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        <title>USS HOPE - Missione 06</title>
        <description>I diari di bordo della USS HOPE</description>
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            <title>USS HOPE</title>
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            <description>Feed provided by Starfleet Italy.</description>
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            <title>06-00 Preludio alla fase 2</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Xyr del Clan Clos<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Terra - New Orleans - 17 Luglio 2395 - Ore 22:45</b><br /><br />
La musica del sassofono faceva da sottofondo al vociare del locale.<br />
Le luci erano basse e ogni angolo brulicava di persone.<br />
<br />
Dal bancone del bar Rodriguez si avvicinÃ² posando sul tavolo un grosso vassoio pieno di bevande.<br />
"Il Longmorn scozzese?"<br />
"Mio grazie." Doohan allungÃ² una mano per afferrare il bicchiere.<br />
<br />
"I due Cardassian Sunrise?"<br />
"QuaggiÃ¹." Basta afferrÃ² i due bicchieri offrendone uno a Graahn.<br />
<br />
"La Birra Aldoriana per il nostro buon Tucci, il TÃ¨ jestral per la nostra affascinante Risiana e le Birre Romulane per me e la dolcissima Luna."<br />
"Ti devo spezzare un braccio Rodriguez?"<br />
"Ehm.... per il cadetto Jones." Luna afferrÃ² il bicchiere sorridendo e alzandosi in piedi propose un brindisi.<br />
"Alla Hope, 5 dei piÃ¹ bei mesi della mia vita."<br />
<br />
Tutti alzarono i loro bicchieri in accordo.<br />
<br />
Poco lontano dal tavolo Bueller osservava la scena appoggiato al bancone del bar.<br />
Aveva appena finito di raccontare per l'ennesima volta a qualche cadetto curioso qualche aneddoto successo sulla Hope. Questa volta era toccato alla storia della navetta in sala macchine, anche se la sua preferita continuava ad essere quella coi Q.<br />
<br />
Dal loro ritorno sulla Terra, ormai due mesi fa, erano diventati gli idoli della maggior parte dei cadetti dell'Accademia.<br />
<br />
All'inizio la cosa lo aveva eccitato oltre misura. Aveva anche sfruttato la cosa a suo favore con un paio di cadette, non aveva remore nell'ammetterlo.<br />
Col passare delle settimane perÃ² quella sensazione di euforia aveva lasciato il posto a un velo di malinconia.<br />
<br />
La Hope gli mancava.<br />
<br />
Tutto era ritornato alla normalitÃ . Lo studio aveva riempito le sue giornate cosÃ¬ come quelle degli altri del suo ex equipaggio.<br />
Si ritrovavano spesso in questo bar di New Orleans dove qualche sera Xyr veniva a suonare. Era un modo come un altro per restare lo stesso tutti insieme. Fra 4 o 5 mesi, dopo il diploma, ognuno avrebbe preso la sua strada e quasi sicuramente non si sarebbero piÃ¹ rivisti.<br />
L'Andoriana era sul palco proprio ora. Lui e Rest la stavano osservando suonare.<br />
<br />
"Bella questa canzone."<br />
<br />
"Body and Soul di John Coltrane. 23 settembre 1926 - 17 luglio 1967. Oggi sono 428 anni dalla sua morte. La storia lo ricorda come uno dei piÃ¹ grandi sassofonisti della storia del jazz... e il terzo tra i musicisti preferiti di Xyr."<br />
<br />
Bueller guardÃ² per un attimo il vulcaniano. Gli era sembrato di percepire un'esitazione nell'ultima parte del discorso. Sorrise tra sÃ¨.<br />
<br />
Eccoli comunque tutti lÃ¬ con le loro particolaritÃ , con il loro unico modo di fare e con quella spensieratezza tipica della loro etÃ .<br />
Avevano affrontato 5 mesi di avventure che avrebbero messo in crisi equipaggi piÃ¹ esperti.<br />
<br />
Anche la morte di un loro compagno era stata una prova che avevano dovuto affrontare. Forse troppo presto.<br />
<br />
Era comunque orgoglioso di loro. Sarebbero stati ottimi ufficiali, sarebbero stati la crema del... del... del...<br />
<br />
<i>*ma quanto Ã¨ bella quella?*</i><br />
<br />
"Saaalve. Io sono Ferris, tu?"<br />
<br />
  <br />
<br />
<br /><b>Terra - San Francisco - Sala Mensa Accademia della Flotta Stellare - 9 Ottobre 2395 - Ore 11:15</b><br /><br />
"La so, la so. Se ipotizziamo che le particelle si muovano a velocitÃ  pari a Î² e -Î², dove consideriamo Î² = v/c e quindi -Î² = -v/c e dove ovviamente c rappresenta la velocitÃ  della luce nel vuoto, possiamo dire che dal punto di vista di un osservatore la velocitÃ  relativa Î”Î² sarÃ  meno della velocitÃ  della luce."<br />
<br />
Caytlin annuÃ¬ leggendo la risposta sul PADD mentre Luna alzava la mano al cielo in segno di vittoria.<br />
<br />
"Quell'esame sarÃ  una passeggiata! Quello che mi preoccupa di piÃ¹ Ã¨ quello di Geometria Subspaziale Avanzata. Mi viene mal di testa al solo pensiero."<br />
"Hai giÃ  deciso se fare subito richiesta su una nave?"<br />
"Non ci ho ancora pensato. Prima volevo finire qui e poi vedere. Certo che manovrare una nave, fosse anche quel ferrovecchio di una Miranda, mi ha cambiato prospettiva. Qui al simulatore non c'Ã¨ realmente l'adrenalina ad aiutarti. Poi appena usciamo di qui, ci sbattono a pulire le gondole per anni, altro che pilotare una nave spaziale."<br />
<br />
"Luna!!! Caytlin!!! Ãˆ fatta!!!"<br />
<br />
Rodriguez stava correndo verso di loro in preda all'euforia.<br />
<br />
"Passato! Ne mancano due, ne mancano due!"<br />
Dietro di lui un pacato Lon Basta lo seguiva dopo essere uscito da un'aula adiacente. Sul suo viso un accenno di sorriso.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - San Francisco - Accademia della Flotta Stellare - 25 Ottobre 2395 - Ore 18:20</b><br /><br />
"Computer, avviare registrazione Xyr 2-56."<br />
<br />
Lo schermo si accese. Le immagini riportarono una scena svoltasi presso l'Aula Cochrane.<br />
<br />
"Certo, ha ragione Xyr, ma si ricordi che non sempre questa teoria Ã¨ applicabile. Ci sono circostanze in cui..."<br />
"Mi scusi lei Signore, ma se consideriamo l'interferenza allora il presupposto crolla. Una regola Ã¨ una regola. Semplice e chiara. Se non possiamo basarci su qualcosa di concreto come si riesce a proseguire?"<br />
<br />
"Xyr, ci sono tre varianti. Secondo il suo ragionamento quale dovrebbe essere quella che porta al miglior risultato?"<br />
"Senza ombra di dubbio la seconda. L'articolo 248 esclude la prima a priori, mentre il trattato di Grayx VI rende la terza immorale secondo il consiglio Grayxiano."<br />
"Ottimo Xyr, ottimo. Direi che non c'Ã¨ nulla da aggiungere. Ci vediamo per l'esame finale fra due settimane."<br />
<br />
L'andoriana si alzÃ², strinse la mano alla commissione in ordine di grado e si congedÃ².<br />
<br />
"Computer, fine registrazione."<br />
<br />
Un sospiro uscÃ¬ dalle labbra dell'Ammiraglio Lennox.<br />
<br />
"Saranno mai pronti?"<br />
<br />
Il suo interlocutore, l'Ammiraglio Maelstrom, guardÃ² i dati sullo schermo.<br />
<br />
"Secondo le analisi Xyr ha ottenuto la risposta per deduzione. Bueller ha dato la stessa risposta corretta, ma poi ha ammesso di non aver idea di cosa fosse il Consiglio Grayxiano. Lui aveva percepito che la risposta potesse essere solo quella come per istinto. Ad ogni esame hanno ottenuto gli stessi risultati partendo da presupposti diametralmente diversi. Evelin, sei sempre della tua idea?"<br />
<br />
"Abbiamo qualche alternativa? Reale alternativa? Chiamami sentimentale, ma da quando sono diventata responsabile di questo progetto ho imparato a conoscerli. Stanno migliorando, ma hanno bisogno di una piccola spinta."<br />
<br />
"Piccola spinta? Beh, se questa per te Ã¨ una piccola spinta non oso immaginare cosa potrebbe succedere con un sonoro calcio nel sedere."<br />
"Entrerebbero in orbita senza nave. Finiamo di visionare i filmati degli altri del Progetto Hope, poi farÃ² le mie valutazioni e ne parleremo alla riunione dell'Ammiragliato. Computer, accedi alla registrazione Graahn 3.84."<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - San Francisco - Accademia della Flotta Stellare - 19 Novembre 2395 - Ore 10:00</b><br /><br />
La piazza antistante il monumento dedicato a Zefram Cochrane era gremita di cadetti.<br />
Il motto ex astris, scientia troneggiava dietro il palco.<br />
<br />
"Cadetti. Siamo arrivati alla fine di un viaggio, non del vostro viaggio. Quello sta per cominciare e ve lo anticipo. SarÃ  fantastico. Ormai sie..."<br />
Una lieve gomitata attirÃ² l'attenzione di Lon Basta seduto tra gli altri cadetti.<br />
<br />
"Certo che sei sempre un musone. Anche oggi che dovrebbe essere un giorno felice non ti riesce proprio di lasciarti andare."<br />
Melanne sorrise nel pronunciare quelle parole.<br />
<br />
CercÃ² i suoi amici in mezzo alla folla, erano tutti arrivati alla fine dei corsi. Chi alla fine dei 4 anni come Tucci, lo stesso Basta, Doohan, Rest, Rodriguez.<br />
Altri avevano completato un percorso piÃ¹ lungo e avevano terminato il corso di Comando come Ferris, Xyr, Luna.<br />
Caytlin i suoi due anni supplementari da Consigliere, mentre lei era ormai all'ottavo e ultimo anno in Medicina.<br />
<br />
"... Cadetto Browning, ecco il suo diploma e i suoi nuovi gradi da Guardiamarina. Complimenti."<br />
<br />
Era finita per tutti.<br />
<br />
Cosa li aspettava da lÃ¬ in poi era ancora un vero mistero. Lei si era guardata intorno, aveva fatto alcune ricerche e anche qualche timida richiesta su possibili assegnazioni.<br />
<br />
"... Cadetto Tukesh, ecco il suo diploma e i suoi nuovi gradi da Guardiamarina. Complimenti."<br />
<br />
Una nuova nave, magari una Stazione. Aveva anche pensato di restare sulla Terra al Centro Ricerche di Buenos Aires.<br />
<br />
"... Cadetto Rest figlio di Retok, ecco il suo diploma e i suoi nuovi gradi da Tenente JG in quanto risultato uno dei 10 migliori del suo corso. Complimenti."<br />
<br />
La cerimonia proseguÃ¬ per altri 40 minuti con tutte le nomine di rito, sia per i cadetti sia per chi, come lei, terminava i corsi di specializzazione.<br />
<br />
Il Capit... anzi, Ferris, li stava ora radunando.<br />
<br />
Dopo alcuni minuti tutti furono raccolti attorno a quello che per pochi mesi li aveva guidati in alcune delle piÃ¹ assurde ed entusiasmanti missioni che dei cadetti potessero ricordare.<br />
<br />
"Grazie e complimenti a tutti. Ce l'avete fatta, non ne ho mai dubitato, ma soprattutto che risultati! Siete stati tutti grandissimi. Vi ho riuniti un attimo perchÃ© ho ricevuto l'incarico da parte dell'Ammiraglio Lennox di invitarvi tutti ad una festa privata che si terrÃ  questa sera verso le 21. Credo voglia ringraziarci personalmente per aver partecipato al Progetto Hope. Ci vuole in divisa, quindi la cosa sarÃ  ufficiale. Ora, sciogliete le righe. Ci vediamo tutti stasera."<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - San Francisco - Sala d'attesa ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 19 Novembre 2395 - Ore 21:00</b><br /><br />
Rodriguez fu l'ultimo ad arrivare. Erano giÃ  tutti lÃ¬.<br />
<br />
Bueller e Jones stavano corteggiando come sempre la bella Caytlin, Tucci e Doohan stavano leggendo qualcosa su un PADD, Lon Basta stava chiacchierando con la Dottoressa Graahn mentre Xyr e Rest stavano attendendo in silenzio in un angolo della stanza osservando alcune targhe appese.<br />
<br />
Rodriguez si unÃ¬ al suo ex facente funzioni di Capitano.<br />
<br />
Qualche minuto dopo la porta dell'Ufficio di Lennox si aprÃ¬ e l'Ammiraglio uscÃ¬ sorridente e cominciÃ² a stringere le mani a tutti.<br />
<br />
"Benvenuti Signori. Grazie di essere tutti qui. Volevo festeggiare ovviamente, ma anche discutere con tutti voi un paio di cose. Non qui perÃ². Prima di parlarvi volevo mostrarvi una cosa."<br />
<br />
Lennox sorrise e toccÃ² il suo comunicatore "11 da teletrasportare."<br />
<br />
Il tipico pizzicorio del teletrasporto avvolse il gruppo che qualche istante dopo si trovÃ² a bordo di una navetta in orbita attorno alla Terra.<br />
<br />
Lennox appoggiÃ² una mano sulla spalla del guardiamarina seduto al timone.<br />
<br />
"Se ci siamo tutti possiamo procedere."<br />
<br />
In pochi minuti la navetta li portÃ² in orbita attorno a Marte e attraccÃ² in una baia dei cantieri di Utopia Planitia.<br />
<br />
La curiositÃ  stava minando la tranquillitÃ  del gruppo.<br />
Fu Bueller a cercare di ottenere qualche informazione, ma Lennox gli fece cenno di aspettare e di seguirla fuori dalla navetta.<br />
<br />
Una decina di minuti dopo Lennox li radunÃ² in un'ampia sala dove ad attenderli c'erano un paio di tavoli pieni di cibo e bevande, un altro tavolo coperto da un telo e alcuni Ufficiali.<br />
<br />
"Capitano Strauss!"<br />
<br />
"Bene bene bene, ci siete tutti. Finalmente siete veri ufficiali e purtroppo per voi siete entrati a pieno titolo nell'ingranaggio che porterÃ  la Federazione ad affondare a causa del grande complotto."<br />
<br />
Rodriguez sorrise.<br />
<br />
"Siamo anche noi molto contenti di vederla Capitano".<br />
<br />
Un cameriere distribuÃ¬ a tutti un bicchiere di champagne con cui Lennox propose un brindisi.<br />
<br />
"Bene, capisco la vostra curiositÃ  e credo sia il momento di svelarvi perchÃ¨ vi ho riuniti qui. Nicholaus, vuoi fare gli onori?"<br />
<br />
Strauss posÃ² il suo bicchiere e sollevÃ² il telo che copriva il tavolo alla sua destra. Una serie di scatole porta medaglie apparve su un panno blu con il logo della Federazione. Lennox si avvicinÃ².<br />
<br />
"Beh, direi di iniziare allora. Bueller, cominciamo da lei."<br />
<br />
Ferris si guardÃ² curioso attorno poi si avvicinÃ² all'Ammiraglio.<br />
<br />
"Con il potere che mi Ã¨ concesso dal Consiglio della Federazione Unita dei Pianeti e con il beneplacito espresso da parte dell'Ammiragliato tutto, nomino per meriti sul campo Ferris Bueller al grado di Tenente. Le motivazioni complete di questa scelta e le referenze che ha ricevuto sono contenute nel file allegato. Si avvicini. Questa medaglia e questi gradi sono meritati. Complimenti."<br />
<br />
Bueller prese dalle mani di Lennox il porta medaglia che conteneva il suo primo passo verso il futuro.<br />
<br />
"Ora Tenente non si monti la testa. Tutti i presenti sono stati scelti per un motivo o per un altro a ricevere il suo stesso trattamento."<br />
<br />
Un vociare cominciÃ² a riempire il silenzio della stanza.<br />
<br />
"E prima che lei lo chieda Xyr, ho controllato. Ho il potere di fare questo e altro. Ci sono articoli che solo un Ammiraglio conosce e che lei potrÃ  visionare quando arriverÃ  al mio grado. Se ne faccia una ragione."<br />
<br />
Al termine della cerimonia 10 nuovi Tenenti si lustrarono gli occhi a vicenda con i loro luminosi gradi sul colletto.<br />
<br />
Alcune pacche sulle spalle, qualche battuta e un paio di brindisi dopo, Evelin Lennox prese di nuovo la parola.<br />
<br />
"Signori un attimo di attenzione per favore. Vi ho portati qui per un motivo specifico e credo sia il caso di mettere tutte le carte in tavola. Nicholaus puoi aprire per cortesia la copertura alle finestre? Vorrei che i presenti vedessero finalmente quello che abbiamo preparato."<br />
<br />
Le paratie che coprivano un'intera parete cominciarono ad aprirsi verso un bacino di attracco dove una nave di Classe Intrepid era ormeggiata.<br />
<br />
Bueller e Xyr si avvicinarono alla finestra.<br />
<br />
"Scherza vero?"<br />
<br />
"Nessuno scherzo Tenente Bueller. PuÃ² leggere per tutti noi quello che c'Ã¨ scritto sulla prua?"<br />
<br />
"USS Hope NCC 25122-A......"<br />
<br />
"Ottimo. Ora, devo dire che la decisione non Ã¨ stata facile. Ho dovuto convincere diverse persone che non ero completamente impazzita. L'appoggio da parte degli Ammiragli Crom e Maelstrom ha spostato gli equilibri a mio favore."<br />
<br />
La Lennox posÃ² il bicchiere che teneva in mano e intrecciÃ² le mani dietro la schiena.<br />
<br />
"Signori. Il Progetto Hope continua. La mia proposta Ã¨ di riunirvi di nuovo tutti su una nave un po' piÃ¹ seria questa volta e di mandarvi fuori a farvi le ossa. Il Capitano Strauss sarÃ  a capo della nave, ma si defilerÃ  nella gestione del bar di prora, mentre Bueller e Xyr fungeranno da Primo e Secondo Ufficiale. In realtÃ  facente Funzioni di Capitano e Primo Ufficiale. Tutti gli altri riprenderanno i vecchi ruoli che hanno ricoperto sulla prima Hope."<br />
<br />
Strauss annuÃ¬ prima verso Lennox poi verso i ragazzi presenti nella stanza.<br />
<br />
"Ovviamente non Ã¨ un ordine in questo caso. Se prima eravate tutelati, ora sarete molto piÃ¹ esposti e con gradi reali. Non voglio sia una decisione presa tanto per fare. La vostra carriera potrÃ  bloccarsi o decollare. Potrete scegliere senza problemi di declinare la mia offerta e vi verranno comunicate altre assegnazioni. Da parte mia avrete una raccomandazione per qualsiasi vostra scelta."<br />
<br />
Un boliano che di solito assisteva l'Ammiraglio diede ad ogni Ufficiale un PADD.<br />
<br />
"Il mio assistente ha appena fissato 15 minuti domani con ognuno di voi nel vostro calendario. Su quei PADD l'assegnazione ufficiale che dovrete controfirmare per accettazione con i vostri compiti. Entro domani perÃ² voglio una vostra risposta. Positiva o negativa."<br />
<br />
Con un gesto della testa salutÃ² i presenti e uscÃ¬ dalla stanza lasciando 10 giovani coi loro pensieri.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Xyr del Clan Clos</author>
            <pubDate>Mon, 13 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-01 Risposta</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Xyr del Clan Clos<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Marte - Cantieri Utopia Planitia - 20 Novembre 2395 - Ore 02:00</b><br /><br />
La sala riunioni dove si era svolta la festa era vuota da ore e completamente buia.<br />
Le paratie alle finestre erano ancora sollevate.<br />
L'unico barlume di luce arrivava dai fari che circondavano il profilo della nuova Hope attraccata a poche centinaia di metri fuori dalla stanza.<br />
Xyr staccÃ² per un attimo lo sguardo dalla nave e premette un tasto sul PADD.<br />
La voce del dispositivo lesse per lei.<br />
"Elenco promozioni Xyr del Clan Clos:<br />
- Guardiamarina conseguito presso Accademia della Flotta Stellare<br />
- Tenente JG conseguito come uno dei migliori cadetti nella specializzazione ruoli di Comando<br />
- Tenente conseguito per meriti sul campo per aver guidato la nave Hope in situazioni di pericolo e menzione specifica da parte dell'allora facente funzioni di Capitano Ferris Bueller."<br />
L'andoriana toccÃ² un altro tasto sul PADD.<br />
La voce riprese.<br />
"Assegnazione USS Hope NCC 25122-A con la funzione di Secondo Ufficiale Esecutivo. Le sue mansioni saranno di geSRTTFTRcrraaackkk..."<br />
Il PADD si frantumÃ² con violenza contro il muro.<br />
La rabbia aveva preso il sopravvento.<br />
Tutto questo non aveva senso.<br />
Si era impegnata al massimo delle sue possibilitÃ . Aveva superato tutto e tutti. Aveva anche sopportato 5 mesi di pessima gestione sulla Hope. Eppure per la seconda volta avevano scelto lui e messo lei al secondo posto.<br />
Forse si erano sbagliati la prima volta, ma ora sapevano con chi avevano a che fare. Sapevano che lei meritava quell'occasione.<br />
Si incamminÃ² furiosa verso la porta fermandosi sull'uscio.<br />
Il PADD era a terra e piccole scintille provenienti dallo schermo ne determinavano la sua totale distruzione. Si avvicinÃ² e si abbassÃ² a raccoglierlo. Lo guardÃ² ancora una volta e uscÃ¬ dalla stanza.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - 20 Novembre 2395 - Ore 05:18</b><br /><br />
Era tornata sulla Terra da poche ore sfruttando una navetta che riportava indietro alcuni ingegneri addetti alle manutenzioni sui cantieri.<br />
Aveva provato a fare due passi nel parco dell'Accademia, poi a riposare qualche minuto, ma nulla riusciva a rilassarla.<br />
Alla fine aveva indossato abiti leggeri, si era chiusa in una delle sale ologrammi del Campus e aveva fatto partire un programma che ricreava un combattimento Ushaan andoriano.<br />
Dopo un'altra ora dedicata a feroci scontri con diversi avversari aveva ceduto alla stanchezza e ai lividi.<br />
Coricata a terra sul pavimento della sala ologrammi aveva ripreso a respirare regolarmente.<br />
"Computer, accedi a file Xyr alfa 3.5 e contemporaneamente a file Starfleet Technical Reference sottosezione 97 paragrafo dal 12 al 46. Proiezione del primo file su schermo virtuale. Il secondo usalo come ambiente."<br />
La sala dalle pareti a quadri iniziÃ² a cambiare e fu sostituita dalla plancia di una nave classe Intrepid. Su uno schermo virtuale comparvero le informazioni del suo ex equipaggio sulla Hope.<br />
Xyr cominciÃ² a sfogliare i resoconti di quello che aveva raccolto durante i mesi sulla Hope mentre partÃ¬ per il suo tour virtuale della nuova nave.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - 20 Novembre 2395 - Ore 11:07</b><br /><br />
"Programma attivo."<br />
"Che programma? Questa sala ologrammi dovrebbe essere prenotata. C'Ã¨ un'esercitazione fra 20 minuti. Computer sbloccare porta di accesso. Autorizzazione Hearth teta 5 sigma."<br />
La porta della sala si aprÃ¬ sotto l'ordine del professor Jonathan Hearth.<br />
Una ventata di neve e una bassissima temperatura colpÃ¬ l'attempato Ufficiale.<br />
La stanza stava riproducendo un ambiente ostile coperto di neve e la cui temperatura era prossima ai - 25Â°C.<br />
Un vento molto forte rendeva quasi impossibile la visuale.<br />
L'ambiente lo aveva colto di sorpresa. Hearth socchiuse gli occhi e si mise una mano davanti al viso per proteggersi.<br />
Ad una decina di metri davanti a sÃ¨ intravide una figura seduta a terra con la schiena appoggiata ad una roccia ricoperta di neve.<br />
<br />
"Ma che diavolo...."<br />
Per un istante sembrÃ² aguzzare la vista.<br />
"Consolle."<br />
Una piccola colonna con un display in cima comparve accanto all'uomo. Hearth digitÃ² qualcosa sul display e l'ambiente attorno a sÃ¨ mutÃ². Per un metro attorno alla sua figura la neve smise di scendere e la temperatura si assestÃ² sui 23Â°C. L'uomo si mosse nella sua bolla di tranquillitÃ  verso la figura seduta.<br />
"Xyr? Mi era sembrato fosse lei, ma con questo tempo non ne ero sicuro. Dove siamo?"<br />
<br />
L'andoriana era appoggiata alla parete con gli occhi chiusi.<br />
"A casa."<br />
"Bel posticino. ChissÃ  quanti ospiti."<br />
Hearth guardÃ² la giovane poi sospirÃ² un attimo richiamando nuovamente la consolle. DigitÃ² qualche comando sulla tastiera e una soffice poltrona comparve accanto a sÃ¨ sempre circondata da una temperatura accettabile per la vita. Stava per chiudere la consolle poi ci ripensÃ² e digitÃ² qualche altro comando.<br />
Un tavolino comparve vicino alla poltrona e sopra un grosso bicchiere contenente un liquido rossastro.<br />
Un'altra breve esitazione, un altro veloce comando.<br />
Nel bicchiere si materializzÃ² un colorato ombrellino da cocktail. Soddisfatto dismise la consolle e si sedette sulla poltrona afferrando il bicchiere.<br />
<br />
"Ora va meglio. Questa sala Ã¨ prenotata, lo sa guardiamarina?"<br />
Xyr non aprÃ¬ gli occhi.<br />
"Esercitazione di diplomazia su civiltÃ  ostile. Corso propedeutico per cadetti secondo anno. Docente: Comandante Jonathan Hearth. 11:30 - 13:30 ora San Francisco."<br />
Hearth annuÃ¬ alla frase di Xyr, poi bevve un sorso dal suo bicchiere. Uno sguardo di soddisfazione gli illuminÃ² il volto.<br />
"Sono Tenente ora."<br />
"Tenente? Ma non si Ã¨ diplomata ieri? Voi giovani correte troppo. ChissÃ  come sarÃ  invidiosa la sua nemesi. Come si chiamava? Bueller, giusto? Ha intenzione di liberarmi la stanza di oggi?"<br />
<br />
Xyr aprÃ¬ finalmente gli occhi.<br />
"Hanno promosso anche lui."<br />
"Ah... beh, poco male. Fra qualche giorno vi manderanno su quadranti diversi e lei potrÃ  rilassarsi mentre lui combinerÃ  qualche danno su qualche nave. Ora possiamo liberare la stanza?"<br />
<br />
"Ci hanno assegnati alla stessa nave."<br />
Hearth bloccÃ² il secondo sorso prima di completarlo.<br />
"Oh... beh, vediamo il lato positivo. PotrÃ  compilare terabyte di richiami ufficiali mentre lo beccherÃ  a girare in mutande e calzini per i corridoi della nave. Tanto sarÃ  in sezione cucina o pulizie come primo incarico."<br />
<br />
"Facente funzioni di capitano."<br />
Hearth tossÃ¬ il liquido appena bevuto.<br />
"Uh... beh, questa sarÃ  bella da digerire. Beh magari non lo vedrÃ  mai. Le navi sono spesso grandi come cittÃ . Per quel discorso di liberare la stanza?"<br />
<br />
"SarÃ² il suo Primo Ufficiale."<br />
"Coff coff oddio cough cough mi Ã¨ finito pure nel naso coff coff!!! Ok, dopo questa direi che le lascio la stanza. Non si preoccupi, sposto il corso."<br />
Hearth si alzÃ² dalla sua poltrona imbottita e cominciÃ² a dirigersi verso l'uscita.<br />
Xyr lo guardÃ² per qualche istante.<br />
"Cosa devo fare professore?"<br />
<br />
Il Comandante si fermÃ², incrociÃ² le mani dietro la schiena.<br />
"Xyr, cosa le ho sempre detto quando veniva da me con dei dubbi?"<br />
L'andoriana piegÃ² le gambe e le strinse al petto.<br />
"Di fare quello che mi diceva l'istinto o il cuore."<br />
<br />
"E quando mi rispondeva che l'istinto o il cuore non sopperiranno mai ad una sana e chiara regola?"<br />
"Che non avrei mai dovuto rinunciare ai miei valori piÃ¹ profondi, anche se sepolti sotto noiose ed inutili scartoffie."<br />
"E quando mi faceva notare che le scartoffie non erano mai inutili perchÃ¨ portavano a vivere nell'ordine?"<br />
"Che era ora di andare a prendere un brandy sauriano perchÃ¨ con me non c'era speranza e cominciava ad avere mal di testa?"<br />
<br />
Hearth si voltÃ² verso Xyr.<br />
"Davvero? Dicevo sempre cosÃ¬?"<br />
Xyr annuÃ¬.<br />
"Mmm... Beh, allora Ã¨ tutto risolto."<br />
<br />
Xyr guardÃ² per un attimo il suo superiore, poi le sfuggÃ¬ una piccola risata.<br />
"Grazie professore."<br />
Hearth le fece un inchino.<br />
"Xyr, lei sarÃ  un grande Ufficiale. Lo pensiamo in molti qui dentro e se l'hanno scelta per il Progetto Hope ci sarÃ  una ragione. Deve solo ricordarsi che le cose vanno affrontate anche da un altro punto di vista. Uno meno sicuro. Le Regole la rendono sicura e forte. La proteggono, la rendono quello che Ã¨. Non la devono rendere quello che puÃ² essere. Si ricordi che anche nel disordine si puÃ² trovare l'ordine supremo."<br />
<br />
Xyr guardÃ² Hearth con un viso pensieroso.<br />
"Licanio il Censore di Solertex III?"<br />
"Chi? No, l'ho letto in quei biglietti che ti danno mentre mangi quei dolci al bar dell'Accademia. Beh, buona fortuna."<br />
La porta si aprÃ¬ e poi si chiuse appena Hearth uscÃ¬ dalla stanza.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 - Ore 14:59</b><br /><br />
"Ãˆ in anticipo Tenente." L'Ammiraglio si alzÃ² per stringere la mano a Xyr.<br />
"Prego si sieda. Gradisce qualcosa da bere?"<br />
<br />
L'andoriana rimase in piedi immobile.<br />
"No Signore, grazie. Non mi tratterrÃ² molto."<br />
"Diretta come sempre. Come preferisce. Bene allora, la sua risposta?"<br />
<br />
Xyr guardÃ² i due PADD che teneva in mano. Forse per qualche secondo di troppo.<br />
"La mia risposta Ã¨ no. La ringrazio per l'opportunitÃ , ma preferisco essere assegnata ad un'altra nave. Su questo PADD troverÃ  le mie richieste. C'Ã¨ un posto libero sulla USS Warpath come responsabile dei contatti con la Federazione e uno sulla USS Bethany come Coordinatore turni."<br />
<br />
Lennox guardÃ² il PADD.<br />
L'andoriana proseguÃ¬.<br />
"Questa invece Ã¨ una richiesta. Potrebbe far avere al Capitano Strauss e al Tenente Bueller questo PADD? Ho raccolto tutte le informazioni relative ai futuri membri dell'equipaggio della Hope. Ho analizzato gli ambienti tramite una simulazione e evidenziato pro e contro di ogni membro. Troveranno delle indicazioni per poter aumentare l'efficienza di ogni sezione. Ci sono anche suggerimenti su diversi spostamenti di funzione rispetto al primo imbarco sulla Hope."<br />
<br />
Lennox sfogliÃ² le informazioni sul PADD.<br />
"Mmm... Bueller l'ha lasciato al ruolo di... diciamo... Capitano con un ottimo giudizio espresso su un'intera pagina."<br />
"La prego di andare alla pagina successiva."<br />
<br />
Lennox toccÃ² il PADD.<br />
"Ah ecco... mi pareva. Addirittura? Xyr!!"<br />
L'andoriana assunse una posa marziale.<br />
"Con il suo permesso Ammiraglio vorrei congedarmi fino a nuovi ordini."<br />
Lennox unÃ¬ le mani e le poggiÃ² sulla scrivania.<br />
"PuÃ² andare..."<br />
Xyr salutÃ² ed uscÃ¬ dalla stanza.<br />
<br />
Evelin Lennox si appoggiÃ² allo schienale della poltrona.<br />
"...per ora." </JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Xyr del Clan Clos</author>
            <pubDate>Mon, 13 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-02 Tante variabili, un'unica soluzione</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Sol III - San Francisco (Accademia Flotta Stellare - Alloggio del tenente full grade Tmant) - 20/11/2395 ore 06.15</b><br /><br />
Trovare un passaggio in fin dei conti fu meno difficile di quanto avesse pensato, viceversa prendere la propria decisione sembrava farsi via via piÃ¹ ostico: aveva meditato per tutta la notte ma ancora non voleva ammettere neppure con se stesso di aver raggiunto una decisione. Arrivato finalmente nell'area adibita agli alloggi dell'accademia si arrestÃ² di colpo, sentiva di aver stranamente la necessitÃ  di un confronto per dipanare le proprie idee, ma aveva bisogno di qualcuno che potesse seguire la sua logica senza tentare di influenzarlo con patetici slanci emotivi: voleva parlare con un vulcaniano.<br />
Era ancora piuttosto presto, Rest si rendeva conto che probabilmente poche persone lo avrebbero potuto aiutare a meditare in quel momento: la maggior parte delle persone stavano ancora dormendo, ma questo discorso non valeva per il tenente full grade Tmant, l'unico assistente del corso di strategia vulcaniano in grado di lavorare anche per tutta la notte e svegliarsi nonostante tutto alle 4.15 della mattina per i propri esercizi meditativi: T'Mant era un professionista la cui puntigliositÃ , unita alla totale mancanza di empatia, lo rendeva odiato da tutti fuorchÃ© da Rest.<br />
Si avvicinÃ² a passo spedito verso i suoi alloggi, e la luce che proveniva dall'interno del suo studio gli confermÃ² che il tenente stava giÃ  lavorando: si osservÃ² per un attimo l'uniforme, l'ultima volta che si erano incontrati il loro rapporto era ancora quello tra istruttore ed allievo, ora per la prima volta si trovavano ad essere quasi pari grado. SuonÃ² all'interfono ed attese che le porte si aprissero.<br />
<br />
Tmant indossava a sua volta l'uniforme "Mi aspettavo fosse lei, Rest. Considerata l'ora e la mia scarsa propensione sociale vi era una percentuale dell'88,34% che fosse lei."<br />
Rest non si scompose affatto "Disturbo?" il tuono era neutro, senza inflessioni particolari.<br />
<br />
Tmant si spostÃ² un po' dalla porta per permettere a Rest di entrare "Stavo lavorando, ma posso prendere una piccola pausa" fece una pausa indicando il terminale "Ritengo che la simulazione fissata per domani debba essere revisionata, la grandezza delle navi Ã¨ errata dello 0,000456% rispetto alla grandezza corretta, inoltre vi Ã¨ una percentuale del 0,00076% che gli studenti possano trovare una soluzione sfruttando un bug di programmazione. Desidero sistemare i problemi prima che la prova possa divenire inutile, lei era molto capace nella correzione dei bug, vuole unirsi a me in questo lavoro?"<br />
Rest annuÃ¬ con un movimento quasi impercettibile del capo "Si, ma sono qui per chiederle un consiglio."<br />
<br />
Tmant indicÃ² con la mano un semplice divanetto per poi dirigersi verso il replicatore, materializzando due tazze di tÃ¨ vulcaniano "Devo farle le congratulazioni per la sua promozione agli esami e per il raggiungimento del grado di tenente junior grade, anche se si tratta di risultati scontati."<br />
"La possibilitÃ  che potessi non superare gli esami era nell'ordine dell'1,3%, la possibilitÃ  che non rientrassi fra i primi dieci saliva al 9,7%" rispose impassibile Rest.<br />
"Corretto" si limitÃ² a rispondere in modo laconico Tmant.<br />
<br />
"Questa sera ho ricevuto una proposta di assegnazione, l'incarico che mi viene offerto Ã¨ quello di ufficiale tattico capo sulla USS Hope, una classe Intrepid attualmente ancorata ai cantieri di Utopia Planitia" la voce di Rest era piatta, priva di emozioni, ma per un attimo Tmant ebbe l'impressione che negli occhi di Rest apparisse una seppur flebile traccia di emozione, il dubbio.<br />
<br />
"La scelta di un'assegnazione richiede la verifica di una serie di variabili, la prima Ã¨ legata al ruolo che occuperebbe nella nave. Un incarico di ufficiale superiore subito dopo l'accademia Ã¨ una possibilitÃ  tanto remota da rasentare lo 0%" Tmant porse la tazza a Rest<br />
"Me ne rendo conto" Rest prese in mano la tazza "Ma vi sono molte altre considerazioni da fare"<br />
Tmant si sedette sulla sedia poco distante "Quali sono le variabili che ha preso in considerazione?"<br />
Rest osservÃ² in volto Tmant "Attuale situazione nella nave e prospettive future di carriera, sia nel caso in cui accettassi o meno l'incarico offertomi" Rest sorseggiÃ² un po' del proprio tÃ¨ caldo, poi proseguÃ¬ con il suo solito tono piatto "Accettare comporterebbe raggiungere immediatamente l'incarico di ufficiale tattico capo, e ciÃ² potrebbe far sembrare la scelta estremamente semplice, ma non credo ci si possa soffermare ad un'analisi superficiale del problema. Non posso ignorare come un ritorno sulla nave con l'attuale equipaggio riaprirebbe nuovamente la questione su quale ufficiale dovrebbe avere il comando della tattica e sicurezza. Anche Lon Basta Ã¨ rientrato tra i primi dieci del suo corso, e questo lo pone nuovamente ad occupare la posizione di mio pari grado: non Ã¨ al mio livello all'interno della sezione, ma non posso non considerare come difficilmente Bueller darÃ  importanza alle mie osservazioni sulla sua eccessiva emotivitÃ : le probabilitÃ  che il tenente Bueller consideri le mie obiezioni sull'importanza che gli ufficiali superiori siano scelti in base alla capacitÃ  di soffocare le emozioni si posiziona attorno al 6,35%. Del resto lo stesso tenente Bueller, da quanto ho potuto appurare nei cinque mesi in cui sono stato sulla Hope, tende a seguire piÃ¹ il proprio istinto piuttosto che la perfezione della logica, ne Ã¨ una riprova il continuo utilizzo di metodi irruenti e poco inclini al rispetto dei regolamenti di Flotta."<br />
<br />
"La cosa Ã¨ disdicevole ma non cosÃ¬ strana, le altre razze umanoidi non hanno mai appreso la perfezione della logica, Ã¨ qualcosa con il quale ogni vulcaniano entrato nella Flotta deve fare i conti"<br />
Rest annuÃ¬ "Ma in questo caso potrei trovarmi a dover essere costretto per incarico a seguire le indicazioni di ufficiali fin troppo emotivi, in particolare il tenente Basta. Nei cinque mesi in cui sono stato sulla Hope ho potuto appurare che il tenente Bueller tenda ad ignorare la maggior parte delle violazioni del regolamento, in parte perchÃ© commesse dallo stesso tenente ed in parte perchÃ© probabilmente le riteneva una semplice seccatura."<br />
"Mi faccia un esempio" la voce di Tmant era come al solito atona, entrambi i presenti sembravano aver di fronte la risoluzione di un problema teorico trovato su di un libro dell'accademia piuttosto che una delle piÃ¹ importanti scelte per la vita di Rest.<br />
<br />
"Tutta la nave era a conoscenza del pugno che il tenente Lon Basta ha dato al sottoscritto sullo sfogo di uno scatto emotivo legato ad una mia richiesta di demerito. Le possibilitÃ  che il tenente Bueller ne sia rimasto all'oscuro si attestano attorno al 1,23%. Dato che non vi sono stati provvedimenti posso ipotizzare che vi sia un 18,36% di possibilitÃ  che il tenente Bueller fosse d'accordo con i metodi del tenente Basta, ed un altro 80,41% che in realtÃ  abbia semplicemente preferito non lasciar trapelare la questione al di fuori della nave" Rest fece un'altra pausa "Devo considerare anche che su questa nuova nave il reale Comandante del vascello sarÃ  il Capitano Strauss, ma ho avuto modo in piÃ¹ occasioni di constatare come non apprezzi appieno neppure lui i miei metodi. Ha sottolineato varie volte la mia incapacitÃ , almeno secondo i suoi canoni, di considerare con abbastanza importanza i miei colleghi."<br />
<br />
Tmant continuava a sorseggiare il proprio tÃ¨ in silenzio, l'espressione sempre priva di ogni emozione "Avevo giÃ  la convinzione che saresti diventato un ottimo tattico, cosÃ¬ come sapevo che il tuo piÃ¹ grande problema sarebbe nato con il lavoro di squadra con specie diverse dalla nostra. L'emotivitÃ  Ã¨ un fattore che noi vulcaniani siamo in grado di tenere a bada, le altre specie non hanno questa nostra dote" mosse appena una mano "Ad ogni modo, prosegui. Quali sono le prospettive future da considerare?"<br />
Rest osservÃ² per qualche attimo la propria tazza "Nel caso in cui accettassi l'incarico dovrei tener conto delle parole dell'Ammiraglio Lennox. Questa assegnazione non Ã¨ un ordine, ma una nostra scelta: conseguentemente se prima potevamo ritenerci tutelati, ora saremmo molto piÃ¹ esposti e con gradi reali. Si tratta di un progetto sperimentale che potrebbe far decollare o bloccare la carriera dei suoi partecipanti, per questo viene data la possibilitÃ  a tutti di accettare o declinare la proposta."<br />
<br />
"Non si ritiene all'altezza?" la domanda di Tmant fece sollevare il volto di Rest "Lei Ã¨ uno dei migliori del suo corso"<br />
"Non ho dubbi delle mie capacitÃ  nettamente superiori alla media, ma non ritengo che i miei compagni possano dire altrettanto. In una situazione simile Ã¨ la capacitÃ  di risoluzione delle missioni che farÃ  da spartiacque fra successo o fallimento del progetto, non le peculiaritÃ  dei singoli. Ho giÃ  avuto modo di constatare con l'abbordaggio della Hope come difficilmente il tenente Bueller prenda a pieno in considerazione le mie tattiche... il mio piano, come era ovvio, ha funzionato, ma avremmo decisamente limitato i danni se il tenente avesse immediatamente messo in atto le mie indicazioni piuttosto di lasciarsi andare in un emotivo tentativo di impedire agli avversari di prendere possesso dell'hangar della nave." Rest fece una pausa prima di riprendere "L'unico ufficiale che a mio avviso potrebbe fare realmente la differenza in positivo Ã¨ il tenente Xyr, ma secondo le mie ipotesi vi Ã¨ un 78,89% di probabilitÃ  che a sua volta rifiuti l'incarico" per un attimo Tmant ebbe l'impressione che la voce di Rest si fosse incrinata, come se vi fosse un sentimento a livello subconscio che tentasse di trapelare, ma fu solo per un istante "D'altro canto questa Ã¨ un'occasione per poter avere immediatamente il ruolo di ufficiale superiore..."<br />
"Cosa che non potrebbe accadere con nessun'altra assegnazione" terminÃ² la frase Tmant<br />
"Esatto. Anche se le mie doti innate mi porterebbero ad occupare quell'incarico in un paio d'anni, al massimo quattro. In quel caso sarei ufficiale superiore in una nave con membri con maggiore esperienza, il che comporterebbe un 76,23% di probabilitÃ  che mi ritrovi con soggetti meno emotivi"<br />
Tmant annuÃ¬ quasi impercettibilmente "A questo punto non credo vi sia altro da dire" si alzÃ² prendendo un padd e consegnandolo a Rest "Ecco a lei, glielo avrei inviato questo pomeriggio ma a questo punto posso darglielo immediatamente"<br />
Rest osservÃ² per qualche attimo il padd "Di cosa si tratta?"<br />
"Alternative" Tmant indicÃ² il terminale "Ora, se vuole darmi una mano con le correzioni della simulazione direi che Ã¨ il caso di metterci al lavoro"<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Sol III - San Francisco (Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox) - 20/11/2395 ore 15.15</b><br /><br />
L'Ammiraglio Lennox era seduta alla propria scrivania con espressione pensierosa, alzÃ² di poco il capo nel veder entrare Rest e gli indicÃ² una poltroncina con un movimento lento della mano "Prego, si accomodi pure"<br />
"Se per lei non Ã¨ un problema preferirei restare in piedi" la voce di Rest, atona ed impersonale, fece alzare lo sguardo all'ammiraglio.<br />
<br />
"Anche lei diretto al punto. Molto bene, come preferisce. La sua risposta alla proposta qual'Ã¨?"<br />
"Ho deciso di rifiutare, ammiraglio" Rest fece una piccola pausa, come per dare il tempo alla Lennox di assimilare la sua scelta "Mi sono preso la libertÃ  di portarle questo padd ottenuto dal Tenente Tmant, si tratta di un elenco di navi che ricercano equipaggio. Si tratta di incarichi che ritengo possano essere piÃ¹ calzanti sulla mia persona."<br />
<br />
L'ammiraglio Lennox prese il padd "Non Ã¨ il primo della giornata ad essersi preso tale libertÃ " osservÃ² per qualche attimo la stringata lista di navi per poi tornare ad osservare Rest "Ma si tratta di tutte navi in cui la maggior parte degli ufficiali superiori sono vulcaniani!"<br />
"Esatto, ritengo che le mie peculiaritÃ  possano essere piÃ¹ apprezzate su di una nave in cui gli ufficiali superiori possano comprendere l'assoluta inutilitÃ  del fattore emotivo all'interno delle scelte tattiche. In particolare, potendo scegliere, sarei propenso per l'incarico di tattico sulla USS Rubbia"<br />
<br />
L'ammiraglio osservÃ² per qualche altro attimo Rest "E' la sua scelta definitiva?"<br />
Rest annuÃ¬ impercettibilmente "Si ammiraglio"<br />
<br />
L'ammiraglio Lennox sospirÃ² "In questo caso vada pure, le farÃ² sapere quanto prima del suo incarico. In libertÃ .." osservÃ² Rest uscire e poi gettÃ² il padd sulla scrivania "...per ora".</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Rest figlio di Retok</author>
            <pubDate>Mon, 13 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-03 Sappiamo ciÃ² che siamo ma non quello che potremmo essere</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Caytlin <br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 - Ore 12:19</b><br /><br />
=^=Il Tenente JG Caytlin Ã¨ arrivata Ammiraglio... ha richiesto di poter avere ora il colloquio. Ho provato a dirle che Ã¨ occupata, ma ha insistito.=^=<br />
"La faccia passare e comunichi al Capitano Strauss che ritarderÃ² di quindici minuti il nostro appuntamento per il pranzo."<br />
=^=Come desidera=^=<br />
<br />
Evelin Lennox era sinceramente incuriosita. Si sarebbe aspettata una visita anticipata della Klingon Jones o del sempre imprevedibile umano Bueller, non certo della Risiana Caytlin.<br />
Dall'esame delle registrazioni analizzate era una degli ufficiali che era cresciuta forse di meno o semplicemente fra le meno apprezzate da Strauss. L'approccio mentale cosÃ¬ poco incline al paranoico aveva sicuramente poco allettato l'interazione fra il Capitano e la giovane neo Tenente JG.<br />
Eppure era stata un buon collante per il resto dell'equipaggio. E fondamentalmente l'aspetto mentale era la prioritÃ  di ogni buon Consigliere. Che i suoi approcci fossero del tutto anomali rispetto a certe prassi consolidate era senza ombra di dubbio veritiero, ma non erano certo peggiori di tanti omologhi che invece erano del tutto asettici e si limitavano a svolgere il loro incarico quasi del tutto svuotati di ogni tipo di passione.<br />
Il trillo della porta d'accesso al suo ufficio attirÃ² la sua attenzione: dietro all'importante stazza del suo assistente Boliano, fece capolino Caytlin.<br />
La rossa indossava la nuova uniforme coi gradi appena conseguiti e teneva in mano il padd con la sua assegnazione.<br />
Dall'impeccabilitÃ  dell'uniforme, Evelin poteva quasi supporre che la Risiana fosse rimasta in stasi dalla sera precedente.<br />
L'aura emanata dalla giovane non era di incertezza, ma sicuramente di turbamento, mista ad eccitazione ed adrenalina.<br />
<br />
"Prego, si accomodi Tenente"<br />
"Grazie Ammiraglio... io... si... ehm..."<br />
"Vuole un bicchiere d'acqua?"<br />
"Oh? No grazie davvero Ammiraglio... Ã¨ solo che non so come porre la questione nei termini corretti."<br />
<i>*Sei ancora insicura ragazza*</i><br />
<br />
Lo sguardo della Lennox non lasciava trasparire nulla, ma con un gesto della mano cercÃ² di rassicurare la giovane a continuare.<br />
"Dunque... nei mesi trascorsi sulla USS Hope... dovrei dire sulla vecchia USS Hope... ho compilato numerosi resoconti riguardo i miei compagni di avventura... perchÃ© di questo si Ã¨ trattato. La proposta che ci ha fatto ieri sera Ã¨ stata stupefacente e magnifica e ciÃ² mi ha portata a riflettere sul mio ruolo."<br />
"Mi dica Tenente."<br />
"Se lei permette, non mi ritengo idonea a svolgere la mansione propostami!"<br />
"Motivazioni?"<br />
"Non sono all'altezza! Nei rapporti inviati nei cinque mesi a bordo della Hope come facente funzioni di Consigliere Capo di bordo mi sono concentrata a vedere il buono in ciascuno dei miei compagni e ho rendicontato solo quello."<br />
"Vuole rettificare qualcuno dei suoi rapporti?"<br />
"No signora. Ma non rispecchiano la realtÃ  delle cose. La mia indole ha voluto che io vedessi solo i progressi e non le lacune e le tare portate avanti non solo dai miei colleghi, ma in primis dalla sottoscritta."<br />
"Mi faccia degli esempi"<br />
"Non ho dato abbastanza risalto all'impulsivitÃ  di Bueller, alla sua abituale mancanza di applicazione di qualsivoglia tipo di regolamento, dovuti non a non conoscenza degli stessi, ma ad una spiccata preferenza ad agire d'istinto. Mi sono limitata a descrivere i suoi progressi nel gestire nave e uomini in situazioni di crisi, a sfruttare appieno le abilitÃ  dei suoi compagni, in maniera diretta, ossia dietro suo ordine, oppure approfittando di iniziative personali degli altri ufficiali. Non ho dato importanza ad una spaccatura lieve, ma presente fra il partito dei sostenitori di Bueller e quelli di Xyr, a cui si aggiunge una terza forza di impermeabili ad entrambe le fazioni... ma impermeabilitÃ  non sempre vuol dire imparzialitÃ , spesso Ã¨ disinteresse... mancanza di attaccamento."<br />
<br />
"Come lei dovrebbe sapere Tenente, nessun manuale puÃ² insegnare a gestire bene una nave; la si apprende tramite l'effettiva esperienza. In servizio attivo si possiede solo ciÃ² di cui si Ã¨ fatto esperienza nelle assegnazioni precedenti...  sulla propria e su quella dei colleghi."<br />
"Concordo con lei, Ammiraglio. In questi cinque mesi, tuttavia, nessuno di noi ha maturato un'esperienza tale da essere in grado di gestire pienamente ed in autonomia una nave in servizio attivo. Bueller Ã¨ migliorato notevolmente e non lo nego, ma non Ã¨ pronto per assumere il Comando a tutti gli effetti."<br />
"Dal punto di vista regolamentare, il Comando sarÃ  del Capitano Strauss."<br />
"Che si eclisserÃ  al Bar di Prora, come d'abitudine... la poltrona in plancia sarÃ  di Bueller."<br />
"Concordo, ma dal punto di vista del regolamento Ã¨ solo il Primo Ufficiale."<br />
"Un ottimo Primo Ufficiale, signora, ma inadatto al Comando se al suo fianco non ha una figura a lui diametralmente opposta in grado di far funzionare al meglio la nave non solo nei momenti di crisi, ma anche nella quotidianitÃ ... una figura che non solo conosce i regolamenti, come Bueller, ma che anche li applichi e li faccia applicare."<br />
<br />
"Una figura come l'Andoriana Xyr? Le Ã¨ stata formulata la proposta come Secondo Ufficiale... non so se l'abbia saputo dalla collega."<br />
"No, non ci siamo parlate, ma l'ho incrociata per caso e dalla sua andatura furiosa dubito che fosse soddisfatta. La sua glacialitÃ  Ã¨ in antitesi con la passione di Bueller. CiÃ² nonostante sono imprescindibili l'uno dall'altra. Senza il primo, la nave rischierebbe un'implosione dovuta ad applicazioni ossessive di istruzioni regolamentari. Senza la seconda, si rischierebbe un'anormale attuazione anche delle piÃ¹ elementari norme a bordo, a partire dalla turnazione."<br />
<br />
"Non le pare di esagerare Tenente?"<br />
"PuÃ² darsi, Ammiraglio. Ma se con Bueller ho fallito per alcuni motivi, ho altrettanto fallito per altri con Xyr. L'Andoriana nutre nei miei confronti un atteggiamento bipolare: una forma lieve di affettivitÃ  shakerata a profondo fastidio su alcuni miei modi di essere e di agire. Ha fatto notevoli progressi dal punto di vista relazionale, riesce a covare qualche dubbio sull'effettiva ossessiva applicazione intransigente delle regole, ma non si mette in gioco. Solo all'interno della sua struttura preordinata si sente al sicuro e pienamente appagata. Questo traspare anche nelle relazioni interpersonali: non si fida degli altri. Ha paura a legarsi e tende ad appoggiarsi a coloro che dal punto di vista professionale sa che sono al limite dell'impeccabilitÃ  come il Vulcaniano Rest, oppure che fanno il loro in maniera egregia senza particolari picchi di protagonismo, come il Capo Ingegnere Doohan. Eccezion fatta, forse, per la timoniera Jones: la apprezza per i risultati ottenuti in consolle navigazione, pur essendo consapevole e terribilmente infastidita riguardo la sua tendenza abituale a violare ogni protocollo di sicurezza."<br />
<br />
"Dove vuole arrivare?"<br />
"Xyr difficilmente potrÃ  accettare di svolgere la sua mansione a fianco di Bueller. RichiederÃ  un nuovo incarico altrove. Questo priverÃ  la nuova unitÃ  di una figura imprescindibile. E' stato il dualismo fra i due ufficiali in comando a permettere al Progetto Hope di avere una riuscita. Senza Xyr, Bueller avrÃ  eccessiva libertÃ  di azione e non Ã¨ detto che ciÃ² sia un bene."<br />
"Un Kirk senza il suo Spock?"<br />
"Con notevoli differenze, signora. Kirk imparÃ² da Spock e Spock imparÃ² da Kirk. Nessuno dei due aveva preclusioni mentali a riconoscere i meriti dell'altro, almeno da ciÃ² che ci Ã¨ stato tramandato. Bueller tende ad ignorare Xyr, sebbene non sia sordo alle sue osservazioni. Dal canto suo, Xyr tende a comportarsi come se Bueller non esistesse: un moscerino sul parabrezza della sua carriera. Lo rispetta solo per via del grado e della sua profonda religiositÃ  nell'applicazione del regolamento... in caso contrario, lo avrebbe eiettato nello spazio... e viceversa"<br />
<br />
"Uhm... ottimi spunti di riflessione, Tenente... ne ha altri?"<br />
"La presenza di Xyr a bordo serve anche per tenere a bada il Timoniere Jones. Il profondo legame di amicizia che la lega a Bueller e la similare tendenza ad ignorare l'applicazione di norme di protocollo di sicurezza, potrebbero portare entrambi a compiere una valutazione errata delle proprie possibilitÃ  e ciÃ² causare dei problemi alla nuova unitÃ ."<br />
"Ritiene di avere fallito anche con la Klingon?" la interruppe Evelin<br />
"Oh no signora, Luna... ehm volevo dire il Tenente JG Jones ha con me un ottimo rapporto, tende a condividere le sue emozioni ed aprirsi in maniera molto confortante... in tutti i sensi Ã¨ un'ottima interazione, ma nella sua indole ha una passione verso l'avventura che potrebbe portarla a compiere errori di valutazione... occorre che abbia sempre una valvola di sfogo nei momenti di quiete."<br />
<br />
"Molto bene, continui pure..."<br />
"Ehm... ok... dunque la partenza di Xyr porterebbe alla quasi certa richiesta di altra assegnazione del Vulcaniano Rest. Non ha stabilito alcun legame. Non ha voluto farlo e non si Ã¨ messo in gioco. Nutre perÃ² un'affezione latente verso Xyr. Ben nascosta, visto l'indole propria della sua razza. Ma Ã¨ presente. Affezione professionale, s'intende. Il resto non Ã¨ dato comprendere. In cinque mesi credo abbia legato a malapena con cinque o sei cadetti oltre all'Andoriana... nel suo caso, ho fallito, ma non mi sento in difetto con la mia coscienza. Ãˆ una sfida che vorrei essere in grado di vincere, ma dubito di riuscirci mai."<br />
<br />
"Credo di comprendere, ma questi rapporti avrebbe potuto esplicitarli per iscritto, come suo dovere... perchÃ© non l'ha fatto?"<br />
"Il richiamo dopo la missione su Crellia mi ha sorpresa. Sono rientrata a Betazed a finire la specializzazione, prima di tornare sulla Terra per la cerimonia. Consideravo il Progetto Hope una bellissima opportunitÃ , non immaginavo finisse allora, ma nemmeno mi sarei immaginata che sarebbe potuto continuare dopo la conclusione del periodo di Accademia. Ho stilato rapporti di cui sono responsabile e in cui nulla di ciÃ² che ho detto prima in maniera piÃ¹ esplicita Ã¨ stato nascosto... semplicemente l'avevo messo in secondo piano al fine di evidenziare i pregi ed i progressi di ciascuno, non i difetti. Per la loro carriera e probabilmente per nascondere a me stessa il fallimento della mia mansione. Ora perÃ² sono state prese decisioni, forse anche in virtÃ¹ di quei rapporti, che porteranno dei neo diplomati alla guida di una nave in posizioni di comando. Era giÃ  successo in passato, ma si trattava di navi minori e di casi isolati per colleghi particolarmente brillanti. Ora invece si parla di una grande quantitÃ  di ufficiali neo diplomati sulla stessa nave. Ne abbiamo passate tante in cinque mesi, ma eravamo sotto tutela. Ora ognuno di noi affronterÃ  pienamente ciÃ² che implica il grado che portiamo. Non sarÃ  finzione, non avremo paracadute."<br />
<br />
"Questo la spaventa Tenente?"<br />
"Certamente sÃ¬... sono qui apposta per rendere partecipe lei Ammiraglio dei miei errori e..."<br />
"SÃ¬ ho capito... lei sostiene che la continuazione del progetto Hope sia stata decisa senza tutti gli opportuni elementi e che sia da fermare?"<br />
"Fermare forse no, Ammiraglio, ma o restano tutti o gli equilibri precari ottenuti in quei cinque mesi verranno a mancare e bisognerÃ  riformulare assegnazioni in modo tale che bilanciare eventuali comportamenti che non sono stata in grado di affrontare."<br />
<br />
"Restano? Lei non vuole piÃ¹ far parte del Progetto?"<br />
"Ho fallito signora, credo sia necessario qualcuno al mio posto di piÃ¹ idoneo e..."<br />
"Ho capito, basta cosÃ¬. I mestieri piÃ¹ difficili in assoluto sono nell'ordine il genitore, l'insegnante e lo psicologo. Deve considerare la psicoanalisi come un'opportunitÃ  continua... un'opportunitÃ  di ripartire ogni volta. Lei dice di aver fallito, Tenente, per me non Ã¨ cosÃ¬. Ha fatto quello che la sua coscienza riteneva piÃ¹ giusto per tutelare il suo equipaggio. SÃ¬ dico il suo, perchÃ© Ã¨ da lei che dipendono dal punto di vista emotivo e psicologico. In quei cinque mesi ha imparato a conoscere i suoi compagni di avventura. Ne ha evidenziato i pregi e, come dimostratomi in questo colloquio, sa quali siano i loro difetti. Ha l'occasione di continuare a lavorare per far emergere i primi e correggere i secondi. PerchÃ© andarsene?"<br />
<br />
"Non mi ritengo all'altezza, Ammiraglio"<br />
"Paura di fallire? Insicurezza? Una delle piÃ¹ grandi scoperte che ogni generazione rielabora e scopre sulla sua pelle Ã¨ che gli esseri senzienti, di qualsiasi provenienza siano, possono cambiare le loro vite cambiando le abitudini mentali. Sappiamo ciÃ² che siamo, ma, se nessuno ci guida, non sapremo mai quello che potremmo essere. I suoi colleghi del Progetto non hanno bisogno di un mentore, di un consigliere oratore o predicatore, hanno bisogno di una collega, di un'amica con cui confidarsi perchÃ© vogliono farlo, non perchÃ© debbono farlo... li vuole abbandonare?"<br />
"No certo che no... perÃ²... cioÃ¨... insomma non saprei! Sono praticamente certa che i Tenenti Xyr e Rest non accettino di avere come responsabile in comando Bueller. Allo stesso tempo, con Xyr al comando, fuggirebbero quasi tutti gli altri tranne il Vulcaniano e Doohan. In entrambi i casi, il Progetto Hope 2.0 sarebbe fallito. Passione senza raziocinio o intelletto senza emozioni non porterebbero ai risultati insperati ottenuti nei cinque mesi di esperimento iniziali!"<br />
"Uhm... comprendo la sua posizione. Il suo era l'ultimo colloquio previsto per la giornata odierna, l'ha voluto anticipare per i motivi che mi ha spiegato. Ora le consiglio di andare a mangiare qualcosa, a dormire qualche ora e tornare nel mio ufficio secondo l'appuntamento stabilito dal mio assistente. Le riferirÃ² gli esiti dei colloqui e mi dirÃ  se vuole restare parte integrante del Progetto oppure se preferisce andarsene. Da questo momento la sua Ã¨ una accettazione con riserva. La puÃ² sciogliere con un sÃ¬ o con un no stasera. Se non avrÃ² sue notizie, sarÃ  assegnata alla USS Hope 25122-A con effetto immediato"<br />
"Va bene Ammiraglio, grazie signora"<br />
"Ora, se permette, si Ã¨ fatto tardi e ho dannatamente fame. PuÃ² andare Tenente... a stasera!"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Caytlin </author>
            <pubDate>Mon, 13 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-04 Qualcosa cui appartenere</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Lon Basta<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Punto di Imbarco - Cantieri di Utopia Planitia- 20 Novembre 2395 - Ore 00:01</b><br /><br />
Sapeva che l'avrebbe trovata lÃ¬ ad osservare la nave che sarebbe potuta diventare la sua nuova casa, la loro nuova casa. AscoltÃ² il rumore del mare increspato che erano i sentimenti di lei e per un secondo valutÃ² l'idea di restare cosÃ¬, semplicemente a guardarla e basta, ma sarebbe stato da vigliacchi spiare, perciÃ² si avvicinÃ².<br />
<br />
"Cos'hai intenzione di fare?" Nessuna sorpresa nella voce di lei, come se si fossero dati un appuntamento. Lon Basta si appoggiÃ² al corrimano osservando le linee eleganti dell'astronave e strinse le spalle. Era sempre stato cosÃ¬ con l'adesso 'tenente Junior Grade Melanne Graahn', se non sapeva come risponderle, si limitava a stare zitto piuttosto che fingere sicurezze che non aveva. Non mentiva, non con lei.<br />
<br />
"Tu?"<br />
<br />
Il pugno lo colpÃ¬ sulla spalla strappandogli un sorriso. "L'ho chiesto prima io!"<br />
<br />
Lon prese tempo. Aveva sempre dato per scontato che una volta diplomati avrebbero preso strade diverse, non si era mai concesso il lusso di credere che sarebbe stato altrimenti ed era rimasto totalmente spiazzato dal miscuglio di sentimenti che l'aveva investito all'annuncio dell'ammiraglio: Si girÃ² a guardarla.<br />
<br />
"Non lo so", rispose onestamente. Non so cosa farai tu, voglio che tu me lo dica cosÃ¬ sarÃ  piÃ¹ facile per me scegliere, aggiunse solo nella sua testa.<br />
<br />
L'increspatura del mare si trasformÃ² in tanti torrenti che percorrevano strade diverse, piene di possibilitÃ , Melanne sospirÃ² fissandosi le mani. Lon cercÃ² di non farsi spaventare da quel mare.<br />
<br />
"Hai sempre detto di volere un'assegnazione in prima linea", mormorÃ² lei dopo qualche secondo, "la Hope non Ã¨ certamente quello cui aspiravi".<br />
<br />
"Scherzi? Con Bueller come capitano finiremo nei guai nemmeno un'ora dopo aver lasciato il cantiere".<br />
<br />
Melanne sorrise.<br />
<br />
"Il problema non Ã¨ lui", continuÃ² Lon esitando impercettibilmente prima di aggiungere "ma chi altro deciderÃ  di accettare..."<br />
<br />
"Intendi Rest?"<br />
<br />
No! Ma ora che lei l'aveva nominato si rese conto che c'era la possibilitÃ  che, se avesse scelto la Hope, avrebbe avuto ancora a che fare con il vulcaniano. Non aveva dimenticato come Rest l'avesse manipolato e la cosa gli bruciava ancora parecchio. Strinse le labbra incupendosi.<br />
<br />
"L'universo Ã¨ pieno di persone ambiziose", lo sgridÃ² Melanne, "il tenente Rest non sarÃ  il primo ne l'ultimo che attraverserÃ  la tua strada".<br />
<br />
Lon rispose con una smorfia infastidita, "posso rimettere al loro posto persone come lui, l'ho fatto giÃ  molte altre volte".<br />
<br />
"Non puoi sempre usare i pugni".<br />
<br />
"PerchÃ© no? Funzionano".<br />
<br />
"Sei un ufficiale adesso".<br />
<br />
"Non significa che io indossi i guanti".<br />
<br />
"Ma rischi molto di piÃ¹ di una reprimenda!"<br />
<br />
"Sei preoccupata per me?" Le chiese con un sorrisetto provocatorio.<br />
<br />
"No! Certo!"<br />
<br />
"Non farÃ² nulla di stupido".<br />
<br />
"Ah!"<br />
<br />
I torrenti erano sempre li, ma nel cielo era spuntato il sole.<br />
<br />
Lon sorrise divertito, Melanne sbuffÃ².<br />
<br />
"Sarai a bordo della Hope?" Le chiese a bruciapelo<br />
<br />
"Tu?"<br />
<br />
"L'ho chiesto prima io stavolta".<br />
<br />
"La Hope Ã¨ una possibilitÃ  intrigante, ce ne sono molte altre perÃ²".<br />
<br />
Lon nascose la propria irritazione per quella risposta. Non poteva costringerla a scegliere, ma sarebbe stato di gran lunga molto piÃ¹ semplice per lui se lei l'avesse fatto.<br />
<br />
"Vero", annuÃ¬ alla fine senza aggiungere altro.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - San Francisco - Complesso Residenziale "Last Hope" - 20 Novembre 2395 - Ore 03:00</b><br /><br />
Nuvole nere minacciose illuminate da lampi improvvisi del colore della passione che non rischiarano nulla dando solo un sollievo temporaneo. E poi un tuono di una tale potenza da scuotere la terra che si ripercuote nel corpo. Uno solo, sufficiente ad affrettare il respiro e a trattenere un grugnito di soddisfazione che si conclude con un ansimare soddisfatto.<br />
<br />
"E' stato fantastico".<br />
<br />
Lon aprÃ¬ gli occhi per fissare incredulo quelli scuri della donna seduta a cavalcioni su di lui. Falso, ma era brava a mentire, qualcuno diverso da lui ci sarebbe cascato. GirÃ² la testa per evitare le labbra di lei e allungÃ² la mano per recuperare il bicchiere. Lei interruppe il gesto con una smorfia seccata che scomparve immediatamente quando lui tornÃ² a guardarla. Lon sapeva che avrebbe dovuto darle qualcosa di piÃ¹, ma non era nelle sue corde, soprattutto non quella notte. Rimasero perciÃ² cosÃ¬, in silenzio, ancora per qualche secondo: il betazoide che beveva lentamente e la terrestre che lo fissava accarezzandogli il collo. Le nubi erano scomparse lasciando solo il buio della notte in cui non comparivano stelle, nemmeno quella di lei, che aveva brillato in maniera accecante quando l'aveva vista. Lon le passÃ² due dita sul viso cercando di nuovo quello splendore, ma si rese conto che era stata solo un'illusione.<br />
<br />
"Devo andare", con un gesto quasi infastidito si staccÃ² dall'abbraccio e la spinse all'indietro.<br />
<br />
"Di giÃ ?"<br />
<br />
"GiÃ ", rispose fingendo di non vedere la delusione sul volto della ragazza.<br />
<br />
"E' ancora buio fuori", protestÃ² lei, "avevi detto di avere tempo fino a domani mattina!"<br />
<br />
"Non ho fatto alcuna promessa", ribattÃ© in tono calmo Lon mentre si rivestiva ignorando deliberatamente l'improvviso agitarsi della nebbia che ora la rappresentava. L'espressione di lei non corrispondeva affatto a quello che pensava veramente, nulla di lei, lo faceva. Lon l'aveva capito non appena l'aveva vista e gli era andata bene cosÃ¬. Non cercava onestÃ , solo sesso. Con un sorriso cinico le accarezzÃ² nuovamente il viso.<br />
<br />
"Troverai di meglio".<br />
<br />
"Non come te" falso, di nuovo, ma comunque gratificante. Il sorriso di Lon si addolcÃ¬ leggermente, "non siamo andati oltre la cucina", si lamentÃ² lei.<br />
<br />
"Non Ã¨ poi andata cosÃ¬ male, in cucina". IronizzÃ² lui.<br />
<br />
A quella battuta lei storse il naso, "sei incredibilmente irritante per essere un betazoide".<br />
<br />
"Sono fatto cosÃ¬".<br />
<br />
Lei sbuffÃ² mentre lui recuperava la giacca da terra. "Prima o poi qualcuno ti strapperÃ  dal viso quell'aria da duro".<br />
<br />
"Non mi sembra che ti sia dispiaciuta poi cosÃ¬ tanto prima", ribattÃ© Lon afferrandola per la vita.<br />
<br />
"Non dovevi andare?" Nella nebbia si accesero deboli luci di speranza, ma Lon le scacciÃ² via con un bacio prepotente che sapeva di addio, poi la lasciÃ² di botto.<br />
<br />
"Esatto".<br />
<br />
Non attese di sentire la porta chiudersi alle sue spalle per allontanarsi dal grigiore che minacciava di avvolgerlo e catturarlo, il rumore di qualcosa che andava in pezzi portÃ² con se anche un vago senso di colpa che lui si affrettÃ² ad allontanare infastidito. Sarebbe stato facile per lui nascondersi in quel mare di nebbia che rappresentava le emozioni della ragazza e dimenticare chi era ancora per qualche ora; non era la prima volta che lo faceva e non sarebbe stata l'ultima. Non era cosÃ¬ perÃ² che avrebbe preso la sua decisione.<br />
<br />
Mentre l'ascensore lo portava al piano terra, le luci della cittÃ  disegnarono sul suo viso combinazioni di colori che andarono a fondersi con quelli che gli affollavano la testa. Li allontanÃ² con un gesto irritato.<br />
<br />
Se Melanne gli avesse risposto invece di batterlo al suo stesso gioco non avrebbe vagato per San Francisco in preda alla frustrazione e non avrebbe cercato qualcuno con cui sfogarla. Inutilmente. E ora non sarebbe stato ancora nell'incertezza.<br />
<br />
Aveva sempre saputo che una volta diplomati avrebbero intrapreso strade diverse, solo ora si rendeva conto perÃ² che avrebbe potuto non vederla per mesi, anni, mai piÃ¹ e questo non gli piaceva per nulla. Idiota.<br />
<br />
Alzando il bavero della giacca si incamminÃ² lungo la strada sotto il cielo di un mattino che sapeva ancora di notte.<br />
<br />
Melanne era stata la sua prima vera amicizia in accademia, l'unica vera amicizia. C'erano state persone con le quali aveva legato, ma senza mai arrivare a piÃ¹ di qualche battuta. Lui poneva i confini e lui decideva fino a che punto potevano spingersi gli altri. Certe volte pensava che se non ci fosse stato quell'incidente durante l'addestramento, se loro due non si fossero trovati da soli a dover risolvere una situazione drammatica e lei non gli avesse gridato di smettere di fare lo stupido e collaborare con lei, non sarebbero mai diventati amici. Sarebbe stata una perdita davvero enorme per lui. Enorme.<br />
<br />
Poteva continuare senza di lei?<br />
<br />
Si fermÃ² in mezzo alla strada improvvisamente nuovamente conscio della cittÃ  attorno a se. Certo che si, concluse seccamente riprendendo a camminare e si fermÃ² di nuovo. Certo che no. Ammise. Non come era stato finora, si corresse. InspirÃ² a fondo e chiuse gli occhi lasciando per un istante che la tavolozza di colori che era San Francisco lo riempisse di nuovo. Sarebbe stato solo.<br />
<br />
Certo che no. AprÃ¬ gli occhi di scatto sorpreso.<br />
<br />
Nel momento stesso in cui aveva legato, seppur in modo strano, con Tucci; quando aveva coperto Rodriguez proprio all'imbarco sulla Hope; ammirato silenziosamente l'abilitÃ  e la spavalderia di Luna; continuato a sfuggire all'attenzione del consigliere Caytlin, pur tenendola d'occhio quando si lanciava nelle sue intuizioni. Quando si era stupito per le capacitÃ  di Doohan ed aveva imparato a rispettare la serietÃ  e la forza di Xy; persino nell'accettare i folli piani di Bueller, aveva di fatto smesso di essere solo.<br />
<br />
In quell'anno a bordo della Hope aveva, volontariamente o meno, ammesso altre persone nella sua cerchia ristretta, che loro lo sapessero o meno. Il suo baricentro si era semplicemente spostato da se stesso alla nave.<br />
<br />
La nave.<br />
<br />
Si accigliÃ².<br />
<br />
No, non sarebbe stato solo se avesse scelto di tornare sulla Hope, non del tutto almeno. Certo, c'era anche la possibilitÃ  che nessuno degli altri avrebbe accettato l'offerta dell'ammiraglio. Un sorriso scettico gli si disegnÃ² sul viso: figuriamoci se Bueller avrebbe rinunciato ad un'occasione del genere, fresco d'accademia e giÃ  capitano. No, lui era quasi una certezza, come probabilmente Luna. Riprese a camminare.<br />
<br />
Il punto non era se avrebbe ritrovato le stesse persone, ma se avrebbe sentito lo stesso senso di appartenenza su un'altra nave. Anche se, concluse con una smorfia mentre accelerava il passo, se almeno avesse avuto la certezza che Melanne sarebbe stata a bordo, la sua decisione sarebbe stata molto molto piÃ¹ facile.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 - Ore 09:00</b><br /><br />
Lon Basta fissava l'ammiraglio Lennox cercando di farsi largo fra i rami che formavano intrecci impossibili nella sua mente. Erano solo le nove del mattino e giÃ  era a quel livello di concentrazione? Si chiese stupito cercando di mantenere la sua espressione impassibile.<br />
<br />
"Signor Basta, si accomodi".<br />
<br />
Lon obbedÃ¬, suo malgrado intrigato, continuando ad osservala mentre lei posava il padd che aveva tenuto in mano e gli sorrideva. Quello sguardo gli parlÃ² all'improvviso di Betazed, silenzi, parole non dette, unione, casa, ma fu un attimo poi il complesso intreccio di rami tornÃ² quello che era e lui si ritrovÃ² nuovamente davanti ad un superiore con un'improvvisa nostalgia.<br />
<br />
"La sua decisione?" Gli chiese l'ammiraglio senza preamboli.<br />
<br />
"Accetto l'incarico", rispose lui altrettanto rapidamente.<br />
<br />
L'ammiraglio annuÃ¬ senza dire altro. Non serviva, entrambi sapevano che se lui avesse voluto aggiungere qualcosa l'avrebbe fatto e che se lei avesse voluto sapere qualcosa di piÃ¹ non avrebbe dovuto che chiederlo. "PuÃ² andare tenente".<br />
<br />
"Grazie signore", Lon si alzÃ² andando verso l'uscita.<br />
<br />
"Tenente?"<br />
<br />
"Si ammiraglio?"<br />
<br />
"Chiami i suoi parenti ogni tanto".<br />
<br />
Basta fece per dire qualcosa, poi chiuse di scatto la bocca ed uscÃ¬.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Lon Basta</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-05 Il bivio</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Melanne Graahn<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Punto di Imbarco - Cantieri di Utopia Planitia- 19 Novembre 2395 - Ore 23.51</b><br /><br />
Non sarebbe riuscita a dormire, lo sapeva giÃ .<br />
Non sarebbe nemmeno valsa la pena di provarci. CosÃ¬, dopo la cerimonia delle promozioni e la festa che ne era seguita, aveva evitato sia di prendere la navetta che l'avrebbe ricondotta in Accademia sia di ritirarsi a dormire nel piccolo alloggio che ad ognuno di loro era stato messo a disposizione. Melanne si era diretta invece ad una delle ampie finestre panoramiche e aveva osservato per un po' la nuova Hope senza realmente vederla.<br />
 <br />
L'annuncio della Lennox era stato stupefacente per tutti, non era necessario essere un telepate per capirlo. Ma non quanto avrebbe dovuto, almeno non per lei.<br />
Se le avessero chiesto di prevedere una cosa del genere, naturalmente, non ci sarebbe mai riuscita. Ma dopo averlo sentito, per un momento, le era parso di averlo sempre saputo.<br />
Il progetto Hope era costato tempo e fatica, nonchÃ¨ innumerevoli mal di testa ai suoi responsabili, e, nonostante tutto, sembrava essere riuscito perfettamente. Era difficile giudicarlo dall'interno, ma se cosÃ¬ non fosse stato dubitava che li avrebbero addirittura premiati invece che limitarsi a farli diplomare per poi spararli in qualche sperduto avamposto di comunicazione, probabilmente privo delle piÃ¹ elementari norme igieniche e di qualsivoglia interesse. Alla luce di un tale successo, le sarebbe sembrato un po' stupido da parte del comando lasciar cadere i risultati positivi ottenuti. Dopotutto, se il paziente risponde bene alla cura prosegui con la terapia, non lo dimetti con l'indicazione di bere molta acqua e non mettersi nei guai.<br />
AggrottÃ² la fronte mentre le dita tamburellavano sul corrimano. Come le era venuto un simile paragone? Nemmeno i pazienti fossero loro...<br />
Scosse leggermente la testa, ricacciando quel pensiero inopportuno da dove era venuto. L'esperimento sarebbe proseguito, addirittura con loro nei ruoli di ufficiali superiori. Si trattava di un'occasione che, ad essere ottimisti, non avrebbero rivisto che tra svariati anni.<br />
La domanda, l'unica a contare davvero, era se lei vi avrebbe partecipato.<br />
 <br />
Melanne sospirÃ² appena.<br />
Il tempo che aveva passato a bordo della Hope era stato per lei... destabilizzante, ecco. Probabilmente non era il termine che ci si sarebbe aspettati, ma lei non possedeva l'allegria e l'irruenza di Bueller e Luna, nÃ© era completamente estranea alle emozioni come sembravano esserlo Xyr, Rest e persino Tucci. Non l'aveva vissuta nÃ¨ come un'avventura meravigliosa, nÃ¨ unicamente come una possibilitÃ  di crescita professionale.<br />
La veritÃ  era che lei aveva avuto paura.<br />
Sempre, in ogni singolo istante, ogni volta che era risuonato un allarme, che il ponte dell'infermeria le era tremato sotto i piedi, che avevano rischiato di morire. Fece un rapido calcolo mentale sul numero di situazioni del genere in cui erano incappati e sospirÃ² depressa. Praticamente sempre.<br />
E in ogni occasione lei non aveva avvertito l'eccitazione del rischio, piÃ¹ che altro un'insopprimibile voglia di vomitare e rintanarsi in qualche angolino.<br />
Ma naturalmente, non l'aveva fatto. Dopotutto, aveva ricevuto il migliore degli addestramenti e aveva imparato nel corso del tempo ad essere preparata per ogni eventualitÃ  con un piano A, un piano B e spesso un piano F. Aveva sempre reagito e svolto bene il suo compito, non di meno era stata spesso terrorizzata.<br />
A darle sicurezza era stato il pensiero che, se fossero sopravvissuti, la sua prossima assegnazione l'avrebbe portata sotto il comando di personale anziano ed esperto, che avrebbe potuto insegnarle ciÃ² che a lei ancora mancava oltre alla pura competenza professionale. La loro esperienza sulla Hope era stata una specie di rischiosissima gita scolastica. Ma imparare con degli insegnanti a guidarti Ã¨ diverso che farlo in una classe abbandonata a sÃ¨ stessa.<br />
Era stato quel pensiero a sostenerla. Quello e la presenza di Lon.<br />
 <br />
Nemmeno i suoi pensieri l'avessero evocato, sentÃ¬ dei passi e capÃ¬ che era lui. Chi altri avrebbe potuto raggiungerla lÃ¬, dopotutto, invece che rimanere a festeggiare? Non si voltÃ².<br />
"Cos'hai intenzione di fare?" gli chiese subito. Era inutile girarci intorno. Era chiaro che anche lui ci stava pensando, tutti loro lo stavano facendo, e nel loro rapporto i giri di parole erano sempre stati inutili.<br />
Lon scrollÃ² le spalle, senza rispondere. Forse era persino piÃ¹ preoccupato di quel che lei aveva pensato."Tu?" le chiese di rimando..<br />
<i>*Eh, no, non puoi girare la cosa in questo modo. Devi dirmi cosa vuoi fare!*</i><br />
Nei suoi pensieri la frase assunse un che di lievemente isterico, ma esternamente si limitÃ² a mollargli un pugno sul braccio, strappandogli un sorriso. "L'ho chiesto prima io!"<br />
Lon non rispose subito, rimanendo in apparente riflessione. In cuor suo Melanne temeva che avesse giÃ  deciso. Deciso di lasciare la Hope. Di lasciare lei.<br />
Tra loro non c'era mai stato niente di romantico, nÃ¨ mai ci sarebbe stato. La loro amicizia funzionava proprio dietro a quel limite e nessuno dei due aveva mai pensato di oltrepassarlo, tanto che entrambi avevano sempre assecondato le proprie necessitÃ  con altre persone. Lei non aveva mai nemmeno pensato alla possibilitÃ  di ottenere un'assegnazione comune, rassegnandosi al fatto che probabilmente non si sarebbero rivisti per anni. Ma ora che la possibilitÃ  era stata ventilata, qualcosa era cambiato: era inutile far finta di niente, se lui avesse deciso di restare lo avrebbe fatto anche lei. E tanti saluti agli esperti ufficiali superiori che aveva sempre sognato.<br />
PassÃ² qualche attimo di assorto silenzio.<br />
"Non lo so", rispose lui infine.<br />
<br />
Melanne sospirÃ² fissandosi le mani. <i>*SÃ¬, che lo sai.*</i> Lo pensÃ² ma non lo disse, limitandosi ad affermare ciÃ² di cui tutti e due erano giÃ  a conoscenza. "Hai sempre detto di voler un'assegnazione in prima linea. La Hope non Ã¨ certamente quello cui aspiravi".<br />
"Scherzi? Con Bueller come capitano finiremo nei guai nemmeno un'ora dopo aver lasciato il cantiere".<br />
Melanne sorrise.<br />
"Il problema non Ã¨ lui", continuÃ² Lon esitando impercettibilmente prima di aggiungere "ma chi altro deciderÃ  di accettare..."<br />
"Intendi Rest?"<br />
Certo, non aveva valutato l'idea di Rest. Melanne non era sicura che il vulcaniano avrebbe accettato, ma se lo avesse fatto la sua ambizione li avrebbe portati a scontrarsi ancora. E una guerra sotterranea fra ufficiali superiori del tutto inesperti non Ã¨ il massimo a bordo di una nave stellare in servizio attivo, per nessuno di quelli coinvolti. Tuttavia...<br />
"L'universo Ã¨ pieno di persone ambiziose", cominciÃ² lentamente, "il tenente Rest non sarÃ  il primo ne l'ultimo che attraverserÃ  la tua strada".<br />
Lon rispose con una smorfia infastidita, "posso rimettere al loro posto persone come lui, l'ho fatto giÃ  molte altre volte".<br />
"Non puoi sempre usare i pugni".<br />
"PerchÃ© no? Funzionano".<br />
"Sei un ufficiale adesso".<br />
"Non significa che io indossi i guanti".<br />
"Ma rischi molto di piÃ¹ di una reprimenda!"<br />
"Sei preoccupata per me?" Le chiese con un sorrisetto provocatorio.<br />
La risposta sincera era sÃ¬, ma lei non lo disse. "No! Certo!" protestÃ² invece.<br />
"Non farÃ² nulla di stupido".<br />
"Ah!" *Questa l'ho giÃ  sentita...* aggiunse tra sÃ¨ e sÃ¨ con un sorrisetto mentale. *Come quando hai dato un pugno a Bueller, immagino...* La sinceritÃ  tuttavia non le sembrÃ² la politica migliore in quel momento. Si limitÃ² a sbuffare. Lon sorrise.<br />
"Sarai a bordo della Hope?" Le chiese a bruciapelo.<br />
Melanne non voleva rispondere. Se gli avesse detto che sarebbe rimasta, se gli avesse detto di rimanere, lo avrebbe influenzato indebitamente, forse verso una scelta che avrebbe rimpianto e che avrebbe finito per compromettere la sua carriera. "Tu?"<br />
"L'ho chiesto prima io stavolta".<br />
"La Hope Ã¨ una possibilitÃ  intrigante, ce ne sono molte altre, perÃ²". Una risposta scontata e vaga, l'unica che lei potesse permettersi di dargli.<br />
"Vero", annuÃ¬ alla fine Lon senza aggiungere altro e sembrando vagamente contrariato.<br />
Qualunque sarebbe stata la loro decisione, entrambi avrebbero dovuto prenderla da soli. Tutti e due lo sapevano. Dopo qualche istante Lon se ne andÃ². Lei riportÃ² lo sguardo sulla finestra davanti a loro sulla nuove Hope al di lÃ  di essa.<br />
 <br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 - Ore 14:18</b><br /><br />
Aveva dodici minuti di anticipo rispetto all'appuntamento fissato con la Lennox, ma il gigantesco boliano che le faceva da assistente la fece passare comunque.<br />
Fece il suo ingresso in ufficio a passo lievemente rigido, salutÃ² come dovuto e accettÃ² di prendere posto in una delle due poltroncine di fronte alla scrivania.<br />
L'ammiraglio le sorrise.<br />
 <br />
"Allora, dottoressa, ha preso una decisione?"<br />
Melanne annuÃ¬. "SÃ¬, Signora."<br />
La Lennox battÃ¨ appena le palpebre. "Posso sapere qual Ã¨?"<br />
L'altra fece scivolare il padd sul piano della scrivania verso di lei.<br />
Non ci furono discussioni, nÃ¨ richieste di consigli.<br />
L'ammiraglio lesse quanto riportato sul dispositivo e annuÃ¬. "Capisco. Ha altro da comunicarmi?"<br />
"No, nient'altro."<br />
"Allora puÃ² andare."<br />
Melanne annuÃ¬ e la Lennox la osservÃ² alzarsi e lasciare la stanza.<br />
<i>*E due...*</i> pensÃ².</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Melanne Graahn</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-06 L'Amor muove il sole e le altre stelle, ma io vado piÃ¹ veloce</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Catalunya &quot;Luna&quot; Jones della Casata di Klaa<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Terra - Arizona - Complesso Flotta Stellare "Amelia Earhart", Hangar 2 - 19 Novembre 2395 ore 23:47</b><br /><br />
Dopo l'annuncio dell'Ammiraglio Lennox la festa aveva perso ogni attrattiva e aveva colto la prima occasione per andarsene. Aveva sopportato anche un rientro sulla Terra con un ingegnere boliano dalla voglia irrefrenabile di raccontarle il perchÃ© e il percome dell'uso di una moquette in lana arkoliana rispetto ai soliti materiali utilizzati per gli interni delle navi della Flotta; non che l'avesse realmente ascoltato. Un impulso incessante di liberare il suo armadietto al centro di volo della Squadra Rossa l'aveva condotta li e ora Luna stava contemplando la fila di navette prototipo di classe Interceptor. Prima di salire sulla Hope non avrebbe mai pensato di poter neanche solo comparare una Miranda con la gioia di pilotare quei piccoli gioielli di tecnologia federale. E invece...<br />
<br />
"Cadetto Jones! Che ci fa qui?"<br />
<br />
I suoi pensieri vennero interrotti dalla calda e virile voce del Tenente Comandante Marcus, l'istruttore di volo dell'Accademia della Flotta che soprintendeva i voli della Squadra Rossa e Collaudatore Capo del progetto Interceptor.<br />
<br />
Luna si girÃ² sorridendo<br />
<br />
"Tenente Jr Jones, adesso, signore" disse indicando i gradi sul colletto<br />
<br />
"Lo sapevo... l'Ammiraglio Lennox mi ha informato, volevo solo prenderla in giro... le congratulazioni sono d'obbligo " rispose amabilmente stringendole la mano "Allora... stava ammirando le navette? Ha notato quel deflettore sotto la carlinga?"<br />
<br />
"SÃ¬, quindi i miei appunti hanno convinto i progettisti..."<br />
<br />
"Aveva ragione, stabilitÃ  del campo di curvatura aumentata e manovrabilitÃ  con vettori superiori a 90Â° migliorata del 36%"<br />
<br />
"Sono cose che o si fanno o non ci si pensa"<br />
<br />
"Ha proprio ragione... non dovrei dirglielo, ma ho chiesto all'Ammiraglio Lennox di assegnarla qui come collaudatrice, ma immagino che abbia molte opzioni al momento"<br />
<br />
"Collaudare queste meraviglie?! Grazie per aver pensato a me Signore... solo..." disse Luna sinceramente stupita<br />
<br />
"Lo so, lo so... Ã¨ giovane e talentuosa e i timonieri con queste caratteristiche sono molto richiesti. Basta anche un grado inferiore al suo, ma un grande talento, per essere messi a pilotare anche le navi ammiraglie, cosa che non accade con altri ruoli. Quindi le chiedo solo di pensarci, noi saremmo felici di averla qui... La lascio ai suoi pensieri. Ancora congratulazioni tenente"<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - Arizona - Route 66 - The Old And The New Pub & Grill - 20 Novembre 2395 ore 01:17</b><br /><br />
Luna spense la moto antigravitazionale nel parcheggio del pub. Si era spinta a massima velocitÃ  costeggiando il Grand Kanyon, poi era rientrata nel sistema stradale godendo della pressione dell'aria a 300km/h sul suo corpo. Un giro a vuoto, cosÃ¬ tanto per fare, unicamente per il piacere di farlo.<br />
<br />
Altre moto e veicoli terrestri erano parcheggiati. Il locale era sempre aperto e lei lo aveva sempre apprezzato da quando vi aveva messo piedi per la prima volta con i suoi colleghi della Squadra Rossa. La distanza dalla base non era infatti proibitiva ed era sicuramente caratteristico.<br />
<br />
Entrando nel locale il suo istinto la fece subito scansare una coppia di avventori che si stava azzuffando. La musica alta copriva solo parzialmente il rumore della rissa. Le scazzottate erano all'ordine del giorno e nessuno si formalizzava troppo, anzi facevano parte dell'esperienza. Una zona senza troppe leggi e regolamenti, ma sufficientemente controllata da non destare la preoccupazioni nÃ© delle autoritÃ  civili, nÃ© della Flotta Stellare. In nessun altro posto sulla Terra Luna aveva sentito quell'atmosfera da nave da guerra klingon. L'aveva amato sin dal primo momento ed era diventato il suo rifugio. Il fatto che fosse pieno di cameriere in abiti discinti e che il proprietario fosse una andoriana con curve mozzafiato e un atteggiamento da dura erano la ciliegina sulla torta. Questo prima della Hope, ovviamente. Sembrava passata un'eternitÃ .<br />
<br />
"EHEEEHI! FERMI TUTTI!!!" tuonÃ² Seraht<br />
<br />
Ogni movimento si fermÃ². Un Capo della Flotta rimase con il pugno in posizione tenendo per il colletto uno ktariano che non fece nemmeno un tentativo di spostarsi. Quando l'andoriana parlava era il momento di fermarsi.<br />
<br />
"Signore e Signori, Luna della Casata di Klaa Ã¨ tornata!"<br />
<br />
Un boato la accolse e tutti gli habituÃ© si affannarono per andare a salutarla. Solo dopo qualche minuto riuscÃ¬ finalmente a sedersi al bancone.<br />
<br />
"Allora... Tenente...non Ã¨ che vai un po' troppo di corsa... ragazzina?" commentÃ² Saraht mettendole davanti una birra andoriana della sua riserva personale e servendosene una anche per sÃ©.<br />
<br />
"Naaa... questo Ã¨ il mio passo normale... come va Seraht?"<br />
<br />
"Tutto uguale come sempre. Brindiamo al tuo brillante futuro... cosa farai adesso ? hai giÃ  una assegnazione?"<br />
<br />
"Forse... mi hanno fatto un paio di proposte. Ma ci sto pensando"<br />
<br />
"Deve essere una cosa seria se la testa piÃ¹ matta che abbia mai conosciuto si ferma a pensare"<br />
<br />
"GiÃ " rispose laconicamente Luna bevendo un sorso di birra<br />
<br />
"Luna non mi saluti neanche piÃ¹?" disse una voce alle sue spalle. La riconobbe subito e ogni sua cellula vibrÃ² di eccitazione.<br />
<br />
"Non dovresti stare in cucina? Il turno non Ã¨ ancora finito" commentÃ² l'andoriana seccamente<br />
<br />
"Dai mamma, fammi salutare almeno" rispose la voce.<br />
<br />
Luna buttÃ² giÃ¹ la birra in un sorso e si girÃ².<br />
<br />
Senal, figlia di Seraht e di un terrestre, Kwatoko, un nativo americano di discendenza Navajo, era una delle ragazze piÃ¹ belle che avesse mai visto. Occhi di un blu talmente scuro da sembrare profonditÃ  oceaniche su un viso perfetto e zigomi alti. Un corpo sinuoso e sensuale di un blu tendente al violetto. Un fiore di ragazza, di sangue misto come lei, di cui Luna era innamorata dal primo secondo. Un amore ricambiato, ma mai concretizzato. Un amore che cercava di dimenticare tra le lenzuola di altre ragazze perchÃ© non sarebbe mai riuscita a fermarsi. La vita che aveva scelto, la sua passione per il rischio e l'avventura l'avevano sempre attirata lontano. Una vita di casa sarebbe stata una prigione. Ma ora... che fosse possibile unire le cose? Collaudare prototipi poteva essere una vita lavorativa sufficientemente rischiosa e sarebbe potuta restare sulla Terra. Senal avrebbe potuto aprire il suo ristorante... forse avrebbe potuto funzionare.<br />
<br />
"Sei sempre piÃ¹ bella" fu l'unica cosa che riuscÃ¬ a dire<br />
<br />
"Lo so!" rispose la facendo l'occhiolino "Mi aspetti? Esco tra un'oretta"<br />
<br />
"Si, mi faccio qualche birra nel frattempo"<br />
<br />
"Perfetto" disse lei allontanandosi continuando a guardala negli occhi. Luna sostenne lo sguardo fino a che non sparÃ¬ dietro la porta della cucina. DopodichÃ© si girÃ² e trovÃ² a un palmo il viso della andoriana.<br />
<br />
"Ragazzina... non Ã¨ una ragazza come le altre e so che Ã¨ innamorata. Decidi alla svelta quello che vuoi fare nella vita e se non hai intenzione di restare Ã¨ meglio che tu non sia piÃ¹ qui quando finirÃ  di lavorare. Mi piaci e so che sei una brava ragazza, sotto sotto, ma sono pronta a usare il mio ushaan-tor per rompere la tua testa se la farai soffrire."<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - L'Avana - 20 Novembre 2395 ore 05:47</b><br /><br />
Una gradevole brezza riempiva di profumo del mare, di palme e orchidee le strade deserte de L'Avana costeggiando le case multicolore. Le stesse strade che fino a qualche ora prima erano state piene di quella fiumana di persone che dai locali ai fuochi in spiaggia si divertiva, mangiando, bevendo e ballando le mille varianti della salsa. Ora tutte quelle persone o dormivano o erano impegnate nel dolce atto dell'amore. Solo pochi erano svegli a quell'ora e quei pochi perlopiÃ¹ stavano tornando a casa. Gli orari lavorativi erano da sempre spostati in avanti in quell'angolo della terra.<br />
<br />
Camminando per quelle strade Luna avrebbe dovuto sentirsi a casa: in fondo ci aveva passato la sua prima infanzia. Ma nonostante il calore vibrante dell'umanitÃ , quei luoghi non erano veramente casa sua. Troppa... felicitÃ ? Pace? Dietro la patina di vitalitÃ  delle serate sulla spiaggia a base di sesso e sintalcol, c'era una realtÃ  basata di noiosa routine. Niente a che vedere con l'emozione che provava sulle navi stellari. C'era un motivo per cui aveva passato buona parte della sua vita su una nave stellare, anche se priva di ogni comoditÃ  come un vascello klingon.<br />
<br />
E allora cosa ci faceva li? Cosa c'era di tanto sbagliato in lei da andarsene cosÃ¬... in sella ad una moto a tutta velocitÃ  per tornare a San Francisco e da li a L'Avana via teletrasporto? Cosa non andava in quella prospettiva di una vita lavorativa e sentimentale appagata? In quel momento poteva essere con Senal a divertirsi: le andoriane, per quanto lei lo fosse solo per metÃ , sembrano tanto fredde fuori, ma sono molto calde a letto... quasi come le klingon. Pensando queste cose sorrise tra sÃ© leggermente a disagio. Non era abituata a pensare alle cose: Luna seguiva sempre e costantemente il proprio istinto. Seguendolo se ne era andata dal locale, aveva preso la moto e guidato per ore fino a e in quel momento le sue gambe la stavano portando in una delle vie laterali della cittÃ , meno frequentate dai turisti, ma non per questo meno suggestive.<br />
<br />
Ancora un angolo.<br />
<br />
La casa era sempre li: il cancello di legno smaltato di bianco, il giardino pieno di orchidee in fiore e il magnifico albero di avocado piantato da un antico avo della famiglia di sua nonna oltre trecento anni prima. Le pareti esterne di legno fucsia pallido e le tende bianchissime. Superato il cancello e il tavolino esterno accanto al forno a induzione di plasma (una sostituzione rispetto al tradizionale forno a legna per conformarsi alle rigide normative in tema di emissioni voluto dal Governo Terrestre) Luna si trovÃ² a bussare alla porta.<br />
<br />
Dopo qualche minuto, Marysol della Casata di Klaa apparve da dietro la tendina e il volto da stropicciato di sonno, si illuminÃ² di gioia.<br />
<br />
"Catalunya! Dios Mios!"<br />
<br />
AprÃ¬ rapidamente la porta e la tirÃ² dentro casa abbracciandola.<br />
<br />
"Cosa ci fai qui? Torni adesso dai festeggiamenti? Pensavo che saresti tornata sull'Akesh...ma hai fatto bene vieni siediti" detto questo andÃ² subito al replicatore.<br />
<br />
"Latte e caffÃ¨, 38Â°" disse mentre tagliava una fetta di torta evidentemente non replicata.<br />
<br />
"Tieni cara, mangia."<br />
<br />
"Wow, hai fatto la torta di sangue de anjonjolÃ¬. Devi essere proprio contenta!" disse Luna con un sorriso prendendo la forchetta (ndr. trattasi di una delle tipiche ricette fusion creolo-klingon ideate da Marysol per unire la tradizione alimentare cubana con quella klingon. Nel preparare la torta di sangue, Marysol addensa gli ingredienti classici della torta di sangue con il boniato -la patata dolce- lo sciroppo di canna da zucchero e l'orzata di sesamo. La preparazione di questo dolce, rigorosamente non replicato, richiede alcune ore).<br />
<br />
"Ma certo che lo sono! Mia nipote si Ã¨ diplomata tra le prime del suo corso ed Ã¨ un Tenente della flotta stellare!"<br />
<br />
"Un Tenente jr" corresse Luna continuando a mangiare.<br />
<br />
"E' uguale... allora... non mi hai risposto... perchÃ© sei qui?"<br />
<br />
"Non lo so... so che dovevo venire a trovarti... nonna..."<br />
<br />
"Dimmi cara"<br />
<br />
"Non so cosa fare... ho l'opportunitÃ  di fare il lavoro che ho sempre voluto fare, almeno fino all'anno scorso, e allo stesso tempo di poter frequentare una ragazza speciale..."<br />
<br />
"Una ragazza?! E chi sarebbe?" interruppe Marysol<br />
<br />
"Si chiama Senal, Ã¨ bellissima e fa la cuoca"<br />
<br />
"Sposala! Guarda che sto diventando vecchia e la casata di Klaa reclama nipotini"<br />
<br />
"Nonna ti prego! Ascoltami... per quanto questa prospettiva di vita sia fantastica, sento che qualcosa non va e che il mio futuro Ã¨ lassÃ¹" disse indicando il cielo "L'Ammiraglio Lennox mi ha proposto di diventare il timoniere di una nuova nave, una nuova Hope... con l'equipaggio della vecchia..."<br />
<br />
"Come tuo nonno, come tua mamma... avete l'avventura nel sangue. Se sei qui Ã¨ perchÃ© vuoi partire e allora vai e se questa ragazza Ã¨ davvero speciale ti aspetterÃ ...o forse no, ma il rischio Ã¨ quello che ci permette di assaporare ogni cosa con piÃ¹ intensitÃ , di vivere la vita al 110%. Ãˆ quello che mi ha conquistata di tuo nonno e a me ha portato bene. Ãˆ quello che ha seguito tua mamma e a lei sfortunatamente no... ma se si fosse accontentata, se non avesse seguito il suo cuore e fatto quello che realmente voleva, allora avrebbe solo sprecato la sua vita. Vai, io e tuo nonno saremo sempre vicini a te. E ora vai a dormire che sembri stanca. Ci penso io a svegliarti"<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 ore 16:00</b><br /><br />
=^=Il Tenente JG Jones Ã¨ arrivata Ammiraglio... =^=<br />
"La faccia entrare."<br />
<br />
<i>*in perfetto orario... questa ragazza Ã¨ universalmente conosciuta come una casinista, ma Ã¨ tra le poche persone al mondo che puÃ² andare d'accordo sia con Bueller che con Xyr... chissÃ *</i><br />
<br />
Tolta la divisa perfettamente stirata e immacolata, ogni altro particolare del giovane tenente, tra cui i capelli ribelli e spettinati, dava l'impressione che avesse fatto una corsa sul filo del rasoio per essere lÃ¬ puntuale.<br />
<br />
"Prego Tenente, si accomodi"<br />
<br />
"Grazie, Ammiraglio... " disse Luna sedendosi e riprendendo fiato<br />
<br />
"Vuole un bicchiere d'acqua?"<br />
<br />
"Grazie, signore... frizzante se possibile"<br />
<br />
L'ammiraglio si alzÃ² e andÃ² verso il replicatore<br />
<br />
"Acqua fredda frizzante... allora Tenente ha preso una decisione?" disse passando il bicchiere a Luna che lo bevve d'un sorso. PoggiÃ² il bicchiere<br />
<br />
"Ho saputo che ci sarebbe una posizione come pilota di collaudo per la classe Interceptor"<br />
<br />
"Il Comandante Marcus ha la lingua troppo lunga, ma Ã¨ vero. Quell'incarico sembra fatto apposta per lei... quindi immagino che intenda rifiutare la proposta"<br />
<br />
"No... si sbaglia. Accetto" disse passando il padd di incarico controfirmato<br />
<br />
"E quell'altro padd?" disse Evelin indicando il padd che era rimasto in mano a Luna<br />
<br />
"Ehm... delle piccole richieste"<br />
<br />
"Mi sembra giusto, mi faccia vedere" l'Ammiraglio prese il padd e cominciÃ² a leggerlo "...mmmh beh certamente potrÃ  portare il suo B'rel, non ho alcuna intenzione di passare la prossima settimana a sentire le proteste di suo nonno...ah! non posso far imbarcare un prototipo della Flotta, non puÃ² mettere i piedi in scarpe diverse, ma posso farle avere gli schemi e il programma di simulazione olografica delle Interceptor, se nel suo tempo libero ha voglia di dedicarsi a tale progetto..." Evelin appoggiÃ² il padd sulla scrivania e guardÃ² la giovane divertita "Tenente... gli Ufficiali superiori non condividono l'alloggio e non posso metterla nella stessa stanza del consigliere Caytlin."<br />
<br />
"Ci ho provato..."<br />
<br />
"Buona fortuna tenente... ah e veda di non riportarmi la Hope nelle condizioni della sua predecessora. PuÃ² andare."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Catalunya &amp;quot;Luna&amp;quot; Jones della Casata di Klaa</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-07 All-In</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Catalunya &quot;Luna&quot; Jones della Casata di Klaa<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>SOL IV - Cantieri Utopia Planitia - Sala Ricevimenti - 19 Novembre 2395 ore 21:31</b><br /><br />
Paulo non credeva alla sua fortuna. La proposta fatta dall'Ammiraglio Lennox era un'occasione unica, spettacolarmente ghiotta: il piatto finale da centinaia di barre di lathinum. E lui si era trovato servito di una scala reale.<br />
<br />
Si guardÃ² furtivamente intorno. Tutti i suoi amici e colleghi erano rimasti folgorati dalla notizia e ad ogni secondo che passava li vedeva sempre piÃ¹ presi nel capire i riflessi delle conseguenze della decisione che avrebbero dovuto prendere. E quella loro indecisione equivaleva istantaneamente alla sua ferma posizione. Per lui nessun dubbio...non solo sarebbe salito su quella nave, ma lo avrebbe fatto rilanciando.<br />
<br />
Con l'esperienza accumulata approfittÃ² dello smarrimento generale per interpretare i segnali. Nessun dubbio sul fatto che Bueller avrebbe accettato, anche lui era un giocatore in attacco. E con Bueller contava Luna, un'altra giocatrice di rischio. Contava anche sul chip della dottoressa e conseguentemente di Basta, nonostante fossero giocatori relativamente avversi al rischio il loro sarebbe stato un partecipare per evitare rischi maggiori. Tucci? Ininfluente, almeno per i suoi scopi. Nel lampo di furia che colse negli occhi dell'andoriana, percepÃ¬ il fold. E senza Xyr, anche Rest sarebbe uscito di scena. La partita si metteva sempre meglio. Doohan? Giocatore costante, avrebbe pagato il buio.<br />
<br />
Era il momento di andare All-In e mettere sul piatto tutto quello che aveva.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>SOL IV - Cantieri Utopia Planitia - Dock 3 - USS Hope NCC-25122-A - 19 Novembre 2395 ore 23:31</b><br /><br />
Come previsto superÃ² ogni controllo, la tuta della manutenzione che stava indossando e la cassetta di strumenti di revisione erano il lasciapassare migliore che poteva procurarsi a quell'ora di notte. PerchÃ© disturbare un tecnico che aveva avuto la sfortuna di essere assegnato al turno gamma?<br />
<br />
Per prima cosa effettuÃ² un accesso al computer e scaricÃ² i dati delle operazioni di bordo su un padd, insieme agli schemi tecnici e stato della nave. Li avrebbe analizzati successivamente: ciÃ² gli avrebbe dato il vantaggio di sapere in anticipo i fabbisogni della nave e soprattutto cosa sarebbe riuscito a contrabbandare. Poi caricÃ² un programma di sua invenzione che gli permetteva di inserirsi nelle stringhe di comando dei rapporti di lavorazione e di approvvigionamento.<br />
<br />
La sua incursione era durata meno di 15 minuti.<br />
<br />
<i>*fase 1 completata*</i> pensÃ² soddisfatto<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>SOL III - Attracco Spaziale Terrestre, Anello 21 - 20 Novembre 2395 ore 00:16</b><br /><br />
Dopo essersi cambiato e ripresa la divisa da tenente, aveva salutato tutti i presenti alla festa e una navetta lo aveva portato all'Attracco. Nonostante l'ora centinaia di persone occupavano i ponti e la maggioranza delle attivitÃ  erano ancora aperte. Decine di navi arrivano e partivano ad ogni ora si vedevano equipaggi di ogni razza del quadrante. Camminando velocemente Paulo stava andando verso il Bar di Jelloc, il miglior posto per i suoi affari.<br />
<br />
"Ehi Rodriguez, hai qualcosa per me?" disse un guardiamarina fermandolo all'improvviso<br />
<br />
"Oh, Jimmond. Quel programma olografico mi deve ancora arrivare. Ti avevo detto che ci sarebbe voluto un po'. Quando ti serve?"<br />
<br />
"La Paul Klee parte tra tre giorni, ce la fai? Otto mesi a mappare nebulose sono lunghi"<br />
<br />
"VedrÃ² di fare il possibile, ma ci sarÃ  un sovrapprezzo"<br />
<br />
"Un altro?"<br />
<br />
"Se trovi qualcun altro accomodati"<br />
<br />
"Ok ok, fammi sapere"<br />
<br />
"Lo avrai per tempo"<br />
<br />
Fatti gli ultimi passi entrÃ² nel bar e andÃ² al suo solito posto.<br />
<br />
"Allora... la solita birra romulana... Tenente?" disse il denobulano avvinandosi<br />
<br />
"Ci puoi scommettere Jelloc. Ãˆ arrivato Cartiz?"<br />
<br />
"SÃ¬ Ã¨ sul retro"<br />
<br />
"Mandamelo"<br />
<br />
"Subito"<br />
<br />
Il denobulano sparÃ¬ rapidamente dietro il bancone del bar e dopo poco un umano uscÃ¬ dal retrobottega e andÃ² a sedersi davanti a Rodriguez.<br />
<br />
"Allora capo?"<br />
<br />
"E' arrivata l'occasione che stavamo aspettando. Da domani sarÃ² a capo delle operazioni di bordo di una nave di classe Intrepid"<br />
<br />
"Ma non ti sei diplomato oggi?"<br />
<br />
"Un colpo di fortuna. Riprendiamo da dove c'eravamo interrotti a Marzo, anzi meglio. Con sistemi migliori rispetto ad una vecchia miranda potremo far girare molta piÃ¹ merce. A proposito il programma olografico per Jimmond?"<br />
<br />
"E' pronto da ieri"<br />
<br />
"Ok, allora portaglielo dopodomani e fatti dare il 25% in piÃ¹. Ci servirÃ ..."<br />
<br />
"Ottimo"<br />
<br />
"Appena hai fatto prendiamo tutto quello che abbiamo guadagnato in questi anni e lo investiremo nuovamente in ogni genere di tecnologia e risorsa"<br />
<br />
"Non Ã¨ un po' rischioso?"<br />
<br />
"E' il momento di osare il tutto per tutto. Ho controllato le stive della nuova Hope... ci puÃ² stare molta roba"<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>SOL III - Accademia Flotta Stellare - Alloggio del Tenente JG Rodriguez - 20 Novembre 2395 ore 01:11</b><br /><br />
Tutto era sistemato.<br />
<br />
Aveva fatto presto a radunare la sua roba e ora era sul letto a guardare la lista delle lavorazioni della Hope, inserendo da remoto nuovi controlli e nuove disposizioni di carico. Installazione di nuovi apparati difensivi e offensivi. Quella nave sarebbe diventata un gioiello. PoggiÃ² il padd sul comodino e spense la luce.<br />
<br />
Si addormentÃ² con il sorriso sulle labbra.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>SOL III - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 ore 14:30</b><br /><br />
Un impeccabile Rodriguez si presentÃ² davanti all'ammiraglio Lennox. Nonostante fosse pronto sin dal mattino, aveva aspettato e deliberatamente arrivato con qualche minuto di ritardo. Non farlo sarebbe sembrato sospetto, almeno per lui.<br />
<br />
"Prego Tenente, si accomodi. Allora... Ã¨ giunto a una decisione?"<br />
<br />
Rodriguez si sedette lentamente e rispose in modo leggermente teatrale<br />
<br />
"Le dirÃ² Ammiraglio. Non Ã¨ stata una decisione facile. All'inizio della mia carriera non vorrei fare la scelta sbagliata e non le nego che questa notte non ho chiuso occhio pensando alle mille alternative che si aprivano di fronte a me, ma ho pensato che squadra che vince non si cambia e spero che i miei colleghi abbiano fatto e facciano la mia stessa scelta. Accetto con entusiasmo questo incarico" disse passando il padd<br />
<br />
"Ottimo, Tenente, puÃ² andare" disse Lennox percependo grande soddisfazione da parte di Rodriguez.<br />
<br />
<i>*All-in*</i> pensÃ² Rodriguez</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Catalunya &amp;quot;Luna&amp;quot; Jones della Casata di Klaa</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-08 Sex Appeal</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Lon Basta<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Terra - Mensa dell'Accademia della Flotta Stellare - 20/11/2395 ore 01:10</b><br /><br />
"Ciao James..."<br />
<br />
James Doohan II si alzÃ² di scatto, sbattÃ© la testa con la parte superiore del replicatore, si portÃ² una mano alla nuca con un 'Ahi!' e rischiÃ² di rovesciarsi addosso il contenuto del bicchiere mentre si girava verso la fonte del saluto.<br />
<br />
"Kr'eth..." BalbettÃ² arrossendo fino alla radice dei capelli e oltre.<br />
<br />
"Tenente", la caitiana sorrise, gli occhi che brillavano divertiti, "volevo farti i complimenti per la tua promozione".<br />
<br />
James aprÃ¬ la bocca per rispondere, la richiuse, studiÃ² il contenuto del suo bicchiere, sollevÃ² nuovamente lo sguardo su di lei, iniziÃ² a contare fino a dieci per non farsi prendere dal panico, arrivÃ² a tre, bevve tutto d'un sorso il tÃ¨, balbettÃ² un "grazie" e si allontanÃ² di gran fretta verso l'uscita della mensa.<br />
<br />
Appena raggiunta la relativa sicurezza del corridoio, si concesse un sospiro di sollievo, poi si maledisse, si girÃ² per tornare sui suoi passi, si fermÃ² stringendo il bicchiere, fece una giravolta riprendendo a camminare e andÃ² a sbattere contro il cadetto Melissa Meyel.<br />
<br />
"James!" EsclamÃ² la ragazza appoggiandosi a lui per evitare di cadere, "che fretta! Ti stavo cercando".<br />
<br />
"Davvero?" Lui la fissÃ² sbalordito mentre lei gli sorrideva timidamente passandosi una mano fra i capelli neri senza accennare a staccarsi da lui.<br />
<br />
"Sei tenente adesso!" Melissa sgranÃ² li occhi piÃ¹ di quanto lui credesse possibile passandogli un dito sui pin del colletto e sbattendo le ciglia piÃ¹ volte.<br />
<br />
"Er... io. Si", come al solito la voce gli mancÃ² all'improvviso e le guance, che avevano appena ritrovato il loro colore originario ripresero a bruciargli. PiÃ¹ bruscamente di quanto avesse voluto si staccÃ² da lei, "da poco", biascicÃ².<br />
<br />
Lei portÃ² le mani dietro la schiena e si mordicchiÃ² il labbro inferiore fissandolo con un'intensitÃ  che lo mise ancora piÃ¹ a disagio, "non festeggi?"<br />
<br />
Per tutta risposta James scosse piÃ¹ volte la testa accompagnando il gesto da un "nononononono" che non prevedeva che lui prendesse fiato mentre arretrava di un paio di passi. "Io, ehm, non ho tempo, cioÃ¨, mi aspettano, domani, non oggi, ma comunque devo andare perchÃ© il tempo Ã¨ poco e l'ammiraglio mormora".<br />
<br />
Melissa sollevÃ² un sopracciglio perplessa e fece un tentativo di fermarlo, ma prima che ci riuscisse James Doohan II si era giÃ  mosso lanciandole un "ciao!" che capÃ¬ solo perchÃ© lui fece una specie di gesto con la mano accanto al viso agitando il palmo.<br />
<br />
Il silenzio del suo alloggio vuoto lo accolse come un abbraccio. Appoggiato alla porta come se temesse che qualcuno arrivasse da un momento all'altro a sfondarla, James attese qualche secondo fino a quando non fu certo che nessuno lo aspettava nascosto nella stanza, poi con un sospiro di sollievo raggiunse il letto e ci si lasciÃ² cadere sopra.<br />
<br />
Potevano sparargli addosso, il motore a curvatura minacciare di fondersi da un momento all'altro, potevano addirittura chiedergli riparazioni impossibili e lui non perdeva il sangue freddo, mai. Una ragazza, di qualsiasi razza fosse, basta che appartenesse al genere femminile, gli rivolgeva la parola e lui andava nel panico. La mente semplicemente gli andava in corto circuito. Per fortuna che non gli succedeva quando lavorava altrimenti non si sarebbe mai diplomato e ora non sarebbe tenente per i meriti acquisiti sul campo. Un sorriso soddisfatto gli comparve sul viso mentre portava la mano ai pin. Se lo era meritato per tutto l'ottimo lavoro svolto sulla Hope, cosÃ¬ gli aveva detto l'ammiraglio, che essendo donna normalmente gli avrebbe causato problemi, ma essendo ammiraglio rientrava automaticamente in una casella che gli consentiva di non vederne il sesso.<br />
<br />
Ci mancava soltanto che se la immaginasse in abiti normali che sorrideva! Abiti civili, sorriso, donna...<br />
<br />
Colto dal panico James scosse la testa affrettandosi a far rientrare l'ammiraglio nella sua tranquilla casellina di 'ufficiale superiore, comandante in capo, asessuato'. Ci mancava solo quello!<br />
<br />
Il suono di un messaggio in arrivo gli consentÃ¬ di concentrarsi su altro, si sollevÃ² sul letto per attivare il visore.<br />
<br />
Che poi, riflettÃ© mentre scorreva i diversi messaggi, non era che non gli piacessero le donne, solo che quando ne aveva una davanti era totalmente, completamente, irrevocabilmente incapace di interagire. Diceva sempre la cosa sbagliata, o faceva qualcosa per la quale lei lo trovava incredibilmente 'adorabile' e lui, invece, si sentiva un totale idiota. E quando non erano le parole, il suo arrossire gli procurava sospiri, ammiccamenti e mani che si appoggiavano sulla sua spalla con un 'ohh' intenerito.<br />
<br />
Deteneva il record di conquiste dell'accademia, senza aver mai fatto nulla per ottenerlo.<br />
<br />
O goderselo.<br />
<br />
Non che non avesse avuto esperienze, ma c'era voluta tutta la determinazione di una klingon per farcela e non Ã¨ che in quelle occasioni a lui fosse stata data la possibilitÃ  di dire la sua.<br />
<br />
Et'essa Vrocos era stata... impositiva.<br />
<br />
Sua madre era orgogliosa di lui, congratulazioni da amici vari, qualche messaggio di ammirazione che scartÃ² con uno sbuffo infastidito. Si raddrizzÃ² sul letto, incrociÃ² le gambe e portÃ² le mani ad intrecciarsi davanti a lui. Svuota la mente James, si disse, pensa al futuro.<br />
<br />
C'erano volte che avrebbe dato chissÃ  che cosa per avere la sfacciataggine di Bueller: il capitano decideva che cosa voleva, si avvicinava alla prescelta e voilÃ  era fatta.<br />
<br />
James non decideva cosa voleva, la prescelta si avvicinava e lui scappava. VoilÃ .<br />
<br />
RiaprÃ¬ gli occhi.<br />
<br />
Nemmeno tutta la meditazione del mondo, che aveva imparato su Vulcano, era in grado di aiutarlo. Pace interiore e sicurezza relativa sfumavano nemmeno due secondi dopo che posava gli occhi su una ragazza.<br />
<br />
Era un caso disperato.<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 - Ore 16:20</b><br /><br />
James Doohan II entrÃ² nell'ufficio guardandosi alle spalle come se temesse che qualcuno lo seguisse li dentro e, quando si girÃ² verso l'ammiraglio, rosso in viso ed evidentemente imbarazzato balbettÃ² un "Ha cambiato assistente signore?"<br />
<br />
"No, il guardiamarina Fretter lo sostituisce solo temporaneamente tenente".<br />
<br />
"Ah".<br />
<br />
Notando il sopracciglio sollevato dell'ammiraglio Lennox, James si affrettÃ² a ricomporsi, portÃ² le mani dietro la schiena, fece un passo avanti, pensÃ² 'ufficiale superiore, comandante in capo, asessuato' e dalla sua mente riuscÃ¬ ad allontanare le immagini fastidiose che avevano iniziato ad affollarla. Sotto lo sguardo della betazoide il suo viso si distese, l'espressione si fece decisa e ogni traccia di panico svanÃ¬ dai suoi occhi.<br />
<br />
"Mi scuso per il ritardo, ammiraglio, ma sono rimasto invischiato in una", si schiarÃ¬ la voce, "festa a sorpresa e ho avuto qualche difficoltÃ  a liberarmi".<br />
<br />
"Si accomodi tenente".<br />
<br />
"La ringrazio signore", James si affrettÃ² ad obbedire.<br />
<br />
"Non sono solita scusare i ritardi, ma posso capire che i suoi colleghi non sapessero dell'appuntamento che aveva con me, non ha avuto molto preavviso".<br />
<br />
"GiÃ , le ragazze", un lieve rossore comparve sulle guance di Doohan, "non sapevano".<br />
<br />
L'ammiraglio Lennox si accigliÃ² leggermente, sembrÃ² essere sul punto di fare una domanda, ma evidentemente ci ripensÃ².<br />
<br />
"Non ha cambiato decisione immagino".<br />
<br />
"No ammiraglio, Ã¨ sempre la stessa di ieri", rispose deciso James, "Ã¨ stato amore a prima vista".<br />
<br />
Si fissarono per qualche istante in silenzio prima che lui aggiungesse, "anche se, questa Ã¨ la seconda versione se si vuole essere precisi".<br />
<br />
Trascorse qualche altro secondo di silenzio.<br />
<br />
"PuÃ² andare tenente".<br />
<br />
"Si signore, grazie ammiraglio per l'opportunitÃ ". Un sorriso affascinante gli illuminÃ² il viso coinvolgendo anche Evelin Lennox che lo ricambiÃ².<br />
<br />
 <br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 ore 16:30</b><br /><br />
<br />
=^=Ammiraglio, il suo prossimo appuntamento Ã¨ arrivato.=^=<br />
<br />
"La ringrazio guardiamarina, per favore lo faccia attendere e mi chiami il capitano Teskara".<br />
<br />
Evelin Lennox rimase in attesa fissando la porta dalla quale era appena uscito il tenente James Doohan. Dopo pochi istanti sul terminale comparve il volto della grazerita.<br />
<br />
"Tes? Ti ricordi quella scommessa sul cadetto timido e se sarebbe stato imbarazzato con qualsiasi tipo di donna? Ho un'assistente di Kasheeta, credo di aver vinto."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Lon Basta</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-09 Scelte</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Cadetto IV Anno Edison Ray Tucci<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Terra - Residenza della famiglia Tucci - 20 Novembre 2395 ore 04:00</b><br /><br />
Edison non riusciva a prendere sonno, non sapeva esattamente perchÃ©: da giorni non riusciva a completare quei test sul teletrasporto tramite laser, voleva a tutti i costi finalizzare la sua relazione entro la fine del mese. Ma non era certo fosse quello il motivo. Si alzÃ² e decise di andare a bere un po' di acqua.<br />
<br />
Scese lentamente le scale, non voleva svegliare i suoi. Era tornato a casa dei propri genitori per qualche giorno, gli mancavano dopo aver trascorso molto tempo sulla Hope, e dato che la loro abitazione si trovava vicino all'accademia aveva preferito stabilirsi da loro piuttosto che negli appartamenti tutti uguali del convitto dell'accademia.<br />
Arrivato in cucina prese un bicchiere e lo riempÃ¬ di acqua, si sedette su una delle sedie che circondavano l'isola posta al centro della stanza, lasciÃ² vagare il suo sguardo finchÃ© i suoi occhi non si posarono sulle due targhe commemorative appese al muro, una era la targa della USS Bengasi dove suo padre aveva prestato servizio, l'altro era un attestato di merito della Avio Space per il lavoro di<br />
ricercatrice della madre.<br />
<br />
"Qualcosa non va?" chiese una voce alle sue spalle. Edison fece uno scatto per la sorpresa, rischiando di far cadere il bicchiere che teneva in mano.<br />
Una risata. "Non volevo spaventarti, scusa piccolo" sua madre si avvicinÃ² e le posÃ² una mano sulla spalla. <br />
"Mamma" sbuffÃ² il neo tenente "Non chiamarmi 'Piccolo' non lo sono piÃ¹ da quando avevo cinque anni!"<br />
<br />
La donna gli sorrise mentre gli sedeva accanto "Oh ma tu sarai sempre il mio 'Piccolo'" con una mano gli sfiorÃ² il viso come per accarezzarlo, ma poi ritrasse la mano.<br />
"Allora, come mai non stai dormendo?"<br />
"Non lo so"<br />
"Ancora quella relazione sugli esperimenti che stai facendo in facoltÃ ?"<br />
"Non lo so"<br />
"Mmm" la donna fissÃ² il figlio "E la proposta che ti hanno fatto dalla Flotta?"<br />
"No. Sai giÃ  cosa ho deciso."<br />
"Sei sicuro che non sia quello?"<br />
Ray ci pensÃ² su un attimo "Non lo so" rispose sospirando.<br />
Sua madre non disse nulla, aspettÃ².<br />
"...e se avessi fatto un errore nella mia scelta?"<br />
"Non credo proprio, tu hai fatto una scelta di cuore e per una volta hai lasciato da parte il cervello, stando a quello che mi hai raccontato sulle vicende avvenute sulla Hope, hai provato paura, sei rimasto ferito, hai rischiato..."<br />
"SÃ¬ ma ho trovato dei compagni, persone che mi capiscono, amici..."<br />
"Allora figlio mio, non hai sbagliato a scegliere."<br />
"No" Edison scosse la testa "Allora deve trattarsi di quei maledetti test" esclamÃ² il giovane.<br />
"SÃ¬" disse la madre, trattenendo una lacrima d'orgoglio e sussurrando un 'Piccolo mio' senza farsi sentire.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Laboratori - 20 Novembre 2395 ore 13:00</b><br /><br />
Anche se aveva dormito poco era arrivato presto al centro di ricerca della Flotta.<br />
Come sempre si era buttato a capofitto nel lavoro, la sua concentrazione lo escludeva, letteralmente, dal mondo:stava re-impostando i test dal duecentotre al duecentoquattordici, ogni volta fallivano il trasferimento dati, doveva esserci qualcosa nella matrice di recupero del software che non andava, aveva scritto lui stesso il programma sicuramente gli era sfuggito qualcosa, o quello oppure il cristallo del laser era incrinato.<br />
<br />
"Il cristallo" disse mentre consultava la lista dei componenti "No, non puÃ² essere Ã¨ certificato secondo il protocollo SER-142V"<br />
LanciÃ² una diagnostica sul dispositivo e attese i risultati.<br />
Era passata quasi mezz'ora da quando aveva iniziato la verifica del dispositivo e nel frattempo aveva riportato alcuni dei suoi appunti nella relazione che dava compilando, quando il suo comunicatore personale trillÃ², premette il pulsante non prima che fossero passati almeno venti secondi, se non fosse stato importante avrebbero richiamato piÃ¹ tardi.<br />
"Qui Tucci"<br />
=^=Ehi tenente Tucci=^= la voce calorosa di Lon Basta irruppe tramite il comunicatore.<br />
"Oh tenente, mi dica"<br />
=^=Ehi te lo ricordi che tra tipo quindici minuti, devi essere nell'ufficio di Lennox, o ci sei giÃ  stato?=^= domandÃ² il betazoide.<br />
"Mmm perchÃ¨ dovrei andare dall'ammiraglio?" domandÃ² lo scienziato mentre continuava a trascrivere i suoi appunti.<br />
=^=Ehi Ray!! C'Ã¨ nessuno in casa? Hanno fissato un colloquio a tutti noi... sai per confermare, o meno, quella piccola questione del nuovo imbarco...=^= <br />
Silenzio.<br />
=^=Edison? Rispondi...=^=<br />
Silenzio.<br />
Nel laboratorio l'unico suono che si sentÃ¬ fu un 'beep' a conferma della fine della diagnostica impostata, ma Edison Tucci non era piÃ¹ lÃ¬: stava correndo a perdifiato lungo i corridoi del centro ricerca in direzione dei teletrasporti.<br />
<br />
<br />
<br />
<br /><b>Terra - Accademia Flotta Stellare - Ufficio Ammiraglio Evelin Lennox - 20 Novembre 2395 ore 14:00</b><br /><br />
Trafelato era arrivato davanti alla porta dell'ufficio dell'ammiraglio Lennox un minuto prima del suo appuntamento. Era sudato, scapigliato e in disordine <i>*Ottima presentazione*</i> pensÃ² tra se. L'assistente della Lennox attese che il giovane riprendesse fiato e si sistemasse al meglio delle possibilitÃ .<br />
"Tenente Tucci" disse il boliano "Quando Ã¨ pronto l'ammiraglio puÃ² riceverla, Ã¨ pronto?"<br />
L'agitazione lo stava per raggiungere, ma inspirÃ² ed espirÃ² un paio di volte, ripetendo mentalmente un piccolo mantra che Basta gli aveva insegnato, e l'agitazione iniziÃ² a placarsi fino a quando nella sua mente visualizzÃ² le sponde di un lago le cui acque erano perfettamente piatte.<br />
<br />
"SÃ¬, sono pronto andiamo".<br />
Al neo tenente Edison Ray Tucci bastarono meno di due minuti per firmare, davanti all'ammiraglio Evelin Lennox, l'accettazione della nuova assegnazione sulla USS Hope NCC 25122-A.<br />
Quando l'uomo lasciÃ² il suo ufficio, Evelin sorrise guardando il PADD firmato e la scheda di Tucci che aveva richiamato sul su terminale <i>*Bhe a quanto pare qualcuno ha fatto progressi, dovremo tenerlo d'occhio ma quel ragazzo Ã¨ promettente*</i> poi aprÃ¬ l'agenda elettronica <i>*Ora a chi tocca?*</i> pensÃ² mentre scorreva l'elenco dell'equipaggio della nuova Hope.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Cadetto IV Anno Edison Ray Tucci</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>06-10 O tutti o nessuno</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/hope/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=5&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Guardiamarina Ferris Bueller<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Marte - USS Hope NCC 25122-A - 20 Novembre 2395 ore 04:12</b><br /><br />
Non era stato difficile per lui arrivare a bordo della nuova Hope, dopotutto era stato assegnato proprio li.<br />
Il personale del turno di notte, che si occupava di terminare una serie di controlli prima del varo, era stato accondiscendente e un vecchio Tenente, capo del gruppo di ingegneri, aveva acconsentito in modo burbero ad accompagnarlo in plancia.<br />
Ferris non si era seduto sulla poltrona di comando, aveva preferito sedersi a terra appoggiandosi alle sbarre di ferro che circondavano le poltrone e ne delimitavano l'accesso.<br />
 <br />
La pallina di gomma compÃ¬ un nuovo arco e rimbalzÃ² contro il sostegno delle poltrone, tornado poi obbediente nelle sue mani.<br />
Erano ore che quella pallina rimbalzava e tornava nelle sue mani, come se avesse vita propria e lui si limitava a fissare in silenzio la poltrona di comando.<br />
Ma dentro di se Ferris era un tumulto di emozioni e di pensieri. E in quella tempesta, i volti dei suoi compagni nei cinque mesi passati, si susseguivano incessanti.<br />
 <br />
Edison Ray Tucci... lo strano, divertente e folle Tucci.<br />
Nonostante lui stesso non fosse uno stupido, non riusciva mai a capire nessuna delle sue intuizioni o dei suoi ragionamenti. Certo doveva essere spinto in una direzione e adeguatamente seguito, ma era indubbio che fosse uno degli scienziati piÃ¹ dotati della federazione.<br />
Tremava al solo pensarlo perso nei meandri di qualche enorme nave spaziale a pulire ampolle o catalogare dati. Da solo non ne sarebbe mai uscito, troppo perso dal suo mondo per uscire dalla massa di collaboratori, alcuni anche inutili, che orbitavano attorno al capo ufficiale scientifico di una nave stellare.<br />
Tucci sarebbe appassito senza la Hope e nessuno ne avrebbe, molto probabilmente, piÃ¹ sentito parlare.<br />
 <br />
Melanne Graahn... una delle molte luci che avevano illuminato il suo mondo nei cinque mesi passati.<br />
Non aveva legato molto con lei. La sentiva distante, timida... come un fiore che non Ã¨ certo di voler sbocciare. Nonostante questo la sua fiducia in quella splendida e capace dottoressa non aveva mai vaccillato un momento. Tutti i dubbi che lei pareva avere su di se, non lo avevano mai impensierito, perchÃ¨ sapeva che quella giovane avrebbe fatto il suo dovere nonostente tutto.<br />
E nonostante la sua proverbiale insicurezza, lei era forse l'unica che poteva mostrare le sue capacitÃ  anche nella massa. Dopotutto la medicina era un mestiere nel quale era facile tenere il punteggio... vinci finchÃ© tieni gli altri vivi.<br />
 <br />
Caytlin... capelli rossi come il fuoco, occhi grigi come il duranio.<br />
La prima volta che l'aveva vista aveva notato solo il suo bel faccino e il fisico da urlo. La prima volta che ci aveva parlato aveva notato la sua simpatia e la sua intelligenza. La prima volta che aveva avuto bisogno dei suoi consigli aveva notato quanto fosse saggia per essere cosÃ¬ giovane.<br />
Si dice comunemente che nessuno Ã¨ perfetto... lui ne era la prova vivente dopotutto. Tutti a bordo della Hope ne erano la prova. Eppure doveva ammettere che la bella risiana era forse la persona piÃ¹ vicina a tale perfezione... forse non la conosceva abbastanza, ma sicuramente era una persona rara e indispensabile a bordo della nuova Hope.<br />
 <br />
James Doohan... l'uomo che in silenzio aveva tenuto insieme la nave senza mai un lamento, senza mai una discussione. Anche lui, come Tucci, avrebbe avuto problemi a uscire dalla folla dato che sembrava un tipo molto introverso. Certo, tutti cambiano nel corso del tempo e alcuni hanno la fortuna di trovare un'ala protettrice sotto la quale mostrare le sue capacitÃ . Poteva andargli bene su qualsiasi nave, ma poteva andargli molto male e restare un semplice meccanico a vita come quel burbero tenente che lo aveva accompagnato in plancia. James era uno di quelli, insieme a Tucci, che aveva bisogno della nuova Hope e delle sue infinite possibilitÃ . <br />
 <br />
Paulo Rodriguez... Ferris lo riteneva uno dei punti di forza della Hope. Qualcosa che nessuna altra nave della Flotta aveva: un baro, un farabutto, un ladro, un bugiardo... eppure con un cuore enorme. Probabilmente avrebbe avuto un futuro in qualsiasi nave della Federazione. Almeno per un po'... poi sarebbe stato arrestato e processato dalla corte marziale. Paulo aveva bisogno di un capitano che sfruttasse al meglio le sue capacitÃ  e chiudesse un occhio sulle sue tante marachelle.<br />
 <br />
Lon Basta... l'ombra della dottoressa Graahn. Altro personaggio importante per la nave. Cupo, introverso eppure estremamente competente. Da quando Lon l'aveva preso a pugni durante un test, Ferris aveva visto in lui un animo forte e una persona di cui fidarsi. Non era stata un pugno dettato dalla rabbia, ma dovuto alla necessitÃ  e al desiderio di mettere al sicuro un suo collega. Certo poi c'era stato quell'episodio con Rest, ma andiamo... chi sulla Hope non avrebbe preso a pugni quel vulcaniano borioso?<br />
 <br />
Catalunya Jones... la sua amica, la sua valvola di sfogo. Nonostante fosse testarda e propensa, come lui, a cercare guai ovunque, si erano ripromessi di guardarsi le spalle a vicenda e darsi l'alt quando uno dei due avesse rischiato di andare fuori di testa. Certo il ruolo del timoniere poteva essere preso da chiunque. Erano moltissimi a sapere pilotare una nave stellare, anche se Luna rimaneva il miglior pilota che avesse mai visto, ma lei non era un semplice pilota. Era una roccia alla quale lui stesso si appoggiava nei momenti difficili. Era convinto che un giorno sarebbe stata un ottimo capitano e come Rodriguez aveva la necessitÃ  di qualcuno che le coprisse le spalle finchÃ¨ quel momento non fosse arrivato.<br />
 <br />
Rest figlio di Retok...<br />
Bueller si mosse a disagio sul pavimento della plancia e lanciÃ² di nuovo la pallina.<br />
Rest figlio di Retok... inutile girarci attorno. Era un vulcaniano e come tale una spina nel fianco. In piÃ¹, come molti della sua razza, era egocentrico e trattava tutti con sufficienza ritenendo la razza vulcaniana l'unica razza che avesse il diritto di navigare nello spazio. Considerava il 90% degli uomini della Hope delle scimmie senza peli che tentano di fare cose che non sono in grado di fare... come avrebbe detto Quoo.<br />
Il problema era che molto probabilmente aveva ragione. Era solo grazie a lui che la Hope si era salvata durante lo scontro con i romulani e solo per questo Ferris si sentiva in debito con lui. Il problema era che questa sua mancanza di rispetto verso i suoi stessi compagni potevano 'sfasciare' i legami necessari a compiere le missioni della nuova Hope. Eppure nonostante quel Rest lo facesse imbestialire, lo riteneva assolutamente necessario per il bene della nave.<br />
 <br />
Xyr del Clan Clos...<br />
E qui veniva il dilemma. Lei era geniale, preparata e altamente professionale. Il problema era che tutte le sue notevoli capacitÃ  venivano fagocitate da tonnellate di regolamenti, codicilli e postille. Non aveva idea come non riuscisse a rimanere bloccata delle ore mentre vagliava tutte le possibili regole della flotta. Che magnifico Capitano potrebbe essere se pensasse anche un po' con il cuore! Se i suoi complimenti ad un membro dell'equipaggio fossero anche dettati dalla simpatia e non semplicemente dal fatto che indossa la divisa con la giusta piega. Se non fosse per la sua bellissima pelle azzurra sarebbe indistinguibile da un vulcaniano. Eppure, nonostante le tonnellate di rapporti che aveva fatto su di lui, soprattutto contro di lui, non riusciva ad immaginarsi sulla nuova Hope senza di lei. Certo sarebbe potuta andare su qualsiasi nave della flotta, ma come gli altri avrebbe iniziato dallo scalino piÃ¹ basso della gerarchia... il che probabilmente l'avrebbe distrutta.<br />
Come la missione con la USS Ammard aveva dimostrato, su ogni nave gli ufficiali erano capaci di capire quando il regolamento doveva essere applicato e quando si poteva aggirarlo. Ovunque fosse andata, Xyr avrebbe fatto applicare i regolamenti alla lettera e questo l'avrebbe resa impopolare fra i colleghi, probabilmente rallentandone la carriera. Caspita persino lui avrebbe voluto lanciarla nello spazio un paio di volte!<br />
 <br />
Infine Ferris Bueller...<br />
Si sarebbe definito un buon Capitano, per lo meno decente... almeno fino all'ultima missione e la morte del cadetto Xhe'lev. Quando si era accorto di non aver la piÃ¹ pallida idea di chi fosse si era sentito davvero male.<br />
Poteva elencare tutti i nomi del personale femminile della Hope e, per alcune, anche le misure. Ma non riusciva a ricordare il volto di un ragazzo che era sotto il suo comando. Questo l'aveva distrutto nonostante mantenesse questa sua aria canzonatoria davanti agli altri. Anche se Caytlin aveva iniziato a lanciargli delle occhiate sospettose.<br />
Al ritorno sulla terra, subito dopo l'ultima missione, aveva fatto espressamente richiesta all'ammiraglio Lennox di andare a parlare lui stesso con la famiglia del giovane. Era rimasto con la madre del ragazzo tutto il giorno, aveva parlato con i suoi fratelli e giocato con la sorellina piÃ¹ piccola finchÃ¨ distrutto non era tornato a casa e si era sfogato prendendo a pugni un sacco fino a cadere a terra sfinito dalla fatica.<br />
 <br />
Non era per nulla facile fare quel lavoro... si disse lanciando di nuovo la pallina che per una volta rimbalzÃ² male e si perse fra le consolle in plancia.<br />
 <br />
 <br />
 <br />
<br /><b>Terra - Alloggi dell'Accademia della Flotta Stellare - 20 Novembre 2395 ore 17:00</b><br /><br />
=^=Egregio Ammiraglio, le invio la risposta alla sua richiesta direttamente via mail cosÃ¬ che possa annullare il nostro appuntamento delle 18:00 e usare quel tempo per altri impegni.<br />
Sono le cinque del mattino, e nonostante la notte in bianco e l'euforia della giornata mi sento profondamente sicuro della mia decisione e quindi mi sembrava inutile farle perdere del tempo prezioso.<br />
 <br />
Sono dolente di comunicarle che rifiuto l'incarico.<br />
 <br />
Le mie motivazioni sono semplici. Ritengo che il progetto Hope sia importantissimo per molti dei cadetti, ora ufficiali, che vi hanno partecipato. Molti di loro potrebbero non avere speranze se lasciati in balia della vita su altre navi, altri eccellerebbero anche se gettati in un frullatore.<br />
Ed Ã¨ proprio la necessitÃ  della Hope, per alcuni di loro, che mi costringe a non accettare l'incarico. So bene che alcuni validi, ma soprattutto indispensabili, membri dello staff fra gli ufficiali superiori non accetterebbero di continuare a lavorare con me come Capitano, ma loro sono insostituibili... io no.<br />
Il Capitano Strauss potrÃ  prendere realmente il comando senza doversi addossare l'ingrato compito di farmi da babysitter e il Tenente Xyr potrÃ  crescere, come Primo Ufficiale, oltre le sue giÃ  notevoli capacitÃ , se guidata da un ufficiale di cotale esperienza. CosÃ¬ come il Signor Xyr anche il Signor Rest sarÃ  necessario alla nave, la prego di far appello alla sua logica e convincerlo che le sue capacitÃ  saranno necessarie negli anni a venire per dare supporto al Primo Ufficiale della Hope. <br />
Sono sicuro che il suo rispetto nei confronti del Tenente Xyr, lo spingeranno a prendere di nuovo in esame l'assegnazione (che sicuramente avrÃ  declinato).<br />
Faccia in modo che nessuno di loro rifiuti l'incarico... so che non ho diritto a chiederglielo. Solo Dio e Xyr sannÃ² quanti guai le ho combinato in cinque mesi, ma sono certo che lei capisca quello che sto dicendo... bla bla bla firmato Ferris Bueller.=^=<br />
 <br />
L'Ammiraglio Lennox guardÃ² Xyr attraverso il monitor ma non le dette il tempo di pensare.<br />
 <br />
=^=Adesso capisce Signor Xyr perchÃ¨ ho scelto Bueller come ufficiale in comando?=^= fu la lapidaria domanda della donna.<br />
 <br />
"PerchÃ¨ lui ha pensato prima di tutto ai membri dell'equipaggio..." leggere la lettera di Bueller l'aveva fatta sentire inadeguata. Lei stessa aveva consegnato all'Ammiraglio una serie di miglioramenti da apportare per rendere l'equipaggio della Hope ancora piÃ¹ efficiente, perÃ² non si era preoccupata di pensare a cosa sarebbe successo una volta partiti.<br />
Era cosÃ¬ certa che Bueller avrebbe accettato l'incarico che non si era preoccupata del dopo... sapeva che tanto c'era lui. Il che le dava molto su cui ponderare: voleva dire che non le importava di loro o che nonostante tutto si fidava di Bueller?<br />
Represse un brivido di terrore riguardo l'ultima eventualitÃ  e lanciÃ² un'occhiata al Consigliere Caytlin che la osservava con un sorriso dall'ufficio dell'Ammiraglio Lennox.<br />
 <br />
Per un attimo le era venuto voglia di salire di un piano e sfondare la porta della camera di quell'umano fastidioso che si era permesso di... di cosa? Di sacrificarsi per tutti loro?<br />
PiÃ¹ di una volta Bueller si era preso l'impegnio di prendersi la colpa di qualsiasi scelta fatta a bordo della Hope. Certo da regolamento era lui il responsabile, ma il rispettare un regolamento non lo metteva al sicuro dagli errori umani. Eppure lui aveva accettato questo dovere senza battere ciglio... senza preoccuparsi delle macchie sul suo curriculum.<br />
A differenza sua che lo voleva perfetto e lindo. <br />
Conosceva le tare di ogni membro della Hope come le conosceva Bueller e come lui sapeva che, alcuni di loro, non ce l'avrebbero fatta. Non perchÃ¨ incapaci, ma perchÃ¨ non in grado di adeguarsi allo standard. Sapeva che molti di loro avrebbero avuto una carriera folgorante se solo avessero avuto degli ufficiali adatti. Ma come Buller aveva detto, solo loro erano in grado di capirli, altri li avrebbero semplicemente relegati a mansioni piÃ¹ semplici e li avrebbero lasciati li.<br />
Era il dovere del Capitano e del Primo Ufficiale, prendersi cura del proprio equipaggio fino ad un nuovo incarico e tecnicamente lei non aveva ricevuto nessun nuovo incarico ancora. In definitiva lei aveva fallito proprio dove riteneva di essere piÃ¹ preparata, in quei regolamenti che tanto amava. E Bueller aveva dimostrato di essere quello che ogni Capitano doveva essere.<br />
 <br />
Xyr abbassÃ² il capo guardandosi le mani affusolate.<br />
 <br />
=^=Tenente, le ripropongo la richiesta come formulata dal suo precedente Capitano. E lo faccio solo perchÃ¨ ritengo che le parole del Signor Bueller siano veritiere e che l'equipaggio della Hope abbia necessitÃ  di continuare quella strada insieme:<br />
Ã¨ disposta a prendere il comando come Primo Ufficiale della Hope sotto il diretto comando del Capitano Strauss?=^=<br />
 <br />
Xyr sospirÃ² e continuÃ² a guardarsi le mani ancora per qualche secondo poi alzÃ² gli occhi per guardare l'Ammiraglio Lennox.<br />
 <br />
"Signor no, signora..." disse dopo un paio di tentativi andati a vuoto.<br />
 <br />
=^=Mi ha deluso Tenente...=^= mormorÃ² con durezza l'Ammiraglio. <br />
 <br />
"Mi rifiuto di imbarcarmi sulla Hope senza il Tenente Bueller... come ha detto lui: o tutti o nessuno, Ammiraglio." disse infine dopo un sospiro finale pieno di frustrazione. Oltre lo schermo, sulla bocca di Caytlin, si dipinse un sorriso.<br />
 <br />
=^=Signor Xyr ritengo che lei abbia fatto la scelta migliore sia come ufficiale che come persona... adesso vada a far cambiare idea a quel testone di un Vulcaniano, so che a lei darÃ  retta e questo Ã¨ un ordine!=^=<br />
 <br />
"E il Signor Bueller?" <br />
 <br />
=^=Tranquilla, ho mandato il Tenente Jones a recuperare quell'idiota di Bueller in qualsiasi buco si sia infilato per commiserarsi o per dirsi quanto Ã¨ stato eroico... o forse entrambe le cose. Lei ha l'ordine di farlo rinsavire a colpi di bat'leth se necessario. Le assicuro che avrÃ  il suo Capitano a bordo quando salperete... magari lui avrÃ  bisogno della dottoressa Graahn, ma cambierÃ  sicuramente idea! Si muova!=^=<br />
 <br />
Xyr si alzÃ² di scatto e sparÃ¬ dalla sua stanza diretta verso gli alloggi di Rest, senza vedere il sorriso dell'Ammiraglio Lennox mentre chiudeva il contatto.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Guardiamarina Ferris Bueller</author>
            <pubDate>Thu, 16 Mar 2017 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
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