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DS16GAMMA
Missione: 23
Titolo: Missione in revisione
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Brano: 23-00
Titolo: I Varikis
Autore: Tenente Comandante Alessandro Riccardi
(aka Fabio Manuello)
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Deep Space 16 Gamma, Laboratorio scientifico 3 - 20 Novembre 2399, ore 11.22


Il buio era quasi totale. Un faretto danneggiato lanciava delle scie intermittenti che proiettavano inquietanti ombre sulla parete più larga. Il volto del comandante Roberts veniva illuminato mostrando un liquido color rosso grondargli dal volto e dal resto del corpo.

Ramar, però, stava bene. Non poteva dire di provar dolore patimento o altro. Anzi era in pace, tranquillo e a suo agio.

Quel liquido che aveva addosso era caldo e lo abbracciava come una coperta.
Il suo stanco corpo trovava ristoro. Non aveva la forza di alzarsi in piedi, stava seduto in ginocchio appoggiato a qualcosa di morbido ma che aveva la resistenza necessario per tenerlo sollevato.

Roberts era sfinito, come dopo una intensa attività fisica. Si sentiva come se avesse spostato a mano i container da tutti i magazzini. Ma ora era in pace. Quel manto caldo lo ristorava e gli ridava forza. Sentiva l'acre odore del ferro ma non gli dava fastidio.

L'ufficiale scientifico si lasciò accasciare toccando con la schiena il pavimento della stazione caldo per il liquido che era sparso su di esso.

Lentamente si addormentò.

Era l'unico in vita in quella stanza.



Flashback: Deep Space 16 Gamma, Ambasciata Vulcaniana - 12 Novembre 2399, ore 10.00


"I Varikis?" Commentò il capitano Drillrush.

L'ufficiale in comando guardò lo schermo ai lati della scrivania dell'ambasciatrice che mostrava l'aspetto fisico dei Varikis. Claire dovette ammettere che questi alieni erano veramente brutti. La forma ricordava uno scarafaggio allungato. Il corpo era ricoperto da una vasta peluria che copriva perfettamente l'esoscheletro. La testa era piccola e compatta con una bocca larga e piatta e due grosse antenne rivolte verso la schiena.

L'umana capì perché l'astuta ambasciatrice le avesse fatto vedere un'immagine di quegli alieni prima di parlarle di loro: voleva capire se aveva dei preconcetti verso quelle creature non propriamente belle secondo i canoni estetici umani.

"Hanno una conformazione decisamente strana." Il capitano si voltò verso T'Lani chiedendo: "Cosa sappiamo di loro?"

"Molto poco." L'ambasciatrice giunse le mani per poi riprendere a parlare: "Una nave Klingon in missione esplorativa ha effettuato il primo contatto circa una settimana fa."

Drillrush annuì rispondendo: "Ho letto il report ma non diceva molto su di loro."

L'anziana Vulcaniana bevve un sorso di tè aggiungendo: "Vero il rapporto dei Klingon era molto sintetico ma ho contattato le altre razze del quadrante Gamma e sono riuscita a scoprire qualcosa in più su di loro."

Drillrush si spinse leggermente in avanti incuriosita.

L'ambasciatrice conscia di avere tutta l'attenzione del capitano disse: "Sono un popolo di esploratori e scienziati. Sono pacifici e vivono in una zona isolata del quadrante Gamma cosa che gli ha protetti dalle mire espansioniste del Dominio."

"Interessante." Commentò il capitano.

"Sono il nostro corrispettivo nel Gamma." L'ambasciatrice inarcò il sopracciglio e diede l'informazione più importante: "Siamo riusciti a contattarli con risultati positivi e una loro nave arriverà qui tra circa una settimana."



Flash back - Deep Space 16 Gamma, Passeggiata della stazione, zona di attracco 1 - 19 Novembre 2399, ore 15.37


Malgrado il ridotto preavviso la stazione fu abilmente preparata per il primo contatto.

Quando la nave dei Varikis uscì dalla curvatura, ben pochi riuscirono a vedere dalla passeggiata la forma piatta e allungata con una serie di protuberanze lungo tutta la sezione.

In pochi minuti l'incrociatore eseguì l'operazione di attracco.

Sulla passeggiata vicino all'ormeggio si era riunito il personale di comando della stazione più gli ambasciatori dei Klingon, dei Romulani, della Federazione e una rappresentanza del governo Bajoriano. Avevano formato un compatto e variegato semicerchio attorno al portello di attracco. Attorno a loro, sull'esterno, un cordone di sicurezza teneva a distanza la nutrita folla di civili che volevano assistere al primo contatto.

Improvvisamente il portellone si aprì di scatto e dopo un interminabile momento d'attesa l'ambasciatore Varikis fece la sua comparsa.

L'essere uscì rapidamente dal portellone sospinto dalle sedici zampe, otto per lato, fermandosi a pochi passi dal portellone. Poi si alzò piegandosi a "elle" e delicatamente, come un direttore d'orchestra che muove le bacchette per creare la musica, iniziò a fendere l'aria con le antenne.

Tutti trattennero il respiro in attesa.

T'Lani aveva spiegato a Drillrush che quegli esseri ciechi utilizzavano le antenne come una specie di radar per sondare l'ambiente circostante e per comunicare. Per cui il capitano rimase in attesa guardando i movimenti della creatura.

Questa specie di balletto durò circa trenta secondi poi l'ambasciatore Varikis spostò le antenne verso la schiena e una voce metallica usci da una specie di comunicatore: "Io son o'Hucler, ambasciatore dell'Unione dei Pianeti Varikis."

Fece una breve pausa e poi aggiunse: =^=Veniamo in pace. Noi comunichiamo tramite le antenne ma grazie a questo traduttore messo a punto dai nostri scienziati possiamo parlare liberamente con voi.=^=

Claire attese qualche istante poi iniziò a parlare: "Io sono il comandante Claire Drillrush. Sono il comandante della stazione Deep Space 16 Gamma. A nome della Federazione dei Pianeti Uniti, dell'Impero Klingon, dell'Impero Romulano e del governo Bajoriano le do il mio benvenuto."

Il Varikis mosse rapidamente le zampe anteriori ma nessuno poté interpretare il gesto, dopo una breve pausa il comunicatore disse:=^= E' un piacere incontrarvi, posso far salire a bordo il mio seguito?=^=
"Permesso accordato." Rispose il capitano con un sorriso a trentadue denti.

Il primo contatto continuò per il meglio. Rotto il giacchio iniziale, il corteo si sostò in una area appositamente allestita vicino alle ambasciate e in un vasto salone i vari ufficiali dialogavano fra loro riguardo la situazione.

La serata procedeva decisamente bene e in tutti cresceva la fiducia di un imminente accordo di collaborazione tra i vari popoli.

Verso la fine la delegazione scientifica dei Varikis chiesero di poter studiare alcune anomalie spaziali riscontrate durante il viaggio con gli ufficiali della Federazione. Claire, Roberts e T'Lani colsero subito la palla al balzo e, sperando instaurare un rapporto di collaborazione, acconsentirono subito.

Fissarono un incontro con la delegazione scientifica dei Varikis nel laboratorio tre per l'indomani mattina.



Deep Space 16 Gamma, Laboratorio scientifico 3 - 20 Novembre 2399, ore 11.23


L'ufficiale scientifico si accasciò toccando con la schiena il pavimento della stazione caldo per il liquido che era sparso su di esso.

Lentamente si addormentò.

Era l'unico in vita in quella stanza.

D'improvviso la porta si aprì e una squadra della sicurezza fece l'irruzione.

Ramar si svegliò di soprassalto. Ma il più scioccato dei due fu Riccardi: "Roberts..." Quelle parole gli morirono in gola: "Cosa hai fatto? La delegazione scientifica... è morta."




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Brano: 23-01
Titolo: La serpe in seno
Autore: Ambasciatore Klingon Rogal Dothrak
(aka Franco Carretti)
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Deep Space 16 Gamma, Infermeria - 20 Novembre 2399, ore 12.30


Aprì gli occhi ma li richiuse infastidito dalle forti luci, cercò di portare una mano al volto ma qualcosa glielo impediva, solo dopo un paio di tentativi si rese conto che era il lenzuolo... si sentiva debole come un gattino.
*Cosa è successo?* si chiese l'ufficiale scientifico mentre cercava di mettere a fuoco la stanza. Cercò di tirarsi su ma era come cercare di spostare una navetta a spinta.

"Dottore?" chiamò non senza prima alcuni tentativi andati vuoto. Accanto a lui un uomo in divisa gialla si mosse in maniera impercettibile lanciandogli un'occhiata.
"Karl?" era quello il nome dell'uomo della sicurezza? Gli sembrava di averlo già conosciuto in precedenza... un buon elemento anche se un po' schivo e riservato, tanto da essere un po' noioso nelle serate sociali a bordo della stazione.
Il tenente della sicurezza non rispose, gli lanciò solo un'occhiata fra l'annoiato e il preoccupato.
"Karl potresti dirmi che sta succedendo?" non ricordava proprio il cognome, doveva accontentarsi del nome.
"Mi dispiace signore ma al momento deve rimanere sdraiato. Il dottor Ch'Idrani sarà subito da lei... e anche il Comandate Riccardi." lo disse come a scusarsi con lui della situazione, anche se non sembrava volergli spiegare qual'era la situazione.

"Comandante Roberts come si sente?" chiese il medico capo entrando nella camera e facendo segno all'uomo della sicurezza di uscire.
"Come se avessi giocato a tennis per un mese senza una pausa... cos'è successo?"
"Non si ricorda niente?"
"Per quanto ne so stavo parlando con... ch'Kuser della delegazione scientifica Varikis. Poi mi sono svegliato qui." rispose Rumar scuotendo la testa.
"Capisco... adesso facciamo un controllo, per le spiegazioni aspettiamo il Comandante Riccardi."

Il capo della sicurezza non si fece attendere per molto. Arrivò nella stanza a passo di carica e sembrava già stanco.
"Ramar come ti senti?" chiese.
"Sono sfinito e ho dolori a muscoli che non credevo di avere. Adesso posso sapere cosa ci faccio qua?"

Riccardi lanciò un'occhiata al medico e questi fece un cenno affermativo con la testa.

"Hai dolori perché hai usato muscoli che di solito non usi..." commentò il capo della sicurezza allungandogli un dpad.

Con in volto un'espressione interrogativa Ramar avviò il video presente sul tablet, piano piano i suoi occhi si spalancarono sempre di più dando l'impressione che potessero cadere dalle orbite da un momento all'altro.
Le scene correvano veloci. Lo scienziato vide se stesso mentre uccideva tutta la delegazione scientifica Varikis con una velocità e una brutalità che rasentava l'impossibile.

"E' uno scherzo vero?" chiese con voce tremante.
"Nessuno scherzo purtroppo." rispose Riccardi scuotendo la testa.
"Ma io non sarei mai in grado di fare una cosa simile! Non solo moralmente, ma soprattutto fisicamente!"
"Noi lo sappiamo e anche il Capitano lo sa... neppure l'Ambasciatore Klingon ci ha creduto. Ha detto che se davvero riesci a fare delle cose del genere ti assume nella sua sicurezza e licenzia Stilgar."
"Una manomissione delle immagini?" chiese lo scienziato senza riuscire a distogliere lo sguardo dalle immagini.

Riccardi sospirò.

"Purtroppo no... hai davvero fatto quello che si vede nel video. Ti abbiamo trovato coperto di sangue varikis e la stanza trasformata in un mattatoio."
"Quindi sono stato io... ma non è possibile."
"Ci sono molte cose che non tornano. Prima di tutto le abilità che dimostri nel video... dottore?"
"Hai uccis... la delegazione è stata uccisa con due particolarità: la prima è che ogni colpo mortale è stato inferto fra la quarta e la quinta scaglia del lato destro del corpo. Da quello che ho potuto capire quel punto è l'unico non protetto dal carapace naturale di questa razza. Sembra che serva per deporre le uova, i varikis sono asessuati, la seconda particolarità è che sono state usate armi di fortuna: penne, dpad... materiali trovati nella stanza. Non avevo idea che si potesse uccidere qualcuno con un dpad, adesso lo so." rispose il medico.
"Quindi sono entrambi cose che, in teoria, non ci fanno dubitare che tu sia passato al lato oscuro. Prima di tutto ci vuole molta abilità per uccidere qualcuno con un dpad, seconda cosa come sapevi quale fosse il punto debole della fisiologia di quella razza?"
"Ma io non lo sapevo! Anzi nessuno..." Robert si bloccò prima di finire la frase.
"Esatto, nessuno su questa stazione dovrebbe saperlo. Fortunatamente, come diceva l'ambasciatrice T'Lani sono il nostro corrispettivo del quadrante Gamma, quindi, sebbene scossi per l'accaduto, stanno lavorando con noi per riuscire a trovare un motivo per il quale sia successo... quello che è successo."



Deep Space 16 Gamma, Sala riunioni - 20 Novembre 2399, ore 13.00


"Un qualche tipo di effetto dovuto ai suoni da voi emessi?" chiese l'Ambasciatore klingon guardando lo strano essere che aveva davanti.
=^=Non sappiamo niente gli uni degli altri... ma è possibile che i nostri suoni provochino negli umani un comportamento simile?=^= chiese o'Hucler.
"Il Comandante Ramar è bajoriano, però è una possibilità da non scartare. Il dottor Ch'Idrani sta lavorando a questa ipotesi anche se la ritiene inverosimile." rispose il Capitano di DS16G
"Conosciamo tutti il comandante Roberts e le possiamo assicurare che non avrebbe mai fatto una cosa del genere, ci deve essere per forza una causa scatenante." commento l'Ambasciatore romulano Lamak.
=^=E io sono certo di quello che dite, però i miei uomini sono stati uccisi e io e il mio governo esigiamo delle risposte. Converrà con me che se le posizioni fossero invertite esigereste le stesse cose.=^=
"Indubbiamente." rispose T'Lani con il consueto tono di voce distaccato. "Cercheremo di darvi una risposta quanto più celere possibile."

Il cicalio della porta annunciò l'arrivo di Riccardi che entrò senza attendere il permesso. In mano teneva un dpad e sembrava leggerne il contenuto.
"Comandante ha notizie del Signor Roberts?" chiese Clair
"Si è svegliato e non ricorda assolutamente niente di quanto accaduto. Gli ho mostrato il video dell'attacco e naturalmente non ha idea di come può aver fatto una cosa simile."
=^=Il vostro medico ha trovato qualcosa che possa aver modificato lo stato mentale del vostro ufficiale tanto da attaccare i miei compagni?=^=
"Niente di niente: suoni, droghe, ipnosi, apparecchiature di controllo... il dottor Ch'Idrani ha escluso tutto." rispose il Capo della Sicurezza preoccupato.
"Nessuna anomalia di nessun genere?" chiese il Capitano Drillrush sempre più preoccupata per il futuro del suo ufficiale.
"L'unica anomalia è una forte traccia di ionizzazione che il medico non è riuscito a spiegarsi." rispose lui quasi gettando il pad sul tavolo da riunioni.
"Le viene in mente qualcosa?" chiese il Capitano al varikis prendendo in mano il dpad e leggendo il rapporto.
=^=Non sono uno scienziato e non conosco la vostra fisiologia, ma non credo che della semplice ionizzazione possa aver causato questa follia nel vostro uomo.=^= rispose questi e tutti gli astanti fecero segno di no.

"Da molto tempo il mio assioma è che le piccole cose sono di gran lunga le più importanti." intervenne l'Ambasciatrice "Computer, ricerca con parole chiavi: ionizzazione e omicidio."

=^=Trovati dodicimila risultati.=^=

"Concentrare la ricerca su ionizzazione sulla vittima o sul colpevole" aggiunse la vulcaniana.

=^=Quaranta risultati.=^=

"Eliminare tutte le cause di ionizzazione dovute all'ambiente."

=^=Un risultato. Rapporto di fine missione USS Hope, data astrale 72095.37=^=

Il Capitano Drillrush e l'Ambasciatrice si guardarono sorprese.

"Computer riassumi il rapporto." ordinò Claire.

=^=Rapporto del Facente Funzioni di Capitano Ferris Bueller, data astrale 72081.73, la USS Hope era stata incaricata di scortare, assieme alla USS Ammard, una delegazione federale sul pianeta Manlas per sottoscrivere accordi per la loro annessione alla Federazione dei Pianeti Uniti. Durante il viaggio e sullo stesso pianeta Manlas si sono svolti alcuni eventi volti ad evitare tale l'annessione. A causare tali eventi sono stati due esseri, di provenienza e razza sconosciuta. Uno dei due esseri aveva la capacità di possedere le proprie vittime e controllarne il corpo per alcune ore, rilasciando un'intensa ionizzazione nel corpo ospite. Le vittime non erano in grado di ricordare assolutamente niente del periodo in cui erano state possedute.=^=

=^=Computer, la seconda razza aveva la caratteristica di cambiare forma a piacimento?=^= chiese il Capitano o'Hucler
"Ha qualcosa in mente Capitano?" chiese Claire speranzosa.
L'essere non rispose ma mosse le antenne in quello che il Capitano di DS16G considerò un cenno affermativo.
=^=Affermativo, il secondo essere era un mutaforma.=^= rispose il computer

"C'è una razza simile anche nell'impero klingon... si chiamano Chameloid se non sbaglio." aggiunse Rogal.
=^=Non conosco i vostri Chameloid, ma conosco bene i Dekenekak. Sono una spregevole razza ai confini della nostra Federazione. Vengono impiegati come mercenari e assassini da molti gruppi criminali. I Dekenekak non sono una sola razza, sul loro pianeta le razze senzienti sono ben due: i ghana o 'solidi' e i vayumaya o 'gassosi'. Le due razze sono l'una simbiotica dell'altra.
I solidi hanno bisogno delle energie ionizzate dei gassosi e delle loro capacità di replicare elementi chimici assenti nei corpi ospiti per sopravvivere. Possono resistere una settimana senza un ospite gassoso, poi il loro corpo inizia una lenta ma inesorabile degenerazione che li porta alla morte e solo un altro gassoso può bloccare questa orribile fine.
Al contrario i gassosi iniziavano a perdere coesione per ogni singolo minuto fuori dal corpo che li ospita. Possono entrare per un breve periodo in un qualsiasi corpo, ma ben presto l'energia ionizzata che emettono li fanno ammalare fino a portarli alla morte. Solo i corporei possono ospitarli virtualmente all'infinito, ma questa possibilità di vivere anche in altri corpi e soprattutto la loro capacità di replicare elementi chimici che potevano ferire o addirittura uccidere il loro ospite, pongono i gassosi ad un gradino più alto dell'evoluzione delle due razze e di conseguenza i veri padroni del pianeta.=^=

"Quindi il Comandante Roberts potrebbe essere stato posseduto da un vayumaya?" chiese Riccardi emettendo quasi un sospiro di sollievo.
=^=Non sono certamente sicuro che sia stato posseduto, ma sicuramente le capacità dei mutaforma incontrati dalla USS Hope li identificano come appartenenti a quella razza. Ma non sapevo della ionizzazione... forse perché sui nostri mondi abbiamo una ionizzazione più alta della vostra e non ce ne siamo accorti.=^=
"Ma se ammettiamo che quell'essere abbia posseduto il Comandante Roberts, perché l'ha fatto? E seconda cosa non meno importante... dov'è il corporeo? Ci deve essere anche lui qui da qualche parte." domandò l'Ambasciatore romulano.
=^=Indubbiamente il corporeo dev'essere a bordo della stazione, per quanto riguarda la prima domanda so benissimo perché ha ucciso i miei uomini con tale brutalità: la federazione cercò, molto tempo fa, di separare le due razze e dare loro la possibilità di vivere senza il bisogno della simbiosi. Purtroppo qualcosa andò storto e morirono migliaia di Dekenekak... ancora oggi ce ne rammarichiamo ma purtroppo non si può rimediare agli errori fatti. Però i Dekenekak hanno giurato di vendicarsi su qualsiasi Varikis avessero incontrato. Tutt'oggi il loro sistema solare è off limits per noi, attaccherebbero a vista qualsiasi nave pur di uccidere qualcuno di noi.=^=
"Quindi l'uccisione della sua delegazione scientifica è stata causata dalla vendetta." Commentò T'Lani e ricevette un cenno di assenso dall'insettoide.
"Ma com'è possibile che sapessero del vostro arrivo sulla stazione, anche noi avevamo scarse informazioni e un preavviso di solo una settimane." chiese il Capitano.

=^=Concordo Capitano Drillrush, non potevano sapere del nostro arrivo... è evidente che i mutaforma erano già qui per un altro motivo e conoscendoli non è un motivo lecito.=^=




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Brano: 23-02
Titolo: La nuvola
Autore: Ambasciatore Federale T'Lani
(aka Elena Fuccelli)
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Deep Space 16 Gamma, Sala riunioni - 20 Novembre 2399, ore 13.15


"Come facciamo a sapere se è vero?" - Fu l'ambasciatore Lamak il primo a rompere il silenzio: "Si, perché quello che vedo io è solo una ipotesi... Peraltro, mi perdoni comandante Drillrush, anche una ipotesi molto comoda, visto che scagionerebbe il vostro ufficiale scientifico e di riflesso la Federazione dei Pianeti Uniti - alzò una mano, per impedire a Claire di intervenire - Non sto accusando nessuno, comandante. Sto solo dicendo che l'unico vero indizio che abbiamo per spiegare l'inspiegabile, ossia l'assurdo comportamento del comandante Roberts, è la forte ionizzazione trovata nel suo corpo, ma questa può essere stata prodotta da altri fattori... Sbaglio?"
"Non sbaglia, ambasciatore - replicò Claire Drillrush, secca - Ma si tratta di una ipotesi che non possiamo ignorare nelle sue possibili implicazioni. In particolare... - guardò verso l'ambasciatore o'Hucler. Le antenne dell'insettoide puntavano verso di lei, con attenzione, ma senza muoversi di un millimetro - in particolare - riprese Claire - mi preme la sicurezza della delegazione Varikis. Sono già state perse troppe vite in questo attentato, e non possiamo escludere che i colpevoli vogliano colpire di nuovo. Chiunque essi siano, Dekenekak o altri. Dobbiamo trovarli e dobbiamo fare presto!" lo sguardo del comandante si spostò sul capo della sicurezza, che assentì.
"Sono d'accordo... Ma mi piacerebbe avere maggiori informazioni su questi Dekenekak, in primo luogo. Può farmi avere le informazioni presente nei vostri database?"
Le lunghe antenne si mossero, tracciando nell'aria un arabesco che si interruppe a metà =^=Io non me ne intendo, ma il dottor ch'Kuser potrà darvi tutte le inf...=^= la voce elettronica si fermò all'improvviso, mentre le antenne si ripiegavano verso l'interno, come per un gesto difensivo.

Riccardi e il comandante Drillrush si scambiarono un'occhiata espressiva: "Parla del capo della sua delegazione scientifica?" domandò infine T'Lani.
Le antenne ripresero la loro danza, quasi in maniera frenetica: =^=Per un momento, avevo dimenticato che il dottor ch'Kuser non c'è più... è una grave perdita per la nostra comunità scientifica. Era uno dei nostri massimi esperti di xenobiologia. Anni fa destò scalpore un suo studio, molto polemico, su quello che era successo in passato con i Dekenekak. Lui avrebbe sicuramente saputo darvi tutte le informazioni possibili... ma è stato ucciso, e con lui tutti gli scienziati della mia delegazione. E questo, per noi vuol dire che i file della sezione scientifica della mia nave sono sigillati=^=
"Sigillati? - domandò l'ambasciatore klingon - Ma perché?"
=^=È la nostra legge, ambasciatore. In presenza di un atto criminale, tutto quello che riguarda le vittime, dai diari personali ai file delle loro postazioni di lavoro, deve essere immediatamente sigillati, in modo che nessuno possa alterare dei dati fondamentali prima delle indagini della nostra magistratura.=^=

Il traduttore universale emise un rumore basso, curiosamente simile ad un sospiro =^=Sono stati uccisi tutti i nostri scienziati e questo vuol dire che nessuno potrà accedere ai database della sezione scientifica della nostra nave finché la magistratura non avrà fatto le sue indagini e dato l'autorizzazione allo sblocco.=^=
"Interessante, - sottolineò T'Lani - forse l'attacco agli scienziati della delegazione Varikis non ha avuto per movente solo una illogica vendetta."
Rogal sogghignò "Capisco, ambasciatrice. La vendetta può nascondere un interesse molto più immediato e vitale: quello di non essere scoperti e identificati.E se sapevano che uccidere gli scienziati avrebbe impedito a tutti gli altri di accedere alle informazioni che possono portarci a farli identificare..."
"Avrebbero fatto in modo di uccidere gli scienziati Varikis" completò Claire Drillrush.
Lamak tamburellò le dita sul tavolo "Mi dispiace fare la parte del guastafeste, ma... Come dicevo prima, è una ipotesi affascinante, ma è solo una ipotesi. Non abbiamo alcuna prova della presenza a bordo di questi fantomatici Dekenekak. Non andremo da nessuna parte finché non sapremo chi realmente ha ucciso, come ha ucciso e dove si trova adesso."



Deep Space 16 Gamma, infermeria - 20 Novembre 2399, ore 13.15


Ancora non riusciva a ricordare il cognome dell'uomo della sicurezza che gli stava accanto in piedi ormai da ore. Karl qualcosa... Era irritante essere così confuso. Forse era un effetto collaterale degli antidolorifici che il dottor Ch'Idrani gli aveva somministrato, ma no, era da prima che non riusciva a ricordare. Ramar Roberts si chiese che cosa sarebbe successo, ora. Aveva ucciso... Solo il pensiero gli faceva venire il voltastomaco. Che cosa avrebbero fatto i suoi superiori? Il comandante Drillrush avrebbe avuto pressioni perché il colpevole di quella mattanza fosse punito come si deve... E il colpevole era lui. Qualunque cosa fosse successa, lui era quello inquadrato dalle olocamere di sicurezza mentre... Chiuse gli occhi.
"Ha ricordato qualcosa?" - Ramar si voltò. Il dottor Ch'Idrani si era avvicinato al suo lettino.
"No... Niente di più - scrollò la testa l'ufficiale scientifico - In realtà, mi stavo chiedendo che succederà adesso. Mi manderanno sotto processo, immagino... Il problema è che non posso offrire nessuna giustificazione a... quella cosa orribile. Mi sembra tutto così assurdo..." - sussurrò.
"Forse dovrebbe iniziare dalle ultime cose che ricorda. Ha detto che stava parlando con lo scienziato della delegazione Varikis"
"Si. Si chiama... Si chiamava ch'Kuser"
"Di che cosa stavate parlando?"
Ramar chiuse gli occhi. Erano entrati nel laboratorio scientifico. I Varikis non hanno vista, e Ramar aveva chiesto come facessero a muoversi così facilmente in un ambiente totalmente alieno, in cui entravano per la prima volta.
Le antenne si erano mosse come bacchette in mano ad un invisibile direttore d'orchestra. Di tanto in tanto, si sfregavano tra di loro, producendo un basso ronzio che però non era sgradevole, e finiva con il mescolarsi alla voce metallica che usciva dal traduttore universale:
=^=Le nostre antenne ci danno le informazioni che ci servono sull'ambiente circostante. I nostri piccoli appena usciti dalle uova apprendono a trasmettere dei segnali e interpretare i segnali di ritorno, finché la lettura dell'ambiente diventa talmente rapida da essere praticamente immediata.=^=

Un rumore lo distrasse e lo riportò al presente. Karl si irrigidì con la mano sull'impugnatura del phaser, per farsi incontro al nuovo venuto "Questa sezione dell'infermeria è chiusa al pubblico, per motivi di sicurezza!" - tuonò Karl.
"Io non sono pubblico - rispose una voce conosciuta - Sono il suo avvocato! E adesso mi faccia parlare con il mio cliente!"
Ramar riaprì gli occhi di scatto. Cercò di alzarsi, ma si scontrò con il campo di forza che lo teneva ancorato al lettino. Si sporse al massimo oltre la spalla del dottore, per incontrare lo sguardo di un bajoriano con un paio di vivaci occhi azzurri e una barba scurissima: "Tu? - si stupì Ramar - E da quando in qua ti fai crescere la barba?"



Deep Space 16 Gamma, Sala Ologrammi 2 - 20 Novembre 2399, ore 15.15


=^=...i nostri piccoli appena usciti dalle uova apprendono a trasmettere dei segnali e interpretare i segnali di ritorno...=^=
Rerin Th'Tharek fermò la simulazione. Gli scienziati Varikis si bloccarono, con le antenne levate in mezzo alla frase. Ramar era in piedi, apparentemente affascinato dalla spiegazione dello scienziato capo.
"Fin qui - disse il primo ufficiale - Non c'è niente di strano. Nessun sintomo, nessun indizio di quello che sarebbe successo di lì a pochi istanti"
"Lo so, comandante... ho visto anche io la registrazione delle olocamere di sicurezza. Molte volte, a dire la verità - sbuffò Alessandro Riccardi - Non succede niente di strano, fino a quando il comandante Roberts non ha iniziato ad uccidere tutti"
"Lo lasci parlare" ordinò il comandante Drillrush. Li avevano raggiunti anche Durani e Tara Keane. Il capo OPS era in piedi, accanto all'arco del simulatore, che era rimasto in vista. La simulazione non era perfetta, ma aveva dovuto arrangiarsi in fretta, pensò Rerin, alzando mentalmente le spalle. Per quello che gli occorreva, era più che sufficiente.
"Anche io ho guardato molte volte le registrazioni delle olocamere - riprese l'andoriano - e finché mi sono limitato a quelle, non riuscivo a vedere altro... Ma ero sicuro che qualcosa mi sfuggiva. È per questo che sono venuto qui e ho creato questa simulazione."

Gli occhi di Durani erano fissi sull'immagine di Ramar. Alla cintura del bajoriano non era appesa nessuna arma, ma sul tavolo a pochi centimetri dalle sue dita c'era la penna che a momenti sarebbe stata conficcata tra la fra la quarta e la quinta scaglia del lato destro del corpo dello scienziato capo... Lui era il più vicino a Ramar. Era stato il primo, a morire.
"Vada avanti, comandante" disse Claire.
Rerin assentì "Computer, manda avanti la simulazione a passo uno" ordinò. Le antenne dei Varikis tornarono a muoversi, lentamente. Le parole del traduttore universale si allungarono fino a deformarsi in un tono profondo, lontanissimo dall'originale.
Anche Rerin le aveva sentite molte volte: =^=Fiiinnnccché llllaa llleeeettttuuura dddeeellll'aaammbbiieennnttte ddiivvveeennnttta ttaalllmmeeennntteee...=^=
Durani sbatté gli occhi: "Ma..." esclamò, mettendosi istintivamente in posizione di attacco.
"Computer, ferma simulazione!" ordinò l'andoriano. La scena si congelò in un istante.
"Non capisco - disse Tara Keane avvicinandosi alla simulazione - Che cosa dovrei guardare?"
Durani puntò il dito sulla paratia appena sopra il tavolo. La penna era ancora lì, a due centimetri dalle dita di Ramar. Ma qualcosa, una strana luminescenza argentea, talmente indistinta da essere quasi invisibile, era emersa dall'impianto di ventilazione del laboratorio.
"Computer, evidenziare la luminescenza: più sei punti - ordinò il primo ufficiale- Colorare in rosso la luminescenza, quindi far avanzare la simulazione a mezzo passo. Togliere audio."

Le figure tornarono a muoversi, ancora più lentamente. Dalla grata dell'impianto di ventilazione la luminescenza era diventata una nuvola dai colori rossastri, evidente nella sua forma. Parve appoggiarsi al tavolo, come per controllare la disposizione dei presenti nel laboratorio, quindi risalì il braccio di Ramar e scomparve.
"Deep Space 16 Gamma il vayumaya!" - esclamò Riccardi.
"Vayumaya? - domandò l'andoriano - Che vuol dire? Quello che so è che quella nuvola si comporta come un essere vivente, non saprei dire se senziente o se si tratti di un animale inferiore. So che non era visibile alla
semplice olovisione e che è entrato dentro il comandante Roberts un attimo prima che desse inizio alla sua danza macabra."
"Ce ne ha parlato l'ambasciatore o'Hucler alla riunione con gli ambasciatori: ghana i solidi e vayumaya i gassosi sono una forma di vita simbiotica, chiamata Dekenekak." rispose Riccardi.
"Non è una prova utile per il tribunale - commentò triste Tara Keane - Qualunque procuratore avrebbe buon gioco nel dire che si tratta solo di una simulazione, che può essere facilmente manipolata. Forse non è nemmeno sufficiente a convincere l'ambasciatore o'Hucler e il suo governo sulla innocenza del comandante Roberts."
"È sufficiente a convincere me!" disse Alessandro Riccardi "Adesso sono certo che devo trovare i Dekenekak... Anche se non ho idea di come fare."
"Dobbiamo trovare i Dekenekak - ribatté cupa Durani - Finché quegli esseri non saranno stati fermati, nessuno su questa Base può essere al sicuro!".




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Brano: 23-03
Titolo: Il clandestino
Autore: Tenente Comandante Tara Keane
(aka Monica Miodini)
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Deep Space 16 Gamma, Infermeria - 20/11/2399, ore 15,30


Ramar stava riposando sul lettino, aiutato anche dagli antidolorifici somministratogli dal Dottor Ch'Idrani. L'inaspettata visita di suo fratello Weld Pol lo aveva aiutato a sopportare lo strazio che provava per quanto aveva fatto. Tuttavia non capiva come la notizia potesse essere giunta così velocemente alla sua famiglia, ma d'altronde gli agganci politici del padre biologico erano davvero importanti e Ramar aveva smesso di farsi domande al riguardo. Weld gli aveva raccontato che si trovava già in viaggio verso DS16 Gamma per lavoro e sulla nave che lo stava portando lì, l'aveva chiamato il loro genitore, invitandolo a raggiungerlo immediatamente per dargli supporto legale che necessitava, essendo lui diventato negli anni un un'ottimo avvocato, già membro dell'Avvocatura di Stato di Bajor, nonostante la giovane età.
Sentì le porte aprirsi e giratosi in quella direzione, vide il volto sorridente del fratello che andava verso di lui con aria estremamente soddisfatta.

"Ringraziami!" disse Weld Pol
"Grazie. E di cosa dovrei renderti merito?" rispose Ramar sollevandosi quel tanto che lo schermo di sicurezza gli consentiva.
"Per prima cosa ho ottenuto che tu venga giudicato secondo le leggi vigenti nella federazione, essendo il reato avvenuto nella nostra giurisdizione. Devo dire che i Varikis si sono dimostrati un popolo estremamente disponibile e conciliante, considerato che hanno subito un danno enorme. Secondo, e non meno importante, appena il dottore della Base darà il suo benestare, verrai trasferito nei tuoi alloggi, ovviamente in stato di fermo e col tuo cane da guardia fisso davanti alla tua porta, ma sempre meglio che in una cella. Concordi?" terminò gongolante il Bajoriano.
"E come hai fatto? Con le prove che hanno contro di me pensavo che mi avrebbero chiuso in una cella e buttato via la chiave!" rispose sorpreso Roberts.
"Tutti i tuoi colleghi si stanno adoperando in tuo aiuto, ti conoscono e sanno che non avresti potuto fare una cosa tanto efferata se fossi stato in te. Inoltre ho portato prove inconfutabili sulla tua assoluta mancanza di conoscenza di qualunque tecnica di combattimento corpo corpo, cosa di cui nel filmato della strage sembri al contrario possedere all'ennesima potenza. Il tutto unito al fatto che il tuo Comandante non vede l'ora di dimostrare la tua innocenza, ha reso la mia richiesta dei domiciliari una quisquilia. "
"Sai, anche se verrà dimostrato che un entità aliena si è impossessato del mio corpo, spingendomi a compiere quelle atrocità, io mi sentirò sempre colpevole." rispose Ramar abbattendosi con un sospiro sul cuscino.
"E questa è una cosa che, come tuo avvocato, ti sconsiglio di ripetere, in futuro, davanti ad altri. Io sono qui per tenerti fuori dalla galera, coi tuoi sensi di colpa, purtroppo, dovrai conviverci tu. Mi dispiace fratellone che questo sia accaduto a te, ma so che sei forte e riuscirai e venirne fuori."



Deep Space 16 Gamma, Laboratorio scientifico 3 - 20/11/23990, ore 16.00


Riccardi, Durani e Th'Tharek erano tornati al laboratorio, sede della mattanza, e stavano analizzando la grata dell'impianto di ventilazione, da cui era uscita la nuvola argentea, che pensavano potesse trattarsi di un temibile Dekenekak, nella sua forma gassosa.
Speravano di trovare qualcosa, un indizio che potesse dimostrare che effettivamente una presenza aliena era passata attraverso le grate e si fosse poi impadronita del corpo di Roberts per compiere la strage.
"Allora, rileva qualcosa il suo tricorder?" chiese il Numero Uno a Durani che si era infilata dentro al condotto di ventilazione, essendo lei anche la più minuta dei tre.
"Un momento... forse ho trovato qualcosa." rispose la Klingon continuando ad avanzare lungo il condotto.
"Rilevo una traccia di ionizzazione in alcuni punti, forse il vayumaya ha sfiorato le pareti del condotto durante il suo tragitto, e in quei piccoli contatti ha lasciato traccia del suo passaggio." disse Durani continuando ad avanzare a fatica, viste la scarsa altezza del condotto medesimo.
Dieci minuti dopo Durani si fermò perché non rilevava altre tracce di ionizzazione.
"Non è andato oltre il punto in cui mi trovo" disse usando il comunicatore, in quanto la distanza percorsa non consentiva più una comunicazione diretta.
=^=C'è una grata da cui possa essere uscito vicino alla tua posizione?=^= le chiese Alessandro.
"Sì, aspettate, ora vi dico dove sbocca!" rispose Durani tornando indietro di un paio di metri.
S'avvicinò alla grata, e guardando attraverso di essa vide che dava sul ponte 4, punto della Base con alloggi del personale e un paio di ristoranti, con accesso diretto alla passeggiata principale.
"Signore, brutte notizie: da qui può essere passato chiunque, sarà difficile rintracciare l'ospite solido."
I due uomini rimasti all'inizio del condotto d'aerazione da cui era partita la Klingon si guardarono con rammarico e quindi Th'Tharek rispose:
=^=Non importa. È già importante quello che abbiamo trovato. Aspettaci lì Durani, noi ti raggiungiamo all'esterno del condotto e continueremo le indagini da quel punto.=^=
"Molto bene, ma sbrigatevi, perché non è molto comodo qui!" disse Durani cercando di mettersi in una posizione più confortevole.



DS16G, Ambasciata Klingon - 20/11/23990, ore 16,35


Rogal era in collegamento col Capitano dell'incrociatore Klingon che aveva scortato i Varikis sino a DS16, gli aveva ordinato di perquisire la nave da cima a fondo, perché temeva che, essendo la nave transitata nel loro spazio, un Dekenekak avesse trovato un modo per salire a bordo e una volta giunti a destinazione, gli era stato facile far sbarcare la parte gassosa sulla Stazione ed essere così libero di ordire la loro vendetta sanguinosa.
Aveva chiesto al Capitano di essere particolarmente minuzioso nelle ricerche, dato che l'Ambasciatore Varikis, tra i pochi dati che aveva fornito loro su questa misteriosa razza, aveva sottolineato che erano dei sicari abilissimi e quindi potevano usare accorgimenti molto efficaci per mimetizzare la loro presenza.
Il Capitano stava riferendo che al momento non avevano trovato niente di anomalo, quando il suo Primo Ufficiale lo chiamò.
=^=Ambasciatore , mi scusi, ma Ketar mi sta dicendo che hanno trovato un nascondiglio in uno degli hangar. Vado a verificare e la richiamo. Q'nogh chiude.=^=

Il monitor si spense e Rogal si trovò a fissare lo schermo vuoto: sapeva che quello che avrebbero trovato avrebbe confermato i suoi sospetti. D'altronde non c'era altro modo per salire sulla Stazione Spaziale senza passare dai canali ufficiali e la loro nave era l'unica a provenire dallo spazio Varikis, oltre quella dei Varikis medesimi.

Dieci minuti dopo, che a Rogal parvero un'eternità, Q'nogh lo richiamò.
=^=Signore abbiamo trovato il corpo di un essere umanoide di razza sconosciuta, nascosto in un angolo dell'hangar navette, protetto da un sistema olografico che nascondeva la sua presenza ai nostri occhi, ma non ai sensori, una volta attivate le ricerche a livello 4!=^=
"Il corpo hai detto? Il clandestino non è vivo?" chiese l'Ambasciatore.
=^=No, stiamo provvedendo a trasportare il cadavere in infermeria per l'autopsia.=^=
"Molto bene, procedete. Appena avrete i risultati voglio conoscerli!" disse chiudendo la comunicazione.
Rogal si accasciò sulla sua poltrona, adesso doveva dimostrare che i klingon non erano stati complici nell'eccidio avvenuto sulla base e cosa ancora più importante, se il dekenekak solido era morto, lo era anche il simbionte gassoso o aveva trovato un altro ospite in cui sopravvivere?



DS16G - 20/11/23990- ore 16,45 - Alloggi Vip


Lo strano essere ricoperto di peluria e dalle numerose zampe, riposava nell'alloggio che Drillrush aveva messo loro a disposizione. o'Hucler non aveva voluto tornare sulla sua nave per seguire da vicino le indagini, e adesso aveva voluto rimanere solo per riprendersi dallo stress emotivo causato dalla perdite dei suoi collaboratori.
T'lani in persona l'aveva accompagnato sino alla porta degli alloggi a lui destinati, e l'enorme insettoide, una volta accomiatatosi dalla vulcaniana, si sdraiò su quello che la sua razza usava come letto ed era caduto in un sonno profondo.
In un angolo della stanza, vicino al soffitto, una strana forma, quasi invisibile, fluttuava silenziosa.




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Brano: 23-04
Titolo: Dubbi
Autore: Tenente Durani della Casata di Kanjis
(aka Vanessa nd)
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Deep Space 16 Gamma, Alloggio Tenente Durani - 20/11/2399, ore 18.09


Durani non aveva molta voglia di lavarsi, sebbene il suo corpo lo necessitasse per ristorarsi dopo più di un'ora infilata nello spazio angusto di quel condotto di ventilazione, al termine del suo già prolungato turno di servizio.

Ci era entrata, pressoché controvoglia, quando aveva capito che era l'unica del terzetto di ufficiali a poterlo fare.

Aveva, in pratica, obbedito ad ordini celati, in quanto nemmeno esplicitati, e, soprattutto, al suo buon senso.

Si era perciò rimangiata ogni tipo di brontolio od osservazione sul fatto di come avevano anche solo potuto pensare Riccardi e Th'Tharek che non fosse del tutto disdicevole per una Klingon ficcarsi in quel pertugio ristretto a fungere da cavia esploratrice?

In tutte le culture, persino quella Terrestre, quelle funzioni da segugio erano lasciate ad animali o a personale considerato inferiore alla casata dei guerrieri.

Il fatto di aver vissuto tanti anni in cattività lontana dal suo pianeta natale ed a contatto con la molteplicità culturale permeante l'Accademia della Flotta Stellare, aveva permesso a Durani di sorvolare sulla indecorosità della situazione per molti esponenti della sua specie.

Inoltre, ci teneva lei, per prima, a trovare qualche traccia utile: c'era qualcosa che le lambiccava il cervello... qualcosa che non riusciva a mettere a fuoco... e che, come un tarlo, la tormentava...

Sperava di rintracciare qualche elemento utile nel condotto di ventilazione, ma, a occhio e croce, era stato un buco nell'acqua: Riccardi aveva deciso di proseguire le indagini coi suoi, ma la griglia di uscita, da lei stessa scovata, sbucava in un ambiente troppo ampio per essere in qualche modo d'aiuto.

E probabilmente era proprio quella frustrazione che più le dava fastidio... non il fatto di esser strisciata in quello spazio angusto e polveroso, per quanto ripulito dal personale apposito secondo schemi di diagnostica e controllo periodico.

Anche perché... e Durani lasciò per un momento le sue preoccupazioni... a dirla tutta, anche quando si era incontrata l'ultima volta, al di fuori della stazione, col suo giovane compagno Koroth, avevano consumato un violento atto di passione in uno spazio non molto superiore a quello del condotto di ventilazione.

La base si era appena salvata da una possibile pandemia, la quarantena era stata un male necessario, ma sofferto... ed occorreva ad entrambi una valvola di sfogo: a lei per scaricare la tensione, a lui per sbarazzarsi della preoccupazione per la di lei incolumità.

Il bisnonno Kheldas avrebbe disapprovato. Lasciarsi prendere dagli impulsi emozionali in pubblico non era tipico dei Kanjis. La loro Casata era nota per il grande autocontrollo, magari scarso per altri popoli, ma ben superiore alla media Klingon. Era quello che li aveva da sempre resi una delle famiglie guerriere più temute e rispettate.

Lo sapeva benissimo... e probabilmente anche suo fratello Tanas ed i loro genitori l'avrebbero rimproverata.

Ma l'istinto e la passione, per una volta, avevano preso il sopravvento e Durani ripensò a quegli attimi con nostalgia e piacere.

D'altronde, lei non poteva contare sulle comodità e agiatezze dell'ambasciata Klingon su DS16 per godersi attimi di intimità col proprio compagno, in assoluta riservatezza.

Come faceva Tara...

La mente di Durani si soffermò, come se volesse distrarsi dalla preoccupazioni contingenti, sulla parola compagno.

Era la prima volta che pensava a Koroth in quel modo: la differenza di età fra loro non era tanta, ma nemmeno poca, e, cosa non meno importante, fra i due era lei la più vecchia... presto o tardi il suo amante si sarebbe stancato... e la cosa, probabilmente, l'aveva convinta, sin dall'inizio, di provare solamente una cotta passeggera.

Così l'aveva venduta a se stessa ed al patriarca della sua Casata, ma il vecchio Kheldas aveva sorriso, uno dei rari sorrisi che sfoderava in famiglia... forse aveva intuito prima di lei che la cosa non era così superficiale come Durani pensava che fosse?

In effetti, quello fra lei e Koroth era un rapporto strano, nato in un momento particolare: quell'alleanza improvvisa dei Muzak durante i Giochi della Gioventù, dovuta, in tutto e per tutto, ad un banale scambio di battute fra loro due, aveva permesso ai Kanjis di provare di non aver mai perso l'onore.

Finalmente era noto a tutti che loro avevano combattuto contro un'ingiustizia perpetrata per sete di potere dai K'Ploct e dai solo accoliti... una guerra senza battaglie offensive, in quanto Kheldas non aveva mai consentito ad attaccare flottiglie Klingon, ma si era sempre difeso dagli attacchi altrui.

Con l'azione dei Muzak, i K'Ploct erano stati messi in scacco ed le loro macchinazioni rivelate.

Col passare del tempo, quindi, Durani aveva iniziato a giustificare la sua passione come dipendente non solo dalla giovane età di Koroth, e nemmeno dalla sua peculiare conformazione fisica, più slanciata e meno tozza rispetto agli standard della sua razza, ma intensamente corroborata da un profondo sentimento di riconoscenza.

Era indubbio che i Kanjis avessero un debito d'onore da estinguere e questo sicuramente era un legame profondo fra i due giovani.

Un vincolo che mai si sarebbe estinto, se non fosse prima stato saldato.

Un legame, tipico della razza Klingon, che, tuttavia, non avrebbe dovuto mantenere quell'aspetto sentimentale e passionale fra i due che, invece, lo permeava vivamente.

I deboli tentativi di Durani di far desistere Koroth erano naufragati di fronte alla testardaggine di quest'ultimo che era stata assolutamente encomiabile.

Durani si era detta che il tempo avrebbe affievolito il tutto... eppure era passato già un anno ed il loro legame restava solido.

Lui era giovane... enormi possibilità di svagarsi con altri elementi di sesso femminile le aveva avute, ma non sfruttate.

Allo stesso modo, anche Durani aveva ricevuto avances e proposte da elementi del clan di protettori guidati da Stilgar che, al loro arrivo su DS16, ci avrebbero messo zero secondi ad eliminarla per il bene dell'Impero.

Ora invece la rispettavano, la temevano ed erano più propensi a voler cercare da lei altro che combattimenti con la Bat'leth.

Ciò nonostante, né lei aveva acconsentito, né lui aveva ceduto e la loro unione, al posto di disgregarsi per la lontananza, si era cementificata.

Si erano visti pochissimo, e per tempi molto ristretti, eccezion fatta in occasione del processo contro i K'Ploct... processo mai realmente avvenuto vista la strage che aveva colpito l'intera Casata di traditori... gli unici a subire l'onta della condanna erano state alcune famiglie minori, semplici burattini e seguaci senza onore come i M'untokh.

In quel mese scarso, avevano trascorso numerosi momenti assieme, complice il fatto che i Muzak si erano offerti di ospitare i Kanjis fino al completo ripristino del loro buon nome ed onore.

Cosa che era avvenuta, in una seduta ristretta dell'Alto Consiglio, a cui Durani non aveva potuto partecipare. Si trattava pressoché di un unicum della storia Klingon ed i cosiddetti "cerimonieri" si erano dovuti addentrare molto indietro nel tempo per trovare qualcosa di idoneo che si confacesse alla situazione.

Si era stabilito che solo i Patriarchi potessero partecipare, nessun delegato, nessun rappresentante, nessun Consigliere che non fosse capo supremo della propria Casata.

Cosa fosse veramente accaduto, Kheldas non gliel'aveva mai rivelato... quello che era noto a tutti, invece, fu che, dopo un vibrante discorso da parte del Patriarca dei Klaa, l'Imperatore stesso aveva annullato la precedente errata decisione del Consiglio, ordinando una serie di azioni compensatorie a favore dei Khanjis.

Un onore enorme l'esposizione in prima persona dell'Imperatore, una sorte di restauratio imperii a favore della sua Casata.

Eppure, anche nella magnificenza dell'occasione, qualcosa non le quadrava... perché c'erano sempre aspetti che Durani non riusciva a cogliere? Nello sguardo di Kheldas oltre all'orgoglio, alla fierezza, alla dignità nel vedere ristabilito ciò che ingiustamente era stato tolto, c'era un velo di tristezza ed amarezza... per chi era caduto nella lotta?

Sicuramente, ma c'era altro... e non sarebbe mai riuscita a scoprirlo da sola.

Prima della partenza verso DS16, però, il bisnonno l'aveva presa da parte rivelandole quella cosa per lei sconvolgente: i K'Ploct, con tutta la loro boria, prepotenza, arroganza... non erano i veri artefici di quanto avevano patito... il piano del loro Patriarca era astuto e diabolico, ma qualcun altro, nell'ombra, aveva consentito che ciò accadesse.

I nemici dei Kanjis avevano perso un nome, un volto, uno stemma, ma continuavano ad essere presenti: lei e Tanas, come tutti i supersiti della Casata, ne dovevano essere consapevoli.

La cosa l'aveva turbata particolarmente e solo tre ore di passione con Koroth erano riuscite a calmare, almeno in parte, la sensazione di disgusto ed insofferenza che l'avevano attanagliata.

Quella sensazione di dover combattere contro nemici invisibili era la stessa che l'aveva fatta scattare rivedendo le immagini della strage compiuta utilizzando il corpo del povero Ramar Roberts a sua completa insaputa contro i Vakiris?

O c'era dell'altro?



Deep Space 16 Gamma, Ambasciata Vulcaniana - 20/11/2399, ore 19.39


=^=Comunicazione in entrata dalla USS Wayfarer=^= annunciò il computer di bordo.

T'Lani non si scompose minimamente... finì di sorseggiare la sua bevanda e si accomodò in un ampio divano a due posti con fare solenne, quasi marziale... se non fosse stata lei, si poteva presumere ad un atteggiamento altezzoso, ma chi la conosceva bene, sapeva che non v'era malizia in quello: desiderava solo approcciarsi al meglio alla conversazione con la sua interlocutrice.

Dopo qualche interminabile momento, diede il suo assenso ad uno dei suoi assistenti che digitò sulla consolle: un grazioso schermo con finiture richiamanti simboli storici Vulcaniani scese dal soffitto della camera che si mise in penombra, con una soffusa luce rosata.

Non era un'amante del genere, ma quell'approccio luminoso le indicava che la trasmissione era stata messa sotto protezione anti intercettazioni.

C'era qualcosa che non le tornava pienamente, ma non sapeva identificare la fonte del problema, o... per meglio dire, la problematica essenziale era l'enorme carenza di informazioni sui Vakiris e, a maggior ragione, sui Dekenekak.

Come facevano i secondi a sapere, con anticipo, del Primo Contatto fra i Vakiris ed i Klingon?

Come potevano immaginare che il primo approccio multi specie si sarebbe tenuto proprio su DS16 Gamma?

Per quale ragione voler compiere una strage di tal genere proprio su una base stellare della Flotta Stellare, adoperando come un burattino proprio un ufficiale federale, e non limitarsi ad eliminare i Vakiris, infiltrandosi fra loro, nel loro territorio, sulle loro navi?

E quanti Dekenekak potevano esservi a bordo?

Uno solo?

Più di uno?

Uno a bordo della nave Klingon ed uno arrivato in anticipo sulla DS16 Gamma?

D'altro canto, per essere una persona poco informata sui Dekenekak, l'Ambasciatore O'Hucler le era parso sin troppo smanioso di raccontare a tutti la loro storia ed il tentativo dell'Unione dei Pianeti Vakiris di aiutarli... ma che confine poteva mai esservi fra aiuto ed intromissione?

Inoltre, possibile che, intesi come corrispondenti della Federazione, il loro territorio non fosse mai stato adocchiato dagli esponenti del Dominio?

I Vakiris visivamente non sembravano in grado di poter reggere ad un'invasione... qualcosa non le tornava.

Aveva fatto svolgere attente indagini, ma poco si era scoperto sui Vakiris se non che fossero ottimi medici e scienziati ricercatori. Probabilmente anche buoni ingegneri, ma poco altro... nessun aspetto degno di approfondimento, se non pennellate qua e là di informazioni superficiali.

Si era fatta dare dai suoi assistenti i resoconti... o, forse meglio, chiamarli rapporti delle loro indagini... al termine, il suo umore si poteva osar dire essere quanto meno seccato dalla scarsità di informazioni.

Non le aveva lette prima della riunione d'emergenza con l'Ambasciatore Vakiris e le altre delegazioni, si era basata esclusivamente sul rapporto accurato che le era stato sottoposto. Peccato che la ricostruzione, per quanto meticolosa e ben fatta, avesse delle fondamenta troppo fragili.

Erano stati contattati degli esuli Rakharan, appartenenti a famiglie dissidenti rispetto al Governo in auge... molti di loro erano già nati in territorio federale per poter essere di aiuto: avevano, pertanto, solo dato qualche informazione generica.

Lo stesso potevasi dire di quanto ottenuto coi Wadi... il loro approccio a trabocchetti ludici si era scontrato sin da subito con la richiesta di informazioni logiche ed obiettive dei vulcaniani che li avevano etichettati come poco utili e le loro informazioni rasentare una perdita di tempo.

Identico deludente risultato era stato ottenuto con gli Skreean ed i Paradani.

A completare il quadro erano stati contattati sia i Karemmani, con le debite attenzioni vista la loro vicinanza anche politica alle Forze del Dominio, sia i Vidiani.

A rileggere i rapporti, T'Lani aveva compreso che qualcosa non le tornava: tra le righe aveva intuito che i primi sembravano conoscere i Vakiris, ma starne alla larga... i secondi sembravano stimare molto le loro conoscenze mediche di ricerca xeno genetica.

Aveva sul proprio pad un numero consistente di contatti di medici, Vulcaniani e non, cui porre alcune domande... ma c'erano cose che solo i vecchi sanno o ricordano... aspetti e sfumature che si colgono soltanto col passare degli anni, dei decenni...

Aveva due luminari, quasi coetanei, su Vulcano, entrambi insegnanti all'Accademia delle Scienze, che si sarebbero fatti in quattro per aiutarla, ma T'Lani aveva bisogno di altro.

Qualcosa che solo una mente esperta, ma geniale ed abituata a pensare in maniera alternativa in ambito medico poteva darle.

Sullo schermo apparve il volto di una donna, molto avanti negli anni, ma con un viso liscio, quasi levigato, se non per qualche ruga decisamente pronunciata sotto al naso, attorno alla bocca e sul collo. Un ovale impreziosito da due occhi azzurrissimi incorniciati da capelli color cenere con spruzzate di bianco vivo.

=^=Ambasciatrice T'Lani, quale onore=^= esordì la donna mentre accarezzava la testa di un cane.

"Debbo dire che riesce sempre a stupirmi Ammiraglio."

=^=Stupire una Vulcaniana è già difficile, una del suo rango ed esperienza, praticamente impossibile... quale necessità angustia il vostro cervello da riesumare una vecchissima amicizia come la mia?=^=

"Affermare la nostra anzianità non aiuta. Sebbene possa dire che invecchiate bene quanto noi Vulcaniani... siamo quasi coetanee e mi sembrate in ottima forma"

=^=Se la mia mente non gioca brutti scherzi, sono più giovane io di cinque o sei anni... e per quanto riguarda le mie giunture, cigolano che è un piacere... quindi non direi che possiamo paragonare le nostre due anzianità... io me la cavo con i miei intrugli medici... nulla in confronto alla pura e semplice genetica Vulcaniana... ma dubito che tu mi abbia chiamato per questo motivo... risentire un'amica dei tempi che furono che non senti da tempo immemore.=^=

"Touchè... come direste voi umani, e specialmente quel vecchio volpone di Picard..."

=^=O suvvia... T'Lani... è in pensione pure lui da almeno quindici anni... ci manca poco che apriamo il reparto geriatrico... le mie primavere stanno diventando troppe... sto inseguendo la vecchia canaglia di McCoy... cosa hai da chiedermi?=^=

"Mi domandavo se nella tua carriera o nelle tue ricerche da pensionata, prima di imbarcarti sulla USS Wayfarer, tu abbia avuto modo di conoscere o di avere informazioni su due specie del Quadrante Gamma: i Vakiris ed i Dekenekak"

L'umana, il Vice Ammiraglio in pensione, Vanessa Reis Squiretaker, prima spalancò gli occhi, poi li socchiuse e parve riflettere a lungo... così a lungo che T'Lani si trovò involontariamente a sollevare un sopracciglio pensierosa e perplessa.

Era una cosa che, solitamente, in pubblico, si sforzava di non fare per mantenere assoluto aplomb e non dar modo all'interlocutore di turno di percepire in lei alcunché... ma in quell'occasione non era sicura che la donna stesse ancora sentendola o si fosse assopita...

All'improvviso la vide saltare su in piedi con il cane tutto scodinzolante intorno...

=^=Eureka... ci sono... non mi dicevano niente questi nomi Dekenekak e Vakiris... ma poi mi sono ricordata... i Vakiris dovrebbero essere una specie di enormi scarafaggi ciechi che gesticolano... il problema è che, da quanto ricordo, in realtà vedono benissimo, hanno una visione proveniente da non mi chiedere che punto del loro corpo... non sono occhi veri e propri, ma un sistema visivo lo hanno... a cui aggiungono il movimento degli arti superiori per focalizzare distanze e conformazioni degli spazi in cui si trovano... hanno colonizzato, se così si può dire, un piccolo sistema solare... indicativamente più piccolo di quello che ruota al Sole Terrestre...=^=

"A parte la vista, questo concorda con le informazioni in mio possesso"

=^=Aspetta che non ho finito... a dispetto delle loro apparenti deficienze visive ed abilità tattili, sono invece ottimi analizzatori, studiosi, ricercatori, e scienziati dediti alle sperimentazioni più disparate... per loro gli esperimenti su creature viventi sono assolutamente la norma... prendono cavie e svolgono i loro test di potenziamento fisico e mentale... o qualunque cosa che li passi in mente...=^=

"Questo come lo sai? Noi abbiamo appena avuto un Primo Contatto con loro..."

=^=Noi sì, ma alcune specie del Gamma direi di no... =^=

"Che intendi dire? Tutti quelli da noi contattati hanno dato risposte evasive..."

=^=E per forza... non posso metterci la mano sul fuoco, anche perché, spero e ci conto che mi possano servire ancora per molti anni, ma pare che dietro alla loro apparente pacifica cultura similare a quella della Federazione, si celano esperti xeno biologi pronti ad utilizzare le proprie conoscenze con sperimentazioni eugenetiche prelevando, con la forza se serve, filamenti di DNA da testare sui propri simili... con conseguenze più o meno disastrose=^=

"Hai prove di ciò?"

=^=No, ma ho conosciuto uno di quelli che loro chiamano Dekenekak... o quella roba là... il nome per me risulta impronunciabile... si tratta di un bellissimo ragazzo, anche perché la loro piena maturità non supera i vent'anni umani dal punto di vista fisico e non invecchiano stile i Ba'Ku... se sai cosa intendo... questo è dovuto ad una sorta di nebbiolina argentea rossastra che pervade i loro corpi separandosene periodicamente per motivazioni genetiche che non conosco. Sulla Terra ci fu un periodo storico in cui alcuni individui sembravano possedere qualcosa di simile, dal nome tipo Patronus, ossia una creatura difensiva posta a tutela dell'incolumità fisica del possessore... ma la cosa non fu mai provata... quindi etichettata come magia prima, invenzione assurda per bambini poi... Quello che ti posso dire è che pochi della sua specie sono sopravvissuti e sono tutti in cattività. La maggior parte sono stati catturati e sottoposti ad esperimenti...=^=

"Da parte dei Vakiris?"

=^=No... credo che loro siano solo alcuni dei tanti che hanno tentato di sottomettere questo popolo del tutto pacifico... da quanto posso ricordare, il risultato ha portato a due risultati differenti: coloro i quali hanno mantenuto inalterate le loro qualità sono fuggiti... coloro i quali, invece, sono stati terribilmente torturati o hanno perso del tutto la ragione, o sono diventati pupazzi alla mercé di sicari ed assassini che li utilizzano per le loro nefandezze, ma il grosso credo sia rimasto sul loro piccolo pianeta natale... che dovrebbe essere giusto alle porte del sistema degli scarafaggi... si insomma dei Vakiris...=^=

"Questi ultimi dicono che i Dekenekak sono molto aggressivi e farebbero di tutto per ucciderli"

=^=Non saprei, ma, anche se fosse, come dar loro torto? Esseri modificati geneticamente col terrore di essere nuovamente vivisezionati, o peggio, anche dai propri vicini di casa? lo farei anche io... userei ogni mezzo a mia disposizione per difendermi...=^=

"Anche infiltrarsi su una base della Federazione per uccidere un'intera delegazione scientifica Vakiris?"

=^=Ne dubito fortemente, ma non lo escluderei se fossero proprio loro gli artefici di esperimenti potenzialmente letali.=^=

"Spiegati meglio"

=^=Ti ripeto... gli esuli sono pacifici e riservati... ne conoscevo solo uno, ma da quanto ricordo non vogliono essere trovati e sicuramente non agirebbero in tal modo... quelli fuori di senno, che io sappia, durano pochi mesi dalla loro pazzia... la ionizzazione corporale se non controllata è degenerativa... il grosso di quel popolo, che già ha subito menomazioni eugenetiche, si dovrebbe essere rinchiuso nel pianeta d'origine uccidendo tutti coloro che si addentrano su di esso... restano coloro che sono al soldo di assassini e fuorilegge... solitamente fantocci che, per volontà o perché costretti, obbediscono al loro solido, chiunque esso sia... anche se non escludo che ci sia qualche gassoso che si sia messo in proprio per vendicarsi, utilizzando esattamente quelle qualità che altri volevano barbaramente sfruttare per i loro fini...=^=




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Brano: 23-05
Titolo: La legge è uguale per tutti?
Autore: Tenente Nammo Ch'Idrani
(aka nd nd)
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Deep Space 16 Gamma, Ufficio del Comandante - 21/11/2399, ORE 9.30


Il Commodoro Ono batteva nervosamente le dita sul piano duro del tavolo.
"Va bene Comandante, mi avete mostrato questo video... sì, sembra ci sia una sorta... di nuvola che aleggi vicino al..." diede uno sguardo distratto al tricorder appoggiato vicino "al Comandante Roberts, ma nessuno oggi può dire cosa significhi, se sia la causa di questo eccidio oppure no o addirittura se sia vero il video o opportunamente alterato...".
Si alzò in piedi.
"Naturalmente, come Procuratore militare incaricato dell'indagine nei confronti dell'Ufficiale Scientifico di questa Base, è mio dovere e potere come da mandato del Giudice, sequestrare immediatamente il video originale di tutto l'episodio, i corpi dei Varikis e, naturalmente, trarre agli arresti lo stesso Ramar Roberts".
Claire balzò in piedi.
"Non credo che questo sia giusto... il Comandante Roberts dovrebbe essere giudicato qui, su Deep Space...".
"Comandante, la ringrazio delle sue osservazioni" la interruppe il Commodoro "Tuttavia, vista la delicatezza della situazione e l'incidente diplomatico in corso, non penso che questa base... ed i suoi Ufficiali... siano adatti a giudicare serenamente il Comadante Roberts."
Una piccola pausa.
"Naturalmente, a tempo debito, sarà convocata per rendere la sua testimonianza."
L'idea che la Polizia Militare potesse trasferire Ramar sul vascello della Federazione comparso di prima mattina dal Wormhole e portarlo chissà dove, ove lo avrebbero sottoposto ad un processo, spaventava Claire. L'enorme rilevanza sul piano politico e diplomatico della vicenda potevano infatti precludere al suo ufficiale scientifico quell'equità di trattamento che lei sentiva di potergli garantire trattenendolo a bordo della DS16 Gamma, ove avrebbe potuto svolgere indagini meticolose per il collegio difensivo in grado di scagionarlo da ogni accusa.
Fece scattare un comando e disse: "Dottor Ch'Idrani? Io ed il Commodoro Ono, incaricato delle indagini, intendiamo presenziare all'autopsia dei Varikis deceduti... immagino che lei non abbia nulla in contrario a prenderne parte..."
=^=Naturalmente Comandante, solo stavamo attendendo di capire se i Varikis superstiti abbiano o meno qualcosa in contrario, sa per via dei riti funerari della loro specie...=^=
Claire insistette.
"Dottore, ci troviamo di fronte ad un caso senza precedenti e con potenziali conseguenze interplanetarie... peraltro il Commodoro Ono ha particolare urgenza di procedere con le indagini... direi che possiamo iniziare con le autopsie."
=^=Benissimo, credo che potremo cominciare fra poche...=^=
"Adesso..." sibilò veloce Drillrush.
Il Commodoro Ono la osservava muto e freddo.
Un attimo di silenzio dal trasmettitore.
Claire si domandò se la limitata empatia dell'Andoriano gli avesse consentito di comprendere l'urgenza mista a preghiera nell'intonazione della voce del Comandante.
Gettò uno sguardo ad Ono, un Benzita non avrebbe mai potuto interpretare correttamente la sfumatura insita nelle sue parole.
=^=Comandante, le confermo che possiamo procedere immediatamente. Ho già attivato il MOE che la effettuerà. Chiudo.=^=
"Bene, Commodoro, direi che possiamo procedere con le autopsie così da poter restituire i corpi dei Varikis ai nostri ospiti il prima possibile, il dott. Ch'Idrani ci attende sul Ponte della Sezione Medica."
Il Commodoro Ono accennò un inchino.
"Molto bene Comandante, la ringrazio per la sua solerzia...".
Si volse verso l'uscita, poi si fermò.
"Nel frattempo, si preoccupi di far teletrasportare il sospettato Roberts sulla mia nave. Lo interrogherò direttamente lì."
La porta si richiuse alle sue spalle.
Drillrush doveva agire davvero in fretta.



Deep Space 16 Gamma, Alloggi di Ramar Roberts - 21/11/2399, ORE 10.10


Il videofono si era appena spento che Riccardi balzò in piedi.
"Non c'è un minuto da perdere Ramar! Hai sentito il comandante Drillrush? Il JAG potrebbe venire a prenderti da un momento all'altro e trasportarti sul loro vascello... e a quel punto, nessuno di noi potrebbe più aiutarti! Te la vedresti da solo con il Commodoro!".
Ramar ed il fratello Weld Pol si guardavano perplessi.
"Sottrarsi alla giustizia è come ammettere la propria colpevolezza... io non ho nulla da nascondere!" replicò tutto d'un fiato Ramar.
"Giusto, ma, vista la situazione, non mi stupirei che stessero già ipotizzando di sacrificarti come capro espiatorio e chiudere l'incidente con i Varikis quanto prima."
Alessandro Riccardi insistette.
"Senti Ramar, possiamo fare così: tu scompari per un po' ed io e tuo fratello ci preoccuperemo di garantire che il tuo processo possa essere il più equo possibile, con tuo fratello come tuo avvocato! Non appena tutto questo sarà garantito ti faremo tornare... che ne pensi?"
Roberts si alzò in piedi.
"Va bene, accetto solamente perché voglio avere le mani libere e scoprire cosa sia davvero successo, ma che si sappia che non scappo perché colpevole, ma da innocente."
"Faremo tutto il possibile per aiutarti. Ti auguro buona fortuna amico mio".
I tre si abbracciarono silenziosi.



Deep Space 16 Gamma, Corridoi - 21/11/2399, ORE 10.35


Scappato era scappato, ma dove potesse rifugiarsi non lo sapeva.
A distanza di un centinaio di metri dai propri alloggi, Ramar aveva preso un ascensore ed aveva cambiato ponte.
Aveva, però, bisogno urgentemente di un rifugio.
Da un momento all'altro, avrebbe incontrato dietro un angolo un membro dell'equipaggio che avrebbe potuto riconoscerlo e ricordarsene una volta interrogato dalla JAG del Commodoro Ono.
Ora si aggirava attorno al quartiere diplomatico, solitamente il meno affollato di tutta la Base.
Era disperato.
Improvvisamente, una luce apparve sulla parete del corridoio.
"Finalmente, Comandante Roberts. Mi domandavo quando si sarebbe affacciato da queste parti." Il volto dell'Ambasciatrice T'Lani non mostrava alcuna sorpresa.
L'Ambasciatrice aveva azionato un piccolo visore a parete all'esterno dell'ambasciata Klingon, proprio nel corridoio ove si trovava Roberts.
"Ma come?!" si domandò confuso Ramar.
"Comandante, non perdiamo secondi preziosi. Come sa, ogni trasmissione, anche la più banale resta registrata, dunque non abbiamo molto tempo. Si rifugi pure nella nostra Ambasciata." esordì Rogal mentre la porta di metallo vicino al visore si apriva immediatamente.
"Ma come fa a saperlo?" disse a voce alta Roberts. mentre si gettava oltre la soglia della porta
L'espressione di T'Lani si increspò impercittubilmente. Soltanto un fine conoscitore del comportamento vulcaniano avrebbe potuto leggerci l'equivalente umano di un leggerissimo sorriso. "Mi dispiace che lei non possa cogliere la pura logica che c'è dietro il suo comportamento. Tutto portava alla sua fuga e... a questo momento."



Deep Space 16 Gamma, Sezione Medica - 21/11/2399, ORE 10.40


Il Tenente Ch'Idrani, il MOE ed il Commodoro Ono era in piedi attorno al tavolo operatorio.
Le luci erano accese, il video registratore in funzione, lo scan 3D attivato, i tricorder attivi.
Tutto era pronto per la prima autopsia.
"Parla il Tenente Nammo Ch'Idrani. In presenza del Commodoro Ono della Sezione JAG Settore Gamma della Flotta Stellare, il MOE di bordo, Samuel, che effettuerà anche registrazioni video e scan, procederà con l'autopsia dei corpi degli scienziati Varikis, deceduti in data 20 novembre 2399."
Il MOE trasse sul lettino un primo corpo velato da un lenzuolo.
"Procediamo con una panoramica del corpo del dottor ch'Kuser, capo della delegazione scientifica."
Ch'Idrani spostò il lenzuolo scoprendo un insettoide peloso sorprendentemente piccolo.
In realtà, c'era una ragione per questa dimensione contenuta.
"Iniziamo. Il corpo si presenta secato a metà, all'altezza del quarto sternite. Completamente assenti il ventre e le zampe posteriori..."
Il dottore MOE esaminava con un piccolo tricorder l'area dell'amplissima ferita.
"I segni lungo tutto il margine strappato del tronco indicano che è stata esercitata un'enorme trazione per lacerare i tessuti e la cheratina esterna... all'altezza del pronoto, sul lato destro, si riscontrano tre ferite lacerate... appaiono come fori di accesso di un oggetto oblungo".
In quel momento, Ch'Idrani pensò immediatamente alla penna che nel video Ramar Roberts utilizzava come uno stiletto.
"Samuel? Procedi con lo scan del diametro del foro e verifica compatibilità con la sezione della penna registrata come Reperto 1".

Il MOE procedette immediatamente e replicò, prima di attivare un piccolo bisturi laser. "Compatibilità al 95%, dottore."
"Procediamo con l'apertura del tronco del dott. Ch'Kuser..."
Un trambusto appena aldilà della porta, interruppe le operazioni.
Un secondo dopo, tre Varikis si affollarono nella sala, trattenuti a stento da due membri della Sicurezza.
=^=Dott. Ch'Idrani=^= vibrò nell'aria la voce computerizzata dei Varikis =^=Sono l'Ambasciatore o'Hucler, le impedisco di procedere oltre con i suoi esami e rivendico i corpi dei nostri fratelli come sacri. Si fermi immediatamente!=^=
Le antenne dei Varikis puntavano i presenti in maniera decisamente minacciosa, quelle dell'Andoriano rivelavano la sua perplessità.



Deep Space 16 Gamma, Ponte - 21/11/2399, ORE 12.00


Il corpo ospitante non era forte come il precedente.
Era stato un vero peccato doverlo abbandonare prima che il suo tempo fosse giunto, ma alcuni ospiti sembravano ribellarsi all'unione e governarli a lungo diventava impossibile o troppo faticoso.
Ora però era arrivato il momento di andare oltre, di compiere il proprio destino.




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Brano: 23-06
Titolo: La giustizia seguirà il suo corso
Autore: Tenente Comandante Rerin Th'Tharek
(aka Ilenia De Battisti)
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- Flashback -
DS16 Gamma, Ambasciata Klingon - 22/11/2399, Ore 10.40


Il Comandante Roberts era al sicuro, in una delle poche zone della base in cui la Flotta Stellare non sarebbe mai potuto andarlo a prendere. Certo, avrebbero potuto tentare di contattare il Cancelliere Klingon e richiedere la sua estradizione ma l'influenza del casato di Dothrak avrebbe reso il tutto quasi impossibile.

Era al sicuro, eppure dentro di sé sentiva un profondo vuoto ed un senso di inquietudine che gli laceravano l'anima. Continuava a risuonare nella sua mente una delle regole dell'acquisizione ferengi, sentita chissà dove e quando: Nessuna buona azione resta impunita.

Ramar ripensò quasi con rammarico al modo in cui era stato descritto nel suo ruolino di servizio chi ne avesse avuto la possibilità avrebbe letto come la lealtà e l'onestà fossero per lui la base su cui instaurare ogni singolo rapporto. Gli psicologi avevano elogiato la sua capacità di prendere decisioni veloci, dettate dal suo istinto, cosa che lo portava spesso a sacrificarsi per gli altri. Ed ora che cosa stava facendo? Davvero voleva permettere agli altri di sacrificarsi per lui?

Lo sguardo dello scienziato vagò senza sosta attorno a lui senza volersi fermare a fissare alcunchè, gli era stata ovviamente data la possibilità di sedersi e mettersi comodo, ma l'inquietudine che gli montava dentro glielo impediva. Cercava in ogni modo di svuotare la mente da tutti quei pensieri che lo turbavano, ma la cosa gli era impossibile.

"Tutto bene, comandante?" Rogal stava osservando la scena del federale che si aggirava per l'entrata dell'ambasciata "Non credo che serva dirle che qui non entrerà nessuno. Si metta comodo, ci vorrà parecchio tempo" il diplomatico non attese alcuna risposta e si voltò per andarsene.

"No" la voce di Ramar sembrò ferma e convinta "Non posso farlo, questo non sono io!"

Rogal si voltò di nuovo a fissare lo scienziato "Intende restare in piedi di fronte alla porta?"

Ramar per qualche attimo rimase in silenzio "Ora, secondo lei, che cosa succederà?"

"Entro le prossime ore si noterà la sua scomparsa dai suoi alloggi, la cosa allarmerà il Commodoro Ono che farà iniziare le sue indagini sino a giungere alla conclusione che lei si nasconde in questa ambasciata. Farà richiesta direttamente al Cancelliere perché venga riconsegnato alla sua custodia ma non riuscirà ad ottenere assolutamente nulla. Gliel'ho detto, qui nessuno potrà entrare senza il mio permesso"

"E gli altri? Cosa capiterà a tutti i miei colleghi? Non avrei mai saputo che stavo per essere trasferito senza l'aiuto del Comandante Drillrush, e del resto non sarei mai potuto sfuggire se mio fratello e Riccardi non si fossero voltati dall'altra parte"

Il tono di Rogal era piatto, si capiva che non aveva alcun dubbio su cosa sarebbe capitato "Saranno tutti incriminati, dal primo all'ultimo, compresa l'ambasciatrice T'Lani"

Ramar si voltò di scatto "Compresa l'ambasciatrice?"

"Comandante, ciò che hanno fatto nell'aiutarla è un reato. Con le loro azioni l'hanno aiutata ad eludere le investigazioni dell'autorità ed a sottrarsi alle ricerche del Commodoro Ono il diritto federale non è uguale a quello klingon ma questo è senz'altro un reato" Rogal fece una pausa prima di continuare a parlare "Posso solo fare delle ipotesi, tuttavia ritengo che quando il Commodoro Ono scoprirà che lei non si trova più nei suoi alloggi, farà immediatamente porre agli arresti il Comandante Drillrush. Del resto, da quanto ne so, il Commodoro Ono ha comunicato solo con il Comandante della Stazione.. questo presuppone che solo lei avrebbe potuto informarla"

"E se facesse dei controlli non sarebbe neppure così difficile scoprire che vi è stata una comunicazione partita dall'ufficio del comandante della stazione con destinazione il mio alloggio poco prima che venissi qui" Ramar era nervoso, il solo pensiero delle conseguenze che sarebbero a poco a poco cadute sulla testa dei colleghi lo agitavano "...come si finirebbe presto per vedere che durante quella comunicazione non ero solo in alloggio. Mio fratello e Riccardi erano lì con me..."

"Si, con buone probabilità loro saranno i seguenti ad essere fermati e posti agli arresti. Allo stesso modo verrà trattenuta l'ambasciatrice T'Lani per i medesimi reati, dato che di fatto era fuori da questa ambasciata assieme a lei proprio un attimo prima che lei attraversasse l'entrata. Ognuno di loro verrà accusato e molto probabilmente dovranno subire le conseguenze per aver deciso di aiutarla nella fuga."

Roberts scosse il capo "La mia intenzione non era scappare, io so di essere innocente! La sola motivazione che mi ha portato a venire qui è per dar modo al Comandante Riccardi e a mio fratello di ottenere dal Commodoro Ono che il mio processo possa essere il più equo possibile... la paura è di fungere da capro espiatorio."

"E questa fuga dovrebbe garantirle un trattamento migliore?"

"Suonava tutto più sensato mentre ero nel mio alloggio, ora sembra più una sorta di ricatto cosa che temo porterà solo a far arrestare tutti i miei colleghi e amici. Ambasciatore, mi dica una cosa..." Ramar tornò a fissare verso l'entrata "Se una delle sue guardie fosse stata accusata di aver commesso un omicidio e poco prima del processo avesse cercato e ottenuto asilo in un'altra ambasciata, come la romulana, a quale conclusione sareste portati? Quel gesto cosa vi farebbe presupporre?"

"Conosce già la risposta"

Ramar annuì alle parole dell'ambasciatore "Si, anche io sarei portato a credere che evidentemente quella persona nasconde qualcosa... forse non è stato lui ad uccidere le vittime ma deve avere qualche informazione che non vuole dare, altrimenti non sarebbe scappato alle sue responsabilità."

"La fuga non è mai la soluzione per un klingon" Rogal aveva il tono fiero tipico della sua razza "Nessun vero klingon si ritirerebbe dalla battaglia e... Comandante, dove va?"

Roberts aprì la porta dell'ambasciata voltandosi verso Rogal "Sono innocente e non intendo scappare. Non permetterò a nessuno di buttare al vento la propria carriera solo per rendermi le cose più facili. Non sarò un klingon ma una cosa è certa, non sono un codardo! La ringrazio per l'ospitalità che mi ha concesso ma ho un processo da vincere e non lo farò di certo restando qui!"

Rogal restò a guardare il Comandante lasciare l'ambasciata mentre un leggero sorriso si disegnava sul suo volto, poi si voltò tornando verso il suo ufficio.



Deep Space 16 Gamma, Sala tattica - 22/11/2399, Ore 10.55


Il tentativo di autopsia si era conclusa da poco senza che si ottenesse alcun risultato realmente apprezzabile, il Commodoro Ono sembrava già piuttosto contrariato dalla scarsità delle prove, sia a carico che a discarico, e l'ambasciatore dei Varikis sembrava sul piede di guerra dopo aver interrotto l'autopsia degli scienziati. Drillrush sapeva che ora era il momento di mediare, cercare di guadagnare del tempo per Ramar.

"Come ho già detto, desidero interrogare il Comandante Roberts direttamente sul mio vascello."

"Commodoro, comprendo che lei voglia sentire l'accusato quanto prima ma devo informarla che il Comandante Roberts ha nominato un suo avvocato di fiducia che, ovviamente, si oppone al trasferimento del suo assistito. Io sono solo il Comandante della stazione, non sono la persona indicata per poter decidere se la sua richiesta sia più o meno meritevole di accoglimento rispetto all'istanza presentata dalla difesa."

"Esatto, una decisione come quella del trasferimento spetta per ovvia natura al giudice istruttore." Weld Pol entrò con passo sicuro per poi salutare i presenti in sala tattica "Io non vedo alcuna ragione che possa portare al trasferimento del Comandante in questo momento."

Prima che il Commodoro Ono partisse all'attacco, Claire riprese la parole "Ho fatto predisporre un collegamento con la USS Notsob, la nave che sta portando qui l'Ammiraglio Dargelas, il giudice istruttore del caso... questo vi permetterà di proporre le vostre istanze direttamente a lei." il Comandante Drillrush sfiorò il comunicatore "Comandante a Sala controllo, aprite un canale con la USS Notsob."

Sullo schermo in fondo alla stanza apparve il volto serio ma ancora attraente della cinquantasettenne Priscilla Dargelas, che osservava con lo sguardo acuto di un rapace i volti dei presenti in sala tattica "Signori, tagliamo i convenevoli ed andiamo al sodo, so che ci sono dei dubbi sul collocamento del Comandante Roberts. Commodoro Ono, partiamo da lei... perché ritiene di poter richiedere il trasferimento dell'Ufficiale Scientifico Capo della Base Stellare?"

Il Commodoro Ono prese la parola "Signor giudice, l'efferatezza dell'aggressione e la delicata situazione diplomatica richiede alla Flotta di prendere delle posizioni nette. I Varikis, da quanto riportato dai klingon, sono un popolo di esploratori e scienziati. Sono pacifici e vivono in una zona isolata del quadrante Gamma, cosa che li ha protetti dalle mire espansionistiche del Dominio. Erano giunti per un primo contatto e se ne andranno con ben otto individui in meno dalle registrazioni ambientali del laboratorio si vedrà che vi era solo il Comandante Roberts all'interno della stanza con gli scienziati Varikis, così come si vedrà che lo stesso appare mentre colpisce uno dopo l'altro i membri della delegazione con una capacità offensiva assai superiore alla media, il che mi fa presupporre che il Comandante Roberts possa rappresentare una minaccia." fece una pausa "Non voglio giungere a conclusioni affrettate ma sarò onesto, abbiamo delle prove consistenti sia sulla colpevolezza e sia sull'innocenza del Comandante. Tutti i filoni di indagine sono ancora aperti e non possiamo sapere a quali conclusioni giungeremo al termine. Ad ogni modo, ritengo che gli ufficiali della base siano fin troppo emotivamente legati al Comandante per avere la dovuta obiettività per condurre queste indagini. Ritengo quindi che le indagini stesse debbano essere trasferite agli ufficiali della mia nave e chiedo il trasferimento del Comandante Roberts"

L'ammiraglio Dargelas ascoltò fino in fondo il discorso del Commodoro per poi voltarsi verso l'altro uomo "Immagino che lei sia l'avvocato della difesa. Mi dica, perchè non dovrei accogliere le richieste dell'accusa?"

Weld Pol non fece una piega prima di prendere la parola "Non mi dilungherò sul discutere i dettagli dell'omicidio plurimo che è avvenuto sulla base stellare si tratta sicuramente di un reato cruento. Tuttavia il Comandante Roberts ha tutte le intenzioni di dimostrare la sua innocenza... il trasferimento di un accusato avrebbe un senso solo se si dimostrasse che quest'ultimo potrebbe modificare la scena del reato o le prove, se vi sia il rischio di reiterazione del reato oppure ancora se lo stesso fosse a rischio di fuga. Il Comandante Roberts è trattenuto nel suo alloggio, non ha intenzione di fuggire e non ha la volontà o la possibilità di entrare in contatto con le prove del suo caso... ciò è già sufficiente per escludere che sia necessario il suo trasferimento... e ovviamente, essendo innocente, non vi sono rischi su eventuali reiterazioni del reato. Si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, sapremo ben presto dimostrarlo oltre ogni ragionevole dubbio."

L'ammiraglio annuì nuovamente per poi osservare il Comandante Drillrush "Comandante, il Commodoro Ono ha di fatto tirato anche lei nel discorso. Ritiene che i suoi uomini siano comunque in grado di portare avanti le indagini con obiettività anche se l'accusato è un loro collega?"

"Assolutamente si..." Drillrush non ebbe dubbi "I miei uomini sanno fare il proprio lavoro e so per certo che nessuno di loro mancherà ai propri doveri. Non c'è nessuna necessità di dirottare le indagini verso altri ufficiali... inoltre non tutti gli ufficiali hanno vincoli affettivi con il Comandante Roberts, e questo permette loro di essere completamente obiettivi"

"Che cosa intende dire, Comandante?"

"Ammiraglio, come potrà verificare, il Primo ufficiale della base è giunto qui da poco tempo. Il Comandante Rerin Th'Tharek non ha alcun collegamento con il Comandante Roberts, non hanno avuto abbastanza tempo per divenire amici."

L'Ammiraglio sembrò prendersi qualche minuto "La difesa ha ragione, i presupposti per richiedere delle misure restrittive personali più stringenti di quanto già fatto sulla base stellare è dimostrare che esiste un concreto ed attuale pericolo che possa avvenire l'inquinamento delle prove, la fuga dell'imputato o la reiterazione del reato. Il reato è stato efferato ma il Comandante Roberts ha i suoi diritti e potete starne certi signori, se si arriverà al processo tutto dovrà avvenire sotto la luce del sole. Le ripercussioni politiche dell'avvenimento impongono ancor di più che il nostro comportamento sia impeccabile sotto tutti i punti di vista, sono stata chiara?" la donna non attese alcuna risposta prima di osservare Drillrush "La prego di aprire un collegamento con l'alloggio del Comandante Roberts"

Claire spalancò per un attimo gli occhi "Mi scusi?"

"Ha capito perfettamente, sto per decidere se il suo ufficiale scientifico potrà o meno restare sulla base, desidero sentire cosa ne pensa lui prima di decidere. Apra un canale con l'alloggio"

Il Comandante della base sembrò per un attimo tergiversare "Si Ammiraglio, mi scusi... è che mi ha preso alla sprovvista."

L'ammiraglio sembrò cogliere in quel tentennamento qualcosa di più, tanto che si protese in avanti "Comandante, per caso sente la necessità di aggiungere qualcos'altro? Vi è forse qualche problema che le impedisce di contattare il Comandante Roberts?"

Anche il Commodoro Ono sembrava scrutare con sospetto Drillrush "Comandante, ha sentito l'ordine, esegua."

"Certo..." Claire scosse il capo "Nessun problema, procedo immediatamente." dentro di sé la donna capì che non avrebbe potuto attendere oltre, aveva fatto scappare Ramar ed ora lo avrebbero scoperto tutti, ma tenne la recita procedendo con il terminale a mettere in comunicazione il videofono dell'alloggio del Comandante Roberts "Comandante Roberts, la prego di venire al videofono per un breve colloquio con l'Ammiraglio Dargelas."

Passarono alcuni minuti, nulla apparve.

"Comandante Roberts, la prego di venire al videofono per un breve colloquio con l'Ammiraglio Dargelas." Claire ripetè la frase con la consapevolezza che non sarebbe apparso nessuno.

Il Commodoro Ono scattò in piedi come una molla "Se è scappato la riterrò personalmente responsabile Comandante Drillrush!"

Clare era pronta a tutto, sostenne lo sguardo del Commodoro pronta a rispondergli quando sentì la voce del suo sottoposto. Era pronta veramente a tutto, tranne di veder apparire il volto del suo ufficiale scientifico capo che, evidentemente, era nuovamente nel suo alloggio.

"Sì Comandante." Ramar fece un cenno del capo lasciando interdetto perfino suo fratello che non aveva idea fosse tornato lì "Scusate signori, non mi aspettavo di essere chiamato in alloggio e mi ero appisolato."

Il Commodoro Ono tornò a sedersi con espressione poco convinta ma non aggiunse altro. L'Ammiraglio, dal canto suo, non sembrava così interessata ad indagare sull'accaduto, quanto piuttosto a farsi un'idea del bajoriano.

"Comandante, lei è accusato di omicidio plurimo, come si dichiara?"

"Non colpevole! Non sono stato io a fare quegli omicidi... o meglio, non ero io! Sono stato posseduto da un essere incorporeo che ha agito usandomi come fossi un burattino!"

"E cosa ha intenzione di fare adesso?"

"Sarò onesto con lei... la voglia di uscire di qui e scoprire chi mi sta incastrando è forte, ho le mani legate da questo alloggio. Non posso fare nulla qui, ma sono un ufficiale della flotta e credo nell'uniforme che indosso e nei principi che essa rappresenta. Io sono innocente e la verità verrà a galla."

"Molto bene, buona giornata Comandante" fece cenno a Drillrush di chiudere il collegamento con l'alloggio dell'ufficiale scientifico per poi restare in silenzio per svariati istanti, riflettendo bene prima di parlare "Commodoro, la sua richiesta di trasferimento viene per il momento respinta in mancanza dei presupposti necessari per il suo accoglimento... le indagini resteranno agli ufficiali della DS16 Gamma ma saranno supervisionate, oltre che dal Primo Ufficiale della Base, anche dall'ufficiale capo della tattica e sicurezza della nave del Commodoro Ono."



Deep Space 16 Gamma, Sala tattica - 22/11/2399, Ore 12.15


Il Comandante Th'Tharek non sapeva se esserne contento o profondamente frustrato.

Finalmente il Comandante della base aveva richiesto la sua presenza per il prosieguo delle indagini, ma di fatto quell'incontro sarebbe stato tutto fuorché piacevole. Si soffermò a guardare Drillrush in attesa che arrivasse la delegazione Varikis e l'unica cosa che continuava a chiedersi era perché fosse così tanto difficile per lui riuscire a lavorare con quella donna. Non aveva mai avuto dubbi sul fatto che, fin dal primo momento, il suo modo di fare non era per nulla piaciuto a Clare ma pensava che in poco tempo avrebbe dimostrato che il suo istinto lo rendeva un ottimo ufficiale evidentemente qualcosa non aveva funzionato nel suo piano.

Era un dato di fatto che Clare avesse deciso di incontrare il Commodoro Ono senza la sua presenza, ma il motivo gli sfuggiva. Era possibile che oramai quella umana fosse così abituata a comandare la base in solitaria da non volere fra i piedi un primo ufficiale? A questo Rerin non sapeva darsi una risposta ma di certo la cosa non lo rendeva soddisfatto.

"Ha qualcosa da dirmi Comandante?" Drillrush stava fissando il suo primo ufficiale.

"Si, ma non è questo il momento più appropriato."

Lo sguardo di Rerin si spostò verso l'entrata per assistere all'arrivo dapprima del Commodoro Ono e poi dalla delegazione dei Varikis. Nessuno sembrava felice di trovarsi lì: il Commodoro Ono sapeva che sarebbe stato difficile recuperare un buon dialogo con la delegazione Varikis ma non voleva rinunciare ai dati che avrebbe potuto avere dall'autopsia di quei corpi, mentre l'ambasciatore o'Hucler sarebbe stato pronto a tutto pur di recuperare i corpi di quegli scienziati prima che venissero profanati.

o'Hucler fu il primo a prendere la parola, mentre le antenne ondeggiavano rapidamente a destra e a manca =^=Sono profondamente offeso e costernato, mai avrei pensato che avreste avuto l'ardire di procedere con il dissacrare i corpi dei nostri poveri scienziati!=^=

"Ambasciatore, ci scusiamo per quanto è accaduto" l'intervento di Clare prese in contropiede i Varikis "Non abbiamo scusanti e non tenteremo di alleggerire la nostra posizione. Avremmo dovuto considerare che avreste potuto non condividere i nostri metodi di indagine e avremmo dovuto tenervi informati passo dopo passo per concordare insieme come procedere. Ovviamente è stata sospesa qualsiasi indagine sui corpi delle vittime."

o'Hucler sembrò calmarsi un po' prima di riprendere vigore =^=Chiedo che i corpi mi siano riconsegnati, nessuno dovrà dissacrarli in alcun modo. Ho il dovere di preservare la loro vita ultraterrena, l'eternità della loro anima è troppo importante.=^=

Il Commodoro Ono prese la parola "Ambasciatore, capisco le sue motivazioni ma vorrei che lei capisca anche le nostre necessità di indagine. Non sappiamo ancora chi ha ucciso la vostra delegazione scientifica, le immagini farebbero pensare che sia stato il Comandante Roberts ma..."

=^=Ma vi sono fondati indizi che potrebbero portare ai Dekenekak.=^=

"La nostra intenzione è quella di darvi giustizia." il Commodoro proseguì con il suo discorso "Ma per fare questo abbiamo bisogno di raccogliere ogni possibile indizio, solo così sapremo dire cosa è realmente successo in quel laboratorio."

=^=E siete certi che con un'autopsia troverete le prove che state tanto cercando?=^=

Ono si sentì preso un po' contropiede "Beh... questo non lo potremo sapere sino a che non faremo l'autopsia e..."

=^=No, questo non è accettabile!=^= O'Hucler scosse il capo =^=Mi spiace ma mi state chiedendo di lasciarvi profanare i corpi di quei poveri scienziati senza neppure avere la certezza che ciò sia davvero necessario. Come potrei tornare sul mio mondo e dire alle loro famiglie che i loro compagni... i loro figli... non potranno salvare le loro anime?=^=

"E se si potesse procedere alle indagini senza profanare i corpi?" la domanda di Rerin fece voltare un po' tutti "Non sono un esperto in materia ma, dalle mie ricerche è già avvenuto in passato che si abbia fatto uso dell'autopsia virtuale. In questo modo i vostri scienziati verrebbero semplicemente scansionati in modo da ricreare una loro versione del tutto virtuale che potrebbe essere analizzata al posto dei veri corpi."

Il Commodo Ono annuì "È una soluzione di comodo ma potrebbe funzionare... cosa ne pensa ambasciatore, ci permetterà di procedere in questo modo?"

o'Hucler rimase per qualche attimo immobile, poi le antenne ripresero a muoversi =^=Non ci siamo opposti ad eventuali scansioni, ma solo alla profanazione dei corpi, quindi avete il nostro permesso...=^=

Drillrush, che nel frattempo seguiva la conversazione in silenzio, annuì guardano un po' tutti i presenti "Molto bene, informerò l'infermeria delle disposizioni su come procedere. Appena saremo pronti il MOE procederà con un autopsia virtuale".




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Brano: 23-07
Titolo: Menzogne
Autore: Comandante Claire Drillrush
(aka Maddalena Duci)
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Deep Space Gamma, Ufficio del Comandante - 22/11/2399, Ore 13.45


Il fatto che Roberts non fosse fuggito come previsto l'aveva colta di sorpresa e, onestamente, l'aveva anche un po' irritata. Non tanto per la decisione in sé, che personalmente aveva apprezzato... ma che diavolo, avrebbe preferito saperlo prima.

Decidere di nascondere il suo ufficiale scientifico non era stata una scelta facile, né tantomeno poco pensata. Claire non era stupida, sapeva bene che nel momento in cui fosse venuta fuori la cosa, la prima testa a cadere sarebbe stata la sua. Se aveva acconsentito a quella mossa estrema era perché, pur nutrendo piena fiducia nel sistema, conosceva bene l'ambiente politico e sapeva che ci sarebbero state pressioni per appianare la faccenda nel minor tempo possibile. Il suo intento era stato di guadagnare tempo.

Ormai era tutto pronto, tutto stabilito, perciò era rimasta alquanto sorpresa quando Roberts aveva fatto marcia indietro. Una decisione ammirevole, senz'altro, che lei stessa aveva intenzione di appoggiare. Ma se fosse arrivata un po' prima, avrebbe evitato di far capire a tutti, inutilmente, quel che aveva rischiato di accadere.

Forse l'ammiraglio non aveva sospettato nulla, ma il commodoro Ono aveva capito.

Lo conosceva di fama e aveva avuto modo di approfondire quella conoscenza nel corso degli ultimi giorni. Era un uomo scrupoloso, integerrimo, rigido sotto alcuni punti di vista, abile e senza dubbio intelligente. Non si faceva illusioni che il loro sotterfugio fosse passato inosservato.

Ono doveva aver capito ciò che stava accadendo, ma l'apparizione di Roberts sul monitor, aveva reso questa sua comprensione nulla più che un sospetto non suffragato da alcuna prova certa.

Grazie al cielo 'avevo l'impressione di' non funzionava in nessun tribunale.

Dopo la decisione dell'ammiraglio, Claire non aveva parlato né con Riccardi né con Roberts. Non aveva idea di cosa gli avesse fatto cambiare idea, ma allo stato attuale delle cose il tutto aveva un'importanza relativa. Se necessario, glielo avrebbero comunicato, se si fosse trattato di un semplice rimorso di coscienza, tanto valeva chiudere lì la faccenda ed evitare di parlarne ancora.

Avrebbero proseguito come da prassi, sperando di arrivare alla verità e al colpevole, chiunque fosse, prima che i Vakiris pretendessero la testa di qualcuno su un vassoio d'argento, o qualunque cosa passasse per tale per quella gente.

I Vakiris non la convincevano. Non era solo la sua innata repulsione per gli insetti che le faceva accapponare la pelle ogni volta che ne vedeva uno. T'Lani aveva riferito loro della conversazione avuta con la sua vecchia amica e francamente le informazioni che le aveva fornito non la convincevano. Non era insolito che quando c'erano in ballo diatribe tra popoli in contrapposizione le storie raccontate da ciascuna parte non coincidessero, perciò non era rimasta del tutto sorpresa di sentire quando fossero differenti le due campane.

Il punto ora era appurare a chi credere e di chi fidarsi.

Claire temeva che molto probabilmente la risposta fosse di nessuno dei due.

=^=Ch'Idrani a Drillrush=^=
"Dica, Dottore."
=^=Quando vuole, siamo pronti per l'autopsia.=^=
"Avete già avvertito il Commodoro Ono?"
=^=Sì, comandante.=^=

Claire annuì una volta a se stessa.
"Sto arrivando."



Deep Space 16 Gamma, Ufficio del Comandante - 22/11/2399, Ore 15.50


"Non sono sicura di aver capito bene, Dottore."
"A dir la verità non sono sicuro di aver capito esattamente nemmeno io. La fisiologia Vakiris è completamente nuova per noi, perciò è difficile essere sicuri di qualcosa. Per avere delle certezze, dovremmo confrontarci con un loro medico, ma..."
"... ma non siamo sicuri, a questo punto, che siano del tutto sinceri."
"Non spetterebbe a me dirlo, ma sì, esattamente."

Claire annuì con un sospiro e si appoggiò allo schienale della poltroncina. Rimase in silenzio per qualche istante, poi riprese osservando il medico della base.
"Lei mi sta dicendo che non è stato Roberts ad uccidere quella gente, in definitiva?"

Ch'Idrani mosse appena le antenne in un gesto che in qualche modo ricordò a Claire un'alzata di spalle.

"Vorrei poterlo dire, ma in verità no. Il personale Vakiris è sicuramente morto in seguito all'attacco che appare nelle registrazioni. Quello che dico io, o meglio, che dicono le analisi, è che quella gente sarebbe morta comunque. Forse non immediatamente, ma la degenerazione nei tessuti cerebrali che abbiamo visto, anche considerando la loro particolare anatomia è abbastanza inequivocabile. E anche l'ambasciatore Vakiris sembrava alquanto sorpreso, il che ci conferma che non si tratta di un processo biologico normale."
"E lei crede che siano stati avvelenati?"
"Non abbiamo trovato, come ha visto, traccia di tossine o sostanze estranee... ma sì, non si tratta di un processo naturale, per cui mi sembra l'ipotesi più credibile."

Drillrush tamburellò appena con le dita sul piano della scrivania.
"Potrebbe essersi trattato di un fattore casuale. Magari un effetto collaterale di qualche esperimento, visto che tutto il personale faceva parte della sezione scientifica..."
"Forse. Questo dovrebbero dircelo i Vakiris, anche perché a giudicare dal livello di compromissione dei tessuti, l'esposizione dovrebbe essere stata antecedente al loro arrivo sulla stazione. Ma anche qui, sono solo ipotesi."
"E come ci ha detto l'ambasciatore, tutto quello che riguarda i deceduti e le loro attività non è disponibile alla consultazione. E lui non ne sa nulla."
"Molto comodo, no?"
"Molto," concordò Claire. "Ora sarebbe fondamentale capire se questo presunto avvelenamento è stato casuale o intenzionale. E nel caso della seconda ipotesi, ci sarebbe da capire come mai ce l'avevano tutti con questo team di scienziati."

Ch'Ildrani annuì a sua volta, cambiando leggermente posizione sulla propria poltroncina. "Mi piacerebbe davvero sapere su cosa stavano lavorando esattamente. Se si tratta di un secondo tentativo di omicidio, è troppo mirato per essere casuale."

"Concordo. Qui c'è qualcosa di davvero poco chiaro."



Deep Space 16 Gamma, Ufficio del Comandante - 22/11/2399, Poco dopo


Ch'Ildrani se ne era andato da nemmeno dieci minuti quando Drillrush ricevette la comunicazione dall'ambasciatrice T'Lani, in possesso di alcune nuove informazioni raccolte tramite i suoi contatti.
Parlarono alcuni minuti, poi la donna chiusa la comunicazione.
Se avesse avuto bisogno di un qualche altro dato per sospettare dei Vakiris, e così non era, quello che le aveva detto l'ambasciatrice costituiva un'ulteriore botta.
Non era chiaro quale scopo intendessero raggiungere i loro ospiti pretendendo un'autopsia olografica, ma la sopravvivenza dell'anima immortale dei deceduti sembrava un'ipotesi destinata a perdere forza. Secondo le informazioni dell'ambasciatrice, sembrava infatti la prima volta che Vakiris facevano cenno alla loro spiritualità.
Poteva non voler dire nulla, naturalmente. Forse i Vakiris erano solo restii a parlarne in giro. Ma per qualche motivo, lei non ne era convinta.

"Paranoica come sempre, vero?" si disse a bassa voce, mentre si toccava il comunicatore. "Comandante Th'Tharek, mi raggiunga nel mio ufficio, per favore."




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Brano: 23-08
Titolo: Memorie di luce
Autore: Tenente Comandante Alessandro Riccardi
(aka Fabio Manuello)
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Deep Space 16 Gamma, Infermeria - 22/11/2399, Ore 16.07


Nammo aveva avuto gli stessi dubbi del comandante Drillrush e del primo ufficiale Th'Tharek.
Il problema erano le prove, come trovarle?
L'autopsia olografica non mostrava nulla di strano oltre ai problemi pregressi della squadra scientifica e non poteva aprire i corpi senza scatenare un incidente diplomatico.
Si era messo ad esaminare assieme a due suoi assistenti la fisionomia dei Varikis, ma era come cercare un ago in un pagliaio, senza sapere che forma aveva la paglia, il pagliaio e l'ago...
Inoltre per completare questa missione impossibile avevano poco tempo.
Il morale dei medici era basso... molto basso.

Appoggiato ad una parete il primo ufficiale era ancora più demoralizzato.
Voleva dare una mano ai colleghi ma non sapeva come.
Non era un medico e non poteva aiutarli a scoprire qualcosa di più.
Condivideva i dubbi del capitano. Era sicuro che i Varikis si erano opposti all'autopsia perchè nascondevano qualcosa. Ma come trovarla?
Potevano eseguire solo l'analisi sulla scansione olografica e non avevano ancora trovato nulla.
Poi una strana intuizione si fece largo nella mente dell'andoriano.

"E se l'autopsia olografica non avesse rilevato cosa stavamo cercando?" Chiese il primo ufficiale.

I tre medici alzarono il capo. Non avevano pienamente capito la domanda ma quelle parole gli diedero uno spunto.
"Sta dicendo che quello che stiamo cercando non è presente nella scansione olografica?" Chiese il dottor Ch'Idrani.
Il primo ufficiale annuì:"I Varikis non si sono opposti a questo processo, quindi è possibile che la cosa che stiamo cercando non sia stata rilevata dalla scansione olografica."
"Ma come possiamo rilevare qualcosa che lo scanner olografico non ha rilevato?" Chiese Nammo.
"Forse con una scansione ad impulsi elettromagnetici... non è invasiva." Propose il dottor Jetor.
"Ma sarebbero teraquad di dati, non abbiamo il tempo si analizzarli tutti." Protestò il dottor Nural.
"No." Ch'Idrani stava pensando ad alta voce: "Facendo una scansione differenziale evidenzieremmo solo le differenza tra le due analisi."
"Vale la pensa di tentare." propose il primo ufficiale.
"Concordo." Rispose Nammo.

In pochi minuti uno dei cadaveri venne posizionato sul lettino e la scansione abbe inizio.
I minuti passarono veloci. Tutto filava liscio e il progredire stava rapidamente smorzando la tensione accumulata nei minuti precedenti.
Ch'Idrani era pronto. Il computer aveva finito di fare la comparazione tra i dati. Un semplice clic e il monitor avrebbe mostrato le differenze tra le due scansioni.
"Pronti?" Chiese l'ufficiale medico capo.
"Sì" risposero gli altri ufficiali.

Lo schermo rimase nero mostrando che non c'erano differenze tra le due analisi tranne i minimi e trascurabili errori dei sensori.
Poi d'improvviso si illuminò come un albero di Natale...
"Abbiamo trovato il filo di Arianna." Commentò il primo ufficiale.



Deep Space 16 Gamma, Ufficio della sicurezza - 22/11/2399, ore 16.22


"Vedrai che tutto si aggiusta." Riccardi provò a tirar su il morale del collega rinchiuso nella sua camera.
=^=Bè la situazione è difficile. Non vedo molte vie di fuga.=^= Rispose sconsolato Roberts dal video terminale.
"Tuo fratello ti tirerà fuori." aggiunse il capo della sicurezza.

L'ufficiale scientifico alzò lo sguardo guardando il collega. C'era speranza nel suo voltò, notò Riccardi, ma il capo della sicurezza si chiese se la speranza che albergava nell'amico e collega sarebbe stata sufficiente a sopportare il processo.
"È così che fate le vostre imparziali indagini? Chiacchiere fra amici?" chiese una voce alle loro spalle.
Era il capo della sicurezza della nave di Ono, l'insopportabile tenente Catherine Delmas.

Riccardi si voltò seccato chiedendo: "Qual'è il problema? Il prigioniero è nel suo alloggio."
"Il regolamento impone di limitare all'indispensabile le comunicazioni con i prigionieri." Rispose la giovane.
Riccardi sorrise e, conscio di irritare la collega, rispose: "Ma le comunicazioni sono limitate al minimo."
"Non credo." Rispose Delmas.
"Lo decido io quanto limitare le comunicazioni, sono il responsabile della sicurezza e sono un suo superiore. Sono stato chiaro tenente?"
Riccardi colpì duro la giovane che fece un passo indietro, ma in suo soccorso arrivò una seconda voce: "E io sono un suo superiore comandante, quindi decido io."
Era il commodoro Ono ed era appena entrato nella sala.



Deep Space 16 Gamma, Ufficio del comandante Drillrush. - 22/11/2399, nel frattempo


"Una memoria olografica?" T'Lani inarcò un sopracciglio.
"Sì." Rispose Ch'Idrani.
"Ma come è possibile?" Aggiunse il capitano.
"I Varikis del gruppo di ricerca avevano impiantato nel loro corpo una specie di memoria olografica." Spiegò il medico.
"Artificiale o naturale?" Chiese l'ambasciatrice.
"Difficile a dirlo anche se sembra una modifica di tipo eugenetico... una miglioria." Spiegò il dottore.
"E perchè non l'abbiamo rilevata con la scansione olografica?" Chiese Claire.
Nammo annuì dicendo: "La scansione olografica è programmata per convertire le parti fisiche in fotoni ma se è presente una fonte fotonica la scambia per del rumore nel sistema e la filtra. Il contenitore fisico della memoria ha una struttura molto simile ad una appendice umana e l'abbiamo scambiato per qualcosa di simile. Se avessimo condotto una autopsia normale avremmo rilevato subito il tutto."
"Capito." Claire, rimase pensierosa alcuni istanti aggiungendo: "Questo spiega perchè l'ambasciatore Varikis si sia opposto all'autopsia e non a quella olografica: sperava che con una analisi indiretta ci sarebbero state meno difficoltà a scoprire la memoria."
"Inoltre i protocolli di scansione sono stati inviati alla loro nave come gesto di buona volontà permettendo loro di scoprire i limiti del nostro sistema." Aggiunse il primo ufficiale.
"Interessante," tagliò corto l'ambasciatrice aggiungendo: "Ma cosa contiene la memoria?"
Il primo ufficiale fece per parlare ma una comunicazione interruppe la discussione: =^=Comandante Drillrush sono Riccardi... abbiamo un problema con il commodoro Ono.=^=




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Brano: 23-09
Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Capitano Steje Aymane
(aka Franco Carretti)
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Deep Space 16 Gamma, Ufficio del Capitano - 22/11/2399, ore 16.22


*Quell'uomo è insopportabile* pensò tra sé il Comandante Drillrush per poi rispondere al suo capo della sicurezza "Che cosa desidera il Commodoro?"
=^=Sembra che sia venuto per arrestare il Comandante Roberts, questa volta in maniera definitiva.=^=

Claire si guardò attorno osservando gli sguardi attoniti dei suoi ospiti e sbattè un paio di volte le palpebre.
"In che senso scusi? Roberts è già agli arresti, non si può arrestare per due volte consecutive." la battuta le venne spontanea senza rendersene conto.
=^=A quanto pare ha ulteriori prove e afferma che adesso c'è il valido sospetto che possa fuggire.=^=
"Prove? Quali prove?" questa cosa doveva finire "Dica al Commodoro che se vuole prelevare un mio prigioniero deve innanzitutto venire da me! Sono ancora io a capo della stazione. Qualsiasi sia il suo grado non gli consegnerò un prigioniero senza prima aver avuto delle spiegazioni!. Lo aspetto qua." e chiuse la comunicazione senza attendere risposta.

"Giuro che lo metto in una stiva e poi lo faccio espellere nello spazio!" continò sbuffando, poi si riprese e guardò l'ambasciatrice "Mi scusi, ma non riesco proprio a sopportarlo!"
"Sarei proponsa ad offrirmi per premere il tasto di apertura della camera stagna, comunque attendo con lei l'arrivo di un sicuramente adirato Commodoro." T'Lani continuò a sorseggiare il suo tè.
"Signori lasciateci sole, preferisco non avere testimoni quando ucciderò Ono." Claire fece cenno agli altri di uscire e loro eseguirono con un sorriso.

"Non è solo quello vero?" chiese la vulcaniana osservandola intensamente dopo alcuni attimi di silenzio.
"Che intende?"
"I suoi sbalzi d'umore, la maggiore sensibilità e irritabilità, stanchezza... e da come sta seduta dire anche dolori alla schiena. Ho notato che ha smesso da un po' di prendere il raktajino... il suo odore è così intenso vero? E anche l'aumento del suo peso."
"Quando se n'è accorta?" chiese Claire senza mostrare la profonda ferita provocata da quell'ultima affermazione, non avevano pietà i vulcaniani.
"Diciamo che ho fatto solo ora due più due. Congratulazioni." disse la vulcaniana senza mostrare nessuna espressività legata alle circostanze.
"Già, sono incinta... per quanto felice io possa essere, la tensione che sto accumulando sta lasciando ripercussioni. Prima la peste, ora questo. Il dottor Ch'Idrani mi ha consigliato di prendere una pausa almeno fino al parto. Nonostante la cosa mi lasci l'amaro in bocca molto più di quanto pensassi, ho deciso di seguire il suo consiglio ed ho fatto richiesta di un sostituto."
"E quando dovrebbe arrivare?" chiese la vulcaniana.
"Non ne ho idea, non mi hanno comunicato ancora nulla, nonostante la burocrazia della flotta sia molto rapida. Comunque spero che mi facciano sapere solo dopo aver risolto la faccenda, non potrei mai abbandonare un mio ufficiale in questa situazione e andarmene."
T'Lani fece un cenno affermativo ma non fece commenti.



Deep Space 16 Gamma, Passeggiata - 22/11/2399, contemporaneamente.


L'uomo abbassò il dpad che stava leggendo seduto su una panchina della passeggiata ed osservò il Capo della Sicurezza mentre rispondeva piccato ad un Commodoro e al suo mastino travestito da bella donna.
Era arrivato alla stazione una settimana prima, intenzionato a conoscere quella base stellare che sarebbe divenuta la sua casa, senza pompa magna. Come un semplice turista.
L'assenza di una divisa e le sue particolari capacità, l'avevano aiutato molto e in poco tempo aveva saputo tutto quello che c'era da sapere, sulla stazione, sulla situazione attuale e sui principali protagonisti.

Il Capitano Steje Aymane sorrise ripensando a quando aveva pensato che si sarebbe annoiato su Deep Space 16 Gamma, ma leggere i rapporti l'aveva fatto ricredere: avevano quasi sfiorato una crisi diplomatica fra Federazione, Klingon e Romulani solo per l'amore di due giovani, avevano avuto una pestilenza a bordo e ora un primo contatto trasformato in un massacro. Ed erano solo le ultime tre cose accadute in un anno... senza contare le piccole avventure intercorse fra una crisi e l'altra. Indubbiamente non si sarebbe annoiato in quel posto.

I suoi occhi scintillarono azzurri come laghi di montagna e si alzò per intercettare il Commodoro e la sua compagna. I due, con passo irato, sembravano diretto da qualche parte... molto probabilmente dal Comandante della stazione. Giunto abbastanza vicino da non essere schivato gli afferrò le mani in una stretta calorosa.

"Commodoro! Non ci credo è davvero lei?!" esplose con entusiasmo scuotendogli le mani.
"Ma cosa? Chi è lei?" rispose lui sulla difensiva mentre la donna si apprestava ad intervenire.
"Mi scusi!" esclamò il trill alzando le mani e lasciando quelle dell'uomo "Ero così entusista di averla incontrata che non ho resistito!"

Lanciò un occhiata a quello che l'uomo portava, aveva chiesto alcune informazioni in giro... il solito ufficiale che pensava solo alla carriera, sapeva bene cosa ci faceva lì, voleva solo calmarlo e metterlo in condizioni di affrontare il Comandante Drillrush senza la rabbia che sembrava portarsi dietro.
Intravide il dpad che teneva sotto braccio e pensò che la cosa poteva essere interessante.

"Conoscere il Commodoro Ono è per me un evento senza precedenti. Ho seguito molte delle sue cause - era sicuramente il procuratore che si occupava del caso - e sono rimasto estasiato in quella che credo sia stata la sua più grande esposizione durante le fasi finali del processo su... diammine la sua presenza mi ha scombussolato più di quanto pensassi."
"Tellar Prime?" gli venne in aiuto Ono che probabilmente ritenva quello il suo più grande successo.
"Esatto! Dove sta la mia testa! È stato sublime. Ed avere a che fare con il tellariti non è certo cosa facile - Steje immaginò che i tellariti sicuramente centravano qualcosa nella faccenda, ma era pronto a cambiare discorso se la sua frase non aveva senso per il Commodoro - ma lei è stato incredibile."
"La ringrazio, non è da tutti notare le sottigliezze di un contraddittorio... lei è?" chiese l'uomo un po' confuso ma soddisfatto.
"Un nessuno ospite della struttura e non voglio farle perdere altro tempo, sicuramente avrà altro da fare, ma sarei onorato, se stasera fosse libero, di offrirle una cena in quel delizioso ristorante." disse indicando in una direzione a caso alle spalle del benzita che d'istinto si voltò per guardare nella direzione indicata.
"Non le posso assicurare niente, ma ha ragione, sono di fretta, e se adesso vuole scusarmi..." il Comodoro Ono tornò alla sua rigidità militaresca ma si vedeva che le parole dello sconosciuto lo avevano rinfrancato.

Steje si spostò dalla sua strada e lanciò un sensuale sorriso verso la donna accanto a lui che per un attimo parve imbarazzata, poi i due se ne andarono. Lui attese che fossero spariti dalla vista e poi da dietro la schiena tirò fuori il dpad che Ono teneva sotto il braccio e che ora era stato sostituito dal suo.

"Vediamo un po'... cavolo non ci voleva. Ma tu guarda..." Steje chiuse il rapporto degli investigatori di Ono e si avviò verso la sezione sicurezza.



Deep Space 16 Gamma, Ufficio del Capitano - 22/11/2399, ore 17:20


"Quindi lei afferma di aver trovato le prove che il Comandante Roberts è in combutta con i Dekenekak e che, nonostante non ci siano informazioni su questa razza, lui li conosca." Claire guardò dubbiosa il Commodoro. Era arrivato baldanzoso e non infuriato come pensava nel suo ufficio, affermando cose assurde e per confermare le sue parole le aveva mostrato un libro per poi guardarlo lui stesso in modo sorpreso.

"Abbiamo avuto alcune informazioni, il suo ufficiale scientifico conosceva da prima i Dekenekak e riteniamo che abbia avuto la funzione di cavallo di Troia per permettere all'assassino di uccidere la delegazione Varikis. Un ristoratore della passeggiata ha visto molte volte Roberts cenare in compagnia di una donna che non risulta essere presente sulla stazione."

"Comandante Drillrush a Comandante Roberts, risponda per cortesia."
=^=Mi dica comandante.=^=
"Lei conosce una certa Anna Todd?"

Il bajoriano parve un po' sorpreso ma rispose senza problemi. =^=Beh si, ho conosciuto la signorina Todd due settimane fa, durante un simposio qui alla base. Si ricorda del Professor Vodek dell'Accademia delle Scienze di Vulcano venuto ad esporre le sue ricerche? C'erano diversi scienziati ad ascoltarlo provenienti dai pianeti vicini alla stazione. La Signorina Todd era la sua assistente.=^=

"Eppure la Signorina Todd non risulta essere sulla stazione." Si aggiunse Ono con un sorriso malefico.
=^=Non so che dirvi, ho cenato con lei qualche volta ma niente di più, era lei che mi invitava. Parlavamo di lavoro più che altro, non c'è mai stato niente di più. Ma perché questa domanda?=^=
"I video della sorveglianza la perdono sulla passeggiata dopo ogni incontro con lei." disse il capo della sicurezza di Ono certa che quello fosse un punto incriminante.
"Io stessa - intervenne il Comandante Drillrush - ho controllato i filmati. La perdiamo sempre nella folla e di lei non c'è più traccia... come se..." si morse la lingua ma l'Ambasciatrice terminò per lei.
"Come se cambiasse aspetto in mezzo alla folla."

Roberts sbianco. =^=Pensate che fosse il mutaforma solido? Ma io non ho avuto più che qualche cena con lei.=^=
"Si calmi Roberts, adesso abbiamo qualcosa su cui lavorare." Claire chiuse la comunicazione e ne attivò un'altra "Signor Riccardi, può mandarmi i rapporti riguardanti l'incontro dei Klingon con i Varikis."
=^=Si signore, però la devo informare che...=^= rispose Riccardi cercando di comunicare qualcosa ma fu subito interrotto.
"Non ora, rimanga in ascolto..."

Claire lesse alcune cose sui documenti e poi sorrise soddisfatta. Guardò Ono "Commodoro, mi permetta di descriverle un'ipotesi cercando di ricollegare i fatti."

Lui la guardò sospettoso ma accettò con un cenno del capo.

"Tre settimane fa, nel territorio Varikis, avviene l'incontro con una nave di quest'ultimi e i klingon. I due gruppi riescono a trovare un'intesa e comunicano all'impero che i Varikis hanno intenzione di fare un primo contatto. Viene quindi ordinato alla nave klingon di scortare i Varikis fino a DS16 in maniera che possano incontrare tutti gli ambasciatori."

Ono fece un cenno affermativo con la testa e si sedette interessato.

"Questo vuol dire che c'è stato un intenso via vai di comunicazioni fra Varikis, nave klingon e noi. Certo non è possibile che chi non è autorizzato riesca a capire i nostri messaggi criptati, intercettarli si, ma leggerli ne dubito. Però può fare in modo che qualcuno entri in possesso in altro modo di queste informazioni."
"In che modo?" chiese il tenente Delmas in piedi di fianco al Commodoro.
"Ci arriverò fra un momento." riprese Claire "Tutto viene organizzato per l'incontro qui alla base e i Varikis partono scortati dai klingon. Una settimana dopo, una certa signorina Todd, si impegna molto per far amicizia con il Comandante Roberts sfruttando ogni momento per stare in sua compagnia. Tutto parrebbe portare ad un tentativo di flirt della signorina se non fosse che il Comandante non sembra interessato alla cosa e quindi parla con lei solo di lavoro. In più lei scompare senza lasciar traccia dopo ogni cena e, cosa ancora più strana, rimane sulla stazione anche dopo che il suo superiore, il Professor Vodek se n'è ormai andato."

Il Comandante riprese fiato e continuò "All'arrivo dei Varikis era logico supporre che il Comandante Roberts facesse parte del gruppo che li avrebbe avvicinati, da quel momento in poi è successo tutto quello che sappiamo."

"Quindi lei sospetta che i Dekenekak abbiano organizzato tutto questo per uccidere quegli specifici Varikis qui da noi. Perché? Con le loro abilità potevano intrufolarsi sulla loro nave e uccidere tutti lì." chiese il Tenente.

"I Varikis hanno detto di conoscere i Dekenekak e che sanno del loro odio. È ragionevole suppore che abbiano dei modi di impedire che degli assassini, gassosi o meno, riescano a salire a bordo delle loro navi e quindi hanno fatto in modo di farli incontrare con i klingon."
"Quindi la mia teoria che il Comandante Roberts sia stato avvicinato per fungere da cavallo di Troia la ritiene corretta... ma cosa ci facevano i klingon in quella zona di spazio?" chiese Ono
"Nessuno lo sa spiegare, il capitano Q'nogh dell'incrociatore klingon, dice che la loro missione era scovare mondi e risorse per l'impero e che molte volte avevano sentito parlare dei Varikis e alla fine li hanno trovati."
=^=Come se qualcuno li avesse spinti verso di loro.=^= Commentò Riccardi ancora in comunicazione.
"Esatto."
=^=E come avrebbero fatto a scoprire l'incontro sulla nostra stazione?=^=
"L'ambasciatore klingon mi ha riferito che è stata da poco trovata una creatura, ormai morta da almeno una settimana sull'incrociatore. Dato che non era gassoso presumo che fosse il mutaforma. Forse colui che accedeva alle comunicazioni della nave e che organizzò l'attacco alla stazione. Ma evidentemente non è riuscito a resistere fino all'approdo qui."
=^=Però manca ancora qualcosa...=^= uno sconosciuto trill apparve accanto a Riccardi
"Ancora lei? Ma chi diavolo è?" sbottò Ono
=^=Mi permetta di presentarmi, Capitano Steje Aymane, prossimo Capitano di Deep Space 16 Gamma... fra un po' però, adesso sono solo un visitatore in ferie.=^=
"Lei? Ci siamo incontrati sulla passeggiata due giorni fa! È stato lei a mettermi in testa l'idea che i Varikis non fossero del tutto sinceri!" lo accuso Claire sorpresa mentre T'Lani gli lanciava un'occhiata incuriosità.
=^=Non le ho suggerito niente, non ho mai nominato i Varikis, ha fatto tutto da sola. E congratulazione per il suo prossimo parto! le comunico che il nome Steje è adatto anche ad una femminuccia... così tanto per dire. Però torniamo un attimo alla questione: sappiamo che i defunti versavano in condizioni gravi già prima che arrivassero da noi e sappiamo anche che i Dekenekak odiano i Varikis e che venivano utilizzati da molti gruppi criminali come assassini e mercenari... ma se anche i Varikis li usassero in quel modo?=^=
"Dove vuole arrivare" chiese Claire
"Dieci piccoli indiani" commentò L'ambasciatrice vulcaniana senza nessun accenno di emozione nella voce ma spostando il corpo sulla poltroncina come se fosse stata pronta a scattare in piedi dalla sorpresa.
=^=Vedo che io e lei abbiamo letture in comune.=^= rispose Steje con un affascinante sorriso.
"Potete spiegare anche al resto della classe?" chiese il Tenente Delmas.
"È un romanzo poliziesco terrestre del 1939. Secondo il racconto, dieci persone furono invitate su un'isola disabitata e uccise una dopo l'altra da un misterioso assassino che poi si rivelò essere uno degli invitati che fingeva la sua morte per uccidere impunemente gli altri." spiego il Comandante Drillrush che conosceva il libro.
=^=Prima che qualcuno sospetti che uno dei morti non sia morto veramente, vi posso assicurare che non è così, ma ci sono ancora due invitati.=^= proseguì Steje.
"La misteriosa signorina Todd" propose Ono
"e l'ambasciatore o'Hucler." aggiunse T'Lani

=^=Signore non poteva dirlo prima? Manderò una squadra per proteggero... o per arrestarlo... non ho ancora capito bene.=^= commentò Riccardi confuso.
=^=Credo che arriverà troppo tardi, sarà sicuramente già morto, ucciso dal gassoso che ancora si aggira per la base e che probabilmente è tornato nel corpo ospite che impersonava appunto la signorina Todd... suggerisco di chiamare su vulcano per assicurarsi che la vera assistente del professore sia a casa e in buona salute.=^=

"Ma quindi chi è stato allora?" chiese il Commodoro Ono.
=^=Non ne ho idea!=^= sorrise divertito il Capitano Aymane sollevando le mani.
"Però come nel romanzo forse qualcuno ha lasciato una lettera o meglio un messaggio per spiegare cosa è successo... e l'unico posto dove fino ad ora non potevamo guardare era la memoria olografica impiantata nei Varikis." commentò l'ambasciatrice vulcaniana.
=^=Esatto, e ora che anche l'ambasciatore è passato a miglior vita, direi che non c'è nessuno che ci possa impedire di sbirciare quella memoria.=^=
"Ma i Varikis presenti ancora sulla nave non ce lo permetteranno." borbottò Ono
=^=Sono tutti ufficiali di basso rango, non appena la notizia della morte del loro ambasciatore arriverà a loro, saranno nel panico più completo e abbastanza confusi da non accorgersi della nostra piccola trasgressione... ci hanno ordinato di non toccare i corpi dei loro defunti, ma non ci hanno vietato di accedere ai loro impianti. Sicuramente il nostro bellissimo ufficiale alle operazioni saprà come scaricare i dati senza toccare il corpo del defunto. Non dite all'ambasciatore klingon di questo ultimo commento per favore.=^=

*Ma da quanto è qui? Come fa a sapere certe cose su di noi?* si chiese Claire senza smettere di pensare alla decisione da prendere.

"Credo che un ordine diretto da parte di un Commodoro sia necessario a questo punto." commentò Ono alzandosi in piedi "Chiami il suo Capo Operazioni e andiamo in infermeria, cerchiamo una buona volta di trovare la soluzione all'enigma. E venga anche lei Capitano!"

=^=Troppo tardi Signore, il Capitano se n'è già andato.=^= Riccardi fece spallucce ad indicare che lui non centrava niente "Ho appena ricevuto un rapporto dalla squadra della sicurezza, l'Ambasciatore o'Hucler è stato trovato morto nei suoi alloggi.=^=



Deep Space 16 Gamma, infermeria - 22/11/2399, ore 19:00


"Cosa mi dice dell'Ambasciatore, dottor Ch'Idrani? Qual'è la causa della sua morte?"
"La stessa cosa che stava uccidendo la delegazione scientifica, solo in dosi più massicce." rispose l'andoriano controllando il suo dpad "Ma ora sono certo che non si tratti di cause naturali. L'Ambasciatore è stato ucciso modificando alcuni elementi chimici del suo corpo, cosa che ha portato alla degenerazione dei tessuti cerebrali che abbiamo riscontrato anche nella delegazione. Solo che in questo caso il processo è stato più immediato."

"Comandante Keane è riuscita a scaricare i dati dalla memoria olografica?" chiese Ono rivolto alla mezza klingon.
"Ho appena terminato, ma non sarà facile decifrarli." rispose dispiaciuta la donna.
"Come mai?" intervenne il Comandante Drillrush
"Trattandosi di modifiche eugenetiche si passa dalla tecnologia alla scienza. Da sola non so se posso ricavarne qualcosa di utile."

"Ed è qui che appare il salvatore!" esclamò il Capitano Aymane entrando in infermeria insieme al Comandante Roberts e tre uomini della sicurezza fra cui Riccardi.
"Cosa ci fa lei qui?" chiese immediatamente il Commodoro Ono
"Lei io o lei lui?" gli fece eco Steje indicando se stesso e Roberts contemporaneamente.
"Cosa ci fa qui il Comandante!" riprovò il benzita un po' confuso.
"Non le serviva uno scienziato? Il Comandante Roberts è esperto in eugenetica e tecnologia aliena" ribattè il trill con un sorriso "Vuole o no scoprire cos'è successo?"
"Veramente io l'eugenetica..." balbettò Ramar che però fu spinto verso Tara senza dargli il tempo di continuare.
"Noi intanto andiamo a prendere qualcosa da bere? I ragazzi ne avranno per un po'... Riccardi ci pensi tu qui?"
"Rimarrò qui anch'io" commentò il capo della sicurezza di Ono
"Peccato..." sospirò Staje portando via Claire e Ono.
"È sempre così il vostro Capitano?" chiese il tenente quando le porte si chiusero.
"Non ne ho idea, è la prima volta che lo vedo... ma temo di si." rispose Riccardi mentre gli altri membri dello staff presenti in infermeria lo guardavano sorpresi per la rivelazione.



Deep Space 16 Gamma, ufficio del capitano - 23/11/2399, ore 01:00


=^=Sto morendo ormai... la malattia che mi ha colpito una decina di anni fa è diventata terminale, i miei studi non sono serviti a risolvere la situazione.=^= la voce metallica nel video era la stessa che avevano ascoltato quando ancora il dottor ch'Kuser della delegazione Varikis era in vita. =^=In questi lunghi anni di esperimenti sui Dekenekak mi sono dovuto avvicinare anche alla loro società e alla loro religione. Un modo per interpretare certi comportamenti che la sola medicina non poteva spiegare. Sono affascinanti non c'è che dire... la religione Dekenekak afferma che i vayumaya, o gassosi, sono l'anima dei ghana e che il corpo ospite non è così importante finchè la loro anima sopravvive, questo mi ha fatto scoprire altri modi per sfruttare i ghana e costringerli a collaborare... disperdere un vayumaya davanti ai loro occhi, rende i ghana molto docili. Comunque questo era prima... come ho detto mi sono avvicinato anche alla loro religione ed ho capito quanto i nostri esperimenti... i miei e quelli del mio popolo, siano orribili. Gadra, il gassoso che teniamo nella nostra struttura di ricerca è un individuo di spiccata intelligenza, le conversazioni con lui sono state illuminanti... è per questo che, quando ho saputo della mia malattia ho deciso di mettere fine a tutto.=^=

I presenti nell'ufficio del Capitano si guardarono. Claire, che sedeva in quella che era ancora ufficialmente la sua poltrona, fece una smorfia disgustata per quello che lo scienziato non si accorgeva di dire. Esperimenti, morti e sofferenza. Il popolo Dekenekak continuava tutt'ora a soffrire, non tutti erano fuggiti.

=^=Quindi stò morendo ma rivelerò alla galassia qual'è la sorte dei Dekenekak e di molti altre razze del nostro territorio, forse qualcuno fermerà la nostra follia. Il piano è semplice e domani, durante l'incontro di Primo Contatto alla Stazione Spaziale si compirà il mio destino. Libererò Gadra, nascosto in un involucro di stasi, e lui in accordo con me, possiederà il membro di una razza federale e mi ucciderà tramite lui, sicuramente le loro indagini porteranno alla scoperta di questa registrazione e forse metterà fine a tutto.=^=

"Quindi è stata una sorta di suicidio..." commentò Ono
"Non è così semplice..." rispose il Comandante Drillrush
"L'ha capito vero Comandante?" chiese il Capitano Aymane sorridendole.
"Capito cosa?" gli fece eco il Commodoro confuso.
"Il dottor ch'Kuser è stato raggirato." si intromise T'Lani
"Esattamente... studiava il gassoso Garda e il suo popolo da anni finché non si accorse della sua malattia. Sono certa che fu lo stesso Garda a provocargliela grazie alle sue capacità di modificare gli elementi chimici del corpo che ospitava e nel frattempo iniziò a plagiarlo sfruttando la sua paura della morte finchè il dottor ch'Kuser non propose quel piano suicida. Garda, a differenza di quanto prevedeva il piano, uccise non solo il dottore, ma anche tutti i suoi assistenti, oltrettutto tutti loro erano malati della sua stessa malattia ma non lo sapevano... se il piano non fosse andato a buon fine Garda era certo che i suoi aguzzini sarebbero comunque morti. Per chiudere in bellezza uccise anche o'Hucler per permettere a noi di leggere i dati sulla memoria olografica." spiegò Claire "Questi Varikis sono dei macellai."
"Quindi tutto è stato organizzato dal gassoso." Ono era esterrefatto. "Ma ora è tutto finito. E abbiamo anche la confessione di ch'Kuser il che rende il Comandante Roberts praticamente prosciolto dalle accuse di omicidio volontario."

"Non è finita qui." aggiunse Steje cupo "Ci sono ancora Garda e la signorina Todd che si aggirano per la stazione, credo che quest'ultima funga da capsula di salvataggio per Garda per la fuga, probabilmente il gassoso che è dentro di lei si alterna con Garda per permettere a quest'ultimo di sopravvivere... c'è da capire se vogliamo arrestarlo o dargli una medaglia."




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Brano: 23-10
Titolo: Tre topolini ciechi
Autore: Ambasciatore Federale T'Lani
(aka Elena Fuccelli)
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Deep Space 16 Gamma, ufficio del capitano - 23/11/2399, ore 01:30


"Questa immagino sia quella che i terrestri chiamano una boutade, capitano - disse Ono corrugando la fronte - Ma non è molto divertente. Sono sicuro che anche un allievo al primo anno dell'Accademia le potrebbe dire che non si può lasciare girare impunemente per lo spazio della Federazione l'autore di una tale serie di delitti... Non importa quanto siano giustificate possano sembrare le sue azioni - ai suoi occhi, perlomeno!" - si guardò intorno: "...Anche agli occhi di alcuni di noi, vedo" - concluse secco.
"Non bisogna dimenticare nemmeno l'interesse della Federazione in questa faccenda - intervenne l'ambasciatrice T'Lani - È vero che i Varikis hanno compiuto un crimine terribile ai nostri occhi... E naturalmente, nei miei rapporti alla Presidenza della Federazione Unita dei Pianeti, avrò cura di sconsigliare una attuale alleanza con loro. Ma non possiamo pretendere che una razza che fino a pochi giorni fa ci era completamente sconosciuta possa adeguarsi ai nostri concetti di giusto o di morale... E perfino di crimine."
"Cosa? Vuol dire che non faremo niente?" - domandò Claire inorridita.
"In effetti, non possiamo fare niente - rimarcò Ono - Quello che hanno subito i Dekenekak è terribile, ma è successo lontanissimo dalla nostra giurisdizione. Possiamo occuparci solo di quello che è successo qui"
"Magari, una volta stabilite le normali relazioni diplomatiche - aggiunse T'Lani - Usarle per far capire ai Varikis i nostri punti di vista sull'eugenetica... Una attività che dovranno abbandonare se il loro governo mira realmente ad una alleanza con la Federazione."
"Capisco - disse asciutta Claire Drillrush - E questo è nell'interesse della Federazione, vero?"
Claire colse un movimento con la coda dell'occhio. Steje Aymane si era avvicinato al replicatore: "Posso?"
"Ma certo. Questo sarà il suo studio, dopotutto" - fece Claire.
"Può replicare anche qualcosa che non sia cibo, spero" - fece Steje, premendo il pulsante: "Un mazzo di carte da gioco terrestri. Da quaranta carte" - afferrò il
mazzo appena replicato e iniziò a rigirare le carte tra le dita. Dalle carte ne estrasse tre: un fante di picche, una donna di picche, un fante di cuori, che mostrò ai presenti prima di rimescolare il mazzo.
"Cos'è, si annoia, capitano?" - domandò T'Lani, corrugando la fronte.
"Oh, no - si schiarì la voce il capitano Aymane, continuando a mescolare le carte, Come potrei?"
Andò ad appoggiarle sul bordo della scrivania di Claire: "In effetti, ho trovato la discussione molto interessante. Questioni di giurisdizione, che cos'è giusto, ingiusto, la relatività della morale secondo le diverse culture... Un altro po' e finiremo per tirare fuori la prima direttiva. Con tutto il rispetto, signori: dobbiamo concentrarci sul problema. Nonostante quello che ho detto poco fa, sono d'accordo che il solido mutaforma e i due gassosi debbano essere fermati. Non fosse altro che per impedire a Garda e soci di usare qualche altro poveraccio come hanno fatto con il comandante Roberts."
"E lei si concentra giocando a carte?" - domandò il commodoro.
Steje alzò una mano: "La prego, mi segua... Io ho estratto tre carte, prima. Ve le ricordate? Beh, ve lo dico io: erano un fante di cuori e due carte di picche. Per
trovarle, possiamo scorrere tutto il mazzo..." - riprese il mazzo dalla scrivania e aprì le carte a ventaglio. Riunì di nuovo le carte e iniziò a suddividerle di fronte a loro come per una partita di poker: "...Oppure, possiamo dividere le carte in tanti mucchietti, ed esaminare ogni mucchio separatamente, sapendo che i nostri tre amici, i due fanti e la donna di picche non possono stare a lungo separati, ma devono necessariamente stare insieme" - con un colpo di mano, girò le carte che si trovavano di fronte a Claire.

"Mi ricordi di non giocare mai a poker con lei, capitano!" - disse, fissando i due fanti e la donna di picche.
"Mi perdoni, capitano - interloquì T'Lani sollevando una mano - Metafore a parte, non credo di capire che cosa stia suggerendo di fare. Dividere? Cercare in gruppi più piccoli? Su questa Base ci sono molte più di quaranta persone, e non credo che si faranno manipolare come le sue carte"
L'ambasciatrice non sembrava particolarmente colpita dalle abilità da prestigiatore di Aymane, pensò Claire.
Steje poggiò di nuovo le carte sulla scrivania: "La registrazione che abbiamo trovato ci fa capire che la missione che avevano qui i Dekenekak può considerarsi esaurita. Un bel successo per loro! Che cos'altro potrebbero avere da fare su Deep Space 16 Gamma? Anzi, più restano a bordo, maggiori sono le probabilità che la Sicurezza della Base si renda conto che qualcosa non quadra con l'apparente ricostruzione degli eventi. Quindi, sanno di dover sloggiare!"
"Questo è evidente - replicò la vulcaniana - Venga al punto, capitano"
Steje sospirò appoggiandosi allo schienale della poltrona con aria sognante, e incrociò le dita dietro la testa: "Poniamo il caso che la Base debba essere evacuata - alzò le spalle - Per un qualunque motivo. Ce ne inventeremo uno. Blocchiamo i teletrasporti: tutti i passeggeri dovranno usare i moli per imbarcarsi. Uno per volta. E ai moli, metteremo una trappola"
"Che tipo di trappola?" - domandò Claire Drillrush.
"Direi sensori per la ionizzazione, ma in realtà non importa molto. La trappola dovrà solo essere ben visibile... La nostra donna di picche si nasconde bene in un mazzo di carte, ma vedrà quel mazzo assottigliarsi a mano a mano e a quel punto cercherà di fuggire, con l'aiuto dei gassosi."
"Continui!" - lo esortò Ono, interessato.
"Con i teletrasporti tutti bloccati e la sicurezza visibilmente impegnata a scansionare tutti coloro che si imbarcano sui moli, ci sarà un solo modo per il solido per salire a bordo di una nave... Attraverso i condotti che collegano i magazzini alle stive di carico delle navi."
"Ci sono molti magazzini, su questa Base" - fece notare Claire.
"Ma non ci sono così tanti condotti di carico!" - ribatté Steje - Ed è proprio lì che dovremo mettere la vera trappola per i nostri tre topolini"
"Tre topolini ciechi..." - commentò tra sé l'ambasciatrice. Si alzò in piedi, imitata dagli altri: "Non credo di potervi essere d'aiuto per la cattura dei Dekenekak. E' molto tardi... Domani mattina cercherò piuttosto di mettermi in contatto con il governo Varikis. Dobbiamo loro delle spiegazioni per la morte del loro ambasciatore, oltre che dei loro scienziati. Con il vostro permesso..."

Chinò graziosamente la testa in segno di commiato, prima di andare via. Il commodoro attese che le porte le si fossero richiuse alle spalle, quindi si rimise a sedere, e si rivolse al capitano Aymane: "Onestamente, non capisco - sbuffò - Passi per il solido, ma che genere di trappola può catturare i due gassosi?"
Steje assentì: "Questa si che è una buona domanda! E credo che dovremmo chiamare qui il comandante Rogers, il dottor Ch'Idrani e il tenente Riccardi per rispondere..."



Deep Space 16 Gamma, ufficio del capitano - 23/11/2399, ore 03:00


"Escluso! - sbottò deciso il dottor Ch'Idrani - Non metterò un essere senziente in un tubo di stasi se non per ragioni mediche! Sono un dottore, non un secondino!" - si girò verso Riccardi e aggiunse, borbottando: "Senza offesa per la Sicurezza, intendo!" - Tornò a guardare verso il capitano Aymane: "E poi, chi ci dice che il teletrasporto d'urgenza della sezione medica sia in grado di catturare tutte le molecole di un essere senziente gassoso? Potrebbe esserne smembrato... E' orribile!"
"Stiamo solo facendo delle ipotesi, dottore..." - lo rabbonì Claire Drillrush - Il teletrasporto d'urgenza diretto in una cella di stasi è solo una di queste."
"Tenga conto che si tratta di criminali! - aggiunse il commodoro Ono - Ha visto anche lei che cosa un solo gassoso sia stato in grado di fare... E siamo sicuri che ce ne siano due, in giro per la Base, adesso!"

Nammo non aveva bisogno di ricordarlo. Le immagini le aveva viste e le aveva ben presenti, per sua sfortuna!
Lanciò un'occhiata alla sua destra, dove sedeva il comandante Rogers.
L'ufficiale scientifico fissava uno stilo per dipad che teneva tra le mani, con uno sguardo assorto che al dottore non diceva niente di buono. Gli ultimi giorni dovevano essere stati un terribile stress per quell'uomo, pensò il dottore. Peccato che sulla Base non ci fosse più un consigliere...

Si riscosse. Stava parlando Alessandro Riccardi: "...No, non prevedo problemi per l'evacuazione della Base. Sono state fatte prove di evacuazione in precedenza, i protocolli sono stabiliti e sono ben chiari a tutto il personale. Basta solo stabilire che tipo di giustificazione dare ai civili"
"Quindi il problema principale che rimane è quello di come catturare i Dekenekak" - disse Steje- "Credo di avere io una idea" - disse Ramar Roberts.
Nammo sussultò, girandosi verso il bajoriano. L'uomo posò lo stilo sulla scrivania, con un gesto calcolato: "Il problema principale è: come prenderli. Se riusciamo a spingere il solido mutaforma e i due gassosi all'interno di uno spazio da noi controllato, come i condotti di carico di cui parlava il capitano, per esempio, possiamo chiudere lo spazio tra due campi di forza..."
"Ne abbiamo già parlato - sbuffò il commodoro Ono - Non possiamo lasciarli in un condotto di carico in eterno. Ma non possiamo teletrasportarli, perché non potremmo essere sicuri di prendere tutte le molecole dei gassosi"
"Si, invece... Se avremo messo all'interno dei condotti di carico un tappeto di nanospugne. Le molecole entreranno in queste nanostrutture reticolare, venendo catturate dalle forze di Van Der Vaals, e si collegheranno alle superfici formando uno strato liquido, piuttosto stabile. Ci sarà un leggero calore, ma non sufficiente ad uccidere i gassosi."
"Come possiamo saperlo con certezza? - domandò Nammo - Non sappiamo nulla della loro fisiologia. Quello che per noi è solo un leggero calore, potrebbe uccidere un'altra specie senziente!"
L'ufficiale scientifico scrollò le spalle: "Quando il vayumaya mi ha invaso, non è stato minimamente danneggiato dall'esposizione alla mia temperatura corporea. La temperatura sviluppata all'interno del condotto non sarà superiore alla mia."
"E poi?"- domandò Riccardi.
"Poi, potremo teletrasportarli senza rischio né per loro né per noi in una gabbia a tenuta stagna. Una nuova immissione di calore riporterà i gassosi alla loro forma originaria... Sempre che la si possa definire una forma."




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Brano: 23-11
Titolo: Partenze e arrivi
Autore: Tenente Comandante Tara Keane
(aka Monica Miodini)
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Deep Space 16 Gamma, Plancia - 23/11/2399, ore 13:00


Era passata circa un'ora da quando l'ordine di evacuazione del Comandante Drillrush era risuonato in ogni angolo della stazione e, da quel momento, dopo qualche attimo di turbamento da parte dei civili, i quali temevano che il pericolo per un'eventuale distruzione della Base a causa di una non meglio imprecisata disfunzione fosse imminente, file ordinate di esseri di razze diverse si dirigevano ai moli d'imbarco assegnati loro. Gli uomini della Sicurezza, guidati da Riccardi, controllavano il regolare deflusso della gente e diversi erano piazzati ai lati di quelli che a tutti gli effetti erano dei rivelatori di ionizzazione.

Gli ufficiali in plancia quasi tenevano il fiato, perché finora non era scattato nessun allarme dai condotti dove Roberts e Keane avevano sistemato le trappole, e nell'aria cominciava a serpeggiare il timore che in un qualche modo gli assassini gli fossero passati tra le mani, senza lasciare tracce.

Dopo altri lunghissimi cinque minuti uno dei sensori d'allarme installato in uno dei condotti di carico, cominciò a lampeggiare.

"Ci siamo!" disse Roberts dalla sua postazione.

"I Gassosi sono stati catturati dalle nano spugne?" chiese Drillrush dalla sua poltrona, sentendo strana accanto a lei la presenza di Aymane, perché Th'Tharek stava coadiuvando Riccardi nell'evacuazione della Base.

"Si Signora, la trappola ha funzionato alla perfezione." Confermò Durani al Tattico.

"Molto bene: i suoi campi di forza sono a prova di Gassoso ?" chiese a Keane ottenendo uno sguardo che voleva dire *scherzi, vero Claire?*, anche se la risposta fu:

"Certo Capitano!"

"Allora trasferiamoli nella cella che abbiamo preparato per loro: adesso Durani."

La klingon attivò i comandi e qualche secondo dopo diede conferma che i prigionieri erano nella cella loro assegnata.

"Signori, ottimo lavoro. Commodoro Ono, Capitano Aymane andiamo a sentire cosa hanno da dire!"

=^=Th'Tharek il piano ha funzionato, sospenda l'evacuazione. Riccardi, mi raggiunga alla prigione.=^=

Quindi si alzò e si diresse al turbo ascensore seguita dai due uomini.



Deep Space 16 Gamma, Sezione detenzione - 23/11/2399, ore 13:15


Nella cella il muta forma aveva ripreso le sembianze femminili di Anna Todd, la forma con cui si era presentata alla base, e guardava sprezzante gli Ufficiali della Federazione dall'altra parte del campo di forza. I due gassosi, appena visibili come un lieve disturbo del campo visivo, fluttuavano ai lati della muta forma.

"Sono il Capitano di DS16 Gamma, Comandante Drillrush e, in nome della Federazione Unita dei Pianeti, vi dichiaro in arresto per l'omicidio della delegazione scientifica dei Varikis. Sarete trasferiti a bordo della nave del Commodoro Ono e poi portati sulla Terra dove subirete un processo per le terribili azioni di cui vi siete macchiati: avete qualcosa da dichiarare?"

La donna non abbassò lo sguardo e con un ghigno che sembrava un sorriso inquietante, rispose:

"Noi combattiamo per la libertà del nostro popolo e quello che abbiamo fatto non è niente, in confronto a quello che la nostra razza ha subito per mano di quegli esseri abominevoli che sono i Varikis! Se la vostra Federazione è così equa come sostiene, il processo renderà giustizia alla nostra causa." Detto questo, si mise a sedere sulla branda presente nella cella, con i due gassosi che la circondavano come a farle da schermo.

I quattro ufficiali, si guardarono, consci che la cosa si sarebbe trascinata a lungo e che adesso era pane per i denti della diplomazia della Federazione.

Riccardi rimase per controllare che i campi di forza funzionassero alla perfezione, gli altri 3 uscirono dalla zona detentiva e Drillrush si rivolse a Ono " Commodoro non appena la sua nave avrà attivato i protocolli per contenere i gassosi, ve li trasferiremo a bordo."

"Molto bene Comandante e , anche se siamo partiti col piede sbagliato, devo ammettere che ha risolto la questione in maniera esemplare. Arrivederci." Disse con un sorriso e porgendole la mano per salutarla.

Claire fu sorpresa dal cambio di atteggiamento del Commodoro, ma al contempo ne fu compiaciuta: aveva rischiato, minimo una nota di demerito e adesso invece .....

"E adesso Capitano Aymane le posso affidare la mia Base tranquillamente, senza carichi pendenti. Mi raccomando, la tratti bene e si fidi dei suoi uomini: sono tutti in gamba e ottimi professionisti. Io," disse portando le mani al ventre con un gesto protettivo "per un po' avrò altro cui badare!" e un sorriso le illuminò il viso.

Steje la guardò ammirando la luce che sembrava illuminarle il volto, probabilmente a causa della gravidanza e la rassicurò dicendole che la lasciava in buone mani.



Deep Space 16 Gamma - 24/11/2399, ore 17.30


Il giorno seguente, sulla stazione, tutto era tornato alla normalità, quasi come se nulla fosse accaduto nelle giornate appena passate.

T'Lani aveva parlato a lungo con il Segretario personale del defunto Ambasciatore o'Hucler ed era riuscita ad ottenere che una delegazione Varikis, andasse sulla Terra, sia per seguire il processo come parte lesa, sia per approfondire la conoscenza delle usanze dei vari mondi che componevano la Federazione.

Rogal, in nome dell'Impero Klingon, aveva quasi tagliato i ponti con quella cultura dopo che era stato stabilito che usavano vigliaccamente l'eugenetica, pratica aborrita dall'Impero dai tempi del tentativo di creare klingon potenziati con quella tecnologia, e che aveva causato però, danni superiori ai benefici.

I romulani al contrario, sembravano molto interessati alle loro conoscenze in quel campo, e secondo T'Lani stavano organizzando forme d'interscambio "culturale" che secondo lei era meglio monitorare. Il Commodoro Ono era ripartito con il suo carico di prigionieri, ben sorvegliati, vista le loro notevoli capacità. La Stazione spaziale aveva ripreso la sua routine, tranne che per il Comandante Claire Drillrush, che rientrata nei suoi alloggi, si concesse un lungo sono ristoratore, prima di prepararsi a lasciare la Base per tornare sulla Terra, dove ricongiungersi col suo compagno e far nascere il suo bambino, con la giusta tranquillità.



Deep Space 16 Gamma, Zona Klingon - 28/11/2399, ore 23.15


L'anziano consigliere camminava con aria soddisfatta lungo il corridoio che dal ponte d'attracco principale portava all'ambasciata Klingon. Nessuno sapeva della sua presenza sulla base spaziale: aveva deciso di fare una sorpresa alla figlia e per questo non aveva detto niente a nessuno, nemmeno al comandante della stazione. Aveva deciso tutto all'ultimo e, in poco tempo, aveva organizzato il trasporto per passare inosservato. Arrivato su DS9 con la nave ammiraglia del casato VodleH, si era poi imbarcato su una nave passeggeri diretta a DS16 con l'identità che usava quando voleva viaggiare in incognito, ordinando al Capitano della sua nave di raggiungere DS16 quarantotto ore dopo. Ora, però, per portare a compimento la sua sorpresa gli serviva l'aiuto dell'ambasciatore Dothrak e adesso, anche se l'ora era tarda, stava camminando a passo veloce verso l'ambasciata Klingon per concordare con lui gli ultimi dettagli per la sorpresa da fare a Tara. Sapeva che l'ambasciatore faceva uso di una guardia personale, ma i Suvwl'lw schierati davanti alla porta del suo appartamento privato, erano veramente impressionanti. Niente però poteva fermare un consigliere dell'impero Klingon in missione speciale!

"Sono il Consigliere Gh'art devo parlare con l'Ambasciatore immediatamente!"

"Mi dispiace Consigliere ma l'Ambasciatore ha dato ordine di non essere disturbato per nessun motivo" rispose la guardia di destra senza nemmeno muovere un muscolo.

L'anziano Klingon, non essendo abituato a essere messo in attesa, rimase un attimo costernato dalla risposta della guardia, ma in breve si riprese e cominciò a inveire contro il guerriero vestito di rosso con una serie d'improperi così violenti e rumorosi, da far uscire Rogal per controllare chi si permetteva di fare tanto fracasso davanti alla sua porta a quell'ora. Non che stesse dormendo, anzi da quando Tara aveva preso l'abitudine di passare la notte nel suo alloggio, le ore dedicate al riposo vero e proprio erano diminuite drasticamente, ma la soddisfazione che traeva dalla sua compagnia era impagabile.

Non appena apri la porta, riconobbe subito chi si trovava davanti, avendolo visto nei ritratti di famiglia che ricoprivano un'intera parete dell'alloggio della sua compagna. Ripromettendosi di fare un discorso alle sue guardie in seguito, fece entrare Gh'art nell'appartamento, scusandosi per il comportamento dei suoi uomini.

"Mi spiace, ma se avessimo saputo del suo arrivo, l'avremmo accolta come merita. Tara sarà felicissima di vederla." Disse Rogal facendolo accomodare.

"In realtà la mia presenza qui riguarda proprio mia figlia. Ma vedo che ha compagnia " disse Gh'art guardando la tavola apparecchiata per due " non voglio disturbarla, la mia sorpresa può aspettare domani. Se ha un alloggio in Ambasciata da assegnarmi, mi ritirerò a riposare e potremo parlare domattina. La lascio alla sua serata!"

Nel frattempo fece più attenzione al suono di un violino che proveniva dalla stanza accanto, un'antica melodia terrestre che aveva già sentito altre volte, suonata dalle agili mani di...

"TARA!" Esclamò sorpreso e girandosi a guardare meglio il possente Klingon che lo fissava con aria perplessa, chiese: "È mia figlia che sta suonando nella stanza accanto?"

"Ovviamente! Per quale motivo dovrei ospitare un'altra donna nella mia camera? Per chi mi ha preso?" Rispose Rogal, offeso che il padre di Tara potesse pensare che frequentasse anche altre donne oltre a lei.

Poi notando l'espressione incredula del Consigliere, gli domandò: "Mi scusi Gh'art, ma lei è a conoscenza che io e sua figlia ci frequentiamo?"

"No! E da quanto tempo intrattenete questa relazione?" esclamò con la rabbia che gli montava nella voce.

"Ufficialmente da un anno circa!" rispose Rogal.

"Un anno? E cosa intende per ufficialmente?" Ripeté Gh'art alzando il tono della voce.

"Beh sa, all'inizio della relazione, visti anche i nostri rispettivi ruoli, abbiamo preferito tenere tutto segreto... ma credo che Tara le potrà spiegare meglio."

"A quanto pare stare troppo tempo a contatto con i terrestri, le ha fatto scordare come una figlia debba portare rispetto al padre!" rispose Gh'art amareggiato, lasciandosi andare sulla poltrona che aveva di fianco. Rogal guardava l'anziano klingon, entrato solo cinque minuti prima con tutta la spavalderia tipica della sua razza e del suo rango, e che adesso, così abbattuto com'era, sembrava portare sulle spalle tutto il peso dell'età, e provò per lui una sincera compassione e allo stesso modo sentiva nascere dentro un sentimento strano per lui, che aveva provato solo poche altre volte: una certa delusione nei confronti di Tara per come si era comportata col padre.

Quindi si sedette sul divano posto di fianco alla poltrona e, con estrema delicatezza, cominciò a parlare a Gh'art di lui, della sua famiglia e di come aveva conosciuto Tara e del forte sentimento, che da subito, aveva provato per lei.

Nella camera da letto nel frattempo, Tara ignara di quanto stesse accadendo nella stanza accanto, terminò i suoi studi col violino, e, mentre riponeva il prezioso strumento nella sua custodia, sentì delle voci provenire dal salotto: Rogal stava parlando con qualcuno, ma era quasi certa che lui non avesse appuntamenti di lavoro per quella sera. Uscì, quindi, a veder chi era venuto a fare visita ma, varcata la soglia, si fermò, perchè anche da dietro poteva riconoscere la cara figura del padre, intento a conversare tranquillamente con Rogal.

"Padre?!" chiese con l'espressione di un bambino sorpreso ad aver compiuto una marachella.

"Oh Tara, figliola, hai visto che bella sorpresa ti ha fatto il tuo vecchio?" disse Gh'art girandosi verso la figlia e alzandosi per ricevere l'abbraccio della figlia, che, riavutasi dalla sorpresa, si lanciò tra le sue braccia: era davvero troppo tempo che non assaporava il calore di quelle forti braccia e che non ne sentiva il profumo. Fu Gh'art il primo a staccarsi dall'abbraccio e prendendo la figlia per le spalle e guardandola serio, dritto negli occhi, le chiese:

"E adesso vuoi dirmi, di grazia, qual è il motivo che ti ha spinto a tenermi segreto il fatto che frequenti questo Klingon, il cui onore e valore mi sembrano più che evidente?"

"Sì Tara, sarei proprio curioso anch'io di conoscerne il motivo!" rilanciò Rogal che, alzatosi dal divano, si era messo dietro al di lei padre, con le braccia incrociate e con uno sguardo tra l'offeso e il divertito: era proprio curioso di vedere come se la cavava adesso Tara. Si ricordava perfettamente, di come un anno prima era stata lei a spingere per rendere palese la loro storia, per poi scoprire che lei non aveva detto niente a nessuno, nemmeno alla sua famiglia!

Tara si sentiva in colpa come quella volta di tanti anni prima, quando ancora bambina appena giunta su Qo'nos si era intrufolata sul caccia da combattimento del suo defunto fratello, disobbedendo al padre che le aveva negato categoricamente il permesso, perché all'epoca Gh'art sperava ancora di farne una perfetta femmina klingon, ubbidiente ai doveri verso il Casato. Lei si era divertita un mondo, apprendendo i primi rudimenti di volo dal suo adorato fratellone, ma, al rientro, il volto deluso del padre che la aspettava alla banchina d'attracco, era un'immagine che ancora le faceva dolere il cuore, più che la solenne ramanzina che fece a entrambi.

"Mi dispiace, so di avervi deluso e non credo che me la caverò dicendo che volevo tutelarvi in qualche modo!"

"Tutelarci da cosa, bambina cara?" disse Gh'art, il cui amore sconfinato per quell'unica figlia femmina l'aveva portato a sfidare anche il Consiglio, obbligandolo ad accettarla come erede del Casato, nonostante fosse femmina!

"Beh... proverò a spiegarvi. Papà il nostro amore è forte e sincero, ma ci sono motivi che non posso spiegare, legati anche ai nostri rispettivi ruoli, che potrebbero ostacolare il nostro futuro insieme e, poiché ormai ti eri quasi rassegnato al fatto che non trovassi un compagno, ho pensato che tenerti all'oscuro, ti avrebbe protetto nel caso noi ci dovessimo separare in un futuro. E Rogal, tu non sai da quanto tempo in famiglia aspettano che io decida di sposarmi e se avessi detto di noi, sua moglie, che adoro, ma che a volte è davvero asfissiante, avrebbe cominciato a organizzare le nozze senza nemmeno lasciarmi finire di dire che stavo con te!"

Sentendo quelle parole Rogal, che ben conosceva le difficoltà che affrontava ogni giorno nel far accettare ai suoi uomini la relazione con lei e che, al momento, era tollerata, solo perché lui aveva detto che lei era solo divertimento, niente di serio, cosa che se fosse giunta alle orecchie di Tara, non se la sarebbe cavata tanto facilmente. Quindi abbassò le braccia e, da offeso, si sentì in colpa per il suo comportamento vigliacco.

"Tara, tu sai che il mio vecchio cuore ha sopportato ben di peggio!" disse Gh'art riferendosi alla morte improvvisa del suo primogenito, nel vile attentato che aveva ucciso anche la madre di Tara, suo passato grande amore, divenuta poi la più cara delle amiche!

"Lo so, ma temevo che un'altra delusione te lo potesse spezzare definitivamente, e questo non lo potrei sopportare. Se la storia tra noi fosse proceduta come spero faccia, tu saresti stato il primo a saperlo, te lo giuro!"

Il vecchio avvicinò la figlia e le diede un lieve bacio sulla fronte, poi le disse dolcemente:

"Sai che non riesco a portarti rancore. A quanto pare chi venne per sorprendere, fu sorpreso! Vieni, sediamoci qui e parliamo, ci sono molte cose che vorrei sapere!"

Rogal rimase in piedi e disse "Vi lascio un po' d'intimità, credo che adesso dobbiate parlarvi a quattr'occhi. Consigliere, noi riprenderemo il discorso domattina." e si accomiatò da padre e figlia, rientrando nella sua stanza da letto con un pensiero che gli frullava in mente da qualche minuto.

*E adesso come faccio a cavarmi fuori da questo inghippo senza causare una guerra tra Casati?* In effetti non si era ancora posto il problema di come continuare la relazione con Tara, senza sposarsi, per evitare che i suoi uomini la uccidessero solo perché mezzosangue, e, allo stesso tempo, non offendere un casato importante come quello dei Vodeh.