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        <title>DS16GAMMA - Missione 14</title>
        <description>I diari di bordo della DS16GAMMA</description>
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            <title>DS16GAMMA</title>
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            <title>14-00 Lama Klingon</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=0</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Sherja T'Jael Spini<br /><br /><JUSTIFY><b>Ufficio del Capitano Spini - 08 aprile 2393 - Ore 08:42</b><br />
<br />
=^= Capitano abbiamo un problema. =^=<br />
<br />
La voce dell'Ambasciatrice. Era impossibile non riconoscerla, un brivido gelido corse lungo la schiena dell'Ufficiale in Comando.<br />
<br />
"La ascolto."<br />
=^= Pare che la promessa sposa dell'Ambasciatore K'ooD abbia ucciso uno dei membri della Delagazione Cardassiana. Bar della Passeggiata, la ragazza se n'Ã¨ andata. Non hanno ancora trovato il corpo. Mandi Riccardi. =^=<br />
<br />
Sherja scosse il capo.<br />
<br />
* Eppure avevamo organizzato tutto... *<br />
<br />
"Grazie Ambasciatrice. Buon lavoro."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Federale - Ufficio Ambasciatrice T'Lani - 04 aprile 2393 - Ore 08:00</b><br />
<br />
"Non apprezzo particolarmente i giochi della politica..."<br />
"...e mi lasci dire che questo Ã¨ un vero peccato Capitano, perchÃ© trovo in lei una certa predisposizione. In ogni caso il suo ruolo su questa stazione spaziale la costringe a prendervi parte."<br />
<br />
L'Ambasciatrice sembrava avere stranamente fretta di chiarire la situazione. Una cosa che non capitava di sicuro tutti i giorni di vedere. Sherja T'Jael Spini si sentÃ¬ ripresa come una ragazzina alle prime armi e si sentÃ¬ in dovere di giustificarsi proprio come se tale fosse stata.<br />
<br />
"Non era questo che intendevo Ambasciatrice. Tendo a divagare in modo un po' troppo terrestre."<br />
<br />
T'Lani posÃ² le mani sui braccioli della sua sedia, magre ed estremamente pallide erano la cartina tornasole dell'etÃ  dell'Ambasciatrice. Una vulcaniana tutta d'un pezzo con tanti anni sulle spalle, ma soprattutto con tante disavventure, che le avevano segnato il corpo pur non minandola nello spirito. Sherja si domandava spesso se in altre circostanze sarebbe potuta essere ancora piÃ¹ incisiva nella storia della Federazione, di quanto non fosse stata.<br />
<br />
"Mi scusi se le sembrerÃ² piÃ¹ brusca di quanto normalmente io possa apparire. Proprio i giochi della politica mi hanno insegnato a rapportarmi con le persone che ho davanti, una flessibilitÃ  forse poco vulcaniana, che perÃ² in questa circostanza non posso permettermi. I tempi stringono."<br />
"Suppongo il tutto sia correlato all'arrivo della Delegazione Cardassiana e dei klingon."<br />
<br />
T'Lani ricongiunse le mani nascondendole nuovamente con le lunghe maniche della sua tunica.<br />
<br />
"Suppone bene Capitano. Dopo la morte del Legato Dhalek, come lei ben sa, c'Ã¨ stato un susseguirsi di Gul piÃ¹ o meno capaci nel gestire la loro stessa presenza qui a bordo, figuriamoci i rapporti con la Federazione o con l'Impero Klingon. Ora pare abbiano deciso che sia passato un numero sufficiente di anni dalla fine della Guerra con il Dominio per rifarsi avanti in modo piÃ¹ convincente."<br />
"Abbiamo ricevuto ulteriori richieste di riconsiderare i termini del Trattato?"<br />
"No. La qual cosa non Ã¨ una sicurezza considerando con chi abbiamo a che fare. Al momento non sono in grado di fare pressioni per ottenere piÃ¹ di quello che Ã¨ stato loro concesso. Nonostante siano passati anni la loro situazione politica ed economica non Ã¨ ancora ad un livello tale da essere considerati pericolosi per la Federazione ed i nostri alleati."<br />
<br />
Il riferimento nella frase agli alleati sottolineava sottilmente che, per quanto la Flotta Stellare fosse di nuovo abbastanza numerosa, erano passati troppo pochi anni per dire di poter aver forgiato una nuova generazione di Ufficiali all'altezza di un eventuale nuovo conflitto.<br />
<br />
"In qualitÃ  di Ufficiale in Comando di questa stazione, ho ricevuto solo una comunicazione relativa all'ennesimo cambio di personale della Delegazione Cardassiana."<br />
"Mi rendo conto che il loro forsennato cambiare il personale assegnato a questa stazione forse ha distratto noi tutti da quello che stava avvenendo. Ovviamente la mancata comunicazione ufficiale del nome del nuovo Legato Ã¨ voluto, le mie fonti sono state in grado di colmare questa lacuna... non Ã¨ un personaggio qualsiasi. Gul Varen Ã¨ una persona che definire molto esperta nella sottile arte del confronto politico Ã¨ dir poco, ma Ã¨ anche un validissimo militare e... non ultimo... ha un feroce odio per i klingon."<br />
<br />
Sherja annotÃ² tutto in silenzio, inizialmente il nome le aveva detto poco. L'ultimo commento sui klingon l'aveva fatta sobbalzare.<br />
<br />
"Quindi Ã¨ quel Gul Enid Varen il cui figlio Ã¨ stato ucciso durante la Guerra..."<br />
"...dai klingon per l'appunto."<br />
<br />
Davanti agli occhi di Sherja si aprÃ¬ improvvisamente uno scenario che la preoccupÃ² molto.<br />
<br />
"Aspetti un attimo... con l'attuale situazione di K'ooD..."<br />
"Esattamente Capitano. Abbiamo un Ambasciatore Klingon con dei problemi personali che, se al momento non hanno avuto riflessi sulla sua posizione, non Ã¨ detto non lo facciano nell'immediato futuro, e contemporaneamente un nuovo Legato Cardassiano che farÃ  di tutto per approfittare di ogni possibile momento di debolezza del suddetto Ambasciatore."<br />
"Lei stessa perÃ² mi dice che Varen Ã¨ molto esperto..."<br />
"...Capitano, esperto non vuol dire che non provi odio. Vuol solo dire che, se avrÃ  la piÃ¹ infima possibilitÃ  di usarlo, lo farÃ  a favore del suo Impero."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Klingon - Alloggio dell'Ambasciatore K'ooD - 04 aprile 2393 - Ore 08:00</b><br />
<br />
"Non sono per niente sicura che sia una buona idea P'Sat."<br />
<br />
Elisabeth stava rattoppando alcuni graffi sulle mani e sulle braccia del klingon utilizzando alcuni strumenti portati via dall'infermeria, se cosÃ¬ si poteva chiamare, dell'Ambasciata.<br />
<br />
"Ho detto che non voglio dermorigenerazione, voglio i segni sul mio corpo."<br />
"Non era a quello che mi stavo riferendo... - la donna aveva pochi istanti prima curato una frattura alla sua stessa mano - ...semmai a quello che tutto questo potrebbe comportare se continuiamo cosÃ¬."<br />
<br />
P'Sat scostÃ² con violenza lo strumento ed attirÃ² Elisabeth verso di sÃ©.<br />
<br />
"Non pensarci nemmeno. Sei degna di essere la madre del futuro capo del Casato K'ooD, un Casato molto importante nell'Impero. L'unione dei nostri..."<br />
"Non Ã¨ l'ottica giusta P'Sat. Se la smettessi di parlare di matrimonio allora sarebbe una cosa diversa. Sei il figlio primogenito, Ã¨ ovvio che si aspettino un erede..."<br />
<br />
Il klingon sottrasse la mano alle cure della minuscola terrestre.<br />
<br />
"Quello che proponi non sarebbe onorevole. Inoltre alla veneranda etÃ  di 58 anni penso di avere tanto il dovere di dare un erede al mio Casato, quanto il diritto di decidere con chi farlo questo erede."<br />
"Dovresti scendere a patti con l'idea che ho compiuto 52 anni. Per una terrestre non sono pochi. Non Ã¨ certo che io possa darti un figlio. Sai bene che Goroth Ã¨ l'erede del Casato di Gav'iaak..."<br />
<br />
Elisabeth gli volse le spalle, passando a fianco al letto raccolse con noncuranza la sua veste da camera. La indossÃ² senza fretta per poi sedersi sul letto e senza distogliere gli occhi dal corpo prestante del suo amante riprese il discorso.<br />
<br />
"...un bambino che onorevolmente hai accolto e che stai crescendo nel nome di un'amicizia tra Casati e non solo. PerÃ² resta il figlio di un altro uomo. Kosara ti sta solo ricordando i tuoi doveri..."<br />
"BASTA! Non fare la klingon con me! So perfettamente tutto dei doveri e dell'onore, dei rapporti di amicizia e dei rapporti tra i Casati. Lo so molto meglio di te dato che ci sono nato klingon. PerÃ² ho deciso Elisabeth, ho deciso nel momento in cui sei entrata nel mio letto la prima volta... dove sarebbe il mio onore se dimenticassi quella mia scelta?"<br />
"Per la veritÃ  piÃ¹ che un letto era il tuo programma di callistenia... ma non Ã¨ questo il punto P'Sat."<br />
<br />
Il klingon si avvicinÃ² alla donna che aveva scelto probabilmente molti anni prima di quel momento, ma che, proprio per quel senso dell'onore che gli scorreva nelle vene assieme al sangue, aveva fatto finta di non vedere.<br />
Sollevandola quasi di peso dal letto per stringerla in un abbraccio che ad occhi esterni sarebbe parso un tentativo di stritolamento, la fissÃ² negli occhi.<br />
<br />
"Il punto Ã¨ esattamente questo Elisabeth. Tu sarai mia moglie. Il mio Casato, e mia madre, dovranno farsene una ragione."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Federale - Ufficio Ambasciatrice T'Lani - 04 aprile 2393 - Ore 08:20</b><br />
<br />
Sherja si massaggiÃ² brevemente le tempie con le dita. Non appena sembrava che le cose prendessero una piega tranquilla improvvisamente tutto si ribaltava di nuovo.<br />
<br />
"La delegazione del Casato K'ooD arriverÃ  tra tre giorni. Da quello che sappiamo Kosara, la madre dell'Ambasciatore, Ã¨ pronta alla battaglia con suo figlio. Questo implicitamente non significa che non sia piÃ¹ adatto a rivestire il ruolo di Diplomatico, perÃ² sappiamo quanto le tradizioni e l'onore contino per i klingon."<br />
"Di piÃ¹ Capitano. Sappiamo quanto contino per K'ooD e sua madre. Il padre dell'Ambasciatore, lui stesso Diplomatico, era considerato tradizionalista dal suo popolo."<br />
<br />
Un gemito di sofferenza sfuggÃ¬ alla piÃ¹ giovane delle due vulcaniane.<br />
<br />
"Gul Varen?"<br />
"ArriverÃ  tra tre giorni con la CUS Tarkus, classe Hideki a lui assegnata. Dieci persone nel suo seguito. Direi il minimo indispensabile, o se preferisce il massimo concedibile."<br />
<br />
Sherja sospirÃ², nemmeno a farlo apposta tutto stava aggrovigliandosi in modo che pur non potendo essere definito pericoloso, sicuramente era preoccupante.<br />
<br />
"Anche se li facciamo scendere ai due opposti della stazione... alla fine sempre qui nella zona delle Ambasciate devono arrivare. Dovremo tenerli distanti."<br />
"Accetti un consiglio Capitano. Presti molta attenzione, Kosara K'ooD ha imparato molto di piÃ¹ di quello che da a vedere dal marito K'ell."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
IKS Loghnek - Alloggio Kosara K'ooD - 04 aprile 2393 - Ore 08:20</b><br />
<br />
"Non voglio che il mio Casato sia disonorato da tuo figlio Kosara."<br />
"CosÃ¬ non sarÃ ..."<br />
<br />
Il tono di voce era quieto, ma come il cielo prima di una tempesta, egualmente pericoloso. Il volto di Kosara, duro e scolpito nella roccia degli anni, non lasciava tradire alcuna emozione, al contrario di quello giovane ed avvenente klingon che le stava davanti.<br />
Gli occhi lampeggiavano di un'ira profonda che non cercava minimamente di nascondere.<br />
<br />
"Non Ã¨ quello che ho saputo Kosara! Tuo figlio ha un'amante... una femmina terrestre... petaQ!!!"<br />
<br />
L'anziana klingon scattÃ² in piedi con un'agilitÃ  e forza insospettabili si parÃ² davanti a Ba'Kadh quasi ringhiandole in faccia. Il tono basso e quasi inudibile caricato di tutta la rabbia che un klingon poteva provare, tenuta sotto controllo fino a quel momento e lasciata libera essere sibilata sul volto della giovane.<br />
<br />
"Non osare mai piÃ¹. Elisabeth appartiene onorevolmente al Casato Gav'iaak. Suo figlio Goroth Ã¨ l'erede del Casato. Il figlio primogenito del figlio primogenito. Quella che tu chiami petaQ merita il nostro ripetto! Il suo Casato ed il mio Casato sono amici da prima ancora che il nonno di mio marito nascesse, da prima ancora che lo nascesse l'amicizia con il tuo Casato! Fino a che le cose non saranno diverse da ora, fino a che non saprÃ² qualcosa di diverso da ora, TU tratterai Elisabeth Gav'iaak con tutto il rispetto e l'onore che merita. Sono stata chiara? E' CHIARO? "<br />
<br />
Casato ed Onore e Rispetto.<br />
Una continua ripetizione delle tre parole piÃ¹ importanti per ogni klingon.<br />
Lo scontro delle due volontÃ  durÃ² lunghi minuti. Gli occhi sembravano lame di Bat'leth che nello scontrarsi creassero scintille. Un silenzio irreale era sceso nella stanza, dove nessuno era presente per volontÃ  della stessa Kosara.<br />
<br />
"CosÃ¬ faremo..."<br />
<br />
Ba'Kadh attese che l'anziana si fosse seduta prima di sottolineare un'ultima volta il suo punto di vista, uscendo dalla stanza.<br />
<br />
"...fino a quando non sapremo."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Federale - Ufficio Ambasciatrice T'Lani - 04 aprile 2393 - Ore 08:20</b><br />
<br />
"Ba'Kadh del Casato G'edak. Ho cercato informazioni sulla giovane che Kosara sta accompagnando qui. Le famiglie sono amiche da molti anni, Ã¨ stata per la madre di K'ooD una scelta logica questa giovane per portare un erede al proprio Casato..."<br />
<br />
Sherja si fermÃ². Osservava le sue mani con estrema attenzione ripensando a quelle dell'Ambasciatrice chiedendosi se anche le sue stavano iniziando a mostrare il segno del tempo.<br />
<br />
"Cosa vuole dirmi Capitano?"<br />
"Non c'Ã¨ molto da dire. Fondamentalmente non credo l'Ambasciatore K'ooD sia il tipo di uomo che si fa assegnare una moglie in questo modo. La giovane Ba'Kadh inoltre Ã¨ una persona particolarmente difficile a quanto so. Ha provocato parecchi guai ai suoi famigliari... si mormora che questo matrimonio sia un buon modo per liberarsene. - sollevÃ² lo sguardo verso T'Lani - Tutte cose che lei sicuramente giÃ  sa."<br />
"Forse. Suggerisce di prendere provvedimenti."<br />
<br />
Non era una domanda.<br />
<br />
"Non ho bisogno di suggerirlo credo. Penso che qualcuno del suo staff sia piÃ¹ adatto... meno visibile dei miei uomini se non altro."<br />
"Penso di avere la persona giusta."<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Klingon - Alloggio 07 aprile 2393 - Ore 09:42</b><br />
<br />
P'Sat stava giocando duro.<br />
Non era andato ad accogliere la madre. Pesante presa di posizione. Le aveva viste arrivare, scortate dal Capitano Spini... quella giovane femmina che procedeva forse mezzo passo dietro Kosara era chiaramente quella scelta per lui.<br />
Non era in una posizione consona, stava esagerando. Non stava rispettando le tradizioni e le regole.<br />
SentÃ¬ forte, fisicamente, la presenza di Elisabeth alle sue spalle.<br />
Lei sÃ¬ che stava tenendo una posizione adeguata al suo status.<br />
Tre passi dietro di lui, vestita da klingon e con la Bat'Leth di famiglia stretta nel pugno, con il giovane Goroth al fianco. Lo rendeva orgoglioso.<br />
<br />
"Madre."<br />
"Figlio."<br />
<br />
P'Sat si avvicinÃ² per stringere la madre nella versione klingon di un abbraccio.<br />
<br />
"Venite, entrate. Abbiamo preparato i vostri alloggi."<br />
<br />
Elisabeth si fece da parte, per fare ala al passaggio di quella che era il membro piÃ¹ anziano del Casato K'ooD. Goroth perfettamente in linea con il comportamento della madre si posizionÃ² esattamente al suo fianco. Kosara li osservÃ² in silenzio senza che quasi nessuno se ne accorgesse.<br />
Quel bambino stava crescendo bene.<br />
Un buon erede per i Gav'iaak.<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Attracco A - 07 aprile 2393 - Ore 11:00</b><br />
<br />
"Benvenuto su Deep Space 16 Legato Varen."<br />
"Capitano Spini. - un cenno del capo - Complimenti per l'abilitÃ . Suppongo debba a lei il piccolo ritardo nell'attracco."<br />
<br />
Sherja non fece trasparire la sorpresa.<br />
PerchÃ© quel cardassiano le stava facendo cosÃ¬ chiaramente sapere che era a conoscenza di quanto stava succedendo all'interno dell'Ambasciata Klingon?<br />
Come mai tanta spudorata chiarezza da parte di un diplomatico di tale esperienza?<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Klingon - Alloggio 07 aprile 2393 - Ore 20:00</b><br />
<br />
"Ottima accoglienza P'Sat."<br />
"Il merito Ã¨ di Bettah. - P'Sat usÃ² volontariamente il nome 'klingon' di quella che a tutti gli effetti considerava la sua compagna - Non sono io ad avere in mano l'organizzazione di questa parte della vita dell'Ambasciata."<br />
<br />
Un basso ringhio provenne da Ba'Kadh, subito zittita da un'occhiata bruciante di Kosara.<br />
Elisabeth si sentiva fuori posto, se restava seduta impassibile era solo per l'onore dell'uomo che aveva imparato ad amare.<br />
<br />
"Credo sia ora che tu ti ritiri nel tuo alloggio. Io devo parlare di molte cose con mio figlio."<br />
"Ancora non ti Ã¨ chiaro Kosara?"<br />
"Non permetterti di continuare Ba'Kadh... sono responsabile io della tua presenza qui e mi devi rispetto. Vai!"<br />
<br />
Elisabeth attese abbastanza a lungo in silenzio.<br />
Abbastanza a lungo da essere certa di non incontrare la giovane nei corridoi interni dell'Ambasciata. Solo dopo prese la parola.<br />
<br />
"Mi scuserete se vado da mio figlio."<br />
<br />
Non ebbe risposta, e non se l'aspettava. La tensione era palpabile.<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Bar della Passeggiata - Magazzino - 08 aprile 2393 - Ore 08:35</b><br />
<br />
Ba'Kadh estrasse il pugnale klingon dall'addome del cardassiano. OsservÃ² il sangue rosso cupo colare lungo la lama e gocciolare a terra.<br />
ContÃ² le gocce.<br />
Una.<br />
Due.<br />
Tre.<br />
Basta, non c'era abbastanza sangue per una quarta goccia.<br />
Si guardÃ² in giro nella stanza che serviva da magazzino per il Bar, raccattÃ² uno straccio per pulire la lama, e poi lasciÃ² cadere entrambi accanto al corpo.<br />
<br />
* Ecco fatto. Ora vedremo come sistemerete questo... *<br />
<br />
<br />
<b>Ufficio del Capitano Spini - 08 aprile 2393 - Ore 08:45</b><br />
<br />
"Comandante Riccardi, prenda un paio di uomini e vada immediatamente al Bar della Passeggiata."<br />
=^= Qualche emergenza Capitano? Non ho sentito nulla... =^=<br />
"Vada. E stia pronto ad ogni evenienza... Spini chiudo."<br />
<br />
Sherja tamburellÃ² a lungo con le dita sul ripiano del suo tavolo prima di essere richiamata.<br />
Prima che tutto si mettesse in movimento.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Sherja T'Jael Spini</author>
            <pubDate>Tue, 08 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-01 Scacco ai Clan</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Shivhek <br /><br /><JUSTIFY><b>Bar della passeggiata - 08 aprile 2393 - Ore 09:00</b><br />
<br />
Riccardi entrÃ² nel locale e fu raggiunto dal boliano che da poco aveva rilevato la gestione del bar.<br />
<br />
"Comandante, una cosa terribile... TERRIBILE. L'ho scoperta solo ora... e stavo per chiamarla..."<br />
"Parli chiaro Signor Bomox, cosa Ã¨ successo?" nel mentre faceva un cenno convenzionale ai suoi uomini di porsi a controllo delle uscite del bar.<br />
"Il magazzino... il retro... Ã¨ terribile!" il boliano stava tremando.<br />
<br />
Riccardi, senza aggiungere altro, entrÃ² nel magazzino e vide il corpo di un cardassiano accasciato su una pozza di sangue.<br />
ToccÃ² subito il suo comunicatore, chiamÃ² rinforzi e diede ordine ai suoi giÃ  sul posto di bloccare le uscite, dopodichÃ© chiamÃ² il Dottor Sonx ed il Capitano.<br />
Poi il dubbio, che come un tarlo si insinuava nella sua mente, iniziÃ² ad occupare tutti i suoi pensieri, chiedendosi insistentemente come facesse il Capitano a sapere che ci fossero problemi al Bar della Passeggiata, riservandosi di parlarne con lei appena possibile ed in privato.<br />
<br />
<br />
<b>Bar della passeggiata - Ore 09:05</b><br />
<br />
Gli uomini della sicurezza stavano interrogando tutti i presenti, proprio quando il Capitano entrÃ² seguito dal Comandante Khish.<br />
<br />
"Signor Riccardi?"<br />
"SÃ¬ Capitano, la vittima Ã¨ Jarad Kalan, assistente del Legato Enid Varen. Ha una ferita sull'addome procurata da una mek'leth klingon, grossolanamente ripulita ed abbandonata sul luogo del delitto. Nessuno ha visto niente, nemmeno il barista..."<br />
<br />
Il Capitano lo interruppe e si rivolse al Dottor Sonx.<br />
<br />
"Dottore?"<br />
"La vittima riporta una vistosa ferita sull'addome in corrispondenza del fegato, recidendo l'arteria mesenterica. La morte Ã¨ sopravvenuta per dissanguamento in pochi minuti."<br />
<br />
Il Capitano si rivolse nuovamente verso il Capo della Sicurezza.<br />
<br />
"Signor Riccardi, abbiamo le registrazioni di sicurezza? Rilievi sull'arma del delitto?"<br />
"Nessuna registrazione, Capitano. Questo locale non Ã¨ sottoposto a controllo delle nostre telecamere. Ha solo un elementare sistema di allarme antintrusione, dato che non Ã¨ un locale strategico per la base."<br />
"Elementare??? - sbottÃ² il boliano - Certo, per voi che disponete di risorse illimitate. Quando vi ho chiesto di vigilare anche sul mio bar, per i furti che avevo subito in passato, avete sempre minimizzato. Quando ho chiesto un sistema d'allarme..."<br />
<br />
Riccardi lo zittÃ¬ con uno sguardo penetrante.<br />
<br />
"Le registrazioni della sala?"<br />
"Confuse, Capitano. Sembra che ci siano due buchi di circa trenta secondi in corrispondenza dell'ipotetica entrata nel magazzino e dell'uscita dell'assassino."<br />
<br />
Nel frattempo si fece strada tra la folla che si era assiepata fuori dal bar il nuovo Legato Cardassiano scortato da tre dei suoi.<br />
<br />
"Fate passare Sua Eccellenza Varen." tuonarono gli uomini della scorta mentre gli uomini della sicurezza cercavano di bloccare gli accessi.<br />
<br />
Riccardi fece un cenno ai suoi<br />
<br />
"Capitano Spini... - disse Varen - ...se dall'escalation degli eventi negli ultimi due giorni si dovesse trarre un giudizio sull'efficienza e l'abilitÃ  della Federazione, ne uscireste decisamente con una pessima valutazione. Una delegazione diplomatica che deve attendere un convoglio di donnicciole klingon, alloggi con temperatura ed illuminazione poco gradevoli, passi pure... ma l'omicidio del mio Attendente... questo non lo posso tollerare! Cardassia avrÃ  anche dei difetti, ma almeno protegge i suoi ospiti."<br />
<br />
Sherja ebbe un moto di stizza. Come aveva detto a T'Lani odiava le beghe politiche, ma quella non era evitabile. CercÃ² di fare appello alla sua calma.<br />
<br />
"Eccellenza, se lei fosse stato accolto su un qualunque pianeta o base della Federazione, tutti questi contrattempi non si sarebbero verificati; in una base del Quadrante Gamma, lontano dalla Federazione e dalle sue risorse dobbiamo far fronte alle necessitÃ , utilizzando quelle a nostra disposizione. Comprendo il suo dispiacere e le garantisco che troveremo il colpevole. Il mio Capo della Sicurezza seguirÃ  personalmente le indagini e il mio Capo Ingegnere verrÃ  questa mattina a verificare il funzionamento degli impianti della legazione."<br />
<br />
Enid fece un cenno ad uno dei tre uomini che lo accompagnavano.<br />
<br />
"Questi Ã¨ Feyd Rautha, il mio Capo della Sicurezza... - il volto di Enid fu attraversato da un ghigno di soddisfazione mentre pronunciava il nome del suo sottoposto - ...mi auguro che non ci sia nulla in contrario che affianchi il suo Riccardi nelle indagini."<br />
<br />
Sherja fu per un attimo spiazzata dalla celeritÃ  con la quale Varen avesse proposto uno dei suoi, un ufficiale peraltro molto noto e temuto per la sua crudeltÃ  durante la Guerra del Dominio.<br />
<br />
"La collaborazione con gli alleati e con i nuovi accolti Ã¨ uno dei vanti della Federazione , Eccellenza; il Signor Rautha Ã¨ senz'altro della nostra squadra."<br />
"Molto bene, Capitano; immagino che a questo punto il mio Capo della Sicurezza non abbia le restrizioni di accesso a tutti i locali della base ed alle informazioni sull'indagine."<br />
<br />
* Scacco, capitano Spini. * pensÃ² il cardassiano.<br />
* Ecco dove volevi arrivare, cardassiano. * pensÃ² Sherja prima di rispondere.<br />
<br />
"Certamente Eccellenza, il Signor Rautha potrÃ  accedere ai locali ed alle informazioni con la supervisione e la presenza del Signor Riccardi."<br />
<br />
* Un bell'arrocco vulcaniana. Vediamo cosa sai fare. *<br />
<br />
"Molto bene Capitano. Vedo che iniziamo ad intenderci. In passato la situazione sarebbe stata risolta secondo gli usi ed i modi cardassiani, ma i tempi evidentemente cambiano. - Enid misurÃ² il tono ed i tempi della frase - Ovviamente non vale per le regole della diplomazia e del rispetto delle usanze dei popoli."<br />
<br />
Sherja sollevÃ² un sopracciglio ed il Legato si forzÃ² in un mezzo sorriso, consapevole di sferrare un altro affondo.<br />
<br />
"Ovviamente il cadavere Ã¨ nostro e torna nei locali dell'Ambasciata."<br />
"Lo autorizzerei senza meno, Eccellenza, ma l'Ambasciata non Ã¨ attrezzata con una morgue. Per la sicurezza e la profilassi della base devo trattenere il cadavere nella nostra infermeria."<br />
"Allora nulla in contrario a che un mio uomo piantoni la morgue e che soprattutto l'autopsia sia condotta dal mio medico personale."<br />
"Ovviamente Eccellenza."<br />
"Bene capitano Spini. Per ora Ã¨ tutto. Ci vediamo alle 17:00 come da programma per l'incontro con le altre delegazioni. Come saprÃ , adoro il the di jumja e so che Sua Eccellenza T'Lani, come lei del resto, Ã¨ una grande cultrice di the. Mentre sorseggeremo il the potrÃ² illustrarle l'infallibilitÃ  del sistema giudiziario cardassiano; magari potrÃ  trarne ispirazione e spunti ai quali sicuramente non ha mai pensato. Arrivederci."<br />
<br />
E senza attendere la risposta del Capitano si girÃ² e se ne andÃ².<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata Klingon - Alloggio Ba'Kadh - Contemporaneamente</b><br />
<br />
Ba'Kadh si cambiÃ² il vestito e cercÃ² di pulire le macchie di sangue rimaste sulla mano.<br />
La porta si aprÃ¬ ed entrÃ² Kosara.<br />
<br />
"Dove sei stata?"<br />
"Non si bussa? E poi non deve interessarti."<br />
<br />
Kosara le mollÃ² un sonoro ceffone.<br />
<br />
"Qui sei sotto la mia tutela. Il tuo comportamento irresponsabile puÃ² essere causa di problemi a mio figlio, al mio casato ed anche al tuo. - la mano della vecchia klingon afferrÃ² il polso della giovane - E questo sangue?"<br />
<br />
Ba'Kadh non rispose.<br />
<br />
"Ti ho fatto una domanda." sibilÃ² Kosara stringendo il polso della giovane e mostrando di avere ancora forza anche se non abbastanza da permettere a Ba'Kadh di divincolarsi.<br />
<br />
"BA'KADH!" tuonÃ² l'anziana klingon.<br />
"Stammi a sentire, vecchia! - rispose la giovane donna - Ãˆ giÃ  disonorevole per me essere trattata come una serva, vedendo che tuo figlio ha giÃ  scelto una parmakai che non sono io. Quando ho avuto la certezza, confermatami sia i nostri amici che dai nemici, che tuo figlio mi rifiuterÃ  per una sgualdrina umana, ho compreso quanto il mio onore e quello del mio casato fossero compromessi. Ho pensato perfino di sfidarla e sicuramente l'avrei uccisa, ma tuo figlio mi avrebbe rifiutata comunque. Mille pensieri si sono insinuati nella mia mente e poi... Khaless ha esaudito le mie preghiere. Un uomo mi ha contattata promettendomi delle informazioni compromettenti sulla donna umana."<br />
"Continua..." disse Kosara.<br />
"Sono andata all'appuntamento e mi sono trovata di fronte ad un cardassiano. Costui invece di parlarmi della femmina umana e di come avrei potuto dimostrare che non fosse degna di onore, ha iniziato a dirmi di avere prove sulle azioni di mio fratello maggiore Toreq, quale causa della strage della colonia klingon di Maq'la."<br />
"Tuo fratello all'epoca era nella Flotta di Invasione Klingon contro Cardassia e non su Maq'la!" la interruppe Kosara.<br />
"Lo so, od almeno lo credevo anche io, ma guarda questo..."<br />
<br />
Ba'Kadh passÃ² a Kosara un D-Pad cardassiano.<br />
<br />
"Ãˆ la copia di un filmato... qui ci sono Toreq... e dei romulani..."<br />
"Ãˆ UN FALSO! - tuonÃ² la giovane klingon - FALSO! Mio fratello non potrebbe mai tradire il nostro impero ed il nostro casato!"<br />
"Questo lo sappiamo tutti, Ba'Kadh."<br />
"NO! Solo noi lo sappiamo. Non devo ricordarti tutto quello che siamo noi klingon..."<br />
<br />
Kosara sorvolÃ² sul non velato riferimento all'onore.<br />
<br />
"E tu, che cosa hai fatto?"<br />
"Accecata dalla rabbia, ho ucciso quel ptaq."<br />
"Sei una stupida! Hai zittito lui e non i suoi mandanti! Con questo omicidio ci stai esponendo a piÃ¹ di un pericolo, non te ne rendi conto?"<br />
<br />
Ba'Kadh ammutolÃ¬.<br />
<br />
"Pulisciti e non muoverti. Distruggi i vestiti. Io vado a parlare con mio figlio."<br />
<br />
<br />
<b>Ufficio del Capitano Spini - Ore 09:10</b><br />
<br />
Sherja stava analizzando i primi rapporti quando il campanello della sua porta suonÃ².<br />
<br />
"Avanti."<br />
<br />
Alessandro Riccardi avanzÃ² rapidamente.<br />
<br />
"Capitano, posso parlarle?"<br />
"Certamente, dov'Ã¨ il cardassiano?"<br />
"Ãˆ fuori. Sta parlando con la sua Ambasciata."<br />
"Bene Comandante, di cosa voleva parlarmi?"<br />
"Posso parlare liberamente?"<br />
"Prego."<br />
"Posso anche accettare di lavorare con Rautha il Torturatore, ma mi sento preso in giro."<br />
"Ho dovuto accettare di farla affiancare da un loro uomo, Comandante, questo perchÃ©..."<br />
"NO, Capitano. - interruppe Riccardi un po' sfacciatamente - Vorrei che mi spiegasse come faceva a sapere che c'erano problemi al Bar della Passeggiata."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Shivhek </author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-02 Vecchi regali</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Dal-amar Sonx<br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 - Ufficio del Capitano Spini - 08 aprile 2393 - Ore 09:15</b><br />
<br />
Sherja rimase sorpresa dalla reazione del Capo della Sicurezza, lavorava con Riccardi da diverso tempo ormai, ma non lo aveva mai visto cosÃ¬.<br />
<br />
"Tenente si calmi e si sieda."<br />
<br />
L'uomo sostenne lo sguardo del suo comandante.<br />
<br />
"Con tutto il rispetto Capitano, mi calmerÃ² quando mi avrÃ  spiegato la vera...- il suo tono sottolineÃ² la parola - ...situazione."<br />
<br />
Spini si alzÃ² in piedi, le mani incrociate dietro la schiena, sembrava indecisa, poi guardÃ² Alessandro.<br />
<br />
"Le ho detto di sedersi, era un ordine."<br />
<br />
Attese che l'ufficiale prendesse posto su una delle due sedie poste di fronte alla sua scrivania, poi premette il suo comunicatore.<br />
<br />
"Spini ad Ambasciatrice T'Lani, puÃ² raggiungermi nel mio ufficio in plancia?"<br />
=^= Qui T'Lani, posso essere da lei tra dieci minuti, problemi Capitano? =^=<br />
"Nulla di irrisolvibile Ambasciatrice, l'attendo..."<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 - Infermeria - 08 aprile 2393 - Ore 09:35</b><br />
<br />
Sonx stava risistemando gli strumenti che aveva portato con sÃ© nel magazzino del bar sulla passeggiata.<br />
<br />
"Mbeke, sa se hanno giÃ  portato il cadavere del cardassiano all'obitorio?"<br />
"Non ancora Dottore, a quanto pare gli ufficiali cardassiani stanno facendo ostruzionismo..."<br />
"Beh sarÃ  meglio che si muovano a spostarlo dal bar altrimenti il Signor Bomox avrÃ  ulteriori problemi a gestire la clientela del suo bar! Una volta su Regis X c'era il cadavere di un rigeliano rimasto seduto su uno sgabello dopo un infarto... cosa di per sÃ© giÃ  straordinaria... quando ad un certo..." <br />
<br />
Le porte dell'infermeria si aprirono, interrompendo il racconto, e quasi a passo di marcia tre cardassiani fecero il loro ingresso. Il denubolano riconobbe il Dottore dell'Ambasciata Cardassiana scortato da altri due soldati.<br />
<br />
"Dottor Parn, che piacere vederla... nonostante le circostanze ovviamente."<br />
<br />
Il cardassiano sbuffÃ².<br />
<br />
"Dottore Ã¨ da molto che non ci vediamo, anche a me dispiace per l'increscioso incidente, comunque sono qui per eseguire l'autopsia dell'Attendente Jarad Kalan."<br />
"SÃ¬ ero stato informato della cosa, chiedevo giusto pochi istanti fa se la salma fosse giÃ  all'obitorio."<br />
"Stanno aspettando un mio ordine, le coordinate?"<br />
<br />
Sonx digitÃ² alcuni numeri su un D-Pad e poi lo porse al collega.<br />
<br />
"Tenga, quando vuole."<br />
<br />
Parn comunicÃ² le informazioni e pochi istanti dopo, su uno dei tavoli operatori, della struttura medica fece la sua comparsa il corpo senza vita della vittima accompagnato dal familiare suono del teletrasporto.<br />
<br />
"Mettiamoci al lavoro Dottore... - il cardassiano indicÃ² il cadavere e poi girandosi verso i suoi accompagnatori - ...voi due aspettate fuori."<br />
<br />
Nel frattempo Mbeke senza curarsi troppo dei cardassiani iniziÃ² a preparare gli strumenti per la necroscopia.<br />
<br />
* Come sempre Ã¨ molto efficiente * pensÃ² l'Ufficiale Medico mentre indossava il camice rosso che solitamente si usava per gli interventi chirurgici.<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 - Da qualche parte - 08 aprile 2393 - Ore 10:58</b><br />
<br />
Nel buio la donna si muoveva velocemente e con sicurezza come se non avesse bisogno di vedere dove metteva i piedi. La stanza era piena di container e casse di varie misure, le creste frontali della femmina si inarcarono, non ricordava con esattezza dove fosse la cassa, poi la individuÃ².<br />
Premette la serratura elettronica e attese il beep di conferma.<br />
Il contenitore si aprÃ¬ rivelando un comunicatore sub-spaziale, Ba'Kadh prese il dispositivo e lo attivÃ².<br />
Silenzio.<br />
Poi la klingon pronunciÃ² alcune parole in codice.<br />
Una voce atona rispose con tre semplici parole.<br />
<br />
"Quindi Ã¨ iniziata?"<br />
<br />
La donna rispose seccamente.<br />
<br />
"SÃ¬."<br />
<br />
Rimise il comunicatore nel cassa e la richiuse, pochi istanti dopo un leggero odore di bruciato si diffuse nell'area, ora si era tagliata tutti i ponti per tornare a casa.<br />
Ora poteva andare solo avanti.<br />
Si diresse verso l'uscita, poco prima della porta si trovava una grande cassa di monotanio, cosÃ¬ lucida che potÃ© specchiarsi sulla superficie, squadrÃ² il riflesso.<br />
<br />
"Odio questa faccia."<br />
<br />
Con un sibilo quasi sputÃ² quelle parole, poi per alcuni istanti riassunse la sua forma liquida, rilassÃ² tutta la sua struttura molecolare e riassunse le sembianze di Ba'Kadh prima di lasciare il magazzino.<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 - Infermeria - 08 aprile 2393 - Ore 11:47</b><br />
<br />
Dal-amar gettÃ² i guanti insanguinati nel contenitore.<br />
<br />
"Beh devo dire che era dai tempi dell'Accademia di Medicina, che non impegnavo cosÃ¬ tanto tempo per un'autopsia."<br />
"Si vede che non ha frequentato le nostre istituzioni Dottore, su Cardassia abbiamo la tendenza a fare le cose per bene... - anche Parn gettÃ² i suoi guanti - ...altrimenti non ci prendiamo nemmeno la briga di farle... due ore e quindici, non mi sembrano neanche cosÃ¬ tante dopotutto."<br />
"Mi permetta collega ma in queste due ore a cosa siamo arrivati?"<br />
<br />
Sul volto del cardassiano si dipinse un sorrisetto sghembo poi rispose.<br />
<br />
"La vittima riporta una vistosa ferita sull'addome in corrispondenza del fegato, l'arteria mesenterica risulta recisa. La morte Ã¨ sopravvenuta per dissanguamento in pochi minuti."<br />
<br />
Il denobulano inarcÃ² un sopracciglio.<br />
<br />
"Se la memoria non mi inganna sembrano tanto le parole che ho detto nella mia prima diagnosi..."<br />
"Probabile." Parn sorrise di nuovo.<br />
"Quindi Dottore che cosa abbiamo guadagnato da questa autopsia?"<br />
"Non saprei collega, secondo lei?"<br />
<br />
Fu la volta di Sonx sorridere in modo ironico.<br />
<br />
"Per noi niente, forse per voi... del tempo?"<br />
"Molto perspicace Dottore. Beh se ora vuole scusarmi ho alcune cose da fare, come sempre Ã¨ stato un piacere e spero di vederla la prossima settimana sui campi da golf del ponte ologrammi." cosÃ¬ dicendo si voltÃ² inforcando la via per l'uscita dall'infermeria.<br />
<br />
"Buona giornata!"<br />
"A lei Dottor Parn, ah! Cosa ne facciamo del corpo Jarad Kalan? Qualche forma di sepoltura rituale?"<br />
"No, non Ã¨ necessario... Kalan non serve piÃ¹ a Cardassia, puÃ² incenerirne i resti."<br />
"Signor Mbeke... - Sonx si rivolse al suo infermiere - ...per caso assieme al corpo hanno anche portato l'arma con cui hanno ucciso questo povero attendente?"<br />
"SÃ¬ Sottore, hanno portato qui il coltello, credo che il Comandante Riccardi manderÃ  qualcuno dei suoi per gli esami di rito..."<br />
"Beh dato che non ho piÃ¹ nulla da fare, vediamo di dare una mano al reparto scientifico della sicurezza. Mi porti la lama."<br />
"Certo Dottore."<br />
<br />
Nel giro di neanche due minuti Dal-amar era chino sopra il pugnale klingon.<br />
<br />
"Quindi questa Ã¨ una mek'leth..." borbottÃ² il denobulano.<br />
<br />
Prese un tricorder ed iniziÃ² la sua analisi, la lama non riportava segni particolari, o di riconoscimento. Chi l'aveva usata si era preso la briga di ripulirla con cura... ma non troppa a quanto sembrava.<br />
Il tricorder medico aveva individuato dei residui, forse cute, o rimasugli di DNA.<br />
<br />
"Mbeke, per cortesia prepari il microscopio enzimico, qui c'Ã¨ qualcosa che voglio vedere piÃ¹ da vicino."<br />
"Ãˆ giÃ  pronto Dottore, avevo immaginato le potesse servire."<br />
<br />
Con un sorriso l'uomo osservÃ² l'espressione soddisfatta del capo medico. Servirono cinque minuti al Dottore per ottenere i risultati dal macchinario e ciÃ² che vide nel rapporto non gli piacque per nulla.<br />
Sonx premette il proprio comunicatore.<br />
<br />
"Sonx a Capitano."<br />
=^= Qui Spini, mi dica Dottore. =^=<br />
"Avverta Riccardi abbiamo un grosso problema a bordo."<br />
=^= Si spieghi. =^=<br />
"Ho appena rilevato DNA mutaforma, sull'arma che ha ucciso l'Attendente cardassiano."<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 - Area diplomatica cardassiana - 08 aprile 2393 - Ore 12:30 </b><br />
<br />
Parn entrÃ² nei suoi alloggi, nell'ombra seduto su una delle poltrone c'era Feyd Rautha, il medico non si dimostrÃ² sorpreso.<br />
<br />
"Allora?"<br />
"Allora cosa?" rispose di rimando Parn.<br />
"Scoperto qualcosa?"<br />
"Nulla di rilevante, la morte Ã¨ avvenuta per dissanguamento causato dallo sfortunato incontro di Jarad con un pugnale klingon."<br />
"A parte questo, come Ã¨ andato il recupero?"<br />
"Non Ã¨ stato semplice, ci ho messo quasi due ore per recuperare questo. - Parn estrasse da una delle sue tasche un piccolo oggetto nero delle dimensioni di alcuni millimetri - Non Ã¨ stato semplice distrarre il Dottor Sonx."<br />
<br />
Lo rigirÃ² osservandolo e poi lo lanciÃ² al suo interlocutore, il Capo della Sicurezza cardassiana agguantÃ² l'oggetto con uno scatto degno di un targh klingon.<br />
<br />
"Grazie Dottore." e si incamminÃ² verso la porta.<br />
"Se mi Ã¨ concesso... posso sapere cosa ho estratto dal corpo del nostro buon <br />
attendente?"<br />
"Oh questo? - Rauthaad mostrÃ² il congegno - Ãˆ soltanto un registratore sotto cutaneo... vecchi regali dell'Ordine Ossidiano." girÃ² su se stesso e uscÃ¬ dalla stanza.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dal-amar Sonx</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-03 Consapevolezze</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Shanja Xar<br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 - Da qualche parte - 08 aprile 2393 - Ora sconosciuta</b><br />
<br />
Buio...<br />
lei non aveva paura del buio... ma non riuscire a vedere, orientarsi, e sapere cosa fosse successo... quello le faceva rabbia... e anche paura, paura per il suo nome, il suo onore, le persone che conosceva e che evidentemente erano in pericolo... si era allontanata dal fianco della futura suocera e qualcosa le era stato iniettato nel collo.<br />
Da dietro... non sapeva da chi e nemmeno il perchÃ©... forse volevano attaccare K'ooD o forse... la base addirittura... o forse... no, non doveva pensarci.<br />
La rabbia a quell'abbozzo di ipotesi la sopraffece facendola ansimare e grugnire: qualcosa, una specie di contenimento le impediva di aprire la bocca, e le braccia erano tenute lungo i fianchi sempre da qualcosa di intangibile ma molto, molto resistente, quindi nemmeno urlare a squarciagola la propria frustrazione poteva, almeno sarebbe stato... uno sfogo.<br />
Calma, doveva stare calma... anche se si agitava non avrebbe concluso niente.<br />
Forse, in qualche modo, avrebbe potuto allentare il contenimento che le bloccava le braccia lungo i fianchi, forse... dubitava che avessero trovato un sistema di contenimento blando e poco resistente, calcolando la forza della sua razza.<br />
Era distesa per terra, forse avrebbe potuto alzarsi, visto che le gambe non erano immobilizzate... cercÃ² di farlo ma si rese conto che lo spazio che la conteneva era limitato, quando la fronte sbattÃ© contro qualcosa.<br />
Era dentro una cassa forse? Diamine l'avevano giÃ ...<br />
NO! Non doveva pensarci.<br />
Calma, doveva stare calma... l'ossigeno, doveva pensare a quello, se si fosse agitata avrebbe consumato tutto l'ossigeno, non poteva permetterselo.<br />
IniziÃ² a tastare coi piedi, la parete della cassa, ecco... il fondo non lo toccava, quindi la cassa era abbastanza lunga... forse anche larga... provÃ² ad allungare le gambe di lato.... sÃ¬, era larga, quindi lunga e larga... ma non abbastanza alta da potersi alzare e sedere...<br />
Calma... se non altro non era una bara... forse poteva fare qualcosa per liberarsi, ma doveva agire con calma e raziocinio... se si faceva travolgere dalla rabbia... tutto sarebbe finito presto e non sarebbe stata una morte onorevole...<br />
ChissÃ  perchÃ© era stata narcotizzata...<br />
E chissÃ  da quanto tempo era lÃ  dentro. Si erano certamente accorti che era sparita... ma al suo promesso sposo, non importava anzi, forse gli avevano fatto un favore... diamine di nuovo quell'ipotesi... e se fosse stato lui?<br />
O quella.... terrestre... la rabbia la invase iniziÃ² a calciare all'indietro un paio di volte... poi si fermÃ²: l'ossigeno, doveva pensare all'ossigeno... e a liberarsi le mani... non era stata spogliata... aveva qualche arma in posti che nessuno poteva immaginare... e sfuggivano ad una perquisizione sommaria... forse...<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ufficio del Capitano Spini - 08 aprile 2393 - Ore 09:25</b><br />
<br />
"Prego si accomodi Ambasciatrice." disse la Spini indicando alla vulcan la poltroncina accanto a Riccardi che si era alzato all'ingresso di T'Lani.<br />
"Grazie." disse la vulcaniana sedendosi con grazia e facendo un cenno verso Riccardi, che si sedette a sua volta.<br />
"Gradisce un the?" domandÃ² la Spini, cortesemente.<br />
"Certamente, se non Ã¨ di troppo disturbo." rispose la Vulcaniana attendendo in silenzio che il Capitano <br />
le porgesse la tazza.<br />
<br />
Riccardi fremeva, capiva che quella specie di cerimonia era fatta per stemperare e calmare gli animi, ma il suo animo non si sarebbe calmato con del semplice the...<br />
Le due donne sorbirono in silenzio la bevanda, fino a che l'Ambasciatrice non fu pronta.<br />
<br />
"Allora, perchÃ© mi avete fatto venire qui, Signori?" domandÃ² guardando Riccardi e non la Spini.<br />
<br />
L'uomo roteÃ² gli occhi: lui non era un diplomatico e stava perdendo la pazienza. Il Capitano prese la parola.<br />
<br />
"Il Comandante Riccardi ha delle domande da porci, Ambasciatrice, credo sia il caso che valuti anche lei se e cosa rispondere."<br />
<br />
L'uomo sbuffÃ² irritato, ma l'Ambasciatrice lo fermÃ².<br />
<br />
"Credo che il Comandante, in quanto Capo della Sicurezza su questa base abbia tutti i diritti di sapere ciÃ² che sappiamo noi, non crede Capitano?" disse T'Lani alzando un sopracciglio.<br />
<br />
Riccardi si rilassÃ² sulla sedia apprestandosi ad ascoltare.<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ambasciata Klingon - Ore 10:05</b><br />
<br />
"Che cosa ha fatto???'" tuonÃ² K'ooD contro la madre.<br />
"Calmati figlio... ora dobbiamo pensare a salvare il salvabile." disse la Klingon con un gesto di stizza.<br />
"E, di grazia, che cosa consiglieresti... madre?" domandÃ² K'ooD enfatizzando le parole con i gesti e una malcelata ironia.<br />
<br />
La donna tirÃ² il fiato lanciandogli un'occhiataccia di rimprovero e... scosse la testa ammutolendo per un attimo, poi borbottÃ² "Non ne ho idea, ma ne va del nostro onore, lo sai, figlio, e la tua ironia non risolverÃ  le cose!"<br />
"Dov'Ã¨ ora?" chiese lui stringendo le labbra.<br />
"L'ho lasciata negli alloggi a noi assegnati."<br />
<br />
K'ooD andÃ² alla scrivania e chiamÃ² all'interfono il suo Capo della Sicurezza, dicendo di accentuare la <br />
sorveglianza per Ba'Khad.<br />
<br />
"Era giÃ  sotto sorveglianza, figlio?" domandÃ² la donna perplessa.<br />
"SÃ¬ madre... lo sai... Ã¨ una testa calda... non potevo fidarmi di lei."<br />
<br />
Kosara lo fissÃ² meditabonda.<br />
<br />
"Forse hai fatto bene, figlio... quindi lo sapevi giÃ ?" domandÃ² con consapevolezza.<br />
"Diciamo che tu me ne hai dato la conferma." rispose il Klingon abbozzando un sorriso.<br />
"C'Ã¨ qualcosa che non puoi dirmi figlio? O che non dovrei sapere?"<br />
<br />
Gli insegnamenti del marito che tornavano alla mente.<br />
<br />
"SÃ¬ madre, mi dispiace... sono affari politici molto complicati da gestire, madre."<br />
<br />
Kosara annuÃ¬ respirando a fondo.<br />
<br />
"Devo fare finta di nulla con lei?"<br />
"Comportati come ti comporteresti se le cose fossero... normali." rispose K'ooD a sua madre, sapendo di potersi fidare di lei.<br />
<br />
Kosara annuÃ¬.<br />
<br />
"D'accordo, lo farÃ². L'onore Ã¨ salvo quindi?"<br />
<br />
K'ooD abbozzÃ² un sorriso.<br />
<br />
"SÃ¬ madre!"<br />
<br />
La Klingon annuÃ¬ e uscÃ¬ con passo veloce.<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata Cardassiana - Ore 13:00</b><br />
<br />
"Allora?" domandÃ² Enid Varen a Feyd Rautha.<br />
"Il Dottore ha trovato il dispositivo, Ã¨ giÃ  nei nostri laboratori."<br />
"Cosa hai detto al Dottore?"<br />
<br />
Rautha sogghignÃ².<br />
<br />
"Solo che era un vecchio ricordo dell'ordine."<br />
<br />
Varen ridacchiÃ².<br />
<br />
"Il buon vecchio Dottore ci rimuginerÃ  sopra per un bel po'. Bene, andiamo al bar di prora e facciamo sapere che ci siamo anche noi su questa base, da ora in poi."<br />
"SÃ¬, Legato Varen." rispose Rautha quasi sull'attenti.<br />
"Feyd... per favore, rilassati." sospirÃ² Varen uscendo.<br />
<br />
<br />
<b>Bar di prora - Ore 13:30</b><br />
<br />
"Ciao, hai sentito cosa Ã¨ successo al bar della passeggiata?" domandÃ² Shanja appena lo vide.<br />
<br />
Khish abbozzÃ² un sorriso.<br />
<br />
"GiÃ , peccato... volevo portarti lÃ  a cena, credo che dovremo rimanere nei nostri alloggi." rispose ammiccandole.<br />
 <br />
Shanja rise brevemente mollandogli una leggera sberla sul braccio.<br />
<br />
"Mmmhhh tutte le scuse sono buone vero?"<br />
<br />
Khish rise con lei poi si zittÃ¬ di colpo.<br />
<br />
"Oh oh... abbiamo visite importanti." mormorÃ².<br />
<br />
Shanja si voltÃ² trovando alcuni Cardassiani al bancone del bar, di fianco a lei.<br />
AbbozzÃ² un sorriso di circostanza e si voltÃ² verso l'andoriano.<br />
<br />
"Dirmelo prima no?"<br />
<br />
Khish si strinse nelle spalle con una smorfia rispondendo a mezza bocca.<br />
<br />
"Camminano dannatamente veloci."<br />
<br />
Shanja dovette trattenere un moto di risa,Â  prendendo un sorso del suo succo per nascondersi, ma questo le andÃ² di traverso, soffocandola. CercÃ² di non tossire a bocca aperta: non sarebbe stato per nulla educato e rispettoso sputare il succo in faccia al Legato Enid Varen, cosÃ¬ cercÃ² di trattenersi il piÃ¹ possibile anche se faticava a respirare, alla fine, in qualche modo, riuscÃ¬ a mandare giÃ¹ il succo, ma fu preda di un attacco di tosse che le fece addirittura lacrimare gli occhi: il viso paonazzo e le macchie praticamente viola scuro indicavano che era andata in apnea troppo a lungo.<br />
Khish le diede delle pacche sulla schiena per farla stare meglio, mentre il cardassiano commentava.<br />
<br />
"Comandante Khish dovrebbe prendersi cura piÃ¹ amabilmente della sua compagna, mi permetta." disse porgendo a Shanja un fazzoletto di seta per asciugarsi le lacrime.<br />
<br />
La Trill annuÃ¬ prendendo il fazzoletto e rispondendo con un grazie strozzato mentre si asciugava il viso.<br />
Khish tirÃ² un'occhiataccia a Varen, promettendogli tra sÃ© una sfilza di rivalse, ma rivolse la propria attenzione verso Shanja, preoccupato per lei.<br />
<br />
"Stai meglio?"<br />
"SÃ¬, sÃ¬ grazie, scusatemi, scusatemi tutti, stavo soffocando. Legato Varen, grazie del pensiero, glielo renderÃ² il prima possibile, lavato e stirato." disse Shanja mostrando il fazzoletto, sollevata perchÃ© era tornata a respirare normalmente.<br />
"Non c'Ã¨ fretta, staremo a bordo a lungo Consigliere, me lo darÃ  quando la interpellerÃ² per i suoi servigi." disse affettatamente il cardassiano con uno strano scintillio negli occhi.<br />
<br />
Shanja deglutÃ¬ la tensione che l'aveva presa a quella frase mormorando: "A sua disposizione, Signore."<br />
<br />
Khish, nel frattempo, le aveva messo una mano sul fianco in maniera possessiva, cosa che non sfuggÃ¬ al cardassiano, il quale abbozzÃ² un sorriso.<br />
Shanja percepÃ¬ il pericolo: ci sarebbero stati guai, da quel momento in avanti, glielo aveva appena confermato l'atteggiamento del Cardassiano.<br />
<br />
"Andiamo a sederci?" chiese a Khish per allontanarsi dal bancone.<br />
<br />
Si misero al solito tavolo, d'angolo, da dove potevano vedere tutta la sala.<br />
<br />
"Allora? Che succede?" domandÃ² lui proteso antenne e corpo verso di lei.<br />
"Guai!" mormorÃ² lei fissandolo negli occhi.<br />
<br />
Khish strinse le labbra e annuÃ¬, poi alzÃ² il bicchiere in un brindisi silenzioso.<br />
<br />
"Lo avevo capito da solo: sa tutto. Tutto, di noi tutti!"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Shanja Xar</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-04 La quarta fazione</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alessandro Riccardi<br /><br /><JUSTIFY><b>Ufficio del Capitano Spini - 08 aprile 2393 - Ore 09:40</b><br />
<br />
"Maledizione."<br />
<br />
Riccardi si passÃ² la mano destra sul labbro massaggiandoselo come se fosse stato colpito da un pugno.<br />
A dire il vero un pugno poco prima se l'era preso: le rivelazioni fatte dalle due donne erano state per lui un fulmine a ciel sereno.<br />
<br />
"Bene, ora sa tutto. - il Capitano Spini si sporse leggermente dalla poltrona e spostÃ² di lato la tazza con il thÃ¨ - Ha altre domande?"<br />
"No." rispose il Capo della Sicurezza.<br />
<br />
Era entrato in quel locale spinto dalla sensazione di essere tenuto all'oscuro di notizie fondamentali, ma ora, dopo che gli avevano svelato quello che sapevano, provava rispetto verso le due donne e un leggero imbarazzo per sÃ© stesso a causa della reazione troppo emotiva.<br />
<br />
"Ambasciatrice, la ringrazio per la sua disponibilitÃ  e... per le preziose informazioni che mi ha fornito."<br />
"Di nulla Signor Riccardi." rispose la vulcaniana.<br />
<br />
T'Lani si alzÃ² dalla sedia, fece alcuni passi verso Riccardi. L'anziano volto dell'Ambasciatrice apparve vecchio e fragile, ma risoluto e saggio.<br />
<br />
"Non Ã¨ il caso che le ricordi che la situazione Ã¨ delicatissima."<br />
"Ehm... sÃ¬ Ambasciatrice."<br />
"Faccia attenzione a Feyd Rautha. - T'Lani si voltÃ² di colpo e tornÃ² a sedersi - Non dovrÃ  mai stare sulla difensiva quando parla con lui."<br />
"SÃ¬ Ambasciatrice, so con chi ho a che fare." rispose prontamente il Capo della Sicurezza.<br />
"No. - T'Lani chiuse gli occhi e sembrava in meditazione - Rautha Ã¨ chiamato il Torturatore ma in realtÃ  Ã¨ un indagatore molto abile e conosce molti trucchi per scoprire di cosa ha bisogno."<br />
"Lei conosce il Campo Nero?" chiese rapidamente il Capitano.<br />
"SÃ¬. -  lo sguardo si fece duro, la mascella si serrÃ² e i pugni si armarono - Un mio caro amico faceva parte della squadra di assalto che attaccÃ² e liberÃ² il campo... non si Ã¨ mai ripreso del tutto."<br />
"Il Torturatore lavorava lÃ¬."<br />
<br />
La voce dell'Ambasciatrice era cosÃ¬ fredda da sembrare distaccata e indifferente, ma si trattava del tipico modo di fare di un vulcaniano che ha rinunciato alle emozioni.<br />
<br />
"Ma lei dovrÃ  dimenticare tutto ciÃ². La sua migliore difesa contro di lui sarÃ  la freddezza, dovrÃ  trattarlo come un normale investigatore di un'altra razza."<br />
"Ricevuto. - Riccardi fece alcuni passi verso la porta ma prima di aprirla si girÃ² di colpo - E per la questione del mutaforma?"<br />
"Occhi aperti e massimo riservo. -  rispose prontamente la piÃ¹ giovane delle due vulcaniane - PuÃ² andare."<br />
"Ricevuto Capitano." disse l'ufficiale mentre usciva dall'ufficio.<br />
<br />
Quando la porta si chiuse, il Capitano si alzÃ², smaterializzÃ² la sua tazza e quella dell'Ambasciatrice e, mentre si sedeva alla scrivania, prese la parola.<br />
<br />
"La diplomazia e i giochi di potere di molte razze del Quadrante Alpha e Beta dipendono dalle vicende private, dagli odi e dagli amori di un pugno di persone... sembra che siamo finiti in un poema epico o in un romanzo di Tom Clancy."<br />
"Ha ragione Capitano. - rispose T'Lani - Abbiamo un Ambasciatore bloccato tra i doveri verso la sua patria e verso il suo casato, un Legato che odia i Klingon e che farÃ  di tutto per punire i suoi nemici e per portare la sua patria agli antichi splendori. - il Capitano si sedette alla poltrona - Poi c'Ã¨ la Federazione. Una potenza del quadrante che non puÃ² permettersi una nuova guerra ma che dovrÃ  agire negli interessi dei suoi alleati."<br />
"Ottima analisi. - rispose l'Ambasciatrice, poi osservando il Capitano, aggiunse - Ma c'Ã¨ ancora la quarta fazione. Quella che si sta muovendo nell'ombra e che ha causato la morte dell'Attendente cardassiano. Se scopriamo i suoi intenti, forse, potremmo batterli. Dobbiamo uscire dalle tenebre dell'ignoranza e scoprire chi sono e cosa vogliono."<br />
<br />
<br />
<b>Scena del delitto - 08 aprile 2393 - Ore 14:40</b><br />
<br />
"Buongiorno, caro collega." esclamÃ² Feyd Rautha entrando velocemente nel locale.<br />
"Buongiorno. - quelle parole infastidirono l'Ufficiale Tattico ma riuscÃ¬ a trattenersi e rispose con falsa serenitÃ  - Mangiato bene?"<br />
 <br />
Feyd Rautha gli arrivÃ² vicino con aria gioviale.<br />
<br />
"Oh sÃ¬. Peccato per il Kanar che non era di qualitÃ  eccellente mentre il resto era perfetto."<br />
"Bene, ci mettiamo al lavoro?" tagliÃ² corto il terrestre.<br />
"Ovviamente." <br />
<br />
Riccardi fece alcuni passi, osservÃ² i due addetti alla sicurezza appostati ai lati della stanza ed infine raggiunse il punto dove era stato ritrovato il cadavere dell'Attendente. Una macchia di sangue di dimensioni considerevoli indicava il punto dove la vittima era caduta mentre tutt'attorno c'erano macchie di dimensioni differenti.<br />
<br />
"Posso chiederle una cosa?" chiese il cardassiano avvicinandosi.<br />
"Cosa?"<br />
"PerchÃ© ha la mano destra sul phaser?"<br />
<br />
Il tono di Feyd Rautha era tranquillo ma nascondeva un pizzico di malizia.<br />
<br />
"Beh... perchÃ© l'assassino torna sempre sul luogo del delitto." rispose con noncuranza Riccardi.<br />
"Ah ah ah! giusto!"<br />
<br />
Il cardassiano si mise a ridere molto forte come se gli avessero raccontato una storia molto divertente.<br />
<br />
* Non Ã¨ nÃ© il luogo nÃ© il momento. * penso seccato Riccardi.<br />
<br />
Ai lati una della guardie tolse la mano dall'arma mentre l'altra, per nulla intimorita, non la tolse.<br />
<br />
"Bene direi che questo Ã¨ il punto iniziale."<br />
<br />
AnnunciÃ² Riccardi indicando una macchia di sangue formata da una serie di gocce di varie dimensioni.<br />
<br />
"Giusto in questo punto, l'Attendente Jarad Kalan ha ricevuto il colpo mortale e qui... -  Feyd Rautha indicÃ² una serie di macchie poco distanti che si distribuivano lungo una linea - ...ci sono i segni di quando l'assassino ha tolto il coltello dalla ferita. La velocitÃ  e il movimento circolare del braccio hanno fatto gocciolare il sangue dal coltello lungo questa linea."<br />
<br />
Riccardi annuÃ¬ e continuÃ² la ricostruzione.<br />
<br />
"Jarad, colpito a morte ha fatto alcuni passi... due o tre al massimo e si Ã¨ accasciato qui nella posizione in cui l'abbiamo trovato."<br />
"E quelle macchie di sangue che erano accanto al pugnale?"<br />
<br />
Riccardi guardÃ² nella direzione indicata dal collega.<br />
<br />
"Molto strano. Dalla forma direi che si sono formate cadendo da una distanza non molto alta... tra i 30 e i 40 centimetri."<br />
"Sono dell'assassino?"<br />
"No. Le ho fatte analizzare, appartengono a Jarad."<br />
"Molto strano. - Feyd Rautha si avvicinÃ², sorrise e, pregustando l'interrogatorio, aggiunse - Lo chiederÃ² all'assassino."<br />
<br />
Riccardi percepÃ¬ la sete di sangue del collega e decise che era meglio cambiare argomento.<br />
<br />
"Comunque non Ã¨ la cosa piÃ¹ strana."<br />
"Cosa c'Ã¨ di strano ancora? Mi pare che la dinamica l'abbiamo chiarita."<br />
"SÃ¬. La dinamica Ã¨ chiara, ma... - Riccardi fece alcuni passi e raggiunse il centro del locale - ...per prima cosa il luogo."<br />
"Ãˆ un luogo appartato. L'ideale per un omicidio."<br />
"Esatto, Ã¨ appartato. Solo chi conosce bene la stazione sa della sua presenza."<br />
<br />
Feyd Rautha si guardÃ² in torno e annuÃ¬.<br />
<br />
"Jarad poteva aver visto questo luogo nelle mappe che ci avete fornito"<br />
"SÃ¬, ma quale motivo aveva di entrare nel retrobottega di un bar?"<br />
<br />
<br />
Feyd Rautha rise.<br />
<br />
"Beh Ã¨ stato un viaggio lungo... ed il primo luogo dove si Ã¨ recato, nel tempo libero, Ã¨ stato uno dei bar della stazione. L'avrei fatto anch'io se avessi avuto il tempo."<br />
"Anche io ma..."<br />
<br />
Feyd Rautha interruppe bruscamente il federale.<br />
<br />
"Nel bar ha incontrato il suo assassino, un klingon. I due avranno litigato, si sono recati qui per risolvere la questione e Jarad ha avuto la peggio."<br />
<br />
Riccardi scosse la testa.<br />
<br />
"Non credo. - poi indicando la porta che conduceva al bar aggiunse - Un cardassiano che litiga con un klingon si nota e nessuno, nemmeno il gestore, si ricorda di ciÃ². Anche un cardassiano che entra in un bar si nota perchÃ© da queste parti ne passano pochi. Ma nessuno si ricorda di averlo visto passare."<br />
"Sta dicendo che il buco delle registrazioni della sicurezza Ã¨ solo uno specchio per le allodole?"<br />
"SÃ¬. - Riccardi fece alcuni passi nel magazzino - Si guardi intorno, questo locale Ã¨ mezzo vuoto ed Ã¨ a bassa sicurezza... Ã¨ l'ideale per un incontro clandestino."<br />
"Quindi sta dicendo che Jarad si Ã¨ incontrato qui con il suo assassino?"<br />
<br />
Feyd Rautha pareva esterrefatto.<br />
<br />
"CosÃ¬ pare." rispose semplicemente Riccardi.<br />
"E come sono entrati qui se non sono passati per il bar?"<br />
"Venga."<br />
<br />
Riccardi fece alcuni passi, raggiunse una paratia e la toccÃ² leggermente. Un portello si aprÃ¬ mostrando un lungo corridoio semioscuro e pieno di tubazioni e condotte.<br />
<br />
"Da qui."<br />
"E come sa che Jarad Ã¨ passat..."<br />
<br />
Feyd Rautha si interruppe perchÃ© si era appena risposto da solo. Una sezione di pavimentazione del condotto era illuminata dalla luce proveniente dal magazzino e, al centro della mattonella, c'era una macchia di sangue.<br />
<br />
"Ãˆ di Jarad?" chiese il cardassiano.<br />
"SÃ¬. - rispose Riccardi - Abbiamo scoperto quest'apertura pochi minuti fa, prima del suo ingresso nel magazzino."<br />
"Dove conduce?"<br />
"In tanti punti della stazione. - poi indicando la macchia, aggiunse - Ma se ci sono altre tracce come quella, forse, troveremo l'assassino."<br />
"Bene. Iniziamo la caccia allora." rispose il cardassiano.<br />
"Thomson, tu vieni con noi. T'Krel piantona la stanza e chiedi a Null'Rot di venire a darti una mano."<br />
<br />
Dopo aver dato quell'ordine Riccardi scese nel cunicolo seguito da Feyd Rautha e dal marinaio Thomson. <br />
<br />
<br />
<b>Appartamento Consigliere Xar - 08 aprile 2393 - Ore 14:40</b><br />
<br />
Khish e Shanja raggiunsero l'appartamento di lei.<br />
<br />
"Allora?" chiese lui.<br />
<br />
Xar si voltÃ² di colpo.<br />
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"Scusa." <br />
<br />
Khish sorrise affettuoso, poi accarezzandole la guancia.<br />
<br />
"Non devi scusarti."<br />
"No... ecco... il Legato... L'incontro con il Legato Cardassiano mi ha scombussolata piÃ¹ di quanto credevo."<br />
"PerchÃ©... sapeva di noi?"<br />
"SÃ¬, Ã¨ come se ci avesse invaso nella nostra privacy. Come se ci avesse spiato." replicÃ² lei.<br />
<br />
Khish la prese fra le braccia.<br />
<br />
"Forse... ma non saprÃ  mai di questo." e la baciÃ².<br />
<br />
<br />
<b>Sala comando - 08 aprile 2393 - Ore 14:50</b><br />
<br />
"Sono nel condotto." annunciÃ² il Guardiamarina Narrel della Sicurezza.<br />
<br />
Con un rapido movimento il Capitano Spini raggiunse la postazione del giovane ufficiale.<br />
<br />
"Bene, continui a monitorare la situazione." rispose chinandosi verso il sottoposto.<br />
"SÃ¬ Capitano." rispose Narrel senza scostare la testa dal monitor.<br />
"Dica alla Sala Teletrasporto 3 di tenersi pronta a riportali indietro o... - per un piccolo brevissimo istante non seppe cosa dire e, temendo di tradirsi svelando l'esistenza del mutaforma, concluse - ...per bloccare il colpevole."<br />
<br />
Il piano che aveva preparato stava prendendo forma.<br />
Era a conoscenza delle tracce di sangue trovate nel condotto laterale dato che era stata informata da Riccardi della loro esistenza poco dopo il loro ritrovamento. Il Capitano aveva ordinato di procedere con le indagini assieme a Feyd Rautha, ma avrebbe monitorato i loro progressi con i sensori principali della stazione. In questo modo, con l'aiuto del Consigliere Xar, avrebbe potuto analizzare le reazioni di Feyd Rautha durante le indagini e scoprire se nascondeva qualcosa.<br />
In questa guerra di spie, il Capitano Spini disponeva di due armi: l'abilitÃ  dei suoi ufficiali e la possibilitÃ  di raccogliere informazioni utilizzando i sensori della stazione.<br />
Infine aveva ordinato alla Sala Teletrasporto 3 di tenersi pronta per ogni evenienza.<br />
<br />
<b>Ufficio Ambasciatrice T'Lani - 08 aprile 2393 - Ore 15:05</b><br />
<br />
L'Ambasciatrice T'Lani stava leggendo i verbali di una riunione del Consiglio della Federazione. Nelle parole dei delegati dei vari pianeti, lei trovava la volontÃ  dei popoli a cui era al servizio.<br />
Era nel mezzo della lettura del discorso del rappresentate di Benzar quando il campanello alla porta suonÃ².<br />
L'Ambasciatrice interruppe la lettura, posÃ² il D-Pad e attivÃ² la comunicazione.<br />
<br />
"SÃ¬?"<br />
<br />
La voce del suo attendente risuonÃ² nella stanza.<br />
<br />
=^= Ambasciatrice mi scusi, c'Ã¨ qui il Legato Varen che vuole vederla. =^=<br />
<br />
Quando sentÃ¬ quelle parole la mente dell'Ambasciatrice iniziÃ² a lavorare freneticamente.<br />
Alle 17 era previsto un incontro con gli altri Ambasciatori e Varen avrebbe potuto parlarle degli argomenti della riunione prima del suo inizio. Per ciÃ² se chiedeva un colloquio ora era perchÃ© voleva parlare dell'omicidio avvenuto la mattina.<br />
Quel ragionamento durÃ² pochissimi secondi che furono appena percepiti dall'Attendente.<br />
<br />
"Va bene, lo faccia pure entrare." rispose pacatamente la donna.<br />
"SÃ¬ subito."<br />
<br />
Poco dopo l'imponente figura del cardassiano fu davanti all'esile vulcaniana.<br />
<br />
"Buon giorno Legato Varen." esordÃ¬ lei.<br />
"Buongiorno a lei Ambasciatrice." rispose lui con un ampio sorriso.<br />
"La prego si accomodi. - disse lei rapidamente, poi indicando il replicatore, aggiunse - Desidera qualcosa? Ho fatto programmare il replicatore per generare bevande tipiche del suo popolo."<br />
<br />
Il Legato Varen si sedette e, sempre sorridendo, riprese.<br />
<br />
"No grazie. - breve pausa - Sono stato a pranzo in un vostro ristorante e sono completamente sazio."<br />
<br />
Ci fu una seconda pausa, poi il Legato continuÃ².<br />
<br />
"Avete davvero degli ottimi ristoranti sulla passeggiata."<br />
"SÃ¬ Ã¨ vero. - T'Lani decise di dare un taglio ai convenevoli - Cosa posso fare per lei? La riunione Ã¨ tra poche ore."<br />
<br />
Il Legato Varen incrociÃ² le braccia e mise la schiena contro la sedia, attese qualche silenzio come per accentuare l'importanza di quello che stava per dire. Poi, sfoderando la sicurezza tipica di chi ha un poker d'assi in mano chiarÃ¬.<br />
<br />
"Esatto. Anche se trovo gli argomenti dell'imminente riunione molto stimolanti ed interessanti, devo parlarle di altro."<br />
<br />
Quarta pausa.<br />
<br />
"Di che cosa?"<br />
"Del movente dell'omicidio del mio Attendente."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alessandro Riccardi</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-05 Di assassini, di eroi e di altre canzoni</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Ambasciatore Federale T'Lani <br /><br /><JUSTIFY><b><Flashback><br />
Posizione sconosciutaÂ - 08 aprile 2393 - Ore 14:50</b><br />
<br />
Calma.<br />
Con calma.<br />
Il piccolo pugnale era al suo posto, Ba'Kadh avvertiva la familiare sensazione del metallo contro la sua gamba. Doveva solo riuscire a sollevarla abbastanza per avvicinarla alle mani.<br />
Il campo di contenimento in cui era confinata all'interno della cassa non era cosÃ¬ stretto da impedirle di scivolare leggermente. Doveva mantenere il respiro lento in modo da risparmiare l'aria all'interno della cassa.<br />
Piano, piano...<br />
RiuscÃ¬ a piegare la gamba. Adesso si trattava di inarcare la schiena, in modo da avvicinare le mani all'impugnatura del pugnale. Le braccia si tesero, cercando la piccola fessura all'interno dello stivale.<br />
I muscoli le gridarono il suo dolore, ma il dolore non era niente, NIENTE! Si ripetÃ©.<br />
I polpastrelli sfiorarono il metallo. Ba'Kadh si rilassÃ² per pacificare il dolore dei muscoli.<br />
Chi era stato? Il suo amato sposo promesso?<br />
Ba'Kadh quasi sputÃ² per la rabbia. Aveva accettato quell'uomo. Aveva bisogno di quel matrimonio, e lui andava a sprecarsi per una dannata umana? E poi... Organizzare quel ... Quel rapimento?<br />
<br />
"Ti farÃ² pentire... Tu e la tua piccola stupida terrestre!"<br />
<br />
RespirÃ² a fondo, poi si rimproverÃ² per l'aria sprecata, tornÃ² a tendersi verso il pugnale.<br />
Al terzo tentativo il pollice si infilÃ² nella fessura, sfilÃ² l'impugnatura per un centimetro. Ci vollero altri due tentativi per snudare la lama, ma infine esultÃ², tenendo l'arma solidamente nella sua destra.<br />
Quasi rise di sÃ©.<br />
Tutta la ginnastica cui aveva costretto il suo corpo alla fine aveva avuto uno scopo, vero?<br />
AvvicinÃ² il pugnale alla propria guancia. Secondo la Via di Kahless, un klingon non doveva mai farsi catturare vivo, ricordÃ². Se catturato, doveva uccidersi se voleva avere un posto nello Sto-Vo-Kor insieme agli eroi.<br />
Ba'Kadh sorrise.<br />
Aveva in programma un uso migliore per quel coltello che usarlo per il suo Heg'bath.<br />
Quella cassa non poteva poi essere cosÃ¬ dura...<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Deep Space 16 Gamma - Ponte della Passeggiata - Tunnel di servizio - 08 aprile 2393 - Ore 14:50</b><br />
<br />
Il tunnel era sempre piÃ¹ stretto e poco illuminato. Le paratie impregnate di anni di vapori grassosi emanavano un odore acido misto a muffa, che prendeva alla gola e rendeva faticoso respirare.<br />
Il Tenente Riccardi avanzava con cautela, tenendo alto di fronte a sÃ© lo schermo del proprio tricorder per illuminare il percorso coperto da cavi insidiosi, che spuntavano e scomparivano in maniera apparentemente casuale dalle paratie.<br />
Riccardi sapeva che al di lÃ  delle paratie c'erano i negozi ed i ristoranti della Passeggiata, ma non avrebbe saputo dire con esattezza quale dalla distanza percorsa dal bar che era stato il luogo del delitto.<br />
Forse avrebbe dovuto chiamare il Comandante Shivhek per guidarli, pensÃ² il Capo Sicurezza, chinandosi per oltrepassare i cavi pendenti di un condotto. Per fortuna, le tracce del passaggio del killer erano ancora abbastanza chiare, anche se ormai erano passate alcune ore dall'omicidio.<br />
Alle sue spalle, riusciva a percepire appena la presenza di Feyd Rautha.<br />
Thompson, piÃ¹ indietro, nonostante l'addestramento faceva rumore... forse per colpa della sua struttura pesante, da pugile. Il cardassiano invece si muoveva senza far rumore. Lo innervosiva sapere quell'uomo cosÃ¬ vicino. Riccardi si chiese se Rautha si aspettasse di trovare l'assassino, al termine di quel tunnel.<br />
Probabilmente no, decise, come del resto non se lo aspettava neanche lui. Eppure, non aveva fatto alcuna obiezione a quella marcia nei tunnel di servizio della Base.<br />
Aveva capito di essere monitorato?<br />
Erano arrivati ad una biforcazione. Una parte del tunnel proseguiva lungo il piano interno della Passeggiata, mentre l'altra scendeva in verticale lungo una sorta di tubo di Jeffries, compresa una stretta scala a pioli. Si inginocchiÃ² per accostare il sensore del tricorder ai primi gradini della scala.<br />
C'erano tracce di DNA.<br />
Cardassiano.<br />
Sangue.<br />
<br />
"Ãˆ passato di qui." concluse, girandosi appena in direzione di Rautha.<br />
<br />
Si infilÃ² rapidamente nel condotto, poggiando i piedi sui gradini che aveva appena scansionato.<br />
<br />
"Dove portano questi condotti?" domandÃ² Rautha, a bassa voce.<br />
<br />
Riccardi resistette alla tentazione di abbassare a sua volta il tono. Che senso aveva?<br />
L'assassino non era lÃ  sotto.<br />
<br />
"Il piano immediatamente inferiore a questa zona della Passeggiata Ã¨ destinato ad area di stoccaggio. Magazzini di servizio per i negozi ed i ristoranti."<br />
"Se ci sono dei magazzini, ci saranno anche delle apparecchiature di teletrasporto merci, vero?... - chiese l'altro - Se si Ã¨ teletrasportato, potrebbe essere dovunque."<br />
"Certo, ci sono... anche se non omologati per il teletrasporto di esseri senzienti... - rispose Riccardi - Comunque, tutti i teletrasporti da e per la Base sono monitorati: se il nostro assassino avesse utilizzato uno dei trasporti merci, basterebbe isolare il segnale ed avremmo tutti i dati del trasporto... Compreso il suo DNA."<br />
"Naturalmente. - commentÃ² Rautha, di nuovo a voce bassa, ma non tanto da non poter essere udita - Il suo DNA."<br />
"Che vuol dire?"<br />
"Nulla, nulla..."<br />
<br />
* Ha notato che non abbiamo trovato tracce del DNA dell'assassino... - comprese Riccardi - E si sta chiedendo come mai. Ha voluto farmelo capire, con quel commento... *<br />
<br />
Adesso, non ci sarebbe voluto ancora molto prima che capisse la natura dell'omicida e loro avrebbero perso uno dei soli due punti di vantaggio che avevano sui cardassiani. Forse non era stata una buona idea trascinarsi dietro Rautha in quella inutile ricerca...<br />
Erano arrivati al piano dei magazzini.<br />
Riccardi scese dalla scaletta e si inoltrÃ² nel corridoio per permettere agli altri due di seguirlo.<br />
Le luci si accesero al passaggio, rivelando un condotto molto piÃ¹ largo ed ampio di quello che avevano appena lasciato. Da entrambi i lati del corridoio c'era una serie di porte numerate. Rautha si fermÃ² di fronte ad una di esse.<br />
<br />
"Questo simbolo?" chiese, indicando una scritta posta sopra la serratura.<br />
"Ogni affittuario di un magazzino puÃ² inserire una personalizzazione nell'etichetta, per distinguerlo meglio dagli altri. Per la maggior parte, si tratta semplicemente del nome dell'affittuario nella sua lingua di origine, ma c'Ã¨ anche chi ha messo il nome di un fiore, quello del suo compagno o compagna, una frase di buon augurio e via dicendo. Quello per esempio... - accennÃ² alla figura stilizzata che il cardassiano aveva appena indicato - ...Ã¨ un ideogramma in una lingua terrestre, il cinese."<br />
"Interessante. Ma piÃ¹ interessante ancora Ã¨ che ci siano macchie di sangue sulla tastiera della serratura."<br />
 <br />
Riccardi si avvicinÃ², puntando il tricorder. Positivo, c'erano effettivamente piccole macchioline di sangue cardassiano su alcuni tasti della serratura.<br />
<br />
"L'assassino Ã¨ entrato qui."<br />
"PuÃ² aprire questa porta?"<br />
<br />
Il Capo Sicurezza non perse tempo a rispondere.<br />
Compose il proprio codice di identificazione sulla tastiera. La porta si aprÃ¬.<br />
Un leggero sibilo colpÃ¬ i suoi nervi, insieme ad un grido d'avvertimento di Thompson.<br />
Fece un balzo indietro, sentendo nell'aria il familiare odore d'ozono, di polvere bruciata, ed il calore al braccio gli strappÃ² un urlo mentre cadeva a terra. AvvertÃ¬, senza distinguerle, parole concitate quindi il mondo svanÃ¬ attorno a lui.<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Â Ufficio Ambasciatrice T'Lani - 08 aprile 2393 - Ore 15:05</b><br />
<br />
T'Lani dovette perdere un istante per analizzare e reprimere la propria reazione.<br />
Non aveva previsto un attacco cosÃ¬ diretto da parte del Legato Varen, e questo era stato un errore da parte sua. Ma adesso doveva accettare la partita cosÃ¬ come l'altro la stava impostando, oppure avrebbe dovuto cercare di imporre un suo gioco? E quanto sapeva in realtÃ  Varen della situazione?<br />
<br />
"Che io sappia, le indagini sono ancora in corso... - disse, in tono studiato -  Il Signor Riccardi non mi ha ancora parlato di possibili moventi per il delitto. Lei ha nuove informazioni che vuol condividere con me?"<br />
"Credo sia mio dovere fare il possibile perchÃ© il colpevole sia il piÃ¹ presto possibile affidato alla giustizia cardassiana ... - alzÃ² una mano, per prevenire il moto che veniva da T'Lani - SÃ¬, mi rendo conto delle sue obiezioni. Il fatto Ã¨ avvenuto in territorio federale. Sono consapevole che ci sarÃ  una controversia su chi dovrÃ  condannare il colpevole e dove avverrÃ  la condanna. Ma... - gli occhi gli luccicarono in una maniera che la donna trovÃ² deplorevole -  ...per prima cosa, dovremmo pensare a prenderlo, il colpevole, non crede? Prima di iniziare a discutere sul suo destino... e su come o dove pagherÃ  per il suo delitto."<br />
"Accantoniamo quindi questo lato della questione. Allora... Ha parlato di un movente. Posso chiederle che cos'ha in mano, Legato Varen?"<br />
"Si tratta dell'Ambasciatore K'ooD."<br />
<br />
T'Lani non finse di essere sorpresa.<br />
<br />
"Ed il movente sarebbe?"<br />
"Il mio Attendente aveva ricevuto in patria delle informazioni, che riguardavano il comportamento dell'Ambasciatore Klingon su questa Base. - disse il cardassiano - Aveva appuntamento con la sua fonte. Questa persona aveva promesso di fornire prove su... Diciamo alcuni aspetti poco gratificanti della personalitÃ  dell'Ambasciatore. Aspetti... - sottolineÃ² la parola con enfasi - ...disonorevoli."<br />
"La sua fonte Ã¨ una spia? Un agente cardassiano?"<br />
"No... Solo una persona non particolarmente affezionata all'Ambasciatore... - rispose il cardassiano - Ecco la mia teoria. Qualcuno scopre l'intesa. K'ooD viene a sapere dell'incontro. Impedisce alla persona che sta per tradirlo di andare all'appuntamento con il mio Attendente. Al suo posto, manda uno dei suoi... Una persona di sua assoluta fiducia, per sapere di cosa Jared era giÃ  venuto a conoscenza. Jared perÃ², vedendo arrivare una persona differente da quella che si aspettava, ha una reazione... C'Ã¨ una colluttazione, ed il mio Attendente finisce pugnalato. Con un pugnale klingon."<br />
"Mi perdoni, ma a parte l'ovvio fatto che Jared Ã¨ stato pugnalato da un'arma di fabbricazione klingon, che peraltro in una Base come questa, chiunque potrebbe procurarsi facilmente, non vedo molti elementi a sostegno della sua teoria."<br />
"Dimentica l'appuntamento."<br />
"Non l'ho affatto dimenticato, Legato Varen. Come non posso ignorare che lei non ha fatto alcun nome... E mi chiedo se in realtÃ  lei sappia con chi Jared doveva incontrarsi. Ma, a parte questo, vorrei solo farle notare che nessun membro della delegazione diplomatica klingon ha lasciato improvvisamente la Base o Ã¨ stato vittima di qualche incidente. Non di recente, almeno... Dunque, secondo la sua teoria, che fine avrebbe fatto l'ipotetico traditore?" <br />
"Il traditore esiste e non Ã¨ affatto ipotetico... - ribattÃ© secco Varen - ...Jared Ã¨ andato nel retrobottega di quel bar appunto per incontrarlo."<br />
"Sia pure... Ma perchÃ© ipotizzare una seconda persona? Potrebbe essere stato il traditore stesso ad uccidere Jared. Magari perchÃ© non si sono accordati sul prezzo. Oppure perchÃ© riteneva di non proseguire con il tradimento. O perchÃ© le prove che avrebbe fornito a Jared erano palesemente false... Come vede, le teorie possono essere molte e contrastanti le une con le altre."<br />
"Quello che vedo io Ã¨ che lei, T'Lani, non ha alcuna intenzione di considerare l'idea che K'ooD potrebbe avere a che fare con l'omicidio."<br />
"Non c'Ã¨ alcun bisogno di attaccare me, Legato... - ribattÃ© T'Lani - Le posso dire che ho una mia opinione della personalitÃ  dell'ambasciatore K'ooD, una opinione che non deriva da un attaccamento sentimentale, sono una vulcaniana non ho sentimenti da difendere, ma da anni di osservazione. La persona che ha contattato il suo attendente aveva informazioni differenti? Bene, ho bisogno di vederle anche io e di sapere se sono valide ed attendibili prima di cambiare la mia opinione."<br />
"E se le portassi quelle prove?"<br />
<br />
Naturalmente, pensÃ² T'Lani in un lampo.<br />
Ãˆ questo che Varen vuole sapere, per questo ha voluto vedermi prima della riunione: se la Federazione Ã¨ disposta ad abbandonare K'ooD al suo destino nel caso che lui riesca a provare il suo coinvolgimento in un disonorevole omicidio...<br />
O in qualunque cosa che il traditore abbia promesso al defunto Jared. No, non potrei farlo, perchÃ© vorrebbe dire anche danneggiare il rapporto della Federazione con due importanti ed influenti casate klingon, e quindi con l'Impero Klingon stesso.<br />
Ma devo prendere tempo...<br />
<br />
"Se lei mi portasse quelle prove ed io potessi esaminarle e valutarle... - disse T'Lani lentamente, fingendo di ignorare il lampo di soddisfazione che illuminava gli occhi dell'altro - ...potrei anche modificare le mie opinioni. Ma non fino ad allora."<br />
<br />
L'uomo si alzÃ² dalla poltrona e T'Lani si affrettÃ² ad imitarlo.<br />
<br />
"Non la trattengo oltre. Sono sicuro che ha molte cose da preparare in vista della riunione di oggi. Ci vedremo lÃ¬."<br />
<br />
Si congedÃ² con un cenno del capo.<br />
T'Lani lo guardÃ² uscire, prima di sedersi di nuovo alla propria scrivania.<br />
<br />
* La riunione, pensÃ² T'Lani. Ãˆ alla riunione che presenterÃ  le prove contro l'ambasciatore, di qualunque cosa si tratti. Per avvalorarle, parlerÃ  dell'omicidio dell'attendente e della sua teoria. K'ooD potrÃ  anche difendersi, ma la sua reputazione, il suo onore saranno in pericolo. E con l'onore dell'Ambasciatore, anche i nostri rapporti con i klingon... *<br />
 <br />
AvvertÃ¬ il suono del comunicatore.<br />
<br />
=^= Capitano Spini ad ambasciatrice T'Lani. =^=<br />
"Qui T'Lani. Mi dica, Capitano."<br />
=^= Dobbiamo fermare quella mutaforma, una volta per tutte. =^=<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Appartamenti della Delegazione Klingon - 08 aprile 2393 - Ore 15:05</b><br />
<br />
L'allarme.<br />
Non un semplice allarme: qualcuno era entrato nel magazzino. Lei guardÃ² la luce rossa intermittente sul proprio monitor, per un momento incerta sul da farsi.<br />
Certo, poteva anche trattarsi di un semplice ladro, ma era anche possibile che la sicurezza avesse iniziato a perquisire tutti i magazzini lÃ¬ intorno, arrivando al suo. Chiunque fosse, doveva aver incontrato la piccola sorpresa che aveva lasciato per gli impiccioni. Sarebbe bastata per qualunque ladro... Ma non per la sicurezza della Base. Forse era stato un errore usare un magazzino cosÃ¬ vicino al luogo dell'appuntamento con il cardassiano. Fortunatamente, aveva distrutto l'apparecchiatura di comunicazione con tutto il suo contenitore, ma c'era sempre quella cassa di monotanio.<br />
<br />
* Devo liberarmene! Immediatamente... *<br />
<br />
Dalla sua consolle entrÃ² nel computer principale della Base usando una identitÃ  simulata e trovÃ² il sistema di controllo del teletrasporto del magazzino. Le casse erano tutte numerate e dotate di un segnalatore, quindi non era difficile rintracciare il segnale di quella che stava cercando.<br />
TamburellÃ² un istante con le dita, per pensare alle coordinate di destinazione.<br />
Non c'era modo di evitare che la sicurezza della Base vedesse il teletrasporto. Quindi, non aveva molta scelta, se non voleva che i federali la trovassero.<br />
Le sue dita composero dei numeri, quindi premette il pulsante del controllo a distanza.<br />
Il computer le chiese se era certa della destinazione.<br />
<br />
"SÃ¬, dannazione! Muovi quella maledetta cassa!"<br />
<br />
Premette di nuovo il pulsante.<br />
Un beep confermÃ² che il teletrasporto era andato a buon fine. CancellÃ² con cura dalla postazione le tracce del comando a distanza.<br />
Si rilassÃ².<br />
La sicurezza adesso non poteva arrivare a lei. E poi, la cassa era a tenuta stagna. La donna solida sarebbe sopravvissuta... Almeno per un po'.<br />
<br />
<br />
<b>Posizione sconosciuta - 08 aprile 2393 - Ore 15:06</b><br />
<br />
C'erano stati rumori.<br />
Un grido?<br />
Il coltello le sfuggÃ¬ dalle mani, al buio lo cercÃ², lo afferrÃ² per la lama ferendosi al palmo.<br />
Ba'Kadh ignorÃ² il dolore, concentrata nel cercare di capire l'esterno.<br />
Erano venuti i suoi rapitori? Cosa volevano fare?<br />
Avrebbe sgozzato il primo che avesse aperto la cassa, per Kahless! AfferrÃ² il pugnale tra i denti, forzandosi di assumere una posa che le consentisse di balzare fuori non appena il campo di contenimento fosse stato spento.<br />
Ma...<br />
Una luminescenza l'avvolse.<br />
CapÃ¬.<br />
Un urlo rabbioso le sfuggÃ¬ dalle labbra, un urlo che fu soffocato e morÃ¬ non appena il contenimento si dissolse insieme alla luce del teletrasporto.<br />
<br />
"Dove mi avete portata? - gridÃ² - Maledetti, perchÃ© non venite qui a combattere con le armi in pugno invece di agire come dannati targ?"<br />
<br />
La terrestre, pensÃ² Ba'Kadh.<br />
PuÃ² avere vissuto con un klingon, puÃ² parlare la nostra lingua, ma Ã¨ sempre una umana che non sa comportarsi con onore. Solo una come lei puÃ² aver organizzato una cosa del genere...<br />
Qualcosa non andava. Si rese conto di galleggiare liberamente all'interno della cassa.<br />
Non c'erano rumori attorno... E poi... Cos'era quel freddo?<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Infermeria - 08 aprile 2393 - Ore 15:10</b><br />
<br />
Il personale dell'infermeria era tutto attorno ad uno dei bioletti.<br />
Il Capitano Spini individuÃ² fra loro il Dottor Sonx. Si accostÃ², cercando di guardare il ferito oltre il muro brulicante degli infermieri.<br />
<br />
"Dottore... come sta Riccardi?" domandÃ².<br />
<br />
Mbeke si scostÃ², permettendole di vedere il terrestre disteso sul bioletto. L'uomo mostrava una larga bruciatura all'altezza di una spalla. Gli occhi apparivano infossati, su un volto bianco cadaverico.<br />
L'uomo si voltÃ² appena.<br />
<br />
"Fortunatamente, sembra peggiore di quel che Ã¨... - disse, allegro. Il denobulano afferrÃ² un ipospray e praticÃ² una iniezione - Il nostro Capo Sicurezza sarÃ  di nuovo fra noi fra cinque, quattro, tre..."<br />
<br />
Riccardi aprÃ¬ gli occhi.<br />
<br />
"Come volevasi dimostrare. Sempre impaziente, il Comandante. Non mi ha neanche fatto terminare il countdown!"<br />
"SarÃ  per la prossima volta... - disse, il Capitano Spini - ...adesso voglio capire che cosa Ã¨ successo. Posso fargli delle domande?"<br />
"Ãˆ stato un phaser... - intervenne Riccardi, a fatica - ...io... Abbiamo individuato un magazzino. Le tracce di sangue del cardassiano portavano lÃ¬. Ma era una trappola..."<br />
"Una trappola per voi in particolare? Chi sapeva che stavate seguendo quelle tracce?"<br />
"Io... No... Non credo che fosse per noi... Solo per chiunque avesse tentato di aprire la porta del magazzino. Probabilmente c'era un codice d'accesso o qualcosa del genere per entrare... e noi non lo avevamo... - tacque un istante - Thompson... Thompson mi ha tirato via dalla linea del fuoco."<br />
<br />
Il denobulano si girÃ².<br />
Sherja, seguendo il suo sguardo, vide il giovane agente della Sicurezza in piedi non lontano dalla porta.<br />
<br />
"Se non lo avesse fatto, il phaser mi avrebbe preso in pieno. Mi ha salvato la vita..." proseguÃ¬ Riccardi.<br />
<br />
L'uomo era arrossito, vedendo gli sguardi dei presenti puntati su di lui.<br />
<br />
"Io... Non ho fatto niente di straordinario... - si schermÃ¬ - Solo... Quando ho visto il Comandante a terra, ho chiamato subito il teletrasporto d'emergenza. Qui, Ã¨ stato il Dottore a salvargli la vita."<br />
<br />
Il Capitano Spini abbozzÃ² un sorriso.<br />
Faceva uno strano effetto, quel ragazzo con il fisico da peso medio ed in faccia il rossore di una collegiale. Un pensiero le attraversÃ² la testa e si irrigidÃ¬.<br />
<br />
"Un momento... E Rautha? Lui non Ã¨ stato colpito?"<br />
"No, Signore. Solo il Comandante Riccardi Ã¨ stato colpito."<br />
"Che cosa Ã¨ successo, poi?"<br />
"Io... Io non lo so."<br />
"Ha lasciato Rautha il torturatore da solo?"<br />
"Io... Ho solo pensato a portare il Comandante in infermeria il piÃ¹ presto possibile, Capitano!"<br />
<br />
Sherja gli voltÃ² le spalle.<br />
<br />
"Dottore, mi rimetta in piedi Riccardi!" ordinÃ², infilando la porta.<br />
"Computer... - chiamÃ² il Capitano - ...individuare Feyd Rautha."<br />
<br />
=^= Feyd Rautha non Ã¨ a bordo della Base Spaziale. =^=<br />
<br />
Il Capitano sbarrÃ² gli occhi. Corse verso il turboascensore, premendo il comunicatore.<br />
<br />
"Capitano Spini a Ingegneria. Comandante Shivhek, mi sente?"<br />
=^= Qui Shivhek, Capitano. =^=<br />
"Mi dica che non si Ã¨ fatto sfuggire Rautha."<br />
=^= Rautha Ã¨ esattamente qui sotto i miei occhi, Capitano. - rispose l'Ingegnere - E sarÃ  meglio che venga qui a vedere anche lei... =^=<br />
<br />
<br />
<b>Posizione sconosciuta - 08 aprile 2393 - Ore 15:10</b><br />
<br />
Freddo.<br />
Il freddo eterno che penetra nelle ossa. Ba'Kadh si era raggomitolata come il bambino che non aveva mai avuto, cercando di trattenere dentro di sÃ© un po' del proprio calore.<br />
Il gelo le arrivava attraverso il metallo della cassa. Una cassa a tenuta stagna, pensÃ² lei.<br />
Non sarebbe stata l'aria che mancava ad ucciderla. Quella sarebbe bastata finchÃ© qualcuno non avesse deciso di aprire lo strano relitto che navigava nello spazio. Un relitto con dentro il suo cadavere congelato dal freddo della morte.<br />
Era strano morire sapendo di morire.<br />
Ba'Kadh aveva sentito spesso parlare della morte. La morte eroica, degli uomini e delle donne che poi vivevano in eterno nella gloria delle canzoni e delle saghe dei poeti. Lei era cresciuta con quelle canzoni. Aveva imparato a memoria i poemi... odiandoli, come si odia tutto quello che viene imposto a scuola. Nessun poema avrebbe glorificato quella morte stupida, nel gelo e nel buio dello spazio esterno.<br />
Nessuno avrebbe gridato per annunciare l'arrivo di un nuovo eroe nel paradiso dello Sto-Vo-Kor.<br />
Non importava la sua famiglia, il suo perduto onore, chiunque l'avesse amata o odiata in vita.<br />
Era sola. Stava morendo da sola.<br />
Tremava.<br />
Freddo. Freddo. Freddo.<br />
Aveva ancora il coltello. Le dita erano raggrinzite sulla lama. Non avrebbe avuto la forza di piantarselo nel petto. Non poteva caderci sopra, non in assenza di gravitÃ . Non avrebbe avuto neanche la consolazione di compiere il suicidio rituale. Non poteva intonare il canto dei defunti.<br />
Era finita.<br />
Maledetti... Maledetto... Maledetto il nome di chi mi ha fatto questo.<br />
Che sia disonorato, ed i suoi figli fino alla settima generazione possano maledirlo...<br />
Forse c'era ancora un'altra canzone che poteva cantare.<br />
Con uno sforzo, allargÃ² le gambe, puntellandosi alle pareti come uno scalatore. RichiamÃ² tutte le forze di cui ancora disponeva per stringere la lama con entrambe le mani, quindi iniziÃ² a scalfire la superficie interna della cassa. Non aveva luce, non aveva tempo nÃ© voglia di ricordare una scrittura che non fosse la sua, quindi doveva fare a memoria, cercando di sentire i graffi sotto le dita formare una parola.<br />
Non sapeva se avrebbe avuto il tempo di completarla.<br />
Doveva essere una parola sola, un solo messaggio per chi avesse trovato il suo cadavere. ChissÃ  se sarebbe stato in grado di interpretarlo, o se magari sarebbe stata trovata solo fra cento anni, o mille, e quel messaggio non avrebbe avuto piÃ¹ senso della sua morte.<br />
O della sua vita, cosÃ¬ come l'aveva vissuta.<br />
Ancora un'asticella. Un segno orizzontale. Il coltello le sfuggÃ¬, il graffio era piÃ¹ lungo di quanto avrebbe dovuto.<br />
Fa niente, si disse, continua.<br />
ContinuÃ².<br />
Non aveva piÃ¹ forze. Il suo corpo chiedeva di dormire, di abbandonarsi al sonno e poi alla morte.<br />
Doveva tenere gli occhi aperti, nonostante il buio, nonostante il gelo che ormai non le faceva piÃ¹ sentire le gambe, doveva continuare.<br />
Un'altra lettera ancora.<br />
Il coltello sfuggÃ¬ di nuovo, ma stavolta non lo riprese.<br />
CercÃ² di leggere con le dita la parola appena scritta, ma ormai non aveva piÃ¹ sensibilitÃ . CapÃ¬ di stare nuovamente fluttuando, le gambe avevano smesso di fare presa alle pareti.<br />
Con l'ultimo barlume di coscienza, pensÃ² * Ho scritto il nome del mio assassino. Il nome di Elisabeth Stern... *<br />
Adesso, era finita...<br />
Era finita...<br />
Era fini...<br />
<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Ambasciatore Federale T'Lani </author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-06 Di nuovo sulla breccia</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Khish Chelak<br /><br /><JUSTIFY><b>Sala ingegneria, 8 aprile 2393, ore 15:20</b><br />
<br />
#Coordinate non disponibili.#<br />
<br />
Shivhek e Rautha, in piedi davanti alla consolle, si girarono verso la Spini, l'uno impassibile, l'altro con una leggera piega delle labbra che si fermava appena prima di divenire un sorriso sardonico.<br />
<br />
"Pare che vi siate persi un teletrasporto, capitano. Dato che ho assistito personalmente all'invio di una cassa, direi che ci sono ottime probabilitÃ  che si trattasse di prove incriminanti per l'assassino".<br />
<br />
La donna ignorÃ² per il momento il cardassiano. "Signor Shivhek, lei mi conferma che il teletrasporto in questione Ã¨ effettivamente avvenuto?"<br />
"Sicuramente, all'ora e dalla posizione indicate. Lo attestano il profilo di assorbimento d'energia e il registro del teletrasporto merci numero 4. Quello che il computer non sa dirci Ã¨ la destinazione."<br />
<br />
Feyd Rautha sbuffÃ² in modo quasi impercettibile. "L'incauto ingresso del federale ha senz'altro fatto scattare un altro automatismo, oltre a quello della trappola faser; certo un teletrasporto a massima dispersione, per rendere irrecuperabile il contenuto della cassa."<br />
"Non Ã¨ cosÃ¬", ribattÃ© l'ingegnere capo. "Il raggio in uscita era del tipo ad apertura ridotta; ovunque sia finita quella cassa, Ã¨ ancora in un solo pezzo. E lei ha torto anche sull'automatismo: quel teletrasporto Ã¨ stato ordinato in tempo reale."<br />
<br />
Rautha si irrigidÃ¬, perdendo di colpo l'atteggiamento accondiscendente. "Ma allora..."<br />
"Allora" lo prevenne Sherja "possiamo cercare di scoprire chi teneva d'occhio quel magazzino e da dove. Shivhek, continui a cercare di scoprire dov'Ã¨ finita la cassa." Si voltÃ² verso il capo della sicurezza cardassiana. "Io e lei, intanto, andiamo a seguire questa nuova pista."<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata klingon, ore 15:30</b><br />
<br />
Sua Eccellenza P'sat Duy'a' K'ooD era seduto alla sua scrivania, un mobile spartano in robustissimo legno di /nagh Sor/, fatto arrivare direttamente dalla colonia di Qu'Vat. Lo stato d'animo del diplomatico era tradito solamente dal suo ripetuto, millimetrico aggiustarsi la sciarpa metallica del suo stato. Il visore davanti a lui mostrava il volto di T'Lani, segnato dalle rughe della vecchiaia e dai residui impianti borg come da altrettante cicatrici di glorioso combattimento.<br />
<br />
"Tra meno di un'ora, all'incontro tra gli ambasciatori, Varen ha in mente di giocare qualche carta. L'idea che mi sono fatta della situazione Ã¨ questa: Varen ha - o pensa di avere - indizi che coinvolgono lei, K'ooD, in attivitÃ , per usare una vostra espressione, /disonorevoli/; intende presentarli davanti agli ambasciatori riuniti per metterla in grave imbarazzo. Lei ha idea di che cosa possa trattarsi?"<br />
<br />
K'ooD sollevÃ² il mento, gli occhi socchiusi in una smorfia minacciosa. "Sta insinuando che io possa essere coinvolto in attivitÃ  poco onorevoli, T'Lani?"<br />
"Io non insinuo nulla, K'ooD, nÃ© posso sapere se quel che Varen pensa di dirci sia vero o pura invenzione; se la cosa la offende, diciamo pure che si tratterÃ  di menzogne... ciÃ² non cambia il fatto che le menzogne possono essere piÃ¹ letali della veritÃ , e che lo stesso Varen puÃ² non sapere che si tratti di menzogne. Ora, siamo entrambi vecchi del mestiere, e mi creda se le dico che non le sto tendendo trappole quando le chiedo, ancora una volta, se lei ha un'idea di cosa voglia dire Varen alla riunione."<br />
"SÃ¬, credo di saperlo. Non ne sono certo, ma sospetto che intenda accusarmi di essere il mandante dell'omicidio del cardassiano. E non mi chieda altro, per adesso. Sospetto che ogni eventuale curiositÃ  sarÃ  soddisfatta tra breve. DopodichÃ©, non so di che razza di carte disponga quel Varen, ma intendo difendere l'onore mio e del mio clan fino alle estreme conseguenze."<br />
<br />
T'Lani annuÃ¬. "Era ovvio. Ãˆ pronto anche a violare l'immunitÃ  diplomatica del Legato?"<br />
<br />
K'ooD, piÃ¹ che rispondere, ruggÃ¬. "Sono pronto anche a violare l'integritÃ  fisica di quel rettile!"<br />
"Allora, mi permetta di condividere con lei alcuni fatti venuti recentemente alla mia attenzione..."<br />
<br />
<br />
<b>Infermeria, ore 15:45</b><br />
<br />
Sul tavolo operatorio era nuovamente disteso il corpo dell'Attendente Jarad Kalan. Sopra di lui, l'esobisturi in mano, il dottor Sonx era intento al suo lavoro nella parte alta del torace, mentre il dottor Parn stava palpando da qualche parte all'interno della cavitÃ  addominale.I due medici erano altrettanto immobili del cadavere sotto di loro.<br />
<br />
"Vedeniente di strano, dottoressa?" chiese Sonx, seduto in una semplice ma comoda poltroncina a poco piÃ¹ di un metro dalla scena.<br />
<br />
Elizabeth Stern restÃ² zitta per diversi secondi, scrutando i dettagli della situazione di fronte a lei. Poi chiese: "Il medico cardassiano non Ã¨ mancino, vero?"<br />
<br />
"Ha notato anche lei, allora, che sta palpando con la sinistra, in modo da nascondermi l'altra mano!" rispose con soddisfazione il denobulano. "Computer, fai avanzare l'oloregistrazione a un quarto di velocitÃ  di riproduzione ed evidenzia le dita della mano destra del dottor Parn!"<br />
<br />
Subito i due simulacri iniziarono a muoversi al rallentatore, mentre la mano di Parn acquistava una leggera luminositÃ  gialla. Dopo pochi istanti la mano riemerse dalle viscere del corpo sotto esame.<br />
<br />
"Computer, ferma."<br />
<br />
Sonx e la Stern si avvicinarono all'ologramma. Per quanto Parn fosse stato cauto, per una frazione di secondo un oggettino nero era chiaramente visibile tra le dita. "Ecco cosa stava facendo."<br />
"Che cos'Ã¨?"<br />
"Non ne ho la piÃ¹ pallida idea, dottoressa, ma per una fortuita combinazione abbiamo a portata di mano qualcuno piÃ¹ esperto di noi in cose del genere... Comandante Riccardi," chiamÃ² poi, dirigendosi verso la zona di degenza dell'infermeria, "ho qualcosa che le farÃ  passare la noia. Si regga alla cuccetta, facciamo un giretto veloce!"<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata federale, ore 16:10</b><br />
<br />
"Ãˆ al corrente, immagino, dell'infortunio occorso al Comandante Riccardi nel corso della sua indagine."<br />
<br />
L'andoriano seduto di fronte all'anziana vulcaniana flesse le antenne in un segno di perplessitÃ , ma tenne per sÃ© la domanda che gli voleva erompere. Se la vecchia lo aveva chiamato doveva avere le sue buone ragioni... tante cose si potevano dire dei vulcan, ma non che agissero a casaccio.<br />
<br />
"Si starÃ  chiedendo cosa c'entra lei in questa faccenda."<br />
<br />
Khish si compiacque silenziosamente, ma rispose solo con un cenno del capo.<br />
<br />
T'Lani attese qualche attimo prima di proseguire. "In realtÃ  non l'ho chiamata per parlare del presente ma del passato... di undici anni fa, per la precisione."<br />
"Del 2382? Ero appena stato assegnato qui... arrivammo insieme, se non ricordo male."<br />
"E insieme rischiammo di morire. Lei ricorda il falso capitano Nathan, naturalmente."<br />
<br />
<br />
"/Mutaforma!" esclamÃ² Masher inorridito, puntando il phaser verso la mostruosa creatura che era apparsa. /<br />
<br />
"/No! - Khish lo bloccÃ² - Non Ã¨ un mutaforma. Non somiglia ad uno di quelli che abbiamo combattuto, almeno!"/<br />
<br />
"/Chi diavolo Ã¨ quello, allora?" articolÃ² Kei./<br />
<br />
"/Ãˆ un eterozoomorfo. - fu il Dottor TÃ rell a rispondere - Credevo che fossero una delle solite leggende spaziali, quelle di cui raccontano quelli che tornano dallo spazio profondo..."/<br />
<br />
"/Una leggenda estremamente pericolosa... - disse T'Lani quietamente. Le sue dita si erano staccate dal cranio. Le sue mani ricaddero lungo il fianco - SarÃ  meglio aumentare la potenza del campo di forza che lo trattiene."/<br />
<br />
<br />
Gli occhi di Khish tornarono a fuoco su T' Lani. "Ricordo. Sta cercando di dirmi che abbiamo a che fare con un altro di quei... cosi?"<br />
"SÃ¬. C'Ã¨ piÃ¹ di una possibilitÃ  che chi ci aveva mandato addosso il primo ci abbia riprovato."<br />
"Ma quel mutaforma andÃ² perduto nell'autodistruzione della prima base... Non scoprimmo mai chi ne era responsabile! Oppure..."<br />
<br />
<br />
/Il suo sguardo percorse lo studio del Capitano, il suo disordine, l'aspetto dei suoi compagni, la loro fissitÃ  mentre contemplavano l'uomo disteso sulla scrivania come un ammalato su un tavolo operatorio, e la mano di quella vulcaniana dall'aspetto cosÃ¬ fragile, cosÃ¬ ingannevolmente fragile, e quella mano che si incurvava come un artiglio contro il cranio dell'uomo./<br />
<br />
/Le labbra esangui della vulcaniana si aprirono leggermente, alitando un suono quasi impercettibile./<br />
<br />
".../mia mente Ã¨ la tua mente... - afferrÃ² - ...i tuoi pensieri sono i miei pensieri.../<br />
<br />
<br />
Khish mormorÃ² a mezza bocca, ma con fervore, qualcosa di andoriano; poi si alzÃ² di scatto e andÃ² al replicatore a ordinare la sua consueta acqua minerale ghiacciata.<br />
<br />
L'ambasciatrice sospirÃ². L'ufficiale scientifico si era guadagnato sul campo una misura del suo rispetto, ma a lei sarebbe sempre sembrato di gran lunga troppo emotivo. Tuttavia, era certamente utile che, tra tanti ufficiali succedutisi negli anni, proprio Khish fosse ancora a bordo della stazione.<br />
<br />
"Prende qualcosa, ambasciatrice?" chiese l'andoriano, senza voltarsi. "Una tisana, grazie. Limone e zenzero, niente zucchero." Khish ripetÃ© l'ordine, poi prese i due contenitori e tornÃ² a sedersi.<br />
<br />
"Grazie. Possiamo continuare? Tra meno di un'ora ho una riunione estremamente importante."<br />
"Non le chiederÃ² cosa sapeva perchÃ© non Ã¨ affar mio, ma se mi ha convocato per rinfrescarmi la memoria sulla fine di Empok Nor, bene, la consideri rinfrescata. Passi pure a spiegarmi in che modo le esperienze di un decennio fa possono essere d'aiuto nella situazione attuale."<br />
<br />
T'Lani si permise un momento ancora di pausa, mentre l'aroma della tisana si diffondeva nella stanza.<br />
Suo malgrado, anche Khish si sorprese ad apprezzarne la nota pungente di zenzero che spiccava sullo sfondo rinfrescante del limone.<br />
<br />
"Lei" riprese infine la vulcaniana "puÃ² mettere questo essere in condizioni di non nuocere."<br />
"Io? Ma io sono solo uno specialista di fisica dei campi warp! Qui ci vuole Riccardi, tutt'al piÃ¹ Shivhek se serve qualche campo di contenimento speciale..."<br />
"PiÃ¹ o meno. Shivhek sa come costruire quasi tutto quello che ci puÃ² servire... ma che cosa esattamente ci serve mi aspetto che glielo dica lei. I profili genetici del mutaforma dell'82 e quel che abbiamo in mano di quello attuale sono stati declassificati per lei; non mi resta che augurarle buon lavoro."<br />
<br />
Khish battÃ© le palpebre, ripetutamente. "Mi sta chiedendo di inventare un sistema per identificare un qualcosa che puÃ² diventare chiunque, con tale somiglianza da ingannare perfino gli intimi... e di riuscirci entro un'ora?"<br />
<br />
T'Lani lo guardÃ² sollevando le sopracciglia. "PerchÃ©, pensa di farcela? Sarebbe perfetto, uno di quei colpi di teatro che tanto piacciono alle specie piÃ¹ emotive..."<br />
<br />
Khish, per una volta, non seppe cosa rispondere.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Khish Chelak</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-07 Doppio nemico, stessa guerra</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Sherja T'Jael Spini<br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 Gamma - Da qualche parte</b><br />
<br />
<br />
Erano passati molti anni da quando la loro prima missione era fallita, per colpa di quella razza che non poteva fare a meno di considerare inferiore.<br />
Ci avevano riprovato negli anni, piÃ¹ di una volta. Mai erano riusciti ad arrivare cosÃ¬ vicini al risultato come in quel loro primo tentativo... o come in quel momento.<br />
Quello che avevano sempre voluto ottenere era finalmente lÃ¬, pronto ad essere colto.<br />
L'occasione di prendere il posto della klingon era stata troppo ghiotta, un'occasione unica per riuscire a scendere sulla base. Come meglio non si sarebbe potuto, una delegazione diplomatica.<br />
Era da quando i solidi erano arrivati che tutto si era messo in moto per annullare la loro presenza in quel settore. Non c'erano altre opzioni. Non c'erano altre possibilitÃ . Quegli alieni non dovevano restare lÃ¬.<br />
<br />
Il tunnel si apriva al di fuori, una pulsazione che scuoteva le energie in tutto il settore e che lui percepiva. Non era il tunnel il problema. E non lo erano i Profeti, che vivevano la loro esistenza del tutto ignari e distanti da tutto, se non dai loro protetti.<br />
E dato che alla sua gente non interessava Bajor, non erano mai stati un problema per loro.<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata federale - Ore 16:20</b><br />
<br />
<br />
"Crede?"<br />
<br />
L'Ambasciatrice non si voltÃ² per rispondere a quella voce alle sue spalle, che stava spezzando il silenzio dopo l'uscita dell'andoriano.<br />
<br />
"Se intende avere fede in qualche divinitÃ , semi-divinitÃ  o semplicemente a qualche misteriosa forza che regoli l'universo, la risposta Ã¨ no. Se intende avere fiducia nelle capacitÃ  di quell'uomo allora sÃ¬. Semplicemente perchÃ© conosco esattamente ciÃ² di cui Ã¨ capace."<br />
"Siamo pronti al prossimo passo quindi..."<br />
"Come ho avuto modo di dire non molto tempo fa, lai ha imparato molto di piÃ¹ di quello che da a vedere dal suo defunto marito. Devo farle i miei complimenti per come ha gestito la situazione. Un comportamento ed un'intuizione degni del migliore diplomatico."<br />
"Si riservi i complimenti per quando eventualmente avremo raggiunto il nostro scopo. Torno nei miei alloggi."<br />
<br />
<br />
<b>Legazione Cardassiana - Contemporaneamente</b><br />
<br />
<br />
Varen stava scorrendo i dati per l'ennesima volta, sforzandosi di ignorare quella sensazione che gli stava irrigidendo il collo. RuotÃ² la testa un paio di volte cercando di rilassarsi inutilmente. PosÃ² il D-Pad sul ripiano della scrivania e con le mani si massaggiÃ² energeticamente le sporgenze sul lato del collo, cercando di sciogliere la tensione che si stava accumulando.<br />
Sembrava non esserci tregua.<br />
TornÃ² indietro con i ricordi, erano anni che non provava qualcosa del genere. Nemmeno quando aveva perso il figlio, quella era una cosa diversa. Gli succedeva quando era un giovane ancora troppo ingenuo, ma giÃ  con la capacitÃ  di capire in modo istintivo quando le cose non andavano per il verso giusto. Quindi se doveva dare retta al suo istinto, nonostante le apparenze, in quel momento c'era qualcosa che stava andando dannatamente male.<br />
SÃ¬, stava per mettere K'ooD con le spalle al muro eppure... non che fosse stato troppo facile, ma nel contempo troppo pochi gli intoppi per arrivare al suo scopo.<br />
Cosa c'era che non andava.<br />
RiportÃ² l'attenzione nuovamente sui dati che stava controllando per l'ennesima volta in cerca di qualcosa che non funzionasse a dovere.<br />
I dati per distruggere l'onore del clan K'ooD.<br />
I dati falsificati sull'omicidio.<br />
Tutto a posto, tutto perfetto, tutto dove doveva stare... no... non tutto!<br />
<br />
Improvvisamente si sentÃ¬ gelare, una parte di lui avrebbe voluto alzarsi in piedi e ribaltare la scrivania per sfogare tutta la rabbia che stava provando all'idea di essere stato usato per cosÃ¬ tanto tempo.<br />
PerchÃ© era ovvio che tutto era iniziato molti anni prima, era tutto troppo ben congeniato per essere una cosa messa in piedi all'ultimo minuto.<br />
L'evidenza era lÃ¬, ora che l'aveva scoperta si domandava come avesse fatto a non vederla prima. Non c'erano indicazioni di chi fosse il traditore, ma di una cosa era certo, era il momento di passare al contrattacco.<br />
P'Sat K'ooD non era il suo unico nemico e se c'era una cosa che lui sapeva fare, era capire quale fosse il rischio maggiore. Se era ancora vivo era proprio perchÃ© sapeva essere adattabile, sapeva muoversi tanto nell'ombra quanto alla luce del sole, e ora era il momento di cambiare bersaglio per un po'.<br />
<br />
"Non ti preoccupare 'Ambasciatore'... il nostro appuntamento Ã¨ solo rimandato."<br />
<br />
<br />
<b>Ambasciata Klingon - Esterno - Ore 16:30</b><br />
<br />
<br />
Kosara stava rientrando lentamente, senza fretta.<br />
La fierezza del suo portamento attirava gli sguardi al suo passaggio, ne era conscia, ma non le era mai interessato. I suoi lineamenti duri, retaggio della sua razza, esprimevano una naturale autorevolezza che creava un vuoto attorno a lei. Le persone naturalmente le cedevano il passo, lasciando libero il passaggio senza bisogno alcuno di chiedere o esigere.<br />
Quel giorno si prese tempo per osservare quell'atteggiamento nelle persone che incrociava, domandandosi se mai l'umana avrebbe potuto prendere con analoga dignitÃ  il suo posto come Lady del Clan. Dato che sapeva che niente sarebbe successo prima della riunione a cui avrebbe partecipato anche suo figlio, si prese tempo allungando il suo percorso fino alla Passeggiata.<br />
Fu lÃ¬ che dall'alto della balconata vide quella femmina camminare.<br />
Vestiva da klingon e portava le insegne dei Gav'iaak con fierezza.<br />
LasciÃ² che il suo sguardo la seguisse osservando l'atteggiamento delle persone intorno a lei, paragonandolo a quanto aveva osservato pochi minuti prima.<br />
Era chiaramente rispettata, ma non nello stesso modo. Molti le si avvicinavano per scambiare un rapido saluto, o due parole. Chiaramente era per il suo passato da medico a bordo di quella installazione, ma probabilmente non solo.<br />
Si trovÃ² costretta ad ammettere che l'atteggiamento di quella donna poteva essere positivo per i rapporti tra i klingon e le altre razze, ma aveva ancora molti dubbi su cosa poteva comportare per il Casato nei rapporti con l'Impero.<br />
ContinuÃ² a riflettere fino alla soglia del suo alloggio, quando fu distratta dall'arrivo di Goroth. Stava quasi correndo, e in quel quasi stava tutta l'educazione di una madre che per quanto terrestre stava riuscendo a tenere in pugno un piccolo klingon.<br />
Quando fu di lato a lei si fermÃ² di colpo.<br />
<br />
"Buongiorno Lady Kosara."<br />
"Buongiorno. Dove stai andando cosÃ¬ di fretta."<br />
"Raggiungo Sorik. Ho il permesso."<br />
<br />
Kosara aveva capito immediatamente a chi si riferiva il bambino, ma non poteva credere che suo figlio e quella donna gli permettessero di frequentare cosÃ¬ liberamente il figlio di un ufficiale della Federazione, un Ufficiale in Comando per di piÃ¹, e a quanto si sapeva... in predicato di diventare Ammiraglio.<br />
<br />
"Sorik chi sarebbe?"<br />
"Un mio amico. Il figlio del Capitano Spini. Sua nipote Ã¨ anche mia amica, anche se l'ho vista una volta sola mi piace molto, lei Ã¨ mezza klingon come me..."<br />
<br />
Tipico dei mocciosi terrestri.<br />
Chiedi una cosa e te ne dicono tre o quattro, e tutte cose che giÃ  sai per di piÃ¹.<br />
<br />
"Vai. Vai a giocare..."<br />
<br />
Goroth fece qualche passo prima di fermarsi e girarsi verso di lei bloccandola sulla soglia.<br />
<br />
"Non Ã¨ tempo di giocare Lady Kosara."<br />
<br />
Quella frase la congelÃ², avrebbe voluto fermare il bambino, parlargli, ma era giÃ  scappato rapidamente lontano da lei e da tutte le domande che avrebbe potuto fargli.<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Da qualche parte</b><br />
<br />
<br />
* Sono cosÃ¬ inferiori che non dovrebbe essere difficile cacciarli.<br />
Sono fisicamente piÃ¹ deboli. Il loro corpo Ã¨ cosÃ¬ povero e limitato. Persino il loro pensiero solo ed esclusivamente lineare li rende cuccioli spersi in un mondo troppo grande per loro.<br />
Questa volta andrÃ  come deve andare fin dall'inizio, e una volta che spariranno loro, allora tutto potrÃ  essere ricondotto piÃ¹ facilmente alla forma primigenia.<br />
Solo a quel punto il nostro spazio tornerÃ  alla quiete.<br />
Ora Ã¨ il momento di metterli davanti alla compiutezza del loro fallimento e rivelare il nemico nascosto tra loro, piÃ¹ vicino ancora del loro stesso respiro, cosÃ¬ che capiscano quanto sono dannosi sia per la loro stessa esistenza sia per l'esistenza del respiro della vita. *<br />
<br />
Sapeva che era un rischio, questa volta si conoscevano, ma doveva rischiare, doveva portare a termine il suo compito.<br />
Scosse la testa e gli arti prendendo confidenza con quel corpo nuovo. Ancora una volta si passava da un Capitano.<br />
LasciÃ² la stanza senza rivolgere nemmeno uno sguardo al corpo che si lasciava alle spalle.<br />
<br />
<b>Sala riunioni - Ore 17:00</b><br />
<br />
<br />
L'Ambasciatrice ed il Capitano Spini stavano attendendo in silenzio l'arrivo dell'Ambasciatore K'ooD, del Legato Varen e dell'Ambasciatore Lamak. Quest'ultimo per quanto si fosse detto alquanto poco interessato a quella riunione di presentazione delle parti, non si era premurato di rifiutare l'invito.<br />
Una cosa era quello che si diceva, una cosa era quello che si faceva, una cosa era quello che si pensava.<br />
Le due donne non erano andate oltre i saluti.<br />
T'Lani perchÃ© stava seguendo il filo di un ragionamento che non voleva condividere con nessuno per il momento. NÃ© con il Capitano nÃ© ovviamente con altri, soprattutto fino a che non fosse stato chiaro 'chi' era il nemico.<br />
Il Capitano accanto a lei perchÃ© l'eterozoomorfo, ormai a suo agio nella sua nuova pelle, non osava proferire parola per non scoprirsi, conscio del rischio di essere cosÃ¬ vicino a persone che conoscevano molto bene la donna che impersonava. E restava quindi in silenzio, teso a percepire non solo con l'udito e lo sguardo, sensi che trovava particolarmente limitati e che poteva superare nonostante l'acquisizione di una forma umanoide cosÃ¬ impotente.<br />
Entrambe assistettero all'arrivo degli altri ammessi a quella riunione.<br />
Ogni qual volta la porta si apriva, lo sguardo dell'eterozoomorfo correva anche all'esterno... a chi restava al di lÃ  della porta per attendere. Fu quando entrÃ² Varen che trovÃ² il suo bersaglio. Come era possibile che nessuno di loro se ne accorgesse? Era semplicemente cosÃ¬ evidente.<br />
Ancora poco e avrebbe fatto esplodere quella assurda alleanza.<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Ufficio del Capitano Spini - Ore 16:45</b><br />
<br />
<br />
"Sherja... Sherja..."<br />
<br />
Il Capitano aprÃ¬ gli occhi lentamente. Come sempre quando le cose si mettevano male c'era Shanna al suo fianco. Il Dottor Sonx si alzÃ² in piedi allontanandosi di qualche passo, e solo in quel momento si avvide di essere stesa sul divanetto del suo ufficio.<br />
<br />
"Ra... rapporto Dottore."<br />
"Tutto a posto e tutto secondo i piani Capitano."<br />
<br />
Sherja cercÃ² di alzarsi, ma un dolore violento al braccio la costrinse a ricadere all'indietro.<br />
<br />
"Si dia tempo Signore. Il nostro ospite non Ã¨ stato molto gentile con lei. Si conceda qualche minuto, giusto il tempo che l'antidolorifico faccia effetto."<br />
"I ragazzi?"<br />
<br />
Shanna le strinse la mano.<br />
<br />
"AndrÃ  tutto bene. Sorik Ã¨ in gamba... e poi lo sai no?"<br />
"Lo so... e non voglio saperlo."<br />
"Aehm... scusate l'interruzione, io torno in infermeria prima di destare sospetti... - e premendo la mano sul comunicatore alla giacca concluse - ...uno da teletrasportare."<br />
<br />
Sherja alzÃ² lo sguardo verso la cognata e colse lo sguardo di preoccupazione prima che riuscisse a mascherarlo dietro un sorriso. RipensÃ² a quando i Profeti erano entrati prepotentemente nella loro vita...<br />
<br />
"Io sono stato scelto... ma non Ã¨ cosa di oggi. Una lunga vita ci attende prima che i Profeti mi chiamino. Ora dobbiamo tornare alle nostre vite, ma voglio che tu dica a zia Shanna che sono fiero di lei. Cercate di essere felici, perchÃ© ve lo meritate entrambe."<br />
<br />
...Shanna... lei... e fece quello che probabilmente avrebbe dovuto fare molti anni prima.<br />
Il sapore delle labbra di sua cognata la colse di sorpresa, nonostante fosse stata lei stessa a ridurre le distanze cercandola.<br />
Shanna si ritrasse lentamente.<br />
<br />
"Parliamone quando sarÃ  finita l'emergenza."<br />
"Non cambierÃ² idea."<br />
"Lo spero... ma devo concederti questa opzione. Lo devo a te ed a me stessa anche."<br />
<br />
<br />
<b>Legazione Cardassiana - Esterno - Ore 17:05</b><br />
<br />
<br />
"Ci siamo Goroth."<br />
"Sei sicuro?"<br />
"SÃ¬ me l'hanno detto loro... e anche il nonno lo sa... - il piccolo klingon si era abituato in fretta a quel modo di chiamare il suo padrino che usava solo Sorik - ...anzi. Quando abbiamo parlato con lui e la signora T'Lani ci hanno chiesto se avevamo il coraggio di farlo."<br />
"Io ho coraggio. Sono un klingon."<br />
"Lo so."<br />
"Come sta la tua mamma?"<br />
"A lei sta pensando zia Shanna. Entriamo, dobbiamo trovarlo."<br />
<br />
Sorik si avvicinÃ² alla porta, nella mano stringeva un tricoder opportunamente modificato per lui da Shivhek. Gli piaceva Shivhek.<br />
La porta si aprÃ¬ rapidamente e con l'impercettibile rumore della naturalezza. I due bambini scivolarono all'interno. Nessuno stava facendo caso a loro, sembravano invisibili.<br />
A loro vantaggio giocava anche il poco personale presente all'interno della Legazione in quel momento. Sorik e Goroth si diressero sicuri alla loro meta.<br />
<br />
<br />
<b><Flashback><br />
Legazione Cardassiana - Ore 16:00</b><br />
<br />
<br />
<br />
Feyd Rautha si stava preparando per assistere il suo Legato. Gli era stato accanto per anni mentre preparava la sua vendetta. Un gioco lento, un gioco di intelletto che in parte gli si confaceva, anche se lui era piÃ¹ un uomo di azione che non di pensiero.<br />
ControllÃ² maniacalmente di nuovo la sua uniforme. Nemmeno una piega doveva essere fuori posto.<br />
Il mutaforma lo prese alle spalle senza che lui avesse minimamente il tempo per fare nulla. Solo molto tempo dopo avrebbe avuto modo di riflettere su quanto stupido era stato.<br />
La violenza del primo colpo lo mise giÃ  in condizione di non nuocere.<br />
I colpi successivi non capÃ¬ quale scopo potessero avere. SentÃ¬ ogni colpo al volto come un maglio che si abbatteva su di lui, troppo stordito per prendere alcuna contromisura.<br />
CercÃ² di alzare un braccio per difendersi, inutilmente.<br />
Soltanto quando il sangue aveva ormai macchiato sia l'uniforme che il pavimento, quando oramai la sua mente si era spenta al mondo, il mutaforma si quietÃ².<br />
<br />
"Stupido rettile. Ãˆ colpa vostra se abbiamo fallito nella nostra conquista. Avrai il grande onore di aiutarmi nel nostro riscatto, anche se non te lo meriti."<br />
<br />
Ad osservare il cardassiano a terra, privo di sensi, era Feyd Rautha, che sistemandosi l'uniforme in un gesto che aveva studiato con cura, lasciÃ² il suo alloggio.<br />
<br />
<br />
<b>Sala riunioni - Ore 17:05</b><br />
<br />
<br />
T'Lani stava ancora cercando di capire se le cose erano andate come aveva dedotto logicamente dovessero andare. Non aveva ancora avuto riscontri nÃ© poteva averne in alcun modo.<br />
Non c'era stata la possibilitÃ  di comunicare con l'esterno e non ci sarebbe stata fino a quando giÃ  i giochi non si fossero messi in movimento.<br />
Sapeva che per la certezza doveva solo aspettare il momento nel quale Khish avrebbe attivato la sua geniale trovata, il suo coup de thÃ©Ã¢tre.<br />
Come aveva detto a Kosara, aveva totale fiducia nelle capacitÃ  dell'andoriano.<br />
Quando l'Ambasciatore K'ooD si sedette dinnanzi a lei la silenziosa comunicazione tra loro, basata su piccoli gesti totalmente innocenti, le diede conferma che almeno una parte del piano stava andando come doveva... i ragazzi stavano facendo la loro parte.<br />
La parte piÃ¹ difficile era stata convincere le madri, anche se la Dottoressa Stern aveva ceduto prima. In fondo un bambino klingon ha delle risorse aggiuntive e dei doveri aggiuntivi, soprattutto se erede di un casato e prossimo figlio adottivo dell'erede di un'altra casata, per di piÃ¹ importante come quella dell'Ambasciatore.<br />
<br />
Ora c'era solo da lasciare che i presenti nella stanza facessero le loro mosse, lo scacco matto perÃ² se lo sarebbe riservato per sÃ©.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Sherja T'Jael Spini</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-08 Giu' la maschera!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Dal-amar Sonx<br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 Gamma - 8 aprile 2393 - Ore 17:10</b><br />
<br />
<br />
I delegati presero posto, dopo i saluti di rito un silenzio quasi assoluto<br />
scese nella sala, solo il brusio e le lievi vibrazioni strutturali della<br />
stazione facevano da colonna sonora a quei primi minuti della riunione.<br />
Lamak fÃ¹ il primo a prendere la parola "Bene signori, se il capitano Spini me<br />
lo permette..."<br />
La mezza vulcaniana fece un cenno di assenso al romulano.<br />
"... vorrei prendere la parola per primo e dare il benvenuto su questa stazione<br />
alla rappresentanza cardassiana, sono felice che finalmente anche Cardassia<br />
abbia deciso di entrare ufficialmente nel Quadrante Gamma, creando cosÃ¬ nuove<br />
opportunitÃ  di commercio e di scambio tra tutte le civiltÃ  del settore"<br />
Al legato Varen non era sfuggito il tono, quasi ironico, con cui l'ambasciatore<br />
romulano aveva sottolineato la parola 'ufficialmente' del suo benvenuto, in<br />
fondo Cardassia un tempo alleata del Dominio era stata spesso in quel settore<br />
anche se non sempre in maniera ufficiale.<br />
Le presentazioni e i discorsi di benvenuto si protrassero per diversi minuti,<br />
tutti erano felici di avere una delegazione Cardassiana a bordo, o almeno<br />
queste erano le parole usate dai vari ambasciatori, ma si sa il 'politichese'<br />
era una lingua per le razze inferiori o almeno questo era ciÃ² che pensava<br />
Rautha mentre osservava i presenti *Maledetti solidi, verrÃ  il giorno in cui il<br />
Dominio riprenderÃ  il controllo e vi scaccerÃ  da questo settore per riportare<br />
l'ordine nella galassia* il mutaforma poi rivolse la sua attenzione sul<br />
capitano della stazione, era stranamente silenziosa e c'era qualcosa in lei che<br />
gli sfuggiva ma non riusciva a capire cosa. Per giorni le aveva girato attorno<br />
aveva anche pensato di utilizzare quel solido per il suo piano, ma poi aveva<br />
rinunciato: troppi rischi nell'assumere l'identitÃ  del comandante della<br />
stazione, persone da conoscere, ordini e routine da portare avanti... no<br />
meglio questo rettile, un semplice assistente che perÃ² aveva accesso ad<br />
informazioni e luoghi un po' ovunque sulla nave.<br />
Spini cercava di distogliere lo sguardo  dal suo obbiettivo, quegli alieni<br />
limitati si stavano ancora scambiando messaggi inutili e di circostanza<br />
*Stupide creature inferiori, non sapete cosa vi aspetta* per un attimo i suoi<br />
occhi incrociarono lo sguardo indagatore di uno dei gregari del bersaglio<br />
c'era qualcosa di anomalo in quel maschio rettiloide, per un attimo<br />
all'eterozoomorfo parve quasi di percepire un mutamento  in quell'essere, un<br />
misto tra emozioni e postura fisica...<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Spazio di Deep Space 16 Gamma settore Alpha-5 - 08 aprile 2393 - Ore 16:50<br />
(Flask back)</b><br />
<br />
<br />
La Quag era in viaggio da diversi giorni, il suo capitano Gank non vedeva l'ora<br />
di attraccare a DS16, non amava particolarmente i federali ma aveva bisogno<br />
di buon cibo e di una buona compagnia era stanco dei suoi compagni di viaggio,<br />
in particolare di suo cugino Zog, maledetta la volta che non aveva seguito la<br />
regola dell'Acquisizione che sconsigliava di fare affari con parenti.<br />
Come se questo pensiero lo avesse evocato Zog, dalla consolle dei sensori, si<br />
voltÃ² verso di lui "Cugino!" la voce stridula penetrÃ² i grandi lobi di Gank il<br />
quale bruciÃ² con un'occhiata il parente "CAPITANO! io sono il capitano su<br />
questa nave! Cosa c'Ã¨?!"<br />
"Ehmm... capitano, ho rilevato un oggetto vagante a due click dalla nostra<br />
posizione..."<br />
"Un altro asteroide?"<br />
"No... a dire il vero sembra una cassa"<br />
Lo sguardo del capitano si illuminÃ² di cupidÃ¬gia "Ci sono forse detriti?<br />
Astronavi distrutte? Latinum?"<br />
"Negativo niente di tutto ciÃ²... solo la cassa, i sensori perÃ² non riescono a<br />
fare una scansione adeguata, sembra schermata..."<br />
"Broik!" Gank distolse lo sguardo dal cugino e si fissÃ² sulla schiena del<br />
navigatore "Imposta una rotta di intercettazione, quella cassa... e il suo<br />
contenuto sono nostri, per le regole dell'Acquisizione... e per tutte le leggi<br />
dello spazio"<br />
"Rotta impostata capitano, saremo sul posto prima che tu riesca a dire<br />
milletrecentocinquantabarredilatinum!"<br />
Dieci minuti piÃ¹ tardi una cassa di discrete dimensioni, circa due metri per<br />
tre e non piÃ¹ altra di ottanta centimetri, si trovava nella stiva della Quag,<br />
circondata da cinque impazienti ferengi che ne bramavano il prezioso contenuto.<br />
Due minuti piÃ¹ tardi cinque delusi ferengi stavano osservando il corpo di una<br />
femmina klingon.<br />
"Stupido idiota" Gank sbottÃ² in direzione del cugino "Ci hai fatto recuperare<br />
una maledetta bara..." indicando con un dito la cassa "...di una orribile<br />
donna klingon... che tra l'altro Ã¨ vestita!"<br />
Zog si fece piccolo "Ma cosa ne sapevo io che era una bara?" il ferengi<br />
spostava lo sguardo dal capitano al corpo di Ba'Kadh "tu hai dato l'ordine di<br />
recuperarla..."<br />
Il volto di Gank stava diventando paonazzo dalla rabbia e il capitano portÃ² la<br />
mano alla sua elettro-frusta.<br />
Fu Broik a fermare l'ira del capo ferengi "Signore questa femmina non ha nulla<br />
di valore addosso..."<br />
Gank inarcÃ² un labbo mostrando i suoi denti affilati in segno di disprezzo.<br />
"...ma non credo affatto che la klingon sia un cadavere, questa femmina Ã¨<br />
ancora viva!"<br />
Zog colse al volo quella notizia "Cugin...ehm capitano!Forse c'Ã¨ una<br />
ricompensa per aver salvato la donna!"<br />
Nuovamente la cupidÃ¬gia invase lo sguardo del capitano che rilassÃ² la mano<br />
della frusta, sino a lasciarla andare "Vedete di rianimarla, Broik imposta una<br />
rotta per la stazione federale, vediamo si salvare questa klingon, magari ci<br />
daranno il suo peso in oro per averla salvata!"<br />
Mentre Zog si apprestÃ² sulla cassa osservÃ² per un attimo il coperchio<br />
"Ezizabetl... Elizaberl.. ElizabethStern! Forse la femmina si chiama<br />
ElizabethStern..." disse ai compagni che lo stavano aiutando ad alzare il corpo<br />
per portarlo in infermeria.<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Infermeria - 8 aprile 2393 - Ore 17:05</b><br />
<br />
<br />
Sonx assieme alla dottoressa Stern stavano monitorando i due ragazzini,<br />
l'uomo non approvava la scelta di usare i due giovani per quell'impresa: Sorik<br />
e Goroth gli ricordavano troppo i suoi figli e lui non li avrebbe mai messi in<br />
pericolo in quel modo. Si era opposto inizialmente a quel piano, ma poi il<br />
capitano lo aveva convinto, piÃ¹ con la logica che con altro, che i ragazzi non<br />
sarebbero stati in pericolo al massimo avrebbero ricevuto una lavata di capo da<br />
qualche cardassiano... a meno che a scovarli non fosse stato il mutaforma o<br />
l'eterozoomorfo o qualsiasi altra creatura a cui stavano dando la caccia.<br />
Sullo schermo i due segnali vitali erano nei pressi della porta della legazione<br />
cardassiana, l'attimo successivo i ragazzi erano oltre la porta, il segnale era<br />
ora distorto: i cardassiani sicuramente avevano schermato l'ambiente ma il<br />
dottore poteva contare sui sensori biometrici sparsi un po' ovunque sulla nave<br />
e l'intera potenza della nave, la Spini non avrebbe mai lasciato suo figlio, e<br />
il giovane klingon, senza un'adeguata sorveglianza. Shivhek si trovava nella<br />
sala teletrasporto uno mentre una squadra della sicurezza era pronta ad<br />
intervenire se le cose fossero andate male.<br />
Il compito di Dal-amar era seguire i ragazzi e controllare al contempo la<br />
situazione nella sala riunioni: il falso capitano avrebbe sicuramente fatto la<br />
sua mossa, qualsiasi fosse stata, e se il piano di T'Lani non fosse funzionato<br />
lui avrebbe avuto il suo da fare.<br />
Il comunicatore del denobulano trillÃ².<br />
=^= Dottore qui molo di attracco due =^=<br />
"Qui Sonx, ditemi"<br />
=^= Abbiamo un'emergenza medica, una nave ferengi ha trovato una klingon priva<br />
di sensi... =^=<br />
"Trasportatela subito, in infermeria, Mbeke se ne occupi lei"<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma Attracco due - 08 aprile 2393 - Ore 17:15</b><br />
<br />
<br />
=^= DS16 a Quag, dovete abbassare gli scudi per permetterci di teletrasportare<br />
la donna ferita =^=<br />
"Io non abbasso nulla" Gank rispose lentamente "Voglio che sia chiaro che ci<br />
aspettiamo una ricompensa per questo salvataggio come recita la regola<br />
dell'Acquisizione numero..."<br />
=^= Senta capitano, io non le posso garantire alcuna ricompensa, ma le<br />
assicuro che se la ferita dovesse peggiorare o peggio... non esiteremo ad<br />
arrestarvi per mancato soccorso... =^=<br />
"Mancato soccorso?! Se non fosse per noi quella femmina ora sarebbe un cubo di<br />
ghiaccio fluttuante..."<br />
=^= Capitano Gank, abbiamo appena inoltrato le vostre richieste, e la vostra<br />
traccia di curvatura all'ambasciata klingon... =^= l'operatore fece una pausa<br />
che valeva mille parole =^= Ora se vuole essere cosÃ¬ gentile, abbassi gli scudi<br />
e ci permetta di salvare la cittadina klingon prima che sia tardi per<br />
contrattare qualsiasi ricompensa =^=<br />
Osservato da tutto il suo equipaggio riunito in plancia, Gank si passÃ² una mano<br />
sul grande lobo destro "Broik abbassa gli scudi, DS16 stiamo togliendo energia<br />
ci aspettiamo di ricevere la ricompensa"<br />
=^= DS16 a Quag, ricevuto, teletrasporto tra dieci secondi, chiudo =^=<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:35</b><br />
<br />
<br />
Varen concluse il suo discorso ringraziando i presenti "E' quindi per me un<br />
onore rappresentare la mia grande civiltÃ  qui nel Quadrante Gamma, vorrei<br />
ringraziare la Federazione in particolare e l'ambasciatrice T'Lani che ha reso<br />
possibile tutto questo. Purtroppo questo giorno Ã¨ stato macchiato dal terribile<br />
incidente che ha portato alla morte di un cittadino cardassiano, ma per fortuna<br />
abbiamo trovato nel capitano Spini" vece un cenno in direzione del comandante<br />
della stazione "e nei suoi ufficiali degli ottimi collaboratori per risolvere<br />
il caso..."<br />
K'ooD si mosse sulla sua poltrona convinto, che da lÃ¬ a poco sarebbe partita la<br />
bordata che avrebbe dato il via all'attacco politico, e non, nei suoi confronti<br />
se Varen aveva delle prove per accusarlo di qualcosa le avrebbe usate ora.<br />
La falsa Spini fremeva aveva voglia di balzare su tavolo e staccare la testa a<br />
quello stupido solido, ma questo non faceva parte del suo piano, non<br />
direttamente almeno.<br />
Avrebbe fatto la sua mossa alla fine dell'incontro: doveva uccidere Varen e poi<br />
far ricadere la colpa sul solido di cui aveva preso l'aspetto questo avrebbe<br />
portato allo scontro tra la Federazione e Cardassia destabilizzando di<br />
conseguenza tutte le alleanze di quei miseri solidi, avrebbero liberato il loro<br />
settore da quel cancro che corrompeva tutto quello con cui veniva a contatto.<br />
Fu il turno di T'lani prendere la parola, la donna si alzÃ² e iniziÃ² il suo<br />
discorso.<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Infermeria - 8 aprile 2393 - Ore 17:35</b><br />
<br />
<br />
Mbeke aveva stabilizzato la sua paziente ma per qualche ragione non riusciva a<br />
rianimare la donna, i klingon avevano diversi organi ridondanti, sicuramente<br />
questo aveva aiutato Ba'Kadh a sopravvivere alle condizioni estreme in cui si<br />
era ritrovata.<br />
"Dottor Sonx, qui ho un problema, non riesco a rianimare la paziente"<br />
Il denobulano era concentrato sugli schermi dei sensori che seguivano Sorik e<br />
il suo giovane amico "Ha provato ad eseguire la procedura Vordak?"<br />
"Una delle prime cose che ho fatto, ho i segnali vitali minimi ma no riesco a<br />
risvegliare la paziente..."<br />
Sonx era combattuto tra il seguire i ragazzi e raggiungere il collega.<br />
La dottoressa Stern aveva intuito l'indecisione dell'ufficiale "Dottore ci<br />
penso io" cosÃ¬ dicendo si raggiunse Mbeke presso il bioletto di Ba'Kadh,<br />
iniziando ad armeggiare con uno dei tricorder medici.<br />
Per alcuni secondi Sonx osservÃ² la scena e poi riportÃ² lo sguardo sul monitor<br />
dei sensori interni, i segnali dei due infiltrati risultavano difficili da<br />
seguire, forse l'area in cui si stavano addentrando era stata maggiormente<br />
schermata dai cardassiani.<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Contemporaneamente - 8 aprile 2393 - Ore 17:55</b><br />
<br />
<br />
Goroth aprÃ¬ la porta dell'alloggio, il tricorde modificato aveva condotto lui<br />
e l'amico Sorik in quella stanza, non erano certi di ciÃ² che dovevano trovare<br />
ma come aveva detto loro il comandante Khish appena le spie del dispositivo<br />
fossero diventate arancioni avrebbero capito quale era il "tesoro" della loro<br />
caccia, appena varcarono la soglia tre delle quattro spie di riferimento si<br />
illuminarono "Credo ci siamo" disse Sorik entrando nella stanza.<br />
<br />
In infermeria Sonx guardava i segnali vitali dei ragazzini: stavano per entrare<br />
in uno degli alloggi della legazione cardassiana.<br />
Alle sue spalle la dottoressa Stern sistemÃ² uno degli ipo-spray "Bene dottore,<br />
credo che questo abbiamo funzionato" si stava rivolgendo a Mbeke "qualche<br />
minuto e la nostra paziente dovrebbe riprendersi..." non fece in tempo a<br />
concludere la frase che la donna klingon aprÃ¬ gli occhi, il suo sguardo<br />
confuso si posÃ² prima sull'uomo, poi si fissÃ² sulla donna per non piÃ¹ di due<br />
secondi e subito scattÃ² portando le mani alla gola della Stern soffocando<br />
l'urlo di sorpresa della donna, nello stesso istante Sonx vide sparire i segni<br />
vitali di Sorik e Goroth nell'istante in cui varcarono la soglia dell'alloggio.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dal-amar Sonx</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-09 Sciabola Vs. fioretto</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Shivhek <br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:40</b><br />
<br />
<br />
"Ringrazio tutti i presenti. Porgo a voi il saluto del Presidente<br />
della Federazione ed in particolare a Sua Eccellenza Enid Varen,<br />
Legato dell'Unione Cardassiana, che accogliamo con l'auspicio che la<br />
presenza cardassiana sia il viatico per una proficua sviluppo dei<br />
rapporti tra i nostri popoli..."<br />
<br />
*La solita formula ipocrita....vulcaniana, vai al dunque....* pensÃ² Enid<br />
mentre, disinteressandosi apparentemente degli altri, guardava dritto<br />
verso K'ooD.   * ne ho abbastanza ora *<br />
<br />
"Ambasciatrice - la interruppe Enid - chiedo scusa per quello che puÃ²<br />
sembrare una sfrontatezza, ma devo portare all'attenzione di voi tutti<br />
un fatto di rilevanza capitale."<br />
<br />
T'Lani fece un gesto con la testa e si sedette.<br />
<br />
<br />
<br />
"Purtroppo l'arrivo della nostra legazione Ã¨ stato disturbato da una<br />
serie di irritanti contrattempi - guardando dritto il capitano Spini -<br />
su cui possiamo soprassedere, ma non sulla morte del mio attendente.<br />
<br />
K'ooD lo interruppe : " se non sbaglio, Legato, - sottolineando con la<br />
voce proprio quella parola - poco fa ha lodato la collaborazione del<br />
Capitano Spini e dello staff investigativo. Oppure ora sta cambiando<br />
idea?"<br />
<br />
"Affatto, ambasciatore - sottolineando con la stessa enfasi vocale il<br />
titolo di K'ooD -  in circostanze normali questa indagine sarebbe ....mi<br />
passi il termine, routine;  in realtÃ  ho le prove che qui ci sia sotto<br />
qualcosa di piÃ¹ grosso. Un complotto ai danni della mia Legazione ed<br />
il tentativo di destabilizzare lo status quo della base."<br />
<br />
"Queste sono affermazioni gravi e devono essere dimostrate." TuonÃ²  K'ooD.<br />
<br />
Lamak pose una mano sull'avambraccio sinistro del suo vicino . "Credo<br />
che il nostro collega cardassi ano, ora ci spiegherÃ  tutto -<br />
indirizzando un sorriso sardonico verso il corpulento klingon - perchÃ©<br />
affermazioni del  genere sono pesanti, ma se fossero vere e se fossimo<br />
ancora in tempo per porre rimedio ad un pericolo che incombe su noi,<br />
non dovremmo far altro che ringraziare il nostro collega."<br />
<br />
K'ooD ringhiÃ²  appoggiando gli avambracci al tavolo e stringendo i pugni.<br />
<br />
"Bene. CercherÃ² di essere breve. - Prese un sorso di the di jumja e si<br />
schiarÃ¬ la voce -  E' noto che il mio attendente Ã¨ stato ucciso in un<br />
bar, poco dopo il nostro arrivo qui . Apparentemente non esistono<br />
prove che possano farci risalire al suo assassino."<br />
<br />
GuardÃ² tutta la platea per avere la conferma della loro attenzione.<br />
<br />
ContinuÃ².<br />
<br />
"Jarad era un mio fedele e scrupoloso ufficiale e si occupava anche di<br />
ricerche documentali. Nel corso di queste ricerche si era imbattuto in<br />
alcuni documenti compromettenti e testimonianze, che riguardavano un<br />
clan Klingon.   - Prese un profondo respiro quasi a far percepire agli<br />
astanti il terribile peso della sua affermazione - Un importante clan<br />
Klingon."<br />
<br />
K'ooD scattÃ² in piedi come una molla.<br />
<br />
"Il piÃ¹ importante clan Klingon sulla base lo rappresento IO!! Queste<br />
sono affermazioni da serpente a sonagli!!!  -  T'Lani lo fulminÃ² con<br />
lo sguardo e  K'ooD  vedendola e  capÃ¬ il suo errore - Spero che lei,<br />
Varen, non dia credito a pettegolezzi fantapolitici,  tipici delle<br />
tesi da complottisti   piuttosto che non da uomo politico.  In altre<br />
circostanze Il mio cuore mi obbligherebbe a sistemare la cosa alla<br />
maniera di Klingon, ma credo che per ora una protesta formale verso il<br />
suo governo..."<br />
<br />
"Non si disturbi Eccellenza. - incalzÃ² Varen -  VedrÃ  invece che mi<br />
ringrazierÃ .  Non mi riferivo affatto al suo Onorevole Casato, che lei<br />
da' alta prova di rappresentare.  Ma a quello dell'assassina del mio<br />
attendente.  -  Lo sguardo di Enid si fece sornione, appoggiÃ² la<br />
schiena allo schienale  della poltrona. GuardÃ² uno ad uno gli<br />
ambasciatori seduti al tavolo -  Al casato di G'edak ... l'assassina Ã¨<br />
Ba'kadh!<br />
<br />
K'ood mollÃ² un pugno che incrinÃ² il pesante tavolo della sala<br />
consiliare . "COSA??? TI RICACCERO' IN GOLA QUESTE MENZOGNE!!!!"<br />
<br />
*Immaginavo che avessi un asso nella manica, cardassiano - T'lani<br />
distolse lo sguardo da K'ooD per vedere la reazione di Lamak che<br />
sembrava divertito da quella plateale  dimostrazione dell'uomo<br />
rettiloide.<br />
<br />
"Capisco che il clan G'edak ed il clan D'uya' sono legati da amicizia<br />
piÃ¹ che centenaria..... ma non si possono ignorare prove inconfutabili."<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Contemporaneamente  - Legazione Cardassiana</b><br />
<br />
Sorik guardava le tre luci del tricorder che diventavano intermittenti<br />
in maniera irregolare per poi spegnersi del tutto.<br />
<br />
Una smorfia di disappunto comparve per un attimo sul volto del piccolo<br />
vulcaniano. "dovrebbe essere qui ma ora si Ã¨ spento tutto."<br />
<br />
"Vuoi dire che abbiamo fallito?<br />
<br />
"No, Goroth. Lo zio Shivhek mi ha detto che dovremmo trovare qualcosa<br />
di piccolo, metallico ed insolito"<br />
<br />
"Sorik, ti pare facile? Come dice il nonno K'ooD, Ã¨ come cercare una<br />
goccia di sangue in un campo dopo la battaglia."<br />
<br />
Sorik lo guardÃ² in tralice.<br />
<br />
Mentre si aggiravano per il corridoio, sentirono sopravvenire dei<br />
passi. Si guardarono un attimo ed in silenzioso accordo si nascosero<br />
tra le casse e le masserizie che ancora ingombravano  parte della<br />
legazione.<br />
<br />
"il tiricorder?" - chiese bisbigliando Goroth.<br />
<br />
"Non funziona."S<br />
<br />
"Abbiamo fallito allora."<br />
<br />
"Non ancora."<br />
<br />
"Invece, sÃ¬. Senza tricorder siamo ciechi. Shivhek ha sbagliato."<br />
<br />
"No. Lo zio non sbaglia. E' vulcaniano."<br />
<br />
"Abbiamo fallito. Come dice nonno K'ood dobbiamo fare una ritirata strategica."<br />
<br />
"Abbiamo un compito. Oppure hai paura?"<br />
<br />
Goroth, alzando il tono :"Paura IO?"<br />
<br />
Furono sentiti chiaramente dall'uomo che poco prima era passato di lÃ¬<br />
poco prima, che estrasse il phaser e voltÃ² l'angolo.  Sporse la testa<br />
sulle masserizie e vide i due bambini " Ma guarda guarda.....uno va a<br />
caccia di arboricoli ed invece trova un bimbo klingon ed un<br />
vulcaniano...."<br />
<br />
Sorik provÃ² a nascondersi dietro Goroth per nascondere il tricorder.<br />
"Ci scusi signore, stavamo giocando agli esploratori."<br />
<br />
"Lo sapete che siete nell'Ambasciata Cardassiana? Come avete fatto ad entrare?"<br />
<br />
"Ma fino a ieri questi locali erano vuoti...." Disse Sorik<br />
<br />
"...E noi ci veniamo spesso a giocare agli esploratori" aggiunse Goroth . <br />
<br />
"Con un tricorder?" Disse il cardassiano guardando incuriosito e<br />
guardingo i due bimbi<br />
<br />
"E' un giocattolo che mi ha costruito mio zio - rispose prontamente<br />
Sorik - che mi sta insegnando l'elettronica."<br />
<br />
Il cardassiano  sorrise. PensÃ² ai suoi tre figli lasciati alle cure<br />
della propria moglie sul loro mondo natale ed indulse verso i due<br />
piccoli .<br />
<br />
"E posso sapere chi sono i due coraggiosi esploratori?"<br />
<br />
"Io sono Goroth del clan Gav'iaak, Figlio di Gav'iaak e di Elizabeth Stern"<br />
<br />
"Io sono Sorik O'Riordan, figlio di Sean O'Riordan e di Sherja T'jael Spini."<br />
<br />
"Oh bene. Ho beccato due pezzi grossi -  il cardassi ano sorrise  -<br />
Qui non potete stare, nÃ© tornare. Devo riaccompagnarvi dai vostri<br />
genitori. Ora andremo alla sicurezza della base.<br />
<br />
"Capisco signore. Ci scusi." Disse Sorik<br />
<br />
"Non vi disturberemo piÃ¹, Signore" disse Goroth.<br />
<br />
"Va bene. Venite con me. Devo posare una cosa prima di uscire in<br />
territorio federale".<br />
<br />
L'uomo fece cenno ai ragazzi di precederli. Svoltarono l'angolo e<br />
percorsero il corridoio degli alloggi.<br />
<br />
"Siete venuti spesso qui, in passato.." disse il cardassiano<br />
<br />
"Ogni tanto, signore. Non sempre i nostri genitori ci lasciano liberi<br />
di giocare assieme."<br />
<br />
 "E' la terza volta" disse Goroth.<br />
<br />
"Allora ormai conoscete bene il territorio nemico - sogghigno l'uomo -<br />
dovremo intensificare i turni di guardia."  L'uomo perÃ² si zittÃ¬ di<br />
colpo. PensÃ² che se due bimbi erano entrati, anche se con<br />
installazioni di sicurezza ridotte,  chiunque avrebbe potuto farlo e<br />
con intenzioni sicuramente diverse.<br />
<br />
GuardÃ² a terra e si accorse di un rivolo rosso che usciva dall'angolo<br />
di una porta.<br />
<br />
Si bloccÃ² e guardÃ² i bimbi che lo precedevano.<br />
<br />
"Ma quello sembra..."<br />
<br />
"Sangue - disse il cardassiano.<br />
<br />
AprÃ¬ la porta . GuardÃ² dentro e vide il corpo di Feyd Rautha riverso a terra.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:45</b><br />
<br />
<br />
<br />
<br />
"Parole, solo parole velenose. Vediamole queste prove." RinghiÃ² K'ooD-<br />
<br />
Con un gesto plateale Enid trasse da una tasca della sua giacca un<br />
oggetto di colore nero. Come un'ombra Feyd Rautha gli si avvicinÃ² e<br />
porse un lettore dalla tipica architettura cardassiana.<br />
<br />
"Signori questo Ã¨ un dispositivo di registrazione che era impiantato<br />
nel corpo del mio attendente. Dopo averlo recuperato abbiamo impiegato<br />
un po' di tempo ad ottenere i dati in esso registrati."<br />
<br />
Prese volontariamente  una pausa.<br />
<br />
"Ccapitano Spini, mi dispiace di non averle dato tutti gli elementi<br />
investigativi di cui disponevo, ma capirÃ  che si tratta di un omicidio<br />
di personale diplomatico, per di piÃ¹ cardassiano.  ConverrÃ  con me che<br />
io non potevo permettere che altri se non i cardassiani,  mettessero<br />
mani su dispositivo riservato che se manipolato da chi non Ã¨<br />
cardassiano, innesca la cancellazione dei dati."<br />
<br />
"Discuteremo in un secondo momento questo aspetto, Legato. Per ora<br />
voglio acquisire le prove." ReplicÃ² asciutta il capitano.<br />
<br />
"Il dispositivo di una spia, vorrÃ  dire" intervenne sornione Lamak.<br />
<br />
"Oh suvvia, Ambasciatore Lamak, chi Ã¨ senza peccato, spari  la prima<br />
scarica di phaser. -   RibattÃ© Varen sorridendo verso il romulano -<br />
comunque spia o meno, la cosa ora Ã¨ irrilevante tranne che questo Ã¨ il<br />
dispositivo di registrazione tolto dal cadavere del mio attendente."<br />
<br />
InserÃ¬ il chip ed azionÃ² il comando di lettura<br />
<br />
Â§ Allora testa a cucchiaio, mi avevi promesso informazioni sulla<br />
femmina umana che disonora noi klingon ......Â§<br />
<br />
<br />
<br />
"Questa Ã¨ la voce di Ba'kadh, verificata con i nostri programmi di<br />
impronta vocale ...."<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ Io invece ti devo parlare di un'altra cosa, molto piÃ¹ importante e<br />
smettila di essere offensiva Â§<br />
<br />
<br />
<br />
"Questa Ã¨ la voce di Jarad, .... - ovviamente avrete copia della<br />
registrazione per fare le vostre verifiche, ma l'originale resta a<br />
noi."<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ Altrimenti ? Â§<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ RovinerÃ² te, il tuo matrimonio ed il tuo casato. Â§<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ (risate della donna......) E come faresti, piccolo rettile? Â§<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ Bene, visto che mi provochi ....Guarda questo bel filmato di tuo<br />
fratello maggiore Toreq .... Non Ã¨ lui quello a fianco di due romulani<br />
mentre sabota il generatore dell'impianto difensivo della colonia<br />
klingon di Maq'la?  Quante teste bitorzolute sono morte a Maq'la? Â§<br />
<br />
<br />
<br />
Â§ E' UN FALSO!!!! UNA MACCHINAZIONE DI VOI CARDASSIANI. MIO FRATELLO<br />
NON E'MAI STATO A MAQ'LA Â§<br />
<br />
Â§ PerÃ² in quel periodo si perdono le tracce di tuo fratello, imbarcato<br />
nell'incrociatore pesante K'Teq....per poi ricomparire un mese dopo.... . <br />
giusto il tempo per andare dalla posizione della K'Teq a Maq'la e<br />
tornare.... Pensa se questo filmato arrivasse nelle mani sbagliate ....il<br />
tuo clan disonorato, perderete tutti i vostri beni, se non passati a<br />
fil di spada..... Come i Duras.... Â§<br />
<br />
Â§ AAAHHH..... (tonfo e rumore metallico di oggetto che cade a terra .....)Â§<br />
<br />
"Purtroppo la registrazione termina - Varen spense il dispositivo -<br />
perchÃ© Ã¨ alimentato dal battito cardiaco del soggetto a cui Ã¨<br />
impiantato. Per me sono dati sufficienti per chiedere ufficialmente un<br />
mandato di cattura per la promessa  del nostro Ambasciatore Klingon. "<br />
<br />
Lamak  sornionamente ora dominava la situazione. Sebbene rispettasse<br />
K'ooD , gli dispiaceva di non aver mai avuto carte cosÃ¬ pesanti da<br />
poter giocare contro di lui. Si sentÃ¬ un po' infastidito dal fatto che<br />
colui che considerava un parvenu della diplomazia, fosse riuscito a<br />
screditare l'ambasciatore klingon. E poi, chissÃ  se il suo sostituto<br />
- perchÃ© l'impero l'avrebbe prontamente sostituito - sarebbe stato<br />
alla sua altezza.<br />
<br />
Non sfuggÃ¬ a nessuno infatti che l'amicizia ed i legami tra i due<br />
clan, avrebbero costretto K'ooD a dover abbandonare il suo incarico<br />
per il discredito che gli sarebbe piovuto addosso.<br />
<br />
"Colleghi - esordÃ¬ Lamak -  direi che a questo punto e non me ne<br />
voglia Sua Eccellenza Varen, dovremmo, per puro scrupolo verificare le<br />
prove, anche se non credo che qualcuno possa avere l'ardire di...."<br />
<br />
".....rrrrRRRRRRAAARRGGGHHH!!! FALSITA'.- TuonÃ² K'ooD  le cui vene<br />
pulsavano sulle tempie -  Come si puÃ² credere ad un cosÃ¬ incredibile<br />
concentrato di menzogne? Solo degli esseri senza un briciolo di onore<br />
potrebbero.... "<br />
<br />
"COLLEGHI!!  ORDINE." T'Lani, fino a quel momento in religioso<br />
silenzio,  fece sentire la sua presenza. Un messaggio cifrato apparve<br />
nella sua consolle  <Campo contenimento sala  consilare  attivato.<br />
Sezione scientifica lavoro ultimato. Ba'kadh giÃ  dispersa nello<br />
spazio,  ritrovata e trattenuta in infermeria. Feyd Rautha trovato in<br />
fin di vita in ambasciata. Khish.><br />
<br />
SollevÃ² un sopracciglio.<br />
<br />
"Scusate signori, ordine per favore." La vucaniana guardÃ² K'ood come<br />
se volesse trasmettere al corpulento klingon una dose di calma che se<br />
avesse avuto dei corrispettivi fisici, forse nemmeno l'esile corpo di<br />
lei poteva contenere.<br />
<br />
" Devo ringraziare il legato Varen di Cardassia, per il suo<br />
determinante aiuto. "<br />
<br />
K'ooD guardÃ² la donna come se desiderasse di incenerirla seduta stante.<br />
<br />
"In realtÃ  il nostro nuovo collega non ha tutti gli elementi<br />
sufficienti ed Ã¨ stato tratto in un inganno ingegnoso e ben<br />
architettato,  ma non abbastanza da confondere alcuni di noi."<br />
<br />
Enid la guardÃ² con sorpresa mista a curiositÃ  :" Vuole dire che le<br />
registrazioni sono false? Che Ba'Kadh non Ã¨ l'assassina di Jarad?"<br />
<br />
"Le registrazioni sono vere. Se lei avesse atteso, Legato, ed avesse<br />
parlato con me del chip che comunque  abbiamo lasciato recuperare al<br />
suo medico - guardÃ² direttamente negli occhi il cardassiano - avremmo<br />
risolto prima la congiura."<br />
<br />
"Congiura?  - Chiese Lamak - Eccellenza, non scambierei un volgare<br />
omicidio per una sottile opera politica .... A meno che l'omicidio non<br />
sia strumentale alla riuscita della congiura. PerÃ² - con un sorriso<br />
sardonico stampato in volto -  credo che ascolterÃ² volentieri il suo<br />
racconto."<br />
<br />
"Grazie Eccellenza - disse T'Lani alzandosi -  I fatti sono noti a<br />
tutti. L'omicidio dell'attendente del Legato Varen e l'assenza di<br />
prove, se non quella da quest'ultimo presentata. La presenza di una<br />
delegazione Cardassiana in pianta stabile  a partire dalla data<br />
stellare 70624.26   ed il concomitante arrivo di Lady Kosara del clan<br />
D'uyaa'  con la  promessa sposa dell'Ambasciatore K'ooD per il loro<br />
imminente matrimonio."<br />
<br />
*Ambasciatore ancora per poco, per quanto vi possiate dannare....* pensÃ² Varen<br />
<br />
Il mutaforma nei panni di Feyd nel frattempo stava iniziando a<br />
mostrare impazienza  e studiava attentamente il posto per trovare una<br />
via d'uscita. L'unico vero jolly per non mostrare la sua vera natura a<br />
questo punto era prendere in ostaggio il capitano Spini. Con movimenti<br />
lenti e senza dare nell'occhio, cercÃ² di avvicinarsi alla donna quanto<br />
piÃ¹ possibile.<br />
<br />
T'lani continuÃ² a sciorinare avvenimenti privi di importanza se presi<br />
a sÃ© stanti. ".....Tutti elementi che distoglievano l'attenzione da<br />
qualcos'altro .... qualcosa che l'intelligence della Federazione giÃ <br />
temeva da tempo e che sta cercando di monitorare, ovvero un piano di<br />
destabilizzazione da parte di possibili alleati del Dominio."<br />
<br />
"Ma il Dominio si Ã¨ ritirato da tempo nella sua zona di spazio del<br />
quadrante-  chiosÃ² Varen - C'Ã¨ un trattato che ...."<br />
<br />
"I trattati possono sempre essere interpretati, Legato. Il Dominio<br />
tenta sempre di riacquisire il terreno perduto. Anche la Federazione.<br />
Anche Cardassia.  Tutti noi abbiamo avuto dei problemi con i trattati:<br />
dimentica per caso i Maquis? "<br />
<br />
Silenzio.<br />
<br />
"Non Ã¨ di questo che voglio parlare, ma solo che gli avvenimenti  di<br />
questi giorni hanno permesso ad un emissario del Dominio, ad un<br />
eterozoomorfo , di infiltrarsi nella base, uccidere il suo attendente<br />
e seminare discordia tra di noi."<br />
<br />
 "Prove. Ci vogliono prove, eccellenza.  - rispose Varen - cosÃ¬ come<br />
le avete chieste a me e le ho date, io le pretendo da voi."<br />
<br />
"Gliele sto fornendo - toccÃ² il comunicatore - Signor Khish, entri pure."<br />
<br />
L'andoriano entrÃ² assieme ad una squadra di sicurezza armata di tutto<br />
punto che trascinava una sorta di gabbia.<br />
<br />
"Eccellenza T'lani, la platealitÃ  non le si addice - disse Varen<br />
alzandosi - se non fosse per il rispetto che nutro nei suoi confronti,<br />
potrei sentirmi offeso."<br />
<br />
"Si calmi, Eccellenza. Nella Federazione non facciamo nulla a caso."<br />
<br />
Gli uomini della sicurezza si dispiegarono su tutto il perimetro<br />
dell'aula, tranne due che affiancavano Khish.<br />
<br />
" E' stato un po' frustrante non trovare il seppur minimo indizio o<br />
traccia biologica nella scena del crimine. Perfino nel magazzino in<br />
cui c'Ã¨ stato l'attentato al nostro capo della sicurezza; poi abbiamo<br />
capito e guardato in una direzione che avevamo inizialmente escluso.<br />
In ogni caso, non vi tedierÃ² con deduzioni da indagine forense. Il qui<br />
presente Tenente Comandante Khish Ã¨ l'ufficiale scientifico capo della<br />
base. Ha sviluppato un dispositivo per individuare gli eterozoomorfi.<br />
Sono certa che il nostro comune nemico, nonchÃ© assassino<br />
dell'attendente cardassiano,   Ã¨ qui prendendo il posto di uno di noi.<br />
 Se siete d'accordo ci sottoporremo tutti all'analisi del comandante<br />
Khish. Per dimostrarvi la mia buona fede, mi offro per prima."<br />
<br />
La vulcaniana si avvicinÃ² al pelleblÃ¹ sussurrandogli: " Si tenga<br />
pronto a tutto, comandante."<br />
<br />
"La sua salvezza e quella del capitano sono la mia prioritÃ ."<br />
<br />
"La prioritÃ  Ã¨ la salvezza della base. E' un ordine del  Presidente."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Shivhek </author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-10 Spada lunga Vs Spada Bastarda</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alessandro Riccardi<br /><br /><JUSTIFY><b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:51</b><br />
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Frey era nervoso. Uno dei vantaggi nell'essere mutaforma era proprio nel non avere un linguaggio del corpo: un mutante doveva ricreare tutti i movimenti volontari o non tipici di un essere monoforma.<br />
Per cui anche se dentro di sÃ© aveva perso la sua freddezza, esternamente appariva ferreo e concentrato.<br />
Vedere l'ambasciatrice parlare sottovoce con quel pelleblu gli ridiede forza. Sapeva che i Federali dovevano colpire prima che lui mettesse in atto il suo piano e, vederli tentennare, gli diede l'input di agire. Lentamente stava raggiungendo il capitano Spini che, per fortuna, era seduta vicino al Legato cardassiano.<br />
Si muoveva lentamente in modo da non essere visto o notato dagli altri. PiÃ¹ che muoversi si stava lentamente afflosciando verso destra. Mancavano ormai meno di 50 centimetri dal suo bersaglio, ma se avesse continuato a muoversi lentamente lo avrebbero notato per cui l'unica opzione che gli rimaneva era lo scatto finale verso la sua preda.<br />
Lamak era completamente a suo agio. Assisteva a tutto ciÃ² come in un olo-film di spionaggio e di intrigo politico. Anzi era molto meglio perchÃ© quella era la realtÃ . L'arrivo del comandante Khish con la sua attrezzatura era stato un colpo di scena meraviglioso, anche se il ritorno del Dominio lo aveva inquietato non poco. Tuttavia tutto ciÃ² poteva tramutarsi in ottime opportunitÃ  per l'Impero.<br />
Qualcosa lo destÃ² dal suo ragionamento. Era il suo istinto, maturato e cresciuto negli anni in cui era un ufficiale tattico, a metterlo sul chi vive e a suggerirgli che qualcosa non andava nel comportamento di Frey.<br />
Vide il suo corpo perdere leggermente consistenza. In condizioni normali avrebbe pensato ad una svista ma oggi no:"Ma cosa fat... ."<br />
Ma fu troppo tardi.<br />
Il legato Varen era confuso. Tutto il piano che aveva architettato era quasi del tutto fallito. Aveva combattuto bene, cambiando strategia all'ultimo aveva sperato di riuscire a sconfiggere K'ood ma quando T'Lani aveva rivelato la presenza del Fondatore tutto era andato in malora.<br />
Un avvertimento di Lamak lo fece trasalire. Prontamente il cardassiano guardÃ² nella direzione dell'urlo e vide i rappresentanti dei romulani e dei klingon alzarsi in piedi. K'ood, con un gesto fulmineo da prode guerriero estrasse un pugnale e lo scagliÃ² in avanti.<br />
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Varen percepÃ¬ la lama avanzare verso di lui. Face per spostarsi e, con una certa ironia, pensÃ² di essere vittima del piÃ¹ pazzesco e stupido attentato della storia.<br />
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Ma il colpo non era diretto a lui. La lama passÃ² a mezzo metro alla sua sinistra e, credendo che fosse indirizzata verso il suo capo della sicurezza, Varen si voltÃ² di scatto nel mentre in cui il pugnale centrava Frey in pieno petto.<br />
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No. L'essere colpito non era Frey. Varen vide il corpo del suo sottoposto perdere forma mentre una specie di tentacolo serrava la gola del capitano Spini.<br />
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"FONDATORE!" Gli urlÃ² contro il cardassiano sputandogli in faccia tutto il suo odio verso quella razza.<br />
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L'essere rispose generando e scagliando contro il cardassiano un secondo tentacolo affilato come una spada e lungo come una lancia.<br />
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Varen capÃ¬ di essere spacciato. SentÃ¬ una botta, poi il duro e freddo muro in duranio e del liquido caldo e viscoso iniziÃ² a bagnarli l'uniforme.<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma - Infermeria - 8 aprile 2393 - Nel frattempo<br />
</b><br />
Ba'Kadh si stava riprendendo. Il calore stava ritornando nel suo corpoe, man mano che sentiva le estremitÃ  tornare a funzionare, la rabbia cresceva esponenzialmente. Voleva vendetta contro quella vigliacca umana che l'aveva colpita alle spalle e l'aveva messa in quella cassa, voleva vendetta contro la famiglia della dottoressa Stern, la vigliacca, voleva vendetta contro il suo promesso sposo, voleva vendetta contro i suoi soccorritori Ferengi e contro la Federazione. La sua lista era cosÃ¬ lunga che avrebbe fatto prima a vendicarsi di tutti gli abitanti della galassia.<br />
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Tuttavia i suoi piani di vendetta dovevano attendere in quanto era ancora intorpidita per il freddo e i sedativi la rendevano debole come un poppante.<br />
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Con gli occhi ancora poco funzionante vide due figure avvicinarsi. Potevano essereo dei medici o dei sicari venuti a finirla. ScartÃ² l'ultima ipotesi e, con il poco fiato che aveva in gola, urlÃ²:"Andate via."<br />
<br />
"Temo proprio di non poter andar via." Rispose una voce femminile.<br />
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"Allora fate quello che dovete fare e andate via." Ba'Kadh ringhiÃ²:"Voi medici della Federazione non potete stare 5 minuti senza fare qualche maledetta analisi?!"<br />
<br />
"Non siamo medici." Rispose una voce maschile."Sono il capo della sicurezza e qui con me c'Ã¨ il capitano Spini."<br />
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"Vorremo farle delle domande." Aggiunse il capitano.<br />
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"Su cosa?"<br />
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"Su quello che le Ã¨ accaduto." Rispose Riccardi.<br />
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"E a voi cosa importa?" Ba'Kadh si stava agitando."Volete difendere quella maledetta femmina umana con le vostre calunnie."<br />
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Prontamente il capitano rispose:"A dire il vero vogliamo scoprire la veritÃ ."<br />
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Ba'Kadh rise fortissimo come se le avessero raccontato una barzelletta.<br />
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I due ufficiali si guardarono e decisero di cambiare strategia.<br />
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Spini si sedette sul fianco del letto dicendo:"Vuole vendetta contro chi le ha fatto questo?"<br />
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"SÃ¬."<br />
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"Allora se attacca la dottoressa Stern arrecherÃ  molto disonore al suo casato e all'Impero." ContinuÃ² tranquillo Riccardi.<br />
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"Voi non conoscete l'onore."<br />
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"SÃ¬, ma sappiamo cosa succederÃ  a te e al tuo casato se incolperai la persona sbagliata." Il capitano Spini abbozzÃ² un sorriso.<br />
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"Cosa?" Ba'Kadh era confusa e irritata. I due ufficiali capirono di aver fatto centro.<br />
<br />
"Raccontaci cosa Ã¨ successo." La invogliÃ² Riccardi.<br />
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"E le prometto che quando avremo la certezza sull'identitÃ  del suo assalitore lo puniremo insieme." Spini usÃ² intenzionalmente la parola punire anzichÃ© vendetta come per sottolineare chevoleva giustizia e non una rappresaglia.<br />
<br />
"Bene allora sembra che sia arrivato il momento di chiacchierare." Ba'Kadh fece una breve pausa, tossÃ¬ e aggiunse:"Chi inizia?"<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:53</b><br />
<br />
Khish si era disposto a difesa dell'ambasciatrice appena il mutaforma si era svelato. Con il suo corpo la stava proteggendo, ma T'Lani riusciva a vedere la situazione. Il piÃ¹ fulmineo di tutti era stato l'ambasciatore K'ooD che aveva estratto un pugnale e lo aveva scagliato contro l'alieno.<br />
<br />
La fredda e precisa mente della vulcaniana le permise di capire subito la situazione.<br />
<br />
"Fermi non sparate, ha preso il capitano." Aveva parlato con il suo tono basso e smorzato tipico di una persona della sua etÃ  e nelle sue condizioni fisiche tuttavia il tono calmo e perentorio era stato udito da tutti soprattutto dalle squadre di sicurezza. "Si tenga pronto con il campo." OrdinÃ² a bassissima voce verso l'ufficiale scientifico il quale rispose muovendo assieme le antenne.<br />
<br />
"Manca uno della sicurezza." NotÃ² uno dei marinai appostati alle loro spalle.<br />
<br />
"Ambasciatrice guardi." EsclamÃ² Khish indicando alla sinistra.<br />
<br />
T'Lani si voltÃ² e vide il capo del Legato Varen appoggiato contro la parete e uno schizzo di sangue che aveva macchiato la parete."Questo non ci voleva." Fu il suo freddo commento, poi aggiunse: "Attivi il campo."<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma<br />
Laboratorio scientifico<br />
8 aprile 2393 - Ore 17:53</b><br />
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"Oh no." La frustrazione era cosÃ¬ tanta che l'aveva fatta urlare.<br />
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"Cosa c'Ã¨?" Chiese l'ufficiale scientifico in seconda, il tenente Jacobs.<br />
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"Uno degli emettitori Ã¨ fuori allineamento." Rispose la giovane ingegnere.<br />
<br />
"Maledizione." Jacobs imprecÃ² in malo modo mentre veniva anche lui assalito dalla sconforto: avevano lavorato febbrilmente per mettere tutto in linea e ora, quando tutto doveva funzionare al meglio, c'era un problema.<br />
<br />
"Io avverto il capo, tu risolvi questo disallineamento."<br />
<br />
<b>Deep Space 16 Gamma - Sala riunioni - 8 aprile 2393 - Ore 17:53</b><br />
<br />
"Ci sono dei problemi." AvvertÃ¬ Khish.<br />
<br />
"Li risolva." Rispose semplicemente T'Lani, poi allontanandosi dalla protezione dell'ufficiale, si avvicinÃ² a tavolo dicendo: "Bene Fondatore, parliamo."<br />
<br />
Accanto a lei arrivarono l'ambasciatore di Klingon e l'ambasciatore di Romulus come per sottolineare che anche i loro governi partecipavano alla trattativa. Entrambi non sapevamo quello che la vulcaniana aveva in mente ma avevano intuito che dovevano prendere tempo. "Quali sono le tue richieste?" Chiese T'Lani.<br />
<br />
Varen non sentiva male a parte alla testa. Era rimasto intontito quando aveva urtato il muro ma ora era abbastanza lucido da capire cosa era successo. GuardÃ² atterra e vide uno degli uomini della sicurezza ferito gravemente ad una spalla. Il marinaio che si chiamava Thomson e l'aveva salvato all'ultimo buttandolo contro la parete ed era stato ferito dal mutaforma. Ora il giovane era svenuto per il dolore e si stava dissanguando atterra. GuardÃ² il suo volto e malgrado la pelle rosa macchiata di sangue, il cardassiano vide il volto di suo figlio.<br />
<br />
Mentre ricostruiva i fatti sentÃ¬ la voce di T'Lani e intuÃ¬ che era il momento di andarsene.<br />
<br />
Delicatamente prese il giovane, cercÃ² di tamponare la ferita con un pezzo del suo abito e iniziÃ² a trascinare entrambi verso la salvezza. La fortuna venne loro in aiuto e uno dei marinai della sicurezza notÃ² tutto e si avvicinÃ² per aiutarli. Il cardassiano si muoveva lentamente centimetro dopo centimetro a carponi sperando che il mutaforma non li vedesse.<br />
<br />
Il marinaio della sicurezza afferrÃ² Thomson e Varen e iniziÃ² a tirare entrambi verso la salvezza.<br />
<br />
Ma la fortuna venne loro meno. Il mutaforma notÃ² cosa stava succedendo e, infuriato, si preparÃ² a colpire.<br />
<br />
Varen sentÃ¬ T'Lani e, poi, K'ood dire qualcosa ma si concentrÃ² per fronteggiare il suo avversario. In quella posizione era spacciato, non poteva scappare e la sicurezza non poteva coprilo.<br />
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Per la seconda volta si preparÃ² a morire. Con fierezza guardÃ² il mutaforma come per sfidarlo.<br />
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Varen sorrise e attese.<br />
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L'eterozoomorfo si era lasciato catturare ed era rimasto concentrato nell'impedire che il mutaforma, tramite il contatto, si accorgesse della sua vera identitÃ . La situazione era precipitata rapidamente e lui attendeva il momento piÃ¹ propizio per attaccare e quel momento sembrava quello giusto. NotÃ² che mutaforma era concentrato verso il cardassiano e la sorpresa sarebbe stata totale.<br />
<br />
T'Lani con un rapido gesto impedÃ¬ alle guardie di sparare. SentÃ¬ K'ood che le si avvicinava per allontanarla. Ma poi tutto precipitÃ² ulteriormente. Il mutaforma alzÃ² il tentacolo pronto per uccidere Varen, ma il corpo del capitano Spini perse consistenza e si avvinghiÃ² attorno al corpo del Fondatore.Il mutaforma fu preso di sorpresa e venne colpito pesantemente ma, si riprese e passÃ² al contrattacco.<br />
<br />
T'Lani vide i due esseri avvinghiati quasi come in un'unica poltiglia viscosa e mutevole. IntuÃ¬ che la lotta era all'ultimo sangue. Con la coda dell'occhio vide il marinaio Thomson venire trascinato via assieme a Varen. Sembravano entrambi ancora vivi.<br />
<br />
T'Lani capÃ¬ che non poteva piÃ¹ aspettare:"Khish attivi il campo, ora!"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alessandro Riccardi</author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-11 L'addio</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Ambasciatore Federale T'Lani <br /><br /><JUSTIFY><b>USS Darjeeling - 11 aprile 2393 - ore 10:58</b><br />
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La USS Darjeeling segnalÃ² di essere pronta a salpare. Il capitano Spini si chinÃ² sulle spalle dell'addetto alle comunicazioni, sussurrandogli di mandare i suoi saluti. L'uomo lanciÃ² un'occhiata al capitano, per assicurarsi che quest'ultimo non se ne fosse accorto, quindi assentÃ¬, regolando i contatti subspaziali per spedire il messaggio alla Base.<br />
Sherja si permise un sorriso amaro. Lei poteva avere i gradi di capitano, ma a bordo di quella nave non sarebbe stata che un'ospite. Il capitano Llamas, che in quel momento era seduto sulla poltrona centrale, intento a sorvegliare il complicato protocollo delle manovre di sgancio dall'attracco 3, al momento di salire a bordo le aveva fatto chiaramente capire che in quel viaggio non sarebbe stata gradita la sua presenza in plancia. Lei aveva mandato giÃ¹ a malapena la scortesia dell'altro, ma aveva dovuto accettare il fatto di essere solo una passeggera.<br />
Tuttavia il capitano Llamas l'aveva invitata in plancia in occasione della partenza da Deep Space 16 Gamma. Sherja dubitava molto, considerando il tipo, che l'offerta fosse stata dettata da una gentilezza verso la collega.<br />
* Piuttosto - pensÃ² - Vuole godersi la mia faccia mentre guardo da lontano la Base dove sono stata capitano per tanti anni. Peggio per lui, se non ha capito che la mia parte vulcaniana gli impedirÃ  di vedere in me emozioni umane come la nostalgia...*<br />
L'addetto alle comunicazioni le accennÃ² che il messaggio era stato ricevuto. Le sue mani indicarono un piccolo schermo, sul quale brillarono dei testi. L'addetto alle comunicazioni - un umanoide dalla pelle olivastra e capelli neri stranamente lunghi, quasi fuori ordinanza - spedÃ¬ i messaggi di saluto alla cartella della cabina che le era stata assegnata, senza che fosse necessario dargli ordini. Sherja lo apprezzÃ² mentalmente. Il ragazzo fece un sorriso complice, in risposta.<br />
*Betazoide?* - pensÃ² Sherja.<br />
Il ragazzo si accertÃ² che il capitano fosse sempre voltato, poi accennÃ² un si tacito.<br />
*Ho passato molti anni su quella Base - gli disse mentalmente - Credo di avere fatto un buon lavoro. Anche se forse gli alti papaveri della Flotta Stellare non saranno sempre stati del tutto d'accordo con me.*<br />
Il capitano Llamas si mosse prima che il ragazzo potesse farle un cenno di aver sentito i suoi pensieri:<br />
"Ci hanno dato il segnale di partenza" - disse, ruotando sulla poltrona centrale per guardare verso di lei. Era un uomo anziano, con il volto pesante contornato da pieghe scure ed una rada peluria grigia sul cranio. A prima vista aveva stimato che gli mancasse molto poco all'etÃ  in cui sarebbe stato costretto ad abbandonare il servizio attivo. Non era difficile capire che il solo pensiero lo spaventasse.<br />
"Bene" - si limitÃ² a commentare lei. Il ronzio dei motori si fece leggermente piÃ¹ intenso, accompagnato dal sussulto percepibile dello sgancio dall'attracco.<br />
Llamas tornÃ² a fissare lo schermo centrale:<br />
"Timoniere, un quarto di impulso avanti fino a distanza di sicurezza" - ordinÃ². Sullo schermo, il fondo nero del cielo fu rimpiazzato dalla sagoma del gancio d'attracco che si ritraeva all'interno della Base. L'immagine si allargÃ² a contenere il pilone, quindi l'anello abitativo. Sherja alzÃ² gli occhi a guardare dove sapeva sarebbe apparsa la Passeggiata. Si potevano indovinare delle figure umanoidi vicino ai campi di forza trasparenti, ma nemmeno con uno sforzo avrebbe potuto dire di chi si trattasse.<br />
Quello che sapeva di sicuro era che il capo ingegnere Shivhek non era fra di loro, pensÃ² Sherja non senza preoccupazione. Sherja non potÃ© fare a meno di ripensare agli avvenimenti degli ultimi giorni...<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma - Sezione sicurezza<br />
8 aprile 2393 - Ore 19:30</b><br />
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"Chi di quei due ha ucciso il mio attendente?" - il legato Varen era ancora leggermente pallido, anche se l'aggressione nei suoi confronti non aveva avuto gravi conseguenze. Khish sapeva che il  fido Feyd Rautha si trovava ancora in infermeria, affidato alle cure del dottor Parn... E in tutta franchezza, lo preferiva lÃ¬.<br />
Appena in grado di alzarsi, Varen si era precipitato presso la sezione di sicurezza. Di fronte a lui, brillavano i monitor dell'olocircuito di sorveglianza che il tenente comandante Riccardi teneva continuamente accesi sulle celle dei due mutaforma.<br />
Era stata un'impresa separarli. Bloccati dal campo di forze, avevano dovuto essere teletrasportati in cella insieme. Dove peraltro avevano continuato a tentare di uccidersi a vicenda.<br />
"Riteniamo che sia stato l'eterozoomorfo a sequestrare e sostituire Ba'Kadh - rispose Riccardi - E di conseguenza, ad incontrare e uccidere Jarad".<br />
L'attenzione di Varen si spostÃ² sul monitor che inquadrava l'eterozoomorfo:<br />
"Ha detto qualcosa? Che motivo aveva per uccidere Jarad?"<br />
"No, non ha detto niente in proposito. Credo che il motivo fosse solo quello di seminare zizzania" - intervenne Khish.<br />
"Non si puÃ² dire che non abbia fatto di tutto... - commentÃ² Riccardi - C'Ã¨ una cosa di buono nella presenza di due assassini mutaforma a bordo della Base. Senza sapere l'uno dell'altro, si sono ostacolati. Se non avessimo dovuto indagare per l'assassinio di Jarad, ci sarebbe sfuggita la presenza del fondatore."<br />
"Come direbbero i bajoriani, ringraziamo i Profeti che ci hanno protetto - commentÃ² sarcastico Varen - Peccato non abbiano protetto anche il povero Jarad!"<br />
*E nemmeno i piani che tu avevi contro l'ambasciatore K'ooD...* - completÃ² Khish mentalmente.<br />
Varen tornÃ² a guardare il monitor:<br />
"Sono al sicuro, lÃ  dentro? Nessuna possibilitÃ  che fuggano?"<br />
"Nessuna. Abbiamo fatto modificare apposta le celle in cui sono detenuti per accoglierli - rispose Riccardi - Quanto prima, saranno trasferiti presso un centro di detenzione federale, in attesa del processo"<br />
"Questo Ã¨ inaccettabile. Pretendo che l'eterozoomorfo sia consegnato a Cardassia! - alzÃ² la voce Varen -  Ha assassinato un membro della mia delegazione diplomatica!"<br />
"Se ha delle proteste da fare, si dovrÃ  rivolgere alla nostra ambasciata, Gul Varen" - ribattÃ© Khish.<br />
"Non dubiti che lo farÃ²! - promise il cardassiano - Quell'essere deve essere condannato"<br />
"Lo sarÃ ... Dopo essere stato giudicato in un tribunale della Federazione" - rispose placido Riccardi.<br />
Varen gli rivolse uno sguardo di disdegno:<br />
"Forse... O forse la Federazione ascolterÃ  le legittime ragioni di Cardassia - sibilÃ² - La storia non finisce qui!"<br />
Rivolse un gelido cenno di saluto ai due uomini e si girÃ², guadagnando la porta a grandi passi. Appena la porta si fu chiusa alle spalle del cardassiano, Khish lasciÃ² sfuggire un sospiro di sollievo:<br />
"Per lui, puÃ² darsi - disse - Per quel che riguarda questa Base, sono invece contento che la storia finisca qui."<br />
"TenterÃ  qualcosa per prendere i prigionieri..."  - disse Riccardi stringendo nervosamente il manico del faser alla cintura.<br />
"E' probabile. Sarebbe un idiota a farlo, ma se non sbaglio, siamo pronti anche a fronteggiare i suoi eventuali attacchi di idiozia... - disse Khish - Come direbbe quella maledetta vulcaniana, hanno avuto molti problemi ad installare qui una delegazione fissa, dopo che i trattati di pace avevano escluso la loro presenza nel Quadrante Gamma. Se tentasse un colpo di mano contro le celle di detenzione metterebbe a rischio la presenza della delegazione a bordo della Base e quindi il loro punto d'appoggio nel Quadrante"<br />
"E  per di piÃ¹, non ci guadagnerebbe niente. Neanche il gusto di sfogarsi sull'assassino"<br />
Khish sogghignÃ², premendo i pulsanti di spegnimento dei monitor. Non c'era voluto molto a collegarli con le celle  dove erano detenuti i due mutaforma.<br />
"E pensare che glie l'ho quasi detto... - disse Riccardi - Quando gli ho raccontato che sarebbero partiti quanto prima per un centro di detenzione federale"<br />
"Ma non credo abbia capito <quanto> prima" disse Khish.<br />
"NÃ© che i monitor non erano collegati con le celle della Base, ma con quelle a bordo della Darjeeling"<br />
I due si scambiarono un sorriso complice. Se Varen tenta qualcosa, si ripetÃ© Khish, Ã¨ un idiota. Ma si sa, anche le persone piÃ¹ intelligenti hanno i loro momenti di pura idiozia...<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma - Infermeria federale<br />
8 aprile 2393 - Ore 19:44</b><br />
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La giovane Ba'Kadh era ancora distesa sul lettino in infermeria. Il dottor Sonx si girÃ², in tempo  per vedere entrare a passo svelto K'ooD accompagnato dalla madre Kosara. L'ambasciatore klingon aveva un aspetto cupo che non lasciava promettere niente di buono.<br />
La ragazza reagÃ¬ tentando di alzarsi, ma il dottore la fermÃ²:<br />
"Piano, piano... Occorre tempo per riprendersi da una quasi morte come la sua" - disse, ripristinando il campo di contenimento del lettino.<br />
"Una quasi morte che per poco non ha portato il disonore a tutta la sua famiglia!" - sibilÃ² Kosara piantandosi ferma in mezzo all'infermeria. Il dottore aprÃ¬ con discrezione le comunicazioni con la sicurezza della Base.<br />
"Io non..." - iniziÃ² Ba'Kadh.<br />
"Silenzio!" - urlÃ² Kosara.<br />
"Calma, donna - intervenne K'ooD - La situazione potrebbe essere molto peggiore. Abbiamo evitato il disonore che avrebbe potuto colpire la nostra famiglia. Le colpe di tutto ricadranno su quell'infame mutaforma che aveva sostituito Ba'Kadh. Ma questo ci riporta a noi..."<br />
Lo sguardo di K'ooD si girÃ² di nuovo verso il lettino:<br />
"Ti sei fatta catturare da uno stupido infame mutaforma che Ã¨ riuscito a tenerti inscatolata come una dannata razione militare! E non hai neanche provato a fare il suicidio rituale!"<br />
"Io non..."<br />
"Silenzio! - urlÃ² K'ooD. Lo sguardo della giovane klingon passÃ² dall'uno all'altra:<br />
"Vi siete messi d'accor..."<br />
"Silenzio!" - urlarono insieme K'ooD e Kosara, facendo sussultare il dottor Sonx. Kosara riprese:<br />
"L'amicizia delle nostre due famiglie Ã¨ tale che non posso fare quello che vorrei. Ma ti garantisco una cosa: tu tornerai con me a Q'Oonos, dove si celebrerÃ  il matrimonio"<br />
"Il matrimonio?" - ripetÃ© Ba'Kadh stupefatta.<br />
"Il mio matrimonio! - confermÃ² K'ooD - Con la mia promessa, Bettah!"<br />
"E tu, sei d'accordo? Dopo tutto quello che hai detto?" - reagÃ¬ finalmente Ba'Kadh, rivolgendosi a Kosara.<br />
"Certo che sono d'accordo! - sibilÃ² Kosara - E farai bene ad essere d'accordo anche tu. La tua famiglia ha bisogno del supporto della mia molto piÃ¹ di quanto noi della tua. PerciÃ² ti farai piacere questo matrimonio, Ã¨ chiaro?"<br />
Le labbra scoprirono i denti di Ba'Kadh in un ghigno feroce:<br />
"Per quel che me ne importa, tuo figlio puÃ² godersi la sua umana come e quanto vuole! Sei stata tu a volere che io fossi la promessa di tuo figlio!"<br />
La battuta parve smontare la furia dei due klingon, che si scambiarono un'occhiata perplessa:<br />
"Come? - disse K'ooD - Allora...? Sei d'accordo anche tu?"<br />
"Non Ã¨ mai stata una mia idea, fin dal principio. Chiedi a tua madre se non Ã¨ la veritÃ ! Comunque non sarÃ² io a mettermi di traverso: non dopo tutto quello che ho passato!"<br />
Nell'improvviso silenzio si sentÃ¬ un battimani. K'ooD alzÃ² uno sguardo feroce, per incontrare il volto sorridente del dottor Sonx. L'uomo allargÃ² le braccia:<br />
"Mi sembra di aver capito che ci sarÃ  un matrimonio, no?"<br />
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<b>Deep Space 16 Gamma - Ufficio del capitano Spini<br />
8 aprile 2393 - Ore 23:50</b><br />
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"Pensa che il Delegato Varen tenterÃ  davvero qualcosa?" - domandÃ² il capitano Spini. In piedi, accanto alla finestra che dava verso l'esterno della Base, l'ambasciatrice T'Lani sembrava ancora piÃ¹ anziana di quanto non fosse in realtÃ .<br />
"Ha detto qualcosa, capitano?" -<br />
Sherja la fissÃ² con una certa sorpresa. Gli eventi degli ultimi giorni sembravano aver provato la vulcaniana piÃ¹ del normale, pensÃ² Sherja. Il dottor Sonx avrebbe dovuto farle un controllo quanto prima:<br />
"Parlavo di Varen, ambasciatrice"<br />
"GiÃ , giÃ ... Cosa farÃ  Varen, adesso... - fece l'ambasciatrice, vagamente -  Mi perdoni. Stavo facendo quello che gli umani chiamano un esame di coscienza e noi vulcaniani una meditazione sulla morale. Non posso dire di essere soddisfatta di come siano andate le cose. Del mio comportamento, in particolare. Ho fatto una serie di piani sia per preservare l'esistenza stessa di questa Base come punto di forza diplomatico per la Federazione dei Pianeti Uniti che per tutelare i nostri piÃ¹ fedeli alleati... E siamo stati sul punto di un disastro completo."<br />
"Non poteva prevedere la presenza di non uno, ma ben due mutaforma"<br />
"E' il mio compito prevedere tutte le mosse che si possono comporre su una scacchiera - ribattÃ© T'Lani - Ed invece molte cose non le ho previste. Ma lasciamo andare..."<br />
Si staccÃ² dalla finestra e andÃ² a sedersi sulla poltrona. Il suo volto adesso era chiaramente visibile, alla luce diretta della lampada a led della scrivania:<br />
"Mi chiedeva di Varen. E' un cardassiano e come tutti gli esponenti dei popoli che non seguono le vie della logica, spesso si fa guidare dalle sue emozioni. E' stato il suo rancore verso i klingon a governare le sue azioni contro K'ooD, ma... In qualche modo, penso che sia stato anche convinto di agire nell'interesse del suo Impero"<br />
SospirÃ²:<br />
"Se tentasse di mettere le mani sui due mutaforma con un'azione di forza non potrebbe giustificarsi ai propri occhi. Non sarebbe nell'interesse dell'Impero, capisce?"<br />
"Capisco - rispose Sherja - Capisco anche il motivo di quello che lei ha chiamato prima il suo esame di coscienza. Lei ha fatto di tutto per impedire che si insediasse la Delegazione Cardassiana a bordo di questa Base. Se Varen non dovesse abboccare..."<br />
"Allora dovrei tracciare una riga su questa faccenda e segnarla definitivamente fra i miei insuccessi - rispose - Ma non Ã¨ ancora detto. Varen ha una finestra molto stretta di opportunitÃ  per agire. Se agirÃ , e sottolineo se, avverrÃ  subito dopo la sua partenza per la Terra, capitano, in modo da sfruttare il momentaneo sbandamento che si trova in tutte le organizzazioni complesse che vedono un improvviso cambio al vertice."<br />
"Non ho ancora deciso se accettare..." - iniziÃ² Sherja.<br />
"Deve accettare, capitano - la bloccÃ² T'Lani - Non solo perchÃ© la nuova assegnazione Ã¨ una ottima opportunitÃ  per la sua carriera, ma per suo figlio. Deve allontanare Sorik, almeno per un po', dall'influenza dei Profeti. Prima o poi verranno a prenderlo, ma sarÃ  differente se avverrÃ  in un momento in cui lui Ã¨ ancora un bambino o se nel frattempo avrÃ  avuto l'opportunitÃ  di conoscere e di capire l'esistenza dei popoli che non appartengono alla razza degli alieni del Tunnel Spaziale"<br />
"E naturalmente, perchÃ©  la mia partenza potrebbe essere una occasione molto allettante per Varen, non Ã¨ vero?" - reagÃ¬ Sherja.<br />
"Anche, non lo nego. Ma sono sincera quando dico che per lei Ã¨ un'eccellente opportunitÃ  di mettersi in luce di fronte agli alti comandi. Inoltre, non ho alcun dubbio sul fatto che riuscirÃ  a fare molto bene nel nuovo incarico."<br />
"Come ho giÃ  detto, non ho ancora deciso" - Sherja lasciÃ² passare un istante di silenzio, quindi disse:<br />
"Ha sentito parlare della partenza del capo ingegnere Shivhek?"<br />
L'ambasciatrice fissÃ² l'altra con occhi indagatori:<br />
 L'ho sentito dire, naturalmente... Ed ammetto che la notizia ha colto di sorpresa anche me. Lei ha avuto notizie da lui?"<br />
"Nessuna. Ha spedito le sue dimissioni dalla Flotta Stellare ed Ã¨ salito a bordo di quel cargo Ferengi in partenza senza dare alcuna spiegazione. Non ha risposto a nessuna chiamata"<br />
"Un comportamento decisamente insolito - commentÃ² T'Lani -  Se Shivhek non fosse un vulcaniano, lo definirei addirittura illogico... "<br />
"Non crede che la faccenda meriti qualche domanda?" - chiese Sherja.<br />
L'altra la guardÃ² in tralice:<br />
"Mi sembra chiaro che Shivhek non vuole rispondere... A chi pensa di rivolgere quelle domande, se non a lui?"<br />
"Ho provato a rivolgerne al consigliere Xar, ma lei si Ã¨ trincerata dietro il segreto professionale ed al rapporto consigliere-paziente. Quindi devo farle a lei, ambasciatrice" - rispose il capitano, tranquillamente.<br />
"A me? Le assicuro che non ho avuto alcuna parte nelle dimissioni del capo ingegnere!" - T'Lani si curvÃ² verso di lei:<br />
"Ah, capisco... La stanchezza dell'ora mi rende tarda. Lei vuole che io diventi portavoce delle sue domande"<br />
"Esatto. Ci terrei ad avere delle risposte."<br />
"Ma io purtroppo non ho risposte da darle, capitano - si alzÃ² in piedi - L'unica cosa che posso fare, Ã¨ emanare una segnalazione per il comandante Shivhek sui canali diplomatici, in modo che mi vengano riportati i suoi movimenti. Se avrÃ² notizie, gliele riferirÃ². D'accordo?"<br />
"Va bene - rispose Sherja, alzandosi in piedi a sua volta - Mi basta, per il momento. Lunga vita e prosperitÃ , ambasciatrice"<br />
"Pace e lunga vita... E buon viaggio, capitano. Buon ritorno sulla Terra..."<br />
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<b>USS Darjeeling - 11 aprile 2393 - ore 11:04<br />
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Il tunnel spaziale bajoriano si stava aprendo come la corolla di un fiore di fronte alla nave. La Base Spaziale era ormai alle spalle. Sherja dimenticÃ² volutamente di salutare il capitano Llamas prima di infilarsi nel turboascensore, lasciando la plancia della Darjeeling.<br />
La infastidiva  il pensiero di lasciare dietro di sÃ© tante domande. Non sapeva tuttora che cosa fosse successo al comandante Shivhek, perchÃ© se ne fosse andato e dove fosse in quel momento. Non sapeva se Varen avrebbe tentato di far assalire le celle di sicurezza.<br />
* Peccato che i due mutaforma siano in realtÃ  a tre ponti da me, su questa nave   - pensÃ² Sherja - Qualunque cosa accada, Varen non potrÃ  catturarli *<br />
Ma questo sarebbe stato un problema per il prossimo comandante della Base.<br />
Il turboascensore si aprÃ¬ e Sherja avanzÃ² nel corridoio. Sapeva che la cognata avrebbe portato Sorik al bar di prora, in modo da fargli assistere alla partenza ed al passaggio nel tunnel spaziale. Aveva un certo timore ad affrontare il tunnel spaziale, dove vivevano gli alieni che i bajoriani chiamavano i Profeti. Un timore illogico, perchÃ© i Profeti avevano dimostrato di poter prendere Sorik come e quando volevano. Non avrebbero avuto alcun bisogno di approfittare del passaggio del suo bambino attraverso il loro tunnel.<br />
ArrivÃ² alle porte del bar di prora. Si fermÃ² un istante sulla soglia, cercando i familiari fra i presenti. Li individuÃ² vicino ai grossi oblÃ² di prua e si avvicinÃ², evitando un gruppo di avventori dall'alito pesante.<br />
Sorik la vide e le sorrise, ma non si staccÃ² dal finestrone, dove si stava avvicinando il grande fiore dell''imbocco del tunnel:<br />
"E' lÃ¬ che andiamo, mamma..."<br />
"Ci passiamo solo attraverso, Sorik"<br />
"Ma Ã¨ lÃ¬ che andiamo" - insistette il bambino.<br />
"Si, Sorik. E' lÃ¬ che andiamo..." - disse Sherja prendendogli la mano. Stiamo andando ad attraversare un incerto spazio dimensionale, riflettÃ© Sherja, lasciandoci alle spalle un mucchio di domande che non hanno avuto risposta e che forse non ne avranno mai.<br />
Strinse la mano del bambino e cercÃ² il contatto con quella della cognata.<br />
Il tunnel si aprÃ¬.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Ambasciatore Federale T'Lani </author>
            <pubDate>Mon, 05 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
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