Missione 8










USS SEATIGER

presenta


USS SEATIGER

Missione 8

Missione 08






Basato sulla saga di Star Trek di Gene Roddenberry, questa opera amatoriale è il prodotto della USS SEATIGER,
simulazione appartenente all'universo narrativo del Gioco di Narrazione PBeM


Starfleet Italy

Gli autori/giocatori hanno creato un proprio alter ego narrativo con il quale sono entrati a far parte della squadra
di comando della USS SEATIGER, quindi a turno hanno scritto i brani di questa avventura fantascientifica,
creando appunto questa opera amatoriale inedita e originale basata su Star Trek.




Questo racconto lungo è un'opera amatoriale che puó essere liberamente
riprodotta, purché integralmente, in ogni sua parte, e non a fini di lucro.



Anno pubblicazione 0000



www.starfleetitaly.it | USS SEATIGER








Equipaggio

Capitano Capitano Arjian Kenar Geran

Capo Operazioni Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan

Capo Sicurezza Tenente Anna Maria Calvi

Ingegnere Capo Tenente Comandante Droxine Carelli

Primo Ufficiale Comandante Dewey Finn

Capitano
Arjian Kenar Geran
Capitano

Tenente Comandante
Tholos del Clan Rashan
Capo Operazioni

Tenente
Anna Maria Calvi
Capo Sicurezza

Tenente Comandante
Droxine Carelli
Ingegnere Capo

Comandante
Dewey Finn
Primo Ufficiale

Ufficiale Scientifico Capo Tenente Jason "Skon" Queen

Ufficiale Tattico Tenente Comandante Tkar

Tenente
Jason "Skon" Queen
Ufficiale Scientifico Capo

Tenente Comandante
Tkar
Ufficiale Tattico


USS SEATIGER

Autori

Capitano
Arjian Kenar Geran
Michele Congia

Capo Operazioni
Tholos del Clan Rashan
Fabrizio Calandri

Capo Sicurezza
Anna Maria Calvi
Monica Miodini

Ingegnere Capo
Droxine Carelli
Massimiliano Badi

Primo Ufficiale
Dewey Finn
Franco Carretti

Ufficiale Scientifico Capo
Jason "Skon" Queen
Patrizia Mutto

Ufficiale Tattico
Tkar
Silvia Brunati






Sommario


Sinossi
08.01 - La dottrina di contatto imperiale
08.02 - Prima Direttiva o no, questo è il problema
08.03 - Quello che siamo
08.04 - La grotta di cobalto
08.05 - Crovis vi proteggerà
08.06 - Year One
08.07 - Unica mente
08.08 - Patrol Rock and Roll!

Sinossi

Missione in corso



08.01 - La dottrina di contatto imperiale

Autore: Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan


USS Seatiger, Plancia
13/03/2398, ore 17.44 - D.S. 75196.54


Finn aveva praticamente le lacrime agli occhi.

Non ne poteva più: aveva passato le ultime due settimane sulla Seatiger durante gli interventi manutentivi.
Tutto quel tempo con Tholos e Carelli e i loro rispettivi ingegneri a vedere ogni pezzo, ogni cavo, ogni sistema, ogni impianto, ogni attuatore, ogni computer venir smontato, revisionato e assemblato. Non credeva che la Seatiger fosse composta da così tanti pezzi: doveva ammettere che durante quel tempo aveva imparato molto sul funzionamento della nave, ma dopo un po' la confusione aveva avvolto la sua mente e aveva presto iniziato a confondere computer con sistemi energetici o simili. Infine era arrivata la noia.
Ormai da qualche giorno sedeva sulla poltrona del capitano stravaccato a canticchiare qualche motivo e, assalito dalla apatia totale, si era anche lui messo a fare qualcosa di creativo iniziando a comporre canzoni. Ma sembrava che ogni ingegnere ci mettesse del suo per far rumore nel momento giusto, aveva appena creato un riff quando una flangia metallica cadde dalla mano di Rashan facendo un fortissimo rumore nell'impatto contro il pavimento.

"Ehm scusi signore." Si scusò l'OPS.

Finn posò la chitarra e sospirò dicendo: "Non ti preoccupare succede..." Scosse la testa sconsolato pensando al riff ormai perduto e non vide Carelli accanto a Rashan rimproverare il collega con un sorriso.

"Avete finito con quel cavo di dati?" Chiese Finn provando per l'ennesima volta ad interessarsi all'attività in corso.

Carelli mostrò il cavo dati dicendo: "Dobbiamo ancora fare lo sviluppo in serie di Fourier per verificare..."

"La banda passante del segnale." Concluse la frase Finn e accorgendosi di avere lo stupore di tutti i presenti aggiunse: "Sono un musicista, la scomposizione di un segnale in una serie di onde sinusoidali è il minimo."

Gli ingegneri presenti in plancia furono rapidamente zittiti e si rimisero al lavoro.
Poi Finn notò sullo schermo della poltrona un segnale rosso accendersi ed emettere dei bip.

"C'è allarme di prossimità radiale." Identificò il primo ufficiale.

Rashan puntò le antenne verso il primo ufficiale: "Ma siamo atterrati in un cratere lunare, come può attivarsi l'allarme radiale?"

"E' la sonda." Spiegò il Primo Ufficiale.

Crovis III collina vicino alla città di Crackvir,
Contemporaneamente



Il capitano Kenar era sdraiato in cima alla collinetta.
L'aria tiepida, calda ma al contempo fresca, avvolgeva il suo corpo gonfiando la larga tunica in fibra vegetale e massaggiando il suo corpo fino a sciogliere ogni remoto accumulo di stress.
Era totalmente in pace con sé stesso e sarebbe rimasto lì per sempre, fino alla fine dei
suoi giorni. Poi pensò al povero primo ufficiale che aveva relegato sulla Seatiger a seguire gli interventi manutentivi, mentre lui era lì a godersi quel pianeta alieno pre-curvatura dell'età del bronzo. Un sorriso apparve sul suo volto e il capitano tentò di nascondere la risata, ma prontamente Anena, da bravo consigliere, identificò l'emozione.

"Capitano cosa c'è di divertente?"

"Ehm, nulla stavo solo godendomi la situazione." Provò a giustificarsi.

Anena non gli credette e si alzò in piedi. Il capitano poté ammirare il fine abito che il consigliere si era preparato. Era di un colore blu intenso che le ricerche condotte avevano identificato derivare da un fiore fluviale. Come il capitano, era vestito con pantaloni di fibra vegetale e una larga casacca dello stesso materiale chiusa attorno alla vita da una fine armatura di cuoio riccamente decorata con motivi geometrici. Completavano il vestiario dei gambali in bronzo molto grezzi, ma comodi, e un elmo ottenuto con le zanne di un animale autoctono. Rispetto al capitano, che sembrava un semplice contadino, il consigliere
assomigliava ad un nobile guerriero di alta casta.

Kenar scosse la testa:" Si abbassi, potrebbero vederla."

Anena scollò le spalle e, indicando le piccole modifiche che il dottor Bruce aveva fatto loro, aggiunse: "Con queste modifiche e il vestiario molto accuratamente riprodotto possiamo passare per degli autoctoni."

Era vero: avevano passato due settimane ad analizzare il modo di fare, la cultura, l'aspetto fisico e il vestiario dei Crovisiani e avrebbero potuto perfettamente passare per dei locali, il loro mimetismo era perfetto. Tuttavia a preoccupare il capitano era un altro motivo: "Sì, ma si ricordi che gli abitanti di questo pianeta sono in guerra."

Il capitano indicò la città dell'età del bronzo posta a poche miglia da loro. Malgrado i danni inflitti dall'assedio e i fumi dei fuochi rimaneva bellissima: con alte mura in pietra protette da diverse torri. Gli edifici interni, per la stragrande maggioranza piccole e semplici capanne, non erano visibili, ma si poteva vedere al centro un dettaglio del palazzo del re-sacerdote con le colonne in rosso acceso.

"Si tratta di una piccola guerra tra due nazioni locali." Aggiunse il consigliere.

"Non sottovaluti queste cose la guerra è sempre la guerra: una inutile attività in cui si sprecano delle vite." Sentenziò il capitano.

Anena annuì: "Comprendo signore, meglio la via della prudenza." Poi per sdrammatizzare aggiunse: "Ma se qualcuno vuole farle del male, io e la mia spada la difenderemo."

Dicendo ciò il consigliere estrasse una spada di lunghezza 30-40 centimetri a doppio filo in bronzo, ma affilatissima, e iniziò a vorticarla goffamente in aria.

Il capitano sorrise.
La brezza del pomeriggio gli ristorava il buonumore, e, indicando l'arma, aggiunse: "Si rende conto che normalmente lei va in giro con un phaser che è infinitamente più potente di quel 'taglierino'?"

Il consigliere annuì, fermò la sua danza e, guardando la spada, disse: "E' strano, ma mi dà più sicurezza quest'arma che un phaser. Hai mai provato a camminare appoggiando la mano destra sul pomo? Ti fa sentire potente."

"No, mai provato." Rispose il capitano ridendo all'idea.

I due risero per alcuni istanti quando furono interrotti dall'arrivo di una terza persona vestita con un lungo abito di fibra vegetale adornato con alcuni gioielli e fibbie poste sulle maniche.

Prontamente il capitano e il consigliere riconobbero l'ufficiale scientifico.

Crovis III isola del Mare Egerdus a 500km da Crackvir
Conemporaneamente


Il grosso del primo turno di franchigia della Seatiger era sbarcato su Crovis. Avevano scelto per sicurezza un'isola che non fosse raggiungibile dai Crovisiani, ma sufficientemente vicina alla squadra infiltrata in modo da poter dare rapidamente supporto con una navetta o col teletrasporto.

Poco distante dalla spiaggia, dove alcuni membri dell'equipaggio si stavano godendo un buon bagno, l'equipaggio aveva eretto un piccolo campo con una serie di tende attorno a quello che era stato definito come tendone di comando. Era costituito da una struttura rigida nel quale avevano inserito alcune attrezzature di monitoraggio e di analisi dei Crovisiani.

"Non ne posso più." Tuonò Bruce spostando di lato e con un gesto di stizza il microscopio che stava usando.

"Su che cosa?" Chiese noncurante TKar mentre continuava a leggere alcuni report sul suo D-Padd.

"Dei globuli bianchi dei Crovisiani." Stufo, Bruce si alzò e fece per andarsene.

"Allora non doveva studiare medicina." La logica risposta del vulcaniano lasciò interdetto il medico che sbollì all'istante, ma aggiunse: "Infatti devo curare le persone, non scoprire come una società dell'età del bronzo cura i mali della propria gente utilizzando riti vudu."

"Non credo che abbiano il vudu."

"Era un modo di dire." Bruce fece per uscire quando giunse Calvi dicendo: "Non avete idea di che acqua fantastica ci sia... dovreste venire anche a voi."

"Non abbiamo tempo." Rispose TKar.

"Io vado ora." Bruce fece per uscire, ma un sottoufficiale ai sensori esclamò: "Signore rilevo una nave in orbita... non è la Seatiger."

Incrociatore Guellars Impero rettiliano in orbita attorno Crovis III,
Contemporaneamente


Il comandante Huwer apparteneva alla razza degli anfibi. Era un abile ufficiale che avrebbe fatto qualsiasi cosa per raggiungere il suo obbiettivo. Uno spietato e efficiente arrivista che avrebbe sacrificato chiunque per i suoi scopi.

Purtroppo per lui aveva ricevuto un pessimo incarico: stabilire un primo contatto con gli abitanti di Crovis e farli evolvere secondo la dottrina di contatto imperiale e annetterli all'impero rettiliano.

Come se non bastasse, aveva avuto alcuni problemi logistici e la sua missione partì con notevole ritardo. Per salvare la situazione aveva mandato avanti una navetta con alcuni ufficiali incaricati di iniziare i primi contatti e il trasferimento di tecnologie.

Ora, finalmente, era giunto in orbita attorno al pianeta ed era impaziente di avere novità dai suoi uomini.

"Allora?" Chiese Huwer all'ufficiale scientifico.

L'addetto armeggiò alcuni istanti coi controlli quindi rispose: "I nostri hanno stabilito un contatto con un monarca locale: a breve faranno una dimostrazione per espugnare una città."

"Bene." Sentenziò il comandante. Forse stava riuscendo a recuperare il ritardo.

D'improvviso l'ufficiale tattico annunciò: "Comandante ho rilevato degli alieni con della tecnologia avanzata."

"Cosa?" L'anfibio si alzò dalla poltrona e raggiunse l'ufficiale tattico, un fidato soldato appartenente alla specie dei mammiferi per vedere meglio: "Ha ragione... ."

Il comandante rimase alcuni istanti pensieroso, poi chiese: "Rileva la loro nave appoggio?"

Prontamente l'ufficiale scosse la testa e rispose: "No signore."

L'anfibio sorrise soddisfatto e, come un cacciatore che pregusta la preda, disse: "Bene preparate le truppe di terra e catturateli... li voglio vivi e, soprattutto, voglio che non intralcino i nostri piani e la dottrina di contatto imperiale.

Crovis III collina vicino alla città di Crackvir
13/03/2398, ore 17.47 - D.S. 75196.55



"Ben arrivato signor Queen." Esordì Kenar.

Queen non vedeva l'ora di mettere al corrente i colleghi della sua scoperta ed esordì: "Grazie al mio travestimento da novizio ho scoperto che è come Troia."

Kenar rimase di sasso e fece la faccia che di solito assumeva quando Finn diceva o faceva una sciocchezza.

"Come prego?" Chiese il capitano.

Queen, accortosi dell'equivoco si affrettò a correggere: "Intendo la città... quella dell'Iliade, così come la mitica Ilio, detta anche Troia, anche la città di Crackvir è sotto assedio da almeno sette anni."

"Affascinante." Commentò il consigliere.

Queen annuì e aggiunse: "Pare che però questa volta saranno gli
assedianti a perdere... da quello che ho scoperto gli attaccanti sono
disperati e allo stremo a breve abbandoneranno l'assedio."

"Particolare, è una vera fortuna che siamo arrivati nel momento giusto
per assistere a questo evento." Commentò il capitano.

L'ufficiale scientifico si scurì in volto e aggiunse: "La cosa strana è che prima che lasciassi il campo degli attaccanti ho visto delle persone molto strane avvicinarsi al re: in quel momento il tricorder ha rilevato un picco di raggi gamma. Non ho potuto fare delle scansioni complete per non essere scoperto, ma la cosa mi è sembrata molto strana."

Kenar annuì: "Grazie del rapporto, ha fatto bene a tenere un basso profilo."

"Potrebbe essere solo un malfunzionamento dei sensori." Propose Anena.

"Sì, concordo." Aggiunse Kenar.

Queen si guardò intorno come per assicurarsi che non ci fosse nessuno oltre loro e disse: "Ma potremmo fare un secondo controllo... per sicurezza."

Kenar si sedette al suolo e disse: "Va bene, ma con discrezione."

Queen si sedette affianco al capitano con le gambe incrociate, quindi con molta attenzione estrasse il tricoder e iniziò la scansione.

Al contrario Anena rimase in piedi e prese una specie di binocolo.

Kenar si volse verso l'ufficiale scientifico e vide Queen strabuzzare gli occhi e dire: "Capitano rilevo un impulso ad altissima frequenza e non è un problema del sensore."

Nemmeno il tempo di metabolizzare la notizia e Anena aggiunse: "E ho chiaramente visto una sezione del muro di Crackvir esplodere."

USS Seatiger plancia, 13/03/2401 ore 17.47


"Confermo." Tholos abbassò le antenne e aggiunse: "E' un incrociatore leggero rettiliano."

Finn si alzò dalla poltrona e raggiunse la consolle operazioni: "Ci...ci ... hanno visto?"

L'andoriano scosse la testa: "Non credo... sto triangolando le scansioni tramite la sonda."

"E... che cosa stanno facendo?" chiese Finn con una strana preoccupazione sul volto: "Spero che non si ricordino di quella volta che ho drogato la loro classe dirigente."

Carelli scoppiò a ridere dicendo: "Ah, era stato bellissimo!"

"Stanno inviando delle navi sulla superficie." Rispose Rashan.

Una seconda paura avvolse il volto del primo ufficiale: "Le nostre squadre di sbarco... dobbiamo aiutarli!"

Carelli scosse la testa: "E come? La nave è nel bel mezzo di pesanti interventi di riparazione e con un equipaggio insufficiente... Non possiamo nemmeno pensare di poter affrontare un incrociatore leggero imperiale."


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08.02 - Prima Direttiva o no, questo è il problema

Autore: Tenente Jason "Skon" Queen


Crovis III, collina vicino alla città di Crackvir
13/03/2398 ore 18:00 - D.S. 75196.57


"Sono atterrate delle navette, signore..." Segnalò Anena continuando a guardare con il suo binocolo elettronico.
"Ospiti inattesi ... chi sono?"
"Sembrerebbero delle navette imperiali ... Sì, confermo: hanno lo stemma dell'Impero Rettiliano." E continuando a scrutare i dintorni aggiunse "E vedo un drappello di rettiliani dirigersi verso questa parte."
"E' finita la pace! Attivate gli inibitori di tracciamento e ..." Commentò Kenar "meglio trovarci un posto più tranquillo lontano da qui ..."
"Capitano, ho notato che laggiù ci sono delle colline ... forse lì potremmo trovare un rifugio."
"Mi sembra una buona idea Signor Queen, raccogliete tutto e mettiamoci in marcia."
"Sì, signore."

Crovis III, isola del Mare Egerdus a 500 Km da Crakvir
Contemporaneamente


TKar si avvicinò al sottufficiale e disse "Li avete identificati?"
Dopo aver lavorato un po' sui sensori il terrestre esclamò "Rettiliani."
"Spenga i sensori, Martin. Speriamo che non ci abbiano individuato." Disse TKar.
"Signor TKar ... e il capitano?" disse la Calvi.
"Speriamo solo che non li abbiano visti, signor Calvi. Per adesso non possiamo fare niente ... solo stare nascosti e allontanarci di qui. Attivate gli inibitori di tracciamento." Rispose il vulcaniano.
"Lo sapevo, addio bagno...proprio adesso che avevo deciso di seguire il suggerimento della Calvi ..." Bofonchiò Bruce.

Incrociatore Impero Rettiliano Guellars, in orbita remota di Crovis III
Contemporaneamente


"Sono degli alieni, questo è evidente ... non appartengono a questo pianeta." Riferì l'ufficiale tattico.
"E a quale angolo dell'impero appartengono?" Sibilò il Comandante Huwer.
"Mi dispiace, li abbiamo persi prima di riuscire a stabilirlo..."
"Persi?!" Come diavolo hai fatto a perderli?!" L redarguì inferocito Huwer.
"Credo facciano uso strumenti che ne mascherano la presenza ... forse si sono accorti del nostro arrivo..."
"Oppure siete degli incapaci. Trovateli o avrò la vostra testa!"

Crovis III, località collinare lontano dalla città
poco dopo il tramonto


Arjian camminava alla testa del gruppo seguito subito dopo da Jason e da Lawtoein.
Stavano camminando tra le rocce già da qualche minuto alla ricerca di un rifugio. All'improvviso Jason si fermò guardandosi intorno.
"Queen, c'è qualcosa che non va?" Disse Anena avvicinandosi a lui
Intanto anche Kenar si era fermato.
"Cosa succede?"
Jason non rispose e facendo cenno con la mano di attendere, continuò a esaminare attentamente le colline intorno a loro, mentre i due compagni lo fissavano perplessi.
Dentro di sé Jason in un certo qual modo se la stava godendo, perché gli sembrava di essere tornato indietro nel tempo a quando era un ragazzo e con il nonno Talok andavano a fare le loro escursioni.
Fece un paio di passi in avanti e guardò le rocce. Poi tendendo il braccio e puntando l'indice verso le rocce davanti a lui, esordì: "Eccolo lì!"
Kenar frustrato dalla situazione in cui si erano venuti a trovare, sbottò: "Eccolo lì cosa!?"
Jason si girò e vide le espressioni perplesse dei due suoi colleghi, quindi si spiegò "Stavo esaminando le rocce per cercare un rifugio, e l'ho trovato. Eccolo lì capitano!" indicò poi un punto tra le rocce.
Kenar guardò in alto.
"Io non vedo niente."
Jason accennò un sbuff e disse "E' lì capitano!" quindi si girò verso Anena e gli disse "Signor Lawtoein, venga ..."
Jason posò le mani sulle spalle di Lawtoein e lo fece camminare avanti di qualche passo, poi lo fece girare di qualche grado su sé stesso e indicando un punto disse "Ora guardi là in alto."
Anena guardò con attenzione nel punto indicato e ad un certo punto intravista l'apertura nelle rocce esclamò "La vedo capitano, è una grotta. Queen ha ragione."

Crovis III, località collinare lontano dalla città
un'ora dopo


Il gruppo guidato da Kenar raggiunse facilmente la grotta.
Era abbastanza grande e quasi invisibile dal basso, questo la rendeva un rifugio sicuro per potersi riorganizzare.
Dopo che si furono sistemati fecero fuoco con i phaser su alcune pietre raccolte al centro della caverna per riscaldarsi, Kenan disse "Ora dobbiamo fare il punto della situazione. Noi tre siamo qui, speriamo che anche gli altri si siano nascosti. Dobbiamo chiamare la Seatiger e sperare che terminino al più presto le riparazioni e ci portino via."
"Capitano " disse Jason, "se vuole chiamare la nave e il gruppo del signor TKar deve spostarsi, le rocce qui intorno sono tutte con forti componenti magnetiche che ci possono nascondere ai sensori rettiliani, ma bloccano anche le nostre comunicazioni e i nostri sensori. Deve salire un po' più su, ma le consiglio di non dilungarsi troppo o potrebbero intercettarla o intercettare l'altro o addirittura intercettare la nave. Se mi permette, capitano andrò a dare un'occhiata alla situazione."
Arjian stava per ribattere ma Jason continuò "Non si preoccupi nessuno mi vedrà se io non voglio. Sono abituato a muovermi nel buio."
"Va bene. Ma stia molto attento."

Crovis III, isola del Mare Egerdus a lato opposto dell'isola 1500 Km da Crakvir
poco dopo


=^=Kenar a TKar. Mi sente?!=^=
Il vulcaniano aprì gli occhi di scatto, e sfiorò il badge per aprire il canale audio
"Sì, signore la sento. Come state?"
=^=Noi tutto bene, TKar. Voi come state?=^=
"Stiamo tutti bene e al sicuro, Signore."
=^=Bene, ci risentiremo al più presto per stabilire una strategia. Rimanete al sicuro e non fate nulla di avventato. Kenar, chiudo.=^=

USS Seatiger, Plancia
13/03/2398 ore 22,00 - D.S. 75197.03


Finn era stravaccato sulla poltrona di comando a fissare lo spazio. Aveva dato ordine al timoniere di rimanere nascosti dietro una delle lune di Crovis III e di accelerare le riparazioni, Tholos e Carelli avevano capito e avevano aumentato i turni e il lavoro. Da quando Finn era stato informato dell'arrivo della nave rettiliana, era preoccupatissimo per il capitano e per i suoi colleghi che erano scesi in franchigia sulla superficie del pianeta.
"Li avranno catturati, uccisi o che altro?!" Pensò tra sé "Se il capitano fosse morto toccherebbe a me prendere il comando. Ma come potrei riuscirei io a riportare a casa la Seatiger se ancora non c'è riuscito nemmeno lui!?"
Mentre si crogiolava in questi pensieri negativi, sentì una voce arrivare dall'interfono.
=^= Kenar a Finn. =^=
Finn risollevato nel sentire la voce del superiore, attivò il canale audio.
"Ecco il capitano che mi chiama dall'oltretomba. Lo sapevo io!"
=^= Finn la pianti di fare il buffone, siamo tutti vivi. Però non ho tempo per questo, qual è la situazione? =^=
Finn vide passargli lì davanti Droxine e con delle strane smorfie gli fece cenno di avvicinarsi.
Ormai era abituata alle stranezze di Finn, quindi non badò molto ai modi e si avvicinò come richiestole.
"Ci siamo nascosti, ma non posso dirle dove ... non vorrei che qualcuno stesse intercettando le nostre comunicazioni ... ci sono dei brutti ceffi là fuori."
=^= Ben fatto Finn! =^= Rispose Kenar alzando gli occhi al cielo.
"Per il resto della situazione di cui mi chiedeva informazioni, le passo una persona che è qui vicino a me ..."
"Capitano, sono Carelli. Abbiamo accelerato le riparazioni, ma serve ancora tempo ... i danni sono ingenti."
=^= Quanto tempo ancora!? =^=
"Conto di riavere la nave sufficientemente operativa per recuperarvi entro ventiquattro ore, Signore... stiamo già facendo dei miracoli, più di questo non posso garantirle ..."
=^=Ottimo Carelli, cercheremo di resistere. Continuate così. Kenar chiudo. =^=
Quando sollevò la testa Arjian si trovò di fronte un furioso Lawtoein che lo affrontò verbalmente "Con che coraggio fuggiamo e lasciamo questa gente alla mercé dei Rettiliani?"
"Come ha detto, Guardiamarina!?" rispose Arjian gelido, scandendo accuratamente il grado del suo interlocutore.
I due si erano trovati in sintonia fin dal primo momento in cui si erano conosciuti e questa era la prima volta che si trovavano in contrasto.
Kenar era preoccupato per la Seatiger. La nave aveva bisogno di pesanti riparazioni, non poteva continuare il viaggio alla ricerca di un modo per tornare nel loro universo. E anche l'equipaggio aveva bisogno ristoro, così quel bel pianeta molto simile alla Terra gli era sembrato una manna dal cielo ed aveva deciso di organizzare dei turni di franchigia per l'equipaggio, quindi era sceso sul pianeta col primo turno lasciando la nave nelle mani di Finn e alle premurose cure degli uomini di Carelli.
Il Capitano aveva ben valutato la situazione e gli sembrava di aver raggiunto un porto sicuro dove rimettere in sesto la nave e tirar su il morale provato del suo equipaggio, invece ora stava si trovava lì seduto dentro una grotta a nascondersi dai rettiliani e impossibilitato a tornare a bordo della sua nave. Come se non bastasse, ora il consigliere lo accusava anche di vigliaccheria.
"Probabilmente è stato per così tanto addormentato da non rammentare più che siamo una nave della Federazione e che dobbiamo rispettare la Prima Direttiva?" Lo affrontò deciso Arjian, poi assumendo un tono più calmo, continuò "Dovrebbe ricordare che non possiamo interferire con culture ancora primitive."
"Ma sul pianeta Gisa abbiamo interferito!" insistette Anena.
"Gisa non è un pianeta pre-curvatura come Crovis III. Gisa è l'antico mondo natale dell'Impero ed è stato volutamente mantenuto intatto e privo di tecnologia a curvatura, senza privarlo però delle visite delle navi stellari." Disse Arjian. "Non possiamo interferire con lo sviluppo di Crovis III, dobbiamo solo sperare che se la sappiano cavare da soli..."
Anena sbuffò e agitando la spada disse "Come possono cavarsela contro i rettiliani! I Crovisiani posseggono solo questi stupidi "taglierini". Se solo avessero qualcosa di più utile ... Così verranno sterminati come è toccato a tante altre popolazioni cadute sotto le mire espansionistiche di quei rettiloidi."
Una voce dall'oscurità si aggiunse allo loro "Ha ragione signor Lawtoein, i rettiliani espandono il loro impero conquistando con inaudita ferocia e bramosia pianeti, sistemi, settori di questa galassia. " Jason apparve nel cono di luce creato dal fuoco.
Anena si avvicinò a Jason e aggiunse "Se sono qui non è certo per esplorare nuovi mondi e conoscere nuove civiltà, ma per mettere a ferro e fuoco l'intero pianeta e sottometterlo all'impero. Le loro stupide guerre interne saranno dei giochi da bambino rispetto a ciò che li attende. "
"Quanto tempo crede che gli ci vorrà per espugnare le città, assoggettare le popolazioni di tutti i quattro continenti e radere al suolo i palazzi di questa civiltà!? I Rettiliani hanno un solo imperativo categorico: conquistare ed espandere l'impero."
Kenar non sopportava le ingiustizie e di conseguenza non poteva sopportare che quel pianeta venisse assoggettato con la forza e la sua civiltà cancellata per mano di una un popolo di prepotenti. La Prima Direttiva gli legava le mani, aveva fatto un giuramento ... e comunque anche volendo, non avrebbe potuto reagire senza la sua nave.
La Seatiger era ancora nel pieno degli interventi di riparazione e non poteva che contare sui membri del primo turno che aveva fatto sbarcare e sulle spade replicate per camuffarsi tra le popolazioni di quella città-stato, ma non i phaser che avevano comunque con sé, perché li avrebbero rivelati a quel popolo e ciò sarebbe stata una chiara violazione alla Prima Direttiva.


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08.03 - Quello che siamo

Autore: Tenente Comandante Tkar


Crovis III - Località collinare lontano dalla città di Crakvir
13/03/2398, ore 22:00 - D.S. 75197.03


Il buio era ormai calato all'esterno della grotta e l'aria, che qualche ora prima, gli era sembrata piacevole, si attaccava al suo viso portando umidità e odore di bruciato. Kenar trasse un profondo respiro e si girò verso Quinn e Lawtoein.

"Supponiamo che decidiamo di intervenire," la sua voce era calma, l'espressione del viso estremamente seria, "cosa proponete di fare?"

"Potremmo andare a Crakvir e aiutarli," rispose subito l'ufficiale scientifico, "i rettiliani hanno già infranto qualsiasi necessità di segretezza armando gli attaccanti."

"Oppure potremo cercare di parlare con i rettiliani, abbiamo una sorta di alleanza con loro," suggerì più pacatamente Lawtoein, "potremmo vantare un diritto di precedenza. Eravamo qui prima." Man mano che parlava però, la voce diminuiva di intensità, come fosse sempre meno convinto di quello che diceva.

"Suggerisce un approccio diplomatico quindi."

"Potremmo dire loro che Crovis è sotto la nostra protezione e che abbiamo i mezzi per difenderla." Questa frase, fu pronunciata con riluttanza da Lawtoein, che alla fine scosse la testa dismettendola. Il consigliere si portò una mano sulla testa spettinando ancor di più i capelli.

"Non sanno che la Seatiger al momento non è disponibile," concordò nel frattempo Quinn, non accorgendosi dell'incertezza del compagno, "potrebbe funzionare."

"L'alleanza che abbiamo con loro non è ufficiale, ma ammettiamo che i rettiliani ci diano retta e che si ritirino, cosa suggerite di fare poi?" Kenar si assicurò di mantenere un tono di voce impassibile, senza tradire cosa pensasse veramente.

"Lasciamo che Crovis si sviluppi da sola."

"Quindi, signor Quinn, sta dicendo che dovremmo finire le nostre rilevazioni e andarcene lasciando il pianeta, ignorando il fatto che i rettiliani abbiano già introdotto della tecnologia che di fatto altererà il naturale progresso della popolazione?"

"Beh, no signore. Potremmo eliminare la tecnologia introdotta, così non bruceranno i tempi." Quinn guardò Lawtoein in cerca di aiuto, ma il consigliere, per tutta risposta, scosse rapidamente la testa.

"È una soluzione," annuì Kenar osservando Lawtoein. Un impercettibile sorriso gli comparve sulle labbra, per poi sparire quando si rivolse a Quinn. "Naturalmente dovremmo trovare un modo di proteggere il pianeta da eventuali altre spedizioni. Per quanto tempo pensa che dovremmo restare qui a impedire che i rettiliani o qualsiasi altra specie tornino? Un anno? Dieci? Di più? Non abbiamo certo i mezzi della flotta stellare a supportarci, quindi è un lavoro che dovremmo fare noi, non crede?"

Quinn non rispose, improvvisamente silenzioso come il consigliere sul cui viso era comparso un sorriso sbieco.

"Anche siamo lontano da 'casa', abbiamo fatto un giuramento e non rispettarlo significherebbe venire meno ai principi fondamentali della Flotta Stellare."

"Esatto consigliere," confermò Kenar, "e cosa sarebbe di noi se venissimo meno ai nostri principi?"

"L'imperatore Jtrrertr è nostro alleato è vero," Lawtoein sollevò la testa a guardare la parte superiore della grotta, arricciò il naso e poi si girò verso Quinn, "ma non ufficialmente, quindi non può intervenire a nostro favore a meno che non ci sia una valida giustificazione. E noi non possiamo intervenire perché andremmo contro a tutto quello in cui crediamo. La distanza dalla Federazione non è una giustificazione."

Kenar annuì. "Esattamente."

In quel momento all'ingresso della grotta comparvero delle figure.

Crovis III - Isola del Mare Egerdus a 500 km da Crakvir
13/03/2398 ore 23:05 - D.S. 75197.15


Spostare tutti in una posizione più riparata non era stato facile.

Innanzitutto avevano dovuto richiamare tutto il personale che era sulla spiaggia o a fare il bagno, poi avevano dovuto raccogliere in fretta l'equipaggiamento indispensabile e lasciare indietro il resto. Non c'era stato decisamente tempo per smontare le tende.

Calvi e Tkar erano abituati a lavorare assieme ed erano perciò bastate poche frasi per mettere in atto un piano e dividersi i compiti. I membri dell'equipaggio della Seatiger che erano sull'isola si erano rapidamente messi al lavoro sotto la loro direzione e in pochi minuti avevano abbandonato la loro postazione.

Si erano addentrati verso il centro dell'isola, sperando di avere il tempo per trovare un riparo che impedisse ai rettiliani di trovarli.

Avevano interrotto ogni comunicazione con l'astronave e con il gruppo del capitano e spento qualsiasi strumento che potesse essere intercettato. Sapevano che era rischioso, ma Tkar e Calvi avevano ritenuto prioritaria la sicurezza.

Dopo venti minuti di cammino, il dottor Bruce aveva richiamato l'attenzione di Tkar. In mano aveva il tricorder impostato in modalità passiva e l'aveva mostrato al comandante.

"Cosa sto guardando?"
"Alberi."

Lo sguardo che Tkar aveva rivolto a Bruce aveva fatto piangere ufficiali di esperienza. Il medico invece aveva roteato gli occhi e gli aveva indicato i dati impaziente.

"Sono dati sugli alberi."
"Esatto! E nient'altro!" L'esclamazione di Bruce aveva suscitato un 'shhhhh!' da parte di Calvi che li aveva raggiunti. Sbuffando il medico abbassò la voce, "c'è qualcosa che impedisce alle mie scansioni di arrivare all'esterno, è come se questa foresta fosse una sorta di barriera."

L'entusiasmo di Bruce era stata accolto dall'espressione impassibile di Tkar. Calvi, che aveva anni di esperienza di lavoro con il comandante, aveva saputo invece interpretarla. "Quindi siamo protetti da eventuali scansioni? E le comunicazioni? Eventuale teletrasporto?"

"Sono un medico, non un ingegnere." Aveva risposto Bruce.
"Cosa c'è nelle piante che ci protegge?"
"Sono un medico, non un ufficiale scientifico."

"Beh dottore, se i rettiliani non ci rilevano, altrettanto non riuscirà a fare la Seatiger. Quindi, come facciamo a sapere come tornare?"

Bruce guardò Calvi, aveva sbattuto un paio di volte le palpebre poi si era girato verso il resto del gruppo. "Mi servono un ingegnere, uno scienziato e qualcuno delle operazioni!"

"Se non ci rilevano, potrebbero venire a cercarci a piedi."

Il commento di Calvi era stato seguito dall'annuire di Tkar. Non c'era bisogno che il capo della sicurezza gli spiegasse l'importanza di tenere d'occhio i rettiliani. Si erano perciò dati da fare per organizzare un gruppo di osservazione."


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08.04 - La grotta di cobalto

Autore: Capitano Arjian Kenar Geran


Crovis III - Località collinare lontano dalla città di Crakvir
13/03/2398, ore 23:59 - D.S. 75197.26


Tre silhouette erano apparse nel nulla stagliandosi contro il cielo notturno crovisiano, illuminato dalla maggiore delle sue lune e incorniciato dall'arco con cui la caverna si apriva al di fuori della collina.

"Kiu donas rajton kirletmeye malobservi yeri kirletmeye!?"

La domanda echeggiò solennemente all'interno dell'ambiente in cui i tre uomini della Seatiger avevano trovato riparo, ma che ancora non avevano avuto modo di esplorare approfonditamente.

"Non sono rettiliani," Osservò Queen bisbigliando agli altri due compagni "altrimenti il traduttore universale avrebbe funzionato, probabilmente sono indigeni..."

"Indigeni non molto entusiasti di averci come ospiti, a giudicare dal tono..."

"Rimanete immobili," Ordinò Kenar sempre bisbigliando e interrompendo Lawtoein "cercherò di parlargli... nella speranza che il traduttore riesca almeno a non far passare il mio messaggio come una imperdonabile offesa per la loro cultura."

"Cevap! Kiu donas rajton kirletmeye malobservi yeri kirletmeye!?"

La domanda si fece ancora più pressante di prima.

"Salute!" Esordì Kiron, alzando lentamente una mano in segno di saluto "Siamo dei viandanti..."

Dopo un rapido confronto con le altre due figure che si ergevano ai suoi lati, la figura centrale varcò lentamente e claudicante l'ingresso della caverna aiutandosi con un alto bastone con cui accompagnava il suo passo incerto.

"Kiu donas rajton kirletmeye malobservi...questo sacro luogo!?"

Il traduttore universale sembrò finalmente iniziare a modularsi correttamente: dalle prime parole che riuscì a tradurre, Kenar e i suoi compagni intuirono di aver violato una zona offlimits per quelli che, con una sempre più alta probabilità, erano degli indigeni e che avevano ora l'aria di essere una sorta di sciamani o di sacerdoti.

"Scusateci! Non era nostra intenzione violare la sacralità di questo luogo...ne ignoravamo l'importanza e avendo la necessità di passare la notte, abbiamo cercato riparo qui."

La figura centrale riprese ad avanzare lentamente nella loro direzione, seguito a breve distanza dalle altre due, e mano mano che avanzavano la luce tremolante del fuoco cominciava a rilevare dettagli delle loro vesti e dei loro volti.

L'altezza di quegli umanoidi era decisamente maggiore rispetto ai tre ufficiali della Flotta, la figura centrale rispetto alle altre due lo era anche di più, considerando che nel suo incedere appariva essere anche po' ricurva, probabilmente perché più anziana. Della corporatura era invece difficile farsi un'idea giacché un sacco con cappuccio di un materiale simil-juta gli cadeva addosso abbondante appiattendone ogni forma. Giusto le spalle sembravano essere particolarmente sostenute, almeno quelle dei due accompagnatori, segno di un certo vigore fisico e di un età più giovane.
Del volto si percepiva appena mento e guance glabre tali da ricordare il manto gommoso dei gatti terrestri Sphynx, un naso appena pronunciato e degli occhi che riflettevano la poca luce che illuminava la caverna, probabilmente un dono evolutivo che li aveva resi adatti alla visione notturna.

Questi dettagli fisici che ora riuscivano a cogliere insospettirono l'Ufficiale Scientifico Queen.

"Non sono rettiliani, ma non sono nemmeno della stessa razza dei crovisiani che abbiamo osservato..."

"E la situazione si complica..." commentò sottovoce Lawtoein accortosi che intanto altre silhouette iniziavano ad apparire all'ingresso della cavità.

"Un problema alla volta" mugugnò Kenar avvicinandosi cautamente verso i loro ospiti.

"Siamo viandanti di passaggio in queste sacre terre." Chiarì nuovamente Kenar "Ci siamo accampati qui per passare la notte, ma alle prime luci del giorno riprenderemo il nostro viaggio...Voi siete della città di Crakvir?"

L'umanoide apparentemente più anziano si fermò e così all'unisono si arrestarono anche i suoi accompagnatori.

"Tu" puntando il bastone nodoso verso Kenar, il più vicino dei tre "Non ho mai conosciuto una specie come la tua ...e come quella che accogli dentro di te."

Kenar rimase colpito da quelle parole e si chiese come avesse fatto quell'umanoide a intuire la sua natura senza avere con sé alcuno strumento con cui analizzarlo.

*Che appartenga ad una razza telepatica?* Si chiese tra sé *Oppure più semplicemente ci stanno tenendo d'occhio da un po'?!*

"Quante vite!" Proseguì l'anziano "Quante esperienze! Quanta conoscenza! Vorremmo aggiungerle alle nostre ..."

Kenar non fece in tempo a pronunciare alcunché che il bastone indicava ora il Consigliere.

"E tu! Tu, che hai viaggiato nello spazio e nel tempo ... E tu!" indicando stavolta l'Ufficiale Scientifico "Tu, che raccogli il meglio di due mondi...logica ed emozioni..."

"Chi sei tu che vedi così in profondità?!?" Lo incalzò Kenar incuriosito dalla sua abilità di percepire così tanto con il solo sguardo "Chi sei tu che scruti l'essenza del nostro essere?!?"

L'umanoide accennò un sorriso enigmatico, ma non rispose.

Mentre i due accompagnatori gli si avvicinarono ognuno posando una mano sulla spalla come se stessero creando un contatto, l'umanoide al centro alzò le braccia sopra la propria testa e dalla punta del bastone che stringeva fra le sue mani un fascio di luce cobalto pulsò per tre volte, diffondendosi a 360 gradi in tutta la grotta.

Per tre frazioni di secondo Anena vide numerose celle color cobalto comporre le pareti che li circondavano...un grande alveare nascosto fino a quel momento alla loro vista. Subito dopo come una pesante cappa, l'incoscienza calò su di lui e i suoi compagni avvolgendoli tutti e tre nel torpore e nell'oscurità.


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08.05 - Crovis vi proteggerà

Autore: Tenente Anna Maria Calvi

Crovis III
Luogo sconosciuto
14/ 03/2398 Ore 02.30


Anena fu il primo a svegliarsi: aprì gli occhi e si appoggiò sui gomiti guardandosi intorno. Non era più nella grotta di cristalli: era su un lettino, essenziale nella struttura, ma confortevole cosi come i compagni, sdraiati su letti uguali, tutti e tre disposti lungo le pareti di una spoglia stanza quadrangolare, senza finestre e con un'unica porta situata sulla parete opposta a dove era Anena. Al centro della stanza un tavolo con quattro sedie altrettanto semplici sul quale erano appoggiate le loro cose. L'illuminazione era calda, come il colore giallo ocra delle pareti e dava un piacevole senso di comfort all'ambiente. Sentendo Queen muoversi, si alzò per avvicinarsi al suo letto.
"Ehi, tutto bene?"
Con uno scatto Queen si mise seduto e dopo un'istante rispose:
"Tutto nella norma. Dove siamo?" Disse alzandosi e andando a controllare i loro strumenti sul tavolo.
"Non saprei, mi sono appena svegliato. " e si avvicinò al letto dove il Capitano era disteso, scuotendolo leggermente per svegliarlo.
"Kenar svegliati"
Il trill aprì gli occhi con circospezione ispezionando quello che lo circondava.
Si alzò e chiese:
"State bene?"
"Si Signore e gli strumenti sembrano funzionare. Non capisco perché ci abbiano storditi!" Rispose l'ufficiale scientifico.
"Forse volevano informazioni su di noi senza il rischio di incontrare una qualche resistenza da parte nostra. " rispose il Consigliere.
"E il fatto che ci abbiano lasciato i nostri comunicatori può significare che abbiamo passato l'esame." Continuò il Capitano.
Quasi non finì di parlare che la porta si aprì e le tre alte figure che avevano visto nella grotta entrarono.
Questa volta non avevano i cappucci a nascondere parzialmente i volti e la luce della stanza permetteva una visione precisa. Erano sicuramente una razza sconosciuta per Kenar e i suoi uomini e quasi certamente non autoctona del pianeta. Fu ancora l'anziano a prendere la parola.
"Scusate se abbiamo dovuto addormentarvi, ma dovevamo essere certi che non apparteniate agli esseri che stanno invadendo Crovis e influenzando la naturale evoluzione dei suoi abitanti. Abbiamo analizzato le memorie delle vostre apparecchiature e ora siamo certi delle vostre intenzioni. Vi stiamo seguendo da quando siete sbarcati e stavamo per contattarvi: sono secoli che non abbiamo contatti con una cultura avanzata! Quando però sono arrivati i Rettiliani, è così che li chiamate mi pare, temevamo che voi foste una specie di testa di ponte per l'invasione. Vedendo poi che vi nascondevate da loro, abbiamo deciso di procedere al contatto."
"Mi fa piacere che sia chiaro che le nostre intenzioni sono pacifiche, ma voi, adesso, sapete chi siamo noi, anche se pensavo che con le sue capacità telepatiche l'avesse già capito al nostro primo incontro. Ora sarebbe cortese se ci dicesse chi siete voi !" Disse Kenar.
"Ha ragione Capitano " rispose l'anziano " io sono Fertus e loro i miei fratelli Lorras e Lehna. Veniamo da un pianeta ormai morto e siamo giunti fino a qui come esploratori. Purtroppo il nostro sole è esploso improvvisamente e noi, e i nostri compagni di viaggio, temo siamo gli unici sopravvissuti al disastro. È vero alcuni di noi hanno il dono della telepatia, ma preferiamo non usarla su esseri incoscienti o non accondiscendenti. "
"Nella grotta però non avete avuto questi scrupoli?" Ribatté Anena .
"È vero, ma ho effettuato una lettura superficiale, solo per capire se mi potevo fidare della prima impressione che avevo avuto su di voi."
"Da quanto tempo siete su questo pianeta? E perché vi siete fermati qui?" Chiese incuriosito Queen.
"Secondo la vostra misurazione del tempo, sono quasi mille anni che siamo qua ed è stato il particolare ecosistema del pianeta a convincerci a fermarci."
"Ma all'epoca gli abitanti nativi di Crovis avevano già sviluppato una primitiva forma di civiltà!"
"È per questo che ci siamo installati nel sottosuolo: siamo esattamente sotto la grotta dove vi siete rifugiati. Non abbiamo interferito con lo sviluppo dei nativi. Purtroppo tutte le nostre precauzioni sono state inutili, i rettiliani in poche ore hanno spazzato via secoli di evoluzione !"
"Si, li conosciamo e purtroppo i loro metodi di annessione non tengono conto del livello di sviluppo dei popoli che incontrano!"
"Mi tolga una curiosità Fertus, cosa sono quelle celle che ho visto prima di perdere coscienza? Mi sembrava un luogo importante per voi." Chiese il Consigliere, a cui quella immagine era rimasta impressa.
Fertus si guardò coi suoi fratelli, come per avere il permesso di continuare, poi rispose:
"Quella è la camera d'incubazione. In quel luogo, che è un nodo focale d'energia del pianeta, i nostri figli aspettano il momento di nascere."
"È davvero un luogo sacro per voi! Ci spiace non lo sapevamo."
"Tranquillo Capitano, come avete visto, eravamo pronti a difenderlo. Li avremmo svegliati una volta che i Crovisiani avessero raggiunto un grado di cultura tale che l'incontro con una civiltà come la nostra, sarebbe stata accettata senza problemi. A questo punto tutti i nostri riguardi per salvaguardarli da contaminazione culturale sono stati inutili."
"Purtroppo è vero. Fertus ho altri uomini atterrati su questo pianeta e temo per la loro sicurezza: i rettiliani non sono decisamente nostri amici !"
"Stia tranquillo Capitano, Crovis li proteggerà!"



Crovis III
Isola del mare Egertus a 500 km da Crakvir
14/03/2398 Ore 04.30


La notte era passata in relativa tranquillità e il clima caldo della stagione aveva concesso agli uomini della Seatiger di poter dormire all'aperto e la leggera brezza che faceva stormire le foglie degli alberi che offrivano loro riparo, aveva avuto il potere di calmarli, quasi come una ninna nanna. Un altro strano effetto di quel posto.
Alle prime luci dell'alba Calvi si svegliò e, silenziosa come solo lei sapeva essere, s'addentrò nella foresta verso i posti di guardia che aveva messo: nessuno aveva niente da segnalare e i suoi personali ricettori di pericolo tacevano. Sicuramente i rettiliani non avevano osato affrontare una ricerca al buio, in una zona potenzialmente ostile, senza potersi avvalere dell'uso dei sensori. Il gruppo più vicino alla spiaggia dove avevano abbandonato tende e tutto ciò che non era trasportabile, aveva potuto vedere i movimenti degli invasori. Erano arrivati con due navette, ma solo una era atterrata: erano usciti 5 soldati che avevano esplorato l'accampamento abbandonato, per poi tornare a rifugiarsi all'interno della loro navetta.
*Sicuramente avevano deciso di continuare le ricerche alla luce del giorno* pensò Anna *è la soluzione che avrei adottato anch'io.*
"Continuate a tenerli d'occhio, ma attenti a non farvi scoprire. Torno dagli altri a riferire la situazione attuale, voglio però che avvertiate subito se ci fossero dei cambiamenti o se doveste scoprire informazioni interessanti, specie sul numero esatto dei componenti della squadra rettiliana. Se fossero davvero solo in 5..." disse il Capo della Sicurezza e si allontanò dagli uomini di guardia silenziosa come era arrivata.



Crovis III
Isola del mare Egertus a 500 km da Crakvir - navetta Impero rettiliano
14/03/2398 Ore 05.00


Angor era il comandante della squadra di ricerca, appartenente alla specie dei mammiferi, così come tutta la squadra ai suoi ordini. Dopo anni di onorato servizio era stato rimosso dal suo ruolo di Capo delle guardie della Guellars per far posto al giovane figlio di un rettile molto influente nel consiglio imperiale e adesso si occupava di missioni minori, delle quali anche un semplice soldato se ne sarebbe potuto occupare senza la sua supervisione, ma quel piccolo bastardello di un rettile si divertiva ad umiliarlo.
Adesso erano bloccati su questa isola, dove erano evidenti le tracce che gli occupanti di quel campo base alieno erano fuggiti a gambe levate, non appena avevano rilevato il loro segnale. Non c'erano segni di vita, solo una vegetazione rigogliosa in cui era meglio non addentrarsi al buio. Se fosse stato per lui non ci avrebbe perso troppo tempo, ma gli era stato ordinato di esplorare l'isola ed è quello che avrebbe fatto, non appena il sole si fosse alzato ad illuminare la giornata. Guardò fuori dalla navetta: il sole stava sorgendo dal mare, dando all'acqua un riflesso rosato che si rifletteva sul cielo, riportandolo al suo pianeta natale e al sogno di tornarci presto.
Cominciò a svegliare i suoi uomini, prendendo una razione di cibo e una bevanda calda e corroborante per svegliarsi meglio. Aprì il portello della navetta ed uscì sulla spiaggia: l'aria era tersa e i raggi del sole caldi, già a quell'ora, facevano intuire, che sarebbe stata una giornata torrida. Si girò a guardare la fitta foresta.
*Certo che potrebbe essere un valido rifugio!* pensò Angor *Vabbè se trovo tracce che si sono inoltrati all'interno continuo le ricerche, altrimenti torno alla nave! Che venga Huwer a cercarsi i suoi preziosi alieni!* e finì di bere la bevanda calda e tornò sulla navetta per organizzare il tutto.


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08.06 - Year One

Autore: Tenente Comandante Droxine Carelli


Crovis III - Grotte di Cobalto - 14/03/2398 ore 8:30 D.S. 75198.23


Arjan si riscosse dalle sue elucubrazioni.
Erano state fornite loro delle stanze in cui riposare qualche ora e lavarsi.
Lui non aveva dormito molto. Ma la doccia, con vera acqua, era stata molto gradita.
Pensò come si erano lasciati con Fertus poco prima.

"Suvvia capitano. Non è certo mia intenzione essere criptico. Siete stanchi ed affamati. Riposatevi, lavatevi. Continueremo la conversazione attorno ad un tavolo imbandito."

L'essere non gli trasmetteva vibrazioni negative, ma di fatto erano stati sedati e rapiti.
Lui avrebbe agito molto diversamente?
Scosse la testa. Allo stato dei fatti si trattava di considerazioni sterili.
Per adesso avrebbe lasciato al suo ospite il beneficio del dubbio.
Uscì di stanza nel medesimo momento di Anena.

"Salve guardiamarina."

Anena lo salutò con un cenno della testa.

"Capitano..."

Nelle stanze avevano trovato una scelta di abiti puliti. Non particolarmente ricercati, ma si sicuro di fattura più raffinata rispetto a quelli che portavano prima.
Il capitano aveva optato per dei sobri pantaloni e maglia scuri.
Anena aveva ovviamente scelto i vestiti più colorati che aveva trovato. Maniche e pantaloni avevano tutti colori diversi su una base nera. Sembrava un arcobaleno semovente.
Nel complesso era un effetto piuttosto gradevole.
Arjan rifletté che con il tempo stava acquisendo un gusto rispetto l'abbigliamento del consigliere.

"Signor Lawtoein, vorrei chiederle un'opinione riguardo i nostri ospiti."
"Be', capitano ... di sicuro non sembrano ostili. Riguardo il nostro ospite, Fertus... mi dà l'idea di un uomo che è stato solo troppo tempo. Ha fame di socialità e convivialità. Per ora oltre lui abbiamo visto solo i suoi compagni. I quali non hanno spiccicato parola."

Arjan annuì.
"Ero arrivato alle stesse conclusioni. Cosa consiglia?"
"Lasciamolo parlare. Sicuramente avrà i suoi piani ed i suoi obiettivi, ma una lingua sciolta è sempre una buona sorgente di informazioni."
"Concordo."

Anche Jason usci dalla propria stanza e si unì ai due.
Dopo i saluti di rito si avviarono verso la sala da pranzo.

Crovis III - L'isola - nello stesso momento.


Anna si fece strada nella fitta vegetazione tropicale. Era stanca, accaldata e piena di graffi.
Il cielo si era rannuvolato in un attimo e sembrava una parete di roccia grigia. Ovviamente questo non aveva alleviato minimamente il caldo e l'umidità. Lei e T'Kar stavano seguendo il manipolo di rettili da ore, attenti a non farsi scoprire. Anna li maledisse. Sembravano instancabili. Probabilmente il caldo soffocante metteva i sangue freddo di buon umore.
Per loro fortuna si erano mossi in direzione opposta rispetto all'accampamento dei federali.
Per sfortuna avevano trovato il villaggio: si trattava di un piccolo villaggio di pescatori.
Era difficile attraversare l'isola fino all'accampamento a causa della vegetazione e dei costoni rocciosi. Una riva piena di scogli scoraggiavano l'avvicinamento delle barche da pesca.
Per questo avevano scelto quel luogo. Le si strinse il cuore quando vide i rettili entrare nel villaggio con le armi spianate.
Quella gente avrebbe pagato la bramosia di un bagno al mare dell'equipaggio della Seatiger?
Strinse i denti e fece cenno verso il villaggio a T'Kar.
Il vulcaniano le lanciò uno sguardo preoccupato. Tenere d'occhio gli invasori era tattica di base. È importante non farsi scoprire ma ancora più importante tenere sotto controllo gli avversari. Tuttavia temeva l'emotività dell'umana. Anna lesse tutto questo nello sguardo. Lo ignorò e prosegui verso il villaggio.

Crovis III - Grotte di Cobalto - 14/03/2398 in quel momento


Fertus li accolse in sala da pranzo con un sorriso smagliante. Arjan notò che era solo. Segno che non voleva i suoi compagni musoni tra i piedi. Meglio. La "sala da pranzo" doveva essere in realtà un refettorio. Dall'aria grigia e triste come tutti i refettori.Per ravvivare l'ambiente era stato fatto posto per un tavolo rotondo di vero legno vivo. Ottimo per non mettere nessuno a capotavola.
Il suddetto tavolo era imbandito di varie pietanze. Elaborate ma non troppo, adatte per essere mangiate a buffet libero.
Non troppo formale non troppo informale. Fertus li aveva studiati bene.
Anche passare il pane crea un legame tra i commensali.
Presero posto ed iniziarono a mangiare con gusto. Fertus, dopo aver mangiato un boccone di varie pietanze (atto diplomatico per dimostrare la non tossicità del cibo), prese la parola.

"Bene capitano. Come promesso cercherò ora di spiegare la situazione."
Prese un sorso da un piccolo boccale di vetro istoriato e si schiarì la voce.

"Vede, come ho detto il nostro pianeta non esiste più. È molto probabile che siamo gli ultimi della nostra specie. Le incubatrici presenti in queste grotte sono l'unica cosa che ci separa dall'estinzione."
Fertus fece una pausa ad effetto.

"Ma perché portarle proprio qui? Di tutti i pianeti a cui avevano accesso perché un pianeta così primitivo? La risposta sta nella nostra singolare fisiologia. Vede, capitano, nelle profondità della crosta del nostro pianeta si erano formati giacimenti di un particolare cristallo psicoattivo. La mia
razza si è evoluta in funzione di esso. Ci sono necessari per un corretto sviluppo psichico. In loro assenza la crescita mentale di un giovane individuo sarà incompleta. In qualche misura mutilata. Uguali nel corpo ma non nell'anima. Ebbene: in questo pianeta sono presenti delle formazioni cristalline analoghe a quelle del nostro pianeta madre. Ecco il motivo della nostra scelta."

Crovis III - L'isola - nello stesso momento.


Anna faceva strada tra le viuzze delle poche case di legno. Si stava avvicinando troppo.
Quanto erano efficienti i sensori dei rettili?
Quanto avrebbe retto la loro copertura a questa distanza?
Ed a parte quello, era un aliena tra quella gente. Peggio: in quel piccolo villaggio probabilmente si conoscevano tutti. Non poteva mescolarsi tra di loro. Se avesse spaventato qualcuno avrebbero messo in allarme involontariamente i rettili. Si guardò attorno. Notò solo in quel momento che le case erano addobbate con rozzi nastrini e bandierine.
Forse era in corso una qualche celebrazione? Una festa paesana?
Scrutando da dietro l'angolo vide che i pescatori si stavano dirigendo in massa verso la piazza. Alcuni avevano delle maschere sul volto. Anna prese la palla al balzo. Rubò due maschere a caso che trovò in un porticato e me porse una a T'Kar. L'altra se la pose sul viso. Era un semplice ovale liscio da legare dietro la testa con un cordino. Su si essa, con pittura rossa, era
raffigurato in modo stilizzato il muso di un qualche animale. Un felino, apparentemente.
Iniziarono a cadere le prime gocce di pioggia.
Anna si incamminò verso la piazza seguita dal vulcaniano.

Crovis III - Grotte di Cobalto - 14/03/2398 in quel momento


"Ma c'è di più, capitano."
Continuò Fertus. Adorava essere circondato da gente che pendeva dalle sue labbra. E qui ne aveva.

"I crovisani, come noi, sono stati influenzati nella loro evoluzione dai cristalli.
Sono simili a noi. La mia gente dentro le incubatrici è stata esposta ai cristalli per centinaia di anni. Stanno sviluppando una legame profondo con questo pianeta. Quando i crovisani saranno abbastanza sviluppati e ci presenteremo a loro, saremo crovisani. Se non biologicamente almeno spiritualmente."

Crovis III - L'isola - nello stesso momento.


Nella piazza c'era un piccolo palco di legno. Probabilmente ci si sarebbe dovuta svolgere qualche rappresentazione. Ora ci si stava svolgendo un dramma. I rettili tenevano a bada la gente con le armi. Quello che evidentemente era il capo stava minacciando un vecchio autoctono. Forse il capo villaggio.
La pioggia aveva iniziato a cadere forte nascondendo le parole. Il traduttore le portava solo qualche frammento di conversazione.

"portare... nascondete... subito..."
Non era difficile intuire il senso.

Crovis III - Grotte di Cobalto - 14/03/2398 in quel momento


"Per quanto riguarda poi la mia affermazione sibillina. 'Crovis li proteggerà' ..."
Fertus fece un sorriso sornione, rivolto soprattutto a sé stesso.

"Mi sia atto di un certo talento teatrale, capitano."
Bevve un altro sorso.

"I cristalli non hanno grande effetto nella vita di tutti i giorni, ci sono guerre, atti di giustizia ed ingiustizia come ovunque nell'universo. Però i crovisiani ad un certo livello nella loro mente, oserei dire nella loro anima, sono uniti. Si può
dire che Crovis ed i crovisani siano un tutto unico."

Crovis III - L'isola - nello stesso momento.


Accadde in un battito di ciglia. Il comandante dei rettili colpì con il calcio della pistola il vecchio che finì riverso a terra. Una bambina, accanto ad Anna.
Sfuggì dalle braccia della madre correndo verso il palco.
"Nonno!"
Anna vide l'azione al rallentatore.
La bambina che correva.
Il soldato rettile che, allarmato dal movimento alzava il fucile.

"NO!"
L'urlo era il suo. Si lanciò avanti.
Ad onor del vero il suo proposito era di spostare la bambina dalla traiettoria del raggio mortale. Non di farle scudo con il suo corpo. Ma era troppo lenta. Non c'era semplicemente tempo.
Il raggio la colpì al petto carbonizzando completamente la cassa toracica.
Fu così che Anna Maria Calvi morì. Un fagotto bruciacchiato lavato dalla pioggia di un mondo alieno.

"* Vede, capitano. Quando ad un grande atto di ingiustizia si contrappone un
grande atto di giustizia il pianeta SENTE... *"

Dopo un attimo di silenzio attonito la folla iniziò ad urlare.
Il comandante Angor strillò secchi ordini.

"Nessuno si muova. Chiunque lasci la piazza verrà giustiziato! "
I soldati agitarono le armi sparando raggi rossi in aria per intimidire gli autoctoni.
Ma ormai il panico serpeggiava.

"* ...e RISPONDE... *"

Poi, all'improvviso ci fu silenzio. Angor annuì soddisfatto. Poi notò che gli sguardi di tutti erano rivolti dietro di lui.
Si girò.

"* ...ed è così... *"

La donna che i suoi uomini avevano abbattuto era in piedi. Il che era impossibile. Aveva visto chiaramente che era stata colpita in pieno. Ed infatti il suo petto era una massa annerita. La figura mascherata portò la mano al torace e grattò via un pezzetto di carne carbonizzata. Rivelando la pelle rosea ed intatta sottostante. Il viso mascherato si inclinò in un gesto di sorpresa.

"* ...che... *"

La bambina guardandola con gli occhi sgranati sussurrò due parole
"Lao-Ma..."

Poi lo lo disse ancora, con voce più decisa.
"Lao-Ma!"

Angor urlò ai suoi uomini.
"Abbattetela! Armi a massima potenza!"
Anna fu raggiunta da almeno tre raggi mortali. Cadde ancora.
Ma solo in ginocchio. Si rialzò lentamente mentre la pioggia disegnava rivoli sulla sua maschera.

"* ...nascono... *"

Ormai tutti stavano inneggiando la figura mascherata.

"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"

Le voci rimbombavano come una sola.
Angor guardava incredulo. Quella potenza avrebbe dovuto intaccare uno scafo di duranio.
Alzò anche lui la sua pistola.
Anna decise di averne abbastanza.
Nessuno riuscì a vedere il movimento.
Semplicemente un attimo Anna era a cinque o sei metri di distanza. Il successivo teneva sollevato il comandante dei rettili tenendolo per il collo. Con una mano sola.
La pistola giaceva innocua per terra stritolata.
Un fulmine scelse quel omento per squarciare il cielo. Il tuono scosse il villaggio.

"* ...gli eroi... *"

Anna sentiva sotto le dita la trachea del rettile. Così seducentemente fragile...sarebbe bastato stringere. Solo un poco.

"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"
"LAO-MA!"

Il traduttore di Anna era finito disintegrato assieme a... be', lei. Quindi non aveva modo di sapere cosa significasse. Solo in seguito avrebbe scoperto che una libera traduzione avrebbe potuto essere 'Tigre Rossa'.
Guardò la folla. In mezzo ad essa la figura mascherata di T'Kar la guardava. Con intensità.
Fece un sorriso da sotto la maschera ed allargò le dita. Il comandante rettile
cadde a terra tossendo e sputacchiando in cerca di ossigeno.

Crovis III - Grotte di Cobalto - 14/03/2398 in quel momento



Fertus prese una fetta di pane, lo intinse in una salsa arancione e diede un morso,
occhieggiando il suo pubblico ammutolito.
Poi si bloccò per un attimo, come ascoltando un suono che solo lui poteva sentire.
"Oh... ci siamo..."


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08.07 - Unica mente

Autore: Comandante Dewey Finn


Crovis III - Grotte di Cobalto
14/03/2398 ore 8:30 - D.S. 75198.23


Gli uomini della Seatiger si guardarono l'un l'altro confusi.
"Esattamente cosa sarebbe successo?" chiese Kenar dopo aver lanciato un'occhiata al Consigliere.

"Ah! Scusate, ammetto di essere stato un po' criptico" riprese Fertus con un sorriso "Come vi ho detto la nostra razza, e gli stessi crovisiani, tramite la connessione con i cristalli, maturano psichicamente. I crovisiani ancora non se ne rendono conto, se non casi rari, ma possono percepire tutti quelli che sono collegati come loro. Noi siamo ormai esperti in questo e riusciamo a sfruttare al meglio questa caratteristica, per questo riesco a percepire tutto quello che accade attorno a noi."

"Intende dire che potrebbe percepire anche quello che accade dall'altra parte del pianeta?" chiese Anena stupito.

"Certamente. Non è facile da spiegare, non posso vedere o parlare con qualcuno a distanza... si tratta più che altro di input psichici che i nostri cervelli, ormai allenati, riescono a convertire in informazioni. Per questo so che i vostri amici si sono appena imbattuti in una forza nemica e qualcosa è cambiato in uno di loro."

"Cosa intende esattamente? Qualcuno è rimasto ferito?" chiese Kenar allarmato.

"Non esattamente... dicendovi che noi e tutti gli abitanti di Crovis, siamo connessi tramite i cristalli, ho tralasciato un particolare. I cristalli fungono da interscambio di informazioni psichiche e diventano attivi assorbendo tutti i nostri pensieri e le nostre emozioni..."

"Quei cristalli sono come un serbatoio che incamera energia e dalla quale voi attingete. Immagino che, come voi, anche piante e animali, essendo influenzati allo stesso modo siano un tutt'uno... ma così tanta energia psichica." Lo sguardo dell'ufficiale scientifico parve perdersi nel vuoto, come se fosse intento a calcolare qualcosa di estremamente complesso.

Fertus sorrise.

"Qualcuno potrebbe spiegare anche al resto della classe?" chiese Anena

"So che è difficile da credere, signor Queen, ma quello a cui sta pensando è esatto." lo incito Fertus con un sorriso.

"Signor Queen?" il capitano della Seatiger si aggiunse alla conversazione.

"Signore... non posso dirlo con certezza, ma grazie ai cristalli e alla quantità di energia psichica che ha assorbito... credo che il pianeta sia cosciente."

Crovis III - L'isola
14/03/2398 ore 9:35 - D.S. 75198.35


Gli imperiali si erano ormai ritirati in gran fretta, trascinando con sé il loro comandante tramortito. Nel villaggio la paura aveva lasciato posto all'esultanza, tutti si stringevano attorno ad Anna che ancora sembrava palpitare di energia.

"Tenente? Sta bene?" la voce di Tkar era titubante, la mano appoggiata al phaser nella sua fondina... anche se, visto quello che era successo, dubitava che potesse servire a molto.

"Io... si credo di si." Anna sembrava ancora sconvolta si guardava le mani confusa "Cos'è successo Comandante?"

"Lei era morta..." commentò il dottor Bruce avvicinandosi immediatamente alla giovane, pareva non condividere le paure dell'ufficiale tattico.

Le mani di Symon toccarono la pelle intatta dell'ufficiale della sicurezza attraverso il buco bruciacchiato provocato dall'arma "Impossibile... come si sente?"

"Io... bene credo, anche se non ho idea di cosa sia accaduto." rispose Anna scuotendo la testa cercando di allontanare la popolazione che cercava di toccarla come per ricevere una benedizione.

"Si ricorda cos'è accaduto?" chiese Tkar

"Si e no... ricordo di essermi buttata per spostare la bambina e di essermi presa in pieno il raggio di quell'arma, ma quello che è successo dopo... è come se tutto si fosse svolto troppo velocemente per capire. O forse sono ancora frastornata... che è successo di preciso?"

"È stata colpita in pieno da un raggio disgregatore, al posto del suo torace c'era un buco talmente grande da poterci passare il braccio dentro. Poi lei si è alzata, il buco era sparito, le hanno sparato ancora ma senza successo e a quel punto è sparita da dove si trovava ed è riapparsa davanti al loro comandante, ha strappato di mano al rettile la sua pistola e l'ha accartocciata come se fosse una lattina poi ha sollevato il tipo con una sola mano prendendolo per la gola e..." il dottor Bruce fu interrotto.

"Basta così Signor Bruce, credo sia il caso di andarcene da qui prima che gli imperiali si riorganizzino e tornino alla carica. Dobbiamo far evacuare il villaggio."

Subito gli uomini della Seatiger si misero in azione, la gente fu convinta, non senza qualche difficoltà visto che non tutti erano stati modificati per sembrare dei clovisiani, a dirigersi verso la fitta jungla. Fortunatamente il villaggio ospitava al massimo un centinaio di abitanti e l'evacuazione fu rapida.
Seguendo il vecchio e la bambina che Anna aveva salvato, furono guidati verso le montagne, una zona dove la popolazione teneva gli allevamenti durante i periodi più caldi. Una sorta di pascolo estivo che avrebbe offerto un miglior rifugio per tutti. Il vecchio aveva assicurato che lì avevano un campo attrezzato e la zona particolarmente impervia poteva fornire un ottimo nascondiglio.

"Cosa ne pensa signore?" chiese Anna affiancandosi al vulcaniano

"Da quello che ci hanno detto sarà un'ottima postazione difensiva, potremmo attendere lì l'arrivo della nave." rispose Tkar

"Non intendevo quello... cosa mi è successo?"

"Non lo sò Signor Calvi, ho percepito una forte scarica psichica e tutt'ora percepisco una sorta di collegamento fra lei e... qualcosa. Questo collegamento le fornisce alcune capacità che sono sì spiegabili, ma impossibili."

"Scusi ma non capisco."

"Ci troviamo di fronte ad un paradosso. Lei è piena di energia psichica proveniente da una fonte sconosciuta, tutti i 'poteri' da lei usati possono essere ricondotti a fenomeni extrasensoriali: telecinesi, precognizione, pirocinesi e molti altri ancora, sono fenomeni che abbiamo imparato a conoscere e studiare. Molte razze possono attingere a certi tipi di facoltà: i vulcaniani sono telepatici, i betazoidi empatici, gli abitanti di Hanns-G nel quadrante Gamma sono pirocinetici. Ma tutti, nessuno escluso, necessita di anni per sviluppare e usare queste capacità, mentre lei..."

"Io imparo in fretta." borbottò Anna tornando a guardarsi il buco del vestito "Quindi io riuscirei a fare qualcosa che non ho mai fatto e senza averne mai avuto le capacità."

"È quello il paradosso."

USS Seatiger, Plancia
14/03/2398 ore 09:23 - D.S. 75198.33


"Signor Tholos, riflettevo..." iniziò Finn seduto comodamente sulla poltrona del Capitano con gli occhi chiusi. Pochi minuti prima il Capo Operazioni aveva distintamente sentito un leggero russare proveniente da lui, ma non aveva detto nulla dato che l'alternativa era rispondere ad incessanti quanto assurde domande su quello che stava facendo e su quanto ancora ci avrebbe messo. Finn sembrava un bambino in viaggio che chiedeva incessantemente ai genitori quando sarebbero arrivati a destinazione.

"Su cosa signore?" chiese Tholos finendo di riattivare la console delle operazioni.

"Noi non ci possiamo avvicinare al pianeta e non possiamo scansionare il pianeta per trovare i nostri uomini."

"Corretto signore." rispose l'andoriano

"Ma loro lo stanno facendo, le loro navi stanno scansionando il pianeta."

"Si ma non li troveranno, hanno dei disturbatori di segnale, dovranno cercali a vista."

"Il Signor Tkar e Anna sono su un isola, per quanto grande sia prima o poi li troveranno... Signor Tholos, le ho mai raccontato di quella volta in cui ho fatto imbestialire i benziti durante il concerto su Benzar?"

"Sì signore, lei ha... aspetti, non dirà sul serio?"

"E che ci vuole, entra nei loro computer, fa apparire tanti puntini rossi sui loro sensori e poi li mandiamo a spasso per l'isola in zone dove difficilmente potrebbero trovare i nostri. La mia amica Tatiana Roswell l'ha fatto con facilità, mandò in giro la polizia planetaria per due giorni prima che si accorgessero che avevamo manomesso i loro sensori."

"Tat... signore il Comandante Tatiana Roswell è uno dei maggiori esperti di guerra informatica della Flotta Stellare, la differenza che c'è fra me e il comandante è quella che passa fra lei e il comandante Tkar... senza offesa signore."

"Nessuna offesa, ma Tatiana diceva sempre che nessuno può tenere la sua l'attenzione su tutto contemporaneamente." aprì gli occhi e indicò la nave imperiale sulla schermo "Quelli lì sono sopra un pianeta quasi primitivo, nessuna nave nemica nei paraggi e nessun sospetto che li stiamo tenendo d'occhio, il loro unico interesse è quello che capita sul pianeta e non si aspettano certo di essere hackerati... e comunque io penso che lei sia in gamba almeno quanto Tatiana." Finn sorrise in direzione dell'andoriano.

"Se lo dice lei... potrei fare un tentativo usando le sonde come ponte fra noi e la nave imperiale. Se anche ci scoprissero non ci troverebbero. Capitano credo di poterlo fare e forse anche qualcosa di più." Tholos parve rinfrancarsi e un sorriso gli sollevò gli angoli della bocca.

"Magnifico signor Tholos, magnifico!"

Tornò il silenzio per qualche minuto poi Finn riprese a parlare "Ah signor Tholos..."

"Si signore?"

"Cos'è un hackeraggio?"


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08.08 - Patrol Rock and Roll!

Autore: Tenente Comandante Tholos del Clan Rashan

Crovis III - Grotte di Cobalto
14/03/2398 ore 8:33


"Signore... non posso dirlo con certezza, ma grazie ai cristalli e alla quantità di energia psichica che ha assorbito... credo che il pianeta sia cosciente."

"Come sarebbe a dire il pianeta è cosciente?" Il capitano Kenar

"Non è un'idea tanto assurda capitano, abbiamo incontrato tante creature superiori... perché non lo può essere in pianeta?" chiese il consigliere.

"Come possiamo entrare in contatto col pianeta?" Chiese prontamente Queen.

Fertus fece alcuni passi e, indicando i cristalli, disse: "Non è così facile, ci vogliono anni anche solo per percepirne la presenza... figuratevi per poter dialogare col pianeta!."

Kenar da quando aveva saputo del pianeta telepatico aveva iniziato a provare una strana sensazione come se ci fosse una entità etera accanto a lui che volteggiava come per cercare di dialogare. Ma la sua mente razionale cacciò indietro il pensiero pensando ad una suggestione o qualcosa di simile.

Poi si accorse della strana espressione sul viso di Anena. Forse anche il consigliere provava le stesse emozioni fece per dire qualcosa ma l'ufficiale scientifico parlò per primi:" Ma gli abitanti del pianeta stanno per essere spazzati via ci dev'essere qualcosa che possiamo fare."

"Potete contattare il pianeta per noi?" chiese il capitano.

Fertus scosse la testa amareggiato:" Purtroppo no, sento la voce del pianeta ma solo quando lui vuole... è come se fossimo troppo diversi, capite?"

Kenar e Queen scossero la testa confusi mentre Anena spiegò: "È che ci troviamo davanti ad una differenza abissale... esseri antropomorfi che vivono e respirano ossigeno con due sessi non possono che avere pensieri e menti simili ma un pianeta? Quali sono i suoi mondi di pensare? Le sue necessità? Come percepisce noi? Siamo formiche? Sa che esistiamo? Che sensi ha?"

Il capitano annuì dicendo:" Conigliere lei ha ragione."

Ma nel mentre che pronunciava quelle parole Fertus parlò ma lo fece con una voce forte e potente antica come l'universo e furibonda: "VOI... ESSERERI PROGREDITI... DOVETE AIUTARMI. I MIEI FIGLI SONO IN PERICOLO."



USS Seatiger, Plancia
14/03/2398 ore 09:53


Rashan era esasperato.

Roswell aveva dovuto solo entrare in un sistema che conosceva benissimo e modificare alcuni input per sviare le pattuglie federali in modo da salvare Finn dalla giusta punizione. E per fare ciò il massimo esperto di sistemi informatici della Federazione aveva dovuto usare tutta la sua abilità. A lui era toccato di peggio... doveva fare la stessa cosa ad una nave aliena di cui non conosceva nemmeno il tipo di computer impiegato.

Poi gli venne una idea: non doveva necessariamente entrare in un computer alieno per modificare il risultato dei sensori.

Sfruttando la sonda occultata che avevano messo in orbita per comunicare con le squadre di sbarco aveva creato dei falsi segnali sulla superficie del pianeta in modo da ingannare i sensori imperiali senza dover entrare nei loro sistemi.

L'idea era semplice ma geniale e stava dando i suoi risultati: vedeva le squadre di sbarco imperiali girare in tondo seguendo i falsi segnali senza puntare alla vera squadra di sbarco.

Però per un ingegnere pratico e analitico come lui era sorto un problema. Doveva dare al finto segnale un percorso che fosse casuale ma che fosse più lontano dai loro compagni. Serviva immaginazione e creatività, due doti di cui lui era totalmente sprovvisto. In più il cantilenare di Finn lo stava, come al solito, esasperando.

La sua furia si concretizzò in un pugno contro la consolle che fece sobbalzare Carelli intenta ad armeggiare con un cavo ODN accanto a lui.

"Che succede, ancora problemi coi sensori?" Chiese l'ingegnere

"No." Rashan sbuffò puntando le antenne verso di lei:" E che non riesco a dare una direzione casuale non ripetitivi ai falsi segnali."

"Ah ecco quindi ti serve una sorgente di rumore causale." Intuì l'ingegnere.

"Sì dove posso trovare un segnale random del tutto improvvisato?" Chiese l'OPS ma con un sorriso a trentadue denti la denobulana rispose:" ma se hai una delle più formidabili fonti di entropia della galassia a pochi metri di distanza."

Tholos guardò verso il primo ufficiale maledicendosi per non averlo intuito prima: "Signor Finn, avrebbe un minuto?"

Finn sobbalzò dalla sedia e per poco non perse di mano la chitarra. Si ricompose rapidamente e, trotterellando, raggiunse i due ingegneri dicendo: "Come posso esservi d'aiuto?

Rashan annuì e illustrò la situazione: "Ci serve una fonte di entropia."

"Entro... che?" Finn era confuso ma Carelli tradusse rapidamente:" Ci serve Rock and Roll!"

"Ah beh! Sì quello è facile." Esclamò il primo ufficiale.

Rashan sorrise e aggiunse: "Faremo Rock and Roll alle pattuglie imperiali."

"Ahh mai fatto un concerto per i pattugliatori!"



Crovis III - L'isola
14/03/2398 ore 10:10


In cielo era il caos più assoluto.

Gli imperiali avevano schierano una piccola flottiglia di navette nella disperata ricerca degli abitanti del villaggio e dei federali ma stavano girando una maniera caotica e sconclusionata al di fuori del più semplice e basilare schema di ricerca.

Anche le squadre di terra imperiali si stavano muovendo in maniera completamente caotica.

La cosa strana era che il tutto avveniva evitando il percorso che stavano facendo.

T'Kar arrivò prontamente alla conclusione che ci fosse lo zampino dei loro compagni sulla Seatiger dietro tutto ciò e inarcò nel tentativo di capire come ci fossero riusciti a creare tutta quell'entropia.

"Ma cosa stanno facendo? Non vedevo tanta incompetenza da quando i medici mettevano le sanguisughe sui pazienti." Anche il dottor Bruce era arrivato alle medesime conclusioni.

"Concordo, sembra che qualcuno gli stia depistando." T'kar espresse il ragionamento in una maniera più logica e raffinata.

"in ogni caso dobbiamo approfittarne e muoverci." Si intromise Anna.

"E andare dove?" Brontolò Bruce.

Dietro di loro giunse il capo villaggio dicendo: "C'è il tempo al centro dell'isola."

"Che bello un tempio... abbiamo bisogno di lasciare questo posto e questo qui ci propone di andare a pregare." Brontolò il dottor Bruce.

Ma T'Kar ignorò il commento e chiese:" l'area è al chiuso e poco esposta?"

L'anziano annuì dicendo: "Ed è anche protetta da spesse mura."

"Spesse mura che ci proteggeranno da armi a particelle... non credo." Il malumore del dottore era evidente.

"Ma sempre meglio che stare qui." Calvi si frappose a difesa del nativo.

"Concordo e potremmo anche riorganizzarci meglio anche perché dubito che questo diversivo durerà a lungo." Aggiunse T'kar.

"E noi dobbiamo portare la Tigre al tempo... lei è sacra per noi." Detto ciò il vecchio iniziò ad incamminarsi dicendo: "Seguitemi."

Bruce sbuffò dicendo: "E allora andiamo a sto maledetto tempio!"


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FINE MISSIONE