Missione 16










USS HOPE

Missione: 16


USS HOPE

Missione 16


Equipaggio

Capitano Tenente Ferris BuellerTimoniere Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di KlaaUfficiale Tattico Capo Tenente JG Rest figlio di Retok
Capitano
Tenente Ferris Bueller
Timoniere
Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di Klaa
Ufficiale Tattico Capo
Tenente JG Rest figlio di Retok

Indice


Sinossi
16.00 - L'urlo
16.01 - Anche l'improbabile può essere la realtà
16.02 - Una questione di 'intimo'

Sinossi

...



16.00 - L'urlo

Autore: Tenente Ferris Bueller

USS Hope - Corridoi ponte 7
26/01/2401, ore 22:00


Ferris Bueller stava correndo lungo i corridoi della nave con un sorriso che gli illuminava il volto.
Avrebbe potuto correre in palestra o in sala ologrammi, ma c'erano due motivi per farlo lì: il primo era che chiuso in una palestra, non poteva salutare tutte le giovani che per motivi di servizio o in libertà, si aggiravano per quei luoghi come se stessero passeggiando in una piazza cittadina.

Era da almeno un mese che stazionavano ai confini della Nebulosa Aracnide a circa 40 anni luce dalla Terra... dopo un mese di franchigia sulla Terra sperava in qualcosa di più elettrizzante.
Non era ben chiaro perché la Flotta li avesse mandati lì, secondo Strauss i servizi d'intelligence avevano combinato un qualche casino nel sistema di New France, alcune voci lasciavano ad intendere che l'intera colonia fosse in mano a fazioni criminali, ma le notizie erano vecchie di almeno un anno... conoscendo Strauss si era immaginato tutto.
Comunque loro dovevano rimanere in quell'area di spazio solo poche settimane, in attesa della USS Yellowstone che avrebbe pattugliato la nebulosa approfittando anche per esplorarla, ma la nave che doveva arrivare aveva avuto ritardi a causa di un guasto, a quanto pareva abbastanza grave da farli attendere per tutto quel tempo.
Fortunatamente l'agonia di quella missione sarebbe finita fra pochi giorni, poi avrebbero pensato alla nuova destinazione!

Ah, il secondo motivo per cui correre nei corridoi era piacevole, era perché avrebbe fatto incavolare Xyr... ed era il motivo più divertente.



USS Hope - Bar di prora
26/01/2401, ore 22:05


"Ultimamente non lo riconosco" disse Basta sorseggiando il suo liquore dopo un'ottima cena. La missione era talmente tranquilla da permettergli di allentare un po' il suo autocontrollo.
"A me sembra sempre il solito Bueller." rispose sorridendo Melanne, splendida in un abito da sera che metteva in risalto le sue forme e che aveva fatto sudare Basta alla prima occhiata.
"Ferris ha sempre punzecchiato Xyr, ma ultimamente lo fa quasi di continuo... il bello è che lei non risponde nemmeno a tono." Lon scosse il capo incredulo "Ecco forse è lei che non riconosco più a dire il vero."
"Ah..." gli occhi della giovane dottoressa si illuminarono e lei sorrise.
"Che vorrebbe dire quel ah! Tu sai qualcosa che io non so?" disse lui curioso.
"Diciamo che Luna ha qualche sospetto, non confermato certo, però..." lei lasciò la frase in sospeso.
"Però?" chiese il capo della sicurezza confuso.
"Ah sei proprio un testone! Non capisco come abbia fatto ad innamorarmi di te!" disse lei quasi con noncuranza, ma cercando di nascondere il rossore che dirlo ad alta voce le provocava.
"Per il mio fascino tenebroso e la mia indole malinconica?" rispose Basta cercando di nascondere il brivido lungo la schiena che le parole di lei gli avevano provocato.

Ormai erano passati quattro mesi da quando si erano finalmente concessi l'uno all'altra. Ancora entrambi si muovevano a tentoni, cercando di trovare quell'equilibrio necessario a quasiasi coppia e che per loro, entrambi ufficiali sulla stessa nave, era ancora più indispensabile. Basta stava godendosi molto quel periodo fatto di piccole cose e incontri quasi clandestini, cosa inutile perché la notizia della loro relazione aveva fatto il giro della nave a velocità di curvatura. Molti avevano sospirato sentendo quella notizia e molte avevano fatto altrettanto, ma tutti sembravano contenti per loro e di colpo le battute su loro due erano diventate off limits per rispettare la loro privacy.

Melanne dal canto suo aveva stemperato il suo carattere dopo alcuni incontri con Caytlin. Pensava di non aver bisogno di una consulenza psicologica finché la giovane risiana non le aveva fatto una lista di tutti i guai che aveva combinato. Quella sera avevano riso un sacco, ma in seguito le sedute avevano acquistato serietà e lei si era resa conto degli strascichi che alcune missioni o situazioni avevano lasciato nella sua personalità.
Aveva capito che i suoi sentimenti per Lon erano lì a sobbollire da molto, era una delle cause scatenanti dell'esuberanza che le aveva fatto combinare sciocchezze che alcuni anni prima non avrebbe commesso. Lui era sempre stato nei suoi pensieri, si voleva convincere che era solo un amico ma una parte di lei non voleva accettare una semplice amicizia, l'altra parte di lei non voleva accettare che fosse più di un amico. Risultato? Il caos nella sua testa.
Ora era rilassata. Aveva accettato la situazione e aveva deciso che quello che sarebbe accaduto in futuro avrebbe riguardato solo il futuro. Per ora si godeva la sua storia.



USS Hope - Mensa Ufficiali
26/01/2401, ore 22:15


"Vuoi un dolce?" chiese Rodriguez a Xyr, ma lei scosse il capo "E tu?" guardò Rest dall'altra parte del tavolo e questi parve pensarci un po'.
"Prenderò un lokum bajoriano." disse il vulcaniano quasi con titubanza.
"L'armageddon è alle porte!" esclamò Paulo scuotendo il capo mentre andava al replicatore per ritirare l'ordinazione.

Xyr sorrise, uno dei suoi rari e pallidi sorrisi che arrivavano solo ed esclusivamente fuori dall'orario di servizio.
"Stai cambiando..." disse l'andoriana all'amico
"In male o in bene?" chiese lui, stranamente non disse qualcosa di vulcaniano, ma si adeguò intenzionalmente alla conversazione emozionale. Anche lui si era accorto che qualcosa era cambiato dentro di lui, si sentiva più in pace, le sue meditazioni erano molto soddisfacenti da un po' di tempo a questa parte. Non aveva bisogno di Caytlin per sapere che il suo scontro con il padre e lo scoprire che la madre non era così priva di emozioni come credeva, avevano liberato qualcosa di pesante che giaceva sulla sua anima.

L'andoriana scosse il capo "Che importa? Bene o male le cose cambiano sempre. L'importante è che la cosa sia soddisfacente per te."
Rest non rispose ma iniziò a riflettere sulla logica di quelle parole e pensò che era soddisfacente.
"Un lokum bajoriano per il Signor Rest come ordinato!" esclamò Rodriguez tornando al tavolo "Spero che questa sia l'ultima volta che sostituiamo quelli del turno beta! Detesto lavorare a quest'ora."
"È illogico, nello spazio notte o giorno non hanno nessuna importanza." rispose Rest mantenendo un tono neutro ma non freddo.
"Abitudine, mi incasina il ciclo circadiano." rispose l'umano in modoo vago.
"E ti incasina gli orari di connessione con i tuoi tanti ricettatori." aggiunse meno divertita Xyr
"Queste sono sporche illazioni alle quali non voglio rispondere se non in presenza di numerosi avvocati e di almeno quattro vie di fuga." rispose il Capo Operazioni indicando Xyr con la forchetta imbrattata di cioccolata fondente. "Ah! Stare qui fermo mi sta uccidendo!"
"Ma non siamo fermi, abbiamo iniziato le scansioni per conto della Yellowstone." dissentì Xyr
"Vabbeh avete capito quello che intendevo, una cosa così diverte solo Tucci!" borbottò lui addentando il suo tartufo.
"Viste tutte le cose che sono successe nell'anno precedente credo che annoiarsi un po' non sia così male" affermò convinta l'andoriana "Per il momento Bueller non ha combinato grossi guai e quindi posso rilassarmi un po' anch'io"

Rodriguez le lanciò un'occhiata divertita ma non fece commenti.



USS Hope - Laboratorio scientifico 1
26/01/2401, ore 22:16


"Guarda questa scansione." esclamò Tucci elettrizzato
=^=Cosa sto guardando?=^= chiese obbediente Hope focalizzando la sua attenzione sui dati che l'umano gli stava mostrando.
"Non ne ho idea! È quello il bello!" rispose lo scienziato sorridendo.

Per Tucci la presenza di Hope era stato un toccasana. Sembrava che il suo essere non organica aiutasse il giovane ad instaurare un dialogo.
Alcuni membri dello staff di Caytlin erano scettici sulla possibilità che questa collaborazione fra i due fosse un bene per Edison, ma la giovane risiana era convinta che la cosa poteva essere utile al collega.
Per giorni Caytlin aveva 'addestrato' Hope su come comportarsi, ma sembrava che l'entità che possedeva la nave fosse in grado di cavarsela da sola e, a dirla tutta, il suo comportarsi in maniera diversa con ogni membro dell'equipaggio era strabiliante.
Quando scoprirono che un alieno era dentro di loro, molti ne erano rimasti spaventati. Quando si erano liberati dell'invasore, molti avevano storto il naso a sapere che adesso quella ad essere posseduta era la loro nave... eppure adesso tutti avevano accettato l'entità come un qualsiasi altro membro dell'equipaggio e Hope dal canto suo aveva fatto di tutto per integrarsi... essere stata dentro di loro le aveva permesso di conoscerli ad un livello che nemmeno loro credevano possibile.

=^=Edison forse è il momento di smettere e andare a letto.=^= ribattè Hope cercando di non farsi influenzare dall'entusiamo dell'altro.
"Rilancio il tuo andare a dormire con una partita a scacchi tridimensionali in sala ologrammi."
=^=Possiamo giocare anche in camera tua.=^=
"Ma in sala ologrammi non c'è un proiettore che può riprodurre un corpo solido per te." disse quasi con noncuranza Edison
=^=L'hai terminato?!=^= Adesso era Hope che sembrava non stare più nella pelle o la versione equivalente per una forma di vita fatta di energia.
"Diciamo di si... ma ho avuto l'idea di non definire i tuoi parametri. Dovrai essere tu a scegliere: Uomo? Donna? Età? Razza?"
=^=Credo che sarà una lunga notte Edison...=^= la voce di Hope sembrava elettrizzata.
"Oh si! Rispose lui"



USS Hope - Sala ologrammi
26/01/2401, ore 22:20


Luna si muoveva con circospezione all'interno dell'edificio diroccato e replicato tanto fedelmente che si poteva sentire chiaramente l'odore di umidità e della sporcizia.
Ad occhio e croce si trovava in qualche zona di guerra sulla Terra in un epoca antecedente le guerre eugenetiche, vedeva pezzi di tecnologia che non conosceva e la stessa spazzatura aveva una cura nei dettagli da lasciare sbalorditi.
Ma non era per il realismo che si trovava lì e neppure per la sfida di una simulazione di guerra. Lei era lì per affrontare la sua nemesi.

Tenente JG Hitomi Tsukishiro, sezione sicurezza, prima classificata ai campionati di tiro dell'Accademia, esperta di sopravvivenza e tecniche di guerriglia. Erano pochi che potevano battere Luna in corpo a corpo e comunque la loro vittoria sarebbe stata conquistata a caro prezzo, ma nessuno riusciva ad arrivare minimamente alla pari con quella ragazza di origini giapponesi quando si trattava di scenari di combattimento.
Hitomi in quelle simulazioni sembrava un fantasma. Compariva e spariva senza lasciare traccia... ogni volta che pensava di averla intrappolata si trovava con un pugno di mosche. Ai tempi dell'Accademia era incappata in lei quasi per caso durante una simulazione di addestramento, se si tralasciava l'aspetto fisico mozzafiato non le aveva fatto molta impressione. Riservata e silenziosa aveva dato l'idea di essere una tipa un po' troppo noiosa ed invece si era dimostrata una vera sfida in tutti i sensi.
Come sempre aveva provato a portarsela a letto, come se fosse l'ennesima conquista, ma Hitomi aveva fin da subito dimostrato che se la voleva conquistare avrebbe dovuto sudare le proverbiali sette camice... se non addirittura otto.

Quella sera era in corso la sfida numero cinquecento... per l'esattezza cinquecento sconfitte per Luna. Il premio della sfida: una notte nella sua cabina.
Questa volta ce l'avrebbe fatta, dopo sette anni era sicura di vincere, aveva studiato il territorio e aveva persino chiesto consigli a Lon per creare una tattica vincente, questa volta Hitomi sarebbe capitolata. Aveva l'acquolina in bocca.

Luna era stata impegnata per un po' a piazzare trappole all'esterno dell'edificio, l'aveva scelto perché aveva solo due vie di accesso al piano terra, una nel retro adesso piena di esplosivi e una sul davanti che lei teneva sotto controllo con il phaser puntato. L'unica scala che portava ai piani superiori era stata manomessa, chiunque fosse sceso avrebbe provocato un lievissimo rumore, ma bastava quello per metterla in allarme.
Era tutto perfetto... tranne...

Hitomi sbucò dal nulla alle sue spalle, i capelli corvini legati in una stretta coda e un coltello tenuto nella mano destra. Scese dal soffitto a testa in giù appesa ad una fune come un ragno e appoggiò la lama alla gola della sfidante.
"Morta..." sussurrò all'orecchio di Luna.
"Grave errore ragazzina!" ringhiò la mezza klingon. Prima ancora che la giapponese potesse mettere veramente in pratica l'uccisione, Luna le aveva già afferrato il braccio facendola volare sopra di lei. Il tonfo del corpo di Hitomi non fu soddisfacente come avrebbe dovuto essere... la ragazza invece di cadere di schiena si era girata su sè stessa come un gatto per poi scattare verso il corridoio che dava sul retro. Come un segugio Luna si lanciò all'inseguimento con il sangue klingon e l'eccitazione che le ruggivano nelle orecchie.

Troppo tardi si rese conto di essere finita in mezzo alle sue stesse trappole. Hitomi aveva solo finto di andare sul retro, ma aveva invece sfruttato un buco nel soffitto per scomparire dal campo visivo dell'avversaria.
Intorno a Luna tutto esplose e lei si ritrovò a terra ansante per gli effetti delle collisioni con i campi di forza che simulavano i danni da esplosioni.
La giovane giapponese salì a cavalcioni sopra il corpo della mezza klingon tenendole ferme le braccia con le sue gambe e le puntò il phaser alla testa. "Morta..." ripetè di nuovo.

"Ok basta, hai vinto di nuovo. Direi che non potrò mai batterti e quindi è meglio farla finita qui!" ammetterlo era doloroso, ma doveva riconoscere la supremazia dell'avversaria in quel campo.
"Quindi hai perso ogni speranza? Non hai più intenzione di portarmi a letto?" chiese l'altra con tono sorpreso.
"C'ho provato e riprovato ma sei troppo tosta. Possiamo cambiare le modalità di sfida. Che ne dici di una corsa su gli hoverboard oppure un combattimento corpo a corpo?" chiese il timoniere della Hope speranzoso.
"Sei stata tu a sfidarmi e io ho potuto scegliere il tipo di sfida... ma dato che hai deciso di arrenderti definitivamente."

Il bacio di Hitomi fu pieno di passione e di promesse ancora più calde. Fu tanto intenso da lasciare Luna senza fiato e per una volta fu lei ad arrossire, cosa che di solito facevano le sue conquiste.
"No aspetta un attimo..." disse la mezza klingon con un po' di affanno "forse arrendermi definitivamente non è esattamente il termine giusto." aprì gli occhi per guardare il volto dell'altra ma Hitomi era già sparita nel nulla.

"Martedì prossimo stessa ora... magari se ci metti impegno posso darti ulteriori incentivi." disse la sua avversaria da qualche punto imprecisato. Poco dopo la sala ologrammi fu disattivata lasciando Luna con un pugno di mosche.

"Dei, quella ragazza mi farà impazzire..." borbottò Luna leccandosi le labbra dove Hitomi l'aveva baciata "Martedì la sconfiggerò di sicuro."



USS Hope - Cabina del Consigliere
26/01/2401, ore 22:25


"Rilassati James, siamo solo io e te. Sei stato tu a decidere di voler cambiare, hai già fatto un ottimo lavoro da solo ma..." la voce di Caytlin era suadente e tranquilla.
"Ma?" chiese lui interessato osservando con interesse una nuda paratia di duranio della stanza.
"Ma non devi fermarti qui... ti stai chiudendo al mondo. Ogni volta che una donna ti si avvicina, se prima sembravi spaventato, adesso sembri furioso."
"E questo è un male immagino..." borbottò lui sospirando
"Almeno quanto scappare... cavolo James non possiamo trovare una via di mezzo?"
"Hai ragione... ma tutto questo non spiega perché diavolo sei nuda!" una nota di panico si era stabilita nella voce di Doohan
"James, siamo amici, sono il tuo consigliere e per giunta sono risiana. A me la nudità non crea affatto imbarazzo." rispose Caytlin
"Ma qual'è lo scopo di questa nudità." chiese lui guardando il soffitto.
"Guardami James, non mordo. I tuoi sguardi non mi uccideranno e il mio corpo nudo non ucciderà te..."

James finalmente lanciò un'occhiata in direzione della collega e deglutì

"Non sono sicuro che non mi uccida sai? Sicuramente stanotte non riuscirò a dormire..." borbottò con un sospiro.
"Oh James, farò di te un gigolò di prima categoria!" disse lei abbracciandolo d'impulso

"No! Ferma! Che fai!? Spetta spetta!" ma la piccola risiana aveva molta più forza di quanto il povero James si aspettasse.




USS Hope - Bar di prora
26/01/2401, ore 22:30


=^=Emergenza medica, Dottoressa Graahn si tenga pronta ad un teletrasporto d'urgenza!=^= La voce del medico in servizio, resa tagliente dal panico, strappò Melanne dalla piacevole serata e dire che si preannunciava anche una nottata favolosa... Lon non era mai stato così romantico come questa volta.

Il Capo della Sicurezza non fece nemmeno in tempo a dire niente, la luce si portò via la sua compagna con il volto ancora congelato in una espressione sorpresa.
Non era mai successa una cosa simile. Melanne non era l'unico medico capace a bordo della Hope. Un brivido di paura lo spinse a lanciarsi verso l'uscita del bar in direzione dell'infermeria.
Mentre passava davanti al bancone del locale, vide Strauss rispondere ad una chiamata, la sua aurea di colpo ebbe un mutamento trasformandosi in un nero assoluto fatto di dolore e sconforto.

La preoccupazione di Lon aumentava ad ogni falcata mentre schivava i membri dell'equpaggio che trovava sulla sua strada. Giunto davanti all'infermeria, tre ponti sotto, era senza fiato.
La porta si aprì diligente al suo avvicinamento e dall'altra parte lo accolse il caos.
Un guardiamarina con gli abiti affumicati e il volto sporco se ne stava con sguardo inebetito su una delle poltroncine della sala d'attesa, mentre un infermiera cercava di togliergli la divisa e cercava di calmarlo.

"Cos'è successo?" l'infermiera si voltò verso di lui, anche la ragazza aveva gli occhi spiritati e sembrava respirare a stento.

Preso sempre più dall'urgenza si fece largo verso la sala operatoria dalla quale provenivano voci concitate e i suoni della strumentazione. La porta si aprì, nonostante lui non fosse autorizzato a varcarla, segno evidente che era stata chiusa in fretta e furia senza essere sigillata.

Ferris Bueller era sul letto diagnostico. Metà del suo corpo era ridotto ad una massa fumante carbonizzata e dal torace spuntava un frammento di metallo di trenta centimetri. Il giovane sputò sangue mentre i segnalatori acustici lanciavano trilli di allarme sempre più urgenti.
Nessuno cacciò Lon dalla sala operatoria, erano tutti troppo impegnati. Melanne non aveva nemmeno avuto tempo di cambiarsi data l'urgenza dell'intervento... uscì con il cuore che era sprofondato in qualche oscuro anfratto del suo essere.

"Cos'è successo?" chiese Basta tornando dall'infermiera e dal guardiamarina, ma il giovane fissava il vuoto e l'infermiera riuscì solo a scuotere la testa per dire che non ne sapeva niente.
"Guardiamarina De Soto! Le ordino di dirmi cos'è successo!" l'ordine glaciale di Xyr sembrò fare miracoli, il giovane scattò in piedi come una molla mettendosi sugli attenti.
"Mi... mi... dispiace, io ho fatto più in fretta che potevo, ma... oddio... stava bruciando tutto..." il ragazzo si guardò le mani piagate dal calore in modo orribile.
"Guardiamarina mi guardi, è stato bravo, ma adesso devo sapere cos'è successo." La voce di Xyr era più tranquilla e gentile.
"Ero sul ponte sette in compagnia di alcuni colleghi, stavamo ammirando la nebulosa dagli oblò paronamici centrali mentre ci raccontavamo le novità accadute durante la franchigia. Il Capitano..." ebbe un attimo di affanno ma parve stringere i denti "Il Capitano era al suo terzo giro, stava facendo jogging, io lo stavo guardando passare quando all'improvviso un condotto di plasma è esploso colpendolo in pieno. C'erano fiamme dappertutto... quando sono riuscito ad avvicinarmi sembrava non riuscire più a respirare... l'ho afferrato e ho chiesto un teletrasporto di emergenza." il guardiamarina cadde di nuovo seduto e si portò le mani al volto, la giovane infermiera vicino a lui fece altrettanto.

Sembra che tutti si fossero riuniti lì. Le ultime ad arrivare erano state Caytlin e Luna, mancavano solo Tucci e Doohan.

"Hope, dove si trova adesso Edison?" chiese la risiana premendo sul comunicatore.
=^=È con me in sala ologrammi... Caytlin non so come dirglielo...=^= era evidente che Hope sapeva già tutto.
"Vengo io, tu tienilo li dentro, non voglia che lo venga a sapere da un membro dell'equipaggio" terminò lei con il cuore stretto in una morsa.

"Dov'è James?" chiese Rodriguez
"È andato a verificare la situazione sul ponte sette, vai da lui e dagli una mano per favore." rispose Caytlin prima di uscire

Basta guardò il Capo Operazioni uscire e poi lanciò un'occhiata verso Xyr che sembrava distrutta.
"Rest..." Lon indicò Xyr al vulcaniano mentre lui si dirigeva verso Luna che pareva guardarsi attorno con sguardo confuso.



USS Hope - Infermeria
26/01/2401, ore 24:00


Doohan e Rodriguez rientrarono in infermeria con sguardo cupo. L'ingegnere teneva in mano un pezzo di tubo, probabilmente parte del condotto di plasma esploso.
"Novità?" chiese Paulo guardando in direzione della sala operatoria.
"Niente... voi cosa avete scoperto?" chiese Xyr
"È stato un incidente, uno stramaledetto incidente!" sibilò Doohan gettando a terra il pezzo di tubo.

Basta lo raccolse e osservò il materiale. Era chiaramente visibile un buco nell'oggetto. "Non è un po' troppo perfetto questo buco per essere un incidente? A me pare più il foro di un trapano laser."
"Magari, almeno avrei qualcuno da andare a cercare per sfogarmi... è stato provocato da un micro buco nero." rispose Doohan.
"Un cosa?" chiese Basta sorpreso
"Non esistono solo i buchi neri enormi, ci sono anche quelli microscopici, fino a 0,1 millimetri di grandezza. Di solito evaporano tramite un processo che viene chiamato radiazione di Hawking durante il quale vengono emesse particelle elementari come fotoni, elettroni, quark, gluoni, ecc. Tanto più piccolo è il buco nero e tanto più velocemente evapora... ma non è un processo istantaneo. Uno di questi buchi neri ha bucato la paratia esterna e un attimo prima di evaporare ha incrinato il tubo del condotto al plasma che non ha retto alla pressione."

"Mai sentita una cosa simile... Rest che possibilità ci sono che un evento del genere capiti?" chiese Rodriguez senza però volerlo sapere realmente.
"Non è possibile calcolarlo..." rispose il vulcaniano con voce fioca

La porta della sala operatoria si aprì e Melanne uscì. Tutti schizzarono in piedi... lei si appoggiò alla parete e piano piano scivolò a terra scossa dai singhiozzi.
Basta corse da lei mentre le ondate di dolore, sia sue che quelle degli altri suoi compagni, si abbattevano su di lui come frustate.

"Non ci sono riuscita Lon... Ferris è morto."

Luna alzò il volto al cielo e urlò tutto il suo dolore.


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16.01 - Anche l'improbabile può essere la realtà

Autore: Tenente JG Rest figlio di Retok

USS Hope - Infermeria
27/01/2401, ore 00:15


Erano ancora seduti entrambi a terra, guardavano di fronte a sé la paratia opposta rimanendo immobili. Era passato un quarto d'ora dal momento in cui era stata dichiarata la morte del tenente Ferris Bueller, eppure accettarlo sembrava del tutto impossibile.

Erano rimasti soli, gli altri avevano abbandonato la sala ad uno ad uno.

Basta fissava il vuoto con espressione spenta. Fisicamente era in quella stanza ma con la mente aveva fatto ciò che aveva imparato a fare dopo che i suoi genitori furono uccisi, durante la guerra con il Dominio, e si era ritrovato a trasferirsi dallo zio assieme al fratello: era entrato in quella zona di comfort mentale in cui niente e nessuno poteva fargli del male. *Quello che non vedi non esiste, quello che non senti non ti può far male. Tutto è vuoto, non c'è nulla dentro e fuori di te*... quante volte se lo era ripetuto quando era solo un bambino in fuga da tutte quelle brutture che lo circondavano a causa di suo zio? Quante volte era stato costretto a sfuggire alla realtà per andare avanti? Ma aveva sempre funzionato, alla fine era sempre riuscito a sopravvivere a tutto il dolore provato fin dalla più tenera età.

Al suo fianco, Melanne si guardò le mani, aveva ancora addosso il sangue di Ferris. Sapeva di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile per salvarlo, non si era arresa sino all'ultimo istante ma non c'era più nulla da fare. I danni ai tessuti erano talmente vasti che nulla avrebbe potuto salvarlo, eppure c'era una piccola parte di lei che ancora non si dava pace: anni e anni a studiare medicina non le servivano proprio a nulla? Possibile che, dopo secoli di sviluppo della scienza medica, si potesse ancora morire per la rottura accidentale di un condotto del plasma? Inaccettabile! Impossibile! Assurdo!

Lentamente lo sguardo della dottoressa si spostò sul bellissimo vestito che indossava, o per lo meno ciò che ne restava. Schizzi di sangue lo avevano imbrattato in maniera indegna, facendola apparire come la protagonista di un olo-romanzo horror: era stato Bueller, glielo aveva tossito addosso. Ripensò per un attimo alla magnifica serata che stava vivendo assieme a Lon, era tutto così magnificamente perfetto ed all'improvviso era lì, sul pavimento dell'infermeria, a cercare di riordinare le idee: era stato il caso, il destino beffardo li aveva colpiti nel modo più duro... avevano perso un caro amico per un semplice incidente. Gli occhi le si riempirono di lacrime e, senza volerlo, si ritrovò a singhiozzare nuovamente in maniera incontrollata.

Fu in quel momento che qualcosa iniziò a cambiare in Lon, perché il pianto incontrollato di Melanne lo strappò dalla sua zona di comfort. Fino ad allora era sempre stato un betazoide del tutto atipico, molto più introverso rispetto agli altri della sua razza: la sua risposta ai grandi shock era sempre stata quella di chiudersi in se stesso per restare da solo. Ma ora non era più da solo, erano in due ad affrontare tutto quel dolore... erano una coppia.

Lon si voltò lentamente, passando il braccio destro dietro la schiena di lei e se la tirò a sè, facendo appoggiare la dottoressa sul suo petto prima di abbracciarla teneramente. Allungò il collo per dargli un paio di baci sul volto "Lo so... fa male, fa tanto male"

Restarono così per qualche altro minuto, il betazoide attese che la compagna fosse un po' più tranquilla prima di tornare a parlare "È ora di andare, non abbiamo più niente da fare qui..."

Melanne dischiuse le labbra, come a voler rispondere, ma non riuscì a produrre alcun suono. Lon non vi si soffermò, ma si alzò in piedi prendendola dolcemente in braccio "Dormi da me stanotte, non voglio lasciarti sola"



USS Hope - Infermeria
27/01/2401, ore 00:25


Di fronte alla morte di Bueller, Luna aveva agito come la sua parte klingon le diceva di fare. Aveva alzato la testa verso l'alto e, con il suo potente e terribile ululato, aveva avvertito tutti i morti dell'arrivo di un valoroso guerriero nello sto'vo'kor. Aveva agito d'istinto, ed il suo grande attaccamento ai valori klingon ed alla sua casata avevano fatto il resto.

Luna non era mai stata una di quelle donnine delicate e costantemente pronte a mettersi a piangere, ma perdere un caro amico era stato un duro colpo anche per lei. Il suo lato klingon, la parte più forte e selvaggia di lei, le diceva che quello era l'epilogo di ogni grande guerriero, ma la sua parte umana sentiva di avere il bisogno di fare qualcosa di più.

Bueller era stato quasi come un fratello, meritava di più nel momento della sua morte: meritava il rito del Ak'voh.

Questa convinzione l'aveva spinta ad indossare nuovamente la sua uniforme klingon, gentile regalo di suo cugino dopo gli avvenimenti su Maius IV, brandire la sua bat'leth e tornare in infermeria. In quel momento la sala era deserta, le luci erano state spente ed il silenzio regnava sovrano.

Nella sua mente la timoniera sapeva esattamente cosa doveva fare e nulla le avrebbe fatto cambiare idea: avrebbe vegliato sul corpo dell'amico, come la tradizione richiedeva, senza mangiare o bere, per tenere lontani i predatori e permettere allo spirito di lasciare il corpo quando era pronto per il lungo viaggio verso sto'vo'kor.

Raggiunse il corpo di Ferris e lo osservò per qualche attimo, aveva ancora gli occhi aperti anche se le iridi erano oramai vitree. Era una buona cosa, doveva avere gli occhi ben aperti per completare il viaggio che aveva intrapreso.

Per qualche attimo si soffermò a guardarlo. Quante pazzie avevano fatto assieme ai tempi dell'accademia? Quante bevute, quante risse... e poi era arrivato il progetto Hope... Quante volte avevano rischiato di morire assieme? Quante volte si erano ritrovati a mettere in piedi piani a dir poco folli per portare a termine la missione assegnata? Immagini di una vita le scorsero davanti agli occhi mentre ripensava a quanti anni della propria esistenza aveva condiviso con tutti i membri della Hope, ma non era il momento di distrarsi.

Luna si voltò tenendo la bat'leth stretta fra le mani, in posizione di difesa, e da quella posizione iniziò ad intonare una sorta di canto funebre, dapprima in lingua klingon "neH taH Kronos. Hegh bat'lhqu Hoch nej maH. neH taH Kronos. yay je bat'lh manob Heg" poi, quasi a voler sincerarsi che lo spirito di Bueller potesse capire le sue parole, intonò il medesimo canto in lingua terrestre "Solo Kronos resiste. Tutto quello che possiamo sperare è una morte gloriosa. Solo Kronos resiste. Nella morte c'è vittoria e onore"



USS Hope - Ponte 9 - Stiva di carico
27/01/2401, 00:43


James Doohan II seguì in silenzio Paulo Rodriguez all'interno della stiva di carico, e qui si spostò tra le varie casse sino a raggiungere la paratia identificata dalla sigla "9 alfa 246". Entrambi i giovani erano piuttosto provati ma Doohan sembrava anche confuso dal fare del collega Paulo lo aveva incoraggiato a seguirlo ed ora lo stava osservando mentre smontava la paratia.

"Paulo, cosa ci facciamo qui?" l'ingegnere capo non sembrava nella serata giusta per i giochetti del capo ops

"Non lo vedi? Smontiamo una paratia..."

"Molto interessante, e pensi davvero che smontare una paratia ci farà sentire meglio?"

"La paratia no..." Paulo poggiò a terra la lastra metallica afferrando una piccola cassetta di legno che era nascosta in un'intercapedine "...quello che vi sta dietro sì"

"Che accidenti avevi nascosto lì?"

"Una bottiglia del miglior whisky che potrai mai bere in tutta la tua vita, mi è costata un mezzo capitale e devo dire che è stato davvero difficile riuscire a imbarcarla senza che vi ficcassero il naso Lon e Rest... stranamente quei due sembrano controllare minuziosamente solo quello che porto io sulla nave"

"Già... chissà perchè..." rispose con tono sarcastico Doohan

"Bah, mal fidenza e pregiudizi... una montagna di pregiudizi" aprì la piccola cassetta estraendo una bottiglia rettangolare e due bicchierini "Normalmente una bellezza come questa me la rivenderei per ottenere altre merci o informazioni ma... questa sera ci serve qualcosa di forte" Paulo stappò la bottiglia annusando per qualche istante l'odore inebriante del liquore

"E immagino che quello non sia sint-alcool"

"Decisamente no" Paulo riempì i due bicchierini per poi porgerne uno al collega "Ma questa notte credo che anche Rest e Lon sarebbero disposti a chiudere un occhio di fronte a questa nostra piccola trasgressione"

Doohan mandò giù tutto d'un fiato il suo bicchierino, l'alcool gli bruciò in gola lasciandolo per qualche istante senza fiato "Certo che..." riprese a parlare con la voce un po' rauca "...accidenti che scarogna. Un attimo prima stava correndo in un corridoio e l'attimo dopo era morto, senza un perché"

"Già, un vero schifo" Paulo bevve il suo bicchierino "Siamo solo di passaggio, a volte riusciamo quasi a dimenticarcelo ma poi ci pensa la vita a costringerci a fare i conti con la realtà dei fatti..."

Doohan iniziò a pensare per poi pronunciare a mezza voce "Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera"

Paulo fece una smorfia "A te l'alcool fa male"

"È una poesia, la lessi tempo addietro ed era talmente corta che la imparai a memoria" il capo ingegnere scosse il capo "Non so perchè mi sia venuta in mente proprio ora"

Paulo riempì nuovamente i bicchierini per poi alzare il suo "A Ferris, sarà stato uno scavezzacollo ma ci mancherà quella faccia di bronzo"

Doohan guardò per un attimo il bicchierino, poi lo sollevò come il collega "A Ferris..." quindi trangugiò il liquore ambrato tutto d'un fiato.



USS Hope - Laboratorio scientifico
27/01/2401, ore 01:26


Caytlin stava per raggiungere Tucci, ancora una volta. Poche ore prima lo aveva avvertito della situazione mentre era intento a creare un corpo olografico per Hope.

Per quanto fosse brava e dotata di un'incredibile capacità empatica, anche per Caytlin era stato difficile affrontare l'argomento con Edison: la consigliera era consapevole che lo scienziato soffrisse di una forma latente della sindrome di Asperger, quindi aveva affrontato la questione con il giusto tatto.

Purtroppo questo non era stato sufficiente. Nonostante le sue difficoltà di socializzazione, Tucci era riuscito a poco a poco ad instaurare dei rapporti personali con tutti gli ufficiali superiori della nave, persino con Rest. Quei ragazzi, per lui, erano diventati con il tempo molto più di amici, ma membri della sua famiglia, e sapere di averne perso uno per una sorta di macabro scherzo del destino era stato devastante.

Ore prima, su insistenza della consigliera e di Hope, Edison aveva accettato di tornare in alloggio a riposarsi e tentare, per quanto possibile, di dormire qualche ora. Ma era una pia illusione, così poco dopo Hope aveva avvertito Caytlin che non solo Tucci era in laboratorio, ma sembrava essere sprofondato talmente in profondità nel suo isolamento da non rispondere più ad alcuno stimolo esterno l'unica cosa che lo scienziato era riuscito a dire era stato "Nessun problema è senza soluzioni. La scienza ha tutte le risposte, sta a noi trovarle".

Caytlin non aveva alcun dubbio su cosa stesse succedendo. Una delle prime nozioni che vengono insegnate al corso di psicologia è proprio riconoscere le fasi del dolore: negazione, rabbia, elaborazione, depressione e accettazione. Si trattava di un percorso lungo e doloroso che permetteva al paziente di giungere all'elaborazione del lutto.

La consigliera si fermò a guardare Tucci poggiata alla paratia del laboratorio: Edison si era isolato nel suo piccolo mondo fatto di formule e logaritmi. La sua mente sembrava così ardentemente voler negare la realtà, negare che Bueller se ne era andato, da spingere compulsivamente lo scienziato a cercare una soluzione. La consigliera si prese qualche minuto: quella era una fase delicata, in cui Tucci avrebbe rielaborato tutti i dati in suo possesso per poi giungere alla conclusione che non ci sarà mai una soluzione alla morte nella sua crudezza tutto ciò era,nonostante tutto, positivo.

"Edison, che cosa fai qui in laboratorio adesso?"

Nessuna risposta, Tucci era totalmente preso dai suoi calcoli.

Caytlin entrò nel laboratorio facendo alcuni passi verso il giovane "Edison, perchè ti sei chiuso qui dentro? Hai bisogno di riposare..."

Ancora nessuna risposta, Tucci era ancora chino sull'ennesimo d-padd.

Caytlin si avvicinò sfiorandogli dapprima la spalla e poi poggiò la mano sul d-pad "Edison, fermati e ascoltami"

"Non posso... non voglio..." Tucci si era fermato dal suo lavoro, ma appariva ancora piuttosto provato "Questa è la prima volta che la scienza mi delude, eppure dovrebbe avere tutte le risposte..."

"Edison, non è in quei calcoli che ritroverai Ferris. Manca a tutti noi, ma sappiamo entrambi che questa non è la soluzione. Su, torna nel tuo alloggio"

Caytlin rimase ad osservare con espressione comprensiva l'amico che lasciava il laboratorio e sospirò pesantemente.

=^=Veglierò anche io su di lui, non preoccuparti=^= la voce calda e tranquilla di Hope ebbe un effetto tranquillizzante sulla consigliera

"Ti ringrazio Hope, Edison ha davvero bisogno di un amico... adesso più che mai"

=^=Sono qui per tutti voi, anche per te=^=

"Anche per me?" la risiana ripetè per un attimo le ultime parole di Hope "Hope, di solito è compito del consigliere, e quindi mio, rassicurare gli altri membri dell'equipaggio. Mi sembra sempre un po' strano rivolgermi a te"

=^=Lo so, ma tu sei così abituata ad ascoltare i problemi altrui che non sempre riesci a dare il giusto peso ai tuoi. Sei un membro molto importante in questa nave, anche se non sembra hai un carattere forte e la tua spiccata capacità empatica ti rende il perfetto collante fra tutti i membri dell'equipaggio... hai aiutato Melanne a trovare la tranquillità, sei riuscita a migliorare i rapporti di Doohan con le donne, aiuti Tucci nelle sue difficoltà di socializzazione e sei riuscita addirittura ad insegnare a Rest l'importanza dell'emotività dei suoi colleghi. Tutto ciò è sicuramente un tuo pregio, ma oltre a tutti loro ci sei anche tu. Caytlin, anche tu hai perso un caro amico, non c'è nulla di male se ti aprissi con qualcuno... del resto, anche ai consiglieri può essere utile un consiglio=^=

"Si, forse hai ragione ma al momento tutta la sezione è così presa dalle richieste del personale che nemmeno io ho ancora avuto modo di fermarmi a pensare e..."

=^=Guardiamarina Akinori a Tenente Caytlin: mi scusi se la disturbo ma stanno arrivando molti altri ufficiali al suo studio. Cosa desidera che faccia?=^=

Caytlin sfiorò il comunicatore "Dica loro di attendere, sto arrivando" la risiana accennò un lieve sorriso mentre si rivolgeva nuovamente ad Hope "Mi dispiace, ma il lavoro chiama"

=^=Non si preoccupi consigliere, sono sempre a vostra disposizione=^=



USS Hope - Alloggio tenente Rest
27/01/2401, ore 02:51


Fallito il tentativo di dormire, Rest si era seduto a terra a gambe incrociate per tentare di risolvere il problema con le tecniche di meditazione vulcaniana. Era immobile ed osservava la piccola fiamma della candela appoggiata sul tavolino che gli stava di fronte. Più cercava di raggiungere lo stato di perfetta armonia interiore e più di fronte agli occhi gli appariva il corpo di Bueller riverso sul biolettino.

Rest chiuse gli occhi, iniziando ad immaginare la consueta immagine di un mare in tempesta e per un attimo gli sembrò di trovarsi realmente lì, in balia del vento impetuoso mentre veniva sballottato a destra e a manca da quelle imponenti onde.

*Il mare è in tempesta...*

Mentalmente Rest cercò di prendere il controllo della situazione, si sforzò a riportare quel mare burrascoso alla tranquillità. Si trattava di un esercizio mentale comune per i vulcaniani, ma in quel momento gli sembrava dannatamente difficile.

*Io sono la tempesta... io ho il controllo*

Il mare era ancora sconvolto dalle onde, in balia a quel vento che pareva inarrestabile. Rest si concentrò ulteriormente, raddrizzando la schiena e sforzandosi di riguadagnare il pieno controllo delle proprie emozioni.

*Io sono la tempesta... io ho il controllo di me stesso grazie alla logica*

Fu solo allora che nella sua mente smise di vedere il mare per osservare il volto inespressivo ed imperturbabile di suo padre. I rapporti con lui si erano del tutto congelati, tanto che Retok non lo salutò nemmeno quando se ne andò da Maius IV. Tuttavia l'ambasciatore non aveva mancato di apostrofare il figlio con una delle sue perle di saggezza, che come al solito erano delle velate accuse per le innumerevoli mancanze di Rest: "Una persona che si basa solamente sulla logica dovrebbe essere in grado di vedere ogni cosa esattamente com'è. La sottovalutazione dei meriti altrui, sempre se reale, costituisce una deviazione dalla verità quanto l'esagerazione delle proprie capacità. Ti nascondi nella tattica, nella vana convinzione di essere in grado di anticipare sempre gli eventi. Sei convinto di poter essere pronto ad ogni evenienza grazie alla tua capacità di ipotizzare ogni possibile scenario. Questo non ti rende logico, ma illuso. Nessuna preparazione tattica ti permetterà mai di prevedere l'imprevedibile, è per questo che, prima o poi, sarai destinato a fallire".

Rest aprì gli occhi, decisamente non era quello l'epilogo auspicato per la sua sessione di meditazione. Si alzò in piedi guardando l'ora: scartò immediatamente l'idea di andare da Caytlin per non presentarsi nel cuore della notte nell'alloggio della consigliera, oltretutto era possibile che stesse consolando decine di altri ufficiali. Una strana idea gli ballonzolava in testa, raggiungere T'Fan nel suo alloggio o, forse ancor meglio, chiederle di venire nel suo: era sconveniente, inappropriato e soprattutto illogico, ma solo la sua promessa sposa avrebbe potuto dargli quella tranquillità che gli avrebbe permesso di recuperare a pieno il controllo. Era ancora indeciso se chiamarla o meno quanto sentì il sensore della porta.

"Avanti" Rest spense la candela e si alzò

Di fronte all'entrata Xyr lo osservava con espressione spenta, era evidente che aveva pianto a lungo prima di arrivare lì "Posso entrare?"

Rest rimase per un attimo in silenzio per poi annuire "Sì, preferirei che non restassi sul corridoio"

Xyr si fece pensierosa, mentre entrava nell'alloggio "Ti infastidisce che mi vedano?"

Il vulcaniano si limitò ad annuire "I vulcaniani non amano essere protagonisti delle storielle di corridoio. Credo di aver animato fin troppo i gossip della nave, preferirei non generare nuovamente un tale interesse"

"È l'inconveniente di viaggiare su una nave come la Hope" l'andoriana si guardò attorno interdetta "Rest, questo non sembra nemmeno il tuo alloggio, è così..."

"...arredato?"

Xyr annuì osservando uno dei quadri appesi "Avevi sempre detto che modificare l'aspetto di un alloggio era uno spreco di tempo, utile solo a chi necessita di creare un attaccamento emotivo con il proprio ambiente"

"È vero" Rest si osservò attorno "Ma Caytlin riteneva che fosse un utile esercizio per comprendere il lato emozionale che caratterizza la maggior parte dei membri di questo equipaggio. Devo ammettere che, in fondo, apprezzo molto di più questo luogo ora che è... più mio"

"Passi molto tempo con Caytlin, siete diventati buoni amici"

"Sì, è vero. Passo molto tempo anche con T'Fan, mi è utile per ricordarmi che non devo necessariamente assomigliare all'ambasciatore Retok per potermi dire vulcaniano" Rest si fermò nuovamente osservando Xyr "Non credo che tu sia venuta qui solo per discutere dell'arredamento della mia stanza"

"Io..." Xyr abbassò la testa, il peso dell'argomento che voleva affrontare con lui era un macigno che gli pesava dentro "Sono venuta qui perché non credo di potercela fare. Ferris se ne è andato, dovrei essere in grado di prenderne il posto... dovrei essere il facente funzione di capitano ed è ciò che avrei sempre voluto ma... ma non così!"

"Capisco..." Rest portò le mani a congiungersi dietro alla schiena "Nessun membro dell'equipaggio voleva quanto è successo, così come nessuno avrebbe potuto impedirlo. Non sempre c'è un motivo per quanto avviene attorno a noi... a volte le cose semplicemente accadono e la sola cosa che ci rimane da fare è andare avanti"

"Ho bisogno di un aiuto Rest, come ai tempi dell'Accademia..." Xyr fissò in volto Rest "Ho bisogno di ritrovare la lucidità dopo quello che è accaduto. Come fate voi vulcaniani a non provare nulla?"

Rest aveva la sua solita espressione imperturbabile ma sembrava prendersi qualche secondo prima di rispondere a Xyr, come se ponderasse a fondo ogni parola che utilizzava "I vulcaniani non mancano affatto di emotività, ma riescono a tenerla sotto controllo. La logica dona alla mia razza una serenità che raramente le specie emotive provano fino in fondo. Abbiamo le emozioni, ma le dominiamo e non permettiamo loro di padroneggiarci"

"Ti dobbiamo apparire come degli sciocchi a disperarci per... per..." Xyr non riuscì a terminare la frase, era troppo dura per lei "Beh, lo sai"

"Come ad ogni vulcaniano, fin dalla più tenera età, ci viene insegnato dai nostri genitori che le manifestazioni di dolore non possono cambiare gli eventi. Se si fosse in grado di capire questo, tutti si eviterebbero molte inutili sofferenze" Rest fece un passo verso il finestrone del suo alloggio "Ma l'esperienza mi ha portato a sviluppare idee del tutto diverse da quelle dell'ambasciatore Retok. La capacità di vedere oltre la logica pura per lui è una debolezza. Io, invece, con il tempo ho imparato a considerarla la fonte di una forza straordinaria... è a quella forza che dovrai attingere. Xyr non sarai mai priva di emozioni e non sarai mai un vulcaniano, non ti serve essere simile a me per poter subentrare a Ferris"

Xyr non si sarebbe mai aspettata delle simili parole da Rest "Sei davvero cambiato Rest..." poi sospirò stringendosi nelle spalle "Non sono certa di riuscire ad essere come lui"

"Non devi essere nemmeno come lui. Devi essere te stessa, hai sostenuto il ruolo del primo ufficiale sino ad ora. Le tue doti di comando non sono state mai messe in dubbio da nessun membro della nave" Rest rimase impassibile "La consigliera sarebbe più avvezza a trattare questi argomenti. Per quanto posso dirti io, la forza di Ferris nel comando era data dal fatto che non era mai realmente da solo a sostenere il peso della nave, aveva un gruppo di ufficiali capaci a cui poteva affidarsi... così come potrai fare tu. Non sarà facile all'inizio, ma poi tutto diverrà più normale"

Xyr rimase silente alle parole di Rest per poi cambiare argomento "È difficile ammetterlo ma mi mancherà. Mi ha fatto impazzire per anni! Era un provocatore nato, continuava imperterrito a correre dietro ad ogni guardiamarina senza un briciolo di ritegno, non aveva un briciolo di rispetto per i regolamenti ed era così maledettamente impulsivo! Ho riempito memorie intere di d-padd con tutti i rapporti che gli ho fatto ma... il pensiero che non lo vedrò mai più... fa male" Xyr scosse il capo depressa "Darei i miei gradi per poterlo avere di nuovo qui con noi..."

"Si, mancherà a tutti noi" Rest osservò ancora Xyr per poi indicargli il tavolino "Vieni, forse le tecniche di meditazione potranno aiutarti"



USS Hope - Ufficio del Capitano
27/01/2401, ore 08:46


La parte più dura e sgradevole dell'essere un Capitano era dover avvertire le famiglie che, purtroppo, un loro caro li aveva lasciati. Era un compito ingrato, che costringe ogni comandante a fare i conti con la triste realtà dei fatti: aveva fallito, non era stato in grado di preservare l'incolumità dei suoi uomini.

Tutto questo Strauss lo sapeva bene, non era la prima volta che gli succedeva, ma Bueller era così dannatamente giovane. Era ancora un ragazzo, stava ancora imparando cosa volesse dire detenere il comando di una nave. Ferris avrebbe potuto fare grandi cose con il tempo, ed invece la sua storia era terminata così.

Il Capitano sospirò e si preparò a contattare i genitori di Bueller da solo. Per qualche attimo aveva preso in considerazione di sfruttare la situazione come banco di prova per Xyr, darle un assaggio del ruolo che volente o nolente stava per andare ad assumere, ma poi aveva desistito. Sarebbe stato troppo straziante, per la giovane andoriana, vedere la reazione di dolore dei famigliari di Ferris sarebbe stato un peso troppo eccessivo da sopportare.

Strauss si aggiustò il colletto e si preparò mentalmente uno dei discorsi più doloros di tutta la sua carriera "Hope, chiamami la famiglia Bueller"



USS Hope - Infermeria
27/01/2401, ore 09:57


La conversazione piuttosto lunga tenuta con la madre di Ferris aveva toccato il Capitano in un modo che non avrebbe pensato. Al posto di deprimerlo, aveva acceso qualcosa dentro di lui.

Era sempre stato un fervente sostenitore delle teorie dei complotti. La verità, ai suoi occhi, veniva costantemente distorta, giorno dopo giorno, allo scopo di non permettere mai a nessuno di interpretare la realtà in modo corretto. E se fosse quello il caso? Se quanto erano certi fosse accaduto in verità non fosse ciò che credevano? Se la verità si nascondesse sotto una strana ed irreale macchinazione?

Strauss non aveva nessuna prova, solo un barlume di speranza, al quale si stava aggrappando con le unghie e con i denti per non dover ammettere a sé stesso che era veramente tutto finito. Poteva essere solo un'illusione, ma se così non fosse stato non poteva più fidarsi di nessuno. Avrebbe dovuto controllare di persona, non c'era altra scelta.

Entrò in infermeria scansando incurante i presenti e dirigendosi nella stanzetta in cui era stato deposto il corpo di Bueller. All'entrata si trovò di fronte Luna, ancora dritta in piedi con in mano la bat'leth, ma superò anche lei lasciandola un po' perplessa e si diresse verso il biolettino.

"Hope, sai quello che devi fare..."

Il biolettino si accese, fasci di luce azzurrognola passarono sul corpo del giovane mentre una serie di dati iniziarono a scorrere sul terminale del biolettino. Strauss non era un medico, ma Hope aveva filtrato le informazioni per lui in modo da rendergli il tutto comprensibile.

"No, non di nuovo... non un'altra volta..." Nicholaus sgranò gli occhi assestando un pugno alla paratia accanto a sé, sempre sotto lo sguardo perplesso di Luna, poi sfiorò il comunicatore "Capitano Strauss a tutti gli ufficiali superiori, vi ordino di recarvi immediatamente in infermeria e sottoporvi ad una visita medica di controllo. Strauss chiudo"

Luna era ancora in posizione di difesa, brandendo la bat'leth, ma guardava Strauss senza capire cosa stesse succedendo, fu il Capitano a rompere gli indugi "Tenente, vada a farsi visitare..."

"Devo restare qui, per il rito dell'Ak'voh. Non posso allontanarmi da Ferris sino a che..."

"Adesso tenente! È un ordine!" Strauss si accorse troppo tardi di aver usato un tono molto più duro e freddo di quanto avesse voluto, quindi aggiunse dirigendosi all'uscita "Fra pochi minuti capirà il perchè... lo capirete tutti"



USS Hope - Sala tattica
27/01/2401, ore 10:36


Gli ufficiali superiori erano tutti un po' frastornati.

Dopo la pessima nottata si erano visti costretti a sottoporsi ad una visita medica condotta direttamente da Hope, sotto ordine del Capitano, senza che Melanne potesse intervenire. Il medico capo aveva subito fatto notare che tutto ciò era illogico, in quanto ufficiale superiore era suo dovere eseguire quei controlli, se necessari, ma Strauss era stato irremovibile.

Ad uno ad uno erano stati scansionati e inviati in sala tattica con l'ordine di attendere, senza ricevere alcuna spiegazione da nessuno, nemmeno da Hope. Tutta la situazione era piuttosto irritante ma se non altro l'attesa non fu troppo lunga il Capitano li raggiunse circa una decina di minuti dopo alzando una mano per interrompere qualsivoglia obiezione da parte di Xyr.

"Lo so, volete delle spiegazioni e sono qui per darvele" Strauss si fermò a guardare tutti i giovani ufficiali che aveva di fronte prima di proseguire "Signor Rest, faccio appello alla sua ottima memoria. Si ricorda cosa successe il 24 luglio 2396?"

Tutti si voltarono nella direzione del tattico, mentre questi, preso in contropiede, cercò di far mente locale su quanto era accaduto più di quattro anni e mezzo prima "Beh, Sì Signore. Quel giorno siamo scesi su Nuwe Berria, una piccola colonia che pensavamo innocua, dopo essere accorsi alla richiesta d'aiuto che ci era pervenuta da un piccolo cargo, il Muizeval" Rest rimase impassibile anche se non sembrava aver ancora compreso dove il capitano volesse andare a parare "Fummo tutti anestetizzati all'arrivo. Successivamente, ai tenenti Bueller, Xyr, Caytlin, Graahn, Tucci, Doohan, Rodriguez e Jones furono innestati dei nuovi ricordi per convincerli di essere nativi di quella colonia. Viceversa, il tenente Basta ed il sottoscritto non eravamo compatibili con la riprogrammazione e venimmo imprigionati in attesa di potenziare le apparecchiature, ma fummo in grado di resistere e fuggire. E' tutto all'interno dei nostri rapporti"

Ad uno ad uno gli ufficiali annuirono ma fu Xyr a prendere la parola "Si, me lo ricordo. Ma non credo di aver afferrato il punto... perchè siamo tutti qui?"

Strauss osservò per un attimo Xyr e poi proseguì "Vi ricordate perchè la Hope ci mise svariato tempo per aiutarvi?"

"Perchè vi eravate allontanati dal pianeta" intervenne Basta "Tutto era dovuto al fatto che, sebbene noi fossimo bloccati nella colonia, sulla nave erano risaliti i nos..."

Come se a tutti fosse balenata la stessa idea, gli ufficiali si guardarono in volto esclamando in coro "I cloni?" le espressioni dipinte sui volti di quasi tutti i giovani esprimevano tutto il loro sbigottimento faceva eccezione solo Rest, che per sua natura non esprimeva mai alcuna emozione con la sua mimica facciale.

"Esatto, voi non eravate sulla nave, ovviamente, e potete avere una conoscenza solo indiretta di quanto accaduto mentre eravate bloccati su Nuwe Berria. Il fatto è che i vostri cloni erano estremamente simili a voi ed erano convinti di essere voi, anche i betazoidi non avevano sospettato nulla" Strauss iniziò a camminare per la stanza con la mani dietro alla schiena "Il fatto è che, sebbene fisicamente fossero uguali a voi, mentalmente non erano le vostre esatte repliche. Quegli ufficiali avevano in mente il manuale del perfetto ufficiale superiore e vi si attenevano in tutto e per tutto. I nuovi tenenti Xyr e Ferris andavano d'amore e d'accordo... nessuna provocazione, nessuna lite, nessun rapporto per le mancanze del capitano... nulla, ed anzi si complimentavano fra loro per l'eccellente operato. I tenenti Rest e Basta cooperavano in maniera precisa e coesa, tanto che le sezioni tattica e sicurezza si muovevano come un'unica grande sezione con alla testa due capi..." Strauss di fermò a guardare i due interessati "Si, ora andate d'accordo... ma, a quei tempi, ogni tanto vi avrei volentieri sbattuti entrambi fuori dalla nave, sorvoliamo..." Strauss riprese "Nessuna bega neppure fra i tenenti Basta ed il tenente Graahn, il tenente Tucci aveva una capacità comunicativa e sociale superiore alla media, il tenente Doohan non aveva al..."

"Mi scusi signore..." Tucci interruppe Strauss mentre rifletteva "Quindi lei si era accorto che non eravamo noi perchè i nostri cloni erano meglio degli originali?"

Nella stanza scese il silenzio, tutti fissavano Strauss.

"Beh, non è il momento di perdersi in queste quisquiglie... andiamo al punto" Strauss attivò il terminale "Quando abbiamo analizzato i vostri cloni trovammo che tutti i valori erano nella norma, tutto era nella norma, eccezion fatta per qualche livello fuori scala per le vostre razze e soprattutto di quella che appariva essere una sorta di piccola croce alla base del cranio, coperta dai capelli" sullo schermo apparvero i dati di cui Strauss parlava "Tutti gli ufficiali superiori avevano una compatibilità genetica con voi al 99%, eccezion fatta per i tenenti Basta e Rest, che avevano una corrispondenza di analisi pari circa al 74,99%. La differenza stava proprio nella conformazione dei loro cervelli che non permetteva loro di avere alcuna capacità telepatica" Strauss scosse il capo "Avrei dovuto notarlo, siamo fermi qui in attesa che arrivi un'altra nave in ritardo di settimane e Ferris si limita a fare jogging per i corridoi? No, avrebbe buttato giù dal letto l'ammiraglio perfino alle tre di notte per potersene andare da qui! La monotonia dell'attesa lo avrebbe fatto impazzire, lui odia restare con le mani in mano! Il Ferris dell'ultimo periodo era troppo tranquillo, troppo riflessivo e, a parte la mania di correre dietro alle guardiamarina, era un ufficiale perfetto. Il nostro Ferris è... beh, è Ferris!"

Le implicazioni di quel discorso erano chiare a tutti ma fu Caytlin la prima a riuscire ad esprimerle "Quindi ci sta dicendo che quello che è morto era il clone di Ferris?"

"Si..." Strauss mostrò le ultime analisi fatte al corpo "Compatibilità genetica al 99% e cicatrice a forma di croce sul cuoio capelluto... questo non è il Ferris originale"

"E noi?" chiese Luna "Siamo tutti veramente... noi?"

"Si, voi non avete cicatrici ed il vostro dna è perfettamente sovrapponibile ai dati che sono nel computer. Siete tutti veramente voi, l'unico che è stato scambiato è Ferris"

Nella stanza, dopo tanto sconforto e disorientamento, finalmente si stava accendendo un fievole barlume di speranza: qualcuno era morto la notte prima, ma quello non era il loro Ferris Bueller.

"Si, ma questo non esclude che il vero Ferris sia già stato ucciso..." intervenne Paulo, stroncando un po' l'entusiasmo che la notizia stava suscitando nei presenti "...ovviamente spero di no ma, siamo realisti, è una possibilità che non possiamo escludere"

"Il tenente Rodriguez ha ragione. Chi ha organizzato lo scambio potrebbe non avere interesse a tenere in vita un soggetto che tenterebbe quasi certamente di fuggire e rivelare l'inganno. È improbabile che sia ancora in vita..." Rest osservò i colleghi, in quel frangente aveva deciso di non esprimersi come al suo solito enunciando un elenco di percentuali ma di parlare in modo più schietto "...tuttavia, anche l'improbabile può essere la realtà"

"Sino a che non avremo la certezza che Ferris è morto deve essere considerato disperso. Per quello che ne so potrebbe essere stato rapito ed abbiamo il dovere, sia a livello professionale che morale, di andarlo a cercare!" la voce di Xyr aveva acquistato un vigore ed una energia degna di un ufficiale in comando, rendendo Strauss fiero di lei "Mi aspetto da voi il massimo impegno e.... Capitano, dove va?"

"Al mio posto, al bar" la risposta serafica del Capitano lasciò tutti bloccati "Sapete cosa fare" sorrise ai giovani per poi andarsene con la consapevolezza che erano pronti ad affrontare anche quella situazione

Xyr rimase a guardare Strauss uscire per poi concentrarsi sui suoi uomini "Va bene signori, ragioniamo. Non è così semplice arrivare su una nave, prendersi una persona e portarsela via..."

"Non avevano alcun bisogno di venire a prenderselo qui sulla nave" intervenne Basta "Ferris ha avuto un mese di franchigia sulla Terra"

Caytlin annuì mentre rifletteva "Forse l'idea era di sostituirci tutti, ad uno ad uno, sfruttando i periodi di franchigia che passavamo sui nostri rispettivi pianeti, del resto le nostre franchigie sono scaglionate per evitare che più di un ufficiale superiore manchi dalla nave per un lungo periodo. Il primo è stato Ferris, la prossima sarebbe stata lei Xyr..."

Rest annuì alle parole della consigliera "Sì, è possibile. Ma questo comunque richiede una grande preparazione, un piano molto articolato che parte dall'avere qualche aggancio all'interno della Flotta Stellare. Del resto, come avrebbero potuto sapere quando ognuno di noi si sarebbe trovato lontano dalla nave?"

"Senza contare che siamo pur sempre ufficiali addestrati, rapire uno di noi non è così semplice..." Basta osservò i colleghi "...o quanto meno è difficile rapire uno di noi senza allertare qualcuno"

"Sono tutte ottime osservazioni" intervenne infine Xyr "Ma in questo momento le nostre sole certezze sono legate a Sol III, deve essere successo qualcosa durante quella vacanza ed io intendo scoprire cosa. Voglio che parliate con i membri dell'equipaggio, che cerchiate informazioni dagli amici di Bueller... insomma, voglio sapere tutto ciò che è possibile su quanto Ferris ha fatto o aveva intenzione di fare durante la sua sosta su Sol III. Fino a che non tornerà... perchè io voglio credere che tornerà fra noi... assumerò io il comando della nave, quale facente funzione di Capitano"

Gli ufficiali presenti si limitarono ad annuire, tutti la ritennero la scelta più ovvia.

"Signor Rod..." Xyr si bloccò osservando il piccolo segno di diniego che Paulo gli fece con la mano, sospirò appena e riprese "Signor Rest, in quanto ufficiale tattico capo, la nomino temporaneamente primo ufficiale. Potete andare!"

Tutti si alzarono uscendo dalla sala, solo Basta si attardò un po' guardando Paulo in faccia "Perchè hai lasciato l'incarico a Rest?"

"Perchè se voglio avere tutte le informazioni dovrò parlare con molti amici di amici dei miei amici... ai quali dovrò fare altrettanti favori, non posso occuparmi della burocrazia della nave in questo momento. Credimi, vi servo molto di più con le mani libere e fuori dal controllo di Xyr"



Pianeta imprecisato - Luogo imprecisato
27/01/2401, orario imprecisato


Ferris faceva tintinnare la tazza metallica che teneva in mano sbattendola contro le grate della cella che lo imprigionava da svariati giorni "Inizio ad avere fame! E sete! E voglia di andarmene..."

Contando le varie croci che aveva disegnato sul pavimento di pietra, era abbastanza sicuro che fosse il 27 gennaio, ma non del tutto certo. I giorni si ripetevano con così tanta lentezza e monotonia che iniziava a dubitare di averli segnati tutti.

Si alzò in piedi toccandosi la barba che stava via via crescendogli sul volto e si ritrovò a sorridere stava diventando la versione più giovane e snella dell'ammiraglio Darion. Provò per un attimo una fitta al cuore al pensiero di tutti coloro che avevano fatto parte della sua vita, ma nonostante tutto era fiducioso.

*Verranno a prendermi, ne sono certo... presto o tardi il mio equipaggio verrà a prendermi* pensò fra sè e sè, prima di tornare a sedersi sull'unica squallida branda della sua cella.


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16.02 - Una questione di 'intimo'

Autore: Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di Klaa

USS Hope - Plancia
27/01/2401, ore 10:41


"Comandante imposto la rotta per Sol III?" disse Luna già pronta alla sua postazione scrocchiandosi le dita.

"Non ancora Tenente Jones. Dobbiamo ancora aspettare"

"Ma la Yellowstone non arriverà prima di altre due settimane. Bueller potrebbe non avere così tanto tempo!" disse la mezzo klingon girando la poltroncina

"Lo so infatti non aspettiamo la Yellowstone, ma se cambiassimo i nostri piani in via ufficiale chiunque abbia preso in ostaggio il nostro Bueller si renderebbe conto che abbiamo scoperto l'inganno. Meglio in questo momento non scoprire le nostre carte. L'unica cosa che possiamo fare è forzare un po' la mano e anticipare la mia licenza" disse Xyr seduta sulla poltroncina di comando

"Sta valutando l'idea di Caitlyn?" domandò Rodriguez "è una teoria interessante anche se al momento non abbiamo abbastanza dati per stabilire quanto sia valida. In assenza di altre ipotesi, però, ammetto che l'approccio classico dell'esclusione è il migliore. Come intende, però, anticipare la sua licenza? Anche quello, senza una valida ragione, potrebbe allarmare chiunque interessato."
"Concordo... sono convinto che qualcuno al comando di Flotta debba essere connivente, altrimenti la probabilità di riuscire a rapire e sostituire il Tenente Bueller sarebbero state inferiori al 2%" intervenne Rest.

"Penso di avere un modo, ma devo organizzare la cosa con l'appoggio dell'ammiraglio Bates. A lei la plancia Rest. Signor Rodriguez predisponga un canale criptato con l'Ammiraglio dall'ufficio del Capitano" disse l'andoriana alzandosi

"Si signora"

Xyr entrò nell'ufficio del Capitano con passo deciso, ma appena le porte si chiusero abbassò leggermente la testa chiudendo gli occhi un secondo

*Dove sei finito Bueller! Non ti permetterò di lasciarmi sola due volte!* pensò con rabbia e frustrazione

Strinse i pugni e si andò a sedere alla poltroncina



USS Hope - Alloggio del Facente Funzioni di Capitano Ferris Bueller
27/01/2401, ore 10:55


Basta e Caytlin stavano esaminando la stanza di Ferris minuziosamente alla ricerca di indizi. Difficile trovarne, ma entrambi avevano stabilito che se dovevano capire le differenze di comportamento del clone rispetto all'originale era il posto giusto da cui cominciare.

"Questo è davvero strano" disse Basta al computer mentre stava scorrendo il giornale personale "Ferris non mai stato ordinato nelle sue registrazioni del giornale personale, ma ha sempre fatto almeno una registrazione giornaliera, anche se breve. Invece mancano due giorni di registrazioni, il 18 e il 19 dicembre 2400. Quelle dopo, inoltre, non solo sembrano più sistematiche, sia per durata che per orario di registrazione, ma anche più riferite al lavoro. In effetti, abbiamo visto tutti quanta attenzione alle routine di bordo stesse dando in questi giorni rispetto al solito. Supponevo avesse cambiato approccio per avvicinarsi più spesso alle bellezze della nave ed a dare sui nervi a Xyr... "

"Si è strano... come è strano il contenuto questo piccolo cassetto" disse Caytlin richiudendo un cassetto pieno zeppo di mutandine femminili "in effetti negli ultimi tempi sembrava veramente intenzionato a far saltare i nervi a Xyr. Strano che non ce ne sia traccia nel giornale personale" Caytlin riaprì il cassetto contenente le mutandine

"Forse ho una teoria, ma vorrei parlare con le ultime conquistate"

"Se non sbaglio, la Guardiamarina Cress di astrometria e il marinaio di prima classe Suzanne Lemmon di ingegneria" disse Basta

"Che fai tieni d'occhio tutte le liason di bordo?" disse Caytlin con un sorriso

"Non si sa mai quando possono essere utili come informazioni"

"Chissà cosa sai di me allora" disse Caytlin civettuola

"Solo il necessario. Comunque perché volevi saperlo?

"Sentiamo cosa dicono, ma se ho ragione io le loro mutandine sono finite in questo cassetto"



USS Hope - Astrometria
27/01/2401, ore 11:15


"Buongiorno Guardiamarina Cress" la voce di Caytlin fece sobbalzare l'orioniana che stava controllando su un monitor i rilevamenti dalla nebulosa

"Oh! salve Tenente Caytlin e Tenente Basta, posso aiutarvi?"

"Stiamo svolgendo una investigazione sulla morte del Tenente Bueller, sappiamo che siete stati insieme ultimamente"

"Ah capisco... beh la discrezione su questa nave non è possibile. Comunque si siamo stati insieme venerdì"

"Ha notato qualche comportamento strano? Qualcosa di inusuale?"

Cress ci pensò per qualche momento "non direi, a dire la verità non ero molto concentrata sul resto. Sembrava molto più passionale e focoso del solito. Ma non definirei inusuale la cosa"

"Aveva avuto altri incontri con il Tenente Bueller?"

"Non che siano affari pubblici, ma si. Bueller era il mio incontro bisettimanale del venerdì. Mi dispiace davvero tanto che sia morto. Era uno dei migliori"

Basta e Caytlin si guardarono un secondo "mi creda guardiamarina, non le chiederemmo queste cose se non fosse importante"

"Si si non importa, una cosa inusuale c'è stata. Alla fine mi ha chiesto se poteva tenersi le mie mutandine, diceva per fare poi uno scherzo al Tenente Xyr. L'ho trovato strano, ma magari stava solo scherzando dopo la soddisfazione sessuale. Comunque gliele ho lasciate"

"La ringrazio è stata molto utile, buon lavoro guardiamarina" disse Basta andando verso la porta subito raggiunto da Caytlin

"Mutandine per uno scherzo a Xyr? Ma che diamine..."

"Ragionaci, il clone precedente è stato scoperto perché era troppo ligio alle regole, troppo d'accordo con Xyr. Questo deve essere stato programmato meglio, inserendo una rivalità goliardica. Se ci ripensi nelle ultime due settimane cercava in ogni modo di farle saltare i nervi" disse Basta

"Hai ragione! Ora però mi fai sospettare di Xyr. Siamo sicuri che non sia un clone. Non ha risposto a nessuna provocazione" disse scherzosamente Caytlin

"Beh se Strauss lo esclude, ma più affidabile, se Hope lo esclude allora c'è da fidarsi" ribattè serio Lon

"Stavo scherzando" disse la rossa alzando gli occhi al cielo

"Meno male che ti è tornata la voglia di scherzare" disse Basta entrando nella sezione di ingegneria

"Posso aiutarvi?" disse Dohaan senza alzare lo sguardo da sotto un pannello

"Stiamo cercando il marinaio Lemmon. Puoi dirci dove possiamo trovarla?"

"L'ho mandata a sistemare dei relè. Sezione 59"

"Grazie James" disse Caytlin con voce civettuola

L'ingegnere capo della Hope venne percorso da un brivido che lo fece scuotere e alzandosi di scatto diede una testata contro la strumentazione

"Figurati... ehm per così poco"

"Perché lo hai fatto?" disse Basta appena si furono allontanati

"Lo sto allenando"



USS Hope - Ponte 10 Sezione 59
27/01/2401, ore 11:30


Il marinaio Lemmons scattò sull'attenti appena i due ufficiali superiori entrarono nell'angusto spazio a disposizione. L'intera sezione conteneva infatti il grosso della strumentazione del deflettore di navigazione ed era un dedalo di snodi di energia e reti bioneurali

"Riposo marinaio" disse Basta "siamo qui per una questione delicata. Stiamo svolgendo una inchiesta sulla morte del Tenente Bueller"

Con loro sorpresa la giovane scoppiò a piangere

"Su non faccia cosi, sappiamo che è stato un duro colpo" disse Caytlin sorreggendola

"Mi scusi signore" disse lei cercando di ricomporsi "sono ancora molto scossa. sa... noi eravamo... ehm intimi"

"È proprio per questo che siamo qui"

"Lo so, lui non cercava storie serie, ma io... gli volevo bene"

"Suzanne... posso chiamarti Suzanne?" disse Caytlin "hai notato qualcosa di diverso in lui? Cose che non aveva mai fatto?"

La giovane arrossì violentemente nascondendo il viso tra le mani

"Non c'è da imbarazzarsi, siamo tutti adulti e queste domande anche se intime sono molto importanti. Ti prego, ha fatto qualcosa di strano?"

"Si... nel nostro ultimo incontro è stato molto più... fantasioso e mi ha anche chiesto di tenere... beh di tenere le mie mutandine"

"Gli hai chiesto il motivo?"

"No, stavo per farlo, ma poi ho dato un colpo alla lampada e l'ho spostata e lui si è arrabbiato moltissimo"

"Non è un comportamento da Bueller... arrabbiarsi per un incidente"

"L'ho pensato anche io infatti stavo per andarmene, ma poi mi ha chiesto scusa e beh ... sono rimasta ancora un po'"

"Grazie Suzanne sei stata molto utile"

"Prego Tenente."



USS Hope - Alloggio del Facente Funzioni di Capitano Ferris Bueller
27/01/2401, ore 12:00


"E così siamo di nuovo qui. Cosa cerchiamo di nuovo?"

"Il Bueller clone si è arrabbiato per una lampada spostata. Perché?"

"Forse ci teneva particolarmente" disse Basta

"Ma... perché?" Caytlin spostò la lampada e notò un piccolo taglio nella moquette "beh ... guarda guarda... credo che qui ci sia la risposta"

Infilò le dita nella fessura e andando a tastoni trovò una barretta nera

"E questa cos'è?"

"Sembra un chip di comunicazione..." disse Basta guardandolo un po'

"Portiamolo da Tucci. Meglio farlo analizzare"



USS Hope - Sala tattica
27/01/2401, ore 14:00


"Visto che Tucci sta ancora analizzando il chip che avete trovato direi di passare oltre" disse Xyr "a breve riceveremo un ordine dalla Flotta stellare di recarci sulla Terra per testimoniare sugli eventi della Colonia Tazhot. L'ammiraglio Bates sta manovrando per far si che il ricorso di mio cugino venga trattato il prima possibile. Con questa scusa potremo lasciare la nostra posizione senza far intuire nulla a nessuno. Vi ricordo il massimo riserbo. Nessuno a parte noi dovrà sapere che stiamo cercando il vero Bueller. Sarà dura con gli altri membri dell'equipaggio, ma fino a che non saremo arrivati sulla terra e/o avremo una pista seria meglio non dare false speranze e soprattutto meglio evitare che una notizia cosi si sappia in giro. Non sappiamo se ci sono altri cloni a bordo"

"Non potremmo fare dei controlli sul personale?" chiese Melanne preoccupata

"Rischieremmo di far insospettire chi ha organizzato tutto. Meglio aspettare" rispose Xyr per poi proseguire rivolta agli altri "in libertà. Tenente Jones, tracci una rotta. Appena avremo l'ordine voglio arrivare sulla Terra nel minor tempo possibile"

"Lo consideri fatto"


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