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USS HOPE
Missione: 14
Titolo: Missione 14
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Brano: 14-00
Titolo: Missing in action
Autore: Tenente JG Caytlin
(aka Vanessa nd)
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Colonia Tahzot - 17/08/2399, ore 23.09


La notte, in cui erano finalmente pronti a completare la loro sacra missione,era molto calma.
Soltanto in un secondo momento, il più giovane dei quattro, quello che si chiamava Aser, aveva ricordato che nemmeno gli animali da guardia avevano reagito.
Anche loro erano avvolti dalla gradevolezza della debole brezza che caratterizzava la nottata.
Avevano atteso il calar dell'oscurità, prima di entrare in azione.
La navetta, che li aveva trasportati al punto di incontro, era una vecchia carretta con le parti meccaniche pressoché agonizzanti.
Il pilota, sebbene fossero stati costretti ad interrompere il viaggio due volte, non aveva mai aperto bocca.
Il primo atterraggio d'emergenza lo avevano avuto quando ancora non erano arrivati a metà strada.

Aser, che non si intendeva di meccanica e non aveva mai messo piede fuori da Andoria, si era seduto appoggiandosi ad un masso ai bordi della strada.
Era rimasto a fissare affascinato l'immenso cielo stellato, mentre gli altri erano indaffarati attorno alla navetta con non pochi problemi a svitare bulloni arrugginiti ed a arrovellarsi fra cavi e componenti elettroniche.
Dagli spezzoni di conversazione degli altri, Aser aveva capito che erano in ritardo e che non avrebbero avuto il tempo di fermarsi per mangiare... avevano sì ancora dell'acqua da bere, ma niente da mangiare: il replicatore di bordo, ovviamente, non funzionava a dovere.
Avevano ripreso il viaggio, ma poco lontano, il motore si era fermato di colpo e dovettero perdere quasi un'ora prima di riuscire a localizzare il guasto e ripararlo.
Il loro capo, un Bajoriano alto e pallido sulla trentina con una corta barba, aveva negli occhi quell'intensità e fervore che solo chi era profondamente convinto di stato prescelto dai Profeti poteva avere.
Aser non sapeva il suo nome e, conoscendo le regole di segretezza, non si era nemmeno sognato di chiedere chi fosse e da dove venisse.
Non sapeva neppure i nomi degli altri due.
Conosceva solo il proprio di nome, ma forse era meglio lo dimenticasse.

Finalmente arrivarono a destinazione: il buio si era fatto più intenso e tutto era calmo intorno a loro.
Appena scesi, la navetta scomparve... il pilota, ovviamente, anche in quel caso, non disse nemmeno una parola.
Si erano addentrati in un labirinto di strade anguste e si erano fermati vicino allo slargo antistante l'Istituto delle Operazioni Commerciali, una via di mezzo fra una banca, un mercato ed una sede di trattazioni di scambi economici.
La figura di un uomo era apparsa dinnanzi a loro come dal nulla.
Senza parlare, aveva fatto un cenno al loro capo ed i quattro lo avevano seguito.
Fu soltanto allora, mentre camminavano veloci nel buio di strade sconosciute, che Aser aveva iniziato a pensare seriamente a quello che avrebbero fatto entro breve tempo.
Portò la mano sul manico dell'Ushaan-thor: un'arma tipicamente Andoriana, molto piccola e ricurva a mezzaluna, usata tipicamente per i duelli.
Era stato suo zio, Gummer del Clan Clos, a parlargli per la prima volta dell'Ahm Tal, i servizi d'intelligence Andoriani, e della loro storica lotta contro la controparte Vulcaniana della V'Shar.
Notte dopo notte, erano rimasti seduti sul tetto piatto della casa paterna a parlare ed a guardare la distesa luccicante dei ghiacci di Andoria.

Aser sapeva che suo zio era profondamente impegnato in politica: sfrontato ed arrivista, era un diplomatico la cui influenza stava crescendo e che era sempre pronto a manovrare in segreto per aumentare il proprio potere.
All'inizio si era sentito lusingato che suo zio gli parlasse di politica: dell'importanza di Andoria all'interno della Federazione, del lustro dell'Impero Andoriano e di altre innumerevoli questioni per cui essere orgogliosi di essere Andoriani.

Quello che lo zio Gummer non poteva sapere è che non faceva altro che alimentare il suo fanatismo.
L'essere un Thalish, ossia appartenente ad una sottospecie di Andoriani, meno del dieci per cento del totale, caratterizzato da una carnagione di un azzurro molto chiaro ed antenne sottilissime che crescevano dalla fronte, era per lui una disgrazia.
Un dramma nato dall'apparente mancanza di attrazione che riusciva a generare nei confronti del gentil sesso. Le Andoriane lo snobbavano, lo ritenevano non degno delle loro attenzioni, non abbastanza guerriero, non abbastanza virile...
Le straniere lo osservavano come se fosse una ridicola deviazione dallo status tipico della razza, ma , mentre gli Aenar, anche loro minoranza nell'ambito degli Andoriani, erano vezzeggiati come carini e coccolosi, lui veniva deriso.
Quasi per gioco, era entrato in una specie di setta... fatta di ragazzi come lui, in qualche modo esclusi, che venivano indottrinati ed addestrati a svolgere incarichi di particolare rilevanza e segretezza.

In cambio, la setta concedeva loro di soddisfare i propri desideri...

Nel suo caso, avvenenti ragazze, più o meno consenzienti, gli erano state offerte per soddisfare i propri piaceri della carne ed il proprio insaziabile bisogno di essere apprezzato ed amato.
In cambio, era stato scelto per andare in una colonia formata da Bajoriani estremamente diffidenti con qualunque forma di stranieri... impegnati nella lotta per trasformare il loro piccolo mondo in uno stato che non avrebbe seguito altre leggi se non quelle dei Profeti, scevri da qualsivoglia influenza straniera.

Era passato più di un anno da quando era diventato membro di quella setta ed ora, finalmente, era stato scelto per la sua prima missione.

Mentre Aser seguiva i quattro uomini vestiti di nero attraverso i vicoli bui dove l'aria tiepida della notte era completamente immobile, ebbe la certezza che avrebbe esaudito i voleri dei suoi mandanti.

Gli stranieri dovevano essere cacciati, ma non li avrebbero scortati sino alle navi, sarebbero stati uccisi. E quelli che non erano ancora entrati nella piccola colonia, ci avrebbero pensato due volte prima di farlo.
La tua è una missione sacra, gli era stato ripetuto infinite volte. I Profeti dei Bajoriani ne gioiranno e ti ricompenseranno con donne al servizio dei tuoi piaceri... assumerai fiducia nei tuoi mezzi e potrai addestrarti per entrare nell'Ahm Tal, rendendo un servizio a tuo zio Gummer.
Quando sarà riuscito ad accumulare potere così come lui vuole, avrà bisogno di te, così come noi potremmo avere un prezioso informatore, ed il tuo futuro diventerà luminoso... amato e desiderato, temuto e rispettato.

Aser strinse con forza il manico intarsiato dell'Ushaan-thor.
Gummer glielo aveva dato la sera di un anno prima quando si erano salutati sul tetto della casa di suo padre: avrebbe dovuto donarlo alla figlia Xyr, ma era troppo diversa da lui per avere quel legame che, invece, lo zio sentiva di avere col nipote.

I pensieri di Aser furono interrotti, dal brusco fermarsi dei suoi compagni di missione: erano arrivati alla periferia della città, il vicolo sfociava in una piazza immersa nel buio e rischiarata soltanto dal cielo stellato sopra di loro.
Rimasero nell'ombra, addossati al muro di una casa, ad osservare, dall'altro lato della piazza, al di là di un'alta inferriata, la piccola villa dai muri di pietra.
L'uomo che li aveva guidati fin là scomparve silenziosamente fra le ombre.
Erano di nuovo in quattro. Rimasero immobili in attesa: tutto intorno regnava il silenzio e la calma più assoluta.
Aser non aveva mai provato una simile sensazione ad Andoria: nei suoi diciannove anni di vita non era mai stato avvolto da un tale silenzio.
Cercò di calcolare quanto tempo fosse passato da quando erano arrivati nella piazza.
Forse una buona mezz'ora e lui continuava ad avere fame: non aveva mangiato niente tutto il giorno.
Si sentiva la gola arsa, ma non avrebbe chiesto nulla.
L'uomo che li comandava si sarebbe adirato e tutte le sue aspettative di gloria sarebbero evaporate.

Continuarono ad aspettare finché tutte le luci nelle vicinanze non si spensero del tutto. Poi, il loro capo fece un cenno con la mano ed attraversarono rapidamente la piazza.
Un vecchio, con un bastone in mano, dormiva appoggiato al cancello della villa.
Una sorta di guardia, pensò Aser. Il loro capo lo toccò con un piede.
L'uomo non fece in tempo ad aprire gli occhi che il capo si chinò su di lui tenendo il suo coltello sulla guancia dell'uomo, bisbigliandogli qualcosa all'orecchio.
Il vecchio si alzò ed Aser capì dai suoi movimenti rigidi che era paralizzato dalla paura.
Il capo fece un cenno quasi impercettibile con la testa e l'uomo si allontanò zoppicando.
Spinsero il cancello che cigolò leggermente ed entrarono nel giardino avvolto nel silenzio.
Sull'alta porta della villa era affissa un targa, ma Aser non fece in tempo a leggerla che qualcuno appoggiò una mano sulla sua spalla.
Aser trasalì e si volse: era il capo che gli parlava per la prima volta, così sottovoce che neppure la brezza notturna poteva sentire quello che stava dicendo.

"Siamo quattro" sussurrò "Anche in quella casa sono quattro. Dormono, una persona in ogni camera. Le camere sono una di fronte all'altra in un corridoio. Sono persone di una certa età e non opporranno resistenza. Hanno rifiutato di lasciare questo paese di propria volontà, quindi devono essere uccise"
Aser annuì con un groppo alla gola, ma seguì gli altri ed entrarono nella casa, senza riscontrare particolari problemi a forzare la semplice serratura a combinazione elettronica.
All'interno, si diressero decisi verso la scala che portava al piano superiore qui il corridoio era illuminato dalla debole luce di una lampada.

Avanzarono in un silenzio assoluto e rimasero immobili un istante ad osservare le quattro porte chiuse.
Ognuno di loro, aveva estratto la propria arma.
Il capo mosse la testa come aveva fatto con il vecchio davanti al cancello: era venuto il momento.

Aser doveva agire con rapidità, evitare di fissare gli occhi, concentrarsi, invece, sulla gola e tagliare con un movimento rapido e sicuro entrò nella stanza, forse la persona stesa sul letto sotto un lenzuolo bianco aveva i capelli grigi, nella debole luce i lineamenti del suo volto erano confusi.
All'avvicinarsi di Aser la donna, perché di una donna si trattava, aveva aperto gli occhi, ma prima che avesse il tempo di gridare o di capire cosa stesse succedendo, con un singolo movimento Aser le aveva tagliato la gola, facendo un passo indietro per evitare che il sangue gli macchiasse gli abiti.
Poi, senza guardarla, si era girato ed era uscito dalla stanza.
Non erano passati più di trenta secondi: involontariamente li aveva contati nella sua mente.
Si avviò nel corridoio seguendo due degli altri quando udirono la voce bassa del quarto.
Si fermarono tutti come paralizzati.
C'era un'altra donna in una delle camere: una quinta persona.

Secondo le loro informazioni, non avrebbe dovuto essere in quella casa: non ci dovevano essere ospiti, né personale di servizio né guardie.
Era probabilmente un'estranea a tutto quello che stava accadendo, sicuramente anche lei era straniera.
Il capo entrò nella stanza.
Aser, che era dietro di lui, vide che la donna si era raggomitolata su se stessa, non in posizione fetale come si sarebbe aspettato, ma pronta a scattare.
La sua determinazione a sopravvivere sembrava vibrare nell'aria.
Aser non riuscì ad evitare un nodo alla gola.
Gli occhi neri della donna sembravano scrutare i quattro fin dentro le viscere.
Fu allora che accadde l'impensabile.



USS Hope - Ponte 2, Ufficio del Primo Ufficiale - 18/08/2399, ore 09.23


=^=Il Contrammiraglio Evelyn Lennox risulta essere dispersa... non sappiamo se prigioniera, in fuga ed impossibilitata a mettersi in contatto oppure se le è capitato qualcosa di peggio=^=

"Può essere più chiara?"

=^=Tenente Bueller...=^=

"Capitano prego" esclamò Ferris all'indirizzo di Deiara Vessa, la Comandante Napeana che sapeva far parte dello staff della Lennox, pur non avendoci mai avuto direttamente a che fare

=^=Tenente Bueller, lei è eccezionalmente il Primo Ufficiale della USS Hope, ho accettato di comunicare a lei e non, secondo logica, al Capitano Strauss le informazioni giunte in nostro possesso, in virtù di profondi raziocini basati sullo stretto legame affettivo fra il Contrammiraglio Lennox ed il Capitano Strauss. Non abusi della mia pazienza, millantando un grado che non possiede. L'Ammiragliato vuole piena luce sui fatti che hanno portato all'uccisione dei quattro leader della colonia Bajoriana ed alla sparizione del Contrammiraglio Lennox. Gli ordini che le invierò sono chiari: la USS Hope agirà a supporto. Il Capitano Strauss potrebbe riconoscere qualche segnale di aiuto lasciato dalla Lennox e voi gli offrirete il vostro appoggio. Ripeto supporto all'azione investigativa, non prendete iniziative personali senza previa autorizzazione=^=




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Brano: 14-01
Titolo: Prime indagini
Autore: Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di Klaa
(aka Silvia nd)
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USS Hope, Sala Tattica - 18/08/2399, ore 09.45


Bueller attese che tutti prendessero posto in silenzio. Il normale vociare dei ragazzi della Hope era attutito dallo sguardo fibrillante di Strauss. Sapevano che la sparizione, con tutto quello che poteva significare, dell'Ammiraglio Lennox avrebbe turbato il vero Capitano della Hope, ma nessuno avrebbe pensato in quel modo. Sedeva fisso immobile, gli occhi quasi strabuzzati nel leggere con furia le parole scritte nel dpadd che stringeva quasi a romperlo tra le mani, conscio che ogni secondo che passava era una possibilità in meno di trovare Evelyn viva.

"Signori, gli ordini dell'Ammiragliato sono chiari. Arrivati alla colonia Tahzot faremo rapporto al Capitano Robin Givens della USS Phoebe di classe Luna. So che sono più vicini di noi e arriveranno sul posto domani. Tenente Jones, vorrei arrivare poco dopo di loro"

"Preferibilmente interi" aggiunse Xyr intercettando lo sguardo preoccupato degli altri ufficiali al dare via libera al timoniere della Hope

"Ho già preparato una rotta" disse Luna inclinandosi in avanti coi gomiti sul tavolo visibilmente eccitata dalla prospettiva "tenendo la velocità massima di crociera di 9.975 potremmo arrivare tra trentasei ore, ma potremmo passare dentro la nebulosa MS873 e aumentare a 9.991 per circa quattro ore si ballerà un po' ma direi che potremmo arrivare tra 25 ore."

"9.991 per quattro ore?? Vuoi mandare in fumo la mia matrice del dilitio?" disse Dohaan agitato alla prospettiva di vedere i suoi motori sottoposti ad uno sforzo simile

"perché mi dice qualcosa la identificazione MS delle nebulose?" disse invece quasi sottovoce Rodriguez a Basta

"sta per Maelstrom, tempesta. Sono nebulose scosse da forti correnti ioniche" rispose Tucci quasi distrattamente

Ad eccezione di Strauss che sembrava fisso in un punto, tutti si girarono a guardarlo e poi a guardare Luna.

"Fammi capire la tua opzione è farci passare quattro ore ad una velocità smodata dentro una tempesta? Ho precisato che dovevamo arrivare interi" disse Xyr seriamente

"beh Comandante, ha detto, " rispose Luna con un mezzo sorriso.

Bueller stava per intervenire quando Strauss si alzò dalla sua poltroncina quasi scattando

"Lo faccia! ci fa risparmiare undici ore di viaggio. Chiamatemi quando arriviamo"

Detto questo uscì dalla sala tattica nel silenzio completo. Era la prima volta che faceva valere così il suo grado e tutti si girarono a guardare Bueller

"Beh l'avete sentito no? In libertà"



USS Hope, Ufficio del Primo Ufficiale - 19/08/2399, ore 08.51


"Avanti" disse Bueller alzando lo sguardo dal suo terminale

Xyr avanzò con un padd in mano

"ho il rapporto dei danni nel passaggio della nebulosa. I feriti sono già stati trattati dalla dottoressa"

Bueller diede un'occhiata al padd, la lista era impressionante "mi sembra un miracolo che non siamo andati in pezzi"

"già, avessimo avuto un altro equipaggio mi sarei opposta. Non ho ancora capito come abbia fatto Luna non farci mandare in pezzi dall'ultima onda ionica"

"credo che sia riuscita a farci surfare sulla cresta. Ma onestamente ho chiuso gli occhi" rispose Bueller "Ancora non credo che Strauss ci abbia fatto fare questa cosa"

"Già... è una cosa che avresti ordinato tu" commentò lei sedendosi

"Esatto! Lui dovrebbe essere qui per impedirci di fare questo tipo di cose. Onestamente non lo vedo molto bene"

"L'ammiraglio è una sua amica, ovvio che non voglia perdere tempo. Ognuno di noi non vuole perdere tempo"

"si e la cosa mi preoccupa un po'"

"Vuoi avere la prerogativa delle azioni sconsiderate?" lo punzecchiò lei

"No, ma ho bisogno di sapere che c'è sempre qualcuno che non si lascia turbare. Ed è il motivo per cui ho bisogno di te a bordo e diamine anche di Rest. E fino a ieri di Strauss, che sarà stato si paranoico, ma almeno era lucido"

"Beh teniamolo d'occhio. Dovremmo entrare nel settore tra meno di un'ora e in orbita della colonia tra esattamente cento minuti. E poi la nostra è una missione di supporto giusto?" disse lei sapendo benissimo che non sarebbero mai stati capaci di rimanere indietro. La Lennox era un po' la loro madrina e avrebbero fatto tutto per riportarla sana e salva

Bueller sorrise sornione e sollevo le spalle "ma certooo solo supporto... gli ordini sono ordini, no?"

Prima che Xyr potesse rispondergli il commbadge trillò

"Bueller"

=^=Capitano, stiamo per uscire dalla curvatura. Siamo entrati ora nel sistema Tool. Rileviamo la Febe in orbita del terzo pianeta=^= disse la voce della Jones

"Arriviamo!"



TOOL III, Colonia Tahzot - 19/08/2399, ore 10.55
Il piccolo away team composto da Bueller, Strauss, Basta e Caytlin si teletrasportò direttamente di fronte la piccola villa luogo del delitto.

La casa era cintata da un nastro rosso e una guardia bajoriana venne subito loro incontro

"Non si può entrare nella villa senza l'autorizzazione del Questore" disse quasi sgarbatamente

"allora ci porti dal Questore" disse Strauss parandosi davanti al bajoriano

"Come ho già detto agli altri Federali" disse quasi con sdegno "non posso muovermi da qui. Dovete andare al centro della colonia" indicò poi una direzione e tornò al suo posto.

"ci ha ricordato molto sgarbatamente che siamo ospiti qui. stiamo all'occhio" disse Bueller

"Si ma se si mettono in mezzo con le nostre indagini non mi interesserà provocare un incidente diplomatico" disse Strauss allungando il passo.



TOOL III, USS Hope, Plancia - 19/08/2399, ore 10.55


"Dalla Phoebe ci hanno mandato i risultati delle loro scansioni del settore" disse Rodriguez girandosi verso Xyr che sedeva al momento sulla poltroncina del capitano.

"Bene, signor Tucci voglio che ripeta le scansioni e voglio sapere il movimento di ogni navetta o nave che è entrata nel settore nelle ultime 72 ore. Signor Rodriguez, non so se ci verrà bene, ma voglio sapere tutto sulla Phoebe. Conoscendo il Capitano è meglio prevenire"

"si signore" dissero i due in contemporanea



TOOL III, Colonia Tahzot, Questura - 19/08/2399, ore 11.07


Arrivati alla Questura della Colonia, un'alta torre a cupola di stile classico per l'architettura bajoriana edificata certamente con l'intento di rimarcare l'appartenenza culturale e politica, il gruppo trovò l'away team della Phoebe nella sala d'attesa.

"Avete fatto presto, non vi aspettavamo prima di domani" disse l'afroamericana coi gradi di Capitano che nonostante avesse passato la cinquantina era ancora decisamente avvenente "Sono il Capitano Robin Givens, lei deve essere il Capitano Strauss"

La donna fece un passo avanti stringendo la mano saldamente sia a Strauss che a Bueller, con una presa che voleva dimostrare di avere perfettamente il controllo della situazione nonostante evidentemente i rappresentanti della Colonia stessero facendo difficoltà.

Fatte le presentazioni con il comandante Douglas, capo della sicurezza, una montagna di due metri per oltre cento chili di muscoli, e il tenente Caseras, l'ufficiale scientifico, una latina poco più che ragazza che sembrava uscita da un fumetto più che dall'Accademia della Flotta, il Capitano Givens riprese subito la parola.

"La comunità è chiusa e stanno nascondendo qualcosa. Lo dimostra il fatto che ci stanno facendo aspettare"

"Non abbiamo tempo da perdere però!" disse Strauss, praticamente scavalcando la sua parigrado e andando verso il bancone dove una guardia li stava discretamente tenendo d'occhio "Sono il Capitano Strauss, dobbiamo parlare immediatamente con il Questore"

"Come ho detto al Capitano Givens, il Questore è in riunione. Vi riceverà quando potrà"

"Stammi bene a sentire, se il Quest..." cominciò a dire Strauss puntando il dito contro la guardia venendo interrotto dalla mano di Bueller sulla spalla.

"Capitano... meglio non inimicarci questa gente. So che abbiamo fretta, ma farli arrabbiare ci farà solo perdere altro tempo" disse Ferris guardandolo negli occhi a lungo.

Lentamente, quasi con uno sforzo, Strauss tirò indietro il braccio e si voltò tornando verso il gruppo. Il suo viso mostrava rabbia e frustrazione solo per non mostrare la pena e la paura che aveva dentro.

Bueller gli si parò davanti fissandolo negli occhi e condividendo con lui i suoi timori anche se solo con lo sguardo.

"La troveremo" disse semplicemente come se qualsiasi altra parole fosse superflua.

La rabbia di Strauss si spense come una secchiata d'acqua su un fuoco lasciando solo ceneri bruciate e fumanti

"speriamo di trovarla viva" disse quasi sottovoce. Chiuse gli occhi e quando li riaprì Bueller vide che l'antico sguardo del suo superiore era tornato.



TOOL III, Colonia Tahzot, Questura - 19/08/2399, ore 12.11


"Capiamo le vostre perplessità politiche, Questore, ma qui si tratta di una Ammiraglio della Flotta Stellare che è stato rapito a nella casa di vostri capi colonia uccisi brutalmente. Vogliamo avere subito accesso a tutti i dati in vostro possesso altrimenti chiederemo alla Flotta Stellare di ritirare il proprio appoggio a Bajor. Vorrei proprio sapere cosa ne penseranno i Profeti a sapere che è stata colpa vostra" il tono della Givens era calmo e tremendo, sottolineando enfaticamente il puntando il dito contro l'amministrazione della colonia.

Il Questore li guardò pensieroso. Aveva rinviato quell'incontro più che aveva potuto, ma alla fine sapeva che avrebbe dovuto cedere.

"I quattro capi avevano avuto degli avvertimenti, ma non avevamo preso sul serio la cosa, sembravano minacce a vuoto di fanatici. Ma alla luce di quanto è successo ci siamo dovuti ricredere abbiamo un problema , ma dovremmo essere in grado di gestirlo. Questi criminali hanno dimostrato di non avere grandi mezzi"

"Come fa a dirlo?" intervenne Bueller guadagnandosi un'occhiataccia da parte della Givens che ignorò stoicamente.

Il Questore fece un sospiro "quanto state per vedere è l'unico filmato che abbiamo. Non avremmo niente se non fosse per quello che è successo che ha interrotto la schermatura che avevano predisposto"

Digitò una serie di comandi sul suo terminale e partì un video. Riprendeva l'angolo della strada con la villa proprio dal punto in cui si era teletrasportato l'away team. I minuti passavano e non succedeva nulla finché un lampo scosse il video. Subito dopo la schermatura olografica si dissolse in più punti, una scatola che era quasi sicuramente il proiettore olografico sembrava fosse esploso. Probabilmente le batterie avevano ceduto allo sforzo della simulazione olografica. Persone accorrevano da diverse parti per capire cosa aveva provocato l'esplosione e subito dopo tre bajoriani e uno strano andoriano trascinavano fuori dalla casa l'ammiraglio Lennox svenuta. Sorpresi di trovarsi di fronte una folla chiedevano aiuto con un comunicatore e dopo qualche secondo venivano teletrasportati via.

"Li avete identificati?" disse la Givens rompendo il silenzio.

Sia Bueller che Strauss erano ammutoliti nel vedere Lennox svenuta, ma non ferita.

"probabilmente sono mercenari..." disse il Questore sospirando "ma non sappiamo ancora chi siano"

"Vorrei una copia di questo video, signor Questore. Vorrei farlo esaminare dal mio ufficiale scientifico e vorrei anche fargli esaminare i detriti dell'esplosione" disse Bueller

"Dovete capire una cosa. A breve ci saranno le elezioni per il nuovo Questore e non posso farmi vedere troppo accondiscendente con le ingerenze esterne alla colonia, ma la situazione è grave... potete prendere tutto quello che vi serve, solo non fatelo sapere in giro"




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Brano: 14-02
Titolo: Verità esagerate
Autore: Tenente Ferris Bueller
(aka Franco Carretti)
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TOOL III, Colonia Tahzot, Base segreta - 19/08/2399, ore 14.00


La grotta puzzava di elementi chimici e sudore. L'Ammiraglio Lennox fece un verso disgustato mettendo il cuscino della sua branda contro il muro della cella per poi appoggiarsi in modo più soddisfacente.
Nella piccola base segreta di quella marmaglia ferveva l'attività. Almeno venti, fra uomini e donne. Tutti adeguatamente armati e tutti con la luce del fanatismo che gli illuminava gli occhi.
Non la vedeva per niente bene...

Ancora non capiva bene perché l'avessero risparmiata. Dopo aver steso il suo assalitore, che comunque era sopravvissuto purtroppo, stava invecchiando doveva riconoscerlo, era stata sopraffatta dagli altri tre. Aveva finto di essere svenuta ben sapendo che non poteva fare molto, soprattutto per i suoi amici che ora giacevano in delle pozze di sangue.
E pensare che stava solo progettando la sua pensione... era venuta a trovare Kolose, suo vecchio conoscente, per acquistare da lui le sue proprietà su Bajor. Aveva sempre amato quel pianeta, ed ora che era finalmente rinato, era diventato un vero paradiso.
Kolose si era ormai stabilito alla colonia ed era un'ottima occasione per impossessarsi del suo terreno nella provincia di Hedrikspool dove trent'anni prima era stata creata una bellissima riserva naturale. Una bella casa, l'aveva visitata una volta dieci anni prima e un favoloso giardino che lo stesso Kolose aveva curato per anni. Cosa poteva volere di più una donna? Per un attimo il volto stralunato di Strauss fece capolino nella sua mente ma lo scacciò con una scrollata di spalle, quegli anni erano passati ormai.

"Sono due..." la voce di una delle guardie le fece alzare la testa "Due navi federali sono in orbita. Avevi ragione Ky..."
"Niente nomi stupido!" lo ammonì l'altro "Sapevo di aver già visto questa donna... è una preda molto preziosa per noi."
"Una carta in più da giocare" commentò il bajoriano alle comunicazioni.
"Informati su quelle navi e poi fammi rapporto. Mantenete le comunicazioni al minimo e non scopriranno mai che siamo sotto i loro nasi."

Certo doveva dargliene atto, erano stati furbi. Aveva visto il capo del gruppo di assalto che premeva su un telecomando e il loro proiettore di ologrammi era saltato permettendo ai cittadini della Colonia di accorgersi della loro presenza, poi avevano finto una fuga precipitosa con un teletrasporto di emergenza, ma quella non era stata la loro destinazione finale, il segnale era solamente rimbalzato sulla navetta per poi terminare in quella che sembrava una grotta naturale sotto cissà quanti chilometri di roccia. In pochi avrebbero potuto capire il trucco e molti meno calcolare la vera destinazione della fuga.
Ma perché tenerla in vita? Il fatto che l'avessero riconosciuta aveva giocato a suo favore, altrimenti adesso si sarebbe trovata a terra in una pozza di sangue, ma la sua presenza era solo una coincidenza. Nemmeno lei sapeva che Kolose si trovasse su quella Colonia se non dopo aver cercato di contattarlo su Bajor.
Sicuramente l'avrebbero sfruttata per altro, doveva capire per cosa se voleva sopravvivere.

Da quel poco che aveva capito e percepito, la combriccola era composta da fanatici religiosi del culto del Profeti. Uno di quei culti estremisti nati dall'odio raziale post guerra e che purtroppo non accennavano a scomparire. Però il loro capo era tutta un'altra storia, in lui leggeva ben altro.
A differenza dei suoi uomini, quel tipo sembrava più che si sforzasse di celebrare i rituali della setta e anzi faceva di tutto per essere impegnato nel momenti in cui gli altri pregavano. Un misto di timore a presentarsi davanti ai suoi dei e il menefreghismo di chi ha altri piani.
Possibile che quei fanatici fossero utilizzati per un piano ben più grande? Forse.

"Non è che si può avere qualcosa da mangiare?" chiese lei mantenendo un tono tranquillo, come se quel genere di cose le capitassero tutti i giorni.

Il capo della banda la guardò e poi fece un cenno al giovane andoriano seduto in un angolo da solo. Quel giovane era l'unico straniero in mezzo a tutti quei bajoriani... aveva scritto sulla fronte le parole 'vittima sacrificale'.

Il ragazzo, che fino a quel momento si stava guardando le mani, com se fossero ancora sporche del sangue versato, si alzò e frugò sul tavolo pieno di strumenti e parti di armi. Fra le mani reggeva ora un piatto sbreccato con un tozzo di pane raffermo e quello che sembrava del formaggio.

"Fattelo bastare." commentò facendolo passare fra le sbarre della cella e buttandolo sulla branda della donna.

Per ore Evelyn aveva letto le auree empatiche dei suoi carcerieri e in tutti aveva visto solo rabbia, risentimento e determinazione. Un qualcosa che solo dei fanatici potevano provare così a lungo. Anche il giovane andoriano aveva gli stessi sentimenti, ma in lui leggeva anche frustrazione e confusione. Niente dubbi sui quali fare leva, ma incomprensione su quello che il gruppo aveva intenzione di fare e frustrazione per non riuscire a capirlo.
L'unica cosa che poteva fare era capire il loro piano e cercare almeno di mandarglielo in malora. Forse spaventarli avrebbe aiutato a fargli sciogliere la lingua? O per lo meno, avrebbero potuto vantarsi del loro geniale piano e dire qualcosa di più preciso su cui lavorare... ma come farlo?

"Ky... ehm... Capo, le due navi sono: la USS Phoebe e la USS Hope."

A sentire quel nome, il cuore della Lennox compì un balzo avanti. I suoi ragazzi! Che diavolo ci stavano facendo lì? Prima di andare in pensione avrebbe rintracciato l'ammiraglio che aveva ordinato ai suoi ragazzi di mettersi in pericolo per cercarla e avrebbe fatto due chiacchiere con lui.

"Che c'è donna? So che hai riconosciuto il nome di quelle navi... il tuo voltò ti ha tradito." quello che veniva definito il capo, si avvicinò alle sbarre guardandola intensamente.

"La Phoebe è una nave scientifica di classe Luna, forse è arrivata per le rivelazioni del caso e per trovare tutte le informazioni di cui hanno bisogno..."
"E l'altra nave?" chiese di nuovo l'uomo senza smettere di guardarla.
"Oh, gli altri sono i cacciatori... non avete proprio idea dei guai in cui vi siete cacciati." rispose l'ammiraglio con un sorrisetto sardonico dipinto sul volto.
"Sono solo degli stupidi federali, con noi abbiamo i Profeti. Non abbiamo paura dei tuoi cacciatori." commentò il bajoriano che aveva scovato le informazioni.
"Fate male... la prima volta che li ho conosciuti avevano azzerato da soli un cartello criminale Ferengi. Brutta storia, la Flotta dovette insabbiare la faccenda... quell'equipaggio è sempre stato il mio peggior incubo, sono talmente fuori controllo che hanno addirittura due capitani."

"Due?" chiese l'addetto alle comunicazioni con gli occhi spalancati dalla sorpresa.

"Nel caso che il secondo non potesse più... dare ordini" disse Evelyn con tono che lasciava intendere tutt'altro.

"Stupidaggini! Tienimi aggiornato ogni ora su quello che faranno i federali" esclamò il capo del gruppo allontanandosi ma l'altro uomo continuò a tenere gli occhi puntati sulla donna.

"C'è il Capitano Strauss..." iniziò a raccontare l'ammiraglio, come se parlasse più per se stessa che hai suoi carcerieri "E' un esperto in intrighi e macchinazioni, per anni ho avuto il sospetto che in realtà fosse un membro di qualche agenzia segreta della quale nemmeno la federazione ammette l'esistenza.
Poi il Capitano Bueller, ve l'avevo detto che ce ne sono due no? Strauss l'aveva scelto come scusa per usarlo come capro espiatorio, però la cosa gli è sfuggita di mano. Bueller è bravo... cielo se è bravo. L'ho visto fare cose che nemmeno il Capitano più decorato della Flotta avrebbe mai fatto e forse nemmeno il peggiore... non ha remore, non ha paura di nulla. Se ha qualcosa in mente la fa senza preoccuparsi di niente... e qualcuno potrebbe anche pensare che il suo equipaggio si tirerebbe indietro. Ah!" L'esclamazione della Lennox fece trasalire quelli che si erano avvicinati per ascoltarla.

"I suoi uomini sono pure peggio di lui! Il timoniere è una mezza klingon che si diverte a lanciare la nave nelle peggiori tempeste. Lo volete sapere com'è diventata tenente? Ha distrutto un D'Deridex romulano guidando all'interno di una tempesta di plasma e non è tutto, l'ha fatto mentre le truppe d'assalto romulane avevano invaso la nave! Solo che quei poveracci si sono trovati contro il tenente Basta e il tenente Rest... quella coppia mi da i brividi. Rest è un vulcaniano talmente glaciale e calcolatore che la sua sola presenza abbassa la temperatura di una stanza, Lon Basta è invece un macchina assassina guidata dal vulcaniano. Loro due e pochi altri uomini della sicurezza hanno bloccato un intero continegente romulano costringendoli alla resa. E nessuno di loro ha voluto dirmi di preciso come hanno fatto... e io a dirla tutta non so se lo voglio sapere."

L'uomo delle comunicazioni deglutì.

"Poi ci sono i tenenti Caytlin e Graahn. La consigliera di bordo è tanto bella quanto scaltra, potrebbe convincere un sasso che sa volare. Secondo me tiene in pugno il Capitano Bueller, ogni volta che lei lo guarda gli occhi di lui si spengono come quelli di un automa. La Dottoressa Graahn invece mi pento di averla assegnata a quella manica di pazzi. Era una ragazza gentile e insicura anche se molto brava nel suo lavoro... ma durante una missione è stata posseduta da un'entità incorporea, un assassino assoldato per uccidere un diplomatico e da quel giorno non è più la stessa. Lo stesso Basta se ne tiene alla larga quendo lei è arrabbiata per qualcosa."

I rapitori che la guardavano, ed era un numero ogni momento più alto, si guardarono ansiosi.

"Poi vediamo... c'è Doohan, il bellissimo capo ingegnere della Hope. Ho visto ufficiali donne di alto grado contendersi le sue attenzioni, persino io, lo devo ammettere, non riesco a togliergli gli occhi di dosso quando è nella stanza. Eppure, nonostante questo, lui guarda le donne che lo venerano e se ne va come se fossero dei semplici oggetti espositivi. Ci sono voci che dicono che una certa principessa su Kaferia si sia talmente innamorata di lui da mettere una taglia per averlo vivo tutto per lei. E poi Tucci! Oh si il tenente Tucci... pensate che il vostro trucchetto con il teletrasporto vi metta al sicuro? A mio parere quell'uomo è lo scienziato più intelligente della federazione ma credete che gli importi? Per lui il mondo intero non esiste, esistono solo i suoi calcoli e la sua scienza. Potrebbe teletrasportare qui delle tossine solo per studiarne gli effetti sui bajoriani."

Molti dei rapitori sbiancarono e parvero lanciare occhiate ansiose attorno a loro.

"Poi c'è Rodriguez. Non ne ho le prove, ma sono certa che controlli più di un cartello criminale. Orioriani, Ferengi... tutti gli devono dei favori. Potrebbe comprarsela la federazione se solo facesse sul serio. Una volta gli chiesi perché facesse tutto questo e lui mi ha risposto 'per divertimento'... si diverte capite?"

"Hai finito con le tue chiacchiere?" il capo era tornato e il suo sguardo rimise in riga i suoi sottoposti.

"Manca solo una..." tutti tornarono a voltarsi verso la Lennox che li guardava con sguardo divertito "La peggiore di tutti: lei non ha sentimenti, nel suo sangue scorre solo il codice della Flotta Stellare e lo usa alla lettera. Nemmeno io lo conosco a memoria ma conosco alcuni codici fondamentali: La federazione non tratta con i terroristi, l'uccisione di un ammiraglio della Flotta Stellare è punibile con la morte... Xyr del Clan Clos ci andrà a nozze con voi."

In un angolo della caverna il giovane andoriano fece cadere gli oggetti che teneva in mano. Era ancora più bianco del suo colorito normale e gli occhi erano spalancati. Anche da quella distanza l'Ammiraglio Lennox percepì la paura come un onda di marea... aveva trovato il punto debole dei terroristi.

"Bingo!" sussurrò stringendo gli occhi.



USS Hope, Plancia - 19/08/2399, ore 14.15


"Mi fischiano le orecchie..." borbottò Rodriguez
"Qualcuno starà parlando di te" rispose Basta continuando il suo lavoro.
"Spero bene!"
"Ne dubito..."




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Brano: 14-03
Titolo: I cacciatori
Autore: Tenente JG Lon Basta
(aka Silvia Brunati)
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TOOL III, Colonia Tahzot, Residenza di Kolose - 19/08/2399, ore 23:22


Lon Basta, con le mani incrociate sul petto e la testa leggermente piegata verso destra, studiava ad occhi socchiusi l'edificio come se questo fosse in grado di parlargli. Era così immobile che, nel buio in cui era la piazza in quel momento, era quasi impossibile vederlo.

"Allora?," Basta non diede alcun segno di aver sentito il bisbiglio che proveniva alle sue spalle. Sistemando meglio lo zaino sulle spalle Luna si portò al suo fianco. "Allora?" Chiese ancora.

Un sospiro appena percettibile tradì il fatto che il betazoide non fosse diventato improvvisamente una statua di pietra. "Spiegami ancora perché siamo qui a quest'ora senza autorizzazione, in abiti civili." Fu la rapidissima risposta che Luna sentì solo perché era a pochi centimetri da lui. Ciò nonostante chiese: "Eh?"

A quel punto Basta le lanciò un'occhiataccia al quale lei rispose con un sorriso innocente.

"Perché ho pensato che tu potessi usare il tuo mojojo per capire cos'è successo." Gli spiegò magnanima avendo pietà di lui.

"Il mio cosa?"

"Il tuo mojojo, quella roba che ti ha insegnato tuo zio, sai, quando ti faceva vivere come un recluso e ti dava lezioni di sopravvivenza..." Si interruppe vedendo Basta irrigidirsi e girarsi lentamente verso di lei.

"Che ne sai tu di mio zio?"

Per tutta risposta Luna roteò gli occhi, "San Francisco, dopo che ti ho pestato, quando ci siamo visti in quel locale..."

"Vuoi dire quando mi hai seguito in quel locale?"

"Dettagli. Ti ricordi che abbiamo finito tutti gli alcolici? Abbiamo avuto un momento di comunione quella sera io e te, quasi commuovente, tu mi hai parlato del tuo passato e io..."

"Mi hai fatto ubriacare per farmi parlare." L'interruppe secco Lon.

"Esatto."

Basta resto a fissarla in silenzio. "E' difficile che io mi ubriachi."

"Che importa ora! Usa il tuo mojojo!" Sbottò Luna indicando con le mani l'edificio, "ricostruisci l'azione! Immedesimati."

"Che differenza c'era nel farlo di giorno?"

"Di giorno non avremmo potuto fare questo," rispose Luna estraendo uno strumento dallo zaino che fece accigliare Basta e inserendo un comando, "ok, adesso le telecamere non possono vederci, abbiamo esattamente..." controllò lo strumento, "lo stesso tempo che hanno avuto gli assalitori." E guardò Basta con aspettativa. "Mojojo, su su." Lo incoraggiò.

"Non voglio nemmeno sapere dove l'hai preso," commentò Basta con un sospiro per poi portare l'attenzione all'edificio e iniziare a muoversi.

"Meglio," mormorò Luna seguendolo, "ho fatto una simulazione del tempo che sarebbe occorso agli assalitori per entrare nella villa, arrivare alle camere, compiere il loro efferato omicidio, perdere tempo a lottare con l'ammiraglio e uscire quando il loro sistema di mascheratura è saltato." Gli sussurrò mentre si avvicinavano all'ingresso della villa, "non dobbiamo fare altro che ripetere gli stessi passi e..." Si fermò di botto per evitare di urtare Basta che con le mani ai fianchi fissava il cancello accigliato.

"Quanto tempo avrebbero impiegato secondo la tua simulazione a fare tutto?"

"Dieci minuti." Rispose subito Luna.

"Uhm," commentò Basta studiando il cancello prima di iniziare all'improvviso a muoversi. "Allarmi?"

Senza perdere tempo a discutere come mai gli facesse domande le cui risposte era certa lui conoscesse già, Luna guardò immediatamente i suoi appunti, "non mi risulta, avrebbe dovuto esserci una guardia, più un custode, ma..."

"Uhm," sempre più accigliato Basta aprì il cancello e attraversò il giardino fino a raggiungere la porta principale. Entrarono nell'edificio silenzioso e si guardarono attorno. "Le stanze sono nel corridoio l'una di fronte all'altra," sussurrò Luna chiudendosi la porta alle spalle. Basta si incamminò nella direzione indicatagli e raggiunse la prima porta. "Tempo?" Chiese aprendola.

"Sono passati tre minuti."

Il betazoide entrò nella stanza, raggiunse il letto e simulò l'atto di colpire qualcuno disteso, poi tornò indietro. Sulla soglia Luna continuava a controllare il tempo, "se aggiungiamo i minuti persi nella colluttazione con l'ammiraglio direi che ci siamo." Poi lo guardò. Basta ricambiò il suo sguardo. Rimasero a fissarsi per un tempo che alla pilota sembrò lunghissimo poi l'altro sospirò prendendosi l'attaccatura del naso fra l'indice ed il pollice.

"Conoscevano la casa, sapevano che non c'era un allarme, conoscevano la posizione di ogni ospite perché dieci minuti non sono sufficienti se devi cercare le persone che devi uccidere. Non metti in piedi un piano del genere se non hai un informatore interno o vicino alle vittime o se non hai fatto un sopralluogo prima."

Mentre parlava Luna prendeva appunti e annuiva. "Come sono arrivati qui? Hanno usato un teletrasporto come quando sono andati via? Hanno usato una nave?" Poi scosse la testa correggendosi, "Edison ha ripetuto le scansioni e non c'era nessuna navetta non autorizzata in orbita. Quindi dove sono andati?" Sollevò la testa guardando Luna come se lei avesse la risposta e si rifiutasse di dargliela, lei si limitò a fissarlo di rimando. "Hanno usato uno shuttle?" Continuò Basta, "abbiamo fatto scansioni di shuttle che decollavano?"

A quella domanda la pilota sollevò l'indice per dirgli di aspettare.

"Jones a Rest, il signor Tucci ha controllato eventuali voli nell'orbita del pianeta o nell'atmosfera del pianeta verso l'ora dell'attentato?"

=^=No.=^=

"Dobbiamo vedere se nei rapporti che ci hanno girato o che ha la Phoebe, se hanno interrogato la guardia/custode, o se per caso c'erano dei dipendenti che si occupavano della villetta o del giardino," aggiunse guardando Basta mentre parlava con Rest, "è probabile che non fossero degli sprovveduti, quindi dovevano conoscere la casa nei dettagli e sapere dove ciascuna vittima avrebbe dormito."

=^=Quindi i miei calcoli erano esatti,=^= fu la laconica risposta di Rest alla quale Luna rispose roteando gli occhi.

"Si, si, i suoi ragionamenti erano corretti," gli rispose, "il mojojo di Basta lo ha confermato."

=^=Il cosa?=^=

"Nulla,a più tardi tenente." Uno sbotto sfuggi a Luna quando notò lo sguardo di Basta. "Che c'è? A qualcuno lo dovevo pur dire! Almeno se ci avessero arrestato avremmo potuto dire di essere in missione. Ottimo lavoro, sapevo che il tuo mojojo avrebbe funzionato," ripose nello zaino il padd. "Andiamo a bere qualcosa?"

"Non dimentichi una cosa?"

"No, abbiamo fatto la nostra prova, possiamo andare."

"Le telecamere avranno ripreso a funzionare ora," la corresse lui, "come usciamo da qui?"

"Oh quello, la simulazione finisce quando lo voglio io," gli rispose Luna mostrandogli lo strumento che aveva in mano con un sorrisetto, "questo non salta come quello che hanno usato loro."

"Non trovi strano che per essere così organizzati abbiano usato materiale scadente?"

A quella domanda Luna sfiorò nuovamente il comunicatore.



TOOL III, Colonia Tahzot, Locale nella periferia - 20/08/2399, 01:00


"Spiegatemi ancora perché siamo qui," chiese Melanne Grahan cercando di farsi sentire al di sopra della musica.

"Ufficialmente perché ci serviva una distrazione," le rispose Caytlin perfettamente a suo agio nell'atmosfera caotica, "ufficiosamente volevo farmi un'idea su clima della colonia." Melanne seguì il suo sguardo in direzione del bar dove Dohaan stava cercando di ordinare da bere. "Dato che è la Phoebe a dirigere le indagini," continuò Caytlin con un sorriso che le illuminò tutto il volto, "nulla ci vieta di occuparci dei dettagli, ovvero di quei particolari che loro potrebbero eventualmente trascurare."

"E questo comporta..."

"Uscire e divertirsi," concluse la sua frase il consigliere, "e nello stesso tempo studiare la situazione generale. Vedi per esempio quella coppia in quell'angolo?" Le disse indicando un tavolo sul fondo del locale, dove due bajoriani, un uomo ed una donna, sorseggiavano le loro bevande chiacchierando animatamente. "Lui è cotto di lei, ma non vuol darlo a vedere per questo si guarda ogni tanto attorno come se fosse interessato anche alle altre donne presenti. Lei invece non nasconde nulla, ma tutte le volte che lui si guarda attorno, la sua espressione si fa triste."

"E questo cosa ti dice del clima della colonia?"

"Che è sano, almeno in apparenza."

"E quella donna al bancone? Quella vicina a James?" Le chiese Melanne palesemente intrigata dalla capacità di osservazione dell'altra. Caytlin si girò nella direzione indicata e socchiuse appena gli occhi prima di tornare a guardarla sorseggiando con grazia la sua bibita.

"Impegnata, ma dal modo in cui guarda James ancora non per molto."

"Come fai a dirlo?" Le chiese Melanne sorpresa. Caytlin sorrise.

"Dall'atteggiamento innanzitutto, continua a guardare in direzione di James e nello stesso tempo verso quel gruppetto poco distante come se non avesse paura di essere scoperta."

"Oh," commentò Melanne sorpresa.

"E qualche minuto fa baciava uno di quei ragazzi," concluse ridendo Caytlin. "Comunque sia," proseguì guardandosi ancora attorno, "ho scelto questo locale perché è uno dei pochi, non che ce ne siano molti in questa colonia, dove non saremmo saltati troppo all'occhio. Qui non ci sono solo bajoriani." Concluse con un sorrisetto soddisfatto.

"Se dovessi dare una mia opinione direi che è una sana e tranquilla atmosfera," annuì Melanne ricambiando il sorriso, "quindi anche se non ne ricaviamo nulla, mi sta bene anche la serata per distrarsi." Concluse con un sospiro.

"C'è qualcosa che non va?" Le chiese Caytlin riportando l'attenzione su di lei.

Melanne scosse la testa, "No, non c'è nulla che non vada."

"Dal tono in cui lo dici, sembra tutto il contrario." Caytlin la obiettò con un sorriso amichevole.

Prima che però Melanne potesse rispondere un grido rabbioso interruppe il loro discorso.

Entrambe si girarono verso il bancone dove un bajoriano enorme aveva afferrato per il bavero Dohaan e, senza pensarci Melanne si alzò di scatto correndo verso i due. Mentre stava per imitarla Caytlin incrociò lo sguardo di un bajoriano che la fissava senza preoccuparsi troppo di nascondere l'odio. Istintivamente sorrise.



USS Hope, Infermeria - 20/08/2399, ore 03:00


Basta entrò nell'infermeria con uno sguardo così scuro che l'infermiera Nudges arretrò istintivamente di un passo e senza che lui le chiedesse nulla indicò immediatamente l'ufficio di Melanne Grahan. Senza una parola il betazoide si diresse immediatamente nella direzione indicata.

"Fuori." Sibilò all'infermiere che si stava occupando dello zigomo della dottoressa.

"Ma verament..:"

"Ho detto: fuori," ripeté seccamente fissando Melanne.

L'uomo passò lo sguardo fra l'una e l'altro fino a quando la Grahan non gli fece un cenno d'assenso. Non appena le porte si chiusero alle sue spalle Lon aprì la bocca.

"Se sei venuto per dare ordini nella mia infermeria, quella è la porta." Lo interruppe Melanne sospirando.

"Non vado da nessuna parte fino a quando non mi spieghi cosa ti è saltato in mente," ribatté lui digrignando i denti.

Girando attorno alla scrivania per sedersi, Melanne si massaggiò lo zigomo arrossato. "Intendi dire quando ho accettato di andare con Caytlin a bere qualcosa?" Chiese con aria innocente.

A quella risposta Lon serrò la mascella, "non fare la furba Melanne! Ho letto il rapporto."

"Oh per la miseria Lon!" Esclamò lei esasperata, "non è successo nulla! James ha attirato l'attenzione della donna sbagliata tutto qui!"

"E la parte in cui ti sei ritrovata davanti ad un pugno?"

"Non è nulla che non potrebbe accadere a chiunque cerchi di interrompere una rissa," ribatté lei stringendo le spalle con indifferenza.

"Si ma..:"

"Non propinarmi di nuovo la storia che tu sei addestrato e io no," lo minacciò lei iniziando ad arrabbiarsi, "perché i corsi di autodifesa li ho fatti anche io Lon Basta! E se solo ti azzardi a dire che non era compito mio intervenire puoi tranquillamente girare sui tacchi ed andartene."

Il betazoide fissò il dito indice teso nella direzione della porta, poi tornò a guardare lei.

"Non sei sufficientemente addestrata ad affrontare una rissa," le disse a denti stretti e fu investito da un mare in tempesta che minacciò di schiacciarlo "Fuori!" Sibilò Melanne alzandosi e indicando la porta.

Temporaneamente senza fiato Lon non reagì fino a quando non se la ritrovò davanti che lo fissava furibonda. "Tu," gli disse lei colpendolo più volte con la punta dell'indice sul petto sottolineando ogni parola, "non hai alcun diritto di decidere se io sono o non sono in grado di fare qualcosa!"

Come se fosse affascinato dal dito della mano di Melanne, Lon restò in silenzio per alcuni lunghissimi secondi quando lei ebbe finito di parlare. "Hai ragione." Le disse quando finalmente ritrovò la parola.

Fu a quel punto che Melanne lo baciò.




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Brano: 14-04
Titolo: Una nuova pista
Autore: Tenente JG Melanne Graahn
(aka Maddalena Duci)
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TOOL III, Colonia Tahzot - Ubicazione sconosciuta - 20/08/2399, 5.43


L'andoriano che si teneva sempre in disparte era la chiave per destabilizzare l'intero gruppo e la Lennox lo sapeva. Solo che non aveva ancora idea di come usare quell'informazione a suo vantaggio.

L'idea di una fuga era impraticabile, questo ormai lo aveva capito. Le avevano coperto il volto quando l'avevano portata in quel posto, ma aveva capito da qualche brandello di conversazione e dalla generale atmosfera del luogo che dovevano essere da qualche parte sotto terra. Molto sotto terra. Era persino possibile che l'unica via per entrare e uscire fosse il teletrasporto con cui l'avevano portata lì sotto. L'idea di una fuga per lei sola, magari con degli inseguitori alle calcagna, era impensabile.

In un certo senso, era anche meglio. Non aveva più l'età per certe cose.

Questo non significava tuttavia che dovesse rimanere con le mani in mano. Doveva solo puntare su una strategia più a lungo termine.

Non aveva idea di come stessero andando le indagini, ma sapeva da quello che le avevano detto i suoi ospiti che il clima della colonia era piuttosto chiuso. Poteva quindi supporre che Strauss, i ragazzi e chiunque avessero inviato ad indagare, non stessero ricevendo un entusiastico sostegno. Tuttavia non si sarebbero lasciati scoraggiare. Strauss poteva essere un paranoico che aveva quasi mandato a monte la sua stessa carriera, ma dopo tanti anni era certa di una cosa: non l'avrebbe abbandonata.

I suoi carcerieri non avevano manifestato alcun tipo di ansia al di là del normale stato d'animo associato alla situazione, quindi si poteva supporre che al momento non si sentissero in pericolo.

Forse non poteva fuggire da sé, ma avrebbe potuto cercare di minare la coesione dei suoi rapitori dall'interno, spingerli a fare un passo falso. Non era forse la strategia più efficace ma era l'unica che al momento era in grado di mettere in atto.

Per questo aveva puntato sull'andoriano.

I fanatici sono impermeabili a qualunque tentativo di ragionare, ne aveva incontrati diversi nella sua carriera e lo sapeva bene. Non importava quale fosse la causa del loro fanatismo, tirando le somme erano tutti uguali. I tizi che l'avevano rapita non facevano eccezione.

L'andoriano invece sì.

Quali che fossero le motivazioni a spingerlo, non erano quelle del resto della combriccola. Questa differenza tra lui e gli altri in qualche modo gli era causa di grande frustrazione. Se fosse riuscita a sfruttare questa differenza, forse sarebbe riuscita ad ottenere qualcosa.

Si appoggiò con noncuranza alla fredda parete di pietra della sua cella e smangiucchiò distrattamente un pezzetto dell'insipida focaccina che le avevano spacciato per pranzo. Il ragazzo era di guardia alla sua cella. Armeggiava con un qualche componente elettronico sul rozzo tavolo di legno e sbuffava ogni volta che questo emetteva una scintilla. Non aveva idea di cosa stesse facendo e nemmeno le interessava.

"Ora ti fanno fare anche l'elettricista?" gli domandò senza voltarsi.

L'andoriano si irrigidì appena, ma non rispose.

"Sai pensavo che tra questi idioti, avrebbero trovato qualcun altro per farmi la guardia. O ti sei offerto volontario?"

"Taci, donna."

"No, immagino di no. E' un lavoro noioso, no? Fare la guardia a una donna di mezza età in una prigione di pietra. Anche uno scimpanzé avrebbe potuto farlo."

"Taci!"

A quanto pare quel tizio era anche irascibile. Tanto meglio. "Dev'essere per questo che hanno messo te di guardia. Non sembra che ti apprezzino molto."

Il ragazzo ebbe uno scatto e si alzò, puntando un'arma nella sua direzione. "Ti ho detto di tacere," sibilò.

La Lennox lo fissò per qualche istante, ne valutò la reazione decisamente eccessiva, mentre lui tornava a sedersi.

"Eppure, qui dentro sembri quello con più cervello... ma immagino che la causa valga anche questo..."

L'andoriano fece per scattare in piedi di nuovo, ma qualunque fosse la sua intenzione, si bloccò alla vista del bajoriano appena entrato.

"Il capo ti vuole. Vedi di muoverti," lo apostrofò.

Il ragazzo se ne andò, arrabbiato tanto con lei quanto con il suo compare.

Quest'ultimo fece passare lo sguardo tra i due per un istante prima di domandare: "Che diavolo succede qui?"

"Niente," rispose la Lennox con un sorriso.



USS Hope - Ufficio dell' Ufficiale Medico Capo - 20/08/2399, ore 10.12


Melanne incrociò le dita sul piano della scrivania e sorrise ampiamente a Caytlin. L'altra, seduta su una delle poltroncine di fronte, pareva in egual misura perplessa e soddisfatta. La dottoressa lo era ugualmente. La loro ultima visita sul pianeta le era sembrata una perdita di tempo e le aveva anche procurato un pugno in faccia, questa seconda sarebbe stata fruttuosa.

Adorava Lon - ma non era per questo che l'aveva baciato, di nuovo - nonostante a volte, com'era normale avessero delle divergenze - ma non era per questo che l'aveva sbattuto fuori dal suo ufficio, di nuovo - tuttavia, davvero non poteva sopportare le sue ramanzine. Una piccola, esile, profonda parte di lei probabilmente le avrebbe detto che anche quella era una bugia, ma Melanne non era ancora pronta ad ascoltarla. Invece, era sicuramente pronta a scendere di nuovo su quel pianeta senza dirgli nulla.

"Sei sicura che vuoi che venga anche Doohan? Forse sarebbe meglio che ci facessimo accompagnare da uno dei ragazzi della sicurezza."

"Credi che ci siano dei rischi?"

"No, credo di no, dopotutto è pieno giorno e il luogo che ho scelto è praticamente in centro. Ma non vorrei che James attirasse altre attenzioni indesiderate."

"In un certo senso sarebbe tutto più realistico. I ragazzi della sicurezza non sono cattivi ma sono un po', come dire, ingessati, ecco. Dopotutto, lavorano sotto Lon e Rest, non è che gli si possa dar torto."

"Ok," disse lentamente la rossa risiana, osservandola un po' stranita.

"Perfetto, ci vediamo tra due ore, allora."

"Sì." Caytlin si spostò leggermente sulla poltroncina, mettendosi più comoda. "Melanne, tu sai che se c'è qualche problema me ne puoi parlare, vero?"

"Certo, perché me lo dici?"

"Oh, perché tu lo sappia."

In verità la sua non era stata una visita del tutto casuale. Caytlin era decisamente abile nel suo lavoro e nel tempo aveva scoperto che il miglior modo di venire a conoscenza di potenziali problemi prima che diventassero tali era tenere le orecchie bene aperte. La nave è piccola e la gente mormora o una cosa del genere.

Se c'era un pettegolezzo che valeva la pena conoscere, prima o poi lo avrebbero saputo tutti e lei un po' prima di tutti gli altri. In più si era fatta buoni amici in quasi tutti i dipartimenti della nave.

Voci correvano in merito alla loro ultima visita alla colonia. Pareva che dopo il rientro, Basta fosse stato visto far visita alla Graahn nel suo ufficio con umore più che tempestoso. Molto più del solito almeno. C'era stata una qualche discussione, si poteva presumere, perché Lon era stato letteralmente sbattuto fuori dall'ufficio. Melanne si era chiusa dentro e aveva cominciato a registrare un diario personale che era passato rapidamente dallo standard federale agli improperi in trill stretto.

Il fatto di non parlare il trill non aveva impedito ad una delle infermiere di stare con l'orecchio appiccicato alla porta, pareva. D'altra parte, i pettegolezzi su Basta e la Graahn erano i preferiti tra i romantici a bordo, subito dopo quelli tra Rest e Xyr o Bueller e Xyr, a seconda del caso.

Ora Caytlin sospettava - e non sapeva quanto avesse ragione - che il portarsi Doohan a farsi un giro fosse un tentativo da parte di Melanne di mostrare a Lon in quali abissi può sprofondare una donna per amor di vendetta.

"Per curiosità, premesso che condivido abbastanza la tua idea, qual è il vero motivo per cui vuoi portarti Doohan invece di un addetto alla sicurezza?"

"Beh, avevo pensato di portare qualcuno della sicurezza. Ma, partendo dal presupposto che non ci siano rischi, beh..."

"Sì?" la incoraggiò il consigliere.

"Credo che Lon si arrabbierà di più così," ammise candidamente la Graahn.



USS Hope - Ufficio del Primo Ufficiale - 20/08/2399 - Ore 13.22


"Non ho capito bene... chi sarebbe questo tizio?"

"Non ci ha fornito i documenti..."

"...e a dir la verità è stato molto attento a non farsi vedere in faccia..." si inserì Melanne.

"Esatto... ma ha detto di avere delle informazioni sul delitto della villetta," concluse Caytlin.

"Non capisco," disse Xyr, le antenne che si piegavano in avanti dandole un cipiglio vagamente inquisitorio, "credevo che foste scesi in pieno giorno in un locale pubblico, come avete fatto a parlarci senza vederlo in faccia?"

"Il locale era molto affollato per via dell'ora di pranzo e lui ci ha fatto avere un padd tramire una cameriera," rispose Caytlin.

"Allora la cameriera lo avrà visto in faccia, giusto?"

"Ce l'ha indicato mentre stava uscendo. Non siamo riusciti a vederlo in faccia. Le abbiamo chiesto di descrivercelo, però."

"E lei?"

"A parte che si tratta di un Bajoriano, niente. Diciamo che era un po' distratta."

"Da cosa?" chiese Bueller.

"Da lui," concluse Melanne indicando con un gesto del capo un imbarazzatissimo Doohan.

Per un momento nell'ufficio calò il silenzio. Doohan sembrava uno pronto a bollire nella sua stessa divisa, Caytlin e la Graahn sembravano tanto dubbiose quanto eccitate dalla novità.

Xyr era impassibile come sempre. Bueller non sapeva che pensare.

Avrebbe potuto essere una buona pista come un qualche genere di sotterfugio, un ricatto, un mitomane o anche uno scherzo. Era certo che Rest avrebbe potuto calcolare l'esatta probabilità alla terza cifra decimale, ma francamente non pensava che glielo avrebbe chiesto.

"Quindi vorrebbe un incontro?"

Caytlin annuì, facendo scivolare il padd sulla scrivania verso Bueller. "Per fornirci le informazioni di cui è in possesso."

"Ha chiesto un pagamento?" domandò Xyr.

"No, o almeno qui non lo dice."

"Allora le sue motivazioni non riguardano un guadagno diretto."

"Quindi cosa vuole?"

Bueller sembrò riflettere per un momento. "E' possibile che abbia visto due belle ragazze e..."

Xyr si voltò verso di lui stringendo gli occhi. "Chi mai inventerebbe una cosa del genere solo per un approccio romantico?"

Melanne sembrò sul punto di dire qualcosa. Ferris tossicchiò. "Non io," si affrettò a dire. "Ma naturalmente qui non si parla di me no?"

"E comunque ha chiesto di parlare con il nostro capitano," puntualizzò Caytlin.

"Certo. Davvero non so come mi è venuto in mente. Beh, se si tratta davvero di una pista, immagino che sia il caso di organizzarsi in proposito. Parlerò con Basta e Rest," aggiunse Bueller prevenendo le proteste di Xyr. "Solo una cosa," proseguì, "non dite niente a Strauss."




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Brano: 14-05
Titolo: Una nuova vittima
Autore: Tenente JG Caytlin
(aka Vanessa nd)
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USS Hope, Ufficio del Consigliere - 20/08/2399, Ore 15.04


"Mi spieghi per quale motivo non mi avete detto nulla?" Basta era decisamente sdegnato

"Esattamente cosa?" interloquì la Risiana con fare sornione

"Caytlin non fare la stupida con me.. siete andate con Doohan senza alcuna protezione dei miei uomini.. la sezione sicurezza non era al corrente dei vostri spostamenti.. un away team ha sempre una squadra di supporto pronta ad ogni evenienza"

"E noi l'avevamo.. ho allertato Rest che presidiava una delle sale teletrasporto pronto a recuperarci in caso di necessità.. la stessa Xyr ne era informata e pronta ad agire all'abbisogna.. e sono pressoché certa che in base al regolamento lei ti abbia avvertito, prescrivendoti però il divieto di sbarcare in forze in nostro supporto"

"Infatti.. ma non capisco perché tutto il mondo ne era a conoscenza, tranne me! Perché non mi è stato detto direttamente da Melanne?"

"Sul serio lo vuoi sapere?"

"No... non venirmi a dire che sono troppo protettivo nei confronti di Melanne perché è mio compito esserlo nei confronti di tutti a bordo..."

"Quindi suppongo che tu sia stato tremendamente in ansia per la mia incolumità e quella del povero Doohan, tanto quanto lo sei per quella della nostra dottoressa"

"Esattamente!"

"Non dire cazzate!"

"Come scusa?"

"Oh mi hai sentito benissimo... è un'espressione terrestre per affermare, senza ombra di dubbio, che stai dicendo una sciocchezza così grossa che è chiaramente falsa"

"Lo cosa vuol dire!" ribatté stizzito Basta

"Bene... se lo sai... al posto di tirare su le tue barriere mentali e metterti sulla difensiva... e so che lo stai facendo... cerca di capire perché sia successo quello che è successo"

"Perché Melanne ha voluto fare una ripicca da bambina! Per qualcosa che ho detto... o che ho fatto!"

"Da bambina?"

"Beh ha quasi trent'anni, come lo definiresti tu non comunicarmi che andava a rischiare la propria incolumità?"

"Innanzitutto non è tenuta a dirlo a te... abbiamo informato Xyr... vai da lei ad informarti se abbiamo noi violato qualche tipo di regolamento... ne usciresti dopo cinque o sei ore più rincoglionito di quanto sei entrato... ma alla fine, sapresti quello che già sai... non eravamo tenute a dirti nulla!"

"Come responsabile della sicurezza, io sono tenuto a garantire l'incolumità..."

"Bla bla bla... tu non sei qua come il capo della tua sezione Lon! Tu sei qua perché ami Melanne, ma non sei in grado né di dirglielo né di rispettare il fatto che sia una donna che ha imparato ad affrontare le sue incertezze e le sue paure... che ama essere indipendente e che ha bisogno di un compagno che la supporti e la protegga... non di uno che la metta in una campana di vetro sgridandone o frustrandone ogni iniziativa! Ora sei qua da me... finalmente vorrei dire... ma se tu avessi avuto la brillante idea di fare tale sceneggiata davanti a lei, non avresti avuto abbastanza guance da porgerle per gli schiaffi!"

"Da quando le psicologhe hanno smesso di ascoltare e far parlare i propri pazienti ed erogano giudizi non richiesti?"

"Attento a te Lon Basta!"

"Ok ok... pace... forse hai ragione te, ma io con Melanne non riesco a discutere... le mie sinapsi celebrali vanno in pappa, quasi come Rest quando ha il pon farr..."

"Inizia a farle capire quanto tieni a lei, possibilmente facendo finire la cosa con un bacio e non con una tua guancia gonfia... al resto ci penso io... ora fuori di qui che io mi devo lavare ed andare a fare una dormita!"



TOOL III, Colonia Tahzot, Ubicazione sconosciuta - 20/08/2399, ore 23.28


Erano appena passate le undici di sera quando finalmente riuscì a portare a termine il suo componimento: non era stato facile scrivere gli ultimi versi ed aveva impiegato molto tempo. Più di quanto aveva immaginato in quanto si era sforzato di creare un'espressione malinconica, ma bella allo stesso tempo.

Molti tentativi lasciati a metà erano finiti in un ipotetico quanto reale cestino. Per due volte era stato molto vicino a lasciare perdere, ma alla fine quella che lui amava definire poesia era lì sul tavolo davanti a lui.

Era il suo lamento per i Profeti... il cui credo stava scomparendo dei cuori Bajoriani e che da anni erano stati visti o percepiti solo di rado.

Un'altra cosa che la Federazione era riuscita a togliere di mezzo.

Si alzò dalla sedia e raddrizzò la schiena: col il passare degli anni trovava sempre più difficile restare seduto a lungo chinato sui suoi scarabocchi.

*Un vecchio come me non dovrebbe più scrivere poesie, salmi o orazioni* aveva pensato *quando un uomo arriva a settantotto anni, i suoi pensieri non hanno più valore se non per se stesso*

Ma allo stesso tempo, sapeva che, fortunatamente, non era così. Certo in alcune culture si guardava ai vecchi con indulgenza o con sprezzante compassione, ma in altre realtà v'era ancora rispetto della vecchiaia considerata come il tempo della saggezza serena.

Lui avrebbe continuato a scrivere finché era in vita, fino a quando la sua mente rimaneva lucida come lo era in quel momento.

Altro non sapeva fare. Non più. In un passato antico era stato un ottimo mercante, così bravo da essere superiore a molti altri. Si era creato la giusta reputazione di essere duro nelle trattative e negli affari. Durante gli anni d'oro aveva accumulato un capitale sufficiente da permettergli di vivere agiatamente. Alla fine, però, era rimasto da solo e si era riconvertito umanamente e spiritualmente.

Da anni erano i propri componimenti a dare un significato alla sua vita: tutto il resto rimaneva una necessità ormai passeggera. Quei versi gli procuravano una soddisfazione che altrimenti provava solo raramente.

Tirò le tende della grande finestra che dava sui campi che si curvavano dolcemente e, mentre attraversava il grande soggiorno, avvertì una fitta alla schiena. Stava forse ammalandosi? Ogni giorno cercava di avvertire i segnali che il suo corpo gli stava lanciando.

Per tutta la vita si era tenuto in forma, non aveva mai fumato, era sempre stato morigerato con cibo e bevande. Tutto questo lo aveva lasciato in buona salute, ma aveva quasi ottant'anni.

Andò in cucina e si versò una tazza di caffè dalla caffettiera che era sempre piena.

Qui si riscosse dalle proprie fantasticherie: un rumore aveva attirato la sua attenzione.

Invecchiare significava, fra l'altro, diventare apprensivi, ma euello che era successo alla Colonia non poteva che aumentare in lui lo stato di preoccupazione.

Le serrature delle porte erano solide. Aveva un fucile nella camera da letto al primo piano ed una pistola pronta all'uso in un cassetto in cucina. Se qualche malintenzionato si fosse azzardato ad entrare della sua proprietà isolata, situata a nord rispetto alla piccola capitale della colonia, avrebbe saputo come difendersi. E non avrebbe esitato a farlo.

Ma sarebbe stato tutta la notte sveglio ad aspettare? Magari invano? No ormai il tarlo della preoccupazione si era incuneato nella sua mente ed aveva sconfitto le fitte alla schiena.

Guardò l'ora: erano appena passate le undici e mezza di sera, non propriamente l'orario ideale per uscire. Diede uno sguardo al termometro appeso fuori dalla finestra e vide che segnava sette gradi.

Andò all'ingresso e si fermò per indossare un maglione aggiuntivo: invecchiando, alle altre pene si aggiungeva quella di patire sempre di più il freddo.

Afferrò il bastone che teneva lì di sicurezza... non sarebbe stato efficace come i phaser, ma uscire armato senza motivo nella notte poteva attirare più attenzioni di quante lui ne desiderasse... già lo consideravano mezzo pazzo... non poteva dar loro motivo di altre assurde dicerie.

Aperta la porta, l'aria era piena di odori che salivano dalla terra bagnata. Una volta che gli occhi si abituarono all'oscurità, poté scrutare il cortile davanti alla casa: era deserto.

In lontananza poteva intravedere il riverbero delle luci della città. Viveva ad una tale distanza dal vicino più prossimo che solo il buio lo circondava. Il cielo era stellato, quasi completamente sereno, eccezion fatta per quella bruttura di nave della Flotta Stellare che si stagliava come un rapace addormentato in orbita.

Era una bella nottata, dopotutto, eppure qualcosa lo rendeva inquieto.

Si fermò sul sentiero davanti a casa e tese l'orecchio: l'unico rumore era il debole brusio del vento.

Si incamminò tralasciando le fitte alla schiena, poi si fermò nuovamente e si girò... non c'era niente: era solo.

Il sentiero era in leggera pendenza, lo avrebbe condotto alla collinetta ove aveva eretto una piccola torretta di osservazione... o un campanile come qualcuno lo aveva chiamato in virtù di quella campanella che aveva issato in cima e che titillava in caso di forte vento o se sollecitata tramite il sistema di cordame che la sorreggeva.

Per arrivarci doveva attraversare un piccolo fossato sul quale aveva sistemato una passerella.

Si fermò di colpo sentendo il verso di un uccello: un ramo che si era spezzato da qualche parte vicino al suono lo convinse che si trattava di un predatore in cerca della sua succulenta cena piumata... ma rimase ugualmente immobile, con tutti i sensi in allerta.

Sentì nuovamente il verso dell'uccello, poi tornò il silenzio e lui si rimise in cammino borbottando malcontento: non solo vecchio, ma anche ansioso con paura dei fantasmi e del buio.

Ancora pochi passi e sarebbe arrivato alla passerella che attraversava il fossato... si fermò nuovamente di colpo: c'era qualcosa di strano, qualcosa di diverso, socchiuse gli occhi per distinguere meglio i dettagli nel buio... non riusciva a capire cosa fosse, ma qualcosa era cambiato.

Alla fine si arrese e si convinse che si trattasse di uno scherzo della sua immaginazione... probabilmente quella confessione del mattino l'aveva sconvolto... il racconto di quel giovane lo aveva scombinato più di quanto non potesse immaginare...

Al resto avevano pensato i suoi occhi che si erano indeboliti... raggiunta la passerella, sentì le assi sotto ai piedi, ma mantenne lo sguardo fisso alla torretta.

Nello stesso attivo in cui il pensiero gli passò per la mente, capì che era tutto vero: c'era qualcuno, un'ombra immobile che sembrava salutarlo.

Un improvviso fremito di paura gli attraversò tutto il corpo come un solitario soffio di vento gelato.

Lanciò un urlo all'ombra sulla torre. Nessuna risposta, nessun movimento.

Gridò nuovamente avanzando di un passo.

Le assi si spezzarono all'improvviso con un rumore secco e lui cadde verso il fondo. Il fossato era profondo circa due metri, non ebbe il tempo di allungare le braccia per frenare la caduta.

Sentì un dolore acuto che proveniva da diverse parti del suo corpo, era come se qualcuno stesse inserendo dei ferri roventi usando lui come uno spiedo... un dolore intenso che gli tolse anche la forza di gridare.

Quando tutto tornò calmo, l'ombra scese lentamente dalla scala di legno della torre ed illuminò il fossato.

Il sacerdote Bajoriano giaceva esanime infilzato da molteplici paletti aguzzi... presto sarebbe toccato anche a quell'idiota che voleva spifferare tutto agli ufficiali federali.




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Brano: 14-06
Titolo: Troppa liberta?
Autore: Tenente JG Rest figlio di Retok
(aka Ilenia De Battisti)
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USS Hope, Alloggi Capitano Strauss - 20/08/2399, ore 23.33


*Respira...*

*Calmati...*

*Non sei di nessuna utilità così...*


Strauss se lo ripeteva da ore faticando ad eliminare dalla propria mente l'immagine della Lennox in un rapimento le prime ore sono cruciali, poi la possibilità di ritrovare l'ostaggio vivo calano drasticamente sino a rasentare lo zero.

Per Nicholaus non era mai stato facile instaurare dei buoni rapporti con gli altri ammiragli del comando per via del suo carattere "particolare". Detto in mezzi termini, era conscio che la sua cieca convinzione che tutta la realtà fosse stata piegata e distorta da una serie di complotti più o meno occultati, lo rendeva un personaggio scomodo da pensionare quanto prima o da relegare ad una scrivania in qualche scantinato polveroso. Solo Evelin aveva visto in lui molto di più che un maniaco delle cospirazioni, solo lei aveva saputo trarre il meglio dal suo carattere e gli aveva permesso di tornare a viaggiare.

Ma Evelin non è solo un suo superiore, è anche una sua grandissima amica, una delle pochissime persone a cui era davvero affezionato no, non avrebbe permesso a nessuno di mettere in rischio la sua vita... se ci fosse stato anche solo una remota possibilità di salvarla, lo avrebbe fatto.

Ripensò per un attimo alla scenata sul pianeta e di riflesso sferrò un pugno alla paratia: ma che diavolo gli era passato per la testa? Lasciarsi andare in quel modo quale utilità avrebbe portato alle indagini? Ovviamente nessuna, era stato uno scatto d'ira che certamente avrebbe maldisposto i responsabili delle indagini facendoli chiudere a riccio e aumentando la loro ritrosia al condividere eventuali scoperte e novità sulla situazione dell'ammiraglio. Di fatto non erano giunte nuove comunicazioni, erano stati informalmente accantonati e non poteva dar loro torto: atteggiamenti impulsivi e fin troppo emotivi portano a compiere spesso azioni avventate che possono concludersi nei peggiori dei modi.

La situazione sul pianeta appariva già una polveriera senza aggiungere altra carne sul fuoco: quattro morti accertati, un ammiraglio rapito, e sullo sfondo una popolazione che globalmente sembra del tutto quieta ma che con buone probabilità cova in sé i sintomi di un malessere che al momento lui non riusciva a delineare anche se ne subodorava la presenza.

Nicholaus si andò a sciacquare il volto nel bagno per poi osservarsi allo specchio, negli occhi una nuova ardente determinazione era un Capitano della Flotta Stellare, un ufficiale temprato da anni di servizio, un fottutissimo professionista... era il momento di reagire e dimostrare di che pasta era fatto, era il momento di lasciare da parte l'ansia e l'apprensione e fare ciò che era il suo lavoro.

Si asciugò il volto e tornò in camera, solo allora si accorse che era da un po' che non sentiva Bueller. Doveva ammetterlo, si era comportato bene sul pianeta... di certo meglio di lui, aveva dimostrato un sangue freddo e una faccia di bronzo encomiabile nei confronti delle forze di polizia planetarie se avevano ricevuto delle informazioni in fondo era stato grazie a lui... che sia davvero pronto a proseguire per quell'incarico con le sue sole forze? A quella domanda non si seppe dare una risposta, ma una cosa la sapeva: sicuramente l'equipaggio della Hope non era rimasto con le mani in mano, era ovvio che avessero indagato ed ora voleva sapere a che punto fossero.

=^=Strauss a Rest, l'aspetto alle ore 6.00 in ufficio del Capitano, voglio un rapporto completo di quanto è stato svolto dalla nave dalla nostra visita al pianeta ad ora. Strauss chiudo=^=

Non attese neppure la risposta e decise di andarsi a fare la doccia calda e dormire qualche ora, questo gli avrebbe permesso di calmarsi del tutto prima di rimettersi al lavoro.



TOOL III - Colonia Tahzot, Ubicazione sconosciuta - 21/08/2399, ore 06.16


L'aria frizzantina alle primissime luci dell'alba era una delle poche gioie quotidiane che Nezien si godeva prima di recarsi al lavoro faceva la domestica nella casa di un vecchio poeta fin troppo legato alla religione ma che pagava piuttosto bene. Aveva avuto modo di seguire anche qualcuna delle sue farneticazioni paranoidi, ma solitamente preferiva ignorarlo per dedicarsi alle faccende e tornarsene il prima possibile a casa.

Mancavano circa una decina di metri al raggiungimento della casa ma qualcosa stranamente non gli tornava. Solitamente quel vecchio la attendeva alla finestra con espressione perennemente scontenta, ma non quel giorno... perché? Il pensiero andò all'inevitabile, del resto il vecchiardo aveva quasi ottant'anni e, per quanto si vantasse di avere ancora un fisico sopra la media per la sua età, in verità sembrava sempre con un piede nella fossa.

Accelerò il passo per arrivare alla casa ed entrò spalancando la porta, nessuna risposta.

Iniziò a girare per le varie stanze ma non vi trovò nessuno, e così a furia di cercare si ritrovò nel giardino sul retro dell'abitazione. Non che si aspettasse molto, il vecchio poeta non era tipo da uscire di casa di prima mattina ma non aveva altre idee su dove potesse essere.

Lentamente iniziò ad esplorare l'area avvicinandosi allo strano fossato voluto dal vecchio e ad una sorta di passerella e fu allora che lo vide era riverso nel fossato, trafitto da un numero imprecisato di paletti aguzzi.

Nezien non se ne accorse neppure ma lanciò uno strillo acuto, poi arretrò faticando a staccare gli occhi da quello spettacolo macabro le ci volle qualche istante per rendersi conto di quanto era avvenuto, ma quando finalmente riuscì a muoversi si ritrovò a correre via da quel luogo di morte.



USS Hope, Ufficio del Capitano - 21/08/2399, ore 06.43


Strauss aveva scelto il tenente Rest per ricevere le informazioni che desiderava con la consapevolezza che in quanto vulcaniano avrebbe preso in modo letterario gli ordini ricevuti: gli era stato chiesto di dire tutto ciò che era successo e poteva esserne certo che lo avrebbe fatto in modo estremamente scrupoloso, senza omettere alcun particolare. Giunto alla fine rimase in silenzio per un po', fissando il tenente Rest che se ne stava in piedi di fronte alla scrivania era talmente incollerito dal stringere i pugni sino a farsi sbiancare le nocche.

"E tutto... tenente?" il tono del Capitano si era fatto via via più tagliente nel mentre procedeva con l'esposizione dei fatti

"In base alle informazioni pervenute ritengo di averle detto tutto, Capitano"

Nicholaus si prese qualche altro attimo limitandosi a fissare furioso Rest per poi sfiorare l'interfono "I tenenti Ferris, Xyr, Caytlin, Graahn e Doohan a rapporto immediatamente nell'ufficio del Capitano" poi alzò di scatto il volto notando il leggero movimento laterale di Rest "E lei dove pensa di andare?"

Rest inarcò il sopracciglio destro "Avendo lei richiesto la presenza di altri cinque ufficiali avevo dedotto che la mia presenza non fosse più necessaria"

"Ha dedotto male! Resti dove si trova!" Strauss incrociò le braccia al petto attendendo alla scrivania il sopraggiungere di tutti gli ufficiali chiamati. I ragazzi non ci misero molto ad arrivare, tutti sembravano un po' stupiti di quella convocazione collettiva.

Bueller, appena entrato ebbe quasi il moto di chiedere qualche spiegazione ma lo sguardo di Strauss ed il suo rapido gesto della mano lo fece desistere all'istante. Il Capitano, nel frattempo, stava cercando di ritrovare la calma prima di iniziare a parlare e gli ci volle un po' di tempo "Immagino che possiate almeno immaginare la motivazione per cui siete tutti qui"

Lo sguardo di Bueller passò fra i presenti soffermandosi su Rest, l'unico che non era inserito nella chiamata del Capitano "Si Capitano, qualche idea credo che ce la siamo fatta un po' tutti"

"Non faccia lo spiritoso, tenente!" la risposta di Strauss suonò particolarmente scocciata "Mi ritrovo a fare qualcosa che non mi piace ma che evidentemente è divenuto assolutamente doveroso, quindi mi sostituisco ai tenenti Bueller e Xyr che, evidentemente..." il Capitano calcò il tono sull'ultima parola "...sono troppo coinvolti per svolgere a pieno il loro incarico. Vi ordino di restare in silenzio sino a che non vi farò io qualche domanda. Questa non è una riunione e la vostra opinione in questo momento non mi interessa affatto" il Capitano prese un piccolo respiro prima di proseguire "Cercherò di non soffermarmi troppo sulla vostra prima visita sul pianeta e cercherò allo stesso modo di non dare eccessivamente peso alla rissa da bar... anche se non lo ritengo un comportamento consono per ufficiali della flotta, posso presupporre che vi siate recati in un luogo per farvi un'idea della situazione e trovandovi dentro ad uno scontro vi siate semplicemente difesi. La cosa non mi torna ma voglio darvi almeno su quello il beneficio del dubbio, quello che non mi torna è la seconda discesa sul pianeta... non posso credere che sia stata organizzata un'operazione di indagine sulla superficie di un pianeta potenzialmente pericoloso... in cui già al primo incontro gli ufficiali coinvolti sono finiti dentro una rissa... senza coinvolgere l'intera sezione della sicurezza... per decisione dell'ufficiale medico capo. Signori, state scherzando??"

Per qualche attimo scese il silenzio.

"Tenente Doohan, un passo avanti!"

James osservò per un attimo i colleghi per poi avanzare e scattare sugli attenti.

"Tenente, lei è stato fra i primi coinvolti dalla dottoressa in questa operazione di indagine: il suo ruolo era quello di fungere da diversivo per la sua attitudine ad attirare le attenzioni femminili. E' corretto?"

Il tenente Doohan si sentì piuttosto in imbarazzo ma nonostante tutto rispose con voce ferma "Si, Capitano... ritengo sia corretto"

"E mi dica, si sente a suo agio in questa posizione?" Strauss pose la domanda ma fungendo da gestore del bar non aveva alcun bisogno di ricevere qualche risposta "Non si è ancora stancato di farsi sfruttare in tale maniera?"

"Non mi sento affatto a mio agio, si tratta di una situazione imbarazzante e molto fastidiosa ma in fondo si tratta dei miei colleghi. Credo che in fondo siano miei amici e..."

Strauss tagliò corto proseguendo "Era a conoscenza del fatto che la sezione della sicurezza non sarebbe stata coinvolta?"

"No, Capitano"

"In questo caso può andare tenente, ma la invito a riflettere sulle mie parole. I suoi colleghi le sono talmente amici da porla costantemente in situazioni tali da metterla in profondo imbarazzo e poi restano a godersi lo spettacolo... non credo che questo sia l'atteggiamento di qualcuno che possa definirsi un amico. Mi spiega perchè non reagisce? Faccia rapporto o quanto meno impari a dire di no! In libertà!"

James salutò formale il superiore, non guardò nemmeno i colleghi e se ne uscì con espressione pensierosa. I restanti tuttavia non ebbero il tempo di parlare perchè subito dopo Strauss riprese a parlare "Tenente Caytlin, un passo avanti!"

Caytlin avanzò senza esitazione, portandosi sugli attenti ed osservando Strauss in attesa.

"Anche lei è stata fra le prime persone ad essere stata coinvolta in questa indagine e si è prestata a scendere sul pianeta, è corretto?"

"Sì, Capitano. Ad ogni modo voglio specificare che siamo andati solamente in un locale della colonia bajoriana, non si trattava di un luogo pericoloso. A parte l'episodio accaduto all'ammiraglio, la colonia è comunque tranquilla... non si sono registrati altri gravi episodi di violenza"

"Il fatto che vi fosse o meno pericolo è sindacabile, anche la prima volta ritenevate di essere assolutamente al sicuro e vi siete trovati dentro una rissa" Strauss anche in questo caso sembrò voler tagliare corto "Immagino che lei fosse stata informata delle motivazioni che aveva indotto la dottoressa ad escludere dalla predisposizione di una simile operazione la sezione sicurezza"

Caytlin rimase per un attimo in silenzio per poi annuire "Sì, ci sono alcune motivazioni che hanno portato a ritenere che non fosse assolutamente necessaria la presenza della sicurezza. Senza contare che di regolamento non vi è l'obbligo di informare la sicurezza di ogni singolo spostamento"

"Consigliere, non ci giriamo attorno... non siete scese a comprare delle scarpe nuove, ma ad indagare, quindi il giochino del non eravamo tenute se lo risparmi con me" Strauss in quel momento sembrava mantenere una calma invidiabile ma si avvertiva dal tono della voce che era parecchio arrabbiato "Perchè è stata presa la decisione di scendere ad indagare senza la sezione sicurezza?"

"Beh, perchè l'idea era scendere sulla colonia come tre colleghi innocui in libera uscita per tentare un approccio più soft magari così saremmo apparsi più avvicinabili che una squadra della sicurezza"

"Questa sarebbe la motivazione più pregnante?" Strauss scosse il capo "Un approccio soft non esclude di fatto la presenza di ufficiali della sicurezza nella zona per assicurare la vostra incolumità. Gli ufficiali della tattica e sicurezza seguono dei corsi, non solo sul sistema di indagine, ma anche sul metodo per la predisposizione di operazioni sotto copertura"

"Abbiamo pensato che potessero essere riconosciuti in mezzo alla flotta"

Rest a quelle parole parve irrigidirsi ma nessuno a parte Strauss sembrò notarlo, intanto il Capitano proseguì a parlare con la consigliera "Quindi la motivazione principale è che secondo lei i nostri ufficiali della tattica e sicurezza non siano adatti ad operare sotto copertura"

Caytlin proseguì con una certa convinzione "Non ho detto questo, abbiamo solo pensato che per via della loro rigidità e per l'aria un po' da poliziotti che hanno potessero spiccare all'interno del pub in cui intendavamo entrare"

Strauss passò rapidamente lo sguardo su Bueller e Xyr che rimasero muti, poi proseguì "Consigliera, le sue parole di fatto si traducono nel confermare che, secondo lei, le sezioni tattica e sicurezza non sappiano svolgere al meglio il loro lavoro e di conseguenza che i due ufficiali superiori, Rest e Basta, non sono stati in grado di preparare i loro uomini. E di fronte a due ufficiali superiori che rimangono del tutto silenti ad una simile osservazione non posso che prendere come dato di fatto anche per loro su questa nave vi sono due ufficiali superiori siano ritenuti inidonei a svolgere i propri compiti. Signor Rest, alla fine di questa riunione provvederò ad esonerare sia lei che il tenente Basta dai vostri incarichi per incapacità a svolgere il proprio lavoro!"

"No, un momento Capitano, lei sta travisando le mie parole!" la voce di Caytlin si alzò di un'ottava

"No Capitano, non abbiamo mai pensato che Rest e Basta non fossero in grado di svolgere il loro lavoro!" Bueller a sua volta scattò leggermente in avanti, facendo un piccolo passetto e allo stesso modo intervenne Xyr "I tenente Rest e Basta hanno sempre svolto i loro compiti in maniera encomiabile, esonerarli dal loro incarico sarebbe scorretto ed oltretutto destabilizzante per le loro sezioni"

Anche il tenente Graahn ebbe più volte l'impulso di intervenire ma venne sempre prontamente bloccata dal Capitano. Strauss ascoltò gli interventi dei presenti prima di tornare sulla consigliera "Forse è lei che non capisce le implicazioni di quanto da lei asserito, se effettivamente gli ufficiali di una sezione non risultano idonei a svolgere i propri incarichi i primi responsabili sono i loro superiori..." lo sguardo "E se gli ufficiali in comando di fronte a certe affermazioni non intervengono di fatto avvallano tali affermazioni, ma andiamo avanti. Sappiamo bene tutti quanti che la motivazione è ben più futile, quindi mi dica... secondo lei era perfettamente normale ed accettabile la decisione di estromettere l'intera sezione sicurezza da un'indagine che di fatto rientra proprio nel lavoro di quella sezione?"

"No, non è esatto! Non so cosa le sia stato rapportato ma le cose non mi sembrano andate come le sta descrivendo lei, signore. Ho personalmente avvertito il tenente Rest, che è comunque l'ufficiale capo della sezione tattica, e Xyr quale ufficiale in comando della nave e anello di congiunzione fra equipaggio e Capitano, ossia Bueller. Di conseguenza lo stesso Bueller è stato informato... inoltre so anche che alla fine lo stesso tenente Basta ne fosse stato informato e invitato a non intervenire"

Strauss rimase per un attimo in silenzio, poi si voltò verso il vulcaniano "Signor Rest potrebbe fare un riassunto di questa parte del rapporto per tutti i presenti?"

Rest sembrava molto più rigido del solito, per quanto come vulcaniano fosse abitato a non lasciar trasparire alcuna emozione era evidente che nessuno di loro fosse a suo agio quella situazione "Sono stato informato dal tenente Caytlin che la dottoressa aveva elaborato una propria teoria sulla possibilità di ricavare ulteriori informazioni mediante la frequentazione di un pub della colonia bajoriana ma che richiedeva non fosse coinvolta la sezione sicurezza per motivazioni emotive e personali sulle quali non ritengo essere il soggetto migliore per fare rapporto..."

"E la cosa per lei era perfettamente normale, giusto tenente Rest?"

Rest si bloccò per qualche attimo "No signore, ma ho ritenuto che per non esacerbare la situazione ed evitare il rischio che la dottoressa avesse una risposta emotiva ancora peggiore fosse il caso di sottoporre la questione agli ufficiali superiori lasciando a loro la scelta di come operare in un simile contesto"

"Risposta emotiva peggiore?" la domanda della Graahn fece voltare Rest

Rest si voltò verso la collega "Ho ipotizzato una probabilità del 64,56% che qualora fosse stata a conoscenza del fatto che il consigliere aveva nonostante tutto deciso di far partecipare il tenente Basta, questo l'avrebbe spinta ad optare per proseguire le indagini in solitario, senza dunque informare nessuno ed esponendola di fatto a molteplici rischi" poi al cenno di Strauss riprese "Dato che la situazione esulava il normale iter di indagine, la questione è stata demandata al tenente Bueller che ha chiesto al presente una stima sulla possibilità che la missione potesse finire con qualche esito infausto. Da una valutazione in generale, utilizzando i dati a mia disposizione, la visita al pub con il 78,65% di probabilità si sarebbe risolta senza alcun rischio per il personale coinvolto anche se di fatto le probabilità di ricavare qualche informazione utile era solo del 21,15%. Dato che i pericoli erano comunque presenti è stato predisposto un teletrasporto di emergenza collegato ai loro segni vitali in modo da portare la probabilità di pericolo per i tenenti coinvolti ad un 2,89%, percentuale ritenuta accettabile per le indicazioni della Flotta Stellare"

Strauss gli fece motto di accellerare e Rest si irrigidì ulteriormente continuando la sua esposizione "Gli ufficiali Ferris e Xyr hanno così dato il permesso al tenente Graahn di scendere accompagnata solo dal personale dalla stessa richiesto ma Xyr le ha comunque richiesto di avvertire Basta, in quanto previsto dal regolamento. Ho ritenuto con una probabilità del 90,34% che la dottoressa non avrebbe avvertito il tenente e per questo ho provveduto personalmente a contattarlo, informandolo che la dottoressa sarebbe scesa sul pianeta e informandolo che non era prevista la sua partecipazione, nel mentre lo informavo è giunta anche il tenente Xyr che a dato ordine di non interferire con il piano ma di limitarsi a seguire quanto era stato previsto nella riunione con il Capitano Bueller. Di fatto la visita al pub si è conclusa senza incidenti di sorta e con la possibile scoperta di un soggetto informato sui fatti interessato ad avere un incontro con il capitano"

Bueller finì sorprendentemente per annuire al rapporto "Quindi, come affermato dallo stesso Rest i rischi erano minimi e tutto è andato bene!"

"Non va bene per nulla tenente!" la voce di Strauss era decisamente più alta del solito "Non sono queste le premesse con cui si organizza un'indagine ed il fatto che ciascuno di voi si sia prestato a tutto questo senza minimamente mettere in dubbio che il comportamento della dottoressa fosse assolutamente inqualificabile mi fa domandare se siate veramente pronti a ricoprire i vostri attuali incarichi!" Nicolaus non attese alcuna risposta per poi tornare sul tenente Rest "Lei era sempre stato un ufficiale ligio in maniera quasi maniacale al regolamento, nel suo primo periodo di incarico il numero dei rapporti da lei stillati nei confronti dei suoi colleghi e sottoposti era di poco inferiore a quello del tenente Xyr... ha fatto rapporto per cose molto inferiori a quanto accaduto in questo caso, ma nell'ultimo periodo le cose sono cambiate, improvvisamente sembra che l'intero equipaggio sia diventato un modello di efficienza. Dato che ne dubito mi chiedo, perchè non ha fatto rapporto sull'accaduto? Da quando una insulsa motivazione emotiva è ritenuta accettabile da un vulcaniano?"

"Come ho già detto non ritenevo che fosse corretto estromettere il tenente Basta ma semplicemente ho fatto notare tale incoerenza e ho lasciato che gli ufficiali superiori prendessero una decisione"

"Quindi ha fatto quantomeno annotare la sua contrarietà sul giornale di bordo... giusto?"

La domanda di Strauss prese alla sprovvista Rest che, tuttavia, rispose prontamente senza lasciare trapelare le sue emozioni "No, non l'ho fatto"

"E di grazia, perché?"

"Ho ritenuto che nonostante tutto l'annotazione sul libro giornale delle reali motivazioni sul perchè la sezione sicurezza fosse stata estromessa avrebbe potuto portare, in caso di una rilettura dei giornali di bordo a domande da parte del Comando, sulle decisioni prese dagli ufficiali superiori della Hope... viceversa, qualora tutto fosse andato come si riteneva, dalle mie ipotesi non sarebbe stato necessario redigere alcun rapporto"

"Volevi parare il culo ai tuoi compagni, una decisione emotiva tenente... insolito per un vulcaniano"

Per un vulcaniano non c'è insulto peggiore che sentirsi dire di non essere in grado seguire la sola logica "Non è esatto capitano, la decisione era prettamente logica. Ritengo che un richiamo in questo caso avrebbe solo avuto l'effetto di..."

"Non sono qui per sentire le sue motivazioni tenente, ma per informarvi entrambi..." lo sguardo passò fra Rest e Caytlin "...che prenderò provvedimenti. Il vostro dovere non era quello di avallare le decisioni di una vostra amica ma di fare rapporto sull'accaduto segnalando il comportamento non appropriato della vostra collega. Non siete più in accademia dove di potete permettere di fare comunella, ci sono dei doveri da rispettare quando indossate l'uniforme e se non siete disposti ad onorarli vi consiglio caldamente di cambiare mestiere! Ed ora fuori da qui, in libertà!"

Anche i tenenti Rest e Caytlin lasciarono la stanza, mentre l'aria sembrava farsi via via più opprimente per i rimanenti ragazzi "Tenente Graahn, passiamo a lei. Il tenente Rest non ha voluto esplicitare in maniera più dettagliate le sue motivazioni ma francamente non è necessario passo tutto il mio tempo nel bar della nave conosco ogni singolo aneddoto su di lei ed il tenente Basta, che dato la vostra grande teatralità ha soppiantato i vari pettegolezzi che riguardavano Rest e Xyr o Bueller e Xyr, a seconda del caso. Le faccio due domande a cui mi aspetto una risposta secca, sì o no. Da ufficiale di un vascello federale, ritiene davvero che l'ammonizione rivoltale dal capo della sicurezza sulla necessità di operare sempre predisponendo un piano in caso di pericolo sia del tutto errato?"

"No Signore"

"Ritiene davvero che l'agire al fine di fare una ripicca ad un collega sia un comportamento consono al ruolo di un capo sezione?"

"No Signore"

"Sarò assolutamente onesto con lei, non mi interessa se per provocare qualche scenata di gelosia lei decide di avere incontri intimi con il primo ufficiale timoniere, così come non è mio interesse se voglia o meno trascorrere del tempo con la consigliera. Quello che fate nel vostro tempo libero... e con questo intendo quando non siete in servizio..." Strauss rimarcò nuovamente il concetto "Non solo non mi interessa ma non mi deve interessare. Se però diviene di dominio pubblico che due ufficiali superiori si sono messi a litigare in un ufficio e successivamente mi giunge un rapporto in cui guarda caso proprio uno di questi due ufficiali viene estromesso in un incarico di sua pertinenza no, questo mi interessa parecchio! Quando indossa l'uniforme lei rappresenta la Flotta Stellare, con tutto ciò che comporta come ho già detto ai suoi colleghi, lei non è più all'Accademia e non può più permettersi di comportarsi come un adolescente offesa, le ripicche non solo tollerate. Sono stato sufficientemente chiaro?"

"Sì signore"

"Molto bene, valuterò quali provvedimenti prendere ma per ora le ordino, anche se francamente dovrebbe farlo di sua spontanea volontà, di porgere le sue scuse al tenente Basta per il suo comportamento immaturo e del tutto fuori luogo. Si ricordi bene una cosa, non mi interessa quanto tutti i suoi colleghi si impegneranno a pararle il fondoschiena da oggi in poi, se vengo a sapere che nuovamente si è dimostrata incapace di dividere i suoi problemi emotivi dal lavoro la rispedirò così rapidamente in fondo alla catena di comando di un'altra unità che le sembrerà di essere tornata al primo anno di Accademia. I suoi problemi emotivi li tenga separati dal suo incarico! Ed ora fuori di qua, in libertà dottoressa!"

Uscita anche la Graahn nella sala scese il silenzio per un paio di minuti, il Capitano stava digitando qualcosa al terminale e Bueller con Xyr continuavano a lanciarsi degli sguardi, indecisi se prendere o meno la parola.

"Tenente Xyr... mi parli della parte del regolamento relativo al comportamento degli ufficiali della Flotta Stellare"

Xyr fece un passo avanti iniziando a recitare il regolamento a memoria "L'ufficiale della Flotta deve in ogni circostanza tenere condotta esemplare a salvaguardia del prestigio della Flotta stellare Stessa..."

"Sa perfettamente a cosa mi riferisco tenente, non ci giri attorno"

Xyr si fermò per un istante e poi riprese "Il personale della Flotta Stellare deve improntare il proprio contegno ai doveri di mantenere, anche nella vita privata, una condotta seria e decorosa, osservare i doveri del suo stato, anche nel contrarre relazioni o amicizie e salvaguardare nell'ambito della propria unità la serenità e la buona armonia, anche nell'interesse del servizio"

"Mi faccia capire, lei ritiene che aver estromesso senza giustificato motivo un ufficiale superiore al fine di permettere alla dottoressa di fargli una ripicca sia un comportamento accettabile oppure è convinta che una simile perdurante situazione fra due ufficiali non vada a ledere la serenità e la buona armonia fra gli ufficiali superiori? Quale delle due opzioni?"

Xyr guardò sorpresa Strauss "Nessuna delle due Capitano!"

"Bene, quindi perchè non si è opposta alla decisione del suo ufficiale superiore? Dov'è il suo rapporto in cui indica con dovizia di particolare tutti i punti del regolamento che sono stati violati? Insomma... che diavolo avrebbe fatto per far notare l'atteggiamento assolutamente fuori luogo della dottoressa?"

"Non ho fatto rapporto, ho ritenuto come il tenente Bueller che in fondo i rischi fossero quasi trascurabili e anche se in effetti non è stato del tutto corretto verso il tenente Basta avevamo ipotizzato che avrebbero avuto modo di chiarirsi fra loro in seguito..."

"Xyr, ma che diavolo le sta succedendo? Lei su questa nave aveva un ruolo ben preciso... lei era l'ufficiale che completava le abilità del tenente Ferris. La sua logica ed il suo rigore permettevano al suo collega di non prendere senza considerare il regolamento, ma adesso non la riconosco più! Si è totalmente adagiata, accetta passivamente le decisioni di Bueller senza tentare neppure di opporsi"

"In verità sia Xyr che Rest mi avevano indicato che vi era un atteggiamento scorretto da parte del tenente Graahn, la decisione finale è stata mia" intervenne Bueller "Me ne assumo la responsabilità"

"Sta di fatto che tutti coloro che avrebbero dovuto imporsi per l'intervento della sicurezza, come da regolamento, non l'hanno fatto... e questo dovere ricadeva in primis proprio su di lei Xyr! Sembra quasi che si sia annullata... si svegli! Le faccio presente che un primo ufficiale che si limita semplicemente a dare ragione al proprio ufficiale in comando non serve assolutamente a nulla, quindi se vuole rimanere ad occupare la sua posizione riprenda ad avere una qualche utilità e ritrovi la sua spina dorsale! Ovviamente rifletterò su quali conseguenze prevedere anche per il suo comportamento ed ora fuori! In libertà!"

Anche Xyr scattò sull'attenti ed uscì con espressione profondamente turbata, lasciando alla fine Bueller completamente da solo con Strauss "Mi scusi, Capitano... non le sembra di avere esagerato?"

Nicolaus spense il terminale per poi tornare a guardare Bueller "Sa a cosa pensavo ieri sera? Mi stavo domandando se non foste arrivati al punto di poter camminare da soli... se la vostra crescita fosse arrivata al punto di non avere più bisogno di una baby sitter perchè oramai in grado di svolgere a pieno il ruolo di ufficiali superiori." sospirò pesantemente "Ma voi non siete affatto cresciuti, continuate a comportarvi come se foste compagni di classe alla Accademia... fate combriccola, vi comportate in maniera infantile e vi coprite a vicenda le varie marachelle sperando di non venir scoperti. Non è questo che ci si aspetta da un ufficiale superiore."

"Signore, questo non è corretto. Tutti i miei colleghi hanno fatto grandi passi avanti, sono diventati un equipaggio unito smussando i loro caratteri ed imparando a lavorare assieme"

"Si, ma di base siete tutti ancora i ragazzotti che sono saliti il primo giorno sulla Hope... mi aspettavo foste diventati ufficiali e invece non è così. Prendiamo in considerazione lei e mi faccia indovinare... le hanno presentato il piano, la consigliera le ha fatto gli occhi da cerbiatta e improvvisamente tutto le è sembrato assolutamente accettabile... ma non è stanco di farsi manipolare così facilmente? Ritiene davvero che un ufficiale in comando possa comportarsi come un adolescente in crisi ormonale?"

"Questo non è..."

"Non cerchi di negarlo, l'ho vista di persona come lei riesca a sciogliersi come neve al sole ad un solo sguardo di quella giovane risiana sul punto vale lo stesso discorso che ho fatto anche alla dottoressa... vuole avere incontri intimi con la consigliera? Siete entrambi giovani, divertitevi! Ma quando lei indossa l'uniforme gli ormoni li metta a riposo!" Strauss si sporse un po' più in avanti "Voglio ricordarle una cosa, tanto perchè la situazione le sia chiara. Sino a non molto tempo fa nessuno di noi poteva essere trasferito, questo è stato il motivo per cui sono state tollerate varie situazioni di palese conflittualità come quella fra Rest e Basta... il motivo è oramai noto a tutti noi, avevamo all'interno di noi un essere e non poteva dividerci. Ora che Hope è all'interno della nave non c'è più l'obbligo di tenervi tutti uniti in un'unica unità quindi se sbagliate ora gli errori li pagate, crede di aver compreso?"

Bueller serrò un po' la mascella "Si Capitano"

Nicolaus scosse il capo "Alla fine comunque il più responsabile di tutti resto io, vi ho dato abbastanza corda per tentare di impiccarvici... vi credevo cresciuti ma siete ancora dei ragazzi e di come i ragazzi giovani fate una valanga di cazzate. Solitamente sono un tipo che vi lascia fare attendendo che vi accorgiate da soli dei vostri errori e troviate il modo di tirarvene fuori, ma non adesso! La posta in gioco è troppo alta per lasciarvi dar sfogo alla vostra immaturità! D'ora in poi seguirò la cosa di persona e mi aspetto di essere informato su tutto ciò che accade, sono stato chiaro?"

Bueller si limitò ad annuire nuovamente "Sì Signore"

"Bene, come per gli altri deciderò il da farsi con calma, dopo che avremo lasciato questa colonia. Per quanto riguarda l'incontro con l'informatore, essendomi presentato io come capitano del vascello sul pianeta è possibile che si aspettino di vedere me, valuterò chi dovrà scendere. E' libero di andare ma prima non pensi che non comprenda la sua posizione... sente il bisogno di difendere i suoi uomini ad ogni costo, non è così strano dopotutto... ma la pregherei di riflettere su una cosa un buon ufficiale in comando è quello che riesce con il suo esempio, le sue scelte e le sue decisioni a far migliorare il proprio equipaggio rendendoli ufficiali migliori. Lei è davvero convinto che limitandosi a parargli il fondoschiena li stia rendendo migliori? In libertà!"

Il tenente Ferris salutò formalmente ed uscì a sua volta. Strauss diede un pugno alla scrivania per poi alzarsi e andare ai finestroni ad osservare il pianeta che se ne stava placido sotto di loro: che abbia veramente esagerato? A questo non sapeva rispondere ma la speranza era che tutto ciò permettesse a quei ragazzi di crescere.



TOOL III - Colonia Tahzot, Anatolj Kasparov Cottage - 21/08/2399, ore 07.10


L'ispettore Nappi stava seguendo da vicino il proseguo delle indagini sulla morte di un vecchio poeta senza n briciolo di interesse. Gli era bastato uno sguardo per classificarlo un semplice incidente ed il fatto che la sua collega volesse ostinatamente continuare a cercare misteriose prove lo stava rendendo nervoso.

"Alapha..." l'ispettore guardò l'ora

"Non ho ancora finito Kurt, mettiti l'anima in pace"

"Ascolta, vuoi mettertelo in testa che qui non c'è nulla da cercare? Guarda... ti descrivo la scena. Questo stordito era nel suo appartamento quando ha sentito un rumore. Essendo un bajoriano della prima guardia avrà immediatamente immaginato che qualcuno fosse venuto a prenderlo, magari un cardassiano... i vecchi rivangano con fin troppa facilità il passato e non si rendono conto di apparire soltanto ridicoli" fece una breve pausa "Quindi, armato alla bene o meglio è uscito di casa dove non contento ha attraversato il fossato... una delle trappole predisposte dallo stesso per tenere lontano il nemico. Resosi conto che non c'era nulla è tornato indietro ma le travi ormai marce non hanno retto il peso e tanti saluti al vecchio decrepito. E' una tragedia? Possibile... ci riguarda? No!"

"Se è uscito armato alla bene o meglio è possibile che ci fosse qualcosa!"

L'ispettore Nappi tornò a sbuffare osservando l'ora "Il vento, un animale selvatico, una coppietta di adolescenti che cercava un angolino appartato per darci dentro come animali... oppure ancora più probabilmente è stato il parto della mente di un uomo solo, vecchio e triste con deliri di persecuzione"

Alapha si rialzò dal margine del fossato ed annuì fissando il collega "Beh, ottima ricostruzione. C'è solo un piccolo problema... quel parto della mente di un uomo solo, vecchio e triste con deliri di persecuzione a quanto pare è sceso nel fossato a verificare che il derelitto fosse morto"

L'ispettore si sporse verso il bordo restando a fissare per qualche attimo alcune impronte sul terreno "Lo ammetto, sono incompatibili con la caduta e sembrerebbero fresche..." fece una smorfia osservando lo guardo tronfio della donna e riprese "Strana la suola, quell'impronta ha un taglio militare che mi ricorda qualcosa"

La donna annuì per poi aggiungere "Sono le stesse impronte che avevamo viste in questura... sono gli scarponcini usati dalla Flotta Stellare" alzò una mano per fermare le proteste del collega "Dammi della complottista ma per me dobbiamo cercare fra i nostri ospiti federali l'assassino di quest'uomo".