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DS16GAMMA
Missione: 24
Titolo: Missione in corso
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Brano: 24-00
Titolo: Onnivoro onnipotente
Autore: Tenente Comandante Rerin Th'Tharek
(aka Ilenia De Battisti)
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***Flashback***
DS16 Gamma - Ufficio Primo Ufficiale
29/11/2399 - Ore 20.19


Il Comandante Th'Tharek tirò un sospiro di sollievo mentre disattivava il terminale ed osservava distrattamente il proprio ufficio non che avesse poi molto da festeggiare ma se non altro un altro noioso, frustrante e quanto mai irritante giorno di lavoro era arrivato a conclusione. Da una parte era un ufficiale superiore che aveva imparato a fare buon viso a cattivo gioco, ma dall'altra era pur sempre un andoriano! Gli bastava poco per irritarsi e, bisognava ammetterlo, ne aveva di cose che lo stavano facendo irritare!

Era stato promosso per essere trasferito su una base stellare e la cosa lo aveva portato a storcere il naso: aveva perso la possibilità di viaggiare ma in fondo si era ben presto reso conto di come le basi stellari abbiano una loro bellezza intrinseca. Ma se il primo problema si era rapidamente risolto, il secondo era rimasto un macigno sino alla fine: la bella comandante della stazione, Claire Drillrush.

Rerin non ha mai avuto dubbi sul fatto che il Comandante Drillrush fosse un ottimo ufficiale superiore ma capì fin dal primo momento che la donna non lo aveva affatto preso in simpatia. Quella terrestre aveva certamente una mente estremamente logica e analitica ed era di certo in grado di valutare razionalmente i problemi che le si presentavano dinanzi, ma non sembrava prender bene le osservazioni che le venissero mosse: Th'Tharek non era il tipo da restare in silenzio, se una cosa non gli tornava non si faceva grandi problemi a farlo notare e questo aveva evidentemente indispettito Claire. Di fatto, sin dal momento in cui aveva preso servizio, il comandante della stazione aveva relegato più o meno coscientemente il primo ufficiale a incarichi di secondo rilievo, evitando accuratamente di consultarsi con lui e continuando in maniera sfacciata a rifiutarsi di delegare qualsivoglia responsabilità al suo vice. Ne era una riprova che avesse saputo solo indirettamente che proprio quella terrestre era alla base della temporanea fuga del tenente Roberts dal proprio alloggio: da primo ufficiale, come poteva aiutare i suoi uomini se nessuno si degnava di fargli sapere cosa stavano facendo?

Ovviamente aveva protestato con il Comando di Flotta ed in particolare si era rivolto all'ammiraglio Darion, un uomo con il quale aveva sempre avuto un ottimo rapporto: l'ammiraglio sembrava comprendere la sua frustrazione ma lo aveva esortato a stringere i denti, del resto passare da primo ufficiale a comandante non è una cosa facile. Il delegare a ciascuno i propri compiti è una delle sfide più ardue in assoluto e si apprende con il tempo, commettendo errori e cercando di risolverli.

Unica nota positiva era l'essere riuscito a stringere una serie di amicizie con le guardie dell'ambasciatore klingon, Rogal, arrivando addirittura a poter partecipare ad alcuni dei loro allenamenti... lezioni molto dolorose ma certamente utili, aveva scoperto molte cose sentendo i loro racconti ma quello era un altro discorso.

La situazione di stallo fra i due aveva raggiunto il culmine con l'arrivo del Capitano Steje Aymane. Arriva un nuovo ufficiale superiore alla base e nessuno pensava fosse il caso di avvertire il primo ufficiale? Era il secondo in comando, se fosse successo qualcosa avrebbe potuto essere chiamato a reggere il peso dell'intera installazione e si ritrovava a sapere le cose in contemporanea con l'ultimo dei membri dell'equipaggio? A dire il vero anche tutti gli altri ufficiali superiori condividevano con lui il fatto di essere stati avvertiti all'ultimo, ma per Rerin la cosa era stata veramente la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.

Aveva guardato il Comandante Drillrush lasciare la base senza palesare alcuna emozione ed era tornato al suo lavoro con la stessa gioia di un condannato ai lavori forzati che riprende in mano il piccone e si avvia nella miniera a spaccare rocce. Aveva svolto il suo turno in sala controllo ed aveva passato il resto della giornata nel proprio ufficio a leggere i rapporti che pervenivano dalle varie sezioni... tenendosi un po' in disparte dal frenetico mondo della base per poter riflettere. Era consapevole che avrebbe dovuto prima o poi avere un incontro a quattr'occhi con il Capitano Aymane, ma semplicemente non ne aveva voglia.

Rerin si stiracchiò sulla poltroncina e si alzò, era arrivato finalmente il momento di prendersi un po' di meritato svago.



***Flashback***
DS16 Gamma - Bar della Stazione
29/11/2399 - Ore 20.25


Rerin cercò di togliersi dalla mente tutto quello che lo disturbava nulla gli toglieva dalla mente l'idea che forse... continuando a rivolgersi all'ammiraglio Darion... alla fine il suo caro amico avrebbe ceduto e gli avrebbe concesso un trasferimento, ma in quel momento voleva solo divertirsi.

Il primo ufficiale raggiunse il bancone ordinando da bere e si osservò attorno studiando i volti dei vari avventori.

D'un tratto tutta la sua attenzione fu attirata dagli occhi color nocciola di una guardiamarina betazoide della sezione scientifica seduta a due sgabelli di distanza da lui. La giovane guardiamarina gli sorrise con fare suadente, mordicchiando lentamente la cannuccia del proprio cocktail e continuando insistentemente a guardarlo con sguardo provocatorio: Rerin non aveva idea di chi fosse e francamente non gli interessava affatto, ma iniziò a rispondere a quegli sguardi mentre sorseggiava il suo drink. Empaticamente sentiva l'eccitazione della betazoide che cresceva in lei, sapeva che quella nottata non l'avrebbe di certo passata da solo e si ritrovò ad essere grato alla provvidenza di averlo fatto andoriano... non rischiava di far nascere figli per la stazione.

Il gioco degli sguardi si faceva più intenso, tanto che alla fine la betazoide sembrò decidersi a prendere l'iniziativa e posò il cocktail per andarsi a sedere proprio allo sgabello accanto a Rerin: il primo ufficiale sorrise soddisfatto... se non altro avrebbe avuto qualcosa di cui essere sollevato in quella lunga giornata... o almeno, era questo ciò che pensò prima che il Capitano Aymane occupasse proprio lo sgabello libero che mirava la betazoide.

Il Capitano ordinò da bere per poi aggiungere "Oh, tu guarda... il mio primo ufficiale"

La giovane betazoide ci mise un attimo a capire l'antifona, tanto che salutò il barista e se ne andò. Rerin si mise ad osservare per qualche attimo il nuovo ufficiale superiore prima di tornare a guardare il suo drink "Capitano..." improvvisamente la serata aveva preso una pessima piega.

"Non abbiamo ancora avuto modo di parlare io e lei..." il Capitano fissava il proprio drink facendo tintinnare il ghiaccio nel suo bicchiere "...così ne ho approfittato per avere un'interessante conversazione con il Capitano della USS Alvarez. Un uomo cordiale, affettuoso e generoso. Un po' vanitoso forse, ed egoista... un dominatore, ma anche un uomo onesto... un uomo che aveva una certa stima di lei"

"La cosa la sorprende?" la voce di Rerin era stranamente atona

"Mi sorprende che non sia venuto a chiedere spiegazioni nel mio ufficio. E' riuscito a contenere la sua impulsività, interessante" il Capitano arrivò al punto senza mezzi giri di parole "Intende ancora ottenere il trasferimento?"

"Nulla mi trattiene in questa base, perché non farne domanda?"

"Perchè questa base ha tutte le potenzialità per offrirle ciò che cerca"

Rerin fece una smorfia "A si, e di grazia... cosa starei cercando?"

"Un porto... oh, lo so che non lo ammetterà mai ma ciò che cerca lei è un porto che le dia stabilità senza togliere quella nota di pericolo nella sua vita che tanto le piace. Ha avuto un pessimo inizio ed ha giocato a fare da tappezzeria per qualche mese. Beh. la sua vacanza è finita da domani si ricomincia da zero" diede una pacca alla spalla dell'andoriano "Ponte sedici, alloggio 24"

Rerin stava per controbattere ma alle ultime parole si voltò con espressione perplessa "Alloggio 24?"

"La stanza della guardiamarina a cui dava la caccia, ma faccia attenzione..." Aymane si alzò per poi dirigersi verso l'uscita "Alla bastardella piace mordere..." non si voltò neppure indietro e lasciò il bar.



DS16 Gamma - Sala controllo
17/06/2400 - Ore 16.39


"Sala Controllo a Capitano Aymane. Signore, è richiesta la sua presenza"

La comunicazione di Durani ruppe solo per pochi istanti l'assoluto silenzio che aveva pervaso la sala comando. Tutti i presenti sembravano quasi affascinati ad osservare sullo schermo visore la forma aliena di quella che poteva in qualche modo sembrare una sonda molto strana o un vascello molto piccolo.

"Cosa succede e... quello cosa diavolo è?" Aymane a sua volta si soffermò ad osservare lo strano oggetto che si avvicinava inclinando il capo di lato come a tentare di capire cosa fosse osservandolo da un'altra prospettiva "Sono motori quei cosi che escono dal suo ventre?"

"Crediamo che si tratti di una navetta o una capsula d'emergenza" la voce dell'ufficiale scientifico suonava incerta "Diciamo che al suo interno rileviamo due deboli segnali vitali, in che ci farebbe presupporre che sia una navetta"

"Sembra essere corredato da piccoli razzi di manovra... lì dentro a farla grande ci starebbero un paio di bambini... sempre che la strumentazione non occupi troppo spazio" Tara Keane parlò quasi sovrappensiero mentre digitava alla consolle "Ha ridotte capacità di curvatura, al massimo warp uno per poche ore e al momento la sua energia è al minimo... tanto che sembra danneggiata"

"Abbiamo tentato di comunicare con loro?" il Capitano osservava ancora la strana forma "Vorrei capire perchè sta facendo rotta sulla base"

I membri della sala controllo si osservarono per poi tornare a guardare il Capitano "Si, e abbiamo ricevuto una risposta audio ma il traduttore universale sta avendo delle difficoltà a tradurla... non siamo neppure certi che la risposta sia effettivamente pervenuta dagli occupanti del mezzo o non sia semplicemente registrata... mentre gli occupanti sono impossibilitati a rispondere"

"Impossibilitati a rispondere?"

"Beh, molte razze hanno condotto dei test prima di inviare dei mezzi spaziali con a bordo degli esseri della propria specie. In questi casi spesso si è optato per alloggiare nei propri mezzi degli animali del proprio pianeta" Durani osservò il Capitano "E' possibile che questo sia solo un test prima del volo a curvatura di una civiltà e..."

Il Capitano portò lo sguardo sulla navetta "E a questo punto una civiltà che potrebbe non avere tutti i requisiti per un primo contatto potrebbe essere sul punto di scoprire che esiste una grossa base aliena a un certo tot di distanza da casa loro e non sapete se non sia il caso di fare qualcosa?" Aymane sorrise sfiorando il comunicatore "Capitano a Primo Ufficiale... mi raggiunga in sala controllo, credo che ci sarà da divertirsi!"

"Non abbiamo compreso tutti i meccanismi della navetta... o sonda abitata che sia" Tara scosse il capo riflettendo a voce alta "Potrebbe essere in grado di riprendere immagini e inviarle direttamente al pianeta e questo potrebbe lasciarli decisamente sorpresi... non possiamo sapere neppure come prenderebbero la notizia di non essere soli al mondo"

"Potremmo variarne la traiettoria ma ciò potrebbe spingere quella specie a indagare su quale forza sconosciuta sia riuscita a mandare fuori traiettoria il loro aggeggio" l'ufficiale scientifico tornò a fissare la sua consolle "Altra alternativa è distruggerla"

"A parte che ci sono due segni vitali che noi ipotizziamo siano di animali ma non possiamo averne la certezza data la difficoltà delle letture all'interno di quel trabiccolo..." Durani sembrò la meno convinta "Immaginatevi la situazione dai loro occhi: magari hanno già visto attraverso la loro navetta che esiste questa base e poi si vedono arrivare addosso un phaser che fa esplodere in aria quel piccolo catorcio, a che conclusioni arriverebbero? Che lo spazio è occupato da razze pericolose per cui devono difendere se stessi ed il loro pianeta, magari partendo loro all'attacco con quello che hanno. Scateneremmo una guerra!"

"...una guerra?" Rerin entrò con espressione perplessa in sala controllo raggiungendo Durani per dare un'occhiata alla sua consolle

"Glielo dicevo che in questa base si sarebbe divertito!" Aymane ammiccò al suo secondo per poi tornare alle comunicazioni "Qualche possibilità di sentire la comunicazione?"

L'ufficiale alle comunicazioni sembrò imbarazzato "Ehm... si signore, per sentirla... si sente bene"

Dagli interfoni della sala controllo si iniziò a sentire una serie di suoni gutturali e quasi impronunciabili che non avevano nessun senso per nessuno dei presenti =^=Tleiwegsua netfahc snegee nehcelnhä tam nnëhhaira uvtraa ed hcreud reiéna hcseripme hcafnie iém llivgnepo nefuog nessathcsié ttad zalpma=^=

Th'Tharek strabuzzò gli occhi mentre Aymane annuiva lentamente, ascoltando la comunicazione "Direi che nel loro messaggio sono stati cristallini quanto l'acqua di palude" poi sorrise tornato dall'ufficiale delle comunicazioni "E nella traduzione, qualche informazione in più prima che si decida il da farsi?"

L'addetto alle comunicazioni sembrava sempre più in difficoltà "Beh... per ora abbiamo capito che... beh... che il messaggio è troppo corto e la lingua troppo diversa dalla nostra per tentare una traduzione accurata, avremmo bisogno che vi fossero più frasi... ma al momento abbiamo solo questa"

"Non so voi ma vorrei evitare che fra un'ora o poco più quella cosa di schianti direttamente sullo scafo della base... quindi è il caso di decidere signori, cosa consigliate di fare?"

"Ci sono pur sempre dei segni vitali all'interno di quella cosa, siamo tenuti a prestarle soccorso" Rerin rimase di fianco a Durani "E se sarà il segno che una nuova civiltà si sta affacciando all'era dei viaggi a curvatura informerei l'ambasciatrice T'Lani e lascerei a lei la gatta da pelare"

"Mmh... il dolce profumo dello scarica barili si sta già spargendo nell'aria... meglio così!" Aymane sorrise divertito "Raggio traente, trainate i nostri ospiti... chiunque essi siano... nell'hangar tre. I segni vitali teletrasportateli appena possibile in infermeria, si aprono le scommesse su chi indovina a cosa assomigliano... io voto per dei felidi di piccole dimensioni!"



DS16 Gamma - Infermeria
17/06/2400 - Ore 17.56


I due alieni erano distesi sui biolettini, uno accanto all'altro: erano degli esseri umanoidi, alti all'incirca fra i sessanta ei settanta centimetri. La loro pelle traslucida lasciava intravvedere al di sotto l'insieme di ossa, muscoli ed organi che componeva il loro corpo. L'equipe medica aveva operato come poteva su quei fragili esserini, monitorando i loro segni vitali e ipotizzando di volta in volta diverse terapie ma a conti fatti si sentivano impotenti. Era una razza sconosciuta, la loro morfologia era talmente differente dalle razze conosciute che i normali rimedi medici sembravano funzionare poco o nulla: il risultato di tutti i loro sforzi era stato solo quello di riuscire a farne rinvenire uno e guardare morire l'altro.

Nessuno si illudeva poi molto sulle sue reali probabilità di sopravvivenza, eppure questo esserino minuto non sembrava volersi arrendere al fatto di non essere in grado di comunicare con chi lo circondava: continuò a parlare senza sosta sino a che, finalmente, il traduttore universale riuscì ad individuare abbastanza schemi fonetici da iniziare ad interpretare la sua lingua.

"Capo... ora, capo"

Il dottor Ch'Idrani scosse il capo "Sarebbe molto meglio se riposasse, la sua salute è molto debilitata"

"Capo, ora... prego, capo"

Il dottore sospirò, accettava a fatica l'idea che non vi fosse nient'altro che potesse fare per loro ma se non altro decise fosse giusto accontentare il loro desiderio, quindi sfiorò il comunicatore "Infermeria a Capitano... il nostre ospite chiede di parlare con il capo di questo posto"

=^=Arriviamo subito=^=

Pochi minuti dopo il Capitano entrò accompagnato dal primo ufficiale "Il traduttore finalmente ha deciso di funzionare, eh?" lo sguardo era serio mentre si avvicinava ai biolettini "Sono il capitano di questa base, come possiamo aiutarvi?"

"Pericolo... capo, pericolo"

Aymane osservò per un attimo Rerin per poi procedere a parlare "Abbiamo tradotto il vostro primo messaggio, parlava di un demone venuto dai cieli che avrebbe distrutto la vostra nave, è corretto?"

"Morte scesa veloce... ci ha tolto gli occhi e parola... poi attesa e infine morte..."

Aymane continuava a guardare i due esserini per poi tornare a prestare la sua attenzione su quello ancora vivo "Sì, ma non abbiamo capito a cosa vi riferite... cosa vuol dire che vi ha tolto occhi e parola? Chi è questo demone?"

"L'onnipotente... onnivoro onnipotente..." furono le sue ultime parole.

Il lettino iniziò a segnalare che era in corso un collasso multiorgano oramai del tutto inarrestabile: i tentativi dei medici di porre un rimedio alla situazione durarono svariati minuti ma alla fine, l'unica cosa che rimase da fare fu constatarne il decesso.

=^=Sala controllo a Capitano, segnaliamo che sono sorti problemi con l'apparato dei sensori esterni alla base... le squadre di riparazione sono già a lavoro ma per il momento operiamo alla cieca=^=

I due ufficiali superiori si guardarono in volto mentre il Capitano mugugnò a voce bassa "Ci hanno tolto gli occhi..." quindi sfiorò il comunicatore "Inviate una comunicazione su tutte le frequenza per informare le navi dirette alla base della nostra attuale situazione"

=^=Signore, anche le comunicazioni non sembrano funzionare verso l'esterno della base... tentiamo di risolvere il prima possibile=^=

"Stiamo diventando paranoici o ci hanno anche tolto la parola?" Rerin sembrava perplesso

"Già..." Aymane si ritrovò a guardare nuovamente verso i due corpi esanimi "E cosa veniva dopo la perdita delle vista e del linguaggio?"

"L'attesa e la morte" rispose laconico Th'Tharek.