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        <title>USS CRUSADER - Missione 14</title>
        <description>I diari di bordo della USS CRUSADER</description>
        <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader</link>
        <lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 03:00:58 +0200</lastBuildDate>
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            <title>USS CRUSADER</title>
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            <title>14-01 Nuova memoria</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=1</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Stephen McAllister<br /><br /><br /><b>Muwai, alloggi privati - 15/01/2394, ore 06:45</b><br /><br />
Stephen aprÃ¬ gli occhi lentamente, cercando di abituare gli occhi a quella fioca luce purpurea che permeava la stanza. Tentando di mettersi a sedere su quello che sapeva essere un duro letto di pietra, si rese finalmente conto di essere immobilizzato da una serie di grosse spire maculate, le cui fredde scaglie iniziarono a fremere pochi attimi dopo. Sorrise, voltandosi verso il fianco sinistro, dove ritrovÃ² lo splendido viso di Nazja, privo dell'usuale cerone bianco che lo ricopriva durante il giorno. Gli occhi cerulei, simili a brillanti nell'oscuritÃ , lo fissavano intensamente.<br />
"Ehi..." la salutÃ² in tono dolce, cercando di girarsi verso di lei, liberando faticosamente il braccio destro dalla morsa della sua compagna, in modo da poterle passare la mano fra i lunghi e lisci capelli corvini, unica peluria presente sul corpo della donna-serpente, "Ti ho svegliata?"<br />
Nazja scosse lievemente la testa segno di diniego, iniziando lentamente a rilasciare la morsa delle sue spire sul corpo del suo amante, nudo come il suo, permettendogli cosÃ¬ il movimento, senza perÃ² concedergli la fuga.<br />
"Sai bene che mi sveglio quando la temperatura aumenta..." replicÃ² la donna in tono piatto, continuando a fissarlo.<br />
"A me sembra invece che tu sia ancora mezza addormentata..." ridacchiÃ² lui di rimando, abbracciandola e baciandole piÃ¹ volte i seni. "Ho l'impressione di doverti scaldare ancora un po'..."<br />
Nazja si lasciÃ² finalmente andare, ridendo di gusto, stringendo nuovamente il suo compagno e costringendolo a rotolarsi con lei fra le coperte almeno un paio di volte, prima di fermarsi per un lungo e affettuoso bacio.<br />
"Dovresti vestirti..." affermÃ² la donna-serpente, rilasciando finalmente McAllister dal bacio e dalla sua stretta, "sai che Shaitan si arrabbia se arrivi tardi..."<br />
"Il lavoro prima di tutto, eh?" ridacchiÃ² l'umano, scendendo dal letto, iniziando ad infilarsi quella che aveva tutta l'aria di essere una tuta da lavoro, mentre Nazja distendeva l'interezza delle sue spire. "Anche tu dovresti iniziare a prepararti, dopotutto tu sei il volto del popolo... sei una figura di spicco della comunitÃ ..."<br />
"Un ruolo a cui rinuncerei ben volentieri..." replicÃ² lei iniziando ad acconciarsi i capelli con estrema abilitÃ , raggruppandoli in due grosse ciocche, "ma Ã¨ il destino della mia covata..."<br />
"Ognuno sceglie il proprio destino..." aggiunse Stephen infilandosi a fatica uno stivale, "Se fosse stato per i miei genitori io sarei dovuto diventare un medico, anche Aleena..."<br />
"Aleena?" domandÃ² la donna-serpente, che dopo essersi acconciata i capelli aveva iniziato a impiastricciarsi la faccia con il cerone bianco che il cerimoniale richiedeva per il suo ruolo. "Cos'Ã¨ un Aleena?"<br />
"Aleena Ã¨..." Stephen, che nel frattempo dtava cercando di inforcare anche l'altro stivale con eguale fatica, si fermÃ² di colpo, cercando di afferrare qualcosa che invece continuava a sfuggire alla sua mente. "Ãˆ... non ne ho la minima idea..."<br />
<br />
<br /><b>***<Flashback>***<br />
USS Crusader, Plancia - 13/01/2394, ore 11:50</b><br /><br />
Il Capitano Shaitan se ne stava seduto sulla poltrona del comando senza distogliere l'attenzione dal padd che stringeva fra le mani da almeno una decina di minuti. La missione che li stava portando verso quel piccolo sistema solare posto a ridosso del confine federale sembrava una missione decisamente banale, anche se insolita per una nave come la Crusader, eppure c'era qualcosa che l'andoriano non riusciva ad identificare con chiarezza, una convinzione viscerale ed istintiva che gli diceva che la missione non sarebbe stata cosÃ¬ semplice come i rapporti dicevano. E quel genere di sensazioni in genere erano corrette.<br />
La Crusader avrebbe dovuto infatti recarsi verso il sistema di Muwai, un piccolo sistema composto da soli tre pianeti che orbitavano pigramente attorno alla stella omonima, colpita da uno strano fenomeno che i nativi definivano "Urlo di Muwai". Questi nativi, esseri serpentiformi simili esteriormente ad alcune creature mitologiche terrestri, avevano scoperto il viaggio a curvatura solamente un secolo prima, ma avevano continuato ad evolversi ad un ritmo impressionante, raggiungendo un livello tecnologico di livello intermedio senza il minimo sforzo.<br />
Le letture registrate negli ultimi giorni dalle piÃ¹ vicine colonie federali, perÃ², dipingevano un quadro decisamente diverso. Le colonie infatti avevano rilevato picchi di energia tali da risultare anomali anche per le superpotenze del quadrante. I nativi, impegnati in un'evacuazione di emergenza a causa dell'Urlo, avevano risposto alle domande federali in modo vago e inconcludente, a volte addirittura confuso, e cosÃ¬ gli ammiragli avevano deliberato di mandare la nave piÃ¹ vicina al piccolo sistema solare, la Crusader per l'appunto, a dare un occhiata. Stranamente, gli alieni serpentiformi avevano accettato la cosa di buon grado.<br />
"Signore," affermÃ² l'Ufficiale Timoniere, attirando l'attenzione di Shaitan, "siamo in raggio visivo."<br />
"Sullo schermo." replicÃ² immediatamente l'andoriano, alzandosi dalla propria poltrona con un gesto atletico.<br />
Sullo schermo comparve immediatamente l'immagine del sistema di Muwai e dei suoi tre pianeti desertici che orbitavano in modo irregolare. Un paio di navi dall'aspetto arcaico si muovevano lentamente, allontanandosi dal sistema.<br />
"Situazione?" domandÃ² Shaitan al suo Ufficiale Scientifico, il mezzosangue non tardÃ² granchÃ© a rispondere.<br />
"La stella sembra essere relativamente instabile, ma niente di pericoloso. Rilevo livelli energetici discretamente marcati provenire dall'unico pianeta colonizzato, ma anche qui niente di preoccupante o anomalo..." Bloch continuÃ² a far danzare le mani sulla propria consolle, "Rilevo perÃ² delle... traccie energetiche peculiari... Aspetti, c'Ã¨ un picco!"<br />
Shaitan non fece in tempo a replicare, sorpreso da una potente esplosione originata su quel pallido sole, capace di provocare un enorme onda d'urto che colpÃ¬ il pianeta e la Crusader, facendola sussultare pesantemente.<br />
"Ma che diavolo..." Shaitan quasi gridÃ² mentre Yager, che avrebbe dovuto sostituirlo, faceva il suo ingresso in Plancia. Nuovamente Bloch non perse un attimo e replicÃ² immediatamente.<br />
"Un brillamento solare particolarmente potente dalla stella, come dicevano i rapporti... ma il vento solare che si Ã¨ originato aveva una carica magnetica tale da far vibrare l'intera nave... Ã¨ la prima volta che vedo una cosa simile..."<br />
"Danni?" intervenne il Primo Ufficiale avvicinandosi al proprio Capitano con passo deciso.<br />
"Nessuno." replicÃ² prontamente il Capo della Sicurezza, "A parte qualche lieve sovraccarico dei sistemi, niente di preoccupante. Inoltre... sembra che ci stiano inviando un messaggio dalla superficie..."<br />
L'Andoriano si avvicinÃ² al suo sottoposto, cercando di sbirciare i dati presenti sulla sua consolle prima che lui li leggesse ad alta voce.<br />
"Sembra che la frequenza con cui accade questo fantomatico fenomeno negli ultimi tempi stia aumentando esponenzialmente..." Shaitan pensÃ² che forse ciÃ² potesse essere legato agli strani livelli energetici registrati, prima che Quatro continuasse a parlare, "si scusano di non poter comunicare in altra maniera, ma dicono che l'ultimo Urlo ha danneggiato il loro sistema di comunicazione e..."<br />
"E..." incalzÃ² Shaitan incrociando le mani al petto.<br />
"Beh, ci stanno fornendo delle coordinate per il teletrasporto. Ci stanno anche chiedendo se possiamo in qualche modo supportarli nelle riparazioni."<br />
Shaitan non replicÃ² verbalmente, limitandosi ad alzare un sopracciglio.<br />
<br />
<br /><b>***<Flashback>***<br />
Muwai, porte della cittÃ  - 13/01/2394, ore 15:00</b><br /><br />
La massiccia porta si spalancÃ² con un clangore metallico, rivelando poco piÃ¹ di una decina di uomini e donne in divisa federale appartenenti a diverse sezioni, capitanati da Shaitan. L'andoriano, aveva sudato sette camicie cercando di persuadere Yager a non obiettare sul suo sbarco. Il Primo Ufficiale infatti si era premurato di ricordandogli che secondo il regolamento sarebbe dovuto essere il Primo Ufficiale a sbarcare e non il Capitano, ma alla fine lui era riuscito a spuntarla. Aveva dovuto. Ogni minuto che passava infatti, sentiva sempre piÃ¹ opprimente quel disagio, quella sensazione istintiva che gli attanagliava le viscere dall'inizio della missione e perciÃ² voleva, o meglio doveva, verificare la situazione con i suoi occhi.<br />
Il Capitano si diede un occhiata intorno. GiÃ  prima di essere teletrasportato avevano verificato che le coordinate fornite dagli indigeni corrispondevano ad una struttura posta sotto la crosta del pianeta, ma l'Andoriano non avevo previsto che si sarebbero trovati in quella che, a tutti gli effetti, poteva sembrare come una gigantesca fonte termale, ricca di acque dagli effluvi sulfurei e di strani vapori colorati che scaturivano direttamente dalla roccia. Stava rapidamente esaminando uno di quei vapori, quando si rese conto del rapido avvicinarsi di quattro figure serpentiformi. La creatura che apriva la fila, di rango evidentemente superiore alle altre, era coperta da sete finemente ricamate che ricordavano la foggia dei kimono terrestri mentre il suo volto sembrava coperto da una specie di tintura biancastra, ma la cosa che lo colpÃ¬ di piÃ¹ era la sua femminilitÃ . Tutti i membri del comitato di accoglienza erano donne, se lo aspettava poichÃ© i rapporti che avevano a disposizione rivelavano una disparitÃ  numerica fra i sessi decisamente accentuata in favore del gentil sesso, ma mai si sarebbe aspettato che esseri cosÃ¬ diversi potessero essere cosÃ¬ affascinanti.<br />
"Salute a voi, Federazione." affermÃ² in tono deciso colei che apriva la fila, accennando ad un inchino carico di deferenza che fu immediatamente copiato dalle altre tre. "Io sono Nazja la dotta, della covata di Sajvari delle Terre di Fuoco e sono la portavoce designata del popolo Muwai, oltre che la vostra guida. Potete chiamarmi semplicemente Nazja."<br />
"Io sono il Capitano Shaitan della nave stellare USS Crusader, appartenente alla Federazione dei Pianeti Uniti." specificÃ² l'andoriano in modo secco, infastidito dall'uso erroneo dei titoli da parte della peculiare creatura. Fece un passo in avanti, prima di presentare il resto degli uomini che lo accompagnavano. "Questo invece Ã¨ il mio Ingegnere Capo, il Tenente Comandante Stephen McAllister," l'ingegnere accennÃ² ad un gesto di saluto con la mano, sorridendo, "mentre da quest'altra parte abbiamo il nostro Ufficiale Medico, il Signor Jenner," in maniera decisamente piÃ¹ professionale, Edward si limitÃ² invece ad un cenno del capo, "e piÃ¹ in lÃ  l'Ufficiale Scientifico Capo, il Tenente Bloch."<br />
Nazja inclinÃ² la testa di lato con aria perplessa, azione che mise in risalto i suoi pallidi occhi cerulei in quella strana luce satura di vapori. Il suo sguardo spaziÃ² rapidamente fra i membri del piccolo drappello federale, soffermandosi particolarmente sul Comandante McAllister.<br />
"Siete cosÃ¬... diversi. Non appartenete alla stessa covata, vero?" affermÃ² la donna con curiositÃ , iniziando a muoversi lentamente verso l'Ingegnere Capo in un fruscio di soffici sete.<br />
"No, no." replicÃ² McAllister ridacchiando, evidentemente divertito dall'affermazione di Nazja, cosÃ¬ come buona parte del restante entourage, "Non siamo nemmeno lontanamente parenti. Io sono un umano, come il Tenente Jenner, mentre il Capitano Ã¨ un andoriano. La Federazione Ã¨ un organismo composto da tantissime razze e..."<br />
McAllister si bloccÃ² in preda, forse per la prima volta in vita sua, all'imbarazzo, mentre la mano della donna-serpente gli accarezzava dolcemente il vello che gli ricopriva la faccia.<br />
"Ne avevo sentito parlare," confessÃ² candidamente Nazja, ritraendo la mano, "ma non pensavo corrispondesse a veritÃ . Non credevo foste effettivamente cosÃ¬ diversi..."<br />
Shaitan non potÃ¨ fare a meno di notare come la donna fosse stranamente attirata dalla barba del suo Ingegnere Capo, forse a causa della totale mancanza di peli corporei (a parte i capelli) della sua razza.<br />
"Siamo venuti per verificare la situazione." tagliÃ² corto l'andoriano, attirando cosÃ¬ l'attenzione della donna su di se, "Ci era stato detto che eravate in procinto di evacuare il pianeta a causa di questo fenomeno e..."<br />
"Evacuare?" domandÃ² la donna-serpente in tono sorpreso interrompendolo, prima di voltarsi facendo cenno di seguirla con una mano, "No, l'Urlo Ã¨ il dono che Muwai regala ai suoi fedeli sudditi, come potremmo rifiutarlo?" Shaitan ripensÃ² mentalmente al padd che aveva praticamente memorizzato. Citava espressamente un'evacuazione, mentre stranamente non citava questo strano culto della stella.<br />
"Le nostre informazioni parlavano chiaramente di un evacuazione..." ammise il Capitano, cercando di individuare cambiamenti nell'espressione della donna-serpente. Cambiamenti che non avvennero.<br />
"Le ripeto che noi non intendiamo evacuare nulla." replicÃ² la donna alzando lievemente il tono, "Non sapendo che Muwai intende concederci il suo favore... attendevamo solo il vostro arrivo."<br />
"Prego?" questa volta fu Jenner ad intervenire, in tono decisamente confuso, mentre il comunicatore emise un suono.<br />
=^=Signore, il teletrasporto deve ... czzz..." seppur disturbata, la voce era chiaramente quella di Yager, "... Ã¨ in arr... czz... non iden... czz...=^=<br />
"Quando gli uomini delle stelle giungeranno..." la donna-serpente sembrÃ² iniziare una mesta cantilena, sovrapponendosi alla voce disturbata del Primo Ufficiale.<br />
"Yager? Ãˆ ancora lÃ¬? Yager!"<br />
"... il vostro mondo brucerÃ  per poi rinascere nuovamente..."<br />
Furono le ultime parole che l'Andoriano riuscÃ¬ a comprendere prima che tutti venissero investiti da una strana onda di energia violacea.<br />
<br />
<br /><b>Muwai, alloggio di Shaitan - 15/01/2394, ore 06:50</b><br /><br />
Shaitan era pronto per uscire, pronto per un'altra dura giornata di lavoro ai cantieri. ChissÃ  se McAllister sarebbe arrivato in orario quest'oggi. Se non lo avesse fatto, in quanto Capo del Personale, sarebbe stato suo dovere prendere provvedimenti e stavolta sarebbero stati provvedimenti seri. Anche se lui se la faceva con la portavoce della colonia.<br />
RipiegÃ² ordinatamente la sua tenuta notturna, quella strana tuta dai colori scuri e dalle spalline chiare, riponendola sotto il cuscino. BenchÃ© non sapesse identificare cosa fosse, qualcosa gli sembrava fuori posto, ma di certo non era quello il momento giusto per assecondare le sue sensazioni, cosÃ¬ inforcÃ² rapidamente la porta, leggendo come suo solito l'ordine del giorno. Jenner avrebbe dovuto sottoporre tutti gli operai ad un test per verificare le loro condizioni fisiche. Storse il naso, ciÃ² avrebbe ritardato la tabella di marcia di almeno mezza giornata, anche se era tutto stato preventivato.<br />
"Capit... Capo!" sentÃ¬ una voce alle sue spalle. Voce che riconobbe immediatamente come quella di Bloch. Voltandosi lo vide fare un cenno di saluto con la mano, mentre lo raggiungeva con passo veloce. "Oggi dovrebbero arrivare i dati riguardanti i nuovi materiali. Se corrispondono agli standard..."<br />
"Non ci spererei piÃ¹ di tanto..." replicÃ² secco l'Andoriano, riprendendo il cammino.<br />
"Ma Yager..." Shaitan lo interruppe immediatamente, voltandosi di scatto con un gesto carico di stizza.<br />
"Il Capo sono ancora io. E la mia esperienza mi dice che quei materiali sono assolutamente fuori standard." l'andoriano mostrÃ² quello che a tutti gli effetti poteva apparire come una specie di badge elettronico ad una guardia che sorvegliava l'ingresso di quello che sembrava un'enorme magazzino. "Ãˆ vero che Ã¨ stato lui a trovarla, ma questo affare mi pare tutto tranne che un dono di Muwai..."<br />
La porta del magazzino si aprÃ¬ cigolando, lasciando entrare uno spiraglio di luce all'interno, illuminando l'enorme sagoma metallica su cui svariati addetti stavano operando. Per un attimo fugace fu visibile una dicitura.<br />
<br />
USS Crusader]]></description>
            <author>Tenente Comandante Stephen McAllister</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-02 Covo di vipere</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=2</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Edward Anthony Jenner<br /><br /><br /><b>Muwai, Sala delle udienze - 15/01/2394, ore 08:00</b><br /><br />
La lunga sala era divisa in tre navate, separate da due file di colonne imponenti. Il rosso brillante di questi pilastri rifletteva in parte la luce violacea che sembrava permeare tutta la cittÃ  sotterranea. Lungo le pareti laterali diverse fontane riversavano la loro acqua in enormi vasche marmoree da cui poi fluiva delicatamente in due canali paralleli che si estendevano per tutta la lunghezza della stanza. I capitelli in alto e le volte ancora piÃ¹ su erano leggermente in ombra perchÃ© la luce proveniva solo da alcune lampade poste in basso in corrispondenza delle fontane e vicino all'alcova di Nazja, ricavata in un abside alla fine della stanza. Le grandi navate risuonavano delle conversazioni e dei rumori prodotti dalle decine di muwaiane che facevano il bagno, erano di guardia o semplicemente si godevano il tepore del luogo distese lungo i bordi dei canali. Il chiacchiericcio era piÃ¹ del solito in quel periodo e le donne erano visibilmente contente e trepidanti. L'alcova era ricoperta di sete e cuscini colorati. Nazja era adagiata sulle sue spire, la schiena diritta appoggiata ad uno schienale, anch'esso in seta scarlatta. Le sue braccia erano appoggiate su due alti cuscini dorati e con le dita giocherellava con le trecce dorate che dai cuscini scendevano fino a terra. Il suo sguardo era fisso sulla figura di un umanoide con il quale stava parlando. Nonostante la presenza dell'acqua corrente, l'aria era piuttosto pesante: la temperatura era alta e l'umiditÃ  di certo non aiutava. Il maschio non sembrava perfettamente a suo agio e si rigirava le mani continuamente. Semplicemente non curanti della piccola folla gioviale, ma rispettosa, i due conversavano.<br />
"Ti vedo nervoso, Saasha. Qualcosa turba i tuoi sogni?" domandÃ² Nazja.<br />
"Mi dispiace se ti manco di rispetto, Volto di Muwai, ma dopo tutto questo tempo non mi sono ancora abituato a questa umiditÃ ." rispose l'uomo-serpente. La sua testa completamente pelata era, insieme alle mani, l'unica parte visibile del suo corpo coperto di sete e ori. L'uomo sudava visibilmente.<br />
"Questo clima Ã¨ perfetto per noi figlie di Muwai. Egli ci avvolge con le sue spire e ci riscalda."<br />
"Purtroppo, Prima tra le Figlie, sai bene che l'Eterno ha previsto un altro destino per noi figli maschi. Per questo lo ringraziamo e lo onoriamo ad ogni rito."<br />
"A proposito di riti. Come vanno le operazioni per la costruzione del nuovo nido?" Chiese Nazja.<br />
"Il dono che il Sibilante Muwai ci ha portato sta giÃ  cominciando a venire disassemblato in queste ore. Devo dire che da quando servo le Preferite di Muwai non mi Ã¨ mai capitato di vedere una nave stellare come questa. Sei tenuta in grande considerazione Nazja, Volto e Verbo di Muwai."<br />
"Quello che dici Ã¨ giusto, saggio Saasha. L'Eterno mi ha anche concesso di trovare un compagno per il supremo rito dell'accoppiamento. A lui sono grata sopra ad ogni cosa."<br />
"Ero venuto giÃ  a conoscenza di questa notizia."<br />
"Non ne dubitavo minimamente, mio fedele servitore."<br />
"Rientra nei miei doveri essere sempre ben informato su tutto ciÃ² che accade, Figlia e Sposa di Muwai."<br />
"A volte, Saasha, mi domando se sai piÃ¹ cose tu o L'Eterno Muwai." rise Nazja guardando rispettosamente verso il centro dell'enorme sala. Nella sua voce non c'era cattiveria: solo un po' di ironia. Nazja sapeva che senza il prezioso aiuto di Saasha, lei e le altre che l'avevano preceduta non sarebbero mai riuscite a governare il loro popolo. A Saasha perÃ² non sfuggiva nulla. Aveva informatori ovunque e potevi stare certo che se succedeva qualcosa di nuovo Saasha era il primo a saperlo.<br />
Anche Saasha si girÃ² verso il centro della stanza: "Io conosco solo quello che l'Infinito Serpente sussurra alle mie piccole orecchie." E dicendo questo inchinÃ² il capo.<br />
Quella che entrambi guardavano in quel momento era l'enorme statua del dio serpente che campeggiava al centro della navata centrale: un enorme serpente che scendeva dal soffitto a botte, finemente dipinto, avvolgendo una gigantesca colonna in decine di spire. Non aveva tratti particolari se non la grande mole. Sembrava uno di quei serpenti d'acqua lunghi e affusolati con la testa allungata e arrotondata sul muso. Aveva la testa sollevata nel gesto di annusare l'aria circostante attraverso la lunga lingua biforcuta. I suoi occhi erano rivolti verso Nazja e sembravano bruciare come brace sul fuoco: ora piÃ¹ vividi e lucenti e un attimo dopo piÃ¹ opachi, come se la statua respirasse. I bracieri alla base della statua facevano salire lunghe lingue di fumo porpora.<br />
Per un minuto i due continuarono a fissare la statua in silenzio, ciascuno immerso nei propri pensieri.<br />
"A volte quella statua sembra scrutarti da lontano con quei suoi occhi ardenti per vedere dentro di te cosa conservi nel cuore." disse Nazja continuando a fissare la statua.<br />
Saasha annuÃ¬: "Credo che lo faccia per capire chi Ã¨ amico e chi Ã¨ nemico."<br />
"E tu Saasha, sei amico o nemico?"<br />
"Io servo un serpente. Sono neutrale."<br />
"Tornando a noi Saasha." Nazja riportÃ² bruscamente l'attenzione di entrambi ai doveri materiali. "I preparativi per il rito dell'accoppiamento a che punto sono?"<br />
"I medici stanno proprio ora valutando i maschi piÃ¹ idonei al rituale e quelli che potranno servire come me i voleri del Divino."<br />
"Molto bene, Saasha. So che sei il maschio piÃ¹ impegnato del popolo. Ti lascio ai doveri che il Divino Muwai ha scelto per te."<br />
"Ti ringrazio mia signora, tornerÃ² a riferire le novitÃ . Che il calore delle spire del Divino Serpente non ti abbandoni mai." Si inchinÃ² e se ne andÃ², scomparendo nella penombra della parete dietro a una colonna vicina. Se un osservatore fosse stato nascosto lÃ¬ vicino avrebbe visto l'uomo calvo frusciare velocemente attraverso una porta segreta non prima di essersi voltato a guardare Nazja con sguardo lievemente rattristato. Saasha era stato sincero nei confronti di Nazja: la morte era necessaria alla vita, non era lui a decidere, lui serviva solo un padrone. Nazja avrebbe dovuto seguire il destino che il Grande Serpente aveva scelto per lei. E con lei il suo consorte.<br />
<br />
<br /><b>Muwai, Infermeria - 15/01/2394, ore 09:00</b><br /><br />
"Ma sono proprio necessari tutti questi test che state facendo ai miei uomini?" domandÃ² Shaitan ad un indaffarato Jenner che trafficava tra apparecchiature e pazienti.<br />
"Il divino Muwai ha a cuore la salute di tutti i suoi figli." replicÃ² Jenner senza nemmeno guardarlo. "Solo che ha preferito lasciare a me il compito di verificarla. Immagino che tu sia qui per sua precisa volontÃ , in modo da rendere la cosa ancora piÃ¹ piacevole..."<br />
"Sono qui per chiederti se Ã¨ possibile velocizzare le procedure. Abbiamo un grosso lavoro da terminare e il tempo che ci Ã¨ stato dato stringe."<br />
"Velocizzare? Abbiamo raddoppiato i turni per riuscire a terminare tutti gli esami prima della scadenza. Se posso dirlo: stavamo meglio prima, quando eravamo..." Jenner interruppe la frase a metÃ  guardando perplesso il soffitto con aria interrogativa.<br />
"Quando eravamo cosa?" chiese Shaitan leggendo distrattamente un rapporto che aveva raccolto sulla scrivania di Jenner.<br />
Jenner si avvicinÃ² a Shaitan e gli prese il rapporto di mano. "Quando eravamo giovani, mio caro Capitano. Non ti sei accorto che stiamo sempre piÃ¹ perdendo colpi?"<br />
"Come mi hai chiamato?"<br />
"Mio caro! Ãˆ un appellativo che si usa tra conoscenti. Sottintende una certa intesa. Anche se il piÃ¹ delle volte viene usato in tono ironico."<br />
"Ma no. Dopo 'mio caro'."<br />
"'Perdendo colpi!' Stiamo diventando anche sordi? Oppure Ã¨ una degenerazione del sistema nervoso centrale dovuto all'elevata esposizione al campo magnetico di Muwai. Ieri, per esempio, Ã¨ passato di qua Saasha per il suo consueto giro di controllo e ci ha rispiegato tutta la procedura per filo e per segno. Come se fossimo dei bambini nati ieri..."<br />
"Saasha hai detto?" Shaitan era pensieroso. Avvertiva sempre piÃ¹ chiaramente quella strana sensazione che qualcosa fosse fuori posto. E questa sensazione diventava maggiore quando di mezzo c'era Saasha.<br />
"GiÃ . Non mi sembra un cattivo soggetto. Anche se a volte mi mette i brividi." disse Jenner.<br />
"Forse perchÃ© Ã¨ il Capo della Sicurezza dell'intera colonia? Quell'uomo-serpente davvero subdolo come un rettile. La gente sparisce quando non Ã¨ d'accordo con lui."<br />
"Allora forse deve avere avuto una discussione con il nostro caro Quatro. Doveva presentarsi in infermeria mezz'ora fa, ma ancora non l'ho visto."<br />
"Si sarÃ  fermato a parlare con qualche ragazza lungo i corridoi. Ultimamente le donne stanno diventando piuttosto invadenti, non trovi?" domandÃ² Shaitan.<br />
"Se per 'invadenti' intendi che quando ti vedono ti salutano radiose, o che trovano continuamente una scusa per fermarti a chiacchierare, o che ogni volta che ti giri a guardarle loro ammiccano e sorridono maliziose... Beh, allora abbiamo una diversa interpretazione del termine 'invadente'. Per esempio una persona che viene da te quando hai una montagna di lavoro da terminare e ti fa un sacco di domande strampalate, lei come la definirebbe?"<br />
"Ho capito, ho capito. Me ne stavo comunque andando. Vado a vedere che fine ha fatto McAllister. Doveva consegnarmi un rapporto sui nuovi materiali."]]></description>
            <author>Tenente Edward Anthony Jenner</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-03 Riaffioramenti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=3</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Leon Krenn Bloch<br /><br /><br /><b>***<Flashback>***<br />
Crusader - 13/01/2394, ore 15.15</b><br /><br />
Un dolore terribilmente forte, piÃ¹ di qualsiasi emicrania di cui avesse sofferto in passato, colpÃ¬ alla testa il Primo Ufficiale della Crusader, Gerard Yager. Si sedette su una poltrona che si trovava proprio dietro di lui. Poi schiaccio il proprio comunicatore: "Plancia a Infermeria..." tuttavia non riuscÃ¬ a proseguire, non ricordava piÃ¹ quello che dovesse dire, comunque nessuna risposta giunse dall'Infermeria. Il dolore fortunatamente tornÃ² a livelli di un normale mal di testa. Yager si guardÃ² attorno, vide altri uomini e donne, alcuni sofferenti come lui, altri si guardavano attorno spaesati, poi cominciarono a chiedere spiegazioni ai loro vicini.<br />
"Ehm... abbiamo ingenti danni, causati dal sovraccarico degli scudi, la struttura esterna invece Ã¨ intatta." annunciÃ² un uomo mentre osservava alcuni dati su un computer. Il suo nome era Mehon Vaitor ricordÃ² ora Jager, si occupava della sicurezza della nave o qualcosa del genere.<br />
"Grazie, signor Vaitor." rispose dopo qualche secondo il Primo Ufficiale.<br />
Vaitor rispose con un cenno del capo. "Signore, ci sono alcuni colleghi sulla superficie di un pianeta, ricorda?" chiese un altro membro dell'equipaggio.<br />
"Ehm, sÃ¬, ora ricordo" rispose Jager, "ma prima verifichiamo i danni, poi ci verrÃ  in mente il da farsi."<br />
<br />
<br /><b>USS Diplomacy - 13/01/2394, ore 15.20</b><br /><br />
Un cicalino alla porta d'ingresso interruppe i pensieri nei quali era assorto il Capitano Jensen. Un "Avanti" autorizzÃ² il computer all'apertura della porta della sala riunioni della nave delle Federazione.<br />
Fece capolino l'Ufficiale Scientifico della plancia: "Capitano, mi spiace disturbarla, ma abbiamo rilevato un fenomeno insolito situato in un sistema stellare a una decina di anni luce da qui."<br />
Il volto del Capitano mostrÃ² il consueto misto di incomprensione e curiositÃ  che ormai l'ufficiale conosceva bene. Si sentÃ¬ autorizzato a proseguire la spiegazione: "Sembra che la stella di quel sistema abbia emesso un onda d'urto insolita, Ã¨ stata rilevata in un ampio spettro di frequenze, si tratta del sistema di Muwai, non so se lo conosce. Avverto il comando di flotta?"<br />
"Certo che lo conosco. Insolita? CioÃ¨, ritiene sia una anomalia per le sue conosce di astrofisica?"<br />
"In effetti nel database della Flotta Ã¨ presente un'ampia divagazione sulle possibili origini di questi fenomeni, che ancora non ho potuto studiare a fondo, ma a dire la veritÃ  sono ugualmente sorpreso."<br />
"Uhm... le piacerebbe dare una occhiata, dica la veritÃ ." un mezzo sorrise apparve sul volto della donna.<br />
"Sarebbe fantastico..." rispose con un sorriso anche l'Ufficiale, "ma la nostra missione non ce lo permette."<br />
"SÃ¬, purtroppo Ã¨ vero. Intanto avverta la Flotta, immagino invieranno un'altra unitÃ ." concluse il Capitano.<br />
L'Ufficiale uscÃ¬ dalla saletta, il Capitano rimase a pensare. In veritÃ  faticava a ricordare cosa ci fosse di importante o interessante in questo sistema di Muwai, cosÃ¬ decise di accedere al database della Flotta per vedere se qualche altra nave era in quella zona. Dopo un minuto impiegato ad entrare nel sistema ed impostare i parametri di ricerca apparve sullo schermo l'immagine della USS Crusader, una delle navi piÃ¹ potenti della flotta. *La Crusader... ma certo! La nuova assegnazione di Yager, un collega membro dell'equipaggio della Leonida!*, rammentÃ² tra sÃ© e sÃ© il Capitano. Non lo vedeva da anni, le avrebbe fatto molto piacere poter rincontrarlo, nonostante in passato avesse dovuto sopportare la attenzioni di Gerard.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Muwai - 15/01/2394, ore 12.40</b><br /><br />
Il signor Bloch e altri uomini, che lavoravano insieme a lui, avevano da poco interrotto il lavoro, era il momento di un po' di relax e anche di saziare un po' la fame che a quell'ora, dopo molte ore di lavoro, si faceva decisamente sentire. Ormai conoscevano a memoria la strada per le cucine, tuttavia un uomo-serpente gli accompagnava comunque.<br />
Bloch cercava da qualche giorno di conversare con lui: "Allora, quando ci sarÃ  il prossimo urlo, caro Xenost?"<br />
"Nemmeno i piÃ¹ saggi riescono a prevederlo, Tenente Bloch della covata andoriana, ma pensiamo molto presto."<br />
"Ma ad un certo punto finiranno, giusto?"<br />
"Certamente, Tenente, da quando sono iniziati alla fine passano all'incirca 45 cicli."<br />
Bloch cercÃ² di fare un calcolo: "Dunque... un ciclo sono 30 ore terrestri, per cui 45 per 30 Ã¨ uguale a 1350 ore."<br />
"Ore terrestri, signore?" domandÃ² un altro federale, che stava ascoltando la loro conversazione.<br />
"SÃ¬, ore... non ricordo bene a cosa si riferisco a dire la veritÃ ..." confessÃ² Bloch con un po' di delusione. Era terribile questa sensazione di dimenticare le cose, la cosa peggiore di questo posto, peggiore anche del cibo. Mentre rimuginava tra sÃ© e sÃ© avvertÃ¬ intanto l'odore acre del cibo. Erano dunque arrivati. Guardandosi attorno vide altri gruppi di loro colleghi che pranzavano: erano seduti a terra in gruppi di tre o quattro e mangiavano afferrando con le mani il cibo adagiato in ampi recipienti posati a terra. Il loro serpente accompagnatore mostrÃ² loro dopo andare a sedersi. Sembrava che oggi avrebbero dovuto ingurgitare delle specie di cavallette in umido. Le aveva mangiate giÃ  altre volte, gli abitanti di Muwai stavano cercando di renderle piÃ¹ commestibili e avevano sintetizzato una bevanda simile al vino, che gli rendeva il pranzo un momento quasi piacevole. Bloch propose agli altri di andare a cercare qualche frutto da fare fermentare quando avrebbero avuto un ciclo di riposo.<br />
Dopo una ventina di minuti gli uomini si riavviarono verso l'enorme hangar dove era contenuta la carcassa di quella misteriosa nave chiamata Crusader.<br />
Bloch chiudeva la fila. Incrociarono un gruppo di altre persone, Bloch riconobbe il signor Quatro, che si occupava della sicurezza dell'area in collaborazione con gli altri nativi del posto.<br />
"Come procede, signor Bloch?" gli domandÃ² Quatro fermandosi un attimo a parlare.<br />
Bloch disse alcune frasi di circostanza, mentre notÃ² che Quatro si guardava in giro in modo abbastanza furtivo, quindi il betazoide gli bisbigliÃ² qualcosa all'orecchio: "Sento che c'Ã¨ qualcosa di sbagliato in tutto questo, lei non trova?"<br />
"Beh, io mi dimentico alcune cose, faccio anche dei sogni strani che non capisco..."<br />
"Anche a me capita. Sembrano ricordi di una vita precedente ma ancora non capisco come siamo arrivati a fare quello che stiamo facendo... Vorrei fare una fusione mentale."<br />
Bloch, fortunatamente, si ricordÃ² che doveva recarsi subito al lavoro: "Devo andare, Quatro. Mi tenga aggiornato se dovesse scoprire qualcosa. Che il Divino Muwai ci protegga."<br />
Detto questo si avviÃ² rapidamente verso il luogo di lavoro, pensando tra sÃ© e sÃ© che Quatro era un po' suonato. Non lo conosceva ancora bene ma tutte queste razze sensitive non gli andavano molto a genio.<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Muwai, alloggio di MacAllister - 15/01/2394, ore 18:30</b><br /><br />
L'Ingegnere MacAllister aveva completato il suo secondo turno di lavoro e stava giungendo nel suo piccolo alloggio per godersi un meritato riposo. Il caldo era insopportabile quel giorno e sarebbe stato sempre peggio, dicevano tutti, a causa del picco di emissioni della loro stella. Quando giunse davanti all'entrata trovÃ² ad aspettarlo due nativi di Muwai. Uno lo conosceva giÃ , era noto con il nome di Saasha, era il consigliere piÃ¹ fidato di Nazja. "La saluto, signor MacAllister," cominciÃ² a sibilare lui, "prima del suo riposo devo parlarle. Posso entrare nella sua stanza?"<br />
"Caro Saasha, ma certo. Ãˆ un onore potere colloquiare insieme a te." disse l'uomo facendo cenno di entrare.<br />
Saasha con un movimento sinuoso si appoggiÃ² ed aprÃ¬ a porta, nessuna porta era chiusa a chiave su Muwai, ed entrÃ² nella casetta dell'Ingegnere, piccola ma confortevole, e soprattutto fresca. Colui che lo accompagnava restÃ² fuori con discrezione. MacAllister andÃ² subito a bere dell'acqua, poi si sedette a terra davanti al serpente. L'ingegnere trovava gli uomini-serpente abbastanza ripugnanti all'inizio, ma ora riusciva tranquillamente a guardare negli occhi il proprio interlocutore.<br />
"Signor MacAllister, una brutta notizia... Da questa sera non potrai piÃ¹ godere della compagnia della Prima delle Figlie di Muwai."<br />
Stephan non si stupÃ¬ per niente che Saasha sapesse tutto dei loro incontri, non disse nulla in risposta e rimase pensoso, cosÃ¬ l'uomo-serpente proseguÃ¬. "Come certamente sai il rito dell'accoppiamento si avvicina. Nazja deve rispettare alcune regole, tra cui quella di non... avere distrazioni con nessuno."<br />
Attese che Stephan dicesse qualcosa, finalmente egli disse questa frase: "Se questo Ã¨ il volere del divino Muwai, che sia fatta la sua volontÃ ."<br />
"...sia fatta la sua volontÃ ..." ripetÃ¨ il serpente. "Voi stranieri avete un strano modo di rendere grazia al nostro Divino, comunque sono contento che accetti il suo volere di buon grado. E sono anche sicuro che troverai la compagnia di altre donne altrettanto interessante."<br />
<br />
<br /><b>USS Diplomacy - 15/01/2394, ore 19:45</b><br /><br />
Il Capitano Jensen stava cenando in compagnia del suo Primo Ufficiale, come accadeva solitamente una volta alla settimana. I due ultimamente non andavano particolarmente d'accordo, lei lo trovava una persona troppo espansiva e invadente, lui al contrario non approvava l'eccessiva disciplina a bordo di quella nave. Anche sugli ufficiali da segnalare o da promuovere spesso faticavano a trovare un punto di equilibrio.<br />
Dalla Plancia giunse una comunicazione che interruppe i loro discorsi. =^=Signore, mi dispiace interrompervi ma c'Ã¨ una comunicazione dalla flotta.=^=<br />
"Bene, la passi nel mio alloggio." Si alzÃ² e raggiunse la sua postazione, anche il Primo Ufficiale la raggiunse.<br />
Alcuni secondi per l'identificazione ed il volto di un Ammiraglio apparve sullo schermo, era l'Ammiraglio Huang, responsabile della logistica di quella porzione di quadrante. =^=Buongiorno, Capitano Jensen, buongiorno anche a lei Comandante Maputo.=^=<br />
I due salutarono a loro volta.<br />
=^=Si sta verificando una situazione insolita nel sistema di Muwai.=^=<br />
"La Crusader..." disse Jensen.<br />
=^=SÃ¬, la Crusader, vedo che Ã¨ informata. Abbiamo perso i contatti da piÃ¹ di 48 ore. La loro stella presenta fenomeni alquanto anomali ma non dovrebbe essere nulla capace di minacciare l'incolumitÃ  della nave. Non ci arrivano loro comunicazioni da due giorni e ciÃ² Ã¨ preoccupante. Inoltre, proprio due giorni fa, c'Ã¨ stato un brillamento particolarmente intenso, come ci avete prontamente segnalato, a quanto mi risulta.=^=<br />
Il Capitano annuÃ¬: "SÃ¬, lo abbiamo rilevato subito."<br />
=^=Vi chiediamo di interrompere temporaneamente la vostra missione per dare un'occhiata. Non avvicinatevi troppo, restate all'esterno del sistema, cercate la Crusader e contattatela.=^=<br />
"Va bene, Ammiraglio. Partiamo immediatamente, invieremo subito notizie."<br />
=^=D'accordo Capitano, restiamo in attesa.=^= La comunicazione si chiuse.<br />
Il Capitano andÃ² diretto verso la plancia, senza curarsi degli avanzi della cena, il Primo Ufficiale la seguÃ¬ senza commentare, anche lui era al corrente dei fenomeni insoliti di Muwai e della presenza della Crusader nel sistema.<br />
Arrivati in plancia il Capitano cominciÃ² a dare istruzioni: "Tenente, comunichi a tutta la nave che la missione Ã¨ sospesa, ora siamo chiamati ad una missione di ricognizione nel sistema Muwai."<br />
"Eseguo, signore. Avvertiamo anche la superficie del pianeta?"<br />
"SÃ¬, tra poco comunicherÃ² con loro io stesso. Sala Macchine, qui Plancia, prepararsi alla velocitÃ  curvatura, massima curvatura."<br />
<br />
<br /><b>Pianeta Muwai, Foro - 15/01/2394, ore 23:50</b><br /><br />
Il Capo Shaitan si era dato appuntamento con il dottore per una passeggiata rilassante in quello che si poteva paragonare come un foro, ovvero un libero luogo di incontri tra gli uomini del popolo Muwai. Gli era stata spiegata questa abitudine: quando il terzo turno di lavoro terminava, molti si davano appuntamento con un amico per fare due chiacchiere nel clima rinfrescante di alberi e fontane. E cosÃ¬ Shaitan lo aveva proposto al dottore, anche per sapere se erano terminate le visite mediche. Ed ora eccoli passeggiare in mezzo a tanti altri nativi del luogo, alcuni dei quali li guardavano ancora in modo un po' insistente.<br />
"C'Ã¨ un caldo pazzesco," commentÃ² per spezzare il ghiaccio il medico, "ho visto molti uomini affaticati oggi."<br />
"Si abitueranno, d'altronde Ã¨ la prima volta che assistiamo agli urli di Muwai." rispose Shaitan.<br />
"Eh, parla lei che Ã¨ il capo ma chi sgobba con quelle analisi dei rottami non la pensa come lei..."<br />
Shaitan ebbe un improvviso scatto: "Rottami? Ma come diavolo si permette? Quella Ã¨ la... nave...."<br />
"SÃ¬, certo, una nave spaziale, non sono mica rimbecillito, si riconosce subito... ma perchÃ© si agita tanto?"<br />
"Dottore, mi scusi, non so cosa mi abbia preso. PerÃ² mi dispiace smontarla, sembrava cosÃ¬ bella ed efficiente."<br />
"Beh, se dobbiamo smontarla forse era guasta o troppo vecchia per essere utilizzata, ci sarÃ  una ragione..." concluse il medico per tranquillizzare l'andoriano.<br />
Shaitan si sedette su un praticello rinfrescante: "Allora domani finiranno questi snervanti test medici?"<br />
"SÃ¬, Capo, conto di concluderli a metÃ  giornata." rispose il medico, coricandosi sul prato. "Uhm... che bello... mi rammenta qualche altro luogo ma non ricordo..."<br />
"SÃ¬, proprio bello qui, poi non ci disturbano tutte quelle donne serpenti..."<br />
"Sembra che ad altri uomini invece piaccia essere tormentati da loro." disse ridacchiando il dottore.<br />
Rimasero in silenzio per qualche minuto, poi Shaitan vide qualcuno e si alzÃ² in piedi per raggiungerlo. Jenner si era quasi assopito e fece un grande sforzo per seguire il Capo. Quando lo raggiunse lo vide parlare con una donna ma questa volta non era una donna serpente, era una di loro.<br />
"Sono contento che si stia bene," stava dicendo il Capitano, "ma non si trattenga oltre, questo posto Ã¨ riservato agli uomini."<br />
La donna aveva lineamenti vulcaniani, osservÃ² Jenner, e sembrava triste. "Sto bene dal punto di vista fisiologico, ma non da quello mentale."<br />
Shaitan la interruppe con una battuta rivolta al dottore: "Ha sentito, Jenner? Non puÃ² fare nulla per le malattia mentali?" Poi, quando notÃ² che la donna non era per niente divertita, si corresse: "mi scusi, non volevo offenderla, venga qui..." detto questo le accarezzÃ² il viso con la mano.<br />
D'improvviso lasciÃ² cadere la mano e guardÃ² verso la volta come colpito da un pensiero improvviso: "K'Rael... perchÃ© non Ã¨ qui?"<br />
"Ma chi sarebbe questa K'Rael?" domandÃ² Jenner.<br />
"Era una vulcaniana come V'Lar, ricordo solo che mi voleva bene..."<br />
"SÃ¬, credo le volesse bene," disse V'Lar, "mi spiace darle una brutta notizia ma credo sia deceduta."<br />
"Peccato che non possa assistere al rito dell'accoppiamento..." concluse Shaitan tornato in sÃ©.<br />
"Signore," riprese la vulcaniana, "sta bene il signor Bloch?"<br />
"Certo, sta bene, "rispose il medico, "domani lo visiterÃ² e potrÃ² dirle meglio. Come mai Ã¨ interessato alla sua salute?"<br />
"Non saprei dirle, mi Ã¨ venuto un attimo in mente..." rispose infine la donna.]]></description>
            <author>Tenente Leon Krenn Bloch</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-04 Il sogno di Shaitan</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=4</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Gerard Ylim Yager<br /><br /><br /><b>Pianeta Muwai, alloggio di Shaitan - 16/01/2394, ore 04:25</b><br /><br />
La vulcaniana era in piedi davanti a lui.<br />
Shaitan non era in grado di dire da quanto tempo fosse lÃ¬, forse era sempre stata in quel punto.<br />
Lo sfondo nero opaco gli permetteva di distinguere molti dettagli della donna: era poco piÃ¹ bassa di lui, molto magra ma dotata di una buona muscolatura e poi aveva la tipica frangetta dei vulcaniani.<br />
Tipica? Ma Shaitan conosceva pochi vulcaniani... erano a malapena una decina gli alieni di quella specie che lavoravano con lui.<br />
La donna assomigliava molto a V'Lar ma Shaitan era sicuro che la vulcaniana fosse un'altra persona... una persona molto importante per lui.<br />
D'improvviso lo sfondo mutÃ² di colpo e comparve una finestra aperta sullo spazio. In lontananza Shaitan vide una remota stazione spaziale della Federazione ruotare attorno ad un pianeta alieno.<br />
Federazione? Quella parola per lui fu come un pugnalata, una salva di emozioni contrastanti lo colpÃ¬ in pieno ma non riuscÃ¬ a capirne il motivo.<br />
Mentre cercava di capire che cos'era la Federazione qualcosa di sconvolgente accadde: la stazione spaziale esplose con una luce accecante. L'andoriano sentÃ¬ il colpo raggiungerlo e le pareti tremarono ma la vulcaniana rimase in piedi davanti a lui impassibile.<br />
Passarono pochi instanti e la finestra, indebolita dall'esplosione, cedette di colpo. Istintivamente Shaitan si aggrappÃ² alla parete, tese i muscoli al massimo e lottÃ² per non essere sbalzato fuori nello spazio.<br />
"PerchÃ© ti aggrappi?" chiese la vulcaniana.<br />
"Chi sei tu?" chiese di rimando lui.<br />
"Io sono... lo sai."<br />
"No non lo so." Un nome gli arrivÃ² improvvisamente dal profondo della mente: "K'Rael..."<br />
La vulcaniana rimase impassibile, con tocco lieve e vellutato prese la mano del marito e iniziÃ² a tirarlo verso la breccia aperta.<br />
"Cosa fai?" chiese lui allarmato.<br />
"Ti mostro la veritÃ ."<br />
La vulcaniana esercitÃ² una forza lievemente maggiore, Shaitan mollÃ² di colpo la presa e i due galleggiarono sospesi senza peso fuori dalla nave. Galleggiarono per diversi interminabili minuti e Shaitan capÃ¬ che provava qualcosa verso la donna. Sentimenti profondi e eterni e, anche se non conosceva il suo nome, sarebbe rimasto lÃ¬ con lei per sempre.<br />
"Voltati." disse lei ad un certo punto.<br />
Lui si voltÃ² e la vide. La nave aliena era lÃ¬ davanti a loro. Sembrava danneggiata ma conservavate tutta la sua magnificenza e bellezza. Shaitan rimase alcuni istanti a contemplare quello spettacolo come rapito. Trovava la nave aliena molto famigliare mentre il suo alloggio sul pianeta gli era sempre sembrato poco adatto a lui e alieno.<br />
"Eravamo lÃ¬ dentro?" chiese lui.<br />
"SÃ¬, Ã¨ stata l'esplosione a catapultarci qua fuori."<br />
"PerchÃ© eravamo a bordo della nave aliena?"<br />
"PerchÃ© tu sei una parte importante di essa e io facevo parte dell'equipaggio."<br />
"Crusader... USS Crusader, classe Prometheus II... NX 59659. Come faccio a conoscerne il nome?" Shaitan avrebbe dovuto essere agitato o confuso, invece era tranquillo e calmo, in pace con se stesso.<br />
"Vieni con me." disse lei e attorno a loro comparve la Plancia.<br />
Attorno a loro Shaitan vide l'equipaggio e gli ufficiali superiori lavorare... ma i loro volto erano quelli dei suoi colleghi al cantiere: Yager, Bloch, Jenner, Viskav, McAllister e tutti gli altri. Eppure vedere i colleghi svolgere incarichi a bordo della nave... provava una strana sensazione quasi di quotidianitÃ .<br />
La vulcaniana gli si avvicinÃ² e gli sussurrÃ²: "Dietro di noi c'Ã¨ la poltrona del Capitano. Voltati!"<br />
L'andoriano vi voltÃ² e rimase paralizzato dallo shock: seduto sulla poltrona del Capitano c'era lui, il Capitano Shaitan del clan Aeltheur. *Io sono lui!* si disse, ma tutto ciÃ² non aveva senso. Spaventato cercÃ² di fuggire ma era paralizzato come se qualcuno lo stesse obbligando a guardare. L'ansia e la paura crebbe esponenzialmente finchÃ© la visione cedette, si ruppe e lui si svegliÃ² urlando.<br />
GuardÃ² il suo pigiama che il suo alter ego indossava come un'uniforme. Poi arrivarono le vertigini e conati di vomito. Shaitan si svegliÃ², corse in bagno, vomitÃ² la cena e venne folgorato dal mal di testa.<br />
<br />
<br /><b>Cantiere della Crusader, magazzino merci - 16/01/2394, ore 08:28</b><br /><br />
Xian si spostÃ² leggermente a carponi e, sicura di avare le spalle coperte, si avvicinÃ² al cantiere.<br />
I due alieni si alzarono rapidamente, percorsero rapidamente uno spazio aperto e si rifugiarono tra alcune casse.<br />
"Reisciar, ci hanno visti?"<br />
"No." rispose il suo compagno.<br />
"Bene, allora procedo." Xian attivÃ² si sistema di misurazione e iniziÃ² ad analizzare l'area.<br />
"Allora?" chiese Reisciar dopo alcuni secondi di pausa.<br />
"Ãˆ proprio come pensavamo." Xian avvicinÃ² l'apparecchio di misura al compagno in modo che potesse vedere anche lui i risultati. "La nave Ã¨ qui, i sistemi principali e secondari sono spenti. Rilevo anche l'equipaggio ed Ã¨ la cosa piÃ¹ strana."<br />
"PerchÃ©?" chiese lui.<br />
"Sembra che stiano quasi tutti lavorando alla nave, ma non si tratta di manutenzione di routine o riparazione di guasti... Ã¨ come se la stessero smontando per analizzarla." Xian sembrava sorpresa e confusa.<br />
"GiÃ ... Ã¨ proprio strano, meglio rientrare e riferire quanto scoperto." rispose lui.<br />
<br />
<br /><b>Cantiere della Crusader, ritrovo operai - 16/01/2394, ore 08.29</b><br /><br />
Yager era pronto ad iniziare una nuova giornata di lavoro, al contrario di Shaitan aveva avuto una notte di sonno buona e molto tranquilla, per cui era fresco e riposato. Stava osservando la colossale nave ancorata mentre attendeva i colleghi per iniziare.<br />
Al posto degli operai, perÃ², arrivÃ² il dottor Jenner: "Buongiorno, capo turno Yager."<br />
"Buongiorno a lei, dottore." rispose l'umano. "Posso fare qualcosa per lei?"<br />
Il dottor Jenner sembrava molto preoccupato e teneva un rudimentale data padd in mano. "Mi conferma che la nave aliena emette molti tipi di radiazioni e utilizza vari tipi di energie?"<br />
"SÃ¬, perchÃ©?"<br />
"L'avrÃ  notato anche lei." Jenner si avvicinÃ² e parlÃ² a voce bassissima. "Sembra che i nostri colleghi abbiano a volte dei comportamenti strani... sbagliano i nomi, gli incarichi e, raramente, sembrano avere comportamenti come se fossero quasi dei membri dell'equipaggio di quella nave."<br />
Yager rimase alcuni istanti in attesa come per elaborare quelle informazioni cosÃ¬ strane.<br />
"Ora che mi ci fa pensare... ho notato anch'io questi comportamenti. Ma cosa c'entra con la nave aliena?"<br />
Jenner mostrÃ² il data padd a Yager. Sullo schermo c'erano due immagini e anche un profano avrebbe capito che erano analisi dei tracciati celebrali. Le due rilevazioni erano molto simili tranne che per quella di destra che mostrava delle aree colorate di rosso.<br />
"Sono due analisi fatte sullo stesso paziente, quella di destra Ã¨ stata compiuta durante il turno di lavoro alla nave." spiegÃ² il dottore.<br />
"Cosa indicano le zone evidenziate di rosso?"<br />
"Indicano una forte attivitÃ  celebrale nella zona della memoria, o Ã¨ un ricordo che affiora oppure potrebbe essere una specie di distorsione delle onde celebrali dovute dall'esterno." spiegÃ² il dottore.<br />
"Sta dicendo che tra le varie forme energetiche emesse dalla nave c'Ã¨ una specie di campo mentale che compromette i nostri ricordi, una specie di arma contro una possibile intrusione?" Yager era sconcertato.<br />
"Esatto."<br />
"Meglio andare ad avvertire i nostri superiori."<br />
I due corsero via.<br />
<br />
<br /><b>Zona esterna del sistema di Muwai, USS Diplomacy, Sala Tattica - 16/01/2394, ore 15:00</b><br /><br />
"... per cui l'unico modo per sopraffarli consiste nell'attaccare rapidamente sfruttando la nostra superiore potenza di fuoco, velocitÃ  e manovrabilitÃ ." L'Ufficiale Tattico della Diplomacy, il Tenente Reisciar, aveva appena finito di illustrare l'analisi tattica della flotta nemica.<br />
Il Capitano rimase in silenzio contemplando le parole appena pronunciate. "Loro sono come delle api in confronto a noi?"<br />
"SÃ¬." Reisciar annuÃ¬ e aggiunse: "Attaccando a sorpresa e rapidamente mettendo a segno quanti piÃ¹ siluri possibile Ã¨ l'opzione tattica migliore."<br />
"Un simile attacco infliggerebbe gravi perdite alla flotta Muwai." disse il capitano.<br />
"Inoltre c'Ã¨ sempre l'incognita della Crusader." spiegÃ² il primo ufficiale. "Se la Crusader Ã¨ caduta in mano agli alieni Muwai e la usano contro di noi saremmo in grossi guai."<br />
"Non credo." si intromise il tenente Xian, l'OPS. "La nave Ã¨ protetta da codici di alto livello e blocchi di sicurezza. Dubito che i Muwai possano farla funzionare."<br />
"Questa Ã¨ una buona notizia." commentÃ² l'Ufficiale Medico Capo.<br />
"E spiega anche perchÃ© abbiano scelto di smontare la nave anzichÃ© usarla." aggiunse il primo ufficiale.<br />
Il tenente Xian annuÃ¬ e attivÃ² un ologramma. Al centro del tavolo apparve la rappresentazione della Crusader. La corazza scomparve lasciando un posto ad uno spaccato della nave. Un groviglio di connessioni dati colorate di rosso si disseminava in ogni direzione accompagnato da tubazioni gialle che rappresentava i condotti del plasma. I nuclei di curvatura erano evidenziati in azzurro, le armi in viola e i vari sistemi in verde.<br />
L'OPS ingrandÃ¬ l'ologramma e iniziÃ² a parlare: "Da quello che abbiamo visto, stanno smontando i sistemi secondari e quelli non essenziali." Fece una breve pausa mentre i sistemi rimossi iniziarono a luccicare ad intermittenza. "Malgrado stiano utilizzando personale della Flotta il lavoro procede molto lentamente."<br />
L'ufficiale medico ragionÃ² ad alta voce: "Forse perchÃ© hanno i nostri marinai e ufficiali come manodopera ma non possono accadere alle loro conoscenze."<br />
"O ai loro codici di comando." azzardÃ² il primo ufficiale.<br />
"Esatto... Ã¨ proprio quello che pensavo." Il tenente Xian tornÃ² a sedersi e ingrandÃ¬ un'altra sezione della nave.<br />
Reisciar la riconobbe subito. "Hanno preso dei siluri quantici?"<br />
"No. Fortunatamente i sigilli sono intatti ma penso che cercheranno di prenderli il prima possibile. Il problema Ã¨ un altro." rispose l'OPS.<br />
"Quale?" chiese il primo ufficiale.<br />
"Uno dei filamenti quantici si sta deteriorando. In condizioni normali la riparazione richiederebbe pochi minuti ma qui se nessuno se ne occupa..."<br />
"La nave potrebbe esplodere." Concluse il Capitano.<br />
"Quando giochi col fuoco rischi di scottarti." commentÃ² amaramente il Primo Ufficiale.<br />
"Vero, anche se una lezione ai Muwai starebbe bene, se la Crusader dovesse esplodere sarebbe una punizione troppo grande." Il Capitano attese alcuni secondi in modo da permette ai suoi uomini di assimilare quanto detto. "Tenente Xian, si intrufoli nuovamente nel cantiere assieme al tenente Reisciar e metta in sicurezza le testate."<br />
"SÃ¬, Capitano." risposero i due.<br />
"Bene." Il Capitano guardÃ² l'ufficiale medico capo e aggiunse: "Dottore, proviamo a recuperare uno dei nostri, voglio capire che trattamento hanno subito e come contrastarlo."<br />
Ci fu un breve periodo di pausa, poi il Capitano aggiunse: "Soprattutto voglio capire come un equipaggio ben addestrato sia stato catturato da questi alieni."<br />
<br />
<br /><b>USS Crusader, 15Âª intersezione - 16/01/2394, ore 16:00</b><br /><br />
Shaitan era solo. Era riuscito con grandi difficoltÃ  ad isolarsi in uno dei condotti della nave senza che nessuno lo vedesse o che notasse la sua assenza. Ma la parte piÃ¹ difficile era stato dissimulare. Il sogno che aveva fatto la notte precedente l'aveva sconvolto e inquietato turbandolo pesantemente e aveva faticato a nascondere quelle emozioni ai colleghi.<br />
Ora era solo e a caccia di risposte.<br />
Si avvicinÃ² ad un pannello, lo toccÃ² e il terminale del computer si attivÃ².<br />
Nei giorni precedenti lui e gli operai aveva cercato invano di accedere al computer ma un robusto blocco di sicurezza li aveva fermati. Titubante toccÃ² uno dei tasti e attese l'irritante voce artificiale.<br />
"Prego inserire ID."<br />
Avevano provato molti codici ma il numero di combinazioni era troppo alto ma questa volta Shaitan aveva uno strano presentimento. PiÃ¹ che un presentimento era un serie di lettere alfanumeriche che gli ronzavano nella testa da quando si era svegliato.<br />
DigitÃ² il codice e attese.<br />
PassÃ² un interminabile istante di tensione e silenzio assoluto, poi, con un bip, il computer rispose: "Codice di autorizzazione Starfleet accettato."<br />
Quelle parole lo paralizzarono, si afflosciÃ² contro la parete opposta confuso e uno strano pensiero lo turbÃ² ulteriormente: il suo sogno aveva detto la veritÃ .<br />
Ma poi arrivÃ² il desiderio di andare a fondo a questa storia e di scoprirela veritÃ  legata alla sua identitÃ . Si alzÃ² e si avvicinÃ² al terminale.<br />
"Computer?" disse, nel suo profondo sapeva che poteva dare anche comandi vocali.<br />
"Computer in attesa di comando."<br />
"Identifica questa nave."<br />
"Nave stellare USS Crusader, classe Prometheus II, codice identificazione di scafo NX 59659, unitÃ  sperimentale per missioni tattiche nello spazio profondo." Il nome e l'identificazione coincidevano al suo sogno.<br />
Ora sarebbe arrivata la domanda piÃ¹ difficile: "Computer identificami."<br />
"Lei Ã¨ il Capitano della nave, Capitano di vascello Shaitan del clan Aeltheur."]]></description>
            <author>Comandante Gerard Ylim Yager</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-05 Quando si puÃ² riconoscere un sogno</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=5</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Makarri Quatro<br /><br /><br /><b>USS Crusader, Ponte di Comando - 16/01/2394, ore 16:05</b><br /><br />
Shaitan non riusciva a capire cosa stava accadendo. PerchÃ© le sue memorie erano diverse rispetto a quanto sembrava reale? Come poteva essere? Come potevano le sue azioni verso i Muwai, la Flotta e tutto ciÃ² che lo circondava essere reale ma falso?<br />
Shaitan vedeva passare coloro che sono i suoi compagni della routine quotidiana ma non riusciva a ricordare chi erano in realtÃ . La nave, la sua nave, veniva smontata dal suo equipaggio e qualcosa non quadrava.<br />
Vide il Capoturno Yager parlare con il dottor Jenner e si diresse verso di loro: "Chi siete? Voi vi ricordate chi siete?" disse l'andoriano avvicinandosi. "Cosa fate con quell'anticaglia in mano dottore? PerchÃ© non siamo in uniforme e perchÃ© siamo qui?"<br />
Improvvisamente un'onda rosso sangue coprÃ¬ tutto, un dolore lancinante proveniente dall'amigdala e dall'ippocampo fecero accasciare Shaitan ai piedi del dottore. Immediatamente Jenner si chinÃ² sul corpo esanime di colui che in condizioni normali era il suo Capitano ed un suo amico, iniziando a verificarne le condizioni fisiche. "Accidenti, Ã¨ il secondo caso in due giorni. Prima Makarri del turno due, ora Shaitan del turno tre, eppure sono destinati in due settori opposti della nave. Ho paura che questa emissione energetica casi danni cerebrali agli operai. Dobbiamo avvisare i nostri superiori dopo aver portato questo poveretto in infermeria."<br />
Ad un cenno del dottore venne portata una barella e sia lui che Yager accompagnarono il 'malato' al Pronto Soccorso del cantiere.<br />
La struttura che ospitava il Pronto Soccorso con l'annessa Infermeria era ricavata da dei container in modo molto rudimentale. Il personale infermieristico faceva del suo meglio per tenere pulito il tutto ma l'unica camera sterile era una piccola sala operatoria ricavata dai locali dell'Infermeria della Crusader. All'interno della struttura si trovavano letti per degenze brevi, nei quali riposavano operai feriti durante i lavori mentre nascosto da alcuni paraventi un letto isolato ospitava una persona immobilizzata con dei lacci e con una specie di paradenti in bocca che gli impediva di parlare.<br />
"Presto, sistemate un altro letto vicino a Makarri. Probabilmente sono stati contaminati da qualcosa, non voglio nessuno vicino a loro privo di protezioni. Yager, si metta una di quelle mascherine."<br />
Mentre gli infermieri sistemavano Shaitan nel letto, Makarri si volse verso di lui con gli occhi sbarrati. Yager se ne accorse e gli si avvicinÃ² sentendo delle parole deformate dal paradenti.<br />
"Ca... ta... o, Ca... ta... o..."<br />
"Dottore, sembra che Quatro voglia dirci qualcosa."<br />
Il dottore, voltandosi irritato verso il Capoturno, gli urlÃ²: "Chi diamine Ã¨ Quatro? Non conosco nessuno con questo nome e lei non dovrebbe conoscere neanche Makarri, visto che non avete mai lavorato insieme!"<br />
Lentamente anche Yager iniziÃ² a dimenticare.<br />
<br />
<br /><b>USS Crusader, Ponte 5 - 16/01/2394, ore 18:25</b><br /><br />
Alcune figure si aggiravano cautamente tra gli operai con una meta ancora da stabilire, quando sentirono due lavoratori commentare quello che era successo a Shaitan ed a Makarri. Ora quelle figure sapevano dove andare.<br />
<br />
<br /><b>Cantiere USS Crusader, Infermieria - 16/01/2394, ore 22:00</b><br /><br />
Lentamente Shaitan riprese conoscenza e si rese conto di essere legato. Poteva spostare solo il collo ma riuscÃ¬ a vedere Makarri accanto a lui.<br />
Quatro si accorse dei movimenti del suo Capitano e cercÃ² di comunicare con lui tamburellando con le dita: 'CAPITANO SIAMO PRIGIONIERI DEI MUWAI SENTO COME UNA GIGANTESCA PRESSIONE CHE MI INDUCE A DIMENTICARE CHI SONO, Ãˆ COME ESSERE IN UN ALVEARE".<br />
Shaitan pensÃ² tra sÃ© che imparare il codice Morse all'Accademia non era stata una perdita di tempo come pensava da cadetto, era chiaro che i Muwai avevano riscritto le loro memorie ma non la loro personalitÃ . I soggetti con empatia o capacitÃ  telepatiche erano i piÃ¹ difficili da convertire ma ora erano bloccati e non potevano liberarsi. Dovevano fare qualcosa. Ma cosa?]]></description>
            <author>Tenente Comandante Makarri Quatro</author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-06 Pronti alla reazione</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=6</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Shaitan del clan Aeltheur <br /><br /><br /><b>Cantiere USS Crusader, Infermieria - 16/01/2394, ore 22:02</b><br /><br />
Shaitan tamburellÃ² di rimando al suo Capo della Sicurezza: 'RICORDO QUALCOSA. IL MIO CODICE. SE RIUSCIAMO A FINGERE POSSIAMO FARE QUALCOSA.'<br />
L'andoriano accompagnÃ² il tamburellare delle dita con uno sguardo inequivocabile al quale Quatro rispose: 'OK.'<br />
Saasha entrÃ² in quel momento e iniziÃ² in silenzio a scrutare i due lavoratori legati al lettino medico. Jenner osservava il consigliere di Nazja con circospezione.<br />
"Possono parlare?" chiese Saasha.<br />
"SÃ¬, certo." rispose Jenner<br />
"Capo Shaitan, che le Ã¨ successo?" chiese il consigliere.<br />
Con parecchia fatica Shaitan mise insieme le parole: "Niente per cui legarmi qui come un salame. C'Ã¨ un lavoro da completare."<br />
"Il dottor Jenner, qui, mi ha parlato di allucinazioni persistenti, del fatto che si aggiri per la nave credendosi il Capitano..."<br />
"Ho fatto un brutto sogno, niente di piÃ¹." si schernÃ¬ Shaitan.<br />
Jenner, che stava ad ascoltare, intervenne: "Beh, non direi che sia solo qualche brutto sogno. Le allucinazioni che vi hanno colpito oggi pomeriggio non solo vi hanno fatto vagare incosciente ma vi hanno fatto tentare di interagire con i sistemi della nave!"<br />
"E dica, Capo... Ha funzionato questa interazione?" insinuÃ² Saasha.<br />
L'andoriano fece per muoversi, poi si ricordÃ² di essere legato al lettino e allora rinunciÃ² all'idea: "Non ricordo nulla ed ho pure un discreto mal di testa..."<br />
Mentre il consigliere di Nazja stava scrutando lo sguardo di Shaitan, Makarri era concentrato su Jenner che, in quel momento, sembrava avere qualche tipo di titubanza. Saasha staccÃ² lo sguardo dal Capitano e si rivolse al medico: "Lo tenga sotto osservazione per 12 ore. Se non si presentano altre allucinazioni puÃ² lasciarlo andare. Per ora puÃ² anche slegarlo. L'altro... Lo tenga legato. Mi sembra che le sue allucinazioni siano piÃ¹ violente."<br />
Jenner, che cercava di nascondere a Saasha il suo malessere, fece un cenno col capo e iniziÃ² a slegare il Capitano mentre il consigliere lasciava l'Infermeria.<br />
Dopo che Saasha se ne fu andato, Makarri azzardÃ²: "Dottore, che succede? Ãˆ quello che penso io, vero?"<br />
Jenner si sentiva fuori posto, confuso. Dentro di sÃ©, per la prima volta, la sensazione di non essere se stesso. La sensazione, tuttavia, stava per scomparire. Il condizionamento stava per prendere di nuovo il sopravvento. Prima che ciÃ² accadesse il Capitano gli prese il polso stringendolo nel suo pugno mentre si stava mettendo in posizione seduta: "Non lasci andare quella sensazione, dottore! Jenner, Edward Anthony, Terra! L'Accademia della Flotta!"<br />
Il mal di testa che stava per lasciare il dottore si fece invece piÃ¹ forte. Una sorta di cascata di ricordi si riversÃ² nel suo cervello e, preso dalle vertigini, barcollÃ². Shaitan lo sostenne e lo prese per le spalle. Lo guardÃ² negli occhi e vide una luce differente negli occhi del medico.<br />
"Ora lo sa!"<br />
Jenner gli lanciÃ² uno sguardo complice: "Dovremo agire con circospezione. Non devo farmi scoprire per poter agire ancora piÃ¹ o meno indisturbato."<br />
"Che mi dice del personale che lavora con lei qui in infermeria?" chiese l'andoriano.<br />
"Alcuni di loro non sono del nostro equipaggio e quindi li considerai inaffidabili. Credo siano agli ordini di Saasha."<br />
"Signor Quatro, mi spiace ma per ora rimarrÃ  legato per evitare sospetti." Makarri rivolse uno sguardo d'assenso al suo Capitano. "Attendiamo le 12 ore suggerite dal consigliere e inizierÃ² ad agire."<br />
<br />
<br /><b>Muwai, alloggi dei lavoratori - 16/01/2394, ore 22:16</b><br /><br />
Xian e Reisciar si aggiravano con circospezione all'interno dei corridoi della zona alloggi per raggiungere quello del Guardiamarina Tachiorov. Dovevano per forza agire e riportare il membro dell'equipaggio indietro entro il turno della mattina per evitare sospetti. Trovato l'alloggio, riuscirono a forzare la porta con relativa facilitÃ  e sedarono con un hypospray il Guardiamarina e lo portarono via.<br />
Si portarono verso lo stanzino che avevano utilizzato per farsi teletrasportare e tornarono a bordo.<br />
<br />
<br /><b>Muwai, alloggi di Nazja - 16/01/2394, ore 22.23</b><br /><br />
Saasha, sempre ossequiante e schivo si era fatto ricevere da Nazja insistendo molto: "Volto di Muwai, insisto a che tu prenda visione della situazione. Ci sono alcuni avvenimenti che non mi convincono."<br />
Saasha non era mai stato cosÃ¬ diretto con la sua padrona e questo, un po', aveva sorpreso la donna-serpente: "Saggio maschio, non ti avevo mai visto cosÃ¬ preoccupato ma non trovo il motivo di tanto allarme. Qualche riaffioramento dei vecchi ricordi in forma di sogno si Ã¨ sempre riscontrato in chi Ã¨ stato condizionato."<br />
L'uomo-serpente era sul punto di perdere la pazienza ma sapeva che mantenere le formalitÃ  al massimo era l'unico modo per farsi ascoltare: "La situazione Ã¨ un po' diversa. C'Ã¨ stato un malfunzionamento in uno degli inibitori tanto che ho dovuto ordinare al dottore di legare al letto uno dell'equipaggio, Shaitan ha dato piÃ¹ volte segno di essere sul confine tra due mondi, probabilmente perchÃ© ciÃ² che funziona con gli umani potrebbe non avere lo stesso effetto con gli andoriani. Avevo avvertito che avremmo dovuto eseguire piÃ¹ test e adattare quelli delle razze diverse da quella umana. Lasciami indagare alla mia maniera. Vedrai che risolverÃ² il problema."<br />
Nazja rimase pensierosa per qualche minuto, valutando la situazione. Saasha, ad ogni secondo, diventava piÃ¹ nervoso. Alla fine lei decise: "Va bene, Saasha, prendi i provvedimenti che ritieni necessari ma qualsiasi azione nei confronti dell'equipaggio, specialmente se riguardano McAllister, devono essere concordati prima con me. Inteso?"<br />
Il maschio temeva qualcosa del genere ma proprio non poteva aumentare la pressione su Nazja: "Come ordini."<br />
Detto questo, uscÃ¬.<br />
<br />
<br /><b>USS Diplomacy, Infermieria - 16/01/2394, ore 22:31</b><br /><br />
Il Capitano Jensen, Xian e Reiscar si erano uniti al dottor Zenobi in Infemeria per valutare e condizioni del Guardiamarina Tachiorov. Quest'ultimo era ancora sedato e stava per essere risvegliato.<br />
"Lo svegli." comandÃ² il Capitano a Zenobi.<br />
Il Medico Capo iniettÃ² tramite hypospray una soluzione stimolante nel braccio del Guardiamarina che, pian piano, aprÃ¬ gli occhi.<br />
"Dove mi trovo?" chiese a fatica.<br />
"Nome e matricola?" chiese il Capitano.<br />
"Guardiamarina Nikolay Tachiorov. Numero di matricola KL 884-241."<br />
"Assegnazione?"<br />
"USS Crusader, Federazione Unita dei Pianeti. Capitano, che succede? Dove sono?"<br />
Jensen scambiÃ² uno sguardo con i suoi ufficiali e, dopo un cenno d'intesa, si rivolse di nuovo a Tachiorov: "Le spiegheremo entro breve. Ora le chiedo di rimanere a disposizione dei nostro dottore."<br />
Mentre Zenobi affidava Tachiorov ad un suo subalterno i 4 si riunirono nell'ufficio del dottore: "Che ne pensate?" chiese il Capitano.<br />
"Mi sembra di poter dire che, qualunque fosse l'influenza alla quale era sottoposto il Guardiamarina, ora sia svanita." azzardÃ² Zenobi.<br />
"Concordo." dissero quasi all'unisono Xian Reiscar e Xian. Poi il primo continuÃ²: "Credo che l'influenza dipenda direttamente da qualche dispositivo presente nel pianeta. Potremmo cercare di capire che tipo di onde possono influenzare in questo modo gli umani e perchÃ© io e Xian non ne siamo stati affetti. Sarebbe possibile anche capire a che distanza dal pianeta queste diventano efficaci. In questo modo sarebbe possibile studiare una contromisura."<br />
Appena finita la frase il medico che aveva in osservazione il Guardiamarina della Crusader chiese il permesso di entrare in ufficio. Una volta concordato disse: "Ho eseguito una scansione medica completa e c'Ã¨ qualcosa che non mi quadra. Sono riuscito ad ottenere dal Comando di Flotta i dati dell'ultima scansione medica completa effettuata dal Guardiamarina piÃ¹ o meno 2 mesi fa. Le ho comparate e c'Ã¨ qualcosa di diverso alla base della nuca. Una zona d'ombra nelle nostra scansione che non Ã¨ presente nella scansione precedente." Mentre parlava mostrÃ² il PADD con le risultanze al dottore che lo passÃ² al Capitano per poi essere visionato dagli altri due ufficiali.<br />
"Dottore, se la sente di indagare piÃ¹ a fondo?" chiese il Capitano.<br />
"Credo che l'unico modo sia agire chirurgicamente." si espresse Zenobi.<br />
"Proceda."<br />
<br />
<br /><b>USS Diplomacy, Infermieria - 16/01/2394, ore 22:55</b><br /><br />
"Eccolo." dichiarÃ² il dottor Zenobi.<br />
"Una sorta di ricevitore per Onde Theta. Le ritrasmette nel cervello tramite il sistema nervoso. Funziona piÃ¹ o meno come un ipnotizzatore." spiegÃ² Xian.<br />
"Ecco perchÃ© non siamo stati influenzati dalla trasmissione dal pianeta." concluse Reiscar.<br />
"Bene, ora sappiamo cosa fare." dichiarÃ² il Capitano.<br />
<br />
<br /><b>USS Diplomacy, Plancia - 17/01/2394, ore 00:32</b><br /><br />
"Capitano a squadra di sbarco. Mi sentite?"<br />
=^=Forte e chiaro, Capitano.=^= rispose Xian. =^=Abbiamo riportato Tachiorov nel suo alloggio. L'inibitore che abbiamo preparato sembra funzionare bene. Ci aiuterÃ  ad impiantarlo ad altri.=^=<br />
<br />
<br /><b>Cantiere USS Crusader, Infermieria - 17/01/2394, ore 00:55</b><br /><br />
Il Capitano Shaitan si stava apprestando a tornare nel suo alloggio quando Jenner gli iniettÃ² l'inibitore sottopelle. Anche se su di lui sembrava non funzionare bene il trasmettitore, cosÃ¬ come si era guastato quello del dottore e di Quatro, aveva preferito questa soluzione per riuscire ad essere il piÃ¹ lucido possibile. Ora come ora non potevano uscire allo scoperto ma avrebbero atteso che dalla Diplomacy fossero stati pronti all'azione.]]></description>
            <author>Capitano Shaitan del clan Aeltheur </author>
            <pubDate>Tue, 15 Apr 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-07 Pensieri persistenti</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=7</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Stephen McAllister<br /><br /><br /><b>Cantiere USS Crusader, Infermieria - 17/01/2394, ore 01:00</b><br /><br />
"Si ricordi le raccomandazioni che ci ha dato il Tenente Xian..." affermÃ² Jenner guardandosi attorno con fare ombroso subito dopo aver attivato l'impianto all'interno del corpo del Capitano.<br />
"SÃ¬, certo..." replicÃ² massaggiandosi la base del collo l'andoriano, prima di scendere con un balzo dal lettino medico su cui era seduto, "ma anche lei si assicuri di mantenere un basso profilo e di non sembrare cosÃ¬ sospettoso..."<br />
Shaitan iniziÃ² finalmente ad incamminarsi verso i propri alloggi, rimembrando il loro incontro avvenuto venti minuti prima con la squadra di sbarco della Diplomacy.<br />
<br />
<br /><b><Flashback> Cantiere USS Crusader, Infermieria - 17/01/2394, ore 00:40</b><br /><br />
Shaitan si trovava ancora all'interno dell'infermeria quando, con enorme sorpresa degli astanti, un piccolo drappello di persone sconosciute fece il suo ingresso nella struttura. Entrambe le parti si squadrarono per una manciata di secondi, sorprese, ma fu una giovane donna di origine asiatica a prendere la parola per prima.<br />
"Capitano Shaitan..." sussurrÃ² quasi come stesse parlando a se stessa, ma non cosÃ¬ a bassa voce da impedire ai presenti di percepire distintamente le sue parole. Le antenne del Capitano ebbero un visibile fremito.<br />
"Lei conosce la mia identitÃ  ..." si lasciÃ² sfuggire a sua volta l'andoriano squadrando la donna da cima a piedi, la quale replicÃ² con un ampio sorriso, tirando fuori da una tasca quello che aveva tutta l'aria di essere un tricorder federale.<br />
"Tenente Xiaoli Xian, Ufficiale Operazioni della USS Diplomacy." affermÃ² facendo eseguire all'apparecchio che teneva fra le mani la scansione degli astanti, "Ãˆ un vero colpo di fortuna che i vostri trasmettitori non funzionino a dovere..."<br />
"Uss Diplomacy?" intervenne Jenner spostandosi al fianco del suo Capitano. "Quindi la Federazione ci sta cercando? Da quanto tempo siamo dispersi?"<br />
"La nostra nave ha ricevuto l'incarico di venirvi a cercare dopo che il Comando di Flotta non ha ricevuto vostre notizie per un paio di giorni." un omone calvo, dalla pelle color ebano e un curatissimo pizzetto corvino si fece avanti, prendendo la parola mentre la sua collega riponeva nuovamente il proprio strumento all'interno della tasca.<br />
"Due giorni? Solo due giorni?" replicÃ² sorpreso il medico della Crusader. "Ho l'impressione di essere su questo pianeta da una vita..."<br />
"Quindi avete giÃ  un piano per recuperare i miei uomini?" tagliÃ² corto Shaitan, irrompendo nuovamente nella discussione, notando solo in quel momento che, al di sotto degli ampi mantelli, i suoi interlocutori indossavano uniformi federali.<br />
"SÃ¬." replicÃ² prontamente Xian. "Perlomeno abbiamo... o, meglio, avevamo un piano per far recuperare i ricordi a tutto l'equipaggio della Crusader... ma ora che sappiamo che siete di nuovo dalla nostra parte questo piano ha molte piÃ¹ probabilitÃ  di riuscita."<br />
<br />
<br /><b>Alloggi del Tenente Comandante McAllister - 17/01/2394, ore 01:05</b><br /><br />
Stephen si rigirÃ² nuovamente, come aveva fatto giÃ  molte volte in quelle ore, ritrovandosi a pancia all'aria a fissare il soffitto perlaceo della sua stanza da letto invasa dall'oscuritÃ . SbadigliÃ² stancamente, appoggiandosi il braccio destro sulla fronte quasi volesse pararsi il viso da una luce inesistente, tamburellandosi un paio di volte sulla pancia con le dita della mancina.<br />
BenchÃ© i suoi alloggi fossero relativamente freschi, l'altissima percentuale di umiditÃ  nell'aria rendeva la respirazione particolarmente faticosa, ma non era quello a dargli noia e non era nemmeno l'assenza della sua 'compagna'. Malgrado infatti fossero giÃ  passate parecchie ore dall'incontro con Saasha, le sue parole continuavano a ronzargli per la testa al pari di un fastidioso insetto, impedendogli di prendere sonno. Certo, il consigliere non gli era mai andato particolarmente a genio, una repulsione a livello fisico decisamente irrazionale e forse immotivata ma, in fin dei conti, non aveva detto che ovvietÃ  a cui Stephen era preparato da tempo. Senza contare che aveva addirittura utilizzato quel suo tono finto, cortese e carico di deferenza che normalmente riservava solo alle figlie piÃ¹ autorevoli di Muwai come Nazja. Forse per quel motivo sentiva che c'era qualcosa che non andava, che Saasha gli nascondeva qualcosa, ma non era nemmeno quello a turbare il suo riposo.<br />
Stephen era consapevole fin dall'inizio di quella relazione prettamente fisica di ciÃ² che sarebbe successo, benchÃ© non sapesse quando. Sapeva perfettamente che la carica ricoperta da Nazja le forniva svariati privilegi ma la assoggettava altresÃ¬ ad altrettanti doveri, fra cui quello, in qualitÃ  di prescelta di Muwai, di dare alla luce gli individui che avrebbero guidato la sua gente, eppure ora che quella idea stava per diventare realtÃ  non riusciva a smettere di pensarci. Non era gelosia nei confronti della sua compagna di letto, era qualcosa di piÃ¹ profondo e radicato, quasi come una sensazione di vuoto e di mancanza, come se qualcosa gli fosse stato brutalmente strappato dal cuore. Qualcosa stranamente legato alla mera idea di progenie e discendenza.<br />
InspirÃ² profondamente, prima di girarsi ancora una volta, facendogli cadere l'occhio sull'appunto gettato alla meglio sul comodino a poca distanza.<br />
David. Susan. Alice.<br />
Non aveva idea di cosa quelle parole significassero, ma aveva sentito l'impulso irrefrenabile di trascriverle da qualche parte appena Saasha aveva lasciato il suo alloggio. SospirÃ². Non aveva idea del perchÃ© avesse dovuto farlo, senza contare che non aveva alcuna idea di come quelle parole fossero collegate al suo attuale disagio, perÃ² sentiva che erano importanti. Tremendamente importanti.<br />
Con un movimento alquanto sgraziato allungÃ² la mano verso quegli appunti, agguantandoseli e portandoseli piÃ¹ vicino fissandoli per un paio di minuti prima di aggiungere un'altra accozzaglia di lettere senza senso che gli frullava in testa da un paio di giorni.<br />
Aleena.<br />
SospirÃ², gettando distrattamente ciÃ² che teneva fra le mani nuovamente sul mobile a fianco del letto.<br />
"Domani Ã¨ meglio che mi faccia dare un'occhiata da Jenner..." affermÃ² in tono decisamente poco convinto, prima di girarsi un paio di volte, portandosi in posizione supina.<br />
<br />
<br /><b>Plesso termale di Muwa-jashi, 17/01/2394 - Ore 07:05</b><br /><br />
Con un dolce e fluido movimento Nazja portÃ² il collo all'indietro facendo oscillare la testa un paio di volte prima di lasciare che il suo corpo si distendesse per la sua intera lunghezza all'interno delle calde acque fumanti per poi alfine socchiudere gli occhi, lasciandosi andare ad sibilo carico d'estasi. Gli antichi scritti della sua gente non accennavano ad alcun luogo simile al 'Paradiso Terrestre' di cui gli aveva raccontato McAllister durante una delle loro lunghe disquisizioni notturne ma a lei piaceva immaginarselo molto simile al luogo in cui si trovava ora: umido, caldo e carico di vapori colorati. Il pensiero di Stephen la fece sorridere lievemente.<br />
Era la prima volta in vita sua che si sentiva cosÃ¬ presa da un maschio, oltretutto da un maschio di una specie cosÃ¬ diversa dalla sua. Le sarebbe piaciuto che la sua prima covata avesse la stessa peluria dell'Ingegnere Capo, ma ben sapeva che era impossibile per piÃ¹ di una ragione e cosÃ¬ preferÃ¬ tornare a pensare ad altro, in modo da potersi gustare appieno il suo tanto agognato momento di relax. Le ultime ore erano state particolarmente stancanti e sapeva, con l'avvicinarsi del rito dell'Accoppiamento, che quelle che avevano da venire lo sarebbero state ancora di piÃ¹, senza contare le preoccupazioni di Saasha. Aveva cercato di liquidarlo ostentando una massiccia dose di sicurezza e noncuranza, ma sapeva che il suo servitore non era uno stupido e che quindi i suoi sospetti non dovevano essere totalmente infondati.<br />
SospirÃ², lasciandosi affondare ulteriormente nell'acqua, producendo cosÃ¬ una serie di bolle davanti a se, ma prima che potesse tornare a rilassarsi completamente vide arrivare Manditra, sua piÃ¹ fida ancella e guardia del corpo, con il suo sgargiante corredo di sete bianche e rosse stretto fra le mani.<br />
"Muwa-noshi..." esordÃ¬ appena fu giunta a pochi metri da lei. Nazja si chiese se la sua ancella avrebbe mai volontariamente smesso di utilizzare quel suo modo di parlare cosÃ¬ arcaico e formale. "Ãˆ giunto il momento di andare."<br />
"Devo proprio?" domandÃ² di rimando Nazja in tono esageratamente amareggiato, riportando la testa completamente fuori dall'acqua. Manditra non rispose, limitandosi invece a mostrarle le vesti che avrebbe dovuto indossare in maniera piuttosto eloquente. Il Volto di Muwai sbuffÃ² sonoramente, ma poi, diligentemente, puntellÃ² il bordo della vasca con le braccia, sollevandosi lentamente in modo da lasciar defluire l'acqua. "Sei proprio una rompiscatole..."<br />
"Rompi... scatole?" domandÃ² incuriosita Manditra, aspettando che la sua padrona uscisse completamente dall'acqua prima di aiutarla a rivestirsi. "Non sono avvezza a questo genere di linguaggio... immagino sia conoscenza giunta attraverso l'umano..."<br />
"Esatto." replicÃ² sorridendo Nazja mentre l'ancella, che la sovrastava di almeno una spanna e aveva un aspetto decisamente piÃ¹ massiccio, le stringeva una fascia alla vita. "So che non ti va a genio la nostra relazione, ma Stephen Ã¨..."<br />
"Umano." tagliÃ² corto l'altra quasi con sdegno, concludendo la sua opera con un solido nodo.<br />
"Sei gelosa?" la punzecchiÃ² Nazja, provocando immediatamente una reazione nell'altra. Ma le labbra di Manditra non furono in grado di muoversi e di replicare, bloccate immediatamente dal fugace e dolce contatto di quelle della padrona.<br />
"Sai bene che ne abbiamo bisogno..." riprese la parola Nazja. "Di lui come del resto dell'equipaggio... che male c'Ã¨ nel divertirsi aspettando che finiscano il lavoro?"<br />
L'ancella non replicÃ², iniziando invece a muoversi verso un'altra zona poco distante.<br />
"Il termine Ã¨ quasi giunto..." affermÃ² varcando la soglia di un immensa caverna naturale carica di vapori, in cui erano all'opera un gran numero di altre femmine. "tosto avremo un nuovo nido..."<br />
<br />
<br /><b>Cantiere USS Crusader, Infermieria - 17/01/2394, ore 08:15</b><br /><br />
Jenner aveva appena finito di impiantare un inibitore in un giovane Guardiamarina che gli aveva inviato Shaitan utilizzando una scusa quando vide arrivare sulla sua porta McAllister. Conscio della sua 'relazione' inizialmente si irrigidÃ¬, cercando perÃ² di fare buon viso a cattivo gioco.<br />
"Stephen..." esordÃ¬ compiendo qualche passo verso di lui, "a cosa devo la visita?"<br />
McAllister replicÃ² con un sorriso stanco. "Probabilmente nulla di che, doc..." lo scozzese barbuto fece a sua volta un paio di passi verso l'altro, andandosi autonomamente a sedersi sopra uno dei lettini. "Ho solo dormito male... alcuni pensieri..."<br />
L'Ingegnere Capo lasciÃ² la frase a metÃ , ma Jenner prese immediatamente la palla al balzo. "Pensieri di che genere?" incalzÃ² il dottore, cercando poi un modo per esprimersi con chiarezza. "Ad esempio, chessÃ²... simili a frammenti di uno specchio di cui non sapevamo l'esistenza, piccoli e asimmetrici ma taglienti e dolorosi?"<br />
McAllister fissÃ² il medico per un paio di secondi, forse non riuscendo nemmeno a capire esattamente cosa il collega intendesse dire, ma poi finalmente replicÃ².<br />
"Qualcosa del genere..." Jenner decise che era arrivato il momento di passare all'azione, posizionÃ² entrambe le mani sulle spalle di McAllister, prima di continuare cercando di sembrare il piÃ¹ convincente possibile. Se anche lui avesse riacquistato i propri ricordi, grazie ai suoi contatti altolocati si sarebbe rivelato un alleato inestimabile.<br />
"Stephen, quelli non sono semplici pensieri... quelli sono..."<br />
"Sono cosa, Dottor Jenner?"<br />
Prima ancora di vederlo il dottore riconobbe la voce proveniente dalla porta dell'Infermeria.<br />
Saasha.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Stephen McAllister</author>
            <pubDate>Tue, 20 May 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-08 Vita o morte</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=8</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Edward Anthony Jenner<br /><br /><br /><b>Grotte muwai - 17/01/2394, ore 09:00</b><br /><br />
Nella grotta aleggiava un intenso odore di muschio e umido. Le pareti sembravano di fango ma come ricoperte da uno strato molliccio di chissÃ  quale sostanza. Jenner per l'ultima volta provÃ² a dare un strattone alla gamba, ma niente: non riuscÃ¬ a muoverla neanche questa volta.<br />
"Non credo otterrai nulla in questo modo doc. Quella roba seccata mi sembra piÃ¹ che robusta. E se dopo tutti quei tentativi non sei ancora riuscito a smuoverla non credo che ci riuscirai al prossimo."<br />
Jenner cercÃ² con un certo sforzo di abbassare la testa per guardare cosa gli teneva bloccati i piedi. Non ci riuscÃ¬. Era praticamente appeso alla parete dalle braccia. Due enormi catene nere, pendenti dal soffitto, erano chiuse ai polsi con delle manette. Avevano tutta l'aria di essere ben solide e resistenti, nonostante la ruggine abbondante e una strana sostanza verdastra che colava di anello in anello. Per la veritÃ  tutta la prigione, anche se era meglio definirla grotta, era piena di quella melma verde. Jenner guardÃ² il suo compagno di sventure che, come lui, pendeva dal soffitto per i polsi sulla parete di fronte. L'illuminazione era scarsa. Due torce illuminavano debolmente la grotta: una vicino al piccolo buco di ingresso sulla destra e una sulla parete di sinistra. McAllister aveva i piedi intrappolati in quello che sembrava fango secco. Veniva su direttamente dal pavimento della cella e sembrava formare un tutt'uno con quello. Erano stati tramortiti e portati lÃ¬ chissÃ  da quanto tempo, si erano svegliati da almeno mezzora.<br />
"Dobbiamo cercare di liberarci e avvertire gli altri che ci hanno scoperti." tagliÃ² corto Jenner.<br />
"Gli altri chi? Non riesco ancora a ricordare bene e quello che mi hai detto mi sembra ancora un po' incredibile." rispose McAllister.<br />
"Dobbiamo avvertire il Capitano Shaitan e quelli della Diplomacy. Saasha e Nazja faranno catturare quelli di noi che hanno giÃ  iniziato a ricordare e li sbatteranno in cella come hanno fatto con noi."<br />
"Credo che Nazja non centri nulla. Non puÃ² volermi rinchiudere in questo posto: siamo compagni. Credo che Saasha stia agendo per conto suo." intervenne McAllister.<br />
"Credi quello che vuoi. Io non mi fido di questa gente: che siano uomini o serpenti. Ci hanno mentito e costretto a lavorare per loro come schiavi. E la tua 'compagna' Ã¨ il capo qui sotto, se non mi sbaglio."<br />
"Arriva qualcuno..."<br />
Con un lieve fruscio una figura in tunica variopinta entrÃ² nella stanza strisciando attraverso il piccolo buco che faceva da entrata.<br />
McAllister subito lo apostrofÃ²: "PerchÃ© ci hai rinchiuso in questo posto. Non abbiamo fatto nulla!"<br />
"Non ancora, umano," rispose calmo Saasha, "non posso permettere che interferiate con il rito sacro dell'accoppiamento. Ãˆ troppo importante, la sopravvivenza di tutta Muwai dipende da esso."<br />
"La regina si arrabbierÃ  se non mi troverÃ  piÃ¹. Io ero il suo compagno."<br />
"Nazja troverÃ  qualcun altro, Muwai dal canto suo Ã¨ un dio flessibile e accondiscendente. Il rito avverrÃ  comunque."<br />
"I vostri riti non ci interessano, Saasha. PerchÃ© ci avete cancellato la memoria e ci state usando come schiavi?" intervenne il dottore.<br />
"Lei, che Ã¨ medico, piÃ¹ di tutti deve capire l'importanza della vita. La nostra specie Ã¨ ormai sterile da generazioni. I maschi Muwai si contano sulla punta delle dita e gli ibridi, come me, sono infecondi. I brillamenti della nostra stella ci hanno alterato il dna condannandoci ad una morte lunga e triste. L'unica soluzione Ã¨ accoppiarsi con altre specie con cui Ã¨ possibile procreare."<br />
"Gli umani, per esempio!"<br />
"Per esempio. Mio padre era umano e mia madre muwai. I figli maschi nascono prevalentemente ibridi con sembianze umane, mentre le femmine ereditano tutto dalla madre e sono muwai quasi al cento per cento."<br />
"Ma perchÃ© cancellarci la memoria e farci credere di essere come voi?" intervenne mcAllister.<br />
"Avresti accettato di seguire la tua compagna se il rito prevedesse la vostra morte?"<br />
"Morte? Non hai detto che Ã¨ un rito per la vita?"<br />
"Durante l'accoppiamento le femmine perdono la ragione e, spinte dall'istinto, divorano i loro partner. Poi si isolano in caverne come questa e qui creano un bozzolo dove depongono le larve. Quando le larve sono abbastanza mature divorano tutto ciÃ² che trovano tra queste grotte, compresa, come ultima risorsa, la propria madre. Quando poi raggiungono uno stadio piÃ¹ adulto escono dalle grotte, se ce la fanno, e si uniscono a noi."<br />
Jenner, che per canto suo aveva capito, non riusciva ad essere disgustato dal racconto di Saasha. Era in gioco la sopravvivenza di una specie, che aveva avuto l'unica colpa di trovarsi sul pianeta sbagliato.<br />
"La nostra esistenza dipende da quanti stranieri riusciamo a catturare e a sacrificare nel grande rito. Io ho giurato di proteggere Muwai: la sua gente, le sue tradizioni e il suo Dio. Ora sapete. Adesso perÃ² vi devo lasciare. Addio, possiate nutrire le figlie di Muwai. Vi siamo debitori." E come era venuto se ne andÃ² con un sibilo.<br />
"Debitori un corno, viscido serpente dal sangue verde!" gli urlÃ² contro McAllister.<br />
"Credo che per lui possa essere considerato un complimento." osservÃ² Jenner che intanto stava iniziando ad intuire l'origine della melma verdastra che ricopriva la grotta. "Non credo possano continuare con questo inganno ancora per molto. GiÃ  adesso noi e la Diplomacy sappiamo qualcosa. Questa gente ha le spalle al muro. Sono destinati all'estinzione."<br />
"Su questo pianeta. Ma se riuscissimo ad andarcene?" disse una voce proveniente dall'entrata.<br />
Entrambi gli uomini sussultarono non essendosi accorti che qualcuno era scivolato dentro la grotta.<br />
"Io ti conosco. Tu sei Mandrita, l'ancella di Nazja." disse McAllister.<br />
"Guardia del corpo e amante, umano." replicÃ² la donna serpente.<br />
"PerchÃ© ho la sensazione che tu non sia venuta per liberarci?" chiese Jenner.<br />
"Non ho niente contro di voi umani e forse possiamo collaborare per andarcene da questo pianeta."<br />
"Andarvene? Come mai volete andare via dal vostro pianeta natale?" disse McAllister.<br />
"Per sfuggire al nostro destino e sopravvivere. Sappiamo bene cosa succede alle femmine che partoriscono. Non Ã¨ sempre stato cosÃ¬. Prima che l'Urlo di Muwai iniziasse a investire il nostro pianeta, la nostra specie viveva sulla superficie e dava alla luce piccoli sani che crescevano senza dover lottare per la propria sopravvivenza. Dopo le prime manifestazioni dell'Urlo le nostre larve morivano inspiegabilmente e scoprimmo che proteggendole sotto terra riuscivano a crescere abbastanza per sopravvivere. Poi cominciammo a non poter vivere nemmeno noi in superficie e ci creammo questo mondo sotterraneo dove siamo confinati oggi. I nostri piccoli, mutati dalle radiazioni e dall'ibridazione con le altre razze, divennero sempre piÃ¹ aggressivi e voraci. Forse se ce ne andassimo via la vostra razza potrebbe curare le nostre ferite genetiche e permetterci di tornare normali come un tempo."<br />
"E perchÃ© non ve ne siete mai andati?" chiese Jenner.<br />
"I Guardiani di Muwai non ce lo permettono. Detengono la conoscenza del volo spaziale e controllano la popolazione con la forza e la paura."<br />
"Saasha..." disse a dentri stretti McAllister.<br />
"Saasha e quelli della sua stirpe. Dicono di servire il Grande Serpente ma quello che fanno Ã¨ solo mantenere il potere nelle loro mani e confinarci tutta la vita rinchiusi in queste grotte. Se sarete disposti ad aiutarci libereremo voi e i vostri compagni."<br />
"Dobbiamo avvertire il Capitano Shaitan prima che venga catturato dagli uomini di Saasha. Lui saprÃ  cosa fare. Liberaci e vi aiuteremo." tagliÃ² corto Jenner.<br />
Proprio in quel momento dal tunnel che conduceva nella cella cominciarono a sentirsi dei rumori. Qualcuno si stava avvicinando.<br />
"Questa grotta Ã¨ piÃ¹ battuta del bar di prora in orario di punta." sbottÃ² Jenner.<br />
In quel momento un grosso bruco verdastro, grande la metÃ  di un uomo, scivolÃ² all'interno della cella seguito da un'altra mezza dozzina di suoi simili che per la foga si accalcavano gli uni sugli altri. Alcuni spingevano, altri mordevano, tutti cercavano di entrare per primi: avevano sentito l'odore di carne fresca.]]></description>
            <author>Tenente Edward Anthony Jenner</author>
            <pubDate>Thu, 05 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-09 Azione</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=9</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Leon Krenn Bloch<br /><br /><br /><b>Inizio Flashback<br />
Pianeta Muwai, Cantieri della USS Crusader - 17/01/2394, ore 08:11</b><br /><br />
<br />
L'Ufficiale tattico Reisciar si trovava vicino ad un pannello di accesso al computer di bordo, era entrato all'interno del computer grazie alle password fornite dal Capitano Shaitan ed ora stava verificando le condizioni dei siluri quantici. Il siluro difettoso era giÃ  stato messo in sicurezza nel corso della loro precedente visita sul pianeta, tuttavia per maggiore sicurezza l'ufficiale aveva deciso di verificare tutta l'armeria, anche perchÃ© nel frattempo gli alieni avrebbero potuto creare nuovi danni.<br />
All'improvviso udÃ¬ un rumore di passi ad una certa distanza. Subito lasciÃ² perdere lo schermo del pannello, prese il phaser e si guardÃ² attorno, cercando di capire da che direzione sarebbe arrivato il disturbatore.<br />
Finora avevano avuto fortuna e scaltrezza nel non farsi intercettare da nessuno di coloro che lavoravano in quell'area ma, ovviamente, non poteva durare in eterno. Dopo pochi secondi decise di ripararsi in un angolo nella direzione opposta al rumore. Dai passi sembravano essere due uomini... aveva una certa esperienza.<br />
SentÃ¬ in effetti due voci distinte dialogare, i passi erano ormai vicinissimi, quando le due persone si fermarono. Forse avevano visto qualcosa di inconsueto osservando il pannello al quale stava lavorando. Decise di muoversi cercando di sbucare da dietro ai due uomini, riuscÃ¬ a fare pochissimo rumore e arrivÃ² in pochi secondi in una posizione da cui li avrebbe visti, ma nel frattempo i due uomini avevano deciso di tornare indietro, cosÃ¬ si videro ad una distanza di una decina di metri gli uni dall'altro, sembravano due ex ufficiali della Crusader.<br />
"Fermi, non muovetevi!" disse Reisciar puntando l'arma verso di loro. Attese qualche istante e da dietro arrivÃ² un addetto alla sicurezza della Diplomacy, che lo accompagnava. Anch'egli gli disse di rimanere fermi e tranquilli.<br />
Poi Reisciar spiegÃ²: "Ora il mio collega vi inietterÃ  una piccola medicina, state tranquilli e tra poco capirete tutto."<br />
L'altro si avvicinÃ² e iniettÃ² la prima dose di inibitore di onde theta ad uno dei due. Loro non capivano che cosa stesse succedendo e quindi non sapevano nemmeno come reagire.<br />
"Per qualche secondo sarai confuso e una serie di ricordi riaffioreranno nella tua mente..." iniziÃ² a spiegargli. Ma il secondo dei due si mosse rapidamente e con un abile calcio colpÃ¬ il ventre dell'addetto alla sicurezza e fuggÃ¬ dietro di lui, non lasciando il tempo a Reisciar di colpirlo con il phaser... sparÃ¬ dietro ad una parete e si udirono chiaramente i passi fuggire via. Reisciar si lasciÃ² sfuggire un'imprecazione e capÃ¬ che si trattava probabilmente di un suo collega della sicurezza della Crusader, vista l'abilitÃ  dimostrata.<br />
"Potrebbe dare l'allarme." commentÃ² l'altro ripresosi dal colpo.<br />
"Muoviamoci, allora." rispose Reisciar, trascinando con sÃ© l'altro uomo della Crusader, ancora un po' confuso dopo il trattamento medico.<br />
<br />
<br /><b>A poche centinaia di metri da lÃ¬ - pochi minuti dopo</b><br /><br />
<br />
Il Capitano Shaitan si era avvicinato al Tenente Leon Bloch con una scusa qualsiasi. Il giovane ufficiale andoriano era uno dei primi che il Capitano voleva riportare nel mondo della realtÃ , non solo per il ruolo che ricopriva ma anche per la vicinanza di sangue e stima che li univa, dopo le ormai numerose missioni a bordo della Crusader.<br />
Bloch aveva da poco cominciato il suo turno, il Capitano lo portÃ² in un luogo nel quale nessun altro potesse interferire con il suo compito, quindi lo convinse a farsi iniettare un antidoto che lo avrebbe liberato presto da quei sogni strani che ogni tanto sembravano apparire a molte persone in cantiere.<br />
"Io e il dottore preferiamo prima utilizzarlo con gli uomini piÃ¹ fidati, se non ci saranno effetti collaterali, poi procederemo con tutti i lavoratori nel cantiere."<br />
Bloch sembrava dubbioso: "Ma lei Ã¨ guarito, Capo? Ho sentito dire che non se la passava bene in infermeria..."<br />
"Io sto usando proprio questa medicina e finora sto benissimo." rispose con sicurezza l'andoriano.<br />
"Ok, proviamo." disse infine Bloch senza ulteriori resistenze. Il Tenente avvertÃ¬ sensazioni strane e una serie incredibile di immagini riaffiorÃ² nella sua mente. Shaitan era lÃ¬ a sostenerlo ovviamente: "Sono ricordi, lei Ã¨ Ufficiale Scientifico a bordo della Crusader, la mia nave. Si ricorda del suo pianeta natale, una colonia andoriana, si ricorda della sua vera patria, il pianeta Andoria."<br />
"Sembra... come svegliarsi dopo aver dormito per un intero anno. Da quanto tempo siamo qui?"<br />
I due si guardarono e ritrovarono quella piena intesa che era perduta: "Sembra incredibile," spiegÃ² Shaitan, "ma siamo qui da pochissimi giorni. Non lontano c'Ã¨ un altra nave federale, la Diplomacy, sanno tutto della nostra condizione e dobbiamo agire insieme al piÃ¹ presto."<br />
"Dovremo vaccinare tutto l'equipaggio?"<br />
"Per ora sÃ¬, ma l'idea Ã¨ di farlo su larga scala, non sappiamo ancora come di preciso, ci stanno lavorando, ma mi comunicheranno presto il da farsi..."<br />
Un cicalino interruppe la spiegazione, era una comunicazione proprio dagli uomini della Diplomacy.<br />
"SÃ¬, qui Shaitan." rispose a bassa voce il Capitano.<br />
=^=Capitano, sono il tenente Xian. C'Ã¨ stato un imprevisto, una nostra squadra Ã¨ stata vista da uno di loro, un ex membro del suo equipaggio.=^=<br />
"Ok, quindi bisogna agire subito."<br />
=^=Proprio cosÃ¬, potrebbero venire a catturarla, stia attento. Io scendo tra poco sul pianeta con una piccola squadra, abbiamo un dispositivo che dovrebbe disturbare le loro emissioni di Onde Theta nel raggio di qualche centinaia di metri ma non sappiamo se sarÃ  sufficiente.=^=<br />
"Ok, mi invii le coordinate e ci sarÃ²."<br />
Una volta chiusa la comunicazione, Shaitan pensÃ² che il dottore doveva essere avvertito subito. "Tenente, vada in infermeria e dica al dottore che si comincia."<br />
"Eseguo, Capitano!" rispose Bloch rimarcando il 'Capitano' con grande gioia.<br />
"Bene, io cercherÃ² il nostro Primo Ufficiale Jager."<br />
<br />
<br /><b>Nei pressi dell'infermeria - qualche minuto dopo</b><br /><br />
<br />
Bloch si diresse verso l'infermeria ma molto furtivamente. PensÃ² che forse qualcun'altro giÃ  era tornato dalla loro parte ma probabilmente la maggior parte no, per cui non voleva destare sospetti. IncrociÃ² due uomini-serpente che gli domandarono subito cosa stesse facendo.<br />
"Devo andare un momento in infermeria, ho un terribile mal di pancia... quelle cavallette schifose di ieri sera."<br />
I due lo scrutarono coi loro terribili occhi, Bloch finse di essere sofferente e probabilmente ci riuscÃ¬, ma uno di loro decise di accompagnarlo lui stesso dal dottore. Bloch non aveva con sÃ© nessuna arma e quindi percorse la strada assieme alla guardia, piegandosi ogni tanto come sofferente. Il serpente gli domandÃ² come andavano i lavori. Bloch cercÃ² di inventare cose strane per mandare in confusione il suo interlocutore. Erano quasi giunti all'ingresso dell'infermeria, ma Bloch si fermÃ² non appena vide due uomini trasportare fuori un terzo uomo, che altri non era se non il dottor Jenner, privo di sensi.<br />
Anche se poteva immaginare cos'era successo, si precipitÃ² verso di lui fingendo di essere sorpreso e preoccupato per il collega.<br />
"Dottore... che succede... come sta?"<br />
Da dietro di lui udÃ¬ una voce conosciuta commentare: "Niente di grave, un malore per il caldo, forse." Era Shaasa, naturalmente. Si avvicinÃ² e lo scrutÃ² dritto negli occhi. Bloch rimase un po' rigido, se lo scopriva adesso non aveva via di scampo, era circondato da loro. Fortunatamente non aveva mai dato segni di ricordo e quindi Shaasa forse non lo considerava cosÃ¬ pericoloso. "Sembra che anche il Capo Tecnico MacAllister non sia stato bene. E lei invece sta bene?"<br />
"No, ho mal di pancia. Ãˆ rimasto un infermiere per curarmi?" rispose bruscamente Bloch.<br />
"SÃ¬, Ã¨ rimasto un infermiere. Ma resterÃ  anche il mio fidato Buscha, cosÃ¬ potrÃ  avvertirci nel caso di qualche altro malore."<br />
Bloch non disse altro, distolse lo sguardo ed entrÃ² nell'infermeria.<br />
LÃ¬ lo attendeva un aiutante del dottore, di cui non ricordava a dire la veritÃ  il nome. *Forse ci vuole un po' di tempo per recuperare tutti i ricordi.* pensÃ² tra sÃ© e sÃ©. Bloch gli spiegÃ² il finto malore, mentre cercava di capire da che parte stava l'infermiere "...io credo si debba agire al piÃ¹ presto..." disse con un doppio senso.<br />
L'infermiere osservÃ² attentamente dove si trovava la guardia, quindi si diresse verso alcuni strumenti medici rispondendo "Sono d'accordo..."<br />
Attesa che la guardia fosse distratta, quindi con un veloce movimento gli iniettÃ² il contenuto di un hypospray. Il Tenente Bloch balzÃ² in piedi pronto anch'egli all'azione, ma i due stavano lottavano: la guardia infatti aveva puntato subito un arma contro l'infermiere, che aveva afferrato cercando di spostarla dalla direzione del proprio corpo. Poi la droga cominciÃ² a fare effetto e la guardia di colpo perse i sensi.<br />
"Ottimo lavoro." commentÃ² il Tenente Bloch facendo sua l'arma della guardia. "Ha idea di dove porteranno il dottore?"<br />
"No ma non stava male, lo hanno stordito con un phaser, lo imprigioneranno da qualche parte, c'era anche McAllister."<br />
"Accidenti, due ufficiali, non ci voleva! Coraggio, si procuri un'arma in qualche modo e mi segua, cerchiamo di liberarli."<br />
Il Tenente Bloch e l'infermiere, Guardiamarina Doell, si mossero velocemente attraverso i corridoi per raggiungere coloro che stavano trasportando il dottore ma, sfortunatamente, non appena giunti all'esterno della nave, si erano trovati in un vasta camera sotterranea da cui non era possibile passare senza essere visti da qualcuno. Bloch aveva notato in lontananza Shaasa che si addentrava all'interno di un cunicolo.<br />
"Ãˆ mai stato lÃ¬ dentro, Guardiamarina?" domandÃ² Bloch a voce bassa.<br />
L'infermiere riflettÃ© qualche secondo: "Non lo so, quei cunicoli sembrano tutti uguali..."<br />
"Nemmeno io so dove portano..." rispose Bloch. Poi percepiÃ¬ un'improvvisa fitta di mal di testa.<br />
"Tenente, sta bene?" domandÃ² subito l'infermiere.<br />
"Mal di testa, forse ci vuole tempo a guarire del tutto..."<br />
"Quando ce ne saremo andati dovremo rimuovere un impianto e torneremo completamente normali." lo rassicurÃ² il giovane Guardiamarina con una mano sulla spalla.<br />
<br />
<br /><b>Sistema stellare di Muwai, USS Diplomacy - qualche minuto dopo</b><br /><br />
<br />
Il Capitano stava osservando il monitor della consolle scientifica.<br />
L'Ufficiale scientifico teneva sotto controllo le emissioni della stella... era suo parere che un altro fenomeno altamente energetico fosse in procinto di avvenire. Era una sensazione piÃ¹ che un dato scientifico.<br />
"Ragione in piÃ¹ per accellerare i tempi." commentÃ² il Capitano, che si fidava molto delle sensazione dei propri uomini, ben piÃ¹ fini delle sue a volte. "Cerchi di modificare i nostri scudi in caso di emissione stellare, per prevenire problemi fisici all'equipaggio e alla nave."<br />
=^=Primo Ufficiale a Plancia, terza squadra pronta a sbarcare.=^= comunicÃ² intanto il Primo Ufficiale dalla Sala Teletrasporto.<br />
"Proceda come concordato." replicÃ² il Capitano, tornando alla propria postazione di Plancia. Dopo qualche secondo l'addetto alla postazione tattica confermÃ² l'avvenuto teletrasporto.<br />
"Bene, alzare gli scudi. Timoniere, rotta verso il pianeta, massimo impulso. Allarme Rosso: tutti ai posti di combattimento."<br />
La Diplomacy si mosse a grande velocitÃ  verso il pianeta, in meno di un minuto sarebbero stati in orbita. Gli alieni avrebbero avuto giusto il tempo di rilevarli e sarebbero stati resi inoffensivi. Probabilmente non avrebbero sparato neanche un colpo.<br />
<br />
<br /><b>Fine Flashback<br />
Grotte di Muwai, 17/01/2394, 17/01/2394, ore 09:00</b><br /><br />
<br />
"La fecondazione Ã¨ cominciata prima del previsto!" sibilÃ² la donna-serpente.<br />
"Come facciamo a liberarci?" gridÃ² di risposta McAllister. I due ufficiali cercarono nuovamente di strattonare le catene che li legavano ma non ottennero nulla. L'ancella Mandrita si avvicinÃ² a McAllister e iniziÃ² ad armeggiare per liberarlo, ma i suoi gesti erano troppo frenetici. I piccoli Muwai intanto iniziarono ad esplorare la grotta alla ricerca di cibo... uno di loro raggiunse il dottore mentre altri si avvicinarono a Mandrita e McAllister. Un dolore lancinante colpÃ¬ il medico mentre veniva ferito ad una gamba.<br />
Mandrita finalmente riuscÃ¬ a liberare McAllister, poi venne attaccata da due piccoli, mentre l'Ingegnere cercava di difendersi colpendo i piccoli con le catene ai polsi, l'unica arma che aveva in quel momento. Ma altri bruchi si avvicinavano, non avrebbe potuto resistere a lungo e soprattutto non poteva aiutare il dottore immobilizzato e destinato ad una morte orrenda. Improvvisamente una scarica di un phaser colpÃ¬ uno dei bruchi... era il Tenente Bloch che era apparso dall'entrata della grotta. Dopo di lui un altro federale fece capolino e cominciÃ² a colpire i bruchi che attaccavano il dottore con un oggetto metallico. Bloch continuÃ² ad uccidere i bruchi e arrivÃ² dall'Ingegnere Capo.<br />
"Aiutami a liberarmi!" disse McAllister. Insieme riuscirono a staccare uno strato di melma e a liberare le gambe dell'Ingegnere. Mandrita si stava rotolando a terra circondata da tre bruchi... ormai non si poteva piÃ¹ salvare, cosÃ¬ i due corsero verso gli altri uomini e finirono i bruchi ancora in vita, quindi liberarono il medico.<br />
"Presto! In infermeria o morirÃ  dissanguato!" gridÃ² l'infermiere. McAllister prese in spalla il medico che ormai stava delirando dal dolore e seguÃ¬ Bloch uscito arma in pugno fuori dalla grotta.<br />
<br />
<br /><b>Sistema Muwai, Sonda di classe 2 - 17/01/2394, ore 09:03</b><br /><br />
<br />
Un piccolo oggetto metallico, che si trovava a circa 5 milioni di km della stella del sistema Muwai, si disintegrÃ² non appena fu investito del terribile brillamento solare che era cominciato qualche decina di secondi prima. La Diplomacy si sarebbe accorta del brillamento di lÃ¬ a pochi secondi e avrebbe avuto pochi minuti di tempo per mettere in pratica le contromisure. L'Urlo di Muwai era scoccato...]]></description>
            <author>Tenente Leon Krenn Bloch</author>
            <pubDate>Wed, 18 Jun 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-10 Urlo!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=10</link>
            <description><![CDATA[Autore: Comandante Gerard Ylim Yager<br /><br />Sistema di Muwai, orbita del terzo pianeta - 17/01/2394, ore 09:07<br />
<br />
Una serie di satelliti-guardiani proteggeva il pianeta. Erano stati progettati per reggere al meglio all'urlo di Muwai ma ad ogni brillamento subivano danni e lentamente si stavano logorando. Tuttavia anche alla massima efficienza quei satelliti avrebbero potuto reggere pochi secondi contro una classe Intrepid.<br />
Il primo satellite non ebbe nemmeno il tempo di rilevare una minaccia che fu disintegrato. Altri due puntarono i sensori ma non ebbero il tempo di analizzare i dati. Un quarto satellite, in un'orbita piÃ¹ bassa, riuscÃ¬ ad accorgersi della minaccia e sparÃ² un colpo che mancÃ² il bersaglio di parecchi chilometri. La Diplomacy rispose al fuoco e, con una precisa bordata di phaser, distrusse il satellite.<br />
Non rilevando piÃ¹ satelliti vicini, la nave federale iniziÃ² ad entrare in atmosfera eseguendo una formidabile picchiata. Era questo il piano che l'equipaggio aveva escogitato per proteggersi dall'urlo: usare il pianeta come scudo.<br />
L'impatto con l'atmosfera fu tremendo. L'aria ancora rarefatta sollecitÃ² la struttura della nave aumentando la temperatura esterna. La velocitÃ  iniziÃ² a scendere sia per la resistenza aerodinamica sia per l'inversione di spinta dei motori ma malgrado ciÃ² la Diplomacy oltrepassÃ² gli strati piÃ¹ alti dell'atmosfera in pochi secondi. A 10.000 metri d'altezza la nave rallentÃ² di colpo, ridusse l'angolo di discesa e iniziÃ² a volare seguendo il profilo del terreno.<br />
<br />
Muwai, Sistema di Difesa planetario - 17/01/2394, ore 09:17<br />
<br />
L'ufficiale di guardia stava monitorando i monitor quando si accorse di una strana lettura. All'inizio ipotizzÃ² che fosse una meteora ma, quando si accorse che il corpo celeste stava rallentando eccessivamente, non ebbe piÃ¹ dubbi: una nave aliena stava entrando in atmosfera.<br />
Prontamente si voltÃ² verso il capoposto:  "Rilevata nave aliena non identificata."<br />
Il Comandante, il Maresciallo Murral, si alzÃ² dalla poltrona e raggiunse il sottoposto: "Una navetta?"<br />
"No, signore. Ãˆ molto piÃ¹ grande... Sembra una nave."<br />
Un altro ufficiale si intromise: "Signore, 4 satelliti di difesa sono stati abbattuti."<br />
Murral non si scompose, tornÃ² a sedersi e disse: "Bene, posti di combattimento. Tracciateli."<br />
<br />
USS Tamigi - 17/01/2394, ore 09:18<br />
<br />
Shaitan osservÃ² il corpo di McAllister e Bloch materializzarsi sulla pedana.<br />
I due ufficiali si guardarono intorno lievemente confusi.<br />
"Bene, signori. Siamo stati scoperti. Ãˆ ora di accelerare le operazioni." Disse il Capitano Shaitan.<br />
Bloch si avvicinÃ² al Capitano e si sedette alla postazione accanto a lui. DigitÃ² alcuni comandi per capire lo stato dei sistemi e, intuendo il piano del superiore, aggiunse: "Intende utilizzare il nucleo a curvatura del Tamigi per riattivare la Crusader?"<br />
"Esattamente, Ho collegato la navetta al nostra nave... questo dovrebbe velocizzare l'accensione dei sistemi della nave."<br />
McAllister era stanco per il combattimento, fradicio della bava dei piccoli serpenti e sudicio della sostanza in cui era stato intrappolato ma la prospettiva di rimettere in funzione i sistemi della Crusader lo riattivÃ² all'istante: "Ottimo, signore. Mi teletrasporti nella Sala Macchine principale... purtroppo non tutti i membri del mio staff sono stati liberati ma dovremmo riattivare tutto in tempo."<br />
Shaitan annuÃ¬. "Bene, buon lavoro." Detto ciÃ² il Capitano teletrasportÃ² il suo ufficiale in Sala Macchine.<br />
Fatto ciÃ² il Capitano attivÃ² la comunicazione: "Capitano Shaitan a tenente Reisciar, mi riceve?"<br />
=^=SÃ¬, signore. Mi dica.=^=<br />
"Come procede la riconversione?"<br />
=^=Stiamo teletrasportando i vostri uomini ancora sotto l'influenza aliena in infermeria e li stiamo liberando dall'influsso alieno. Ah, il dottor Jenner Ã¨ arrivato e uno dei suoi assistenti lo sta curando.=^= rispose l'ufficiale tattico della Diplomacy.<br />
"Bene, procedete." rispose il capitano.<br />
Dopo un breve istante di tempo Bloch riprese a parlare: "Se utilizziamo le riserve energetiche per il teletrasporto, avremo meno energia per far ripartire la nave."<br />
"Lo so, ma non possiamo fare altrimenti, siamo stati scoperti." rispose il Capitano ma, prima che l'Ufficiale Scientifico potesse controbattere, arrivÃ² la comunicazione dall'Ingegnere Capo: =^=Capitano, siamo pronti. Dateci energia e inizierÃ² ad attivare i reattori a fusione e poi il nucleo a curvatura.=^=<br />
"Ricevuto. Porto al massimo i reattori della Tamigi."<br />
In poco tempo l'energia della navetta entrÃ² nei condotti della Crusader e incrementÃ² la temperatura del plasma. Nel mentre i reattori a fusione dei motori ad impulso ricominciarono a funzionare e a contribuire all'aumentare la potenza disponibile. Lentamente i vari sistemi assorbirono potenza come un assetato nel deserto. I sensori, le utenze meno energivore, ricominciarono a funzionare e le luci si accesero su tutta la nave. La nave si stava riaccendendo mostrando tutta la sua potenza.<br />
<br />
Alloggi operai - 17/01/2394, ore 09:28<br />
<br />
Il marinaio era riuscito a fuggire al tenente Reisciar e aveva prontamente fatto rapporto ai suoi superiori. Saasha aveva ascoltato la storia con estrema preoccupazione e, non volendo perdere i candidati alla cerimonia dell'urlo e una nave cosÃ¬ avanzata, riunÃ¬ i suoi collaboratori per dargli le ultime disposizioni.<br />
"La situazione Ã¨ grave, dobbiamo fermare questa ribellione." Saasha continuava a reggere il gioco in quanto accanato a lui c'erano alcuni membri dell'equipaggio della Crusader non ancora liberati. "Il Capo Shaitan Ã¨ impazzito e crede di essere il capitano di quella nave aliena."<br />
I presenti reagirono in vari modi, con sorpresa, preoccupazione, rabbia e confusione.<br />
Saasha continuÃ² a parlare: "Capo Yager, porti i suoi uomini ancora fedeli nella sala del rito, lÃ  non potranno essere disturbati."<br />
"SÃ¬, signore." rispose l'umano mentre si metteva subito all'opera.<br />
Saasha si rivolse ad un sottoposto e quasi sotto voce disse: "Mi chiami il sistema di difesa planetario... sistemerÃ² la situazione con una semplice azione."<br />
<br />
Muwai, Sistema di Difesa Planetario - 17/01/2394, ore 09:28<br />
<br />
L'ufficiale di guardia stava lavorando freneticamente per individuare la posizione della nave nemica e, finalmente, aveva avuto successo. "Signore, ho tracciato la nave nemica."<br />
Murral sorrise. "Bene, si prepari a lanciargli contro l'Ira di Muwai."<br />
"Ãˆ sicuro, signore? Ãˆ una testata nucleare molto potente..."<br />
Il maresciallo non si scompose: "SÃ¬, Ã¨ la nostra unica arma in grado di fermarli."<br />
"Ricevuto, attivo i protocolli di tiro." Detto ciÃ² il soldato iniziÃ² a preparare il lancio.<br />
"Signore, messaggio prioritÃ  1 dal Comando." Si intromise l'Ufficiale alle Comunicazioni.<br />
"Cosa dice?" chiese Murral.<br />
"Ordinano di attaccare con l'ira di Muwai la nave aliena Crusader."<br />
"Bene, cambio di bersaglio."<br />
Quelle parole furono pronunciate dal Capoposto con una tale noncuranza da far raggelare il sangue.<br />
<br />
USS Tamigi - 17/01/2394, ore 09:35<br />
<br />
Il comandante McAllister aveva fatto enormi progressi nel riattivare i sistemi della Crusader: =^=... abbiamo l'energia al 45% in rapida salita, i sensori e il teletrasporto della nave sono in linea. Tra pochi minuti inietterÃ² l'antimateria nel nucleo e potremo ripartire.=^=<br />
"Ottimo lavoro, Comandante. Cerchi di..."<br />
Il Capitano fu interrotto dal comandante Bloch: "Signore, i sensori rilevano missile con testata nucleare in avvicinamento... impatto: 47 secondi."<br />
"Alzare gli scudi." AgÃ¬ prontamente il Capitano.<br />
=^=Energia insufficiente. Non possiamo nemmeno abbattere il missile coi phaser.=^= rispose McAllister.<br />
"Senza scudi le corazze potrebbero reggere ma subiremmo comunque danni ingenti. 5 secondi all'impatto." analizzÃ² prontamente Bloch.<br />
Il missile raggiunse l'area, aumentÃ² di quota per raggiungere l'obbiettivo dall'alto. Il razzo raggiunse l'apogeo e iniziÃ² a scendere ad altissima velocitÃ  verso la Crusader. A circa una cinquantina di metri dal suolo un raggio arancione-giallo investÃ¬ il missile da parte a parte distruggendolo.<br />
Poco dopo alcuni detriti del razzo impattarono contro la corazza della Crusader senza causare danni e un'ombra oscurÃ² la nave stellare.<br />
Shaitan non ebbe il tempo di chiedersi cosa fosse successo che una comunicazione arrivÃ² all'interfono: =^=Capitano Shaitan? State bene?=^=<br />
L'andoriano riconobbe il Capitano della Diplomacy. "SÃ¬, grazie a voi."<br />
=^=Si figuri, siamo arrivati appena in tempo. Suggerisco di cambiare aria prima di ritrovarci a combattere contro l'intero pianeta.=^=<br />
Shaitan si rilassÃ² appena sulla poltrona. "Concordo pienamente, ma ho degli uomini che sono ancora ostaggi e che rischiano di venire uccisi durante uno strano rito di accoppiamento."<br />
=^=Teletrasporto?=^=<br />
"Sono troppo in profonditÃ  e in caverne schermate, dovremo andarli a prendere alla vecchia maniera."<br />
=^=Abbiamo rilevato l'emettitore delle onde theta proprio accanto alla sala dove si terrÃ  la cerimonia.=^=<br />
"Quindi dobbiamo distruggere quell'emettitore."]]></description>
            <author>Comandante Gerard Ylim Yager</author>
            <pubDate>Sun, 06 Jul 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-11 Energia!</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=11</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Makarri Quatro<br /><br />Pianeta Muwai - 17/01/2394, ore 09:50<br />
<br />
Nelle profonditÃ  del pianeta una squadra da sbarco stava raggiungendo l'area nella quale si trovano i membri dispersi della Crusader.<br />
Il piano era molto semplice: collocare degli amplificatori di segnale per poter sbarcare una squadra d'assalto nelle vicinanze della sala. Degli ufficiali di Plancia solo Makarri accompagnava i marinai, il resto degli ufficiali del primo equipaggio stava preparando le operazioni di recupero e di messa in linea dei motori della Crusader.<br />
Scendere nelle grotte del pianeta non era semplice, tutti i tricorder erano attivi ma non registravano nulla oltre ai 15 metri di distanza. Le pareti erano impenetrabili ma la cosa piÃ¹ agghiacciante erano i resti di pelli di insetti enormi sparsi un po' ovunque nelle caverne.<br />
Alcune di esse erano vecchie di secoli, mentre altre erano molto recenti.<br />
Il Capitano durante il briefing era stato esplicito: i Muwai sono umanoidi insettoidi, il loro comportamento ricorda quello delle mantidi religiose terrestri, inoltre il dottore ha fatto presente che c'era una discrepanza numerica tra le Muwai fecondate e la loro prole, ipotizzando che non tutti i neonati sopravvivessero.<br />
"Tenente," disse il guardiamarina Mac Gray "mi sentirei piÃ¹ sicuro con qualche granata al plasma pronta al lancio."<br />
"Guardiamarina, nervosi come siamo rischiamo di ammazzarci tra di noi. State tutti attenti ai tricorder, mancano almeno tre chilometri all'obiettivo."<br />
Makarri pensava alle parole del Guardiamarina. Lui, come tutti i membri dell'equipaggio, era stato letteralmente "stuprato" psichicamente. La sua personalitÃ , la sua memoria e le sue idee erano state annientate e sostituite da un'amalgama osceno che non rispettava la loro volontÃ . L'assimilazione alla quale venivano sottoposti gli sventurati che cadevano nelle loro mani era di un passo sotto la morte fisica. In tutti nasceva un sentimento di rivalsa e di vendetta, l'ordine di tarare i phaser alla massima intensitÃ  ricevuto durante il briefing a bordo fu accolto da tutti con sollievo. Questi umanoidi potrebbero essere difficili da buttare giÃ¹, poi devono pagare quanto hanno fatto.<br />
Shaitan era sempre un Andoriano. Dipingi un barbaro con cento strati di vernice d civiltÃ  e appena essa verrÃ  scrostata il barbaro tornerÃ  alla luce e vorrÃ  sangue.<br />
La squadra proseguiva con attenzione. Appena svoltata una curva uno degli uomini notÃ² un'ombra nel buio: "Tenente!"<br />
Pochi istanti dopo dal buio emersero alcune figure che balzarono verso il gruppo ma vennero immediatamente fulminate dai marinai con i fucili phaser Type II, tarati per uccidere.<br />
Quatro era sconcertato: "Cosa diavolo sono questi? Il tricorder segnala segmenti di RNA Klingon, Romulano ed Andoriano in questo, negli altri ci sono specie che non sono registrate nelle nostre banche dati e sembrano avere oltre 400 anni terrestri!"<br />
"Tenente, hanno un aspetto orribile, sembrano il parto di una mente malata o di un romanzo di Lovercraft..." disse una voce che poteva appartenere a chiunque nel gruppo.<br />
"Ho paura che abbiamo trovato la risposta all'ammanco di neonati. Evidentemente i Muwai portano alla superficie solo coloro che sembrano umanoidi. Gli 'scarti' rimangono qui forse come guardie o lasciati a loro stessi e si sono evoluti cosi..."<br />
Il gruppo si compattÃ² istintivamente e ripartÃ¬ verso la sala delle cerimonie. In tutti stava maturando la cosapevolezza che i Borg sicuramente erano da preferirsi ai Muwai, il loro desiderio di soppravvivenza Ã¨ indecente perchÃ© prevarica ogni logica ed ogni rispetto per la vita.<br />
<br />
Pianeta Muwai - 17/01/2394, ore 11:24<br />
<br />
La discesa proseguÃ¬, l'esiguo numero di marinai di cui era composta la squadra da sbarco riuscÃ¬ ad avere la meglio dei molti attacchi subiti dalle 'creature' Muwai.<br />
Phaser, granate al plasma, armi bianche sono state utilizzate per impedire ai frutti incestuosi di un accoppiamento forzato tra razze spesso lontane tra loro, di fermare la loro avanzata.<br />
Ogni scontro debilitava il gruppo, ogni morte li lasciava sempre piÃ¹ vuoti e privi di anima.<br />
Forse questo senso di colpa era un'altra caratteristica del controllo mentale Muwai. Uccidere uno di loro provocava un'istantaneo sgomento.<br />
La meta si avvicinava sempre piÃ¹ ma gli umani iniziavano a vacillare, stavano per crollare vicini all'obiettivo.<br />
<br />
Pianeta Muwai - 17/01/2394, ore 11:58<br />
<br />
L'ultimo assalto fu il piÃ¹ cruento, il guardiamarina Mac Gray venne ucciso da una delle creature, i Phaser erano quasi esauriti ed ormai non era possibile andare oltre.<br />
"Siamo a circa 200 metri dall'obbiettivo, collochiamo gli amplificatori ora o tutto sarÃ  stato inutile!" ordinÃ² Makarri.<br />
Come fantasmi la squadra eseguÃ¬ gli ordini, gli amplificatori vennero posizionati ed attivati, il segnale viene inviato.<br />
"Energia!" disse Makarri e pochi secondi dopo un crepitare familiare e delle figure azzurognole fecero la loro comparsa...<br />
Il Capitano Shaitan era arrivato, voleva indietro il suo equipaggio o sangue.]]></description>
            <author>Tenente Comandante Makarri Quatro</author>
            <pubDate>Thu, 31 Jul 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-12 Una chance</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=12</link>
            <description><![CDATA[Autore: Capitano Shaitan del clan Aeltheur <br /><br />Pianeta Muwai, sotterranei - 17/01/2394, ore 12:06<br />
<br />
La battaglia stava lentamente volgendo in favore degli uomini della Federazione ma ci si stava mettendo troppo per i gusti di Shaitan. A complicare le cose c'erano purtroppo giÃ  state svariate perdite anche se il conto era decisamente sfavorevole per gli uomini serpente.<br />
A questo punto ci voleva un espediente risolutivo ma i combattimenti all'arma bianca erano troppi per riuscire a discernere i bersagli. Il Capitano della Crusader era indeciso se provare una ritirata strategica o un colpo di mano, finchÃ© non arrivÃ² la comunicazione che aspettava dalla USS Diplomacy: =^=Capitano Shaitan?=^=<br />
"SÃ¬, sono qui." rispose l'andoriano a voce alta per contrastare le raffiche che risuonavano nelle grotte.<br />
=^=La ricerca che mi ha commissionato ha dato spunti interessanti. Credo di avere una soluzione.=^=<br />
A questo punto Shaitan chiamÃ² McAllister. L'Ingegnere Capo riuscÃ¬ ad attivare con non poca fatica la comunicazione col Capitano.<br />
=^=Qui McAllister, in cosa posso esserle utile?=^=<br />
"Crede di avere ancora un ascendente sulla sua regina?"<br />
=^=Difficile a dirsi, Capitano, le cose sono un po' cambiate ultimamente...=^= rispose con le antenne rizzate il Tenente Comandante.<br />
"Speriamo che sia cosÃ¬..." e si mise a parte per spiegare il piano che aveva in mente.<br />
Il resto del mondo, in quel momento rappresentato da quei sotterranei, andava avanti e la resistenza opposta dai nativi Muwai era encomiabile, scemava troppo poco rispetto agli sforzi fatti dai combattenti della Federazione. FinchÃ©, alle spalle dei federali, non giunsero altre truppe indigene.<br />
<br />
Pianeta Muwai, Sala del Trono - 17/01/2394, ore 12:38<br />
<br />
Nazja aveva deciso di non seguire i combattimenti dalla Sala Operativa come stava facendo Saasha ma si era portata nella Sala del Trono per rimanere un po' da sola. Le guardie erano discretamente poste agli ingressi ma lei aveva chiesto che stessero comunque fuori dalla stanza. Stephen scelse di materializzarsi proprio davanti a lei, mano alzata a chiedere il silenzio. Lei all'inizio mosse la mano verso il comunicatore ma poi, una volta capito chi si stava materializzando, decise di giocare d'azzardo.<br />
I due si guardarono per qualche, interminabile, momento, poi Nazja ruppe il silenzio: "Sai che potrei farti uccidere all'istante dalle guardie?"<br />
"SÃ¬, lo so. PerÃ² non lo farai, altrimenti l'avresti giÃ  fatto." rispose l'umano sornione. Non che non fosse preparato. Aveva un dispositivo che avrebbe riattivato il teletrasporto al primo problema ma sapeva in cuor suo che non l'avrebbe utilizzato.<br />
"Sei comunque in grandissimo pericolo..." continuÃ² la donna-serpente.<br />
"SÃ¬, so anche questo ma c'Ã¨ molto di piÃ¹ in palio della mia vita..." E, dopo qualche istante, completÃ² il pensiero: "e della tua."<br />
"Saasha non permetterÃ  mai che le cose cambino." azzardÃ² lei.<br />
"No ma... la regina sei comunque ancora tu, no?"<br />
"La regina magari sÃ¬ ma lui comanda le guardie e la difesa del pianeta."<br />
<br />
Pianeta Muwai, sotterranei - 17/01/2394, ore 12:42<br />
<br />
Il perimetro di difesa disposto dai federali stava tenendo anche se pian piano la battaglia si stava sempre di piÃ¹ trasformando in una lotta di trincea. Le posizioni si erano man mano cristallizzate e al punto in cui si era arrivati sarebbe stata sconfitta la fazione che esauriva le energie e le munizioni.<br />
"Capitano! Stiamo ricevendo meno rifornimento di quanto consumiamo per mantenere le posizioni. Per quanti nativi facciamo fuori ce ne sono sempre abbastanza di ricambio!" esclamÃ² Makarri.<br />
"Dobbiamo tenere le posizioni il piÃ¹ a lungo possibile!"<br />
Non c'era tempo per spiegare il suo piano. Anche se ipotizzato da Shaitan, purtroppo si stava prospettando uno degli scenari che meno preferiva. Ma sapeva che c'era una chance per chiudere bene la giornata...<br />
<br />
Pianeta Muwai, Sala del Trono - 17/01/2394, ore 12:44<br />
<br />
"PerchÃ© sei qui, Stephen?" incalzÃ² Nazja.<br />
"La situazione delle nostre due popolazioni Ã¨ critica. Fino ad ora siete riusciti nel vostro intento senza lasciare tante tracce in giro ma questa volta Ã¨ diverso. Ci sono due navi della Federazione coinvolte, se non risolveremo noi questa crisi ne arriveranno altre. Non avete possibilitÃ  contro di loro."<br />
"Ci stai minacciando?"<br />
"No, vi sto offrendo una via d'uscita." calÃ² l'asso McAllister.<br />
L'espressione di Nazja cambiÃ² per un attimo per poi tornare di nuovo dura e inflessibile: "E quale sarebbe?"<br />
"SarÃ  un processo lungo, che richiederÃ  pazienza ma... Se ti dicessi che sarebbe possibile schermare gli effetti dell'urlo di Muwai e che cosÃ¬ facendo la vostra razza potrebbe tornare ad essere feconda?"<br />
A questo punto l'espressione di Nazja cambiÃ² del tutto, smise di mantenere la composta freddezza che aveva fino a quel momento e si alzÃ². Prima di parlare, perÃ², riprese il controllo e sembrÃ² scegliere con cura le parole: "Che tipo di imbroglio Ã¨ questo? Se credi che possa bermi tutto ciÃ² che dici solo perchÃ© mi sono divertito con te..."<br />
A quel punto l'umano attaccÃ² verbalmente, per prenderla in contropiede in un momento di equilibrio precario, alzÃ² leggermente la propria voce ma la rese piÃ¹ dolce: "Sono serissimo, Nazja! Se mi darai la possibilitÃ  te lo spiegherÃ²..."<br />
Altri attimi di tensione, di sguardi reciproci, di durezza nei lineamenti. Poi il leggero disgelo da parte di lei: "Fai in fretta. Tra pochi minuti le guardie mi verranno a prendere."<br />
Stephen tirÃ² fuori dalla tasca un proiettore olografico, tese la mano con il palmo verso l'alto e luci di svariati colori iniziarono a danzare nella stanza.]]></description>
            <author>Capitano Shaitan del clan Aeltheur </author>
            <pubDate>Sat, 30 Aug 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>14-13 Scelte difficili</title>
            <link>https://www.starfleetitaly.it/crusader/main.php?include=viewlogs.php&amp;missione=13&amp;viewlog=13</link>
            <description><![CDATA[Autore: Tenente Comandante Stephen McAllister<br /><br />Pianeta Muwai, Sala del Trono - 17/01/2394, ore 12:50<br />
<br />
Nazja socchiuse gli occhi in un evidente smorfia di concentrazione, fissando l'immagine olografica del pianeta su cui si trovavano e della poco lontana stella, cercando al contempo di assimilare e comprendere l'esposizione di McAlliser.<br />
Il ruolo scelto per lei prima della sua nascita le aveva permesso di accedere ad un'istruzione di altissimo livello, ma il suo curriculum di studi era pur sempre quello di un leader e capo di stato, non di uno scienziato, cosÃ¬ buona parte dei termini tecnico-scientifici utilizzati dall'ingegnere si erano rivelati a lei quantomeno oscuri, benchÃ© l'umano barbuto cercasse in maniera visibile di essere il piÃ¹ chiaro possibile, riuscendoci solo in parte.<br />
Appena Stephen terminÃ² la sua esposizione, Nazja volse il suo sguardo verso il Capo Ingegnere, scrutandone il volto alla ricerca di qualche segno sul suo viso che tradisse la sua eventuale malafede.<br />
"Hai detto che sarÃ  necessario del tempo prima di riuscire a notare qualche effetto..." domandÃ² senza distogliere lo sguardo, "Quanto?"<br />
"I primi risultati potrebbero..."<br />
"Quanto, Stephen?" tagliÃ² corto lei, riservando all'umano un'occhiata tagliente. "Voglio una stima realistica, non qualche ipotesi generata dalla speranza..."<br />
L'ingegnere sospirÃ² pesantemente, abbassando lo sguardo per un paio di secondi, prima di riprendere la parola in tono mesto.<br />
"Le stime piÃ¹ ottimistiche parlano di dieci, quindici anni..." Nazja sbuffÃ², volgendo lo sguardo nella direzione opposta, "Forse meno, ma non abbiamo abbastanza dati sulle capacitÃ  di recupero del vostro organismo..."<br />
"La nostra specie vive a lungo ma... posto anche che io credessi ai dati che mi hai mostrato, ed Ã¨ tutto da vedere... - la donna serpente alzÃ² lievemente la voce, in tono decisamente contrariato, ma non tanto da farsi sentire dalle guardie appena fuori dalla stanza, "Come credi che possa fare a convincere il mio popolo ad attendere tutto questo tempo? Saremo costretti a saltare a piÃ¨ pari almeno due cicli!"<br />
"Tu sei la loro leader," replicÃ² l'umano in tono conciliante, compiendo cautamente un passo verso di lei, cercando di non incalzarla troppo malgrado l'urgenza, "loro si fidano del tuo giudizio e delle tue decisioni. CosÃ¬ come mi fido io..."<br />
Nazja si produsse in un sorriso amaro.<br />
"Se credi di potermi convincere facendo leva sui miei sentimenti, ti sbagli di grosso..."<br />
"Io non credo nulla. Semplicemente so che il tuo unico interesse Ã¨ la salvaguardia del tuo popolo..." concluse l'Ingegnere Capo, porgendo il proiettore olografico verso lei, pochi attimi prima di sfiorare il comunicatore e scomparire in una serie bagliori azzurrognoli, esattamente pochi attimi prima che un drappello di guardie facesse il suo ingresso nella stanza.<br />
<br />
Pianeta Muwai, sotterranei - Poco dopo<br />
<br />
L'impasse in cui si trovava la squadra capitanata ora da Shaitan, sembrava non voler aver fine. I colpi scambiati tra i due schieramenti avevano continuato lentamente a diminuire dato che entrambi volevano chiaramente resistere il piÃ¹ possibile senza cedere terreno, ma Shaitan sapeva che la cosa non avrebbe potuto continuare cosÃ¬ ancora per molto. L'andoriano era ben conscio infatti che i suoi uomini non avrebbero resistito piÃ¹ di un'ora, forse due in quella situazione e benchÃ¨ non sapesse delle possibilitÃ  dei nativi, dubitava fossero in grado di resistere molto di piÃ¹.<br />
=^=McAllister a Capitano...=^= la voce dell'Ingegnere Capo proruppe dal comunicatore sovrastando di poco il rumore di uno sparo e il gemito di un nativo.<br />
"Mi dica che Ã¨ riuscito a convincerla..."<br />
=^=La veritÃ  Ã¨...=^= l'ingegnere fece una pausa di un paio di secondi, proseguendo poi in uno strano tono decisamente mesto, =^=La veritÃ  Ã¨ che non lo so. Mi ha ascoltato... ma non sono sicuro di averla convinta.=^=<br />
Shaitan non rispose immediatamente, focalizzando invece la sua attenzione su di un fucile phaser che qualcuno gli aveva passato, esaminandone attentamente la polvere residua e le lievi ammaccature presenti qua e lÃ , segno che quel fucile era giÃ  passato di mano piÃ¹ volte, probabilmente concentrate nelle ultime ore.<br />
"Bhe, la cerimonia dovrebbe avere inizio fra pochi minuti...- replicÃ² infine l'andoriano, predisponendo l'arma per l'azione per poi prendere rapidamente la mira. "Lo scopriremo subito..."<br />
Sovrastato dai rumori del combattimento, non si accorse del fruscio che lentamente si avvicinava verso la sua posizione.<br />
<br />
Pianeta Muwai, Sala del Trono - 17/01/2394, ore 13:15<br />
<br />
Con un fruscÃ¬o l'ultima delle vesti rituali scivolÃ² dolcemente sulla schiena di Nazja, mentre Latastei, la piÃ¹ minuta e giovane delle sue ancelle, le pittava il volto nei colori rituali con un sorriso mellifluo.<br />
Da quando Mandrita era scomparsa qualche ora prima, lei aveva informalmente ma saldamente preso il comando del suo entourage malgrado non avesse visto piÃ¹ di un paio di urli nel corso della sua vita, probabilmente grazie all'intromissione di Saasha, che tempo addietro l'aveva giÃ  scelta come prediletta.<br />
"Ti vedo turbata, Volto di Muwai..." affermÃ² mantenendo lo stesso sorriso e parlando in tono amichevole. Ma Nazja sapeva che quella non era altro che una facciata, come per tutte le femmine che Saasha aveva proposto come sue dame di compagnia. Per questo lei aveva scelto Mandrita. "ma non devi esserlo, presto la Gloria di Muwai risplenderÃ ..."<br />
"Cosa penseresti..." la interruppe la regina, agguantandole un polso per fare in modo di avere la sua completa attenzione, "se ti dicessi che potrebbe esserci un altro metodo per permetterci di procreare..."<br />
La giovane ancella assunse un espressione sconvolta, quasi come se Nazja le avesse rivelato uno dei maggiori orrori dell'universo.<br />
"Sarebbe un sacrilegio!"<br />
Nazja sapeva che Latastei non avrebbe mai accettato alcuna soluzione alternativa ma sentiva fisicamente il bisogno di confrontarsi con qualcuno.<br />
"Ma se ci permettesse di tornare agli antichi fasti... se ci permettesse di procreare nuovamente in libertÃ  come una volta, senza l'obbligo di basare la nostra sopravvivenza sui capricci del Sibilante..." si lasciÃ² sfuggire Lanzai, l'ancella piÃ¹ giovane del gruppo, intenta a lisciare i capelli di Nazja. Il volto di Latastei mutÃ² in una smorfia seccata e il suo sguardo divenne di fuoco mentre apriva minacciosamente la bocca, producendo un suono a metÃ  tra un sinistro sibilo ed uno sputo, interrompendola.<br />
"Taci! Il solo pensiero sarebbe una bestemmia!" sentenziÃ² acida nei confronti della povera collega, che decisamente intimorita sembrÃ² cercare rifugio dietro le spalle di Nazja. Latastei assunse poi un'espressione contrita, riacquistando un tono piÃ¹ amichevole. "Mi scuso per lo sfogo mia signora. Lanzai non sa quello che dice... Ã¨ risaputo che nella sua covata l'intellegenza scarseggia... ma non Ã¨ salutare che lei abbia questi dubbi prima del Grande Rito. Noi ora dipendiamo dalla benevolenza del Sibilante, questo Ã¨ un dato di fatto che non Ã¨ possibile modificare. Lei deve solo pensare a fare ciÃ² che Ã¨ necessario..."<br />
"SÃ¬..." replicÃ² il Volto di Muwai atona. "hai decisamente ragione..."<br />
 <br />
Pianeta Muwai, Sala del Rito - Contemporaneamente<br />
<br />
Saasha aveva iniziato ad intonare i canti rituali assieme agli altri diplomatici di alto rango presenti nella stanza. Il comunicatore ancora attivo, perennemente connesso con le squadre impegnate nel combattimento e con il centro di difesa planetario, continuava a sputare fuori dati sui vari fronti senza sosta.<br />
Sapendo di essere un ottimo stratega avrebbe voluto essere lÃ , a comandare direttamente la linea di difesa, ma sapeva anche che se non avesse partecipato al rituale l'intera impalcatura di menzogne che i suoi predecessori avevano creato e lui aveva protetto fino a quel momento sarebbe crollata come un castello di carte.<br />
L'unica cosa che poteva fare ora era attendere, pregando che il Sibilante concedesse al suo popolo la forza di resistere.<br />
<br />
USS Crusader, Infermeria - Contemporaneamente<br />
<br />
Jenner era da poco tornato al proprio posto dopo essere stato risistemato da uno dei suoi colleghi quando arrivÃ² una comunicazione dal Capitano.<br />
=^=Crusader!"=^= il medico si stupÃ¬ di quanto la voce dell'andoriano sembrasse affaticata e ansimante. =^=Ho bisogno di... un teletrasporto d'emergenza! Usate le coordinate del mio comunicatore!=^=<br />
"Signore cosa..."<br />
Senza che potesse aggiungere altro, sul lettino che Jenner aveva davanti si materializzÃ² quello che inizialmente gli sembrÃ² poco piÃ¹ di un ammasso di carne pulsante. Non riuscÃ¬ immediatamente a riconoscere i lineamenti femminei orrendamente deturpati da quelle ferite simili a morsi, nascosti da quel pastone di sangue e sabbia, ma riconobbe immediatamente l'aspetto serpentiforme di colei che aveva davanti.<br />
Fu perÃ² solo quando la donna serpente volse l'unico occhio rimasto verso di lui che la riconobbe.<br />
"Mandrita?"<br />
<br />
Pianeta Muwai, Sala del Rito - 17/01/2394, ore 13:42<br />
<br />
Nazja fece il suo ingresso all'interno della sala satura di vapori e di incensi seguita dal suo stormo di fedeli ancelle, spaziando lo sguardo attorno a se, esaminando attentamente lo sparuto gruppo di seguaci intenti nei loro canti rituali. IndividuÃ² Saasha, in prima fila a poca distanza dal Generale Ection e da altri membri dell'alta societÃ  Muwai che attendevano con trepidazione l'inizio del rito.<br />
Il suo entourage si fermÃ², rinculando poi verso l'ingresso della sala, mentre lei proseguiva sola verso l'imbocco della struttura che sarebbe diventata il suo nido, scambiando una rapida occhiata con quelli che di lÃ¬ a poco sarebbero diventati i suoi partner. Qualcosa di fisiologico e viscerale iniziÃ² a ruggire prepotentemente dentro di lei, gridando con forza inaudita la sua volontÃ .<br />
Il battito di entrambi i suoi cuori accelerÃ² in maniera esponenziale mentre le sue pupille si dilatavano e il respiro diventava piÃ¹ affannoso. L'efficienza di ogni suo senso sembrÃ² migliorare di colpo e la sua mente sopraffatta da quella miriade di colori, sensazioni e soprattutto odori che le affollavano le narici.<br />
Non aveva mai sperimentato qualcosa di cosÃ¬ potente e viscerale in precedenza. Un movimento di fianco a lei catturÃ² la sua attenzione, costringendola a rendersi conto dei vari partners che si muovevano all'ingresso cilindrico del nido.<br />
Ne agguantÃ² uno con dolcezza, passandogli la mano sul petto e lasciandogli quattro leggeri solchi sulla pelle, graffiandolo involontariamente mentre lo sospingeva lievemente verso l'ingresso del nido, respirandone a pieni polmoni l'odore pungente.<br />
*Umano...*<br />
AprÃ¬ la bocca, intenzionata a mordergli la spalla, poi si fermÃ². DeglutÃ¬ a fatica.<br />
Si volse verso Saasha con un movimento fluido e sinuoso del capo. Le ci vollero un paio di secondi prima di riuscire a dissipare la nebbia sensoriale che gli offuscava la vista prima di riuscire a vedere il suo obiettivo assieme al resto dei partecipanti al rito che, continuando nel loro canto, avevano iniziato una lenta processione verso l'uscita.<br />
Processione che venne fermata dalle guardie personali della regina qualche secondo piÃ¹ tardi. Saasha si volse verso di lei. Il volto deturpato dallo stupore e da qualcosa che Nazja riuscÃ¬ ad identificare dal puzzo. Terrore.<br />
"Che cosa significa tutto questo?"<br />
"Che... Ã¨ arrivata... l'ora di rinascere..."<br />
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USS Crusader, corridoi verso l'Infermeria - 23/01/2394, ore 08:00<br />
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Nazja, seguita da una piccola parte del suo nuovo entourage, capitanato ora da Lanzai, sembrava trovarsi decisamente a disagio all'interno dei corridoi che la stavano conducendo verso l'infermeria, dove avrebbe incontrato Mandrita. Esattamente come aveva giÃ  fatto nei giorni passati.<br />
"Mi dispiace che le cose siano andate in questo modo..." affermÃ² la donna serpente in tono decisamente contrito, cercando di evitare il contatto diretto con lo sguardo dell'equipaggio intento a fare il proprio dovere, "ma non posso fare altro che ringraziarvi dal profondo del cuore. Se voi non foste intervenuti..."<br />
"CiÃ² che Ã¨ successo ha segnato profondamente entrambi gli schieramenti..." tagliÃ² corto Shaitan, affrettando il passo, "ma Ã¨ il risultato che conta..."<br />
Poco dopo essersi rifiutata di proseguire il Rito dell'Accoppiamento, il Volto di Muwai aveva iniziato ad esporre ai membri piÃ¹ di spicco della politica del suo mondo ciÃ² che Stephen le aveva spiegato in precedenza. In molti avevano espresso dubbi o fatto domande a riguardo, ma altrettanti concordavano su di una cosa. La soluzione proposta dalla Regina era la reale rinascita citata nei testi sacri.<br />
Saasha, in preda al panico causato da una situazione imprevista, aveva cercato dapprima di far passare la regina come una pazza eretica controllata dai Federali, fallendo perÃ² miseramente, lanciandosi poi in un folle attacco diretto alla Regina.<br />
Le guardie non riuscirono a fermarlo in tempo ma per Nazja, ancora in quello stato di ebbra estasi fisica e sensoriale, lui era poco di piÃ¹ di un fastidioso insetto.<br />
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USS Crusader, Infermeria - Contemporaneamente<br />
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Stephen sospirÃ² pesantemente, sedendo in silenzio al fianco di Mandrita, mentre Jenner poco distante controllava i segni vitali della donna serpente su uno dei monitor.<br />
"Senza il tuo intervento saremmo morti..." affermÃ² in tono mesto il Capo Ingegnere che finalmente si era deciso a visitarla, ora che aveva saputo che la Crusader sarebbe ripartita nel giro di qualche ora e che il rimorso lo aveva costretto a passare un paio di turbolente notti. Prima di continuare, scambiÃ² un'occhiata di sottecchi con il medico, rendendosi conto di quanto la scelta fatta qualche giorno prima, seppure obbligata, pesasse anche su di lui. "Noi pensavamo..."<br />
"Non crucciarti, umano. Voi non siete guerrieri..." lo interruppe Mandrita con voce roca e affaticata, spostando lo sguardo verso l'Ingegnere. Lui era perÃ² incapace di eseguire, incapace di lasciarsi alle spalle il fatto che lei in quella dannata grotta aveva lasciato parecchio. Aveva perso l'occhio sinistro e la sua androgina bellezza era stata deturpata dalla perdita di un seno e dalla miriade di cicatrici e morsi che ora ricoprivano il suo corpo. "Se le posizioni fossero state invertite, avrei fatto lo stesso..."<br />
Stephen spostÃ² nuovamente lo sguardo verso di Jenner, sospirando. Ne lui, ne il medico avevano idea di come la donna serpente fosse riuscita a sopravvivere, dato che Mandrita glissava sistematicamente la domanda semplicemente sostenendo di aver semplicemente combattuto in quanto appartenente alla casta dei guerrieri. Forse era per lo stesso motivo che aveva rifiutato ogni intervento volto a restituirle, almeno parzialmente, ciÃ² che aveva perso.<br />
"Le scritture avevano ragione..." si lasciÃ² sfuggire con un debole sorriso ed un colpo di tosse, "Gli Uomini delle Stelle sono arrivati, ora il nostro mondo sta bruciando e presto ci sarÃ  la rinascita..."<br />
BenchÃ© le antiche scritture parlassero per metafore, sembravano descrivere piuttosto bene la situazione politica del pianeta natale della donna serpente. Caduto Saasha infatti, era rapidamente caduta con lui anche gran parte della rete di potere che lo sosteneva, creando il vuoto e costringendo i vertici Muwai a cercare nuove soluzioni. Stephen aveva saputo dal Capitano che sul pianeta ora i venti soffiavano in favore della democrazia, spinti dalla regina stessa, la quale aspirava in un futuro prossimo di entrare a far parte della Federazione malgrado i trascorsi.<br />
Alcuni signorotti locali contrari a queste scelte, forse addirittura collusi con Saasha, avevano deciso di ribellarsi ma il popolino era dalla parte della regina e questi piccoli focolai di violenza sembravano destinati ad ardere per una decina di giorni o poco piÃ¹.<br />
Fu in quel momento che la porta dell'infermeria si aprÃ¬ con un sibilo, lasciando entrare la piccola delegazione Muwai.<br />
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USS Crusader, alloggi del Tenente Comandante McAllister - 23/01/2394, ore 17:53<br />
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Stephen tirÃ² fuori dalla tasca il piccolo medaglione ovoidale che Nazja gli aveva regalato qualche ora prima, rigirandoselo fra le mani cosÃ¬ come aveva fatto per la mezz'ora precedente.<br />
BenchÃ© la stessa donna serpente avesse dichiarato di provare e aver provato solamente una violenta attrazione fisica nei suoi confronti, l'Ingegnere Capo non riusciva a smettere di pensare che quel dono di addio contraddicesse quella dichiarazione, rivelando una veritÃ  non detta.<br />
InspirÃ² profondamente, stendendosi sul letto guardando il soffitto, inerme.<br />
Ora piÃ¹ che mai, forse grazie al lieve ronzio dei motori della Crusader che segnalavano il prossimo rientro nello spazio federale, sentiva un nodo allo stomaco ingarbugliarsi sempre di piÃ¹.<br />
BenchÃ© fosse ben conscio del fatto che tutti gli avvenimenti successi sul pianeta fossero frutto di un qualche tipo di condizionamento mentale, Stephen non riusciva a levarsi di dosso i sensi di colpa.<br />
Sensi di colpa verso Aleena, sua moglie, che aveva miseramente tradito, verso i suoi figli che lo attendevano a casa e perfino verso Nazja, che sentiva di aver semplicemente sfruttato.<br />
SospirÃ² nuovamente, cercando di venire a patti con la veritÃ  e con il senso di colpa da esso derivato. La veritÃ  che gli diceva che quel condizionamento mentale aveva semplicemente annullato la sua parte razionale, mettendo a nudo quella parte che avrebbe voluto mantenere nascosta, la parte che era caduta sotto l'incantesimo di Nazja appena la sua mano gli aveva sfiorato la guancia.<br />
Si rimise seduto sul letto, stropicciandosi il volto con le mani piÃ¹ volte, prima di fissare il vuoto al centro della stanza per un paio di minuti. DeglutÃ¬ a fatica, conscio delle sue colpe e oppresso dal rimorso che portava sul groppone. Poi, finalmente si decise.<br />
"Computer, apri un canale sub-spaziale... Marte, abitazione della Famiglia McAllister..."]]></description>
            <author>Tenente Comandante Stephen McAllister</author>
            <pubDate>Mon, 15 Sep 2014 08:00:00 +0200</pubDate>
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