===========================
USS HOPE
Missione: 09
Titolo: Missione 9
==========================


*****************************************
Brano: 09-00
Titolo: Sono solo sciocche superstizioni
Autore: Tenente JG Catalunya "Luna" Jones della Casata di Klaa
(aka Silvia nd)
*****************************************

USS Hope - Ponte Ologrammi 2 - 30/10/2396, Ore 10:03


"Non sono sicura di volerlo fare..." disse Melanne dall'interfono della sua tuta extraveicolare.
Nella sua risoluzione di affrontare le paure che da sempre la accompagnavano, la giovane dottoressa aveva chiesto a Luna di partecipare a qualcuno dei suoi programmi adrenalinici, convinta che un approccio a "paura crescente" fosse la giusta dose di vaccino, ma ora, dopo aver indossato la tuta EVA, non ne era più tanto certa.
"Stai tranquilla. Questo è il livello cinque del programma. In pratica è solo una passeggiatina..." rispose Luna finendo di controllare la sua tuta "l'importante è che tu segua me."

Luna, Melanne e Basta si trovavano nella precamera di equilibrio. Dopo aver aiutato Melanne a indossare la sua tuta EVA, Luna e Basta stavano finendo i controlli sulle loro.
"In effetti non sarebbe meglio allora cominciare dal livello uno? A proposito quanti livelli sono?" disse Lon infilandosi il casco.
"Ho creato questo programma su più livelli in modalità adattativa sulla base delle mie specifiche biometriche. I livelli partono da uno, che posso fare letteralmente ad occhi chiusi, a venti che è il massimo livello di difficoltà. Comunque ho pensato che un livello cinque potesse essere comunque alla portata di voi neofiti. Io di sicuro mi annoierò..."
"Cosa ci aspetta?" disse Melanne in tono un po' preoccupato
"La situazione è sempre la stessa per tutti i livelli, ma cambiano alcuni parametri. Sostanzialmente si tratta di andare da un punto ad un altro ad alta velocità utilizzando i vettori di spostamento della tuta extraveicolare, ma al livello cinque non è prevista nessuna spinta iniziale, se non quella fornita dai razzi di manovra. I due punti sono due navi nell'orbita di un gigante gassoso con cintura ad anelli, guardatevi pure intorno perché lo spettacolo vale la pena. A questo livello troveremo qualche asteroide della cintura, ma abbastanza grandi e facilmente riconoscibili per l'anticipazione. Il punto di arrivo è una faglia nello scafo della nave bersaglio di circa dieci metri. Inoltre è previsto un piccolo supporto nel controllo traiettoria da parte del computer. Una cosa molto tranquilla"
"Sì... scagliarsi nel vuoto a più di quaranta metri al secondo per andare ad atterrare dopo aver fatto cinque chilometri in due minuti dentro quella che non è neanche una piscina rischiando di essere colpiti da asteroidi grandi come navette è esattamente quello che intendo per tranquillizzante..." disse Melanne ironicamente.
"Esatto! È questo lo spirito! E poi non preoccuparti, l'accelerazione è abbastanza morbida e non c'è alcun contraccolpo per i G" rispose Luna non dando peso all'ironia.
"Se questo è il livello cinque... così per curiosità... il livello venti?" disse Lon finendo di controllare la sua tuta.
"Si viene scagliati da un lancia sonde con accelerazione abbastanza intensa e la velocità ad un certo punto raggiunge ampiamente i cinquecento metri al secondo. Tra una nave e l'altra ci sono quasi cento chilometri e si attraversa per intero una fascia ad alta densità di detriti grandi come bulloni che viaggiano a mille metri al secondo. L'arrivo è attraverso una faglia dello scafo di un metro di diametro senza alcun supporto di traiettoria da parte del computer della tuta che segnala una avaria sin dai primi secondi e volando letteralmente a vista... una figata vero?" disse Luna con una nota di esaltazione
"Un suicidio vorrai dire!"
"Ma che dici! l'ho finito tre volte, questo programma sta perdendo il suo fascino... ho provato a chiedere la disabilitazione dei protocolli di sicurezza, ma mi è stato severamente proibito, uffa. Dai è l'ora di andare o perdiamo il turno."

Lon e Melanne si guardarono per un secondo, poi seguirono la mezzosangue klingon nella camera di equilibrio.
"Pronti? Computer decompressione del portello"
"Decompressione tra dieci secondi" disse la voce fredda del computer
"Non sono sicura di volerlo fare..." ripeté Melanne
Lon le strinse la mano per rassicurarla. Lui sarebbe stato sempre al suo fianco.
"Fidati di me... c'è da divertirsi. Quando abbiamo luce verde accendete i razzi e seguitemi" disse Luna girandosi un attimo per far loro l'occhiolino.



USS Hope - Bar di Prora - 30/10/2396, Ore 18:05


Ferris e Luna si avvicinarono al bancone dopo aver appena smontato dal turno Beta per una piccola pausa di relax.
"Buonasera, cosa vi posso servire?" disse Strauss
"Due birre andoriane, Capitano"
"No no... dietro questo bancone sono solo il vostro barista... Nic andrà benissimo. Le birre saranno subito da voi"

Qualche secondo dopo tornò con due belle birre ghiacciate.
"Ecco qui! Avete visto la dottoressa Graahn oggi?"
"No perché?" disse Bueller.
"L'ho vista prima e sembrava particolarmente su di giri" rispose Strauss.
"Merito mio" disse Luna dopo aver bevuto una abbondante sorsata.
I due la guardarono incuriositi.
"C'era anche Basta..."
I due sgranarono gli occhi.
"Se volevi provare... guarda che io sono sempre disponibile..." disse Ferris indicandosi.
"Ma che scemo... chissà cosa stavate pensando... no, li ho portati sul ponte ologrammi e ho fatto provare loro una delle mie simulazioni adrenaliniche."
"Quella con il paracadute e atterraggio sulla piattaforma nel vulcano in eruzione? Una cosa folle!" disse Ferris.
"No quella ormai mi annoia... Abbiamo provato Volo nel Campo di Asteroidi."
"Non l'ho ancora provato, mi sa" disse Bueller prendendo un'altra sorsata.
"Deve essere particolarmente eccitante perché aveva l'adrenalina che le usciva dagli occhi" disse Strauss.
"Anche io mi sono stupita, dopo la prima volta pensavo che volesse smettere, ma la dottoressa ha voluto provare il livello superiore. Se vuole una volta glielo faccio provare."
"Con vero piacere. Ah domani sera organizzo la festa di Halloween qui per tutto l'equipaggio."
"Ottima idea!"
"Ti ricordi quella che abbiamo fatto il terzo anno?"
"Epica!"
=^=Plancia a Capitano Bueller=^= la voce del primo ufficiale della Hope interruppe i presenti. Ferris portò la mano al commbadge per attivarlo.
"Mi dica Xyr"
=^=Il Tenente Tucci insiste che ci raggiunga in astrometria=^= disse Xyr con una nota di rassegnazione.
"Il mio turno è finito cinque minuti fa, Xyr. Non può occuparsene lei?" disse Bueller guardando con desiderio la sua birra.
=^=È quello che ho detto al tenente Tucci, ma non ha dato alcun cenno di avermi ascoltata.=^=
"Allora arrivo subito... deve essere una cosa importante... spero. Bueller, chiudo."
"Ubi major..." disse Luna facendogli un cenno di saluto guardandolo uscire poi rivolse la sua attenzione ad una giovane guardiamarina dai lineamenti mediorientali e gli occhi da cerbiatta della sezione tecnica che stava leggendo con molta attenzione un dpadd. Prese la sua birra è andò a sedersi al suo tavolo.
"Mi scusi, guardiamarina Satrapi, mi chiedevo se potessi farle un po' di compagnia..."



USS Hope - Astronomia - 30/10/2396, Ore 18:15


"Signor Tucci, cosa c'è di così importante?" disse Bueller entrando.
Xyr stava osservando i movimenti di Tucci che, impegnato in una serie di calcoli astronomici, non si avvide dell'ingresso del Capitano della Hope. Rispose invece Xyr che stava guardando il lavoro dell'ufficiale scientifico.
"Onestamente non ne ho idea, mi ha richiamata qui e l'unica cosa che ho capito è che vorrebbe fare una deviazione di rotta verso una nebulosa, ma dopo avergli detto che non era possibile mi ha chiesto di chiamarla e si è chiuso nei suoi calcoli"
"Xyr deve imparare a trattare con il nostro ufficiale scientifico, è tutta una questione di atteggiamento. Bisogna dirgli le cose nel modo giusto..." Bueller si avvicinò alla consolle e si mise a fianco a Tucci, poi si girò un secondo per fare l'occhiolino a Xyr "...TUCCIII!!!!" urlò improvvisamente nelle orecchie del giovane tenente il quale uscì dalla sua bolla.
"Ah! Capitano, la aspettavo" disse Tucci come se non fosse successo niente.
Xyr sollevò gli occhi al cielo "Se non ha più bisogno di me, Capitano, tornerei in plancia"
"No resti Xyr. Sig. Tucci, qual è il problema?"
"Guardi Capitano! Nessun problema, ma un evento eccezionale! Avevo già da tempo calcolato che sarebbe successo, ma non mi aspettavo di trovarmi così vicino da poterlo vedere di persona"
"Ma di cosa stiamo parlando?"
"Dell'ammasso stellare 4k701, chiamato dagli astronomi Nebulosa del Diavolo"
"Nome abbastanza inquietante..."
"Solo superstizione, Capitano, fu chiamata così per via del colore rosso, delle tempeste di plasma che la attraversano e di due buchi neri che sono stati da molti considerati degli occhi... per quanto pericolose sono solo singolarità quantiche a forma di pozzi gravitazionali..." Tucci digitò qualcosa sulla consolle e l'immagine della nebulosa apparve al centro del grande schermo.
"Beh in effetti fa una certa impressione, soprattutto quella formazione stellare che sembra quasi un ghigno" disse Bueller indicando quello che sembrava veramente il volto di un demone
"E' solo la prospettiva visuale, Capitano"
"Ammetto che sia molto bella da guardare, ma non capisco perché mi ha fatto venire qui"
"Vorrei avvicinarmi per vedere un fenomeno da lungo atteso e che avevo preventivato. Si stanno verificando alcuni mutamenti gravitazionali tali che quello che lei ha individuato come ghigno si aprirà e dovrebbe scoprire un pianeta che i modelli astronomici hanno identificato ma che non è mai stato né visto né registrato sulle mappe perché costantemente circondato da tempeste impenetrabili di plasma"
"Straordinario" disse Xyr avvicinandosi
"Non nego l'interesse scientifico, ma è impossibile. La Hope è attesa alla Base Stellare 51 per rifornimenti urgenti e per prendere a bordo l'Ambasciatore Molbak di Andoria e portarlo alla conferenza di pace su Kesprytt III. L'Ammiraglio Lennox non ci perdonerà alcun ritardo, non è così Comandante?"
"E' esatto Capitano"
"La prego, è un evento unico!"
"Quando inizierà questo fenomeno?"
"Tra circa 28 ore, dalla nostra posizione ce ne vogliono almeno 24 a curvatura 5 per raggiungerla"
"Anche alzando la velocità a curvatura 8 vuol dire perdere almeno un giorno per andare e tornare e almeno tre giorni per la mappatura... sono quattro giorni di ritardo che non ci possiamo permettere"
"Potrei andare con una navetta e vi raggiungerei alla base stellare 51"
"Sarebbe una soluzione accettabile..." disse Bueller pensosamente.
"Grazie Capitano, vado subito a predisporre la navetta con tutta la strumentazione necessaria."

Tucci si fiondò fuori dalla porta lasciando i due ufficiali comandanti a contemplare la nebulosa.
"Suggerisco di inviare anche il Tenente Jones. E' la più preparata ad affrontare quelle tempeste di plasma" disse Xyr osservando i cumuli di pulviscolo spaziale attraversati da lampi di energia rossa.
"Lo stavo pensando, ma sarebbe meglio che si unisse anche lei... sa per controllare che tutto vada per il meglio"
Xyr lo guardò severamente
"Dica la verità... è perché l'ho chiamata nel suo tempo libero?"



Navetta Tipo 10 - 31/10/2396, Ore 19:16


"Non capisco perché non siamo andati con l'Akesh. Il viaggio sarebbe stato più sicuro e veloce rispetto a questa navetta. Ha la stessa manovrabilità di una nave cargo" disse Luna sbuffando ai comandi mentre stavano arrivando in prossimità della Nebulosa del Diavolo e si cominciavano a sentire i primi scossoni provocati dal movimento di questa.
"Primo perché non abbiamo fretta, il rendez-vous con la Hope è tra otto giorni sulla Base Stellare 51, di cui ne useremo solo due di viaggio. Secondo perché nove giorni su una navetta sono sufficientemente scomodi anche senza le brande klingon del suo Akesh e terzo..." Xyr abbassò leggermente il tono della voce "non credo che avrebbe voluto apportare le modifiche alla strumentazione su cui sta lavorando il signor Tucci all'avionica della sua navetta"

Luna si girò a osservare Edison che nel frattempo aveva smontato una delle poltroncine posteriori per installare uno strano macchinario di sua invenzione. Rabbrividì al solo pensiero di vedere una cosa del genere sulla sua splendida navetta.
"Già... immagino che sia stato meglio così. Comunque... siamo arrivati in posizione" disse quindi manovrando la navetta per fermarsi nel punto indicato da Tucci.
"Non ci resta che aspettare... quanto manca Tenente?" disse Xyr
"Direi tra le tre e le quattro ore, ma appena avrò avviato il sensore di micro-oscillazione che ho montato potremmo avere una stima più accurata. Possiamo lanciare una sonda di classe tre? Devo fare una calibrazione dei sensori"
"Si... ecco. Sonda lanciata... Ma poi dovremo stare qui cinque giorni a vedere cosa succede?"
"Se fosse possibile dovremmo avvicinarsi al pianeta fantasma."
"Nome evocativo per un pianeta dentro la Nebulosa del Diavolo nella notte di Halloween. Mia nonna farebbe degli scongiuri"
"Ma che scongiuri e scongiuri... questa è scienza!! Il pianeta non è mai stato visto prima, ma ci deve essere... e noi saremo i primi a vederlo e a registrarlo e non sappiamo neanche per quanto tempo sarà visibile prima che la faglia nella nebulosa si richiuda, potrebbero poi passare secoli o millenni prima che diventi nuovamente visibile!" disse Tucci con veemenza continuando a lavorare sul suo sensore "Ci siamo... fantastico!!!"

Luna e Xyr si alzarono per osservare sullo schermo i dati rilevati.
"Incredibile... guarda il picco energetico" disse Luna cominciando ad appassionarsi
"E questo è niente rispetto a quello che vedremo... tenetevi pronti... sta iniziando prima del previsto"
In effetti quello che Bueller aveva chiamato il ghigno della nebulosa si stava lentamente aprendo rivelando una zona nera priva di materia e al centro di questa apparve un pianeta rosso.
"I dati sono unici, non avevo mai visto niente di simile"
"Classe del pianeta?" disse Xyr
"Dovremmo avvicinarci ed entrare nella bocca del diavolo" disse Luna con tono scherzosamente spaventoso
"E' sicuro Tenente?" disse Xyr per nulla intimorita rivolta a Tucci
"Direi di sì, basta tenersi lontano dal bordo della nebulosa che è carico di plasma"
"Tranquilli ci penso io..."

Nel giro di pochi minuti, pur con non pochi sobbalzi, Luna portò la navetta attraverso l'apertura della nebulosa dentro la zona nera
"Stiamo per entrare nell'orbita del pianeta"
"Sembra un pianeta di classe Y" disse Tucci
"Perfetto, un pianeta Demone, sembra fatto apposta" disse Luna allegramente
"Però ci sono dati che non riesco bene a interpretare... Luna, puoi portarti sul quadrante nord ovest?"
"Sig. Tucci la pregherei di attenersi all'etichetta anche a bordo della navetta. Il timoniere è il Tenente Jones, non Luna" disse Xyr puntigliosamente per poi distrarsi guardando lo schermo "E quello che cosa è?"
"Rilevo una zona terraformata di classe L..." disse Tucci senza alzare la testa dal visore del sensore
"Tenente, intendo... quella cosa..." disse Xyr indicando sullo schermo una struttura ad anello con una guglia verticale altissima che era costruita sulla superficie del pianeta
"Assomiglia ad una nave vulcaniana di classe Sh'ran" disse Luna "come se si fosse conficcata nella roccia"
Improvvisamente la consolle di navigazione della navetta cominciò a lanciare ogni tipo di allarme
"Che succede?" disse Xyr
"Non lo so, i comandi non rispondono... tenetevi forte perché stiamo precipitando!"



USS Hope - Alloggio del Capitano - 31/10/2396, Ore 21:03


Diario Personale del Tenente Ferris Bueller - USS Hope Data Stellare 73833.00
"Abbiamo preso a bordo l'Ambasciatore Molbak. E' molto socievole e alla mano. Dopo tutti i mesi passati con Xyr, tendo a dimenticare che essere puntigliosi e irritanti non è una caratteristica comune tra gli andoriani, ma è unica di quella donna. Non posso negare che mi manca un po'. La festa di halloween di quest'anno sarà un po' meno divertente, anche se Caytlin ha promesso di indossare un costume adeguato all'occasione. Strega sexy sarebbe perfetta..."

=^=Plancia a Capitano Bueller, comunicazione urgente dalla Base 51=^=
Bueller interruppe la registrazione del diario personale e i preparativi per il suo costume di Halloween
"Passate la comunicazione nel mio alloggio"
Si andò a sedere alla sua scrivania e accese lo schermo, apparve il volto del Comandante Vause
"Buona sera Comandante" disse Bueller
"Buonasera a lei Capitano, mi spiace interrompere i suoi preparativi" disse Vause alludendo al costume da vampiro "ma una nave da trasporto tellarita ha intercettato un segnale di SOS proveniente da una vostra navetta nel settore 66.69. la sonda era molto vicina ad una nuvola di plasma e la loro nave non era adeguata a quel tipo di ricerca."
Bueller saltò in piedi "Grazie Comandante, ci attiviamo subito"
Toccò il proprio comunicatore
"Capitano a Ufficiali Superiori. Festa annullata. Riunione in sala tattica. Plancia, Invertire la rotta verso la Nebulosa del Diavolo. Curvatura 9"
*E al diavolo la conferenza di pace*



Pianeta Demone Struttura sconosciuta - 01/11/2396, Ore 00:01


Xyr aprì gli occhi. Un terribile mal di testa la aggredì. Li richiuse. Piano piano il dolore si acquietò e si ritrovò ad aprirli. Si trovava sdraiata su un letto a baldacchino, la stanza era solo parzialmente illuminata da candele a luce calda. L'ambiente poteva solo definirsi barocco e ogni particolare della stanza era drappeggiato di decorazioni in oro. Per prima cosa verificò la propria integrità, nessuna ferita, solo un lieve intontimento sulla testa segno di un colpo preso. Indossava ancora la sua divisa, ma le era stato tolto il commbadge. Alzandosi notò la pesante tenda di broccato che copriva la finestra che dava su un lago di vapori rossi e Xyr realizzò di trovarsi sull'anello esterno della struttura che avevano visto.
Improvvisamente si rese conto dell'assenza dei suoi compagni e per la verità non riusciva a credere di essere ancora viva. Neanche con tutta la sua abilità avrebbe mai potuto eseguire le manovre che la timoniera della Hope aveva tirato fuori dal cappello a cilindro per rendere l'inevitabile schianto meno doloroso, ma in ogni caso la navetta era finita in uno di quei laghi bollenti... impossibile uscirne. A meno che qualcuno non li avesse portati via.

Improvvisamente la porta si aprì con uno scricchiolio sinistro e un rimbombo nella tempesta di plasma sopra la sua testa la fece trasalire per un secondo. Si girò alzando le mani a pugno in difesa.
Una ragazza minuta dalle linee perfette con seni gonfi e sodi che indossava un vestitino con spalline così sottili che sembrava sfidare la legge di gravità entrò nella stanza portando un vestito tra le braccia. Avvicinandosi, Xyr poté notare che gli occhi della ragazza erano interamente neri con una pupilla verticale rossa e aveva denti argentati affilatissimi.
"Benvenuta sulla Paelyrion, Comandante Xyr. Sono Lin, una delle tre ancelle del palazzo. Il Maestro Ar Akul vorrebbe invitarla a cena e vorrebbe che indossasse questo vestito" disse sorridendo con voce gentile.




*****************************************
Brano: 09-01
Titolo: Ar Akul
Autore: Tenente JG Melanne Graahn
(aka Maddalena Duci)
*****************************************

Pianeta Demone, Struttura sconosciuta - 1/11/2396, Ore 00.23


Xyr non ci aveva messo molto ad indossare il vestito che le era stato dato. Non che la prospettiva la facesse impazzire, anzi, si sentiva decisamente a disagio in quell'abito lungo e pesante, dall'ampia scollatura, che le avevano velatamente ordinato di infilarsi. Non si trattava tanto dell'abito in sé, quanto del fatto che chiunque l'avessi 'invitata a cena', questo maestro Ar Akul, o chiunque fosse in realtà, stesse chiaramente giocando con lei un qualche tipo di gioco che non riusciva ancora a comprendere. Lei non era mai stata molto portata per i giochi.

Tuttavia, al momento, non le si prospettavano molte altre scelte. Lin era stata cortese, sorridente né aveva mosso alcuna minaccia, fisica o verbale, a lei o a chiunque altro, ma aveva anche evitata di rispondere a qualunque domanda lei avesse posto su dove si trovavano, chi fossero loro e soprattutto dove si trovassero Luna e Tucci. Si era limitata ad un sorriso e l'aveva pregata di vestirsi con comodo e uscire dalla stanza quando fosse stata pronta. Lin l'avrebbe condotta dal maestro che avrebbe chiarito ogni cosa.

La ragazza non sembrava particolarmente forte, aveva valutato Xtr, nonostante le zanne, e avrebbe probabilmente potuto stenderla con un colpo ben assestato. E poi cosa? Tentare di trovare gli altri e fuggire? Non sapeva nemmeno se la loro navetta fosse sopravvissuta allo schianto. Bueller forse avrebbe rischiato. O forse, aveva pensato depressa, avrebbe corteggiato Lin e si sarebbe goduto la cena. Più probabilmente la seconda. Detestava l'idea di fare quel che avrebbe fatto Bueller ma, escludendo la parte del corteggiamento, attualmente era l'unica strategia possibile.

Così, pur con riluttanza, si era sfilata l'uniforme, si era infilata l'ingombrante abito barocco rosso sangue e aveva aperto la porta.

Lin la attendeva fuori, in piedi accanto alla soglia. Le aveva sorriso di nuovo e l'aveva condotta lungo un corridoio arredato più o meno come la stanza da cui era appena uscita.

Non aveva detto una parola, una specie di inquietante hostess silenziosa e perennemente sorridente. Infine, erano giunte ad una seconda porta. Lin aveva bussato, atteso un istante, quindi aveva aperto il battente e si era fatta da parte.

Xyr era entrata.



USS Hope - Ufficio MCO - Contemporaneamente


Melanne era seduta alla scrivania e fissava il terminale con sguardo lievemente preoccupato. Da quando Bueller aveva annunciato che la loro destinazione non era più la conferenza di pace ma che la navetta con a bordo Xyr, Luna e Tucci aveva inviato un segnale di soccorso e stavano andando a cercarla, aveva fatto qualche ricerca sulla nebulosa in cui presumibilmente erano dispersi. Lei non era un astrofisico e il fenomeno in sé, per quanto affascinante potesse sembrare, non le interessava poi granché. Ma se il loro compagni si erano schiantati o anche solo, si sperava, erano atterrati da qualche parte all'interno di quella cosa, lei avrebbe dovuto essere preparata. E, tanto per iniziare, le interessava sapere a quale genere di radiazioni avrebbero potuto essere soggetti gli occupanti della navetta o i membri di un'eventuale squadra di ricerca.

"Mi mette i brividi, questa cosa..." disse a Basta, senza alzare gli occhi dallo schermo. "E' ridicolo, ma in ogni immagine sembra che ti fissi."

Lon alzò gli occhi dallo schermo del padd che stava leggendo e aggrottò leggermente le sopracciglia, mentre 'ascoltava' il miscuglio di colori, blu, viole e nero, che emanava dalla dottoressa, "E' solo una nebulosa. Non farti suggestionare."

"Lo so che è solo una nebulosa. Ma non mi piace lo stesso."

"Smetti di guardarla!" rispose lui con ovvietà.

Melanne gli rifilò un'occhiataccia. "Se sono atterrati da qualche parte, dovremo scendere a cercarli."

"E questo ti preoccupa?"

"Io sono sempre preoccupata. Ogni volta che scendiamo in missione sono preoccupata. Sono così preoccupata che vorrei vomitare. Tutte le volte. A parte l'ultima, ovviamente."

Lon posò il padd sul divanetto accanto a sé e la osservò per un momento. "Nell'ultima ti hanno sparato..." le ricordò lui.

"Vero," rispose Melanne, facendo spallucce. "Ma è stato diverso." Per un attimo rimase in silenzio, poi riprese. "Non è questo il punto, comunque. Se sono atterrati da qualche parte, ci dovremo preparare ad un ambiente potenzialmente ostile. Mancanza di atmosfera respirabile, radiazioni. Appronterò un protocollo di emergenza, nel caso fossero rimasti esposti per tempi prolungati." commentò, scartabellando tra i padd sulla scrivania.

Basta la osservò per un momento. Non gli piaceva eccessivamente l'idea che Melanne scendesse con la squadra di sbarco. D'altra parte, se ci fosse stato bisogno di un medico, e tutte le evidenze puntavano in quella direzione, lei sarebbe stata la scelta migliore.

"Forse dovremo portare le tute EVA. Anzi, mi sembra altamente raccomandabile."

"Quanto meno, ultimamente con quelle abbiamo fatto pratica." sospirò Lon.

"Altrochè!" rispose lei, con un brillio improvviso di eccitazione negli occhi.



Pianeta Demone, Struttura sconosciuta - Contemporaneamente


La stanza in cui Xyr venne fatta entrare era barocca come il resto dell'arredamento. Si trattava di un ampio salone dal soffitto alto e affrescato. Alla sua destra una fila di alte finestre coperte da pesanti tendaggi, sulla parete di fondo un grande camino al cui interno scoppiettava un fuoco vivace.

Alla sua sinistra una parete piena di specchi e ovunque dorature come se piovessero.

Al centro della stanza campeggiava un enorme tavolo circondato da sedie che sarebbero bastate tranquillamente per una trentina di persone. Era apparecchiato solo per due, ad un'estremità. Xyr fu contemporaneamente sollevata dal fatto di potersi risparmiare il ridicolo siparietto delle conversazioni da un capo all'altro del tavolo e preoccupata dalla vicinanza con il padrone di casa che questo comportava.

Lin non entrò con lei. Nessuna traccia di Tucci, né di Luna.

L'unica presenza nella stanza oltre a Xyr era la creatura seduta a capotavola, di fronte al camino. La stanza, oltre che caldissima, era scarsamente illuminata e con il bagliore delle fiamme alle spalle, non le riusciva per il momento di vedere le fattezze del presunto Maestro Ar Akul.

"Tenente Xyr," disse l'uomo. "Benvenuta. Sono davvero lieto che abbia deciso di unirsi a me per cena. E lasci che le dica quanto le dona quell'abito."

Xyr rimase immobile, piegando leggermente le antenne in avanti. L'accento dell'uomo era liquido, indefinibile. Parlava lo standard della Federazione e lo faceva con proprietà, ma era chiaro come non fosse la sua lingua madre e, come l'accento che lei non riconosceva, ne facesse capolino attraverso le parole. Non stava usando il traduttore universale.

"Come Lin le avrà certamente spiegato, io sono il Maestro Ar Akul. Prego, si accomodi."

L'uomo si alzò, per scostare la sedia accanto alla sua. Era alto e robusto. Dal modo in cui si muoveva sembrava giovane, ma c'era qualcosa di rigido, quasi meccanico, nei suoi movimenti.

Xyr rimase immobile ancora qualche istante poi face qualche passo avanti e si diresse verso quello che ormai era chiaro fosse il suo posto.

"Dove sono i miei uomini?"

"Subito al punto, non è vero?" Ar Akul sembrava quasi compiaciuto. Rimase in piedi accanto alla sedia, in paziente attesa che lei vi prendesse posto. "Scoprirà che ci stiamo prendendo cura di loro e che sono in ottima salute. Ci siamo occupati dei danni che avete riportato nell'incidente. E speriamo che questo ci permetta di instaurare un rapporto di reciproca fiducia."

"Per cosa?" domandò Xyr, avvicinandosi.

"Vede, Tenente. Ci occorre il vostro aiuto."

Xyr aprì bocca per la domanda successiva, ma si bloccò. Nel suo avvicinarsi alla sedia era entrata nel cono di luce che le permetteva finalmente di vedere l'uomo in faccia.

Solo che al posto del suo volto, c'era una maschera completamente bianca.



USS Hope - Plancia - 2/11/2396 - Ore 20.18


Bueller tamburellava con le dita sul bracciolo della poltroncina di comando. Non era per natura una persona paziente e questa attesa lo stava snervando. Erano tornati alla Nebulosa nel minor tempo possibile ma, naturalmente, se alla navetta era accaduto qualcosa di grave, sarebbe stato comunque troppo tardi.

"Rapporto?" domandò per la quindicesima volta dall'inizio dell'ultimo turno, provocando l'innalzamento del sopracciglio vulcaniano di Rest e l'abbassamento delle spalle del timoniere sostituto di Luna. Senza di lei, tra l'altro, la plancia era notevolmente più noiosa.

Si aspettava una nuova ETA dall'ufficiale, quando questi, stupendo evidentemente anche se stesso, annunciò: "Siamo arrivati!" Si schiarì poi la gola. "Ehm, voglio dire... siamo nel raggio visivo delle ultime coordinate conosciute della navetta, Capitano. ETA 11 minuti."

"Sullo schermo," ordinò Bueller, protendendosi in avanti.

Si aspettava l'ormai familiare sagoma della Nebulosa del Diavolo, rossa su sfondo nero, inquietante e ghignante. Invece sullo schermo non c'era più nulla.




*****************************************
Brano: 09-02
Titolo: Stringere un patto o pagarne le conseguenze?
Autore: Tenente JG Caytlin
(aka Vanessa nd)
*****************************************

Pianeta Demone, Paelyrion - 02/11/2396 - Ore 22.10


Due sere dopo l'iniziale rifiuto da parte di Xyr, l'Andoriana fu mandata nuovamente a chiamare dal Maestro Ar Akul.

Con sua grande sorpresa, non vide più la giovane Lin, che finora l'aveva accompagnata ed assistita.

L'ancella scelta per farle da hostess silenziosa fu una seconda donna: Jie.

Appariva più matura di Lin, nonché più alta, dai lunghi capelli neri, dalla pelle bianco latte e con due corna spioventi verso il basso che le affiancavano gli zigomi.

Emanava una carica sensuale difficilmente ignorabile e l'Andoriana dovette far affidamento ai suoi più profondi regolamenti interiori per rimanere lucida.

Le lunghe unghie rosso porpora e gli strani tatuaggi color aranciato che le ricoprivano gli avambracci erano le uniche note di colore del corpo della donna.

Xyr lo poteva affermare con precisione quasi assoluta, essendo l'abito di Jie praticamente inesistente: una sorta di costume dal reggiseno insufficiente, con la parte inferiore caratterizzata da lacci lunghissimi che arrivavano fino dietro al collo ed una sorta di pietra color rubino leggermente sotto a quello che sarebbe stato l'ombelico umano.

Come Lin, anche Jie presentava seni gonfi e sodi, occhi neri con pupille verticali rosse e denti argentati affilatissimi.

Egualmente poco loquace, le propose, quasi ordinò con una serie di gesti e sorrisi, di indossare un secondo abito barocco: all'interno di un rosso pallido tendente al violetto, con grandi risvolti sulle maniche, ed esteriormente di un broccato nero antracite.

Era più sgraziato, stringente ed inelegante rispetto al precedente, ma in ugual modo di forte impatto visivo, facendo risaltare appieno la bellezza dell'Andoriana.

Uscite dalla camera che rappresentava la sua prigione, Xyr fu condotta da Jie in un percorso fatto di scale di marmo e corridoi lunghissimi affrescati, ricchi di arazzi e tappeti.

Scesero e salirono un'infinità di volte, fino a giungere ad un'enorme salone illuminato fiocamente da decine o centinaia di candele la cui luce calda faceva tremolare le pareti dando loro una sensazione di movimento ed incertezza.

Non si vedeva il soffitto, rimasto in ombra.

Al centro del salone v'era il Maestro Ar Akul.

Rispetto al primo incontro, solo metà del viso era ricoperto dalla maschera bianca. La restante parte era in ombra e sembrava cangiante.

Xyr tentò di aguzzare la vista, ma poté giusto scorgere un'orecchia a punta ed un sopracciglio arcuato e curato all'inverosimile.

L'anfitrione attendeva la sua ospite in un abito da sposo broccato caratterizzato da una giacca in tessuto damascato grigio, una camicia beige con ricamato un drago sul colletto e ai polsi, un foulard di pizzo color avorio, una cintura con finiture dorate ed un bastone nero con pomolo luccicante come un diamante...

"Carissima e meravigliosa Xyr, ben arrivata. Sono assolutamente entusiasta che lei mi abbia fatto il così grande dono di accettare il mio gentile invito ad unirsi a me per osservare il cosmo."

Come per incanto, il soffitto rivelò il suo segreto riempiendosi di stelle, al cui centro stazionava la sagoma inconfondibile di una classe Intrepid, paralizzando Xyr dallo stupore per un lunghissimo istante senza fiato.

"Avevo forse scelta Ar Akul? Perché questa ipocrisia?" esclamò dopo essersi ripresa

"Maestro, mia cara Xyr, sono il Maestro Ar Akul... debbo insegnarle ancora molto prima che possa anche solo pensare di non chiamarmi Maestro..."

"E lei deve apprendere molte cose di me prima anche solamente di concepire di potermi chiamare ancora Xyr. Per lei sono e sarò sempre la facente funzioni di Comandante Xyr del Clan Clos, assegnata alla USS Hope NCC-25512-A della Flotta Stellare della Federazione Unita dei Pianeti e lei mi sta tenendo sua prigioniera. E come me, i miei due colleghi, di cui non ho notizie da giorni ormai."

"E' libera di andare Comandante a raggiungere la sua nave, sempre che riesca ad uscire da questa struttura ed allontanarsi dal pianeta... e ovviamente dalla nebulosa... ha delle ali nascoste in quel bel corpicino azzurro?"

"Non è divertente. Dovrebbe rivedere il suo humor, caro il mio Maestro. Sono prigioniera, giù la maschera Ar Akul."

"Xyr lei è così giovane ed inesperta... fredda e glaciale... rigida e ancorata alle proprie convinzioni... dovrà ancora imparare a sue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerà così tante maschere e così pochi volti."

"Allora mi inizi a mostrare il suo, di volto, di che ha paura? Le maschere la indossano solo gli impostori ed i bugiardi."

"Suvvia mia cara, siamo tutti impostori in questo universo, tutti noi facciamo finta di essere qualcosa che non siamo. Pure lei. Finge di essere una Comandante quando è poco più di una Tenente."

"Lei come...?"

"Faccio a saperlo? Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto."

"A che gioco sta giocando?"

"Nessuno mia cara. Per me odiosa è colei che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un'altra. Eppure, nonostante tutto, le ho dato fiducia, anche se non abbiamo molto tempo."

"Perché?"

"Perché noi siamo ciò che fingiamo di essere, quindi dobbiamo essere attenti a ciò che fingiamo... lei finge di essere una Comandante della Flotta Stellare... può dimostrarmi di esserlo realmente e fare ciò che le chiedo."

"Non posso... violerei una trentina di regolamenti ed un paio di direttive della Flotta... che ho giurato di rispettare, onorare e proteggere."

"Farlo la renderebbe umana, ma lei, pur di non fare i conti con la realtà, preferisce convivere con la sua finzione, spacciando per autentiche ricostruzioni ritoccate o distorte..."

"Io non fingo, io espleto realmente la funzione di Comandante della USS Hope."

"Allora convochi la sua nave e faccia ciò che le ho domandato o sarà peggio per tutti loro."

"Non è possibile..."



USS Hope - Plancia - 2/11/2396 - Ore 23.50


"Niente Capitano... abbiamo implementato le griglie sensori, convogliato l'energia, rimodulato gli apparati, immesso sub routine con programmi appositi, ma nulla... non v'è traccia della Nebulosa del Diavolo... sembra come scomparsa dietro quella coltre di plasma" esclamò uno dei vice di Tucci sconsolato all'ennesimo buco nell'acqua dopo il milionesimo tentativo richiesto in pochissime ore da Bueller.

"Timone?"

"Abbiamo circumnavigato l'intera zona in ogni direzione possibile, con tutte le varianti di angolazione del caso. Nessun risultato, Capitano..."

"Possibilità di aprirci un varco con la forza signor Rest?"

"Con una salva di siluri? C'è una probabilità del 99,8 per cento che sia un totale fallimento, signore. E poi un varco per dove? L'azione potrebbe portare ad un'esplosione dell'intero ammasso di plasma che circonda l'area della nebulosa, con la distruzione della stessa e l'uccisione dei nostri colleghi. Si tratta di una proposta illogica ed inattuabile... mi stupisco che."

"Sì signor Rest, anche io mi stupisco della mia stupidità. Concordo con lei."

"Non è quello che intendevo dire."

"Non si preoccupi, è che mi trovo impotente e nessuno mi sta dando una soluzione percorribile da tentare per recuperare Luna, Tucci e Xyr. Non avrei dovuto acconsentire all'invio della navicella in esplorazione scientifica solitaria e non avrei..."

"Chiedo scusa, ma dovrebbe parlarne col Consigliere. La scelta di confidarsi con me è illogica al 90,5 per cento."

"Anche quando le do ragione, Rest lei è... bah lasciamo perdere... dov'è Caytlin?"

"Astronomia, con il signor Rodriguez e la dottoressa Graahn."

"A far che?"

"Non credo che sia di mia pertinenza saperlo Capitano. Lo posso affermare con una sicurezza del 97.9 per cento."

"Naaah ci rinuncio... da quando Xyr non c'è lei è diventato intratt..."

"Signore, rilevo segnali di uscita da curvatura... segnali imminenti."

"La navetta di Luna?"

"Negativo, Capitano... direi di no... al 99,9 per cento."

"Sullo schermo signor Rest... uhm... no... ha ragione... direi che siamo d'acc... oh merda! E quelle che diavolo sono? Sono tre volte più grandi di una Classe Galaxy... ALLARME ROSSO! Energia agli scudi!"




*****************************************
Brano: 09-03
Titolo: Siamo tutti teatranti sul palcoscenico dell'esistenza
Autore: Tenente JG Rest figlio di Retok
(aka Ilenia De Battisti)
*****************************************

USS Hope - Plancia, 02/11/2396 ore 23:55


Rest occupava la sua postazione alla consolle tattica, ma si rendeva perfettamente conto di aver fatto decine di passi indietro nel rapporto con i propri colleghi l'unica persona che sembrava aver capito il suo stato d'animo, seppure il giovane tattico tentasse di non far trapelare nulla delle proprie emozioni, era il tenente Basta. Rest aveva fatto parecchia meditazione negli ultimi giorni ma nonostante tutto c'era una piccola parte di lui, quella che tentava di celare nel più profondo della sua psiche, che lo esortava a pestare a sangue Bueller. Dopotutto chi aveva avuto l'idea di mandare una navetta con solo tre ufficiali a bordo? Chi aveva avuto la convinzione che inviare degli uomini senza un esperto di tattica e sicurezza potesse essere una strada percorribile?

"Sì signor Rest, anche io mi stupisco della mia stupidità. Concordo con lei"

La risposta di Bueller gli fece comprendere che anche la sua ultima risposta era stata sentita come una velata staffilata sui reni e tentò di abbassare un po' i toni "Non è quello che intendevo dire."

"Non si preoccupi, è che mi trovo impotente e nessuno mi sta dando una soluzione percorribile da tentare per recuperare Luna, Tucci e Xyr. Non avrei dovuto acconsentire all'invio della navicella in esplorazione scientifica solitaria e non avrei..."

La risposta del Capitano gli fece sentire nettamente che le sue emozioni rischiavano di affiorare, osservò il volto del capitano risentendo in se quel forte desiderio di sferrargli un pugno, ma non era questo che ci si aspettava da lui, sia perchè ufficiale e sia perchè vulcaniano. Rapidamente, ma con fare deciso, Rest intervenne per cambiare discorso "Chiedo scusa, ma dovrebbe parlarne col Consigliere. La scelta di confidarsi con me è illogica al 90,5 per cento."

"Anche quando le do ragione, Rest lei è... bah lasciamo perdere... dov'è Caytlin?"

"Astronomia, con il signor Rodriguez e la dottoressa Graahn" evitò di osservare direttamente il Bueller, sperando che con l'ultima risposta la loro conversazione si potesse ritenere conclusa. Da vulcaniano viveva con una certa frustrazione la situazione nella quale si trovava: il suo controllo sulle emozioni era sempre stata impeccabile, perchè ora doveva risultargli così maledettamente difficile?

"A far che?"

La domanda di Bueller portò Rest a rispondere nuovamente in modo piccato, cosa di cui si accorse ma non potè evitare "Non credo che sia di mia pertinenza saperlo Capitano. Lo posso affermare con una sicurezza del 97.9 per cento"

"Naaah ci rinuncio... da quando Xyr non c'è lei è diventato intratt..."

Rest serrò la mascella, doveva tornare in alloggio a meditare prima di dire o fare qualcosa di cui si sarebbe pentito: stava già per richiedere di poter essere sostituito dal tenente Basta, quando le rilevazioni alla consolle lo fecero tornare alla realtà "Signore, rilevo segnali di uscita da curvatura... segnali imminenti."

"La navetta di Luna?"

"Negativo, Capitano... direi di no... al 99,9 per cento"

"Sullo schermo signor Rest... uhm... no... ha ragione... direi che siamo d'acc... oh merda! E quelle che diavolo sono? Sono tre volte più grandi di una Classe Galaxy... ALLARME ROSSO! Energia agli scudi!"

Rest non rispose neppure, i movimenti si fecero praticamente automatici mentre rispondeva agli ordini di Ferris "Allarme rosso attivato, energia alle armi ed agli scudi al 100 per cento" la voce di Rest si era fatta totalmente atona mentre operava alla consolle "Tutti i ponti sono stati allertati... il personale è tutto alle loro postazioni..."

Lon arrivò rapidamente in plancia e rimase sorpreso quando Rest gli affidò totalmente la gestione della consolle per portarsi ad una delle consolle generiche e iniziare a digitarvi quasi febbrilmente "Tutto bene Rest?" gli chiese a voce bassa.

"Glielo farò sapere fra qualche minuto, tenente Basta..." rispose sempre a bassa voce Rest

Nel mentre tutto il resto dei membri della plancia seguivano con il fiato sospeso il movimento delle tre mastodontiche navi che, almeno per il momento si erano fermate proprio di fronte alla Hope.

"Signore, anche le tre navi hanno alzato gli scudi e dato energia alle armi. La situazione non è delle più rosee per noi...." Basta controllava la consolle tattica "Da quanto posso rilevare il loro potenziale, sia difensivo sia offensivo, è nettamente superiore al nostro... in più la proporzione numerica è a loro favore."

"Quante possibilità abbiamo di potergli sfuggire?"

Basta sembrò attendere qualche attimo prima di rispondere, del resto solitamente era Rest l'ufficiale che si lanciava in calcoli percentuali da sembrare impossibili a qualsiasi altro ufficiale tuttavia, dato che il collega non sembrava voler prendere la parola, alzò il capo verso Bueller "Sostanzialmente, almeno in teoria potremmo tentare di sfruttare la manovrabilità della nostra nave e tentare la fuga."

"Mi sta dicendo che dobbiamo abbandonare i nostri uomini?"

Basta alzò il capo "Le sto dicendo che in uno scontro le nostre possibilità di sopravvivenza diverrebbero inesistenti... considerato la loro energia posso ipotizzare che quella nave ha il potenziale per impedirci qualsivoglia movimento anche se..." si voltò nuovamente a guardare il lavorio di Rest, rendendosi conto di aver capito le perplessità del tattico.

"Anche se?" Bueller si voltò ad osservare i suoi ufficiali "Anche se... cosa?"

"Sono navi decisamente grosse, Signore..." si limitò a rispondere Basta prima di iniziare a digitare a sua volta alla consolle.

"E questo credo che lo abbiamo notato tutti!" rispose in modo secco Bueller "La cosa dovrebbe esserci d'aiuto?"

"Forse si... forse no, Signore." Basta continuava a digitare alla consolle lanciando qualche sguardo verso Rest "Credo di aver capito e..." poi sentì la consolle bippare "Le navi hanno iniziato il loro attacco, hanno optato per una manovra di accerchiamento... oramai la fuga è l'unica soluzione."

"Maledizione! Manovre evasive, evitiamo di andare in pezzi! Signor Rest, abbiamo bisogno di una strategia e ne abbiamo bisogno adesso, dobbiamo scappare?"

"Un minuto Signore..." la voce di Rest, totalmente atona e piatta diede fortemente fastidio a Ferris.

"Non abbiamo un minuto, Timoniere manovre evasive e pronti alla curvatura!" la voce di Bueller lasciò trasparire un forte senso di frustrazione, già la tensione del momento era palpabile... non aveva tempo di gestire anche Rest.

"Un minuto Signore..." si limitò a rispondere Rest, sempre totalmente apatico, digitando febbrilmente alla consolle.

"Signore, siluro in rotta di collisione con la nostra nave... impossibile evitarlo!" la voce del timoniere era quasi nel panico "Non posso evitarlo, è impossibile! Preparsi allo schiant....eh?"

Bueller spalancò gli occhi, restando per qualche istante a bocca spalancata, mentre Basta sorrise alla volta di Rest "Avevi ragione, alla fine."

"Avevamo... tenente Basta, anche lei era giunto alle mie medesime conclusioni." Rispose pacato ed atono Rest.

"Si, e qualcuno pensa di degnarsi a spiegarlo anche a noi? risposte particolarmente infastidito Bueller "Gradirei capire anche io cosa è successo!"

Basta nuovamente attese per qualche attimo, ma dato il silenzio di Rest, riprese a parlare "Come le dicevo quelle navi sono tre navi decisamente molto grosse e quindi, al di fuori di ogni standard federale... come ha giusto fatto notare anche lei. Se consideriamo la loro rotta dobbiamo presumere che abbiano transitato per un'area piuttosto controllata... vi sono alcune basi stellari, alcuni pianeti federali... ed inoltre si tratta di una zona di spazio molto sfruttata per i transiti di cargo, ed essendo una tratta così battuta viene fortemente controllata per il pericolo che qualche pirata orioniano prenda in considerazione di abbordarne uno." Basta fece una piccola pausa osservando Rest "Per riassumere, le possibilità che tre grosse navi sconosciute riescano ad evitare in quell'area di essere captate dalle basi stellari, dalle boe di controllo, dai sistemi di controllo dei pianeti oltre che da una qualsiasi nave cargo o nave pattuglia è... beh... decisamente ridotta."

"8,56 per cento" Rest si limitò a dare la percentuale, incrociando le braccia al petto.

"Si..." Basta riprese a parlare "Da qui l'ipotesi più probabile è che in qualche modo qualcuno o qualcosa sia riuscito a ingannare i nostri sensori e farci credere che una tripletta di navi gigantesche stessero per distruggerci... una tripletta di navi talmente potente da costringerci alla fuga..." nuovamente fece una pausa "Crediamo che quello che abbiamo visto fosse una falsa ombra, come se avessero sfruttato i nostri stessi sistemi per farci vivere un'esperienza simile a quella che avremmo potuto avere all'interno di una sala del simulatore."

"Possibilità che ritengo, a questo punto, da ritenersi certezza." Nuovamente Rest si limitò a confermare le parole di Basta.

"Come diavolo hanno fatto a imbrogliare i nostri computer?"

Rest si limitò a rispondere in modo apatico "Inserendo i codici di controllo della griglia dei sensori e modificandone i parametri per immettervi un programma di simulazione d'attacco."

"I nostri codici?" la voce di Bueller si alzò di almeno un paio di ottave per la rabbia "Sta dicendo che qualcuno ha fornito i codici della nostra nave?"

"No... sto dicendo che qualcuno o qualcosa ha materialmente provato ad accedere al nostro computer tramite una sorta di comunicazione criptata che abbiamo continuato a rilevare proprio tramite i sensori."

"Non credo di capire... qualcuno ha tentato di accedere ai nostri computer per giorni e non solo non ce ne siamo accorti noi, ma neppure i nostri sistemi?" chiese Bueller avvicinandosi alla consolle di Rest.

"Si." Il vulcaniano digitò alla consolle mostrando un grafico dei sensori ed indicando una serie di piccole fluttuazioni costanti "Vede?"

"Rumori di sottofondo... l'eco di quello che resta del Big Bang e via dicendo, è normale che vi siano delle distorsioni di sottofondo... i nostri sensori sono calibrati per ignorarle e pulire il segnale"

"Esatto, ma queste non sono solo fluttuazioni di sottofondo ma una subroutine attraverso la quale qualcuno ha lavorato sino ad ottenere i nostri codici della grigia dei sensori... hanno sfruttato la nostra predisposizione a ritenere consueto un minimo di disturbo ai sensori, nonché la calibrazione dei nostri sistemi, per poter operare in piena autonomia e discrezione" Rest fece una pausa "Ritengo sia il caso di programmare il computer in modo da variare i codici della nave in modo ciclico, in modo da impedire a chiunque sia alla base di tutto questo di ottenere nuovamente i codici"

"Provveda, Signor Rest... voglio che tutti gli ufficiali superiori ancora sulla nave si presentino in sala tattica domattina, a questo punto credo sia il momento di fare il punto della situazione."



Pianeta Demone - Paelyrion, 02/11/2396 contemporaneamente
Xyr emise quasi un piccolo gridolino quando, osservando il soffitto di quella strana stanza, osservò con un misto di orrore e sgomento la USS Hope andare in mille pezzi le tre grandi navi avevano distrutto la sua nave, tutti i suoi amici erano morti di fronte ai suoi occhi e lei non aveva potuto far nulla per impedirlo.

"No..." la giovane andoriana era quasi paralizzata, con la testa all'insù "Non puoi averlo fatto sul serio!"

"E' vero... è tutto vero, mia cara Xyr... ed è solo tua la responsabilità di quanto è accaduto" il Maestro Ar Akul osservò per qualche attimo il cielo restando sempre nella penombra "Gran peccato, se avessi accettato di darmi i codici della nave avrei potuto portare anche loro qui da me."

"Volevi qualche altro prigioniero?" Xyr digrignò i denti per la rabbia "Se li desideravi tanto perchè li hai fatti morire? Che ragione avevi per far distruggere la nave?"

"Non mi interessava affatto la nave, nè i suoi occupanti... se avessi voluto catturarli non ci sarebbe stato nulla di più semplice... era semplicemente un test."

Xyr parve per un attimo frastornata da quella risposta "Un test? Hai ucciso tutte quelle persone per un test?"

"Volevo vedere se come donna avessi capito qual'è il tuo ruolo, è evidente che nei vostri pianeti si è persa la giusta divisione fra il ruolo dell'uomo e della donna e questo ha ingenerato molta confusione. Non hai rispettato il tuo ruolo, di fronte alle domande di un uomo non hai risposto con il dovuto rispetto e questo ha avuto le sue conseguenze... ma in fondo non te ne faccio una colpa, sono le varie razze umanoidi che con il passare del tempo sono state corrotte da idealismi privi di senso."

Lo sguardo di Xyr si fece furente "E tu cosa diavolo vuoi saperne di noi? Chi ti ha dato il diritto di giudicare il resto della galassia?"

Il Maestro Ar Akul non mutò minimamente la propria postura, né il suo tono di voce "Io esisto da sempre, ho osservato dalla mia dimora le vostre specie, ho valutato i vostri sforzi nel migliorarvi ed infine vi ho giudicati carenti... ma nella mia infinita benevolenza, ho deciso di accogliere te ed i tuoi colleghi nella mia dimora ed ospitarvi per l'eternità. Io ti insegnerò qual'è il giusto ruolo per una donna e fra qualche secolo, quando capirai tutti i benefici che puoi trovare nel vivere nel mio harem, me ne sarai grata..."

"Io non sarò mai tua!" Xyr scattò indietro furibonda

"Staremo a vedere, il bello di questa mia dimora è che qui il tempo non esiste... e l'eternità è davvero un lungo periodo" il Maestro Ar Akul si ritrasse andando a suonare una piccola campanella e subito la bellissima Jie arrivò da lui, chinando il capo verso terra "Accompagni Xyr nei suoi alloggi, per questa sera il nostro incontro si conclude qui"

Il Maestro attese che Xyr e Jie uscissero, poi tornò ad ammirare il soffitto in pochi attimi la scena proiettata cambiò e all'orizzonte tornò a profilarsi la figura della USS Hope, ancora del tutto integra "Se non volete andarvene con le buone, vorrà dire che dovrò utilizzare le cattive"



USS Hope - Sala tattica, 03/11/2396 ore 07:28
Nella sala tattica gli ufficiali superiori rimasti a bordo si guardavano negli occhi, Strauss aveva già avuto modo di parlare con Bueller ma aveva deciso di lasciare che i giovani avessero modo di parlare fra loro senza interferire per il momento. Bueller era in piedi, accanto ai finestroni, ed osservava l'infinità dello spazio.

"Ricapitoliamo" Ferris fu il primo a prendere la parola "Ci troviamo nel luogo in cui dovrebbe trovarsi, almeno in teoria, l'ammasso stellare 4K701, chiamato dagli astronomi Nebulosa del Diavolo" fece una piccola pausa, tornando ad osservare i colleghi E' chiamata così per via del colore rosso, delle tempeste di plasma che la attraversano e per due buchi neri che sono stati da molti considerati degli occhi... ad ogni modo ogni il Signor Tucci aveva rilevato alcuni mutamenti gravitazionali tali che, per le sue stime, avrebbero permesso alla nebulosa di aprirsi lasciando vedere una sorta di pianeta che non è mai stato né visto né registrato sulle mappe, dato che costantemente circondato da tempeste impenetrabili di plasma. Il fatto è che non vi è il pianeta, non vi è la nebulosa, e soprattutto non vi sono i nostri colleghi, devo pensare che l'intera nebulosa sia stata occultata?"

"Improbabile" la voce di Rest suonò fredda "Vi è solo una probabilità del 2,01 per cento che l'intera nebulosa possa essere stata occultata totalmente questa mia conclusione si basa sulla constatazione che per qualsivoglia analisi che abbiamo fatto nel lasso di alcuni giorni non abbiamo rilevato nessuna emanazione che possa far pensare ad un sistema di occultamento, inoltre residuano il problema di come recuperare il quantitativo di energia necessaria per un simile sistema e, infine, la reazione che potrebbe avere la stessa nebulosa se bombardata con l'emissione di qualsivoglia tipo di energia... tachioni o altro."

"Bene, quindi a questo punto cosa dovrei pensare? Che semplicemente abbiano spostato la nebulosa? Qualche giorno fa era qui e ora non si sa?" la frustrazione di Bueller era palpabile ma divenne pura perplessità osservando lo sguardo che si stavano lanciando fra loro Lon e Rest "State scherzando?"

"Noi vulcaniani non scherziamo, non fa parte della nostra cultura ideare situazioni atte a provocare l'ilarità dei nostri interlocutori..." rispose secco Rest, inarcando un sopracciglio.

"Certo, ovviamente..." Bueller sospirò osservando i due "Qual'è la vostra idea?"

Basta osservò Rest per poi prendere la parola "Se ci fosse Tucci sarebbe tutto più semplice, ad ogni modo io e Rest ieri notte abbiamo avuto una lunga conversazione su dove potrebbe essere sparita la nebulosa e... beh, alla fine la soluzione più probabile è che semplicemente si sia spostata di dimensione rispetto a noi... è sempre lì solo che su una dimensione leggermente diversa dalla nostra, quel tanto che basta per non essere più visibile."

Bueller osservò i due con aria scettica "E come farebbe a spostarsi da una dimensione all'altra?"

"La spiegazione ci è venuta in mente per la presenza dei due buchi neri..." Basta riprese la parola ma era evidente che non era avvezzo a dare spiegazioni così legate all'astrofisica teorica "Abbiamo osservato per ore le registrazioni e letto tutti i rapporti che abbiamo potuto leggere... tutti concludono con la stessa spiegazione, quella nebulosa non ha senso, non dovrebbe esistere."

"In teoria abbiamo di fronte una nebulosa con all'interno due buchi neri... nebulosa che per i dati è davvero antica." Rest fece una pausa osservando Bueller "A questo punto la probabilità che il materiale della nebulosa non fosse stato esaurito dai due buchi neri si avvicina allo zero, eppure da tutti i dati che abbiamo trovato la nebulosa non è mai né cresciuta né diminuita"

Bueller si massaggiò il collo "Si, credo di capire... due buchi neri così grandi avrebbero dovuto attrarre a sè tutti i gas che compongono la nebulosa ed infine far scomparire il fenomeno... e da qui siete arrivati a pensare a dimensioni differenti?"

"In un certo senso si..." Basta prese la parola "Signore, si tratta solo di un'ipotesi e non abbiamo avuto il tempo di fare tutte le rilevazioni per cercare di capire se la nostra idea è fattibile o meno ma... parafrasando uno dei libri scritti sul suo pianeta, quando giungi ad eliminare tutto ciò che è impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto possa sembrare improbabile..."

"...non può essere che la verità" Bueller annuì a Basta "Fatevi aiutare dalla sezione scientifica, loro sapranno cosa cercare... o almeno spero" sospirò per un attimo "E alla fine viene il problema del finto attacco... credo che sia abbastanza chiaro che l'intenzione era spaventarci abbastanza da darci alla fuga."

"Si, credo che sia evidente che qualcuno non ci voglia qui... E devo dire che ha studiato davvero un piano complesso per farci abbandonare la zona." la dottoressa Graahn portò le mani sulle ginocchia "Allontanare, non ucciderci."

"Mi duole intervenire ma sono meno ottimista rispetto a Melanne" la voce di Caytlin fece voltare tutti nella sua direzione "E' possibile che quello fosse il suo primo tentativo... diciamo che per ora si è limitato a darci un buffetto sulla spalla"

"Quindi per lei potrebbe fare molto di peggio?" Bueller osservò la consigliera

"Mi rendo conto che al momento i dati che abbiamo raccolto sono pochi e, almeno in teoria, è possibile che il nostro ipotetico "qualcuno" non abbia altri modi se non l'intimidazione per farci andare via di qui ma lo ritengo improbabile..." Caytlin fece una pausa "E' più probabile che abbia già ottenuto quello che vuole e non gli interessi altro che mandarci via di qui"

"Ma non capisco il perchè..." Bueller si fermò "A meno che l'anomalia non abbia a che fare con tutto questo... Tucci era stato chiaro, l'apparizione del pianeta fantasma era un evento più unico che raro!"

"Finito l'evento il pianeta tornerà a celarsi dentro la nebulosa e non vi sarà più alcun modo per raggiungerlo se non attendere un nuovo evento che probabilmente avverrà fra qualche millennio" la voce di Caytlin fece sgranare gli occhi a tutti "Si, credo che tutto l'attacco servisse solo per ottenere del tempo."

Bueller serrò per un po' la mascella "Quindi è possibile che i nostri uomini si trovino sul pianeta fantasma, e qualcuno ci voglia impedire di recuperarli in tempo?"

"Le probabilità si aggirano attorno al 69,34 per cento" rispose Rest "Anche se al momento non se ne comprende la motivazione"

Bueller scosse il capo sferrando un pugno al tavolino "Al diavolo il perchè! Non abbiamo tempo! Mettete al lavoro la sezione scientifica, voglio sapere quanto tempo ci rimane per recuperare i nostri amici e soprattutto come raggiungerli!"





*****************************************
Brano: 09-04
Titolo: Dentro di me
Autore: Tenente Ferris Bueller
(aka Franco Carretti)
*****************************************

Pianeta Demone - Camera di Xyr, 06/11/2396 ore 10:28


"E' tutta colpa tua!" le gridò in faccia Ferris. Il suo voltò era orribilmente bruciato. Un'orbita era vuota, l'occhio esploso a causa del calore. Quel suo sorriso affascinante, ma al contempo irritante era ridotto in frantumi.
"Dovevate andarvene! Secondo il regolamento, in caso di superiorità del nemico..." tentò di difendersi Xyr con voce debole.
"Regolamento? Certo! Tu ci avresti abbandonati pur di rispettare il regolamento! Noi stupidi abbiamo fatto di tutto per tentare di salvarti. E ora siamo morti!" il volto di Ferris si fece ancora più vicino, la sua bocca sembrava innaturalmente grande, il sangue colava ovunque "MORTI!"

Xyr si svegliò madida di sudore. Un urlo di angoscia sulle labbra pronto a uscire. Respirava a fatica, il cuore sembrava voler esplodere. Tornò ad accasciarsi sui cuscini cercando senza molto successo di trattenere le lacrime.
Nessuna regola sembrava darle conforto in questo momento. Non c'era niente che le impedisse di cadere nello sconforto e nella follia. Centocinquanta persone trasformate in pulviscolo spaziale. Centocinquanta uomini del suo equipaggio. Centocinquanta anime... No, non solo semplici membri dell'equipaggio.
Forme indistinte sembravano fluttuare nella stanza. Rest che la guardava dalla sua postazione tattica come per controllare se avesse bisogno di lui. Basta con quel suo sguardo cupo e al contempo tranquillo. Rodriguez con quel suo sorriso sornione che le faceva sempre sospettare un nuovo problema. Caytlin con quei suoi splendidi capelli color fiamma e la sensualità prorompente. Melanne con la sua bellezza e la sua innocenza e Doohan con quella sua tendenza ad imbarazzarsi di fronte a qualsiasi donna. Ed infine lui, la sua nemesi: Bueller. Avrebbe dato qualsiasi cosa pur di rivederlo ancora una volta. Dirgli che le dispiaceva. Che era stato un'onore lavorare con lui... essere stata al suo fianco.

*Articolo 3 comma 5...*

La voce di Bueller sembrava un sussurro. Xyr si sfregò di nuovo gli occhi, le antenne afflosciate per l'angoscia ebbero un fremito.
"Come?" chiese Xyr. Gli occhi erano spalancati, respirava affannosamente, ad un solo passo dalla pazzia.

*Articolo 3 comma 5 Xyr... smetti di piagnucolare e datti una mossa!*

Se le era immaginate quelle parole? Era così difficile pensare. Articolo 3: "Doveri propri degli ufficiali superiori". Comma 5: "Deve assicurare il rispetto delle norme di sicurezza e salvaguardare l'integrità fisica dei propri sottoposti." Cosa voleva dirle? Integrità fisica? Erano tutti morti! Tutti morti...

"No!" Xyr parve risvegliarsi da un brutto sogno. Le antenne si drizzarono e un brivido le corse lungo la schiena. Non tutti! Luna e Edison erano ancora vivi. Contavano su di lei! Ferris contava su di lei per salvare almeno loro.
Come rinvigorita da un nuovo scopo, la giovane andoriana si alzò di scatto dal letto con gli occhi spiritati che dardeggiavano per la stanza. Per un attimo afferrò la divisa, ma poi ci ripensò. Il nuovo abito di broccato, questa volta di un velluto nero con ricami rosso sangue, le era stato appeso all'armadio durante la notte... quando? Due giorni prima? Quanto era stata in stato confusionale devastata da quello che aveva visto? Lo indossò dopo essersi lavata per nascondere le tracce del pianto e dello sconforto, arrivò persino ad acconciarsi i capelli come aveva visto fare una volta alla sua seconda madre per una festa in ambasciata. Il trucco le risultò più complicato, non era abituata a certe cose.

Quando tutto fu pronto si guardò allo specchio. Certamente il nero le era più consono, la sua pelle blu mal si addiceva al rosso carminio e quale colore migliore per mostrare il proprio lutto verso i compagni uccisi?
Sospirò ancora, una lacrima tentò di nuovo di sgorgare ma la ricacciò indietro con rabbia. Allungò la mano e tirò la cordicella vicino al letto. Uno scampanellio si diffuse fuori dalla stanza.



USS Hope - Sala ologrammi, 06/11/2396 contemporaneamente.


"Sono ancora li dentro?" chiese Caytlin. Basta era appoggiato alla parete antistante l'entrata alla sala ologrammi con gli occhi chiusi.
"Si..." rispose conciso facendo scricchiolare il collo. "Non dormono da settantadue ore ormai. Per Rest non mi preoccuperei normalmente, i vulcaniani possono andare avanti per giorni senza risposo, ma stranamente sembra più stanco di Bueller. Se non fosse impossibile giurerei di leggere in lui rabbia e sconforto."
"Vai a riposare un po' anche tu, mi occuperò io di loro." disse la risiana poggiando una mano sulle braccia conserte del collega.
"Ho dormito un po' alcune ore fa... andrò in plancia a dare il cambio a Rodriguez. Tende a fare cose strane quando è stressato... non vorrei che si vendesse la Hope."

Caytlin ricambiò il pallido sorriso che si era formato sulle labbra di Lon. Un tentativo di umorismo per stemperare la situazione era qualcosa di inconsueto per lui. Lo guardò allontanarsi verso il turbo ascensore e poi ordinò l'apertura della sala ologrammi.

Tre giorni prima, quando la follia di Bueller era iniziata, la sala ologrammi riproduceva una spiaggia californiana con sedie a sdraio, ombrelloni e ragazze in costume rosso che sembravano correre al rallentatore portando sottobraccio un salvagente rosso attaccato tramite una fune alla loro caviglia. Non aveva ben capito chi o cosa rappresentassero ma non ci aveva fatto molto caso. Su una zona riparata da un gazebo, Ferris aveva piazzato delle lavagne di ardesia su cui scriveva con dei gessi colorati. Rest, trascinato in quell'assurda riproduzione, sembrava pronto a spaccare la faccia al suo superiore da un momento all'altro. Se ne stava con le mani strettamente allacciate dietro la schiena.

Il secondo giorno la risiana li aveva trovati sempre nella stessa posizione. L'unica cosa che rimaneva era la spiaggia e il gazebo... le ragazze sparite. Le lavagne si erano moltiplicate e ora li circondavano. I due non parlavano. Bueller continuava a riempire le lavagne con formule matematiche che solo Tucci avrebbe capito. Rest sembrava ancora furioso, ma nel suo sguardo c'era anche una scintilla di interesse.

Oggi era sparita anche la spiaggia e il gazebo. La stanza era buia, le uniche cose illuminate erano le lavagne disposte all'apparenza in modo casuale. La luce proveniva dall'alto ed era puntata su ogni lavagna in modo da essere sempre ben visibile. Questa volta anche Rest era intento a fare calcoli. Scriveva con una furia mal nascosta dalla sua forza di volontà calcando con il gessetto anche se non ce ne era bisogno. Ogni tanto cancellava con rabbia usando la manica della divisa per fare più in fretta. Bueller era uno spettro, l'ombra di se stesso. Nessuno dei due sembrava aver dormito da giorni e forse nemmeno mangiato.

La porta della sala ologrammi si aprì di nuovo e la dottoressa Graahn fece capolino.

"Venga pure dottoressa." Le sorrise Caytlin tendendo la mano.
"Speravo di trovare Lon, volevo controllare le condizioni di Bueller e di Rest, ma senza di lui confesso di aver il timore di avvicinare quest'ultimo. Non è più lui da quando..." Melanne si trattenne dal continuare.
"Non è solo la sparizione dei nostri amici a farlo stare così." La voce della risiana era calda e amichevole "Ha ben altri motivi."
"Cosa intende?"
"Il Pon-Farr..." le due donne si guardarono, Melanne aveva gli occhi spalancati.
"Ma certo! Che stupida sono stata! Era palese: i suoi tracciati bioneurali, i dati fisici tutti sballati! E i suoi scatti emotivi soprattutto... dovevo rendermene conto da sola!"
"Nonostante conosciamo i vulcaniani da così tanto tempo, ci è ancora difficile capire questa loro particolarità e la sparizione di Xyr ha aggravato la situazione. Io ho espressamente chiesto ad ogni membro vulcaniano della Hope quando sarebbe caduto per loro quel momento... e le assicuro che non è stato affatto facile avere una risposta."
"Lo capisco benissimo... e ora che facciamo? So che esistono certe soluzioni per ritardare il Plak Tow, la 'febbre del sangue'. Ma sono solo un pagliativo: meditazione, qualche preparato per ripristinare momentaneamente lo squilibrio neurochimico nei loro cervelli."
"Credo che opterò per il rimedio più semplice." Commentò la consigliera di bordo.
"Ah..." le guance della dottoressa si arrossarono per l'imbarazzo.
"Se vuole partecipare..." le sussurrò languida la risiana guardandola con la coda dell'occhio.
Melanne avvampò come una torcia al plasma.

"CI SONO!" la voce di Ferris era roca per la stanchezza eppure, nonostante lo sfinimento, accennò a qualche passo di danza. "Rest vieni a vedere!"
Il vulcaniano si trascinò con stanchezza verso la lavagna che l'umano indicava e iniziò a fissarla sbattendo le palpebre.

Le due giovani si avvicinarono per vedere. La lavagna era un guazzabuglio di formule matematiche e grafici. Melanne ne riconobbe alcune ma solo marginalmente. C'era di mezzo quantistica, algebra temporale e chissà cos'altro.
"E' difficile ricordarsi che Ferris era uno dei migliori studenti all'accademia..." mormorò Caytlin "Forse solo Xyr e Tucci potrebbero capire tutta questa roba."
"O Rest..." la corresse Melanne vedendo che il vulcaniano sembrava assentire seguendo le diverse formule.
"Cos'è signor Rest?" chiese il consigliere avvicinandosi all'ufficiale tattico.
"Abbiamo calcolato quanto tempo ancora il pianeta sarà presente nella nostra realtà prima di sparire nuovamente e ci sono interessanti notizie. L'evento sarà fra una settimana."
"Quindi abbiamo una settimana per far tornare il pianeta da un'altra dimensione dove si è nascosto prima che sparisca per chissà quanti millenni?" chiese Melanne non troppo entusiasta.
"Riteniamo che il pianeta appaia nella nostra realtà ogni cinquecento anni, naturalmente se le condizioni che lo fanno apparire e sparire sono delle costanti. Questo, insieme ad alcuni dati ricavati dagli strumenti in questi ultimi giorni, ci fanno supporre che la sparizione della nebulosa in un'altra dimensione, sia un evento causato da una tecnologia a noi ancora sconosciuta. Purtroppo senza l'aiuto di Tucci ci abbiamo messo tre giorni... lui probabilmente l'avrebbe calcolato in poche ore."
"Quindi qualcuno ha fatto sparire volontariamente l'intera nebulosa secondo voi?" domandò il consigliere di bordo.
"Certamente. Era logico pensarlo quando le navi si sono rivelate un attacco cybernetico. Qualcuno sul pianeta dispone di una tecnologia ben superiore alla nostra e ritengo che il Comandante Xyr e l'equipaggio della navetta sia adesso in mano sua." rispose Rest la cui voce si era fatta di colpo tagliente.
"Cosa glielo fa pensare?" chiese Caytlin con noncuranza continuando a tenere d'occhio il collega.
"La sparizione e la successiva dimostrazione di forza sono evidentemente state messe in atto per impedirci di salvare i membri dell'away team. Sarebbe bastato far sparire la nebulosa per renderci impossibile trovare i nostri compagni. Inoltre è proprio il tentativo di farci fuggire tramite l'attacco con le navi che mi fa supporre, con una probabilità del 76.3%, che sia possibile riportare il pianeta nella nostra dimensione o aprirci un varco verso di essa. Il reparto scientifico sta appunto lavorando a questa eventualità."

Per Caytlin quelle erano solo speranze, ma non se la sentiva di fare quella affermazione... soprattutto non con Rest in quelle condizioni.
"Bene Capitano, credo che abbia fatto un lavoro incred..." la risiana si voltò trovando Ferris addormentato a terra in posizione fetale. "Credo sia meglio portarlo nel suo alloggio dottoressa."

Melanne sorrise e si avvicinò al giovane. "Su Ferris andiamo a letto." Disse lei dolcemente aiutandolo ad alzarsi.
"Sa dottoressa, era da tanto che volevo farle la stessa proposta." Borbottò lui nel dormiveglia facendola arrossire mentre lo accompagnava verso la sua cabina.

Prima che le porte della sala ologrammi si chiudessero, Melanne guardò indietro. La risiana era di fronte al vulcaniano. I due si guardavano intensamente. Caytlin sollevò la mano destra chiusa a pugno con l'indice e il medio distesi. Rest, dopo un attimo di titubanza, fece altrettanto. Le sue dita si poggiarono sopra quelle della ragazza e poi iniziò ad acarezzarle lentamente.



Pianeta Demone - Segrete, 06/11/2396 ore 11:25


Xyr aveva impiegato molto per convincere il Maestro a farle visitare i suoi compagni. Non solo come tempo, ma soprattutto come amor proprio. Aveva dovuto pregarlo, incensarlo di lodi, promettergli l'aiuto che tanto desiderava. Non le importava, si sarebbe persino messa in ginocchio pur di rivedere i loro volti.
La casa del Maestro, che sembrava a tutti gli effetti un palazzo del XVII secolo terrestre, aveva a quanto pare anche le segrete. L'andoriana scendeva lungo la scala a chiocciola e osservava il passaggio dalla muratura affrescata alla nuda roccia.
Alla fine della scala, un lungo corridoio si perdeva nell'oscurità punteggiata da deboli luci elettriche. La giovane trasalì quando il suo sguardo si posò su quella che sembrava la guardia dei sotterranei. Era un umanoide enorme, sembrava scolpito nella pietra da quanto era massiccio. La pelle color ebano era sporca e butterata. Gli occhi, spalancati e dallo sguardo vacuo, avevano la stessa pupilla verticale rossa immersa in un mare di inchiostro nero. Indubbiamente la stessa razza delle schiave del Maestro.
Passò una mano davanti alla faccia dell'energumeno ma lui non fece una piega. Come se non fosse consapevole della sua presenza.

Xyr raccolse una grossa chiave su una rietranza nella roccia e si avviò lungo il corridoio. Le prime celle erano vuote, ma alla fine del corridoio, prima che curvasse e sparisse di nuovo nell'oscurità, la giovane intravide una forma in una cella. Staccò una delle luci dalla parete, cercando di mantenere attaccati i fili che portavano l'energia, e la usò per illuminare l'interno della cella.

"Xyr, quel vestito ti sta una favola!" La voce di Luna era piena di sofferenza e stanchezza. Il suo volto era macchiato di sangue, ma nonostante questo stava sorridendo. Le braccia erano incatenate alla parete, abbastanza in alto da non permetterle di sedersi a terra. Era vestita con una camicia da notte sporca e strappata molto simile a quella che avevano fornito a lei.

L'andoriana aprì velocemente la cella e stupendo anche se stessa si gettò sulla giovane cubana. Il corpo le tremava mentre nascondeva il volto sulla spalla del timoniere della Hope.

"Ehm... Comandante? Anch'io sono felice di vederla, sopratutto se si stringe a me così, ma forse non è il caso."
"Sono morti... sono tutti morti!" singhiozzò la giovane stringendosi ancora di più a lei.

Luna le appoggiò la guancia sulla testa e ascoltò il racconto di quello che aveva visto. Non fu facile ascoltarla sia perchè Xyr faceva fatica a parlare, sia perchè i racconti degli ultimi momenti della Hope erano terribili anche per lei. Alla fine le due rimasero in silenzio.

"No..." mormorò Luna guardandola.
"Cosa?" chiese l'altra scuotendosi dall'apatia.
"Non sono morti!"
"Ho visto io stessa l'esplosione della nave!"
"Non so dirti come, ma loro sono vivi!" Luna la guardò intensamente "Qualcosa dentro di me dice che tutto questo è sbagliato. Non so come spiegarlo, ma sono certa che stanno bene!"

Xyr abbassò per un attimo lo sguardo, quando lo alzò di nuovo era risoluta "Ha ragione signor Jones, loro sono ancora vivi... lo sento anch'io. Non so come o perchè ma lo so..."
"Bene... e ora che facciamo?" chiese la giovane tornando a sorridere.
"Per il momento non possiamo fare niente, ho a malapena convinto il Maestro a permettermi di vedervi. Come siete finiti qua dentro? E dov'è Tucci?"
"Tucci è nella cella appena dietro l'angolo. Lo sento borbottare ogni tanto, ma è difficile parlare con lui anche in una normale situazione. Io sono arrivata qui perchè ho fatto a pezzi l'abito che mi era stato offerto. Una bella ragazza me l'aveva portato, ma quando mi ha detto a cosa serviva l'ho distrutto... e non l'hanno presa bene. Quando sono stata portata qui, Edison era già nella sua cella."
"Tornerò indietro e vedrò cosa posso fare... intanto andrò a controllare il Signor Tucci per vedere come sta."

Xyr si alzò e raggiunse la porta. Si fermò un attimo e si voltò a guardare la giovane umana.
"Se dirai a qualcuno quello che è successo qui te la farò pagare..." disse lanciandole uno sguardo di fuoco.
"Successo cosa?" rispose l'altra innocentemente.
L'andoriana fece un cenno di assenso e poi richiuse la porta.

Appena girato l'angolo il Primo Ufficiale della Hope trovò quello che cercava. Tucci era chiuso in una cella ben più illuminata e, a differenza di Luna, non era legato. Le pareti della stanza erano state incise con mezzi di fortuna ed era pieno di formule matematiche. Al centro di tutte queste formule c'era il disegno di un macchinario dall'aspetto alieno e complesso.

"Tenente!" esclamò entrando nella cella.
"Buonasera Comandante" le rispose lui senza fare una piega e gettando solo un'occhiata alle sue spalle.
"Cosa sta facendo? Cos'è quella cosa?"
"Il Maestro voleva che io aggiustassi la sua macchina... non che sia rotta, ma sta per rompersi. Gli ho detto che non avrei fatto niente finchè non mi diceva dove eravate, ma non è stato molto collaborativo. Però non riuscivo a togliermi quella macchina dalla testa. Secondo me si può aggiustare... certo devo vederla di persona, questo disegno l'ho fatto a memoria. E i calcoli sono solo teorici..."
"Riprenda fiato Signor Tucci... cos'è quella?!"
"Uh?" lo scienziato la guardò sbattendo le palpebre.
"Tucci... questa... cosa... - scandì Xyr prendendolo per le spalle e voltandolo verso il disegno - che... diavolo... è!"
"Ah! Credo che sia un accumulatore di singolarità gravitazionale. Raccoglie energie dai due buchi neri come una gigantesca turbina..."
"E a cosa serve?"
"A raccogliere energie dai due buchi neri..." ripetè Tucci dopo aver aperto e chiuso la bocca un paio di volte.
"Intendevo per cosa la utilizzano, perchè raccogliere così tanta energia?"
"Ah... beh. Per far funzionare qualcosa che necessita di parecchia energia?" borbottò l'umano confuso per la domanda.
"Lasci perdere... per ora rimanga qua. Cercherò di farla uscire il prima possibile."
"Mi scusi Comandante." Xyr si fermò dopo aver chiuso di nuovo la cella. "Perchè è vestita così?"
"Perchè necessitavo di un qualcosa da indossare." Ribattè lei piccata.
"Ah..."