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USS HOPE - MISSIONE 13 RSS USS HOPE - Missione 13

13.08 "Nascondino"

di Ferris Bueller, Pubblicato il 31-05-2019

USS Hope - Ponte 1 - Alloggio del Capitano - 27/12/2398, Ore 18:00


La pallina da tennis rimbalzò sul pavimento e poi sulla paratia, un breve volo e poi tornò nella mano del suo lanciatore. Ferris la osservò per qualche istante per poi lanciarla ancora con il medesimo risultato.
Nessun dubbio, erano nei guai... aveva parlato con Strauss ma nemmeno lui era riuscito a dare un consiglio valido. Secondo il suo parere professionale si trattava di un complotto, e questo era indubbio, e dovevamo arrestarli tutti, e questo non si poteva fare. In alternativa, sempre secondo lui, dovevamo metterli tutti nell'hangar navette e 'areare il locale'... e pure questo non si poteva fare. L'aveva chiesto a Xyr per sicurezza.
Aveva provato con l'Ammiraglio Lennox, ma lei era in missione e le pratiche per il suo pensionamento erano già state avviate. Li avevi avvertiti, aveva detto loro che, comunque, sarebbe stata a portata di voce nel caso avessero bisogno di un consiglio. Però, purtroppo, non poteva aiutarli.

Aveva pensato di parlare con Rest e farsi consigliare da suo padre su come uscirne, ma era un passo difficile da compiere... lui era il capitano, era suo il compito di risolvere la faccenda. Xyr era d'accordo con lui, non potevano affidarsi agli altri, almeno non ancora. La Hope stava andando alla sua destinazione a velocità d'impulso e per la via più lunga possibile. Avevano mandato vari messaggi su Medora nei quali sia era assunto la colpa del ritardo, lo stesso ambasciatore Mahdia aveva parlato con le sue controparti e si era dimostrato soddisfatto del fatto che il giovane capitano della Hope si fosse addossato tutta la colpa del ritardo.
Ferris era stato molto convincente: guasto alla curvatura e problemi tecnici al computer della nave rendevano impossibile un veloce arrivo a destinazione.
Ma ora cosa avrebbe fatto? Possibile che la sua amata dea fortuna l'avesse abbandonato?

L'allarme giallo gli impedì di prendere la palla al volo.

"E ora che diavolo succede?!"



USS Hope - Plancia - 27/12/2398, Ore 18:25


"Rapporto!" ordinò Bueller entrando in plancia.
"Nave sconosciuta in uscita dalla curvatura." Rispose senza indugio Xyr lasciando la poltrona al suo capitano.
"Sullo schermo!" Ferris osservò la vetusta nave con sguardo critico e sollevò un sopracciglio "Che rottame..." sentenziò scuotendo il capo "Aprite un canale!"
"Canale aperto..." rispose l'addetta alle comunicazioni voltandosi verso di lui.
"Qui nave federale USS Hope, sono il Capitano Ferris Bueller. Come possiamo aiutarvi?" poi rivolgendosi a Rest "teniamo gli scudi abbasati, abbiamo già abbastanza guai e non voglio che i nostri ospiti scoprano che i guasti sono fittizzi."

"Nave federale, qui è il fronte di liberazione di Medora, sappiamo che trasportate l'ambasciatore Mahdia e che i vostri sistemi sono completamente offline. Siete alla nostra mercè... possiamo distruggervi o possiamo prendere il controllo della vostra nave."
"Scusate, ma come sapete che la nostra nave ha i sistemi offline?" chiese Bueller sorpreso.
"Ne parlano tutti su Medora... il trattato di pace messo in pericolo dall'incapacità della Flotta Stellare e delle sue navi bagnarola che cadono a pezzi. Sistemi danneggiati, gondole che non funzionano, sistemi d'arma inesistenti. Nonostante l'aspetto esteriore della vostra nave sia spelendido il suo interno è marcio come un bahariano!" l'uomo apparso sullo schermo sgignazzò divertito

"Fra tre secondi tutti i sistemi saranno al massimo così possiamo spazzare via quel coso dallo spazio." sentenziò Doohan dalla suia postazione punto sul vivo "Gliela do io la bagnarola!"
"Non ti azzardare!" lo bloccò il Capitano della Hope. "Nave sconosciuta, qual'è il vostro scopo? Cosa ne farete dell'Ambasciatore?"
"Lo interrogheremo, vogliamo scoprire qual'è il piano dei maledetti bahariani. Sono riusciti a convincere il nostro governo che vogliono la pace, ma sappiamo bene che è tutto un trucco! Adesso basta chiacchiere, avete un minuto per arrendervi altrimenti faremo fuoco!" l'uomo scomparve dallo schermo.

"Capitano, quella nave non può competere con i nostri armamenti. Abbiamo il 99% di possibilità di sottometterli al primo attacco" sentenziò Rest portando le mani dietro la schiena.
"Dai Ferris, dammi il via!" Luna si stava grattando il palmo della mano destra e i suoi occhi stavano risplendendo come due diamanti.
"Capitano?" chiese di nuovo Doohan con il dito indice a pochi centimentri dal comando di riattivazione dei sistemi.

Ferris fissò lo schermo per alcuni secondi e un angolo della bocca si sollevò in un ghigno.
"Nave sconosciuta, qui USS Hope... ci arrendiamo. Ci prepariamo all'abbordaggio." comunicò Bueller.

Un coro di voci indignate si sollevò in tutta la plancia, ognuno aveva da dire la sua ma la voce glaciale di Xyr bloccò tutti "Avete sentitò il Capitano? Ci arrendiamo!"
Ferris voltò la testa in direzione del suo primo ufficiale che aveva il suo stesso sorriso sul volto. I due allungarono il braccio e batterono i pugni l'uno contro l'altro.

"Doohan, Hope, rendete più palesi possibili i guasti della nave. Rest facci guadagnare tempo. Basta tieni i tuoi uomini armati e pronti a riprendere la nave, ma falli nascondere per il momento e Paulo..." Bueller lanciò un occhiata in direzione dell'andoriana e poi sospirò "attiva il protocollo Xyr per i nostri ospiti tranne che per l'ambasciatore."
"Dici 'QUEL' protocollo Xyr?" balbettò Rodriguez lanciando occhiate terrorizzate all'indirizzo del primo ufficiale.
"Si quello che usiamo per tenere nascosti a lei e a Rest i carichi preziosi." annuì Ferris sorridendo in direzione di Xyr che si stava rabbuiando "I nostri ospiti devono essere spostati in giro per la nave per eludere la perquisizione. Nel frattempo, tu Xyr frugherai nelle loro cose. Devi trovare quelle bombe!"
"Sapevo che era quello che avevi in mente... però poi parleremo del protocollo Xyr..." concluse glaciale. Ferris sospirò.

"Tutti ai vostri posti, useremo i terroristi medoriani per scovare i terroristi bahariani presenti sulla nave. Cosa può andare storto?" gli ufficiali della Hope si guardarono fra loro.



USS Hope - Ponte 5, tubi Jeffereis - 27/12/2398, Ore 19.00


"Purtroppo non possiamo fare altrimenti" si scusò Luna all'indirizzo della terza moglie dell'ambasciatore "Il capitano Bueller si scusa per la situazione, ma è l'unico modo per tenervi al sicuro. Il nostro capo della sicurezza ha tutto sotto controllo, ma visti i danni alla nave è impossibile agire adesso... appena i sistemi saranno ripristinati ci riprenderemo la nave."
"È un'indecenza! Com'è possibile che una nave federale sia ridotta in questo stato? Oppure siete voi ad essere incapaci?" Onirak, la consorte più giovane dell'ambasciatore, nascondeva a stento la sua soddisfazione. Questa era un'ulteriore pietra sulla tomba dei trattati di pace. I medoriani sembrava intenzionati a ridicolizzare l'ambasciatore Mahdia più che ucciderli. Se tutto andava per il verso giusto avrebbero chiesto un riscatto per poi lasciarli andare e questo avrebbe creato acredine fra i due mondi e la guerra avrebbe ripreso.
Non era preoccupata, con lei c'era Nayar e quello stupido si sarebbe fatto uccidere per lei.
Luna strinse i pugni e continuò lungo il tubo senza ulteriori commenti. Sperava solo che Xyr si muovesse a controllare l'alloggio di quella donna. Se era una dei colpevoli avrebbe fatto tamales con la sua faccia. Per il momento il suo scopo era farli parlare e scoprire di più su di loro... e quella donna puzzava di complotto.

=^=Luna, prendi il tubo Jefferies 115 e dirigiti verso il ponte 6.=^= la voce di Rodriguez era allegra.
"Ti stai divertendo vero?" borbottò lei girando a destra all'intersezione.
=^=Mi sento un ragno sulla sua ragnatela... per la cronaca stai seguendo il tragitto fatto dal tuo rum cubano per schivare l'ultima perquisizione di Rest.=^=
"Lo sai vero che non potrai più usare questo sistema un'altra volta." ribattè Luna divertita.
=^=Tranquilla ho altri sistemi per eludere quel vulcaniano.=^=
"Tanto non te la faranno passare liscia."
=^=Sigh...=^=



USS Hope - Ponte 12, stive di bordo - 27/12/2398, Contemporaneamente


"È certo che stare qui sia sicuro?" domandò l'addetta alle relazioni culturali guardando l'ufficiale scientifico con sguardo dubbioso.
"Come scusi?" rispose lui scuotendosi dal suo torpore.
La donna guardò Uriah, seconda moglie dell'ambasciatore e Nassah, la guardia del corpo anziana che scosse la testa. Avevano ormai capito che l'umano chiamato Tucci non sembrava esserci del tutto con il cervello.
"Mi chiedevo se questo luogo sia al sicuro." ritentò la donna avvicinandosi allo scienziato. I due uomini della sicurezza che erano con loro, sebbene sembrassero disinteressati, erano pronti ad intervenire.

"Ah certo!, Hope ci avvertirà se dovremo muoverci." rispose Tucci, i due uomini della sicurezza si guardarono allarmati.
"La Hope... la avverte?" chiese Nassah non credendo alle sue orecchie
"Si la nave... nel caso ci avverte lei." rispose Tucci guardandolo con sguardo assente.
"Ah si certo..." la guardia più anziana scosse la testa e i due della sicurezza si guardarono divertiti.



USS Hope - Ponte 10, deposito siluri - 27/12/2398, Contemporaneamente


"La prego di non sedersi lì... e lei per cortesia non tocchi niente." commento Rest all'indirizzo di Ridan prima e di Aisha poi. I due bahariani lo stavano per far impazzire, anche se esteriormente ero lo stesso vulcaniano di sempre.
Il segretario di Mahdia era servile fino all'inverosimile e tendeva a rimanere imbambolato finchè qualcuno non gli diceva cosa fare. Era sinceramente preoccupato per l'ambasciatore ma era stato convinto da quest'ultimo a seguire l'ufficiale tattico.
Aisha invece si era attaccata al braccio di Rest non appena l'avviso di un abbordaggio era stato annunciato e non ne aveva voluto sapere di staccarsi. Addirittura cercava in tutti i modi di far perdere il controllo al giovane vulcaniano che invece la ignorava stoicamente.

"Quanto pensa che ci vorrà prima che i pirati se ne vadano?" chiese Ridan con il suo tono patetico.
"Dipende tutto dal Capitano Bueller. Vi prego di non farmi domande... io sono qui con voi, quindi ho le stesse vostre informazioni." concluse Rest cercando di chiudere il discorso. Non voleva rischiare che uno dei due gli facesse una domanda alla quale avrebbe dovuto dire la verità... dopotutto i vulcaniani non mentono.



USS Hope - Ponte 2, Bar di Prora - 27/12/2398, Contemporaneamente


"Come le avevo detto c'è solo l'ambasciatore Mahdia e la sua guardia del corpo Mirak... non ne so niente di mogli, figlie e segretari." commentò Bueller guardando sorridendo il Capitano Mayem della nave ribelle.
"Noi avevamo ben altre informazioni!" rispose lui burbero. Eppure i suoi uomini stavano controllando tutta la nave e, seppur grande, gli altri bahariani non potevano nascondersi in eterno.
"Faccia un po' come le pare, io dovevo solo portarli sul vostro pianeta, non ho nessuna responsabilità su quello che succede." rispose il giovane col solito sorriso.
"Ma come fate ad avere una nave in queste condizioni?" domandò il primo ufficiale dei ribelli disgustato.
"Lei ha fatto il primo giro" si intromise Caytlin che sorseggiava languida un cocktail seduta sul divanetto insieme all'ambasciatore e alla sua guardia del corpo "Le pare di aver visto qualche adulto?" chiese.
"No, siete tutti dei ragazzini..." confermò lui
"E vi pare normale che a dei ragazzini diano una nave seria? Questa è una nave scuola! Fra l'altro è fatta apposta per rompersi così da testare le capacità dei nostri ingegneri. Qualche genio di ammiraglio ha pensato di non sprecare una nave vera per trasporto passeggeri e così ha affidato l'ambasciatore a noi." Ferris gesticolò all'indirizzo di Mirak "Mica vogliamo morire, vi abbiamo pure consegnato la guardia del corpo legata e l'ambasciatore. Non ce ne voglia ambasciatore, ma noi terrestri vogliamo andare d'accordo con tutti."

I ribelli si guardarono confusi e sorpresi.

"Comunque non volevate lui? Cosa facciamo adesso?" chiese il giovane sempre sorridendo.
"Ci metteremo in comunicazione con i due pianeti e faremo in modo che la guerra continui fino alla distruzione di Brahara!"
"Ok per me, computer ci dirigiamo nel mio ufficio, prepara una comunicazione con chiunque comandi su quei mondi, i nostri amici qui vogliono menare le mani!"
=^=Subito Capitano!=^= rispose Hope dal comunicatore.
"Vi consiglio di parlare prima con il nostro consigliere di bordo. Sicuramente vi saprà offrire ottimi consigli su come trattare con quei colletti bianchi!" riprese Bueller alzandosi dal divanetto.
"Lei mi lusinga Capitano" la giovane risiana lanciò una risata cristallina che la fece apparire come un'oca giuliva agli occhi dei ribelli.

Ferris sorrise... doveva solo guadagnare tempo.



USS Hope - Ponte 12, Sala macchine - 27/12/2398, Contemporaneamente


Xyr, Yander e alcuni uomini della sicurezza stavano giocando a nascondino sia con i ribelli che con i loro ospiti. Le stanze della delegazione bahariana erano state messe a soqquadro senza molti risultati. Avevano previsto che le bombe potessero essere state nascoste negli alloggi, dopotutto ovunque andassero i membri della delegazione erano sempre accompagnati da qualcuno della sicurezza e ciò rendeva impossibile nascondere qualcosa in giro per la nave. L'altra possibilità era che gli ordigni li portassero sempre con loro il che rendeva la cosa più problematica.
Adesso erano nella stanza di Ridan e per il momento non c'era nessuna traccia della tossina.

"Comandante è l'ora di controllare anqhe questa." il grosso bahariano fece cenno all'andoriana di avvicinarsi. Sul divano, posto nella camera del segretario di Ridan, c'era la sua valigetta diplomatica. Era l'unico posto dove lei e i suoi uomini non avevano controllato.
"Non possiamo toccarla..." borbottò lei.
"Forse voi no, ma io si!" esclamò Yander facendo scattare la serratura per poi trovare un semplice plico di carte.
"A dire il vero anche per lei una valigetta diplomatica era off limits, ma parleremo di questo in seguito. Direi che si tratta di un buco nell'acqua, in nessuno degli alloggi abbiamo trovato niente. O la storia della tossina è una fandonia, oppure hanno gli ordigni con se... in questo caso ci affideremo agli uomini che li stanno scortando.
"Aspetti un attimo comandante..." uno degli uomini della sicurezza raccolse un pad lasciato sul tavolo e iniziò a digitare qualcosa.
"Signor Ryni?" chiese l'andoriana attendendo un rapporto.
"L'ultima volta che siamo stati in licenza, dopo lei sa cosa..." iniziò il giovane lanciando un'occhiata a Yander "sono stato sul mio pianeta natale per partecipare alla festa di laurea di mio fratello. Sono certo che mia madre abbia regalato a mio fratello una valigetta uguale a quella... solo che... ecco qui!" il giovane mostrò il pad su cui c'era la foto di due giovani, uno dei quali presumibilmente era il fratello di Ryni. Quest'ultimo aveva fra le braccia una valigetta identica a quella presente in quella stanza... l'unica differenza erano due semisfere metalliche delle dimensioni di un palmo della mano che fungevano da base per la valigia.
"Dite che sono gli ordigni?" chiese Yander
"Probabile." rispose Ryni deglutendo
"Provo a toglierle?" chiese di nuovo l'enorme bahariano asciugandosi le mani ai vestiti
"Non si azzardi! Computer teletrasportare la valigetta nel punto concordato e mettere tutto all'interno di un campo di forza livello 10"
=^=Affermativo=^= la valigetta sparì.

"Sarà finita?" chiese l'omone sospirando di solievo
"Prima dobbiamo controllare che non ce ne siano altre addosso ai nostri ospiti."