />
"Speriamo solo che abbia funzionato. Il capo Rekon mi ammazza se l'ho fatto morire!" Chuck stava per sorridere della battuta ma si accorse che Resed non stava considerandola tale.<br />
"Vedrai che andrÃ  tutto bene. C'Ã¨ il signor Dal con loro, sono certo che riporterÃ  tutti sani e salvi a casa!"<br />
"Speriamo..." la conversazione fu interrotta dalle porte del turbo ascensore che si aprivano e il nuovo ufficiale tattico fece la sua prima comparsa. I due giovani rimasero a bocca aperta a fissarla, Durani si limitÃ² a grugnire un saluto.<br />
Il resto del breve tragitto si svolse con la giovane klingon al centro del turbo ascensore con un cipiglio irritato e le braccia incrociate al petto prominente e i due ragazzi schiacciati contro la parete con le bocche spalancate e gli occhi sgranati.<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Sala tattica - 13/01/2395 - Ore 01.20</b><br /><br />
"La situazione non Ã¨ delle migliori e quindi saremo costretti ad improvvisare. Comandante Keane, lei prenderÃ  con sÃ© Resed, Wyandot e una squadra della sicurezza. Dovrete rientrare nella nave e cercare qualsiasi traccia dei nostri."<br />
"Mi scusi Capitano, ma non sarebbe meglio che andasse il vice capo Seville? Io non sono che un marinaio..." balbettÃ² il boliano.<br />
"I danni sulla nave devono essere riparati in fretta. Ho bisogno del signor Seville qui a bordo... la vostra missione sarÃ  quella di salvare i nostri compagni ma soprattutto dovrete trovare un modo per non far esplodere quella nave." Keane assentÃ¬ senza discutere, lei e il consigliere avevano recepito il messaggio, i loro amici potevano non avercela fatta.<br />
"Tenente Durani, adesso sa cosa Ã¨ capitato, io e lei penseremo a delle tattiche efficaci per difendere la nave da eventuali altri attacchi. Sono sicuro che torneranno."<br />
"E noi li aspetteremo..." rispose la klingon con fiducia.<br />
"Bene andate!" ordinÃ² l'andoriano.<br />
"Shran, hai bisogno di dormire..." commentÃ² il consigliere vedendo che il suo superiore si strofinava gli occhi con le mani<br />
"Lo so Laura. Mi prenderÃ² un'oretta di riposo nel mio ufficio, il mio predecessore si era attrezzata bene, evidentemente lo faceva spesso! Quel divano Ã¨ una manna dal cielo!" sorrise stiracchiandosi "Prendi il comando e fammi svegliare fra un'ora e... tenete d'occhio la nebulosa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - da qualche parte - 13/01/2395 - Ore 02.30</b><br /><br />
"Allora Dal?" urlÃ² Rekon con il faccione peloso rivolto verso l'alto.<br />
"Ti dispiace? Non Ã¨ molto facile scalare una parete metallica senza un'attrezzatura adeguata e con un tellarite scorbutico che urla!" rispose il capo della sicurezza che si stava arrampicando lungo la parete della grotta verso quello che, dal basso, sembrava una presa d'aria.<br />
"Poche ciance giovanotto! Alla tua etÃ  io..."<br />
"Avevi la stessa pancia!" terminÃ² per lui Kuwano seduto contro la parete.<br />
<br />
Prima che il battibecco continuasse, con mal celata disperazione di Salen, il terreno prese a tremare con violenza. Dal si salvÃ² dalla caduta solo grazie alla sua preparazione fisica e alle piccole buche scavate con il phaser nella parete.<br />
"Attenzione! Le porte si stanno aprendo!" urlÃ² il vulcaniano mettendosi a riparo.<br />
"Mi dica qualcosa che non so!" sbraitÃ² Rekon buttandosi a pesce e atterrando sulla pancia dietro alcune rocce poste vicino all'entrata.<br />
L'apertura delle porte fu un vero e proprio boato, dalla confusione che ne seguÃ¬ capirono immediatamente che i rinforzi erano arrivati.<br />
Keane, Mosai e altri tre uomini della sicurezza pesantemente armati fecero la loro comparsa. Dietro di loro, Wyandot e Resed sembravano due bambini che salivano per la prima volta su un trenino dell'orrore: eccitati e spaventati allo stesso tempo.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Mi dispiace signore, i sensori non riescono a leggere l'interno della nebulosa." commentÃ² il tenente Rakshasa con un miagolio di disappunto.<br />
"Cosa ne pensa tenente Durani?" chiese il Capitano alla klingon, non che gli servisse un suggerimento, ma era un modo come un altro per conoscere il suo nuovo acquisto.<br />
"In questa situazione siamo svantaggiati. Se entriamo nella nebulosa lasciamo indifesa la nave aliena ma possiamo scoprire da dove arrivano i vascelli nemici. LÃ¬ dentro ci dev'essere o una stazione spaziale o un pianeta abitato, quelle navi non sembravano avere una struttura adatta ai lunghi viaggi, sono piÃ¹ dei caccia da combattimento, alta manovrabilitÃ  e molto veloci. Se invece rimaniamo qui fuori possiamo tenere al sicuro la nave ma non sapremo mai chi Ã¨ che ci da' la caccia."<br />
"Quindi?" chiese il capitano con un sorriso per il giusto preambolo della giovane.<br />
"A mio avviso - la giovane ebbe un brivido come se stesse per dire qualcosa di oltraggioso e faticasse per dirlo - dobbiamo chiedere supporto. La USS Fearless era in revisione quando sono partita da DS16, sarebbe consigliabile avvertire nel caso una nave di supporto fosse troppo lontana per arrivare in fretta."<br />
"Sono perfettamente d'accordo con lei tenente. Avverta DS16 della nostra situazione e comunichi che potremmo aver bisogno di supporto. Inviate delle sonde e cerchiamo di mappare quella nebulosa... prima di andare lÃ¬ dentro voglio essere sicuro della sorte dei nostri uomini."<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - camera d'ingresso - 13/01/2395 - Ore 02.40</b><br /><br />
"Non so se Ã¨ peggio stare seduti qui o andare con il comandante Keane alla ricerca degli altri!" commentÃ² Chuck guardando sconsolato il paesaggio desideroso di scoprire l'ignoto ma terrorizzato dal fatto che l'ignoto potesse scoprire lui.<br />
"Meglio qui! Quei tizi blu sembravano pericolosi... finchÃ© il traduttore universale non funziona sarÃ  un problema." commentÃ² Capo Mosai di guardia all'ingresso della grotta.<br />
"Preferisco rimanere qui." borbottÃ² Resed.<br />
"Su Resed vedrai che il comandante Rekon sta bene!" disse Charles cercando di tirare su di morale l'amico.<br />
"Ho paura di no Chuck - borbottÃ² Resed con voce sconsolata - ho paura che il capo questa volta abbia tirato le cuoia. Mi pare di sentirlo, una voce flebile dall' aldilÃ  che mi rimprovera..." una lacrima sgorgÃ² dall'occhio pallato del boliano.<br />
"E cosa ti dice?" chiese Wyandot triste<br />
"Resed razza di inutile deficiente, guarda quaggiÃ¹!" il giovane ingegnere tirÃ² su rumorosamente col naso.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente JG Charles &amp;quot;Chuck&amp;quot; Wyandot</author>
            <pubDate>Fri, 23 Jan 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-03 Questo Ã¨ l'unico avvertimento che riceverete da noi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Shran del clan Mira <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave aliena - camera d'ingresso - 13/01/2395 - Ore 02.45</b><br /><br />
Alle parole dell'amico, Chuck si fece scappare un piccolo sorriso e, rivolgendosi a lui disse "Ma dai, perchÃ© mai il Capo Rekon ti dovrebbe dire una cosa del genere? Vivo o morto che sia..." e lo guardÃ² come a volerlo consolare. Un'altra lacrimuccia uscÃ¬ dall'occhio del povero boliano, che in quel momento stava evidentemente soffrendo.<br />
"Ma guardalo, maltrattato come l'ultimo degli scemi e guarda come piange..." bisbigliÃ² quasi fra sÃ© Kuwano lÃ  sotto<br />
"Capo, quel ragazzo ti si Ã¨ proprio affezionato! - gli fece eco Dal - dovresti iniziare a trattarlo un po' meglio!"<br />
Inutile dire che entrambi si meritarono una bella imprecazione da parte del loro Capo Ingegnere, che perÃ² seguiva con la coda dell'occhio tutti gli spostamenti di Resed. Quest'ultimo nel frattempo si era rannicchiato in un angolo di quella stanza attendendo che qualcuno gli ordinasse qualcosa da fare, qualunque cosa... Nel mentre, il suo amico Chuck gli si era accovacciato vicino in segno di amicizia e di supporto. Quella stessa scena si trovÃ² davanti Keane quando rientrÃ² dal suo velocissimo giro di perlustrazione: tornata indietro con un'aria piuttosto grave, vedendo i due ragazzi rannicchiati in quel modo non potÃ© esimersi dal cambiare umore e sorridere.<br />
"Resed, ma che hai fatto? Che sono quegli occhi gonfi?" disse cercando di essere carina, ma era visibile la sua tentazione di ridere.<br />
"Ãˆ-Ã¨-Ã¨ dis-dis-dispia-dispia-dispiaciuto pe-pe  " Chuck avrebbe voluto rispondere per conto di Resed, ma non riusciva a tirare fuori una frase compiuta avendo come interlocutore la Keane... "Ã¨ dispiaciuto per Rekon?" chiese lei interrompendo quella scena abbastanza pietosa... <br />
Non era necessario aspettare una risposta a questa domanda, in effetti era abbastanza evidente...<br />
"Stai tranquillo marinaio, quel tellarita ha la pelle dura, poi non ho trovato nessun Ufficiale morto nel mio giro di perlustrazione... Sicuramente saranno nascosti da qualche parte, ne sono sicura. A meno che - decise di sdrammatizzare un pochino l'atmosfera - a meno che il teletrasporto non li ha mai rimaterializzati a bordo dell'arca... e in questo caso..." gli occhi di Keane sorridevano, sapeva di aver in qualche modo provocato la reazione del ragazzo, che infatti non tardÃ² ad arrivare: <br />
"No! - disse - questo non Ã¨ possibile! Sono sicuro al cento per cento di averli portati indietro proprio qua su questa nave ed in questa posizione. Vivi o morti devono essere qua..." <br />
A queste parole il Capo Operazioni lo guardÃ² con aria bonaria e gli fece un bell'occhiolino...<br />
*Ma che bella scenetta, quasi quasi vomito...* pensÃ² Kuwano da lÃ  sotto.<br />
<br />
"Sarebbe logico provare ad attirare la loro attenzione" disse Salen dopo qualche minuto di silenzio<br />
"Signor Salen, voglio essere gentile con lei, che comunque Ã¨ il mio Primo Ufficiale - parlÃ² a quel punto il dottore visibilmente seccato da tutta quella faccenda - ma cosa pensa stesse facendo finora il Tellarita? E quell'imbecille di ragazzino pensava di sentire le voci... Incredibile..."<br />
"Dai riproviamoci..." suggerÃ¬ Dal e subito dopo gridÃ² <br />
"TAAAAARAAAAAAAAAAAAA"<br />
"TAAARAAAAAAAAAAAAAAAAAAA" cosÃ¬ forte che i presenti dovettero ripararsi le orecchie con le mani... <br />
A quel secondo richiamo, il Tenente Comandante Keane si fermÃ² di scatto: lei e il Capo Masai stavano elaborando un piano d'azione, ma, all'improvviso, la donna sentÃ¬ una voce che la chiamava... e a dire la veritÃ  quella voce le era anche abbastanza familiare. Si guardÃ² intorno sospettosa per qualche istante, poi si rivolse di nuovo al Capo Masai:<br />
"Quindi, dicevamo... tu, Chuck e dieci uomini della squadra di sicurezza andrete tutti con Resed in sala macchine per cercare di non far esplodere il nucleo di questa nave. PiÃ¹ tempo passa senza muoverci piÃ¹ pericolosa diventa. Io invece, ho una questione da risolvere qua, vi raggiungerÃ² il prima possibile..." <br />
Keane aveva intenzione di capire da dove arrivasse quella voce che l'aveva chiamata... era sicuramente del Capo della Sicurezza: dovunque fosse era intenzionata a trovarlo. Sarebbe rimasta lÃ  con un paio di uomini della sicurezza...<br />
"Eehhh, hai visto come si fa con le donne?" disse Dal a Kuwano mentre gli dava delle piccole gomitate sul braccio in segno di vittoria.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - Ore 03.00</b><br /><br />
La Plancia della Marconi era praticamente privata di tutti i suoi Ufficiali superiori, il che poteva essere normale considerato l'orario, ma la realtÃ , purtroppo, era diversa. A bordo erano rimasti solo il Capitano Shran, che in quel momento si trovava nel suo studio ad elaborare piani di attacco che in realtÃ  tardavano ad arrivare, e il nuovo Ufficiale Tattico che in quel momento si trovava in Plancia al posto di comando. Le sonde erano state appena inviate verso la nebulosa, quello fu il loro primo tentativo di capire contro chi avevano a che fare. Ma per avere dei primi risultati, se mai quelle sonde fossero tornate indietro, avrebbero dovuto attendere. L'attesa in quei momenti di allarme Ã¨ sempre lunga e snervante...<br />
"Guardiamarina, mi metta in comunicazione con Deep Space 16 Gamma su una frequenza protetta. - Durani impartÃ¬ l'ordine all'ufficiale addetto alle comunicazioni - e metta il video sul monitor principale"<br />
"Subito signore"<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Ponte di Comando - Contemporaneamente</b><br /><br />
Sul ponte di Comando della Stazione DS16, a quell'ora della notte il silenzio era rotto soltanto dal Capo Ingegnere che stava terminando dei lavori di manutenzione. La Vok ad un certo punto sentÃ¬ il terminale dell'Ufficio del Capitano che suonava, ma ovviamente se ne vide bene da andare a rispondere... almeno alla prima chiamata...<br />
Dopo cinque minuti, il computer nell'ufficio ancora mostrava una comunicazione in arrivo. <br />
*E va bene - pensÃ² Karana - vediamo chi Ã¨ che chiama a quest'ora di notte...* si tolse i guanti da lavoro e si diresse a grandi falcate verso la postazione di Tomphson. La chiamata in arrivo era su delle frequenze protette della Flotta, la donna decise di scomodare il suo Capitano... finalmente!<br />
=^= Comandante Vok a Capitano =^= lo chiamÃ² al comunicatore sperando di non trovarlo a dormire...<br />
=^= Comandante che succede? =^= Tomphson rispose quasi subito, con una voce abbastanza allarmata e fortunatamente non assonnata. <br />
=^= Capitano, mi dispiace disturbarla a quest'ora, ma qualcuno sta cercando di contattarla su una frequenza protetta e, chiunque sia,  sono giÃ  dieci minuti che il suo terminale squilla... =^=<br />
=^= Va bene, passi la chiamata nel mio alloggio per favore... =^=<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - Ore 03.12</b><br /><br />
"Signore, hanno finalmente risposto da Deep Space 16, il video Ã¨ sul monitor come mi ha chiesto" disse il Guardiamarina addetto alle Comunicazioni.<br />
Sul monitor di Plancia della Marconi all'improvviso apparve l'immagine del Capitano Tomphson, anche se di notte e anche se quella comunicazione era arrivata cosÃ¬ all'improvviso, il Capitano si fece trovare con una divisa perfetta.<br />
=^= Capitano, sono il Tenente Durani della nave della Federazione, USS Marconi. =^=<br />
Tomphson sapeva benissimo chi fosse quella donna... si erano incontrati qualche giorno prima proprio a bordo della sua stazione, come avrebbe potuto dimenticarla. E si ricordava benissimo anche del Capitano Shran, che aveva incontrato sempre lÃ  su DS16 circa l'anno prima.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Ufficio del Capitano - 13/01/2395 - Ore 03.40</b><br /><br />
Il tenente Durani bussÃ² alla porta dell'Ufficio del Capitano non appena chiusa la chiamata con Tomphson. Se Shran non si fosse aspettato da un momento all'altro il rapporto del suo Ufficiale Klingon, avrebbe pensato ad un tentativo di aggressione per quanto era stato impetuoso il suo ingresso...<br />
L'andoriano capÃ¬ subito che la donna non portava buone notizie. <br />
Con le braccia conserte, schiena dondolante sulla sedia, sguardo fisso e sicuro, Shran invitÃ² Durani a sedersi alla sedia di fronte a lui. I modi di quell'uomo erano sempre molto affascinanti, anche nelle situazioni di crisi come quella. Difficilmente passava inosservato alle donne... ma quella che si trovava davanti era una vera Klingon ed in pieno assetto da combattimento...<br />
"Quindi?" Shran chiese a Durani<br />
"Da Deep Space 16 non ci possiamo aspettare nessun aiuto, Capitano." disse lei e Shran non fece una piega, era scontato che nessuno si sarebbe mosso, ma comunque avevano fatto bene a provarci...<br />
"La Fearless come sapevamo Ã¨ ancora in manutenzione - continuÃ² - il Falco Romulano e lo Sparviero Klingon non hanno nessuna intenzione di immischiarsi in battaglie senza un buon tornaconto. La stessa cosa vale per i Cardassiani..."<br />
* ...arpie... * pensÃ² Shran, al contrario della Klingon che invece ammise di capire benissimo il loro punto di vista.<br />
"Il Capitano perÃ² mi ha dato una informazione che forse potrebbe interessarci - continuÃ² l'Ufficiale - ossia che due giorni fa alla stazione si Ã¨ fermata una nave della Guardia Imperiale Andoriana. Si sono fermati lÃ  per dei rifornimenti, erano diretti altrove nel quadrante Gamma, ma questo settore Ã¨ proprio lungo la loro rotta. Ci hanno anticipato di poco, probabilmente potremmo ancora contattare loro..."<br />
Shran, che aveva appena dato delle arpie a Romulani, Klingon e Cardassiani, ebbe un istante di esitazione... non era proprio certo del fatto che degli andoriani avrebbero accettato volentieri di aiutarli al contrario di quello avevano fatto gli altri, ma qualcosa dentro di sÃ© lo rendeva abbastanza ottimista...<br />
"Ottimo - rispose quindi - cercherÃ² di contattarli di persona... -  disse, comunque pensieroso, il Capitano - torni in Plancia Tenente, io arriverÃ² tra qualche minuto."<br />
<br />
<br /><b>Interno della Nebulosa - Nave Nemica Zama - 13/01/2395 - Ore 04.37</b><br /><br />
Le sonde lanciate dalla USS Marconi per indagare cosa ci fosse all'interno della Nebulosa, furono ovviamente e velocemente intercettate dalla flotta nemica che si era riparata proprio lÃ .<br />
Il Capitano della nave Zama, la nave ammiraglia di quella flotta, non aveva mai lasciato la nebulosa e aveva seguito tutta la battaglia da lÃ  dentro: avevano dei sensori con tecnologia piÃ¹ avanzata rispetto a quella della Federazione che riusciva a bypassare le interferenze dei gas presenti in quell'area di spazio. Il Capitano diede prontamente l'ordine ai suoi:<br />
"Distruggete tutte quelle sonde tranne una, voglio mandare ai nostri amici lÃ  fuori un bel messaggio di avvertimento..."<br />
<br />
<i>Sono Tylca e sono a capo della Flotta che avete giÃ  incontrato. Voglio essere generoso con voi, visto che non ci siamo mai incontrati prima e mi piace sempre fare una buona impressione. Andatevene e fatelo anche alla svelta. Il mio popolo ed il popolo che state cercando di proteggere nella nave generazionale sono in lotta da secoli, vi avverto che non vi conviene ostacolarci e non provate neanche ad entrare nella nebulosa: ci appartiene... questo Ã¨ l'unico avvertimento che riceverete da noi.</i><br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Shran del clan Mira </author>
            <pubDate>Thu, 29 Jan 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-04 Il pericolo vien dal cielo</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - ore 4.40</b><br /><br />
Era piÃ¹ di un ora che Tara stava cercando i suoi compagni dispersi, nella zona dove credeva d'aver sentito la voce di Dal che la chiamava, anche se ormai temeva fosse stato solo il desiderio di ritrovarli ancora in vita che le aveva fatto sentire cose che non c'erano. Aveva disposto i due uomini della sicurezza rimasti con lei, ai lati opposti di un'ipotetica linea, con lei al centro, dicendo loro di muoversi in circolo e di fare attenzione a qualsiasi particolare e di mantenere un silenzio assoluto: ma per il momento non avevano trovato niente. Stava ormai per ordinare di abbandonare le ricerche, quando vide un piccolo rivolo di fumo alzarsi da terra a circa mezzo metro dai suoi piedi.<br />
Incuriosita fece un passo in quella direzione, s'accucciÃ² cercando d'individuare il punto d'origine del fumo. StrizzÃ² gli occhi un paio di volte, perchÃ© non poteva credere a quello che vedeva, poi esclamÃ²:<br />
"Per tutti i demoni del Gret'hor!! Come cavolo avete fatto a ridurvi cosÃ¬?" quindi s'inginocchiÃ² e abbassÃ² il viso quasi a terra e vide un minuscolo Dal che col fucile phaser alimentava un micro falÃ², mentre Salen e Kuwano mettevano nel fuoco invisibili pezzi di materiale combustibile e Julie faceva aria con un petalo di un fiore, per dare ossigeno alla fiamma e mantenerla viva. Solo Rekon, seduto su di un granello di sabbia come su di un trono, imprecava scuotendo la testa pelosa, perchÃ© secondo lui i pezzi che il Dottore metteva nel fuoco erano troppo piccoli. Erano talmente presi che non s'accorsero subito che finalmente erano stati individuati, ma quando Jaran alzando lo sguardo vide l'enorme viso di Tara che s'abbassava a terra per vederli meglio, pensÃ² che non aveva mai visto niente di cosÃ¬ bello e, allo stesso tempo, di terribile in vita sua.<br />
"Ci hanno visti." Disse semplicemente, smettendo di sparare.<br />
A questo parole tutti si fermarono e si girarono a guardare in alto verso il Capo OPS. Julie lasciÃ² cadere il ventaglio improvvisato e istintivamente abbracciÃ² il vecchio ingegnere seduto di fianco a lei, l'unico che non aveva smesso di brontolare, ma che ricambiÃ² il gesto stringendola delicatamente e le disse orgoglioso: "Brava bambina, hai davvero una bella testolina pensante!"<br />
 <br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 ore05.00</b><br /><br />
Shran tornÃ² in plancia con ancora sul volto il sorriso per la piacevole conversazione intrattenuta col Capitano Asha: quando il suo viso era apparso sul monitor del suo ufficio, dove aveva ricevuto la chiamata di risposta dalla nave andoriana, tutti i ricordi della breve, ma intensa, vacanza passata su Rise un paio di decenni prima, la maggior parte della quale trascorsa nella camera da letto della andoriana, erano riaffiorati.<br />
Durani lasciÃ² la poltrona al suo superiore e gli chiese:<br />
"E' riuscito a convincere gli andoriani?"<br />
"SÃ¬ Tenente e hanno detto che saranno lieti d'aiutarci: tra un paio d'ore saranno qui."<br />
"Molto bene." Rispose la klingon tornata alla sua postazione.<br />
"E' stato difficile convincere il Capitano andoriano?" chiese la Consigliere, seduta al fianco di Shran e che ne aveva notato il sorriso soddisfatto.<br />
"No, in effetti Laura Ã¨ stato piuttosto facile: Asha Ã¨ un'amica di vecchia data."<br />
"Ah capisco!" ribattÃ©, sorridendo sorniona, il Consigliere che ben conosceva la fama di tombeur de femme del suo Capitano e che, adesso che lo conosceva meglio, sapeva essere del tutto meritata.<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - ore 05.30</b><br /> <br />
Tara dopo aver messo al sicuro i miniaturizzati compagni nel taschino della sua giacca della divisa, aveva guidato il piccolo gruppo nella direzione presa da Charlie e il grosso della squadra. Dopo mezz'ora circa di marcia, una chiamata dal Capo Mosai, l'aveva avvisata che uno stormo di quegli enormi esseri alati, guidati dagli indigeni, si stava dirigendo nella loro direzione. Keane gli ordinÃ² di trovare un nascondiglio e d'aspettarli, ma le ultime parole dell'uomo della Sicurezza furono: "Troppo tardi!" Quindi non ci fu piÃ¹ risposta ai suoi tentativi di chiamata.<br />
"Forza sbrighiamoci!" ordinÃ² la Klingon ai suoi compagni, lanciandosi di corsa nella foresta che sembrava voler loro sbarrare il cammino. Dopo venti minuti arrivarono al limitare del bosco e un'improvvisa pianura erbosa s'aprÃ¬ davanti a loro, facendo capire che i loro compagni erano stati sorpresi in campo aperto, senza possibilitÃ  di trovare un qualsivoglia riparo. Keane si fermÃ², dando cosÃ¬ modo ai suoi uomini di raggiungerla, poichÃ© non erano riusciti a starle al passo, ed esaminÃ² lo spazio circostante col tricorder. Non c'era traccia nÃ© degli indigeni, nÃ© purtroppo degli uomini della Marconi.<br />
"Da questa parte!" disse indicando le tracce lasciate nell'erba alta dai loro compagni "e occhi al cielo:il pericolo viene dall'alto!"<br />
Proseguirono quindi con estrema circospezione, fino al punto dove l'erba sembrava essere stata calpestata da un numero superiore a quello della loro squadra. Ad un tratto Gomez richiamÃ² l'attenzione del suo superiore.<br />
"Comandante guardi lÃ !" disse indicando una massa a terra distante circa 5 metri da loro.<br />
PiÃ¹ s'avvicinavano e piÃ¹ era evidente che quella massa era il corpo di un uomo della Sicurezza, seminascosto dalla vegetazione. Tara s'inginocchiÃ² di fianco a quel corpo supino e lo girÃ² delicatamente, gli appoggiÃ² due dita alla carotide, ma nessun battito veniva da quel corpo ancora caldo.<br />
"E' morto?" chiese Kuwano, che con Dal s'era arrampicato lungo il bastoncino che Keane aveva infilato nel taschino, per facilitare il ricircolo d'aria e al contempo consentire loro l'uscita senza troppi sforzi.<br />
"Si Dottore, ma non capisco come: non vedo ferite evidenti!"<br />
"Mi faccia scorrere sul corpo del Guardiamarina e vediamo se questo aggeggio serve ancora a qualcosa!" le disse Kuwano estraendo il suo tricorder e sperando che le dimensioni, nell' ordine del micron, non inficiassero sulle capacitÃ  d'analisi dello strumento. SaltÃ² sulla mano che Tara avvicinÃ² e si sdraiÃ² prono sul bordo del palmo, sporgendo le braccia che tenevano stretto il tricorder, mentre Tara lentamente passava la mano su tutto il corpo inanime ad un'altezza di trenta centimetri circa.<br />
Terminata l'operazione, Keane portÃ² la sua mano all'altezza del suo volto e disse: "Allora Dottore Ã¨ riuscito a capirci qualcosa?"<br />
"Comandante mi sono rimpicciolito, non rincoglionito! Quest'uomo presenta diverse fratture da caduta dall' alto, tra cui quella mortale alla base del collo."<br />
"Jaran che ne pensi?"<br />
"Non lo so Tara, da questa prospettiva mi sembra tutto cosÃ¬ strano, irreale che fatico a mettere a fuoco le cose. Il fatto, per esempio che non presenti tracce di legatura puÃ² voler dire che sono saliti volontariamente o quasi su quei rettili volanti o, piÃ¹ semplicemente il numero troppo superiore degli abitanti di questa nave, rispetto alle loro forze, gli abbia fatto desistere da qualsiasi forma di resistenza."<br />
"Si, ed Ã¨ scivolato giÃ¹ per sbaglio!" disse sarcastico il Dottore, che non si fidava molto di quegli spilungoni dagli occhi gialli.<br />
"PerchÃ© no! Se li volevano uccidere avrebbero potuto farlo senza nemmeno scendere a terra, scagliando quelle loro lunghe frecce dal cielo." Rispose Dal.<br />
"Ok supponiamo che sia cosÃ¬: se non li riteniamo in immediato pericolo di vita, dovremmo continuare noi verso i motori. Con l'aiuto di Rekon dovrei essere in grado di riavviarli." Disse Tara che aveva cominciato la carriera nella Flotta come Ingegnere, dopo il periodo passato come pilota di caccia a pattugliare i confini con l'Impero Romulano.<br />
"E se ci sbagliamo?" chiese Berthier sbucata nel mentre dal fondo del taschino di Tara. Proprio in quell' istante un boato impressionante, come di un tuono vicino, squassÃ² l'aria, seguito da uno scossa violentissima.<br />
"Credo che abbiamo avuto la nostra risposta: ho paura che il tempo per questa nave si sia ridotto notevolmente. " disse Rekon dal fondo.<br />
=^=Keane a Marconi: Capitano cosa succede? Qui balla tutto!=^=<br />
La voce di Shran giunse qualche istante dopo, che al gruppo sulla nave aliena sembrÃ² eterno.<br />
=^=C'Ã¨ stato un aumento nello squilibrio dell'erogazione di potenza nei motori ad impulso: secondo i nuovi dati riteniamo che i motori esploderanno entro 30 ore! =^=<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <pubDate>Mon, 09 Feb 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-05 Il Muro</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Jaran C. Dal<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - Ore 05.40</b><br /><br />
"Keane a Marconi: Capitano cosa succede? Qui balla tutto!"<br />
La voce di Shran giunse qualche istante dopo, che al gruppo sulla nave aliena sembrÃ² eterno.<br />
=^= C'Ã¨ stato un aumento nello squilibrio dell'erogazione di potenza nei motori ad impulso: secondo i nuovi dati riteniamo che i motori esploderanno entro trenta ore! =^=<br />
Lo scambio di battute tra il capitano e il capo operazioni della Marconi, sembrÃ² a Dal un temporale benziti: le voci rimbombarono negli orecchi dell'ufficiale della sicurezza tanto che si vide costretto a tapparseli con le mani per attutire il volume delle voci. Anche Rekon si teneva la testa e allo stesso tempo imprecava qualcosa all'indirizzo del comunicatore posto a pochi centimetri da loro.<br />
=^= Tenente recuperate il resto della squadra e rientrate =^=<br />
"Capitano, sembra che il resto della squadra sia stato catturato, o sia finito nei guai: purtroppo abbiamo appena trovato il cadavere del guardiamarina Elmore"<br />
=^= Come Ã¨ successo lo sapete? =^=<br />
"Non Ã¨ chiaro signore, sembra morto in seguito ad una caduta"<br />
=^= Da quante persone Ã¨ formato il suo gruppo? =^=<br />
"Al momento siamo in tre..."<br />
=^= Siete in pochi =^= mormorÃ² il capitano =^= Comandante vi do al massimo due ore, poi voglio che torniate a bordo con o senza il resto della squadra =^=<br />
*Non credo proprio...* pensarono all'unisono Tara e Dal ma non diedero voce ai loro pensieri.<br />
"Ricevuto, Keane chiudo" senza pensarci la donna premette il proprio comunicatore causando la caduta degli ufficiali all'interno della tasca, causando la reazione scomposta del tellarite.<br />
"Scusate" si scusÃ² la mezza klingon guardando all'interno della tasca. Dal che si era giÃ  rialzato la guardÃ² "Non che mi lamenti del posto dove ci ha messo comandante" fece un sorrisetto "ma forse Ã¨ il caso che ci trovi un posto meno vicino al comunicatore qualora si dimenticasse nuovamente che siamo qui e se non vuole che diventiamo tutti sordi..."<br />
Tara allungÃ² due dita ed estrasse l'ufficiale della sicurezza e se lo portÃ² davanti al volto "Sempre a lamentarti...in questo momento mi ricordi molto un piccolo pezzo di gak potrei 'dimenticarmi'" Tara enfatizzÃ² quella parola "che non lo sei..."  cosÃ¬ dicendo aprÃ¬ la bocca minacciando di mangiare il capo della sicurezza.<br />
"Comandante, non Ã¨ ne appropriato ne simpatico" gli disse di rimando Jaran guardandola con un, malcelato, broncio. La donna poi lo depose nella tasca destra della giacca, posta sotto la cintura, poi ripetÃ© l'operazione per gli altri ufficiali miniaturizzati.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - Ore 05.50</b><br /><br />
"Situazione delle sonde?" chiese Shran rivolgendosi alla postazione dei sensori.<br />
"Capitano, a causa dei disturbi della nebulosa non siamo certi delle letture, ma per quello che sappiamo abbiamo perso i contatti con tutte le sonde"<br />
"Prevedibile, se i nostri misteriosi avversari si sono rifugiati li dentro..." indicÃ² l'immagine visualizzata sullo schermo principale "...Ã¨ probabile che conoscano bene quell'area di spazio, non ho intenzione di andare a stanarli, ma teniamo d'occhio l'area"<br />
Durani rispose con un "SignorsÃ¬" di conferma.<br />
Il guardiamarina addetto ai sensori attirÃ² l'attenzione dell'andoriano "Capitano, rilevo un segnale: una delle sonde sta uscendo ora dalla nebulosa, ricevo una trasmissione registrata"<br />
"Sullo schermo" disse Shran alzandosi in piedi.<br />
Alcuni secondi dopo il loro avversario aveva un volto e un nome. <br />
"Comunicazioni: riusciamo a contattare questo Tylca"<br />
"Mi spiace signore ma non riusciamo a passare le interferenze della nebulosa, non posso garantire che la trasmissione arrivi a destinazione"<br />
"Mmmm" Shran guardÃ² la postazione sensori "Guardiamarina registri il mio messaggio e rinvii la sonda nella nebulosa"<br />
"In linea"<br />
Shran si sistemÃ² l'uniforme poi diede la sua risposta "Shran del clan Mira, capitano della nave Federale USS Marconi siamo una spedizione scientifica, non abbiamo intenzioni bellicose, abbiamo visto la nave dei vostri avversari in difficoltÃ  e ci siamo impegnati ad aiutarli, per quanto possibile, ma siamo stati attaccati dalle vostre navi. Vi chiediamo di interrompere le ostilitÃ  e incontrarci di persona per risolvere questa annosa situazione, attendo una vostra risposta. Lunga vita e prosperitÃ ." con un cenno della mano indicÃ² al guardiamarina di terminare la registrazione. Il timoniere fece ruotare la sua sedia in direzione del capitano "Lunga vita e prosperitÃ ?" chiese quasi timidamente.<br />
"Mi pareva ci stesse bene, e poi ho sempre voluto dirlo almeno una volta" con un mezzo sorriso si voltÃ² verso la postazione tattica "Tenente Durani, se il mio intuito non mi inganna quella sonda non durerÃ  molto, quindi allerti la sicurezza e si tenga pronta a qualche manovra evasiva...e offensiva."<br />
La klingon sorrise mostrando i suoi denti affilati mentre pensava *Inizia a piacermi questo capitano*<br />
"Allarme giallo... silenzioso" ordinÃ² l'andoriano mentre prendeva di nuovo posto sulla sua poltrona, le antenne si puntarono sulla nebulosa che occupava interamente lo schermo principale della plancia.<br />
<br />
<br /><b>Interno della Nebulosa - Nave Nemica Zama - 13/01/2395 - Ore 06.00</b><br /><br />
"Primo guardiano" uno dei sottoposti di Tylca attirÃ² l'attenzione del proprio comandante.<br />
Gli occhi gialli si posarono sul giovane addetto ai ricettori, la sua pelle aveva ancora una sfumatura gialla indice della sua giovane etÃ .<br />
"La sonda degli alieni sta tornando, ha un messaggio registrato"<br />
"Decodifica e mostra sull'ottica principale"<br />
Sullo schermo dell'ammiraglia comparve il messaggio inviato dal capitano andoriano.<br />
Per alcuni istanti Tylca osservÃ² le immagini senza prestare molta attenzione alle parole di quello strano alieno, poi un sorriso increspÃ² la candida pelle del suo volto "Promiscui... Blu, rosa, marroni... con le antenne, senza, con la coda..."<br />
Il giovane sottoposto e altri membri dell'equipaggio guardarono la registrazione sui loro volti il comandante lesse disgusto e sorpresa, forse piÃ¹ disgusto *Come Ã¨ giusto che sia* pensÃ².<br />
"Distruggete la sonda" si spostÃ² al centro del ponte di comando "Popolo di Adesto io Tylca Primo Guardiano di questa Sfera dichiaro impuri gli occupanti del vascello chiamato USS Marconi"<br />
Dei sussurri di approvazione attraversarono la plancia.<br />
"Non sia dato loro quartiere o pietÃ ! Prima Esecutrice" si voltÃ² verso una femmina la cui pelle era bianca quasi quanto la sua "Ordina alle ali Cinque e Dieci di prepararsi ed uscire dalla Sfera per purificare la nave aliena"<br />
"Come tu comandi" rispose la donna dirigendosi ad una console presidiata da un'altra femmina aliena "Voce contattare ali Cinque e Dieci"<br />
"In ascolto Prima" la donna passÃ² una sorta di microfono alla femmina piÃ¹ anziana.<br />
"Qui Ã¨ la Prima Esecutrice dalla nave Zama, su ordine del Primo Guardiano e in nome del nostro Mondo Adesto, vi ordino di purificare gli alieni del vascello USS Marconi che si sono posti in difesa dei Distruttori. Eseguire ora!"<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - 13/01/2395 - Ore 06.15</b><br /><br />
Tara e il resto del suo piccolo team, si muoveva veloce in quella sorta di foresta in bottiglia, Dal e gli altri ufficiali, di tanto in tanto, venivano sballottati di qua e di lÃ  quando la donna eseguiva dei salti o degli slanci per evitare gli ostacoli sulla sua strada. Grazie a Rekon e al dottore era riuscita sistemare il proprio tricorder per rilevare il resto della loro squadra, in pratica aveva trasformato il suoi dispositivo in una sorta di bussola che puntava sui loro compagni. Avevano corso per piÃ¹ di mezz'ora quando finalmente si fermarono Jaran fece capolino dalla tasca dell'uniforme "Credo siamo quasi arrivati"<br />
"Cosa te lo fa pensare?" chiese il dottor Kuwano che stava terminando la scalata della tasca proprio in quel momento.<br />
"Quello" disse l'ufficiale della sicurezza indicando con il dito un enorme muro fatto di tronchi.<br />
"Oh" fu l'unica cosa che il giapponese riuscÃ¬ a dire.<br />
Di fronte a loro centinaia di tronchi alti piÃ¹ di cento metri formavano un muro che fungeva da protezione per una struttura, probabilmente in legno anch'essa, ancora piÃ¹ alta e attorno alla quale si libravano in volo creature voltanti simili a quelle che avevano incontrato al loro arrivo.<br />
"Credo non sarÃ  facile arrivare lassÃ¹" disse la mezza klingon mentre guardava quella spettacolare costruzione.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Jaran C. Dal</author>
            <pubDate>Mon, 09 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-06 Mi concede questo ballo?</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Keiji Kuwano<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Nave Aliena - 13/01/2395 - 06:20</b><br /><br />
"Direi che scalare la struttura a mani nude Ã¨ fuori discussione..." AffermÃ² il medico giapponese con aria pensierosa, cercando di sporgersi il piÃ¹ possibile dalla tasca della mezza klingon e scatenando al contempo una vivace reazione dal tellarita che, gli stava a fianco con espressione seccata.<br />
"Davvero? Non l'avrei mai detto! - replicÃ² sarcastico, l'alieno dal naso porcino alzando le braccia al cielo e rischiando di scivolare all'interno della tasca a causa del movimento improvviso - Sono piÃ¹ di cento metri e gli appigli sono una schifezza ... anche se Ã¨ una Klingon la ragazza non Ã¨ una scimmia arrampicatrice! - continuÃ², indicando alle sue spalle con il pollice, riferendosi ovviamente a Tara. - Senza contare che quelle bestiacce lassÃ¹ difficilmente se ne starebbero buone buone con le ali in mano se ci vedessero durante la scalata ... e sorpresa! Non abbiamo modo di nasconderci..."<br />
"Sshh! Zitti!" finalmente, la mezzosangue Klingon interruppe il brontolio dell'ingegnere capo accompagnando alle parole un gesto intimidatorio col dito, dall'aspetto decisamente imponente per i piccoli Ufficiali Mignon. CercÃ² di farsi piÃ¹ piccola e di nascondersi nella bassa vegetazione nei paraggi, mentre sollevava gli occhi al cielo seguendo con lo sguardo un piccolo gruppo di creature allontanarsi dal gruppo, dirigendosi verso la zona da cui erano arrivati.<br />
"Sembrano irrequieti... - bisbigliÃ² Dal, le cui dimensioni ridotte amplificarono lo smorzamento vocale, rendendo le sue parole appena percettibili -... potrebbe essere successo qualcosa..."<br />
Le parole del mezzosangue cardassiano vennero perÃ² sovrastate da un inquietante lamento, per alcuni versi simile al canto di una balena terrestre, che venne sostituito a sua volta dall'atroce stridio di metallo contro metallo. L'intera nave vibrÃ² per una manciata di secondi.<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - Qualche attimo prima</b><br /><br />
"I motori di una delle navi sono stati danneggiati... - affermÃ² Durani con innaturale freddezza per una klingon, mantenendo gli occhi fissi sulla propria consolle. Aveva appena comandato che era riuscito ad oltrepassare gli scudi della nave nemica, ma non poteva concedersi un attimo di tregua. Era imperativo replicare il risultato e disabilitare il maggior numero di navi possibili, quantomeno per livellare la disparitÃ  numerica. -... sembra aver perso capacitÃ  di manovra."<br />
"Ottimo... - replicÃ² Shran, osservando la moltitudine di navi nere che sciamava velocemente sullo schermo principale davanti all'immensa nave generazionale. Quella era stata la risposta di Tylca. Lanciare un'ondata di quelle sue navi color pece contro la Marconi, segno evidente che le trattative diplomatiche erano cessate ancora prima di iniziare. L'andoriano sperava ardentemente in un ulteriore aiuto da parte dell'enorme nave che cercavano di proteggere, data la differenza di numeri, ma aveva il sentore che, non essendo stata attaccata direttamente, la nave generazionale si sarebbe limitata a fare da silente osservatrice dello scontro. Poteva e doveva quindi confidare solamente nelle abilitÃ  del proprio equipaggio. -... cerchi di mettere a segno altri centri come quello, ne abbiamo bisogno..."<br />
"Signore, - replicÃ² prontamente la klingon, aggrappandosi alla propria postazione per ovviare allo spostamento dovuto ad una manovra eccessivamente brusca. - la nave colpita continua a muoversi per inerzia... continuando cosÃ¬ si schianterÃ  contro la nave generazionale!"<br />
l'andoriano strinse gli occhi, muovendo le antenne in maniera frenetica alla ricerca della piccola blatta ferita in mezzo a quella bolgia infernale. La individuÃ² poco dopo, mentre si dirigeva a velocitÃ  smodata roteando su se stessa verso il ventre della nave generazionale, la quale rispose immediatamente cercando di schiacciare quell'orrido punto nero, ma questa volta i suoi siluri furono troppo lenti e la piccola blatta si schiantÃ² sul suo enorme fianco, trascinandosi per qualche metro prima di esplodere.<br />
"La nave generazionale non sembra aver subito danni... ma le sue armi ora sono puntate su di noi!"<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Cosa diavolo Ã¨ stato?" domandÃ² il medico asiatico cercando con lo sguardo la fonte del rumore, senza trovarlo.<br />
"Sembrava provenire dall'esterno della nave... - affermÃ² Tara, continuando a tenere sott'occhio le creature volanti che sembravano essersi radunate in un punto poco distante, nei pressi dello scafo, quasi come se fosse loro intenzione esaminarlo -... sarÃ  meglio contattare la Marconi e..."<br />
La donna fece per avvicinare la mano al comunicatore, ma la punta di una rudimentale lancia si frappose fra il suo arto e l'apparato di comunicazione. Voltandosi lentamente, si rese finalmente conto della presenza di uno dei nativi, intento ad osservarla, pronto a reagire nel qual caso lei avesse dato segno di ostilitÃ . La sua mente si svuotÃ² di ogni pensiero, mentre cercava inutilmente di capire come fosse stato possibile che un essere di piÃ¹ di due metri le fosse arrivato alle spalle senza che lei se ne accorgesse.<br />
"Porca... come diavolo ha fatto? - affermÃ² il Capo della Sicurezza dall'interno della taschino, lasciandosi andare ad un ulteriore commento al limite del percettibile - Questi tizi sono dei ninja..."<br />
Tara cercÃ² di nascondere delicatamente gli esserini che avevano preso dimora nella sua tasca con la mano. Il tellarite bofonchiÃ² qualcosa a mo' di protesta, ma le parole non risultarono abbastanza intelleggibili nemmeno ai suoi compagni di tasca. L'alieno invece, mantenendo la lancia puntata verso la donna, blaterÃ² qualcosa in quella sua lingua incomprensibile, mantenendo sul volto un'espressione dura, ma non cattiva. Perlomeno cosÃ¬ sembrÃ² alla mezzosangue klingon.<br />
Tara cercÃ² di riguadagnare la posizione eretta, dato che era ancora accucciata in modo da rendersi meno visibile, alzando una mano e mantenendo l'altra sul phaser.<br />
"Mi spiace, non comprendo la tua..."<br />
=^= Comandante Keane... - il comunicatore interruppe la mezzosangue klingon, scatenando una reazione stupita da parte della creatura che spostÃ² immediatamente la punta della sua arma verso l'oggetto -... tutto a posto? Qui fuori la situazione si Ã¨ fatta bollente e... =^=<br />
Prima che la donna potesse replicare in alcun modo, l'alieno, in un unico e fluido gesto, compÃ¬ un passo in avanti allungando la mano verso la fonte del suono. D'istinto, la mezza klingon tentÃ² di agguantare il possente braccio, grosso quasi quanto la sua testa, ma l'alieno se ne avvide per tempo. LasciÃ² che la donna eseguisse la sua contromossa, ma poi, con un abile gesto della mano che ancora tratteneva la lancia, ne infilÃ² l'asta fra i piedi della donna, in modo da farla sbilanciare. Ad un osservatore esterno, la scena sarebbe potuta sembrare un esibizione di danza, culminata da un improvvisato casquÃ©.<br />
Tara riuscÃ¬ a reagire e a liberarsi solo dopo una manciata di secondi, ma questi pochi attimi permisero comunque all'alieno di agguantarle il comunicatore, strapparlo via e gettarlo a terra con forza. Per contro perÃ², la mezzosangue klingon fu in grado di accaparrarsi la lancia che l'alieno aveva utilizzato per farle perdere l'equilibrio e con essa parÃ² alla bell'e meglio un paio di sferzate della coda dell'alieno utilizzata a mo' di frusta, arretrando di qualche metro prima di piantare l'impugnatura della rudimentale arma a terra e di estrarre il phaser.<br />
"Non intendo nuocerti... - intimÃ² la donna, verso l'alieno che comunque non sembrava comprendere la sua lingua. -... ma non esiterÃ² a sparare se devo!"<br />
L'alieno blaterÃ² nuovamente qualcosa nella sua lingua, ma, quasi avesse compreso le parole dell'Ufficiale Federale, rimase immobile, continuando ad osservarla.<br />
"Tutto bene la dentro?" domandÃ² la donna, sentendo i suoi colleghi tascabili muoversi all'interno dell'uniforme, senza perÃ² distogliere lo sguardo dall'imponente alieno.<br />
"Dannazione! - replicarono all'unisono l'Ingegnere Capo e il medico, cercando di raggiungere arrampicandosi verso l'uscita. - La prossima volta che fa una cosa del genere, giuro che le vomito in tasca!"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Keiji Kuwano</author>
            <pubDate>Thu, 26 Mar 2015 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-07 Comprendersi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 06:20</b><br /> <br />
C'era un antico detto Terrestre, che Shran aveva imparato da una sua vecchia fiamma ai tempi dell'Accademia, che recitava piÃ¹ o meno "se qualcosa puÃ² andar male lo farÃ , ma se piÃ¹ cose possono andar male, lo faranno nella peggiore sequenza possibile".<br />
Questo fu il pensiero che attraversÃ² la mente del Capitano della Marconi mentre, protendendo istintivamente le antenne verso lo schermo visore, riceveva l'informazione che la grande nave aliena che cercavano disperatamente di proteggere li aveva appena presi di mira con le sue armi.<br />
"Manovre evasive!" ordinÃ², quasi in automatico "allontaniamoci oltre la portata di quei missili!"<br />
In effetti le armi della grande nave erano missili piuttosto antiquati e, in condizioni normali, la Marconi avrebbe potuto distanziarli entrando in Curvatura o anche spingendo al massimo i motori ad impulso. In condizioni normali, ovvero se non fosse stata circondata da uno sciame di piccole astronavi intente a spararle addosso! <br />
"Troppo tardi, non abbiamo sufficiente spazio di manovra!" rispose il Timoniere, mentre tentava disperatamente di eseguire ugualmente l'ordine ricevuto, mentre la nave sobbalzava sotto le scariche di armi ad energia degli alieni della nebulosa. Nella foga il ragazzo, che nonostante la maggiore etÃ  non aveva la metÃ  dell'esperienza o del talento del Primo Timoniere assente, calcolÃ² male una traiettoria  la grande Sezione a Disco della Marconi colpÃ¬ in pieno un caccia alieno, attraversandolo come un coltello nel burro ma venendo scossa pesantemente.<br />
In tutta la nave le luci si abbassarono per diversi secondi e parecchi condotti EPS secondari esplosero per il sovraccarico di energia trasmesso dagli Scudi. In Plancia, Shran si rialzÃ² di scatto, dopo essere stato sbalzato dalla propria poltrona e - vedendo il timoniere a terra - si lanciÃ² sulla consolle di navigazione rimasta scoperta gridando al contempo "Rapporto danni!"<br />
"Scudi frontali al 43?, abbiamo danni di limitata entitÃ  sul sistema energetico un po' su tutti i ponti..." rispose Durani, continuando nel frattempo a sparare al nugolo di navi che li circondava, cercando di aprire un varco per il passaggio della Marconi. <br />
"Hanno fatto fuoco!" urlÃ² l'addetto ai sensori, mentre la visuale sullo schermo principale veniva rapidamente trasferita per mostrare ciÃ² che accadeva a poppa, dove dietro alla flottiglia aliena fu possibile per un secondo vedere una porzione del gigantesco scafo aprirsi e avvampare sotto le fiamme del lancio a propulsione chimica di quelli che parevano essere centinaia di missili.<br />
"Tutta l'energia agli scudi di poppa!" urlÃ² Shran, afferrandosi saldamente alla consolle di navigazione e stringendo la mascella in attesa dell'inevitabile impatto.<br />
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<br /><b>Nave aliena - Villaggio Alieno - contemporaneamente</b><br /> <br />
La squadra di sbarco era stata privata delle armi, dei comunicatori e di ogni attrezzatura ma, a parte lo sfortunato membro della Sicurezza che era caduto da quel sauro volante durante una specie di attacco di panico da vertigine, non era stato fatto loro alcun male.<br />
I federali erano stati portati in una enorme struttura, ricavata in un cerchio di alberi alti centinaia di metri, ed erano stati depositati in una piccola caverna - ricavata anch'essa dal tronco di un albero parzialmente cavo - e guardati a vista da due soldati. Di tanto in tanto ricevevano la visita di alcuni di quegli alieni, ma nessuno parlava con loro. Si limitavano a guardarli per un po' e poi ad andarsene.<br />
"Siamo la nuova attrazione turistica di questa gente..." commentÃ² sconsolato Resed, passandosi la manona blu sul viso, dopo che l'ennesimo visitatore - forse un bambino, visto che era alto circa quanto loro - se ne fu andato.<br />
"Dubito che abbiano molti visitatori qui..." commentÃ² uno degli uomini della sicurezza catturati "Piuttosto, signore...come dobbiamo comportarci? Dobbiamo preparare un piano di fuga o attendiamo soccorsi dalla Marconi?<br />
Chuck impiegÃ² qualche secondo ad accorgersi che nessuno stava rispondendo alla domanda dell'uomo della Sicurezza e, sollevato lo sguardo, si accorse che tutti lo stavano guardando " C...cosa?" domandÃ² stupito.<br />
"Chiedevo se ritiene che dovremmo attendere una soluzione diplomatica o prepararci a tentare la fuga, signore..." rispose l'ufficiale della Sicurezza, paziente.<br />
Chuck si guardÃ² intorno, tentando senza troppo successo di trovare una risposta alla domanda ricevuta. Al timone di una nave si sentiva sempre perfettamente a suo agio, ma non gli era mai capitato di doversi confrontare con l'altro aspetto del "colletto rosso" e - solo ora - si rendeva conto di essere l'ufficiale piÃ¹ alto in grado del gruppo. Cominciando a sudare disse "Io...credo...per ora aspettiamo, ma iniziamo a studiare un possibile piano...sÃ¬..." <br />
Prima di poter dire altro, perÃ² un alto alieno - dall'apparenza molto anziana a giudicare dal colore chiaro dei capelli e dalla relativa assenza di massa muscolare - si fece avanti, andando ad osservarli. L'esame visivo durÃ² a lungo, tanto che Chuck si sentÃ¬ in dovere di alzarsi in piedi, per proporsi come interlocutore all'alieno.<br />
Questi perÃ² lo ignorÃ² e - dopo un'attenta osservazione - si pose davanti a Resed ed iniziÃ² a parlargli in una lingua incomprensibile.<br />
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<br /><b>Nave aliena - Esterno Villaggio Alieno - 13/01/2395 - 06:21</b><br /> <br />
Tara osservÃ² con attenzione l'alieno blu che, persa la lancia e tenuto sotto tiro dal Phaser della donna, manteneva una guardinga posizione difensiva, gli occhi gialli puntati su di lei e la mano destra a pochi centimetri dall'impugnatura di corno di quello che pareva essere un lungo pugnale.<br />
"@@#â‚¬â‚¬%%....&+-&â‚¬##@@#â‚¬...@#%&â‚¬#!" la melodiosa lingua dell'alieno aveva una cadenza rassicurante, quasi si stesse rivolgendo ad una bestia feroce da placare a parole, ma non per questo era piÃ¹ comprensibile.<br />
"Credo sia curioso, non sento malignitÃ  in lui..." urlÃ² Julie dalla tasca della Mezza-Klingon, per farsi sentire dalla collega delle Operazioni.<br />
"La curiositÃ  puÃ² essere pericolosa, se lo spinge a chiedersi che sapore uno abbia..." borbottÃ² Rekon, analizzando col Tricorder il Traduttore Universale incastonato nel comunicatore che - da come lo fissava - pareva gli stesse facendo un torto personale a non riuscire ad interpretare la lingua aliena.<br />
"Un po' di ottimismo, Rekon..." lo ammonÃ¬ blandamente Dal, il fucile miniaturizzato in mano, puntato verso l'enorme alieno blu "diamo fiducia alle sensazioni di Julie..." <br />
"A meno che la bambina non riesca a parlargli nella testa, credo che continuerÃ² a consigliare al nostro taxi Klingon di guardarsi quel bel fondoschiena che si ritrova e di impallinare il selvaggio al primo movimento..." rimbrottÃ² il Tellarita poi, vedendo la Betazoide scuotere il capo, come a dire che non riusciva a trasmettere i propri pensieri all'alieno, aggiunse "bimba, smetti di cercare di entrare nella sua testa e dammi una mano ad entrare negli analizzatori di quest'affare! Prima capiremo cos'ha che non va e prima potremo dire al tomo blu di lasciarci in pace e di tornare a fare le pulci alle sue bestie volanti!"<br />
Ma il momento di stallo non durÃ² molto. <br />
Tara non ebbe difficoltÃ  a notare l'irrigidirsi dei muscoli dell'alieno e stava per sparare, quando un rumore profondo ed una potente vibrazione la fecero voltare verso un punto imprecisato dello scafo della grande astronave e, un istante dopo, dalla stessa direzione si levarono diversi volatili ed il grido di ancor piÃ¹ animali.<br />
L'alieno scattÃ² verso la propria lancia sorprendendo Tara,  che fu comunque lesta a voltarsi nuovamente per fronteggiarlo. In questo modo, perÃ², si trovÃ² del tutto impreparata quando un branco di felinoidi a sei zampe lunghi ognuno piÃ¹ di 4 metri eruppe nella radura, correndo a folle velocitÃ  verso di loro. <br />
La Mezza-Klingon fece partire d'istinto una scarica di phaser che abbattÃ© una delle bestie, facendo cadere anche le due immediatamente dietro, ma si attirÃ² contro le ire del branco che - con un rapidissimo scarto, le si lanciÃ² addosso. <br />
Per il Capo Operazioni sembrava giunta la fine - una fine accompagnata da urla ed insulti miniaturizzati - quando il grande alieno blu le si lanciÃ² contro sottraendola alla prima carica delle bestie a sei zampe e, dopo essersela caricata in spalla, si mise a correre rapidamente nella foresta. <br />
Le creature a sei zampe rimasero confuse da quell'intervento per appena una manciata di secondi, poi si lanciarono all'inseguimento, costringendo l'alieno ad effettuare una serie di lunghi balzi ed una sorta di arrampicata ad una mano che - con una facilitÃ  che aveva dell'incredibile visto che stava trasportando Tara sulle spalle - lo portarono a salire sempre piÃ¹ in alto su quegli strani alberi. <br />
"Non ti fermare!!!" gridÃ² l'ufficiale della Marconi da sopra la spalla blu, vedendo che anche diversi felinoidi a sei zampe si stavano arrampicando sugli alberi. Nonostante la posizione scomoda, la ragazza riuscÃ¬ a far partire una serie di colpi dalla propria arma, abbattendo una delle creature e facendone cadere un'altra. <br />
Con un colpo di reni, l'alieno si arrampicÃ² al livello superiore dell'albero e fischiÃ² a lungo, continuando a salire. Giunto finalmente in cima, perse appena un istante per osservare le bestie che li avevano quasi raggiunti e spiccÃ² un lungo balzo nel vuoto. <br />
Vedendo centinaia di metri di nulla spalancarsi sotto di loro, Tara lanciÃ² una imprecazione che probabilmente - se non fosse stato troppo impegnato ad impedire a Salen di cadere dalla tasca - avrebbe riempito di orgoglio il cuore del vecchio Rekon. <br />
Contrariamente alle aspettative della Mezza-Klingon, perÃ², lo Sto-Vo-Kor non li stava ancora reclamando: dal nulla, infatti, comparve uno di quegli strani uccelli a quattro ali che li accolse sulla loro groppa. Tara ebbe giusto il tempo di vedere l'alieno unire la propria treccia di capelli a quella dell'animale, prima che quest'ultimo accelerasse verso il cielo con una velocitÃ  tale da costringerla ad abbracciare con forza il braccio muscoloso che la sorreggeva e a chiudere gli occhi.<br />
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<br /><b>Nave aliena - isole galleggianti - 13/01/2395 - 06:35</b><br /> <br />
Quando il sibilo del vento nelle orecchie fu sovrastato dal suono di una massa d'acqua in movimento, Tara aprÃ¬ gli occhi e quel che vide le fece spalancare gli occhi "Per Khaless!"<br />
Quando i cinque ufficiali miniaturizzati si affacciarono dalla tasca in cui si erano rintanati, non poterono a loro volta trattenere esclamazioni di sorpresa di fronte a ciÃ² che si stagliava di fronte a loro: centinaia di piccole isole rocciose galleggiavano nel vuoto, circondate da una serie di cascate d'acqua che cadevano fino ad una certa altezza, per poi risalire in un movimento che diventava praticamente un circolo infinito.<br />
 <br />
"Oh cavolo...questo Ã©..." provÃ² a dire Julie, interrotta da Salen che - da bravo Vulcaniano - continuÃ² con un "Affascinante...pare che queste isole siano intrappolate nella zona di annullamento gravitazionale al centro dell'astronave..." <br />
"Affascinante i peli delle mie orecchie!" esclamÃ² Rekon, reggendosi alla spalla del dr. Kuwano, che non parve troppo felice della cosa "dove accidenti ci sta portando quel tizio? E perchÃ©?"<br />
Alla prima domanda l'alieno rispose dirigendo il grande uccello verso una delle rocce sospese, una piccola palla di roccia ricoperta di erba e lambita da uno degli anelli d'acqua. Con una manovra precisa l'uccello atterrÃ² sulla parte inferiore della roccia, mostrando che anch'essa era soggetta alla gravitÃ . <br />
"Sempre piÃ¹ affascinante..." commentÃ² Salen, mentre l'alieno poggiava delicatamente a terra Tara, prima di scendere a sua volta dalla groppa dell'animale, che anzichÃ© volare via si acquattÃ² con la testa sotto una delle grandi ali. <br />
"E adesso?" domandÃ² Julie, mentre l'alieno spariva in una specie di grotta naturale scavata nella roccia.<br />
"Adesso mi dai una mano con questo affare..." ribattÃ© Rekon, attirando l'attenzione della Betazoide sul Tricorder e sul comunicatore sui quali aveva ricominciato a lavorare "dobbiamo ancora capire perchÃ© non traduce quella che dovrebbe essere una sintassi primitiva...e ci servirÃ  saperlo se vogliamo un passaggio per tornare a casa..."<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio Alieno - 13/01/2395 - 06:20</b><br /> <br />
Dopo aver parlato per molti minuti senza che si capisse una singola parola, il vecchio indicÃ² a Resed l'apertura della grotta, invitandolo cosÃ¬ implicitamente a seguirlo. <br />
Impanicato, il Boliano iniziÃ² a balbettare che lui era solo un ingegnere e non ne sapeva nulla di Primi Contatti ma, nonostante l'etÃ  avanzata, l'alieno doveva essere molto forte perchÃ© riuscÃ¬ a trascinarlo di diversi metri, prima che qualcuno intervenisse.<br />
Gli uomini della Sicurezza si alzarono per intervenire, ma con un guizzo di comando che non si aspettava di avere, Chuck si alzÃ² e disse "Fermi!" quindi, avvicinandosi all'alieno, aggiunse "sono il Tenente Charles Wyandot e comando questi uomini. Se deve dire qualcosa a qualcuno di loro, parli con me!"<br />
L'Alieno fissÃ² per parecchi secondi il giovane Umano che - dopo l'impeto del momento - si ritrovÃ² con le gambe tremanti a sostenere quegli occhi gialli. Quando il vecchio fece una specie di cenno d'assenso e lasciÃ² Resed, Chuck tirÃ² un sospiro di sollievo e lo seguÃ¬ all'esterno.<br />
Camminarono per parecchi minuti attraversando un villaggio popolato di centinaia di alieni di ogni etÃ  e, alla fine, giunsero al cospetto di un immenso albero dalle radici che pulsavano di energia.<br />
L'Alieno si sedette tra le radici e, con un cenno del capo, invitÃ² il giovane ufficiale della Marconi a fare altrettanto. Con un po' di esitazione, Chuck obbedÃ¬.<br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Isola Fluttuante 13/01/2395 - 06:50</b><br /> <br />
Tara aveva fatto due volte il giro dell'isolotto fluttuante ma, a parte l'ebrezza di camminare a testa ingiÃ¹ e di bere da una cascata circolare, non c'era molto da scoprire o da cui guardarsi. <br />
Le comunicazioni con la Marconi erano completamente saltate giÃ  da un po' ma Rekon era troppo impegnato a litigare col Dottor Kuwano e - si sperava - ad aiutare Julie nella ricalibrazione dei sensori di analisi del traduttore universale per occuparsi anche di quello. <br />
Dal, che si era arrampicato nuovamente fino alla tasca della parte superiore della divisa offrendosi di fare la guardia con lei, le aveva riferito che i due pensavano che il problema potesse essere legato al fatto che parte del linguaggio di quelle creature fosse a frequenze molto al di sotto o al di sopra del normale spettro di analisi, ma a parte questo non aveva piÃ¹ avuto aggiornamenti di alcun tipo. <br />
"Sono preoccupato..." disse il Mezzo-Cardassiano, dopo aver lavorato per un po' col tricorder "non riesco a superare le interferenze che ci isolano dalla Marconi, ma quando ho provato a parlarne a Rekon mi ha mandato al diavolo dicendomi di ricalibrare il segnale...come se potessi farlo senza gli strumenti adeguati..."<br />
"Lascia stare, credo sia solo un po' su di giri..." minimizzÃ² la Mezza Klingon, interrompendosi perÃ² quando l'alieno tornÃ². <br />
La donna si voltÃ², questa volta senza puntargli l'arma contro, e l'alieno disse "I miei saluti, Molte-Voci...io sono Klan, ma la mia gente si riferisce a me come l'Esiliato..."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <pubDate>Thu, 16 Apr 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-08 Testa che Parla</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 06:51</b><br /> <br />
La battaglia era ormai finita...<br />
Lo stato d'animo del Capitano Shran era ancora adrenalinico e bellicoso.<br />
Lo schermo tattico principale e tutti i visori ancora funzionanti gli restituivano immagini similari: rottami di vario genere fluttuavano ovunque nello spazio innanzi alla Marconi prima di schiantarsi contro la gigantesca nave aliena che ora appariva nuovamente sonnacchiosa.<br />
I sensori, seppur con molta approssimazione dato lo stato in cui si trovavano, comunicavano che solo un paio delle navi che avevano sferrato l'attacco erano riuscite a portarsi fuori dalla furia dello scontro e volavano rapidamente a rintanarsi all'interno della nebulosa.<br />
Una parte del suo io piÃ¹ profondo voleva urlare di gioia... una gioia guerriera, ancestrale, violenta... aumentata a dismisura dalla doppia consapevolezza di aver messo in rotta il nemico e di esserne uscito vincitore... lui assieme alla sua nave... uno contro tanti...  <br />
Avrebbe voluto vedere la faccia di Tylca... e sfidarlo a fare di meglio... trasmettergli il terrore nel dover a breve affrontare non piÃ¹ solo un andoriano, ma un'intera nave della Guardia Imperiale di Andoria... avrebbe voluto vedere il sangue gelarsi nelle vene del suo nemico. <br />
Certo, il merito non era stato essenzialmente il suo, ma era la sua nave, i suoi uomini e lui ne era il loro orgoglioso capitano.<br />
Seguendo il flusso dei suoi pensieri, Shran si accorse che avrebbero meritato un suo segno d'approvazione e seppur a malincuore si staccÃ² dalla sua estasiata visione del campo di battaglia per intraprendere un breve giro visivo in Plancia.<br />
I volti che incontrava avevano varie espressioni: sbalordimento, incredulitÃ , rabbia, contentezza, spossatezza...<br />
Gli apparivano quasi immobili, come se quell'attimo fosse stato rallentato e trasformato in interminabili secondi, permettendo a ciascuno di dar sfogo alle proprie emozioni.<br />
Shran era orgoglioso di loro, sia di quelli ancora ai loro posti sia di quelli che non avevano retto o che erano stati feriti. <br />
Poteva quasi percepire, in accordo col suo respiro, il battito accelerato dei mille rumori della Marconi... come se il cuore metallico della sua nave volesse tranquillizzarlo e renderlo partecipe che era sopravvissuta.<br />
In un moto quasi paterno, stava per riprendersi da quel suo stato di trance d'esaltazione post battaglia ed impartire gli ordini necessari per mettere in sicurezza la nave ed i suoi uomini, quando incrociÃ² due occhi marroni che brillavano di furia guerriera. <br />
In quello sguardo, Shran poteva intravedere la stessa adrenalina che sentiva attraversagli ogni membra del suo corpo, ma c'era di piÃ¹... una calma glaciale per una Klingon... se la nave era salva era merito del suo piÃ¹ recente acquisto nel corpo ufficiali...<br />
RipensÃ² alla scarica di missili partiti dalla gigantesca nave generazionale...<br />
Aveva appena ordinato massima potenza agli scudi di poppa... <br />
Si rivide aggrappato alla consolle di navigazione, ben piantato sugli arti inferiori, pronto all'impatto... <br />
Mentre stava aspettando l'inevitabile, era successo l'impensabile: aveva ricevuto un ordine!<br />
Lui il Capitano! <br />
Si era seduto al consolle di Chuck, ma mai si sarebbe aspettato che gli venisse detto di intraprendere una manovra evasiva sincronizzata a comando... <br />
La sua responsabile tattica aveva manualmente agganciato ed abbattuto due navi aliene coi phaser ventrali, mentre caricava e faceva fuoco posteriormente con siluri settati su frammentazione per generare il caos fra le unitÃ  nemiche. <br />
DopodichÃ© il Tenente Durani non aveva chiesto la sua approvazione, ma aveva con naturalezza ordinato con un ruggito di intraprendere una manovra evasiva di tipo Herbst...<br />
La preparazione di Shran aveva risposto presente alla richiesta non lasciandogli nemmeno il tempo di pensare... <br />
Aveva lanciato la Marconi al massimo possibile concesso dai motori in una corsa in avanti inclinandosi verso il basso nello spazio appena liberato dall'attacco portato da Durani, per poi sfruttare un'ipotetica ed improvvisa corrente ascensionale, allontanandosi dal luogo di esplosione dei missili che mancando l'obiettivo primario si dispersero alla ricerca delle navi aliene centrandole con inaspettata accuratezza data l'obsolescenza della nave generazionale. <br />
Al segnale dell'Ufficiale Tattico, Shran aveva fatto virare la Marconi di 180Â° gradi e lÃ¬ era iniziato il massacro... le navi aliene superstiti, ancora in piena confusione, si erano viste occupare la via di fuga dal ritorno della nave federale. Prima ancora di poter riorganizzarsi, erano state agganciate ed abbattute con implacabile precisione mentre in plancia risuonava la voce di Durani che cantava vecchie canzoni del suo popolo.<br />
 <br />
* Gran bella mossa *<br />
 <br />
Fra i due bastÃ² uno sguardo per capirsi e comunicare... <br />
DopodichÃ© Durani si focalizzÃ² nuovamente sui sistemi difensivi della nave, mentre Shran chiese un rapporto alla sala macchine. <br />
=^= Qui Seville... abbiamo difficoltÃ  su quasi tutti i ponti... uno degli impianti di sostentamento vitale Ã¨ compromesso, i malfunzionamenti che giÃ  avevano sui sistemi energetici secondari si sono aggravati, dovremmo togliere energia da tutto ciÃ² che non Ã¨ strettamente necessario per ripristinare la piena efficienza degli scudi, abbiamo piccole falle nello scafo ma niente di considerevole, alcune sale teletrasporto sono compromesse, dovremmo riuscire a mantenere attive solo quelle di emergenza, per non parlare dei sensori a lungo raggio i cui apparati si sono fusi come fonduta e ci vorrÃ  un po' per ripristinarli, dovremmo viaggiare con quelli passivi a breve raggio... nessun problema coi motori sebbene non credo al momento di avere abbastanza potenza da viaggiare a curvatura a livelli accettabili ed in sicurezza e... =^=<br />
=^= Basta cosÃ¬ signor Seville, non perdiamo tempo inutilmente... faccia il possibile, non so quanto tempo ci daranno prima di tentare un altro assalto. I suoi uomini hanno bisogno di lei Tenente... vada pure! =^= <br />
Shran chiuse la comunicazione stizzito... <br />
Stava per chiedere un rapporto alla Mc Gregor in infermeria quando fu interrotto da un semplice gesto con la mano del Consigliere lo invitava a guardare in direzione della nebulosa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Nemica Zama - Contemporaneamente</b><br /> <br />
Il Primo Guardiano si era seduto sul suo alto scranno. Aveva momentaneamente dismesso il suo incarico di Capitano della Zama per assumere l'alto compito di giudice supremo. <br />
L'atmosfera in Plancia era tetra... tutti sapevano come sarebbe finita... ma bisognava rispettare un protocollo vecchio di secoli.<br />
La Prima Esecutrice aveva il compito di illustrare gli ordini della missione, l'esito della stessa e le unitÃ  che erano state incaricate di portarla a termine...<br />
"La nave Alfa-Cinque Ã¨ stata danneggiata e si Ã¨ schiantata contro l'Isola dei Distruttori"<br />
"Alfa-Dieci ha assunto il comando di entrambe le Ali."<br />
"Il grosso delle nostre unitÃ  Ã¨ stato abbattuto dai missili dei Distruttori" <br />
"Alfa-Dieci Ã¨ stata danneggiata e si Ã¨ ritirata dallo scontro scortata da Gamma-Cinque"<br />
"Le unitÃ  rimaste senza guida sono state abbattute dal vascello a noi noto come USS Marconi"<br />
"I Purificatori delle Ali Cinque e Dieci hanno fallito"<br />
La voce della Prima Esecutrice era neutra ma dispiacere e rabbia covavano nel suo io piÃ¹ profondo. Sapeva quello che sarebbe successo. Tylca non poteva esimersi dal procedere.<br />
Il Primo Guardiano non si scompose esteriormente, il viso duro come una bianchissima e candida roccia di Adesto rimase quasi immobile... gli occhi fissi davanti a sÃ© brillavano ma la voce giunse come da lontano ed emise la sentenza. <br />
"Abbattete i codardi. Hanno fallito! Sono diventati Impuri come le bestie che stiamo cercando di estirpare... che gli grandi Dei possano infliggere loro il giusto castigo"<br />
L'ordine del Primo Guardiano era chiaro. <br />
Due missili partirono dalla nebulosa.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Isola Fluttuante - Contemporaneamente</b><br /> <br />
Tara era stupefatta... quell'essere interloquiva senza bisogno del traduttore. <br />
"Salute a te Klan, il mio nome Ã¨ Tara e vengo in pace" <br />
L'alieno sorrise posando lo sguardo sull'arma della klingon, ma poi scrollÃ² le spalle accarezzandosi la schiena con la lunga coda. <br />
"Molte-Voci tu dici di venire... ma da dove? Unico posto Ã¨ Grande Montagna di Caverne di Pietra Dura... Testa che Parla diceva che sarebbe arrivato... ma Testa che Parla dice tante cose... lui insegnato me questa lingua ma io non credo lui sempre sincero... chi parlare tante lingualitÃ  non puÃ² essere bravo" <br />
Tara ripensÃ² alla caverna in cui si sono trovati oltrepassato il grande portone blindato ed assentÃ¬ <br />
"Si vengo dalla Grande Montagna... ma non da sola. I miei amici sono stati catturati dal tuo popolo, prima di poter spiegare loro che siamo venuti qua per aiutarvi" <br />
"Molte-Voci mia gente non vuole aiuto... Dovete tornare su Grande Montagna... o loro uccide voi... Loro vivono senza guardare. Guardano senza vedere... io diverso... io andato in posti proibiti ed io Esiliato" <br />
"Quali posti proibiti?" <br />
"LaggiÃ¹ dove sorge Aryes il Sole... io andato lÃ . LÃ  trovato Testa che Parla e Gente di Ghiaccio e Grande Clack-Clock". <br />
Rekon sbuffava dentro la tasca, camminando avanti ed indietro, e solo l'intervento di Julie lo convinse ad imprecare sottovoce. <br />
"Bambina questo ci sta facendo perdere tempo con le favole della buona notte... Se non ci sbrighiamo questa dannata nave ci esplode in testa... e loro fanno amicizia... perchÃ© non la invita pure a cena? Ci sarÃ  qualche bacca succulenta in giro da condividere con tutti questi amici immaginari... ci siamo trovati il matto della compagnia. Per tutti i peli delle mie orecchie..."<br />
Un leggero tocco dato alla tasca, fece ruzzolare tutti rovinosamente... Rekon finÃ¬ a gambe all'aria trascinandosi tutti dietro e finendo per cadere sul medico giapponese.<br />
"Che tu sia dannata, Tara! Ammazzaci cosÃ¬ puoi flirtare tranquilla" <br />
La klingon cercÃ² di ignorare gli schiamazzi e aumentÃ² il tono di voce <br />
"Klan tu puoi portarmi da Testa che Parla? Il tuo mondo Ã¨ in pericolo" <br />
"Molte-Voci io potere... ma tu perchÃ© vuole salvare noi?" <br />
"PerchÃ© salvando il tuo mondo, io ed i miei amici potremo forse trovare il modo di tornare a casa" <br />
"Casa... a me mancare mia casa... mia moglie... miei bambini... ma io Esiliato... io vergogna per loro... io aiuta te, ma tu aiuta me dopo... parla con mia gente" <br />
"Va bene Klan" <br />
L'alieno si ritenne soddisfatto, emise un lunghissimo fischio in attesa del suo compagno alato.<br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Nave Aliena - Poppavia - 13 gennaio 2395 - Ore 7.25</b><br /> <br />
Tara fu issata da Klan davanti a sÃ© subito dietro al collo della bestia alata... era una posizione fantastica per osservare l'ecosistema e la klingon era emozionata dallo splendore di quel posto. <br />
Di tutt'altro stato d'animo invece erano gli occupanti della tasca... venivano sballottati a destra e sinistra, sopra e sotto, in un continuo rollio... con conseguenti imprecazioni colorite sia di Kuwano sia di Rekon. <br />
L'animale iniziÃ² a planare verso una grande struttura verticale a pianta rettangolare... coperta di piante rampicanti... con alcune tettoie come piccoli nidi... Klan indirizzÃ² il volo del suo compagno verso uno di questi e con un unico balzo slegÃ² i propri capelli da quelli dell'animale e fluidamente si buttÃ² all'interno trascinandosi dietro Tara, mentre appesi fuori dalla tasca tutti si reggevano a Rekon che era riuscito ad afferrare un filo di tessuto e a tenersi stretto all'uniforme della Keane. <br />
La struttura era evidentemente artificiale... c'erano portelloni, aree stagne, impianti di ricircolo aria, tutto obsoleto ma sicuramente quella era l'area di controllo della nave.  Bisognava solo trovare la sala macchine e cercare di capirci qualcosa. <br />
Klan condusse Tara in un dedalo di corridoi, ove robot dall'aria vetusta svolgevano semplici mansioni ripetitive. <br />
Salirono molte rampe di scale fino a giungere in una grande sala... in fondo ad essa c'era una parete a specchio che brillava di un colore fluorescente che variava dall'azzurrino al verde. <br />
=^= Klan finalmente... temevo ti fossi dimenticato di me... Ã¨ cosÃ¬ noioso annoiarsi da solo... Sono secoli che leggo le stesse cose, che parlo ma nessuno mai mi ascoltava prima di te... =^= <br />
L'alieno si avvicinÃ² a Tara sovrastandola e cercÃ² di parlare a piÃ¹ bassa voce possibile... <br />
"Testa che Parla non tace mai..." <br />
=^= Quante volte te l'ho detto di non chiamarmi Testa che Parla... non Ã¨ colpa mia se senza manutenzione questo supporto si Ã¨ consumato... io sono H5T67 traduttore olografico di ultima generazione... conosco centinaia di culture e... ma poi con chi parli? Hai finalmente portato qui tua moglie? =^= <br />
"No... ho portato Molte-Voci" <br />
=^= Molte-Voci? Ma chi diavolo... =^= <br />
Tara si portÃ² alla fioca luce permettendo ad H5T67 di vedere pienamente <br />
=^= Una Klingon? Che scoperta interessante... e deludente allo stesso tempo... Mi aspettavo una specie maggiormente evoluta rispetto a divoratori di Pipius e Targh =^= <br />
"Conosci la mia gente H5T67?" <br />
=^= Wow sa pure parlare... non grugnite piÃ¹ come cinghiali prima di azzuffarvi per nulla? Illuminante questo incontro, peccato sia inutile per la salvezza di questa meraviglia =^= <br />
"Mi chiamo Tara Keane, sono per metÃ  Klingon e metÃ  Umana... appartengo alla Federazione dei Pianeti Uniti... siamo qui per offrire assistenza in seguito ad una richiesta di aiuto computerizzato che abbiamo ricevuto ma che non siamo riusciti a tradurre pienamente" <br />
=^= E' ovvio... una klingon che ne puÃ² capire di certe cose... ma che mi dovevo aspettare... io ho una conoscenza basilare dell'intero universo e di tutto ciÃ² che contiene... voi non sapete nulla che non sia guerra e cibo immondo =^= <br />
"H5T67 dovresti sapere cos'Ã¨ la Federazione dei Pianeti Uniti e iniziare a trattare un ufficiale della sua Flotta in maniera piÃ¹ consona" <br />
=^= Non so di che parli... =^= <br />
"Come no? E la tua immensa conoscenza?" <br />
=^= Ho una conoscenza basilare di tutto ciÃ² che Ã¨ IMPORTANTE nell'universo... Evidentemente la tua Federazione non lo Ã¨ =^= <br />
"Klan stiamo perdendo tempo qua... portami dalla Gente di Ghiaccio e dal Grande Clack-Clock" <br />
=^= Se non conosci la storia di questa nave generazionale non puoi pretendere di pensare di togliere dall'ibernazione l'equipaggio e mettere le tue mani pelose sui sistemi motori =^= <br />
"Non ho piÃ¹ tempo da perdere H5T67... fra poche ore questa nave imploderÃ  se non facciamo qualcosa... non esisterÃ  piÃ¹ nulla... nÃ© te nÃ© io nÃ© Klan e la sua famiglia nÃ© il suo popolo nÃ© i miei compagni".<br />
=^= Lo so, altrimenti non avrei inviato la richiesta di soccorso... non trovi? Nonostante io dubiti fortemente che la tua mente geniale sia in grado di fare qualcosa per ovviare a tutto ciÃ², ti racconterÃ² velocemente la storia mentre ti dirigi al piano superiore... in plancia! <br />
Devi sapere che un tempo esistevano due pianeti gemelli... il bianco e roccioso Adesto ed il boscoso Allesto... ci vivevano due specie tecnologicamente molto avanzate... sicuramente molto piÃ¹ dei Klingon - non che ci voglia molto dopotutto  - che vivevano in pace ed armonia... ma rigorosamente separate fra loro... gli Abitanti di Adesto infatti avevano leggi molto severe che vietavano ogni forma di contaminazione razziale. Non erano tollerati amori fra i due popoli.<br />
Ma si sa a furia di proibirlo, l'amore trovÃ² ugualmente la propria strada... ed una giovane donna di Adesto si innamorÃ² di un uomo di Allesto... rimase incinta... <br />
Il tempo di gravidanza per quei popoli era molto lungo... piÃ¹ di due anni... <br />
E fu in quel periodo che comparve... un enorme asteroide che minacciava di distruggere entrambi i pianeti. <br />
Il popolo di Allesto costruÃ¬ questa nave, che chiamÃ² l'Isola. <br />
Quello di Adesto creÃ² Zama, una nave piÃ¹ piccola ma dotata di un sistema difensivo in grado di generare una nebulosa impenetrabile. <br />
Circa due mesi prima che l'asteroide entrasse nel sistema dei due pianeti gemelli, i parenti della giovane scoprirono che era incinta... Adesto dichiarÃ² che la possibile distruzione del loro mondo era colpa di quell'unione e dichiarÃ² guerra ai "Distruttori" di Allesto... <br />
L'attacco fu fulmineo ed imponente: flotte di navi attaccarono e distrussero qualunque cosa... il popolo di Allesto, prima di soccombere, riuscÃ¬ ad far imbarcare sulla nave generazionale la giovane coppia assieme a poche altre e a far partire la nave. <br />
Mentre l'Isola stava entrando in curvatura, fu raggiunta dalle navi nemiche... riuscimmo a fuggire ma perdemmo l'anello superiore... ci fu perdita di ossigeno e l'equipaggio intero fu sottoposto a processo di stasi criogenica di emergenza... Si auto ibernarono. <br />
I robot svolsero la loro funzione e la nave fu riparata, ma nessuno era in grado di riportare l'equipaggio fuori dall'ibernazione.<br />
Fu dopo qualche mese che scoprii che la donna di Adesto aveva dato alla luce una bambina... e che non era stata ibernata perchÃ© portata in salvo da un piccolo essere umanoide dalla folta criniera e dalla lunga coda... molto simile al popolo di Allesto, ma tecnologicamente molto arretrato...<br />
 <br />
Dalla loro unione nacque la specie da cui discende Klan, che gli abitanti di Adesto chiamano gli Impuri e che vogliono distruggere piÃ¹ di ogni altra cosa. Nessun segno della contaminazione razziale deve per loro sopravvivere. =^=<br />
<JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <pubDate>Tue, 05 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-09 La Cavalleria</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente JG Charles &quot;Chuck&quot; Wyandot<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13 gennaio 2395 - Ore 8.06</b><br /><br />
"Arrivano!" commentÃ² Durani dalla console tattica. La sua voce era soddisfatta, come se avesse calcolato al secondo il momento in cui il nemico avrebbe di nuovo fatto la sua comparsa e il suo calcolo fosse stato perfetto.<br />
<br />
Dal confuso baluginio della nebulosa, due ali d'attacco si dispiegarono in perfetta simmetria. I veicoli, neri e lucidi come sfaccettati scarafaggi, sembrarono posizionarsi in una formazione che aveva un qualcosa di rituale. Per la prima volta gli scafi furono solcati da venature rosse brillanti simili a neon che ne disegnavano le forme rendendoli al contempo affascinanti e inquietanti.<br />
Dietro di loro, la nebulosa artificiale fu annullata ritirandosi velocemente verso il centro come se fosse aspirata da un potente aspirapolvere. Nel buio di quello spazio punteggiato di stelle, per la prima volta l'equipaggio federale potÃ© vedere la potente ammiraglia nemica, un incubo di torri e lame neri come l'ebano e solcate dalle venature luminose rosso sangue.<br />
Di fianco all'ammiraglia, grande quasi il doppio della Marconi, due incrociatori con le stesse caratteristiche della nave madre, si stagliavano silenziosi vomitando navette da combattimento come se fossero due formicai pronti alla battaglia.<br />
"Impressionante..." commentÃ² Shran dalla sua poltrona "Hanno deciso di fare sul serio! Tenente Durani, visto il nostro stato, come vede la situazione?"<br />
"Oggi Ã¨ un buon giorno per morire!" si limitÃ² a commentare la klingon.<br />
"GiÃ , proprio come pensavo io..." nonostante la tragicitÃ  della situazione, Shran si ritrovÃ² a sorridere.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Noi veniamo da molto lontano!" tentÃ² Resed con un tono di voce troppo alto gesticolando all'indirizzo di un fantomatico luogo posto chissÃ  dove.<br />
Nonostante Charles fosse riuscito a convincere l'anziano alieno che era lui al comando, questi continuava comunque a guardare il guardiamarina boliano come se la colorazione della sua pelle fosse un legame a cui agganciarsi per capire questi esseri venuti dalle montagne.<br />
"Smettila di urlare Resed, sono alieni non sordi. Ecco qui, proviamo adesso." commentÃ² rimontando il traduttore miniaturizzato nel badge della divisa. "Signore, riesce a capirmi?"<br />
Il vecchio si limitÃ² a piegare la testa di lato come un canarino, evidentemente le capacitÃ  tecniche del tenente non eguagliavano quelle di guida.<br />
"Dobbiamo farci liberare, se non arriviamo al motore, questa nave si trasformerÃ  in una palla di fuoco!"<br />
"Come se non lo sapessi! Che ci facciamo noi qui? Non abbiamo l'esperienza per uscirne fuori... anche se riuscissimo a fuggire ci ritroverebbero in pochi minuti e comunque le montagne sono troppo lontane."<br />
"Potremmo rubare qualcuno di quei volatili! Gira voce che sai far volare qualsiasi cosa..."<br />
"La parola chiave Ã¨ appunto 'cosa'. Un grosso uccello imparentato con rettile non rientra nella categoria veicoli..."<br />
I due tornarono a guardare il vecchio che sorrise di rimando mostrando un paio di zanne di tutto rispetto.<br />
"Tenente, io avrei un'idea..." bisbigliÃ² il boliano.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Poppavia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"All'esterno la nostra nave sta cercando di proteggere l'Arca dall'attacco degli Adesto, ma se non facciamo qualcosa per quei motori sarÃ  tutto inutile" commentÃ² Tara quando la voce del computer di bordo terminÃ² di narrare gli assurdi eventi.<br />
=^=Non ti aspetterai che permetta ad una klingon di mettere le mani sui miei motori vero? Voi barbari non sapreste riconoscere un motore da un targ!=^= rispose la voce con quel suo consueto tono saccente.<br />
=^=Brutta razza di...=^= una serie di improperi proveniente dal comunicatore di Tara tagliÃ² l'aria come un fulmine in una notte d'estate. La voce baritonale di Rekon iniziÃ² una dotta disquisizione sulle possibili parentele della IA, solo l'intervento di Dal evitÃ² che il tellarite si catapultasse fuori dal taschino della mezza klingon andando incontro ad una morte certa.<br />
=^=Sei contenta di vedermi o hai un tellarite in tasca?=^= chiese la IA dopo un attimo di raggelato stupore.<br />
"Cosa Ã¨ un 'figlio di una madre nubile'?" chiese innocentemente Klan che si era perso il significato degli improperi.<br />
<br />
Tara si portÃ² le mani al volto sconsolata.<br />
"Diamoci una calmata tutti... H5T67, ascolta. Sono passati moltissimi anni da quando sei stato progettato, ti posso assicurare che la nostra tecnologia adesso Ã¨ molto piÃ¹ avanzata di quello che credi. Non sono nemmeno totalmente klingon, solo per metÃ  e l'altra metÃ  Ã¨ umana. I nostri sensori ci hanno permesso di trovare i guasti e sappiamo che se non interveniamo subito moriremo tutti... vuoi fare qualcosa o no?"<br />
=^=PerÃ² hai un tellarite in tasca...=^=<br />
Tara estrasse delicatamente i compagni dalla tasca. Tutti insieme stavano comodamente sul palmo della sua mano.<br />
=^=Il signor Rekon Ã¨ riuscito a potenziare il segnale dei nostri comunicatori e collegarli al tuo. Adesso almeno possiamo comunicare senza sgolarci.=^= La voce di Dal era perfettamente udibile. Tara si sentÃ¬ un po' sollevata, la difficoltÃ  di comunicare con i compagni iniziava a farla sentire sola.<br />
"Tutto bene?" chiese Tara portando la mano al volto per guardare meglio gli amici.<br />
=^=Un po' sballottati ma tutto bene.=^= rispose Dal<br />
=^=Questo lo dite voi...=^= borbottÃ² Kuwano strappando di mano il comunicatore costruito da Rekon usando i badge della squadra =^=I nostri segni vitali sono stabili per il momento, ma la cosa non durerÃ . <br />
Secondo me e Julie la nostra struttura molecolare non puÃ² reggere ancora per molto.=^=<br />
"Cosa pensate che potrebbe succedere?"<br />
=^=Ci sono due possibilitÃ , una remota e una probabile: la nostra struttura molecolare tornerÃ  da sola allo stato naturale e noi riprenderemo la nostra statura o la struttura molecolare andrÃ  in pezzi e noi ci trasformeremo in un liquame biologico... indovina quale delle due Ã¨ la probabile?=^=<br />
"Quanto tempo abbiamo? E c'Ã¨ una cura?"<br />
=^=Non ho idea del tempo a nostra disposizione prima di trasformarci in brodo, ma secondo noi per tornare allo stato naturale basta semplicemente un teletrasporto. I buffer di memoria delle sale teletrasporto hanno i nostri dati biomolecolari, con qualche accorgimento dovremmo poter ricreare la nostra struttura fisica reale.=^=<br />
"Signor Rekon, cosa le serve per aggiustare l'arca?"<br />
=^=Normalmente direi un paio di mani in piÃ¹, ma in questo stato almeno una squadra di ingegneri...=^=<br />
"Nell'ultima squadra di sbarco c'erano Resed con altri tre ingegneri, ma sono stati catturati."<br />
=^=Portare quel ragazzo qui Ã¨ stato come lasciare un bambino libero di scarrozzare in un'acciaieria!=^=<br />
=^=Resed Ã¨ in gamba vedrai che ce la puÃ² fare...=^= commentÃ² Julie cercando di tranquillizzare il ruvido ma apprensivo tellarite che rispose con uno sbuffo.<br />
"Dottor Kuwano, se anche riuscissimo a liberare l'equipaggio dalla stasi, pensa che si riprenderebbero abbastanza in fretta da aiutarci nelle riparazioni?"<br />
=^=Ne dubito. Anche se tutto fosse apposto e l'equipaggio si svegliasse tranquillamente ci vorrebbero alcune ore prima renderli operativi...=^=<br />
"H5T67... hai preso una decisione? Se non vuoi che salviamo quello che rimane della razza Allesto noi possiamo anche andarcene. Fuori di qui la nostra nave Ã¨ in pericolo per voi!"<br />
=^=Immagino che non si possa fare altrimenti... certo che lasciare la situazione in mano ad una klingon e una squadra di formiche...=^=<br />
"Cos'Ã¨ 'vaffanculo'?" chiese di nuovo Klan<br />
"Rekon per favore... allora l'unica cosa da fare Ã¨ metterci in comunicazione con la squadra, poi..." Tara iniziÃ² a spiegare.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - 13 gennaio 2395 - Ore 9.36</b><br /><br />
"Piglialo? Era questo il tuo piano? Piglialo!?" borbottÃ² Charles cercando di liberarsi dai lacci di cuoio che lo bloccavano alla struttura.<br />
"LÃ¬ per lÃ¬ mi pareva una buona idea... se riuscivamo a bloccare quel vecchio potevamo usarlo per liberare gli altri" anche Resed e il resto della squadra erano stati legati ad una sorta di struttura fatta d'ossa, solo che il boliano era a testa in giÃ¹ come se gli Allesto avessero voluto punirlo per aver infranto qualche taboo. <br />
"Come potevo immaginare che quel vecchietto fosse cintura nera di qualche loro strana arte marziale?"<br />
"Non Ã¨ lui ad essere bravo, siamo noi che siamo incapaci..." in effetti Resed non era nemmeno riuscito ad arrivare al vecchio. L'azione a sorpresa era terminata con il boliano che inciampava in una roccia e cadeva rovinosamente ai piedi dell'anziano, ma il tentativo era stato palese e nonostante le suppliche del giovane timoniere, l'intera squadra era stata portata fuori dalla caverna e legata.<br />
=^=Tara a Tenente Wyandot.=^=<br />
"Comandante!" la voce del giovane era rotta dalla felicitÃ .<br />
=^=Com'Ã¨ la situazione?=^=<br />
"Tutto bene signore!" rispose Resed facendo poi un sorrisetto imbarazzato all'indirizzo del resto degli uomini legati.<br />
"Non proprio del tutto bene. In questo momento siamo legati, ma non sembrano volerci fare del male..."<br />
=^=Adesso comunicheremo con loro... voi state pronti. Se tutto va bene vi porteranno qui da noi.=^=<br />
Una voce maschile iniziÃ² ad uscire dal comunicatore. Il vecchio capo tribÃ¹ ne rimase sorpreso ma, dopo un po' di titubanza, rispose alla voce iniziando ad intavolare una discussione.<br />
"Come sarebbe a dire: se tutto va bene?" bisbigliÃ² Resed<br />
"Stai zitto!" gli rispose di rimando Chuck.<br />
<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Signore, comunicazione in arrivo dall'ammiraglia nemica"<br />
Shran si alzÃ² sistemandosi la divisa e unÃ¬ le mani dietro la schiena, poi fece un cenno all'addetto alle comunicazioni.<br />
Sul monitor centrale apparve il volto animalesco del loro avversario. Le luci rossastre della plancia lo rendevano una creatura infernale pieno di odio e furia.<br />
=^=Impuri! Io sono il Primo Guardiano Tylca. Vi siete dimostrati degni avversari ma la vostra stessa esistenza Ã¨ un insulto. Da quando otto secoli fa la prima flotta fu imbarcata per adempiere alla sacra crociata di purificazione, ci siamo imbattuti in molti popoli che si sono dimostrati frutto di incroci fra razze. <br />
Lo spazio sembra solo un ricettacolo di esseri infetti che si riproducono come klosa delle fogne. Ben pochi hanno mantenuto la loro purezza unendosi ad un credo assurdo secondo il quale infinite diversitÃ  rendono migliori. Nessuno di loro capisce che infettare il proprio patrimonio genetico rende solo piÃ¹ deboli...=^=<br />
"Mi permetta di dissentire Primo Guardiano." si intromise Shran per bloccare la filippica "Lei stesso ha detto che ci siamo dimostrati degni avversari. E' proprio le nostre infinite diversitÃ  che ci hanno resi cosÃ¬ forti: i vulcaniani con la loro logica, i tellariti con la loro testardaggine, gli andoriani con la loro risolutezza, gli umani con la loro adattabilitÃ . Noi tutti eravamo in guerra una volta, ma ci siamo spinti oltre, abbiamo abbracciato le nostre differenze e le nostre debolezze rendendole una forza."<br />
=^=Le stesse parole le abbiamo sentite in passato e come sempre si sono dimostrate parole vanagloriose. <br />
Tutti coloro che professavano una tale blasfemia sono stati purificati! Come loro, anche voi subirete il nostro castigo e, una volta distrutta l'Arca dei nostri nemici, per impedire loro di espandere il loro seme nella galassia, ci occuperemo anche di quella che voi chiamate Federazione! Una nuova crociata inizierÃ  al termine di questa, una crociata che spazzerÃ  via le razze che tanto hai elogiato: vulcaniani, andoriani e umani saranno...=^=<br />
=^=Se permette mia moglie Ã¨ umana e io ci tengo particolarmente a lei! Ehi Shran serve aiuto?=^=<br />
"Capitano navi in arrivo dalla curvatura! E' la terza flotta andoriana!" la voce dell'addetto alle comunicazioni era quasi isterica dal sollievo.<br />
Quattro navi da guerra apparvero dal sub-spazio come sassi scagliati da un fionda, posizionandosi in formazione a ventaglio davanti ad una Marconi ormai allo stremo.<br />
"Proprio lui doveva arrivare!" borbottÃ² sconsolato Shran pur emettendo un sospiro di sollievo. "Nhial Ã¨ un piacere sentire la tua voce, anche se avrei preferito incontrarti in un momento migliore"<br />
=^=Si immagino. Come sempre il clan Tool al salvataggio del Clan Mira!=^= Shran sollevÃ² gli occhi al cielo esasperato.<br />
<br />
"Capitano le navi nemiche hanno lanciato una salva di missili! E due navette da sbarco hanno eluso i nostri sensori, sembra che l'away team avrÃ  presto delle visite!"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente JG Charles &amp;quot;Chuck&amp;quot; Wyandot</author>
            <pubDate>Mon, 11 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-10 Sento dei passi dietro di noi...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Shran del clan Mira <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13 gennaio 2395 - Ore 9.38</b><br /><br />
Non appena venne dato l'allarme dei missili nemici in arrivo, Durani si mise in allerta alla sua postazione.<br />
In realtÃ  la klingon non l'aveva mai abbandonata la sua postazione, ma quando c'era da combattere il suo viso prendeva una espressione incredibilmente concentrata e tutti i suoi muscoli diventavano sodi e tesi. Contemporaneamente gli occhi della donna si rilassavano e infondevano sicurezza in chiunque la guardasse all'opera.<br />
Ma questa volta la sua battaglia durÃ² molto poco, in men che non si dica l'artiglieria andoriana intercettÃ² con una facilitÃ  disarmante tutti quei missili che Tylca aveva indirizzato verso la Marconi, lasciandola quasi delusa.<br />
"Capitano, le navi Andoriane hanno messo KO tutti i missili" disse l'Ufficiale Tattico Capo dopo qualche attimo di esitazione<br />
"Molto bene - rispose Shran con sollievo tradendo anche un po' di orgoglio andoriano. Si voltÃ² quindi verso il suo amico Nhial che, appena abbassati gli scudi si fece teletrasportare sulla Marconi, gli rispose prontamente con un simpatico occhiolino... - Tenente a lei la plancia, io mi allontano un attimo" e si diresse verso il suo studio facendo cenno all'amico di seguirlo.<br />
Non appena il Capitano della Marconi si fu allontanato, Durani si allontanÃ² dalla sua postazione per prendere posto sulla poltrona di comando. Di certo la postura della guerriera non era molto femminile: anche vestendo la divisa della Federazione, molto piÃ¹ comoda di un qualunque vestito Klingon, la donna si mise seduta come se avesse avuto in dosso un'armatura da un quintale. Schiena dritta e appoggiata allo schienale, gambe divaricate davanti a lei che formavano con le ginocchia un preciso angolo retto... non la si vedeva praticamente mai con le gambe accavallate e di sicuro non lo avrebbe fatto in quel momento. Per un attimo spostÃ² l'attenzione sulle sue gambe per controllare con discrezione che i pugnali fossero al loro posto, infine strinse fugacemente nel pugno il suo jinaq. Quando fu sicura che tutto fosse a posto, fece un lungo respiro di orgoglio e si godette il suo nuovo ma momentaneo ruolo. <br />
Durani rimase ferma nella sua postazione per pochi minuti, minuti che a lei erano sembrati interminabili: non era capace di stare ferma ad aspettare chissÃ  cosa senza fare nulla... IniziÃ² a tamburellare il piede per terra, poi guardÃ² quello che stava succedendo alla sua destra, poi si concentrÃ² sul lavoro di un ufficiale guardiamarina alla sua sinistra sbuffando per la sua lentezza *che roba* pensÃ² tra sÃ© e si trattenne per non riprendere quel pover uomo che invece si stava dando un grande da fare. Ad un certo punto battÃ© i pugni sulla poltrona e si alzÃ² di scatto rimanendo ferma in plancia con le braccia incrociate *maledizione, i missili sono stati fermati, ma c'Ã¨ la navetta nemica che sta sbarcando* pensÃ² infuriata con se stessa per aver perso tutto quel tempo a non fare nulla quando invece qualcosa da fare c'era eccome!<br />
<br />
"Sottotenente - disse rivolgendosi all'Ufficiale che stava sostituendo il timoniere - alla svelta. La navetta nemica Ã¨ giÃ  arrivata all'Arca?"<br />
"No Signore, ma sono molto vicini" rispose questo prontamente Durani corse cosÃ¬ alla sua postazione tattica scaraventando a un lato il suo sottoposto che nel frattempo aveva preso il suo posto. Un colpo di phaser debole ma perfettamente direzionato fece esplodere la navetta all'istante...<br />
"Mi scusi - disse Durani al povero ufficiale tattico - ma volevo farlo io stessa" e tornÃ² alla sua poltrona.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Nei pressi del Villaggio - 13 gennaio 2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Diavolo abbiamo fatto appena in tempo"<br />
"Maledizione e adesso come facciamo? Non possiamo piÃ¹ tornare indietro. Dobbiamo cercare un altro mezzo per tornare dai nostri..."<br />
"Zarak, la nostra missione la sai ed Ã¨ molto chiara. Dobbiamo far saltare in aria questo posto, il pacco l'abbiamo preso. Non ci manca niente, possiamo procedere col piano"<br />
"Ma Darsa, cosÃ¬ facendo rimarremo colpiti anche noi dall'esplosione e..."<br />
"Senti, la nostra missione Ã¨ di distruggere la nave degli Allesto. Hai sentito cosa ci ha ordinato Tylca? Dobbiamo preservare la nostra purezza e tu con questa paura della morte che stai dimostrando stai giÃ  facendo fallire il nostro compito. Lui conta su di noi e noi non possiamo deluderlo. Adesso cerchiamo di arrivare ai motori e azioniamo la bomba, prima che qualcuno provi a fermarci"<br />
"Va bene, hai ragione... da dove dobbiamo andare secondo te?"<br />
Zarak e Darsa erano i due uomini che Tylca aveva mandato sulla nave Arca degli Allesto per farla finita una volta per tutte alla loro secolare faida. Li avevano cercati per cosÃ¬ tanto tempo che adesso non potevano perdere questa occasione. I due si erano dovuti teletrasportare in emergenza quando la nave di quei federali aveva iniziato ad essere un pericolo per la loro missione e adesso avevano bisogno di rivedere tutto il loro piano. Tylca gli aveva fornito una pianta mediamente accurata di come sarebbe stata la nave nemica dal di dentro, ma tutto partiva dalla base che loro sarebbero arrivati ad un hangar di attracco Loro invece avevano dovuto usare il teletrasporto di emergenza e adesso si trovavano non si sa bene dove. Rimasero per qualche minuto a studiare la loro mappa e poi Darsa decise che sarebbero dovuti andare verso delle caverne ad Ovest.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Villaggio - 13 gennaio 2395 - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Tenente, prima che li convinciate a portarci qua quei due, sarebbe meglio che tutti quanti raggiungessimo la sala macchine..." Charles sentÃ¬ il borbottio di Rekon in sottofondo nel suo comunicatore...<br />
=^= Tenente - disse quindi il ragazzo - Re-re-k-ko Rekon ha ragione... credo... =^=<br />
Resed appena sentÃ¬ la voce del suo capo che credeva morto fino a quel momento, ebbe un sussulto di gioia che non passÃ² inosservato agli indigeni che subito gli piantarono delle asce davanti agli occhi. Keane, un po' contrariata da tutto visto che per lei la prioritÃ  assoluta era quella di riunire la squadra di sbarco e visto che ne avevano appena finito di parlare, non potÃ© che cedere <br />
=^= Va bene - disse - ma adesso devo parlare con qualcuno =^=<br />
=^= C'Ã¨ qualcuno lÃ  che puÃ² parlare con noi? =^= la voce di Tara echeggiÃ² nel vuoto e senza risposta.<br />
Wyandot incrociÃ² lo sguardo di uno dei suoi aguzzini e gli fece cenno di parlare, o meglio, cercÃ² di fargli cenno di parlare... Quello, che avrÃ  avuto la stessa etÃ  del Timoniere della Marconi, gli si avvicinÃ² insospettito e rimase davanti all'umano senza sapere che fare.<br />
=^= C'Ã¨ qualcuno? Sono il Tenente Keane e sono qua per aiutare la vostra nave a non essere distrutta. =^=<br />
Il ragazzo, di nome Grader, iniziÃ² a guardarsi intorno insospettito dal momento che davvero non riusciva a capire da dove venisse quella strana voce. Non che non riuscisse a capire quello che stavano dicendo, ma non vedendo nessun interlocutore in carne ed ossa davanti a sÃ©, era parecchio disorientato.<br />
=^= Rispondetemi per favore =^= continuÃ² Tara<br />
A queste ultime parole, Grader capÃ¬ che era quello strano aggeggio che il suo prigioniero aveva in mano a parlare. Un oggetto metallico non puÃ² parlare, deve aver pensato, dal momento che lo strappÃ² di mano a Charles, provÃ² ad addentarlo e lo scagliÃ² lontanissimo dopo che si rese conto che non era commestibile. Altri tre uomini piantarono le punte delle loro asce anche davanti agli occhi del povero Timoniere.<br />
Ad un certo punto dal comunicatore uscÃ¬ uno strano suono, diverso dalla voce che avevano sentito fino a quel momento, Resed alzÃ² le sopracciglia per lo stupore, Chuck pensava che il suo comunicatore si fosse rotto nella seconda caduta e si vedeva spacciato. In realtÃ  era H5T67 che, capendo la difficoltÃ  della situazione, aveva ceduto alle richieste della mezza klingon e stava comunicando con il suo popolo in una vecchia lingua, che tutti gli indigeni riconoscevano come familiare, anche se in un primo momento sembrava che nessuno la riuscisse a capire. Anche se le armi rimanevano belle che piantate davanti ai due, tutti sembravano incuriositi e attenti a quello che quel metallo stava 'dicendo'... finchÃ© da lontano il vecchio si alzÃ² dal suo giaciglio, si piegÃ² per prendere il comunicatore e iniziÃ² a conversare, anche lui in quella strana e antica lingua.<br />
"Credo che avremo problemi con la prima direttiva..." bisbigliÃ² Chuck fra sÃ© e Resed annuÃ¬.<br />
Dopo diversi minuti di conversazione, il vecchio con passo lento ma sicuro, arrivÃ² lÃ  dove erano tutti. Chiese a Grader di liberare gli ostaggi e chiamÃ² tutti i suoi a raccolta. Dispostisi in cerchio, i due ragazzi federali da una parte che si massaggiavano i polsi, l'anziano raccontÃ² la storia del loro popolo. Solo lui conosceva la veritÃ  del loro popolo e del loro lungo viaggio, gli era stata raccontata dal padre che a sua volta l'aveva ascoltata dal suo padre... Era arrivato il momento decisivo, aveva sentito la voce del loro creatore che gli parlava da quella lingua che aveva studiato da bambino e che non aveva mai piÃ¹ parlato. Bisognava fidarsi ed agire.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Molto vicino al Villaggio - 13 gennaio 2395 - Ore 10:10</b><br /><br />
"Zarak stai giÃ¹. Ci sono delle persone lÃ  infondo!" bisbigliÃ² Darsa per non farsi sentire fermando il suo compagno sbarrandogli la strada con un braccio.<br />
"Diamine quanta gente!" rispose questo con un filo di voce preoccupata<br />
"OK, camminiamo piano e bassi, non facciamo rumore, quelli stanno camminando nella nostra stessa direzione."<br />
"Forse quei due estranei con loro fanno parte della federazione e li stanno aiutando ad arrivare in sala macchine... Noi adesso come facciamo?"<br />
"Se vanno in quella direzione - rispose Darsa - non possono che esserci utili. Li seguiamo fino lÃ , piazziamo la nostra bomba ed esploderanno con tutti quanti gli altri."<br />
Zarak deglutÃ¬ per il terrore che aveva di morire in quel modo e continuÃ² in silenzio a camminare.<br />
<br />
<br /><b>Nave aliena - Oltre il Villaggio - Contemporaneamente</b><br /><br />
"Chuck, Chuck non ti girare" Resed si avvicinÃ² al suo amico e gli parlÃ² pianissimo<br />
"Che succede Resed? Hai un altro piano dei tuoi? E perchÃ© non mi dovrei girare?" rispose il timoniere con un po' di sufficienza e, ovviamente, girandosi sia a destra che a sinistra...<br />
"Maddai!! Ti ho detto di non girarti!! Senti, credo che ci stanno seguendo... sento dei passi dietro di noi..."<br />
"Resed, cerca di stare calmo... anche io ho paura, ma adesso queste persone non sono piÃ¹ una minaccia... vedrai che arriveremo in sala macchine e poi torneremo subito a casa. Dai ti offro una bella birra appena torniamo a bordo..." rispose quello cercando di tranquillizzare l'amico.<br />
"No senti Chuck, non Ã¨ paura... cioÃ¨ sÃ¬ Ã¨ anche un po' di paura, ma io sento davvero dei passi dietro di noi..."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Shran del clan Mira </author>
            <pubDate>Tue, 26 May 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-11 Intrusi Pericolosi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia- 13 gennaio 2395 - Ore 10.15</b><br /><br />
I due andoriani, dopo i convenevoli dovuti al lungo periodo in cui non si erano frequentati, stavano cercando di capire la tattica del loro avversario: perchÃ© gli attacchi erano cessati? Certo l'arrivo della Flotta Andoriana era un forte deterrente, ma si erano dimostrati sempre molto decisi nel volerli eliminare. E perchÃ© quel tentativo di mandare una navetta sulla Nave-Isola? Per fortuna il suo Tattico se n'era accorto in tempo e l'aveva distrutta, ma era una manovra cui non riuscivano a dare una risposta. Erano immersi in diverse congetture quando Durani chiamÃ² dalla Plancia, richiedendo la presenza del Capitano.<br />
"NovitÃ  Tenete?" chiese sedendosi alla sua postazione, seguito da Nhial che si fermÃ² alla sua destra.<br />
"Abbiamo esaminato i dati dell'ultimo scontro ed Ã¨ stata rilevata traccia di un teletrasporto dalla navetta degli Adesto verso la Nave-Isola.<br />
"Che cosa avranno intenzione di fare?" chiese Nhial.<br />
"Forse non riuscendoci dall'esterno, vorranno provare a distruggerla dall'interno. Dobbiamo avvisare la squadra di sbarco di stare all'erta."<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Molto vicino al Villaggio - 13 gennaio 2395- Ore 10:50</b><br /><br />
Il giovane Wyandot pensava che se la marcia, verso i motori della nave-pianeta, fosse durata ancora molto, probabilmente sarebbe morto: il ritmo tenuto dagli indigeni era piuttosto sostenuto e lui era sÃ¬ abituato a percorrere enormi distanze, ma sempre e solo volando. Quando, alzando gli occhi, vide la figura del Comandante Keane che si stagliava in piedi, davanti all'imboccatura di una grotta, ringraziÃ² il cielo, che anche stavolta aveva vegliato su di lui. Cinque minuti dopo i due gruppi si erano riuniti e Tara, essendo il tempo quasi scaduto, ordinÃ² a Resed di seguirla all'interno, senza dilungarsi in troppe spiegazioni. Anche il gruppo dei nativi s'inoltrÃ² all'interno della grotta, piÃ¹ incuriosito che impaurito da tutte quelle novitÃ .<br />
Arrivati alla caverna-motore, furono accolti da Rekon che urlÃ² a Resed "Accidenti a te! Una lumaca rigelliana sarebbe arrivata prima! Vieni qua e ascolta cosa devi fare!" Il boliano si avvicinÃ² alla consolle, dove il minuscolo Capo Ingegnere si era sistemato, insieme agli altri ufficiali in miniatura, ed esclamÃ²:<br />
"Ma Signore... cosa Ã¨ successo?"<br />
"Non Ã¨ il momento per le spiegazioni, diamoci una mossa."<br />
"Un momento!" intervenne Kuwano" io capisco l'urgenza di evitare che questa nave esploda, ma se fosse possibile, vorrei evitare di sciogliermi in un liquido biologico."<br />
"Tara, il Dottore ha ragione: non sappiamo per quanto tempo ancora la nostra struttura molecolare rimarrÃ  stabile e comunque in queste condizioni non serviamo a niente." Le disse Dal.<br />
Keane non ci pensÃ² piÃ¹ di un secondo, poi rivolta al giovane timoniere disse "Charlie tornerai alla navetta con i nostri mini-compagni e se possibile eseguirai un teletrasporto con la Marconi: secondo il Dottore in questo modo riacquisteranno le loro dimensioni normali."<br />
Wyandot, al pensiero di percorrere di nuovo quella distanza a piedi, sbiancÃ² per la stanchezza che provava in quel momento anche se non aveva il coraggio di ammetterlo.<br />
"Forza Signori il taschino di Charlie vi aspetta." Disse Tara avvicinando la mano alla consolle per trasferirli al loro nuovo ospite.<br />
"Non se ne parla nemmeno - brontolÃ² Rekon - questi incapaci non saprebbero dove mettere le mani: io resto!"<br />
Ben sapendo che era impossibile far cambiare idea al vecchio tellarita, Tara disse:<br />
"Ovviamente dovrai tornare a prendere il nostro cordiale Capo Ingegnere, se non sarÃ  troppo tardi!" sollevando gli occhi al cielo esasperata.<br />
Wyandot fece entrare i suoi compagni nel taschino della sua divisa e si girÃ² per tornare da dove era venuto.<br />
"Dove vai?" gli chiese Tara.<br />
"Alla navetta." Rispose Chuck confuso.<br />
"Ma cosÃ¬ ci metterai toppo tempo. Klan, potresti portarlo tu?"<br />
L'alto allestiano assentÃ¬ con un lieve cenno del capo e si avvicinÃ² a Charlie.<br />
"Volando farai molto prima!"<br />
"Grazie Signore!" rispose il giovane ritrovando il colore sul viso, prima impallidito.<br />
 <br />
<br /><b>Esterno della grotta - poco dopo</b><br /><br />
I due infiltrati di Adesto erano nascosti in attesa del momento giusto per entrare in azione: tutto era tranquillo da diversi minuti e Darsa si era deciso a entrare. Improvvisamente dalla grotta uscÃ¬ uno di quegli alti indigeni, seguito da uno dei Federali, un po' affannato. L'indigeno emise un suono modulato, una specie di richiamo, perchÃ© quasi immediatamente un enorme essere alato planÃ² ai suoi piedi: con un balzo elegante vi salÃ¬ in groppa e con la mano destra aiutÃ² il suo compagno a salirvi dietro di lui. L'animale si librÃ² in volo con pochi e potenti colpi d'ala e in pochi istanti sparirono dalla loro visuale.<br />
"Te l'avevo detto che era presto per entrare!" disse Zarak, che si era giÃ  immaginato scoperto da quello strano essere e tirava un sospiro di sollievo.<br />
"D'accordo, ma non possiamo restare qua in eterno: aspetteremo ancora un po', ma poi entriamo!" rispose Darsa risoluto a compiere la missione affidata loro da Tylca.<br />
 <br />
<br /><b>Nave aliena - Navetta - 11.10</b><br /><br />
Klan aveva spinto il suo essere alato alla massima velocitÃ  e il viaggio verso l'imboccatura della grotta dove era atterrata la navetta della Marconi, era durato poco piÃ¹ di un quarto d'ora, tempo di cui Chuck aveva goduto ogni momento: l'ebbrezza del volo era per lui un'esperienza molto appagante. Aveva convinto Klan ad aspettare fuori e, dopo aver appoggiato delicatamente i suoi minicolleghi sulla poltrona di fianco alla sua, vide che la consolle di comunicazione lampeggiava. Era un messaggio da parte di Shran, molto distorto dalle interferenze, che li avvertiva del probabile invio di uomini di Adesto per una probabile azione terroristica.<br />
"Dobbiamo avvertire il Comandante Keane del possibile pericolo." disse Dal ma Salen lo interruppe.<br />
"Prima dobbiamo tornare alla Marconi per effettuare il teletrasporto e ristabilire la nostra struttura originale."<br />
"Potremmo usare quello della navetta." SuggerÃ¬ Berthier.<br />
"Sono d'accordo: prima torniamo alle nostre dimensioni meglio Ã¨. Chi si offre volontario per vedere se la nostra teoria funziona?" chiese Kuwano.<br />
"M-ma io non so se sono in grado di farlo!" disse Charlie, che giÃ  si vedeva davanti al Capitano a dover giustificare su come aveva dissolto in una poltiglia biologica, la maggior parte dei suoi ufficiali superiori.<br />
"Tranquillo Chuck: la nostra Julie ti guiderÃ  passo per passo." Disse Dal, poi girandosi verso la donna "Mi raccomando: non vorrei ritrovarmi piÃ¹ piccolo di cosÃ¬!"<br />
"Molto bene: a quanto pare abbiamo il nostro volontario." Disse secco Kuwano.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <pubDate>Wed, 10 Jun 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-12 PerchÃ© l'importante nel fare una cosa Ã© la convinzione!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Plancia nave Adesto - 13/01/2395 - ore 11:00</b><br /><br />
"I nostri volontare hanno raggiunto la nave Allesto?" domandÃ² Tylca, osservando lo schermo che mostrava i resti fumanti della loro navetta, vaporizzata dai Phaser dell'odiata nave Federale.<br />
<br />
"Abbiamo avuto conferma di un Teletrasporto multiplo...ma riteniamo che solo due dei volontari inviati in missione siano riusciti a raggiungere il profano suolo nemico..." rispose titubante l'addetto ai sensori, prima di aggiungere "Purtroppo le radiazioni ionizzate della battaglia rendono impossibile ricostruire l'identitÃ  di chi Ã© stato trasferito..."<br />
<br />
"Di certo il Generale Apada non si Ã© lasciato sfuggire l'opportunitÃ  di distruggere il nostro atavico nemico..." si affrettÃ² ad intercedere Xaulir, che fungeva da Secondo in Comando di Tylca "Con lui alla guida anche di un solo uomo, la riuscita della missione Ã© praticamente certa..."<br />
<br />
La somma autoritÃ  degli Adesto fece un cenno secco di assenso, prima di concentrare il proprio sguardo sullo schermo di Plancia, che in questo momento riproduceva l'immagine della fastidiosa Marconi e della flottiglia che l'aveva raggiunta ed assistita nell'ultimo scontro. Dopo un lungo silenzio aggiunse "Mettete in allerta la flotta principale. Ã‰ giunto il momento di occuparci di questi impiccioni simpatizzanti della promisquitÃ  razziale!"<br />
<br />
<br /><b>Flashback - navetta Adesto - alcune ore prima</b><br /><br />
A Zarak quella missione non piaceva, non piaceva nemmeno un po'. Era stato scelto per una missione di infiltrazione sulla nave degli odiati Allesto per la sua capacitÃ  di pilota, ma questo non significava smaniasse per prendervi parte.<br />
<br />
Certo lui, a differenza degli altri che erano dei Commando, non sarebbe dovuto sbarcare su quel piccolo mondo impuro ed infetto, ma ciÃ² non lo tranquillizzava affatto. Non c'erano molte possibilitÃ  che la squadra di sbarco - anche nel caso avesse avuto successo - sopravvivesse alla distruzione della mostruosa nave generazionale...e se loro fossero morti, di certo Tylca avrebbe preteso che anche lui si togliesse la vita, per rispetto degli onorati caduti.<br />
<br />
E la cosa, dal punto di vista di Tylca, era pure giusta...solo che Zarak alla sua vita ci teneva assai...<br />
<br />
*Magari potrei...sparire prima che la nave generazionale venga distrutta...* si disse l'Adesto, lanciando un'occhiata furtiva ai comandi della navetta. Si trattava di un modello estremamente avanzato, dotato anche di propulsione a Curvatura. Certo, l'autonomia era limitata, ma la loro gente aveva i dividuato molti mondi abitati in quella regione di spazio...*E un pilota abile come me puÃ² sempre trovare un impiego, no?* si disse con malcelato orgoglio, mentre un ghigno di superioritÃ  gli attraversava il viso nello stesso momento in cui le sue agili mani guidavano la navetta in uno slalom folle tra i resti di alcuni veicoli distrutti nei precedenti scontri con la Marconi.<br />
<br />
Il Generale Apada, che stava controllando per l'ultima volta il piano di sabotaggio con l'esperto di esplosivi Darsa, dovette cogliere quel ghigno e scambiarlo per orgoglio per il far parte di quella eroica missione perchÃ© lo gratificÃ² con un sorriso soddisfatto, prima di congedare il suo sottoposto, che immediatamente si diresse al teletrasporto nel locale di poppa, per caricarvi il carico di esplosivi.<br />
<br />
*Oh beh...dovrÃ² sacrificarli lasciandoli lÃ¬...* si disse il pilota, riducendo al minimo l'energia della navetta per non essere rilevato ora che la battaglia - con l'arrivo di nuove navi nemiche - si era praticamente conclusa. *Ma sono certo che saranno lieti di dare la vita per la Causa, no?*aggiunse tra sÃ© e sÃ©, spegnendodel tutto i motori e lasciando che fosse il moto inerziale a condurli fino al bersaglio senza attirare le attenzioni indesiderate della nave Federale.<br />
<br />
Cullato da questo senso di sicurezza fu quasi per caso che Zarak, osservando i dati energetici della Marconi, si accorse di quel che stava per accadere. I sensori passivi della navetta lessero infatti un picco energetico nella griglia degli armamenti della nave federale e - a livello totalmente inconscio - l'Adesto seppe che erano spacciati: non c'erano altri possibili bersagli oltre a loro e il riavvio dei sistemi della navetta avrebbe richiesto troppo tempo.<br />
<br />
In modalitÃ  pilota automatico si alzÃ² dalla sua postazione e - dicendo un vago "Vado a controllare una cosa..." si diresse con quattro rapide falcate al vano di poppa. Qui vide Darsa che finiva di sistemare il carico sul teletrasporto e - senza dargli il tempo di parlare - disse "Il Generale ha ordinato di trasferirci ora con l'esplosivo!" e, presa la posizione, attivÃ² il comando remoto di trasferimento giusto un paio di secondi prima che la navetta venisse disintegrata dal fuoco della Marconi.<br />
<br />
*Vivo per un pelo!* fu il suo primo pensiero dopo essersi materializzato in un hangar di attracco.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - 13/01/2395 - ore 11:10</b><br /><br />
"CiÃ² che state facendo non ha alcun senso, non farete altro che velocizzare la disfunzione del sistema ad impulso disattivando le subroutines di sicurezza!" protestÃ² la voce meccanica del computer senziente dell'Arca, dopo aver udito ciÃ² che Rekon aveva appena ordinato a Resed e Tara di fare.<br />
<br />
"Hem...Rekon...sai che odio dover dar ragione a quell'ammasso di ferraglia e volti olografici," provÃ² ad interloquire Tara in tono piÃ¹ diplomatico, osservando il minuscolo ingegnere che si sporgeva dall'apertura del sistema di circuiti che avevano scoperto per tentare di arrestare il sovraccarico in corso "ma credo che - stavolta - possa non avere torto. Se escludi tutti i circuiti di sicurezza aumenteremo esponenzialmente il tasso di sovraccarico sul sistema, riducendo drasticamente il tempo a nostra disposizione.. "<br />
<br />
"E pensi che non lo sappia, bambina?" domandÃ² la voce brusca di Rekon dal comunicatore, facendo sobbalzare Tara per quell'appellativo che nessuno mai aveva osato affibiarle, neppure quando aveva davvero cinque o sei anni "Aggiusto macchine recalcitanti da prima che i tuoi genitori scoprissero come si fa mettere in forno piccole Mezze-Klingon, non serve che mi insegni il mestiere...ora escludi quel dannato circuito. Quanto a te, sottospecie di frullato digitale saccente, vedi di smettere di rompere o ti riprogrammerÃ² la personalitÃ  da zero, facendoti credere di essere una bimbetta Ferengi con la passione per le trecce!"<br />
"Ma i Ferengi non hanno capelli..." provÃ² ad affermare Resed, che giganteggiava immobile sul proprio superiore con un incisore laser di precisione in mano ed una espressione confusa in volto.<br />
<br />
"Appunto zuccone!" ribattÃ© secca la voce del Tellarita dal taschino quindi, diventando serio, l'infegnere aggiunse "Adesso ascoltami bene, Resed...dovremo fare un lavoro rapido e di precisione. Mentre Tara terrÃ  manualmente sotto controllo la reazione giocando con le barre di contenimento e generando sfoghi controllati sui sistemi non essenziali, noi dovremo dirigere il surplus energetico verso il sistema di Curvatura che - in questa baracca - Ã© la sola cosa in grado di gestirlo."<br />
<br />
"Ma l'anello di Curvatura Ã© stato asportato quasi seicento anni fa!" provÃ² a protestare H5T67 "non esiste piÃ¹ un sistema di Curvatura!"<br />
<br />
"Ecchissenefrega non ce lo metti?" rispose spazientito il Capo Ingegnere della Marconi, per poi aggiungere a beneficio principalmente di Resed, che avrebbe dovuto essere le sue mani "Quelli che servono a noi sono i condotti del Plasma, e quelli ci sono ancora. Ridaremo potenza ai sistemi di contenimento dei condotti e vi trasferiremo il surplus energetico, scaricandolo cosÃ¬ nello spazio. Sbruciacchieremo un po' lo scafo da quelle parti e faremo una bella fiammata, ma terremo insieme questa baracca..."<br />
<br />
"Ho capito..." annuÃ¬ l'ingegnere piÃ¹ giovane che - nonostante l'inesperienza e l'insicurezza - era abbastanza sveglio da aver attirato l'attenzione di Rekon che aveva deciso di prenderlo come suo assistente personale, scavalcando molti graduati con piÃ¹ esperienza e portandolo in appe a un anno a scalare la gerarchia dei sottufficiali facendolo passare da Marinaio semplice a Capo Specialista "cosa devo fare?"<br />
<br />
"Purtroppo negli ultimi ottocento anni - con la scusa che non c'era piÃ¹ un sistema di Curvatura - qualcuno" e qui lanciÃ² un'occhiataccia alla colonba del Computer principale, colpevole di questa mancanza "si Ã© sentito in diritto di bloccare la manutenzione dei computer di controllo dei sistemi curvatura andati distrutti quando la nave ha perso l'anello. Per questo dovremo creare un collegamento di emergenza per riconfigurare una di queste consolle al controllo dei condotti EPS di Curvatura..."<br />
<br />
"Ma...io non conosco questi sistemi..." provÃ² a protestare il giovane Boliano, venendo perÃ² interrotto da un grugnito non meglio identificato del vecchio tellarita, probabilmente un qualche insulto che il Traduttore Universale si era rifiutato di riportare in Standard.<br />
<br />
"E secondo te io cosa ci sto a fare qui, lo spettatore?" aggiunse subito dopo Rekon, cominciando a frugare tra le cose miniaturizzate di Dal che si era fatto lasciare quando gli altri erano andati a farsi deminiaturizzare. Con un grugnito tirÃ² fuori un kit da scalata e, dopo aver fissato il gancio magnetico al bordo del pannello scoperchiato, si mise a tracolla il fucile phaser e cominciÃ² a scendere grugnendo che non aveva piÃ¹ l'etÃ  per certe cose ed aggiornando H5T67 sull'evoluzione degli insulti Tellariti degli ultimi novecento anni.<br />
<br />
<br /><b>Navetta Kithomer - 13/01/2395 - ore 11:18</b><br /><br />
Chuck tirÃ² un enorme sospiro di sollievo quando le abili dita di Julie Berthier ebbero riportato anche l'ultimo membro della squadra di sbarco a dimensioni normali. Certo, la parte piÃ¹ difficile del lavoro era stata quella di acquisire gli schemi del teletrasporto dalla Marconi e caricarli nel sistema, ma il giovane timoniere aveva continuato a sudare copiosamente e trattenere inconsciamente il fiato anche dopo essere riuscito a reingrandire la scienziata Betazoide, che subito aveva preso il controllo della situazione con mano sicura.<br />
<br />
"Ottimo lavoro, signori..." affermÃ² stoicamente Salen, mentre il Dottor Kuwano si preoccupava di analizzare i colleghi alla ricerca di eventuali problematiche che il processo di ripristino potesse non aver corretto o - peggio ancora - innescato.<br />
<br />
Senza aggiungere altro, il Facente Funzioni di Primo Ufficiale contattÃ² la Marconi riferendo al Capitano Shran del buon esito del processo di deminiaturizzazione e domandando istruzioni circa quel che avrebbero dovuto fare.<br />
<br />
=^=Credo sia meglio torniate a bordo al piÃ¹ presto...=^= rispose senza tanti convenevoli l'Andoriano, mentre una voce fuori campo che Salen non conosceva attirava l'attenzione dell'Ufficiale Comandante verso la Postazione Tattica =^=Pare che gli Adesto abbiano deciso di fare sul serio stavolta....=^=<br />
<br />
Alle parole del suo Capitano, il Vulcaniano lanciÃ² un'occhiata allo schermo dei sensori della navetta e vide che - in effetti - numerose navi stavano convergendo verso la Marconi, compresi anche due enormi vascelli la cui taglia faceva impallidire quella dell'incrociatore Federale.<br />
<br />
Prima che potesse rispondere, perÃ², il Dottor Kuwano disse "Se adesso portiamo via la navetta, potremmo non fare a tempo a deminiaturizzare Rekon prima che la sua struttura cellulare abbia un decadimento irreversibile..."<br />
"Potreste trasferirvi col teletrasporto mentre io torno col nostro amico locale da Rekon insieme ad un paio di gruppi di intensificatori...in questo modo dovremmo poterlo trasferire direttamente col comando a distanza usando il teletrasporto della navetta..."<br />
<br />
"Molto bene, Comandante..." assentÃ¬ Salen, visto che Shran aveva giÃ  chiuso la comunicazione per concentrarsi sui preparativi per l'imminente battaglia "ci trasferisca sulla Marconi e quindi proceda con la deminiaturizzazione del Comandante Rekon..."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <pubDate>Wed, 17 Jun 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-13 Armi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Jaran C. Dal<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Sala Teletrasporto - 13/01/2395 - ore 11:25</b><br /><br />
"Molto bene, Comandante..." assentÃ¬ Salen, visto che Shran aveva giÃ  chiuso la comunicazione per concentrarsi sui preparativi per l'imminente battaglia "ci trasferisca sulla Marconi e quindi proceda con la de miniaturizzazione del Comandante Rekon..."<br />
Il dottore interruppe il primo ufficiale "Signore credo che sia meglio che anch'io resti qui, se il comandante Rekon avesse dei problemi..."<br />
Salen ci pensÃ² alcuni secondi poi assentÃ¬ alla proposta di Kuwano.<br />
"Bene tenente Dal, tenente Wyandot voi tornerete con me, sarete piÃ¹ utili sulla Marconi".<br />
Pochi secondi dopo il teletrasporto portÃ² i tre ufficiali a bordo della nave federale, che aveva abbassato i propri scudi il tempo necessario alla squadra di tornare a bordo, l'allarme rosso era attivo su tutti i ponti, le luci rosse lungo le pareti lampeggiavano ad ritmo intermittente. Appena comparsi sulla pedana del teletrasporto i tre uscirono dalla sala dirigendosi al primo turboascensore, entrati Salen si rivolse al computer:<br />
"Plancia!" nemmeno venti secondi dopo le porte si aprirono sul ponte di comando della Marconi.<br />
Appena li vide il capitano Shran li guardÃ², erano sicuramente provati ma sapeva che poteva contare su di loro "Signori bentornati a bordo, prendete il comando delle vostre postazioni, come potete vedere... -  indicÃ² lo schermo principale sul quale aveva giÃ  puntato le sue antenne - ...abbiamo degli ospiti che ci stanno venendo a fare visita"<br />
Dal si diresse alla consolle di sicurezza, iniziÃ² a lavorare sui comandi "Capitano, riscontro trenta navi in avvicinamento, tutte di piccole dimensioni a parte due super incrociatori pesanti. Tutte le navi nemiche stanno caricando le armi"<br />
"Confermo le letture" disse Durani dalla postazione tattica principale.<br />
"Tenente si coordini con il comandante Nhial della Terza Flotta Andoriana, prepararsi a manovre evasive, tenente Wyandot a lei il timone, ci porti vicino a uno di quegli incrociatori vediamo di fare piÃ¹ danni possibili!"<br />
"Armi pronte signore, al suo ordine." disse la klingon<br />
"La nave del comandante Nhial, chiede il permesso di aggregarsi a noi... ha detto qualcosa a riguardo di una certo iiketha...." riferÃ¬ il mezzo cardassiano in direzione del capitano.<br />
"Eketha... permesso concesso, andiamo!"<br />
Chuck iniziÃ² una manovra a massimo impulso evitando una prima salva di colpi, e dirigendosi verso la nave mastodontica piÃ¹ vicina. Dal tramite la sua console potÃ© analizzare quella mostruositÃ : aveva un tonnellaggio quasi doppio della Marconi, il triplo delle batterie di fuoco, ma degli scudi praticamente inesistenti, trasferÃ¬ i dati alla poltrona del capitano alleggerendo il lavoro dell'ufficiale tattico.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - 13/01/2395 - ore 11:30</b><br /><br />
Rekon ancora nella sua forma miniaturizzata stava sbraitando ordini a Resed "Ti ho detto di bypassare quella sezione con quella laggiÃ¹, non con l'altra"<br />
Il boliano stava sudando avere il suo capo, anche se in formano mini, che lo dirigeva sapendo che dal suo lavoro dipendevano un'intera astronave generazionale e probabilmente l'esito della battaglia che si stava svolgendo nello spazio attorno alla loro posizione era una inesauribile fonte di stress che rendeva impacciato il lavoro del tecnico. Anche Tara stava cercando di dare una mano e fungeva un po' da filtro tra le domande del tellarita che aveva in tasca e l'intelligenza artificiale della nave che si era qualificata come H5T67.<br />
"H5T67 - chiese la mezza klingon - com'Ã¨ la situazione all'esterno?"<br />
"Le navi della tua Federazione hanno iniziato uno scontro con circa trenta navi degli Adesto , hanno portato anche due incrociatori pesanti... probabilitÃ  di sopravvivenza dei vostri compagni... "<br />
"Non ti ho chiesto probabilitÃ  - grugnÃ¬ Tara - Non riusciamo a dare supporto?"<br />
"Negativo, l'energia non Ã¨ sufficiente"<br />
"Energia per cosa?" chiese la klingon e nello stesso istante Rekon si zittÃ¬.<br />
"Bhe ma ovvio per le armi, che domanda inutile"<br />
"COSA? - sbraitÃ² il tellarita - avete armi su questa nave?"<br />
"Certo non sparano da secoli, ma sono state mantenute efficienti"<br />
"PerchÃ© non ce l'hai detto prima?" il tono della voce del capo ingegnere rasentava l'odio.<br />
"Non me l'avete chiesto e poi non c'Ã¨ energia sufficiente per alimentarle"<br />
"Stupide macchine! Fammi vedere gli schemi delle armi"<br />
"Ritengo che il linguaggio della bestiolina pelosa sia inadeguato, non adempierÃ² alle sue richieste"<br />
"Io la smontoooo!!!"<br />
"Si calmi Rekon... - poi rivolgendosi all'intelligenza della nave - Per favore H5T67 visualizza gli schemi delle armi, fai vedere a questo maleducato che tu sei superiore"<br />
Il tellarita sbuffÃ² ma trattenne la lingua, intuendo l'approccio della mezza klingon.<br />
Pochi secondi dopo una proiezione degli schermi comparve.<br />
"Lo faccio solo per te Tara" disse la voce meccanica del computer di bordo.<br />
Bastarono cinque minuti al capo ingegnere e a Tara per capire una delle possibili soluzioni "Averlo saputo prima..." disse Rekon "...tutta l'energia che si sta accumulando nei motori ha bisogno di essere sfogata...."<br />
"...e da questi schemi puÃ² essere deviata...-  intervenne Tara - ...alle armi!" concluse Resed che non visto si era messo a guardare gli schemi con gli altri ufficiali. Mentre i tre si buttarono a capofitto nelle nuove modifiche dalla grotta entrÃ² Kuwano accompagnato dall'alieno "NovitÃ ?" chiese, nessuno fece caso al suo arrivo il giapponese con l'aria imbronciata disse qualcosa nella sua lingua all'alieno che occupava l'ingresso della grotta ma questi girÃ² la testa di lato e con sguardo interrogativo guardÃ² il dottore "Bha! Lascia stare!" poi girÃ² i tacchi e uscÃ¬ "Diamo un'occhiata qui fuori, da quello che ci hannodetto potremmo avere compagnia, meglio tenere gli occhi aperti".<br />
<br />
<br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - ore 11:45</b><br /><br />
"Situazione" chiese Shran. "Gli scudi tengono per ora, ma le bordate di quel mostro ci fanno male" rispose Dal.<br />
"Allora facciamogli male anche noi" ribattÃ© il capitano mentre le antenne si muovevano in direzione dello schermo e in quella di Durani.<br />
"Fuoco sugli scudi" urlÃ² la donna klingon "Settore ventrale, gli andoriani concentrano il fuoco nella stessa direzione"<br />
Un'esplosione accecÃ² tutta la plancia. <br />
"I loro scudi hanno ceduto" disse Dal<br />
"Siluri ai motori e ai sistemi di supporto vitale"<br />
Durani non si fece ripetere due volte quell'ordine: tre siluri della Marconi entrarono nel campo visivo del monitor principale e andarono ad impattare sullo scafo della grande nave, le tre sfere di luce si spensero una volta raggiunta la nave nemica.<br />
Un'enorme esplosione divampÃ² dalla nave Adesto, questa volta i presenti in plancia dovettero coprirsi gli occhi "Cosa abbiamo colpito?" chiese Shran.<br />
"Non... non credo siamo stati noi... - disse Dal - ...il colpo proveniva da..."<br />
Una seconda bordata colpÃ¬ la nave nemica, sulla superficie del veicolo iniziarono diverse esplosioni a catena "Per i Profeti! - esclamÃ² Jaran - I colpi provengono dalla nave generazionale"<br />
Anche gli Adesto avevano individuato la fonte di quelle bordate, velocemente si disimpegnarono dalla flottiglia Federale-Andoriana e fecero rotta versÃ² la nave generazionale.<br />
<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - zona motori - nello stesso momento</b><br /><br />
"Grande! Gran bel colpo" esultÃ² tara rivolgendosi a H5T67.<br />
"Certo ho sparato io"<br />
"Bhe continua farlo allora, non mi piacciono quelle navi che si stanno dirigendo verso di noi" ribattÃ© Rekon.<br />
"Non Ã¨ possibile"<br />
"Come non Ã¨ possibile?" sbraitÃ² il tellarita.<br />
"Il tempo di ricarica dei super raggi, Ã¨ di circa dieci dei vostri minuti"<br />
"Non abbiamo altre armi?" chiese Tara.<br />
"Negativo. PerÃ² c'Ã¨ una notizia positiva"<br />
"Ovvero?" fu Resed a porre la domanda.<br />
"A quanto pare il sovraccarico ai motori Ã¨ diminuito dalle mie stime abbiamo guadagnato quasi un ciclo e mezzo - H5T67 fece una pausa - equivalenti a quarantotto delle vostre ore"<br />
Il boliano sorrise "Bhe ottimo avremo piÃ¹ tempo per le riparazioni"<br />
"Certo - disse con tono sarcastico il capo ingegnere - Se prima non ci fanno fuori quelli" indicÃ² la flotta Adesto che si stava dirigendo verso di loro.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Jaran C. Dal</author>
            <pubDate>Mon, 13 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-14 L'Impresa di Tylca</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=14</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Keiji Kuwano<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>USS Marconi - Plancia - 13/01/2395 - ore 12:10</b><br /><br />
"Stiamo cercando attivamente un nuovo ingaggio - informÃ² Durani dalla propria postazione, senza alzare lo sguardo e continuando imperterrita a sparare in direzione dello sciame di navi che, quasi fossero mosche fastidiose, continuavano a ronzare attorno alla nave generazionale. Gli ordini del Capitano andoriano erano stati chiari, proteggere l\'enorme nave generazionale che, ora come ora, sembrava impossibilitata a prodursi in un\'altra bordata come quella che aveva eliminato uno dei due incrociatori - alcune delle navi piÃ¹ piccole rispondono al fuoco, ma l\'incrociatore non sembra ritenerci avversari degni di nota.\"<br />
Il secondo incrociatore, quello che non era stato colpito dalla bordata proveniente dalla nave generazionale, malgrado fosse stato comunque danneggiato e azzoppato dall\'eterogenea flottiglia capitanata dalla Marconi, non aveva perso lo spirito combattivo e imperterrito continuava la sua marcia verso la nave nemica. Non ci sarebbe voluto molto prima di arrivare in posizione ottimale.<br />
Le antenne di Shran si mossero piÃ¹ volte, mentre in preda al fervore della battaglia cambiava posizione ancora una volta sul proprio trono al centro della plancia. <br />
\"Continuate a cercare di attirare l\'attenzione di quel gigantesco pezzo di ferraglia. - ordinÃ² portandosi una mano al mento con fare pensieroso,  continuando a fissare l\'enorme incrociatore che campeggiava sullo schermo della plancia. - dobbiamo dare un po\' di tempo  ai nostri amici sulla nave generazionale...\"<br />
La klingon non replicÃ² verbalmente, limitandosi ad un cenno di assenso col capo continuando a riversare ondate di siluri sull\'immenso incrociatore degli Adesto.<br />
<br />
<br /><b>Flashback - Nave Allesto - Zona Motori - 13/01/2395 - 11:40</b><br /><br />
I due infiltrati di Adesto erano ancora nascosti, immobili, in attesa dell\'occasione che permettesse loro di completare la propria missione. <br />
Zarak era riuscito a frenare l\'esplosivo impeto di Darsa per quasi due ore oramai, convincendolo non senza fatica ad aspettare, dato che era impossibile completare la missione senza farsi scoprire da quegli impiccioni federali.<br />
PerÃ² la situazione non poteva durare. Malgrado anche lui fosse a dir poco stremato dal lungo appostamento, Darsa era visibilmente al limite. Pronto a scattare all\'interno alla prima opportunitÃ , o a quella che lui riteneva tale, probabilmente venendo scoperto e fallendo miseramente. <br />
Doveva trovare il modo di fermarlo, oppure di trovare un modo di allontanarsi senza che il compagno se ne accorgesse, ma l\'istinto di sopravvivenza che lo aveva aiutato cosÃ¬ bene in precedenza ora invece languiva, probabilmente stremato a sua volta dalla lunga immobilitÃ . L\'unica idea che continuava a ronzargli per la mente vedeva il povero Darsa sacrificarsi per salvargli la pellaccia e la cosa non gli piaceva. <br />
Certo, lui e il suo compagno di avventure probabilmente si erano salvati solamente perchÃ© non aveva spifferato la sua intuizione al Generale Apada, di fatto rendendolo un martire della causa, ma la situazione ora era diversa. Soli, sul suolo nemico, con una missione da compiere. Non avrebbe sacrificato il suo collega per cosÃ¬ poco. Non ancora.<br />
Qualcosa o meglio qualcuno uscÃ¬ dalla grotta in cui si erano rintanati i Federali. Un nativo e un umano dalla livrea bluastra, il quale si voltÃ² verso l\'alieno alzando un sopracciglio. <br />
\"VenerdÃ¬. - affermÃ² l\'asiatico raccogliendo un rametto da terra, puntandoli poi verso la direzione opposta a quella in cui si stava muovendo - tu vai a dare un\'occhiata di la, mentre io vado di qua. Teniamoci comunque in contatto visivo.\"<br />
\"Mio nome Ã¨ Klan. No VenerdÃ¬.\" - replicÃ² l\'alieno con decisione.  <br />
\"Si certo. - replicÃ² Kuwano a dir poco disinteressato, utilizzando il fuscello che stringeva fra le mani come un bastone da passeggio. - Comunque, tu va di la.\"<br />
Darsa si mosse ancora una volta, cambiando posizione in mezzo alle frasche in modo da diminuire la sua visibilitÃ .<br />
\"Zarak. - affermÃ², voltandosi verso il collega - Forse ho scoperto come guadagnarci l\'ingresso alla caverna.\"<br />
\"Oh si, nella caverna ci entrerete. - entrmabi alzarono lo sguardo, in modo da poter cosÃ¬ vedere il giapponese armato di tricoder, phaser e uno dei suoi inqueitanti sorrisi era giunto a poca distanza da loro. Klan lo stava raggiungendo con ampie falcate. - Ma non come pensate voi.\"<br />
Zarak non protestÃ², alzando istantaneamente le mani al cielo sotto lo sguardo stupito del suo collega.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:12</b><br /><br />
\"Siamo stati colpiti. Di nuovo. - informÃ² in tono decisamente scocciato H5T67 - Siamo sicuri che il vostro Capitano vi rivoglia vivi?\"<br />
Il tellarita in formato tascabile iniziÃ² a borbottare qualcosa, ma la sua probabile catena di insulti venne perÃ² immediatamente interrotta da Tara, che sembrava oramai essere diventata la mediatrice ufficiale fra i due.<br />
\"La Marconi sta facendo tutto quello che Ã¨ in suo potere per aiutarci. Senza il suo intervento avremmo subito danni decisamente piÃ¹ ingenti. Probabilmente anche l\'altro incrociatore...\"<br />
\"Correzione. - puntualizzÃ² l\'intelligenza artificiale, interrompendola. - La Marconi ha indubbiamente partecipato ma sono stato io a distruggere l\'incrociatore. - A Tara parve di avvertire distintamente una nota di orgoglio nelle parole dell\'intelligenza artificiale - E gran parte del lavoro su questo incrociatore lo stanno facendo i tizi dalla pelle blu. Sbaglio o la Federazione dovrebbe essere composta da elementi di Elite?\"<br />
\"Giuro che quando questa storia sarÃ  finita ti smonto pezzo per pezzo!\" inveÃ¬ Rekon alzando il piccolo pugno in segno di sfida.<br />
\"Va bene, va bene... - intervenne nuovamente Tara. Probabilmente era solo un\'impressione, ma aveva il presentimento che l\'intelligenza artificiale provasse qualche piacere perverso nel far arrabbiare il tellarita. Sempre che ciÃ² fosse possibile. - non Ã¨ questo il momento di discutere. Qualcuno ha visto il dottor Kuwano?\"<br />
I presenti si scambiarono sguardi interrogatori, privi di una risposta da dare alla mezza Klingon.<br />
\"Avete chiamato?\" affermÃ² la voce trionfante del dottore proveniente dall\'ingresso della grotta, seguito a poca distanza da Klan, intento a condurre all\'interno una coppia di individui, dall\'aspetto appartenenti alle milizie di Adesto.  <br />
\"Li abbiamo trovati qui fuori. - affermÃ² il medico indicando col pollice i due prigionieri alle sue spalle, porgendo a Tara l\'ordigno con cui i due pensavano di far esplodere la nave - con quello...\"<br />
Darsa decise di provare il tutto per tutto in quell\'istante. Con un colpo di reni riuscÃ¬ a divincolarsi dalla stretta di Klan,gettandosi a capofitto sull\'ordigno.<br />
<br />
<br /><b>Plancia Ammiraglia Adesto - Contemporaneamente </b><br /><br />
\"PerchÃ© la missione non Ã¨ ancora stata portata a termine?\" grugnÃ¬ Tylca dalla sua postazione, lanciando un\'occhiata di fuoco a Xaulir, il suo sottoposto.<br />
\"Non lo so - replicÃ² l\'Adesto, fiondandosi sulla consolle a comando dei sensori e costringendo l\'addetto a cedergli la postazione - il generale avrebbe dovuto...\"<br />
L\'ufficiale fu interrotto dal faccione del comandante dell\'incrociatore per una frazione di secondo. La comunicazione in arrivo infatti appariva estremamente disturbata e frammentata.<br />
=^= Signore... i nostri scudi... motori e armi... inibite. =^= <br />
Malgrado l pessima qualitÃ  della comunicazione, non era difficile intuire che la flottiglia doveva essere riuscita in qualche modo a fermare anche il secondo incrociatore, distruggendone gli scudi e neutralizzandone propulsione ed armi. Certo, la salva lanciata dalla nave generazionale aveva provocato danni di tutt\'altro livello, ma comunque anche cosÃ¬ quella nave sarebbe rimasta fuori dai piedi per un bel po\'.<br />
Tylca letteralmente ruggÃ¬, sbattendo violentemente i pugni  contro la propria poltrona, alzandosi di scatto.<br />
=^=Sapete quello che dovete fare!=^= UrlÃ² rivolto verso la figura, prima di dare un nuovo ordine al povero Xaulir. Tylca si voltÃ² verso gli occupanti della plancia, cercando lo sguardo di ogniuno di loro, prima di prodursi in un cenno del capo rivolto alla Prima Esecutrice.<br />
\"CosÃ¬ come lo sappiamo anche noi...\"<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Plancia - 13/01/2395 - 12:28</b><br /><br />
\"Signore! - Durani richiamÃ² l\'attenzione del Capitano - Ho individuato una serie di reazioni energetiche all\'interno dell\'incrociatore!\"<br />
\"Confermo le letture.\"  affermÃ² di rimando Dal.<br />
Shran scattÃ² come una molla, alzandosi istantaneamente dalla propria poltrona.<br />
\"Impossibile, abbiamo inibito le loro armi...\"<br />
 \"Credo che abbiano avviato un qualche tipo di meccanismo di autodistruzione!\" aggiunse il mezzosangue Cardassiano. L\'andoriano spostÃ² lo sguardo in direzione di Chuck, il quale sembrava aver giÃ  capito gli ordini, ben prima che Shran desse loro voce e le sue dita giÃ  danzavano elegantemente sulla consolle a velocitÃ  smodata .<br />
\"Dannazione, siamo ancora troppo vicini! Manovre evasive, manovre evasive!\" <br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:30</b><br /><br />
\"La Marconi Ã¨ stata coinvolta nell\'esplosione dell\'incrociatore. - affermÃ² H5T67 , mostrando a Tara la situazione all\'esterno della nave. - Ma non sono in grado di verificare lo stato della vostra nave...\"<br />
\"Il nostro popolo vincerÃ . - affermÃ² con sicurezza Darsa,legato come un salame e per qualche strano motivo rivolto verso Resed. Il boliano si allontanÃ² di un passo, a dir poco intimorito - Gli impuri bruceranno nelle fiamme cosÃ¬ come i traditori!\" concluse, spostando lo sguardo sul suo collega. Era infatti stato l\'altro Adesto, qualche minuto prima a fermare la sua corsa verso l\'ordigno con uno sgambetto ben piazzato.<br />
\"La mia vita Ã¨ piÃ¹ importante della causa, seppur giusta!\" ringhiÃ² di rimando Zarak, beccandosi uno sputo dal compagno.<br />
\"Chiudete il becco entrambi! - UrlÃ² il tellarita in formato tascabile,che da un paio di minuti aveva iniziato ad ansimare, mentre il dottore lo esaminava con il proprio tricorder -... oppure...\"<br />
Keiji schioccÃ² la lingua interrompendolo, lasciandosi andare in un imprecazione nella propria lingua natale.<br />
\"Kuso! Gli organi hanno iniziato a cedere... dobbiamo riportarla alle sue normali dimensioni il prima possibile!\"<br />
Resed, alle parole del medico letteralmente sbiancÃ², al contrario del diretto interessato, il quale si limitÃ² a fissare il medico orientale. <br />
\"Quanto tempo?\" domandÃ² il tellarita con cipiglio deciso. <br />
\"Venti minuti al massimo.\"<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Plancia - Contemporaneamente</b><br /><br />
\"Situazione!\" gridÃ² Shran, riguadagnado la posizione eretta dopo che la vicina esplosione l\'aveva fatto rovinare sulla poltrona del comando.<br />
\"Scudi dorsali e laterali andati. Quelli che ci restano sono al venti percento di efficienza.\" replicÃ² di rimando Durani, la quale lasciÃ² che fosse Dal e completare il rapporto.<br />
\"Gli scudi hanno assorbito gran parte dell\'esplosione, ma rilevo danni multipli su tutti i ponti. Parecchi feriti, ma nessuna casualitÃ .\"<br />
\"Signore! - la klingon attirÃ² nuovamente l\'attenzione del capitano - L\'ammiraglia Adesto... sta convergendo sulla posizione della Nave Generazionale a pieno impulso!\"<br />
<br />
<br /><b>Plancia Ammiraglia Adesto - Pochi attimi dopo</b><br /><br />
Tylca si trovava al centro della plancia, intento a scambiare sguardi con ognuno dei suoi ufficiali, saggiandone la risolutezza.<br />
\"Popolo di Adesto. - iniziÃ² con fare a dir poco solenne, lasciando che la sua voce si spargesse per tutta la nave e costringendo i vari addetti ad interrmpere i propri compiti. AspettÃ² un paio di secondi, poi allargando le braccia in maniera alquanto teatrale continuÃ². - Il momento Ã¨ finalmente giunto. Il momento in cui il fuoco purificatore che arde nei nostri cuori ridurrÃ  in cenere i  nostri odiati nemici. Fratelli e sorelle, gioite con me in questa gloriosa giornata in cui noi porteremo a compimento l\'impresa che il nostro popolo insegue da secoli. Possiate essere orgogliosi di aver partecipato a questo evento.\" ci fu un lungo attimo di silenzio. Un silenzio in cui ogni membro dell\'equipaggio recepÃ¬ il significato delle parole di Tylca. Poi il silenzio fu rapidamente sostituo da un\'enorme ovazione in grado di scuotere l\'intera nave.<br />
<br />
<br /><b>Nave Allesto - Caverna  - 13/01/2395 - 12:40</b><br /><br />
Il suono di migliaia di colpi e di navi che impattavano piÃ¹ volte contro lo scafo rimbombava come in una cassa di risonanza, generando terrore negl\'animi degli vari animali racchiusi nel ventre metallico della nave che, inutilmente, cercavano di sfuggire al loro destino. I super cannoni utilizzati in precedenza, avevano sparato piÃ¹ volte sull\'Ammiraglia nemica, la quale perÃ² al contrario dell\'incrociatore colpito, era stata in grado di assorbire almeno parte del danno, permettendole cosÃ¬ di continuare la sua marcia di morte.<br />
\"Lo scafo esterno non sopravviverÃ  ad un eventuale impatto con una nave di quella stazza. - informÃ², in tono quasi contrito H5T67 - vi conviene andarvene.\"<br />
Tara si volse verso Klan, il quale appariva visibilmente preoccupato e disorientato.<br />
\"Ma non possiamo lasciare morire questa gente!\" replicÃ² la mezzosangue klingon.<br />
\"Mi dispiace Tara Keane.\" replicÃ² nuovamente l\'intelligenza artificiale, per la prima volta sembrava quasi cordiale. La mezza klingon cercÃ² di replicare, ma non vi riuscÃ¬, venendo rapita da un vortice di luce azzurrognola.<br />
\"Peccato. - aggiunse H5T67 una volta solo - Mi sarebbe piaciuto vedere come si sono evoluti...\"<br />
Un\'enorme sferragliare metallico, segno di due corpi in collisione, lo interruppe. Poi l\'intera nave fu invasa da fiamme ed esplosioni.<br />
<br />
<br /><b>Uss Marconi - Ufficio del Capitano - 13/01/2395 - 18:25</b><br /><br />
Shran se ne stava immobile, con le mani incrociate e le antenne abbassate, ad osservare ciÃ² che restava della nave generazionale. L\'impatto con l\'ammiraglia nemica era stato cosÃ¬ violento da spezzare la lunga arca in due parti disomogenee che, di tanto in tanto, si producevano in nuove esplosioni, malgrado fossero passate ore dall\'impatto. <br />
Con una non trascurabile dose di fortuna erano miracolosamente riusciti a riportare indietro la squadra di sbarco sulla Marconi, permettendo il ritorno del Capo Ingegnere alle sue dimensioni normali prima che fosse troppo tardi, ma non erano riusciti a far nulla per il popolo dell\'arca. Non riuscendo ad ottenere un aggancio sicuro, in mezzo alla battaglia, l\'addetto al teletrasporto aveva operato un teletrasporto a zona, portando a bordo anche Klan e i due prigionieri che ora riposavano nelle celle di sorveglianza. Tre soli individui, unici superstiti di due specie antichissime. Specie ora estitnte. Distruttesi a vicenda sotto i suoi occhi. <br />
I suoi pensieri vennero interrotti dal trillo che segnalava qualcuno alla porta.<br />
\"Avanti\" affermÃ², permettendo cosÃ¬ al suo amico di lunga data a capo della flotta andoriana di fare il suo ingresso. <br />
\"So giÃ  quello che stai pensando... - affermÃ² Nihal, mostrando una bottiglia ancora sigillata di brandy andoriano e due bicchieri. - Ma i buoni amici si vedono nel momento del bisogno giusto? - affermÃ² sedendosi di fronte al capitano, approntando i due bicchieri - Sono quelli che ti portano il brandy migliore.\"<br />
Shran accennÃ² ad un sorriso stanco, agguantandone uno dei due.<br />
\"GiÃ \"<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Keiji Kuwano</author>
            <pubDate>Sun, 26 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>12-15 Non tutti gli ingranaggi...(mai discutere con un idiota, la gente potrebbe non notare la ...</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/marconi/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=11&amp;viewlog=15</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Rekon <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 00:31- Infermeria</b><br /><br />
"Sedici ore?" ringhiÃ² la voce di Rekon, con un tono cosÃ¬ possente ed infuriato che - un passante casuale in corridoio - avrebbe pensato appartenesse ad un qualche gigante delle leggende, piuttosto che ad un botolo peloso Tellarita praticamente piÃ¹ largo che alto "Dovrei stare a riposo sedici fo***te ore, mentre la mia nave cade a pezzi per colpa di quei..." e qui il traduttore universale si rifiutÃ² di tradurre il seguito dell'insulto. Evidentemente non era stato programmato da un linguista Tellarita.<br />
"Mi pare sia ciÃ² che le ho prescritto..." confermÃ² imperturbabile Kuwano, immobile a braccia conserte di fronte alla furia dell'ingegnere "ma forse ha problemi di udito...dovremo fare una verifica dei condotti uditivi. Si stenda, non ci vorrÃ  piÃ¹ di un'oretta per sistemare il tutto. DopodichÃ© aggiungerÃ² altre otto ore di convalescenza e..."<br />
"Ahhhhh, dannate scimmie senza peli!" grugnÃ¬ esasperato Rekon, mentre con un colpo di zampa allontanava la sonda che l'Umano aveva recuperato "Come diavolo pensate che possa rimettere in sesto questa baracca di nave stellare se, dopo averla usata senza il minimo rispetto per il lavoro di chi la rattoppa ogni giorno, non mi fate neppure lavorare???"<br />
"Ha rimandato questa visita di quasi 12 ore, Comandante..." rispose Kuwano, imperturbabile non meno di un Vulcaniano, per quanto vi fosse qualcosa in fondo allo sguardo, forse l'assenza del solito cinico divertimento che accompagnava quelle situazioni "sono certo che ha giÃ  provveduto alle riparazioni piÃ¹ urgenti, e la sua seconda ha avuto tempo di riposare, a differenza sua."<br />
"Lasci Maria fuori da questa discussione!" ringhiÃ² Rekon "Ã‰ una bambina, una bambina dotata, ma pur sempre una bambina!"<br />
"Ã‰ un Ufficiale della Flotta Stellare con dieci anni di esperienza e, prima del suo arrivo, ha ricoperto l'incarico di Facente Funzioni di Capo Ingegnere!"<br />
"Qui non stiamo parlando delle sue competenze tecniche, se non fosse piÃ¹ che preparata non l'avrei presa come mio vice neppure se me l'avesse chiesto il Comandante in Capo della dannata Flotta!" ringhiÃ² perÃ² - ormai piÃ¹ di frustrazione che per altro - il Capo Ingegnere "Qui si sta parlando di sedici ore chiuso in cabina! E per cosa? Solo perchÃ© sono rimasto in dimensione formica Kaariana qualche minuto piÃ¹ degli altri!"<br />
"Lei ha quasi avuto un collasso dell'intero apparato Cardiorespiratorio, Rekon!" ribattÃ© - stavolta visibilmente alterato Kuwano. Evidentemente il medico non aveva gradito la minimizzazione del lavoro che aveva dovuto effettuare sugli organi interni del Tellarite per tenerli insieme...o forse il fatto che - dopo tutto quel lavoro - Rekon si era volatilizzato dall'Infermeria e aveva fatto un turno di lavoro di 12 ore per consentire alla nave di riprendere la rotta per DS16 Gamma senza dover essere trainata dalla flottiglia Andoriana "Davvero non capisco, ci tiene cosÃ¬ poco alla sua vita?"<br />
"Se ci tenessi alla mia pelle non avrei lasciato un comodo lavoro su Tellar, dove potevo dormire nel mio letto, per farmi sbattere in mezzo a tutti i matti che ci sono in questo quadrante di spazio, le pare?" ghignÃ² il Tellarita, apparentemente soddisfatto di aver intaccato la maschera del medico "Sei ore!"<br />
Kuwano contrasse i pugni leggermente, alla vista delle piccole zanne che spuntavano dalla bocca del Tellarita, quindi ribattÃ© gelido "Questa non Ã© una contrattazione sul prezzo di una dannata birra in un bar Ferengi, ma la prescrizione di un medico! Si riposerÃ  16 ore, o provvederÃ² personalmente a sedarla e far isolare la porta del suo alloggio!"<br />
"Va bene, va bene...ho capito..." grugnÃ¬ il Tellarita, dando le spalle al medico e avviandosi all'uscita dell'infermeria "dodici ore..."<br />
"Diciotto!" ribattÃ© stizzito l'asiatico, ma stava ormai parlando ad una porta chiusa.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi -  14/01/2395 Ore 06:05 - Alloggio del Tenente Comandante Rekon</b><br /><br />
Rekon si rigirÃ² per l'ennesima volta nel letto, finendo per aggrovigliarsi ancor di piÃ¹ nelle leggere lenzuola che si era buttato addosso prima di tentare di dormire. Con una di quelle bestemmie che normalmente facevano cambiare strada a metÃ  dei membri dell'equipaggio, il vecchio Tellarita riuscÃ¬ a divincolarsi dalla trappola di tessuto sintetico quel tanto che bastava per liberare il braccio destro e recuperare un antico orologio a cipolla poggiato sul comodino.<br />
Con un leggero click le tozze dita aprirono lo sportellino metallico e, dopo aver lanciato una rapida occhiata all'ora, l'Ingegnere sbuffÃ² e fissÃ² i piccoli occhi nella foto incastonata nell'altra metÃ  dell'orologio.<br />
Nelle ore trascorse da quando aveva lasciato l'infermeria si era chiuso in alloggio, aveva mangiato, aveva tentato di leggere un libro e cercato di riparare un vecchio orologio a parete comprato in un mercatino dell'antiquariato di un qualche dannato pianeta del Quadrante Gamma. Vista la scarsa passione che aveva messo in tutte queste cose, aveva poi deciso di provare a dormire, cosa che stava inutilmente cercando di fare da piÃ¹ di un'ora.<br />
"Immagino che sei ore di riposo e sei di attivitÃ  leggera non siano molto diverse da dodici di riposo, giusto ragazze mie?" domandÃ² alla foto, prima di sbuffare nuovamente ed emergere dal groviglio di coperte. Fatto ciÃ² si buttÃ² sotto la doccia sonica e - cinque minuti dopo - indossava una nuova uniforme pulita e stava dirigendo a passo di carica verso il turboascensore piÃ¹ vicino.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 06:17  - Sala Macchine</b><br /><br />
Il Tenente Seville stava tenendo sotto controllo il flusso di plasma alla gondola di dritta, quando le porte della Sala Macchine si aprirono permettendo a tutti i presenti di udire distintamente il brontolio del Capo Ingegnere, ben prima che la sua tozza figura diventasse visibile.<br />
"Buonasera Capo..." salutÃ² Maria, senza alzare lo sguardo da ciÃ² che stava facendo, mentre i presenti smettevano in fretta di osservare il Tellarita e si affrettavano a ricominciare a lavorare con concentrazione raddoppiata non appena ne ebbero notato l'espressione "non la aspettavamo prima di domani..."<br />
"SÃ¬, beh...non mi sentivo tranquillo a lasciarvi lavorare da solo. Ci tengo a non svegliarmi domattina, trovando il mio alloggio che fluttua nello spazio perchÃ© nel frattempo il resto della nave Ã© finita a pezzi." ringhiÃ² il Capo Ingegnere, cominciando a scorrere la lista degli interventi di riparazione in corso e programmati, probabilmente alla ricerca di un intervento che necessitasse delle sue esperienze e competenze.<br />
Mentre il Tellarita grugniva, Maria terminÃ² la sua ricalibrazione senza parlare. Conosceva Rekon da piÃ¹ di un anno e sapeva che anche il suo capo, per quanto apparisse burbero, scontroso ed apparentemente in perenne guerra con l'universo, aveva un cuore che non sarebbe potuto rimanere insensibile alla tragedia di cui erano stati tutti testimoni. Semplicemente Rekon aveva un modo tutto suo di esternare quel dolore.<br />
"C'Ã© da dire che il nostro Capo Ingegnere ha piena fiducia nella sua sezione..." commentÃ² il Guardiamarina Menher - uno dei rimpiazzi giunti sulla Marconi il giorno prima - avendo comunque cura di parlare solo dopo che il Tellarita, recuperato il kit ingegneristico, era sparito in un Tubo di Jeffries.<br />
Il Tenente Seville guardÃ² per un momento il Risiano che aveva parlato poi, senza neppure guardare il terminale consultato da Rekon, rispose "Non si faccia ingannare dalle sceneggiate del Vecchio, Guardiamarina...raramente quel che dice un Tellarita arrabbiato Ã© ciÃ² che realmente pensa. Se non mi crede, controlli i registri di manutenzione."<br />
Il nuovo arrivato si guardÃ² intorno alla ricerca di chiarimenti sulle facce dei colleghi, ma tutti parevano concordare con la valutazione del Tenente Seville. Un po' incuriosito, il ragazzo fece l'accesso ai registri e si accorse che - nonostante ciÃ² che aveva detto - l'Ingegnere Capo non aveva reclamato per sÃ© la riparazione di un sistema critico, ma di un banale condotto ODN sul ponte 20, in una zona remota della nave.<br />
Un posto dove nessuno sarebbe capitato per caso a distrarlo dai suoi pensieri.<br />
<br />
<br /><b>U.S.S. Marconi -  14/01/2395 Ore 08:15 - Tubi di Jeffries, Ponte 20 Intersezione 32</b><br /><br />
Trovare Rekon non era esattamente un'impresa epica, tenendo conto del fatto che i borbottii indispettiti del vecchio Tellarita si sentivano piÃ¹ o meno ad un Ponte di distanza, benchÃ© amplificati e distorti dalla strana acustica dei Tubi di Jeffries.<br />
Quando Resed raggiunse l'Intersezione 32, l'Ingegnere Capo aveva smontato circa due metri lineari di copertura metallica dalla paratia e stava armeggiando con insulti e cacciavite sonico per rimuovere alcuni condotti dati. Il Boliano si fermÃ² a circa un metro dal proprio superiore, attendendo fosse questi a rivolgergli la parola. Conoscendolo ci sarebbe voluto un po' ma - se lo avesse chiamato - quello stesso tempo sarebbe stato impiegato in insulti fantasiosi e, al momento, Resed non era dell'umore adatto.<br />
Sorprendendo entrambi, comunque, Rekon sollevÃ² lo sguardo dal proprio lavoro e, data un'occhiata al volto tondeggiante del giovane Boliano, ringhiÃ² un "Beh? Che diavolo stai aspettando, un invito scritto su carta pergamena? Prendi gli attrezzi e scollega l'altro lato di questo maledetto condotto..."<br />
PiÃ¹ per istinto di autoconservazione che per altro, Resed agÃ¬, chinandosi sul modulo danneggiato e cominciando a dissaldarne i collegamenti. Si era preparato un lungo discorso da fare a Rekon, un discorso che neppure lui sapeva bene dove sarebbe andato a parare, ma il Tellarite lo aveva spiazzato, offrendogli subito di lavorare con lui.<br />
Per un paio di minuti il giovane Capo lavorÃ² su di un condotto dati fuso, cercando di scollegarlo senza danneggiare le parti sane del circuito e scorticandosi le dita nel farlo "P'ter ni ka...tri tu kolork!" borbottÃ² a bassa voce, portandosi il dito pulsante in bocca ed usando, senza neppure accorgersene, una di quelle frasi gentili del suo capo, una di quelle che il Traduttore Universale rifiutava di tradurre e che - una volta riportata in Standard - avrebbe suonato piÃ¹ o meno come una constatazione del fatto che la madre del soggetto cui era destinata di mestiere era una meretrice con preferenze per relazioni aperte con soggetti non molto raccomandabili e dalla discutibile igiene personale.<br />
Rekon sollevÃ² per la seconda volta lo sguardo dal lavoro e ghignÃ² divertito, commentando "Non male, ancora un po' di lavoro e potremo fare di te un bestemmiatore piÃ¹ che decente..."<br />
Resed gli lanciÃ² un'occhiataccia e rimase un momento in silenzio, prima di rimettersi al lavoro e dire "Almeno sarei bravo in qualcosa...visto che nel mio lavoro faccio pena..."<br />
"E questo chi lo avrebbe detto?" chiese il Tellarita, finendo finalmente di smontare il condotto e cominciando ad esaminarlo ad occhio nudo, annusandolo quasi il pezzo, come se i suoi sensi potessero dirgli piÃ¹ dei tricorder.<br />
"Non mi sembra di essere stato in grado di fare qualcosa per salvare l'Arca..." ammise il giovane, aprendo il tricorder e controllando i punti di contatto, per verificare fossero sani e pronti per essere collegati al pezzo sostituto che Rekon si era portato dietro "se al mio posto ci fosse stata il Tenente Seville..."<br />
"E se mia nonna avesse avuto due unitÃ  anti-G sarebbe stata una levicar!" commentÃ² il Tellarita, interrompendolo seccamente "Credi forse dipenda da te? Che tutto quel casino, due navi generazionali coinvolte in una guerra iniziata ottocento anni fa e tutto il resto dipenda da te? Se Ã© cosÃ¬ hai sbagliato lavoro, ragazzo. Dovevi intraprendere la carriera di Comando, non quella di ingegneria!"<br />
Poi, mentre Resed rifletteva su quelle parole, il vecchio ingegnere aggiunse "E sarebbe stato un peccato, visto che come ingegnere te la cavi bene. Mica come quella testa di c@##o che ha dichiarato buono questo pezzo prima di installarlo. Ma se lo becco torco il collo a lui e a quelli della ODN Systems che lo hanno fabbricato..."<br />
CiÃ² detto buttÃ² a terra il pezzo guasto e si mise a collegare un lato di quello nuovo, continuando al contempo a parlare "No, ragazzo, non c'era nulla di piÃ¹ che avresti potuto fare. NÃ© tu, ne Tara nÃ© il Capitano...."<br />
"Ma...tutta quella gente..." provÃ² a dire Resed, mentre anche lui iniziava a ricollegare il condotto, quasi senza guardarlo. Si trattava di un lavoro semplice, che entrambi erano in grado di fare quasi senza pensare.<br />
"Tutta quella gente Ã© andata..." ribattÃ© rudemente Rekon, scuotendo il testone e trattenendosi a stento dallo sputare per terra "e non c'Ã© nessun miracolo che noi potremo fare per salvarli. Ricordatelo Resed...se vuoi fare questo lavoro, c'Ã© una cosa che devi imparare. Non sempre si vince. Non sempre si salvano tutti, perchÃ© non tutti gli ingranaggi possono essere aggiustati. Ci sarÃ  sempre un pazzo disposto a distruggere sÃ© stesso per portarsi dietro il nemico, o un impero di conquistatori da quattro soldi, che pensano che i mondi appena oltre il confine gli spettino di diritto...o un trasporto col motore difettoso..."<br />
"Ma io mi sento uno schifo..." affermÃ² il Boliano, cominciando a saldare in posizione il nuovo pezzo, ma fissando ora Rekon, stupito dall'ultima parte della frase, che gli pareva qualcosa di personale.<br />
"E ci mancherebbe...hai assistito all'estinzione di tre specie! Che razza di schifo di persona saresti se non ti sentissi uno schifo?" ribattÃ© il Tellarita, mettendo nuovamente in posizione la copertura del condotto, dopo aver verificato che il nuovo sistema funzionasse "Ascolta ragazzo...non sempre li puoi salvare, bisogna accettarlo e fare del proprio meglio perchÃ© succeda meno volte possibile. Ma quando succede...beh...vai avanti, perchÃ© c'Ã© altra gente che avrÃ  ancora bisogno di te. Il trucco..."<br />
Resed gli lanciÃ² un'occhiata incuriosita e Rekon gli diede una pacca sulla spalla, prima di recuperare la cassetta degli attrezzi e completÃ² "il trucco Ã© ammortizzare la botta...in questo il tran tran quotidiano aiuta e - quando non basta - anche una buona bottiglia in compagnia schifo non fa..."<br />
Resed rimase in silenzio diversi altri secondi, quindi chiese, quasi titubante "Capo... vuoi... venire al Bar di Prora a bere qualcosa?"<br />
"Ti sembro forse una ragazzina da invitare a bere qualcosa?" ringhiÃ² di rimando il Capo Ingegnere quindi, dopo essersi fatto una risata, aggiunse "Sono vecchio per queste cose, ragazzo...ora sistemo un'ultimo dettaglio e me ne vado dritto a letto. Non ce li hai degli amici o una ragazza da invitare a bere?"<br />
"Una...ragazza?" balbettÃ² Resed, quasi facendo cadere a terra il Tricoder che teneva in mano.<br />
"Un umanoide di sesso femminile, ragazzo...hai presente?" gli chiese il Tellarita, ora evidentemente divertito "creature piÃ¹ o meno simili a noi, ma con qualcosa in meno sotto e qualcosa in piÃ¹ sopra...sai, di quelle con le quali ci si fanno un mucchio di marmocchietti, blu nel tuo caso. Hai presente o devo farti un disegnino?"<br />
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<br /><b>U.S.S. Marconi - 14/01/2395 Ore 08:31 - Prigioni</b><br /><br />
Con un po' di titubanza, le guardie fecero passare Rekon. Il Capitano aveva dato disposizione che i due Adesto sopravvissuti fossero trattenuti in blocchi detentivi diversi e non ricevessero visite da parte dell'equipaggio, ma l'Ingegnere Capo della Marconi non era una persona facile da distogliere dalle proprie posizioni e aveva liquidato la cosa con un "Se avessi voluto morto quell'uomo avrei decompresso la sua cella...ora levatevi dai piedi!"<br />
Alla fine lo avevano fatto passare, ma erano entrati con lui per sicurezza. Rekon, comunque, da quando era arrivato lÃ¬ non aveva fatto alcunchÃ© di aggressivo, limitandosi a fissare Darsa a braccia incrociate, in una specie di gioco a chi abbassava prima lo sguardo.<br />
"Si puÃ² sapere che diavolo vuoi da me?" sbottÃ² alla fine l'Adesto, spezzando per primo il contatto visivo ed alzandosi in piedi, i pugni stretti tenuti all'altezza della vita in una posa difensiva.<br />
"Io?" ribattÃ© Rekon con un ghigno che mise in mostra le corte zanne "Non voglio nulla, perchÃ©? Ero solo curioso di vedere se era vero che stavi festeggiando in cella..."<br />
"Abbiamo vinto..." ribattÃ© l'alieno, mettendo su la sua migliore faccia da vincitore, che perÃ² non impressionÃ² molto Rekon, il quale sentÃ­ unicamente un certo prurito alle mani ed il desiderio di togliere a sberle il sorriso da quel volto "perchÃ© non avrei dov..."<br />
"SÃ¬, sÃ¬...bravo, bravo..." rispose l'Ingegnere Capo della Marconi, ignorandolo pari pari "no, scusa se ti interrompo mentre ti vanti di quanto siate stati forti e fedeli a voi stessi voi Adesto, ma ho sonno e la mia scorta di pazienza deve essere rimasta miniaturizzata, perchÃ© non la trovo. Comunque lascia che faccia io il riassunto, cosÃ¬ finiamo prima..."<br />
Darsa parve confuso dalle parole del Tellarita, che ne approfittÃ² per continuare "Tu e la tua gente siete riusciti nell'epica impresa di perdere otto secoli delle vostre esistenze per dar la caccia ai sopravvissuti Allesto - ai quali di voi non importava un beneamato fico secco, visto che erano ibernati - e quando li avete trovati siete riusciti nel vostro obiettivo di ammazzarli tutti, per vendicarvi di una scappatella di due ragazzi. E questo lo avete ottenuto al ragionevole prezzo dell'estinzione quasi completa di altre due razze: degli esseri ad uno stato evolutivo tale per cui neppure si rendevano conto di vivere in una nave stellare e la vostra stessa razza! Che dire, complimenti..."<br />
Quindi Rekon applaudÃ¬, un applauso lento che grondava sarcasmo "Sai...quando sono venuto qui avevo un mucchio di domande in testa, ma non serve te le faccia. Volevo sapere come accidenti fai a sopravvivere col genocidio di tre razze sulla coscienza, ma non serve, ho capito tutto."<br />
Il Tellarita fece un respiro profondo, pima di spiegare la sua ipotrsi "Un povero idiota...! Non sei altro che un povero idiota..."<br />
Quest'offesa non fece affatto piacere all'Adesto che, con un ringhio, si avventÃ² sul suo interlocutore solo per essere respinto brutalmente dal campo di forza della cella, che lo scaraventÃ² col sedere per terra.<br />
A questa scena Rekon si fece una piccola risata, quindi aggiunse "No, no...stai seduto, che tanto sto andando via. Sai, avevo pensato ad insulti molto articolati da rivolgerti, ma credo che non lo farÃ². In fondo sei l'ultimo superstite della tua specie, almeno moralmente, visto che il tuo degno compare mi Ã© parso piÃ¹ interessato a salvare la sua pelle che a qualsiasi altra cosa. Quindi farÃ² il Federale gentile e - tratto spunto dal saluto Vulcaniano - ti augurerÃ² una Lunga Vita..."<br />
CiÃ² detto, sotto lo sguardo allibito delle due guardie di sicurezza che avevano assistito a tutta la scena, si voltÃ² e fece per andarsene. Quando fu vicino alla porta, perÃ², si voltÃ² di nuovo e in tono gelido aggiunse "SÃ¬, ti auguro di vivere a lungo nella consapevolezza che tutta la tua specie si Ã© estinta per il gesto inutile di eliminare altre due specie che nemmeno avevate mai incontrato fino a ieri. Una vita lunga e solitaria...in compagnia dei soli fantasmi di chi hai ucciso! Ti saluto, genocida di tre specie...non credo tornerÃ² a trovarti. Non vali il mio tempo..."<br />
E se ne andÃ² a passo fiero, le spalle ben dritte. Fece solo pochi passi, prima di trovarsi di fronte il Dottor Kuwano, che lo osservava a braccia conserte accanto ad uno dei monitor di osservazione delle celle, dal quale aveva probabilmente assistito alla scenetta.<br />
"Dottore..." disse solo il vecchio Tellarita, procedendo a passo tranquillo verso il piÃ¹ vicino turboascensore.<br />
"Signor Rekon..." salutÃ² col medesimo tono Kuwano, accodandosi all'Ingegnere. Quindi, con tono di conversazione da ascensore "sa, mi pareva di averla confinata nel suo alloggio con l'ordine di riposarsi, alcune ore fa..."<br />
"Ã‰ possibile..." convenne l'Ingegnere Capo della Marconi senza scomporsi "Ã© stata una giornata lunga e la mia memoria non Ã© piÃ¹ quella di una volta..." quindi entrÃ² nella cabina - seguito a ruota dal medico - e selezionÃ² il Ponte 5, dove si trovava il suo alloggio.<br />
"SÃ¬, una giornata lunga per tutti..." convenne l'asiatico, mantenendo sempre piatto il tono. In fondo, dopo un anno ben sapeva che con Rekon perdere la calma equivaleva a fare il suo gioco, un gioco in cui entrambi erano maestri ma il vecchio Tellarita aveva piÃ¹ esperienza "si figuri che mi pareva anche di aver ordinato al computer di chiudercela dentro per sedici ore..."<br />
"Ã‰ possibile anche questo..." annuÃ¬ gravemente Rekon, anche se il volto porcino si contorse in un ghigno divertito "ma deve tener conto del fatto che sta parlando del mio computer, e che io litigo con giovani medici competenti e zelanti da prima che lei sapesse sillabare la parola tracheotomia..."<br />
Su queste parole i due ufficiali superiori esaurirono i convenevoli e, dopo essersi guardati un lungo momento, rimasero in silenzio finchÃ© l'ascensore non li condusse vicino all'alloggio del piÃ¹ vecchio, che riprese la propria strada in silenzio, seguito dall'altro come un'ombra.<br />
"Sa..." aggiunse l'Umano dopo un po', quando si fermarono ad una intersezione per consentire il passaggio di un carrello anti-G che trasportava un grosso sostegno da installare da qualche parte "sulla Terra esiste un detto: Mai discutere con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza."<br />
Rekon pareva totalmente concentrato sul pezzo in transito, che sapeva diretto a rinforzare uno dei piloni di sostegno del Ponte, incrinato negli ultimi scontri, ma annuÃ¬ comunque alle parole del compagno "Un detto saggio. Magari non proprio adatto alla mia gente, ma saggio."<br />
Quindi proseguirono senza parlare e, quando si trovarono all'ultima intersezione prima del suo alloggio, Rekon chiese "Cos'Ã©, vuole venire a controllare che vada a dormire?"<br />
"Oh, sÃ¬...e le rimboccherÃ² anche le coperte, dopo essermi accertato che non la ritroverÃ² in giro per la nave a cercare di ammazzarsi facendo un lavoro che in questo momento non Ã© in grado di fare..."<br />
"Bah..." borbottÃ² il Tellarita, entrando nell'alloggio e dirigendosi ad un piccolo mobiletto posto vicino al replicatore "come se avessi bisogno della balia alla mia etÃ . Le pare che - se non fossi stato conscio del mio livello di stanchezza - mi sarei messo a sostituire un dannato condotto dati con la nave in queste condizioni?"<br />
Quindi, dopo aver replicato due larghi bicchieri contenenti ghiaccio, tirÃ² fuori dal mobiletto una bottiglia piuttosto vecchia contenente quello che pareva Whisky di Fuoco Altariano, un alcolico decisamente potente. Dopo averne versate due porzioni abbondanti, porse senza tante cerimonie uno dei due bicchieri all'Umano.<br />
Kuwano parve un momento perplesso, ma subito accettÃ² il bicchiere. Non dissero nulla mentre bevevano il liquido altamente alcolico a piccoli sorsi...solo verso metÃ  bicchiere, il dottore affermÃ² gravemente "Non si puÃ² sempre salvare tutti..."<br />
"CiÃ² che si puÃ² fare Ã© ricordarli..." confermÃ² seriamente il collega, prima di colpire il bicchiere di Kuwano col suo in un brindisi silenzioso alla memoria delle vite spezzate quel giorno.<br />
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            <author>Tenente Comandante Rekon </author>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2015 08:00:00 +0200</pubDate>
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