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USS HOPE
Missione: 14
Titolo: Missione 14
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Brano: 14-00
Titolo: Missing in action
Autore: Tenente JG Caytlin
(aka Vanessa nd)
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Colonia Tahzot - 17/08/2399, ore 23.09


La notte, in cui erano finalmente pronti a completare la loro sacra missione,era molto calma.
Soltanto in un secondo momento, il più giovane dei quattro, quello che si chiamava Aser, aveva ricordato che nemmeno gli animali da guardia avevano reagito.
Anche loro erano avvolti dalla gradevolezza della debole brezza che caratterizzava la nottata.
Avevano atteso il calar dell'oscurità, prima di entrare in azione.
La navetta, che li aveva trasportati al punto di incontro, era una vecchia carretta con le parti meccaniche pressoché agonizzanti.
Il pilota, sebbene fossero stati costretti ad interrompere il viaggio due volte, non aveva mai aperto bocca.
Il primo atterraggio d'emergenza lo avevano avuto quando ancora non erano arrivati a metà strada.

Aser, che non si intendeva di meccanica e non aveva mai messo piede fuori da Andoria, si era seduto appoggiandosi ad un masso ai bordi della strada.
Era rimasto a fissare affascinato l'immenso cielo stellato, mentre gli altri erano indaffarati attorno alla navetta con non pochi problemi a svitare bulloni arrugginiti ed a arrovellarsi fra cavi e componenti elettroniche.
Dagli spezzoni di conversazione degli altri, Aser aveva capito che erano in ritardo e che non avrebbero avuto il tempo di fermarsi per mangiare... avevano sì ancora dell'acqua da bere, ma niente da mangiare: il replicatore di bordo, ovviamente, non funzionava a dovere.
Avevano ripreso il viaggio, ma poco lontano, il motore si era fermato di colpo e dovettero perdere quasi un'ora prima di riuscire a localizzare il guasto e ripararlo.
Il loro capo, un Bajoriano alto e pallido sulla trentina con una corta barba, aveva negli occhi quell'intensità e fervore che solo chi era profondamente convinto di stato prescelto dai Profeti poteva avere.
Aser non sapeva il suo nome e, conoscendo le regole di segretezza, non si era nemmeno sognato di chiedere chi fosse e da dove venisse.
Non sapeva neppure i nomi degli altri due.
Conosceva solo il proprio di nome, ma forse era meglio lo dimenticasse.

Finalmente arrivarono a destinazione: il buio si era fatto più intenso e tutto era calmo intorno a loro.
Appena scesi, la navetta scomparve... il pilota, ovviamente, anche in quel caso, non disse nemmeno una parola.
Si erano addentrati in un labirinto di strade anguste e si erano fermati vicino allo slargo antistante l'Istituto delle Operazioni Commerciali, una via di mezzo fra una banca, un mercato ed una sede di trattazioni di scambi economici.
La figura di un uomo era apparsa dinnanzi a loro come dal nulla.
Senza parlare, aveva fatto un cenno al loro capo ed i quattro lo avevano seguito.
Fu soltanto allora, mentre camminavano veloci nel buio di strade sconosciute, che Aser aveva iniziato a pensare seriamente a quello che avrebbero fatto entro breve tempo.
Portò la mano sul manico dell'Ushaan-thor: un'arma tipicamente Andoriana, molto piccola e ricurva a mezzaluna, usata tipicamente per i duelli.
Era stato suo zio, Gummer del Clan Clos, a parlargli per la prima volta dell'Ahm Tal, i servizi d'intelligence Andoriani, e della loro storica lotta contro la controparte Vulcaniana della V'Shar.
Notte dopo notte, erano rimasti seduti sul tetto piatto della casa paterna a parlare ed a guardare la distesa luccicante dei ghiacci di Andoria.

Aser sapeva che suo zio era profondamente impegnato in politica: sfrontato ed arrivista, era un diplomatico la cui influenza stava crescendo e che era sempre pronto a manovrare in segreto per aumentare il proprio potere.
All'inizio si era sentito lusingato che suo zio gli parlasse di politica: dell'importanza di Andoria all'interno della Federazione, del lustro dell'Impero Andoriano e di altre innumerevoli questioni per cui essere orgogliosi di essere Andoriani.

Quello che lo zio Gummer non poteva sapere è che non faceva altro che alimentare il suo fanatismo.
L'essere un Thalish, ossia appartenente ad una sottospecie di Andoriani, meno del dieci per cento del totale, caratterizzato da una carnagione di un azzurro molto chiaro ed antenne sottilissime che crescevano dalla fronte, era per lui una disgrazia.
Un dramma nato dall'apparente mancanza di attrazione che riusciva a generare nei confronti del gentil sesso. Le Andoriane lo snobbavano, lo ritenevano non degno delle loro attenzioni, non abbastanza guerriero, non abbastanza virile...
Le straniere lo osservavano come se fosse una ridicola deviazione dallo status tipico della razza, ma , mentre gli Aenar, anche loro minoranza nell'ambito degli Andoriani, erano vezzeggiati come carini e coccolosi, lui veniva deriso.
Quasi per gioco, era entrato in una specie di setta... fatta di ragazzi come lui, in qualche modo esclusi, che venivano indottrinati ed addestrati a svolgere incarichi di particolare rilevanza e segretezza.

In cambio, la setta concedeva loro di soddisfare i propri desideri...

Nel suo caso, avvenenti ragazze, più o meno consenzienti, gli erano state offerte per soddisfare i propri piaceri della carne ed il proprio insaziabile bisogno di essere apprezzato ed amato.
In cambio, era stato scelto per andare in una colonia formata da Bajoriani estremamente diffidenti con qualunque forma di stranieri... impegnati nella lotta per trasformare il loro piccolo mondo in uno stato che non avrebbe seguito altre leggi se non quelle dei Profeti, scevri da qualsivoglia influenza straniera.

Era passato più di un anno da quando era diventato membro di quella setta ed ora, finalmente, era stato scelto per la sua prima missione.

Mentre Aser seguiva i quattro uomini vestiti di nero attraverso i vicoli bui dove l'aria tiepida della notte era completamente immobile, ebbe la certezza che avrebbe esaudito i voleri dei suoi mandanti.

Gli stranieri dovevano essere cacciati, ma non li avrebbero scortati sino alle navi, sarebbero stati uccisi. E quelli che non erano ancora entrati nella piccola colonia, ci avrebbero pensato due volte prima di farlo.
La tua è una missione sacra, gli era stato ripetuto infinite volte. I Profeti dei Bajoriani ne gioiranno e ti ricompenseranno con donne al servizio dei tuoi piaceri... assumerai fiducia nei tuoi mezzi e potrai addestrarti per entrare nell'Ahm Tal, rendendo un servizio a tuo zio Gummer.
Quando sarà riuscito ad accumulare potere così come lui vuole, avrà bisogno di te, così come noi potremmo avere un prezioso informatore, ed il tuo futuro diventerà luminoso... amato e desiderato, temuto e rispettato.

Aser strinse con forza il manico intarsiato dell'Ushaan-thor.
Gummer glielo aveva dato la sera di un anno prima quando si erano salutati sul tetto della casa di suo padre: avrebbe dovuto donarlo alla figlia Xyr, ma era troppo diversa da lui per avere quel legame che, invece, lo zio sentiva di avere col nipote.

I pensieri di Aser furono interrotti, dal brusco fermarsi dei suoi compagni di missione: erano arrivati alla periferia della città, il vicolo sfociava in una piazza immersa nel buio e rischiarata soltanto dal cielo stellato sopra di loro.
Rimasero nell'ombra, addossati al muro di una casa, ad osservare, dall'altro lato della piazza, al di là di un'alta inferriata, la piccola villa dai muri di pietra.
L'uomo che li aveva guidati fin là scomparve silenziosamente fra le ombre.
Erano di nuovo in quattro. Rimasero immobili in attesa: tutto intorno regnava il silenzio e la calma più assoluta.
Aser non aveva mai provato una simile sensazione ad Andoria: nei suoi diciannove anni di vita non era mai stato avvolto da un tale silenzio.
Cercò di calcolare quanto tempo fosse passato da quando erano arrivati nella piazza.
Forse una buona mezz'ora e lui continuava ad avere fame: non aveva mangiato niente tutto il giorno.
Si sentiva la gola arsa, ma non avrebbe chiesto nulla.
L'uomo che li comandava si sarebbe adirato e tutte le sue aspettative di gloria sarebbero evaporate.

Continuarono ad aspettare finché tutte le luci nelle vicinanze non si spensero del tutto. Poi, il loro capo fece un cenno con la mano ed attraversarono rapidamente la piazza.
Un vecchio, con un bastone in mano, dormiva appoggiato al cancello della villa.
Una sorta di guardia, pensò Aser. Il loro capo lo toccò con un piede.
L'uomo non fece in tempo ad aprire gli occhi che il capo si chinò su di lui tenendo il suo coltello sulla guancia dell'uomo, bisbigliandogli qualcosa all'orecchio.
Il vecchio si alzò ed Aser capì dai suoi movimenti rigidi che era paralizzato dalla paura.
Il capo fece un cenno quasi impercettibile con la testa e l'uomo si allontanò zoppicando.
Spinsero il cancello che cigolò leggermente ed entrarono nel giardino avvolto nel silenzio.
Sull'alta porta della villa era affissa un targa, ma Aser non fece in tempo a leggerla che qualcuno appoggiò una mano sulla sua spalla.
Aser trasalì e si volse: era il capo che gli parlava per la prima volta, così sottovoce che neppure la brezza notturna poteva sentire quello che stava dicendo.

"Siamo quattro" sussurrò "Anche in quella casa sono quattro. Dormono, una persona in ogni camera. Le camere sono una di fronte all'altra in un corridoio. Sono persone di una certa età e non opporranno resistenza. Hanno rifiutato di lasciare questo paese di propria volontà, quindi devono essere uccise"
Aser annuì con un groppo alla gola, ma seguì gli altri ed entrarono nella casa, senza riscontrare particolari problemi a forzare la semplice serratura a combinazione elettronica.
All'interno, si diressero decisi verso la scala che portava al piano superiore qui il corridoio era illuminato dalla debole luce di una lampada.

Avanzarono in un silenzio assoluto e rimasero immobili un istante ad osservare le quattro porte chiuse.
Ognuno di loro, aveva estratto la propria arma.
Il capo mosse la testa come aveva fatto con il vecchio davanti al cancello: era venuto il momento.

Aser doveva agire con rapidità, evitare di fissare gli occhi, concentrarsi, invece, sulla gola e tagliare con un movimento rapido e sicuro entrò nella stanza, forse la persona stesa sul letto sotto un lenzuolo bianco aveva i capelli grigi, nella debole luce i lineamenti del suo volto erano confusi.
All'avvicinarsi di Aser la donna, perché di una donna si trattava, aveva aperto gli occhi, ma prima che avesse il tempo di gridare o di capire cosa stesse succedendo, con un singolo movimento Aser le aveva tagliato la gola, facendo un passo indietro per evitare che il sangue gli macchiasse gli abiti.
Poi, senza guardarla, si era girato ed era uscito dalla stanza.
Non erano passati più di trenta secondi: involontariamente li aveva contati nella sua mente.
Si avviò nel corridoio seguendo due degli altri quando udirono la voce bassa del quarto.
Si fermarono tutti come paralizzati.
C'era un'altra donna in una delle camere: una quinta persona.

Secondo le loro informazioni, non avrebbe dovuto essere in quella casa: non ci dovevano essere ospiti, né personale di servizio né guardie.
Era probabilmente un'estranea a tutto quello che stava accadendo, sicuramente anche lei era straniera.
Il capo entrò nella stanza.
Aser, che era dietro di lui, vide che la donna si era raggomitolata su se stessa, non in posizione fetale come si sarebbe aspettato, ma pronta a scattare.
La sua determinazione a sopravvivere sembrava vibrare nell'aria.
Aser non riuscì ad evitare un nodo alla gola.
Gli occhi neri della donna sembravano scrutare i quattro fin dentro le viscere.
Fu allora che accadde l'impensabile.



USS Hope - Ponte 2, Ufficio del Primo Ufficiale - 18/08/2399, ore 09.23


=^=Il Contrammiraglio Evelyn Lennox risulta essere dispersa... non sappiamo se prigioniera, in fuga ed impossibilitata a mettersi in contatto oppure se le è capitato qualcosa di peggio=^=

"Può essere più chiara?"

=^=Tenente Bueller...=^=

"Capitano prego" esclamò Ferris all'indirizzo di Deiara Vessa, la Comandante Napeana che sapeva far parte dello staff della Lennox, pur non avendoci mai avuto direttamente a che fare

=^=Tenente Bueller, lei è eccezionalmente il Primo Ufficiale della USS Hope, ho accettato di comunicare a lei e non, secondo logica, al Capitano Strauss le informazioni giunte in nostro possesso, in virtù di profondi raziocini basati sullo stretto legame affettivo fra il Contrammiraglio Lennox ed il Capitano Strauss. Non abusi della mia pazienza, millantando un grado che non possiede. L'Ammiragliato vuole piena luce sui fatti che hanno portato all'uccisione dei quattro leader della colonia Bajoriana ed alla sparizione del Contrammiraglio Lennox. Gli ordini che le invierò sono chiari: la USS Hope agirà a supporto. Il Capitano Strauss potrebbe riconoscere qualche segnale di aiuto lasciato dalla Lennox e voi gli offrirete il vostro appoggio. Ripeto supporto all'azione investigativa, non prendete iniziative personali senza previa autorizzazione=^=




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Brano: 14-01
Titolo: Prime indagini
Autore: Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di Klaa
(aka Silvia nd)
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USS Hope, Sala Tattica - 18/08/2399, ore 09.45


Bueller attese che tutti prendessero posto in silenzio. Il normale vociare dei ragazzi della Hope era attutito dallo sguardo fibrillante di Strauss. Sapevano che la sparizione, con tutto quello che poteva significare, dell'Ammiraglio Lennox avrebbe turbato il vero Capitano della Hope, ma nessuno avrebbe pensato in quel modo. Sedeva fisso immobile, gli occhi quasi strabuzzati nel leggere con furia le parole scritte nel dpadd che stringeva quasi a romperlo tra le mani, conscio che ogni secondo che passava era una possibilità in meno di trovare Evelyn viva.

"Signori, gli ordini dell'Ammiragliato sono chiari. Arrivati alla colonia Tahzot faremo rapporto al Capitano Robin Givens della USS Phoebe di classe Luna. So che sono più vicini di noi e arriveranno sul posto domani. Tenente Jones, vorrei arrivare poco dopo di loro"

"Preferibilmente interi" aggiunse Xyr intercettando lo sguardo preoccupato degli altri ufficiali al dare via libera al timoniere della Hope

"Ho già preparato una rotta" disse Luna inclinandosi in avanti coi gomiti sul tavolo visibilmente eccitata dalla prospettiva "tenendo la velocità massima di crociera di 9.975 potremmo arrivare tra trentasei ore, ma potremmo passare dentro la nebulosa MS873 e aumentare a 9.991 per circa quattro ore si ballerà un po' ma direi che potremmo arrivare tra 25 ore."

"9.991 per quattro ore?? Vuoi mandare in fumo la mia matrice del dilitio?" disse Dohaan agitato alla prospettiva di vedere i suoi motori sottoposti ad uno sforzo simile

"perché mi dice qualcosa la identificazione MS delle nebulose?" disse invece quasi sottovoce Rodriguez a Basta

"sta per Maelstrom, tempesta. Sono nebulose scosse da forti correnti ioniche" rispose Tucci quasi distrattamente

Ad eccezione di Strauss che sembrava fisso in un punto, tutti si girarono a guardarlo e poi a guardare Luna.

"Fammi capire la tua opzione è farci passare quattro ore ad una velocità smodata dentro una tempesta? Ho precisato che dovevamo arrivare interi" disse Xyr seriamente

"beh Comandante, ha detto, " rispose Luna con un mezzo sorriso.

Bueller stava per intervenire quando Strauss si alzò dalla sua poltroncina quasi scattando

"Lo faccia! ci fa risparmiare undici ore di viaggio. Chiamatemi quando arriviamo"

Detto questo uscì dalla sala tattica nel silenzio completo. Era la prima volta che faceva valere così il suo grado e tutti si girarono a guardare Bueller

"Beh l'avete sentito no? In libertà"



USS Hope, Ufficio del Primo Ufficiale - 19/08/2399, ore 08.51


"Avanti" disse Bueller alzando lo sguardo dal suo terminale

Xyr avanzò con un padd in mano

"ho il rapporto dei danni nel passaggio della nebulosa. I feriti sono già stati trattati dalla dottoressa"

Bueller diede un'occhiata al padd, la lista era impressionante "mi sembra un miracolo che non siamo andati in pezzi"

"già, avessimo avuto un altro equipaggio mi sarei opposta. Non ho ancora capito come abbia fatto Luna non farci mandare in pezzi dall'ultima onda ionica"

"credo che sia riuscita a farci surfare sulla cresta. Ma onestamente ho chiuso gli occhi" rispose Bueller "Ancora non credo che Strauss ci abbia fatto fare questa cosa"

"Già... è una cosa che avresti ordinato tu" commentò lei sedendosi

"Esatto! Lui dovrebbe essere qui per impedirci di fare questo tipo di cose. Onestamente non lo vedo molto bene"

"L'ammiraglio è una sua amica, ovvio che non voglia perdere tempo. Ognuno di noi non vuole perdere tempo"

"si e la cosa mi preoccupa un po'"

"Vuoi avere la prerogativa delle azioni sconsiderate?" lo punzecchiò lei

"No, ma ho bisogno di sapere che c'è sempre qualcuno che non si lascia turbare. Ed è il motivo per cui ho bisogno di te a bordo e diamine anche di Rest. E fino a ieri di Strauss, che sarà stato si paranoico, ma almeno era lucido"

"Beh teniamolo d'occhio. Dovremmo entrare nel settore tra meno di un'ora e in orbita della colonia tra esattamente cento minuti. E poi la nostra è una missione di supporto giusto?" disse lei sapendo benissimo che non sarebbero mai stati capaci di rimanere indietro. La Lennox era un po' la loro madrina e avrebbero fatto tutto per riportarla sana e salva

Bueller sorrise sornione e sollevo le spalle "ma certooo solo supporto... gli ordini sono ordini, no?"

Prima che Xyr potesse rispondergli il commbadge trillò

"Bueller"

=^=Capitano, stiamo per uscire dalla curvatura. Siamo entrati ora nel sistema Tool. Rileviamo la Febe in orbita del terzo pianeta=^= disse la voce della Jones

"Arriviamo!"



TOOL III, Colonia Tahzot - 19/08/2399, ore 10.55
Il piccolo away team composto da Bueller, Strauss, Basta e Caytlin si teletrasportò direttamente di fronte la piccola villa luogo del delitto.

La casa era cintata da un nastro rosso e una guardia bajoriana venne subito loro incontro

"Non si può entrare nella villa senza l'autorizzazione del Questore" disse quasi sgarbatamente

"allora ci porti dal Questore" disse Strauss parandosi davanti al bajoriano

"Come ho già detto agli altri Federali" disse quasi con sdegno "non posso muovermi da qui. Dovete andare al centro della colonia" indicò poi una direzione e tornò al suo posto.

"ci ha ricordato molto sgarbatamente che siamo ospiti qui. stiamo all'occhio" disse Bueller

"Si ma se si mettono in mezzo con le nostre indagini non mi interesserà provocare un incidente diplomatico" disse Strauss allungando il passo.



TOOL III, USS Hope, Plancia - 19/08/2399, ore 10.55


"Dalla Phoebe ci hanno mandato i risultati delle loro scansioni del settore" disse Rodriguez girandosi verso Xyr che sedeva al momento sulla poltroncina del capitano.

"Bene, signor Tucci voglio che ripeta le scansioni e voglio sapere il movimento di ogni navetta o nave che è entrata nel settore nelle ultime 72 ore. Signor Rodriguez, non so se ci verrà bene, ma voglio sapere tutto sulla Phoebe. Conoscendo il Capitano è meglio prevenire"

"si signore" dissero i due in contemporanea



TOOL III, Colonia Tahzot, Questura - 19/08/2399, ore 11.07


Arrivati alla Questura della Colonia, un'alta torre a cupola di stile classico per l'architettura bajoriana edificata certamente con l'intento di rimarcare l'appartenenza culturale e politica, il gruppo trovò l'away team della Phoebe nella sala d'attesa.

"Avete fatto presto, non vi aspettavamo prima di domani" disse l'afroamericana coi gradi di Capitano che nonostante avesse passato la cinquantina era ancora decisamente avvenente "Sono il Capitano Robin Givens, lei deve essere il Capitano Strauss"

La donna fece un passo avanti stringendo la mano saldamente sia a Strauss che a Bueller, con una presa che voleva dimostrare di avere perfettamente il controllo della situazione nonostante evidentemente i rappresentanti della Colonia stessero facendo difficoltà.

Fatte le presentazioni con il comandante Douglas, capo della sicurezza, una montagna di due metri per oltre cento chili di muscoli, e il tenente Caseras, l'ufficiale scientifico, una latina poco più che ragazza che sembrava uscita da un fumetto più che dall'Accademia della Flotta, il Capitano Givens riprese subito la parola.

"La comunità è chiusa e stanno nascondendo qualcosa. Lo dimostra il fatto che ci stanno facendo aspettare"

"Non abbiamo tempo da perdere però!" disse Strauss, praticamente scavalcando la sua parigrado e andando verso il bancone dove una guardia li stava discretamente tenendo d'occhio "Sono il Capitano Strauss, dobbiamo parlare immediatamente con il Questore"

"Come ho detto al Capitano Givens, il Questore è in riunione. Vi riceverà quando potrà"

"Stammi bene a sentire, se il Quest..." cominciò a dire Strauss puntando il dito contro la guardia venendo interrotto dalla mano di Bueller sulla spalla.

"Capitano... meglio non inimicarci questa gente. So che abbiamo fretta, ma farli arrabbiare ci farà solo perdere altro tempo" disse Ferris guardandolo negli occhi a lungo.

Lentamente, quasi con uno sforzo, Strauss tirò indietro il braccio e si voltò tornando verso il gruppo. Il suo viso mostrava rabbia e frustrazione solo per non mostrare la pena e la paura che aveva dentro.

Bueller gli si parò davanti fissandolo negli occhi e condividendo con lui i suoi timori anche se solo con lo sguardo.

"La troveremo" disse semplicemente come se qualsiasi altra parole fosse superflua.

La rabbia di Strauss si spense come una secchiata d'acqua su un fuoco lasciando solo ceneri bruciate e fumanti

"speriamo di trovarla viva" disse quasi sottovoce. Chiuse gli occhi e quando li riaprì Bueller vide che l'antico sguardo del suo superiore era tornato.



TOOL III, Colonia Tahzot, Questura - 19/08/2399, ore 12.11


"Capiamo le vostre perplessità politiche, Questore, ma qui si tratta di una Ammiraglio della Flotta Stellare che è stato rapito a nella casa di vostri capi colonia uccisi brutalmente. Vogliamo avere subito accesso a tutti i dati in vostro possesso altrimenti chiederemo alla Flotta Stellare di ritirare il proprio appoggio a Bajor. Vorrei proprio sapere cosa ne penseranno i Profeti a sapere che è stata colpa vostra" il tono della Givens era calmo e tremendo, sottolineando enfaticamente il puntando il dito contro l'amministrazione della colonia.

Il Questore li guardò pensieroso. Aveva rinviato quell'incontro più che aveva potuto, ma alla fine sapeva che avrebbe dovuto cedere.

"I quattro capi avevano avuto degli avvertimenti, ma non avevamo preso sul serio la cosa, sembravano minacce a vuoto di fanatici. Ma alla luce di quanto è successo ci siamo dovuti ricredere abbiamo un problema , ma dovremmo essere in grado di gestirlo. Questi criminali hanno dimostrato di non avere grandi mezzi"

"Come fa a dirlo?" intervenne Bueller guadagnandosi un'occhiataccia da parte della Givens che ignorò stoicamente.

Il Questore fece un sospiro "quanto state per vedere è l'unico filmato che abbiamo. Non avremmo niente se non fosse per quello che è successo che ha interrotto la schermatura che avevano predisposto"

Digitò una serie di comandi sul suo terminale e partì un video. Riprendeva l'angolo della strada con la villa proprio dal punto in cui si era teletrasportato l'away team. I minuti passavano e non succedeva nulla finché un lampo scosse il video. Subito dopo la schermatura olografica si dissolse in più punti, una scatola che era quasi sicuramente il proiettore olografico sembrava fosse esploso. Probabilmente le batterie avevano ceduto allo sforzo della simulazione olografica. Persone accorrevano da diverse parti per capire cosa aveva provocato l'esplosione e subito dopo tre bajoriani e uno strano andoriano trascinavano fuori dalla casa l'ammiraglio Lennox svenuta. Sorpresi di trovarsi di fronte una folla chiedevano aiuto con un comunicatore e dopo qualche secondo venivano teletrasportati via.

"Li avete identificati?" disse la Givens rompendo il silenzio.

Sia Bueller che Strauss erano ammutoliti nel vedere Lennox svenuta, ma non ferita.

"probabilmente sono mercenari..." disse il Questore sospirando "ma non sappiamo ancora chi siano"

"Vorrei una copia di questo video, signor Questore. Vorrei farlo esaminare dal mio ufficiale scientifico e vorrei anche fargli esaminare i detriti dell'esplosione" disse Bueller

"Dovete capire una cosa. A breve ci saranno le elezioni per il nuovo Questore e non posso farmi vedere troppo accondiscendente con le ingerenze esterne alla colonia, ma la situazione è grave... potete prendere tutto quello che vi serve, solo non fatelo sapere in giro"