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        <title>DS16GAMMA - Missione 17</title>
        <description>I diari di bordo della DS16GAMMA</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma</link>
        <lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 03:00:42 +0200</lastBuildDate>
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            <title>DS16GAMMA</title>
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            <description>Feed provided by Starfleet Italy.</description>
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            <title>17-01 Si ricomincia ancora </title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Tara Keane<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>DS16 Ponte alloggi ufficiali - 17/08/2395 - ore 23.45</b><br /><br />
Tara era seduta sul divano del suo nuovo alloggio, le gambe allungate coi piedi sul tavolino di fronte e la testa appoggiata sullo schienale, reclinata all'indietro, per godere dello spettacolo dello spazio, che dava il meglio di sÃ¨, ogni volta che il tunnel s'apriva. Rimase cosÃ¬ alcuni minuti per cercare di rilassarsi, poi lentamente alzÃ² la testa e cominciÃ² a guardarsi intorno: da quando aveva preso possesso del suo nuovo alloggio vi aveva passato il tempo strettamente necessario per dormire e solo quel tanto per cui il Dottor Sonx non la potesse obbligare ad un riposo forzato. D'altronde in quei giorni cosÃ¬ frenetici c'era troppo da fare. L'apertura del nuovo tunnel spaziale aveva portato il caos in tutto il settore e tutte le parti in gioco volevano avere parte nel controllo del nuovo tunnel e gli equilibri politici non erano mai stati cosÃ¬ fragili, anche se la questione piÃ¹ urgente da affrontare, e su questo punto erano tutti d'accordo, era la sicurezza, perchÃ© nessuno sapeva che cosa potesse esserci dentro e aldilÃ  del tunnel.  Era stato quindi deciso d'inviare una piccola flotta di navi all'ingresso del tunnel, guidate dalla Fearless al comando di Tomphson e con un paio di navi bajoriane, la nave vulcaniana e quella romulana. I klingon attendevano l'imminente arrivo del nuovo ambasciatore per decidere il da farsi. Shran preso il comando della stazione, come da ordini della Flotta, stava cercando di conoscere il funzionamento della stessa, cosÃ¬ come Tara e gli altri ex membri della Marconi che erano stati assegnati lÃ¬, il piÃ¹ velocemente possibile, aiutati dagli ufficiali di stanza sulla base. C'era anche il problema di Durani e per permetterle di svolgere il suo lavoro, senza avere una scorta perenne, Tara aveva speso il nome pesante del padre e il suo futuro ruolo di erede mettendola sotto la protezione del suo Casato: odiava usare la sua posizione, ma Shran l'aveva persuasa che probabilmente era il metodo piÃ¹ veloce e sicuro per evitare spargimenti di sangue. La situazione sembrava perÃ² ormai che si stesse tranquillizzando e la vita sulla stazione spaziale era tornata alla normale routine, stando a quello che diceva Drillrush. Tara decise allora che era arrivato il momento di appropriarsi del suo nuovo alloggio e cominciÃ² a disfare i bagagli. Per ultimo come sempre, aveva lasciato il suo violino, appoggiato sul lato sinistro del suo grande letto (era statala sua unica richiesta: odiava dormire nello stretto!), allungÃ² una mano e aprÃ¬ la custodia. Fece passare le dita affusolate sulle corde e con voluttÃ  afferrÃ² il manico e prese l'archetto. Era tanto, troppo tempo che non suonava e si ricordÃ² delle parole di suo nonno, il suo primo maestro di violino, che le ripeteva di suonarlo tutti i giorni se voleva che lo strumento rispondesse sempre ai suoi tocchi. Lo appoggiÃ² quasi con riverenza al mento, temendo che, offeso per averlo trascurato, il violino si rifiutasse di suonare, ma quando al lieve tocco dell'archetto uscÃ¬ una nota dolce e pulita, Tara ignorÃ² le sue stupide paure e con impeto si mise a suonare un'antica ballata irlandese. Fu un tutt'uno con la musica per la durata del brano e quando terminÃ² l'esecuzione si sentÃ¬ felice ed appagata e sorridendo pensÃ² che c'era solo un altra cosa che riusciva a soddisfarla cosÃ¬, ma non essendoci un maschio nelle vicinanze...</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Tara Keane</author>
            <pubDate>Sat, 21 May 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-02 L' Ambasciatore Klingon</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Ambasciatore Klingon Rogal Dothrak<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>IKS Pagh Jegh - Alloggio di Rogal Dothrak - 10/08/2395, ore 15.28</b><br /><br />
"Signore..." il klingon sfregiato con l'armatura rosso sangue sbattÃ¨ il pugno all'altezza del cuore e chinÃ² la testa in segno di rispetto.<br />
"Dimmi pure Stilgar." Rogal distolse l'attenzione dai documenti per la conferenza su Cardassia guardando il suo capo della sicurezza.<br />
"Suo fratello desidera parlare con lei." rispose questi senza cambiare il tono di voce.<br />
"Te l'ho giÃ  detto diverse volte Stilgar, almeno quando si tratta di mio fratello potresti farlo passare senza questi inutili formalismi!" ribattÃ¨ lui sbuffando.<br />
"Ai suoi ordini signore..." anche questa volta il tono del klingon non cambiÃ² di una virgola segno evidente che l'ordine ricevuto non sarebbe stato preso nemmeno in considerazione.<br />
<br />
Rogal sospirÃ² rassegnato. Vorn seduto su una comoda poltrona intento a leggere gli stessi documenti sogghignÃ² divertito.<br />
"Fiato sprecato con Stilgar..." commentÃ² senza distogliere lo sguardo dalle pagine della relazione.<br />
"Non riesco ad entrare in un bagno prima che lui abbia controllato la sicurezza del posto. Sta diventando imbarazzante!" sbuffÃ² Rogal gettando i fogli alla rinfusa sul tavolo.<br />
"Non si sa mai cosa potrebbe essere stato nascosto in un bagno..." borbottÃ² Vorn riproducendo perfettamente il tono distaccato del capo dei SuvwI' 'Iw.<br />
"Vecchio non ti ci mettere anche tu!" ribattÃ¨ il diplomatico disgustato.<br />
<br />
"Fratello!" Il Capitano del IKS Pagh Jegh e fratello di adozione di Rogal entrÃ² nell'alloggio e chinÃ² la testa dopo aver sbattuto il pugno al petto.<br />
"Angron anche tu adesso?!" rispose lui esasperato. Un ghigno di divertimento apparve sul volto del fratellastro.<br />
"Sono arrivati nuovi ordini dall'Alto Consiglio... questa ti piacerÃ  molto!" le teste degli altri due klingon si alzarono all'unisono per guardare il Capitano della nave.<br />
"Vuoi che ti strappi le parole di bocca con un D'K Tahg?" Angron sogghignÃ² di nuovo. Erano giorni che Rogal era intrattabile.<br />
L'ambasciatore odiava le conferenze e tutto quell'inutile e pomposo chiacchiericcio, soprattutto quando la maggior parte dei presenti erano dignitari addestrati a non dire mai quello che effettivamente pensavano. PiÃ¹ di una volta Angron lo aveva visto cercare di intavolare una conversazione con il personale non diplomatico, persino con i camerieri che servivano alle feste, ma questi avevano l'ordine di essere sempre poco visibili e quindi tendevano a non socializzare. Oltretutto la colossale stazza di Rogal e il suo abbigliamento selvaggio serviva solo ad spaventarli.<br />
Ma Rogal ci provava sempre e piÃ¹ di una volta Stilgar lo aveva acciuffato prima che se la svignasse per una visita privata per le strade delle cittÃ  aliene che visitavano per le conferenze. A quel punto il diplomatico doveva cancellare la sua avventura perchÃ¨ una scorta di dieci klingon armati fino ai denti non contribuiva alla socializzazione.<br />
Rogal del casato Dothrak era come un curioso orso chiuso in una gabbia d'oro piena di punte e lame.<br />
<br />
"Allora?" sbuffÃ² Rogal sempre piÃ¹ irritato.<br />
"L'Ambasciatore P'Sat Duy'A' K'ooD su Deep Space 16 Gamma Ã¨ scomparso in circostanze misteriose. Hai avuto ordine di sostituirlo sulla stazione spaziale come Ambasciatore e nel frattempo investigare sulla sua scomparsa. Ti ho inviato i dati che abbiamo direttamente sul tuo pad." Angron vide gli occhi del fratellastro illuminarsi come due lampadine.<br />
<br />
"Una stazione Federale in un territorio quasi del tutto inesplorato..." mormorÃ² Rogal assaporandone il significato.<br />
"Stilgar non ne sarÃ  affatto contento." commentÃ² Vorn, consigliere personale di Rogal e suo fidato amico di lunga data.<br />
"Se lo farÃ  piacere! E se prova a tenermi rinchiuso dentro l'ambasciata lo faccio arruolare fra le truppe ferengi!" esclamÃ² galvanizzato dalla splendida notizia.<br />
"Fa solo il suo lavoro!" lo difese Angron lasciandosi sfuggire una risata.<br />
"Ma impedisce a me di svolgere il mio... comunque la sua eccessiva protezione potrebbe far nascere sospetti. Voglio che tutti i klingon che non hanno validi motivi per girovagare su Deep Space 16 siano spediti da qualche parte. Sulla stazione dovranno esserci solo i SuvwI' 'Iw e gli uomini dell'equipaggio della Pagh Jegh. CosÃ¬ almeno Stilgar sarÃ  piÃ¹ tranquillo."<br />
"Lui Ã¨ tranquillo solo quando siamo su Inwit" rispose il fratello riferendosi al suo pianeta natale e sede del casato dei Dothrak.<br />
"DovrÃ  farsene una ragione... comunica alla stazione che ho bisogno di due alloggi. Uno per me e uno per Vorn. La scorta risalirÃ  sulla Pagh Jegh nei turni di riposo.<br />
"Come desideri..." rispose Angron seguendo il fratello con lo sguardo mentre si dirigeva verso la camera da letto.<br />
"Che ne faccio di questa roba?" gli urlÃ² dietro Vorn riferendosi ai documenti che stavano studiando fino a pochi minuti prima.<br />
"Chiama Stilgar e digli di portare un lanciafiamme. Ah Vecchio, vedi se riesci a farmi avere notizie sugli ufficiali in comando della stazione e sui vari ambasciatori. Io vado a farmi qualche ora di allenamento. Odio studiare per le conferenze!"<br />
<br />
<br /><b>IKS Pagh Jegh - Sala dei combattimenti - 12/08/2395, ore 9.15</b><br /><br />
I due klingon armati di bat'leth attaccarono all'unisono senza emettere un fiato. Quelli non erano dei semplici e brutali guerrieri abituati a vociare sfide inconcludenti o urla belluine, quelli erano SuvwI' 'Iw, i Guerrieri di Sangue. Klingon addestrati dai migliori guerrieri del casato e totalmente fedeli a Rogal rasentando quasi il fanatismo religioso.<br />
Erano due i casati leali a quello dei Dothrak: il casato Wogher al quale apparteneva Vorn, il vecchio precettore di Rogal e suo intimo amico, e i Martok, casato di Worf, e loro alleato durante la crisi imperiale.<br />
Di questi due casati solo quello dei Wogher conosceva il segreto nascosto dai Dothrak. Un segreto che forse non sarebbe mai venuto alla luce per non rischiare una guerra civile nell'Impero.<br />
<br />
Rogal schivÃ² i due affondi danzando con leggerezza attorno agli avversari. Altri due guerrieri arrivarono alle sue spalle.<br />
<br />
"Continua..." mormorÃ² lui all'indirizzo di Vorn mentre con un clagore bloccava sopra la testa le due bat'leth indirizzate alla parte superiore del corpo.<br />
"L'unica ambasciatrice degna di nota Ã¨ quella Vulcaniana. T'Lani se non sbaglio. L'ho conosciuta una volta, anche se dubito si ricordi di me. E' estremamente abile e intelligente... sarÃ  la tua principale avversaria per quello che ti aspetta. Sull'ambasciatore Romulano e quello Cardassiano non abbiamo abbastanza informazioni. Solo qualche scheda sintetica inviataci dai loro governi. E dato che sono romulani e cardassiani avranno sicuramente informazioni false."<br />
Rogal continuÃ² a bloccare i colpi sempre piÃ¹ rapidi in arrivo. Un suo colpo particolarmente ben assestato fece sfuggire di mano l'arma ad uno dei suoi avversari che uscÃ¬ dal cerchio della lotta salutando con un inchino il suo avversario che intanto continuava a combattere. Stilgar grugni all'indirizzo del perdente e gli lanciÃ² un'occhiata di fuoco.<br />
"Il Capitano Shran Ã¨ al comando. Un Andoriano... sembra un tipo a posto, ma ultimamente ha avuto parecchia sfortuna, la nave che comandava ha avuto due missioni molto dure. Nell'ultima l'ha sacrificata per stabilizzare il nuovo tunnel."<br />
"Un Capitano incapace..." commentÃ² Stilgar con il suo consueto tono freddo.<br />
"Ne dubito. Ho letto i rapporti delle due missioni e gran parte del suo equipaggio Ã¨ sopravvissuto. Un Capitano che tiene in vita i suoi uomini nonostante quello che gli Ã¨ capitato, non Ã¨ un'incapace." ribattÃ¨ Rogal e un'altra arma schizzÃ² via dalle mani di un guerriero. "Altro degno di nota?"<br />
"C'Ã¨ un problema con uno dei membri del suo equipaggio. Durani della Casata di Kanjis."<br />
"So di cosa si tratta. E' stato un vero imbroglio ma non possiamo farci niente ormai. Faremo finta di nulla e la lasceremo in pace. Non possiamo attirare l'attenzione su di noi, ma l'Alto Consiglio non avrÃ  il coraggio di imporci di uccidere un'ufficiale della Flotta Stellare... Dopo che avremo fatto sloggiare i guerrieri presenti sulla stazione non credo avremo problemi con i nostri. E poi Ã¨ una ragazzina... lo sai che Stilgar ha un cuore d'oro quando si tratta di ragazzini!" Vorn sorrise all'occhiata omicida che il klingon lanciÃ² a Rogal in risposta.<br />
"Non sarebbe comunque un problema, - commentÃ² il vecchio riprendendo a leggere dopo la battuta di Rogal - a quanto pare il Casato di VodleH ha esteso la sua protezione alla giovane guerriera. Ci sono due altre due mezzo sangue nell'equipaggio e una di queste appartiene a quel casato. Anche se probabilmente questa protezione potrebbe creare molti guai al loro patriarca."<br />
"Bene, almeno non dovremmo fingere inutili tentativi di omicidio. Chi Ã¨ questa mezzosangue?"<br />
"Si chiama Tara Keane. Mezza umana e mezza klingon." rispose Vorn girando il pad in maniera che il suo pupillo potesse vedere la foto.<br />
Rogal fermÃ² il combattimento con un gesto e prese il pad dalle mani del suo mentore.<br />
"Affascinante..." commentÃ² con un luccichio nello sguardo.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Approdo 1 - 18/08/2395, ore 16.42</b><br /><br />
=^=Capitano, l'incrociatore klingon sta attraccando all'approdo uno!=^=<br />
"Grazie Signor Keane." rispose Shran allungando il passo "Signor Riccardi, sa qualcosa di questo nuovo Ambasciatore Klingon?"<br />
Il capo della sicurezza lanciÃ² un'occhiata agli uomini della sicurezza che li seguivano. Non riteneva che fossero necessari, ma con i klingon era sempre meglio essere prudenti.<br />
"Poco o nulla Capitano... A quanto pare questo Rogal si Ã¨ fatto una certa nomea. Al suo primo incarico ha fermato una faida fra due casati sbudellando i loro rappresentanti."<br />
"E questo immagino non sia usuale nemmeno fra i klingon..."<br />
"No, ma certamente ha attirato l'attenzione di tutti! Comunque Ã¨ ancora inesperto e giovane, l'Ambasciatrice T'Lani se lo mangerÃ  a colazione!"<br />
<br />
I due si fermarono davanti alle porte dell'approdo uno proprio nel momento in cui queste si aprivano. Il vapore generato dal riscaldamento del portellone della nave, per permettere l'ancoraggio del corridoio di entrata, fu tinto di rosso dalle luci proveniente dal vascello. Dalla nebbia uscirono due guerrieri in armatura rosso sangue, dietro di loro, sovrastandoli di molto, l'enorme sagoma di un klingon con dreadlock metallici e con occhi grigio ghiaccio. Si muovevano sileziosi e sicuri, estremamente diversi dai chiassosi klingon che i Federali erano abituati a vedere. Era come veder uscire dei demoni dagli inferi.<br />
<br />
"Per la miseria..." commentÃ² Riccardi avanzando istintivamente di un passo per proteggere il suo nuovo Capitano.<br />
<br />
"Chi mangerÃ  chi?" mormorÃ² Shran alzando gli occhi verso quelli dell'ambasciatore.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Ambasciatore Klingon Rogal Dothrak</author>
            <pubDate>Sat, 21 May 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-03 VedrÃ  che si troverÃ  bene!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Shran del clan Mira <br /><br /><JUSTIFY>A Shran non era mai piaciuto Tomphson.<br />
Non che avesse qualcosa in particolare contro di lui o che il betazoide gli avesse mai fatto nulla.<br />
A Shran non piaceva Tomphson solo per il semplice fatto che fosse un betazoide, e a lui, quelli che gli potevano leggere nel pensiero, non gli erano mai piaciuti.<br />
Solo un anno prima lo aveva incontrato alloggiando su DeepSpace16 in attesa di essere definitivamente trasferito sulla USS Marconi...<br />
GiÃ , la Marconi, quella fantastica classe Ambassador...<br />
Effettivamente non gli aveva portato molte soddisfazioni: una intera razza sterminata, missioni finite male, i Borg...<br />
Ma l'aveva amava come se fosse stata la sua donna...e adesso era un cumulo di rottami...<br />
Ah sÃ¬ Tomphoson. Shran lo aveva giÃ  incontrato e avevano parlato per non piÃ¹ di cinque minuti. Un tempo piÃ¹ che sufficiente per il Capitano Andoriano.<br />
Adesso, avrebbe dovuto prendere il suo posto lÃ  a bordo di quella immensa stazione spaziale e sicuramente negli anni a venire avrebbe ancora dovuto sentire il suo nome...<br />
I pensieri gli affollavano la mente, ma quella sera Shran voleva solo rilassarsi con dei vecchi amici.<br />
<br />
<br /><b>Nave Emperior - Guardia Nazionale Andoriana - 5/08/2395 - ore 22:00</b><br /><br />
Nhial era passato dal tunnel di Bajor neanche un anno prima ed aveva aiutato Shran in difficoltÃ  con la sua nave, la Emperior, della Guardia Nazionale Andoriana.<br />
Quel giorno, di ritorno dal suo viaggio nel quadrante Gamma, Nhial decise di fermarsi a salutarlo avendo ricevuto qualche giorno prima la novitÃ  del suo trasferimento.<br />
"CosÃ¬ ti mettono a capo di questa stazione? Sei giÃ  al secondo incarico vecchio mio!" disse canzonando il federale.<br />
"Ehy ehy! Vecchio mio lo andrai a dire a qualcun altro, guardami e dimmi se non mi trovi in perfetta forma! - rispose Shran con una punta di orgoglio - senti Nhial, lasciamo stare tutto per stasera..."<br />
I due alzarono i calici pieni di birra andoriana e brindarono alla loro amicizia.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Passeggiata - 6/08/2395 - ore 12:00</b><br /><br />
Shran non aveva ancora preso servizio, diciamo che Tomphson non se ne era ancora andato... quindi ne approfittÃ² per svegliarsi tardi quella mattina e fare una passeggiata perlustrativa a bordo della sua futura stazione. Mentre passeggiava si ricordÃ² di quando un anno prima aveva incontrato una sua vecchia fiamma proprio in uno di quei ristoranti lÃ  sulla passeggiata.<br />
ChissÃ  se sarebbe tornata ancora * ma alla fine, facesse come vuole...* pensÃ² tra sÃ© e sorrise.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capitano - 8/08/2395 - ore 09:00</b><br /><br />
Il Capitano Tomphson stava liberando finalmente il suo studio. Da lÃ¬ a poche ore lo avrebbe lasciato per la sua nuova assegnazione. Anche il Primo Ufficiale Manuela Garcia sarebbe andata con lui, e si sarebbero portati con loro anche la Fearless.<br />
Shran bussÃ² alla porta dell'Ufficio del suo parigrado ed entrÃ².<br />
"Buongiorno Capitano" Shran salutÃ² il betazoide cercando di celare il disagio che provava nel parlare con uno in grado di leggergli nella mente.<br />
"Buongiorno a lei. Allora? Come le sembra qua?" Il betazoide sapeva benissimo dell'astio di Shran nei suoi confronti, e ne conosceva benissimo il motivo...<br />
"Beh DeepSpace16 Ã¨ veramente molto grande, l'ho studiata in questi giorni, ma avrÃ² ancora tanto lavoro da fare..." rispose con una frase di circostanza<br />
"VedrÃ  che si troverÃ  bene!"</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Capitano Shran del clan Mira </author>
            <pubDate>Fri, 27 May 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-04 Alle Porte</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Claire Drillrush<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Navetta Heisenberg - 9 agosto 2395 - ore 8.45</b><br /> <br />
Il tunnel spaziale si aprÃ¬ di fronte a lei come un fiore, tingendo l'interno della cabina di una sfumatura azzurra.<br />
Claire si sporse leggermente dal sedile del copilota per vedere meglio l'interno del tunnel quando il piccolo veicolo ne imboccÃ² l'ingresso.<br />
"Straordinario, non Ã¨ vero?" le domandÃ² il giovane tenente al suo fianco. "Non si preoccupi, dopo un po' ci si abitua. Ma Ã¨ sempre uno spettacolo meraviglioso."<br />
Claire annuÃ¬, osservando il turbinare di colori dell'interno della struttura tunnel.<br />
"Dicono che ci abitino degli alieni," continuÃ² il ragazzo.<br />
"I Profeti," concordÃ² Claire, mentre si rimetteva a sedere. ControllÃ² per abitudine le letture sulla consolle di fronte a lei, mentre il pilota portava agilmente la navetta fuori dal tunnel.<br />
"CosÃ¬ li chiamano su Bajor, sÃ¬. Non so se siano dei, ma di certo qualcosa lÃ¬ dentro c'Ã¨."<br />
"GiÃ . Anche se io non lo direi ad un Bajoriano."<br />
*E nemmeno ai Klingon* pensÃ² Claire. Aveva letto gli ultimi rapporti da DS16 prima del trasferimento dalla Saturn ed era conoscenza dei fatti, ufficiali quantomeno, che avevano portato alla scomparsa del precedente ambasciatore Klingon di stanza sulla stazione. SÃ¬, di certo qualcuno lÃ¬ dentro c'era.<br />
Anche per questo aspetto, l'ultima missione era stata particolarmente dura e ora sulla base si trovava un equipaggio formato dalla fusione - o forse smembramento sarebbe stato il termine piÃ¹ accurato -  di due precedentemente ben distinti. Non sarebbe stata una passeggiata, ma in qualche modo tutti avrebbero dovuto imparare ad integrarsi. Anche lei.<br />
"Lei lavora sulla stazione?" domandÃ² al ragazzo. "Fa sempre questo viaggio, avanti e indietro?"<br />
"Oh, sÃ¬. La stazione Ã¨ un luogo piacevole in cui vivere, specialmente se si hanno dei figli. E mi piace fare questo viaggio. Si incontra un sacco di gente. Ho trasportato ammiragli, capitani, ambasciatori. Una volta ho accompagnato una squadra scientifica di deltani. E una volta un ingegnere boliana che non la smetteva di parlare. Lei Ã¨ stata assegnata alla stazione, giusto?"<br />
"Non lo sa?" chiese Claire, osservando fuori dall'oblÃ², dove la stazione era apparsa alla vista e si ingrandiva sempre piÃ¹.<br />
"Non mi dicono sempre chi sono le persone che accompagno."<br />
"Sono assegnata alla stazione, sÃ¬. Sono il nuovo primo ufficiale."<br />
Per un attimo calÃ² il silenzio. Il ragazzo tenne gli occhi sui suoi controlli e Claire si ravviÃ² una ciocca di capelli rossi dalla fronte mentre guardava fuori.<br />
"Conosce il capitano Shran?" chiese lei infine.<br />
Il ragazzo scosse la testa. "Non bene. Era al comando della Marconi prima che fosse distrutta. Mi sembra un tipo a posto. Anche se severo."<br />
Severo. Suo padre era solito dire che severo Ã¨ un aggettivo da insegnante di scuola, non da ufficiale in comando. Lei non doveva essere severa, doveva essere autoritaria. Claire se lo ripeteva continuamente ora che il comando infine era toccato a lei.<br />
In ogni caso avrebbe incontrato presto il capitano Shran e avrebbe verificato se era davvero severo, come l'aveva definito il ragazzo al suo fianco.<br />
La stazione davanti a loro divenne sempre piÃ¹ grande. Nel giro di pochi istanti, il pilota richiese il permesso all'atterraggio e gli vennero fornite autorizzazioni e coordinate per l'attracco.<br />
La manovra fu veloce ed eseguita con perizia, nonostante non fosse certo difficile.<br />
Claire si alzÃ² e raccolse le sue cose. Si mise la borsa in spalla mentre il pilota spegneva i sistemi con calma.<br />
"Eccoci arrivati, Signora. Lasci che l'aiuti."<br />
Claire ringraziÃ² ed annuÃ¬ passando una delle borse al ragazzo. Insieme varcarono il portello di attracco e sbucarono in uno dei corridoi di servizio.<br />
"La passeggiata Ã¨ da questa parte," disse il tenente facendo strada. "Da lÃ¬ potrÃ  raggiungere sia la sala controllo che i suoi alloggi.<br />
Claire annuÃ¬. "Ho visionato le planimetrie, sÃ¬."<br />
Percorsero il resto della strada chiacchierando di nulla.<br />
Il tenente, arrivati a destinazione, le restituÃ¬ la borsa e le tese una mano.<br />
"Signora, Ã¨ stato un piacere accompagnarla. Io sono il tenente Andrew Dahl, in ogni caso."<br />
Claire ricambiÃ² la stretta e sorrise. "Comandante Drillrush."<br />
"Come l'ammiraglio?" chiese il giovane.<br />
"GiÃ . Come l'ammiraglio."<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Comandante Claire Drillrush</author>
            <pubDate>Fri, 03 Jun 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-05 Debiti e Riconoscenza</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis<br /><br /><JUSTIFY>Deep Space 16 Gamma - Ufficio del Capitano - 08/08/2395 - ore 09:00<br />
La conversazione fra Tomphson e Shran non era mai decollata: entrambi si erano mantenuti su frasi di circostanza e con pochi commenti sui problemi che il nuovo Capitano si sarebbe trovato ad affrontare.<br />
Resh percepiva senza nemmeno leggergli nella mente che alla sua controparte andoriana poco piaceva quella nuova assegnazione, ma confidava che col tempo sarebbe riuscito ad apprezzarla, in un modo o nell'altro.<br />
La base da sempre era teatro di situazioni particolari e complicate e di Shran tutto si poteva dire tranne che non se la sapesse cavare in quei frangenti.<br />
D'altro canto, Resh poteva comprendere benissimo la frustrazione del collega per aver perso il comando della USS Marconi, di essere stato confinato in una base spaziale e di vedere un altro condurre le operazioni per scovare i colpevoli della situazione contingente.<br />
Avrebbe voluto trovare parole idonee per sostenere emotivamente il collega, ma l'andoriano si era eretto un muro difensivo attorno a sÃ©. Comportamento abbastanza usuale che molti tenevano nei confronti dei betazoidi e di chiunque avesse qualche potere telepatico.<br />
Non che servisse a qualcosa, naturalmente: se Resh avesse voluto, avrebbe potuto sondare ugualmente la mente di Shran.. ma non voleva e quindi, sorridendo fra sÃ©, si limitava a scrutare l'atteggiamento imbronciato del collega andoriano.<br />
A riscaldare l'aria un po' gelida che regnava nella stanza, ci pensÃ² la Garcia col suo ingresso improvviso: convinta di trovare solo Resh, era entrata, sacco in spalla, quasi senza bussare per poi bloccarsi immediatamente, trovando l'andoriano impettito in piedi accanto alla scrivania che Tomphson stava liberando.<br />
A Resh non servirono parole ed attivÃ² il programma abituale di sicurezza del suo ufficio.<br />
Dopo qualche istante, ad un cenno affermativo del suo superiore, Manuela iniziÃ² a parlare:<br />
"Ho chiamato a rapporto il personale richiesto e ordinato alla sezione comunicazioni di criptare ed inoltrare immediatamente le chiamate destinate a questo ufficio"<br />
L'andoriano Shran squadrÃ² i due con fare inquisitorio, ma prima che potesse parlare e chiedere spiegazioni, il trillo della porta iniziÃ² a emettere il suo classico cicalino.<br />
Prima una.. poi due.. alla fine tre volte nell'arco di dieci minuti.<br />
La prima ad entrare su Elisabeth Stern, moglie dello scomparso K'ooD.<br />
La seconda fu Karana Vok, l'ingegnere capo della stazione.<br />
L'ultima fu Tara Keane che si trascinava dietro una recalcitrante Durani.<br />
Quando furono tutti presenti, Resh prese finalmente la parola:<br />
"Vi ho convocati qua per un motivo ben preciso: sono arrivati gli ordini di servizio dall'Ammiragliato. Il contrammiraglio Maelstrom conferma le assegnazioni che giÃ  vi erano state anticipate."<br />
Durani non nascose il suo malumore e disappunto per essere confinata su una base. Era prevedibile e non serviva essere betazoidi per comprenderlo.<br />
Anche Shran non l'aveva presa benissimo, temeva le ripercussioni che le faide fra klingon avrebbero potuto degenerare, ma non lo diede a vedere.. l'unico a percepirlo fu Resh che sorrise con fare sornione al collega.<br />
"Oltre a questo, mi Ã¨ stato comunicato il nome del temporaneo sostituto dell'Ambasciatore K'ooD: Rogal della Casata di Dothrak"<br />
"Lo conosco poco, ma ha una fama sinistra.." disse la Stern<br />
"Concordo con lei Elisabeth.. tuttavia mi Ã¨ stato fatto sapere che ha dato ordine alla quasi totalitÃ  dei klingon presenti sulla base di fare rapporto al Comandante Nu'Hos e di prepararsi a lasciare la stazione, ponendosi al servizio della Casata di K'ooD fino al vostro rientro a Boreth"<br />
Durani si fece improvvisamente meno tetra e piÃ¹ attenta all'evolversi della conversazione. Lo stesso si poteva dire di Shran, sebbene su sfumature differenti.<br />
Mentre Resh continuava a relazionare i suoi ospiti, Manuela rispose al comunicatore, verificÃ² la bontÃ  del segnale di trasmissione e mise la comunicazione in attesa.<br />
Dopo circa cinque minuti, Tomphson le fece segno di attivarla.<br />
Sullo schermo visore dell'ufficio fece la sua comparsa un anziano klingon: i lunghi capelli, la barba ed i baffi erano bianchissimi e acconciati in perfetto ordine. Il vestito da battaglia indossato era logoro qua e lÃ , ma rispecchiava la grandezza del suo possessore.<br />
=^= IKC Naghboch a DS16 Gamma =^=<br />
La voce era potente sebbene portasse in sÃ© il segno degli anni<br />
"VavnI'!!!" gridÃ² Durani elettrizzata<br />
"Kheldas'Kanjis" esclamarono quasi contemporaneamente Tara Keane e Karana Vok<br />
La Stern si limitÃ² a fare un profondo cenno di saluto cerimoniale di rispetto nei confronti del vecchio Klingon, che rispose a sua volta alla stessa maniera.<br />
Shran stava per esplodere pretendendo spiegazioni di fronte a quella rimpatriata che non comprendeva pienamente, mentre Resh scambiava occhiate divertite alla Garcia.<br />
Fu Kheldas il primo a parlare nuovamente:<br />
=^= Ringrazio il Capitano Tomphson per questa opportunitÃ  =^=<br />
"La leva che ha usato era particolarmente forte, ma Ã¨ stato un piacere ottemperare alla sua richiesta"  rispose Resh con un sorriso divertito<br />
=^= Spero che la mia vecchia amica glielo abbia domandato e non ordinato.. =^= gli fece eco il klingon facendo riferimento all'Ammiraglio Squiretaker<br />
Ad un cenno affermativo di Resh, Kheldas riprese a parlare:<br />
=^= Ho richiesto questo incontro perchÃ© sono debitore con tutti voi! Col Capitano Tomphson e la sua vice Garcia per aver vegliato sull'incolumitÃ  di mia nipote qua sulla base.. con la Casata di Vok che ha piÃ¹ volte manifestato la sua insofferenza verso un atto ingiusto.. con la Casata di Goroth e con quella di P'ooD che tanto hanno sofferto.. ed infine, particolarmente, con quella di VodleH. La presa di posizione dell'erede della loro Casata nel garantire protezione a mia nipote ha fatto notizia e scalpore. =^= <br />
"Le devo la vita ed Ã¨ una mia amica.. era il minimo che potessi fare" interloquÃ¬ di rimando Tara<br />
=^= Vista la situazione in cui versano i Kanjis, sappiamo entrambi che non era tenuta a farlo.. ma anzi a darci la caccia. Per questo motivo, ho un grande debito nei confronti suoi Tara'VodleH.. e non mancherÃ² di onorarlo fino alla fine =^=<br />
Il vecchio si esibÃ¬ in un altro ampio gesto cerimoniale, seguito da una meno ortodossa risposta da parte di Tara.<br />
=^= Il patriarca di VodleH, tuo padre, molto si Ã¨ speso per difendere le tue ragioni e ha avuto sostegno da altri clan.. fra cui le Casate dei Klaa e dei Martok. Fino a quando esisterÃ  quel debito, Durani Ã¨ al sicuro. =^=<br />
"Il vento sta cambiando VavnI'?" domandÃ² la nipote<br />
=^= Presto per dirlo.. Il nuovo ambasciatore Ã¨ un Dothrak, Casata legata ai Martok e agli Hagen. Avrebbero potuto mandare qualcuno dei Ha'DIbaH che ci vogliono sterminare e non Ã¨ stato fatto. Qualcosa vorrÃ  pur dire.. Resta sulla stazione e sarai al sicuro =^=<br />
<br />
Un trillo d'allarme risuonÃ² sulla IKC Naghboch.<br />
=^= Spiacente Capitano Shran non poter scambiare due chiacchiere anche con lei, ma debbo azionare l'occultamento. Il Clan Mira potrÃ  sempre contare sull'amicizia e sull'appoggio della Casata di Kanjis =^=<br />
Il vecchio Klingon non disse altro, ma fissÃ² negli occhi la nipote fino all'ultimo istante prima di porre termine alla comunicazione.<br />
Non le disse arrivederci piccola mia.<br />
Non c'era spazio per la tenerezza.<br />
Non c'era posto per la debolezza.<br />
Solo i duri e i forti potevano definirsi Kanjis.<br />
Solo i duri.<br />
Solo i forti.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Durani della Casata di Kanjis</author>
            <pubDate>Wed, 08 Jun 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-06 Partenze ed Arrivi</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Dal-amar Sonx<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Deep Space Gamma  - Sala Ologrammi Uno  - 9 agosto 2395  - ore 09.00</b><br /><br />
Sonx piazzÃ² bene i piedi a terra, alzÃ² di nuovo lo sguardo per assicurarsi della mira e osservÃ² per un attimo le punte degli alberi, erano leggermente scossi dalla brezza marina che soffiava da sinistra a destra compensÃ² spostando leggermente i piedi, poi abbassÃ² lo sguardo e sistemandosi il panama sulla testa caricÃ² il colpo.<br />
*STOCK!!*<br />
Il denobulano, completando il suo swing controllÃ² la direzione della pallina "Perfetto" disse mentre un largo sorriso di formÃ² sul suo volto.<br />
"Direi proprio di sÃ¬, dottore" Jaran aggiunse un fischio al commento mentre con una mano si riparava gli occhi per guardare dove stesse andando la pallina "Saranno quasi duecento metri!"<br />
"PiÃ¹ o meno" rispose gongolando l'ufficiale medico capo di Deep Space Gamma "Se ti impegni puoi quasi farli anche tu"<br />
"Quasi?" domandÃ² il mezzo cardassiano mentre prendeva posto sul tee della buca diciotto "Ci scommettiamo qualcosa sopra, che riesco a superarti?"<br />
Sonx tornÃ² sul tee e osservÃ² la buca, la diciotto di Pebble Beach era sempre spettacolare: le onde che si schiantavano sulla costa sulla sinistra, la club house e altre costruzioni antiche sulla destra, e in mezzo un mare di verde punteggiato da diversi bunker di sabbia. "D'accordo" disse ad un tratto il dottore "Scommettiamo: una bottiglia di birra romulana... ma di quella vera" sorrise l'uomo.<br />
"Lo sa dottore che Ã¨ quello che sta chiedendo Ã¨ merce vietata?" rispose l'ex-capo della sicurezza della USS Marconi.<br />
"Sono certo che un ufficiale efficiente, e discreto, come te la saprÃ  procurare"<br />
"Su questo non ho dubbi, ma dai per scontato che sia io a perdere, tu invece come farai a procurarmi la mia vincita?"<br />
"Non prendo minimamente in considerazione la faccenda, sono una persona sicura di sÃ© io"<br />
Dal trovava divertente, e allo stesso tempo inquietante, il sorriso del suo amico e quello che gli stava rivolgendo ora quasi l'inquietava: gli estremi delle labbra del denobulano sembravano raggiungere le orecchie del dottore. <br />
Senza farsi intimorire ulteriormente il giovane ufficiale si piazzÃ² sulla piazzola di partenza, come di rito provÃ² il colpo tre volte sul bordo del tee e poi prese posizione, il vento si sollevÃ² portando alle narici di Jaran il salmastro profumo del mare, lui inspirÃ² quella brezza mentre caricava il colpo, che rilasciÃ² producendo sulla palla un suono simile ad un colpo di pistola.<br />
La pallina iniziÃ² la sua parabola ascendente, poi grazie al vento che era cambiato in quel momento, superÃ² il grande bunker di sabbia posizionato quasi al centro del farway, poi la pallina iniziÃ² la sua fase discendente e come un falco sembrÃ² puntare la pallina di Sonx.<br />
"Ahio" disse il medico osservando la sfera cadere "Mi sa che dovrÃ² chiedere dei favori in giro..." la pallina di Jaran cadde una ventina di centimetri prima di quella del dottore, dopo il primo rimbalzo rotolÃ² oltre di almeno cinque metri.<br />
"Quelli credo siano anche piÃ¹ di duecento metri"<br />
"Saranno al massimo duecentouno" puntualizzÃ² l'ufficiale medico capo.<br />
"Fossero anche centonovantanove, caro il mio dottore, io so solo che mi devi una bottiglia di birra romulana"<br />
<br />
<br /><b>Deep Space Gamma  - Attracco partenze  - 9 agosto 2395  - ore 10.00</b><br /><br />
"Quindi amico mio ci siamo" Sonx diede una pacca sulle spalle all'ufficiale piÃ¹ giovane.<br />
"A quanto pare" Jaran si sistemÃ² il bagaglio a mano "Sempre pronto a partire" un sorriso poco convincente si dipinse sul suo volto.<br />
"Intuisco che tu sia ancora dispiaciuto per Marconi, ma vedila come una nuova opportunitÃ " il denobulano sorrise "A proposito sai giÃ  dove ti mandano?"<br />
"Non ancora, il comando di flotta non mi ha ancora affidato un incarico, pensavo quasi mi avrebbero messo di stanza su questa stazione ma da quanto ho sentito avete un'ottima sicurezza a bordo"<br />
"Sarebbe stato bello in effetti, pensa quante partite a golf avremmo potuto fare"<br />
"Mmm... sÃ¬ ma non avremmo potuto continuare con le nostre scommesse... altrimenti ci avrebbero arrestato per traffico di merce di contrabbando!" questa volta il sorriso del mezzo cardassiano era sincero.<br />
"GiÃ . Comunque con il tuo curriculum non credo avrai problemi a trovare un posto su una bella nave, e nel frattempo ti potrai riposare"<br />
"Per i miei gusti ho giÃ  riposato abbastanza..."<br />
"Disse l'uomo d'azione" lo sbeffeggiÃ² Sonx.<br />
"Credo sia ora, ti saluto amico mio, e appena avrai quella bottiglia che mi devi tornerÃ² a trovarti" Jaran allungÃ² la mano.<br />
Sonx lo abbracciÃ² "Buon viaggio amico, cercÃ² di farmi dare quella birra il prima possibile cosÃ¬ ti faccio tornare subito su questa stazione"<br />
"Grazie" disse Dal mentre si dirigeva verso la navetta, sulla soglia si voltÃ² e trovÃ² uno dei quei sorrisi inquietanti che solo di denobulani sapevano fare, Jaran scosse la testa e alzando la mano salutÃ² un'ultima volta il medico prima di inforcare il tunnel per la navetta.<br />
Arrivato alla navetta, l'ufficiale della sicurezza, lasciÃ² il passo, ad umana dai capelli rossi che stava scendendo dalla navetta, il mezzo cardassiano la osservÃ² un attimo poi si accorse che i gradi la qualificavano come comandante e le fece il saluto, la donna ricambiÃ² con sorriso. Per alcuni secondi osservÃ² la donna allontanarsi e con un mezzo ghigno pensÃ² che il capitano Shran era alquanto fortunato *Una rossa...* pensÃ² *...sarebbe stato interessante restare...* ancora con il sorriso-ghigno si imbarcÃ² sulla navetta Heisenberg.<br />
<br />
<br /><b>Deep Space Gamma  - Infermeria  - ore 14.00</b><br /><br />
Sonx non aveva pranzato ma non aveva nemmeno fame, nonostante la camminata della mattina, aveva appena passato in rassegna le cartelle mediche dei nuovi arrivati sulla stazione, li aveva incontrati bene o male quasi tutti alle fugaci riunioni dello staff ma non aveva ancora approfondito la conoscenza di nessuno di loro, e visto che doveva anche sottoporli alla visita medica di imbarco avrebbe colto l'occasione per parlare un po' con questi nuovi inquilini della stazione.<br />
Scorse il d-pad: Drillrush Claire  - Primo ufficiale, Durani  - Ufficiale Tattico Capo, Keane Tara  - Capo Operazioni, Shran  - Capitano, ogni nome era seguito da una serie di note brevi, quali razza, assegnazioni precedenti ed eventuali note mediche. A prima vista godevano tutti di buona salute.<br />
*Da chi possiamo iniziare?* si chiese il denobulano mentre con un dito scrollava il d-pad *Mmm Ã¨ da tanto che non parlo con un Andoriano....* premette il proprio badge.<br />
=^=Sonx a capitano Shran=^= disse e senza aspettare risposta continuÃ² =^=Come da protocolli della Flotta, le ricordo che deve sottoporsi alla visita medica di abilitazione, dato che ora sono disponibile, l'aspetto in infermeria tra quindici minuti. Come ufficiale medico capo, mi aspetto di vederla qui da me entro un quarto d'ora, grazie=^=<br />
Terminata la comunicazione Sonx sorrise *Ora vediamo se Ã¨ uno di quelli ubbidienti o di quelli che dicono sempre 'dopo' o 'non ora'*.<br />
</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Dal-amar Sonx</author>
            <pubDate>Wed, 08 Jun 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-07 La passeggiata</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Alessandro Riccardi<br /><br /><JUSTIFY><br />
<br /><b>Deep Space Gamma - Passeggiata - 20 agosto 2395 - ore 24.00</b><br /><br />
Le 24 di sera era l'ora "speciale" per la passeggiata di Deep Space 16. La giornata era il caos piÃ¹ assoluto con un flusso di centinaia di persone che vaniva e andava.Ma c'era una routine e una logica in tutto ciÃ², come se fosse di un caos ordinato composto di persone e umanitÃ . La giornata iniziava alla mattinaverso le 5 con l'arrivo delle prime navi mercantili e lo scarico delle merci dalla dogana. Verso le 10 iniziavano i primi commerci e gli affari con le varie trattative. Il pomeriggio era dedicato piÃ¹ che altro allo shopping e al relax. Infine dalle 20.00 il flusso di persone iniziava a cenare e a far festa nei vari locali. Dalle 24 di sera iniziava la calma. Lentamente le persone si ritiravano nei propri alloggi e sulle navi attraccate lasciando la passeggiata nel silenzio piÃ¹ totale. Il caos della giornata lasciava posto al silenzio e alla tranquillitÃ  della notte.Tutto era ordinato e tranquillo come se la passeggiata fosse in stand by, in attesa di una nuova giornata. Questa routine durava da anni e sarebbe continuata per altrettanti anni.<br />
La sicurezza in tutto ciÃ² aveva un ruolo silenzioso ma importante. Dovevano vigilare sulla passeggiata e proteggere i suoi occupanti. Di tanto in tanto dovevano sedare delle risse nei vari locali, pacificare delle liti tra mercanti e esaminare le merci in transito.<br />
Riccardi era appoggiato alla balconata del livello superiore e osservava le ultime luci dei locali spegnarsi. Gli dava un certo conforto e serenitÃ  osservare gli ultimi momenti di una giornata sulla passeggiata.<br />
Era in pace con l'universo ma d'improvviso si accorse di non essere piÃ¹ solo.<br />
"Ti cercavo." Disse una vocina.<br />
Riccardi si voltÃ² rispondendo:"Kimmar cosa c'Ã¨."<br />
Kimmar era uno dei Ferengi della stazione. Aveva in gestione uno dei locali piÃ¹ grandi della base edlo gestiva come un vero Ferengi tradizionalista. Gli ideali di Rom non avevano intaccato la ricerca del profitto di Kimmar.<br />
"La rissa... ho avuto danni enormi." Disse il Ferengi riferendosi ad uno scontro avvenuto nel suo locali poche ore prime.<br />
"SÃ¬ l'abbiamo fermata." Rispose Riccardi.<br />
"E i danni?"<br />
"BÃ¨, non mi pare che hai subito grandi danni." Era vero, il grande scontro era stata una semplice discussione tra un boliano e un tellarite. I danni si erano limitati ad alcune sedie rotte e un tavolo spaccato.<br />
"Chi li pagherÃ ?"<br />
"Lo sai."<br />
"Non puÃ² essere." Il Ferengi era furibondo. Ma era sempre la solita storia: ad ogni rissa o incidente che avveniva nel suo locale cercava di farsi ripagare i danni da tutti.<br />
"Il regolamento della stazione Ã¨ chiaro."<br />
"Io ho subito danni ingenti, ho perso un buon tavolo e tre sedie." La protesta continuava.<br />
"Non mi sembra una cosÃ¬ grande distruzione."<br />
"E l'incasso mancante? E i danni morali?"<br />
"Il regolamento Ã¨ chiarissimo." ControbattÃ© il capo della sicurezza.<br />
"Maledizione."<br />
"Ho arrestato il boliano e il tellarite, ma di piÃ¹ non posso fare." Quelle erano le parole che Riccardi utilizzavaper porre termine alle discussioni con il Ferengi quando cercava di farsi ripagare i danni al suo locale.<br />
"BÃ¨... va bene." Kimmar fece per andarsene poi si ricordÃ² di ultima cosa: "Ah mi Ã¨ arrivato un nuovo programma olografico di ricostruzione storica di alcune battaglie storiche di Altair IV."<br />
"Interessante." La passione per gli scontri storici era forte in Riccardi: "PasserÃ² a provarli."</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Alessandro Riccardi</author>
            <pubDate>Sun, 12 Jun 2016 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>17-08 Di nuovo in gioco</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/ds16gamma/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=16&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Ramar Roberts<br /><br /><JUSTIFY><br /><b>Bajor, Jakaja, 15/08/2395, ore 17.00</b><br /><br />
Ramar si muoveva avanti e indietro nella sua stanza, continuando a cercare con lo sguardo qualcosa di non ben definito. Aveva preparato tutto l'occorrente per il suo imminente trasferimento un paio di giorni fa, ma, nonostante tutto, aveva come la sensazione di aver dimenticato qualcosa. Si fermÃ² un attimo, scrutando attentamente i suoi bagagli. Sorrise. Dopo tutto il tempo passato sulla Terra in uno dei laboratori federali, non vedeva l'ora di mettere piede su Deep Space 16 Gamma; questo spiegava il suo nervosismo, ma soprattutto la sua impazienza. Sebbene sulla Terra avesse finalmente trovato una relativa stabilitÃ , la routine lo stava portando all'esasperazione, cosa a cui lui non era abituato. Quando accettÃ² l'incarico presso il laboratorio federale di San Francisco, credeva di avere bisogno di un po' di tranquillitÃ : aveva ben presto scoperto che non era cosÃ¬ . E ora mancavano poche ore prima del suo arrivo alla stazione in cui avrebbe prestato servizio. Non vedeva letteralmente l'ora! Dopo aver salutato i suoi genitori adottivi sulla Terra, aveva deciso di recarsi sul suo pianeta natio, per finire di riordinare la casa appartenuta a sua madre, che nel corso degli anni aveva ristrutturato con molta fatica, visto anche l'impossibilitÃ  di recarvisi frequentemente. Guardandosi intorno, non poteva fare a meno di pensare a che bel lavoro avesse fatto e alla prima volta che vi aveva messo piede, dopo aver appreso della morte della madre, dell'ereditÃ  lasciatagli (casa in questione inclusa) e dell'identitÃ  del proprio padre biologico. PensÃ² a quanto tutte queste scoperte gli avessero cambiato la vita in cosÃ¬ poco tempo, proprio quando pensava non avrebbe piÃ¹ trovato risposte. Rimase assorto per un po'; guardÃ² l'orologio. Stava aspettando degli ospiti, che l'avrebbero piÃ¹ tardi condotto alla navetta preposta alla sua partenza: il fratellastro Weld Pol e suo padre. Se non vedeva l'ora di salutare quello che a tutti gli effetti considerava suo fratello, non era molto contento di rivedere il padre, Tora Ram; sapeva che non approvava per niente la sua volontÃ  di continuare la sua carriera nella Flotta e che avrebbe preferito che il suo primogenito cominciasse una carriera politica sul suo pianeta natale. Cosa che aveva irrigidito parecchio il rapporto fra i due e che, ad ogni loro incontro, creava nuove tensioni. Quella di Ramar non era ingratitudine: semplicemente era conscio del fatto che la carriera del politico non faceva proprio per lui, cosÃ¬ impulsivo e poco propenso all'ipocrisia, che il padre sfoggiava cosÃ¬ naturalmente in quasi ogni sua apparizione pubblica. Si riscosse dai suoi pensieri quando sentÃ¬ bussare alla porta; chiuse velocemente l'ultima valigia e si diresse alla porta, aprendola. AbbracciÃ² e salutÃ² il fratello con molto calore, come ormai si erano abituati a fare. RestÃ³ invece interdetto scrutando suo padre, che gli rivolse uno sguardo che esprimeva il tumulto che doveva attraversare il vecchio Bajoriano: rassegnazione, un po' di tristezza e delusione. Dopo qualche secondo Tora Ram sorrise debolmente: Ramar ricambiÃ² a forza il sorriso e, mentre invitava i due ad entrare, non potÃ© fare a meno di pensare che sarebbe stata una lunga serata.<br />
<br />
<br /><b>Navetta Kruiser, 15/08/2395, ore 20.00</b><br /><br />
Ramar stava ascoltando assai poco ciÃ² che il giovane Guardiamarina gli stava dicendo. Non era tanto il fatto che a forza di documentarsi su Deep Space 16 Gamma, era come se ci avesse vissuto da un pezzo e nemmeno il fatto che il giovane fosse esageratamente logorroico per i suoi gusti; stava riflettendo su tutte quelle frecciatine che il padre gli aveva lanciato durante la loro cena di commiato. Come aveva promesso a Pol, si era trattenuto nel rispondere al genitore a tono, cosa che raramente gli riusciva, visto il proprio carattere schietto; cosÃ¬ nella sua testa vorticavano tutte quelle risposte ironiche che aveva represso durante la serata, pensando contemporaneamente all'affettuoso saluto che il padre nonostante tutto gli aveva riservato poco prima che salisse a bordo della navetta. "Non hai scuse, Ramar: Bajor non Ã¨ cosÃ¬ lontano. AspetterÃ² sempre con ansia il momento in cui ti recherai nuovamente a casa". Tora Ram aveva volutamente sottolineato l'ultima parola, ma dai suoi occhi Ramar poteva leggere quanto la sua partenza rendesse triste l'uomo dalla voce ferma e autoritaria, con l'aria altera, che tanto gli somigliava. Non aveva potuto che abbracciare il genitore nuovamente, questa volta piÃ¹ forte. Anche se il loro legame era burrascoso, ciÃ² che li univa era molto forte, complice il fatto di essersi ritrovati da poco. In questo turbinio di pensieri, all'ulteriore "Sa che sulla stazione..." del giovane timoniere, si voltÃ² verso il ragazzo e, con uno sguardo a metÃ  fra il bonario e lo scocciato, disse: "Guardiamarina, ha forse intenzione di farmi venire un'emicrania ancora prima di cominciare il mio lavoro sulla stazione?". "Certo che no, mi scusi Signore. Ãˆ solo che questa Ã¨ la mia prima assegnazione ed Ã¨ tutto ancora cosÃ¬ nuovo per me!". Restarono in silenzio per un po': Ramar si era pentito di essere stato cosÃ¬ duro con il Guardiamarina. Era comprensibile l'eccitazione del ragazzo; in fondo, chiunque, piÃ¹ o meno intensamente, aveva provato ciÃ² che il suo compagno di viaggio stava descrivendo. GuardÃ³ fuori dall'oblÃ² e le coordinate che lo schermo mostrava: non ci sarebbe voluto ancora molto. Il Guardiamarina si schiarÃ¬ la voce prorompendo in un "Signore.." Appena udibile. Ramar si voltÃ² e con un cenno amichevole questa volta incentivÃ² il giovane a continuare. "So che Lei ha giÃ  servito su una stazione spaziale... Ãˆ cosÃ¬ noioso come dicono?". In quel momento DS16 fu perfettamente visibile: Ramar sorrise e, continuando  a fissare quella che sarebbe stata la sua nuova casa, si rivolse con voce emozionata al Guardiamarina: "Non so chi le abbia detto una cosa del genere, ma mi creda: la vita su una stazione spaziale puÃ² essere tutto, fuorchÃ© noiosa". CosÃ¬ dicendo, mentre la navetta attraccava, si alzÃ³, diede una pacca amichevole sulla spalla al Guardiamarina, si caricÃ² sulle spalle i propri bagagli, attraversÃ² il portello di attracco, mise quasi con aria trionfante piede sul corridoio di servizio e, guardandosi intorno pensÃ² *Si ricomincia, finalmente*.</JUSTIFY>]]></description>
            <author>Tenente Comandante Ramar Roberts</author>
            <pubDate>Tue, 15 Nov 2016 08:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
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